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	<title>Confartigianato incontra Veltroni - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Confartigianato incontra Veltroni - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 13:43:16 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Maurizio Leo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Ottobre 2026·FISCO Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco” [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7273 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
</div>
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<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-presidente-granelli-su-il-foglio-quante-paure-infondate-per-la-crescita-degli-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 07:55:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Media 1 Ottobre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221; [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
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<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
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		<title>Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 13:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Settembre 2026·MEDIA Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net L’economia [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
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<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
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		<title>Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-zucchetti-lanciano-il-progetto-artigianato-digitale-siglato-accordo-strategico-per-linnovazione-delle-mpmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 11:13:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[Zucchetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Settembre 2026·INNOVAZIONE Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
</div>
</div>
<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/le-confederazioni-artigiane-in-riforma-legge-quadro-nessuna-distorsione-concorrenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 09:24:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Legge quadro artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[riforma legge quadro artigianato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 26 Settembre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221; «Il dibattito sulla [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
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<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
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		<title>Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/su-spirito-artigiano-le-sfide-per-le-imprese-tra-ia-e-competenze-umane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 09:55:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Settembre 2026·MEDIA Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane Il nuovo numero [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
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<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
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		<title>Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/rotte-marittime-sotto-pressione-1239-miliardi-di-euro-di-interscambio-via-nave-con-asia-e-oceania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 08:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 24 Settembre 2026·ESPORTAZIONI Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/confartigianato-incontra-veltroni/">Confartigianato incontra Veltroni</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7273 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
</div>
</div>
<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
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		<title>Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/piccole-imprese-grandi-transizioni-confartigianato-fa-scuola-su-energie-e-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 15:05:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Settembre 2026·EVENTI Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità Energia, geopolitica, transizione ecologica, innovazione [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
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<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
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		<item>
		<title>Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina e Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/con-data-center-boom-consumi-elettrici-398-twh-entro-il-2030-in-usa-cina-e-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 09:36:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 23 Settembre 2026·ENERGIA Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
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<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
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		<title>Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/deficit-al-31-del-pil-le-sfide-della-politica-fiscale-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 13:05:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·LEGGE BILANCIO 2026 Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/confartigianato-incontra-veltroni/">Confartigianato incontra Veltroni</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7273 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
</div>
</div>
<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
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		<title>La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino!</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/la-nostra-intelligenza-artigiana-fa-scuola-e-ispira-il-festival-di-sanremo-bravo-stefano-de-martino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 10:57:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano De Martino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·ATTUALITA&#039; La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino! A Sanremo quest’anno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/confartigianato-incontra-veltroni/">Confartigianato incontra Veltroni</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
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<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
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		<item>
		<title>Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle famiglie italiane</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/con-crisi-golfo-18-miliardi-in-sei-mesi-la-spesa-per-luce-e-gas-delle-famiglie-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 09:37:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Settembre 2026·ENERGIA Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
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<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/confartigianato-incontra-veltroni/">Confartigianato incontra Veltroni</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + 47,4% rispetto all’Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mpi-pagano-energia-37-miliardi-in-piu-della-media-ue-bollette-gonfiate-dal-fisco-474-rispetto-allue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 13:31:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Settembre 2026·ENERGIA Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
</div>
</div>
<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
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		<title>Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-rai-come-raccontare-leccellenza-italiana-ai-nuovi-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 19:57:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Mellone]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Giorgino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Settembre 2026·MEDIA Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217; Come raccontare l’eccellenza italiana, e in [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
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<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
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		<item>
		<title>Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/granelli-da-presidente-von-der-leyen-indicazioni-importanti-per-pmi-ora-servono-interventi-concreti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:54:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ursula von der leyen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EUROPA Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221; Meno burocrazia, energia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/confartigianato-incontra-veltroni/">Confartigianato incontra Veltroni</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
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<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/confartigianato-incontra-veltroni/">Confartigianato incontra Veltroni</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare Taranto»</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/ilva-le-confederazioni-artigiane-serve-un-pacchetto-straordinario-e-una-legge-speciale-per-salvare-taranto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ex ilva]]></category>
		<category><![CDATA[ilva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 16 Settembre 2026·ILVA Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/confartigianato-incontra-veltroni/">Confartigianato incontra Veltroni</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
</div>
</div>
<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
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		<title>Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/energie-e-sostenibilita-alla-22a-edizione-di-confartigianato-high-school/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 14:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EVENTI Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School Le grandi trasformazioni degli scenari geopolitici, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/confartigianato-incontra-veltroni/">Confartigianato incontra Veltroni</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
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<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la Sostenibilità 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/seize-the-change-futuri-sostenibili-e-levento-di-apertura-della-settimana-per-lenergia-e-la-sostenibilita-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 13:52:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·SETTIMANA ENERGIA &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
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<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/confartigianato-incontra-veltroni/">Confartigianato incontra Veltroni</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mercato-del-lavoro-piu-inclusivo-con-crescita-spinta-da-lavoro-stabile-donne-giovani-e-stranieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 13:46:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Settembre 2026·LAVORO Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri Nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/confartigianato-incontra-veltroni/">Confartigianato incontra Veltroni</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7273 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">6 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
</div>
</div>
<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
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		<title>UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/unatras-chiede-al-governo-di-riaprire-urgentemente-il-confronto-sul-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 10:07:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Unatras]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Settembre 2026·AUTOTRASPORTO UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore La Presidenza di UNATRAS, il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/confartigianato-incontra-veltroni/">Confartigianato incontra Veltroni</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Confartigianato incontra Veltroni</h1>
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<p>Le quattro richieste di Confartigianato per “liberare l’impresa” hanno incassato il parere positivo del candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, che questa mattina ha incontrato la Giunta esecutiva di Confartigianato riunita nella sede di Roma. Ridurre il peso della burocrazia, ridurre i tempi della giustizia (“i ritardi costano alle imprese 2.3 miliardi di euro”, ha rimarcato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini), abbassare la pressione fiscale e semplificare gli adempimenti, liberalizzare i mercati protetti, “sono obiettivi in sintonia con il nostro programma” ha dichiarato il candidato premier. In sintonia con il programma è anche il riconoscimento del ruolo svolto dalle micro e piccole imprese per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione, un altro dei punti considerati essenziali dal Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. “La struttura dell’Italia – ha spiegato Veltroni – è fatta da quelle persone che la mattina alzano la saracinesca. Persone che tengono su il Paese. L’Italia non è più il paese delle grandi industrie, è tenuta in piedi dalla miriade di piccoli imprenditori. Che producono il 30,8% del valore aggiunto, contro il 20% della media dell’Unione Europea”. Un ruolo di prima grandezza nella crescita del Paese che Guerrini ha evidenziato proponendo anche un secondo dato. “Nel 2006 gli addetti delle piccole e micro imprese sono cresciuti di 517mila unità, mentre nello stesso periodo le imprese medie e grandi ne hanno perso 131mila”. Condivisione anche sulla proposta di Confartigianato di istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un’Agenzia per le Micro e Piccole Imprese, che coordini le politiche settoriali sostenendo il punto di vista delle MPI, che valuti l’impatto delle norme sulle MPI, che elabori un rapporto annuale sulle MPI, analogo a quello a quello redatto annualmente dal Presidente degli Stati Uniti. A questo proposito, così si è espresso Walter Veltroni, “chiederemo a Confartigianato di mettere al servizio del Paese risorse umane del vostro mondo per la direzione di questo importante strumento”. Le priorità del Paese, secondo Veltroni, si legano strettamente a quelle delle imprese. “Crescere, crescere, crescere. La crescita è l’emergenza del nostro Paese, perché se non c’è crescita della ricchezza, l’Italia avrà grossi problemi”. Ancora una volta la spinta dovrebbe arrivare dalle PMI. “La scelta riformista dell’innovazione deve essere fatta con grande urgenza: il cambio euro-dollaro continua a crescere. Sale il costo dell’energia e delle materie prime. Bisogna tirare fuori la testa e spingere l’acceleratore. Bisogna fare come le piccole imprese: rischiare e innovare. Senza questo il Paese è fermo: negli ultimi quindici anni la politica si è seduta sul Paese come un enorme elefante. Abbiamo perso 11 punti di Pil”. Per sostenere lo sviluppo delle imprese, Veltroni, oltre alla semplificazione &#8211; cavallo di battaglia del leader del PD che ha espresso il desiderio-impegno di un ‘Paese semplice’ &#8211; ha proposto alcuni interventi sul piano fiscale: riduzione del numero degli adempimenti e abbassamento generalizzato di almeno un punto della pressione fiscale, una misura, quest’ultima da ottenersi attraverso proporzionali tagli alla spesa pubblica. Ma ancora prima di crescere, le imprese dovrebbero poter nascere. Un problema non da poco che in Italia ha un nome preciso: burocrazia. “Un’impresa in un giorno”. E’ l’impegno di Walter Veltroni, che così ha illustrato la proposta. “Lo Stato è troppo lento. Esige dal cittadino documentazioni che lo Stato ha già. Per aprire un’impresa deve bastare un’autocertificazione. I controlli non vanno fatti a monte ma a valle. Oggi funziona così: ti rendo difficile tutto quello che c’è prima, e poi faccio un condono. L’Italia è uno stato prussiano con chi vuole imprendere, salvo poi chiudere gli occhi quando deve controllare”. Veltroni, nel giorno del rush finale del decreto attuativo della legge delega sulla sicurezza sul lavoro, precisa, poi, un passaggio. “Oltre all’autocertificazione, serve, chiaramente, il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge 626 in tema di sicurezza”. Contro gli infortuni sul lavoro, secondo Veltroni, “occorre aumentare la prevenzione incrementando i livelli di formazione. Questo vale per tutti i lavoratori, ma soprattutto per quelli interinali che oggi hanno un corso di 32 ore. Occorre una formazione continua che accompagni il lavoratore nella sua vita professionale”. Nell’intervento che ha preceduto quello di Veltroni, il Presidente di Confartigianato aveva sottolineato un altro aspetto legato alla prevenzione degli incidenti, non meno importante: il corretto utilizzo dell’avanzo di gestione INAIL. “Se il miliardo di euro di avanzo della gestione separata dell’artigianato fosse impiegato per la prevenzione, e non disperso in mille rivoli, quella sì sarebbe un’azione incisiva. L’artigianato, dal 2000 al 2006, ha ridotto dell’11% gli incidenti sul lavoro. Molto si è fatto. Anche la tragedia di Molfetta dimostra, purtroppo, che i nostri imprenditori condividono l’ambiente di lavoro con i loro dipendenti ”. Sul fronte delle liberalizzazioni, al Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo intervento aveva segnalato che queste alla fine avevano colpito solo i ‘piccoli’ e cioè taxisti, parrucchieri, panettieri, e non gli ordini professionali, le banche, le assicurazioni e i servizi pubblici &#8211; un concetto rafforzato anche dal Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; il candidato premier ha risposto. “Condividiamo l’approccio top-down. Serve a poco liberalizzare alcuni ‘piccoli’ se poi non si superano le rendite di posizione dei ‘grandi’. Ad esempio noi vogliamo contrastare l’offensiva delle utilities nel mercato del post –contatore, un’offensiva che in molti casi si configura come un vero e proprio abuso di posizione dominante”. Sul fronte della concertazione, la ricetta è chiara. “Serve un modello di concertazione nuova che ponga al centro la crescita e il tessuto delle PMI. E’ essenziale l’apporto di Confartigianato e delle altre organizzazioni datoriali: non c’è solo Confindustria”.</p>
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		<title>Confartigianato incontra Veltroni - Confartigianato Imprese </title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2008/03/confartigianato-incontra-veltroni/</link>
		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Wed, 05 Mar 2008 23:00:00 +0000</lastBuildDate>
		<docs>http://backend.userland.com/rss092</docs>
		<language>it-IT</language>
		

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