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	<title>Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro. - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro. - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Luglio 2026 &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7259 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-co-co-pro tag-contratto-a-progetto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
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<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027 nel 38° report congiunturale di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027-nel-38-report-congiunturale-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 13:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 6 Luglio 2026·CONGIUNTURA Conti pubblici verso la manovra 2027 nel 38° report congiunturale di Confartigianato   Le incertezze sull’evoluzione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7259 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-co-co-pro tag-contratto-a-progetto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
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<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
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		<title>Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 2 Luglio 2026·CONGIUNTURA Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile I comparti dell’automotive e della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
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<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
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		<title>Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 17:51:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 1 Luglio 2026·MERCATI ESTERI Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili La nuova fase dell’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
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<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
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		<title>Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di violenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Luglio 2026 Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7259 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-co-co-pro tag-contratto-a-progetto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
</div>
</div>
<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:48:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Giugno 2026·MEDIA Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net L&#8217;estate del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
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<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:26:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 26 Giugno 2026·EVENTI Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business La sostenibilità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
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<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
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		<title>Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 06:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 26 Giugno 2026·EVENTI Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione Nella giornata di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
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<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
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		<title>Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-inblu2000-crisi-in-medio-oriente-pesa-su-costi-energia-export-e-investimenti-delle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[InBlu2000]]></category>
		<category><![CDATA[RadioInBlu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7259 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-co-co-pro tag-contratto-a-progetto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
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</div>
<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
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		<title>Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-4-di-sera-rete-4-le-crisi-geopolitiche-presentano-il-conto-alle-nostre-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4 di sera]]></category>
		<category><![CDATA[rete 4]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221; [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
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<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[congiuntura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Giugno 2026·CONGIUNTURA Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio Le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
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<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/aggregazione-in-consorzi-e-reti-dimpresa-per-conquistare-il-mercato-degli-appalti-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4CNetWork]]></category>
		<category><![CDATA[Gustavo Piga]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Carretti]]></category>
		<category><![CDATA[orep]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
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<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7259 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-co-co-pro tag-contratto-a-progetto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
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<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7259 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-co-co-pro tag-contratto-a-progetto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
</div>
</div>
<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-vista-un-accordo-per-la-riapertura-di-hormuz-il-conto-di-oltre-cento-giorni-di-crisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7259 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-co-co-pro tag-contratto-a-progetto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
</div>
</div>
<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dalla-crisi-del-golfo-ai-cantieri-le-tendenze-delledilizia-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7259 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-co-co-pro tag-contratto-a-progetto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
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</div>
<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dal-piano-per-lexport-40-milioni-di-euro-per-le-micro-e-piccole-imprese-colpite-dalla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7259 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-co-co-pro tag-contratto-a-progetto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
</div>
</div>
<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131780</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-7259 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-co-co-pro tag-contratto-a-progetto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
</div>
</div>
<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7259 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-co-co-pro tag-contratto-a-progetto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
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<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
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<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
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		<title>Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro. - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Tue, 19 Feb 2008 23:00:00 +0000</lastBuildDate>
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