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	<title>L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 11 Agosto 2026·LEGGE DI BILANCIO Conti pubblici verso la manovra 2027   Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/lenel-avverte-inverno-a-rischio-freddo-e-buio/">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7148 post type-post status-publish format-standard hentry category-energia tag-black-out tag-enel tag-energia-2 tag-infrastrutture" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Settembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</h1>
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<p>Il numero uno dell’Enel Fulvio Conti lancia l’allarme: “siamo ancora più fragili di due anni fa quando scoppiò la crisi dei rifornimenti del gas a causa del contenzioso tra Russia e Ucraina. Corriamo il rischio di rimanere al freddo e al buio”. Dal 2005, secondo Conti, non è cambiato nulla. Anzi: “I consumi sono in aumento mentre le infrastrutture sono rimaste le stesse”. Secondo l’amministratore delegato di Enel per il prossimo inverno c’è il pericolo che gli interruttori della luce scattino a vuoto e che il riscaldamento delle case degli italiani scenda, per legge, al di sotto dei venti gradi. Un problema che, sempre secondo Conti, è originato da una concatenazione di eventi che possono essere così riassunti: il consumo di corrente elettrica è in continua crescita, una richiesta che porta a utilizzare grandi quantità di gas per muovere i generatori delle centrali elettriche. Il gas viene da lontano, soprattutto dalla Russia (35%) e dall’Algeria (38%), è costoso, e l’offerta limitata. A rendere il quadro ancora più complesso, secondo l’OCSE, i Paesi da cui l’Italia e gli altri stati europei si approvvigionano stanno facendo pochi investimenti per adeguare la produzione alla richiesta, in continua crescita. C’è poi la questione delle infrastrutture. I gasdotti per l’import da Algeria e Russia saranno potenziati solo a partire dall’anno prossimo. I rigassificatori, che potrebbero ovviare il problema, o almeno renderlo meno grave, stentano a diventare realtà: l’unico in funzione è quello dell’Eni in provincia di La Spezia; tarda quello di Rovigo dell’Edison; ancora fermo alla fase di progetto quello di Porto Empedocle. Poche novità anche sul fronte della rete di distribuzione elettrica: le linee ad alta tensione non crescono né di numero né di qualità, i buchi nella rete mal sopportano gli sbalzi di carico, gli investimenti sono in ritardo. Secondo Confartigianato, il problema delle infrastrutture esiste e va risolto. Problemi strutturali che richiederanno anni di interventi. Ma, secondo loro, ad essere in crisi è anche il modello con cui l’energia viene generata, quasi interamente affidato alla grande produzione. “L’Italia non può fare a meno della grande produzione. Ma non si tratta di un modello unico: questa potrebbe essere affiancata da forme di microproduzione, che ci aiuterebbero ad essere un po’ più autonomi e meno a rischio di black out. Nel caso di nuovi insediamenti produttivi è pensabile la presenza di centrali a cogenerazione o trigenerazione che producono contemporaneamente energia elettrica e termica partendo da fonti rinnovabili. Poi l’eolico, il fotovoltaico…” Oppure la terza via. “Si quella del risparmio energetico. Anche perché tutte quelle indicate sono scelte per un futuro, anche se vicino. Nell’immediato, per questo inverno definito dall’Enel ‘a rischio’, il risparmio di energia può dare degli ottimi risultati. Risparmiare non è solo spegnere la luce quando usciamo da una stanza, ma è soprattutto razionalizzare i consumi nei processi produttivi, mettere in efficienza le apparecchiature e scegliere quelle ad alta efficienza”.</p>
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		<title>Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[credito più costoso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Agosto 2026·CREDITO Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/lenel-avverte-inverno-a-rischio-freddo-e-buio/">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</h1>
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<p>Il numero uno dell’Enel Fulvio Conti lancia l’allarme: “siamo ancora più fragili di due anni fa quando scoppiò la crisi dei rifornimenti del gas a causa del contenzioso tra Russia e Ucraina. Corriamo il rischio di rimanere al freddo e al buio”. Dal 2005, secondo Conti, non è cambiato nulla. Anzi: “I consumi sono in aumento mentre le infrastrutture sono rimaste le stesse”. Secondo l’amministratore delegato di Enel per il prossimo inverno c’è il pericolo che gli interruttori della luce scattino a vuoto e che il riscaldamento delle case degli italiani scenda, per legge, al di sotto dei venti gradi. Un problema che, sempre secondo Conti, è originato da una concatenazione di eventi che possono essere così riassunti: il consumo di corrente elettrica è in continua crescita, una richiesta che porta a utilizzare grandi quantità di gas per muovere i generatori delle centrali elettriche. Il gas viene da lontano, soprattutto dalla Russia (35%) e dall’Algeria (38%), è costoso, e l’offerta limitata. A rendere il quadro ancora più complesso, secondo l’OCSE, i Paesi da cui l’Italia e gli altri stati europei si approvvigionano stanno facendo pochi investimenti per adeguare la produzione alla richiesta, in continua crescita. C’è poi la questione delle infrastrutture. I gasdotti per l’import da Algeria e Russia saranno potenziati solo a partire dall’anno prossimo. I rigassificatori, che potrebbero ovviare il problema, o almeno renderlo meno grave, stentano a diventare realtà: l’unico in funzione è quello dell’Eni in provincia di La Spezia; tarda quello di Rovigo dell’Edison; ancora fermo alla fase di progetto quello di Porto Empedocle. Poche novità anche sul fronte della rete di distribuzione elettrica: le linee ad alta tensione non crescono né di numero né di qualità, i buchi nella rete mal sopportano gli sbalzi di carico, gli investimenti sono in ritardo. Secondo Confartigianato, il problema delle infrastrutture esiste e va risolto. Problemi strutturali che richiederanno anni di interventi. Ma, secondo loro, ad essere in crisi è anche il modello con cui l’energia viene generata, quasi interamente affidato alla grande produzione. “L’Italia non può fare a meno della grande produzione. Ma non si tratta di un modello unico: questa potrebbe essere affiancata da forme di microproduzione, che ci aiuterebbero ad essere un po’ più autonomi e meno a rischio di black out. Nel caso di nuovi insediamenti produttivi è pensabile la presenza di centrali a cogenerazione o trigenerazione che producono contemporaneamente energia elettrica e termica partendo da fonti rinnovabili. Poi l’eolico, il fotovoltaico…” Oppure la terza via. “Si quella del risparmio energetico. Anche perché tutte quelle indicate sono scelte per un futuro, anche se vicino. Nell’immediato, per questo inverno definito dall’Enel ‘a rischio’, il risparmio di energia può dare degli ottimi risultati. Risparmiare non è solo spegnere la luce quando usciamo da una stanza, ma è soprattutto razionalizzare i consumi nei processi produttivi, mettere in efficienza le apparecchiature e scegliere quelle ad alta efficienza”.</p>
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		<title>Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[nuova Artigiancassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 10 Agosto 2026·CREDITO Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/lenel-avverte-inverno-a-rischio-freddo-e-buio/">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</h1>
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<p>Il numero uno dell’Enel Fulvio Conti lancia l’allarme: “siamo ancora più fragili di due anni fa quando scoppiò la crisi dei rifornimenti del gas a causa del contenzioso tra Russia e Ucraina. Corriamo il rischio di rimanere al freddo e al buio”. Dal 2005, secondo Conti, non è cambiato nulla. Anzi: “I consumi sono in aumento mentre le infrastrutture sono rimaste le stesse”. Secondo l’amministratore delegato di Enel per il prossimo inverno c’è il pericolo che gli interruttori della luce scattino a vuoto e che il riscaldamento delle case degli italiani scenda, per legge, al di sotto dei venti gradi. Un problema che, sempre secondo Conti, è originato da una concatenazione di eventi che possono essere così riassunti: il consumo di corrente elettrica è in continua crescita, una richiesta che porta a utilizzare grandi quantità di gas per muovere i generatori delle centrali elettriche. Il gas viene da lontano, soprattutto dalla Russia (35%) e dall’Algeria (38%), è costoso, e l’offerta limitata. A rendere il quadro ancora più complesso, secondo l’OCSE, i Paesi da cui l’Italia e gli altri stati europei si approvvigionano stanno facendo pochi investimenti per adeguare la produzione alla richiesta, in continua crescita. C’è poi la questione delle infrastrutture. I gasdotti per l’import da Algeria e Russia saranno potenziati solo a partire dall’anno prossimo. I rigassificatori, che potrebbero ovviare il problema, o almeno renderlo meno grave, stentano a diventare realtà: l’unico in funzione è quello dell’Eni in provincia di La Spezia; tarda quello di Rovigo dell’Edison; ancora fermo alla fase di progetto quello di Porto Empedocle. Poche novità anche sul fronte della rete di distribuzione elettrica: le linee ad alta tensione non crescono né di numero né di qualità, i buchi nella rete mal sopportano gli sbalzi di carico, gli investimenti sono in ritardo. Secondo Confartigianato, il problema delle infrastrutture esiste e va risolto. Problemi strutturali che richiederanno anni di interventi. Ma, secondo loro, ad essere in crisi è anche il modello con cui l’energia viene generata, quasi interamente affidato alla grande produzione. “L’Italia non può fare a meno della grande produzione. Ma non si tratta di un modello unico: questa potrebbe essere affiancata da forme di microproduzione, che ci aiuterebbero ad essere un po’ più autonomi e meno a rischio di black out. Nel caso di nuovi insediamenti produttivi è pensabile la presenza di centrali a cogenerazione o trigenerazione che producono contemporaneamente energia elettrica e termica partendo da fonti rinnovabili. Poi l’eolico, il fotovoltaico…” Oppure la terza via. “Si quella del risparmio energetico. Anche perché tutte quelle indicate sono scelte per un futuro, anche se vicino. Nell’immediato, per questo inverno definito dall’Enel ‘a rischio’, il risparmio di energia può dare degli ottimi risultati. Risparmiare non è solo spegnere la luce quando usciamo da una stanza, ma è soprattutto razionalizzare i consumi nei processi produttivi, mettere in efficienza le apparecchiature e scegliere quelle ad alta efficienza”.</p>
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		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[artiturismo]]></category>
		<category><![CDATA[marco granelli]]></category>
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		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Agosto 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217; Un turismo diffuso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/lenel-avverte-inverno-a-rischio-freddo-e-buio/">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</h1>
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<p>Il numero uno dell’Enel Fulvio Conti lancia l’allarme: “siamo ancora più fragili di due anni fa quando scoppiò la crisi dei rifornimenti del gas a causa del contenzioso tra Russia e Ucraina. Corriamo il rischio di rimanere al freddo e al buio”. Dal 2005, secondo Conti, non è cambiato nulla. Anzi: “I consumi sono in aumento mentre le infrastrutture sono rimaste le stesse”. Secondo l’amministratore delegato di Enel per il prossimo inverno c’è il pericolo che gli interruttori della luce scattino a vuoto e che il riscaldamento delle case degli italiani scenda, per legge, al di sotto dei venti gradi. Un problema che, sempre secondo Conti, è originato da una concatenazione di eventi che possono essere così riassunti: il consumo di corrente elettrica è in continua crescita, una richiesta che porta a utilizzare grandi quantità di gas per muovere i generatori delle centrali elettriche. Il gas viene da lontano, soprattutto dalla Russia (35%) e dall’Algeria (38%), è costoso, e l’offerta limitata. A rendere il quadro ancora più complesso, secondo l’OCSE, i Paesi da cui l’Italia e gli altri stati europei si approvvigionano stanno facendo pochi investimenti per adeguare la produzione alla richiesta, in continua crescita. C’è poi la questione delle infrastrutture. I gasdotti per l’import da Algeria e Russia saranno potenziati solo a partire dall’anno prossimo. I rigassificatori, che potrebbero ovviare il problema, o almeno renderlo meno grave, stentano a diventare realtà: l’unico in funzione è quello dell’Eni in provincia di La Spezia; tarda quello di Rovigo dell’Edison; ancora fermo alla fase di progetto quello di Porto Empedocle. Poche novità anche sul fronte della rete di distribuzione elettrica: le linee ad alta tensione non crescono né di numero né di qualità, i buchi nella rete mal sopportano gli sbalzi di carico, gli investimenti sono in ritardo. Secondo Confartigianato, il problema delle infrastrutture esiste e va risolto. Problemi strutturali che richiederanno anni di interventi. Ma, secondo loro, ad essere in crisi è anche il modello con cui l’energia viene generata, quasi interamente affidato alla grande produzione. “L’Italia non può fare a meno della grande produzione. Ma non si tratta di un modello unico: questa potrebbe essere affiancata da forme di microproduzione, che ci aiuterebbero ad essere un po’ più autonomi e meno a rischio di black out. Nel caso di nuovi insediamenti produttivi è pensabile la presenza di centrali a cogenerazione o trigenerazione che producono contemporaneamente energia elettrica e termica partendo da fonti rinnovabili. Poi l’eolico, il fotovoltaico…” Oppure la terza via. “Si quella del risparmio energetico. Anche perché tutte quelle indicate sono scelte per un futuro, anche se vicino. Nell’immediato, per questo inverno definito dall’Enel ‘a rischio’, il risparmio di energia può dare degli ottimi risultati. Risparmiare non è solo spegnere la luce quando usciamo da una stanza, ma è soprattutto razionalizzare i consumi nei processi produttivi, mettere in efficienza le apparecchiature e scegliere quelle ad alta efficienza”.</p>
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		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/nel-2026-sono-205mila-le-imprese-artigiane-interessate-da-domanda-turistica-con-544mila-addetti-il-167-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/lenel-avverte-inverno-a-rischio-freddo-e-buio/">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7148 post type-post status-publish format-standard hentry category-energia tag-black-out tag-enel tag-energia-2 tag-infrastrutture" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Settembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</h1>
</div>
</div>
<p>Il numero uno dell’Enel Fulvio Conti lancia l’allarme: “siamo ancora più fragili di due anni fa quando scoppiò la crisi dei rifornimenti del gas a causa del contenzioso tra Russia e Ucraina. Corriamo il rischio di rimanere al freddo e al buio”. Dal 2005, secondo Conti, non è cambiato nulla. Anzi: “I consumi sono in aumento mentre le infrastrutture sono rimaste le stesse”. Secondo l’amministratore delegato di Enel per il prossimo inverno c’è il pericolo che gli interruttori della luce scattino a vuoto e che il riscaldamento delle case degli italiani scenda, per legge, al di sotto dei venti gradi. Un problema che, sempre secondo Conti, è originato da una concatenazione di eventi che possono essere così riassunti: il consumo di corrente elettrica è in continua crescita, una richiesta che porta a utilizzare grandi quantità di gas per muovere i generatori delle centrali elettriche. Il gas viene da lontano, soprattutto dalla Russia (35%) e dall’Algeria (38%), è costoso, e l’offerta limitata. A rendere il quadro ancora più complesso, secondo l’OCSE, i Paesi da cui l’Italia e gli altri stati europei si approvvigionano stanno facendo pochi investimenti per adeguare la produzione alla richiesta, in continua crescita. C’è poi la questione delle infrastrutture. I gasdotti per l’import da Algeria e Russia saranno potenziati solo a partire dall’anno prossimo. I rigassificatori, che potrebbero ovviare il problema, o almeno renderlo meno grave, stentano a diventare realtà: l’unico in funzione è quello dell’Eni in provincia di La Spezia; tarda quello di Rovigo dell’Edison; ancora fermo alla fase di progetto quello di Porto Empedocle. Poche novità anche sul fronte della rete di distribuzione elettrica: le linee ad alta tensione non crescono né di numero né di qualità, i buchi nella rete mal sopportano gli sbalzi di carico, gli investimenti sono in ritardo. Secondo Confartigianato, il problema delle infrastrutture esiste e va risolto. Problemi strutturali che richiederanno anni di interventi. Ma, secondo loro, ad essere in crisi è anche il modello con cui l’energia viene generata, quasi interamente affidato alla grande produzione. “L’Italia non può fare a meno della grande produzione. Ma non si tratta di un modello unico: questa potrebbe essere affiancata da forme di microproduzione, che ci aiuterebbero ad essere un po’ più autonomi e meno a rischio di black out. Nel caso di nuovi insediamenti produttivi è pensabile la presenza di centrali a cogenerazione o trigenerazione che producono contemporaneamente energia elettrica e termica partendo da fonti rinnovabili. Poi l’eolico, il fotovoltaico…” Oppure la terza via. “Si quella del risparmio energetico. Anche perché tutte quelle indicate sono scelte per un futuro, anche se vicino. Nell’immediato, per questo inverno definito dall’Enel ‘a rischio’, il risparmio di energia può dare degli ottimi risultati. Risparmiare non è solo spegnere la luce quando usciamo da una stanza, ma è soprattutto razionalizzare i consumi nei processi produttivi, mettere in efficienza le apparecchiature e scegliere quelle ad alta efficienza”.</p>
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		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/lundertourism-cresce-e-piace-al-21-dei-vacanzieri-protagonisti-204mila-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani &#160; Via dalla pazza [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7148 post type-post status-publish format-standard hentry category-energia tag-black-out tag-enel tag-energia-2 tag-infrastrutture" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
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<h1 class="headInModule single_post">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</h1>
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<p>Il numero uno dell’Enel Fulvio Conti lancia l’allarme: “siamo ancora più fragili di due anni fa quando scoppiò la crisi dei rifornimenti del gas a causa del contenzioso tra Russia e Ucraina. Corriamo il rischio di rimanere al freddo e al buio”. Dal 2005, secondo Conti, non è cambiato nulla. Anzi: “I consumi sono in aumento mentre le infrastrutture sono rimaste le stesse”. Secondo l’amministratore delegato di Enel per il prossimo inverno c’è il pericolo che gli interruttori della luce scattino a vuoto e che il riscaldamento delle case degli italiani scenda, per legge, al di sotto dei venti gradi. Un problema che, sempre secondo Conti, è originato da una concatenazione di eventi che possono essere così riassunti: il consumo di corrente elettrica è in continua crescita, una richiesta che porta a utilizzare grandi quantità di gas per muovere i generatori delle centrali elettriche. Il gas viene da lontano, soprattutto dalla Russia (35%) e dall’Algeria (38%), è costoso, e l’offerta limitata. A rendere il quadro ancora più complesso, secondo l’OCSE, i Paesi da cui l’Italia e gli altri stati europei si approvvigionano stanno facendo pochi investimenti per adeguare la produzione alla richiesta, in continua crescita. C’è poi la questione delle infrastrutture. I gasdotti per l’import da Algeria e Russia saranno potenziati solo a partire dall’anno prossimo. I rigassificatori, che potrebbero ovviare il problema, o almeno renderlo meno grave, stentano a diventare realtà: l’unico in funzione è quello dell’Eni in provincia di La Spezia; tarda quello di Rovigo dell’Edison; ancora fermo alla fase di progetto quello di Porto Empedocle. Poche novità anche sul fronte della rete di distribuzione elettrica: le linee ad alta tensione non crescono né di numero né di qualità, i buchi nella rete mal sopportano gli sbalzi di carico, gli investimenti sono in ritardo. Secondo Confartigianato, il problema delle infrastrutture esiste e va risolto. Problemi strutturali che richiederanno anni di interventi. Ma, secondo loro, ad essere in crisi è anche il modello con cui l’energia viene generata, quasi interamente affidato alla grande produzione. “L’Italia non può fare a meno della grande produzione. Ma non si tratta di un modello unico: questa potrebbe essere affiancata da forme di microproduzione, che ci aiuterebbero ad essere un po’ più autonomi e meno a rischio di black out. Nel caso di nuovi insediamenti produttivi è pensabile la presenza di centrali a cogenerazione o trigenerazione che producono contemporaneamente energia elettrica e termica partendo da fonti rinnovabili. Poi l’eolico, il fotovoltaico…” Oppure la terza via. “Si quella del risparmio energetico. Anche perché tutte quelle indicate sono scelte per un futuro, anche se vicino. Nell’immediato, per questo inverno definito dall’Enel ‘a rischio’, il risparmio di energia può dare degli ottimi risultati. Risparmiare non è solo spegnere la luce quando usciamo da una stanza, ma è soprattutto razionalizzare i consumi nei processi produttivi, mettere in efficienza le apparecchiature e scegliere quelle ad alta efficienza”.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7148 post type-post status-publish format-standard hentry category-energia tag-black-out tag-enel tag-energia-2 tag-infrastrutture" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Settembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</h1>
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<p>Il numero uno dell’Enel Fulvio Conti lancia l’allarme: “siamo ancora più fragili di due anni fa quando scoppiò la crisi dei rifornimenti del gas a causa del contenzioso tra Russia e Ucraina. Corriamo il rischio di rimanere al freddo e al buio”. Dal 2005, secondo Conti, non è cambiato nulla. Anzi: “I consumi sono in aumento mentre le infrastrutture sono rimaste le stesse”. Secondo l’amministratore delegato di Enel per il prossimo inverno c’è il pericolo che gli interruttori della luce scattino a vuoto e che il riscaldamento delle case degli italiani scenda, per legge, al di sotto dei venti gradi. Un problema che, sempre secondo Conti, è originato da una concatenazione di eventi che possono essere così riassunti: il consumo di corrente elettrica è in continua crescita, una richiesta che porta a utilizzare grandi quantità di gas per muovere i generatori delle centrali elettriche. Il gas viene da lontano, soprattutto dalla Russia (35%) e dall’Algeria (38%), è costoso, e l’offerta limitata. A rendere il quadro ancora più complesso, secondo l’OCSE, i Paesi da cui l’Italia e gli altri stati europei si approvvigionano stanno facendo pochi investimenti per adeguare la produzione alla richiesta, in continua crescita. C’è poi la questione delle infrastrutture. I gasdotti per l’import da Algeria e Russia saranno potenziati solo a partire dall’anno prossimo. I rigassificatori, che potrebbero ovviare il problema, o almeno renderlo meno grave, stentano a diventare realtà: l’unico in funzione è quello dell’Eni in provincia di La Spezia; tarda quello di Rovigo dell’Edison; ancora fermo alla fase di progetto quello di Porto Empedocle. Poche novità anche sul fronte della rete di distribuzione elettrica: le linee ad alta tensione non crescono né di numero né di qualità, i buchi nella rete mal sopportano gli sbalzi di carico, gli investimenti sono in ritardo. Secondo Confartigianato, il problema delle infrastrutture esiste e va risolto. Problemi strutturali che richiederanno anni di interventi. Ma, secondo loro, ad essere in crisi è anche il modello con cui l’energia viene generata, quasi interamente affidato alla grande produzione. “L’Italia non può fare a meno della grande produzione. Ma non si tratta di un modello unico: questa potrebbe essere affiancata da forme di microproduzione, che ci aiuterebbero ad essere un po’ più autonomi e meno a rischio di black out. Nel caso di nuovi insediamenti produttivi è pensabile la presenza di centrali a cogenerazione o trigenerazione che producono contemporaneamente energia elettrica e termica partendo da fonti rinnovabili. Poi l’eolico, il fotovoltaico…” Oppure la terza via. “Si quella del risparmio energetico. Anche perché tutte quelle indicate sono scelte per un futuro, anche se vicino. Nell’immediato, per questo inverno definito dall’Enel ‘a rischio’, il risparmio di energia può dare degli ottimi risultati. Risparmiare non è solo spegnere la luce quando usciamo da una stanza, ma è soprattutto razionalizzare i consumi nei processi produttivi, mettere in efficienza le apparecchiature e scegliere quelle ad alta efficienza”.</p>
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		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/lenel-avverte-inverno-a-rischio-freddo-e-buio/">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</h1>
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<p>Il numero uno dell’Enel Fulvio Conti lancia l’allarme: “siamo ancora più fragili di due anni fa quando scoppiò la crisi dei rifornimenti del gas a causa del contenzioso tra Russia e Ucraina. Corriamo il rischio di rimanere al freddo e al buio”. Dal 2005, secondo Conti, non è cambiato nulla. Anzi: “I consumi sono in aumento mentre le infrastrutture sono rimaste le stesse”. Secondo l’amministratore delegato di Enel per il prossimo inverno c’è il pericolo che gli interruttori della luce scattino a vuoto e che il riscaldamento delle case degli italiani scenda, per legge, al di sotto dei venti gradi. Un problema che, sempre secondo Conti, è originato da una concatenazione di eventi che possono essere così riassunti: il consumo di corrente elettrica è in continua crescita, una richiesta che porta a utilizzare grandi quantità di gas per muovere i generatori delle centrali elettriche. Il gas viene da lontano, soprattutto dalla Russia (35%) e dall’Algeria (38%), è costoso, e l’offerta limitata. A rendere il quadro ancora più complesso, secondo l’OCSE, i Paesi da cui l’Italia e gli altri stati europei si approvvigionano stanno facendo pochi investimenti per adeguare la produzione alla richiesta, in continua crescita. C’è poi la questione delle infrastrutture. I gasdotti per l’import da Algeria e Russia saranno potenziati solo a partire dall’anno prossimo. I rigassificatori, che potrebbero ovviare il problema, o almeno renderlo meno grave, stentano a diventare realtà: l’unico in funzione è quello dell’Eni in provincia di La Spezia; tarda quello di Rovigo dell’Edison; ancora fermo alla fase di progetto quello di Porto Empedocle. Poche novità anche sul fronte della rete di distribuzione elettrica: le linee ad alta tensione non crescono né di numero né di qualità, i buchi nella rete mal sopportano gli sbalzi di carico, gli investimenti sono in ritardo. Secondo Confartigianato, il problema delle infrastrutture esiste e va risolto. Problemi strutturali che richiederanno anni di interventi. Ma, secondo loro, ad essere in crisi è anche il modello con cui l’energia viene generata, quasi interamente affidato alla grande produzione. “L’Italia non può fare a meno della grande produzione. Ma non si tratta di un modello unico: questa potrebbe essere affiancata da forme di microproduzione, che ci aiuterebbero ad essere un po’ più autonomi e meno a rischio di black out. Nel caso di nuovi insediamenti produttivi è pensabile la presenza di centrali a cogenerazione o trigenerazione che producono contemporaneamente energia elettrica e termica partendo da fonti rinnovabili. Poi l’eolico, il fotovoltaico…” Oppure la terza via. “Si quella del risparmio energetico. Anche perché tutte quelle indicate sono scelte per un futuro, anche se vicino. Nell’immediato, per questo inverno definito dall’Enel ‘a rischio’, il risparmio di energia può dare degli ottimi risultati. Risparmiare non è solo spegnere la luce quando usciamo da una stanza, ma è soprattutto razionalizzare i consumi nei processi produttivi, mettere in efficienza le apparecchiature e scegliere quelle ad alta efficienza”.</p>
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		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/leccellenza-artigiana-dellargento-protagonista-a-unomattina-rai1-con-bianca-guscelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/lenel-avverte-inverno-a-rischio-freddo-e-buio/">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7148 post type-post status-publish format-standard hentry category-energia tag-black-out tag-enel tag-energia-2 tag-infrastrutture" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Settembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</h1>
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<p>Il numero uno dell’Enel Fulvio Conti lancia l’allarme: “siamo ancora più fragili di due anni fa quando scoppiò la crisi dei rifornimenti del gas a causa del contenzioso tra Russia e Ucraina. Corriamo il rischio di rimanere al freddo e al buio”. Dal 2005, secondo Conti, non è cambiato nulla. Anzi: “I consumi sono in aumento mentre le infrastrutture sono rimaste le stesse”. Secondo l’amministratore delegato di Enel per il prossimo inverno c’è il pericolo che gli interruttori della luce scattino a vuoto e che il riscaldamento delle case degli italiani scenda, per legge, al di sotto dei venti gradi. Un problema che, sempre secondo Conti, è originato da una concatenazione di eventi che possono essere così riassunti: il consumo di corrente elettrica è in continua crescita, una richiesta che porta a utilizzare grandi quantità di gas per muovere i generatori delle centrali elettriche. Il gas viene da lontano, soprattutto dalla Russia (35%) e dall’Algeria (38%), è costoso, e l’offerta limitata. A rendere il quadro ancora più complesso, secondo l’OCSE, i Paesi da cui l’Italia e gli altri stati europei si approvvigionano stanno facendo pochi investimenti per adeguare la produzione alla richiesta, in continua crescita. C’è poi la questione delle infrastrutture. I gasdotti per l’import da Algeria e Russia saranno potenziati solo a partire dall’anno prossimo. I rigassificatori, che potrebbero ovviare il problema, o almeno renderlo meno grave, stentano a diventare realtà: l’unico in funzione è quello dell’Eni in provincia di La Spezia; tarda quello di Rovigo dell’Edison; ancora fermo alla fase di progetto quello di Porto Empedocle. Poche novità anche sul fronte della rete di distribuzione elettrica: le linee ad alta tensione non crescono né di numero né di qualità, i buchi nella rete mal sopportano gli sbalzi di carico, gli investimenti sono in ritardo. Secondo Confartigianato, il problema delle infrastrutture esiste e va risolto. Problemi strutturali che richiederanno anni di interventi. Ma, secondo loro, ad essere in crisi è anche il modello con cui l’energia viene generata, quasi interamente affidato alla grande produzione. “L’Italia non può fare a meno della grande produzione. Ma non si tratta di un modello unico: questa potrebbe essere affiancata da forme di microproduzione, che ci aiuterebbero ad essere un po’ più autonomi e meno a rischio di black out. Nel caso di nuovi insediamenti produttivi è pensabile la presenza di centrali a cogenerazione o trigenerazione che producono contemporaneamente energia elettrica e termica partendo da fonti rinnovabili. Poi l’eolico, il fotovoltaico…” Oppure la terza via. “Si quella del risparmio energetico. Anche perché tutte quelle indicate sono scelte per un futuro, anche se vicino. Nell’immediato, per questo inverno definito dall’Enel ‘a rischio’, il risparmio di energia può dare degli ottimi risultati. Risparmiare non è solo spegnere la luce quando usciamo da una stanza, ma è soprattutto razionalizzare i consumi nei processi produttivi, mettere in efficienza le apparecchiature e scegliere quelle ad alta efficienza”.</p>
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		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/lenel-avverte-inverno-a-rischio-freddo-e-buio/">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7148 post type-post status-publish format-standard hentry category-energia tag-black-out tag-enel tag-energia-2 tag-infrastrutture" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
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<h1 class="headInModule single_post">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</h1>
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<p>Il numero uno dell’Enel Fulvio Conti lancia l’allarme: “siamo ancora più fragili di due anni fa quando scoppiò la crisi dei rifornimenti del gas a causa del contenzioso tra Russia e Ucraina. Corriamo il rischio di rimanere al freddo e al buio”. Dal 2005, secondo Conti, non è cambiato nulla. Anzi: “I consumi sono in aumento mentre le infrastrutture sono rimaste le stesse”. Secondo l’amministratore delegato di Enel per il prossimo inverno c’è il pericolo che gli interruttori della luce scattino a vuoto e che il riscaldamento delle case degli italiani scenda, per legge, al di sotto dei venti gradi. Un problema che, sempre secondo Conti, è originato da una concatenazione di eventi che possono essere così riassunti: il consumo di corrente elettrica è in continua crescita, una richiesta che porta a utilizzare grandi quantità di gas per muovere i generatori delle centrali elettriche. Il gas viene da lontano, soprattutto dalla Russia (35%) e dall’Algeria (38%), è costoso, e l’offerta limitata. A rendere il quadro ancora più complesso, secondo l’OCSE, i Paesi da cui l’Italia e gli altri stati europei si approvvigionano stanno facendo pochi investimenti per adeguare la produzione alla richiesta, in continua crescita. C’è poi la questione delle infrastrutture. I gasdotti per l’import da Algeria e Russia saranno potenziati solo a partire dall’anno prossimo. I rigassificatori, che potrebbero ovviare il problema, o almeno renderlo meno grave, stentano a diventare realtà: l’unico in funzione è quello dell’Eni in provincia di La Spezia; tarda quello di Rovigo dell’Edison; ancora fermo alla fase di progetto quello di Porto Empedocle. Poche novità anche sul fronte della rete di distribuzione elettrica: le linee ad alta tensione non crescono né di numero né di qualità, i buchi nella rete mal sopportano gli sbalzi di carico, gli investimenti sono in ritardo. Secondo Confartigianato, il problema delle infrastrutture esiste e va risolto. Problemi strutturali che richiederanno anni di interventi. Ma, secondo loro, ad essere in crisi è anche il modello con cui l’energia viene generata, quasi interamente affidato alla grande produzione. “L’Italia non può fare a meno della grande produzione. Ma non si tratta di un modello unico: questa potrebbe essere affiancata da forme di microproduzione, che ci aiuterebbero ad essere un po’ più autonomi e meno a rischio di black out. Nel caso di nuovi insediamenti produttivi è pensabile la presenza di centrali a cogenerazione o trigenerazione che producono contemporaneamente energia elettrica e termica partendo da fonti rinnovabili. Poi l’eolico, il fotovoltaico…” Oppure la terza via. “Si quella del risparmio energetico. Anche perché tutte quelle indicate sono scelte per un futuro, anche se vicino. Nell’immediato, per questo inverno definito dall’Enel ‘a rischio’, il risparmio di energia può dare degli ottimi risultati. Risparmiare non è solo spegnere la luce quando usciamo da una stanza, ma è soprattutto razionalizzare i consumi nei processi produttivi, mettere in efficienza le apparecchiature e scegliere quelle ad alta efficienza”.</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7148 post type-post status-publish format-standard hentry category-energia tag-black-out tag-enel tag-energia-2 tag-infrastrutture" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
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<h1 class="headInModule single_post">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</h1>
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<p>Il numero uno dell’Enel Fulvio Conti lancia l’allarme: “siamo ancora più fragili di due anni fa quando scoppiò la crisi dei rifornimenti del gas a causa del contenzioso tra Russia e Ucraina. Corriamo il rischio di rimanere al freddo e al buio”. Dal 2005, secondo Conti, non è cambiato nulla. Anzi: “I consumi sono in aumento mentre le infrastrutture sono rimaste le stesse”. Secondo l’amministratore delegato di Enel per il prossimo inverno c’è il pericolo che gli interruttori della luce scattino a vuoto e che il riscaldamento delle case degli italiani scenda, per legge, al di sotto dei venti gradi. Un problema che, sempre secondo Conti, è originato da una concatenazione di eventi che possono essere così riassunti: il consumo di corrente elettrica è in continua crescita, una richiesta che porta a utilizzare grandi quantità di gas per muovere i generatori delle centrali elettriche. Il gas viene da lontano, soprattutto dalla Russia (35%) e dall’Algeria (38%), è costoso, e l’offerta limitata. A rendere il quadro ancora più complesso, secondo l’OCSE, i Paesi da cui l’Italia e gli altri stati europei si approvvigionano stanno facendo pochi investimenti per adeguare la produzione alla richiesta, in continua crescita. C’è poi la questione delle infrastrutture. I gasdotti per l’import da Algeria e Russia saranno potenziati solo a partire dall’anno prossimo. I rigassificatori, che potrebbero ovviare il problema, o almeno renderlo meno grave, stentano a diventare realtà: l’unico in funzione è quello dell’Eni in provincia di La Spezia; tarda quello di Rovigo dell’Edison; ancora fermo alla fase di progetto quello di Porto Empedocle. Poche novità anche sul fronte della rete di distribuzione elettrica: le linee ad alta tensione non crescono né di numero né di qualità, i buchi nella rete mal sopportano gli sbalzi di carico, gli investimenti sono in ritardo. Secondo Confartigianato, il problema delle infrastrutture esiste e va risolto. Problemi strutturali che richiederanno anni di interventi. Ma, secondo loro, ad essere in crisi è anche il modello con cui l’energia viene generata, quasi interamente affidato alla grande produzione. “L’Italia non può fare a meno della grande produzione. Ma non si tratta di un modello unico: questa potrebbe essere affiancata da forme di microproduzione, che ci aiuterebbero ad essere un po’ più autonomi e meno a rischio di black out. Nel caso di nuovi insediamenti produttivi è pensabile la presenza di centrali a cogenerazione o trigenerazione che producono contemporaneamente energia elettrica e termica partendo da fonti rinnovabili. Poi l’eolico, il fotovoltaico…” Oppure la terza via. “Si quella del risparmio energetico. Anche perché tutte quelle indicate sono scelte per un futuro, anche se vicino. Nell’immediato, per questo inverno definito dall’Enel ‘a rischio’, il risparmio di energia può dare degli ottimi risultati. Risparmiare non è solo spegnere la luce quando usciamo da una stanza, ma è soprattutto razionalizzare i consumi nei processi produttivi, mettere in efficienza le apparecchiature e scegliere quelle ad alta efficienza”.</p>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
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		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/lenel-avverte-inverno-a-rischio-freddo-e-buio/">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</h1>
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<p>Il numero uno dell’Enel Fulvio Conti lancia l’allarme: “siamo ancora più fragili di due anni fa quando scoppiò la crisi dei rifornimenti del gas a causa del contenzioso tra Russia e Ucraina. Corriamo il rischio di rimanere al freddo e al buio”. Dal 2005, secondo Conti, non è cambiato nulla. Anzi: “I consumi sono in aumento mentre le infrastrutture sono rimaste le stesse”. Secondo l’amministratore delegato di Enel per il prossimo inverno c’è il pericolo che gli interruttori della luce scattino a vuoto e che il riscaldamento delle case degli italiani scenda, per legge, al di sotto dei venti gradi. Un problema che, sempre secondo Conti, è originato da una concatenazione di eventi che possono essere così riassunti: il consumo di corrente elettrica è in continua crescita, una richiesta che porta a utilizzare grandi quantità di gas per muovere i generatori delle centrali elettriche. Il gas viene da lontano, soprattutto dalla Russia (35%) e dall’Algeria (38%), è costoso, e l’offerta limitata. A rendere il quadro ancora più complesso, secondo l’OCSE, i Paesi da cui l’Italia e gli altri stati europei si approvvigionano stanno facendo pochi investimenti per adeguare la produzione alla richiesta, in continua crescita. C’è poi la questione delle infrastrutture. I gasdotti per l’import da Algeria e Russia saranno potenziati solo a partire dall’anno prossimo. I rigassificatori, che potrebbero ovviare il problema, o almeno renderlo meno grave, stentano a diventare realtà: l’unico in funzione è quello dell’Eni in provincia di La Spezia; tarda quello di Rovigo dell’Edison; ancora fermo alla fase di progetto quello di Porto Empedocle. Poche novità anche sul fronte della rete di distribuzione elettrica: le linee ad alta tensione non crescono né di numero né di qualità, i buchi nella rete mal sopportano gli sbalzi di carico, gli investimenti sono in ritardo. Secondo Confartigianato, il problema delle infrastrutture esiste e va risolto. Problemi strutturali che richiederanno anni di interventi. Ma, secondo loro, ad essere in crisi è anche il modello con cui l’energia viene generata, quasi interamente affidato alla grande produzione. “L’Italia non può fare a meno della grande produzione. Ma non si tratta di un modello unico: questa potrebbe essere affiancata da forme di microproduzione, che ci aiuterebbero ad essere un po’ più autonomi e meno a rischio di black out. Nel caso di nuovi insediamenti produttivi è pensabile la presenza di centrali a cogenerazione o trigenerazione che producono contemporaneamente energia elettrica e termica partendo da fonti rinnovabili. Poi l’eolico, il fotovoltaico…” Oppure la terza via. “Si quella del risparmio energetico. Anche perché tutte quelle indicate sono scelte per un futuro, anche se vicino. Nell’immediato, per questo inverno definito dall’Enel ‘a rischio’, il risparmio di energia può dare degli ottimi risultati. Risparmiare non è solo spegnere la luce quando usciamo da una stanza, ma è soprattutto razionalizzare i consumi nei processi produttivi, mettere in efficienza le apparecchiature e scegliere quelle ad alta efficienza”.</p>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/lenel-avverte-inverno-a-rischio-freddo-e-buio/">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Settembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</h1>
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<p>Il numero uno dell’Enel Fulvio Conti lancia l’allarme: “siamo ancora più fragili di due anni fa quando scoppiò la crisi dei rifornimenti del gas a causa del contenzioso tra Russia e Ucraina. Corriamo il rischio di rimanere al freddo e al buio”. Dal 2005, secondo Conti, non è cambiato nulla. Anzi: “I consumi sono in aumento mentre le infrastrutture sono rimaste le stesse”. Secondo l’amministratore delegato di Enel per il prossimo inverno c’è il pericolo che gli interruttori della luce scattino a vuoto e che il riscaldamento delle case degli italiani scenda, per legge, al di sotto dei venti gradi. Un problema che, sempre secondo Conti, è originato da una concatenazione di eventi che possono essere così riassunti: il consumo di corrente elettrica è in continua crescita, una richiesta che porta a utilizzare grandi quantità di gas per muovere i generatori delle centrali elettriche. Il gas viene da lontano, soprattutto dalla Russia (35%) e dall’Algeria (38%), è costoso, e l’offerta limitata. A rendere il quadro ancora più complesso, secondo l’OCSE, i Paesi da cui l’Italia e gli altri stati europei si approvvigionano stanno facendo pochi investimenti per adeguare la produzione alla richiesta, in continua crescita. C’è poi la questione delle infrastrutture. I gasdotti per l’import da Algeria e Russia saranno potenziati solo a partire dall’anno prossimo. I rigassificatori, che potrebbero ovviare il problema, o almeno renderlo meno grave, stentano a diventare realtà: l’unico in funzione è quello dell’Eni in provincia di La Spezia; tarda quello di Rovigo dell’Edison; ancora fermo alla fase di progetto quello di Porto Empedocle. Poche novità anche sul fronte della rete di distribuzione elettrica: le linee ad alta tensione non crescono né di numero né di qualità, i buchi nella rete mal sopportano gli sbalzi di carico, gli investimenti sono in ritardo. Secondo Confartigianato, il problema delle infrastrutture esiste e va risolto. Problemi strutturali che richiederanno anni di interventi. Ma, secondo loro, ad essere in crisi è anche il modello con cui l’energia viene generata, quasi interamente affidato alla grande produzione. “L’Italia non può fare a meno della grande produzione. Ma non si tratta di un modello unico: questa potrebbe essere affiancata da forme di microproduzione, che ci aiuterebbero ad essere un po’ più autonomi e meno a rischio di black out. Nel caso di nuovi insediamenti produttivi è pensabile la presenza di centrali a cogenerazione o trigenerazione che producono contemporaneamente energia elettrica e termica partendo da fonti rinnovabili. Poi l’eolico, il fotovoltaico…” Oppure la terza via. “Si quella del risparmio energetico. Anche perché tutte quelle indicate sono scelte per un futuro, anche se vicino. Nell’immediato, per questo inverno definito dall’Enel ‘a rischio’, il risparmio di energia può dare degli ottimi risultati. Risparmiare non è solo spegnere la luce quando usciamo da una stanza, ma è soprattutto razionalizzare i consumi nei processi produttivi, mettere in efficienza le apparecchiature e scegliere quelle ad alta efficienza”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/lenel-avverte-inverno-a-rischio-freddo-e-buio/">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/lenel-avverte-inverno-a-rischio-freddo-e-buio/">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7148 post type-post status-publish format-standard hentry category-energia tag-black-out tag-enel tag-energia-2 tag-infrastrutture" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Settembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</h1>
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<p>Il numero uno dell’Enel Fulvio Conti lancia l’allarme: “siamo ancora più fragili di due anni fa quando scoppiò la crisi dei rifornimenti del gas a causa del contenzioso tra Russia e Ucraina. Corriamo il rischio di rimanere al freddo e al buio”. Dal 2005, secondo Conti, non è cambiato nulla. Anzi: “I consumi sono in aumento mentre le infrastrutture sono rimaste le stesse”. Secondo l’amministratore delegato di Enel per il prossimo inverno c’è il pericolo che gli interruttori della luce scattino a vuoto e che il riscaldamento delle case degli italiani scenda, per legge, al di sotto dei venti gradi. Un problema che, sempre secondo Conti, è originato da una concatenazione di eventi che possono essere così riassunti: il consumo di corrente elettrica è in continua crescita, una richiesta che porta a utilizzare grandi quantità di gas per muovere i generatori delle centrali elettriche. Il gas viene da lontano, soprattutto dalla Russia (35%) e dall’Algeria (38%), è costoso, e l’offerta limitata. A rendere il quadro ancora più complesso, secondo l’OCSE, i Paesi da cui l’Italia e gli altri stati europei si approvvigionano stanno facendo pochi investimenti per adeguare la produzione alla richiesta, in continua crescita. C’è poi la questione delle infrastrutture. I gasdotti per l’import da Algeria e Russia saranno potenziati solo a partire dall’anno prossimo. I rigassificatori, che potrebbero ovviare il problema, o almeno renderlo meno grave, stentano a diventare realtà: l’unico in funzione è quello dell’Eni in provincia di La Spezia; tarda quello di Rovigo dell’Edison; ancora fermo alla fase di progetto quello di Porto Empedocle. Poche novità anche sul fronte della rete di distribuzione elettrica: le linee ad alta tensione non crescono né di numero né di qualità, i buchi nella rete mal sopportano gli sbalzi di carico, gli investimenti sono in ritardo. Secondo Confartigianato, il problema delle infrastrutture esiste e va risolto. Problemi strutturali che richiederanno anni di interventi. Ma, secondo loro, ad essere in crisi è anche il modello con cui l’energia viene generata, quasi interamente affidato alla grande produzione. “L’Italia non può fare a meno della grande produzione. Ma non si tratta di un modello unico: questa potrebbe essere affiancata da forme di microproduzione, che ci aiuterebbero ad essere un po’ più autonomi e meno a rischio di black out. Nel caso di nuovi insediamenti produttivi è pensabile la presenza di centrali a cogenerazione o trigenerazione che producono contemporaneamente energia elettrica e termica partendo da fonti rinnovabili. Poi l’eolico, il fotovoltaico…” Oppure la terza via. “Si quella del risparmio energetico. Anche perché tutte quelle indicate sono scelte per un futuro, anche se vicino. Nell’immediato, per questo inverno definito dall’Enel ‘a rischio’, il risparmio di energia può dare degli ottimi risultati. Risparmiare non è solo spegnere la luce quando usciamo da una stanza, ma è soprattutto razionalizzare i consumi nei processi produttivi, mettere in efficienza le apparecchiature e scegliere quelle ad alta efficienza”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/lenel-avverte-inverno-a-rischio-freddo-e-buio/">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7148 post type-post status-publish format-standard hentry category-energia tag-black-out tag-enel tag-energia-2 tag-infrastrutture" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Settembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</h1>
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<p>Il numero uno dell’Enel Fulvio Conti lancia l’allarme: “siamo ancora più fragili di due anni fa quando scoppiò la crisi dei rifornimenti del gas a causa del contenzioso tra Russia e Ucraina. Corriamo il rischio di rimanere al freddo e al buio”. Dal 2005, secondo Conti, non è cambiato nulla. Anzi: “I consumi sono in aumento mentre le infrastrutture sono rimaste le stesse”. Secondo l’amministratore delegato di Enel per il prossimo inverno c’è il pericolo che gli interruttori della luce scattino a vuoto e che il riscaldamento delle case degli italiani scenda, per legge, al di sotto dei venti gradi. Un problema che, sempre secondo Conti, è originato da una concatenazione di eventi che possono essere così riassunti: il consumo di corrente elettrica è in continua crescita, una richiesta che porta a utilizzare grandi quantità di gas per muovere i generatori delle centrali elettriche. Il gas viene da lontano, soprattutto dalla Russia (35%) e dall’Algeria (38%), è costoso, e l’offerta limitata. A rendere il quadro ancora più complesso, secondo l’OCSE, i Paesi da cui l’Italia e gli altri stati europei si approvvigionano stanno facendo pochi investimenti per adeguare la produzione alla richiesta, in continua crescita. C’è poi la questione delle infrastrutture. I gasdotti per l’import da Algeria e Russia saranno potenziati solo a partire dall’anno prossimo. I rigassificatori, che potrebbero ovviare il problema, o almeno renderlo meno grave, stentano a diventare realtà: l’unico in funzione è quello dell’Eni in provincia di La Spezia; tarda quello di Rovigo dell’Edison; ancora fermo alla fase di progetto quello di Porto Empedocle. Poche novità anche sul fronte della rete di distribuzione elettrica: le linee ad alta tensione non crescono né di numero né di qualità, i buchi nella rete mal sopportano gli sbalzi di carico, gli investimenti sono in ritardo. Secondo Confartigianato, il problema delle infrastrutture esiste e va risolto. Problemi strutturali che richiederanno anni di interventi. Ma, secondo loro, ad essere in crisi è anche il modello con cui l’energia viene generata, quasi interamente affidato alla grande produzione. “L’Italia non può fare a meno della grande produzione. Ma non si tratta di un modello unico: questa potrebbe essere affiancata da forme di microproduzione, che ci aiuterebbero ad essere un po’ più autonomi e meno a rischio di black out. Nel caso di nuovi insediamenti produttivi è pensabile la presenza di centrali a cogenerazione o trigenerazione che producono contemporaneamente energia elettrica e termica partendo da fonti rinnovabili. Poi l’eolico, il fotovoltaico…” Oppure la terza via. “Si quella del risparmio energetico. Anche perché tutte quelle indicate sono scelte per un futuro, anche se vicino. Nell’immediato, per questo inverno definito dall’Enel ‘a rischio’, il risparmio di energia può dare degli ottimi risultati. Risparmiare non è solo spegnere la luce quando usciamo da una stanza, ma è soprattutto razionalizzare i consumi nei processi produttivi, mettere in efficienza le apparecchiature e scegliere quelle ad alta efficienza”.</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</h1>
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<p>Il numero uno dell’Enel Fulvio Conti lancia l’allarme: “siamo ancora più fragili di due anni fa quando scoppiò la crisi dei rifornimenti del gas a causa del contenzioso tra Russia e Ucraina. Corriamo il rischio di rimanere al freddo e al buio”. Dal 2005, secondo Conti, non è cambiato nulla. Anzi: “I consumi sono in aumento mentre le infrastrutture sono rimaste le stesse”. Secondo l’amministratore delegato di Enel per il prossimo inverno c’è il pericolo che gli interruttori della luce scattino a vuoto e che il riscaldamento delle case degli italiani scenda, per legge, al di sotto dei venti gradi. Un problema che, sempre secondo Conti, è originato da una concatenazione di eventi che possono essere così riassunti: il consumo di corrente elettrica è in continua crescita, una richiesta che porta a utilizzare grandi quantità di gas per muovere i generatori delle centrali elettriche. Il gas viene da lontano, soprattutto dalla Russia (35%) e dall’Algeria (38%), è costoso, e l’offerta limitata. A rendere il quadro ancora più complesso, secondo l’OCSE, i Paesi da cui l’Italia e gli altri stati europei si approvvigionano stanno facendo pochi investimenti per adeguare la produzione alla richiesta, in continua crescita. C’è poi la questione delle infrastrutture. I gasdotti per l’import da Algeria e Russia saranno potenziati solo a partire dall’anno prossimo. I rigassificatori, che potrebbero ovviare il problema, o almeno renderlo meno grave, stentano a diventare realtà: l’unico in funzione è quello dell’Eni in provincia di La Spezia; tarda quello di Rovigo dell’Edison; ancora fermo alla fase di progetto quello di Porto Empedocle. Poche novità anche sul fronte della rete di distribuzione elettrica: le linee ad alta tensione non crescono né di numero né di qualità, i buchi nella rete mal sopportano gli sbalzi di carico, gli investimenti sono in ritardo. Secondo Confartigianato, il problema delle infrastrutture esiste e va risolto. Problemi strutturali che richiederanno anni di interventi. Ma, secondo loro, ad essere in crisi è anche il modello con cui l’energia viene generata, quasi interamente affidato alla grande produzione. “L’Italia non può fare a meno della grande produzione. Ma non si tratta di un modello unico: questa potrebbe essere affiancata da forme di microproduzione, che ci aiuterebbero ad essere un po’ più autonomi e meno a rischio di black out. Nel caso di nuovi insediamenti produttivi è pensabile la presenza di centrali a cogenerazione o trigenerazione che producono contemporaneamente energia elettrica e termica partendo da fonti rinnovabili. Poi l’eolico, il fotovoltaico…” Oppure la terza via. “Si quella del risparmio energetico. Anche perché tutte quelle indicate sono scelte per un futuro, anche se vicino. Nell’immediato, per questo inverno definito dall’Enel ‘a rischio’, il risparmio di energia può dare degli ottimi risultati. Risparmiare non è solo spegnere la luce quando usciamo da una stanza, ma è soprattutto razionalizzare i consumi nei processi produttivi, mettere in efficienza le apparecchiature e scegliere quelle ad alta efficienza”.</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132328</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/lenel-avverte-inverno-a-rischio-freddo-e-buio/">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</h1>
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<p>Il numero uno dell’Enel Fulvio Conti lancia l’allarme: “siamo ancora più fragili di due anni fa quando scoppiò la crisi dei rifornimenti del gas a causa del contenzioso tra Russia e Ucraina. Corriamo il rischio di rimanere al freddo e al buio”. Dal 2005, secondo Conti, non è cambiato nulla. Anzi: “I consumi sono in aumento mentre le infrastrutture sono rimaste le stesse”. Secondo l’amministratore delegato di Enel per il prossimo inverno c’è il pericolo che gli interruttori della luce scattino a vuoto e che il riscaldamento delle case degli italiani scenda, per legge, al di sotto dei venti gradi. Un problema che, sempre secondo Conti, è originato da una concatenazione di eventi che possono essere così riassunti: il consumo di corrente elettrica è in continua crescita, una richiesta che porta a utilizzare grandi quantità di gas per muovere i generatori delle centrali elettriche. Il gas viene da lontano, soprattutto dalla Russia (35%) e dall’Algeria (38%), è costoso, e l’offerta limitata. A rendere il quadro ancora più complesso, secondo l’OCSE, i Paesi da cui l’Italia e gli altri stati europei si approvvigionano stanno facendo pochi investimenti per adeguare la produzione alla richiesta, in continua crescita. C’è poi la questione delle infrastrutture. I gasdotti per l’import da Algeria e Russia saranno potenziati solo a partire dall’anno prossimo. I rigassificatori, che potrebbero ovviare il problema, o almeno renderlo meno grave, stentano a diventare realtà: l’unico in funzione è quello dell’Eni in provincia di La Spezia; tarda quello di Rovigo dell’Edison; ancora fermo alla fase di progetto quello di Porto Empedocle. Poche novità anche sul fronte della rete di distribuzione elettrica: le linee ad alta tensione non crescono né di numero né di qualità, i buchi nella rete mal sopportano gli sbalzi di carico, gli investimenti sono in ritardo. Secondo Confartigianato, il problema delle infrastrutture esiste e va risolto. Problemi strutturali che richiederanno anni di interventi. Ma, secondo loro, ad essere in crisi è anche il modello con cui l’energia viene generata, quasi interamente affidato alla grande produzione. “L’Italia non può fare a meno della grande produzione. Ma non si tratta di un modello unico: questa potrebbe essere affiancata da forme di microproduzione, che ci aiuterebbero ad essere un po’ più autonomi e meno a rischio di black out. Nel caso di nuovi insediamenti produttivi è pensabile la presenza di centrali a cogenerazione o trigenerazione che producono contemporaneamente energia elettrica e termica partendo da fonti rinnovabili. Poi l’eolico, il fotovoltaico…” Oppure la terza via. “Si quella del risparmio energetico. Anche perché tutte quelle indicate sono scelte per un futuro, anche se vicino. Nell’immediato, per questo inverno definito dall’Enel ‘a rischio’, il risparmio di energia può dare degli ottimi risultati. Risparmiare non è solo spegnere la luce quando usciamo da una stanza, ma è soprattutto razionalizzare i consumi nei processi produttivi, mettere in efficienza le apparecchiature e scegliere quelle ad alta efficienza”.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/lenel-avverte-inverno-a-rischio-freddo-e-buio/">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7148 post type-post status-publish format-standard hentry category-energia tag-black-out tag-enel tag-energia-2 tag-infrastrutture" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Settembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</h1>
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<p>Il numero uno dell’Enel Fulvio Conti lancia l’allarme: “siamo ancora più fragili di due anni fa quando scoppiò la crisi dei rifornimenti del gas a causa del contenzioso tra Russia e Ucraina. Corriamo il rischio di rimanere al freddo e al buio”. Dal 2005, secondo Conti, non è cambiato nulla. Anzi: “I consumi sono in aumento mentre le infrastrutture sono rimaste le stesse”. Secondo l’amministratore delegato di Enel per il prossimo inverno c’è il pericolo che gli interruttori della luce scattino a vuoto e che il riscaldamento delle case degli italiani scenda, per legge, al di sotto dei venti gradi. Un problema che, sempre secondo Conti, è originato da una concatenazione di eventi che possono essere così riassunti: il consumo di corrente elettrica è in continua crescita, una richiesta che porta a utilizzare grandi quantità di gas per muovere i generatori delle centrali elettriche. Il gas viene da lontano, soprattutto dalla Russia (35%) e dall’Algeria (38%), è costoso, e l’offerta limitata. A rendere il quadro ancora più complesso, secondo l’OCSE, i Paesi da cui l’Italia e gli altri stati europei si approvvigionano stanno facendo pochi investimenti per adeguare la produzione alla richiesta, in continua crescita. C’è poi la questione delle infrastrutture. I gasdotti per l’import da Algeria e Russia saranno potenziati solo a partire dall’anno prossimo. I rigassificatori, che potrebbero ovviare il problema, o almeno renderlo meno grave, stentano a diventare realtà: l’unico in funzione è quello dell’Eni in provincia di La Spezia; tarda quello di Rovigo dell’Edison; ancora fermo alla fase di progetto quello di Porto Empedocle. Poche novità anche sul fronte della rete di distribuzione elettrica: le linee ad alta tensione non crescono né di numero né di qualità, i buchi nella rete mal sopportano gli sbalzi di carico, gli investimenti sono in ritardo. Secondo Confartigianato, il problema delle infrastrutture esiste e va risolto. Problemi strutturali che richiederanno anni di interventi. Ma, secondo loro, ad essere in crisi è anche il modello con cui l’energia viene generata, quasi interamente affidato alla grande produzione. “L’Italia non può fare a meno della grande produzione. Ma non si tratta di un modello unico: questa potrebbe essere affiancata da forme di microproduzione, che ci aiuterebbero ad essere un po’ più autonomi e meno a rischio di black out. Nel caso di nuovi insediamenti produttivi è pensabile la presenza di centrali a cogenerazione o trigenerazione che producono contemporaneamente energia elettrica e termica partendo da fonti rinnovabili. Poi l’eolico, il fotovoltaico…” Oppure la terza via. “Si quella del risparmio energetico. Anche perché tutte quelle indicate sono scelte per un futuro, anche se vicino. Nell’immediato, per questo inverno definito dall’Enel ‘a rischio’, il risparmio di energia può dare degli ottimi risultati. Risparmiare non è solo spegnere la luce quando usciamo da una stanza, ma è soprattutto razionalizzare i consumi nei processi produttivi, mettere in efficienza le apparecchiature e scegliere quelle ad alta efficienza”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/lenel-avverte-inverno-a-rischio-freddo-e-buio/">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Settembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</h1>
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<p>Il numero uno dell’Enel Fulvio Conti lancia l’allarme: “siamo ancora più fragili di due anni fa quando scoppiò la crisi dei rifornimenti del gas a causa del contenzioso tra Russia e Ucraina. Corriamo il rischio di rimanere al freddo e al buio”. Dal 2005, secondo Conti, non è cambiato nulla. Anzi: “I consumi sono in aumento mentre le infrastrutture sono rimaste le stesse”. Secondo l’amministratore delegato di Enel per il prossimo inverno c’è il pericolo che gli interruttori della luce scattino a vuoto e che il riscaldamento delle case degli italiani scenda, per legge, al di sotto dei venti gradi. Un problema che, sempre secondo Conti, è originato da una concatenazione di eventi che possono essere così riassunti: il consumo di corrente elettrica è in continua crescita, una richiesta che porta a utilizzare grandi quantità di gas per muovere i generatori delle centrali elettriche. Il gas viene da lontano, soprattutto dalla Russia (35%) e dall’Algeria (38%), è costoso, e l’offerta limitata. A rendere il quadro ancora più complesso, secondo l’OCSE, i Paesi da cui l’Italia e gli altri stati europei si approvvigionano stanno facendo pochi investimenti per adeguare la produzione alla richiesta, in continua crescita. C’è poi la questione delle infrastrutture. I gasdotti per l’import da Algeria e Russia saranno potenziati solo a partire dall’anno prossimo. I rigassificatori, che potrebbero ovviare il problema, o almeno renderlo meno grave, stentano a diventare realtà: l’unico in funzione è quello dell’Eni in provincia di La Spezia; tarda quello di Rovigo dell’Edison; ancora fermo alla fase di progetto quello di Porto Empedocle. Poche novità anche sul fronte della rete di distribuzione elettrica: le linee ad alta tensione non crescono né di numero né di qualità, i buchi nella rete mal sopportano gli sbalzi di carico, gli investimenti sono in ritardo. Secondo Confartigianato, il problema delle infrastrutture esiste e va risolto. Problemi strutturali che richiederanno anni di interventi. Ma, secondo loro, ad essere in crisi è anche il modello con cui l’energia viene generata, quasi interamente affidato alla grande produzione. “L’Italia non può fare a meno della grande produzione. Ma non si tratta di un modello unico: questa potrebbe essere affiancata da forme di microproduzione, che ci aiuterebbero ad essere un po’ più autonomi e meno a rischio di black out. Nel caso di nuovi insediamenti produttivi è pensabile la presenza di centrali a cogenerazione o trigenerazione che producono contemporaneamente energia elettrica e termica partendo da fonti rinnovabili. Poi l’eolico, il fotovoltaico…” Oppure la terza via. “Si quella del risparmio energetico. Anche perché tutte quelle indicate sono scelte per un futuro, anche se vicino. Nell’immediato, per questo inverno definito dall’Enel ‘a rischio’, il risparmio di energia può dare degli ottimi risultati. Risparmiare non è solo spegnere la luce quando usciamo da una stanza, ma è soprattutto razionalizzare i consumi nei processi produttivi, mettere in efficienza le apparecchiature e scegliere quelle ad alta efficienza”.</p>
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		<title>Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 17:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[radio24]]></category>
		<category><![CDATA[sebastiano barisoni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 13 Luglio 2026·MEDIA Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24) Confartigianato ha sottoscritto l&#8217;accordo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/09/lenel-avverte-inverno-a-rischio-freddo-e-buio/">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Settembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio</h1>
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<p>Il numero uno dell’Enel Fulvio Conti lancia l’allarme: “siamo ancora più fragili di due anni fa quando scoppiò la crisi dei rifornimenti del gas a causa del contenzioso tra Russia e Ucraina. Corriamo il rischio di rimanere al freddo e al buio”. Dal 2005, secondo Conti, non è cambiato nulla. Anzi: “I consumi sono in aumento mentre le infrastrutture sono rimaste le stesse”. Secondo l’amministratore delegato di Enel per il prossimo inverno c’è il pericolo che gli interruttori della luce scattino a vuoto e che il riscaldamento delle case degli italiani scenda, per legge, al di sotto dei venti gradi. Un problema che, sempre secondo Conti, è originato da una concatenazione di eventi che possono essere così riassunti: il consumo di corrente elettrica è in continua crescita, una richiesta che porta a utilizzare grandi quantità di gas per muovere i generatori delle centrali elettriche. Il gas viene da lontano, soprattutto dalla Russia (35%) e dall’Algeria (38%), è costoso, e l’offerta limitata. A rendere il quadro ancora più complesso, secondo l’OCSE, i Paesi da cui l’Italia e gli altri stati europei si approvvigionano stanno facendo pochi investimenti per adeguare la produzione alla richiesta, in continua crescita. C’è poi la questione delle infrastrutture. I gasdotti per l’import da Algeria e Russia saranno potenziati solo a partire dall’anno prossimo. I rigassificatori, che potrebbero ovviare il problema, o almeno renderlo meno grave, stentano a diventare realtà: l’unico in funzione è quello dell’Eni in provincia di La Spezia; tarda quello di Rovigo dell’Edison; ancora fermo alla fase di progetto quello di Porto Empedocle. Poche novità anche sul fronte della rete di distribuzione elettrica: le linee ad alta tensione non crescono né di numero né di qualità, i buchi nella rete mal sopportano gli sbalzi di carico, gli investimenti sono in ritardo. Secondo Confartigianato, il problema delle infrastrutture esiste e va risolto. Problemi strutturali che richiederanno anni di interventi. Ma, secondo loro, ad essere in crisi è anche il modello con cui l’energia viene generata, quasi interamente affidato alla grande produzione. “L’Italia non può fare a meno della grande produzione. Ma non si tratta di un modello unico: questa potrebbe essere affiancata da forme di microproduzione, che ci aiuterebbero ad essere un po’ più autonomi e meno a rischio di black out. Nel caso di nuovi insediamenti produttivi è pensabile la presenza di centrali a cogenerazione o trigenerazione che producono contemporaneamente energia elettrica e termica partendo da fonti rinnovabili. Poi l’eolico, il fotovoltaico…” Oppure la terza via. “Si quella del risparmio energetico. Anche perché tutte quelle indicate sono scelte per un futuro, anche se vicino. Nell’immediato, per questo inverno definito dall’Enel ‘a rischio’, il risparmio di energia può dare degli ottimi risultati. Risparmiare non è solo spegnere la luce quando usciamo da una stanza, ma è soprattutto razionalizzare i consumi nei processi produttivi, mettere in efficienza le apparecchiature e scegliere quelle ad alta efficienza”.</p>
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		<title>L’Enel avverte: inverno a rischio freddo e buio - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Tue, 11 Sep 2007 22:00:00 +0000</lastBuildDate>
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