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	<title>PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi  - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi  - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
</div>
</div>
<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
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		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani Via dalla pazza folla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
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<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
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<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
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		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28358 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
</div>
</div>
<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/leccellenza-artigiana-dellargento-protagonista-a-unomattina-rai1-con-bianca-guscelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28358 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
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<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[carenza manodopera]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione sud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28358 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
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<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132173</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28358 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
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<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
		<category><![CDATA[costruzioni.]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28358 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
</div>
</div>
<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28358 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
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<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28358 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
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</div>
<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132377</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28358 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
</div>
</div>
<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28358 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
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<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
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<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28358 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
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<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
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<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28358 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
</div>
</div>
<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24)</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-sulla-rappresentanza-e-crisi-di-hormuz-granelli-a-focus-economia-radio24/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 17:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[radio24]]></category>
		<category><![CDATA[sebastiano barisoni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 13 Luglio 2026·MEDIA Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24) Confartigianato ha sottoscritto l&#8217;accordo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-28358 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
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<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Accordo su rappresentanza e contrattazione: servono chiarezza su rappresentatività e impegno antidumping</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-su-rappresentanza-e-contrattazione-servono-chiarezza-su-rappresentativita-e-impegno-antidumping/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 16:51:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[contrattazione]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentanza imprenditoriale]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentatività]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·LAVORO Accordo su rappresentanza e contrattazione: servono chiarezza su rappresentatività e impegno antidumping Le principali organizzazioni datoriali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28358 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
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<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Premio Confartigianato Motori: presentata a Monza l&#8217;edizione 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/premio-confartigianato-motori-presentata-a-monza-ledizione-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 12:28:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Confatigianato Motori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132248</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·MOTORI Premio Confartigianato Motori: presentata a Monza l&#8217;edizione 2026 Si è tenuta il 9 luglio a Monza, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28358 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
</div>
</div>
<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>La sanità del futuro nel nuovo numero di Spirito Artigiano</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/la-sanita-del-futuro-nel-nuovo-numero-di-spirito-artigiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 09:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·MEDIA La sanità del futuro nel nuovo numero di Spirito Artigiano La salute come bene comune, la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28358 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
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<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
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		<title>Imprese e professioni chiedono il “Buono Digitale” per sostenere innovazione e competitività</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imprese-e-professioni-chiedono-il-buono-digitale-per-sostenere-innovazione-e-competitivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 15:38:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Buono digitale]]></category>
		<category><![CDATA[fabio mereu]]></category>
		<category><![CDATA[voucher digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 9 Luglio 2026·INNOVAZIONE Imprese e professioni chiedono il “Buono Digitale” per sostenere innovazione e competitività Debutta il Manifesto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
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<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
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		<title>PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi  - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Sun, 16 Nov 2014 15:00:13 +0000</lastBuildDate>
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