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	<title>Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 11 Agosto 2026·LEGGE DI BILANCIO Conti pubblici verso la manovra 2027   Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/aumento-dei-prezzi-il-ministro-dellagricoltura-de-castro-tira-il-freno/">Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6720 post type-post status-publish format-standard hentry category-alimentazione category-categorie category-europa-e-mercati-internazionali" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Alimentazione</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">2 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno</h1>
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<p>Aumento della produzione dei cereali, innalzamento del tetto delle quote latte, lotta alle speculazioni sui mercati agricoli, istituzione di un Osservatorio per monitorare i prezzi al consumo. Sarà questa la risposta dell’Unione Europea e del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, per fronteggiare il caro prezzi che colpisce le filiere di cereali e latte. E non solo quelle italiane. Lo ha affermato il Ministro dell’Agricoltura Paolo De Castro, nel corso di un tavolo tecnico che si è tenuto a Roma presso il Mipaf il 20 settembre alla presenza dei rappresentanti di Confartigianato Alimentazione e delle altre organizzazioni delle due filiere. “Gli ultimi dati sull’inflazione – ha detto De Castro – dimostrano che gli aumenti dell’intero paniere alimentare non superano l’1%. Ma non neghiamo che in alcuni comparti ci siano tensioni internazionali che hanno portato ad aumenti maggiori sui prezzi al consumo. Dunque bisogna intervenire”. Interventi, quelli proposti dal Ministro dell’Agricoltura, che mirano a calmierare gli scambi e a scoraggiare le speculazioni. Soprattutto attraverso l’immissione di nuovi stock di latte e grano sul mercato, risultato ottenibile ‘correggendo’ le quote latte e il totale delle superfici comunitarie seminate a cereali. Non si tratta però di interventi strutturali, come ha tenuto a specificare il Ministro De Castro, ma “solo operazioni per ritoccare una situazione congiunturale. Si tratta di un’azione di mercato”. Sul fronte dell’aumento delle semine, l’azione ministeriale ha già prodotto i primi risultati positivi: il 26 settembre il Consiglio dei Ministri di Bruxelles ha deciso di autorizzare un aumento di produzione dei cereali su tre milioni e ottocentomila ettari destinati al riposo (set aside) in tutto il mercato dell’Unione Europea. Una misura disposta proprio per rispondere all’aumento dei prezzi registrato nelle ultime settimane. “Con questa decisione” ha sottolineato De Castro “già con le prossime semine, in autunno in Italia ci saranno circa 180 mila ettari in più coltivati a cereali”. A dicembre la Commissione europea presenterà la sua proposta per fare entrare in vigore le nuove quote latte già dalla prossima campagna di commercializzazione, quindi dal primo aprile 2008. L’esecutivo si è riservato di fornire le cifre. Servono dati concreti, come quelli contenuti nel rapporto sul mercato lattiero in Europa che sarà presentato però solo a fine anno. Angelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha condiviso le indicazioni a breve temine fornite dal Ministro De Castro. “Ben vengano l’attività di monitoraggio delle filiere e quella di repressione dei fenomeni speculativi, ma c’è ancora molto da fare per rispondere a quella quota di problemi lasciati ancora scoperti dall’azione dell’Agricoltura, che è comunque apprezzabile”. Roncacci, ha poi sottolineato come “irresponsabili e quindi da respingere in pieno le dichiarazioni di organizzazioni della produzione primaria che hanno tentato di colpevolizzare per i costi dei prodotti finali il mondo della trasformazione”. In realtà le piccole imprese e le imprese artigiane, che rappresentano il 90% del tessuto produttivo italiano hanno assorbito i rincari delle materie prime degli ultimi anni (uova, ricotta, burro, latte, oli di semi, etc.) comprimendo i profitti; per cui, a fronte di un aumento del prezzo del grano che nell’ultimo anno ha raggiunto il 60-70%, le imprese di panificazione, come rilevato dall’Istat, hanno ritoccato i listini del 5-10% e quelle della pasta del 10-12 %. Senza interventi di stabilizzazione dei prezzi delle materie prime, sarà difficile che le piccole imprese possano mantenere la competitività sul mercato. In modo particolare, se saranno confermate alcune indicazioni emerse nel corso della riunione del Mipaf: grano duro che da 350 euro la tonnellate (già il doppio del 2007) potrebbe spingersi fino a 500 euro; latte in polvere e burro che potrebbero allinearsi per percentuale di incremento. Tra le proposte di Confartigianato Alimentazione per calmierare i prezzi, c’è quella di un sostegno alle Pmi per acquisti attraverso accordi e contratti che possano accrescerne il potere negoziale. In questo modo anche le imprese più piccole, quelle più svantaggiate, avrebbero più possibilità di contrattare i prezzi delle materie prime.</p>
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		<title>Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[credito più costoso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Agosto 2026·CREDITO Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/aumento-dei-prezzi-il-ministro-dellagricoltura-de-castro-tira-il-freno/">Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno</h1>
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<p>Aumento della produzione dei cereali, innalzamento del tetto delle quote latte, lotta alle speculazioni sui mercati agricoli, istituzione di un Osservatorio per monitorare i prezzi al consumo. Sarà questa la risposta dell’Unione Europea e del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, per fronteggiare il caro prezzi che colpisce le filiere di cereali e latte. E non solo quelle italiane. Lo ha affermato il Ministro dell’Agricoltura Paolo De Castro, nel corso di un tavolo tecnico che si è tenuto a Roma presso il Mipaf il 20 settembre alla presenza dei rappresentanti di Confartigianato Alimentazione e delle altre organizzazioni delle due filiere. “Gli ultimi dati sull’inflazione – ha detto De Castro – dimostrano che gli aumenti dell’intero paniere alimentare non superano l’1%. Ma non neghiamo che in alcuni comparti ci siano tensioni internazionali che hanno portato ad aumenti maggiori sui prezzi al consumo. Dunque bisogna intervenire”. Interventi, quelli proposti dal Ministro dell’Agricoltura, che mirano a calmierare gli scambi e a scoraggiare le speculazioni. Soprattutto attraverso l’immissione di nuovi stock di latte e grano sul mercato, risultato ottenibile ‘correggendo’ le quote latte e il totale delle superfici comunitarie seminate a cereali. Non si tratta però di interventi strutturali, come ha tenuto a specificare il Ministro De Castro, ma “solo operazioni per ritoccare una situazione congiunturale. Si tratta di un’azione di mercato”. Sul fronte dell’aumento delle semine, l’azione ministeriale ha già prodotto i primi risultati positivi: il 26 settembre il Consiglio dei Ministri di Bruxelles ha deciso di autorizzare un aumento di produzione dei cereali su tre milioni e ottocentomila ettari destinati al riposo (set aside) in tutto il mercato dell’Unione Europea. Una misura disposta proprio per rispondere all’aumento dei prezzi registrato nelle ultime settimane. “Con questa decisione” ha sottolineato De Castro “già con le prossime semine, in autunno in Italia ci saranno circa 180 mila ettari in più coltivati a cereali”. A dicembre la Commissione europea presenterà la sua proposta per fare entrare in vigore le nuove quote latte già dalla prossima campagna di commercializzazione, quindi dal primo aprile 2008. L’esecutivo si è riservato di fornire le cifre. Servono dati concreti, come quelli contenuti nel rapporto sul mercato lattiero in Europa che sarà presentato però solo a fine anno. Angelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha condiviso le indicazioni a breve temine fornite dal Ministro De Castro. “Ben vengano l’attività di monitoraggio delle filiere e quella di repressione dei fenomeni speculativi, ma c’è ancora molto da fare per rispondere a quella quota di problemi lasciati ancora scoperti dall’azione dell’Agricoltura, che è comunque apprezzabile”. Roncacci, ha poi sottolineato come “irresponsabili e quindi da respingere in pieno le dichiarazioni di organizzazioni della produzione primaria che hanno tentato di colpevolizzare per i costi dei prodotti finali il mondo della trasformazione”. In realtà le piccole imprese e le imprese artigiane, che rappresentano il 90% del tessuto produttivo italiano hanno assorbito i rincari delle materie prime degli ultimi anni (uova, ricotta, burro, latte, oli di semi, etc.) comprimendo i profitti; per cui, a fronte di un aumento del prezzo del grano che nell’ultimo anno ha raggiunto il 60-70%, le imprese di panificazione, come rilevato dall’Istat, hanno ritoccato i listini del 5-10% e quelle della pasta del 10-12 %. Senza interventi di stabilizzazione dei prezzi delle materie prime, sarà difficile che le piccole imprese possano mantenere la competitività sul mercato. In modo particolare, se saranno confermate alcune indicazioni emerse nel corso della riunione del Mipaf: grano duro che da 350 euro la tonnellate (già il doppio del 2007) potrebbe spingersi fino a 500 euro; latte in polvere e burro che potrebbero allinearsi per percentuale di incremento. Tra le proposte di Confartigianato Alimentazione per calmierare i prezzi, c’è quella di un sostegno alle Pmi per acquisti attraverso accordi e contratti che possano accrescerne il potere negoziale. In questo modo anche le imprese più piccole, quelle più svantaggiate, avrebbero più possibilità di contrattare i prezzi delle materie prime.</p>
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		<title>Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[nuova Artigiancassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 10 Agosto 2026·CREDITO Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9% [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno</h1>
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<p>Aumento della produzione dei cereali, innalzamento del tetto delle quote latte, lotta alle speculazioni sui mercati agricoli, istituzione di un Osservatorio per monitorare i prezzi al consumo. Sarà questa la risposta dell’Unione Europea e del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, per fronteggiare il caro prezzi che colpisce le filiere di cereali e latte. E non solo quelle italiane. Lo ha affermato il Ministro dell’Agricoltura Paolo De Castro, nel corso di un tavolo tecnico che si è tenuto a Roma presso il Mipaf il 20 settembre alla presenza dei rappresentanti di Confartigianato Alimentazione e delle altre organizzazioni delle due filiere. “Gli ultimi dati sull’inflazione – ha detto De Castro – dimostrano che gli aumenti dell’intero paniere alimentare non superano l’1%. Ma non neghiamo che in alcuni comparti ci siano tensioni internazionali che hanno portato ad aumenti maggiori sui prezzi al consumo. Dunque bisogna intervenire”. Interventi, quelli proposti dal Ministro dell’Agricoltura, che mirano a calmierare gli scambi e a scoraggiare le speculazioni. Soprattutto attraverso l’immissione di nuovi stock di latte e grano sul mercato, risultato ottenibile ‘correggendo’ le quote latte e il totale delle superfici comunitarie seminate a cereali. Non si tratta però di interventi strutturali, come ha tenuto a specificare il Ministro De Castro, ma “solo operazioni per ritoccare una situazione congiunturale. Si tratta di un’azione di mercato”. Sul fronte dell’aumento delle semine, l’azione ministeriale ha già prodotto i primi risultati positivi: il 26 settembre il Consiglio dei Ministri di Bruxelles ha deciso di autorizzare un aumento di produzione dei cereali su tre milioni e ottocentomila ettari destinati al riposo (set aside) in tutto il mercato dell’Unione Europea. Una misura disposta proprio per rispondere all’aumento dei prezzi registrato nelle ultime settimane. “Con questa decisione” ha sottolineato De Castro “già con le prossime semine, in autunno in Italia ci saranno circa 180 mila ettari in più coltivati a cereali”. A dicembre la Commissione europea presenterà la sua proposta per fare entrare in vigore le nuove quote latte già dalla prossima campagna di commercializzazione, quindi dal primo aprile 2008. L’esecutivo si è riservato di fornire le cifre. Servono dati concreti, come quelli contenuti nel rapporto sul mercato lattiero in Europa che sarà presentato però solo a fine anno. Angelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha condiviso le indicazioni a breve temine fornite dal Ministro De Castro. “Ben vengano l’attività di monitoraggio delle filiere e quella di repressione dei fenomeni speculativi, ma c’è ancora molto da fare per rispondere a quella quota di problemi lasciati ancora scoperti dall’azione dell’Agricoltura, che è comunque apprezzabile”. Roncacci, ha poi sottolineato come “irresponsabili e quindi da respingere in pieno le dichiarazioni di organizzazioni della produzione primaria che hanno tentato di colpevolizzare per i costi dei prodotti finali il mondo della trasformazione”. In realtà le piccole imprese e le imprese artigiane, che rappresentano il 90% del tessuto produttivo italiano hanno assorbito i rincari delle materie prime degli ultimi anni (uova, ricotta, burro, latte, oli di semi, etc.) comprimendo i profitti; per cui, a fronte di un aumento del prezzo del grano che nell’ultimo anno ha raggiunto il 60-70%, le imprese di panificazione, come rilevato dall’Istat, hanno ritoccato i listini del 5-10% e quelle della pasta del 10-12 %. Senza interventi di stabilizzazione dei prezzi delle materie prime, sarà difficile che le piccole imprese possano mantenere la competitività sul mercato. In modo particolare, se saranno confermate alcune indicazioni emerse nel corso della riunione del Mipaf: grano duro che da 350 euro la tonnellate (già il doppio del 2007) potrebbe spingersi fino a 500 euro; latte in polvere e burro che potrebbero allinearsi per percentuale di incremento. Tra le proposte di Confartigianato Alimentazione per calmierare i prezzi, c’è quella di un sostegno alle Pmi per acquisti attraverso accordi e contratti che possano accrescerne il potere negoziale. In questo modo anche le imprese più piccole, quelle più svantaggiate, avrebbero più possibilità di contrattare i prezzi delle materie prime.</p>
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		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artiturismo]]></category>
		<category><![CDATA[marco granelli]]></category>
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		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Agosto 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217; Un turismo diffuso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/aumento-dei-prezzi-il-ministro-dellagricoltura-de-castro-tira-il-freno/">Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Aumento della produzione dei cereali, innalzamento del tetto delle quote latte, lotta alle speculazioni sui mercati agricoli, istituzione di un Osservatorio per monitorare i prezzi al consumo. Sarà questa la risposta dell’Unione Europea e del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, per fronteggiare il caro prezzi che colpisce le filiere di cereali e latte. E non solo quelle italiane. Lo ha affermato il Ministro dell’Agricoltura Paolo De Castro, nel corso di un tavolo tecnico che si è tenuto a Roma presso il Mipaf il 20 settembre alla presenza dei rappresentanti di Confartigianato Alimentazione e delle altre organizzazioni delle due filiere. “Gli ultimi dati sull’inflazione – ha detto De Castro – dimostrano che gli aumenti dell’intero paniere alimentare non superano l’1%. Ma non neghiamo che in alcuni comparti ci siano tensioni internazionali che hanno portato ad aumenti maggiori sui prezzi al consumo. Dunque bisogna intervenire”. Interventi, quelli proposti dal Ministro dell’Agricoltura, che mirano a calmierare gli scambi e a scoraggiare le speculazioni. Soprattutto attraverso l’immissione di nuovi stock di latte e grano sul mercato, risultato ottenibile ‘correggendo’ le quote latte e il totale delle superfici comunitarie seminate a cereali. Non si tratta però di interventi strutturali, come ha tenuto a specificare il Ministro De Castro, ma “solo operazioni per ritoccare una situazione congiunturale. Si tratta di un’azione di mercato”. Sul fronte dell’aumento delle semine, l’azione ministeriale ha già prodotto i primi risultati positivi: il 26 settembre il Consiglio dei Ministri di Bruxelles ha deciso di autorizzare un aumento di produzione dei cereali su tre milioni e ottocentomila ettari destinati al riposo (set aside) in tutto il mercato dell’Unione Europea. Una misura disposta proprio per rispondere all’aumento dei prezzi registrato nelle ultime settimane. “Con questa decisione” ha sottolineato De Castro “già con le prossime semine, in autunno in Italia ci saranno circa 180 mila ettari in più coltivati a cereali”. A dicembre la Commissione europea presenterà la sua proposta per fare entrare in vigore le nuove quote latte già dalla prossima campagna di commercializzazione, quindi dal primo aprile 2008. L’esecutivo si è riservato di fornire le cifre. Servono dati concreti, come quelli contenuti nel rapporto sul mercato lattiero in Europa che sarà presentato però solo a fine anno. Angelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha condiviso le indicazioni a breve temine fornite dal Ministro De Castro. “Ben vengano l’attività di monitoraggio delle filiere e quella di repressione dei fenomeni speculativi, ma c’è ancora molto da fare per rispondere a quella quota di problemi lasciati ancora scoperti dall’azione dell’Agricoltura, che è comunque apprezzabile”. Roncacci, ha poi sottolineato come “irresponsabili e quindi da respingere in pieno le dichiarazioni di organizzazioni della produzione primaria che hanno tentato di colpevolizzare per i costi dei prodotti finali il mondo della trasformazione”. In realtà le piccole imprese e le imprese artigiane, che rappresentano il 90% del tessuto produttivo italiano hanno assorbito i rincari delle materie prime degli ultimi anni (uova, ricotta, burro, latte, oli di semi, etc.) comprimendo i profitti; per cui, a fronte di un aumento del prezzo del grano che nell’ultimo anno ha raggiunto il 60-70%, le imprese di panificazione, come rilevato dall’Istat, hanno ritoccato i listini del 5-10% e quelle della pasta del 10-12 %. Senza interventi di stabilizzazione dei prezzi delle materie prime, sarà difficile che le piccole imprese possano mantenere la competitività sul mercato. In modo particolare, se saranno confermate alcune indicazioni emerse nel corso della riunione del Mipaf: grano duro che da 350 euro la tonnellate (già il doppio del 2007) potrebbe spingersi fino a 500 euro; latte in polvere e burro che potrebbero allinearsi per percentuale di incremento. Tra le proposte di Confartigianato Alimentazione per calmierare i prezzi, c’è quella di un sostegno alle Pmi per acquisti attraverso accordi e contratti che possano accrescerne il potere negoziale. In questo modo anche le imprese più piccole, quelle più svantaggiate, avrebbero più possibilità di contrattare i prezzi delle materie prime.</p>
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		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/aumento-dei-prezzi-il-ministro-dellagricoltura-de-castro-tira-il-freno/">Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">2 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno</h1>
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<p>Aumento della produzione dei cereali, innalzamento del tetto delle quote latte, lotta alle speculazioni sui mercati agricoli, istituzione di un Osservatorio per monitorare i prezzi al consumo. Sarà questa la risposta dell’Unione Europea e del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, per fronteggiare il caro prezzi che colpisce le filiere di cereali e latte. E non solo quelle italiane. Lo ha affermato il Ministro dell’Agricoltura Paolo De Castro, nel corso di un tavolo tecnico che si è tenuto a Roma presso il Mipaf il 20 settembre alla presenza dei rappresentanti di Confartigianato Alimentazione e delle altre organizzazioni delle due filiere. “Gli ultimi dati sull’inflazione – ha detto De Castro – dimostrano che gli aumenti dell’intero paniere alimentare non superano l’1%. Ma non neghiamo che in alcuni comparti ci siano tensioni internazionali che hanno portato ad aumenti maggiori sui prezzi al consumo. Dunque bisogna intervenire”. Interventi, quelli proposti dal Ministro dell’Agricoltura, che mirano a calmierare gli scambi e a scoraggiare le speculazioni. Soprattutto attraverso l’immissione di nuovi stock di latte e grano sul mercato, risultato ottenibile ‘correggendo’ le quote latte e il totale delle superfici comunitarie seminate a cereali. Non si tratta però di interventi strutturali, come ha tenuto a specificare il Ministro De Castro, ma “solo operazioni per ritoccare una situazione congiunturale. Si tratta di un’azione di mercato”. Sul fronte dell’aumento delle semine, l’azione ministeriale ha già prodotto i primi risultati positivi: il 26 settembre il Consiglio dei Ministri di Bruxelles ha deciso di autorizzare un aumento di produzione dei cereali su tre milioni e ottocentomila ettari destinati al riposo (set aside) in tutto il mercato dell’Unione Europea. Una misura disposta proprio per rispondere all’aumento dei prezzi registrato nelle ultime settimane. “Con questa decisione” ha sottolineato De Castro “già con le prossime semine, in autunno in Italia ci saranno circa 180 mila ettari in più coltivati a cereali”. A dicembre la Commissione europea presenterà la sua proposta per fare entrare in vigore le nuove quote latte già dalla prossima campagna di commercializzazione, quindi dal primo aprile 2008. L’esecutivo si è riservato di fornire le cifre. Servono dati concreti, come quelli contenuti nel rapporto sul mercato lattiero in Europa che sarà presentato però solo a fine anno. Angelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha condiviso le indicazioni a breve temine fornite dal Ministro De Castro. “Ben vengano l’attività di monitoraggio delle filiere e quella di repressione dei fenomeni speculativi, ma c’è ancora molto da fare per rispondere a quella quota di problemi lasciati ancora scoperti dall’azione dell’Agricoltura, che è comunque apprezzabile”. Roncacci, ha poi sottolineato come “irresponsabili e quindi da respingere in pieno le dichiarazioni di organizzazioni della produzione primaria che hanno tentato di colpevolizzare per i costi dei prodotti finali il mondo della trasformazione”. In realtà le piccole imprese e le imprese artigiane, che rappresentano il 90% del tessuto produttivo italiano hanno assorbito i rincari delle materie prime degli ultimi anni (uova, ricotta, burro, latte, oli di semi, etc.) comprimendo i profitti; per cui, a fronte di un aumento del prezzo del grano che nell’ultimo anno ha raggiunto il 60-70%, le imprese di panificazione, come rilevato dall’Istat, hanno ritoccato i listini del 5-10% e quelle della pasta del 10-12 %. Senza interventi di stabilizzazione dei prezzi delle materie prime, sarà difficile che le piccole imprese possano mantenere la competitività sul mercato. In modo particolare, se saranno confermate alcune indicazioni emerse nel corso della riunione del Mipaf: grano duro che da 350 euro la tonnellate (già il doppio del 2007) potrebbe spingersi fino a 500 euro; latte in polvere e burro che potrebbero allinearsi per percentuale di incremento. Tra le proposte di Confartigianato Alimentazione per calmierare i prezzi, c’è quella di un sostegno alle Pmi per acquisti attraverso accordi e contratti che possano accrescerne il potere negoziale. In questo modo anche le imprese più piccole, quelle più svantaggiate, avrebbero più possibilità di contrattare i prezzi delle materie prime.</p>
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		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani &#160; Via dalla pazza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/aumento-dei-prezzi-il-ministro-dellagricoltura-de-castro-tira-il-freno/">Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno</h1>
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<p>Aumento della produzione dei cereali, innalzamento del tetto delle quote latte, lotta alle speculazioni sui mercati agricoli, istituzione di un Osservatorio per monitorare i prezzi al consumo. Sarà questa la risposta dell’Unione Europea e del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, per fronteggiare il caro prezzi che colpisce le filiere di cereali e latte. E non solo quelle italiane. Lo ha affermato il Ministro dell’Agricoltura Paolo De Castro, nel corso di un tavolo tecnico che si è tenuto a Roma presso il Mipaf il 20 settembre alla presenza dei rappresentanti di Confartigianato Alimentazione e delle altre organizzazioni delle due filiere. “Gli ultimi dati sull’inflazione – ha detto De Castro – dimostrano che gli aumenti dell’intero paniere alimentare non superano l’1%. Ma non neghiamo che in alcuni comparti ci siano tensioni internazionali che hanno portato ad aumenti maggiori sui prezzi al consumo. Dunque bisogna intervenire”. Interventi, quelli proposti dal Ministro dell’Agricoltura, che mirano a calmierare gli scambi e a scoraggiare le speculazioni. Soprattutto attraverso l’immissione di nuovi stock di latte e grano sul mercato, risultato ottenibile ‘correggendo’ le quote latte e il totale delle superfici comunitarie seminate a cereali. Non si tratta però di interventi strutturali, come ha tenuto a specificare il Ministro De Castro, ma “solo operazioni per ritoccare una situazione congiunturale. Si tratta di un’azione di mercato”. Sul fronte dell’aumento delle semine, l’azione ministeriale ha già prodotto i primi risultati positivi: il 26 settembre il Consiglio dei Ministri di Bruxelles ha deciso di autorizzare un aumento di produzione dei cereali su tre milioni e ottocentomila ettari destinati al riposo (set aside) in tutto il mercato dell’Unione Europea. Una misura disposta proprio per rispondere all’aumento dei prezzi registrato nelle ultime settimane. “Con questa decisione” ha sottolineato De Castro “già con le prossime semine, in autunno in Italia ci saranno circa 180 mila ettari in più coltivati a cereali”. A dicembre la Commissione europea presenterà la sua proposta per fare entrare in vigore le nuove quote latte già dalla prossima campagna di commercializzazione, quindi dal primo aprile 2008. L’esecutivo si è riservato di fornire le cifre. Servono dati concreti, come quelli contenuti nel rapporto sul mercato lattiero in Europa che sarà presentato però solo a fine anno. Angelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha condiviso le indicazioni a breve temine fornite dal Ministro De Castro. “Ben vengano l’attività di monitoraggio delle filiere e quella di repressione dei fenomeni speculativi, ma c’è ancora molto da fare per rispondere a quella quota di problemi lasciati ancora scoperti dall’azione dell’Agricoltura, che è comunque apprezzabile”. Roncacci, ha poi sottolineato come “irresponsabili e quindi da respingere in pieno le dichiarazioni di organizzazioni della produzione primaria che hanno tentato di colpevolizzare per i costi dei prodotti finali il mondo della trasformazione”. In realtà le piccole imprese e le imprese artigiane, che rappresentano il 90% del tessuto produttivo italiano hanno assorbito i rincari delle materie prime degli ultimi anni (uova, ricotta, burro, latte, oli di semi, etc.) comprimendo i profitti; per cui, a fronte di un aumento del prezzo del grano che nell’ultimo anno ha raggiunto il 60-70%, le imprese di panificazione, come rilevato dall’Istat, hanno ritoccato i listini del 5-10% e quelle della pasta del 10-12 %. Senza interventi di stabilizzazione dei prezzi delle materie prime, sarà difficile che le piccole imprese possano mantenere la competitività sul mercato. In modo particolare, se saranno confermate alcune indicazioni emerse nel corso della riunione del Mipaf: grano duro che da 350 euro la tonnellate (già il doppio del 2007) potrebbe spingersi fino a 500 euro; latte in polvere e burro che potrebbero allinearsi per percentuale di incremento. Tra le proposte di Confartigianato Alimentazione per calmierare i prezzi, c’è quella di un sostegno alle Pmi per acquisti attraverso accordi e contratti che possano accrescerne il potere negoziale. In questo modo anche le imprese più piccole, quelle più svantaggiate, avrebbero più possibilità di contrattare i prezzi delle materie prime.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/aumento-dei-prezzi-il-ministro-dellagricoltura-de-castro-tira-il-freno/">Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">2 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno</h1>
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<p>Aumento della produzione dei cereali, innalzamento del tetto delle quote latte, lotta alle speculazioni sui mercati agricoli, istituzione di un Osservatorio per monitorare i prezzi al consumo. Sarà questa la risposta dell’Unione Europea e del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, per fronteggiare il caro prezzi che colpisce le filiere di cereali e latte. E non solo quelle italiane. Lo ha affermato il Ministro dell’Agricoltura Paolo De Castro, nel corso di un tavolo tecnico che si è tenuto a Roma presso il Mipaf il 20 settembre alla presenza dei rappresentanti di Confartigianato Alimentazione e delle altre organizzazioni delle due filiere. “Gli ultimi dati sull’inflazione – ha detto De Castro – dimostrano che gli aumenti dell’intero paniere alimentare non superano l’1%. Ma non neghiamo che in alcuni comparti ci siano tensioni internazionali che hanno portato ad aumenti maggiori sui prezzi al consumo. Dunque bisogna intervenire”. Interventi, quelli proposti dal Ministro dell’Agricoltura, che mirano a calmierare gli scambi e a scoraggiare le speculazioni. Soprattutto attraverso l’immissione di nuovi stock di latte e grano sul mercato, risultato ottenibile ‘correggendo’ le quote latte e il totale delle superfici comunitarie seminate a cereali. Non si tratta però di interventi strutturali, come ha tenuto a specificare il Ministro De Castro, ma “solo operazioni per ritoccare una situazione congiunturale. Si tratta di un’azione di mercato”. Sul fronte dell’aumento delle semine, l’azione ministeriale ha già prodotto i primi risultati positivi: il 26 settembre il Consiglio dei Ministri di Bruxelles ha deciso di autorizzare un aumento di produzione dei cereali su tre milioni e ottocentomila ettari destinati al riposo (set aside) in tutto il mercato dell’Unione Europea. Una misura disposta proprio per rispondere all’aumento dei prezzi registrato nelle ultime settimane. “Con questa decisione” ha sottolineato De Castro “già con le prossime semine, in autunno in Italia ci saranno circa 180 mila ettari in più coltivati a cereali”. A dicembre la Commissione europea presenterà la sua proposta per fare entrare in vigore le nuove quote latte già dalla prossima campagna di commercializzazione, quindi dal primo aprile 2008. L’esecutivo si è riservato di fornire le cifre. Servono dati concreti, come quelli contenuti nel rapporto sul mercato lattiero in Europa che sarà presentato però solo a fine anno. Angelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha condiviso le indicazioni a breve temine fornite dal Ministro De Castro. “Ben vengano l’attività di monitoraggio delle filiere e quella di repressione dei fenomeni speculativi, ma c’è ancora molto da fare per rispondere a quella quota di problemi lasciati ancora scoperti dall’azione dell’Agricoltura, che è comunque apprezzabile”. Roncacci, ha poi sottolineato come “irresponsabili e quindi da respingere in pieno le dichiarazioni di organizzazioni della produzione primaria che hanno tentato di colpevolizzare per i costi dei prodotti finali il mondo della trasformazione”. In realtà le piccole imprese e le imprese artigiane, che rappresentano il 90% del tessuto produttivo italiano hanno assorbito i rincari delle materie prime degli ultimi anni (uova, ricotta, burro, latte, oli di semi, etc.) comprimendo i profitti; per cui, a fronte di un aumento del prezzo del grano che nell’ultimo anno ha raggiunto il 60-70%, le imprese di panificazione, come rilevato dall’Istat, hanno ritoccato i listini del 5-10% e quelle della pasta del 10-12 %. Senza interventi di stabilizzazione dei prezzi delle materie prime, sarà difficile che le piccole imprese possano mantenere la competitività sul mercato. In modo particolare, se saranno confermate alcune indicazioni emerse nel corso della riunione del Mipaf: grano duro che da 350 euro la tonnellate (già il doppio del 2007) potrebbe spingersi fino a 500 euro; latte in polvere e burro che potrebbero allinearsi per percentuale di incremento. Tra le proposte di Confartigianato Alimentazione per calmierare i prezzi, c’è quella di un sostegno alle Pmi per acquisti attraverso accordi e contratti che possano accrescerne il potere negoziale. In questo modo anche le imprese più piccole, quelle più svantaggiate, avrebbero più possibilità di contrattare i prezzi delle materie prime.</p>
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		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/aumento-dei-prezzi-il-ministro-dellagricoltura-de-castro-tira-il-freno/">Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6720 post type-post status-publish format-standard hentry category-alimentazione category-categorie category-europa-e-mercati-internazionali" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Alimentazione</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">2 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno</h1>
</div>
</div>
<p>Aumento della produzione dei cereali, innalzamento del tetto delle quote latte, lotta alle speculazioni sui mercati agricoli, istituzione di un Osservatorio per monitorare i prezzi al consumo. Sarà questa la risposta dell’Unione Europea e del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, per fronteggiare il caro prezzi che colpisce le filiere di cereali e latte. E non solo quelle italiane. Lo ha affermato il Ministro dell’Agricoltura Paolo De Castro, nel corso di un tavolo tecnico che si è tenuto a Roma presso il Mipaf il 20 settembre alla presenza dei rappresentanti di Confartigianato Alimentazione e delle altre organizzazioni delle due filiere. “Gli ultimi dati sull’inflazione – ha detto De Castro – dimostrano che gli aumenti dell’intero paniere alimentare non superano l’1%. Ma non neghiamo che in alcuni comparti ci siano tensioni internazionali che hanno portato ad aumenti maggiori sui prezzi al consumo. Dunque bisogna intervenire”. Interventi, quelli proposti dal Ministro dell’Agricoltura, che mirano a calmierare gli scambi e a scoraggiare le speculazioni. Soprattutto attraverso l’immissione di nuovi stock di latte e grano sul mercato, risultato ottenibile ‘correggendo’ le quote latte e il totale delle superfici comunitarie seminate a cereali. Non si tratta però di interventi strutturali, come ha tenuto a specificare il Ministro De Castro, ma “solo operazioni per ritoccare una situazione congiunturale. Si tratta di un’azione di mercato”. Sul fronte dell’aumento delle semine, l’azione ministeriale ha già prodotto i primi risultati positivi: il 26 settembre il Consiglio dei Ministri di Bruxelles ha deciso di autorizzare un aumento di produzione dei cereali su tre milioni e ottocentomila ettari destinati al riposo (set aside) in tutto il mercato dell’Unione Europea. Una misura disposta proprio per rispondere all’aumento dei prezzi registrato nelle ultime settimane. “Con questa decisione” ha sottolineato De Castro “già con le prossime semine, in autunno in Italia ci saranno circa 180 mila ettari in più coltivati a cereali”. A dicembre la Commissione europea presenterà la sua proposta per fare entrare in vigore le nuove quote latte già dalla prossima campagna di commercializzazione, quindi dal primo aprile 2008. L’esecutivo si è riservato di fornire le cifre. Servono dati concreti, come quelli contenuti nel rapporto sul mercato lattiero in Europa che sarà presentato però solo a fine anno. Angelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha condiviso le indicazioni a breve temine fornite dal Ministro De Castro. “Ben vengano l’attività di monitoraggio delle filiere e quella di repressione dei fenomeni speculativi, ma c’è ancora molto da fare per rispondere a quella quota di problemi lasciati ancora scoperti dall’azione dell’Agricoltura, che è comunque apprezzabile”. Roncacci, ha poi sottolineato come “irresponsabili e quindi da respingere in pieno le dichiarazioni di organizzazioni della produzione primaria che hanno tentato di colpevolizzare per i costi dei prodotti finali il mondo della trasformazione”. In realtà le piccole imprese e le imprese artigiane, che rappresentano il 90% del tessuto produttivo italiano hanno assorbito i rincari delle materie prime degli ultimi anni (uova, ricotta, burro, latte, oli di semi, etc.) comprimendo i profitti; per cui, a fronte di un aumento del prezzo del grano che nell’ultimo anno ha raggiunto il 60-70%, le imprese di panificazione, come rilevato dall’Istat, hanno ritoccato i listini del 5-10% e quelle della pasta del 10-12 %. Senza interventi di stabilizzazione dei prezzi delle materie prime, sarà difficile che le piccole imprese possano mantenere la competitività sul mercato. In modo particolare, se saranno confermate alcune indicazioni emerse nel corso della riunione del Mipaf: grano duro che da 350 euro la tonnellate (già il doppio del 2007) potrebbe spingersi fino a 500 euro; latte in polvere e burro che potrebbero allinearsi per percentuale di incremento. Tra le proposte di Confartigianato Alimentazione per calmierare i prezzi, c’è quella di un sostegno alle Pmi per acquisti attraverso accordi e contratti che possano accrescerne il potere negoziale. In questo modo anche le imprese più piccole, quelle più svantaggiate, avrebbero più possibilità di contrattare i prezzi delle materie prime.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/aumento-dei-prezzi-il-ministro-dellagricoltura-de-castro-tira-il-freno/">Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/leccellenza-artigiana-dellargento-protagonista-a-unomattina-rai1-con-bianca-guscelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/aumento-dei-prezzi-il-ministro-dellagricoltura-de-castro-tira-il-freno/">Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6720 post type-post status-publish format-standard hentry category-alimentazione category-categorie category-europa-e-mercati-internazionali" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Alimentazione</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">2 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno</h1>
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<p>Aumento della produzione dei cereali, innalzamento del tetto delle quote latte, lotta alle speculazioni sui mercati agricoli, istituzione di un Osservatorio per monitorare i prezzi al consumo. Sarà questa la risposta dell’Unione Europea e del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, per fronteggiare il caro prezzi che colpisce le filiere di cereali e latte. E non solo quelle italiane. Lo ha affermato il Ministro dell’Agricoltura Paolo De Castro, nel corso di un tavolo tecnico che si è tenuto a Roma presso il Mipaf il 20 settembre alla presenza dei rappresentanti di Confartigianato Alimentazione e delle altre organizzazioni delle due filiere. “Gli ultimi dati sull’inflazione – ha detto De Castro – dimostrano che gli aumenti dell’intero paniere alimentare non superano l’1%. Ma non neghiamo che in alcuni comparti ci siano tensioni internazionali che hanno portato ad aumenti maggiori sui prezzi al consumo. Dunque bisogna intervenire”. Interventi, quelli proposti dal Ministro dell’Agricoltura, che mirano a calmierare gli scambi e a scoraggiare le speculazioni. Soprattutto attraverso l’immissione di nuovi stock di latte e grano sul mercato, risultato ottenibile ‘correggendo’ le quote latte e il totale delle superfici comunitarie seminate a cereali. Non si tratta però di interventi strutturali, come ha tenuto a specificare il Ministro De Castro, ma “solo operazioni per ritoccare una situazione congiunturale. Si tratta di un’azione di mercato”. Sul fronte dell’aumento delle semine, l’azione ministeriale ha già prodotto i primi risultati positivi: il 26 settembre il Consiglio dei Ministri di Bruxelles ha deciso di autorizzare un aumento di produzione dei cereali su tre milioni e ottocentomila ettari destinati al riposo (set aside) in tutto il mercato dell’Unione Europea. Una misura disposta proprio per rispondere all’aumento dei prezzi registrato nelle ultime settimane. “Con questa decisione” ha sottolineato De Castro “già con le prossime semine, in autunno in Italia ci saranno circa 180 mila ettari in più coltivati a cereali”. A dicembre la Commissione europea presenterà la sua proposta per fare entrare in vigore le nuove quote latte già dalla prossima campagna di commercializzazione, quindi dal primo aprile 2008. L’esecutivo si è riservato di fornire le cifre. Servono dati concreti, come quelli contenuti nel rapporto sul mercato lattiero in Europa che sarà presentato però solo a fine anno. Angelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha condiviso le indicazioni a breve temine fornite dal Ministro De Castro. “Ben vengano l’attività di monitoraggio delle filiere e quella di repressione dei fenomeni speculativi, ma c’è ancora molto da fare per rispondere a quella quota di problemi lasciati ancora scoperti dall’azione dell’Agricoltura, che è comunque apprezzabile”. Roncacci, ha poi sottolineato come “irresponsabili e quindi da respingere in pieno le dichiarazioni di organizzazioni della produzione primaria che hanno tentato di colpevolizzare per i costi dei prodotti finali il mondo della trasformazione”. In realtà le piccole imprese e le imprese artigiane, che rappresentano il 90% del tessuto produttivo italiano hanno assorbito i rincari delle materie prime degli ultimi anni (uova, ricotta, burro, latte, oli di semi, etc.) comprimendo i profitti; per cui, a fronte di un aumento del prezzo del grano che nell’ultimo anno ha raggiunto il 60-70%, le imprese di panificazione, come rilevato dall’Istat, hanno ritoccato i listini del 5-10% e quelle della pasta del 10-12 %. Senza interventi di stabilizzazione dei prezzi delle materie prime, sarà difficile che le piccole imprese possano mantenere la competitività sul mercato. In modo particolare, se saranno confermate alcune indicazioni emerse nel corso della riunione del Mipaf: grano duro che da 350 euro la tonnellate (già il doppio del 2007) potrebbe spingersi fino a 500 euro; latte in polvere e burro che potrebbero allinearsi per percentuale di incremento. Tra le proposte di Confartigianato Alimentazione per calmierare i prezzi, c’è quella di un sostegno alle Pmi per acquisti attraverso accordi e contratti che possano accrescerne il potere negoziale. In questo modo anche le imprese più piccole, quelle più svantaggiate, avrebbero più possibilità di contrattare i prezzi delle materie prime.</p>
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		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[occupazione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione sud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/aumento-dei-prezzi-il-ministro-dellagricoltura-de-castro-tira-il-freno/">Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno</h1>
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<p>Aumento della produzione dei cereali, innalzamento del tetto delle quote latte, lotta alle speculazioni sui mercati agricoli, istituzione di un Osservatorio per monitorare i prezzi al consumo. Sarà questa la risposta dell’Unione Europea e del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, per fronteggiare il caro prezzi che colpisce le filiere di cereali e latte. E non solo quelle italiane. Lo ha affermato il Ministro dell’Agricoltura Paolo De Castro, nel corso di un tavolo tecnico che si è tenuto a Roma presso il Mipaf il 20 settembre alla presenza dei rappresentanti di Confartigianato Alimentazione e delle altre organizzazioni delle due filiere. “Gli ultimi dati sull’inflazione – ha detto De Castro – dimostrano che gli aumenti dell’intero paniere alimentare non superano l’1%. Ma non neghiamo che in alcuni comparti ci siano tensioni internazionali che hanno portato ad aumenti maggiori sui prezzi al consumo. Dunque bisogna intervenire”. Interventi, quelli proposti dal Ministro dell’Agricoltura, che mirano a calmierare gli scambi e a scoraggiare le speculazioni. Soprattutto attraverso l’immissione di nuovi stock di latte e grano sul mercato, risultato ottenibile ‘correggendo’ le quote latte e il totale delle superfici comunitarie seminate a cereali. Non si tratta però di interventi strutturali, come ha tenuto a specificare il Ministro De Castro, ma “solo operazioni per ritoccare una situazione congiunturale. Si tratta di un’azione di mercato”. Sul fronte dell’aumento delle semine, l’azione ministeriale ha già prodotto i primi risultati positivi: il 26 settembre il Consiglio dei Ministri di Bruxelles ha deciso di autorizzare un aumento di produzione dei cereali su tre milioni e ottocentomila ettari destinati al riposo (set aside) in tutto il mercato dell’Unione Europea. Una misura disposta proprio per rispondere all’aumento dei prezzi registrato nelle ultime settimane. “Con questa decisione” ha sottolineato De Castro “già con le prossime semine, in autunno in Italia ci saranno circa 180 mila ettari in più coltivati a cereali”. A dicembre la Commissione europea presenterà la sua proposta per fare entrare in vigore le nuove quote latte già dalla prossima campagna di commercializzazione, quindi dal primo aprile 2008. L’esecutivo si è riservato di fornire le cifre. Servono dati concreti, come quelli contenuti nel rapporto sul mercato lattiero in Europa che sarà presentato però solo a fine anno. Angelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha condiviso le indicazioni a breve temine fornite dal Ministro De Castro. “Ben vengano l’attività di monitoraggio delle filiere e quella di repressione dei fenomeni speculativi, ma c’è ancora molto da fare per rispondere a quella quota di problemi lasciati ancora scoperti dall’azione dell’Agricoltura, che è comunque apprezzabile”. Roncacci, ha poi sottolineato come “irresponsabili e quindi da respingere in pieno le dichiarazioni di organizzazioni della produzione primaria che hanno tentato di colpevolizzare per i costi dei prodotti finali il mondo della trasformazione”. In realtà le piccole imprese e le imprese artigiane, che rappresentano il 90% del tessuto produttivo italiano hanno assorbito i rincari delle materie prime degli ultimi anni (uova, ricotta, burro, latte, oli di semi, etc.) comprimendo i profitti; per cui, a fronte di un aumento del prezzo del grano che nell’ultimo anno ha raggiunto il 60-70%, le imprese di panificazione, come rilevato dall’Istat, hanno ritoccato i listini del 5-10% e quelle della pasta del 10-12 %. Senza interventi di stabilizzazione dei prezzi delle materie prime, sarà difficile che le piccole imprese possano mantenere la competitività sul mercato. In modo particolare, se saranno confermate alcune indicazioni emerse nel corso della riunione del Mipaf: grano duro che da 350 euro la tonnellate (già il doppio del 2007) potrebbe spingersi fino a 500 euro; latte in polvere e burro che potrebbero allinearsi per percentuale di incremento. Tra le proposte di Confartigianato Alimentazione per calmierare i prezzi, c’è quella di un sostegno alle Pmi per acquisti attraverso accordi e contratti che possano accrescerne il potere negoziale. In questo modo anche le imprese più piccole, quelle più svantaggiate, avrebbero più possibilità di contrattare i prezzi delle materie prime.</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
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<p>Aumento della produzione dei cereali, innalzamento del tetto delle quote latte, lotta alle speculazioni sui mercati agricoli, istituzione di un Osservatorio per monitorare i prezzi al consumo. Sarà questa la risposta dell’Unione Europea e del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, per fronteggiare il caro prezzi che colpisce le filiere di cereali e latte. E non solo quelle italiane. Lo ha affermato il Ministro dell’Agricoltura Paolo De Castro, nel corso di un tavolo tecnico che si è tenuto a Roma presso il Mipaf il 20 settembre alla presenza dei rappresentanti di Confartigianato Alimentazione e delle altre organizzazioni delle due filiere. “Gli ultimi dati sull’inflazione – ha detto De Castro – dimostrano che gli aumenti dell’intero paniere alimentare non superano l’1%. Ma non neghiamo che in alcuni comparti ci siano tensioni internazionali che hanno portato ad aumenti maggiori sui prezzi al consumo. Dunque bisogna intervenire”. Interventi, quelli proposti dal Ministro dell’Agricoltura, che mirano a calmierare gli scambi e a scoraggiare le speculazioni. Soprattutto attraverso l’immissione di nuovi stock di latte e grano sul mercato, risultato ottenibile ‘correggendo’ le quote latte e il totale delle superfici comunitarie seminate a cereali. Non si tratta però di interventi strutturali, come ha tenuto a specificare il Ministro De Castro, ma “solo operazioni per ritoccare una situazione congiunturale. Si tratta di un’azione di mercato”. Sul fronte dell’aumento delle semine, l’azione ministeriale ha già prodotto i primi risultati positivi: il 26 settembre il Consiglio dei Ministri di Bruxelles ha deciso di autorizzare un aumento di produzione dei cereali su tre milioni e ottocentomila ettari destinati al riposo (set aside) in tutto il mercato dell’Unione Europea. Una misura disposta proprio per rispondere all’aumento dei prezzi registrato nelle ultime settimane. “Con questa decisione” ha sottolineato De Castro “già con le prossime semine, in autunno in Italia ci saranno circa 180 mila ettari in più coltivati a cereali”. A dicembre la Commissione europea presenterà la sua proposta per fare entrare in vigore le nuove quote latte già dalla prossima campagna di commercializzazione, quindi dal primo aprile 2008. L’esecutivo si è riservato di fornire le cifre. Servono dati concreti, come quelli contenuti nel rapporto sul mercato lattiero in Europa che sarà presentato però solo a fine anno. Angelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha condiviso le indicazioni a breve temine fornite dal Ministro De Castro. “Ben vengano l’attività di monitoraggio delle filiere e quella di repressione dei fenomeni speculativi, ma c’è ancora molto da fare per rispondere a quella quota di problemi lasciati ancora scoperti dall’azione dell’Agricoltura, che è comunque apprezzabile”. Roncacci, ha poi sottolineato come “irresponsabili e quindi da respingere in pieno le dichiarazioni di organizzazioni della produzione primaria che hanno tentato di colpevolizzare per i costi dei prodotti finali il mondo della trasformazione”. In realtà le piccole imprese e le imprese artigiane, che rappresentano il 90% del tessuto produttivo italiano hanno assorbito i rincari delle materie prime degli ultimi anni (uova, ricotta, burro, latte, oli di semi, etc.) comprimendo i profitti; per cui, a fronte di un aumento del prezzo del grano che nell’ultimo anno ha raggiunto il 60-70%, le imprese di panificazione, come rilevato dall’Istat, hanno ritoccato i listini del 5-10% e quelle della pasta del 10-12 %. Senza interventi di stabilizzazione dei prezzi delle materie prime, sarà difficile che le piccole imprese possano mantenere la competitività sul mercato. In modo particolare, se saranno confermate alcune indicazioni emerse nel corso della riunione del Mipaf: grano duro che da 350 euro la tonnellate (già il doppio del 2007) potrebbe spingersi fino a 500 euro; latte in polvere e burro che potrebbero allinearsi per percentuale di incremento. Tra le proposte di Confartigianato Alimentazione per calmierare i prezzi, c’è quella di un sostegno alle Pmi per acquisti attraverso accordi e contratti che possano accrescerne il potere negoziale. In questo modo anche le imprese più piccole, quelle più svantaggiate, avrebbero più possibilità di contrattare i prezzi delle materie prime.</p>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
		<category><![CDATA[costruzioni.]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/aumento-dei-prezzi-il-ministro-dellagricoltura-de-castro-tira-il-freno/">Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">2 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno</h1>
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<p>Aumento della produzione dei cereali, innalzamento del tetto delle quote latte, lotta alle speculazioni sui mercati agricoli, istituzione di un Osservatorio per monitorare i prezzi al consumo. Sarà questa la risposta dell’Unione Europea e del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, per fronteggiare il caro prezzi che colpisce le filiere di cereali e latte. E non solo quelle italiane. Lo ha affermato il Ministro dell’Agricoltura Paolo De Castro, nel corso di un tavolo tecnico che si è tenuto a Roma presso il Mipaf il 20 settembre alla presenza dei rappresentanti di Confartigianato Alimentazione e delle altre organizzazioni delle due filiere. “Gli ultimi dati sull’inflazione – ha detto De Castro – dimostrano che gli aumenti dell’intero paniere alimentare non superano l’1%. Ma non neghiamo che in alcuni comparti ci siano tensioni internazionali che hanno portato ad aumenti maggiori sui prezzi al consumo. Dunque bisogna intervenire”. Interventi, quelli proposti dal Ministro dell’Agricoltura, che mirano a calmierare gli scambi e a scoraggiare le speculazioni. Soprattutto attraverso l’immissione di nuovi stock di latte e grano sul mercato, risultato ottenibile ‘correggendo’ le quote latte e il totale delle superfici comunitarie seminate a cereali. Non si tratta però di interventi strutturali, come ha tenuto a specificare il Ministro De Castro, ma “solo operazioni per ritoccare una situazione congiunturale. Si tratta di un’azione di mercato”. Sul fronte dell’aumento delle semine, l’azione ministeriale ha già prodotto i primi risultati positivi: il 26 settembre il Consiglio dei Ministri di Bruxelles ha deciso di autorizzare un aumento di produzione dei cereali su tre milioni e ottocentomila ettari destinati al riposo (set aside) in tutto il mercato dell’Unione Europea. Una misura disposta proprio per rispondere all’aumento dei prezzi registrato nelle ultime settimane. “Con questa decisione” ha sottolineato De Castro “già con le prossime semine, in autunno in Italia ci saranno circa 180 mila ettari in più coltivati a cereali”. A dicembre la Commissione europea presenterà la sua proposta per fare entrare in vigore le nuove quote latte già dalla prossima campagna di commercializzazione, quindi dal primo aprile 2008. L’esecutivo si è riservato di fornire le cifre. Servono dati concreti, come quelli contenuti nel rapporto sul mercato lattiero in Europa che sarà presentato però solo a fine anno. Angelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha condiviso le indicazioni a breve temine fornite dal Ministro De Castro. “Ben vengano l’attività di monitoraggio delle filiere e quella di repressione dei fenomeni speculativi, ma c’è ancora molto da fare per rispondere a quella quota di problemi lasciati ancora scoperti dall’azione dell’Agricoltura, che è comunque apprezzabile”. Roncacci, ha poi sottolineato come “irresponsabili e quindi da respingere in pieno le dichiarazioni di organizzazioni della produzione primaria che hanno tentato di colpevolizzare per i costi dei prodotti finali il mondo della trasformazione”. In realtà le piccole imprese e le imprese artigiane, che rappresentano il 90% del tessuto produttivo italiano hanno assorbito i rincari delle materie prime degli ultimi anni (uova, ricotta, burro, latte, oli di semi, etc.) comprimendo i profitti; per cui, a fronte di un aumento del prezzo del grano che nell’ultimo anno ha raggiunto il 60-70%, le imprese di panificazione, come rilevato dall’Istat, hanno ritoccato i listini del 5-10% e quelle della pasta del 10-12 %. Senza interventi di stabilizzazione dei prezzi delle materie prime, sarà difficile che le piccole imprese possano mantenere la competitività sul mercato. In modo particolare, se saranno confermate alcune indicazioni emerse nel corso della riunione del Mipaf: grano duro che da 350 euro la tonnellate (già il doppio del 2007) potrebbe spingersi fino a 500 euro; latte in polvere e burro che potrebbero allinearsi per percentuale di incremento. Tra le proposte di Confartigianato Alimentazione per calmierare i prezzi, c’è quella di un sostegno alle Pmi per acquisti attraverso accordi e contratti che possano accrescerne il potere negoziale. In questo modo anche le imprese più piccole, quelle più svantaggiate, avrebbero più possibilità di contrattare i prezzi delle materie prime.</p>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/aumento-dei-prezzi-il-ministro-dellagricoltura-de-castro-tira-il-freno/">Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno</h1>
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<p>Aumento della produzione dei cereali, innalzamento del tetto delle quote latte, lotta alle speculazioni sui mercati agricoli, istituzione di un Osservatorio per monitorare i prezzi al consumo. Sarà questa la risposta dell’Unione Europea e del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, per fronteggiare il caro prezzi che colpisce le filiere di cereali e latte. E non solo quelle italiane. Lo ha affermato il Ministro dell’Agricoltura Paolo De Castro, nel corso di un tavolo tecnico che si è tenuto a Roma presso il Mipaf il 20 settembre alla presenza dei rappresentanti di Confartigianato Alimentazione e delle altre organizzazioni delle due filiere. “Gli ultimi dati sull’inflazione – ha detto De Castro – dimostrano che gli aumenti dell’intero paniere alimentare non superano l’1%. Ma non neghiamo che in alcuni comparti ci siano tensioni internazionali che hanno portato ad aumenti maggiori sui prezzi al consumo. Dunque bisogna intervenire”. Interventi, quelli proposti dal Ministro dell’Agricoltura, che mirano a calmierare gli scambi e a scoraggiare le speculazioni. Soprattutto attraverso l’immissione di nuovi stock di latte e grano sul mercato, risultato ottenibile ‘correggendo’ le quote latte e il totale delle superfici comunitarie seminate a cereali. Non si tratta però di interventi strutturali, come ha tenuto a specificare il Ministro De Castro, ma “solo operazioni per ritoccare una situazione congiunturale. Si tratta di un’azione di mercato”. Sul fronte dell’aumento delle semine, l’azione ministeriale ha già prodotto i primi risultati positivi: il 26 settembre il Consiglio dei Ministri di Bruxelles ha deciso di autorizzare un aumento di produzione dei cereali su tre milioni e ottocentomila ettari destinati al riposo (set aside) in tutto il mercato dell’Unione Europea. Una misura disposta proprio per rispondere all’aumento dei prezzi registrato nelle ultime settimane. “Con questa decisione” ha sottolineato De Castro “già con le prossime semine, in autunno in Italia ci saranno circa 180 mila ettari in più coltivati a cereali”. A dicembre la Commissione europea presenterà la sua proposta per fare entrare in vigore le nuove quote latte già dalla prossima campagna di commercializzazione, quindi dal primo aprile 2008. L’esecutivo si è riservato di fornire le cifre. Servono dati concreti, come quelli contenuti nel rapporto sul mercato lattiero in Europa che sarà presentato però solo a fine anno. Angelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha condiviso le indicazioni a breve temine fornite dal Ministro De Castro. “Ben vengano l’attività di monitoraggio delle filiere e quella di repressione dei fenomeni speculativi, ma c’è ancora molto da fare per rispondere a quella quota di problemi lasciati ancora scoperti dall’azione dell’Agricoltura, che è comunque apprezzabile”. Roncacci, ha poi sottolineato come “irresponsabili e quindi da respingere in pieno le dichiarazioni di organizzazioni della produzione primaria che hanno tentato di colpevolizzare per i costi dei prodotti finali il mondo della trasformazione”. In realtà le piccole imprese e le imprese artigiane, che rappresentano il 90% del tessuto produttivo italiano hanno assorbito i rincari delle materie prime degli ultimi anni (uova, ricotta, burro, latte, oli di semi, etc.) comprimendo i profitti; per cui, a fronte di un aumento del prezzo del grano che nell’ultimo anno ha raggiunto il 60-70%, le imprese di panificazione, come rilevato dall’Istat, hanno ritoccato i listini del 5-10% e quelle della pasta del 10-12 %. Senza interventi di stabilizzazione dei prezzi delle materie prime, sarà difficile che le piccole imprese possano mantenere la competitività sul mercato. In modo particolare, se saranno confermate alcune indicazioni emerse nel corso della riunione del Mipaf: grano duro che da 350 euro la tonnellate (già il doppio del 2007) potrebbe spingersi fino a 500 euro; latte in polvere e burro che potrebbero allinearsi per percentuale di incremento. Tra le proposte di Confartigianato Alimentazione per calmierare i prezzi, c’è quella di un sostegno alle Pmi per acquisti attraverso accordi e contratti che possano accrescerne il potere negoziale. In questo modo anche le imprese più piccole, quelle più svantaggiate, avrebbero più possibilità di contrattare i prezzi delle materie prime.</p>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/aumento-dei-prezzi-il-ministro-dellagricoltura-de-castro-tira-il-freno/">Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">2 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno</h1>
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<p>Aumento della produzione dei cereali, innalzamento del tetto delle quote latte, lotta alle speculazioni sui mercati agricoli, istituzione di un Osservatorio per monitorare i prezzi al consumo. Sarà questa la risposta dell’Unione Europea e del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, per fronteggiare il caro prezzi che colpisce le filiere di cereali e latte. E non solo quelle italiane. Lo ha affermato il Ministro dell’Agricoltura Paolo De Castro, nel corso di un tavolo tecnico che si è tenuto a Roma presso il Mipaf il 20 settembre alla presenza dei rappresentanti di Confartigianato Alimentazione e delle altre organizzazioni delle due filiere. “Gli ultimi dati sull’inflazione – ha detto De Castro – dimostrano che gli aumenti dell’intero paniere alimentare non superano l’1%. Ma non neghiamo che in alcuni comparti ci siano tensioni internazionali che hanno portato ad aumenti maggiori sui prezzi al consumo. Dunque bisogna intervenire”. Interventi, quelli proposti dal Ministro dell’Agricoltura, che mirano a calmierare gli scambi e a scoraggiare le speculazioni. Soprattutto attraverso l’immissione di nuovi stock di latte e grano sul mercato, risultato ottenibile ‘correggendo’ le quote latte e il totale delle superfici comunitarie seminate a cereali. Non si tratta però di interventi strutturali, come ha tenuto a specificare il Ministro De Castro, ma “solo operazioni per ritoccare una situazione congiunturale. Si tratta di un’azione di mercato”. Sul fronte dell’aumento delle semine, l’azione ministeriale ha già prodotto i primi risultati positivi: il 26 settembre il Consiglio dei Ministri di Bruxelles ha deciso di autorizzare un aumento di produzione dei cereali su tre milioni e ottocentomila ettari destinati al riposo (set aside) in tutto il mercato dell’Unione Europea. Una misura disposta proprio per rispondere all’aumento dei prezzi registrato nelle ultime settimane. “Con questa decisione” ha sottolineato De Castro “già con le prossime semine, in autunno in Italia ci saranno circa 180 mila ettari in più coltivati a cereali”. A dicembre la Commissione europea presenterà la sua proposta per fare entrare in vigore le nuove quote latte già dalla prossima campagna di commercializzazione, quindi dal primo aprile 2008. L’esecutivo si è riservato di fornire le cifre. Servono dati concreti, come quelli contenuti nel rapporto sul mercato lattiero in Europa che sarà presentato però solo a fine anno. Angelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha condiviso le indicazioni a breve temine fornite dal Ministro De Castro. “Ben vengano l’attività di monitoraggio delle filiere e quella di repressione dei fenomeni speculativi, ma c’è ancora molto da fare per rispondere a quella quota di problemi lasciati ancora scoperti dall’azione dell’Agricoltura, che è comunque apprezzabile”. Roncacci, ha poi sottolineato come “irresponsabili e quindi da respingere in pieno le dichiarazioni di organizzazioni della produzione primaria che hanno tentato di colpevolizzare per i costi dei prodotti finali il mondo della trasformazione”. In realtà le piccole imprese e le imprese artigiane, che rappresentano il 90% del tessuto produttivo italiano hanno assorbito i rincari delle materie prime degli ultimi anni (uova, ricotta, burro, latte, oli di semi, etc.) comprimendo i profitti; per cui, a fronte di un aumento del prezzo del grano che nell’ultimo anno ha raggiunto il 60-70%, le imprese di panificazione, come rilevato dall’Istat, hanno ritoccato i listini del 5-10% e quelle della pasta del 10-12 %. Senza interventi di stabilizzazione dei prezzi delle materie prime, sarà difficile che le piccole imprese possano mantenere la competitività sul mercato. In modo particolare, se saranno confermate alcune indicazioni emerse nel corso della riunione del Mipaf: grano duro che da 350 euro la tonnellate (già il doppio del 2007) potrebbe spingersi fino a 500 euro; latte in polvere e burro che potrebbero allinearsi per percentuale di incremento. Tra le proposte di Confartigianato Alimentazione per calmierare i prezzi, c’è quella di un sostegno alle Pmi per acquisti attraverso accordi e contratti che possano accrescerne il potere negoziale. In questo modo anche le imprese più piccole, quelle più svantaggiate, avrebbero più possibilità di contrattare i prezzi delle materie prime.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/aumento-dei-prezzi-il-ministro-dellagricoltura-de-castro-tira-il-freno/">Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6720 post type-post status-publish format-standard hentry category-alimentazione category-categorie category-europa-e-mercati-internazionali" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Alimentazione</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">2 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno</h1>
</div>
</div>
<p>Aumento della produzione dei cereali, innalzamento del tetto delle quote latte, lotta alle speculazioni sui mercati agricoli, istituzione di un Osservatorio per monitorare i prezzi al consumo. Sarà questa la risposta dell’Unione Europea e del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, per fronteggiare il caro prezzi che colpisce le filiere di cereali e latte. E non solo quelle italiane. Lo ha affermato il Ministro dell’Agricoltura Paolo De Castro, nel corso di un tavolo tecnico che si è tenuto a Roma presso il Mipaf il 20 settembre alla presenza dei rappresentanti di Confartigianato Alimentazione e delle altre organizzazioni delle due filiere. “Gli ultimi dati sull’inflazione – ha detto De Castro – dimostrano che gli aumenti dell’intero paniere alimentare non superano l’1%. Ma non neghiamo che in alcuni comparti ci siano tensioni internazionali che hanno portato ad aumenti maggiori sui prezzi al consumo. Dunque bisogna intervenire”. Interventi, quelli proposti dal Ministro dell’Agricoltura, che mirano a calmierare gli scambi e a scoraggiare le speculazioni. Soprattutto attraverso l’immissione di nuovi stock di latte e grano sul mercato, risultato ottenibile ‘correggendo’ le quote latte e il totale delle superfici comunitarie seminate a cereali. Non si tratta però di interventi strutturali, come ha tenuto a specificare il Ministro De Castro, ma “solo operazioni per ritoccare una situazione congiunturale. Si tratta di un’azione di mercato”. Sul fronte dell’aumento delle semine, l’azione ministeriale ha già prodotto i primi risultati positivi: il 26 settembre il Consiglio dei Ministri di Bruxelles ha deciso di autorizzare un aumento di produzione dei cereali su tre milioni e ottocentomila ettari destinati al riposo (set aside) in tutto il mercato dell’Unione Europea. Una misura disposta proprio per rispondere all’aumento dei prezzi registrato nelle ultime settimane. “Con questa decisione” ha sottolineato De Castro “già con le prossime semine, in autunno in Italia ci saranno circa 180 mila ettari in più coltivati a cereali”. A dicembre la Commissione europea presenterà la sua proposta per fare entrare in vigore le nuove quote latte già dalla prossima campagna di commercializzazione, quindi dal primo aprile 2008. L’esecutivo si è riservato di fornire le cifre. Servono dati concreti, come quelli contenuti nel rapporto sul mercato lattiero in Europa che sarà presentato però solo a fine anno. Angelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha condiviso le indicazioni a breve temine fornite dal Ministro De Castro. “Ben vengano l’attività di monitoraggio delle filiere e quella di repressione dei fenomeni speculativi, ma c’è ancora molto da fare per rispondere a quella quota di problemi lasciati ancora scoperti dall’azione dell’Agricoltura, che è comunque apprezzabile”. Roncacci, ha poi sottolineato come “irresponsabili e quindi da respingere in pieno le dichiarazioni di organizzazioni della produzione primaria che hanno tentato di colpevolizzare per i costi dei prodotti finali il mondo della trasformazione”. In realtà le piccole imprese e le imprese artigiane, che rappresentano il 90% del tessuto produttivo italiano hanno assorbito i rincari delle materie prime degli ultimi anni (uova, ricotta, burro, latte, oli di semi, etc.) comprimendo i profitti; per cui, a fronte di un aumento del prezzo del grano che nell’ultimo anno ha raggiunto il 60-70%, le imprese di panificazione, come rilevato dall’Istat, hanno ritoccato i listini del 5-10% e quelle della pasta del 10-12 %. Senza interventi di stabilizzazione dei prezzi delle materie prime, sarà difficile che le piccole imprese possano mantenere la competitività sul mercato. In modo particolare, se saranno confermate alcune indicazioni emerse nel corso della riunione del Mipaf: grano duro che da 350 euro la tonnellate (già il doppio del 2007) potrebbe spingersi fino a 500 euro; latte in polvere e burro che potrebbero allinearsi per percentuale di incremento. Tra le proposte di Confartigianato Alimentazione per calmierare i prezzi, c’è quella di un sostegno alle Pmi per acquisti attraverso accordi e contratti che possano accrescerne il potere negoziale. In questo modo anche le imprese più piccole, quelle più svantaggiate, avrebbero più possibilità di contrattare i prezzi delle materie prime.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/aumento-dei-prezzi-il-ministro-dellagricoltura-de-castro-tira-il-freno/">Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/aumento-dei-prezzi-il-ministro-dellagricoltura-de-castro-tira-il-freno/">Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6720 post type-post status-publish format-standard hentry category-alimentazione category-categorie category-europa-e-mercati-internazionali" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Alimentazione</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">2 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno</h1>
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<p>Aumento della produzione dei cereali, innalzamento del tetto delle quote latte, lotta alle speculazioni sui mercati agricoli, istituzione di un Osservatorio per monitorare i prezzi al consumo. Sarà questa la risposta dell’Unione Europea e del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, per fronteggiare il caro prezzi che colpisce le filiere di cereali e latte. E non solo quelle italiane. Lo ha affermato il Ministro dell’Agricoltura Paolo De Castro, nel corso di un tavolo tecnico che si è tenuto a Roma presso il Mipaf il 20 settembre alla presenza dei rappresentanti di Confartigianato Alimentazione e delle altre organizzazioni delle due filiere. “Gli ultimi dati sull’inflazione – ha detto De Castro – dimostrano che gli aumenti dell’intero paniere alimentare non superano l’1%. Ma non neghiamo che in alcuni comparti ci siano tensioni internazionali che hanno portato ad aumenti maggiori sui prezzi al consumo. Dunque bisogna intervenire”. Interventi, quelli proposti dal Ministro dell’Agricoltura, che mirano a calmierare gli scambi e a scoraggiare le speculazioni. Soprattutto attraverso l’immissione di nuovi stock di latte e grano sul mercato, risultato ottenibile ‘correggendo’ le quote latte e il totale delle superfici comunitarie seminate a cereali. Non si tratta però di interventi strutturali, come ha tenuto a specificare il Ministro De Castro, ma “solo operazioni per ritoccare una situazione congiunturale. Si tratta di un’azione di mercato”. Sul fronte dell’aumento delle semine, l’azione ministeriale ha già prodotto i primi risultati positivi: il 26 settembre il Consiglio dei Ministri di Bruxelles ha deciso di autorizzare un aumento di produzione dei cereali su tre milioni e ottocentomila ettari destinati al riposo (set aside) in tutto il mercato dell’Unione Europea. Una misura disposta proprio per rispondere all’aumento dei prezzi registrato nelle ultime settimane. “Con questa decisione” ha sottolineato De Castro “già con le prossime semine, in autunno in Italia ci saranno circa 180 mila ettari in più coltivati a cereali”. A dicembre la Commissione europea presenterà la sua proposta per fare entrare in vigore le nuove quote latte già dalla prossima campagna di commercializzazione, quindi dal primo aprile 2008. L’esecutivo si è riservato di fornire le cifre. Servono dati concreti, come quelli contenuti nel rapporto sul mercato lattiero in Europa che sarà presentato però solo a fine anno. Angelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha condiviso le indicazioni a breve temine fornite dal Ministro De Castro. “Ben vengano l’attività di monitoraggio delle filiere e quella di repressione dei fenomeni speculativi, ma c’è ancora molto da fare per rispondere a quella quota di problemi lasciati ancora scoperti dall’azione dell’Agricoltura, che è comunque apprezzabile”. Roncacci, ha poi sottolineato come “irresponsabili e quindi da respingere in pieno le dichiarazioni di organizzazioni della produzione primaria che hanno tentato di colpevolizzare per i costi dei prodotti finali il mondo della trasformazione”. In realtà le piccole imprese e le imprese artigiane, che rappresentano il 90% del tessuto produttivo italiano hanno assorbito i rincari delle materie prime degli ultimi anni (uova, ricotta, burro, latte, oli di semi, etc.) comprimendo i profitti; per cui, a fronte di un aumento del prezzo del grano che nell’ultimo anno ha raggiunto il 60-70%, le imprese di panificazione, come rilevato dall’Istat, hanno ritoccato i listini del 5-10% e quelle della pasta del 10-12 %. Senza interventi di stabilizzazione dei prezzi delle materie prime, sarà difficile che le piccole imprese possano mantenere la competitività sul mercato. In modo particolare, se saranno confermate alcune indicazioni emerse nel corso della riunione del Mipaf: grano duro che da 350 euro la tonnellate (già il doppio del 2007) potrebbe spingersi fino a 500 euro; latte in polvere e burro che potrebbero allinearsi per percentuale di incremento. Tra le proposte di Confartigianato Alimentazione per calmierare i prezzi, c’è quella di un sostegno alle Pmi per acquisti attraverso accordi e contratti che possano accrescerne il potere negoziale. In questo modo anche le imprese più piccole, quelle più svantaggiate, avrebbero più possibilità di contrattare i prezzi delle materie prime.</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno</h1>
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<p>Aumento della produzione dei cereali, innalzamento del tetto delle quote latte, lotta alle speculazioni sui mercati agricoli, istituzione di un Osservatorio per monitorare i prezzi al consumo. Sarà questa la risposta dell’Unione Europea e del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, per fronteggiare il caro prezzi che colpisce le filiere di cereali e latte. E non solo quelle italiane. Lo ha affermato il Ministro dell’Agricoltura Paolo De Castro, nel corso di un tavolo tecnico che si è tenuto a Roma presso il Mipaf il 20 settembre alla presenza dei rappresentanti di Confartigianato Alimentazione e delle altre organizzazioni delle due filiere. “Gli ultimi dati sull’inflazione – ha detto De Castro – dimostrano che gli aumenti dell’intero paniere alimentare non superano l’1%. Ma non neghiamo che in alcuni comparti ci siano tensioni internazionali che hanno portato ad aumenti maggiori sui prezzi al consumo. Dunque bisogna intervenire”. Interventi, quelli proposti dal Ministro dell’Agricoltura, che mirano a calmierare gli scambi e a scoraggiare le speculazioni. Soprattutto attraverso l’immissione di nuovi stock di latte e grano sul mercato, risultato ottenibile ‘correggendo’ le quote latte e il totale delle superfici comunitarie seminate a cereali. Non si tratta però di interventi strutturali, come ha tenuto a specificare il Ministro De Castro, ma “solo operazioni per ritoccare una situazione congiunturale. Si tratta di un’azione di mercato”. Sul fronte dell’aumento delle semine, l’azione ministeriale ha già prodotto i primi risultati positivi: il 26 settembre il Consiglio dei Ministri di Bruxelles ha deciso di autorizzare un aumento di produzione dei cereali su tre milioni e ottocentomila ettari destinati al riposo (set aside) in tutto il mercato dell’Unione Europea. Una misura disposta proprio per rispondere all’aumento dei prezzi registrato nelle ultime settimane. “Con questa decisione” ha sottolineato De Castro “già con le prossime semine, in autunno in Italia ci saranno circa 180 mila ettari in più coltivati a cereali”. A dicembre la Commissione europea presenterà la sua proposta per fare entrare in vigore le nuove quote latte già dalla prossima campagna di commercializzazione, quindi dal primo aprile 2008. L’esecutivo si è riservato di fornire le cifre. Servono dati concreti, come quelli contenuti nel rapporto sul mercato lattiero in Europa che sarà presentato però solo a fine anno. Angelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha condiviso le indicazioni a breve temine fornite dal Ministro De Castro. “Ben vengano l’attività di monitoraggio delle filiere e quella di repressione dei fenomeni speculativi, ma c’è ancora molto da fare per rispondere a quella quota di problemi lasciati ancora scoperti dall’azione dell’Agricoltura, che è comunque apprezzabile”. Roncacci, ha poi sottolineato come “irresponsabili e quindi da respingere in pieno le dichiarazioni di organizzazioni della produzione primaria che hanno tentato di colpevolizzare per i costi dei prodotti finali il mondo della trasformazione”. In realtà le piccole imprese e le imprese artigiane, che rappresentano il 90% del tessuto produttivo italiano hanno assorbito i rincari delle materie prime degli ultimi anni (uova, ricotta, burro, latte, oli di semi, etc.) comprimendo i profitti; per cui, a fronte di un aumento del prezzo del grano che nell’ultimo anno ha raggiunto il 60-70%, le imprese di panificazione, come rilevato dall’Istat, hanno ritoccato i listini del 5-10% e quelle della pasta del 10-12 %. Senza interventi di stabilizzazione dei prezzi delle materie prime, sarà difficile che le piccole imprese possano mantenere la competitività sul mercato. In modo particolare, se saranno confermate alcune indicazioni emerse nel corso della riunione del Mipaf: grano duro che da 350 euro la tonnellate (già il doppio del 2007) potrebbe spingersi fino a 500 euro; latte in polvere e burro che potrebbero allinearsi per percentuale di incremento. Tra le proposte di Confartigianato Alimentazione per calmierare i prezzi, c’è quella di un sostegno alle Pmi per acquisti attraverso accordi e contratti che possano accrescerne il potere negoziale. In questo modo anche le imprese più piccole, quelle più svantaggiate, avrebbero più possibilità di contrattare i prezzi delle materie prime.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
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<p>Aumento della produzione dei cereali, innalzamento del tetto delle quote latte, lotta alle speculazioni sui mercati agricoli, istituzione di un Osservatorio per monitorare i prezzi al consumo. Sarà questa la risposta dell’Unione Europea e del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, per fronteggiare il caro prezzi che colpisce le filiere di cereali e latte. E non solo quelle italiane. Lo ha affermato il Ministro dell’Agricoltura Paolo De Castro, nel corso di un tavolo tecnico che si è tenuto a Roma presso il Mipaf il 20 settembre alla presenza dei rappresentanti di Confartigianato Alimentazione e delle altre organizzazioni delle due filiere. “Gli ultimi dati sull’inflazione – ha detto De Castro – dimostrano che gli aumenti dell’intero paniere alimentare non superano l’1%. Ma non neghiamo che in alcuni comparti ci siano tensioni internazionali che hanno portato ad aumenti maggiori sui prezzi al consumo. Dunque bisogna intervenire”. Interventi, quelli proposti dal Ministro dell’Agricoltura, che mirano a calmierare gli scambi e a scoraggiare le speculazioni. Soprattutto attraverso l’immissione di nuovi stock di latte e grano sul mercato, risultato ottenibile ‘correggendo’ le quote latte e il totale delle superfici comunitarie seminate a cereali. Non si tratta però di interventi strutturali, come ha tenuto a specificare il Ministro De Castro, ma “solo operazioni per ritoccare una situazione congiunturale. Si tratta di un’azione di mercato”. Sul fronte dell’aumento delle semine, l’azione ministeriale ha già prodotto i primi risultati positivi: il 26 settembre il Consiglio dei Ministri di Bruxelles ha deciso di autorizzare un aumento di produzione dei cereali su tre milioni e ottocentomila ettari destinati al riposo (set aside) in tutto il mercato dell’Unione Europea. Una misura disposta proprio per rispondere all’aumento dei prezzi registrato nelle ultime settimane. “Con questa decisione” ha sottolineato De Castro “già con le prossime semine, in autunno in Italia ci saranno circa 180 mila ettari in più coltivati a cereali”. A dicembre la Commissione europea presenterà la sua proposta per fare entrare in vigore le nuove quote latte già dalla prossima campagna di commercializzazione, quindi dal primo aprile 2008. L’esecutivo si è riservato di fornire le cifre. Servono dati concreti, come quelli contenuti nel rapporto sul mercato lattiero in Europa che sarà presentato però solo a fine anno. Angelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha condiviso le indicazioni a breve temine fornite dal Ministro De Castro. “Ben vengano l’attività di monitoraggio delle filiere e quella di repressione dei fenomeni speculativi, ma c’è ancora molto da fare per rispondere a quella quota di problemi lasciati ancora scoperti dall’azione dell’Agricoltura, che è comunque apprezzabile”. Roncacci, ha poi sottolineato come “irresponsabili e quindi da respingere in pieno le dichiarazioni di organizzazioni della produzione primaria che hanno tentato di colpevolizzare per i costi dei prodotti finali il mondo della trasformazione”. In realtà le piccole imprese e le imprese artigiane, che rappresentano il 90% del tessuto produttivo italiano hanno assorbito i rincari delle materie prime degli ultimi anni (uova, ricotta, burro, latte, oli di semi, etc.) comprimendo i profitti; per cui, a fronte di un aumento del prezzo del grano che nell’ultimo anno ha raggiunto il 60-70%, le imprese di panificazione, come rilevato dall’Istat, hanno ritoccato i listini del 5-10% e quelle della pasta del 10-12 %. Senza interventi di stabilizzazione dei prezzi delle materie prime, sarà difficile che le piccole imprese possano mantenere la competitività sul mercato. In modo particolare, se saranno confermate alcune indicazioni emerse nel corso della riunione del Mipaf: grano duro che da 350 euro la tonnellate (già il doppio del 2007) potrebbe spingersi fino a 500 euro; latte in polvere e burro che potrebbero allinearsi per percentuale di incremento. Tra le proposte di Confartigianato Alimentazione per calmierare i prezzi, c’è quella di un sostegno alle Pmi per acquisti attraverso accordi e contratti che possano accrescerne il potere negoziale. In questo modo anche le imprese più piccole, quelle più svantaggiate, avrebbero più possibilità di contrattare i prezzi delle materie prime.</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/aumento-dei-prezzi-il-ministro-dellagricoltura-de-castro-tira-il-freno/">Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">2 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno</h1>
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<p>Aumento della produzione dei cereali, innalzamento del tetto delle quote latte, lotta alle speculazioni sui mercati agricoli, istituzione di un Osservatorio per monitorare i prezzi al consumo. Sarà questa la risposta dell’Unione Europea e del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, per fronteggiare il caro prezzi che colpisce le filiere di cereali e latte. E non solo quelle italiane. Lo ha affermato il Ministro dell’Agricoltura Paolo De Castro, nel corso di un tavolo tecnico che si è tenuto a Roma presso il Mipaf il 20 settembre alla presenza dei rappresentanti di Confartigianato Alimentazione e delle altre organizzazioni delle due filiere. “Gli ultimi dati sull’inflazione – ha detto De Castro – dimostrano che gli aumenti dell’intero paniere alimentare non superano l’1%. Ma non neghiamo che in alcuni comparti ci siano tensioni internazionali che hanno portato ad aumenti maggiori sui prezzi al consumo. Dunque bisogna intervenire”. Interventi, quelli proposti dal Ministro dell’Agricoltura, che mirano a calmierare gli scambi e a scoraggiare le speculazioni. Soprattutto attraverso l’immissione di nuovi stock di latte e grano sul mercato, risultato ottenibile ‘correggendo’ le quote latte e il totale delle superfici comunitarie seminate a cereali. Non si tratta però di interventi strutturali, come ha tenuto a specificare il Ministro De Castro, ma “solo operazioni per ritoccare una situazione congiunturale. Si tratta di un’azione di mercato”. Sul fronte dell’aumento delle semine, l’azione ministeriale ha già prodotto i primi risultati positivi: il 26 settembre il Consiglio dei Ministri di Bruxelles ha deciso di autorizzare un aumento di produzione dei cereali su tre milioni e ottocentomila ettari destinati al riposo (set aside) in tutto il mercato dell’Unione Europea. Una misura disposta proprio per rispondere all’aumento dei prezzi registrato nelle ultime settimane. “Con questa decisione” ha sottolineato De Castro “già con le prossime semine, in autunno in Italia ci saranno circa 180 mila ettari in più coltivati a cereali”. A dicembre la Commissione europea presenterà la sua proposta per fare entrare in vigore le nuove quote latte già dalla prossima campagna di commercializzazione, quindi dal primo aprile 2008. L’esecutivo si è riservato di fornire le cifre. Servono dati concreti, come quelli contenuti nel rapporto sul mercato lattiero in Europa che sarà presentato però solo a fine anno. Angelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha condiviso le indicazioni a breve temine fornite dal Ministro De Castro. “Ben vengano l’attività di monitoraggio delle filiere e quella di repressione dei fenomeni speculativi, ma c’è ancora molto da fare per rispondere a quella quota di problemi lasciati ancora scoperti dall’azione dell’Agricoltura, che è comunque apprezzabile”. Roncacci, ha poi sottolineato come “irresponsabili e quindi da respingere in pieno le dichiarazioni di organizzazioni della produzione primaria che hanno tentato di colpevolizzare per i costi dei prodotti finali il mondo della trasformazione”. In realtà le piccole imprese e le imprese artigiane, che rappresentano il 90% del tessuto produttivo italiano hanno assorbito i rincari delle materie prime degli ultimi anni (uova, ricotta, burro, latte, oli di semi, etc.) comprimendo i profitti; per cui, a fronte di un aumento del prezzo del grano che nell’ultimo anno ha raggiunto il 60-70%, le imprese di panificazione, come rilevato dall’Istat, hanno ritoccato i listini del 5-10% e quelle della pasta del 10-12 %. Senza interventi di stabilizzazione dei prezzi delle materie prime, sarà difficile che le piccole imprese possano mantenere la competitività sul mercato. In modo particolare, se saranno confermate alcune indicazioni emerse nel corso della riunione del Mipaf: grano duro che da 350 euro la tonnellate (già il doppio del 2007) potrebbe spingersi fino a 500 euro; latte in polvere e burro che potrebbero allinearsi per percentuale di incremento. Tra le proposte di Confartigianato Alimentazione per calmierare i prezzi, c’è quella di un sostegno alle Pmi per acquisti attraverso accordi e contratti che possano accrescerne il potere negoziale. In questo modo anche le imprese più piccole, quelle più svantaggiate, avrebbero più possibilità di contrattare i prezzi delle materie prime.</p>
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		<title>Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24)</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-sulla-rappresentanza-e-crisi-di-hormuz-granelli-a-focus-economia-radio24/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 17:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[radio24]]></category>
		<category><![CDATA[sebastiano barisoni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 13 Luglio 2026·MEDIA Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24) Confartigianato ha sottoscritto l&#8217;accordo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/aumento-dei-prezzi-il-ministro-dellagricoltura-de-castro-tira-il-freno/">Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">2 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno</h1>
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<p>Aumento della produzione dei cereali, innalzamento del tetto delle quote latte, lotta alle speculazioni sui mercati agricoli, istituzione di un Osservatorio per monitorare i prezzi al consumo. Sarà questa la risposta dell’Unione Europea e del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, per fronteggiare il caro prezzi che colpisce le filiere di cereali e latte. E non solo quelle italiane. Lo ha affermato il Ministro dell’Agricoltura Paolo De Castro, nel corso di un tavolo tecnico che si è tenuto a Roma presso il Mipaf il 20 settembre alla presenza dei rappresentanti di Confartigianato Alimentazione e delle altre organizzazioni delle due filiere. “Gli ultimi dati sull’inflazione – ha detto De Castro – dimostrano che gli aumenti dell’intero paniere alimentare non superano l’1%. Ma non neghiamo che in alcuni comparti ci siano tensioni internazionali che hanno portato ad aumenti maggiori sui prezzi al consumo. Dunque bisogna intervenire”. Interventi, quelli proposti dal Ministro dell’Agricoltura, che mirano a calmierare gli scambi e a scoraggiare le speculazioni. Soprattutto attraverso l’immissione di nuovi stock di latte e grano sul mercato, risultato ottenibile ‘correggendo’ le quote latte e il totale delle superfici comunitarie seminate a cereali. Non si tratta però di interventi strutturali, come ha tenuto a specificare il Ministro De Castro, ma “solo operazioni per ritoccare una situazione congiunturale. Si tratta di un’azione di mercato”. Sul fronte dell’aumento delle semine, l’azione ministeriale ha già prodotto i primi risultati positivi: il 26 settembre il Consiglio dei Ministri di Bruxelles ha deciso di autorizzare un aumento di produzione dei cereali su tre milioni e ottocentomila ettari destinati al riposo (set aside) in tutto il mercato dell’Unione Europea. Una misura disposta proprio per rispondere all’aumento dei prezzi registrato nelle ultime settimane. “Con questa decisione” ha sottolineato De Castro “già con le prossime semine, in autunno in Italia ci saranno circa 180 mila ettari in più coltivati a cereali”. A dicembre la Commissione europea presenterà la sua proposta per fare entrare in vigore le nuove quote latte già dalla prossima campagna di commercializzazione, quindi dal primo aprile 2008. L’esecutivo si è riservato di fornire le cifre. Servono dati concreti, come quelli contenuti nel rapporto sul mercato lattiero in Europa che sarà presentato però solo a fine anno. Angelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione, ha condiviso le indicazioni a breve temine fornite dal Ministro De Castro. “Ben vengano l’attività di monitoraggio delle filiere e quella di repressione dei fenomeni speculativi, ma c’è ancora molto da fare per rispondere a quella quota di problemi lasciati ancora scoperti dall’azione dell’Agricoltura, che è comunque apprezzabile”. Roncacci, ha poi sottolineato come “irresponsabili e quindi da respingere in pieno le dichiarazioni di organizzazioni della produzione primaria che hanno tentato di colpevolizzare per i costi dei prodotti finali il mondo della trasformazione”. In realtà le piccole imprese e le imprese artigiane, che rappresentano il 90% del tessuto produttivo italiano hanno assorbito i rincari delle materie prime degli ultimi anni (uova, ricotta, burro, latte, oli di semi, etc.) comprimendo i profitti; per cui, a fronte di un aumento del prezzo del grano che nell’ultimo anno ha raggiunto il 60-70%, le imprese di panificazione, come rilevato dall’Istat, hanno ritoccato i listini del 5-10% e quelle della pasta del 10-12 %. Senza interventi di stabilizzazione dei prezzi delle materie prime, sarà difficile che le piccole imprese possano mantenere la competitività sul mercato. In modo particolare, se saranno confermate alcune indicazioni emerse nel corso della riunione del Mipaf: grano duro che da 350 euro la tonnellate (già il doppio del 2007) potrebbe spingersi fino a 500 euro; latte in polvere e burro che potrebbero allinearsi per percentuale di incremento. Tra le proposte di Confartigianato Alimentazione per calmierare i prezzi, c’è quella di un sostegno alle Pmi per acquisti attraverso accordi e contratti che possano accrescerne il potere negoziale. In questo modo anche le imprese più piccole, quelle più svantaggiate, avrebbero più possibilità di contrattare i prezzi delle materie prime.</p>
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		<title>Aumento dei prezzi? Il Ministro dell’Agricoltura De Castro tira il freno - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Mon, 01 Oct 2007 22:00:00 +0000</lastBuildDate>
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