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	<title>Confartigianato incontra Veltroni - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Confartigianato incontra Veltroni - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 2 Luglio 2026·CONGIUNTURA Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile I comparti dell’automotive e della [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
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<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
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		<title>Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 17:51:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 1 Luglio 2026·MERCATI ESTERI Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili La nuova fase dell’economia [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
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<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. 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		<title>Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di violenza</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/alla-camera-presentato-il-progetto-trame-di-rinascita-formazione-e-artigianato-per-le-donne-vittime-di-violenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Luglio 2026 Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
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<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-pesano-su-manifattura-e-made-in-italy-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:48:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Giugno 2026·MEDIA Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net L&#8217;estate del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/confartigianato-incontra-veltroni/">Confartigianato incontra Veltroni</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
</div>
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<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
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		<title>Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/al-forum-di-confartigianato-la-sostenibilita-e-inclusione-equita-adattamento-intelligente-motore-di-business/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:26:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 26 Giugno 2026·EVENTI Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business La sostenibilità [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
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<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
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		<title>Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 06:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 26 Giugno 2026·EVENTI Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione Nella giornata di [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
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<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
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		<title>Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-inblu2000-crisi-in-medio-oriente-pesa-su-costi-energia-export-e-investimenti-delle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[InBlu2000]]></category>
		<category><![CDATA[RadioInBlu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/confartigianato-incontra-veltroni/">Confartigianato incontra Veltroni</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
</div>
</div>
<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
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		<title>Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-4-di-sera-rete-4-le-crisi-geopolitiche-presentano-il-conto-alle-nostre-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4 di sera]]></category>
		<category><![CDATA[rete 4]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221; [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
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<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
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		<item>
		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-per-economia-e-imprese-il-punto-nel-webinar-del-6-luglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[congiuntura]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Giugno 2026·CONGIUNTURA Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio Le [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
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<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/aggregazione-in-consorzi-e-reti-dimpresa-per-conquistare-il-mercato-degli-appalti-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4CNetWork]]></category>
		<category><![CDATA[Gustavo Piga]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Carretti]]></category>
		<category><![CDATA[orep]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/confartigianato-incontra-veltroni/">Confartigianato incontra Veltroni</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
</div>
</div>
<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/confartigianato-incontra-veltroni/">Confartigianato incontra Veltroni</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
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<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianale-si-ma-soltanto-se-sei-artigiano-utili-chiarimenti-dal-mimit-sulla-nuova-legge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/confartigianato-incontra-veltroni/">Confartigianato incontra Veltroni</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
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<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/confartigianato-incontra-veltroni/">Confartigianato incontra Veltroni</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-vista-un-accordo-per-la-riapertura-di-hormuz-il-conto-di-oltre-cento-giorni-di-crisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/confartigianato-incontra-veltroni/">Confartigianato incontra Veltroni</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
</div>
</div>
<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dalla-crisi-del-golfo-ai-cantieri-le-tendenze-delledilizia-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
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<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
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		<item>
		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dal-piano-per-lexport-40-milioni-di-euro-per-le-micro-e-piccole-imprese-colpite-dalla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
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<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
</div>
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<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
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<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
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<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/confartigianato-incontra-veltroni/">Confartigianato incontra Veltroni</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/trappole-col-fiocco-e-soffitti-di-cristallo-focus-di-spirito-artigiano-sulla-condizione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/confartigianato-incontra-veltroni/">Confartigianato incontra Veltroni</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7273 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
</div>
</div>
<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/confartigianato-incontra-veltroni/">Confartigianato incontra Veltroni</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
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<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
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		<title>Confartigianato incontra Veltroni - Confartigianato Imprese </title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2008/03/confartigianato-incontra-veltroni/</link>
		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Wed, 05 Mar 2008 23:00:00 +0000</lastBuildDate>
		<docs>http://backend.userland.com/rss092</docs>
		<language>it-IT</language>
		

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