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	<title>Artigianato: avanti c’è posto - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Artigianato: avanti c’è posto - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese. L&#8217;allarme sulla stampa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 18 Agosto 2026·LAVORO Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese. L&#8217;allarme sulla stampa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/01/artigianato-avanti-ce-posto/">Artigianato: avanti c’è posto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7229 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-artigianato" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Gennaio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigianato: avanti c’è posto</h1>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 11 Agosto 2026·LEGGE DI BILANCIO Conti pubblici verso la manovra 2027   Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/01/artigianato-avanti-ce-posto/">Artigianato: avanti c’è posto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Artigianato: avanti c’è posto</h1>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
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		<title>Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/rialzo-tassi-bce-il-punto-sul-costo-del-credito-e-i-prestiti-alle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[credito più costoso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Agosto 2026·CREDITO Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/01/artigianato-avanti-ce-posto/">Artigianato: avanti c’è posto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Artigianato: avanti c’è posto</h1>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
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		<title>Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[nuova Artigiancassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 10 Agosto 2026·CREDITO Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9% [&#8230;]</p>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
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		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/granelli-a-unomattina-rai1-lartiturismo-che-rilancia-territori-imprese-e-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Agosto 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217; Un turismo diffuso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/01/artigianato-avanti-ce-posto/">Artigianato: avanti c’è posto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Gennaio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigianato: avanti c’è posto</h1>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
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		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/nel-2026-sono-205mila-le-imprese-artigiane-interessate-da-domanda-turistica-con-544mila-addetti-il-167-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Artigianato: avanti c’è posto</h1>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
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		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/lundertourism-cresce-e-piace-al-21-dei-vacanzieri-protagonisti-204mila-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani &#160; Via dalla pazza [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Gennaio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigianato: avanti c’è posto</h1>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-si-a-confronto-con-sindacati-per-difendere-la-buona-contrattazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132471</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/01/artigianato-avanti-ce-posto/">Artigianato: avanti c’è posto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7229 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-artigianato" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Gennaio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigianato: avanti c’è posto</h1>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
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		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/01/artigianato-avanti-ce-posto/">Artigianato: avanti c’è posto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7229 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-artigianato" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Artigianato: avanti c’è posto</h1>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
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		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/leccellenza-artigiana-dellargento-protagonista-a-unomattina-rai1-con-bianca-guscelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Artigianato: avanti c’è posto</h1>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
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		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[carenza manodopera]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione sud]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132445</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Gennaio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigianato: avanti c’è posto</h1>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/01/artigianato-avanti-ce-posto/">Artigianato: avanti c’è posto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7229 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-artigianato" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Gennaio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigianato: avanti c’è posto</h1>
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</div>
<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/01/artigianato-avanti-ce-posto/">Artigianato: avanti c’è posto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
		<category><![CDATA[costruzioni.]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Gennaio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigianato: avanti c’è posto</h1>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/01/artigianato-avanti-ce-posto/">Artigianato: avanti c’è posto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Artigianato: avanti c’è posto</h1>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7229 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-artigianato" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Artigianato: avanti c’è posto</h1>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Gennaio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigianato: avanti c’è posto</h1>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/01/artigianato-avanti-ce-posto/">Artigianato: avanti c’è posto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7229 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-artigianato" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Gennaio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigianato: avanti c’è posto</h1>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/01/artigianato-avanti-ce-posto/">Artigianato: avanti c’è posto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Gennaio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigianato: avanti c’è posto</h1>
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<p>Nonostante l’asfissiante pressione fiscale, l’insostenibile peso della burocrazia e la difficoltà d’accesso al credito, la carica imprenditoriale degli italiani non sembra attenuarsi. Tutt’altro. Dal 2002 al primo trimestre del 2007, il numero delle imprese italiane è cresciuto di oltre 100 mila unità, con alcuni segmenti produttivi che chiudono questo bilancio quinquennale in netto aumento, mentre altri soffrono la concorrenza di imprese straniere il cui costo del lavoro è nettamente inferiore al nostro. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio 2007 sull’artigianato e la piccola impresa di Confartigianato. Le imprese artigiane, dunque, continuano a rappresentare la spina dorsale dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro e disegnando un modello vincente del fare impresa, in Italia e nel mondo. Se il maggior incremento del numero d’imprese lo registra il mondo dell’edilizia, con quasi 84.000 nuove realtà produttive nate nell’ultimo quinquennio, altri settori hanno saputo reagire al meglio alla crisi economica mondiale degli ultimi anni, analizzando le tendenze del mercato e sfruttando appieno le possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica. Da queste attente scelte imprenditoriali nasce il buono stato di salute delle imprese dell’alimentazione, con quasi 10 mila nuove iscrizioni alle Camere di commercio italiane, e dell’informatica, con 2.450 nuove imprese artigiane pronte a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove frontiere tecnologiche. In netta espansione, e quindi pronte ad assorbire un importante numero di lavoratori, sono anche le imprese artigiane delle attività ricreative, culturali e sportive, aumentate di oltre 4 mila unità e praticamente raddoppiate rispetto a quelle in esercizio nel 2002. Chiudono la classifica dei settori produttivi in crescita quello della costruzione e riparazione delle imbarcazioni, con 769 nuove imprese, e quello della tutela dell’ambiente, con 313 artigiani pronti a guidare le proprie imprese verso il successo nello smaltimento dei rifiuti ed il riciclo dei vari materiali. E&#8217; Cesare Fumagalli, Segretario generale di Confartigianato, a sottolineare i settori più &#8220;promettenti&#8221; per il prossimo futuro: &#8220;Bisognerà prestare attenzione alle tematiche emergenti come quelle legate alle energie rinnovabili, che possono avere ricadute anche sull&#8217;impiantistica. O l&#8217;informatica, dove ci sono molti campi d&#8217;applicazione per piccole società e dove c&#8217;è spazio per giovani ad alta specializzazione&#8221;. Ma il mondo della piccola imprenditoria italiana non è tutto rosa e fiori, e le più recenti battaglie intraprese da Confartigianato lo dimostrano. E’ il caso della lunga vertenza sugli studi di settore, oltremodo pressanti su determinati segmenti. Probabilmente, le 6.355 imprese di autotrasporti che hanno spento i motori tra il 2002 ed il marzo 2007 sono state il campanello d’allarme per una categoria che ha deciso di incrociare le braccia lo scorso dicembre. I vettori stranieri sono padroni delle strade, e delle merci, il costo del carburante continua a crescere e le imprese artigiane dell’autotrasporto sono costrette a chiudere i battenti. Insieme a loro registrano una pesante recessione anche le realtà produttive di riparazione auto e moto e quelle di beni personali. In netto calo, soprattutto a causa della concorrenza di paesi stranieri con ridottissimi costi del lavoro, anche le imprese impegnate nel legno &#8211; arredo e nel tessile. &#8220;Sono in calo quelle attività &#8211; continua Fumagalli &#8211; che potrebbero essere più rischiose, ma che potenzialmente potrebbero avere alti margini di redditività&#8221;. La conclusione dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa non lascia spazio a dubbi: con l’idea giusta e la qualità dei prodotti, le imprese artigiane rappresentano ancora oggi la migliore opportunità di successo imprenditoriale nel nostro Paese.</p>
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		<title>Artigianato: avanti c’è posto - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Mon, 07 Jan 2008 23:00:00 +0000</lastBuildDate>
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