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	<title>Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Confartigianato a NetZero Milan 2026: gli ostacoli all’elettrificazione delle piccole imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 13:21:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[netzero milan]]></category>
		<category><![CDATA[valentina bagozzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Ottobre 2026·ENERGIA Confartigianato a NetZero Milan 2026: gli ostacoli all’elettrificazione delle piccole imprese Lo scorso 20 ottobre, Confartigianato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/sistema-creditizio-e-piccole-imprese-un-rapporto-che-va-consolidato/">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7177 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2 tag-banche tag-confartigianato tag-credito tag-piccole-imprese" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</h1>
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<p>Lo scorso 18 ottobre, presso la sede dell’Università Cattolica di Milano, è stata presentata la ricerca “Relazione tra banche e piccole imprese”, realizzata dalla stessa Università in collaborazione con il Crif. Alla presentazione hanno partecipato Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato Imprese, il prof. De Angeli dell’Università Cattolica ed i rappresentanti di Confindustria, del Crif, dell’ABI e di Unicredit. Il risultato della ricerca non lascia dubbi: più della metà delle piccole imprese intervistate, esattamente il 52,09%, vorrebbe maggiori informazioni da parte delle banche sulla recente normativa indicata da Basilea II, il nuovo accordo internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche. Soprattutto per quanto riguarda il concetto di rating. Infatti, secondo quanto emerge dalla ricerca, il 50% delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese non ha ricevuto alcuna spiegazione sul rating, la valutazione sul rischio di credito determinato da fattori quantitativi, come il bilancio aziendale, fattori qualitativi, i prodotti e la concorrenza del mercato, e fattori comportamentali, come ad esempio il comportamento dell’imprenditore nei confronti del credito bancario. Di conseguenza, migliore sarà il rating e minore sarà la probabilità di insolvenza, con la banca che potrà quindi elargire un credito a condizioni più favorevoli. In definitiva, si può definire l’internal rating come un indice matematico-statistico che esprime la capacità dell’azienda di far fronte ai propri impegni nei tempi e nelle modalità stipulate con la banca. Diametralmente opposto è invece il giudizio delle piccole e medie imprese italiane sui risvolti dell’adozione di Basilea II. Infatti, se un’ampia porzione degli intervistati ritiene che cambierà poco o niente con la nuova normativa, un’altra fascia, soprattutto tra le imprese informate a tal riguardo, ritiene che qualcosa cambierà, e molto. Da qui l’esigenza manifestata da più imprese di cambiare i propri comportamenti nei confronti del sistema creditizio, distinguendosi in due categorie, “virtuose” e “adattive”. Se le prime tendono a riordinare se stesse (attraverso la capitalizzazione dell’impresa, la ristrutturazione del debito e la riorganizzazione dei sistemi produttivi, stringendo al tempo stesso rapporti con pochi e selezionati intermediari bancari), le seconde puntano a sfruttare al meglio la concorrenza del mercato bancario. Ma un dubbio emerge dalle PMI italiane, soprattutto per quanto riguarda il comportamento futuro del sistema creditizio nei loro confronti. Infatti, in molti ritengono che le banche, accogliendo le indicazioni di Basilea II, sarebbero indotte a ridurre il credito loro destinato, aumentandone al tempo stesso i tassi d’interesse. Soprattutto nei periodi di rallentamento economico generale o di un determinato settore imprenditoriale. Nonostante tale preoccupazione, le imprese intervistate hanno comunque apprezzato molti dei fattori scelti per la valutazione di rischio. Fra tutti, emergono dall’indagine il patrimonio d’impresa, la situazione economico-finanziaria ed il fatturato. Nel suo intervento, Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato, ha sottolineato, anche alla luce di quanto emerso dalla ricerca, come “la natura dialettica dei rapporti fra banche ed imprese, nonostante siano due sfere con interessi oggettivamente differenziati, non escludono comunque margini di miglioramento nei rispettivi ambiti”. Imprese artigiane e sistema creditizio hanno già incontrato due esempi di ottimo rapporto collaborativo. A riguardo Morandi ha aggiunto che “in tal senso possiamo portare ad esempio l’esperienza delle banche del territorio con natura giuridica di cooperative di Credito, come le banche popolari e le BCC, che negli ultimi tre decenni hanno svolto una funzione di oggettiva partnership con l’artigianato e la microimpresa. Oppure il primato rappresentato, in termini numerici e per volume di garanzie prestate, dai Confidi artigiani rispetto alle medesime strutture degli altri settori economici, come l’industria, il commercio e l’agricoltura. Attualmente, infatti, i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale”, ha aggiunto Morandi. Che ha sottolineato come “le autorità competenti dovranno saper valorizzare la capacità dei Confidi nel favorire l’accesso al credito bancario di qualità da parte delle imprese artigiane e delle piccole imprese”. “Confartigianato – ha poi concluso Morandi – continua il suo impegno nel rivendicare la crescente importanza dell’imprenditoria artigiana quale grande utilizzatrice dei servizi bancari con comportamenti eticamente corretti”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/sistema-creditizio-e-piccole-imprese-un-rapporto-che-va-consolidato/">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il 24 ottobre Linea Verde Start ad Ancona con i valori artigiani che costruiscono il futuro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 08:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[linea verde start]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 21 Ottobre 2026·MEDIA Il 24 ottobre Linea Verde Start ad Ancona con i valori artigiani che costruiscono il futuro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/sistema-creditizio-e-piccole-imprese-un-rapporto-che-va-consolidato/">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7177 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2 tag-banche tag-confartigianato tag-credito tag-piccole-imprese" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</h1>
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<p>Lo scorso 18 ottobre, presso la sede dell’Università Cattolica di Milano, è stata presentata la ricerca “Relazione tra banche e piccole imprese”, realizzata dalla stessa Università in collaborazione con il Crif. Alla presentazione hanno partecipato Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato Imprese, il prof. De Angeli dell’Università Cattolica ed i rappresentanti di Confindustria, del Crif, dell’ABI e di Unicredit. Il risultato della ricerca non lascia dubbi: più della metà delle piccole imprese intervistate, esattamente il 52,09%, vorrebbe maggiori informazioni da parte delle banche sulla recente normativa indicata da Basilea II, il nuovo accordo internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche. Soprattutto per quanto riguarda il concetto di rating. Infatti, secondo quanto emerge dalla ricerca, il 50% delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese non ha ricevuto alcuna spiegazione sul rating, la valutazione sul rischio di credito determinato da fattori quantitativi, come il bilancio aziendale, fattori qualitativi, i prodotti e la concorrenza del mercato, e fattori comportamentali, come ad esempio il comportamento dell’imprenditore nei confronti del credito bancario. Di conseguenza, migliore sarà il rating e minore sarà la probabilità di insolvenza, con la banca che potrà quindi elargire un credito a condizioni più favorevoli. In definitiva, si può definire l’internal rating come un indice matematico-statistico che esprime la capacità dell’azienda di far fronte ai propri impegni nei tempi e nelle modalità stipulate con la banca. Diametralmente opposto è invece il giudizio delle piccole e medie imprese italiane sui risvolti dell’adozione di Basilea II. Infatti, se un’ampia porzione degli intervistati ritiene che cambierà poco o niente con la nuova normativa, un’altra fascia, soprattutto tra le imprese informate a tal riguardo, ritiene che qualcosa cambierà, e molto. Da qui l’esigenza manifestata da più imprese di cambiare i propri comportamenti nei confronti del sistema creditizio, distinguendosi in due categorie, “virtuose” e “adattive”. Se le prime tendono a riordinare se stesse (attraverso la capitalizzazione dell’impresa, la ristrutturazione del debito e la riorganizzazione dei sistemi produttivi, stringendo al tempo stesso rapporti con pochi e selezionati intermediari bancari), le seconde puntano a sfruttare al meglio la concorrenza del mercato bancario. Ma un dubbio emerge dalle PMI italiane, soprattutto per quanto riguarda il comportamento futuro del sistema creditizio nei loro confronti. Infatti, in molti ritengono che le banche, accogliendo le indicazioni di Basilea II, sarebbero indotte a ridurre il credito loro destinato, aumentandone al tempo stesso i tassi d’interesse. Soprattutto nei periodi di rallentamento economico generale o di un determinato settore imprenditoriale. Nonostante tale preoccupazione, le imprese intervistate hanno comunque apprezzato molti dei fattori scelti per la valutazione di rischio. Fra tutti, emergono dall’indagine il patrimonio d’impresa, la situazione economico-finanziaria ed il fatturato. Nel suo intervento, Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato, ha sottolineato, anche alla luce di quanto emerso dalla ricerca, come “la natura dialettica dei rapporti fra banche ed imprese, nonostante siano due sfere con interessi oggettivamente differenziati, non escludono comunque margini di miglioramento nei rispettivi ambiti”. Imprese artigiane e sistema creditizio hanno già incontrato due esempi di ottimo rapporto collaborativo. A riguardo Morandi ha aggiunto che “in tal senso possiamo portare ad esempio l’esperienza delle banche del territorio con natura giuridica di cooperative di Credito, come le banche popolari e le BCC, che negli ultimi tre decenni hanno svolto una funzione di oggettiva partnership con l’artigianato e la microimpresa. Oppure il primato rappresentato, in termini numerici e per volume di garanzie prestate, dai Confidi artigiani rispetto alle medesime strutture degli altri settori economici, come l’industria, il commercio e l’agricoltura. Attualmente, infatti, i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale”, ha aggiunto Morandi. Che ha sottolineato come “le autorità competenti dovranno saper valorizzare la capacità dei Confidi nel favorire l’accesso al credito bancario di qualità da parte delle imprese artigiane e delle piccole imprese”. “Confartigianato – ha poi concluso Morandi – continua il suo impegno nel rivendicare la crescente importanza dell’imprenditoria artigiana quale grande utilizzatrice dei servizi bancari con comportamenti eticamente corretti”.</p>
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		<title>Spread del 23% del costo dell&#8217;energia elettrica per una piccola impresa manifatturiera italiana</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/spread-del-23-del-costo-dellenergia-elettrica-per-una-piccola-impresa-manifatturiera-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 07:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 21 Ottobre 2026·ENERGIA Spread del 23% del costo dell&#8217;energia elettrica per una piccola impresa manifatturiera italiana  Dal 19 al [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/sistema-creditizio-e-piccole-imprese-un-rapporto-che-va-consolidato/">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</h1>
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<p>Lo scorso 18 ottobre, presso la sede dell’Università Cattolica di Milano, è stata presentata la ricerca “Relazione tra banche e piccole imprese”, realizzata dalla stessa Università in collaborazione con il Crif. Alla presentazione hanno partecipato Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato Imprese, il prof. De Angeli dell’Università Cattolica ed i rappresentanti di Confindustria, del Crif, dell’ABI e di Unicredit. Il risultato della ricerca non lascia dubbi: più della metà delle piccole imprese intervistate, esattamente il 52,09%, vorrebbe maggiori informazioni da parte delle banche sulla recente normativa indicata da Basilea II, il nuovo accordo internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche. Soprattutto per quanto riguarda il concetto di rating. Infatti, secondo quanto emerge dalla ricerca, il 50% delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese non ha ricevuto alcuna spiegazione sul rating, la valutazione sul rischio di credito determinato da fattori quantitativi, come il bilancio aziendale, fattori qualitativi, i prodotti e la concorrenza del mercato, e fattori comportamentali, come ad esempio il comportamento dell’imprenditore nei confronti del credito bancario. Di conseguenza, migliore sarà il rating e minore sarà la probabilità di insolvenza, con la banca che potrà quindi elargire un credito a condizioni più favorevoli. In definitiva, si può definire l’internal rating come un indice matematico-statistico che esprime la capacità dell’azienda di far fronte ai propri impegni nei tempi e nelle modalità stipulate con la banca. Diametralmente opposto è invece il giudizio delle piccole e medie imprese italiane sui risvolti dell’adozione di Basilea II. Infatti, se un’ampia porzione degli intervistati ritiene che cambierà poco o niente con la nuova normativa, un’altra fascia, soprattutto tra le imprese informate a tal riguardo, ritiene che qualcosa cambierà, e molto. Da qui l’esigenza manifestata da più imprese di cambiare i propri comportamenti nei confronti del sistema creditizio, distinguendosi in due categorie, “virtuose” e “adattive”. Se le prime tendono a riordinare se stesse (attraverso la capitalizzazione dell’impresa, la ristrutturazione del debito e la riorganizzazione dei sistemi produttivi, stringendo al tempo stesso rapporti con pochi e selezionati intermediari bancari), le seconde puntano a sfruttare al meglio la concorrenza del mercato bancario. Ma un dubbio emerge dalle PMI italiane, soprattutto per quanto riguarda il comportamento futuro del sistema creditizio nei loro confronti. Infatti, in molti ritengono che le banche, accogliendo le indicazioni di Basilea II, sarebbero indotte a ridurre il credito loro destinato, aumentandone al tempo stesso i tassi d’interesse. Soprattutto nei periodi di rallentamento economico generale o di un determinato settore imprenditoriale. Nonostante tale preoccupazione, le imprese intervistate hanno comunque apprezzato molti dei fattori scelti per la valutazione di rischio. Fra tutti, emergono dall’indagine il patrimonio d’impresa, la situazione economico-finanziaria ed il fatturato. Nel suo intervento, Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato, ha sottolineato, anche alla luce di quanto emerso dalla ricerca, come “la natura dialettica dei rapporti fra banche ed imprese, nonostante siano due sfere con interessi oggettivamente differenziati, non escludono comunque margini di miglioramento nei rispettivi ambiti”. Imprese artigiane e sistema creditizio hanno già incontrato due esempi di ottimo rapporto collaborativo. A riguardo Morandi ha aggiunto che “in tal senso possiamo portare ad esempio l’esperienza delle banche del territorio con natura giuridica di cooperative di Credito, come le banche popolari e le BCC, che negli ultimi tre decenni hanno svolto una funzione di oggettiva partnership con l’artigianato e la microimpresa. Oppure il primato rappresentato, in termini numerici e per volume di garanzie prestate, dai Confidi artigiani rispetto alle medesime strutture degli altri settori economici, come l’industria, il commercio e l’agricoltura. Attualmente, infatti, i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale”, ha aggiunto Morandi. Che ha sottolineato come “le autorità competenti dovranno saper valorizzare la capacità dei Confidi nel favorire l’accesso al credito bancario di qualità da parte delle imprese artigiane e delle piccole imprese”. “Confartigianato – ha poi concluso Morandi – continua il suo impegno nel rivendicare la crescente importanza dell’imprenditoria artigiana quale grande utilizzatrice dei servizi bancari con comportamenti eticamente corretti”.</p>
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		<title>&#8220;Percorsi Accoglienti&#8221;, le botteghe che raccontano l’Italia e fanno rete con il territorio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 14:35:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Ancos Aps]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi accoglienti]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo esperienziale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Ottobre 2026·TURISMO &#8220;Percorsi Accoglienti&#8221;, le botteghe che raccontano l’Italia e fanno rete con il territorio C’è un’Italia che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/sistema-creditizio-e-piccole-imprese-un-rapporto-che-va-consolidato/">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Lo scorso 18 ottobre, presso la sede dell’Università Cattolica di Milano, è stata presentata la ricerca “Relazione tra banche e piccole imprese”, realizzata dalla stessa Università in collaborazione con il Crif. Alla presentazione hanno partecipato Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato Imprese, il prof. De Angeli dell’Università Cattolica ed i rappresentanti di Confindustria, del Crif, dell’ABI e di Unicredit. Il risultato della ricerca non lascia dubbi: più della metà delle piccole imprese intervistate, esattamente il 52,09%, vorrebbe maggiori informazioni da parte delle banche sulla recente normativa indicata da Basilea II, il nuovo accordo internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche. Soprattutto per quanto riguarda il concetto di rating. Infatti, secondo quanto emerge dalla ricerca, il 50% delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese non ha ricevuto alcuna spiegazione sul rating, la valutazione sul rischio di credito determinato da fattori quantitativi, come il bilancio aziendale, fattori qualitativi, i prodotti e la concorrenza del mercato, e fattori comportamentali, come ad esempio il comportamento dell’imprenditore nei confronti del credito bancario. Di conseguenza, migliore sarà il rating e minore sarà la probabilità di insolvenza, con la banca che potrà quindi elargire un credito a condizioni più favorevoli. In definitiva, si può definire l’internal rating come un indice matematico-statistico che esprime la capacità dell’azienda di far fronte ai propri impegni nei tempi e nelle modalità stipulate con la banca. Diametralmente opposto è invece il giudizio delle piccole e medie imprese italiane sui risvolti dell’adozione di Basilea II. Infatti, se un’ampia porzione degli intervistati ritiene che cambierà poco o niente con la nuova normativa, un’altra fascia, soprattutto tra le imprese informate a tal riguardo, ritiene che qualcosa cambierà, e molto. Da qui l’esigenza manifestata da più imprese di cambiare i propri comportamenti nei confronti del sistema creditizio, distinguendosi in due categorie, “virtuose” e “adattive”. Se le prime tendono a riordinare se stesse (attraverso la capitalizzazione dell’impresa, la ristrutturazione del debito e la riorganizzazione dei sistemi produttivi, stringendo al tempo stesso rapporti con pochi e selezionati intermediari bancari), le seconde puntano a sfruttare al meglio la concorrenza del mercato bancario. Ma un dubbio emerge dalle PMI italiane, soprattutto per quanto riguarda il comportamento futuro del sistema creditizio nei loro confronti. Infatti, in molti ritengono che le banche, accogliendo le indicazioni di Basilea II, sarebbero indotte a ridurre il credito loro destinato, aumentandone al tempo stesso i tassi d’interesse. Soprattutto nei periodi di rallentamento economico generale o di un determinato settore imprenditoriale. Nonostante tale preoccupazione, le imprese intervistate hanno comunque apprezzato molti dei fattori scelti per la valutazione di rischio. Fra tutti, emergono dall’indagine il patrimonio d’impresa, la situazione economico-finanziaria ed il fatturato. Nel suo intervento, Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato, ha sottolineato, anche alla luce di quanto emerso dalla ricerca, come “la natura dialettica dei rapporti fra banche ed imprese, nonostante siano due sfere con interessi oggettivamente differenziati, non escludono comunque margini di miglioramento nei rispettivi ambiti”. Imprese artigiane e sistema creditizio hanno già incontrato due esempi di ottimo rapporto collaborativo. A riguardo Morandi ha aggiunto che “in tal senso possiamo portare ad esempio l’esperienza delle banche del territorio con natura giuridica di cooperative di Credito, come le banche popolari e le BCC, che negli ultimi tre decenni hanno svolto una funzione di oggettiva partnership con l’artigianato e la microimpresa. Oppure il primato rappresentato, in termini numerici e per volume di garanzie prestate, dai Confidi artigiani rispetto alle medesime strutture degli altri settori economici, come l’industria, il commercio e l’agricoltura. Attualmente, infatti, i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale”, ha aggiunto Morandi. Che ha sottolineato come “le autorità competenti dovranno saper valorizzare la capacità dei Confidi nel favorire l’accesso al credito bancario di qualità da parte delle imprese artigiane e delle piccole imprese”. “Confartigianato – ha poi concluso Morandi – continua il suo impegno nel rivendicare la crescente importanza dell’imprenditoria artigiana quale grande utilizzatrice dei servizi bancari con comportamenti eticamente corretti”.</p>
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		<title>Confartigianato al TTG di Rimini: l’artigianato al centro del turismo esperienziale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 13:40:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[ttg travel experience]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Ottobre 2026·TURISMO Confartigianato al TTG di Rimini: l’artigianato al centro del turismo esperienziale Mettere al centro le persone, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/sistema-creditizio-e-piccole-imprese-un-rapporto-che-va-consolidato/">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</h1>
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<p>Lo scorso 18 ottobre, presso la sede dell’Università Cattolica di Milano, è stata presentata la ricerca “Relazione tra banche e piccole imprese”, realizzata dalla stessa Università in collaborazione con il Crif. Alla presentazione hanno partecipato Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato Imprese, il prof. De Angeli dell’Università Cattolica ed i rappresentanti di Confindustria, del Crif, dell’ABI e di Unicredit. Il risultato della ricerca non lascia dubbi: più della metà delle piccole imprese intervistate, esattamente il 52,09%, vorrebbe maggiori informazioni da parte delle banche sulla recente normativa indicata da Basilea II, il nuovo accordo internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche. Soprattutto per quanto riguarda il concetto di rating. Infatti, secondo quanto emerge dalla ricerca, il 50% delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese non ha ricevuto alcuna spiegazione sul rating, la valutazione sul rischio di credito determinato da fattori quantitativi, come il bilancio aziendale, fattori qualitativi, i prodotti e la concorrenza del mercato, e fattori comportamentali, come ad esempio il comportamento dell’imprenditore nei confronti del credito bancario. Di conseguenza, migliore sarà il rating e minore sarà la probabilità di insolvenza, con la banca che potrà quindi elargire un credito a condizioni più favorevoli. In definitiva, si può definire l’internal rating come un indice matematico-statistico che esprime la capacità dell’azienda di far fronte ai propri impegni nei tempi e nelle modalità stipulate con la banca. Diametralmente opposto è invece il giudizio delle piccole e medie imprese italiane sui risvolti dell’adozione di Basilea II. Infatti, se un’ampia porzione degli intervistati ritiene che cambierà poco o niente con la nuova normativa, un’altra fascia, soprattutto tra le imprese informate a tal riguardo, ritiene che qualcosa cambierà, e molto. Da qui l’esigenza manifestata da più imprese di cambiare i propri comportamenti nei confronti del sistema creditizio, distinguendosi in due categorie, “virtuose” e “adattive”. Se le prime tendono a riordinare se stesse (attraverso la capitalizzazione dell’impresa, la ristrutturazione del debito e la riorganizzazione dei sistemi produttivi, stringendo al tempo stesso rapporti con pochi e selezionati intermediari bancari), le seconde puntano a sfruttare al meglio la concorrenza del mercato bancario. Ma un dubbio emerge dalle PMI italiane, soprattutto per quanto riguarda il comportamento futuro del sistema creditizio nei loro confronti. Infatti, in molti ritengono che le banche, accogliendo le indicazioni di Basilea II, sarebbero indotte a ridurre il credito loro destinato, aumentandone al tempo stesso i tassi d’interesse. Soprattutto nei periodi di rallentamento economico generale o di un determinato settore imprenditoriale. Nonostante tale preoccupazione, le imprese intervistate hanno comunque apprezzato molti dei fattori scelti per la valutazione di rischio. Fra tutti, emergono dall’indagine il patrimonio d’impresa, la situazione economico-finanziaria ed il fatturato. Nel suo intervento, Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato, ha sottolineato, anche alla luce di quanto emerso dalla ricerca, come “la natura dialettica dei rapporti fra banche ed imprese, nonostante siano due sfere con interessi oggettivamente differenziati, non escludono comunque margini di miglioramento nei rispettivi ambiti”. Imprese artigiane e sistema creditizio hanno già incontrato due esempi di ottimo rapporto collaborativo. A riguardo Morandi ha aggiunto che “in tal senso possiamo portare ad esempio l’esperienza delle banche del territorio con natura giuridica di cooperative di Credito, come le banche popolari e le BCC, che negli ultimi tre decenni hanno svolto una funzione di oggettiva partnership con l’artigianato e la microimpresa. Oppure il primato rappresentato, in termini numerici e per volume di garanzie prestate, dai Confidi artigiani rispetto alle medesime strutture degli altri settori economici, come l’industria, il commercio e l’agricoltura. Attualmente, infatti, i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale”, ha aggiunto Morandi. Che ha sottolineato come “le autorità competenti dovranno saper valorizzare la capacità dei Confidi nel favorire l’accesso al credito bancario di qualità da parte delle imprese artigiane e delle piccole imprese”. “Confartigianato – ha poi concluso Morandi – continua il suo impegno nel rivendicare la crescente importanza dell’imprenditoria artigiana quale grande utilizzatrice dei servizi bancari con comportamenti eticamente corretti”.</p>
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		<title>Energia e sostenibilità: al via la Settimana di Confartigianato con eventi in tutta Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 06:09:48 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Ottobre 2026·SETTIMANA ENERGIA Energia e sostenibilità: al via la Settimana di Confartigianato con eventi in tutta Italia Oggi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/sistema-creditizio-e-piccole-imprese-un-rapporto-che-va-consolidato/">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</h1>
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<p>Lo scorso 18 ottobre, presso la sede dell’Università Cattolica di Milano, è stata presentata la ricerca “Relazione tra banche e piccole imprese”, realizzata dalla stessa Università in collaborazione con il Crif. Alla presentazione hanno partecipato Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato Imprese, il prof. De Angeli dell’Università Cattolica ed i rappresentanti di Confindustria, del Crif, dell’ABI e di Unicredit. Il risultato della ricerca non lascia dubbi: più della metà delle piccole imprese intervistate, esattamente il 52,09%, vorrebbe maggiori informazioni da parte delle banche sulla recente normativa indicata da Basilea II, il nuovo accordo internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche. Soprattutto per quanto riguarda il concetto di rating. Infatti, secondo quanto emerge dalla ricerca, il 50% delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese non ha ricevuto alcuna spiegazione sul rating, la valutazione sul rischio di credito determinato da fattori quantitativi, come il bilancio aziendale, fattori qualitativi, i prodotti e la concorrenza del mercato, e fattori comportamentali, come ad esempio il comportamento dell’imprenditore nei confronti del credito bancario. Di conseguenza, migliore sarà il rating e minore sarà la probabilità di insolvenza, con la banca che potrà quindi elargire un credito a condizioni più favorevoli. In definitiva, si può definire l’internal rating come un indice matematico-statistico che esprime la capacità dell’azienda di far fronte ai propri impegni nei tempi e nelle modalità stipulate con la banca. Diametralmente opposto è invece il giudizio delle piccole e medie imprese italiane sui risvolti dell’adozione di Basilea II. Infatti, se un’ampia porzione degli intervistati ritiene che cambierà poco o niente con la nuova normativa, un’altra fascia, soprattutto tra le imprese informate a tal riguardo, ritiene che qualcosa cambierà, e molto. Da qui l’esigenza manifestata da più imprese di cambiare i propri comportamenti nei confronti del sistema creditizio, distinguendosi in due categorie, “virtuose” e “adattive”. Se le prime tendono a riordinare se stesse (attraverso la capitalizzazione dell’impresa, la ristrutturazione del debito e la riorganizzazione dei sistemi produttivi, stringendo al tempo stesso rapporti con pochi e selezionati intermediari bancari), le seconde puntano a sfruttare al meglio la concorrenza del mercato bancario. Ma un dubbio emerge dalle PMI italiane, soprattutto per quanto riguarda il comportamento futuro del sistema creditizio nei loro confronti. Infatti, in molti ritengono che le banche, accogliendo le indicazioni di Basilea II, sarebbero indotte a ridurre il credito loro destinato, aumentandone al tempo stesso i tassi d’interesse. Soprattutto nei periodi di rallentamento economico generale o di un determinato settore imprenditoriale. Nonostante tale preoccupazione, le imprese intervistate hanno comunque apprezzato molti dei fattori scelti per la valutazione di rischio. Fra tutti, emergono dall’indagine il patrimonio d’impresa, la situazione economico-finanziaria ed il fatturato. Nel suo intervento, Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato, ha sottolineato, anche alla luce di quanto emerso dalla ricerca, come “la natura dialettica dei rapporti fra banche ed imprese, nonostante siano due sfere con interessi oggettivamente differenziati, non escludono comunque margini di miglioramento nei rispettivi ambiti”. Imprese artigiane e sistema creditizio hanno già incontrato due esempi di ottimo rapporto collaborativo. A riguardo Morandi ha aggiunto che “in tal senso possiamo portare ad esempio l’esperienza delle banche del territorio con natura giuridica di cooperative di Credito, come le banche popolari e le BCC, che negli ultimi tre decenni hanno svolto una funzione di oggettiva partnership con l’artigianato e la microimpresa. Oppure il primato rappresentato, in termini numerici e per volume di garanzie prestate, dai Confidi artigiani rispetto alle medesime strutture degli altri settori economici, come l’industria, il commercio e l’agricoltura. Attualmente, infatti, i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale”, ha aggiunto Morandi. Che ha sottolineato come “le autorità competenti dovranno saper valorizzare la capacità dei Confidi nel favorire l’accesso al credito bancario di qualità da parte delle imprese artigiane e delle piccole imprese”. “Confartigianato – ha poi concluso Morandi – continua il suo impegno nel rivendicare la crescente importanza dell’imprenditoria artigiana quale grande utilizzatrice dei servizi bancari con comportamenti eticamente corretti”.</p>
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		<title>Innovazione in crescita, soprattutto nelle piccole imprese. Il report dell’Istat</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 08:39:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione tecnologica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Ottobre 2026·INNOVAZIONE Innovazione in crescita, soprattutto nelle piccole imprese. Il report dell’Istat Secondo l’Istat, nel recente report “L’innovazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/sistema-creditizio-e-piccole-imprese-un-rapporto-che-va-consolidato/">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7177 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2 tag-banche tag-confartigianato tag-credito tag-piccole-imprese" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</h1>
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<p>Lo scorso 18 ottobre, presso la sede dell’Università Cattolica di Milano, è stata presentata la ricerca “Relazione tra banche e piccole imprese”, realizzata dalla stessa Università in collaborazione con il Crif. Alla presentazione hanno partecipato Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato Imprese, il prof. De Angeli dell’Università Cattolica ed i rappresentanti di Confindustria, del Crif, dell’ABI e di Unicredit. Il risultato della ricerca non lascia dubbi: più della metà delle piccole imprese intervistate, esattamente il 52,09%, vorrebbe maggiori informazioni da parte delle banche sulla recente normativa indicata da Basilea II, il nuovo accordo internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche. Soprattutto per quanto riguarda il concetto di rating. Infatti, secondo quanto emerge dalla ricerca, il 50% delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese non ha ricevuto alcuna spiegazione sul rating, la valutazione sul rischio di credito determinato da fattori quantitativi, come il bilancio aziendale, fattori qualitativi, i prodotti e la concorrenza del mercato, e fattori comportamentali, come ad esempio il comportamento dell’imprenditore nei confronti del credito bancario. Di conseguenza, migliore sarà il rating e minore sarà la probabilità di insolvenza, con la banca che potrà quindi elargire un credito a condizioni più favorevoli. In definitiva, si può definire l’internal rating come un indice matematico-statistico che esprime la capacità dell’azienda di far fronte ai propri impegni nei tempi e nelle modalità stipulate con la banca. Diametralmente opposto è invece il giudizio delle piccole e medie imprese italiane sui risvolti dell’adozione di Basilea II. Infatti, se un’ampia porzione degli intervistati ritiene che cambierà poco o niente con la nuova normativa, un’altra fascia, soprattutto tra le imprese informate a tal riguardo, ritiene che qualcosa cambierà, e molto. Da qui l’esigenza manifestata da più imprese di cambiare i propri comportamenti nei confronti del sistema creditizio, distinguendosi in due categorie, “virtuose” e “adattive”. Se le prime tendono a riordinare se stesse (attraverso la capitalizzazione dell’impresa, la ristrutturazione del debito e la riorganizzazione dei sistemi produttivi, stringendo al tempo stesso rapporti con pochi e selezionati intermediari bancari), le seconde puntano a sfruttare al meglio la concorrenza del mercato bancario. Ma un dubbio emerge dalle PMI italiane, soprattutto per quanto riguarda il comportamento futuro del sistema creditizio nei loro confronti. Infatti, in molti ritengono che le banche, accogliendo le indicazioni di Basilea II, sarebbero indotte a ridurre il credito loro destinato, aumentandone al tempo stesso i tassi d’interesse. Soprattutto nei periodi di rallentamento economico generale o di un determinato settore imprenditoriale. Nonostante tale preoccupazione, le imprese intervistate hanno comunque apprezzato molti dei fattori scelti per la valutazione di rischio. Fra tutti, emergono dall’indagine il patrimonio d’impresa, la situazione economico-finanziaria ed il fatturato. Nel suo intervento, Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato, ha sottolineato, anche alla luce di quanto emerso dalla ricerca, come “la natura dialettica dei rapporti fra banche ed imprese, nonostante siano due sfere con interessi oggettivamente differenziati, non escludono comunque margini di miglioramento nei rispettivi ambiti”. Imprese artigiane e sistema creditizio hanno già incontrato due esempi di ottimo rapporto collaborativo. A riguardo Morandi ha aggiunto che “in tal senso possiamo portare ad esempio l’esperienza delle banche del territorio con natura giuridica di cooperative di Credito, come le banche popolari e le BCC, che negli ultimi tre decenni hanno svolto una funzione di oggettiva partnership con l’artigianato e la microimpresa. Oppure il primato rappresentato, in termini numerici e per volume di garanzie prestate, dai Confidi artigiani rispetto alle medesime strutture degli altri settori economici, come l’industria, il commercio e l’agricoltura. Attualmente, infatti, i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale”, ha aggiunto Morandi. Che ha sottolineato come “le autorità competenti dovranno saper valorizzare la capacità dei Confidi nel favorire l’accesso al credito bancario di qualità da parte delle imprese artigiane e delle piccole imprese”. “Confartigianato – ha poi concluso Morandi – continua il suo impegno nel rivendicare la crescente importanza dell’imprenditoria artigiana quale grande utilizzatrice dei servizi bancari con comportamenti eticamente corretti”.</p>
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		<item>
		<title>La giornalista Maria Latella a Confartigianato: «Riprendiamoci l’orgoglio del Made in Italy»</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/la-giornalista-maria-latella-a-confartigianato-riprendiamoci-lorgoglio-del-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 15:21:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Mellone]]></category>
		<category><![CDATA[maria latella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Ottobre 2026·EVENTI La giornalista Maria Latella a Confartigianato: «Riprendiamoci l’orgoglio del Made in Italy» Valorizzare il saper fare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/sistema-creditizio-e-piccole-imprese-un-rapporto-che-va-consolidato/">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7177 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2 tag-banche tag-confartigianato tag-credito tag-piccole-imprese" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</h1>
</div>
</div>
<p>Lo scorso 18 ottobre, presso la sede dell’Università Cattolica di Milano, è stata presentata la ricerca “Relazione tra banche e piccole imprese”, realizzata dalla stessa Università in collaborazione con il Crif. Alla presentazione hanno partecipato Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato Imprese, il prof. De Angeli dell’Università Cattolica ed i rappresentanti di Confindustria, del Crif, dell’ABI e di Unicredit. Il risultato della ricerca non lascia dubbi: più della metà delle piccole imprese intervistate, esattamente il 52,09%, vorrebbe maggiori informazioni da parte delle banche sulla recente normativa indicata da Basilea II, il nuovo accordo internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche. Soprattutto per quanto riguarda il concetto di rating. Infatti, secondo quanto emerge dalla ricerca, il 50% delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese non ha ricevuto alcuna spiegazione sul rating, la valutazione sul rischio di credito determinato da fattori quantitativi, come il bilancio aziendale, fattori qualitativi, i prodotti e la concorrenza del mercato, e fattori comportamentali, come ad esempio il comportamento dell’imprenditore nei confronti del credito bancario. Di conseguenza, migliore sarà il rating e minore sarà la probabilità di insolvenza, con la banca che potrà quindi elargire un credito a condizioni più favorevoli. In definitiva, si può definire l’internal rating come un indice matematico-statistico che esprime la capacità dell’azienda di far fronte ai propri impegni nei tempi e nelle modalità stipulate con la banca. Diametralmente opposto è invece il giudizio delle piccole e medie imprese italiane sui risvolti dell’adozione di Basilea II. Infatti, se un’ampia porzione degli intervistati ritiene che cambierà poco o niente con la nuova normativa, un’altra fascia, soprattutto tra le imprese informate a tal riguardo, ritiene che qualcosa cambierà, e molto. Da qui l’esigenza manifestata da più imprese di cambiare i propri comportamenti nei confronti del sistema creditizio, distinguendosi in due categorie, “virtuose” e “adattive”. Se le prime tendono a riordinare se stesse (attraverso la capitalizzazione dell’impresa, la ristrutturazione del debito e la riorganizzazione dei sistemi produttivi, stringendo al tempo stesso rapporti con pochi e selezionati intermediari bancari), le seconde puntano a sfruttare al meglio la concorrenza del mercato bancario. Ma un dubbio emerge dalle PMI italiane, soprattutto per quanto riguarda il comportamento futuro del sistema creditizio nei loro confronti. Infatti, in molti ritengono che le banche, accogliendo le indicazioni di Basilea II, sarebbero indotte a ridurre il credito loro destinato, aumentandone al tempo stesso i tassi d’interesse. Soprattutto nei periodi di rallentamento economico generale o di un determinato settore imprenditoriale. Nonostante tale preoccupazione, le imprese intervistate hanno comunque apprezzato molti dei fattori scelti per la valutazione di rischio. Fra tutti, emergono dall’indagine il patrimonio d’impresa, la situazione economico-finanziaria ed il fatturato. Nel suo intervento, Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato, ha sottolineato, anche alla luce di quanto emerso dalla ricerca, come “la natura dialettica dei rapporti fra banche ed imprese, nonostante siano due sfere con interessi oggettivamente differenziati, non escludono comunque margini di miglioramento nei rispettivi ambiti”. Imprese artigiane e sistema creditizio hanno già incontrato due esempi di ottimo rapporto collaborativo. A riguardo Morandi ha aggiunto che “in tal senso possiamo portare ad esempio l’esperienza delle banche del territorio con natura giuridica di cooperative di Credito, come le banche popolari e le BCC, che negli ultimi tre decenni hanno svolto una funzione di oggettiva partnership con l’artigianato e la microimpresa. Oppure il primato rappresentato, in termini numerici e per volume di garanzie prestate, dai Confidi artigiani rispetto alle medesime strutture degli altri settori economici, come l’industria, il commercio e l’agricoltura. Attualmente, infatti, i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale”, ha aggiunto Morandi. Che ha sottolineato come “le autorità competenti dovranno saper valorizzare la capacità dei Confidi nel favorire l’accesso al credito bancario di qualità da parte delle imprese artigiane e delle piccole imprese”. “Confartigianato – ha poi concluso Morandi – continua il suo impegno nel rivendicare la crescente importanza dell’imprenditoria artigiana quale grande utilizzatrice dei servizi bancari con comportamenti eticamente corretti”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/sistema-creditizio-e-piccole-imprese-un-rapporto-che-va-consolidato/">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>A Milano, scuola e impresa affollano il teatro Strehler per &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/a-milano-scuola-e-impresa-affollano-il-teatro-strehler-per-seize-the-change-futuri-sostenibili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 13:28:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 13 Ottobre 2026·SETTIMANA ENERGIA A Milano, scuola e impresa affollano il teatro Strehler per &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/sistema-creditizio-e-piccole-imprese-un-rapporto-che-va-consolidato/">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7177 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2 tag-banche tag-confartigianato tag-credito tag-piccole-imprese" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</h1>
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<p>Lo scorso 18 ottobre, presso la sede dell’Università Cattolica di Milano, è stata presentata la ricerca “Relazione tra banche e piccole imprese”, realizzata dalla stessa Università in collaborazione con il Crif. Alla presentazione hanno partecipato Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato Imprese, il prof. De Angeli dell’Università Cattolica ed i rappresentanti di Confindustria, del Crif, dell’ABI e di Unicredit. Il risultato della ricerca non lascia dubbi: più della metà delle piccole imprese intervistate, esattamente il 52,09%, vorrebbe maggiori informazioni da parte delle banche sulla recente normativa indicata da Basilea II, il nuovo accordo internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche. Soprattutto per quanto riguarda il concetto di rating. Infatti, secondo quanto emerge dalla ricerca, il 50% delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese non ha ricevuto alcuna spiegazione sul rating, la valutazione sul rischio di credito determinato da fattori quantitativi, come il bilancio aziendale, fattori qualitativi, i prodotti e la concorrenza del mercato, e fattori comportamentali, come ad esempio il comportamento dell’imprenditore nei confronti del credito bancario. Di conseguenza, migliore sarà il rating e minore sarà la probabilità di insolvenza, con la banca che potrà quindi elargire un credito a condizioni più favorevoli. In definitiva, si può definire l’internal rating come un indice matematico-statistico che esprime la capacità dell’azienda di far fronte ai propri impegni nei tempi e nelle modalità stipulate con la banca. Diametralmente opposto è invece il giudizio delle piccole e medie imprese italiane sui risvolti dell’adozione di Basilea II. Infatti, se un’ampia porzione degli intervistati ritiene che cambierà poco o niente con la nuova normativa, un’altra fascia, soprattutto tra le imprese informate a tal riguardo, ritiene che qualcosa cambierà, e molto. Da qui l’esigenza manifestata da più imprese di cambiare i propri comportamenti nei confronti del sistema creditizio, distinguendosi in due categorie, “virtuose” e “adattive”. Se le prime tendono a riordinare se stesse (attraverso la capitalizzazione dell’impresa, la ristrutturazione del debito e la riorganizzazione dei sistemi produttivi, stringendo al tempo stesso rapporti con pochi e selezionati intermediari bancari), le seconde puntano a sfruttare al meglio la concorrenza del mercato bancario. Ma un dubbio emerge dalle PMI italiane, soprattutto per quanto riguarda il comportamento futuro del sistema creditizio nei loro confronti. Infatti, in molti ritengono che le banche, accogliendo le indicazioni di Basilea II, sarebbero indotte a ridurre il credito loro destinato, aumentandone al tempo stesso i tassi d’interesse. Soprattutto nei periodi di rallentamento economico generale o di un determinato settore imprenditoriale. Nonostante tale preoccupazione, le imprese intervistate hanno comunque apprezzato molti dei fattori scelti per la valutazione di rischio. Fra tutti, emergono dall’indagine il patrimonio d’impresa, la situazione economico-finanziaria ed il fatturato. Nel suo intervento, Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato, ha sottolineato, anche alla luce di quanto emerso dalla ricerca, come “la natura dialettica dei rapporti fra banche ed imprese, nonostante siano due sfere con interessi oggettivamente differenziati, non escludono comunque margini di miglioramento nei rispettivi ambiti”. Imprese artigiane e sistema creditizio hanno già incontrato due esempi di ottimo rapporto collaborativo. A riguardo Morandi ha aggiunto che “in tal senso possiamo portare ad esempio l’esperienza delle banche del territorio con natura giuridica di cooperative di Credito, come le banche popolari e le BCC, che negli ultimi tre decenni hanno svolto una funzione di oggettiva partnership con l’artigianato e la microimpresa. Oppure il primato rappresentato, in termini numerici e per volume di garanzie prestate, dai Confidi artigiani rispetto alle medesime strutture degli altri settori economici, come l’industria, il commercio e l’agricoltura. Attualmente, infatti, i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale”, ha aggiunto Morandi. Che ha sottolineato come “le autorità competenti dovranno saper valorizzare la capacità dei Confidi nel favorire l’accesso al credito bancario di qualità da parte delle imprese artigiane e delle piccole imprese”. “Confartigianato – ha poi concluso Morandi – continua il suo impegno nel rivendicare la crescente importanza dell’imprenditoria artigiana quale grande utilizzatrice dei servizi bancari con comportamenti eticamente corretti”.</p>
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		<title>Green skill, introvabili 1,6 milioni di lavoratori. Il report di Confartigianato all’evento ‘Seize the Change’</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/green-skill-introvabili-16-milioni-di-lavoratori-il-report-di-confartigianato-allevento-seize-the-change/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 15:12:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[SETTIMANA ENERGIA E SOSTENIBILITA' 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 12 Ottobre 2026·SETTIMANA ENERGIA Green skill, introvabili 1,6 milioni di lavoratori. Il report di Confartigianato all’evento ‘Seize the [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/sistema-creditizio-e-piccole-imprese-un-rapporto-che-va-consolidato/">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</h1>
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<p>Lo scorso 18 ottobre, presso la sede dell’Università Cattolica di Milano, è stata presentata la ricerca “Relazione tra banche e piccole imprese”, realizzata dalla stessa Università in collaborazione con il Crif. Alla presentazione hanno partecipato Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato Imprese, il prof. De Angeli dell’Università Cattolica ed i rappresentanti di Confindustria, del Crif, dell’ABI e di Unicredit. Il risultato della ricerca non lascia dubbi: più della metà delle piccole imprese intervistate, esattamente il 52,09%, vorrebbe maggiori informazioni da parte delle banche sulla recente normativa indicata da Basilea II, il nuovo accordo internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche. Soprattutto per quanto riguarda il concetto di rating. Infatti, secondo quanto emerge dalla ricerca, il 50% delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese non ha ricevuto alcuna spiegazione sul rating, la valutazione sul rischio di credito determinato da fattori quantitativi, come il bilancio aziendale, fattori qualitativi, i prodotti e la concorrenza del mercato, e fattori comportamentali, come ad esempio il comportamento dell’imprenditore nei confronti del credito bancario. Di conseguenza, migliore sarà il rating e minore sarà la probabilità di insolvenza, con la banca che potrà quindi elargire un credito a condizioni più favorevoli. In definitiva, si può definire l’internal rating come un indice matematico-statistico che esprime la capacità dell’azienda di far fronte ai propri impegni nei tempi e nelle modalità stipulate con la banca. Diametralmente opposto è invece il giudizio delle piccole e medie imprese italiane sui risvolti dell’adozione di Basilea II. Infatti, se un’ampia porzione degli intervistati ritiene che cambierà poco o niente con la nuova normativa, un’altra fascia, soprattutto tra le imprese informate a tal riguardo, ritiene che qualcosa cambierà, e molto. Da qui l’esigenza manifestata da più imprese di cambiare i propri comportamenti nei confronti del sistema creditizio, distinguendosi in due categorie, “virtuose” e “adattive”. Se le prime tendono a riordinare se stesse (attraverso la capitalizzazione dell’impresa, la ristrutturazione del debito e la riorganizzazione dei sistemi produttivi, stringendo al tempo stesso rapporti con pochi e selezionati intermediari bancari), le seconde puntano a sfruttare al meglio la concorrenza del mercato bancario. Ma un dubbio emerge dalle PMI italiane, soprattutto per quanto riguarda il comportamento futuro del sistema creditizio nei loro confronti. Infatti, in molti ritengono che le banche, accogliendo le indicazioni di Basilea II, sarebbero indotte a ridurre il credito loro destinato, aumentandone al tempo stesso i tassi d’interesse. Soprattutto nei periodi di rallentamento economico generale o di un determinato settore imprenditoriale. Nonostante tale preoccupazione, le imprese intervistate hanno comunque apprezzato molti dei fattori scelti per la valutazione di rischio. Fra tutti, emergono dall’indagine il patrimonio d’impresa, la situazione economico-finanziaria ed il fatturato. Nel suo intervento, Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato, ha sottolineato, anche alla luce di quanto emerso dalla ricerca, come “la natura dialettica dei rapporti fra banche ed imprese, nonostante siano due sfere con interessi oggettivamente differenziati, non escludono comunque margini di miglioramento nei rispettivi ambiti”. Imprese artigiane e sistema creditizio hanno già incontrato due esempi di ottimo rapporto collaborativo. A riguardo Morandi ha aggiunto che “in tal senso possiamo portare ad esempio l’esperienza delle banche del territorio con natura giuridica di cooperative di Credito, come le banche popolari e le BCC, che negli ultimi tre decenni hanno svolto una funzione di oggettiva partnership con l’artigianato e la microimpresa. Oppure il primato rappresentato, in termini numerici e per volume di garanzie prestate, dai Confidi artigiani rispetto alle medesime strutture degli altri settori economici, come l’industria, il commercio e l’agricoltura. Attualmente, infatti, i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale”, ha aggiunto Morandi. Che ha sottolineato come “le autorità competenti dovranno saper valorizzare la capacità dei Confidi nel favorire l’accesso al credito bancario di qualità da parte delle imprese artigiane e delle piccole imprese”. “Confartigianato – ha poi concluso Morandi – continua il suo impegno nel rivendicare la crescente importanza dell’imprenditoria artigiana quale grande utilizzatrice dei servizi bancari con comportamenti eticamente corretti”.</p>
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		<title>&#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la Sostenibilità 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/seize-the-change-futuri-sostenibili-e-levento-di-apertura-della-settimana-per-lenergia-e-la-sostenibilita-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 11:58:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Ottobre 2026·SETTIMANA ENERGIA &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la [&#8230;]</p>
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<p>Lo scorso 18 ottobre, presso la sede dell’Università Cattolica di Milano, è stata presentata la ricerca “Relazione tra banche e piccole imprese”, realizzata dalla stessa Università in collaborazione con il Crif. Alla presentazione hanno partecipato Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato Imprese, il prof. De Angeli dell’Università Cattolica ed i rappresentanti di Confindustria, del Crif, dell’ABI e di Unicredit. Il risultato della ricerca non lascia dubbi: più della metà delle piccole imprese intervistate, esattamente il 52,09%, vorrebbe maggiori informazioni da parte delle banche sulla recente normativa indicata da Basilea II, il nuovo accordo internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche. Soprattutto per quanto riguarda il concetto di rating. Infatti, secondo quanto emerge dalla ricerca, il 50% delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese non ha ricevuto alcuna spiegazione sul rating, la valutazione sul rischio di credito determinato da fattori quantitativi, come il bilancio aziendale, fattori qualitativi, i prodotti e la concorrenza del mercato, e fattori comportamentali, come ad esempio il comportamento dell’imprenditore nei confronti del credito bancario. Di conseguenza, migliore sarà il rating e minore sarà la probabilità di insolvenza, con la banca che potrà quindi elargire un credito a condizioni più favorevoli. In definitiva, si può definire l’internal rating come un indice matematico-statistico che esprime la capacità dell’azienda di far fronte ai propri impegni nei tempi e nelle modalità stipulate con la banca. Diametralmente opposto è invece il giudizio delle piccole e medie imprese italiane sui risvolti dell’adozione di Basilea II. Infatti, se un’ampia porzione degli intervistati ritiene che cambierà poco o niente con la nuova normativa, un’altra fascia, soprattutto tra le imprese informate a tal riguardo, ritiene che qualcosa cambierà, e molto. Da qui l’esigenza manifestata da più imprese di cambiare i propri comportamenti nei confronti del sistema creditizio, distinguendosi in due categorie, “virtuose” e “adattive”. Se le prime tendono a riordinare se stesse (attraverso la capitalizzazione dell’impresa, la ristrutturazione del debito e la riorganizzazione dei sistemi produttivi, stringendo al tempo stesso rapporti con pochi e selezionati intermediari bancari), le seconde puntano a sfruttare al meglio la concorrenza del mercato bancario. Ma un dubbio emerge dalle PMI italiane, soprattutto per quanto riguarda il comportamento futuro del sistema creditizio nei loro confronti. Infatti, in molti ritengono che le banche, accogliendo le indicazioni di Basilea II, sarebbero indotte a ridurre il credito loro destinato, aumentandone al tempo stesso i tassi d’interesse. Soprattutto nei periodi di rallentamento economico generale o di un determinato settore imprenditoriale. Nonostante tale preoccupazione, le imprese intervistate hanno comunque apprezzato molti dei fattori scelti per la valutazione di rischio. Fra tutti, emergono dall’indagine il patrimonio d’impresa, la situazione economico-finanziaria ed il fatturato. Nel suo intervento, Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato, ha sottolineato, anche alla luce di quanto emerso dalla ricerca, come “la natura dialettica dei rapporti fra banche ed imprese, nonostante siano due sfere con interessi oggettivamente differenziati, non escludono comunque margini di miglioramento nei rispettivi ambiti”. Imprese artigiane e sistema creditizio hanno già incontrato due esempi di ottimo rapporto collaborativo. A riguardo Morandi ha aggiunto che “in tal senso possiamo portare ad esempio l’esperienza delle banche del territorio con natura giuridica di cooperative di Credito, come le banche popolari e le BCC, che negli ultimi tre decenni hanno svolto una funzione di oggettiva partnership con l’artigianato e la microimpresa. Oppure il primato rappresentato, in termini numerici e per volume di garanzie prestate, dai Confidi artigiani rispetto alle medesime strutture degli altri settori economici, come l’industria, il commercio e l’agricoltura. Attualmente, infatti, i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale”, ha aggiunto Morandi. Che ha sottolineato come “le autorità competenti dovranno saper valorizzare la capacità dei Confidi nel favorire l’accesso al credito bancario di qualità da parte delle imprese artigiane e delle piccole imprese”. “Confartigianato – ha poi concluso Morandi – continua il suo impegno nel rivendicare la crescente importanza dell’imprenditoria artigiana quale grande utilizzatrice dei servizi bancari con comportamenti eticamente corretti”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/sistema-creditizio-e-piccole-imprese-un-rapporto-che-va-consolidato/">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>A Open Jam i Giovani Imprenditori Confartigianato raccontano agli studenti il valore del fare impresa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 12:26:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[2026]]></category>
		<category><![CDATA[giovani imprenditori]]></category>
		<category><![CDATA[open jam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 9 Ottobre 2026·GIOVANI IMPRENDITORI A Open Jam i Giovani Imprenditori Confartigianato raccontano agli studenti il valore del fare impresa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/sistema-creditizio-e-piccole-imprese-un-rapporto-che-va-consolidato/">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</h1>
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<p>Lo scorso 18 ottobre, presso la sede dell’Università Cattolica di Milano, è stata presentata la ricerca “Relazione tra banche e piccole imprese”, realizzata dalla stessa Università in collaborazione con il Crif. Alla presentazione hanno partecipato Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato Imprese, il prof. De Angeli dell’Università Cattolica ed i rappresentanti di Confindustria, del Crif, dell’ABI e di Unicredit. Il risultato della ricerca non lascia dubbi: più della metà delle piccole imprese intervistate, esattamente il 52,09%, vorrebbe maggiori informazioni da parte delle banche sulla recente normativa indicata da Basilea II, il nuovo accordo internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche. Soprattutto per quanto riguarda il concetto di rating. Infatti, secondo quanto emerge dalla ricerca, il 50% delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese non ha ricevuto alcuna spiegazione sul rating, la valutazione sul rischio di credito determinato da fattori quantitativi, come il bilancio aziendale, fattori qualitativi, i prodotti e la concorrenza del mercato, e fattori comportamentali, come ad esempio il comportamento dell’imprenditore nei confronti del credito bancario. Di conseguenza, migliore sarà il rating e minore sarà la probabilità di insolvenza, con la banca che potrà quindi elargire un credito a condizioni più favorevoli. In definitiva, si può definire l’internal rating come un indice matematico-statistico che esprime la capacità dell’azienda di far fronte ai propri impegni nei tempi e nelle modalità stipulate con la banca. Diametralmente opposto è invece il giudizio delle piccole e medie imprese italiane sui risvolti dell’adozione di Basilea II. Infatti, se un’ampia porzione degli intervistati ritiene che cambierà poco o niente con la nuova normativa, un’altra fascia, soprattutto tra le imprese informate a tal riguardo, ritiene che qualcosa cambierà, e molto. Da qui l’esigenza manifestata da più imprese di cambiare i propri comportamenti nei confronti del sistema creditizio, distinguendosi in due categorie, “virtuose” e “adattive”. Se le prime tendono a riordinare se stesse (attraverso la capitalizzazione dell’impresa, la ristrutturazione del debito e la riorganizzazione dei sistemi produttivi, stringendo al tempo stesso rapporti con pochi e selezionati intermediari bancari), le seconde puntano a sfruttare al meglio la concorrenza del mercato bancario. Ma un dubbio emerge dalle PMI italiane, soprattutto per quanto riguarda il comportamento futuro del sistema creditizio nei loro confronti. Infatti, in molti ritengono che le banche, accogliendo le indicazioni di Basilea II, sarebbero indotte a ridurre il credito loro destinato, aumentandone al tempo stesso i tassi d’interesse. Soprattutto nei periodi di rallentamento economico generale o di un determinato settore imprenditoriale. Nonostante tale preoccupazione, le imprese intervistate hanno comunque apprezzato molti dei fattori scelti per la valutazione di rischio. Fra tutti, emergono dall’indagine il patrimonio d’impresa, la situazione economico-finanziaria ed il fatturato. Nel suo intervento, Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato, ha sottolineato, anche alla luce di quanto emerso dalla ricerca, come “la natura dialettica dei rapporti fra banche ed imprese, nonostante siano due sfere con interessi oggettivamente differenziati, non escludono comunque margini di miglioramento nei rispettivi ambiti”. Imprese artigiane e sistema creditizio hanno già incontrato due esempi di ottimo rapporto collaborativo. A riguardo Morandi ha aggiunto che “in tal senso possiamo portare ad esempio l’esperienza delle banche del territorio con natura giuridica di cooperative di Credito, come le banche popolari e le BCC, che negli ultimi tre decenni hanno svolto una funzione di oggettiva partnership con l’artigianato e la microimpresa. Oppure il primato rappresentato, in termini numerici e per volume di garanzie prestate, dai Confidi artigiani rispetto alle medesime strutture degli altri settori economici, come l’industria, il commercio e l’agricoltura. Attualmente, infatti, i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale”, ha aggiunto Morandi. Che ha sottolineato come “le autorità competenti dovranno saper valorizzare la capacità dei Confidi nel favorire l’accesso al credito bancario di qualità da parte delle imprese artigiane e delle piccole imprese”. “Confartigianato – ha poi concluso Morandi – continua il suo impegno nel rivendicare la crescente importanza dell’imprenditoria artigiana quale grande utilizzatrice dei servizi bancari con comportamenti eticamente corretti”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/sistema-creditizio-e-piccole-imprese-un-rapporto-che-va-consolidato/">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>A metà 2026 persiste il calo (-3,6%) dei prestiti alle piccole imprese. Le tendenze per regione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/a-meta-2026-persiste-il-calo-36-dei-prestiti-alle-piccole-imprese-le-tendenze-per-regione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 12:55:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studii 8 Ottobre 2026·CREDITO A metà 2026 persiste il calo (-3,6%) dei prestiti alle piccole imprese. Le tendenze per regione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/sistema-creditizio-e-piccole-imprese-un-rapporto-che-va-consolidato/">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</h1>
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<p>Lo scorso 18 ottobre, presso la sede dell’Università Cattolica di Milano, è stata presentata la ricerca “Relazione tra banche e piccole imprese”, realizzata dalla stessa Università in collaborazione con il Crif. Alla presentazione hanno partecipato Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato Imprese, il prof. De Angeli dell’Università Cattolica ed i rappresentanti di Confindustria, del Crif, dell’ABI e di Unicredit. Il risultato della ricerca non lascia dubbi: più della metà delle piccole imprese intervistate, esattamente il 52,09%, vorrebbe maggiori informazioni da parte delle banche sulla recente normativa indicata da Basilea II, il nuovo accordo internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche. Soprattutto per quanto riguarda il concetto di rating. Infatti, secondo quanto emerge dalla ricerca, il 50% delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese non ha ricevuto alcuna spiegazione sul rating, la valutazione sul rischio di credito determinato da fattori quantitativi, come il bilancio aziendale, fattori qualitativi, i prodotti e la concorrenza del mercato, e fattori comportamentali, come ad esempio il comportamento dell’imprenditore nei confronti del credito bancario. Di conseguenza, migliore sarà il rating e minore sarà la probabilità di insolvenza, con la banca che potrà quindi elargire un credito a condizioni più favorevoli. In definitiva, si può definire l’internal rating come un indice matematico-statistico che esprime la capacità dell’azienda di far fronte ai propri impegni nei tempi e nelle modalità stipulate con la banca. Diametralmente opposto è invece il giudizio delle piccole e medie imprese italiane sui risvolti dell’adozione di Basilea II. Infatti, se un’ampia porzione degli intervistati ritiene che cambierà poco o niente con la nuova normativa, un’altra fascia, soprattutto tra le imprese informate a tal riguardo, ritiene che qualcosa cambierà, e molto. Da qui l’esigenza manifestata da più imprese di cambiare i propri comportamenti nei confronti del sistema creditizio, distinguendosi in due categorie, “virtuose” e “adattive”. Se le prime tendono a riordinare se stesse (attraverso la capitalizzazione dell’impresa, la ristrutturazione del debito e la riorganizzazione dei sistemi produttivi, stringendo al tempo stesso rapporti con pochi e selezionati intermediari bancari), le seconde puntano a sfruttare al meglio la concorrenza del mercato bancario. Ma un dubbio emerge dalle PMI italiane, soprattutto per quanto riguarda il comportamento futuro del sistema creditizio nei loro confronti. Infatti, in molti ritengono che le banche, accogliendo le indicazioni di Basilea II, sarebbero indotte a ridurre il credito loro destinato, aumentandone al tempo stesso i tassi d’interesse. Soprattutto nei periodi di rallentamento economico generale o di un determinato settore imprenditoriale. Nonostante tale preoccupazione, le imprese intervistate hanno comunque apprezzato molti dei fattori scelti per la valutazione di rischio. Fra tutti, emergono dall’indagine il patrimonio d’impresa, la situazione economico-finanziaria ed il fatturato. Nel suo intervento, Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato, ha sottolineato, anche alla luce di quanto emerso dalla ricerca, come “la natura dialettica dei rapporti fra banche ed imprese, nonostante siano due sfere con interessi oggettivamente differenziati, non escludono comunque margini di miglioramento nei rispettivi ambiti”. Imprese artigiane e sistema creditizio hanno già incontrato due esempi di ottimo rapporto collaborativo. A riguardo Morandi ha aggiunto che “in tal senso possiamo portare ad esempio l’esperienza delle banche del territorio con natura giuridica di cooperative di Credito, come le banche popolari e le BCC, che negli ultimi tre decenni hanno svolto una funzione di oggettiva partnership con l’artigianato e la microimpresa. Oppure il primato rappresentato, in termini numerici e per volume di garanzie prestate, dai Confidi artigiani rispetto alle medesime strutture degli altri settori economici, come l’industria, il commercio e l’agricoltura. Attualmente, infatti, i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale”, ha aggiunto Morandi. Che ha sottolineato come “le autorità competenti dovranno saper valorizzare la capacità dei Confidi nel favorire l’accesso al credito bancario di qualità da parte delle imprese artigiane e delle piccole imprese”. “Confartigianato – ha poi concluso Morandi – continua il suo impegno nel rivendicare la crescente importanza dell’imprenditoria artigiana quale grande utilizzatrice dei servizi bancari con comportamenti eticamente corretti”.</p>
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		<title>La campagna fiscale 2026 del CAAF Confartigianato si chiude con numeri in aumento e un’assistenza sempre più qualificata</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/la-campagna-fiscale-2026-del-caaf-confartigianato-si-chiude-con-numeri-in-aumento-e-unassistenza-sempre-piu-qualificata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 11:22:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[caaf]]></category>
		<category><![CDATA[campagna fiscale 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Ottobre 2026·CAAF La campagna fiscale 2026 del CAAF Confartigianato si chiude con numeri in aumento e un’assistenza sempre [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/sistema-creditizio-e-piccole-imprese-un-rapporto-che-va-consolidato/">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</h1>
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<p>Lo scorso 18 ottobre, presso la sede dell’Università Cattolica di Milano, è stata presentata la ricerca “Relazione tra banche e piccole imprese”, realizzata dalla stessa Università in collaborazione con il Crif. Alla presentazione hanno partecipato Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato Imprese, il prof. De Angeli dell’Università Cattolica ed i rappresentanti di Confindustria, del Crif, dell’ABI e di Unicredit. Il risultato della ricerca non lascia dubbi: più della metà delle piccole imprese intervistate, esattamente il 52,09%, vorrebbe maggiori informazioni da parte delle banche sulla recente normativa indicata da Basilea II, il nuovo accordo internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche. Soprattutto per quanto riguarda il concetto di rating. Infatti, secondo quanto emerge dalla ricerca, il 50% delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese non ha ricevuto alcuna spiegazione sul rating, la valutazione sul rischio di credito determinato da fattori quantitativi, come il bilancio aziendale, fattori qualitativi, i prodotti e la concorrenza del mercato, e fattori comportamentali, come ad esempio il comportamento dell’imprenditore nei confronti del credito bancario. Di conseguenza, migliore sarà il rating e minore sarà la probabilità di insolvenza, con la banca che potrà quindi elargire un credito a condizioni più favorevoli. In definitiva, si può definire l’internal rating come un indice matematico-statistico che esprime la capacità dell’azienda di far fronte ai propri impegni nei tempi e nelle modalità stipulate con la banca. Diametralmente opposto è invece il giudizio delle piccole e medie imprese italiane sui risvolti dell’adozione di Basilea II. Infatti, se un’ampia porzione degli intervistati ritiene che cambierà poco o niente con la nuova normativa, un’altra fascia, soprattutto tra le imprese informate a tal riguardo, ritiene che qualcosa cambierà, e molto. Da qui l’esigenza manifestata da più imprese di cambiare i propri comportamenti nei confronti del sistema creditizio, distinguendosi in due categorie, “virtuose” e “adattive”. Se le prime tendono a riordinare se stesse (attraverso la capitalizzazione dell’impresa, la ristrutturazione del debito e la riorganizzazione dei sistemi produttivi, stringendo al tempo stesso rapporti con pochi e selezionati intermediari bancari), le seconde puntano a sfruttare al meglio la concorrenza del mercato bancario. Ma un dubbio emerge dalle PMI italiane, soprattutto per quanto riguarda il comportamento futuro del sistema creditizio nei loro confronti. Infatti, in molti ritengono che le banche, accogliendo le indicazioni di Basilea II, sarebbero indotte a ridurre il credito loro destinato, aumentandone al tempo stesso i tassi d’interesse. Soprattutto nei periodi di rallentamento economico generale o di un determinato settore imprenditoriale. Nonostante tale preoccupazione, le imprese intervistate hanno comunque apprezzato molti dei fattori scelti per la valutazione di rischio. Fra tutti, emergono dall’indagine il patrimonio d’impresa, la situazione economico-finanziaria ed il fatturato. Nel suo intervento, Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato, ha sottolineato, anche alla luce di quanto emerso dalla ricerca, come “la natura dialettica dei rapporti fra banche ed imprese, nonostante siano due sfere con interessi oggettivamente differenziati, non escludono comunque margini di miglioramento nei rispettivi ambiti”. Imprese artigiane e sistema creditizio hanno già incontrato due esempi di ottimo rapporto collaborativo. A riguardo Morandi ha aggiunto che “in tal senso possiamo portare ad esempio l’esperienza delle banche del territorio con natura giuridica di cooperative di Credito, come le banche popolari e le BCC, che negli ultimi tre decenni hanno svolto una funzione di oggettiva partnership con l’artigianato e la microimpresa. Oppure il primato rappresentato, in termini numerici e per volume di garanzie prestate, dai Confidi artigiani rispetto alle medesime strutture degli altri settori economici, come l’industria, il commercio e l’agricoltura. Attualmente, infatti, i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale”, ha aggiunto Morandi. Che ha sottolineato come “le autorità competenti dovranno saper valorizzare la capacità dei Confidi nel favorire l’accesso al credito bancario di qualità da parte delle imprese artigiane e delle piccole imprese”. “Confartigianato – ha poi concluso Morandi – continua il suo impegno nel rivendicare la crescente importanza dell’imprenditoria artigiana quale grande utilizzatrice dei servizi bancari con comportamenti eticamente corretti”.</p>
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		<title>Con Intesa Sanpaolo un patto per la crescita delle piccole imprese e dei territori. Nuovo piano da 20 miliardi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/con-intesa-sanpaolo-un-patto-per-la-crescita-delle-piccole-imprese-e-dei-territori-nuovo-piano-da-20-miliardi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 10:37:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[anna roscio]]></category>
		<category><![CDATA[carlo messina]]></category>
		<category><![CDATA[INTESA SANPAOLO]]></category>
		<category><![CDATA[stefano barrese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 8 Ottobre 2026·CREDITO Con Intesa Sanpaolo un patto per la crescita delle piccole imprese e dei territori. Nuovo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/sistema-creditizio-e-piccole-imprese-un-rapporto-che-va-consolidato/">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7177 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2 tag-banche tag-confartigianato tag-credito tag-piccole-imprese" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</h1>
</div>
</div>
<p>Lo scorso 18 ottobre, presso la sede dell’Università Cattolica di Milano, è stata presentata la ricerca “Relazione tra banche e piccole imprese”, realizzata dalla stessa Università in collaborazione con il Crif. Alla presentazione hanno partecipato Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato Imprese, il prof. De Angeli dell’Università Cattolica ed i rappresentanti di Confindustria, del Crif, dell’ABI e di Unicredit. Il risultato della ricerca non lascia dubbi: più della metà delle piccole imprese intervistate, esattamente il 52,09%, vorrebbe maggiori informazioni da parte delle banche sulla recente normativa indicata da Basilea II, il nuovo accordo internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche. Soprattutto per quanto riguarda il concetto di rating. Infatti, secondo quanto emerge dalla ricerca, il 50% delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese non ha ricevuto alcuna spiegazione sul rating, la valutazione sul rischio di credito determinato da fattori quantitativi, come il bilancio aziendale, fattori qualitativi, i prodotti e la concorrenza del mercato, e fattori comportamentali, come ad esempio il comportamento dell’imprenditore nei confronti del credito bancario. Di conseguenza, migliore sarà il rating e minore sarà la probabilità di insolvenza, con la banca che potrà quindi elargire un credito a condizioni più favorevoli. In definitiva, si può definire l’internal rating come un indice matematico-statistico che esprime la capacità dell’azienda di far fronte ai propri impegni nei tempi e nelle modalità stipulate con la banca. Diametralmente opposto è invece il giudizio delle piccole e medie imprese italiane sui risvolti dell’adozione di Basilea II. Infatti, se un’ampia porzione degli intervistati ritiene che cambierà poco o niente con la nuova normativa, un’altra fascia, soprattutto tra le imprese informate a tal riguardo, ritiene che qualcosa cambierà, e molto. Da qui l’esigenza manifestata da più imprese di cambiare i propri comportamenti nei confronti del sistema creditizio, distinguendosi in due categorie, “virtuose” e “adattive”. Se le prime tendono a riordinare se stesse (attraverso la capitalizzazione dell’impresa, la ristrutturazione del debito e la riorganizzazione dei sistemi produttivi, stringendo al tempo stesso rapporti con pochi e selezionati intermediari bancari), le seconde puntano a sfruttare al meglio la concorrenza del mercato bancario. Ma un dubbio emerge dalle PMI italiane, soprattutto per quanto riguarda il comportamento futuro del sistema creditizio nei loro confronti. Infatti, in molti ritengono che le banche, accogliendo le indicazioni di Basilea II, sarebbero indotte a ridurre il credito loro destinato, aumentandone al tempo stesso i tassi d’interesse. Soprattutto nei periodi di rallentamento economico generale o di un determinato settore imprenditoriale. Nonostante tale preoccupazione, le imprese intervistate hanno comunque apprezzato molti dei fattori scelti per la valutazione di rischio. Fra tutti, emergono dall’indagine il patrimonio d’impresa, la situazione economico-finanziaria ed il fatturato. Nel suo intervento, Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato, ha sottolineato, anche alla luce di quanto emerso dalla ricerca, come “la natura dialettica dei rapporti fra banche ed imprese, nonostante siano due sfere con interessi oggettivamente differenziati, non escludono comunque margini di miglioramento nei rispettivi ambiti”. Imprese artigiane e sistema creditizio hanno già incontrato due esempi di ottimo rapporto collaborativo. A riguardo Morandi ha aggiunto che “in tal senso possiamo portare ad esempio l’esperienza delle banche del territorio con natura giuridica di cooperative di Credito, come le banche popolari e le BCC, che negli ultimi tre decenni hanno svolto una funzione di oggettiva partnership con l’artigianato e la microimpresa. Oppure il primato rappresentato, in termini numerici e per volume di garanzie prestate, dai Confidi artigiani rispetto alle medesime strutture degli altri settori economici, come l’industria, il commercio e l’agricoltura. Attualmente, infatti, i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale”, ha aggiunto Morandi. Che ha sottolineato come “le autorità competenti dovranno saper valorizzare la capacità dei Confidi nel favorire l’accesso al credito bancario di qualità da parte delle imprese artigiane e delle piccole imprese”. “Confartigianato – ha poi concluso Morandi – continua il suo impegno nel rivendicare la crescente importanza dell’imprenditoria artigiana quale grande utilizzatrice dei servizi bancari con comportamenti eticamente corretti”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/sistema-creditizio-e-piccole-imprese-un-rapporto-che-va-consolidato/">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Export delle MPI, Confartigianato: “Creare le condizioni per competere sui mercati internazionali”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 12:50:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[fabio mereu]]></category>
		<category><![CDATA[maeci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Ottobre 2026·MERCATI ESTERI Export delle MPI, Confartigianato: “Creare le condizioni per competere sui mercati internazionali” “Le micro e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/sistema-creditizio-e-piccole-imprese-un-rapporto-che-va-consolidato/">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7177 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2 tag-banche tag-confartigianato tag-credito tag-piccole-imprese" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</h1>
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<p>Lo scorso 18 ottobre, presso la sede dell’Università Cattolica di Milano, è stata presentata la ricerca “Relazione tra banche e piccole imprese”, realizzata dalla stessa Università in collaborazione con il Crif. Alla presentazione hanno partecipato Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato Imprese, il prof. De Angeli dell’Università Cattolica ed i rappresentanti di Confindustria, del Crif, dell’ABI e di Unicredit. Il risultato della ricerca non lascia dubbi: più della metà delle piccole imprese intervistate, esattamente il 52,09%, vorrebbe maggiori informazioni da parte delle banche sulla recente normativa indicata da Basilea II, il nuovo accordo internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche. Soprattutto per quanto riguarda il concetto di rating. Infatti, secondo quanto emerge dalla ricerca, il 50% delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese non ha ricevuto alcuna spiegazione sul rating, la valutazione sul rischio di credito determinato da fattori quantitativi, come il bilancio aziendale, fattori qualitativi, i prodotti e la concorrenza del mercato, e fattori comportamentali, come ad esempio il comportamento dell’imprenditore nei confronti del credito bancario. Di conseguenza, migliore sarà il rating e minore sarà la probabilità di insolvenza, con la banca che potrà quindi elargire un credito a condizioni più favorevoli. In definitiva, si può definire l’internal rating come un indice matematico-statistico che esprime la capacità dell’azienda di far fronte ai propri impegni nei tempi e nelle modalità stipulate con la banca. Diametralmente opposto è invece il giudizio delle piccole e medie imprese italiane sui risvolti dell’adozione di Basilea II. Infatti, se un’ampia porzione degli intervistati ritiene che cambierà poco o niente con la nuova normativa, un’altra fascia, soprattutto tra le imprese informate a tal riguardo, ritiene che qualcosa cambierà, e molto. Da qui l’esigenza manifestata da più imprese di cambiare i propri comportamenti nei confronti del sistema creditizio, distinguendosi in due categorie, “virtuose” e “adattive”. Se le prime tendono a riordinare se stesse (attraverso la capitalizzazione dell’impresa, la ristrutturazione del debito e la riorganizzazione dei sistemi produttivi, stringendo al tempo stesso rapporti con pochi e selezionati intermediari bancari), le seconde puntano a sfruttare al meglio la concorrenza del mercato bancario. Ma un dubbio emerge dalle PMI italiane, soprattutto per quanto riguarda il comportamento futuro del sistema creditizio nei loro confronti. Infatti, in molti ritengono che le banche, accogliendo le indicazioni di Basilea II, sarebbero indotte a ridurre il credito loro destinato, aumentandone al tempo stesso i tassi d’interesse. Soprattutto nei periodi di rallentamento economico generale o di un determinato settore imprenditoriale. Nonostante tale preoccupazione, le imprese intervistate hanno comunque apprezzato molti dei fattori scelti per la valutazione di rischio. Fra tutti, emergono dall’indagine il patrimonio d’impresa, la situazione economico-finanziaria ed il fatturato. Nel suo intervento, Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato, ha sottolineato, anche alla luce di quanto emerso dalla ricerca, come “la natura dialettica dei rapporti fra banche ed imprese, nonostante siano due sfere con interessi oggettivamente differenziati, non escludono comunque margini di miglioramento nei rispettivi ambiti”. Imprese artigiane e sistema creditizio hanno già incontrato due esempi di ottimo rapporto collaborativo. A riguardo Morandi ha aggiunto che “in tal senso possiamo portare ad esempio l’esperienza delle banche del territorio con natura giuridica di cooperative di Credito, come le banche popolari e le BCC, che negli ultimi tre decenni hanno svolto una funzione di oggettiva partnership con l’artigianato e la microimpresa. Oppure il primato rappresentato, in termini numerici e per volume di garanzie prestate, dai Confidi artigiani rispetto alle medesime strutture degli altri settori economici, come l’industria, il commercio e l’agricoltura. Attualmente, infatti, i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale”, ha aggiunto Morandi. Che ha sottolineato come “le autorità competenti dovranno saper valorizzare la capacità dei Confidi nel favorire l’accesso al credito bancario di qualità da parte delle imprese artigiane e delle piccole imprese”. “Confartigianato – ha poi concluso Morandi – continua il suo impegno nel rivendicare la crescente importanza dell’imprenditoria artigiana quale grande utilizzatrice dei servizi bancari con comportamenti eticamente corretti”.</p>
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		<title>Tra Ministero dell&#8217;Istruzione e Confartigianato alleanza scuola-impresa per costruire il futuro dei giovani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/tra-ministero-dellistruzione-e-confartigianato-alleanza-scuola-impresa-per-costruire-il-futuro-dei-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 16:53:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[giovani imprenditori confartigianato]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Valditara]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Porta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 6 Ottobre 2026·GIOVANI IMPRENDITORI Tra Ministero dell&#8217;Istruzione e Confartigianato alleanza scuola-impresa per costruire il futuro dei giovani Meno giovani, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/sistema-creditizio-e-piccole-imprese-un-rapporto-che-va-consolidato/">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</h1>
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<p>Lo scorso 18 ottobre, presso la sede dell’Università Cattolica di Milano, è stata presentata la ricerca “Relazione tra banche e piccole imprese”, realizzata dalla stessa Università in collaborazione con il Crif. Alla presentazione hanno partecipato Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato Imprese, il prof. De Angeli dell’Università Cattolica ed i rappresentanti di Confindustria, del Crif, dell’ABI e di Unicredit. Il risultato della ricerca non lascia dubbi: più della metà delle piccole imprese intervistate, esattamente il 52,09%, vorrebbe maggiori informazioni da parte delle banche sulla recente normativa indicata da Basilea II, il nuovo accordo internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche. Soprattutto per quanto riguarda il concetto di rating. Infatti, secondo quanto emerge dalla ricerca, il 50% delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese non ha ricevuto alcuna spiegazione sul rating, la valutazione sul rischio di credito determinato da fattori quantitativi, come il bilancio aziendale, fattori qualitativi, i prodotti e la concorrenza del mercato, e fattori comportamentali, come ad esempio il comportamento dell’imprenditore nei confronti del credito bancario. Di conseguenza, migliore sarà il rating e minore sarà la probabilità di insolvenza, con la banca che potrà quindi elargire un credito a condizioni più favorevoli. In definitiva, si può definire l’internal rating come un indice matematico-statistico che esprime la capacità dell’azienda di far fronte ai propri impegni nei tempi e nelle modalità stipulate con la banca. Diametralmente opposto è invece il giudizio delle piccole e medie imprese italiane sui risvolti dell’adozione di Basilea II. Infatti, se un’ampia porzione degli intervistati ritiene che cambierà poco o niente con la nuova normativa, un’altra fascia, soprattutto tra le imprese informate a tal riguardo, ritiene che qualcosa cambierà, e molto. Da qui l’esigenza manifestata da più imprese di cambiare i propri comportamenti nei confronti del sistema creditizio, distinguendosi in due categorie, “virtuose” e “adattive”. Se le prime tendono a riordinare se stesse (attraverso la capitalizzazione dell’impresa, la ristrutturazione del debito e la riorganizzazione dei sistemi produttivi, stringendo al tempo stesso rapporti con pochi e selezionati intermediari bancari), le seconde puntano a sfruttare al meglio la concorrenza del mercato bancario. Ma un dubbio emerge dalle PMI italiane, soprattutto per quanto riguarda il comportamento futuro del sistema creditizio nei loro confronti. Infatti, in molti ritengono che le banche, accogliendo le indicazioni di Basilea II, sarebbero indotte a ridurre il credito loro destinato, aumentandone al tempo stesso i tassi d’interesse. Soprattutto nei periodi di rallentamento economico generale o di un determinato settore imprenditoriale. Nonostante tale preoccupazione, le imprese intervistate hanno comunque apprezzato molti dei fattori scelti per la valutazione di rischio. Fra tutti, emergono dall’indagine il patrimonio d’impresa, la situazione economico-finanziaria ed il fatturato. Nel suo intervento, Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato, ha sottolineato, anche alla luce di quanto emerso dalla ricerca, come “la natura dialettica dei rapporti fra banche ed imprese, nonostante siano due sfere con interessi oggettivamente differenziati, non escludono comunque margini di miglioramento nei rispettivi ambiti”. Imprese artigiane e sistema creditizio hanno già incontrato due esempi di ottimo rapporto collaborativo. A riguardo Morandi ha aggiunto che “in tal senso possiamo portare ad esempio l’esperienza delle banche del territorio con natura giuridica di cooperative di Credito, come le banche popolari e le BCC, che negli ultimi tre decenni hanno svolto una funzione di oggettiva partnership con l’artigianato e la microimpresa. Oppure il primato rappresentato, in termini numerici e per volume di garanzie prestate, dai Confidi artigiani rispetto alle medesime strutture degli altri settori economici, come l’industria, il commercio e l’agricoltura. Attualmente, infatti, i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale”, ha aggiunto Morandi. Che ha sottolineato come “le autorità competenti dovranno saper valorizzare la capacità dei Confidi nel favorire l’accesso al credito bancario di qualità da parte delle imprese artigiane e delle piccole imprese”. “Confartigianato – ha poi concluso Morandi – continua il suo impegno nel rivendicare la crescente importanza dell’imprenditoria artigiana quale grande utilizzatrice dei servizi bancari con comportamenti eticamente corretti”.</p>
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		<title>Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto al top dell’Indice Confartigianato Youth Friendly 2026: le opportunità per i giovani tra impresa e lavoro</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/lombardia-emilia-romagna-e-veneto-al-top-dellindice-confartigianato-youth-friendly-2026-le-opportunita-per-i-giovani-tra-impresa-e-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 11:07:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 6 Ottobre 2026·GIOVANI IMPRENDITORI Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto al top dell’Indice Confartigianato Youth Friendly 2026: le opportunità per i [&#8230;]</p>
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<p>Lo scorso 18 ottobre, presso la sede dell’Università Cattolica di Milano, è stata presentata la ricerca “Relazione tra banche e piccole imprese”, realizzata dalla stessa Università in collaborazione con il Crif. Alla presentazione hanno partecipato Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato Imprese, il prof. De Angeli dell’Università Cattolica ed i rappresentanti di Confindustria, del Crif, dell’ABI e di Unicredit. Il risultato della ricerca non lascia dubbi: più della metà delle piccole imprese intervistate, esattamente il 52,09%, vorrebbe maggiori informazioni da parte delle banche sulla recente normativa indicata da Basilea II, il nuovo accordo internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche. Soprattutto per quanto riguarda il concetto di rating. Infatti, secondo quanto emerge dalla ricerca, il 50% delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese non ha ricevuto alcuna spiegazione sul rating, la valutazione sul rischio di credito determinato da fattori quantitativi, come il bilancio aziendale, fattori qualitativi, i prodotti e la concorrenza del mercato, e fattori comportamentali, come ad esempio il comportamento dell’imprenditore nei confronti del credito bancario. Di conseguenza, migliore sarà il rating e minore sarà la probabilità di insolvenza, con la banca che potrà quindi elargire un credito a condizioni più favorevoli. In definitiva, si può definire l’internal rating come un indice matematico-statistico che esprime la capacità dell’azienda di far fronte ai propri impegni nei tempi e nelle modalità stipulate con la banca. Diametralmente opposto è invece il giudizio delle piccole e medie imprese italiane sui risvolti dell’adozione di Basilea II. Infatti, se un’ampia porzione degli intervistati ritiene che cambierà poco o niente con la nuova normativa, un’altra fascia, soprattutto tra le imprese informate a tal riguardo, ritiene che qualcosa cambierà, e molto. Da qui l’esigenza manifestata da più imprese di cambiare i propri comportamenti nei confronti del sistema creditizio, distinguendosi in due categorie, “virtuose” e “adattive”. Se le prime tendono a riordinare se stesse (attraverso la capitalizzazione dell’impresa, la ristrutturazione del debito e la riorganizzazione dei sistemi produttivi, stringendo al tempo stesso rapporti con pochi e selezionati intermediari bancari), le seconde puntano a sfruttare al meglio la concorrenza del mercato bancario. Ma un dubbio emerge dalle PMI italiane, soprattutto per quanto riguarda il comportamento futuro del sistema creditizio nei loro confronti. Infatti, in molti ritengono che le banche, accogliendo le indicazioni di Basilea II, sarebbero indotte a ridurre il credito loro destinato, aumentandone al tempo stesso i tassi d’interesse. Soprattutto nei periodi di rallentamento economico generale o di un determinato settore imprenditoriale. Nonostante tale preoccupazione, le imprese intervistate hanno comunque apprezzato molti dei fattori scelti per la valutazione di rischio. Fra tutti, emergono dall’indagine il patrimonio d’impresa, la situazione economico-finanziaria ed il fatturato. Nel suo intervento, Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato, ha sottolineato, anche alla luce di quanto emerso dalla ricerca, come “la natura dialettica dei rapporti fra banche ed imprese, nonostante siano due sfere con interessi oggettivamente differenziati, non escludono comunque margini di miglioramento nei rispettivi ambiti”. Imprese artigiane e sistema creditizio hanno già incontrato due esempi di ottimo rapporto collaborativo. A riguardo Morandi ha aggiunto che “in tal senso possiamo portare ad esempio l’esperienza delle banche del territorio con natura giuridica di cooperative di Credito, come le banche popolari e le BCC, che negli ultimi tre decenni hanno svolto una funzione di oggettiva partnership con l’artigianato e la microimpresa. Oppure il primato rappresentato, in termini numerici e per volume di garanzie prestate, dai Confidi artigiani rispetto alle medesime strutture degli altri settori economici, come l’industria, il commercio e l’agricoltura. Attualmente, infatti, i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale”, ha aggiunto Morandi. Che ha sottolineato come “le autorità competenti dovranno saper valorizzare la capacità dei Confidi nel favorire l’accesso al credito bancario di qualità da parte delle imprese artigiane e delle piccole imprese”. “Confartigianato – ha poi concluso Morandi – continua il suo impegno nel rivendicare la crescente importanza dell’imprenditoria artigiana quale grande utilizzatrice dei servizi bancari con comportamenti eticamente corretti”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/sistema-creditizio-e-piccole-imprese-un-rapporto-che-va-consolidato/">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-viceministro-leo-a-confartigianato-dalla-riforma-della-legge-quadro-dellartigianato-benefici-per-crescita-e-fisco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 13:43:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Leo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Ottobre 2026·FISCO Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/sistema-creditizio-e-piccole-imprese-un-rapporto-che-va-consolidato/">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</h1>
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<p>Lo scorso 18 ottobre, presso la sede dell’Università Cattolica di Milano, è stata presentata la ricerca “Relazione tra banche e piccole imprese”, realizzata dalla stessa Università in collaborazione con il Crif. Alla presentazione hanno partecipato Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato Imprese, il prof. De Angeli dell’Università Cattolica ed i rappresentanti di Confindustria, del Crif, dell’ABI e di Unicredit. Il risultato della ricerca non lascia dubbi: più della metà delle piccole imprese intervistate, esattamente il 52,09%, vorrebbe maggiori informazioni da parte delle banche sulla recente normativa indicata da Basilea II, il nuovo accordo internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche. Soprattutto per quanto riguarda il concetto di rating. Infatti, secondo quanto emerge dalla ricerca, il 50% delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese non ha ricevuto alcuna spiegazione sul rating, la valutazione sul rischio di credito determinato da fattori quantitativi, come il bilancio aziendale, fattori qualitativi, i prodotti e la concorrenza del mercato, e fattori comportamentali, come ad esempio il comportamento dell’imprenditore nei confronti del credito bancario. Di conseguenza, migliore sarà il rating e minore sarà la probabilità di insolvenza, con la banca che potrà quindi elargire un credito a condizioni più favorevoli. In definitiva, si può definire l’internal rating come un indice matematico-statistico che esprime la capacità dell’azienda di far fronte ai propri impegni nei tempi e nelle modalità stipulate con la banca. Diametralmente opposto è invece il giudizio delle piccole e medie imprese italiane sui risvolti dell’adozione di Basilea II. Infatti, se un’ampia porzione degli intervistati ritiene che cambierà poco o niente con la nuova normativa, un’altra fascia, soprattutto tra le imprese informate a tal riguardo, ritiene che qualcosa cambierà, e molto. Da qui l’esigenza manifestata da più imprese di cambiare i propri comportamenti nei confronti del sistema creditizio, distinguendosi in due categorie, “virtuose” e “adattive”. Se le prime tendono a riordinare se stesse (attraverso la capitalizzazione dell’impresa, la ristrutturazione del debito e la riorganizzazione dei sistemi produttivi, stringendo al tempo stesso rapporti con pochi e selezionati intermediari bancari), le seconde puntano a sfruttare al meglio la concorrenza del mercato bancario. Ma un dubbio emerge dalle PMI italiane, soprattutto per quanto riguarda il comportamento futuro del sistema creditizio nei loro confronti. Infatti, in molti ritengono che le banche, accogliendo le indicazioni di Basilea II, sarebbero indotte a ridurre il credito loro destinato, aumentandone al tempo stesso i tassi d’interesse. Soprattutto nei periodi di rallentamento economico generale o di un determinato settore imprenditoriale. Nonostante tale preoccupazione, le imprese intervistate hanno comunque apprezzato molti dei fattori scelti per la valutazione di rischio. Fra tutti, emergono dall’indagine il patrimonio d’impresa, la situazione economico-finanziaria ed il fatturato. Nel suo intervento, Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato, ha sottolineato, anche alla luce di quanto emerso dalla ricerca, come “la natura dialettica dei rapporti fra banche ed imprese, nonostante siano due sfere con interessi oggettivamente differenziati, non escludono comunque margini di miglioramento nei rispettivi ambiti”. Imprese artigiane e sistema creditizio hanno già incontrato due esempi di ottimo rapporto collaborativo. A riguardo Morandi ha aggiunto che “in tal senso possiamo portare ad esempio l’esperienza delle banche del territorio con natura giuridica di cooperative di Credito, come le banche popolari e le BCC, che negli ultimi tre decenni hanno svolto una funzione di oggettiva partnership con l’artigianato e la microimpresa. Oppure il primato rappresentato, in termini numerici e per volume di garanzie prestate, dai Confidi artigiani rispetto alle medesime strutture degli altri settori economici, come l’industria, il commercio e l’agricoltura. Attualmente, infatti, i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale”, ha aggiunto Morandi. Che ha sottolineato come “le autorità competenti dovranno saper valorizzare la capacità dei Confidi nel favorire l’accesso al credito bancario di qualità da parte delle imprese artigiane e delle piccole imprese”. “Confartigianato – ha poi concluso Morandi – continua il suo impegno nel rivendicare la crescente importanza dell’imprenditoria artigiana quale grande utilizzatrice dei servizi bancari con comportamenti eticamente corretti”.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-presidente-granelli-su-il-foglio-quante-paure-infondate-per-la-crescita-degli-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 07:55:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Media 1 Ottobre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/sistema-creditizio-e-piccole-imprese-un-rapporto-che-va-consolidato/">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato</h1>
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<p>Lo scorso 18 ottobre, presso la sede dell’Università Cattolica di Milano, è stata presentata la ricerca “Relazione tra banche e piccole imprese”, realizzata dalla stessa Università in collaborazione con il Crif. Alla presentazione hanno partecipato Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato Imprese, il prof. De Angeli dell’Università Cattolica ed i rappresentanti di Confindustria, del Crif, dell’ABI e di Unicredit. Il risultato della ricerca non lascia dubbi: più della metà delle piccole imprese intervistate, esattamente il 52,09%, vorrebbe maggiori informazioni da parte delle banche sulla recente normativa indicata da Basilea II, il nuovo accordo internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche. Soprattutto per quanto riguarda il concetto di rating. Infatti, secondo quanto emerge dalla ricerca, il 50% delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese non ha ricevuto alcuna spiegazione sul rating, la valutazione sul rischio di credito determinato da fattori quantitativi, come il bilancio aziendale, fattori qualitativi, i prodotti e la concorrenza del mercato, e fattori comportamentali, come ad esempio il comportamento dell’imprenditore nei confronti del credito bancario. Di conseguenza, migliore sarà il rating e minore sarà la probabilità di insolvenza, con la banca che potrà quindi elargire un credito a condizioni più favorevoli. In definitiva, si può definire l’internal rating come un indice matematico-statistico che esprime la capacità dell’azienda di far fronte ai propri impegni nei tempi e nelle modalità stipulate con la banca. Diametralmente opposto è invece il giudizio delle piccole e medie imprese italiane sui risvolti dell’adozione di Basilea II. Infatti, se un’ampia porzione degli intervistati ritiene che cambierà poco o niente con la nuova normativa, un’altra fascia, soprattutto tra le imprese informate a tal riguardo, ritiene che qualcosa cambierà, e molto. Da qui l’esigenza manifestata da più imprese di cambiare i propri comportamenti nei confronti del sistema creditizio, distinguendosi in due categorie, “virtuose” e “adattive”. Se le prime tendono a riordinare se stesse (attraverso la capitalizzazione dell’impresa, la ristrutturazione del debito e la riorganizzazione dei sistemi produttivi, stringendo al tempo stesso rapporti con pochi e selezionati intermediari bancari), le seconde puntano a sfruttare al meglio la concorrenza del mercato bancario. Ma un dubbio emerge dalle PMI italiane, soprattutto per quanto riguarda il comportamento futuro del sistema creditizio nei loro confronti. Infatti, in molti ritengono che le banche, accogliendo le indicazioni di Basilea II, sarebbero indotte a ridurre il credito loro destinato, aumentandone al tempo stesso i tassi d’interesse. Soprattutto nei periodi di rallentamento economico generale o di un determinato settore imprenditoriale. Nonostante tale preoccupazione, le imprese intervistate hanno comunque apprezzato molti dei fattori scelti per la valutazione di rischio. Fra tutti, emergono dall’indagine il patrimonio d’impresa, la situazione economico-finanziaria ed il fatturato. Nel suo intervento, Matteo Morandi, responsabile del settore credito di Confartigianato, ha sottolineato, anche alla luce di quanto emerso dalla ricerca, come “la natura dialettica dei rapporti fra banche ed imprese, nonostante siano due sfere con interessi oggettivamente differenziati, non escludono comunque margini di miglioramento nei rispettivi ambiti”. Imprese artigiane e sistema creditizio hanno già incontrato due esempi di ottimo rapporto collaborativo. A riguardo Morandi ha aggiunto che “in tal senso possiamo portare ad esempio l’esperienza delle banche del territorio con natura giuridica di cooperative di Credito, come le banche popolari e le BCC, che negli ultimi tre decenni hanno svolto una funzione di oggettiva partnership con l’artigianato e la microimpresa. Oppure il primato rappresentato, in termini numerici e per volume di garanzie prestate, dai Confidi artigiani rispetto alle medesime strutture degli altri settori economici, come l’industria, il commercio e l’agricoltura. Attualmente, infatti, i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale”, ha aggiunto Morandi. Che ha sottolineato come “le autorità competenti dovranno saper valorizzare la capacità dei Confidi nel favorire l’accesso al credito bancario di qualità da parte delle imprese artigiane e delle piccole imprese”. “Confartigianato – ha poi concluso Morandi – continua il suo impegno nel rivendicare la crescente importanza dell’imprenditoria artigiana quale grande utilizzatrice dei servizi bancari con comportamenti eticamente corretti”.</p>
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		<title>Sistema creditizio e piccole imprese, un rapporto che va consolidato - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Thu, 18 Oct 2007 22:00:00 +0000</lastBuildDate>
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