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	<title>Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 13:27:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Maggio 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities  Gli scontri nello [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27763 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
</div>
</div>
<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
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			</item>
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		<title>Piano Casa è strategico per Italia e rilancio Pmi costruzioni. Valorizzare filiere a km 0</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/piano-casa-e-strategico-per-italia-e-rilancio-pmi-costruzioni-valorizzare-filiere-a-km-0/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 17:33:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[piano casa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Aprile 2026·COSTRUZIONI Piano Casa è strategico per Italia e rilancio Pmi costruzioni. Valorizzare filiere a km 0 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
</div>
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<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
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		<title>Il Tax Reform Index di Confartigianato: riforma fiscale attuata al 65%. In prima pagina su IlSole24Ore</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/riforma-fiscale-attuata-al-65-confartigianato-presenta-il-tax-reform-index/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 06:36:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Tax Reform Index]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Carbone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 30 Aprile 2026·FISCO Il Tax Reform Index di Confartigianato: riforma fiscale attuata al 65%. In prima pagina su IlSole24Ore [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27763 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
</div>
</div>
<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato porta a Londra le eccellenze artigiane alla prima edizione di “Real Italian Food &#038; Wine Experience”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-porta-a-londra-le-eccellenze-artigiane-alla-prima-edizione-di-real-italian-food-wine-experience/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 14:09:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Real Italian Food & Wine Experience]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Aprile 2026·MERCATI ESTERI Confartigianato porta a Londra le eccellenze artigiane alla prima edizione di “Real Italian Food &#038; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27763 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
</div>
</div>
<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Dl lavoro &#8211; Bene incentivi, ma servono misure a lungo termine e senza limiti uso per Pmi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/dl-lavoro-bene-incentivi-ma-servono-misure-a-lungo-termine-e-senza-limiti-uso-per-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 17:10:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[dl lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Aprile 2026·LAVORO Dl lavoro &#8211; Bene incentivi, ma servono misure a lungo termine e senza limiti uso [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27763 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
</div>
</div>
<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>Verso 1° maggio: in quattro anni di elevata turbolenza cresce a doppia cifra (+11,2%) il lavoro dipendente stabile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/verso-1-maggio-in-quattro-anni-di-elevata-turbolenza-cresce-a-doppia-cifra-112-il-lavoro-dipendente-stabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 11:09:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 28 Aprile 2026·LAVORO Verso 1° maggio: in quattro anni di elevata turbolenza cresce a doppia cifra (+11,2%) il lavoro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
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<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
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		<title>Bene la semplificazione degli incentivi. Ma la riforma non rimanga sospesa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 10:10:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[riforma incentivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Aprile 2026·INCENTIVI Bene la semplificazione degli incentivi. Ma la riforma non rimanga sospesa “Una riforma necessaria per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
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<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/feed/</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>Su DFP condivisibile prudenza Governo. Urgono misure su energia, credito, competitività</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/su-dfp-condivisibile-prudenza-governo-urgono-misure-su-energia-credito-competitivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 07:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[DFP 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Aprile 2026·DFP 2026 Su DFP condivisibile prudenza Governo. Urgono misure su energia, credito, competitività Confartigianato, Cna e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27763 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
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<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
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		<title>Confartigianato presenta il Tax Reform Index: come cambia il fisco per artigiani e Mpi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-presenta-il-tax-reform-index-come-cambia-il-fisco-per-artigiani-e-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 14:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Tamburini]]></category>
		<category><![CDATA[giancarlo giorgetti]]></category>
		<category><![CDATA[Jean Marie Del Bo]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Tax Reform Index]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Carbone]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130912</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 27 Aprile 2026·EVENTI Confartigianato presenta il Tax Reform Index: come cambia il fisco per artigiani e Mpi A quasi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27763 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
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<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Jacopo Poli è &#8216;Maestro del Made in Italy&#8217;: premiata impresa di Confartigianato Vicenza</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/jacopo-poli-e-maestro-del-made-in-italy-premiata-leccellenza-di-confartigianato-vicenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 21:47:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[jacopo poli]]></category>
		<category><![CDATA[poli distillerie]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Maestro del made in Italy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130894</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Aprile 2026·MADE IN ITALY Jacopo Poli è &#8216;Maestro del Made in Italy&#8217;: premiata impresa di Confartigianato Vicenza Jacopo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27763 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
</div>
</div>
<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Indicazioni Geografiche: a Bruxelles Confartigianato fa il punto sulle nuove tutele per i prodotti artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/indicazioni-geografiche-a-bruxelles-confartigianato-fa-il-punto-sulle-nuove-tutele-per-i-prodotti-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 11:50:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[IG]]></category>
		<category><![CDATA[indicazioni geografiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Aprile 2026·MADE IN ITALY Indicazioni Geografiche: a Bruxelles Confartigianato fa il punto sulle nuove tutele per i prodotti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27763 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
</div>
</div>
<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato conquista Hong Kong con moda e gioielleria tra artigianalità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-conquista-hong-kong-con-moda-e-gioielleria-tra-artigianalita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 10:48:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Hong Kong]]></category>
		<category><![CDATA[ice agenzia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Aprile 2026·MERCATI ESTERI Confartigianato conquista Hong Kong con moda e gioielleria tra artigianalità e innovazione Si è conclusa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27763 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
</div>
</div>
<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Nel 2025 la produzione di mobili sale del 3,5% vs +0,7% Ue. Il report di Confartigianato al Salone del Mobile a Milano</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/nel-2025-la-produzione-di-mobili-sale-del-35-vs-07-ue-il-report-di-confartigianato-al-salone-del-mobile-a-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 10:18:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[salone del mobile]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130880</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Aprile 2026·LEGNO E ARREDO Nel 2025 la produzione di mobili sale del 3,5% vs +0,7% Ue. Il report [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27763 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
</div>
</div>
<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Al Mimit con il Ministro Urso al via la campagna nazionale &#8216;Artigianato, futuro del made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/oggi-al-mimit-con-il-ministro-urso-al-via-la-campagna-nazionale-artigianato-futuro-del-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 14:49:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[adolfo urso]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata nazionale del made in Italy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Aprile 2026·MADE IN ITALY Al Mimit con il Ministro Urso al via la campagna nazionale &#8216;Artigianato, futuro del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27763 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
</div>
</div>
<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato sul Documento finanza pubblica 2026: “Serve risposta Ue su energia e vincoli bilancio”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-sul-documento-finanza-pubblica-2026-serve-risposta-ue-su-energia-e-vincoli-bilancio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 14:49:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[DFP 2026]]></category>
		<category><![CDATA[giancarlo giorgetti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130863</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Aprile 2026·DFP 2026 Confartigianato sul Documento finanza pubblica 2026: “Serve risposta Ue su energia e vincoli bilancio” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27763 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
</div>
</div>
<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli: &#8220;Bene proposta Sen. De Carlo di aggiungere ‘artigianato&#8217; a denominazione Commissione Industria Senato&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-bene-proposta-sen-de-carlo-di-aggiungere-artigianato-a-denominazione-commissione-industria-senato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 12:15:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Luca De Carlo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130852</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Aprile 2026·SENATO Granelli: &#8220;Bene proposta Sen. De Carlo di aggiungere ‘artigianato&#8217; a denominazione Commissione Industria Senato&#8221; “Accogliamo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27763 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
</div>
</div>
<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le Confederazioni artigiane in audizione alla Camera: &#8220;Pmi siano al centro di politiche Ue&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/le-confederazioni-artigiane-in-audizione-alla-camera-pmi-siano-al-centro-di-politiche-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 11:51:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130847</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Aprile 2026·EUROPA Le Confederazioni artigiane in audizione alla Camera: &#8220;Pmi siano al centro di politiche Ue&#8221; Sostegno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27763 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
</div>
</div>
<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli a “Unomattina” (Rai1): “Più tutele per i veri artigiani e nuove opportunità per i giovani”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-a-unomattina-rai1-piu-tutele-per-i-veri-artigiani-e-nuove-opportunita-per-i-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 11:10:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[rai1]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Aprile 2026·MEDIA Granelli a “Unomattina” (Rai1): “Più tutele per i veri artigiani e nuove opportunità per i giovani” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27763 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
</div>
</div>
<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>Alta vocazione artigiana, fattore chiave della leadership europea del Design. Il report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/alta-vocazione-artigiana-fattore-chiave-della-leadership-europea-del-design-il-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 12:33:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[salone del mobile]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130824</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 21 Aprile 2026·LEGNO E ARREDO Alta vocazione artigiana, fattore chiave della leadership europea del Design. Il report di Confartigianato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27763 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
</div>
</div>
<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
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		<title>OpenAI e Confartigianato lanciano lo SME AI Accelerator per le PMI italiane</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/openai-e-confartigianato-lanciano-lo-sme-ai-accelerator-per-le-pmi-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 09:30:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[OpenAI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 20 Aprile 2026·INIZIATIVE OpenAI e Confartigianato lanciano lo SME AI Accelerator per le PMI italiane OpenAI e Confartigianato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2006/09/da-confartigianato-allarme-per-aumento-prezzi-materie-prime-lottone-e-rincarato-dell85-da-gennaio-a-settembre-2006-e-crisi-per-le-imprese-dei-settori-rubinetteria-e-valvol/">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-27763 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Settembre 2006</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame</h1>
</div>
</div>
<p><b>Continua l’allarme per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Da gennaio a settembre 2006 l’ottone è rincarato dell’85%. A gennaio costava 2,99 euro al kg, mentre oggi la quotazione è di 5,53 euro al Kg.</b><span id="more-27763"></span></p>
<p><b>“Con questi aumenti – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; i profitti delle nostre aziende sono azzerati e addirittura molti imprenditori lavorano in perdita. Ne sanno qualcosa le circa 500 piccole imprese che lavorano nel distretto piemontese della rubinetteria e del valvolame del Cusio e della Valsesia le quali che utilizzano prevalentemente l’ottone per la loro produzione che vanta una tradizione risalente addirittura al 1400”.</b></p>
<p><b>Se il caso dell’ottone sta mettendo in ginocchio l’economia dei distretti della rubinetteria e del valvolame, soprattutto quello piemontese di Cusio-Valsesia e quello della provincia di Brescia, il problema dei rincari dei prezzi di alcune materie prime riguarda però tutte le imprese italiane dei settori della produzione di metalli e della fabbricazione di prodotti in metallo.</b></p>
<p><b>In soli 150 giorni, vale a dire dal 1° gennaio al 1 giugno 2006, i rialzi vanno dal + 5,24% dell’alluminio high grade fino al + 72,7% dello zinco.</b></p>
<p><b>Confartigianato ha stilato una classifica dei maggiori rincari delle materie prime registrati nel periodo 1 gennaio – 1 giugno 2006 sui mercati internazionali e sui mercati all’ingrosso nazionali: al primo posto c’è lo zinco (+ 72,7%), seguito dal rame (+ 58,7%), nickel (+53,8%), alluminio alloy (+ 20,5%), prodotti siderurgici-laminato mercantili (+ 17,7%), stagno (+13,4%), alluminio high grade (+ 5,2%). Solo il piombo mostra segnali di cedimento con una diminuzione del 13,8%.</b></p>
<p><b>L’impatto degli aumenti delle materie prime nei primi cinque mesi dell’anno sulle 83.984 imprese artigiane con 354.865 addetti appartenenti ai settori della produzione e lavorazione metalli è pari ad un maggior costo di produzione di 1.309,3 milioni di euro (se l’impennata delle materie prime proseguisse con questo trend, l’impatto su base annua arriverebbe a 3.142 Mln di €, pari ad un maggior costo per impresa di 37.400 €).</b></p>
<p><b>Tale cifra si traduce in un maggior costo per ogni addetto di 3.690 euro l’anno e in un aggravio per ciascuna azienda di 15.600 euro l’anno. In pratica, i rincari delle materie prime equivalgono ad un aumento del costo del lavoro per le aziende del settore pari al 26,3% e in una perdita di competitività pari al 7,3% dei prezzi medi di vendita.</b></p>
<p><b>L’impennata dei prezzi delle materie prime ha le peggiori ricadute sulle 1.839 piccole aziende che operano nel settore della produzione di metalli: i costi aggiuntivi sono di 106,0 milioni di euro, equivalenti a 57.700 euro in più all’anno per ogni azienda, che si riflettono in un aumento del 63,0% del costo del lavoro e in una minore competitività del 7,4%.</b></p>
<p><b>A ‘soffrire’ di più sono le aziende della Lombardia (in particolare quelle di Milano, Brescia e Bergamo), regione nella quale è concentrato il 23,5% delle aziende del settore metalli e prodotti in metallo. A seguire l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. Infine si osserva che la crescita dei prezzi delle materie prime comprime redditività e investimenti delle imprese poiché le dinamiche concorrenziali su questo mercato non permettono alle aziende di scaricare gli aumenti sui prezzi finali. La conferma viene dai prezzi alla produzione che, nel settore prodotti di metallo, da dicembre 2005 ad aprile 2006, sono aumentati soltanto del 5,0%. </b></p>
<p><b>La testimonianza di Giorgio Redi, imprenditore associato a Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola, intervistato dall’Agenzia ANSA</b></p>
<p><b>IMPRESE:LA CINA SPINGE BOOM COSTO OTTONE(+180%),SOS PMI/ANSA</b></p>
<p><b>DA GENNAIO +85%; ALLARME RUBINETTERIA,CROLLANO FATTURATI (-40%)</b></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 8 set &#8211; Si infiammano i prezzi delle materie prime. Su tutte l&#8217;ottone, che da settembre 2005 ad oggi ha archiviato un aumento dei costi di acquisto del 180%. Una tendenza che non ha accennato ad attenuarsi nell&#8217;anno in corso: da gennaio infatti l&#8217;incremento dei prezzi e&#8217; stato dell&#8217;85%.</p>
<p>Cosi&#8217;, se a inizio anno 1 kg della lega piu&#8217; usata nella produzione di rubinetterie e valvolame costava 2,99 euro, oggi la sua quotazione e&#8217; schizzata a 5,53 euro. Tutta colpa della Cina, denunciano gli addetti ai lavori &#8211; soprattutto tra quelli facenti capo al maggior distretto italiano della rubinetteria e valvolame, quello di Cusio-Valsesia &#8211; che al momento attuale e&#8217; in grado gestire il controllo mondiale dei rottami, soprattutto rubinetti, controllando cosi&#8217; l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;imputato numero uno di questo brusco aumento dei prezzi e&#8217; la Cina, conferma Giorgio Redi, titolare della &#8216;Gioira&amp;Redi&#8217;, azienda produttrice di rubinetti, nata 70 anni fa nella provincia di Novara, a San Maurizio d’Opaglio, e attiva nell&#8217;export in tutti i Paesi dell&#8217;Ue e in Canada.&#8221;Il colosso asiatico da piu&#8217; di un un anno a questa parte, maggio 2005, ha cominciato ad accaparrare da tutto il mondo rottami di rubinetterie &#8211; spiega &#8211; destinati poi ad essere rilavorati. Un fenomeno che i fornitori di rottami accettano di buon grado, visto che Pechino li paga 20-30 centesimi al kg in piu&#8217; rispetto ad altri Paesi del mondo, liquidando sempre le cifre pattuite sul momento, senza lunghe attese, come e&#8217; accaduto fino a poco tempo fa con altre aziende internazionali&#8221;. E questo, osserva Redi, spiega la forte fiammata dei prezzi: &#8221;per le nostre produzioni noi acquistiamo delle barre di ottone di 3 metri di lunghezza. Ebbene: ora, settembre 2006, il costo di queste e&#8217; di 5,53 euro al chilo; a settembre di un anno fa ammontava a 2,07 euro. E questo, e&#8217; bene chiarire, e&#8217; il prezzo base&#8221;. Per fare un confronto, aggiunge, &#8221;basta pensare che l&#8217;1 maggio del 2005 un chilo di queste barre costava 1,95 euro al chilo&#8221;. Ma il punto piu&#8217; alto dei costi, ricorda, &#8221;lo abbiamo registrato il 12 maggio scorso, quando il costo al chilogrammo ha toccato i 6,55 euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accelerazione dei prezzi, informano dal distretto Cusio-Valsesia, ha avuto effetti devastanti sui fatturati delle aziende del settore, calati nel periodo gennaio-settembre del 40% e, da gennaio 2005, del 45%. A questa situazione, spiegano altri addetti ai lavori, vanno a sommarsi altri fenomeni, peraltro gia&#8217; ben noti, come &#8221;quelli delle importazioni di materiali in arrivo, anche in questo caso dalla Cina, marchiati CE, cioe&#8217; China Export, che poi sarebbe anche la sigla della Comunita&#8217; Europea&#8221;. Ebbene, avvertono, &#8221;da ora in poi, anche se per certi versi e&#8217; ormai troppo tardi, bisognerebbe fare piu&#8217; attenzione in dogana. Anche perche&#8217; nel mercato europeo sono entrati prodotti come rubinetti o similari arrivati dalla Cina e marchiati Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Alla produzione italiana di rubinetteria e valvolame contribuiscono oltre 1.000 imprese e circa 26 mila addetti. La percentuale delle piccole imprese sul totale delle aziende produttrici sfiora l&#8217;87%.</p>
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		<title>Da Confartigianato allarme per aumento prezzi materie prime: l’ottone è rincarato dell’85% da gennaio a settembre 2006. E’ crisi per le imprese dei settori rubinetteria e valvolame - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Tue, 11 Nov 2014 09:00:30 +0000</lastBuildDate>
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