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	<title>“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 11 Agosto 2026·LEGGE DI BILANCIO Conti pubblici verso la manovra 2027   Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7217 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-ahead tag-antidiscriminazione tag-equal tag-guida" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</h1>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
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		<title>Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[credito più costoso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Agosto 2026·CREDITO Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</h1>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
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		<title>Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[nuova Artigiancassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 10 Agosto 2026·CREDITO Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
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		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/granelli-a-unomattina-rai1-lartiturismo-che-rilancia-territori-imprese-e-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artiturismo]]></category>
		<category><![CDATA[marco granelli]]></category>
		<category><![CDATA[rai1]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Agosto 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217; Un turismo diffuso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
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		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</h1>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
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		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani &#160; Via dalla pazza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</h1>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</h1>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
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		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7217 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-ahead tag-antidiscriminazione tag-equal tag-guida" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</h1>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/leccellenza-artigiana-dellargento-protagonista-a-unomattina-rai1-con-bianca-guscelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</h1>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
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		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[carenza manodopera]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione sud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</h1>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2007</span></div>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</h1>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7217 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-ahead tag-antidiscriminazione tag-equal tag-guida" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</h1>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</h1>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132377</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7217 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-ahead tag-antidiscriminazione tag-equal tag-guida" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</h1>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7217 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-ahead tag-antidiscriminazione tag-equal tag-guida" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</h1>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7217 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-ahead tag-antidiscriminazione tag-equal tag-guida" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</h1>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7217 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-ahead tag-antidiscriminazione tag-equal tag-guida" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</h1>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
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		<title>Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 17:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[radio24]]></category>
		<category><![CDATA[sebastiano barisoni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 13 Luglio 2026·MEDIA Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24) Confartigianato ha sottoscritto l&#8217;accordo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</h1>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
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		<title>“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Mon, 10 Dec 2007 23:00:00 +0000</lastBuildDate>
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