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	<title>Artigianato: avanti c’è posto - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Artigianato: avanti c’è posto - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 2 Luglio 2026·CONGIUNTURA Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile I comparti dell’automotive e della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/01/artigianato-avanti-ce-posto/">Artigianato: avanti c’è posto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7229 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-artigianato" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Gennaio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigianato: avanti c’è posto</h1>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
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		<title>Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 17:51:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 1 Luglio 2026·MERCATI ESTERI Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili La nuova fase dell’economia [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Artigianato: avanti c’è posto</h1>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
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		<title>Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di violenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Luglio 2026 Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/01/artigianato-avanti-ce-posto/">Artigianato: avanti c’è posto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:48:45 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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		<category><![CDATA[rapporto ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Giugno 2026·MEDIA Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net L&#8217;estate del [&#8230;]</p>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
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		<title>Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:26:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 26 Giugno 2026·EVENTI Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business La sostenibilità [&#8230;]</p>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
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		<title>Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/forum-sulla-sostenibilita-il-report-con-le-evidenze-su-territori-persone-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 06:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 26 Giugno 2026·EVENTI Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione Nella giornata di [&#8230;]</p>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
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		<title>Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-inblu2000-crisi-in-medio-oriente-pesa-su-costi-energia-export-e-investimenti-delle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[InBlu2000]]></category>
		<category><![CDATA[RadioInBlu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi” [&#8230;]</p>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
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		<title>Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-4-di-sera-rete-4-le-crisi-geopolitiche-presentano-il-conto-alle-nostre-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4 di sera]]></category>
		<category><![CDATA[rete 4]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/01/artigianato-avanti-ce-posto/">Artigianato: avanti c’è posto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7229 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-artigianato" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Gennaio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigianato: avanti c’è posto</h1>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/01/artigianato-avanti-ce-posto/">Artigianato: avanti c’è posto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-per-economia-e-imprese-il-punto-nel-webinar-del-6-luglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[congiuntura]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Giugno 2026·CONGIUNTURA Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio Le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/01/artigianato-avanti-ce-posto/">Artigianato: avanti c’è posto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Artigianato: avanti c’è posto</h1>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/aggregazione-in-consorzi-e-reti-dimpresa-per-conquistare-il-mercato-degli-appalti-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4CNetWork]]></category>
		<category><![CDATA[Gustavo Piga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Artigianato: avanti c’è posto</h1>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/01/artigianato-avanti-ce-posto/">Artigianato: avanti c’è posto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Artigianato: avanti c’è posto</h1>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianale-si-ma-soltanto-se-sei-artigiano-utili-chiarimenti-dal-mimit-sulla-nuova-legge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/01/artigianato-avanti-ce-posto/">Artigianato: avanti c’è posto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-7229 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-artigianato" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Gennaio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigianato: avanti c’è posto</h1>
</div>
</div>
<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/01/artigianato-avanti-ce-posto/">Artigianato: avanti c’è posto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-vista-un-accordo-per-la-riapertura-di-hormuz-il-conto-di-oltre-cento-giorni-di-crisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7229 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-artigianato" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Gennaio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigianato: avanti c’è posto</h1>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dalla-crisi-del-golfo-ai-cantieri-le-tendenze-delledilizia-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/01/artigianato-avanti-ce-posto/">Artigianato: avanti c’è posto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Gennaio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigianato: avanti c’è posto</h1>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
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		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dal-piano-per-lexport-40-milioni-di-euro-per-le-micro-e-piccole-imprese-colpite-dalla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Artigianato: avanti c’è posto</h1>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
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		<item>
		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/01/artigianato-avanti-ce-posto/">Artigianato: avanti c’è posto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7229 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-artigianato" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Gennaio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigianato: avanti c’è posto</h1>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Artigianato: avanti c’è posto</h1>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Artigianato: avanti c’è posto</h1>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/01/artigianato-avanti-ce-posto/">Artigianato: avanti c’è posto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7229 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-artigianato" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Gennaio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigianato: avanti c’è posto</h1>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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