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	<title>Doppi controlli per l&#039;import del tessile cinese - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>Doppi controlli per l&#039;import del tessile cinese - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;La Commissione Ue ritira proposta contro ritardi pagamento. Grave passo indietro”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2026 14:35:26 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 5 Novembre 2026·EUROPA Il Presidente Granelli: &#8220;La Commissione Ue ritira proposta contro ritardi pagamento. Grave passo indietro” «Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/doppi-controlli-per-limport-del-tessile-cinese/">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</h1>
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<p>Dal 1° gennaio 2008 l’importazione in Italia di 8 categorie di prodotti tessili che provengono dalla Cina sarà sottoposta a un sistema di controlli bilaterali che saranno effettuati presso le dogane cinesi e quelle dei Paesi dell’Unione Europea. La notizia, comunicata dal titolare europeo al commercio Peter Mandelson , spazza via i timori delle imprese europee che guardavano con preoccupazione al 31 dicembre 2007, data che segna la fine del regime delle quote, che fino a oggi ha regolato l’import dalla Cina di una serie di prodotti tessili. Prevista anche una rete di sicurezza nel caso in cui emergessero gravi problemi nell’applicazione dei controlli. A quel punto potrebbe scattare una ‘clausola di salvaguardia’ in base alle regole dell’Organizzazione mondiale dei commerci (WTO). La proposta, avanzata da Italia, Francia e Spagna, è stata accolta favorevolmente dalla maggioranza dei Paesi presenti nel Comitato tessile dell’UE. Solo quattro i ‘no’ (Svezia, Danimarca, Paesi Bassi e Repubblica Ceca) all’istituzione del double check. Soddisfazione è stata espressa da Confartigianato Moda, che a più riprese aveva segnalato il pericolo determinato dalla mancata proroga dell’accordo, considerato l’ultima barriera contro il rischio di ‘colonizzazione’ di un mercato &#8211; come quello del tessile europeo &#8211; già fortemente penalizzato dalle triangolazioni commerciali e dalle importazioni illegali di merce a basso costo dall’estremo oriente. La Commissione della UE ha specificato che non si tratta di una misura protezionistica, per limitare i livelli di import, ma di uno strumento per monitorare l’ingresso delle merci, mentre il responsabile del commercio europeo Mandelson vede nell’accordo tra UE e Pechino un modo per assicurare ai produttori e importatori europei un ‘quadro chiaro’ degli sviluppi futuri. La soluzione piace anche al ministro per il Commercio internazionale Emma Bonino &#8211; “è la misura giusta per tutelare le imprese europee e i consumatori, favorendo un passaggio graduale verso il libero mercato” – che nel contempo ha rilanciato la battaglia per il Made In (l’indicazione obbligatoria in etichetta del paese di produzione delle merci), un’iniziativa sostenuta da Confartigianato Moda. Il sistema del doppio controllo impone agli esportatori cinesi l’obbligo di munirsi di una licenza specifica, rilasciata dalle autorità locali, poi controllabile in Europa. La misura si applicherà a otto categorie di tessili delle dieci sottoposte a restrizioni dopo l’introduzione del memorandum d’intesa UE-Cina adottato nel 2005 sulla scia delle preoccupazioni suscitate fra i produttori europei dall’afflusso massiccio di prodotti tessili orientali a basso costo. Le categorie poste sotto osservazione sono quelle definite da Bruxelles le ‘più delicate’: t-shirt, pullovers, reggiseno, lenzuola, pantaloni da uomo, vestiti da donna, camicette, filati di lino.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/doppi-controlli-per-limport-del-tessile-cinese/">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>CI.TE.MO.S, a Vicenza il 19 novembre il convegno sul futuro dell’auto, dalla meccanica all’intelligenza artificiale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2026 12:44:42 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[autoriparazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 4 Novembre 2026·EVENTI CI.TE.MO.S, a Vicenza il 19 novembre il convegno sul futuro dell’auto, dalla meccanica all’intelligenza artificiale Dalla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/doppi-controlli-per-limport-del-tessile-cinese/">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</h1>
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<p>Dal 1° gennaio 2008 l’importazione in Italia di 8 categorie di prodotti tessili che provengono dalla Cina sarà sottoposta a un sistema di controlli bilaterali che saranno effettuati presso le dogane cinesi e quelle dei Paesi dell’Unione Europea. La notizia, comunicata dal titolare europeo al commercio Peter Mandelson , spazza via i timori delle imprese europee che guardavano con preoccupazione al 31 dicembre 2007, data che segna la fine del regime delle quote, che fino a oggi ha regolato l’import dalla Cina di una serie di prodotti tessili. Prevista anche una rete di sicurezza nel caso in cui emergessero gravi problemi nell’applicazione dei controlli. A quel punto potrebbe scattare una ‘clausola di salvaguardia’ in base alle regole dell’Organizzazione mondiale dei commerci (WTO). La proposta, avanzata da Italia, Francia e Spagna, è stata accolta favorevolmente dalla maggioranza dei Paesi presenti nel Comitato tessile dell’UE. Solo quattro i ‘no’ (Svezia, Danimarca, Paesi Bassi e Repubblica Ceca) all’istituzione del double check. Soddisfazione è stata espressa da Confartigianato Moda, che a più riprese aveva segnalato il pericolo determinato dalla mancata proroga dell’accordo, considerato l’ultima barriera contro il rischio di ‘colonizzazione’ di un mercato &#8211; come quello del tessile europeo &#8211; già fortemente penalizzato dalle triangolazioni commerciali e dalle importazioni illegali di merce a basso costo dall’estremo oriente. La Commissione della UE ha specificato che non si tratta di una misura protezionistica, per limitare i livelli di import, ma di uno strumento per monitorare l’ingresso delle merci, mentre il responsabile del commercio europeo Mandelson vede nell’accordo tra UE e Pechino un modo per assicurare ai produttori e importatori europei un ‘quadro chiaro’ degli sviluppi futuri. La soluzione piace anche al ministro per il Commercio internazionale Emma Bonino &#8211; “è la misura giusta per tutelare le imprese europee e i consumatori, favorendo un passaggio graduale verso il libero mercato” – che nel contempo ha rilanciato la battaglia per il Made In (l’indicazione obbligatoria in etichetta del paese di produzione delle merci), un’iniziativa sostenuta da Confartigianato Moda. Il sistema del doppio controllo impone agli esportatori cinesi l’obbligo di munirsi di una licenza specifica, rilasciata dalle autorità locali, poi controllabile in Europa. La misura si applicherà a otto categorie di tessili delle dieci sottoposte a restrizioni dopo l’introduzione del memorandum d’intesa UE-Cina adottato nel 2005 sulla scia delle preoccupazioni suscitate fra i produttori europei dall’afflusso massiccio di prodotti tessili orientali a basso costo. Le categorie poste sotto osservazione sono quelle definite da Bruxelles le ‘più delicate’: t-shirt, pullovers, reggiseno, lenzuola, pantaloni da uomo, vestiti da donna, camicette, filati di lino.</p>
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		<title>Donne Impresa Confartigianato a confronto con ADAPT su welfare occupazionale e aziendale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2026 12:04:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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<h1 class="headInModule single_post">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</h1>
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<p>Dal 1° gennaio 2008 l’importazione in Italia di 8 categorie di prodotti tessili che provengono dalla Cina sarà sottoposta a un sistema di controlli bilaterali che saranno effettuati presso le dogane cinesi e quelle dei Paesi dell’Unione Europea. La notizia, comunicata dal titolare europeo al commercio Peter Mandelson , spazza via i timori delle imprese europee che guardavano con preoccupazione al 31 dicembre 2007, data che segna la fine del regime delle quote, che fino a oggi ha regolato l’import dalla Cina di una serie di prodotti tessili. Prevista anche una rete di sicurezza nel caso in cui emergessero gravi problemi nell’applicazione dei controlli. A quel punto potrebbe scattare una ‘clausola di salvaguardia’ in base alle regole dell’Organizzazione mondiale dei commerci (WTO). La proposta, avanzata da Italia, Francia e Spagna, è stata accolta favorevolmente dalla maggioranza dei Paesi presenti nel Comitato tessile dell’UE. Solo quattro i ‘no’ (Svezia, Danimarca, Paesi Bassi e Repubblica Ceca) all’istituzione del double check. Soddisfazione è stata espressa da Confartigianato Moda, che a più riprese aveva segnalato il pericolo determinato dalla mancata proroga dell’accordo, considerato l’ultima barriera contro il rischio di ‘colonizzazione’ di un mercato &#8211; come quello del tessile europeo &#8211; già fortemente penalizzato dalle triangolazioni commerciali e dalle importazioni illegali di merce a basso costo dall’estremo oriente. La Commissione della UE ha specificato che non si tratta di una misura protezionistica, per limitare i livelli di import, ma di uno strumento per monitorare l’ingresso delle merci, mentre il responsabile del commercio europeo Mandelson vede nell’accordo tra UE e Pechino un modo per assicurare ai produttori e importatori europei un ‘quadro chiaro’ degli sviluppi futuri. La soluzione piace anche al ministro per il Commercio internazionale Emma Bonino &#8211; “è la misura giusta per tutelare le imprese europee e i consumatori, favorendo un passaggio graduale verso il libero mercato” – che nel contempo ha rilanciato la battaglia per il Made In (l’indicazione obbligatoria in etichetta del paese di produzione delle merci), un’iniziativa sostenuta da Confartigianato Moda. Il sistema del doppio controllo impone agli esportatori cinesi l’obbligo di munirsi di una licenza specifica, rilasciata dalle autorità locali, poi controllabile in Europa. La misura si applicherà a otto categorie di tessili delle dieci sottoposte a restrizioni dopo l’introduzione del memorandum d’intesa UE-Cina adottato nel 2005 sulla scia delle preoccupazioni suscitate fra i produttori europei dall’afflusso massiccio di prodotti tessili orientali a basso costo. Le categorie poste sotto osservazione sono quelle definite da Bruxelles le ‘più delicate’: t-shirt, pullovers, reggiseno, lenzuola, pantaloni da uomo, vestiti da donna, camicette, filati di lino.</p>
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		<title>Midterm USA &#8211; Made in Italy resiste ai dazi: +3,7% nel 2026 meglio dei competitor europei</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2026 07:30:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 3 Novembre 2026·MIDTERM USA Midterm USA &#8211; Made in Italy resiste ai dazi: +3,7% nel 2026 meglio dei competitor [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</h1>
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<p>Dal 1° gennaio 2008 l’importazione in Italia di 8 categorie di prodotti tessili che provengono dalla Cina sarà sottoposta a un sistema di controlli bilaterali che saranno effettuati presso le dogane cinesi e quelle dei Paesi dell’Unione Europea. La notizia, comunicata dal titolare europeo al commercio Peter Mandelson , spazza via i timori delle imprese europee che guardavano con preoccupazione al 31 dicembre 2007, data che segna la fine del regime delle quote, che fino a oggi ha regolato l’import dalla Cina di una serie di prodotti tessili. Prevista anche una rete di sicurezza nel caso in cui emergessero gravi problemi nell’applicazione dei controlli. A quel punto potrebbe scattare una ‘clausola di salvaguardia’ in base alle regole dell’Organizzazione mondiale dei commerci (WTO). La proposta, avanzata da Italia, Francia e Spagna, è stata accolta favorevolmente dalla maggioranza dei Paesi presenti nel Comitato tessile dell’UE. Solo quattro i ‘no’ (Svezia, Danimarca, Paesi Bassi e Repubblica Ceca) all’istituzione del double check. Soddisfazione è stata espressa da Confartigianato Moda, che a più riprese aveva segnalato il pericolo determinato dalla mancata proroga dell’accordo, considerato l’ultima barriera contro il rischio di ‘colonizzazione’ di un mercato &#8211; come quello del tessile europeo &#8211; già fortemente penalizzato dalle triangolazioni commerciali e dalle importazioni illegali di merce a basso costo dall’estremo oriente. La Commissione della UE ha specificato che non si tratta di una misura protezionistica, per limitare i livelli di import, ma di uno strumento per monitorare l’ingresso delle merci, mentre il responsabile del commercio europeo Mandelson vede nell’accordo tra UE e Pechino un modo per assicurare ai produttori e importatori europei un ‘quadro chiaro’ degli sviluppi futuri. La soluzione piace anche al ministro per il Commercio internazionale Emma Bonino &#8211; “è la misura giusta per tutelare le imprese europee e i consumatori, favorendo un passaggio graduale verso il libero mercato” – che nel contempo ha rilanciato la battaglia per il Made In (l’indicazione obbligatoria in etichetta del paese di produzione delle merci), un’iniziativa sostenuta da Confartigianato Moda. Il sistema del doppio controllo impone agli esportatori cinesi l’obbligo di munirsi di una licenza specifica, rilasciata dalle autorità locali, poi controllabile in Europa. La misura si applicherà a otto categorie di tessili delle dieci sottoposte a restrizioni dopo l’introduzione del memorandum d’intesa UE-Cina adottato nel 2005 sulla scia delle preoccupazioni suscitate fra i produttori europei dall’afflusso massiccio di prodotti tessili orientali a basso costo. Le categorie poste sotto osservazione sono quelle definite da Bruxelles le ‘più delicate’: t-shirt, pullovers, reggiseno, lenzuola, pantaloni da uomo, vestiti da donna, camicette, filati di lino.</p>
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		<title>Kimi Antonelli campione del mondo: nel 2025 il premio di Confartigianato Motori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2026 08:43:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[KIMI ANTONELLI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 2 Novembre 2026·MOTORI Kimi Antonelli campione del mondo: nel 2025 il premio di Confartigianato Motori Il successo del pilota [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/doppi-controlli-per-limport-del-tessile-cinese/">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6730 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-europa-e-mercati-internazionali category-moda-2 tag-cina tag-import tag-prodotti-tessili" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</h1>
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</div>
<p>Dal 1° gennaio 2008 l’importazione in Italia di 8 categorie di prodotti tessili che provengono dalla Cina sarà sottoposta a un sistema di controlli bilaterali che saranno effettuati presso le dogane cinesi e quelle dei Paesi dell’Unione Europea. La notizia, comunicata dal titolare europeo al commercio Peter Mandelson , spazza via i timori delle imprese europee che guardavano con preoccupazione al 31 dicembre 2007, data che segna la fine del regime delle quote, che fino a oggi ha regolato l’import dalla Cina di una serie di prodotti tessili. Prevista anche una rete di sicurezza nel caso in cui emergessero gravi problemi nell’applicazione dei controlli. A quel punto potrebbe scattare una ‘clausola di salvaguardia’ in base alle regole dell’Organizzazione mondiale dei commerci (WTO). La proposta, avanzata da Italia, Francia e Spagna, è stata accolta favorevolmente dalla maggioranza dei Paesi presenti nel Comitato tessile dell’UE. Solo quattro i ‘no’ (Svezia, Danimarca, Paesi Bassi e Repubblica Ceca) all’istituzione del double check. Soddisfazione è stata espressa da Confartigianato Moda, che a più riprese aveva segnalato il pericolo determinato dalla mancata proroga dell’accordo, considerato l’ultima barriera contro il rischio di ‘colonizzazione’ di un mercato &#8211; come quello del tessile europeo &#8211; già fortemente penalizzato dalle triangolazioni commerciali e dalle importazioni illegali di merce a basso costo dall’estremo oriente. La Commissione della UE ha specificato che non si tratta di una misura protezionistica, per limitare i livelli di import, ma di uno strumento per monitorare l’ingresso delle merci, mentre il responsabile del commercio europeo Mandelson vede nell’accordo tra UE e Pechino un modo per assicurare ai produttori e importatori europei un ‘quadro chiaro’ degli sviluppi futuri. La soluzione piace anche al ministro per il Commercio internazionale Emma Bonino &#8211; “è la misura giusta per tutelare le imprese europee e i consumatori, favorendo un passaggio graduale verso il libero mercato” – che nel contempo ha rilanciato la battaglia per il Made In (l’indicazione obbligatoria in etichetta del paese di produzione delle merci), un’iniziativa sostenuta da Confartigianato Moda. Il sistema del doppio controllo impone agli esportatori cinesi l’obbligo di munirsi di una licenza specifica, rilasciata dalle autorità locali, poi controllabile in Europa. La misura si applicherà a otto categorie di tessili delle dieci sottoposte a restrizioni dopo l’introduzione del memorandum d’intesa UE-Cina adottato nel 2005 sulla scia delle preoccupazioni suscitate fra i produttori europei dall’afflusso massiccio di prodotti tessili orientali a basso costo. Le categorie poste sotto osservazione sono quelle definite da Bruxelles le ‘più delicate’: t-shirt, pullovers, reggiseno, lenzuola, pantaloni da uomo, vestiti da donna, camicette, filati di lino.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/doppi-controlli-per-limport-del-tessile-cinese/">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Assemblea di Confartigianato protagonista sui media</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2026 13:16:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 30 Ottobre 2026·MEDIA Assemblea di Confartigianato protagonista sui media Un’attenzione mediatica straordinaria e un’eco imponente su tutti i principali [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</h1>
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<p>Dal 1° gennaio 2008 l’importazione in Italia di 8 categorie di prodotti tessili che provengono dalla Cina sarà sottoposta a un sistema di controlli bilaterali che saranno effettuati presso le dogane cinesi e quelle dei Paesi dell’Unione Europea. La notizia, comunicata dal titolare europeo al commercio Peter Mandelson , spazza via i timori delle imprese europee che guardavano con preoccupazione al 31 dicembre 2007, data che segna la fine del regime delle quote, che fino a oggi ha regolato l’import dalla Cina di una serie di prodotti tessili. Prevista anche una rete di sicurezza nel caso in cui emergessero gravi problemi nell’applicazione dei controlli. A quel punto potrebbe scattare una ‘clausola di salvaguardia’ in base alle regole dell’Organizzazione mondiale dei commerci (WTO). La proposta, avanzata da Italia, Francia e Spagna, è stata accolta favorevolmente dalla maggioranza dei Paesi presenti nel Comitato tessile dell’UE. Solo quattro i ‘no’ (Svezia, Danimarca, Paesi Bassi e Repubblica Ceca) all’istituzione del double check. Soddisfazione è stata espressa da Confartigianato Moda, che a più riprese aveva segnalato il pericolo determinato dalla mancata proroga dell’accordo, considerato l’ultima barriera contro il rischio di ‘colonizzazione’ di un mercato &#8211; come quello del tessile europeo &#8211; già fortemente penalizzato dalle triangolazioni commerciali e dalle importazioni illegali di merce a basso costo dall’estremo oriente. La Commissione della UE ha specificato che non si tratta di una misura protezionistica, per limitare i livelli di import, ma di uno strumento per monitorare l’ingresso delle merci, mentre il responsabile del commercio europeo Mandelson vede nell’accordo tra UE e Pechino un modo per assicurare ai produttori e importatori europei un ‘quadro chiaro’ degli sviluppi futuri. La soluzione piace anche al ministro per il Commercio internazionale Emma Bonino &#8211; “è la misura giusta per tutelare le imprese europee e i consumatori, favorendo un passaggio graduale verso il libero mercato” – che nel contempo ha rilanciato la battaglia per il Made In (l’indicazione obbligatoria in etichetta del paese di produzione delle merci), un’iniziativa sostenuta da Confartigianato Moda. Il sistema del doppio controllo impone agli esportatori cinesi l’obbligo di munirsi di una licenza specifica, rilasciata dalle autorità locali, poi controllabile in Europa. La misura si applicherà a otto categorie di tessili delle dieci sottoposte a restrizioni dopo l’introduzione del memorandum d’intesa UE-Cina adottato nel 2005 sulla scia delle preoccupazioni suscitate fra i produttori europei dall’afflusso massiccio di prodotti tessili orientali a basso costo. Le categorie poste sotto osservazione sono quelle definite da Bruxelles le ‘più delicate’: t-shirt, pullovers, reggiseno, lenzuola, pantaloni da uomo, vestiti da donna, camicette, filati di lino.</p>
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		<title>Spirito Artigiano esplora sfide e opportunità della transizione green per le Mpi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2026 10:34:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 30 Ottobre 2026·MEDIA Spirito Artigiano esplora sfide e opportunità della transizione green per le Mpi È online il nuovo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/doppi-controlli-per-limport-del-tessile-cinese/">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</h1>
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<p>Dal 1° gennaio 2008 l’importazione in Italia di 8 categorie di prodotti tessili che provengono dalla Cina sarà sottoposta a un sistema di controlli bilaterali che saranno effettuati presso le dogane cinesi e quelle dei Paesi dell’Unione Europea. La notizia, comunicata dal titolare europeo al commercio Peter Mandelson , spazza via i timori delle imprese europee che guardavano con preoccupazione al 31 dicembre 2007, data che segna la fine del regime delle quote, che fino a oggi ha regolato l’import dalla Cina di una serie di prodotti tessili. Prevista anche una rete di sicurezza nel caso in cui emergessero gravi problemi nell’applicazione dei controlli. A quel punto potrebbe scattare una ‘clausola di salvaguardia’ in base alle regole dell’Organizzazione mondiale dei commerci (WTO). La proposta, avanzata da Italia, Francia e Spagna, è stata accolta favorevolmente dalla maggioranza dei Paesi presenti nel Comitato tessile dell’UE. Solo quattro i ‘no’ (Svezia, Danimarca, Paesi Bassi e Repubblica Ceca) all’istituzione del double check. Soddisfazione è stata espressa da Confartigianato Moda, che a più riprese aveva segnalato il pericolo determinato dalla mancata proroga dell’accordo, considerato l’ultima barriera contro il rischio di ‘colonizzazione’ di un mercato &#8211; come quello del tessile europeo &#8211; già fortemente penalizzato dalle triangolazioni commerciali e dalle importazioni illegali di merce a basso costo dall’estremo oriente. La Commissione della UE ha specificato che non si tratta di una misura protezionistica, per limitare i livelli di import, ma di uno strumento per monitorare l’ingresso delle merci, mentre il responsabile del commercio europeo Mandelson vede nell’accordo tra UE e Pechino un modo per assicurare ai produttori e importatori europei un ‘quadro chiaro’ degli sviluppi futuri. La soluzione piace anche al ministro per il Commercio internazionale Emma Bonino &#8211; “è la misura giusta per tutelare le imprese europee e i consumatori, favorendo un passaggio graduale verso il libero mercato” – che nel contempo ha rilanciato la battaglia per il Made In (l’indicazione obbligatoria in etichetta del paese di produzione delle merci), un’iniziativa sostenuta da Confartigianato Moda. Il sistema del doppio controllo impone agli esportatori cinesi l’obbligo di munirsi di una licenza specifica, rilasciata dalle autorità locali, poi controllabile in Europa. La misura si applicherà a otto categorie di tessili delle dieci sottoposte a restrizioni dopo l’introduzione del memorandum d’intesa UE-Cina adottato nel 2005 sulla scia delle preoccupazioni suscitate fra i produttori europei dall’afflusso massiccio di prodotti tessili orientali a basso costo. Le categorie poste sotto osservazione sono quelle definite da Bruxelles le ‘più delicate’: t-shirt, pullovers, reggiseno, lenzuola, pantaloni da uomo, vestiti da donna, camicette, filati di lino.</p>
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		<title>Guerre e shock geopolitici sono costati alle imprese italiane 296,3 miliardi in 5 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 15:34:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Ottobre 2026·ASSEMBLEA 2026 Guerre e shock geopolitici sono costati alle imprese italiane 296,3 miliardi in 5 anni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/doppi-controlli-per-limport-del-tessile-cinese/">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</h1>
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<p>Dal 1° gennaio 2008 l’importazione in Italia di 8 categorie di prodotti tessili che provengono dalla Cina sarà sottoposta a un sistema di controlli bilaterali che saranno effettuati presso le dogane cinesi e quelle dei Paesi dell’Unione Europea. La notizia, comunicata dal titolare europeo al commercio Peter Mandelson , spazza via i timori delle imprese europee che guardavano con preoccupazione al 31 dicembre 2007, data che segna la fine del regime delle quote, che fino a oggi ha regolato l’import dalla Cina di una serie di prodotti tessili. Prevista anche una rete di sicurezza nel caso in cui emergessero gravi problemi nell’applicazione dei controlli. A quel punto potrebbe scattare una ‘clausola di salvaguardia’ in base alle regole dell’Organizzazione mondiale dei commerci (WTO). La proposta, avanzata da Italia, Francia e Spagna, è stata accolta favorevolmente dalla maggioranza dei Paesi presenti nel Comitato tessile dell’UE. Solo quattro i ‘no’ (Svezia, Danimarca, Paesi Bassi e Repubblica Ceca) all’istituzione del double check. Soddisfazione è stata espressa da Confartigianato Moda, che a più riprese aveva segnalato il pericolo determinato dalla mancata proroga dell’accordo, considerato l’ultima barriera contro il rischio di ‘colonizzazione’ di un mercato &#8211; come quello del tessile europeo &#8211; già fortemente penalizzato dalle triangolazioni commerciali e dalle importazioni illegali di merce a basso costo dall’estremo oriente. La Commissione della UE ha specificato che non si tratta di una misura protezionistica, per limitare i livelli di import, ma di uno strumento per monitorare l’ingresso delle merci, mentre il responsabile del commercio europeo Mandelson vede nell’accordo tra UE e Pechino un modo per assicurare ai produttori e importatori europei un ‘quadro chiaro’ degli sviluppi futuri. La soluzione piace anche al ministro per il Commercio internazionale Emma Bonino &#8211; “è la misura giusta per tutelare le imprese europee e i consumatori, favorendo un passaggio graduale verso il libero mercato” – che nel contempo ha rilanciato la battaglia per il Made In (l’indicazione obbligatoria in etichetta del paese di produzione delle merci), un’iniziativa sostenuta da Confartigianato Moda. Il sistema del doppio controllo impone agli esportatori cinesi l’obbligo di munirsi di una licenza specifica, rilasciata dalle autorità locali, poi controllabile in Europa. La misura si applicherà a otto categorie di tessili delle dieci sottoposte a restrizioni dopo l’introduzione del memorandum d’intesa UE-Cina adottato nel 2005 sulla scia delle preoccupazioni suscitate fra i produttori europei dall’afflusso massiccio di prodotti tessili orientali a basso costo. Le categorie poste sotto osservazione sono quelle definite da Bruxelles le ‘più delicate’: t-shirt, pullovers, reggiseno, lenzuola, pantaloni da uomo, vestiti da donna, camicette, filati di lino.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;In manovra bene misure per imprese, ora ridurre costi energia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 14:43:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Ottobre 2026·LEGGE BILANCIO 2027 Il Presidente Granelli: &#8220;In manovra bene misure per imprese, ora ridurre costi energia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/doppi-controlli-per-limport-del-tessile-cinese/">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</h1>
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<p>Dal 1° gennaio 2008 l’importazione in Italia di 8 categorie di prodotti tessili che provengono dalla Cina sarà sottoposta a un sistema di controlli bilaterali che saranno effettuati presso le dogane cinesi e quelle dei Paesi dell’Unione Europea. La notizia, comunicata dal titolare europeo al commercio Peter Mandelson , spazza via i timori delle imprese europee che guardavano con preoccupazione al 31 dicembre 2007, data che segna la fine del regime delle quote, che fino a oggi ha regolato l’import dalla Cina di una serie di prodotti tessili. Prevista anche una rete di sicurezza nel caso in cui emergessero gravi problemi nell’applicazione dei controlli. A quel punto potrebbe scattare una ‘clausola di salvaguardia’ in base alle regole dell’Organizzazione mondiale dei commerci (WTO). La proposta, avanzata da Italia, Francia e Spagna, è stata accolta favorevolmente dalla maggioranza dei Paesi presenti nel Comitato tessile dell’UE. Solo quattro i ‘no’ (Svezia, Danimarca, Paesi Bassi e Repubblica Ceca) all’istituzione del double check. Soddisfazione è stata espressa da Confartigianato Moda, che a più riprese aveva segnalato il pericolo determinato dalla mancata proroga dell’accordo, considerato l’ultima barriera contro il rischio di ‘colonizzazione’ di un mercato &#8211; come quello del tessile europeo &#8211; già fortemente penalizzato dalle triangolazioni commerciali e dalle importazioni illegali di merce a basso costo dall’estremo oriente. La Commissione della UE ha specificato che non si tratta di una misura protezionistica, per limitare i livelli di import, ma di uno strumento per monitorare l’ingresso delle merci, mentre il responsabile del commercio europeo Mandelson vede nell’accordo tra UE e Pechino un modo per assicurare ai produttori e importatori europei un ‘quadro chiaro’ degli sviluppi futuri. La soluzione piace anche al ministro per il Commercio internazionale Emma Bonino &#8211; “è la misura giusta per tutelare le imprese europee e i consumatori, favorendo un passaggio graduale verso il libero mercato” – che nel contempo ha rilanciato la battaglia per il Made In (l’indicazione obbligatoria in etichetta del paese di produzione delle merci), un’iniziativa sostenuta da Confartigianato Moda. Il sistema del doppio controllo impone agli esportatori cinesi l’obbligo di munirsi di una licenza specifica, rilasciata dalle autorità locali, poi controllabile in Europa. La misura si applicherà a otto categorie di tessili delle dieci sottoposte a restrizioni dopo l’introduzione del memorandum d’intesa UE-Cina adottato nel 2005 sulla scia delle preoccupazioni suscitate fra i produttori europei dall’afflusso massiccio di prodotti tessili orientali a basso costo. Le categorie poste sotto osservazione sono quelle definite da Bruxelles le ‘più delicate’: t-shirt, pullovers, reggiseno, lenzuola, pantaloni da uomo, vestiti da donna, camicette, filati di lino.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/doppi-controlli-per-limport-del-tessile-cinese/">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Economia e imprese alla prova degli shock globali: 10 punti di forza e 10 criticità nel 21° Rapporto Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/economia-e-imprese-alla-prova-degli-shock-globali-10-punti-di-forza-e-10-criticita-nel-21-rapporto-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 11:40:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[rapporti]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Ottobre 2026·RAPPORTI Economia e imprese alla prova degli shock globali: 10 punti di forza e 10 criticità nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/doppi-controlli-per-limport-del-tessile-cinese/">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</h1>
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<p>Dal 1° gennaio 2008 l’importazione in Italia di 8 categorie di prodotti tessili che provengono dalla Cina sarà sottoposta a un sistema di controlli bilaterali che saranno effettuati presso le dogane cinesi e quelle dei Paesi dell’Unione Europea. La notizia, comunicata dal titolare europeo al commercio Peter Mandelson , spazza via i timori delle imprese europee che guardavano con preoccupazione al 31 dicembre 2007, data che segna la fine del regime delle quote, che fino a oggi ha regolato l’import dalla Cina di una serie di prodotti tessili. Prevista anche una rete di sicurezza nel caso in cui emergessero gravi problemi nell’applicazione dei controlli. A quel punto potrebbe scattare una ‘clausola di salvaguardia’ in base alle regole dell’Organizzazione mondiale dei commerci (WTO). La proposta, avanzata da Italia, Francia e Spagna, è stata accolta favorevolmente dalla maggioranza dei Paesi presenti nel Comitato tessile dell’UE. Solo quattro i ‘no’ (Svezia, Danimarca, Paesi Bassi e Repubblica Ceca) all’istituzione del double check. Soddisfazione è stata espressa da Confartigianato Moda, che a più riprese aveva segnalato il pericolo determinato dalla mancata proroga dell’accordo, considerato l’ultima barriera contro il rischio di ‘colonizzazione’ di un mercato &#8211; come quello del tessile europeo &#8211; già fortemente penalizzato dalle triangolazioni commerciali e dalle importazioni illegali di merce a basso costo dall’estremo oriente. La Commissione della UE ha specificato che non si tratta di una misura protezionistica, per limitare i livelli di import, ma di uno strumento per monitorare l’ingresso delle merci, mentre il responsabile del commercio europeo Mandelson vede nell’accordo tra UE e Pechino un modo per assicurare ai produttori e importatori europei un ‘quadro chiaro’ degli sviluppi futuri. La soluzione piace anche al ministro per il Commercio internazionale Emma Bonino &#8211; “è la misura giusta per tutelare le imprese europee e i consumatori, favorendo un passaggio graduale verso il libero mercato” – che nel contempo ha rilanciato la battaglia per il Made In (l’indicazione obbligatoria in etichetta del paese di produzione delle merci), un’iniziativa sostenuta da Confartigianato Moda. Il sistema del doppio controllo impone agli esportatori cinesi l’obbligo di munirsi di una licenza specifica, rilasciata dalle autorità locali, poi controllabile in Europa. La misura si applicherà a otto categorie di tessili delle dieci sottoposte a restrizioni dopo l’introduzione del memorandum d’intesa UE-Cina adottato nel 2005 sulla scia delle preoccupazioni suscitate fra i produttori europei dall’afflusso massiccio di prodotti tessili orientali a basso costo. Le categorie poste sotto osservazione sono quelle definite da Bruxelles le ‘più delicate’: t-shirt, pullovers, reggiseno, lenzuola, pantaloni da uomo, vestiti da donna, camicette, filati di lino.</p>
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		<title>Meloni all’Assemblea di Confartigianato annuncia la riforma della legge quadro dell’artigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2026 17:55:46 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Roberta Metsola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 28 Ottobre 2026·EVENTI Meloni all’Assemblea di Confartigianato annuncia la riforma della legge quadro dell’artigianato Il via libera del Governo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/doppi-controlli-per-limport-del-tessile-cinese/">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</h1>
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<p>Dal 1° gennaio 2008 l’importazione in Italia di 8 categorie di prodotti tessili che provengono dalla Cina sarà sottoposta a un sistema di controlli bilaterali che saranno effettuati presso le dogane cinesi e quelle dei Paesi dell’Unione Europea. La notizia, comunicata dal titolare europeo al commercio Peter Mandelson , spazza via i timori delle imprese europee che guardavano con preoccupazione al 31 dicembre 2007, data che segna la fine del regime delle quote, che fino a oggi ha regolato l’import dalla Cina di una serie di prodotti tessili. Prevista anche una rete di sicurezza nel caso in cui emergessero gravi problemi nell’applicazione dei controlli. A quel punto potrebbe scattare una ‘clausola di salvaguardia’ in base alle regole dell’Organizzazione mondiale dei commerci (WTO). La proposta, avanzata da Italia, Francia e Spagna, è stata accolta favorevolmente dalla maggioranza dei Paesi presenti nel Comitato tessile dell’UE. Solo quattro i ‘no’ (Svezia, Danimarca, Paesi Bassi e Repubblica Ceca) all’istituzione del double check. Soddisfazione è stata espressa da Confartigianato Moda, che a più riprese aveva segnalato il pericolo determinato dalla mancata proroga dell’accordo, considerato l’ultima barriera contro il rischio di ‘colonizzazione’ di un mercato &#8211; come quello del tessile europeo &#8211; già fortemente penalizzato dalle triangolazioni commerciali e dalle importazioni illegali di merce a basso costo dall’estremo oriente. La Commissione della UE ha specificato che non si tratta di una misura protezionistica, per limitare i livelli di import, ma di uno strumento per monitorare l’ingresso delle merci, mentre il responsabile del commercio europeo Mandelson vede nell’accordo tra UE e Pechino un modo per assicurare ai produttori e importatori europei un ‘quadro chiaro’ degli sviluppi futuri. La soluzione piace anche al ministro per il Commercio internazionale Emma Bonino &#8211; “è la misura giusta per tutelare le imprese europee e i consumatori, favorendo un passaggio graduale verso il libero mercato” – che nel contempo ha rilanciato la battaglia per il Made In (l’indicazione obbligatoria in etichetta del paese di produzione delle merci), un’iniziativa sostenuta da Confartigianato Moda. Il sistema del doppio controllo impone agli esportatori cinesi l’obbligo di munirsi di una licenza specifica, rilasciata dalle autorità locali, poi controllabile in Europa. La misura si applicherà a otto categorie di tessili delle dieci sottoposte a restrizioni dopo l’introduzione del memorandum d’intesa UE-Cina adottato nel 2005 sulla scia delle preoccupazioni suscitate fra i produttori europei dall’afflusso massiccio di prodotti tessili orientali a basso costo. Le categorie poste sotto osservazione sono quelle definite da Bruxelles le ‘più delicate’: t-shirt, pullovers, reggiseno, lenzuola, pantaloni da uomo, vestiti da donna, camicette, filati di lino.</p>
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		<title>Granelli: “Con riforma legge quadro, imprese libere di crescere senza perdere identità”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2026 16:36:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[MELONI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Ottobre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Granelli: “Con riforma legge quadro, imprese libere di crescere senza perdere identità” “Dopo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/doppi-controlli-per-limport-del-tessile-cinese/">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</h1>
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<p>Dal 1° gennaio 2008 l’importazione in Italia di 8 categorie di prodotti tessili che provengono dalla Cina sarà sottoposta a un sistema di controlli bilaterali che saranno effettuati presso le dogane cinesi e quelle dei Paesi dell’Unione Europea. La notizia, comunicata dal titolare europeo al commercio Peter Mandelson , spazza via i timori delle imprese europee che guardavano con preoccupazione al 31 dicembre 2007, data che segna la fine del regime delle quote, che fino a oggi ha regolato l’import dalla Cina di una serie di prodotti tessili. Prevista anche una rete di sicurezza nel caso in cui emergessero gravi problemi nell’applicazione dei controlli. A quel punto potrebbe scattare una ‘clausola di salvaguardia’ in base alle regole dell’Organizzazione mondiale dei commerci (WTO). La proposta, avanzata da Italia, Francia e Spagna, è stata accolta favorevolmente dalla maggioranza dei Paesi presenti nel Comitato tessile dell’UE. Solo quattro i ‘no’ (Svezia, Danimarca, Paesi Bassi e Repubblica Ceca) all’istituzione del double check. Soddisfazione è stata espressa da Confartigianato Moda, che a più riprese aveva segnalato il pericolo determinato dalla mancata proroga dell’accordo, considerato l’ultima barriera contro il rischio di ‘colonizzazione’ di un mercato &#8211; come quello del tessile europeo &#8211; già fortemente penalizzato dalle triangolazioni commerciali e dalle importazioni illegali di merce a basso costo dall’estremo oriente. La Commissione della UE ha specificato che non si tratta di una misura protezionistica, per limitare i livelli di import, ma di uno strumento per monitorare l’ingresso delle merci, mentre il responsabile del commercio europeo Mandelson vede nell’accordo tra UE e Pechino un modo per assicurare ai produttori e importatori europei un ‘quadro chiaro’ degli sviluppi futuri. La soluzione piace anche al ministro per il Commercio internazionale Emma Bonino &#8211; “è la misura giusta per tutelare le imprese europee e i consumatori, favorendo un passaggio graduale verso il libero mercato” – che nel contempo ha rilanciato la battaglia per il Made In (l’indicazione obbligatoria in etichetta del paese di produzione delle merci), un’iniziativa sostenuta da Confartigianato Moda. Il sistema del doppio controllo impone agli esportatori cinesi l’obbligo di munirsi di una licenza specifica, rilasciata dalle autorità locali, poi controllabile in Europa. La misura si applicherà a otto categorie di tessili delle dieci sottoposte a restrizioni dopo l’introduzione del memorandum d’intesa UE-Cina adottato nel 2005 sulla scia delle preoccupazioni suscitate fra i produttori europei dall’afflusso massiccio di prodotti tessili orientali a basso costo. Le categorie poste sotto osservazione sono quelle definite da Bruxelles le ‘più delicate’: t-shirt, pullovers, reggiseno, lenzuola, pantaloni da uomo, vestiti da donna, camicette, filati di lino.</p>
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		<title>Il 31 ottobre Linea Verde Start a Mantova: tradizione, sostenibilità e giovani talenti artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/linea-verde-start-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2026 09:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[linea verde start]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 27 Ottobre 2026·MEDIA Il 31 ottobre Linea Verde Start a Mantova: tradizione, sostenibilità e giovani talenti artigiani &#160; Una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/doppi-controlli-per-limport-del-tessile-cinese/">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</h1>
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<p>Dal 1° gennaio 2008 l’importazione in Italia di 8 categorie di prodotti tessili che provengono dalla Cina sarà sottoposta a un sistema di controlli bilaterali che saranno effettuati presso le dogane cinesi e quelle dei Paesi dell’Unione Europea. La notizia, comunicata dal titolare europeo al commercio Peter Mandelson , spazza via i timori delle imprese europee che guardavano con preoccupazione al 31 dicembre 2007, data che segna la fine del regime delle quote, che fino a oggi ha regolato l’import dalla Cina di una serie di prodotti tessili. Prevista anche una rete di sicurezza nel caso in cui emergessero gravi problemi nell’applicazione dei controlli. A quel punto potrebbe scattare una ‘clausola di salvaguardia’ in base alle regole dell’Organizzazione mondiale dei commerci (WTO). La proposta, avanzata da Italia, Francia e Spagna, è stata accolta favorevolmente dalla maggioranza dei Paesi presenti nel Comitato tessile dell’UE. Solo quattro i ‘no’ (Svezia, Danimarca, Paesi Bassi e Repubblica Ceca) all’istituzione del double check. Soddisfazione è stata espressa da Confartigianato Moda, che a più riprese aveva segnalato il pericolo determinato dalla mancata proroga dell’accordo, considerato l’ultima barriera contro il rischio di ‘colonizzazione’ di un mercato &#8211; come quello del tessile europeo &#8211; già fortemente penalizzato dalle triangolazioni commerciali e dalle importazioni illegali di merce a basso costo dall’estremo oriente. La Commissione della UE ha specificato che non si tratta di una misura protezionistica, per limitare i livelli di import, ma di uno strumento per monitorare l’ingresso delle merci, mentre il responsabile del commercio europeo Mandelson vede nell’accordo tra UE e Pechino un modo per assicurare ai produttori e importatori europei un ‘quadro chiaro’ degli sviluppi futuri. La soluzione piace anche al ministro per il Commercio internazionale Emma Bonino &#8211; “è la misura giusta per tutelare le imprese europee e i consumatori, favorendo un passaggio graduale verso il libero mercato” – che nel contempo ha rilanciato la battaglia per il Made In (l’indicazione obbligatoria in etichetta del paese di produzione delle merci), un’iniziativa sostenuta da Confartigianato Moda. Il sistema del doppio controllo impone agli esportatori cinesi l’obbligo di munirsi di una licenza specifica, rilasciata dalle autorità locali, poi controllabile in Europa. La misura si applicherà a otto categorie di tessili delle dieci sottoposte a restrizioni dopo l’introduzione del memorandum d’intesa UE-Cina adottato nel 2005 sulla scia delle preoccupazioni suscitate fra i produttori europei dall’afflusso massiccio di prodotti tessili orientali a basso costo. Le categorie poste sotto osservazione sono quelle definite da Bruxelles le ‘più delicate’: t-shirt, pullovers, reggiseno, lenzuola, pantaloni da uomo, vestiti da donna, camicette, filati di lino.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/doppi-controlli-per-limport-del-tessile-cinese/">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 11:58:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni manifatturiere]]></category>
		<category><![CDATA[germania]]></category>
		<category><![CDATA[manifattura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 26 Ottobre 2026·CONGIUNTURA Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/doppi-controlli-per-limport-del-tessile-cinese/">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</h1>
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<p>Dal 1° gennaio 2008 l’importazione in Italia di 8 categorie di prodotti tessili che provengono dalla Cina sarà sottoposta a un sistema di controlli bilaterali che saranno effettuati presso le dogane cinesi e quelle dei Paesi dell’Unione Europea. La notizia, comunicata dal titolare europeo al commercio Peter Mandelson , spazza via i timori delle imprese europee che guardavano con preoccupazione al 31 dicembre 2007, data che segna la fine del regime delle quote, che fino a oggi ha regolato l’import dalla Cina di una serie di prodotti tessili. Prevista anche una rete di sicurezza nel caso in cui emergessero gravi problemi nell’applicazione dei controlli. A quel punto potrebbe scattare una ‘clausola di salvaguardia’ in base alle regole dell’Organizzazione mondiale dei commerci (WTO). La proposta, avanzata da Italia, Francia e Spagna, è stata accolta favorevolmente dalla maggioranza dei Paesi presenti nel Comitato tessile dell’UE. Solo quattro i ‘no’ (Svezia, Danimarca, Paesi Bassi e Repubblica Ceca) all’istituzione del double check. Soddisfazione è stata espressa da Confartigianato Moda, che a più riprese aveva segnalato il pericolo determinato dalla mancata proroga dell’accordo, considerato l’ultima barriera contro il rischio di ‘colonizzazione’ di un mercato &#8211; come quello del tessile europeo &#8211; già fortemente penalizzato dalle triangolazioni commerciali e dalle importazioni illegali di merce a basso costo dall’estremo oriente. La Commissione della UE ha specificato che non si tratta di una misura protezionistica, per limitare i livelli di import, ma di uno strumento per monitorare l’ingresso delle merci, mentre il responsabile del commercio europeo Mandelson vede nell’accordo tra UE e Pechino un modo per assicurare ai produttori e importatori europei un ‘quadro chiaro’ degli sviluppi futuri. La soluzione piace anche al ministro per il Commercio internazionale Emma Bonino &#8211; “è la misura giusta per tutelare le imprese europee e i consumatori, favorendo un passaggio graduale verso il libero mercato” – che nel contempo ha rilanciato la battaglia per il Made In (l’indicazione obbligatoria in etichetta del paese di produzione delle merci), un’iniziativa sostenuta da Confartigianato Moda. Il sistema del doppio controllo impone agli esportatori cinesi l’obbligo di munirsi di una licenza specifica, rilasciata dalle autorità locali, poi controllabile in Europa. La misura si applicherà a otto categorie di tessili delle dieci sottoposte a restrizioni dopo l’introduzione del memorandum d’intesa UE-Cina adottato nel 2005 sulla scia delle preoccupazioni suscitate fra i produttori europei dall’afflusso massiccio di prodotti tessili orientali a basso costo. Le categorie poste sotto osservazione sono quelle definite da Bruxelles le ‘più delicate’: t-shirt, pullovers, reggiseno, lenzuola, pantaloni da uomo, vestiti da donna, camicette, filati di lino.</p>
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		<title>Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all&#8217;Assemblea di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 14:49:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Assemblea 2026]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Ottobre 2026·EVENTI Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all&#8217;Assemblea di Confartigianato Si svolge mercoledì 28 ottobre, a Roma, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/doppi-controlli-per-limport-del-tessile-cinese/">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</h1>
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<p>Dal 1° gennaio 2008 l’importazione in Italia di 8 categorie di prodotti tessili che provengono dalla Cina sarà sottoposta a un sistema di controlli bilaterali che saranno effettuati presso le dogane cinesi e quelle dei Paesi dell’Unione Europea. La notizia, comunicata dal titolare europeo al commercio Peter Mandelson , spazza via i timori delle imprese europee che guardavano con preoccupazione al 31 dicembre 2007, data che segna la fine del regime delle quote, che fino a oggi ha regolato l’import dalla Cina di una serie di prodotti tessili. Prevista anche una rete di sicurezza nel caso in cui emergessero gravi problemi nell’applicazione dei controlli. A quel punto potrebbe scattare una ‘clausola di salvaguardia’ in base alle regole dell’Organizzazione mondiale dei commerci (WTO). La proposta, avanzata da Italia, Francia e Spagna, è stata accolta favorevolmente dalla maggioranza dei Paesi presenti nel Comitato tessile dell’UE. Solo quattro i ‘no’ (Svezia, Danimarca, Paesi Bassi e Repubblica Ceca) all’istituzione del double check. Soddisfazione è stata espressa da Confartigianato Moda, che a più riprese aveva segnalato il pericolo determinato dalla mancata proroga dell’accordo, considerato l’ultima barriera contro il rischio di ‘colonizzazione’ di un mercato &#8211; come quello del tessile europeo &#8211; già fortemente penalizzato dalle triangolazioni commerciali e dalle importazioni illegali di merce a basso costo dall’estremo oriente. La Commissione della UE ha specificato che non si tratta di una misura protezionistica, per limitare i livelli di import, ma di uno strumento per monitorare l’ingresso delle merci, mentre il responsabile del commercio europeo Mandelson vede nell’accordo tra UE e Pechino un modo per assicurare ai produttori e importatori europei un ‘quadro chiaro’ degli sviluppi futuri. La soluzione piace anche al ministro per il Commercio internazionale Emma Bonino &#8211; “è la misura giusta per tutelare le imprese europee e i consumatori, favorendo un passaggio graduale verso il libero mercato” – che nel contempo ha rilanciato la battaglia per il Made In (l’indicazione obbligatoria in etichetta del paese di produzione delle merci), un’iniziativa sostenuta da Confartigianato Moda. Il sistema del doppio controllo impone agli esportatori cinesi l’obbligo di munirsi di una licenza specifica, rilasciata dalle autorità locali, poi controllabile in Europa. La misura si applicherà a otto categorie di tessili delle dieci sottoposte a restrizioni dopo l’introduzione del memorandum d’intesa UE-Cina adottato nel 2005 sulla scia delle preoccupazioni suscitate fra i produttori europei dall’afflusso massiccio di prodotti tessili orientali a basso costo. Le categorie poste sotto osservazione sono quelle definite da Bruxelles le ‘più delicate’: t-shirt, pullovers, reggiseno, lenzuola, pantaloni da uomo, vestiti da donna, camicette, filati di lino.</p>
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		<title>Confartigianato a NetZero Milan 2026: gli ostacoli all’elettrificazione delle piccole imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 13:21:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[netzero milan]]></category>
		<category><![CDATA[valentina bagozzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Ottobre 2026·ENERGIA Confartigianato a NetZero Milan 2026: gli ostacoli all’elettrificazione delle piccole imprese Lo scorso 20 ottobre, Confartigianato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/doppi-controlli-per-limport-del-tessile-cinese/">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</h1>
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<p>Dal 1° gennaio 2008 l’importazione in Italia di 8 categorie di prodotti tessili che provengono dalla Cina sarà sottoposta a un sistema di controlli bilaterali che saranno effettuati presso le dogane cinesi e quelle dei Paesi dell’Unione Europea. La notizia, comunicata dal titolare europeo al commercio Peter Mandelson , spazza via i timori delle imprese europee che guardavano con preoccupazione al 31 dicembre 2007, data che segna la fine del regime delle quote, che fino a oggi ha regolato l’import dalla Cina di una serie di prodotti tessili. Prevista anche una rete di sicurezza nel caso in cui emergessero gravi problemi nell’applicazione dei controlli. A quel punto potrebbe scattare una ‘clausola di salvaguardia’ in base alle regole dell’Organizzazione mondiale dei commerci (WTO). La proposta, avanzata da Italia, Francia e Spagna, è stata accolta favorevolmente dalla maggioranza dei Paesi presenti nel Comitato tessile dell’UE. Solo quattro i ‘no’ (Svezia, Danimarca, Paesi Bassi e Repubblica Ceca) all’istituzione del double check. Soddisfazione è stata espressa da Confartigianato Moda, che a più riprese aveva segnalato il pericolo determinato dalla mancata proroga dell’accordo, considerato l’ultima barriera contro il rischio di ‘colonizzazione’ di un mercato &#8211; come quello del tessile europeo &#8211; già fortemente penalizzato dalle triangolazioni commerciali e dalle importazioni illegali di merce a basso costo dall’estremo oriente. La Commissione della UE ha specificato che non si tratta di una misura protezionistica, per limitare i livelli di import, ma di uno strumento per monitorare l’ingresso delle merci, mentre il responsabile del commercio europeo Mandelson vede nell’accordo tra UE e Pechino un modo per assicurare ai produttori e importatori europei un ‘quadro chiaro’ degli sviluppi futuri. La soluzione piace anche al ministro per il Commercio internazionale Emma Bonino &#8211; “è la misura giusta per tutelare le imprese europee e i consumatori, favorendo un passaggio graduale verso il libero mercato” – che nel contempo ha rilanciato la battaglia per il Made In (l’indicazione obbligatoria in etichetta del paese di produzione delle merci), un’iniziativa sostenuta da Confartigianato Moda. Il sistema del doppio controllo impone agli esportatori cinesi l’obbligo di munirsi di una licenza specifica, rilasciata dalle autorità locali, poi controllabile in Europa. La misura si applicherà a otto categorie di tessili delle dieci sottoposte a restrizioni dopo l’introduzione del memorandum d’intesa UE-Cina adottato nel 2005 sulla scia delle preoccupazioni suscitate fra i produttori europei dall’afflusso massiccio di prodotti tessili orientali a basso costo. Le categorie poste sotto osservazione sono quelle definite da Bruxelles le ‘più delicate’: t-shirt, pullovers, reggiseno, lenzuola, pantaloni da uomo, vestiti da donna, camicette, filati di lino.</p>
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		<title>Spread del 23% del costo dell&#8217;energia elettrica per una piccola impresa manifatturiera italiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 07:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 21 Ottobre 2026·ENERGIA Spread del 23% del costo dell&#8217;energia elettrica per una piccola impresa manifatturiera italiana  Dal 19 al [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/doppi-controlli-per-limport-del-tessile-cinese/">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</h1>
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<p>Dal 1° gennaio 2008 l’importazione in Italia di 8 categorie di prodotti tessili che provengono dalla Cina sarà sottoposta a un sistema di controlli bilaterali che saranno effettuati presso le dogane cinesi e quelle dei Paesi dell’Unione Europea. La notizia, comunicata dal titolare europeo al commercio Peter Mandelson , spazza via i timori delle imprese europee che guardavano con preoccupazione al 31 dicembre 2007, data che segna la fine del regime delle quote, che fino a oggi ha regolato l’import dalla Cina di una serie di prodotti tessili. Prevista anche una rete di sicurezza nel caso in cui emergessero gravi problemi nell’applicazione dei controlli. A quel punto potrebbe scattare una ‘clausola di salvaguardia’ in base alle regole dell’Organizzazione mondiale dei commerci (WTO). La proposta, avanzata da Italia, Francia e Spagna, è stata accolta favorevolmente dalla maggioranza dei Paesi presenti nel Comitato tessile dell’UE. Solo quattro i ‘no’ (Svezia, Danimarca, Paesi Bassi e Repubblica Ceca) all’istituzione del double check. Soddisfazione è stata espressa da Confartigianato Moda, che a più riprese aveva segnalato il pericolo determinato dalla mancata proroga dell’accordo, considerato l’ultima barriera contro il rischio di ‘colonizzazione’ di un mercato &#8211; come quello del tessile europeo &#8211; già fortemente penalizzato dalle triangolazioni commerciali e dalle importazioni illegali di merce a basso costo dall’estremo oriente. La Commissione della UE ha specificato che non si tratta di una misura protezionistica, per limitare i livelli di import, ma di uno strumento per monitorare l’ingresso delle merci, mentre il responsabile del commercio europeo Mandelson vede nell’accordo tra UE e Pechino un modo per assicurare ai produttori e importatori europei un ‘quadro chiaro’ degli sviluppi futuri. La soluzione piace anche al ministro per il Commercio internazionale Emma Bonino &#8211; “è la misura giusta per tutelare le imprese europee e i consumatori, favorendo un passaggio graduale verso il libero mercato” – che nel contempo ha rilanciato la battaglia per il Made In (l’indicazione obbligatoria in etichetta del paese di produzione delle merci), un’iniziativa sostenuta da Confartigianato Moda. Il sistema del doppio controllo impone agli esportatori cinesi l’obbligo di munirsi di una licenza specifica, rilasciata dalle autorità locali, poi controllabile in Europa. La misura si applicherà a otto categorie di tessili delle dieci sottoposte a restrizioni dopo l’introduzione del memorandum d’intesa UE-Cina adottato nel 2005 sulla scia delle preoccupazioni suscitate fra i produttori europei dall’afflusso massiccio di prodotti tessili orientali a basso costo. Le categorie poste sotto osservazione sono quelle definite da Bruxelles le ‘più delicate’: t-shirt, pullovers, reggiseno, lenzuola, pantaloni da uomo, vestiti da donna, camicette, filati di lino.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/doppi-controlli-per-limport-del-tessile-cinese/">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>&#8220;Percorsi Accoglienti&#8221;, le botteghe che raccontano l’Italia e fanno rete con il territorio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 14:35:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Ancos Aps]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi accoglienti]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo esperienziale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Ottobre 2026·TURISMO &#8220;Percorsi Accoglienti&#8221;, le botteghe che raccontano l’Italia e fanno rete con il territorio C’è un’Italia che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/doppi-controlli-per-limport-del-tessile-cinese/">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6730 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-europa-e-mercati-internazionali category-moda-2 tag-cina tag-import tag-prodotti-tessili" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</h1>
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<p>Dal 1° gennaio 2008 l’importazione in Italia di 8 categorie di prodotti tessili che provengono dalla Cina sarà sottoposta a un sistema di controlli bilaterali che saranno effettuati presso le dogane cinesi e quelle dei Paesi dell’Unione Europea. La notizia, comunicata dal titolare europeo al commercio Peter Mandelson , spazza via i timori delle imprese europee che guardavano con preoccupazione al 31 dicembre 2007, data che segna la fine del regime delle quote, che fino a oggi ha regolato l’import dalla Cina di una serie di prodotti tessili. Prevista anche una rete di sicurezza nel caso in cui emergessero gravi problemi nell’applicazione dei controlli. A quel punto potrebbe scattare una ‘clausola di salvaguardia’ in base alle regole dell’Organizzazione mondiale dei commerci (WTO). La proposta, avanzata da Italia, Francia e Spagna, è stata accolta favorevolmente dalla maggioranza dei Paesi presenti nel Comitato tessile dell’UE. Solo quattro i ‘no’ (Svezia, Danimarca, Paesi Bassi e Repubblica Ceca) all’istituzione del double check. Soddisfazione è stata espressa da Confartigianato Moda, che a più riprese aveva segnalato il pericolo determinato dalla mancata proroga dell’accordo, considerato l’ultima barriera contro il rischio di ‘colonizzazione’ di un mercato &#8211; come quello del tessile europeo &#8211; già fortemente penalizzato dalle triangolazioni commerciali e dalle importazioni illegali di merce a basso costo dall’estremo oriente. La Commissione della UE ha specificato che non si tratta di una misura protezionistica, per limitare i livelli di import, ma di uno strumento per monitorare l’ingresso delle merci, mentre il responsabile del commercio europeo Mandelson vede nell’accordo tra UE e Pechino un modo per assicurare ai produttori e importatori europei un ‘quadro chiaro’ degli sviluppi futuri. La soluzione piace anche al ministro per il Commercio internazionale Emma Bonino &#8211; “è la misura giusta per tutelare le imprese europee e i consumatori, favorendo un passaggio graduale verso il libero mercato” – che nel contempo ha rilanciato la battaglia per il Made In (l’indicazione obbligatoria in etichetta del paese di produzione delle merci), un’iniziativa sostenuta da Confartigianato Moda. Il sistema del doppio controllo impone agli esportatori cinesi l’obbligo di munirsi di una licenza specifica, rilasciata dalle autorità locali, poi controllabile in Europa. La misura si applicherà a otto categorie di tessili delle dieci sottoposte a restrizioni dopo l’introduzione del memorandum d’intesa UE-Cina adottato nel 2005 sulla scia delle preoccupazioni suscitate fra i produttori europei dall’afflusso massiccio di prodotti tessili orientali a basso costo. Le categorie poste sotto osservazione sono quelle definite da Bruxelles le ‘più delicate’: t-shirt, pullovers, reggiseno, lenzuola, pantaloni da uomo, vestiti da donna, camicette, filati di lino.</p>
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		<title>Confartigianato al TTG di Rimini: l’artigianato al centro del turismo esperienziale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 13:40:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ttg travel experience]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Ottobre 2026·TURISMO Confartigianato al TTG di Rimini: l’artigianato al centro del turismo esperienziale Mettere al centro le persone, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/doppi-controlli-per-limport-del-tessile-cinese/">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</h1>
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<p>Dal 1° gennaio 2008 l’importazione in Italia di 8 categorie di prodotti tessili che provengono dalla Cina sarà sottoposta a un sistema di controlli bilaterali che saranno effettuati presso le dogane cinesi e quelle dei Paesi dell’Unione Europea. La notizia, comunicata dal titolare europeo al commercio Peter Mandelson , spazza via i timori delle imprese europee che guardavano con preoccupazione al 31 dicembre 2007, data che segna la fine del regime delle quote, che fino a oggi ha regolato l’import dalla Cina di una serie di prodotti tessili. Prevista anche una rete di sicurezza nel caso in cui emergessero gravi problemi nell’applicazione dei controlli. A quel punto potrebbe scattare una ‘clausola di salvaguardia’ in base alle regole dell’Organizzazione mondiale dei commerci (WTO). La proposta, avanzata da Italia, Francia e Spagna, è stata accolta favorevolmente dalla maggioranza dei Paesi presenti nel Comitato tessile dell’UE. Solo quattro i ‘no’ (Svezia, Danimarca, Paesi Bassi e Repubblica Ceca) all’istituzione del double check. Soddisfazione è stata espressa da Confartigianato Moda, che a più riprese aveva segnalato il pericolo determinato dalla mancata proroga dell’accordo, considerato l’ultima barriera contro il rischio di ‘colonizzazione’ di un mercato &#8211; come quello del tessile europeo &#8211; già fortemente penalizzato dalle triangolazioni commerciali e dalle importazioni illegali di merce a basso costo dall’estremo oriente. La Commissione della UE ha specificato che non si tratta di una misura protezionistica, per limitare i livelli di import, ma di uno strumento per monitorare l’ingresso delle merci, mentre il responsabile del commercio europeo Mandelson vede nell’accordo tra UE e Pechino un modo per assicurare ai produttori e importatori europei un ‘quadro chiaro’ degli sviluppi futuri. La soluzione piace anche al ministro per il Commercio internazionale Emma Bonino &#8211; “è la misura giusta per tutelare le imprese europee e i consumatori, favorendo un passaggio graduale verso il libero mercato” – che nel contempo ha rilanciato la battaglia per il Made In (l’indicazione obbligatoria in etichetta del paese di produzione delle merci), un’iniziativa sostenuta da Confartigianato Moda. Il sistema del doppio controllo impone agli esportatori cinesi l’obbligo di munirsi di una licenza specifica, rilasciata dalle autorità locali, poi controllabile in Europa. La misura si applicherà a otto categorie di tessili delle dieci sottoposte a restrizioni dopo l’introduzione del memorandum d’intesa UE-Cina adottato nel 2005 sulla scia delle preoccupazioni suscitate fra i produttori europei dall’afflusso massiccio di prodotti tessili orientali a basso costo. Le categorie poste sotto osservazione sono quelle definite da Bruxelles le ‘più delicate’: t-shirt, pullovers, reggiseno, lenzuola, pantaloni da uomo, vestiti da donna, camicette, filati di lino.</p>
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		<title>Energia e sostenibilità: al via la Settimana di Confartigianato con eventi in tutta Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 06:09:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Ottobre 2026·SETTIMANA ENERGIA Energia e sostenibilità: al via la Settimana di Confartigianato con eventi in tutta Italia Oggi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/doppi-controlli-per-limport-del-tessile-cinese/">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Doppi controlli per l&#8217;import del tessile cinese</h1>
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<p>Dal 1° gennaio 2008 l’importazione in Italia di 8 categorie di prodotti tessili che provengono dalla Cina sarà sottoposta a un sistema di controlli bilaterali che saranno effettuati presso le dogane cinesi e quelle dei Paesi dell’Unione Europea. La notizia, comunicata dal titolare europeo al commercio Peter Mandelson , spazza via i timori delle imprese europee che guardavano con preoccupazione al 31 dicembre 2007, data che segna la fine del regime delle quote, che fino a oggi ha regolato l’import dalla Cina di una serie di prodotti tessili. Prevista anche una rete di sicurezza nel caso in cui emergessero gravi problemi nell’applicazione dei controlli. A quel punto potrebbe scattare una ‘clausola di salvaguardia’ in base alle regole dell’Organizzazione mondiale dei commerci (WTO). La proposta, avanzata da Italia, Francia e Spagna, è stata accolta favorevolmente dalla maggioranza dei Paesi presenti nel Comitato tessile dell’UE. Solo quattro i ‘no’ (Svezia, Danimarca, Paesi Bassi e Repubblica Ceca) all’istituzione del double check. Soddisfazione è stata espressa da Confartigianato Moda, che a più riprese aveva segnalato il pericolo determinato dalla mancata proroga dell’accordo, considerato l’ultima barriera contro il rischio di ‘colonizzazione’ di un mercato &#8211; come quello del tessile europeo &#8211; già fortemente penalizzato dalle triangolazioni commerciali e dalle importazioni illegali di merce a basso costo dall’estremo oriente. La Commissione della UE ha specificato che non si tratta di una misura protezionistica, per limitare i livelli di import, ma di uno strumento per monitorare l’ingresso delle merci, mentre il responsabile del commercio europeo Mandelson vede nell’accordo tra UE e Pechino un modo per assicurare ai produttori e importatori europei un ‘quadro chiaro’ degli sviluppi futuri. La soluzione piace anche al ministro per il Commercio internazionale Emma Bonino &#8211; “è la misura giusta per tutelare le imprese europee e i consumatori, favorendo un passaggio graduale verso il libero mercato” – che nel contempo ha rilanciato la battaglia per il Made In (l’indicazione obbligatoria in etichetta del paese di produzione delle merci), un’iniziativa sostenuta da Confartigianato Moda. Il sistema del doppio controllo impone agli esportatori cinesi l’obbligo di munirsi di una licenza specifica, rilasciata dalle autorità locali, poi controllabile in Europa. La misura si applicherà a otto categorie di tessili delle dieci sottoposte a restrizioni dopo l’introduzione del memorandum d’intesa UE-Cina adottato nel 2005 sulla scia delle preoccupazioni suscitate fra i produttori europei dall’afflusso massiccio di prodotti tessili orientali a basso costo. Le categorie poste sotto osservazione sono quelle definite da Bruxelles le ‘più delicate’: t-shirt, pullovers, reggiseno, lenzuola, pantaloni da uomo, vestiti da donna, camicette, filati di lino.</p>
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		<title>Doppi controlli per l&#039;import del tessile cinese - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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