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	<title>Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli. - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli. - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese. L&#8217;allarme sulla stampa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 18 Agosto 2026·LAVORO Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese. L&#8217;allarme sulla stampa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/una-legge-che-non-scherza-la-direttiva-ue-sui-giocattoli/">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6794 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-europa-e-mercati-internazionali category-metalmeccanica-di-produzione" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</h1>
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</div>
<p>Dopo il ciclone che si è abbattuto lo scorso anno su una multinazionale del giocattolo, accusata di commercializzare bambole rifinite con vernici contenenti piombo, e dunque pericolose per la salute dei bambini, e a seguito dei sequestri di valanghe di prodotti per l’infanzia non certificati, provenienti dai mercati orientali, il Consiglio Europeo ha deciso di rimettere mano alla normativa in materia di sicurezza dei giocattoli, vecchia ormai di vent’anni. La Direttiva 88/378/CE del 3 maggio 1988, che fino a oggi ha regolato la commercializzazione di giocattoli prodotti o importati nell’Unione Europea, è pronta a finire in soffitta, rimpiazzata da una legislazione più moderna che adegua il testo normativo ai cambiamenti dei mercati, alle trasformazioni industriali, agli effetti della globalizzazione. L’obiettivo dichiarato dal legislatore è quello di “ridurre gli incidenti connessi ai giocattoli ed ottenere benefici per la salute”, anche se il progetto nel suo insieme è più ambizioso. Sono infatti tre i risultati che si intendono raggiungere: “Nuovi e più alti requisiti di sicurezza per far fronte ai rischi recentemente identificati”; “Rinforzare la responsabilità dei fabbricanti ed importatori nella commercializzazione dei giocattoli”; “Aumentare gli obblighi di sorveglianza del mercato degli Stati Membri”. Nessun dubbio che la proposta di revisione avrà un forte impatto sui produttori. Soprattutto su quelli piccoli e piccolissimi &#8211; circa 779 imprese, il 92,3% delle quali di piccola dimensione con meno di 20 addetti &#8211; che dovranno adeguare il sistema produttivo alle maglie molto strette della Direttiva. Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi di Confartigianato, le aziende italiane produttrici di giochi e giocattoli danno lavoro a 5.866 addetti, realizzano un fatturato annuo di 962,3 milioni di euro ed esportano il 47,1% della produzione. Nel 2006 le vendite all&#8217;estero di giocattoli italiani si sono attestate a 460,9 milioni di euro, con un aumento del 6,4% rispetto al 2005. Sono soprattutto i Paesi europei ad apprezzare i giochi made in Italy, il 76,1% delle nostre esportazioni è rimasto, infatti, all&#8217;interno delle frontiere comunitarie. Diverse le criticità identificate da NORMAPME (Organizzazione Europea dell’Artigianato e delle Piccole e Medie Imprese per la Standardizzazione) e già segnalate al Gruppo di Lavoro del Consiglio europeo, insieme alle possibili misure correttive. La richiesta principale riguarda l’inclusione nel testo di disposizioni specifiche per le piccole produzioni o le produzioni non in serie. Secondo le prime indicazioni, dai giocattoli dovrebbero scomparire diverse cose. Le sostanze cancerogene, prima di tutto. Poi il piombo e il mercurio, e le fragranze allergeniche. Prevista una stretta in materia di commercializzazione, con nuovi adempimenti e nuove responsabilità per chi immette sul mercato i giocattoli. A partire dalle avvertenze sull’utilizzo del prodotto, che dovranno seguire le indicazioni redatte da una apposita Commissione. In caso di alcune tipologie di giocattoli, ad esempio quelli con magneti, attualmente non normati, sarà richiesto un test presso laboratori indipendenti. Il fabbricante avrà poi l’obbligo di mettere a disposizione dell’autorità per la Sorveglianza del Mercato le informazioni tecniche del prodotto. Obblighi per i produttori e i distributori di giocattoli, ma anche per gli Stati membri. La direttiva impone agli Stati dell’UE di rafforzare il grado di sorveglianza del mercato, con controlli sul posto e alle frontiere comunitarie, e di prevedere un sistema sanzionatorio in caso di mancata osservanza di quanto disposto dalla Direttiva.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/una-legge-che-non-scherza-la-direttiva-ue-sui-giocattoli/">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 11 Agosto 2026·LEGGE DI BILANCIO Conti pubblici verso la manovra 2027   Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/una-legge-che-non-scherza-la-direttiva-ue-sui-giocattoli/">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6794 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-europa-e-mercati-internazionali category-metalmeccanica-di-produzione" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</h1>
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<p>Dopo il ciclone che si è abbattuto lo scorso anno su una multinazionale del giocattolo, accusata di commercializzare bambole rifinite con vernici contenenti piombo, e dunque pericolose per la salute dei bambini, e a seguito dei sequestri di valanghe di prodotti per l’infanzia non certificati, provenienti dai mercati orientali, il Consiglio Europeo ha deciso di rimettere mano alla normativa in materia di sicurezza dei giocattoli, vecchia ormai di vent’anni. La Direttiva 88/378/CE del 3 maggio 1988, che fino a oggi ha regolato la commercializzazione di giocattoli prodotti o importati nell’Unione Europea, è pronta a finire in soffitta, rimpiazzata da una legislazione più moderna che adegua il testo normativo ai cambiamenti dei mercati, alle trasformazioni industriali, agli effetti della globalizzazione. L’obiettivo dichiarato dal legislatore è quello di “ridurre gli incidenti connessi ai giocattoli ed ottenere benefici per la salute”, anche se il progetto nel suo insieme è più ambizioso. Sono infatti tre i risultati che si intendono raggiungere: “Nuovi e più alti requisiti di sicurezza per far fronte ai rischi recentemente identificati”; “Rinforzare la responsabilità dei fabbricanti ed importatori nella commercializzazione dei giocattoli”; “Aumentare gli obblighi di sorveglianza del mercato degli Stati Membri”. Nessun dubbio che la proposta di revisione avrà un forte impatto sui produttori. Soprattutto su quelli piccoli e piccolissimi &#8211; circa 779 imprese, il 92,3% delle quali di piccola dimensione con meno di 20 addetti &#8211; che dovranno adeguare il sistema produttivo alle maglie molto strette della Direttiva. Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi di Confartigianato, le aziende italiane produttrici di giochi e giocattoli danno lavoro a 5.866 addetti, realizzano un fatturato annuo di 962,3 milioni di euro ed esportano il 47,1% della produzione. Nel 2006 le vendite all&#8217;estero di giocattoli italiani si sono attestate a 460,9 milioni di euro, con un aumento del 6,4% rispetto al 2005. Sono soprattutto i Paesi europei ad apprezzare i giochi made in Italy, il 76,1% delle nostre esportazioni è rimasto, infatti, all&#8217;interno delle frontiere comunitarie. Diverse le criticità identificate da NORMAPME (Organizzazione Europea dell’Artigianato e delle Piccole e Medie Imprese per la Standardizzazione) e già segnalate al Gruppo di Lavoro del Consiglio europeo, insieme alle possibili misure correttive. La richiesta principale riguarda l’inclusione nel testo di disposizioni specifiche per le piccole produzioni o le produzioni non in serie. Secondo le prime indicazioni, dai giocattoli dovrebbero scomparire diverse cose. Le sostanze cancerogene, prima di tutto. Poi il piombo e il mercurio, e le fragranze allergeniche. Prevista una stretta in materia di commercializzazione, con nuovi adempimenti e nuove responsabilità per chi immette sul mercato i giocattoli. A partire dalle avvertenze sull’utilizzo del prodotto, che dovranno seguire le indicazioni redatte da una apposita Commissione. In caso di alcune tipologie di giocattoli, ad esempio quelli con magneti, attualmente non normati, sarà richiesto un test presso laboratori indipendenti. Il fabbricante avrà poi l’obbligo di mettere a disposizione dell’autorità per la Sorveglianza del Mercato le informazioni tecniche del prodotto. Obblighi per i produttori e i distributori di giocattoli, ma anche per gli Stati membri. La direttiva impone agli Stati dell’UE di rafforzare il grado di sorveglianza del mercato, con controlli sul posto e alle frontiere comunitarie, e di prevedere un sistema sanzionatorio in caso di mancata osservanza di quanto disposto dalla Direttiva.</p>
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		<title>Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[credito più costoso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Agosto 2026·CREDITO Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/una-legge-che-non-scherza-la-direttiva-ue-sui-giocattoli/">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</h1>
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		<title>Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[nuova Artigiancassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 10 Agosto 2026·CREDITO Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/una-legge-che-non-scherza-la-direttiva-ue-sui-giocattoli/">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Dopo il ciclone che si è abbattuto lo scorso anno su una multinazionale del giocattolo, accusata di commercializzare bambole rifinite con vernici contenenti piombo, e dunque pericolose per la salute dei bambini, e a seguito dei sequestri di valanghe di prodotti per l’infanzia non certificati, provenienti dai mercati orientali, il Consiglio Europeo ha deciso di rimettere mano alla normativa in materia di sicurezza dei giocattoli, vecchia ormai di vent’anni. La Direttiva 88/378/CE del 3 maggio 1988, che fino a oggi ha regolato la commercializzazione di giocattoli prodotti o importati nell’Unione Europea, è pronta a finire in soffitta, rimpiazzata da una legislazione più moderna che adegua il testo normativo ai cambiamenti dei mercati, alle trasformazioni industriali, agli effetti della globalizzazione. L’obiettivo dichiarato dal legislatore è quello di “ridurre gli incidenti connessi ai giocattoli ed ottenere benefici per la salute”, anche se il progetto nel suo insieme è più ambizioso. Sono infatti tre i risultati che si intendono raggiungere: “Nuovi e più alti requisiti di sicurezza per far fronte ai rischi recentemente identificati”; “Rinforzare la responsabilità dei fabbricanti ed importatori nella commercializzazione dei giocattoli”; “Aumentare gli obblighi di sorveglianza del mercato degli Stati Membri”. Nessun dubbio che la proposta di revisione avrà un forte impatto sui produttori. Soprattutto su quelli piccoli e piccolissimi &#8211; circa 779 imprese, il 92,3% delle quali di piccola dimensione con meno di 20 addetti &#8211; che dovranno adeguare il sistema produttivo alle maglie molto strette della Direttiva. Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi di Confartigianato, le aziende italiane produttrici di giochi e giocattoli danno lavoro a 5.866 addetti, realizzano un fatturato annuo di 962,3 milioni di euro ed esportano il 47,1% della produzione. Nel 2006 le vendite all&#8217;estero di giocattoli italiani si sono attestate a 460,9 milioni di euro, con un aumento del 6,4% rispetto al 2005. Sono soprattutto i Paesi europei ad apprezzare i giochi made in Italy, il 76,1% delle nostre esportazioni è rimasto, infatti, all&#8217;interno delle frontiere comunitarie. Diverse le criticità identificate da NORMAPME (Organizzazione Europea dell’Artigianato e delle Piccole e Medie Imprese per la Standardizzazione) e già segnalate al Gruppo di Lavoro del Consiglio europeo, insieme alle possibili misure correttive. La richiesta principale riguarda l’inclusione nel testo di disposizioni specifiche per le piccole produzioni o le produzioni non in serie. Secondo le prime indicazioni, dai giocattoli dovrebbero scomparire diverse cose. Le sostanze cancerogene, prima di tutto. Poi il piombo e il mercurio, e le fragranze allergeniche. Prevista una stretta in materia di commercializzazione, con nuovi adempimenti e nuove responsabilità per chi immette sul mercato i giocattoli. A partire dalle avvertenze sull’utilizzo del prodotto, che dovranno seguire le indicazioni redatte da una apposita Commissione. In caso di alcune tipologie di giocattoli, ad esempio quelli con magneti, attualmente non normati, sarà richiesto un test presso laboratori indipendenti. Il fabbricante avrà poi l’obbligo di mettere a disposizione dell’autorità per la Sorveglianza del Mercato le informazioni tecniche del prodotto. Obblighi per i produttori e i distributori di giocattoli, ma anche per gli Stati membri. La direttiva impone agli Stati dell’UE di rafforzare il grado di sorveglianza del mercato, con controlli sul posto e alle frontiere comunitarie, e di prevedere un sistema sanzionatorio in caso di mancata osservanza di quanto disposto dalla Direttiva.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/una-legge-che-non-scherza-la-direttiva-ue-sui-giocattoli/">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/granelli-a-unomattina-rai1-lartiturismo-che-rilancia-territori-imprese-e-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Agosto 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217; Un turismo diffuso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/una-legge-che-non-scherza-la-direttiva-ue-sui-giocattoli/">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</h1>
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<p>Dopo il ciclone che si è abbattuto lo scorso anno su una multinazionale del giocattolo, accusata di commercializzare bambole rifinite con vernici contenenti piombo, e dunque pericolose per la salute dei bambini, e a seguito dei sequestri di valanghe di prodotti per l’infanzia non certificati, provenienti dai mercati orientali, il Consiglio Europeo ha deciso di rimettere mano alla normativa in materia di sicurezza dei giocattoli, vecchia ormai di vent’anni. La Direttiva 88/378/CE del 3 maggio 1988, che fino a oggi ha regolato la commercializzazione di giocattoli prodotti o importati nell’Unione Europea, è pronta a finire in soffitta, rimpiazzata da una legislazione più moderna che adegua il testo normativo ai cambiamenti dei mercati, alle trasformazioni industriali, agli effetti della globalizzazione. L’obiettivo dichiarato dal legislatore è quello di “ridurre gli incidenti connessi ai giocattoli ed ottenere benefici per la salute”, anche se il progetto nel suo insieme è più ambizioso. Sono infatti tre i risultati che si intendono raggiungere: “Nuovi e più alti requisiti di sicurezza per far fronte ai rischi recentemente identificati”; “Rinforzare la responsabilità dei fabbricanti ed importatori nella commercializzazione dei giocattoli”; “Aumentare gli obblighi di sorveglianza del mercato degli Stati Membri”. Nessun dubbio che la proposta di revisione avrà un forte impatto sui produttori. Soprattutto su quelli piccoli e piccolissimi &#8211; circa 779 imprese, il 92,3% delle quali di piccola dimensione con meno di 20 addetti &#8211; che dovranno adeguare il sistema produttivo alle maglie molto strette della Direttiva. Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi di Confartigianato, le aziende italiane produttrici di giochi e giocattoli danno lavoro a 5.866 addetti, realizzano un fatturato annuo di 962,3 milioni di euro ed esportano il 47,1% della produzione. Nel 2006 le vendite all&#8217;estero di giocattoli italiani si sono attestate a 460,9 milioni di euro, con un aumento del 6,4% rispetto al 2005. Sono soprattutto i Paesi europei ad apprezzare i giochi made in Italy, il 76,1% delle nostre esportazioni è rimasto, infatti, all&#8217;interno delle frontiere comunitarie. Diverse le criticità identificate da NORMAPME (Organizzazione Europea dell’Artigianato e delle Piccole e Medie Imprese per la Standardizzazione) e già segnalate al Gruppo di Lavoro del Consiglio europeo, insieme alle possibili misure correttive. La richiesta principale riguarda l’inclusione nel testo di disposizioni specifiche per le piccole produzioni o le produzioni non in serie. Secondo le prime indicazioni, dai giocattoli dovrebbero scomparire diverse cose. Le sostanze cancerogene, prima di tutto. Poi il piombo e il mercurio, e le fragranze allergeniche. Prevista una stretta in materia di commercializzazione, con nuovi adempimenti e nuove responsabilità per chi immette sul mercato i giocattoli. A partire dalle avvertenze sull’utilizzo del prodotto, che dovranno seguire le indicazioni redatte da una apposita Commissione. In caso di alcune tipologie di giocattoli, ad esempio quelli con magneti, attualmente non normati, sarà richiesto un test presso laboratori indipendenti. Il fabbricante avrà poi l’obbligo di mettere a disposizione dell’autorità per la Sorveglianza del Mercato le informazioni tecniche del prodotto. Obblighi per i produttori e i distributori di giocattoli, ma anche per gli Stati membri. La direttiva impone agli Stati dell’UE di rafforzare il grado di sorveglianza del mercato, con controlli sul posto e alle frontiere comunitarie, e di prevedere un sistema sanzionatorio in caso di mancata osservanza di quanto disposto dalla Direttiva.</p>
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		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/nel-2026-sono-205mila-le-imprese-artigiane-interessate-da-domanda-turistica-con-544mila-addetti-il-167-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/una-legge-che-non-scherza-la-direttiva-ue-sui-giocattoli/">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</h1>
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<p>Dopo il ciclone che si è abbattuto lo scorso anno su una multinazionale del giocattolo, accusata di commercializzare bambole rifinite con vernici contenenti piombo, e dunque pericolose per la salute dei bambini, e a seguito dei sequestri di valanghe di prodotti per l’infanzia non certificati, provenienti dai mercati orientali, il Consiglio Europeo ha deciso di rimettere mano alla normativa in materia di sicurezza dei giocattoli, vecchia ormai di vent’anni. La Direttiva 88/378/CE del 3 maggio 1988, che fino a oggi ha regolato la commercializzazione di giocattoli prodotti o importati nell’Unione Europea, è pronta a finire in soffitta, rimpiazzata da una legislazione più moderna che adegua il testo normativo ai cambiamenti dei mercati, alle trasformazioni industriali, agli effetti della globalizzazione. L’obiettivo dichiarato dal legislatore è quello di “ridurre gli incidenti connessi ai giocattoli ed ottenere benefici per la salute”, anche se il progetto nel suo insieme è più ambizioso. Sono infatti tre i risultati che si intendono raggiungere: “Nuovi e più alti requisiti di sicurezza per far fronte ai rischi recentemente identificati”; “Rinforzare la responsabilità dei fabbricanti ed importatori nella commercializzazione dei giocattoli”; “Aumentare gli obblighi di sorveglianza del mercato degli Stati Membri”. Nessun dubbio che la proposta di revisione avrà un forte impatto sui produttori. Soprattutto su quelli piccoli e piccolissimi &#8211; circa 779 imprese, il 92,3% delle quali di piccola dimensione con meno di 20 addetti &#8211; che dovranno adeguare il sistema produttivo alle maglie molto strette della Direttiva. Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi di Confartigianato, le aziende italiane produttrici di giochi e giocattoli danno lavoro a 5.866 addetti, realizzano un fatturato annuo di 962,3 milioni di euro ed esportano il 47,1% della produzione. Nel 2006 le vendite all&#8217;estero di giocattoli italiani si sono attestate a 460,9 milioni di euro, con un aumento del 6,4% rispetto al 2005. Sono soprattutto i Paesi europei ad apprezzare i giochi made in Italy, il 76,1% delle nostre esportazioni è rimasto, infatti, all&#8217;interno delle frontiere comunitarie. Diverse le criticità identificate da NORMAPME (Organizzazione Europea dell’Artigianato e delle Piccole e Medie Imprese per la Standardizzazione) e già segnalate al Gruppo di Lavoro del Consiglio europeo, insieme alle possibili misure correttive. La richiesta principale riguarda l’inclusione nel testo di disposizioni specifiche per le piccole produzioni o le produzioni non in serie. Secondo le prime indicazioni, dai giocattoli dovrebbero scomparire diverse cose. Le sostanze cancerogene, prima di tutto. Poi il piombo e il mercurio, e le fragranze allergeniche. Prevista una stretta in materia di commercializzazione, con nuovi adempimenti e nuove responsabilità per chi immette sul mercato i giocattoli. A partire dalle avvertenze sull’utilizzo del prodotto, che dovranno seguire le indicazioni redatte da una apposita Commissione. In caso di alcune tipologie di giocattoli, ad esempio quelli con magneti, attualmente non normati, sarà richiesto un test presso laboratori indipendenti. Il fabbricante avrà poi l’obbligo di mettere a disposizione dell’autorità per la Sorveglianza del Mercato le informazioni tecniche del prodotto. Obblighi per i produttori e i distributori di giocattoli, ma anche per gli Stati membri. La direttiva impone agli Stati dell’UE di rafforzare il grado di sorveglianza del mercato, con controlli sul posto e alle frontiere comunitarie, e di prevedere un sistema sanzionatorio in caso di mancata osservanza di quanto disposto dalla Direttiva.</p>
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		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/lundertourism-cresce-e-piace-al-21-dei-vacanzieri-protagonisti-204mila-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani &#160; Via dalla pazza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/una-legge-che-non-scherza-la-direttiva-ue-sui-giocattoli/">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6794 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-europa-e-mercati-internazionali category-metalmeccanica-di-produzione" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</h1>
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<p>Dopo il ciclone che si è abbattuto lo scorso anno su una multinazionale del giocattolo, accusata di commercializzare bambole rifinite con vernici contenenti piombo, e dunque pericolose per la salute dei bambini, e a seguito dei sequestri di valanghe di prodotti per l’infanzia non certificati, provenienti dai mercati orientali, il Consiglio Europeo ha deciso di rimettere mano alla normativa in materia di sicurezza dei giocattoli, vecchia ormai di vent’anni. La Direttiva 88/378/CE del 3 maggio 1988, che fino a oggi ha regolato la commercializzazione di giocattoli prodotti o importati nell’Unione Europea, è pronta a finire in soffitta, rimpiazzata da una legislazione più moderna che adegua il testo normativo ai cambiamenti dei mercati, alle trasformazioni industriali, agli effetti della globalizzazione. L’obiettivo dichiarato dal legislatore è quello di “ridurre gli incidenti connessi ai giocattoli ed ottenere benefici per la salute”, anche se il progetto nel suo insieme è più ambizioso. Sono infatti tre i risultati che si intendono raggiungere: “Nuovi e più alti requisiti di sicurezza per far fronte ai rischi recentemente identificati”; “Rinforzare la responsabilità dei fabbricanti ed importatori nella commercializzazione dei giocattoli”; “Aumentare gli obblighi di sorveglianza del mercato degli Stati Membri”. Nessun dubbio che la proposta di revisione avrà un forte impatto sui produttori. Soprattutto su quelli piccoli e piccolissimi &#8211; circa 779 imprese, il 92,3% delle quali di piccola dimensione con meno di 20 addetti &#8211; che dovranno adeguare il sistema produttivo alle maglie molto strette della Direttiva. Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi di Confartigianato, le aziende italiane produttrici di giochi e giocattoli danno lavoro a 5.866 addetti, realizzano un fatturato annuo di 962,3 milioni di euro ed esportano il 47,1% della produzione. Nel 2006 le vendite all&#8217;estero di giocattoli italiani si sono attestate a 460,9 milioni di euro, con un aumento del 6,4% rispetto al 2005. Sono soprattutto i Paesi europei ad apprezzare i giochi made in Italy, il 76,1% delle nostre esportazioni è rimasto, infatti, all&#8217;interno delle frontiere comunitarie. Diverse le criticità identificate da NORMAPME (Organizzazione Europea dell’Artigianato e delle Piccole e Medie Imprese per la Standardizzazione) e già segnalate al Gruppo di Lavoro del Consiglio europeo, insieme alle possibili misure correttive. La richiesta principale riguarda l’inclusione nel testo di disposizioni specifiche per le piccole produzioni o le produzioni non in serie. Secondo le prime indicazioni, dai giocattoli dovrebbero scomparire diverse cose. Le sostanze cancerogene, prima di tutto. Poi il piombo e il mercurio, e le fragranze allergeniche. Prevista una stretta in materia di commercializzazione, con nuovi adempimenti e nuove responsabilità per chi immette sul mercato i giocattoli. A partire dalle avvertenze sull’utilizzo del prodotto, che dovranno seguire le indicazioni redatte da una apposita Commissione. In caso di alcune tipologie di giocattoli, ad esempio quelli con magneti, attualmente non normati, sarà richiesto un test presso laboratori indipendenti. Il fabbricante avrà poi l’obbligo di mettere a disposizione dell’autorità per la Sorveglianza del Mercato le informazioni tecniche del prodotto. Obblighi per i produttori e i distributori di giocattoli, ma anche per gli Stati membri. La direttiva impone agli Stati dell’UE di rafforzare il grado di sorveglianza del mercato, con controlli sul posto e alle frontiere comunitarie, e di prevedere un sistema sanzionatorio in caso di mancata osservanza di quanto disposto dalla Direttiva.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-si-a-confronto-con-sindacati-per-difendere-la-buona-contrattazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132471</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/una-legge-che-non-scherza-la-direttiva-ue-sui-giocattoli/">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6794 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-europa-e-mercati-internazionali category-metalmeccanica-di-produzione" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</h1>
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</div>
<p>Dopo il ciclone che si è abbattuto lo scorso anno su una multinazionale del giocattolo, accusata di commercializzare bambole rifinite con vernici contenenti piombo, e dunque pericolose per la salute dei bambini, e a seguito dei sequestri di valanghe di prodotti per l’infanzia non certificati, provenienti dai mercati orientali, il Consiglio Europeo ha deciso di rimettere mano alla normativa in materia di sicurezza dei giocattoli, vecchia ormai di vent’anni. La Direttiva 88/378/CE del 3 maggio 1988, che fino a oggi ha regolato la commercializzazione di giocattoli prodotti o importati nell’Unione Europea, è pronta a finire in soffitta, rimpiazzata da una legislazione più moderna che adegua il testo normativo ai cambiamenti dei mercati, alle trasformazioni industriali, agli effetti della globalizzazione. L’obiettivo dichiarato dal legislatore è quello di “ridurre gli incidenti connessi ai giocattoli ed ottenere benefici per la salute”, anche se il progetto nel suo insieme è più ambizioso. Sono infatti tre i risultati che si intendono raggiungere: “Nuovi e più alti requisiti di sicurezza per far fronte ai rischi recentemente identificati”; “Rinforzare la responsabilità dei fabbricanti ed importatori nella commercializzazione dei giocattoli”; “Aumentare gli obblighi di sorveglianza del mercato degli Stati Membri”. Nessun dubbio che la proposta di revisione avrà un forte impatto sui produttori. Soprattutto su quelli piccoli e piccolissimi &#8211; circa 779 imprese, il 92,3% delle quali di piccola dimensione con meno di 20 addetti &#8211; che dovranno adeguare il sistema produttivo alle maglie molto strette della Direttiva. Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi di Confartigianato, le aziende italiane produttrici di giochi e giocattoli danno lavoro a 5.866 addetti, realizzano un fatturato annuo di 962,3 milioni di euro ed esportano il 47,1% della produzione. Nel 2006 le vendite all&#8217;estero di giocattoli italiani si sono attestate a 460,9 milioni di euro, con un aumento del 6,4% rispetto al 2005. Sono soprattutto i Paesi europei ad apprezzare i giochi made in Italy, il 76,1% delle nostre esportazioni è rimasto, infatti, all&#8217;interno delle frontiere comunitarie. Diverse le criticità identificate da NORMAPME (Organizzazione Europea dell’Artigianato e delle Piccole e Medie Imprese per la Standardizzazione) e già segnalate al Gruppo di Lavoro del Consiglio europeo, insieme alle possibili misure correttive. La richiesta principale riguarda l’inclusione nel testo di disposizioni specifiche per le piccole produzioni o le produzioni non in serie. Secondo le prime indicazioni, dai giocattoli dovrebbero scomparire diverse cose. Le sostanze cancerogene, prima di tutto. Poi il piombo e il mercurio, e le fragranze allergeniche. Prevista una stretta in materia di commercializzazione, con nuovi adempimenti e nuove responsabilità per chi immette sul mercato i giocattoli. A partire dalle avvertenze sull’utilizzo del prodotto, che dovranno seguire le indicazioni redatte da una apposita Commissione. In caso di alcune tipologie di giocattoli, ad esempio quelli con magneti, attualmente non normati, sarà richiesto un test presso laboratori indipendenti. Il fabbricante avrà poi l’obbligo di mettere a disposizione dell’autorità per la Sorveglianza del Mercato le informazioni tecniche del prodotto. Obblighi per i produttori e i distributori di giocattoli, ma anche per gli Stati membri. La direttiva impone agli Stati dell’UE di rafforzare il grado di sorveglianza del mercato, con controlli sul posto e alle frontiere comunitarie, e di prevedere un sistema sanzionatorio in caso di mancata osservanza di quanto disposto dalla Direttiva.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/una-legge-che-non-scherza-la-direttiva-ue-sui-giocattoli/">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/una-legge-che-non-scherza-la-direttiva-ue-sui-giocattoli/">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6794 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-europa-e-mercati-internazionali category-metalmeccanica-di-produzione" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</h1>
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<p>Dopo il ciclone che si è abbattuto lo scorso anno su una multinazionale del giocattolo, accusata di commercializzare bambole rifinite con vernici contenenti piombo, e dunque pericolose per la salute dei bambini, e a seguito dei sequestri di valanghe di prodotti per l’infanzia non certificati, provenienti dai mercati orientali, il Consiglio Europeo ha deciso di rimettere mano alla normativa in materia di sicurezza dei giocattoli, vecchia ormai di vent’anni. La Direttiva 88/378/CE del 3 maggio 1988, che fino a oggi ha regolato la commercializzazione di giocattoli prodotti o importati nell’Unione Europea, è pronta a finire in soffitta, rimpiazzata da una legislazione più moderna che adegua il testo normativo ai cambiamenti dei mercati, alle trasformazioni industriali, agli effetti della globalizzazione. L’obiettivo dichiarato dal legislatore è quello di “ridurre gli incidenti connessi ai giocattoli ed ottenere benefici per la salute”, anche se il progetto nel suo insieme è più ambizioso. Sono infatti tre i risultati che si intendono raggiungere: “Nuovi e più alti requisiti di sicurezza per far fronte ai rischi recentemente identificati”; “Rinforzare la responsabilità dei fabbricanti ed importatori nella commercializzazione dei giocattoli”; “Aumentare gli obblighi di sorveglianza del mercato degli Stati Membri”. Nessun dubbio che la proposta di revisione avrà un forte impatto sui produttori. Soprattutto su quelli piccoli e piccolissimi &#8211; circa 779 imprese, il 92,3% delle quali di piccola dimensione con meno di 20 addetti &#8211; che dovranno adeguare il sistema produttivo alle maglie molto strette della Direttiva. Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi di Confartigianato, le aziende italiane produttrici di giochi e giocattoli danno lavoro a 5.866 addetti, realizzano un fatturato annuo di 962,3 milioni di euro ed esportano il 47,1% della produzione. Nel 2006 le vendite all&#8217;estero di giocattoli italiani si sono attestate a 460,9 milioni di euro, con un aumento del 6,4% rispetto al 2005. Sono soprattutto i Paesi europei ad apprezzare i giochi made in Italy, il 76,1% delle nostre esportazioni è rimasto, infatti, all&#8217;interno delle frontiere comunitarie. Diverse le criticità identificate da NORMAPME (Organizzazione Europea dell’Artigianato e delle Piccole e Medie Imprese per la Standardizzazione) e già segnalate al Gruppo di Lavoro del Consiglio europeo, insieme alle possibili misure correttive. La richiesta principale riguarda l’inclusione nel testo di disposizioni specifiche per le piccole produzioni o le produzioni non in serie. Secondo le prime indicazioni, dai giocattoli dovrebbero scomparire diverse cose. Le sostanze cancerogene, prima di tutto. Poi il piombo e il mercurio, e le fragranze allergeniche. Prevista una stretta in materia di commercializzazione, con nuovi adempimenti e nuove responsabilità per chi immette sul mercato i giocattoli. A partire dalle avvertenze sull’utilizzo del prodotto, che dovranno seguire le indicazioni redatte da una apposita Commissione. In caso di alcune tipologie di giocattoli, ad esempio quelli con magneti, attualmente non normati, sarà richiesto un test presso laboratori indipendenti. Il fabbricante avrà poi l’obbligo di mettere a disposizione dell’autorità per la Sorveglianza del Mercato le informazioni tecniche del prodotto. Obblighi per i produttori e i distributori di giocattoli, ma anche per gli Stati membri. La direttiva impone agli Stati dell’UE di rafforzare il grado di sorveglianza del mercato, con controlli sul posto e alle frontiere comunitarie, e di prevedere un sistema sanzionatorio in caso di mancata osservanza di quanto disposto dalla Direttiva.</p>
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		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/leccellenza-artigiana-dellargento-protagonista-a-unomattina-rai1-con-bianca-guscelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/una-legge-che-non-scherza-la-direttiva-ue-sui-giocattoli/">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</h1>
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<p>Dopo il ciclone che si è abbattuto lo scorso anno su una multinazionale del giocattolo, accusata di commercializzare bambole rifinite con vernici contenenti piombo, e dunque pericolose per la salute dei bambini, e a seguito dei sequestri di valanghe di prodotti per l’infanzia non certificati, provenienti dai mercati orientali, il Consiglio Europeo ha deciso di rimettere mano alla normativa in materia di sicurezza dei giocattoli, vecchia ormai di vent’anni. La Direttiva 88/378/CE del 3 maggio 1988, che fino a oggi ha regolato la commercializzazione di giocattoli prodotti o importati nell’Unione Europea, è pronta a finire in soffitta, rimpiazzata da una legislazione più moderna che adegua il testo normativo ai cambiamenti dei mercati, alle trasformazioni industriali, agli effetti della globalizzazione. L’obiettivo dichiarato dal legislatore è quello di “ridurre gli incidenti connessi ai giocattoli ed ottenere benefici per la salute”, anche se il progetto nel suo insieme è più ambizioso. Sono infatti tre i risultati che si intendono raggiungere: “Nuovi e più alti requisiti di sicurezza per far fronte ai rischi recentemente identificati”; “Rinforzare la responsabilità dei fabbricanti ed importatori nella commercializzazione dei giocattoli”; “Aumentare gli obblighi di sorveglianza del mercato degli Stati Membri”. Nessun dubbio che la proposta di revisione avrà un forte impatto sui produttori. Soprattutto su quelli piccoli e piccolissimi &#8211; circa 779 imprese, il 92,3% delle quali di piccola dimensione con meno di 20 addetti &#8211; che dovranno adeguare il sistema produttivo alle maglie molto strette della Direttiva. Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi di Confartigianato, le aziende italiane produttrici di giochi e giocattoli danno lavoro a 5.866 addetti, realizzano un fatturato annuo di 962,3 milioni di euro ed esportano il 47,1% della produzione. Nel 2006 le vendite all&#8217;estero di giocattoli italiani si sono attestate a 460,9 milioni di euro, con un aumento del 6,4% rispetto al 2005. Sono soprattutto i Paesi europei ad apprezzare i giochi made in Italy, il 76,1% delle nostre esportazioni è rimasto, infatti, all&#8217;interno delle frontiere comunitarie. Diverse le criticità identificate da NORMAPME (Organizzazione Europea dell’Artigianato e delle Piccole e Medie Imprese per la Standardizzazione) e già segnalate al Gruppo di Lavoro del Consiglio europeo, insieme alle possibili misure correttive. La richiesta principale riguarda l’inclusione nel testo di disposizioni specifiche per le piccole produzioni o le produzioni non in serie. Secondo le prime indicazioni, dai giocattoli dovrebbero scomparire diverse cose. Le sostanze cancerogene, prima di tutto. Poi il piombo e il mercurio, e le fragranze allergeniche. Prevista una stretta in materia di commercializzazione, con nuovi adempimenti e nuove responsabilità per chi immette sul mercato i giocattoli. A partire dalle avvertenze sull’utilizzo del prodotto, che dovranno seguire le indicazioni redatte da una apposita Commissione. In caso di alcune tipologie di giocattoli, ad esempio quelli con magneti, attualmente non normati, sarà richiesto un test presso laboratori indipendenti. Il fabbricante avrà poi l’obbligo di mettere a disposizione dell’autorità per la Sorveglianza del Mercato le informazioni tecniche del prodotto. Obblighi per i produttori e i distributori di giocattoli, ma anche per gli Stati membri. La direttiva impone agli Stati dell’UE di rafforzare il grado di sorveglianza del mercato, con controlli sul posto e alle frontiere comunitarie, e di prevedere un sistema sanzionatorio in caso di mancata osservanza di quanto disposto dalla Direttiva.</p>
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		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[carenza manodopera]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione sud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/una-legge-che-non-scherza-la-direttiva-ue-sui-giocattoli/">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/una-legge-che-non-scherza-la-direttiva-ue-sui-giocattoli/">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6794 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-europa-e-mercati-internazionali category-metalmeccanica-di-produzione" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</h1>
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</div>
<p>Dopo il ciclone che si è abbattuto lo scorso anno su una multinazionale del giocattolo, accusata di commercializzare bambole rifinite con vernici contenenti piombo, e dunque pericolose per la salute dei bambini, e a seguito dei sequestri di valanghe di prodotti per l’infanzia non certificati, provenienti dai mercati orientali, il Consiglio Europeo ha deciso di rimettere mano alla normativa in materia di sicurezza dei giocattoli, vecchia ormai di vent’anni. La Direttiva 88/378/CE del 3 maggio 1988, che fino a oggi ha regolato la commercializzazione di giocattoli prodotti o importati nell’Unione Europea, è pronta a finire in soffitta, rimpiazzata da una legislazione più moderna che adegua il testo normativo ai cambiamenti dei mercati, alle trasformazioni industriali, agli effetti della globalizzazione. L’obiettivo dichiarato dal legislatore è quello di “ridurre gli incidenti connessi ai giocattoli ed ottenere benefici per la salute”, anche se il progetto nel suo insieme è più ambizioso. Sono infatti tre i risultati che si intendono raggiungere: “Nuovi e più alti requisiti di sicurezza per far fronte ai rischi recentemente identificati”; “Rinforzare la responsabilità dei fabbricanti ed importatori nella commercializzazione dei giocattoli”; “Aumentare gli obblighi di sorveglianza del mercato degli Stati Membri”. Nessun dubbio che la proposta di revisione avrà un forte impatto sui produttori. Soprattutto su quelli piccoli e piccolissimi &#8211; circa 779 imprese, il 92,3% delle quali di piccola dimensione con meno di 20 addetti &#8211; che dovranno adeguare il sistema produttivo alle maglie molto strette della Direttiva. Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi di Confartigianato, le aziende italiane produttrici di giochi e giocattoli danno lavoro a 5.866 addetti, realizzano un fatturato annuo di 962,3 milioni di euro ed esportano il 47,1% della produzione. Nel 2006 le vendite all&#8217;estero di giocattoli italiani si sono attestate a 460,9 milioni di euro, con un aumento del 6,4% rispetto al 2005. Sono soprattutto i Paesi europei ad apprezzare i giochi made in Italy, il 76,1% delle nostre esportazioni è rimasto, infatti, all&#8217;interno delle frontiere comunitarie. Diverse le criticità identificate da NORMAPME (Organizzazione Europea dell’Artigianato e delle Piccole e Medie Imprese per la Standardizzazione) e già segnalate al Gruppo di Lavoro del Consiglio europeo, insieme alle possibili misure correttive. La richiesta principale riguarda l’inclusione nel testo di disposizioni specifiche per le piccole produzioni o le produzioni non in serie. Secondo le prime indicazioni, dai giocattoli dovrebbero scomparire diverse cose. Le sostanze cancerogene, prima di tutto. Poi il piombo e il mercurio, e le fragranze allergeniche. Prevista una stretta in materia di commercializzazione, con nuovi adempimenti e nuove responsabilità per chi immette sul mercato i giocattoli. A partire dalle avvertenze sull’utilizzo del prodotto, che dovranno seguire le indicazioni redatte da una apposita Commissione. In caso di alcune tipologie di giocattoli, ad esempio quelli con magneti, attualmente non normati, sarà richiesto un test presso laboratori indipendenti. Il fabbricante avrà poi l’obbligo di mettere a disposizione dell’autorità per la Sorveglianza del Mercato le informazioni tecniche del prodotto. Obblighi per i produttori e i distributori di giocattoli, ma anche per gli Stati membri. La direttiva impone agli Stati dell’UE di rafforzare il grado di sorveglianza del mercato, con controlli sul posto e alle frontiere comunitarie, e di prevedere un sistema sanzionatorio in caso di mancata osservanza di quanto disposto dalla Direttiva.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/una-legge-che-non-scherza-la-direttiva-ue-sui-giocattoli/">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/una-legge-che-non-scherza-la-direttiva-ue-sui-giocattoli/">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</h1>
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<p>Dopo il ciclone che si è abbattuto lo scorso anno su una multinazionale del giocattolo, accusata di commercializzare bambole rifinite con vernici contenenti piombo, e dunque pericolose per la salute dei bambini, e a seguito dei sequestri di valanghe di prodotti per l’infanzia non certificati, provenienti dai mercati orientali, il Consiglio Europeo ha deciso di rimettere mano alla normativa in materia di sicurezza dei giocattoli, vecchia ormai di vent’anni. La Direttiva 88/378/CE del 3 maggio 1988, che fino a oggi ha regolato la commercializzazione di giocattoli prodotti o importati nell’Unione Europea, è pronta a finire in soffitta, rimpiazzata da una legislazione più moderna che adegua il testo normativo ai cambiamenti dei mercati, alle trasformazioni industriali, agli effetti della globalizzazione. L’obiettivo dichiarato dal legislatore è quello di “ridurre gli incidenti connessi ai giocattoli ed ottenere benefici per la salute”, anche se il progetto nel suo insieme è più ambizioso. Sono infatti tre i risultati che si intendono raggiungere: “Nuovi e più alti requisiti di sicurezza per far fronte ai rischi recentemente identificati”; “Rinforzare la responsabilità dei fabbricanti ed importatori nella commercializzazione dei giocattoli”; “Aumentare gli obblighi di sorveglianza del mercato degli Stati Membri”. Nessun dubbio che la proposta di revisione avrà un forte impatto sui produttori. Soprattutto su quelli piccoli e piccolissimi &#8211; circa 779 imprese, il 92,3% delle quali di piccola dimensione con meno di 20 addetti &#8211; che dovranno adeguare il sistema produttivo alle maglie molto strette della Direttiva. Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi di Confartigianato, le aziende italiane produttrici di giochi e giocattoli danno lavoro a 5.866 addetti, realizzano un fatturato annuo di 962,3 milioni di euro ed esportano il 47,1% della produzione. Nel 2006 le vendite all&#8217;estero di giocattoli italiani si sono attestate a 460,9 milioni di euro, con un aumento del 6,4% rispetto al 2005. Sono soprattutto i Paesi europei ad apprezzare i giochi made in Italy, il 76,1% delle nostre esportazioni è rimasto, infatti, all&#8217;interno delle frontiere comunitarie. Diverse le criticità identificate da NORMAPME (Organizzazione Europea dell’Artigianato e delle Piccole e Medie Imprese per la Standardizzazione) e già segnalate al Gruppo di Lavoro del Consiglio europeo, insieme alle possibili misure correttive. La richiesta principale riguarda l’inclusione nel testo di disposizioni specifiche per le piccole produzioni o le produzioni non in serie. Secondo le prime indicazioni, dai giocattoli dovrebbero scomparire diverse cose. Le sostanze cancerogene, prima di tutto. Poi il piombo e il mercurio, e le fragranze allergeniche. Prevista una stretta in materia di commercializzazione, con nuovi adempimenti e nuove responsabilità per chi immette sul mercato i giocattoli. A partire dalle avvertenze sull’utilizzo del prodotto, che dovranno seguire le indicazioni redatte da una apposita Commissione. In caso di alcune tipologie di giocattoli, ad esempio quelli con magneti, attualmente non normati, sarà richiesto un test presso laboratori indipendenti. Il fabbricante avrà poi l’obbligo di mettere a disposizione dell’autorità per la Sorveglianza del Mercato le informazioni tecniche del prodotto. Obblighi per i produttori e i distributori di giocattoli, ma anche per gli Stati membri. La direttiva impone agli Stati dell’UE di rafforzare il grado di sorveglianza del mercato, con controlli sul posto e alle frontiere comunitarie, e di prevedere un sistema sanzionatorio in caso di mancata osservanza di quanto disposto dalla Direttiva.</p>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/una-legge-che-non-scherza-la-direttiva-ue-sui-giocattoli/">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</h1>
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<p>Dopo il ciclone che si è abbattuto lo scorso anno su una multinazionale del giocattolo, accusata di commercializzare bambole rifinite con vernici contenenti piombo, e dunque pericolose per la salute dei bambini, e a seguito dei sequestri di valanghe di prodotti per l’infanzia non certificati, provenienti dai mercati orientali, il Consiglio Europeo ha deciso di rimettere mano alla normativa in materia di sicurezza dei giocattoli, vecchia ormai di vent’anni. La Direttiva 88/378/CE del 3 maggio 1988, che fino a oggi ha regolato la commercializzazione di giocattoli prodotti o importati nell’Unione Europea, è pronta a finire in soffitta, rimpiazzata da una legislazione più moderna che adegua il testo normativo ai cambiamenti dei mercati, alle trasformazioni industriali, agli effetti della globalizzazione. L’obiettivo dichiarato dal legislatore è quello di “ridurre gli incidenti connessi ai giocattoli ed ottenere benefici per la salute”, anche se il progetto nel suo insieme è più ambizioso. Sono infatti tre i risultati che si intendono raggiungere: “Nuovi e più alti requisiti di sicurezza per far fronte ai rischi recentemente identificati”; “Rinforzare la responsabilità dei fabbricanti ed importatori nella commercializzazione dei giocattoli”; “Aumentare gli obblighi di sorveglianza del mercato degli Stati Membri”. Nessun dubbio che la proposta di revisione avrà un forte impatto sui produttori. Soprattutto su quelli piccoli e piccolissimi &#8211; circa 779 imprese, il 92,3% delle quali di piccola dimensione con meno di 20 addetti &#8211; che dovranno adeguare il sistema produttivo alle maglie molto strette della Direttiva. Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi di Confartigianato, le aziende italiane produttrici di giochi e giocattoli danno lavoro a 5.866 addetti, realizzano un fatturato annuo di 962,3 milioni di euro ed esportano il 47,1% della produzione. Nel 2006 le vendite all&#8217;estero di giocattoli italiani si sono attestate a 460,9 milioni di euro, con un aumento del 6,4% rispetto al 2005. Sono soprattutto i Paesi europei ad apprezzare i giochi made in Italy, il 76,1% delle nostre esportazioni è rimasto, infatti, all&#8217;interno delle frontiere comunitarie. Diverse le criticità identificate da NORMAPME (Organizzazione Europea dell’Artigianato e delle Piccole e Medie Imprese per la Standardizzazione) e già segnalate al Gruppo di Lavoro del Consiglio europeo, insieme alle possibili misure correttive. La richiesta principale riguarda l’inclusione nel testo di disposizioni specifiche per le piccole produzioni o le produzioni non in serie. Secondo le prime indicazioni, dai giocattoli dovrebbero scomparire diverse cose. Le sostanze cancerogene, prima di tutto. Poi il piombo e il mercurio, e le fragranze allergeniche. Prevista una stretta in materia di commercializzazione, con nuovi adempimenti e nuove responsabilità per chi immette sul mercato i giocattoli. A partire dalle avvertenze sull’utilizzo del prodotto, che dovranno seguire le indicazioni redatte da una apposita Commissione. In caso di alcune tipologie di giocattoli, ad esempio quelli con magneti, attualmente non normati, sarà richiesto un test presso laboratori indipendenti. Il fabbricante avrà poi l’obbligo di mettere a disposizione dell’autorità per la Sorveglianza del Mercato le informazioni tecniche del prodotto. Obblighi per i produttori e i distributori di giocattoli, ma anche per gli Stati membri. La direttiva impone agli Stati dell’UE di rafforzare il grado di sorveglianza del mercato, con controlli sul posto e alle frontiere comunitarie, e di prevedere un sistema sanzionatorio in caso di mancata osservanza di quanto disposto dalla Direttiva.</p>
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		<item>
		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/una-legge-che-non-scherza-la-direttiva-ue-sui-giocattoli/">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Dopo il ciclone che si è abbattuto lo scorso anno su una multinazionale del giocattolo, accusata di commercializzare bambole rifinite con vernici contenenti piombo, e dunque pericolose per la salute dei bambini, e a seguito dei sequestri di valanghe di prodotti per l’infanzia non certificati, provenienti dai mercati orientali, il Consiglio Europeo ha deciso di rimettere mano alla normativa in materia di sicurezza dei giocattoli, vecchia ormai di vent’anni. La Direttiva 88/378/CE del 3 maggio 1988, che fino a oggi ha regolato la commercializzazione di giocattoli prodotti o importati nell’Unione Europea, è pronta a finire in soffitta, rimpiazzata da una legislazione più moderna che adegua il testo normativo ai cambiamenti dei mercati, alle trasformazioni industriali, agli effetti della globalizzazione. L’obiettivo dichiarato dal legislatore è quello di “ridurre gli incidenti connessi ai giocattoli ed ottenere benefici per la salute”, anche se il progetto nel suo insieme è più ambizioso. Sono infatti tre i risultati che si intendono raggiungere: “Nuovi e più alti requisiti di sicurezza per far fronte ai rischi recentemente identificati”; “Rinforzare la responsabilità dei fabbricanti ed importatori nella commercializzazione dei giocattoli”; “Aumentare gli obblighi di sorveglianza del mercato degli Stati Membri”. Nessun dubbio che la proposta di revisione avrà un forte impatto sui produttori. Soprattutto su quelli piccoli e piccolissimi &#8211; circa 779 imprese, il 92,3% delle quali di piccola dimensione con meno di 20 addetti &#8211; che dovranno adeguare il sistema produttivo alle maglie molto strette della Direttiva. Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi di Confartigianato, le aziende italiane produttrici di giochi e giocattoli danno lavoro a 5.866 addetti, realizzano un fatturato annuo di 962,3 milioni di euro ed esportano il 47,1% della produzione. Nel 2006 le vendite all&#8217;estero di giocattoli italiani si sono attestate a 460,9 milioni di euro, con un aumento del 6,4% rispetto al 2005. Sono soprattutto i Paesi europei ad apprezzare i giochi made in Italy, il 76,1% delle nostre esportazioni è rimasto, infatti, all&#8217;interno delle frontiere comunitarie. Diverse le criticità identificate da NORMAPME (Organizzazione Europea dell’Artigianato e delle Piccole e Medie Imprese per la Standardizzazione) e già segnalate al Gruppo di Lavoro del Consiglio europeo, insieme alle possibili misure correttive. La richiesta principale riguarda l’inclusione nel testo di disposizioni specifiche per le piccole produzioni o le produzioni non in serie. Secondo le prime indicazioni, dai giocattoli dovrebbero scomparire diverse cose. Le sostanze cancerogene, prima di tutto. Poi il piombo e il mercurio, e le fragranze allergeniche. Prevista una stretta in materia di commercializzazione, con nuovi adempimenti e nuove responsabilità per chi immette sul mercato i giocattoli. A partire dalle avvertenze sull’utilizzo del prodotto, che dovranno seguire le indicazioni redatte da una apposita Commissione. In caso di alcune tipologie di giocattoli, ad esempio quelli con magneti, attualmente non normati, sarà richiesto un test presso laboratori indipendenti. Il fabbricante avrà poi l’obbligo di mettere a disposizione dell’autorità per la Sorveglianza del Mercato le informazioni tecniche del prodotto. Obblighi per i produttori e i distributori di giocattoli, ma anche per gli Stati membri. La direttiva impone agli Stati dell’UE di rafforzare il grado di sorveglianza del mercato, con controlli sul posto e alle frontiere comunitarie, e di prevedere un sistema sanzionatorio in caso di mancata osservanza di quanto disposto dalla Direttiva.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/una-legge-che-non-scherza-la-direttiva-ue-sui-giocattoli/">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/una-legge-che-non-scherza-la-direttiva-ue-sui-giocattoli/">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</h1>
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<p>Dopo il ciclone che si è abbattuto lo scorso anno su una multinazionale del giocattolo, accusata di commercializzare bambole rifinite con vernici contenenti piombo, e dunque pericolose per la salute dei bambini, e a seguito dei sequestri di valanghe di prodotti per l’infanzia non certificati, provenienti dai mercati orientali, il Consiglio Europeo ha deciso di rimettere mano alla normativa in materia di sicurezza dei giocattoli, vecchia ormai di vent’anni. La Direttiva 88/378/CE del 3 maggio 1988, che fino a oggi ha regolato la commercializzazione di giocattoli prodotti o importati nell’Unione Europea, è pronta a finire in soffitta, rimpiazzata da una legislazione più moderna che adegua il testo normativo ai cambiamenti dei mercati, alle trasformazioni industriali, agli effetti della globalizzazione. L’obiettivo dichiarato dal legislatore è quello di “ridurre gli incidenti connessi ai giocattoli ed ottenere benefici per la salute”, anche se il progetto nel suo insieme è più ambizioso. Sono infatti tre i risultati che si intendono raggiungere: “Nuovi e più alti requisiti di sicurezza per far fronte ai rischi recentemente identificati”; “Rinforzare la responsabilità dei fabbricanti ed importatori nella commercializzazione dei giocattoli”; “Aumentare gli obblighi di sorveglianza del mercato degli Stati Membri”. Nessun dubbio che la proposta di revisione avrà un forte impatto sui produttori. Soprattutto su quelli piccoli e piccolissimi &#8211; circa 779 imprese, il 92,3% delle quali di piccola dimensione con meno di 20 addetti &#8211; che dovranno adeguare il sistema produttivo alle maglie molto strette della Direttiva. Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi di Confartigianato, le aziende italiane produttrici di giochi e giocattoli danno lavoro a 5.866 addetti, realizzano un fatturato annuo di 962,3 milioni di euro ed esportano il 47,1% della produzione. Nel 2006 le vendite all&#8217;estero di giocattoli italiani si sono attestate a 460,9 milioni di euro, con un aumento del 6,4% rispetto al 2005. Sono soprattutto i Paesi europei ad apprezzare i giochi made in Italy, il 76,1% delle nostre esportazioni è rimasto, infatti, all&#8217;interno delle frontiere comunitarie. Diverse le criticità identificate da NORMAPME (Organizzazione Europea dell’Artigianato e delle Piccole e Medie Imprese per la Standardizzazione) e già segnalate al Gruppo di Lavoro del Consiglio europeo, insieme alle possibili misure correttive. La richiesta principale riguarda l’inclusione nel testo di disposizioni specifiche per le piccole produzioni o le produzioni non in serie. Secondo le prime indicazioni, dai giocattoli dovrebbero scomparire diverse cose. Le sostanze cancerogene, prima di tutto. Poi il piombo e il mercurio, e le fragranze allergeniche. Prevista una stretta in materia di commercializzazione, con nuovi adempimenti e nuove responsabilità per chi immette sul mercato i giocattoli. A partire dalle avvertenze sull’utilizzo del prodotto, che dovranno seguire le indicazioni redatte da una apposita Commissione. In caso di alcune tipologie di giocattoli, ad esempio quelli con magneti, attualmente non normati, sarà richiesto un test presso laboratori indipendenti. Il fabbricante avrà poi l’obbligo di mettere a disposizione dell’autorità per la Sorveglianza del Mercato le informazioni tecniche del prodotto. Obblighi per i produttori e i distributori di giocattoli, ma anche per gli Stati membri. La direttiva impone agli Stati dell’UE di rafforzare il grado di sorveglianza del mercato, con controlli sul posto e alle frontiere comunitarie, e di prevedere un sistema sanzionatorio in caso di mancata osservanza di quanto disposto dalla Direttiva.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/una-legge-che-non-scherza-la-direttiva-ue-sui-giocattoli/">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</h1>
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<p>Dopo il ciclone che si è abbattuto lo scorso anno su una multinazionale del giocattolo, accusata di commercializzare bambole rifinite con vernici contenenti piombo, e dunque pericolose per la salute dei bambini, e a seguito dei sequestri di valanghe di prodotti per l’infanzia non certificati, provenienti dai mercati orientali, il Consiglio Europeo ha deciso di rimettere mano alla normativa in materia di sicurezza dei giocattoli, vecchia ormai di vent’anni. La Direttiva 88/378/CE del 3 maggio 1988, che fino a oggi ha regolato la commercializzazione di giocattoli prodotti o importati nell’Unione Europea, è pronta a finire in soffitta, rimpiazzata da una legislazione più moderna che adegua il testo normativo ai cambiamenti dei mercati, alle trasformazioni industriali, agli effetti della globalizzazione. L’obiettivo dichiarato dal legislatore è quello di “ridurre gli incidenti connessi ai giocattoli ed ottenere benefici per la salute”, anche se il progetto nel suo insieme è più ambizioso. Sono infatti tre i risultati che si intendono raggiungere: “Nuovi e più alti requisiti di sicurezza per far fronte ai rischi recentemente identificati”; “Rinforzare la responsabilità dei fabbricanti ed importatori nella commercializzazione dei giocattoli”; “Aumentare gli obblighi di sorveglianza del mercato degli Stati Membri”. Nessun dubbio che la proposta di revisione avrà un forte impatto sui produttori. Soprattutto su quelli piccoli e piccolissimi &#8211; circa 779 imprese, il 92,3% delle quali di piccola dimensione con meno di 20 addetti &#8211; che dovranno adeguare il sistema produttivo alle maglie molto strette della Direttiva. Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi di Confartigianato, le aziende italiane produttrici di giochi e giocattoli danno lavoro a 5.866 addetti, realizzano un fatturato annuo di 962,3 milioni di euro ed esportano il 47,1% della produzione. Nel 2006 le vendite all&#8217;estero di giocattoli italiani si sono attestate a 460,9 milioni di euro, con un aumento del 6,4% rispetto al 2005. Sono soprattutto i Paesi europei ad apprezzare i giochi made in Italy, il 76,1% delle nostre esportazioni è rimasto, infatti, all&#8217;interno delle frontiere comunitarie. Diverse le criticità identificate da NORMAPME (Organizzazione Europea dell’Artigianato e delle Piccole e Medie Imprese per la Standardizzazione) e già segnalate al Gruppo di Lavoro del Consiglio europeo, insieme alle possibili misure correttive. La richiesta principale riguarda l’inclusione nel testo di disposizioni specifiche per le piccole produzioni o le produzioni non in serie. Secondo le prime indicazioni, dai giocattoli dovrebbero scomparire diverse cose. Le sostanze cancerogene, prima di tutto. Poi il piombo e il mercurio, e le fragranze allergeniche. Prevista una stretta in materia di commercializzazione, con nuovi adempimenti e nuove responsabilità per chi immette sul mercato i giocattoli. A partire dalle avvertenze sull’utilizzo del prodotto, che dovranno seguire le indicazioni redatte da una apposita Commissione. In caso di alcune tipologie di giocattoli, ad esempio quelli con magneti, attualmente non normati, sarà richiesto un test presso laboratori indipendenti. Il fabbricante avrà poi l’obbligo di mettere a disposizione dell’autorità per la Sorveglianza del Mercato le informazioni tecniche del prodotto. Obblighi per i produttori e i distributori di giocattoli, ma anche per gli Stati membri. La direttiva impone agli Stati dell’UE di rafforzare il grado di sorveglianza del mercato, con controlli sul posto e alle frontiere comunitarie, e di prevedere un sistema sanzionatorio in caso di mancata osservanza di quanto disposto dalla Direttiva.</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/una-legge-che-non-scherza-la-direttiva-ue-sui-giocattoli/">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</h1>
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<p>Dopo il ciclone che si è abbattuto lo scorso anno su una multinazionale del giocattolo, accusata di commercializzare bambole rifinite con vernici contenenti piombo, e dunque pericolose per la salute dei bambini, e a seguito dei sequestri di valanghe di prodotti per l’infanzia non certificati, provenienti dai mercati orientali, il Consiglio Europeo ha deciso di rimettere mano alla normativa in materia di sicurezza dei giocattoli, vecchia ormai di vent’anni. La Direttiva 88/378/CE del 3 maggio 1988, che fino a oggi ha regolato la commercializzazione di giocattoli prodotti o importati nell’Unione Europea, è pronta a finire in soffitta, rimpiazzata da una legislazione più moderna che adegua il testo normativo ai cambiamenti dei mercati, alle trasformazioni industriali, agli effetti della globalizzazione. L’obiettivo dichiarato dal legislatore è quello di “ridurre gli incidenti connessi ai giocattoli ed ottenere benefici per la salute”, anche se il progetto nel suo insieme è più ambizioso. Sono infatti tre i risultati che si intendono raggiungere: “Nuovi e più alti requisiti di sicurezza per far fronte ai rischi recentemente identificati”; “Rinforzare la responsabilità dei fabbricanti ed importatori nella commercializzazione dei giocattoli”; “Aumentare gli obblighi di sorveglianza del mercato degli Stati Membri”. Nessun dubbio che la proposta di revisione avrà un forte impatto sui produttori. Soprattutto su quelli piccoli e piccolissimi &#8211; circa 779 imprese, il 92,3% delle quali di piccola dimensione con meno di 20 addetti &#8211; che dovranno adeguare il sistema produttivo alle maglie molto strette della Direttiva. Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi di Confartigianato, le aziende italiane produttrici di giochi e giocattoli danno lavoro a 5.866 addetti, realizzano un fatturato annuo di 962,3 milioni di euro ed esportano il 47,1% della produzione. Nel 2006 le vendite all&#8217;estero di giocattoli italiani si sono attestate a 460,9 milioni di euro, con un aumento del 6,4% rispetto al 2005. Sono soprattutto i Paesi europei ad apprezzare i giochi made in Italy, il 76,1% delle nostre esportazioni è rimasto, infatti, all&#8217;interno delle frontiere comunitarie. Diverse le criticità identificate da NORMAPME (Organizzazione Europea dell’Artigianato e delle Piccole e Medie Imprese per la Standardizzazione) e già segnalate al Gruppo di Lavoro del Consiglio europeo, insieme alle possibili misure correttive. La richiesta principale riguarda l’inclusione nel testo di disposizioni specifiche per le piccole produzioni o le produzioni non in serie. Secondo le prime indicazioni, dai giocattoli dovrebbero scomparire diverse cose. Le sostanze cancerogene, prima di tutto. Poi il piombo e il mercurio, e le fragranze allergeniche. Prevista una stretta in materia di commercializzazione, con nuovi adempimenti e nuove responsabilità per chi immette sul mercato i giocattoli. A partire dalle avvertenze sull’utilizzo del prodotto, che dovranno seguire le indicazioni redatte da una apposita Commissione. In caso di alcune tipologie di giocattoli, ad esempio quelli con magneti, attualmente non normati, sarà richiesto un test presso laboratori indipendenti. Il fabbricante avrà poi l’obbligo di mettere a disposizione dell’autorità per la Sorveglianza del Mercato le informazioni tecniche del prodotto. Obblighi per i produttori e i distributori di giocattoli, ma anche per gli Stati membri. La direttiva impone agli Stati dell’UE di rafforzare il grado di sorveglianza del mercato, con controlli sul posto e alle frontiere comunitarie, e di prevedere un sistema sanzionatorio in caso di mancata osservanza di quanto disposto dalla Direttiva.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/una-legge-che-non-scherza-la-direttiva-ue-sui-giocattoli/">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6794 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-europa-e-mercati-internazionali category-metalmeccanica-di-produzione" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</h1>
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<p>Dopo il ciclone che si è abbattuto lo scorso anno su una multinazionale del giocattolo, accusata di commercializzare bambole rifinite con vernici contenenti piombo, e dunque pericolose per la salute dei bambini, e a seguito dei sequestri di valanghe di prodotti per l’infanzia non certificati, provenienti dai mercati orientali, il Consiglio Europeo ha deciso di rimettere mano alla normativa in materia di sicurezza dei giocattoli, vecchia ormai di vent’anni. La Direttiva 88/378/CE del 3 maggio 1988, che fino a oggi ha regolato la commercializzazione di giocattoli prodotti o importati nell’Unione Europea, è pronta a finire in soffitta, rimpiazzata da una legislazione più moderna che adegua il testo normativo ai cambiamenti dei mercati, alle trasformazioni industriali, agli effetti della globalizzazione. L’obiettivo dichiarato dal legislatore è quello di “ridurre gli incidenti connessi ai giocattoli ed ottenere benefici per la salute”, anche se il progetto nel suo insieme è più ambizioso. Sono infatti tre i risultati che si intendono raggiungere: “Nuovi e più alti requisiti di sicurezza per far fronte ai rischi recentemente identificati”; “Rinforzare la responsabilità dei fabbricanti ed importatori nella commercializzazione dei giocattoli”; “Aumentare gli obblighi di sorveglianza del mercato degli Stati Membri”. Nessun dubbio che la proposta di revisione avrà un forte impatto sui produttori. Soprattutto su quelli piccoli e piccolissimi &#8211; circa 779 imprese, il 92,3% delle quali di piccola dimensione con meno di 20 addetti &#8211; che dovranno adeguare il sistema produttivo alle maglie molto strette della Direttiva. Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi di Confartigianato, le aziende italiane produttrici di giochi e giocattoli danno lavoro a 5.866 addetti, realizzano un fatturato annuo di 962,3 milioni di euro ed esportano il 47,1% della produzione. Nel 2006 le vendite all&#8217;estero di giocattoli italiani si sono attestate a 460,9 milioni di euro, con un aumento del 6,4% rispetto al 2005. Sono soprattutto i Paesi europei ad apprezzare i giochi made in Italy, il 76,1% delle nostre esportazioni è rimasto, infatti, all&#8217;interno delle frontiere comunitarie. Diverse le criticità identificate da NORMAPME (Organizzazione Europea dell’Artigianato e delle Piccole e Medie Imprese per la Standardizzazione) e già segnalate al Gruppo di Lavoro del Consiglio europeo, insieme alle possibili misure correttive. La richiesta principale riguarda l’inclusione nel testo di disposizioni specifiche per le piccole produzioni o le produzioni non in serie. Secondo le prime indicazioni, dai giocattoli dovrebbero scomparire diverse cose. Le sostanze cancerogene, prima di tutto. Poi il piombo e il mercurio, e le fragranze allergeniche. Prevista una stretta in materia di commercializzazione, con nuovi adempimenti e nuove responsabilità per chi immette sul mercato i giocattoli. A partire dalle avvertenze sull’utilizzo del prodotto, che dovranno seguire le indicazioni redatte da una apposita Commissione. In caso di alcune tipologie di giocattoli, ad esempio quelli con magneti, attualmente non normati, sarà richiesto un test presso laboratori indipendenti. Il fabbricante avrà poi l’obbligo di mettere a disposizione dell’autorità per la Sorveglianza del Mercato le informazioni tecniche del prodotto. Obblighi per i produttori e i distributori di giocattoli, ma anche per gli Stati membri. La direttiva impone agli Stati dell’UE di rafforzare il grado di sorveglianza del mercato, con controlli sul posto e alle frontiere comunitarie, e di prevedere un sistema sanzionatorio in caso di mancata osservanza di quanto disposto dalla Direttiva.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/una-legge-che-non-scherza-la-direttiva-ue-sui-giocattoli/">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/04/una-legge-che-non-scherza-la-direttiva-ue-sui-giocattoli/">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Aprile 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli.</h1>
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<p>Dopo il ciclone che si è abbattuto lo scorso anno su una multinazionale del giocattolo, accusata di commercializzare bambole rifinite con vernici contenenti piombo, e dunque pericolose per la salute dei bambini, e a seguito dei sequestri di valanghe di prodotti per l’infanzia non certificati, provenienti dai mercati orientali, il Consiglio Europeo ha deciso di rimettere mano alla normativa in materia di sicurezza dei giocattoli, vecchia ormai di vent’anni. La Direttiva 88/378/CE del 3 maggio 1988, che fino a oggi ha regolato la commercializzazione di giocattoli prodotti o importati nell’Unione Europea, è pronta a finire in soffitta, rimpiazzata da una legislazione più moderna che adegua il testo normativo ai cambiamenti dei mercati, alle trasformazioni industriali, agli effetti della globalizzazione. L’obiettivo dichiarato dal legislatore è quello di “ridurre gli incidenti connessi ai giocattoli ed ottenere benefici per la salute”, anche se il progetto nel suo insieme è più ambizioso. Sono infatti tre i risultati che si intendono raggiungere: “Nuovi e più alti requisiti di sicurezza per far fronte ai rischi recentemente identificati”; “Rinforzare la responsabilità dei fabbricanti ed importatori nella commercializzazione dei giocattoli”; “Aumentare gli obblighi di sorveglianza del mercato degli Stati Membri”. Nessun dubbio che la proposta di revisione avrà un forte impatto sui produttori. Soprattutto su quelli piccoli e piccolissimi &#8211; circa 779 imprese, il 92,3% delle quali di piccola dimensione con meno di 20 addetti &#8211; che dovranno adeguare il sistema produttivo alle maglie molto strette della Direttiva. Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi di Confartigianato, le aziende italiane produttrici di giochi e giocattoli danno lavoro a 5.866 addetti, realizzano un fatturato annuo di 962,3 milioni di euro ed esportano il 47,1% della produzione. Nel 2006 le vendite all&#8217;estero di giocattoli italiani si sono attestate a 460,9 milioni di euro, con un aumento del 6,4% rispetto al 2005. Sono soprattutto i Paesi europei ad apprezzare i giochi made in Italy, il 76,1% delle nostre esportazioni è rimasto, infatti, all&#8217;interno delle frontiere comunitarie. Diverse le criticità identificate da NORMAPME (Organizzazione Europea dell’Artigianato e delle Piccole e Medie Imprese per la Standardizzazione) e già segnalate al Gruppo di Lavoro del Consiglio europeo, insieme alle possibili misure correttive. La richiesta principale riguarda l’inclusione nel testo di disposizioni specifiche per le piccole produzioni o le produzioni non in serie. Secondo le prime indicazioni, dai giocattoli dovrebbero scomparire diverse cose. Le sostanze cancerogene, prima di tutto. Poi il piombo e il mercurio, e le fragranze allergeniche. Prevista una stretta in materia di commercializzazione, con nuovi adempimenti e nuove responsabilità per chi immette sul mercato i giocattoli. A partire dalle avvertenze sull’utilizzo del prodotto, che dovranno seguire le indicazioni redatte da una apposita Commissione. In caso di alcune tipologie di giocattoli, ad esempio quelli con magneti, attualmente non normati, sarà richiesto un test presso laboratori indipendenti. Il fabbricante avrà poi l’obbligo di mettere a disposizione dell’autorità per la Sorveglianza del Mercato le informazioni tecniche del prodotto. Obblighi per i produttori e i distributori di giocattoli, ma anche per gli Stati membri. La direttiva impone agli Stati dell’UE di rafforzare il grado di sorveglianza del mercato, con controlli sul posto e alle frontiere comunitarie, e di prevedere un sistema sanzionatorio in caso di mancata osservanza di quanto disposto dalla Direttiva.</p>
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		<title>Una legge che non scherza: La direttiva UE sui giocattoli. - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Tue, 08 Apr 2008 22:00:00 +0000</lastBuildDate>
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