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	<title>PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi  - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi  - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28358 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
</div>
</div>
<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dal-piano-per-lexport-40-milioni-di-euro-per-le-micro-e-piccole-imprese-colpite-dalla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28358 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
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<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
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<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
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<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28358 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
</div>
</div>
<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28358 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
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<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/trappole-col-fiocco-e-soffitti-di-cristallo-focus-di-spirito-artigiano-sulla-condizione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28358 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
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<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
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<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/con-aumento-tassi-bce-a-rischio-investimenti-delle-piccole-imprese-in-transizioni-digitale-e-green/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:22:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 11 Giugno 2026·CREDITO Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28358 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
</div>
</div>
<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, sostenibilità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-e-symbola-celebrano-lartigianato-simbolo-del-futuro-del-made-in-italy-tra-design-sostenibilita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Mantova]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 11 Giugno 2026·MADE IN ITALY Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-28358 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
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<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/burocrazia-e-normativa-complessa-pesano-sulla-qualita-dei-servizi-pubblici-italia-al-26-posto-in-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Giugno 2026·PA Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28358 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
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<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 9 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28358 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
</div>
</div>
<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/moda-congiuntura-ancora-debole-e-i-timori-per-gli-investimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 8 Giugno 2026·MODA Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti Nel primo trimestre del 2026 la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28358 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
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<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
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		<title>Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna con Symbola</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianato-aumentato-e-made-in-italy-l11-giugno-a-mantova-levento-conclusivo-della-campagna-con-symbola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:17:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[sy]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
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<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
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		<title>Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 11:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alleanza europea apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[EAFA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·FORMAZIONE Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato Oggi a Roma, nell’ambito dell’high-level event della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
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<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/a-bruxelles-smeunited-definisce-le-priorita-strategiche-per-rafforzare-il-ruolo-delle-pmi-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 10:15:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[davide galli]]></category>
		<category><![CDATA[SMEunited]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·EUROPA A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa Due [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28358 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
</div>
</div>
<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in Medio Oriente. Il punto sulla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-due-mesi-di-guerra-perso-un-terzo-330-del-made-in-italy-in-medio-oriente-il-punto-sulla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:12:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 3 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28358 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
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<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli a ReStart (Rai3): &#8220;Il lavoro c’è ed è artigiano. Investiamo sulle competenze dei giovani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-restart-rai3-il-lavoro-ce-ed-e-artigiano-investiamo-sulle-competenze-dei-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 09:22:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[annalisa bruchi]]></category>
		<category><![CDATA[restart]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Giugno 2026·MEDIA Granelli a ReStart (Rai3): &#8220;Il lavoro c’è ed è artigiano. Investiamo sulle competenze dei giovani&#8221; Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28358 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
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<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): “Più tutele per le vere imprese artigiane e per distinguere il pane fresco”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/granelli-a-unomattina-rai1-piu-tutele-per-le-vere-imprese-artigiane-e-per-per-distinguere-il-pane-fresco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 08:41:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
		<category><![CDATA[pane fresco]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 31 Maggio 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): “Più tutele per le vere imprese artigiane e per distinguere il pane [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28358 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
</div>
</div>
<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>In 8 mesi di dazi Usa le Pmi hanno perso 5,3 milioni di export al giorno</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/in-8-mesi-di-dazi-usa-pmi-perdono-53-milioni-di-export-al-giorno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 08:30:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Maggio 2026·DAZI USA In 8 mesi di dazi Usa le Pmi hanno perso 5,3 milioni di export [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-28358 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
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<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
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		<title>Premio Pietro Calabrese ai grandi nomi della cultura, dello sport e del giornalismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 12:49:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[fabio menicacci]]></category>
		<category><![CDATA[premio pietro calabrese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Maggio 2026 Premio Pietro Calabrese ai grandi nomi della cultura, dello sport e del giornalismo Cultura, sport, giornalismo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/04/prezzi-allarme-di-confartigianato-per-gli-aumenti-delle-materie-prime-metalliche-da-gennaio-2006-sulle-piccole-imprese-una-stangata-di-13-miliardi/">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi</h1>
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<p>Non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio a pesare sui conti delle aziende italiane.</p>
<p>Una minaccia ancora più grave arriva dai rincari dei prezzi di alcune materie prime utilizzate dalle imprese dei <span id="more-28358"></span>settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo. In soli 100 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 10 aprile 2006, i rialzi vanno dal + 3,3% del piombo fino al + 51,3% dello zinco.</p>
<p>A lanciare l’allarme è Confartigianato che, in un rapporto redatto dall’Ufficio studi, ha calcolato l’impatto degli aumenti sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai due settori: nei primi mesi dell’anno, su queste piccole aziende si è scaricato un maggior costo di 1.326,5 milioni di euro.</p>
<p>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.740 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.800 euro.</p>
<p>In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,7% e in una perdita di competitività che Confartigianato ha stimato pari al 4,7%.</p>
<p>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 107,4 milioni di euro, equivalenti a 58.400 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,9% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,5%.</p>
<p>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 10 aprile 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 51,3%), seguito da ottone (+ 42,9%),  rame (+ 27,5%), stagno (+ 27,5%), nickel (24,2%), alluminio alloy (+ 19,1%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 9,8%), alluminio high grade (+ 9,8%), piombo (+ 3,3%).</p>
<p>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto.</p>
<p>Particolarmente critica la situazione nei territori più specializzati in questi comparti, vale a dire le province di Lecco, Brescia, Verbano Cusio Ossola e Novara, dove un terzo del settore manifatturiero è rappresentato proprio dalle aziende della produzione e lavorazione di metalli.</p>
<p>Nel rapporto della Confederazione si fa notare che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 a febbraio 2006, sono aumentati soltanto del 2,4%. Tuttavia, nonostante le aziende abbiano finora assorbito i rincari delle materie prime, c’è il rischio di una ripercussione inflattiva soprattutto sui settori delle costruzioni e degli autoveicoli.</p>
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		<title>PREZZI Allarme di Confartigianato per gli aumenti delle materie prime metalliche: da gennaio 2006 sulle piccole imprese una ‘stangata’ di 1,3 miliardi  - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Sun, 16 Nov 2014 15:00:13 +0000</lastBuildDate>
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