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	<title>Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro. - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro. - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese. L&#8217;allarme sulla stampa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 18 Agosto 2026·LAVORO Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese. L&#8217;allarme sulla stampa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7259 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-co-co-pro tag-contratto-a-progetto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
</div>
</div>
<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 11 Agosto 2026·LEGGE DI BILANCIO Conti pubblici verso la manovra 2027   Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7259 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-co-co-pro tag-contratto-a-progetto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
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</div>
<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
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		<title>Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[credito più costoso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Agosto 2026·CREDITO Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
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<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
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		<title>Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[nuova Artigiancassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 10 Agosto 2026·CREDITO Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
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</div>
<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
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		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/granelli-a-unomattina-rai1-lartiturismo-che-rilancia-territori-imprese-e-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[artiturismo]]></category>
		<category><![CDATA[marco granelli]]></category>
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		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Agosto 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217; Un turismo diffuso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7259 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-co-co-pro tag-contratto-a-progetto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
</div>
</div>
<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/nel-2026-sono-205mila-le-imprese-artigiane-interessate-da-domanda-turistica-con-544mila-addetti-il-167-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
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<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
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		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/lundertourism-cresce-e-piace-al-21-dei-vacanzieri-protagonisti-204mila-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
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		<category><![CDATA[undertourism]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani &#160; Via dalla pazza [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7259 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-co-co-pro tag-contratto-a-progetto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
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<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-si-a-confronto-con-sindacati-per-difendere-la-buona-contrattazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
</div>
</div>
<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
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		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
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<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
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		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
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<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7259 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-co-co-pro tag-contratto-a-progetto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
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<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7259 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-co-co-pro tag-contratto-a-progetto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
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<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
		<category><![CDATA[costruzioni.]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7259 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-co-co-pro tag-contratto-a-progetto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
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</div>
<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
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<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7259 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-co-co-pro tag-contratto-a-progetto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
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<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7259 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-co-co-pro tag-contratto-a-progetto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
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<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
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<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7259 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-co-co-pro tag-contratto-a-progetto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
</div>
</div>
<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7259 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-co-co-pro tag-contratto-a-progetto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
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<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/il-ministero-del-lavoro-stringe-sui-co-co-pro/">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7259 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza tag-co-co-pro tag-contratto-a-progetto" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro.</h1>
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<p>Di fronte a un aumento dei rapporti di lavoro in forma coordinata e continuativa in diversi settori nei quali l’attività svolta risulta non pienamente compatibile con tale tipologia contrattuale, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale corre ai ripari emanando una circolare che di fatto riapre la caccia ai falsi co.co.pro. La circolare, la numero 4/2008, elenca una serie di attività per le quali difficilmente si può parlare di lavoro a progetto, in quanto non inquadrabili, se non in casi del tutto eccezionali, in ambiti progettuali che tendono al raggiungimento di un risultato conseguibile attraverso una prestazione di lavoro autonomo, con il solo coordinamento del committente. La circolare, comunque, non esclude la possibilità di inquadrare le stesse attività in prestazioni di natura autonoma diverse dalla collaborazione a progetto (appalto di manodopera, contratto d’opera etc). Tra le diciassette figure professionali elencate a fine esemplificativo dal Ministero, almeno cinque possono essere ricondotte alla realtà produttiva dell’artigianato. Si tratta degli addetti alle pulizie, autisti ed autotrasportatori, estetiste e parrucchieri, manutentori, muratori e qualifiche operaie dell’edilizia. Oltre a facchini, baristi e camerieri, anche questi ultimi parzialmente inquadrabili nel comparto. In tutti questi casi, la circolare da indicazione al personale ispettivo di ricondurre i relativi rapporti di lavoro nell’alveo della prestazione subordinata. Questo, se non viene dimostrato l’elemento essenziale di un’autentica e concreta autonomia nell’esecuzione dell’attività alla base del contratto. Nel dettaglio, il personale ispettivo dovrà valutare anche il contratto dal punto di vista formale. Se il progetto non è indicato con precisione, se sono elencate solo una serie di mansioni che deve compiere il collaboratore, se le mansioni sono “elementari e ripetitive, difficilmente riconducibili, di per sé, ad un progetto o un programma”, ecco che si attivano i campanelli di allarme che indicano la possibile sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, mascherato da co.co.pro. Giudizio negativo anche nel caso in cui, in sede di istruttoria, emerga che il lavoratore venga utilizzato per attività che esulano dal progetto, o in presenza di “una qualunque manifestazione di potere disciplinare”. L’eventuale presenza nel contratto di clausole di “esclusiva” o di “monocommittenza”, secondo il Ministero non è incompatibile con la natura autonoma del rapporto. Tuttavia, in presenza di tali clausole, il Ministero da indicazione agli organi di vigilanza di verificare con attenzione tutti gli altri indici.</p>
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		<title>Il Ministero del Lavoro stringe sui co.co.pro. - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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