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	<title>“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Giugno 2026·CONGIUNTURA Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio Le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7217 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-ahead tag-antidiscriminazione tag-equal tag-guida" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</h1>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>newsletter_A 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7217 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-ahead tag-antidiscriminazione tag-equal tag-guida" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
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<h1 class="headInModule single_post">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</h1>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</h1>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</h1>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
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		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
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		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
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		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</h1>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7217 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-ahead tag-antidiscriminazione tag-equal tag-guida" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</h1>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</h1>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/bassa-crescita-dellitalia-i-nodi-da-sciogliere-nellaudizione-di-confartigianato-alla-camera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7217 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-ahead tag-antidiscriminazione tag-equal tag-guida" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</h1>
</div>
</div>
<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
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		<title>Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/con-aumento-tassi-bce-a-rischio-investimenti-delle-piccole-imprese-in-transizioni-digitale-e-green/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:22:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 11 Giugno 2026·CREDITO Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7217 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-ahead tag-antidiscriminazione tag-equal tag-guida" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</h1>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
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		<title>Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, sostenibilità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-e-symbola-celebrano-lartigianato-simbolo-del-futuro-del-made-in-italy-tra-design-sostenibilita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Mantova]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 11 Giugno 2026·MADE IN ITALY Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7217 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-ahead tag-antidiscriminazione tag-equal tag-guida" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</h1>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
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		<item>
		<title>Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/burocrazia-e-normativa-complessa-pesano-sulla-qualita-dei-servizi-pubblici-italia-al-26-posto-in-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Giugno 2026·PA Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
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		<title>Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 8 Giugno 2026·MODA Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti Nel primo trimestre del 2026 la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
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		<title>Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna con Symbola</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianato-aumentato-e-made-in-italy-l11-giugno-a-mantova-levento-conclusivo-della-campagna-con-symbola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:17:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[sy]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
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		<title>Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 11:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alleanza europea apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[apprendistato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·FORMAZIONE Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato Oggi a Roma, nell’ambito dell’high-level event della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 10:15:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[davide galli]]></category>
		<category><![CDATA[SMEunited]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·EUROPA A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa Due [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7217 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-ahead tag-antidiscriminazione tag-equal tag-guida" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</h1>
</div>
</div>
<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in Medio Oriente. Il punto sulla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-due-mesi-di-guerra-perso-un-terzo-330-del-made-in-italy-in-medio-oriente-il-punto-sulla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:12:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 3 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/12/progetto-equal-ahead-quando-il-fare-impresa-e-integrazione/">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione</h1>
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<p>Il 10 dicembre è stata distribuita, in allegato a Il Sole 24 Ore, la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro”. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Equal &#8211; Ahead”, è stata voluta e sostenuta da Confartigianato, d’intesa con il quotidiano economico, l’Unicredit, l’associazione Panafrica e l’Iprs, l’istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. La Guida altro non è che il momento di massima visibilità mediatica del progetto comunitario Equal, l’iniziativa della Comunità Europea volta a cancellare le discriminazioni etniche in ambito lavorativo. Un problema spesso trascurato in un campo, quello del lavoro, che rappresenta il primo fattore di integrazione o, come accade in molti Stati, la condizione essenziale per il soggiorno dell’immigrato in un determinato paese. Nella Guida vengono presentate problematiche e soluzioni, oltre alle normative italiane in materia di responsabilità sociale. Ponendo come obiettivo finale l’accompagnamento delle imprese artigiane verso l’integrazione degli immigrati nelle proprie strutture produttive. Un processo che sembrerebbe inevitabile, quantomeno stando ai numeri in materia di immigrazione e lavoro. In Italia, infatti, vivono quasi 3.700.000 stranieri, di cui circa 400.000 alla guida delle oltre 230.000 imprese gestite da imprenditori comunitari ed extracomunitari. Dati che assumono maggior rilevanza se accostati a quelli relativi alle nuove assunzioni che riguardano gli immigrati. Quasi il 27% del totale, con comparti produttivi che sfiorano la totalità. Come il settore edile, dove il 99% dei neoassunti ha un passaporto straniero, o come i gelatieri artigiani, dove lavorano più di 30.000 stranieri, quasi un terzo del totale degli addetti. Infine, secondo previsioni di più ampio raggio, ed in particolar modo stando ad un recente rapporto dell’Onu, si prevede che l’Italia, nel 2050, diventerà il quarto paese al mondo per flusso migratorio, dietro a nazioni tradizionalmente “attrattive” come gli Stati Uniti, il Canada e la Germania. Numeri importanti, quindi, che pongono in primo piano la voce integrazione nel dizionario di chi, oggi, fa impresa in Italia. Se è vero che fermare l’inevitabile è impossibile, è altrettanto vero che l’immigrazione regolare rappresenta un’opportunità, non un rischio, per le imprese italiane. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Confartigianato contro le discriminazioni etniche in campo lavorativo, abbracciata e sostenuta anche dalle oltre 15.000 imprese gestite da imprenditori stranieri già associate alla Confederazione. Un impegno, quello confederale, che nasce tre anni fa, quando si decise di appoggiare il progetto Equal, finanziato dal Ministero del Lavoro, strutturato in quattro fasi e finalizzato a creare una rete Confederale in grado di combattere le discriminazioni razziali sul lavoro. Un processo graduale, che prima ha dato vita ad un ricerca che ha coinvolto circa 200 imprenditori del territorio Confartigianato, continuando con un percorso destinato alla formazione, sul luogo e a distanza, di oltre 50 funzionari del sistema Confederale per sensibilizzare il territorio alla causa della lotta alle discriminazioni etniche. A tutto questo è seguita una campagna di informazione, di cui la “Guida contro la discriminazione etnica nel mondo del lavoro” è soltanto un’appuntamento. Una marcia che si concluderà con l’ultimo passaggio: la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, composto da due rappresentati di Donna Impresa e dei Giovani Imprenditori, da un esponente della Federazione Toscana, considerato l’ottimo livello raggiunto in termini di responsabilità etica e sociale dalle imprese toscane, e da due rappresentanti di Inapa e Anaepa, categoria che rappresenta il comparto produttivo con il maggior numero di lavoratori stranieri. A questo gruppo spetterà il compito di redigere un “Codice di autoregolamentazione e buona condotta per la prevenzione della discriminazione nelle piccole imprese”, che verrà testato in alcune imprese di Confartigianato e che verrà poi riprodotto in altri contesti lavorativi.</p>
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		<title>“Progetto Equal Ahead”, quando il fare impresa è integrazione - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Mon, 10 Dec 2007 23:00:00 +0000</lastBuildDate>
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