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	<title>Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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		<title>Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-inblu2000-crisi-in-medio-oriente-pesa-su-costi-energia-export-e-investimenti-delle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27763 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
</div>
</div>
<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
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			</item>
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		<title>Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-4-di-sera-rete-4-le-crisi-geopolitiche-presentano-il-conto-alle-nostre-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[4 di sera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
</div>
</div>
<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[congiuntura]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Giugno 2026·CONGIUNTURA Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio Le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27763 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
</div>
</div>
<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/aggregazione-in-consorzi-e-reti-dimpresa-per-conquistare-il-mercato-degli-appalti-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4CNetWork]]></category>
		<category><![CDATA[Gustavo Piga]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Carretti]]></category>
		<category><![CDATA[orep]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27763 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
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<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-27763 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
</div>
</div>
<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianale-si-ma-soltanto-se-sei-artigiano-utili-chiarimenti-dal-mimit-sulla-nuova-legge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
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<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-vista-un-accordo-per-la-riapertura-di-hormuz-il-conto-di-oltre-cento-giorni-di-crisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131851</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
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</div>
<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dalla-crisi-del-golfo-ai-cantieri-le-tendenze-delledilizia-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27763 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
</div>
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<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dal-piano-per-lexport-40-milioni-di-euro-per-le-micro-e-piccole-imprese-colpite-dalla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131789</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27763 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
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<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131780</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27763 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
</div>
</div>
<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27763 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
</div>
</div>
<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27763 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
</div>
</div>
<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/trappole-col-fiocco-e-soffitti-di-cristallo-focus-di-spirito-artigiano-sulla-condizione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131753</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27763 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
</div>
</div>
<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/bassa-crescita-dellitalia-i-nodi-da-sciogliere-nellaudizione-di-confartigianato-alla-camera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131748</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27763 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
</div>
</div>
<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/con-aumento-tassi-bce-a-rischio-investimenti-delle-piccole-imprese-in-transizioni-digitale-e-green/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:22:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131737</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 11 Giugno 2026·CREDITO Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-27763 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
</div>
</div>
<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, sostenibilità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-e-symbola-celebrano-lartigianato-simbolo-del-futuro-del-made-in-italy-tra-design-sostenibilita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Mantova]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 11 Giugno 2026·MADE IN ITALY Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27763 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
</div>
</div>
<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/burocrazia-e-normativa-complessa-pesano-sulla-qualita-dei-servizi-pubblici-italia-al-26-posto-in-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131714</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Giugno 2026·PA Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-27763 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
</div>
</div>
<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/moda-congiuntura-ancora-debole-e-i-timori-per-gli-investimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 8 Giugno 2026·MODA Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti Nel primo trimestre del 2026 la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27763 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
</div>
</div>
<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna con Symbola</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianato-aumentato-e-made-in-italy-l11-giugno-a-mantova-levento-conclusivo-della-campagna-con-symbola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:17:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[sy]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27763 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
</div>
</div>
<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
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		<title>Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 11:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alleanza europea apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[EAFA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·FORMAZIONE Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato Oggi a Roma, nell’ambito dell’high-level event della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27763 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
</div>
</div>
<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
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		<title>Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Tue, 11 Nov 2014 09:00:30 +0000</lastBuildDate>
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