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	<title>Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Granelli a Tgcom24 su caro-energia e crisi manodopera: &#8216;Servono scelte Ue forti e patto scuola-lavoro&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 12:30:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Media 4 Aprile 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Granelli a Tgcom24 su caro-energia e crisi manodopera: &#8216;Servono scelte Ue forti e patto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/sos-manodopera-al-sud-va-meglio-che-al-nord/">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7313 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</h1>
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<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;Buon lavoro al Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 11:54:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 3 Aprile 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;Buon lavoro al Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi&#8221; “Esprimiamo i nostri migliori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/sos-manodopera-al-sud-va-meglio-che-al-nord/">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7313 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</h1>
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<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
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		<title>Granelli: “Bene riduzione accise in Dl carburanti. Ma ora serve piano strutturale Ue per tutelare imprese”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 11:29:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
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		<title>A Pasqua gli artigiani del food sfidano rincari di materie prime e energia e carenza di personale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 08:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Buona Pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiano Gaggion]]></category>
		<category><![CDATA[pasqua]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 3 Aprile 2026·PASQUA A Pasqua gli artigiani del food sfidano rincari di materie prime e energia e carenza [&#8230;]</p>
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<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
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		<title>La pace come lavoro quotidiano: il nuovo numero di Spirito Artigiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 06:57:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 2 Aprile 2026·MEDIA La pace come lavoro quotidiano: il nuovo numero di Spirito Artigiano In un contesto internazionale segnato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/sos-manodopera-al-sud-va-meglio-che-al-nord/">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7313 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</h1>
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<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;Intervento del Governo su Transizione 5.0 ridà certezze alle imprese&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 12:03:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 1 Aprile 2026·TRANSIZIONE 5.0 Il Presidente Granelli: &#8220;Intervento del Governo su Transizione 5.0 ridà certezze alle imprese&#8221; “Siamo [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7313 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
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<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
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		<title>Artigianato della cura del verde: crescita a doppia cifra (+10,1%) in cinque anni. Il focus sul settore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 10:25:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[imprese del verde]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 1 Aprile 2026·CURA DEL VERDE Artigianato della cura del verde: crescita a doppia cifra (+10,1%) in cinque anni. Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/sos-manodopera-al-sud-va-meglio-che-al-nord/">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Aprile 2008</span></div>
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<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
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		<title>Stop ai finti artigiani: dal 7 aprile svolta storica voluta da Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/stop-ai-finti-artigiani-dal-7-aprile-svolta-storica-voluta-da-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 22:51:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Aprile 2026·MADE IN ITALY Stop ai finti artigiani: dal 7 aprile svolta storica voluta da Confartigianato C’è una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/sos-manodopera-al-sud-va-meglio-che-al-nord/">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7313 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</h1>
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<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/sos-manodopera-al-sud-va-meglio-che-al-nord/">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato e la sfida delle &#8216;Organizzazioni Aumentate&#8217;: il middle management motore del cambiamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 22:04:20 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[middle management]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Aprile 2026·EVENTI Confartigianato e la sfida delle &#8216;Organizzazioni Aumentate&#8217;: il middle management motore del cambiamento Potenziare le capacità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/sos-manodopera-al-sud-va-meglio-che-al-nord/">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7313 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</h1>
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<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
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		<title>Guerra del Golfo: le criticità per le filiere di manifattura e costruzioni. Il punto nel webinar del 13 aprile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 13:21:22 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 30 Marzo 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Guerra del Golfo: le criticità per le filiere di manifattura e costruzioni. Il punto [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7313 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
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<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
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		<title>Decreto fiscale, Confartigianato: “Penalizzati gli investimenti delle imprese su Transizione 5.0”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 10:05:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Marzo 2026·TRANSIZIONE 5.0 Decreto fiscale, Confartigianato: “Penalizzati gli investimenti delle imprese su Transizione 5.0” “Amara sorpresa dalla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/sos-manodopera-al-sud-va-meglio-che-al-nord/">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
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		<title>Dalle botteghe alle strade bianche: Eroica e Confartigianato insieme per il Made in Italy</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 09:31:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Marzo 2026·MADE IN ITALY Dalle botteghe alle strade bianche: Eroica e Confartigianato insieme per il Made in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/sos-manodopera-al-sud-va-meglio-che-al-nord/">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7313 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</h1>
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<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
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		<title>L’alta qualità dei dolci pasquali, grazie a 37mila imprese artigiane e 1.699 prodotti della tradizione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/lalta-qualita-dei-dolci-pasquali-grazie-a-37mila-imprese-artigiane-e-1-699-prodotti-della-tradizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 10:54:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 26 Marzo 2026·ALIMENTAZIONE L’alta qualità dei dolci pasquali, grazie a 37mila imprese artigiane e 1.699 prodotti della tradizione  A [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7313 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</h1>
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<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
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		<title>Il 28 marzo Linea Verde Start a Venezia,  unica al mondo per saperi e tradizioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 09:00:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Marzo 2026·MEDIA Il 28 marzo Linea Verde Start a Venezia, unica al mondo per saperi e tradizioni Sabato [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</h1>
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<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
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		<title>Il punto sulla guerra del Golfo: import GNL dal Qatar, rischi per costi energia e crescita</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/il-punto-sulla-guerra-del-golfo-import-gnl-dal-qatar-rischi-per-costi-energia-e-crescita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 14:26:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Marzo 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Il punto sulla guerra del Golfo: import GNL dal Qatar, rischi per costi energia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/sos-manodopera-al-sud-va-meglio-che-al-nord/">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7313 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</h1>
</div>
</div>
<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/sos-manodopera-al-sud-va-meglio-che-al-nord/">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il principio “Think Small First” entra tra le priorità dei Capi di Stato e di Governo Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/il-principio-think-small-first-entra-tra-le-priorita-dei-capi-di-stato-e-di-governo-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 10:48:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[‘Think Small First’]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Marzo 2026·EUROPA Il principio “Think Small First” entra tra le priorità dei Capi di Stato e di Governo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/sos-manodopera-al-sud-va-meglio-che-al-nord/">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7313 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</h1>
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<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
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		<title>Il Sistema Confartigianato celebra la Giornata della Cultura Artigiana</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/il-sistema-confartigianato-celebra-la-giornata-della-cultura-artigiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 10:47:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata cultura artigiana]]></category>
		<category><![CDATA[quinta giornata della cultura artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Marzo 2026·CULTURA ARTIGIANA Il Sistema Confartigianato celebra la Giornata della Cultura Artigiana In occasione della festività di San [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/sos-manodopera-al-sud-va-meglio-che-al-nord/">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7313 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</h1>
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<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
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		<title>Da Tg1 Rai al Corriere della sera: la Giornata della cultura artigiana sui media</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 10:36:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata cultura artigiana]]></category>
		<category><![CDATA[quinta giornata della cultura artigiana]]></category>
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<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/sos-manodopera-al-sud-va-meglio-che-al-nord/">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato protagonista a Londra con la mostra “Benfatto. L’eccellenza dell’artigianato tra arte, materia e tempo”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/confartigianato-protagonista-a-londra-con-la-mostra-benfatto-leccellenza-dellartigianato-tra-arte-materia-e-tempo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 11:15:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Benfatto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Marzo 2026·MERCATI ESTERI Confartigianato protagonista a Londra con la mostra “Benfatto. L’eccellenza dell’artigianato tra arte, materia e tempo” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/sos-manodopera-al-sud-va-meglio-che-al-nord/">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7313 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</h1>
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<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
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		<title>Granelli e il Ministro Urso a L’Aquila: le riforme per il futuro dell’artigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 22:50:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[quinta giornata della cultura artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 19 Marzo 2026·CULTURA ARTIGIANA Granelli e il Ministro Urso a L’Aquila: le riforme per il futuro dell’artigianato A L’Aquila Confartigianato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/sos-manodopera-al-sud-va-meglio-che-al-nord/">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord</h1>
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<p>Per le imprese artigiane trovare personale specializzato è difficile in tutta Italia. Ma in alcune aree geografiche lo è più che altrove. La ricerca andrebbe meglio al Sud che al Nord. Ma il condizionale è d’obbligo: pesa infatti la diversa struttura economica delle due aree del Paese, che rende difficili i paragoni. La situazione è ben descritta in un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Nel Nord-Est del Paese la maggior parte delle professionalità ricercate dalle imprese artigiane si trova con difficoltà, con estrema difficoltà, al punto che un posto su due rimane addirittura scoperto (51,2%). Nelle regioni del Centro Italia non va meglio, anche se il distacco dalle regioni più afflitte dal problema manodopera si fa sentire (45,1%). Anche il Nord Ovest non si salva, con valori percentuali appena migliori, ma in realtà quasi sovrapponibili a quelli di Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo: 44,1%. A questo punto ci si attenderebbe una performance migliore del Mezzogiorno, dove il saldo tra domanda e offerta di manodopera potrebbe essere positivo in forza delle più difficili condizioni del mercato del lavoro. Macchè. Anche nel Sud la quota di posizioni difficili da reperire è consistente (38,1%). Se l’Sos manodopera avvicina tra loro aree del Paese per altri versi distanti, i problemi all’origine delle mancate assunzioni, denunciati dalle imprese artigiane, introducono nuovi elementi di divisione. Tra le cause principali, al Sud, pesa la “mancanza di esperienza” degli aspiranti lavoratori (39,5%); al Nord-Est, la “ridotta presenza del personale” e la “concorrenza tra imprese” (26,1%); al Centro (37,4%) e al Nord Ovest (36,3%), i “percorsi professionali” giudicati dai lavoratori “poco motivanti”. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni dove le imprese fanno più fatica a completare gli organici (53,6). Seguono a giro di ruota: Emilia Romagna (52,3%), Umbria (51,8%), Veneto (51,4%). Bisogna arrivare al 13° posto per incontrare la prima regione del Meridione, il Molise (48%). Dalla tredicesima posizione in poi, superato lo scalino di quasi sette punti che separa il Molise dal primo degli inseguitori, la Calabria, scorrono compatte tutte le regioni del Sud, isole comprese. Nell’ordine: Calabria (40,9%), Basilicata (40,8%), Campania (40%), Sardegna (39,5%), Puglia (36,4%). Una nuova cospicua cesura di quasi sei punti, ed ecco la Sicilia (30,5), che conquista la palma della regione dove le imprese farebbero meno fatica a trovare addetti. Scendendo al dettaglio delle province, il quadro si fa ancora più articolato, ma decisamente più fosco. Per le imprese artigiane di Ravenna trovare gli addetti equivale a vincere un terno al lotto, visto che la quota di manodopera di difficile reperimento è del 62,3%. Un record nazionale. Ad Ancona la situazione non è migliore (61,9%), così a Ferrara (60,8%). Campobasso, al 47° posto, è la prima provincia del Meridione in lista. Seguono Salerno (60°), Potenza (63°), Cosenza (64°). Quattro province della Sicilia chiudono la lista: Caltanissetta (99°), Enna (100°), Messina (101°), Siracusa (102°). Ben definita anche la mappa delle professionalità più ricercate, una mappa fortemente condizionata dalle specificità dei territori. In sostanza, nel Nord Ovest dell’industria pesante, accanto a parrucchieri ed estetisti, falegnami e idraulici, che mancano lì, come altrove, è caccia aperta ai “trafilatori ed estrusori di metallo”, ai “conduttori di robot industriali”, agli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Nel Nord Est, le imprese fanno fatica a trovare gli “assemblatori in serie di parti di macchine” e gli “attrezzisti di macchine utensili e affini”. Al Centro, problemi a coprire i seguenti posti: valigiai, borsettieri, operai specializzati delle calzature, pavimentatori e posatori di rivestimenti, verniciatori industriali. Nel Mezzogiorno mancano panettieri e pastai artigianali, tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare. Problemi anche con gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa, i pavimentatori e posatori di rivestimenti.</p>
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		<title>Sos manodopera: al sud va meglio che al Nord - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Mon, 28 Apr 2008 22:00:00 +0000</lastBuildDate>
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