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	<title>Confartigianato: “Reinvestire il saldo attivo dell’Inail nella formazione delle imprese” - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Confartigianato: “Reinvestire il saldo attivo dell’Inail nella formazione delle imprese” - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/confartigianato-reinvestire-il-saldo-attivo-dellinail-nella-formazione-delle-imprese/">Confartigianato: “Reinvestire il saldo attivo dell’Inail nella formazione delle imprese”</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato: “Reinvestire il saldo attivo dell’Inail nella formazione delle imprese”</h1>
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<p>Risorse per la prevenzione e la formazione delle imprese in materia di sicurezza sul lavoro. Questa è, in estremi sintesi, la proposta di Confartigianato alla Commissione parlamentare d’inchiesta di Palazzo Madama ed è da qui che deve partire la riorganizzazione delle normative al riguardo. Una convinzione che nasce dai comportamenti virtuosi delle piccole imprese artigiane negli ultimi anni. A parlare, e chiaramente, sono i numeri forniti dall’Inail. Dal 2000 al 2006, infatti, la Gestione Separata dell’artigianato presso l’Istituto ha registrato un calo dell’11,1 % degli infortuni sul lavoro, di gran lunga più ampio rispetto al &#8211; 7,7 % delle Gestioni dell’industria e dei servizi. Un segno evidente di quanto le imprese artigiane investano e difendano il lavoratore, valore assoluto della qualità dell’artigianato. Un’attenzione che gli imprenditori artigiani hanno sempre dimostrato e sostenuto, ad esempio con l’istituzione degli Organismi Paritetici Territoriali dell’Artigianato, strutture locali con competenze in materia di sicurezza e salute sul lavoro, il cui impegno ha portato alla drastica riduzione degli incidenti e degli infortuni nelle imprese artigiane. Forte di queste esperienze, Confartigianato ha posto all’attenzione del Parlamento diverse soluzioni che devono essere alla base delle future normative sulla sicurezza dei posti del lavoro. Innanzitutto, hanno sostenuto i rappresentanti della Confederazione durante l’Audizione, “si dovrebbero investire gli avanzi di bilancio delle gestioni separate nella prevenzione. Per garantire migliori condizioni di sicurezza del lavoro non servono norme d’emergenza concentrate sull’inasprimento delle sanzioni. E’ invece indispensabile potenziare l’educazione e la prevenzione, attraverso poche regole chiare, procedure snelle ed efficaci, il coinvolgimento degli organismi bilaterali rappresentativi delle parti sociali, il sostegno mirato per gli investimenti e le buone prassi attuate dalle piccole imprese”. Le risorse economiche a disposizione dell’Inail rappresentano cifre importanti. Basti pensare che le recenti previsioni di bilancio dell’Inail hanno evidenziato fondi a disposizione pari ad oltre 12 miliardi di euro. Con un simile fondo cassa, gli investimenti in formazione e prevenzione potrebbero essere potenziati. “Le risorse economiche per migliorare gli interventi di prevenzione esistono. Basti pensare – ha fatto rilevare Confartigianato &#8211; all’ingente avanzo di gestione annuale dell’Inail: soltanto la Gestione dell’artigianato ha fatto registrare, nel 2006, un avanzo economico di oltre un miliardo di euro”. Formazione e prevenzione, dunque, da accompagnare a “premi” per quelle imprese che dimostreranno di attuare un’imponente ed efficace politica di sicurezza sul lavoro. Un incentivo per le imprese e non un accanimento attraverso l’aumento delle sanzioni alle imprese meno attente. Un’idea, quella espressa da Confartigianato, che sembra aver avuto già dei sostenitori autorevoli a livello istituzionale. A cominciare dal ministro Cesare Damiano, titolare del dicastero del Lavoro, che nei giorni scorsi si è espresso in linea con la proposta Confederale. “Nel momento in cui l’Inail ha un saldo attivo nel suo bilancio è giusto che una quota venga restituita in primo luogo ai lavoratori, in termini di indennizzo nel caso di infortuni e nel miglioramento delle tabelle delle malattie professionali”. Fenomeno, questo, più grave rispetto al caso specifico degli infortuni, in quanto le malattie professionali si manifestano in un periodo più lungo e con danni, spesso, ben più gravi del semplice infortunio. Il ministro Damiano ha poi concluso sottolineando come “sia giusto diminuire il costo dei premi assicurativi andando esclusivamente a vantaggio di un comportamento aziendale che assuma la sicurezza come una componente del successo dell’impresa”. Nel frattempo il Governo ha accelerato i tempi di stesura del Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, premendo per l’approvazione entro gennaio 2008.</p>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/confartigianato-reinvestire-il-saldo-attivo-dellinail-nella-formazione-delle-imprese/">Confartigianato: “Reinvestire il saldo attivo dell’Inail nella formazione delle imprese”</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato: “Reinvestire il saldo attivo dell’Inail nella formazione delle imprese”</h1>
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<p>Risorse per la prevenzione e la formazione delle imprese in materia di sicurezza sul lavoro. Questa è, in estremi sintesi, la proposta di Confartigianato alla Commissione parlamentare d’inchiesta di Palazzo Madama ed è da qui che deve partire la riorganizzazione delle normative al riguardo. Una convinzione che nasce dai comportamenti virtuosi delle piccole imprese artigiane negli ultimi anni. A parlare, e chiaramente, sono i numeri forniti dall’Inail. Dal 2000 al 2006, infatti, la Gestione Separata dell’artigianato presso l’Istituto ha registrato un calo dell’11,1 % degli infortuni sul lavoro, di gran lunga più ampio rispetto al &#8211; 7,7 % delle Gestioni dell’industria e dei servizi. Un segno evidente di quanto le imprese artigiane investano e difendano il lavoratore, valore assoluto della qualità dell’artigianato. Un’attenzione che gli imprenditori artigiani hanno sempre dimostrato e sostenuto, ad esempio con l’istituzione degli Organismi Paritetici Territoriali dell’Artigianato, strutture locali con competenze in materia di sicurezza e salute sul lavoro, il cui impegno ha portato alla drastica riduzione degli incidenti e degli infortuni nelle imprese artigiane. Forte di queste esperienze, Confartigianato ha posto all’attenzione del Parlamento diverse soluzioni che devono essere alla base delle future normative sulla sicurezza dei posti del lavoro. Innanzitutto, hanno sostenuto i rappresentanti della Confederazione durante l’Audizione, “si dovrebbero investire gli avanzi di bilancio delle gestioni separate nella prevenzione. Per garantire migliori condizioni di sicurezza del lavoro non servono norme d’emergenza concentrate sull’inasprimento delle sanzioni. E’ invece indispensabile potenziare l’educazione e la prevenzione, attraverso poche regole chiare, procedure snelle ed efficaci, il coinvolgimento degli organismi bilaterali rappresentativi delle parti sociali, il sostegno mirato per gli investimenti e le buone prassi attuate dalle piccole imprese”. Le risorse economiche a disposizione dell’Inail rappresentano cifre importanti. Basti pensare che le recenti previsioni di bilancio dell’Inail hanno evidenziato fondi a disposizione pari ad oltre 12 miliardi di euro. Con un simile fondo cassa, gli investimenti in formazione e prevenzione potrebbero essere potenziati. “Le risorse economiche per migliorare gli interventi di prevenzione esistono. Basti pensare – ha fatto rilevare Confartigianato &#8211; all’ingente avanzo di gestione annuale dell’Inail: soltanto la Gestione dell’artigianato ha fatto registrare, nel 2006, un avanzo economico di oltre un miliardo di euro”. Formazione e prevenzione, dunque, da accompagnare a “premi” per quelle imprese che dimostreranno di attuare un’imponente ed efficace politica di sicurezza sul lavoro. Un incentivo per le imprese e non un accanimento attraverso l’aumento delle sanzioni alle imprese meno attente. Un’idea, quella espressa da Confartigianato, che sembra aver avuto già dei sostenitori autorevoli a livello istituzionale. A cominciare dal ministro Cesare Damiano, titolare del dicastero del Lavoro, che nei giorni scorsi si è espresso in linea con la proposta Confederale. “Nel momento in cui l’Inail ha un saldo attivo nel suo bilancio è giusto che una quota venga restituita in primo luogo ai lavoratori, in termini di indennizzo nel caso di infortuni e nel miglioramento delle tabelle delle malattie professionali”. Fenomeno, questo, più grave rispetto al caso specifico degli infortuni, in quanto le malattie professionali si manifestano in un periodo più lungo e con danni, spesso, ben più gravi del semplice infortunio. Il ministro Damiano ha poi concluso sottolineando come “sia giusto diminuire il costo dei premi assicurativi andando esclusivamente a vantaggio di un comportamento aziendale che assuma la sicurezza come una componente del successo dell’impresa”. Nel frattempo il Governo ha accelerato i tempi di stesura del Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, premendo per l’approvazione entro gennaio 2008.</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/confartigianato-reinvestire-il-saldo-attivo-dellinail-nella-formazione-delle-imprese/">Confartigianato: “Reinvestire il saldo attivo dell’Inail nella formazione delle imprese”</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Risorse per la prevenzione e la formazione delle imprese in materia di sicurezza sul lavoro. Questa è, in estremi sintesi, la proposta di Confartigianato alla Commissione parlamentare d’inchiesta di Palazzo Madama ed è da qui che deve partire la riorganizzazione delle normative al riguardo. Una convinzione che nasce dai comportamenti virtuosi delle piccole imprese artigiane negli ultimi anni. A parlare, e chiaramente, sono i numeri forniti dall’Inail. Dal 2000 al 2006, infatti, la Gestione Separata dell’artigianato presso l’Istituto ha registrato un calo dell’11,1 % degli infortuni sul lavoro, di gran lunga più ampio rispetto al &#8211; 7,7 % delle Gestioni dell’industria e dei servizi. Un segno evidente di quanto le imprese artigiane investano e difendano il lavoratore, valore assoluto della qualità dell’artigianato. Un’attenzione che gli imprenditori artigiani hanno sempre dimostrato e sostenuto, ad esempio con l’istituzione degli Organismi Paritetici Territoriali dell’Artigianato, strutture locali con competenze in materia di sicurezza e salute sul lavoro, il cui impegno ha portato alla drastica riduzione degli incidenti e degli infortuni nelle imprese artigiane. Forte di queste esperienze, Confartigianato ha posto all’attenzione del Parlamento diverse soluzioni che devono essere alla base delle future normative sulla sicurezza dei posti del lavoro. Innanzitutto, hanno sostenuto i rappresentanti della Confederazione durante l’Audizione, “si dovrebbero investire gli avanzi di bilancio delle gestioni separate nella prevenzione. Per garantire migliori condizioni di sicurezza del lavoro non servono norme d’emergenza concentrate sull’inasprimento delle sanzioni. E’ invece indispensabile potenziare l’educazione e la prevenzione, attraverso poche regole chiare, procedure snelle ed efficaci, il coinvolgimento degli organismi bilaterali rappresentativi delle parti sociali, il sostegno mirato per gli investimenti e le buone prassi attuate dalle piccole imprese”. Le risorse economiche a disposizione dell’Inail rappresentano cifre importanti. Basti pensare che le recenti previsioni di bilancio dell’Inail hanno evidenziato fondi a disposizione pari ad oltre 12 miliardi di euro. Con un simile fondo cassa, gli investimenti in formazione e prevenzione potrebbero essere potenziati. “Le risorse economiche per migliorare gli interventi di prevenzione esistono. Basti pensare – ha fatto rilevare Confartigianato &#8211; all’ingente avanzo di gestione annuale dell’Inail: soltanto la Gestione dell’artigianato ha fatto registrare, nel 2006, un avanzo economico di oltre un miliardo di euro”. Formazione e prevenzione, dunque, da accompagnare a “premi” per quelle imprese che dimostreranno di attuare un’imponente ed efficace politica di sicurezza sul lavoro. Un incentivo per le imprese e non un accanimento attraverso l’aumento delle sanzioni alle imprese meno attente. Un’idea, quella espressa da Confartigianato, che sembra aver avuto già dei sostenitori autorevoli a livello istituzionale. A cominciare dal ministro Cesare Damiano, titolare del dicastero del Lavoro, che nei giorni scorsi si è espresso in linea con la proposta Confederale. “Nel momento in cui l’Inail ha un saldo attivo nel suo bilancio è giusto che una quota venga restituita in primo luogo ai lavoratori, in termini di indennizzo nel caso di infortuni e nel miglioramento delle tabelle delle malattie professionali”. Fenomeno, questo, più grave rispetto al caso specifico degli infortuni, in quanto le malattie professionali si manifestano in un periodo più lungo e con danni, spesso, ben più gravi del semplice infortunio. Il ministro Damiano ha poi concluso sottolineando come “sia giusto diminuire il costo dei premi assicurativi andando esclusivamente a vantaggio di un comportamento aziendale che assuma la sicurezza come una componente del successo dell’impresa”. Nel frattempo il Governo ha accelerato i tempi di stesura del Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, premendo per l’approvazione entro gennaio 2008.</p>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/confartigianato-reinvestire-il-saldo-attivo-dellinail-nella-formazione-delle-imprese/">Confartigianato: “Reinvestire il saldo attivo dell’Inail nella formazione delle imprese”</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato: “Reinvestire il saldo attivo dell’Inail nella formazione delle imprese”</h1>
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<p>Risorse per la prevenzione e la formazione delle imprese in materia di sicurezza sul lavoro. Questa è, in estremi sintesi, la proposta di Confartigianato alla Commissione parlamentare d’inchiesta di Palazzo Madama ed è da qui che deve partire la riorganizzazione delle normative al riguardo. Una convinzione che nasce dai comportamenti virtuosi delle piccole imprese artigiane negli ultimi anni. A parlare, e chiaramente, sono i numeri forniti dall’Inail. Dal 2000 al 2006, infatti, la Gestione Separata dell’artigianato presso l’Istituto ha registrato un calo dell’11,1 % degli infortuni sul lavoro, di gran lunga più ampio rispetto al &#8211; 7,7 % delle Gestioni dell’industria e dei servizi. Un segno evidente di quanto le imprese artigiane investano e difendano il lavoratore, valore assoluto della qualità dell’artigianato. Un’attenzione che gli imprenditori artigiani hanno sempre dimostrato e sostenuto, ad esempio con l’istituzione degli Organismi Paritetici Territoriali dell’Artigianato, strutture locali con competenze in materia di sicurezza e salute sul lavoro, il cui impegno ha portato alla drastica riduzione degli incidenti e degli infortuni nelle imprese artigiane. Forte di queste esperienze, Confartigianato ha posto all’attenzione del Parlamento diverse soluzioni che devono essere alla base delle future normative sulla sicurezza dei posti del lavoro. Innanzitutto, hanno sostenuto i rappresentanti della Confederazione durante l’Audizione, “si dovrebbero investire gli avanzi di bilancio delle gestioni separate nella prevenzione. Per garantire migliori condizioni di sicurezza del lavoro non servono norme d’emergenza concentrate sull’inasprimento delle sanzioni. E’ invece indispensabile potenziare l’educazione e la prevenzione, attraverso poche regole chiare, procedure snelle ed efficaci, il coinvolgimento degli organismi bilaterali rappresentativi delle parti sociali, il sostegno mirato per gli investimenti e le buone prassi attuate dalle piccole imprese”. Le risorse economiche a disposizione dell’Inail rappresentano cifre importanti. Basti pensare che le recenti previsioni di bilancio dell’Inail hanno evidenziato fondi a disposizione pari ad oltre 12 miliardi di euro. Con un simile fondo cassa, gli investimenti in formazione e prevenzione potrebbero essere potenziati. “Le risorse economiche per migliorare gli interventi di prevenzione esistono. Basti pensare – ha fatto rilevare Confartigianato &#8211; all’ingente avanzo di gestione annuale dell’Inail: soltanto la Gestione dell’artigianato ha fatto registrare, nel 2006, un avanzo economico di oltre un miliardo di euro”. Formazione e prevenzione, dunque, da accompagnare a “premi” per quelle imprese che dimostreranno di attuare un’imponente ed efficace politica di sicurezza sul lavoro. Un incentivo per le imprese e non un accanimento attraverso l’aumento delle sanzioni alle imprese meno attente. Un’idea, quella espressa da Confartigianato, che sembra aver avuto già dei sostenitori autorevoli a livello istituzionale. A cominciare dal ministro Cesare Damiano, titolare del dicastero del Lavoro, che nei giorni scorsi si è espresso in linea con la proposta Confederale. “Nel momento in cui l’Inail ha un saldo attivo nel suo bilancio è giusto che una quota venga restituita in primo luogo ai lavoratori, in termini di indennizzo nel caso di infortuni e nel miglioramento delle tabelle delle malattie professionali”. Fenomeno, questo, più grave rispetto al caso specifico degli infortuni, in quanto le malattie professionali si manifestano in un periodo più lungo e con danni, spesso, ben più gravi del semplice infortunio. Il ministro Damiano ha poi concluso sottolineando come “sia giusto diminuire il costo dei premi assicurativi andando esclusivamente a vantaggio di un comportamento aziendale che assuma la sicurezza come una componente del successo dell’impresa”. Nel frattempo il Governo ha accelerato i tempi di stesura del Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, premendo per l’approvazione entro gennaio 2008.</p>
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		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dal-piano-per-lexport-40-milioni-di-euro-per-le-micro-e-piccole-imprese-colpite-dalla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/confartigianato-reinvestire-il-saldo-attivo-dellinail-nella-formazione-delle-imprese/">Confartigianato: “Reinvestire il saldo attivo dell’Inail nella formazione delle imprese”</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Risorse per la prevenzione e la formazione delle imprese in materia di sicurezza sul lavoro. Questa è, in estremi sintesi, la proposta di Confartigianato alla Commissione parlamentare d’inchiesta di Palazzo Madama ed è da qui che deve partire la riorganizzazione delle normative al riguardo. Una convinzione che nasce dai comportamenti virtuosi delle piccole imprese artigiane negli ultimi anni. A parlare, e chiaramente, sono i numeri forniti dall’Inail. Dal 2000 al 2006, infatti, la Gestione Separata dell’artigianato presso l’Istituto ha registrato un calo dell’11,1 % degli infortuni sul lavoro, di gran lunga più ampio rispetto al &#8211; 7,7 % delle Gestioni dell’industria e dei servizi. Un segno evidente di quanto le imprese artigiane investano e difendano il lavoratore, valore assoluto della qualità dell’artigianato. Un’attenzione che gli imprenditori artigiani hanno sempre dimostrato e sostenuto, ad esempio con l’istituzione degli Organismi Paritetici Territoriali dell’Artigianato, strutture locali con competenze in materia di sicurezza e salute sul lavoro, il cui impegno ha portato alla drastica riduzione degli incidenti e degli infortuni nelle imprese artigiane. Forte di queste esperienze, Confartigianato ha posto all’attenzione del Parlamento diverse soluzioni che devono essere alla base delle future normative sulla sicurezza dei posti del lavoro. Innanzitutto, hanno sostenuto i rappresentanti della Confederazione durante l’Audizione, “si dovrebbero investire gli avanzi di bilancio delle gestioni separate nella prevenzione. Per garantire migliori condizioni di sicurezza del lavoro non servono norme d’emergenza concentrate sull’inasprimento delle sanzioni. E’ invece indispensabile potenziare l’educazione e la prevenzione, attraverso poche regole chiare, procedure snelle ed efficaci, il coinvolgimento degli organismi bilaterali rappresentativi delle parti sociali, il sostegno mirato per gli investimenti e le buone prassi attuate dalle piccole imprese”. Le risorse economiche a disposizione dell’Inail rappresentano cifre importanti. Basti pensare che le recenti previsioni di bilancio dell’Inail hanno evidenziato fondi a disposizione pari ad oltre 12 miliardi di euro. Con un simile fondo cassa, gli investimenti in formazione e prevenzione potrebbero essere potenziati. “Le risorse economiche per migliorare gli interventi di prevenzione esistono. Basti pensare – ha fatto rilevare Confartigianato &#8211; all’ingente avanzo di gestione annuale dell’Inail: soltanto la Gestione dell’artigianato ha fatto registrare, nel 2006, un avanzo economico di oltre un miliardo di euro”. Formazione e prevenzione, dunque, da accompagnare a “premi” per quelle imprese che dimostreranno di attuare un’imponente ed efficace politica di sicurezza sul lavoro. Un incentivo per le imprese e non un accanimento attraverso l’aumento delle sanzioni alle imprese meno attente. Un’idea, quella espressa da Confartigianato, che sembra aver avuto già dei sostenitori autorevoli a livello istituzionale. A cominciare dal ministro Cesare Damiano, titolare del dicastero del Lavoro, che nei giorni scorsi si è espresso in linea con la proposta Confederale. “Nel momento in cui l’Inail ha un saldo attivo nel suo bilancio è giusto che una quota venga restituita in primo luogo ai lavoratori, in termini di indennizzo nel caso di infortuni e nel miglioramento delle tabelle delle malattie professionali”. Fenomeno, questo, più grave rispetto al caso specifico degli infortuni, in quanto le malattie professionali si manifestano in un periodo più lungo e con danni, spesso, ben più gravi del semplice infortunio. Il ministro Damiano ha poi concluso sottolineando come “sia giusto diminuire il costo dei premi assicurativi andando esclusivamente a vantaggio di un comportamento aziendale che assuma la sicurezza come una componente del successo dell’impresa”. Nel frattempo il Governo ha accelerato i tempi di stesura del Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, premendo per l’approvazione entro gennaio 2008.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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<p>Risorse per la prevenzione e la formazione delle imprese in materia di sicurezza sul lavoro. Questa è, in estremi sintesi, la proposta di Confartigianato alla Commissione parlamentare d’inchiesta di Palazzo Madama ed è da qui che deve partire la riorganizzazione delle normative al riguardo. Una convinzione che nasce dai comportamenti virtuosi delle piccole imprese artigiane negli ultimi anni. A parlare, e chiaramente, sono i numeri forniti dall’Inail. Dal 2000 al 2006, infatti, la Gestione Separata dell’artigianato presso l’Istituto ha registrato un calo dell’11,1 % degli infortuni sul lavoro, di gran lunga più ampio rispetto al &#8211; 7,7 % delle Gestioni dell’industria e dei servizi. Un segno evidente di quanto le imprese artigiane investano e difendano il lavoratore, valore assoluto della qualità dell’artigianato. Un’attenzione che gli imprenditori artigiani hanno sempre dimostrato e sostenuto, ad esempio con l’istituzione degli Organismi Paritetici Territoriali dell’Artigianato, strutture locali con competenze in materia di sicurezza e salute sul lavoro, il cui impegno ha portato alla drastica riduzione degli incidenti e degli infortuni nelle imprese artigiane. Forte di queste esperienze, Confartigianato ha posto all’attenzione del Parlamento diverse soluzioni che devono essere alla base delle future normative sulla sicurezza dei posti del lavoro. Innanzitutto, hanno sostenuto i rappresentanti della Confederazione durante l’Audizione, “si dovrebbero investire gli avanzi di bilancio delle gestioni separate nella prevenzione. Per garantire migliori condizioni di sicurezza del lavoro non servono norme d’emergenza concentrate sull’inasprimento delle sanzioni. E’ invece indispensabile potenziare l’educazione e la prevenzione, attraverso poche regole chiare, procedure snelle ed efficaci, il coinvolgimento degli organismi bilaterali rappresentativi delle parti sociali, il sostegno mirato per gli investimenti e le buone prassi attuate dalle piccole imprese”. Le risorse economiche a disposizione dell’Inail rappresentano cifre importanti. Basti pensare che le recenti previsioni di bilancio dell’Inail hanno evidenziato fondi a disposizione pari ad oltre 12 miliardi di euro. Con un simile fondo cassa, gli investimenti in formazione e prevenzione potrebbero essere potenziati. “Le risorse economiche per migliorare gli interventi di prevenzione esistono. Basti pensare – ha fatto rilevare Confartigianato &#8211; all’ingente avanzo di gestione annuale dell’Inail: soltanto la Gestione dell’artigianato ha fatto registrare, nel 2006, un avanzo economico di oltre un miliardo di euro”. Formazione e prevenzione, dunque, da accompagnare a “premi” per quelle imprese che dimostreranno di attuare un’imponente ed efficace politica di sicurezza sul lavoro. Un incentivo per le imprese e non un accanimento attraverso l’aumento delle sanzioni alle imprese meno attente. Un’idea, quella espressa da Confartigianato, che sembra aver avuto già dei sostenitori autorevoli a livello istituzionale. A cominciare dal ministro Cesare Damiano, titolare del dicastero del Lavoro, che nei giorni scorsi si è espresso in linea con la proposta Confederale. “Nel momento in cui l’Inail ha un saldo attivo nel suo bilancio è giusto che una quota venga restituita in primo luogo ai lavoratori, in termini di indennizzo nel caso di infortuni e nel miglioramento delle tabelle delle malattie professionali”. Fenomeno, questo, più grave rispetto al caso specifico degli infortuni, in quanto le malattie professionali si manifestano in un periodo più lungo e con danni, spesso, ben più gravi del semplice infortunio. Il ministro Damiano ha poi concluso sottolineando come “sia giusto diminuire il costo dei premi assicurativi andando esclusivamente a vantaggio di un comportamento aziendale che assuma la sicurezza come una componente del successo dell’impresa”. Nel frattempo il Governo ha accelerato i tempi di stesura del Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, premendo per l’approvazione entro gennaio 2008.</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
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<p>Risorse per la prevenzione e la formazione delle imprese in materia di sicurezza sul lavoro. Questa è, in estremi sintesi, la proposta di Confartigianato alla Commissione parlamentare d’inchiesta di Palazzo Madama ed è da qui che deve partire la riorganizzazione delle normative al riguardo. Una convinzione che nasce dai comportamenti virtuosi delle piccole imprese artigiane negli ultimi anni. A parlare, e chiaramente, sono i numeri forniti dall’Inail. Dal 2000 al 2006, infatti, la Gestione Separata dell’artigianato presso l’Istituto ha registrato un calo dell’11,1 % degli infortuni sul lavoro, di gran lunga più ampio rispetto al &#8211; 7,7 % delle Gestioni dell’industria e dei servizi. Un segno evidente di quanto le imprese artigiane investano e difendano il lavoratore, valore assoluto della qualità dell’artigianato. Un’attenzione che gli imprenditori artigiani hanno sempre dimostrato e sostenuto, ad esempio con l’istituzione degli Organismi Paritetici Territoriali dell’Artigianato, strutture locali con competenze in materia di sicurezza e salute sul lavoro, il cui impegno ha portato alla drastica riduzione degli incidenti e degli infortuni nelle imprese artigiane. Forte di queste esperienze, Confartigianato ha posto all’attenzione del Parlamento diverse soluzioni che devono essere alla base delle future normative sulla sicurezza dei posti del lavoro. Innanzitutto, hanno sostenuto i rappresentanti della Confederazione durante l’Audizione, “si dovrebbero investire gli avanzi di bilancio delle gestioni separate nella prevenzione. Per garantire migliori condizioni di sicurezza del lavoro non servono norme d’emergenza concentrate sull’inasprimento delle sanzioni. E’ invece indispensabile potenziare l’educazione e la prevenzione, attraverso poche regole chiare, procedure snelle ed efficaci, il coinvolgimento degli organismi bilaterali rappresentativi delle parti sociali, il sostegno mirato per gli investimenti e le buone prassi attuate dalle piccole imprese”. Le risorse economiche a disposizione dell’Inail rappresentano cifre importanti. Basti pensare che le recenti previsioni di bilancio dell’Inail hanno evidenziato fondi a disposizione pari ad oltre 12 miliardi di euro. Con un simile fondo cassa, gli investimenti in formazione e prevenzione potrebbero essere potenziati. “Le risorse economiche per migliorare gli interventi di prevenzione esistono. Basti pensare – ha fatto rilevare Confartigianato &#8211; all’ingente avanzo di gestione annuale dell’Inail: soltanto la Gestione dell’artigianato ha fatto registrare, nel 2006, un avanzo economico di oltre un miliardo di euro”. Formazione e prevenzione, dunque, da accompagnare a “premi” per quelle imprese che dimostreranno di attuare un’imponente ed efficace politica di sicurezza sul lavoro. Un incentivo per le imprese e non un accanimento attraverso l’aumento delle sanzioni alle imprese meno attente. Un’idea, quella espressa da Confartigianato, che sembra aver avuto già dei sostenitori autorevoli a livello istituzionale. A cominciare dal ministro Cesare Damiano, titolare del dicastero del Lavoro, che nei giorni scorsi si è espresso in linea con la proposta Confederale. “Nel momento in cui l’Inail ha un saldo attivo nel suo bilancio è giusto che una quota venga restituita in primo luogo ai lavoratori, in termini di indennizzo nel caso di infortuni e nel miglioramento delle tabelle delle malattie professionali”. Fenomeno, questo, più grave rispetto al caso specifico degli infortuni, in quanto le malattie professionali si manifestano in un periodo più lungo e con danni, spesso, ben più gravi del semplice infortunio. Il ministro Damiano ha poi concluso sottolineando come “sia giusto diminuire il costo dei premi assicurativi andando esclusivamente a vantaggio di un comportamento aziendale che assuma la sicurezza come una componente del successo dell’impresa”. Nel frattempo il Governo ha accelerato i tempi di stesura del Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, premendo per l’approvazione entro gennaio 2008.</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/confartigianato-reinvestire-il-saldo-attivo-dellinail-nella-formazione-delle-imprese/">Confartigianato: “Reinvestire il saldo attivo dell’Inail nella formazione delle imprese”</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7225 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-audizione tag-confartigianato tag-formazione tag-imprese tag-inail tag-lavoro tag-senato tag-sicurezza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Dicembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato: “Reinvestire il saldo attivo dell’Inail nella formazione delle imprese”</h1>
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<p>Risorse per la prevenzione e la formazione delle imprese in materia di sicurezza sul lavoro. Questa è, in estremi sintesi, la proposta di Confartigianato alla Commissione parlamentare d’inchiesta di Palazzo Madama ed è da qui che deve partire la riorganizzazione delle normative al riguardo. Una convinzione che nasce dai comportamenti virtuosi delle piccole imprese artigiane negli ultimi anni. A parlare, e chiaramente, sono i numeri forniti dall’Inail. Dal 2000 al 2006, infatti, la Gestione Separata dell’artigianato presso l’Istituto ha registrato un calo dell’11,1 % degli infortuni sul lavoro, di gran lunga più ampio rispetto al &#8211; 7,7 % delle Gestioni dell’industria e dei servizi. Un segno evidente di quanto le imprese artigiane investano e difendano il lavoratore, valore assoluto della qualità dell’artigianato. Un’attenzione che gli imprenditori artigiani hanno sempre dimostrato e sostenuto, ad esempio con l’istituzione degli Organismi Paritetici Territoriali dell’Artigianato, strutture locali con competenze in materia di sicurezza e salute sul lavoro, il cui impegno ha portato alla drastica riduzione degli incidenti e degli infortuni nelle imprese artigiane. Forte di queste esperienze, Confartigianato ha posto all’attenzione del Parlamento diverse soluzioni che devono essere alla base delle future normative sulla sicurezza dei posti del lavoro. Innanzitutto, hanno sostenuto i rappresentanti della Confederazione durante l’Audizione, “si dovrebbero investire gli avanzi di bilancio delle gestioni separate nella prevenzione. Per garantire migliori condizioni di sicurezza del lavoro non servono norme d’emergenza concentrate sull’inasprimento delle sanzioni. E’ invece indispensabile potenziare l’educazione e la prevenzione, attraverso poche regole chiare, procedure snelle ed efficaci, il coinvolgimento degli organismi bilaterali rappresentativi delle parti sociali, il sostegno mirato per gli investimenti e le buone prassi attuate dalle piccole imprese”. Le risorse economiche a disposizione dell’Inail rappresentano cifre importanti. Basti pensare che le recenti previsioni di bilancio dell’Inail hanno evidenziato fondi a disposizione pari ad oltre 12 miliardi di euro. Con un simile fondo cassa, gli investimenti in formazione e prevenzione potrebbero essere potenziati. “Le risorse economiche per migliorare gli interventi di prevenzione esistono. Basti pensare – ha fatto rilevare Confartigianato &#8211; all’ingente avanzo di gestione annuale dell’Inail: soltanto la Gestione dell’artigianato ha fatto registrare, nel 2006, un avanzo economico di oltre un miliardo di euro”. Formazione e prevenzione, dunque, da accompagnare a “premi” per quelle imprese che dimostreranno di attuare un’imponente ed efficace politica di sicurezza sul lavoro. Un incentivo per le imprese e non un accanimento attraverso l’aumento delle sanzioni alle imprese meno attente. Un’idea, quella espressa da Confartigianato, che sembra aver avuto già dei sostenitori autorevoli a livello istituzionale. A cominciare dal ministro Cesare Damiano, titolare del dicastero del Lavoro, che nei giorni scorsi si è espresso in linea con la proposta Confederale. “Nel momento in cui l’Inail ha un saldo attivo nel suo bilancio è giusto che una quota venga restituita in primo luogo ai lavoratori, in termini di indennizzo nel caso di infortuni e nel miglioramento delle tabelle delle malattie professionali”. Fenomeno, questo, più grave rispetto al caso specifico degli infortuni, in quanto le malattie professionali si manifestano in un periodo più lungo e con danni, spesso, ben più gravi del semplice infortunio. Il ministro Damiano ha poi concluso sottolineando come “sia giusto diminuire il costo dei premi assicurativi andando esclusivamente a vantaggio di un comportamento aziendale che assuma la sicurezza come una componente del successo dell’impresa”. Nel frattempo il Governo ha accelerato i tempi di stesura del Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, premendo per l’approvazione entro gennaio 2008.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/confartigianato-reinvestire-il-saldo-attivo-dellinail-nella-formazione-delle-imprese/">Confartigianato: “Reinvestire il saldo attivo dell’Inail nella formazione delle imprese”</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/trappole-col-fiocco-e-soffitti-di-cristallo-focus-di-spirito-artigiano-sulla-condizione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/confartigianato-reinvestire-il-saldo-attivo-dellinail-nella-formazione-delle-imprese/">Confartigianato: “Reinvestire il saldo attivo dell’Inail nella formazione delle imprese”</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato: “Reinvestire il saldo attivo dell’Inail nella formazione delle imprese”</h1>
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<p>Risorse per la prevenzione e la formazione delle imprese in materia di sicurezza sul lavoro. Questa è, in estremi sintesi, la proposta di Confartigianato alla Commissione parlamentare d’inchiesta di Palazzo Madama ed è da qui che deve partire la riorganizzazione delle normative al riguardo. Una convinzione che nasce dai comportamenti virtuosi delle piccole imprese artigiane negli ultimi anni. A parlare, e chiaramente, sono i numeri forniti dall’Inail. Dal 2000 al 2006, infatti, la Gestione Separata dell’artigianato presso l’Istituto ha registrato un calo dell’11,1 % degli infortuni sul lavoro, di gran lunga più ampio rispetto al &#8211; 7,7 % delle Gestioni dell’industria e dei servizi. Un segno evidente di quanto le imprese artigiane investano e difendano il lavoratore, valore assoluto della qualità dell’artigianato. Un’attenzione che gli imprenditori artigiani hanno sempre dimostrato e sostenuto, ad esempio con l’istituzione degli Organismi Paritetici Territoriali dell’Artigianato, strutture locali con competenze in materia di sicurezza e salute sul lavoro, il cui impegno ha portato alla drastica riduzione degli incidenti e degli infortuni nelle imprese artigiane. Forte di queste esperienze, Confartigianato ha posto all’attenzione del Parlamento diverse soluzioni che devono essere alla base delle future normative sulla sicurezza dei posti del lavoro. Innanzitutto, hanno sostenuto i rappresentanti della Confederazione durante l’Audizione, “si dovrebbero investire gli avanzi di bilancio delle gestioni separate nella prevenzione. Per garantire migliori condizioni di sicurezza del lavoro non servono norme d’emergenza concentrate sull’inasprimento delle sanzioni. E’ invece indispensabile potenziare l’educazione e la prevenzione, attraverso poche regole chiare, procedure snelle ed efficaci, il coinvolgimento degli organismi bilaterali rappresentativi delle parti sociali, il sostegno mirato per gli investimenti e le buone prassi attuate dalle piccole imprese”. Le risorse economiche a disposizione dell’Inail rappresentano cifre importanti. Basti pensare che le recenti previsioni di bilancio dell’Inail hanno evidenziato fondi a disposizione pari ad oltre 12 miliardi di euro. Con un simile fondo cassa, gli investimenti in formazione e prevenzione potrebbero essere potenziati. “Le risorse economiche per migliorare gli interventi di prevenzione esistono. Basti pensare – ha fatto rilevare Confartigianato &#8211; all’ingente avanzo di gestione annuale dell’Inail: soltanto la Gestione dell’artigianato ha fatto registrare, nel 2006, un avanzo economico di oltre un miliardo di euro”. Formazione e prevenzione, dunque, da accompagnare a “premi” per quelle imprese che dimostreranno di attuare un’imponente ed efficace politica di sicurezza sul lavoro. Un incentivo per le imprese e non un accanimento attraverso l’aumento delle sanzioni alle imprese meno attente. Un’idea, quella espressa da Confartigianato, che sembra aver avuto già dei sostenitori autorevoli a livello istituzionale. A cominciare dal ministro Cesare Damiano, titolare del dicastero del Lavoro, che nei giorni scorsi si è espresso in linea con la proposta Confederale. “Nel momento in cui l’Inail ha un saldo attivo nel suo bilancio è giusto che una quota venga restituita in primo luogo ai lavoratori, in termini di indennizzo nel caso di infortuni e nel miglioramento delle tabelle delle malattie professionali”. Fenomeno, questo, più grave rispetto al caso specifico degli infortuni, in quanto le malattie professionali si manifestano in un periodo più lungo e con danni, spesso, ben più gravi del semplice infortunio. Il ministro Damiano ha poi concluso sottolineando come “sia giusto diminuire il costo dei premi assicurativi andando esclusivamente a vantaggio di un comportamento aziendale che assuma la sicurezza come una componente del successo dell’impresa”. Nel frattempo il Governo ha accelerato i tempi di stesura del Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, premendo per l’approvazione entro gennaio 2008.</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/confartigianato-reinvestire-il-saldo-attivo-dellinail-nella-formazione-delle-imprese/">Confartigianato: “Reinvestire il saldo attivo dell’Inail nella formazione delle imprese”</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato: “Reinvestire il saldo attivo dell’Inail nella formazione delle imprese”</h1>
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<p>Risorse per la prevenzione e la formazione delle imprese in materia di sicurezza sul lavoro. Questa è, in estremi sintesi, la proposta di Confartigianato alla Commissione parlamentare d’inchiesta di Palazzo Madama ed è da qui che deve partire la riorganizzazione delle normative al riguardo. Una convinzione che nasce dai comportamenti virtuosi delle piccole imprese artigiane negli ultimi anni. A parlare, e chiaramente, sono i numeri forniti dall’Inail. Dal 2000 al 2006, infatti, la Gestione Separata dell’artigianato presso l’Istituto ha registrato un calo dell’11,1 % degli infortuni sul lavoro, di gran lunga più ampio rispetto al &#8211; 7,7 % delle Gestioni dell’industria e dei servizi. Un segno evidente di quanto le imprese artigiane investano e difendano il lavoratore, valore assoluto della qualità dell’artigianato. Un’attenzione che gli imprenditori artigiani hanno sempre dimostrato e sostenuto, ad esempio con l’istituzione degli Organismi Paritetici Territoriali dell’Artigianato, strutture locali con competenze in materia di sicurezza e salute sul lavoro, il cui impegno ha portato alla drastica riduzione degli incidenti e degli infortuni nelle imprese artigiane. Forte di queste esperienze, Confartigianato ha posto all’attenzione del Parlamento diverse soluzioni che devono essere alla base delle future normative sulla sicurezza dei posti del lavoro. Innanzitutto, hanno sostenuto i rappresentanti della Confederazione durante l’Audizione, “si dovrebbero investire gli avanzi di bilancio delle gestioni separate nella prevenzione. Per garantire migliori condizioni di sicurezza del lavoro non servono norme d’emergenza concentrate sull’inasprimento delle sanzioni. E’ invece indispensabile potenziare l’educazione e la prevenzione, attraverso poche regole chiare, procedure snelle ed efficaci, il coinvolgimento degli organismi bilaterali rappresentativi delle parti sociali, il sostegno mirato per gli investimenti e le buone prassi attuate dalle piccole imprese”. Le risorse economiche a disposizione dell’Inail rappresentano cifre importanti. Basti pensare che le recenti previsioni di bilancio dell’Inail hanno evidenziato fondi a disposizione pari ad oltre 12 miliardi di euro. Con un simile fondo cassa, gli investimenti in formazione e prevenzione potrebbero essere potenziati. “Le risorse economiche per migliorare gli interventi di prevenzione esistono. Basti pensare – ha fatto rilevare Confartigianato &#8211; all’ingente avanzo di gestione annuale dell’Inail: soltanto la Gestione dell’artigianato ha fatto registrare, nel 2006, un avanzo economico di oltre un miliardo di euro”. Formazione e prevenzione, dunque, da accompagnare a “premi” per quelle imprese che dimostreranno di attuare un’imponente ed efficace politica di sicurezza sul lavoro. Un incentivo per le imprese e non un accanimento attraverso l’aumento delle sanzioni alle imprese meno attente. Un’idea, quella espressa da Confartigianato, che sembra aver avuto già dei sostenitori autorevoli a livello istituzionale. A cominciare dal ministro Cesare Damiano, titolare del dicastero del Lavoro, che nei giorni scorsi si è espresso in linea con la proposta Confederale. “Nel momento in cui l’Inail ha un saldo attivo nel suo bilancio è giusto che una quota venga restituita in primo luogo ai lavoratori, in termini di indennizzo nel caso di infortuni e nel miglioramento delle tabelle delle malattie professionali”. Fenomeno, questo, più grave rispetto al caso specifico degli infortuni, in quanto le malattie professionali si manifestano in un periodo più lungo e con danni, spesso, ben più gravi del semplice infortunio. Il ministro Damiano ha poi concluso sottolineando come “sia giusto diminuire il costo dei premi assicurativi andando esclusivamente a vantaggio di un comportamento aziendale che assuma la sicurezza come una componente del successo dell’impresa”. Nel frattempo il Governo ha accelerato i tempi di stesura del Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, premendo per l’approvazione entro gennaio 2008.</p>
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		<title>Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:22:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 11 Giugno 2026·CREDITO Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green [&#8230;]</p>
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<p>Risorse per la prevenzione e la formazione delle imprese in materia di sicurezza sul lavoro. Questa è, in estremi sintesi, la proposta di Confartigianato alla Commissione parlamentare d’inchiesta di Palazzo Madama ed è da qui che deve partire la riorganizzazione delle normative al riguardo. Una convinzione che nasce dai comportamenti virtuosi delle piccole imprese artigiane negli ultimi anni. A parlare, e chiaramente, sono i numeri forniti dall’Inail. Dal 2000 al 2006, infatti, la Gestione Separata dell’artigianato presso l’Istituto ha registrato un calo dell’11,1 % degli infortuni sul lavoro, di gran lunga più ampio rispetto al &#8211; 7,7 % delle Gestioni dell’industria e dei servizi. Un segno evidente di quanto le imprese artigiane investano e difendano il lavoratore, valore assoluto della qualità dell’artigianato. Un’attenzione che gli imprenditori artigiani hanno sempre dimostrato e sostenuto, ad esempio con l’istituzione degli Organismi Paritetici Territoriali dell’Artigianato, strutture locali con competenze in materia di sicurezza e salute sul lavoro, il cui impegno ha portato alla drastica riduzione degli incidenti e degli infortuni nelle imprese artigiane. Forte di queste esperienze, Confartigianato ha posto all’attenzione del Parlamento diverse soluzioni che devono essere alla base delle future normative sulla sicurezza dei posti del lavoro. Innanzitutto, hanno sostenuto i rappresentanti della Confederazione durante l’Audizione, “si dovrebbero investire gli avanzi di bilancio delle gestioni separate nella prevenzione. Per garantire migliori condizioni di sicurezza del lavoro non servono norme d’emergenza concentrate sull’inasprimento delle sanzioni. E’ invece indispensabile potenziare l’educazione e la prevenzione, attraverso poche regole chiare, procedure snelle ed efficaci, il coinvolgimento degli organismi bilaterali rappresentativi delle parti sociali, il sostegno mirato per gli investimenti e le buone prassi attuate dalle piccole imprese”. Le risorse economiche a disposizione dell’Inail rappresentano cifre importanti. Basti pensare che le recenti previsioni di bilancio dell’Inail hanno evidenziato fondi a disposizione pari ad oltre 12 miliardi di euro. Con un simile fondo cassa, gli investimenti in formazione e prevenzione potrebbero essere potenziati. “Le risorse economiche per migliorare gli interventi di prevenzione esistono. Basti pensare – ha fatto rilevare Confartigianato &#8211; all’ingente avanzo di gestione annuale dell’Inail: soltanto la Gestione dell’artigianato ha fatto registrare, nel 2006, un avanzo economico di oltre un miliardo di euro”. Formazione e prevenzione, dunque, da accompagnare a “premi” per quelle imprese che dimostreranno di attuare un’imponente ed efficace politica di sicurezza sul lavoro. Un incentivo per le imprese e non un accanimento attraverso l’aumento delle sanzioni alle imprese meno attente. Un’idea, quella espressa da Confartigianato, che sembra aver avuto già dei sostenitori autorevoli a livello istituzionale. A cominciare dal ministro Cesare Damiano, titolare del dicastero del Lavoro, che nei giorni scorsi si è espresso in linea con la proposta Confederale. “Nel momento in cui l’Inail ha un saldo attivo nel suo bilancio è giusto che una quota venga restituita in primo luogo ai lavoratori, in termini di indennizzo nel caso di infortuni e nel miglioramento delle tabelle delle malattie professionali”. Fenomeno, questo, più grave rispetto al caso specifico degli infortuni, in quanto le malattie professionali si manifestano in un periodo più lungo e con danni, spesso, ben più gravi del semplice infortunio. Il ministro Damiano ha poi concluso sottolineando come “sia giusto diminuire il costo dei premi assicurativi andando esclusivamente a vantaggio di un comportamento aziendale che assuma la sicurezza come una componente del successo dell’impresa”. Nel frattempo il Governo ha accelerato i tempi di stesura del Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, premendo per l’approvazione entro gennaio 2008.</p>
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		<title>Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, sostenibilità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-e-symbola-celebrano-lartigianato-simbolo-del-futuro-del-made-in-italy-tra-design-sostenibilita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:37:50 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Mantova]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 11 Giugno 2026·MADE IN ITALY Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/confartigianato-reinvestire-il-saldo-attivo-dellinail-nella-formazione-delle-imprese/">Confartigianato: “Reinvestire il saldo attivo dell’Inail nella formazione delle imprese”</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7225 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-audizione tag-confartigianato tag-formazione tag-imprese tag-inail tag-lavoro tag-senato tag-sicurezza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Dicembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato: “Reinvestire il saldo attivo dell’Inail nella formazione delle imprese”</h1>
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<p>Risorse per la prevenzione e la formazione delle imprese in materia di sicurezza sul lavoro. Questa è, in estremi sintesi, la proposta di Confartigianato alla Commissione parlamentare d’inchiesta di Palazzo Madama ed è da qui che deve partire la riorganizzazione delle normative al riguardo. Una convinzione che nasce dai comportamenti virtuosi delle piccole imprese artigiane negli ultimi anni. A parlare, e chiaramente, sono i numeri forniti dall’Inail. Dal 2000 al 2006, infatti, la Gestione Separata dell’artigianato presso l’Istituto ha registrato un calo dell’11,1 % degli infortuni sul lavoro, di gran lunga più ampio rispetto al &#8211; 7,7 % delle Gestioni dell’industria e dei servizi. Un segno evidente di quanto le imprese artigiane investano e difendano il lavoratore, valore assoluto della qualità dell’artigianato. Un’attenzione che gli imprenditori artigiani hanno sempre dimostrato e sostenuto, ad esempio con l’istituzione degli Organismi Paritetici Territoriali dell’Artigianato, strutture locali con competenze in materia di sicurezza e salute sul lavoro, il cui impegno ha portato alla drastica riduzione degli incidenti e degli infortuni nelle imprese artigiane. Forte di queste esperienze, Confartigianato ha posto all’attenzione del Parlamento diverse soluzioni che devono essere alla base delle future normative sulla sicurezza dei posti del lavoro. Innanzitutto, hanno sostenuto i rappresentanti della Confederazione durante l’Audizione, “si dovrebbero investire gli avanzi di bilancio delle gestioni separate nella prevenzione. Per garantire migliori condizioni di sicurezza del lavoro non servono norme d’emergenza concentrate sull’inasprimento delle sanzioni. E’ invece indispensabile potenziare l’educazione e la prevenzione, attraverso poche regole chiare, procedure snelle ed efficaci, il coinvolgimento degli organismi bilaterali rappresentativi delle parti sociali, il sostegno mirato per gli investimenti e le buone prassi attuate dalle piccole imprese”. Le risorse economiche a disposizione dell’Inail rappresentano cifre importanti. Basti pensare che le recenti previsioni di bilancio dell’Inail hanno evidenziato fondi a disposizione pari ad oltre 12 miliardi di euro. Con un simile fondo cassa, gli investimenti in formazione e prevenzione potrebbero essere potenziati. “Le risorse economiche per migliorare gli interventi di prevenzione esistono. Basti pensare – ha fatto rilevare Confartigianato &#8211; all’ingente avanzo di gestione annuale dell’Inail: soltanto la Gestione dell’artigianato ha fatto registrare, nel 2006, un avanzo economico di oltre un miliardo di euro”. Formazione e prevenzione, dunque, da accompagnare a “premi” per quelle imprese che dimostreranno di attuare un’imponente ed efficace politica di sicurezza sul lavoro. Un incentivo per le imprese e non un accanimento attraverso l’aumento delle sanzioni alle imprese meno attente. Un’idea, quella espressa da Confartigianato, che sembra aver avuto già dei sostenitori autorevoli a livello istituzionale. A cominciare dal ministro Cesare Damiano, titolare del dicastero del Lavoro, che nei giorni scorsi si è espresso in linea con la proposta Confederale. “Nel momento in cui l’Inail ha un saldo attivo nel suo bilancio è giusto che una quota venga restituita in primo luogo ai lavoratori, in termini di indennizzo nel caso di infortuni e nel miglioramento delle tabelle delle malattie professionali”. Fenomeno, questo, più grave rispetto al caso specifico degli infortuni, in quanto le malattie professionali si manifestano in un periodo più lungo e con danni, spesso, ben più gravi del semplice infortunio. Il ministro Damiano ha poi concluso sottolineando come “sia giusto diminuire il costo dei premi assicurativi andando esclusivamente a vantaggio di un comportamento aziendale che assuma la sicurezza come una componente del successo dell’impresa”. Nel frattempo il Governo ha accelerato i tempi di stesura del Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, premendo per l’approvazione entro gennaio 2008.</p>
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		<title>Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/burocrazia-e-normativa-complessa-pesano-sulla-qualita-dei-servizi-pubblici-italia-al-26-posto-in-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Giugno 2026·PA Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/confartigianato-reinvestire-il-saldo-attivo-dellinail-nella-formazione-delle-imprese/">Confartigianato: “Reinvestire il saldo attivo dell’Inail nella formazione delle imprese”</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato: “Reinvestire il saldo attivo dell’Inail nella formazione delle imprese”</h1>
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<p>Risorse per la prevenzione e la formazione delle imprese in materia di sicurezza sul lavoro. Questa è, in estremi sintesi, la proposta di Confartigianato alla Commissione parlamentare d’inchiesta di Palazzo Madama ed è da qui che deve partire la riorganizzazione delle normative al riguardo. Una convinzione che nasce dai comportamenti virtuosi delle piccole imprese artigiane negli ultimi anni. A parlare, e chiaramente, sono i numeri forniti dall’Inail. Dal 2000 al 2006, infatti, la Gestione Separata dell’artigianato presso l’Istituto ha registrato un calo dell’11,1 % degli infortuni sul lavoro, di gran lunga più ampio rispetto al &#8211; 7,7 % delle Gestioni dell’industria e dei servizi. Un segno evidente di quanto le imprese artigiane investano e difendano il lavoratore, valore assoluto della qualità dell’artigianato. Un’attenzione che gli imprenditori artigiani hanno sempre dimostrato e sostenuto, ad esempio con l’istituzione degli Organismi Paritetici Territoriali dell’Artigianato, strutture locali con competenze in materia di sicurezza e salute sul lavoro, il cui impegno ha portato alla drastica riduzione degli incidenti e degli infortuni nelle imprese artigiane. Forte di queste esperienze, Confartigianato ha posto all’attenzione del Parlamento diverse soluzioni che devono essere alla base delle future normative sulla sicurezza dei posti del lavoro. Innanzitutto, hanno sostenuto i rappresentanti della Confederazione durante l’Audizione, “si dovrebbero investire gli avanzi di bilancio delle gestioni separate nella prevenzione. Per garantire migliori condizioni di sicurezza del lavoro non servono norme d’emergenza concentrate sull’inasprimento delle sanzioni. E’ invece indispensabile potenziare l’educazione e la prevenzione, attraverso poche regole chiare, procedure snelle ed efficaci, il coinvolgimento degli organismi bilaterali rappresentativi delle parti sociali, il sostegno mirato per gli investimenti e le buone prassi attuate dalle piccole imprese”. Le risorse economiche a disposizione dell’Inail rappresentano cifre importanti. Basti pensare che le recenti previsioni di bilancio dell’Inail hanno evidenziato fondi a disposizione pari ad oltre 12 miliardi di euro. Con un simile fondo cassa, gli investimenti in formazione e prevenzione potrebbero essere potenziati. “Le risorse economiche per migliorare gli interventi di prevenzione esistono. Basti pensare – ha fatto rilevare Confartigianato &#8211; all’ingente avanzo di gestione annuale dell’Inail: soltanto la Gestione dell’artigianato ha fatto registrare, nel 2006, un avanzo economico di oltre un miliardo di euro”. Formazione e prevenzione, dunque, da accompagnare a “premi” per quelle imprese che dimostreranno di attuare un’imponente ed efficace politica di sicurezza sul lavoro. Un incentivo per le imprese e non un accanimento attraverso l’aumento delle sanzioni alle imprese meno attente. Un’idea, quella espressa da Confartigianato, che sembra aver avuto già dei sostenitori autorevoli a livello istituzionale. A cominciare dal ministro Cesare Damiano, titolare del dicastero del Lavoro, che nei giorni scorsi si è espresso in linea con la proposta Confederale. “Nel momento in cui l’Inail ha un saldo attivo nel suo bilancio è giusto che una quota venga restituita in primo luogo ai lavoratori, in termini di indennizzo nel caso di infortuni e nel miglioramento delle tabelle delle malattie professionali”. Fenomeno, questo, più grave rispetto al caso specifico degli infortuni, in quanto le malattie professionali si manifestano in un periodo più lungo e con danni, spesso, ben più gravi del semplice infortunio. Il ministro Damiano ha poi concluso sottolineando come “sia giusto diminuire il costo dei premi assicurativi andando esclusivamente a vantaggio di un comportamento aziendale che assuma la sicurezza come una componente del successo dell’impresa”. Nel frattempo il Governo ha accelerato i tempi di stesura del Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, premendo per l’approvazione entro gennaio 2008.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 9 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/confartigianato-reinvestire-il-saldo-attivo-dellinail-nella-formazione-delle-imprese/">Confartigianato: “Reinvestire il saldo attivo dell’Inail nella formazione delle imprese”</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Risorse per la prevenzione e la formazione delle imprese in materia di sicurezza sul lavoro. Questa è, in estremi sintesi, la proposta di Confartigianato alla Commissione parlamentare d’inchiesta di Palazzo Madama ed è da qui che deve partire la riorganizzazione delle normative al riguardo. Una convinzione che nasce dai comportamenti virtuosi delle piccole imprese artigiane negli ultimi anni. A parlare, e chiaramente, sono i numeri forniti dall’Inail. Dal 2000 al 2006, infatti, la Gestione Separata dell’artigianato presso l’Istituto ha registrato un calo dell’11,1 % degli infortuni sul lavoro, di gran lunga più ampio rispetto al &#8211; 7,7 % delle Gestioni dell’industria e dei servizi. Un segno evidente di quanto le imprese artigiane investano e difendano il lavoratore, valore assoluto della qualità dell’artigianato. Un’attenzione che gli imprenditori artigiani hanno sempre dimostrato e sostenuto, ad esempio con l’istituzione degli Organismi Paritetici Territoriali dell’Artigianato, strutture locali con competenze in materia di sicurezza e salute sul lavoro, il cui impegno ha portato alla drastica riduzione degli incidenti e degli infortuni nelle imprese artigiane. Forte di queste esperienze, Confartigianato ha posto all’attenzione del Parlamento diverse soluzioni che devono essere alla base delle future normative sulla sicurezza dei posti del lavoro. Innanzitutto, hanno sostenuto i rappresentanti della Confederazione durante l’Audizione, “si dovrebbero investire gli avanzi di bilancio delle gestioni separate nella prevenzione. Per garantire migliori condizioni di sicurezza del lavoro non servono norme d’emergenza concentrate sull’inasprimento delle sanzioni. E’ invece indispensabile potenziare l’educazione e la prevenzione, attraverso poche regole chiare, procedure snelle ed efficaci, il coinvolgimento degli organismi bilaterali rappresentativi delle parti sociali, il sostegno mirato per gli investimenti e le buone prassi attuate dalle piccole imprese”. Le risorse economiche a disposizione dell’Inail rappresentano cifre importanti. Basti pensare che le recenti previsioni di bilancio dell’Inail hanno evidenziato fondi a disposizione pari ad oltre 12 miliardi di euro. Con un simile fondo cassa, gli investimenti in formazione e prevenzione potrebbero essere potenziati. “Le risorse economiche per migliorare gli interventi di prevenzione esistono. Basti pensare – ha fatto rilevare Confartigianato &#8211; all’ingente avanzo di gestione annuale dell’Inail: soltanto la Gestione dell’artigianato ha fatto registrare, nel 2006, un avanzo economico di oltre un miliardo di euro”. Formazione e prevenzione, dunque, da accompagnare a “premi” per quelle imprese che dimostreranno di attuare un’imponente ed efficace politica di sicurezza sul lavoro. Un incentivo per le imprese e non un accanimento attraverso l’aumento delle sanzioni alle imprese meno attente. Un’idea, quella espressa da Confartigianato, che sembra aver avuto già dei sostenitori autorevoli a livello istituzionale. A cominciare dal ministro Cesare Damiano, titolare del dicastero del Lavoro, che nei giorni scorsi si è espresso in linea con la proposta Confederale. “Nel momento in cui l’Inail ha un saldo attivo nel suo bilancio è giusto che una quota venga restituita in primo luogo ai lavoratori, in termini di indennizzo nel caso di infortuni e nel miglioramento delle tabelle delle malattie professionali”. Fenomeno, questo, più grave rispetto al caso specifico degli infortuni, in quanto le malattie professionali si manifestano in un periodo più lungo e con danni, spesso, ben più gravi del semplice infortunio. Il ministro Damiano ha poi concluso sottolineando come “sia giusto diminuire il costo dei premi assicurativi andando esclusivamente a vantaggio di un comportamento aziendale che assuma la sicurezza come una componente del successo dell’impresa”. Nel frattempo il Governo ha accelerato i tempi di stesura del Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, premendo per l’approvazione entro gennaio 2008.</p>
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		<title>Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/moda-congiuntura-ancora-debole-e-i-timori-per-gli-investimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 8 Giugno 2026·MODA Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti Nel primo trimestre del 2026 la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/confartigianato-reinvestire-il-saldo-attivo-dellinail-nella-formazione-delle-imprese/">Confartigianato: “Reinvestire il saldo attivo dell’Inail nella formazione delle imprese”</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato: “Reinvestire il saldo attivo dell’Inail nella formazione delle imprese”</h1>
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<p>Risorse per la prevenzione e la formazione delle imprese in materia di sicurezza sul lavoro. Questa è, in estremi sintesi, la proposta di Confartigianato alla Commissione parlamentare d’inchiesta di Palazzo Madama ed è da qui che deve partire la riorganizzazione delle normative al riguardo. Una convinzione che nasce dai comportamenti virtuosi delle piccole imprese artigiane negli ultimi anni. A parlare, e chiaramente, sono i numeri forniti dall’Inail. Dal 2000 al 2006, infatti, la Gestione Separata dell’artigianato presso l’Istituto ha registrato un calo dell’11,1 % degli infortuni sul lavoro, di gran lunga più ampio rispetto al &#8211; 7,7 % delle Gestioni dell’industria e dei servizi. Un segno evidente di quanto le imprese artigiane investano e difendano il lavoratore, valore assoluto della qualità dell’artigianato. Un’attenzione che gli imprenditori artigiani hanno sempre dimostrato e sostenuto, ad esempio con l’istituzione degli Organismi Paritetici Territoriali dell’Artigianato, strutture locali con competenze in materia di sicurezza e salute sul lavoro, il cui impegno ha portato alla drastica riduzione degli incidenti e degli infortuni nelle imprese artigiane. Forte di queste esperienze, Confartigianato ha posto all’attenzione del Parlamento diverse soluzioni che devono essere alla base delle future normative sulla sicurezza dei posti del lavoro. Innanzitutto, hanno sostenuto i rappresentanti della Confederazione durante l’Audizione, “si dovrebbero investire gli avanzi di bilancio delle gestioni separate nella prevenzione. Per garantire migliori condizioni di sicurezza del lavoro non servono norme d’emergenza concentrate sull’inasprimento delle sanzioni. E’ invece indispensabile potenziare l’educazione e la prevenzione, attraverso poche regole chiare, procedure snelle ed efficaci, il coinvolgimento degli organismi bilaterali rappresentativi delle parti sociali, il sostegno mirato per gli investimenti e le buone prassi attuate dalle piccole imprese”. Le risorse economiche a disposizione dell’Inail rappresentano cifre importanti. Basti pensare che le recenti previsioni di bilancio dell’Inail hanno evidenziato fondi a disposizione pari ad oltre 12 miliardi di euro. Con un simile fondo cassa, gli investimenti in formazione e prevenzione potrebbero essere potenziati. “Le risorse economiche per migliorare gli interventi di prevenzione esistono. Basti pensare – ha fatto rilevare Confartigianato &#8211; all’ingente avanzo di gestione annuale dell’Inail: soltanto la Gestione dell’artigianato ha fatto registrare, nel 2006, un avanzo economico di oltre un miliardo di euro”. Formazione e prevenzione, dunque, da accompagnare a “premi” per quelle imprese che dimostreranno di attuare un’imponente ed efficace politica di sicurezza sul lavoro. Un incentivo per le imprese e non un accanimento attraverso l’aumento delle sanzioni alle imprese meno attente. Un’idea, quella espressa da Confartigianato, che sembra aver avuto già dei sostenitori autorevoli a livello istituzionale. A cominciare dal ministro Cesare Damiano, titolare del dicastero del Lavoro, che nei giorni scorsi si è espresso in linea con la proposta Confederale. “Nel momento in cui l’Inail ha un saldo attivo nel suo bilancio è giusto che una quota venga restituita in primo luogo ai lavoratori, in termini di indennizzo nel caso di infortuni e nel miglioramento delle tabelle delle malattie professionali”. Fenomeno, questo, più grave rispetto al caso specifico degli infortuni, in quanto le malattie professionali si manifestano in un periodo più lungo e con danni, spesso, ben più gravi del semplice infortunio. Il ministro Damiano ha poi concluso sottolineando come “sia giusto diminuire il costo dei premi assicurativi andando esclusivamente a vantaggio di un comportamento aziendale che assuma la sicurezza come una componente del successo dell’impresa”. Nel frattempo il Governo ha accelerato i tempi di stesura del Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, premendo per l’approvazione entro gennaio 2008.</p>
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		<title>Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna con Symbola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:17:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/confartigianato-reinvestire-il-saldo-attivo-dellinail-nella-formazione-delle-imprese/">Confartigianato: “Reinvestire il saldo attivo dell’Inail nella formazione delle imprese”</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Risorse per la prevenzione e la formazione delle imprese in materia di sicurezza sul lavoro. Questa è, in estremi sintesi, la proposta di Confartigianato alla Commissione parlamentare d’inchiesta di Palazzo Madama ed è da qui che deve partire la riorganizzazione delle normative al riguardo. Una convinzione che nasce dai comportamenti virtuosi delle piccole imprese artigiane negli ultimi anni. A parlare, e chiaramente, sono i numeri forniti dall’Inail. Dal 2000 al 2006, infatti, la Gestione Separata dell’artigianato presso l’Istituto ha registrato un calo dell’11,1 % degli infortuni sul lavoro, di gran lunga più ampio rispetto al &#8211; 7,7 % delle Gestioni dell’industria e dei servizi. Un segno evidente di quanto le imprese artigiane investano e difendano il lavoratore, valore assoluto della qualità dell’artigianato. Un’attenzione che gli imprenditori artigiani hanno sempre dimostrato e sostenuto, ad esempio con l’istituzione degli Organismi Paritetici Territoriali dell’Artigianato, strutture locali con competenze in materia di sicurezza e salute sul lavoro, il cui impegno ha portato alla drastica riduzione degli incidenti e degli infortuni nelle imprese artigiane. Forte di queste esperienze, Confartigianato ha posto all’attenzione del Parlamento diverse soluzioni che devono essere alla base delle future normative sulla sicurezza dei posti del lavoro. Innanzitutto, hanno sostenuto i rappresentanti della Confederazione durante l’Audizione, “si dovrebbero investire gli avanzi di bilancio delle gestioni separate nella prevenzione. Per garantire migliori condizioni di sicurezza del lavoro non servono norme d’emergenza concentrate sull’inasprimento delle sanzioni. E’ invece indispensabile potenziare l’educazione e la prevenzione, attraverso poche regole chiare, procedure snelle ed efficaci, il coinvolgimento degli organismi bilaterali rappresentativi delle parti sociali, il sostegno mirato per gli investimenti e le buone prassi attuate dalle piccole imprese”. Le risorse economiche a disposizione dell’Inail rappresentano cifre importanti. Basti pensare che le recenti previsioni di bilancio dell’Inail hanno evidenziato fondi a disposizione pari ad oltre 12 miliardi di euro. Con un simile fondo cassa, gli investimenti in formazione e prevenzione potrebbero essere potenziati. “Le risorse economiche per migliorare gli interventi di prevenzione esistono. Basti pensare – ha fatto rilevare Confartigianato &#8211; all’ingente avanzo di gestione annuale dell’Inail: soltanto la Gestione dell’artigianato ha fatto registrare, nel 2006, un avanzo economico di oltre un miliardo di euro”. Formazione e prevenzione, dunque, da accompagnare a “premi” per quelle imprese che dimostreranno di attuare un’imponente ed efficace politica di sicurezza sul lavoro. Un incentivo per le imprese e non un accanimento attraverso l’aumento delle sanzioni alle imprese meno attente. Un’idea, quella espressa da Confartigianato, che sembra aver avuto già dei sostenitori autorevoli a livello istituzionale. A cominciare dal ministro Cesare Damiano, titolare del dicastero del Lavoro, che nei giorni scorsi si è espresso in linea con la proposta Confederale. “Nel momento in cui l’Inail ha un saldo attivo nel suo bilancio è giusto che una quota venga restituita in primo luogo ai lavoratori, in termini di indennizzo nel caso di infortuni e nel miglioramento delle tabelle delle malattie professionali”. Fenomeno, questo, più grave rispetto al caso specifico degli infortuni, in quanto le malattie professionali si manifestano in un periodo più lungo e con danni, spesso, ben più gravi del semplice infortunio. Il ministro Damiano ha poi concluso sottolineando come “sia giusto diminuire il costo dei premi assicurativi andando esclusivamente a vantaggio di un comportamento aziendale che assuma la sicurezza come una componente del successo dell’impresa”. Nel frattempo il Governo ha accelerato i tempi di stesura del Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, premendo per l’approvazione entro gennaio 2008.</p>
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		<title>Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 11:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
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<p>Risorse per la prevenzione e la formazione delle imprese in materia di sicurezza sul lavoro. Questa è, in estremi sintesi, la proposta di Confartigianato alla Commissione parlamentare d’inchiesta di Palazzo Madama ed è da qui che deve partire la riorganizzazione delle normative al riguardo. Una convinzione che nasce dai comportamenti virtuosi delle piccole imprese artigiane negli ultimi anni. A parlare, e chiaramente, sono i numeri forniti dall’Inail. Dal 2000 al 2006, infatti, la Gestione Separata dell’artigianato presso l’Istituto ha registrato un calo dell’11,1 % degli infortuni sul lavoro, di gran lunga più ampio rispetto al &#8211; 7,7 % delle Gestioni dell’industria e dei servizi. Un segno evidente di quanto le imprese artigiane investano e difendano il lavoratore, valore assoluto della qualità dell’artigianato. Un’attenzione che gli imprenditori artigiani hanno sempre dimostrato e sostenuto, ad esempio con l’istituzione degli Organismi Paritetici Territoriali dell’Artigianato, strutture locali con competenze in materia di sicurezza e salute sul lavoro, il cui impegno ha portato alla drastica riduzione degli incidenti e degli infortuni nelle imprese artigiane. Forte di queste esperienze, Confartigianato ha posto all’attenzione del Parlamento diverse soluzioni che devono essere alla base delle future normative sulla sicurezza dei posti del lavoro. Innanzitutto, hanno sostenuto i rappresentanti della Confederazione durante l’Audizione, “si dovrebbero investire gli avanzi di bilancio delle gestioni separate nella prevenzione. Per garantire migliori condizioni di sicurezza del lavoro non servono norme d’emergenza concentrate sull’inasprimento delle sanzioni. E’ invece indispensabile potenziare l’educazione e la prevenzione, attraverso poche regole chiare, procedure snelle ed efficaci, il coinvolgimento degli organismi bilaterali rappresentativi delle parti sociali, il sostegno mirato per gli investimenti e le buone prassi attuate dalle piccole imprese”. Le risorse economiche a disposizione dell’Inail rappresentano cifre importanti. Basti pensare che le recenti previsioni di bilancio dell’Inail hanno evidenziato fondi a disposizione pari ad oltre 12 miliardi di euro. Con un simile fondo cassa, gli investimenti in formazione e prevenzione potrebbero essere potenziati. “Le risorse economiche per migliorare gli interventi di prevenzione esistono. Basti pensare – ha fatto rilevare Confartigianato &#8211; all’ingente avanzo di gestione annuale dell’Inail: soltanto la Gestione dell’artigianato ha fatto registrare, nel 2006, un avanzo economico di oltre un miliardo di euro”. Formazione e prevenzione, dunque, da accompagnare a “premi” per quelle imprese che dimostreranno di attuare un’imponente ed efficace politica di sicurezza sul lavoro. Un incentivo per le imprese e non un accanimento attraverso l’aumento delle sanzioni alle imprese meno attente. Un’idea, quella espressa da Confartigianato, che sembra aver avuto già dei sostenitori autorevoli a livello istituzionale. A cominciare dal ministro Cesare Damiano, titolare del dicastero del Lavoro, che nei giorni scorsi si è espresso in linea con la proposta Confederale. “Nel momento in cui l’Inail ha un saldo attivo nel suo bilancio è giusto che una quota venga restituita in primo luogo ai lavoratori, in termini di indennizzo nel caso di infortuni e nel miglioramento delle tabelle delle malattie professionali”. Fenomeno, questo, più grave rispetto al caso specifico degli infortuni, in quanto le malattie professionali si manifestano in un periodo più lungo e con danni, spesso, ben più gravi del semplice infortunio. Il ministro Damiano ha poi concluso sottolineando come “sia giusto diminuire il costo dei premi assicurativi andando esclusivamente a vantaggio di un comportamento aziendale che assuma la sicurezza come una componente del successo dell’impresa”. Nel frattempo il Governo ha accelerato i tempi di stesura del Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, premendo per l’approvazione entro gennaio 2008.</p>
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		<title>A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 10:15:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
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		<category><![CDATA[davide galli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·EUROPA A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa Due [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/confartigianato-reinvestire-il-saldo-attivo-dellinail-nella-formazione-delle-imprese/">Confartigianato: “Reinvestire il saldo attivo dell’Inail nella formazione delle imprese”</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in Medio Oriente. Il punto sulla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-due-mesi-di-guerra-perso-un-terzo-330-del-made-in-italy-in-medio-oriente-il-punto-sulla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:12:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 3 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/confartigianato-reinvestire-il-saldo-attivo-dellinail-nella-formazione-delle-imprese/">Confartigianato: “Reinvestire il saldo attivo dell’Inail nella formazione delle imprese”</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7225 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-audizione tag-confartigianato tag-formazione tag-imprese tag-inail tag-lavoro tag-senato tag-sicurezza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Dicembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato: “Reinvestire il saldo attivo dell’Inail nella formazione delle imprese”</h1>
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<p>Risorse per la prevenzione e la formazione delle imprese in materia di sicurezza sul lavoro. Questa è, in estremi sintesi, la proposta di Confartigianato alla Commissione parlamentare d’inchiesta di Palazzo Madama ed è da qui che deve partire la riorganizzazione delle normative al riguardo. Una convinzione che nasce dai comportamenti virtuosi delle piccole imprese artigiane negli ultimi anni. A parlare, e chiaramente, sono i numeri forniti dall’Inail. Dal 2000 al 2006, infatti, la Gestione Separata dell’artigianato presso l’Istituto ha registrato un calo dell’11,1 % degli infortuni sul lavoro, di gran lunga più ampio rispetto al &#8211; 7,7 % delle Gestioni dell’industria e dei servizi. Un segno evidente di quanto le imprese artigiane investano e difendano il lavoratore, valore assoluto della qualità dell’artigianato. Un’attenzione che gli imprenditori artigiani hanno sempre dimostrato e sostenuto, ad esempio con l’istituzione degli Organismi Paritetici Territoriali dell’Artigianato, strutture locali con competenze in materia di sicurezza e salute sul lavoro, il cui impegno ha portato alla drastica riduzione degli incidenti e degli infortuni nelle imprese artigiane. Forte di queste esperienze, Confartigianato ha posto all’attenzione del Parlamento diverse soluzioni che devono essere alla base delle future normative sulla sicurezza dei posti del lavoro. Innanzitutto, hanno sostenuto i rappresentanti della Confederazione durante l’Audizione, “si dovrebbero investire gli avanzi di bilancio delle gestioni separate nella prevenzione. Per garantire migliori condizioni di sicurezza del lavoro non servono norme d’emergenza concentrate sull’inasprimento delle sanzioni. E’ invece indispensabile potenziare l’educazione e la prevenzione, attraverso poche regole chiare, procedure snelle ed efficaci, il coinvolgimento degli organismi bilaterali rappresentativi delle parti sociali, il sostegno mirato per gli investimenti e le buone prassi attuate dalle piccole imprese”. Le risorse economiche a disposizione dell’Inail rappresentano cifre importanti. Basti pensare che le recenti previsioni di bilancio dell’Inail hanno evidenziato fondi a disposizione pari ad oltre 12 miliardi di euro. Con un simile fondo cassa, gli investimenti in formazione e prevenzione potrebbero essere potenziati. “Le risorse economiche per migliorare gli interventi di prevenzione esistono. Basti pensare – ha fatto rilevare Confartigianato &#8211; all’ingente avanzo di gestione annuale dell’Inail: soltanto la Gestione dell’artigianato ha fatto registrare, nel 2006, un avanzo economico di oltre un miliardo di euro”. Formazione e prevenzione, dunque, da accompagnare a “premi” per quelle imprese che dimostreranno di attuare un’imponente ed efficace politica di sicurezza sul lavoro. Un incentivo per le imprese e non un accanimento attraverso l’aumento delle sanzioni alle imprese meno attente. Un’idea, quella espressa da Confartigianato, che sembra aver avuto già dei sostenitori autorevoli a livello istituzionale. A cominciare dal ministro Cesare Damiano, titolare del dicastero del Lavoro, che nei giorni scorsi si è espresso in linea con la proposta Confederale. “Nel momento in cui l’Inail ha un saldo attivo nel suo bilancio è giusto che una quota venga restituita in primo luogo ai lavoratori, in termini di indennizzo nel caso di infortuni e nel miglioramento delle tabelle delle malattie professionali”. Fenomeno, questo, più grave rispetto al caso specifico degli infortuni, in quanto le malattie professionali si manifestano in un periodo più lungo e con danni, spesso, ben più gravi del semplice infortunio. Il ministro Damiano ha poi concluso sottolineando come “sia giusto diminuire il costo dei premi assicurativi andando esclusivamente a vantaggio di un comportamento aziendale che assuma la sicurezza come una componente del successo dell’impresa”. Nel frattempo il Governo ha accelerato i tempi di stesura del Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, premendo per l’approvazione entro gennaio 2008.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/confartigianato-reinvestire-il-saldo-attivo-dellinail-nella-formazione-delle-imprese/">Confartigianato: “Reinvestire il saldo attivo dell’Inail nella formazione delle imprese”</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli a ReStart (Rai3): &#8220;Il lavoro c’è ed è artigiano. Investiamo sulle competenze dei giovani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-restart-rai3-il-lavoro-ce-ed-e-artigiano-investiamo-sulle-competenze-dei-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 09:22:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[annalisa bruchi]]></category>
		<category><![CDATA[restart]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Giugno 2026·MEDIA Granelli a ReStart (Rai3): &#8220;Il lavoro c’è ed è artigiano. Investiamo sulle competenze dei giovani&#8221; Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/confartigianato-reinvestire-il-saldo-attivo-dellinail-nella-formazione-delle-imprese/">Confartigianato: “Reinvestire il saldo attivo dell’Inail nella formazione delle imprese”</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato: “Reinvestire il saldo attivo dell’Inail nella formazione delle imprese”</h1>
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<p>Risorse per la prevenzione e la formazione delle imprese in materia di sicurezza sul lavoro. Questa è, in estremi sintesi, la proposta di Confartigianato alla Commissione parlamentare d’inchiesta di Palazzo Madama ed è da qui che deve partire la riorganizzazione delle normative al riguardo. Una convinzione che nasce dai comportamenti virtuosi delle piccole imprese artigiane negli ultimi anni. A parlare, e chiaramente, sono i numeri forniti dall’Inail. Dal 2000 al 2006, infatti, la Gestione Separata dell’artigianato presso l’Istituto ha registrato un calo dell’11,1 % degli infortuni sul lavoro, di gran lunga più ampio rispetto al &#8211; 7,7 % delle Gestioni dell’industria e dei servizi. Un segno evidente di quanto le imprese artigiane investano e difendano il lavoratore, valore assoluto della qualità dell’artigianato. Un’attenzione che gli imprenditori artigiani hanno sempre dimostrato e sostenuto, ad esempio con l’istituzione degli Organismi Paritetici Territoriali dell’Artigianato, strutture locali con competenze in materia di sicurezza e salute sul lavoro, il cui impegno ha portato alla drastica riduzione degli incidenti e degli infortuni nelle imprese artigiane. Forte di queste esperienze, Confartigianato ha posto all’attenzione del Parlamento diverse soluzioni che devono essere alla base delle future normative sulla sicurezza dei posti del lavoro. Innanzitutto, hanno sostenuto i rappresentanti della Confederazione durante l’Audizione, “si dovrebbero investire gli avanzi di bilancio delle gestioni separate nella prevenzione. Per garantire migliori condizioni di sicurezza del lavoro non servono norme d’emergenza concentrate sull’inasprimento delle sanzioni. E’ invece indispensabile potenziare l’educazione e la prevenzione, attraverso poche regole chiare, procedure snelle ed efficaci, il coinvolgimento degli organismi bilaterali rappresentativi delle parti sociali, il sostegno mirato per gli investimenti e le buone prassi attuate dalle piccole imprese”. Le risorse economiche a disposizione dell’Inail rappresentano cifre importanti. Basti pensare che le recenti previsioni di bilancio dell’Inail hanno evidenziato fondi a disposizione pari ad oltre 12 miliardi di euro. Con un simile fondo cassa, gli investimenti in formazione e prevenzione potrebbero essere potenziati. “Le risorse economiche per migliorare gli interventi di prevenzione esistono. Basti pensare – ha fatto rilevare Confartigianato &#8211; all’ingente avanzo di gestione annuale dell’Inail: soltanto la Gestione dell’artigianato ha fatto registrare, nel 2006, un avanzo economico di oltre un miliardo di euro”. Formazione e prevenzione, dunque, da accompagnare a “premi” per quelle imprese che dimostreranno di attuare un’imponente ed efficace politica di sicurezza sul lavoro. Un incentivo per le imprese e non un accanimento attraverso l’aumento delle sanzioni alle imprese meno attente. Un’idea, quella espressa da Confartigianato, che sembra aver avuto già dei sostenitori autorevoli a livello istituzionale. A cominciare dal ministro Cesare Damiano, titolare del dicastero del Lavoro, che nei giorni scorsi si è espresso in linea con la proposta Confederale. “Nel momento in cui l’Inail ha un saldo attivo nel suo bilancio è giusto che una quota venga restituita in primo luogo ai lavoratori, in termini di indennizzo nel caso di infortuni e nel miglioramento delle tabelle delle malattie professionali”. Fenomeno, questo, più grave rispetto al caso specifico degli infortuni, in quanto le malattie professionali si manifestano in un periodo più lungo e con danni, spesso, ben più gravi del semplice infortunio. Il ministro Damiano ha poi concluso sottolineando come “sia giusto diminuire il costo dei premi assicurativi andando esclusivamente a vantaggio di un comportamento aziendale che assuma la sicurezza come una componente del successo dell’impresa”. Nel frattempo il Governo ha accelerato i tempi di stesura del Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, premendo per l’approvazione entro gennaio 2008.</p>
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		<title>Confartigianato: “Reinvestire il saldo attivo dell’Inail nella formazione delle imprese” - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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