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	<title>ASSEMBLEA 2008 - “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”. - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>ASSEMBLEA 2008 - “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”. - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 2 Luglio 2026·CONGIUNTURA Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile I comparti dell’automotive e della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/assemblea-2008-cio-che-va-bene-alla-piccola-impresa-va-bene-allitalia-tutta-intera/">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7364 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</h1>
</div>
</div>
<p>Alla richiesta del Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo discorso di apertura dell’Assemblea generale di Confartigianato ha rivolto alla politica l’appello a “semplificare il Paese”, il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi – intervenuto subito dopo Guerrini – ha risposto garantendo che l’azione del suo dicastero sarà mirata rigorosamente alla semplificazione. O meglio, come l’ha definita il Ministro, alla “deregolazione”. Con l’obiettivo ambizioso di un mercato del lavoro a prova di PMI. “Quello che va bene alle piccole imprese, va bene all’Italia”, ha spiegato Sacconi parafrasando con efficacia una battuta dei tempi della Prima Repubblica. Il Ministro del Lavoro ha indicato che i processi di deregolazione burocratica e fiscale si dispiegheranno in cinque aree: gestione del rapporto di lavoro, regolarizzazione dei rapporti lavorativi, giustizia del lavoro, relazioni industriali, bilateralità. Per Sacconi deregolamentazione significa “rendere più agevole la gestione dei rapporti”, e non “riduzione del livello di tutela dei lavoratori”. “Spesso, ha dichiarato il Ministro, la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse”. Alla sicurezza sul luogo di lavoro il Ministro Sacconi ha dedicato l’apertura dell’intervento. “Mi unisco anche io al pensiero commosso che poco fa il Presidente Guerrini rivolgeva ai famigliari, ai collaboratori dei tanti che ieri sono caduti nel lavoro”. Il Ministro ha proseguito spiegando che bisogna passare rapidamente dalla fase dell’emozione,“che ci vuole orientati a che non si ripetano con tanta intensità le morti sul lavoro”, a quella della ragione, “che deve consentirci di analizzare la causa di questi decessi e di intervenire con azioni tali da permetterci di raggiungere effettivi risultati in termini di numero di persone che cadono nel lavoro o che comunque ricevono danni per la loro salute. Noi dobbiamo essere animati da un approccio per obiettivi. Era un insegnamento di Marco Biagi, che contrapponeva in qualche modo ad un approccio esclusivamente per regole”. Di seguito il testo integrale dell’intervento del Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. &#8211; PIU&#8217; REGOLE UGUALE A PIU&#8217; SICUREZZA? &#8211; “Le regole servono. Le regole devono essere sostenute anche da sanzioni, ma dobbiamo interrogarci se sia stato sufficiente un approccio prevalentemente per regole e per sanzioni. Dobbiamo interrogarci su quale sia, in particolare, il punto critico, oltre il quale la definizione di ulteriori adempimenti e ulteriori sanzioni non produca proprio l’effetto opposto di distogliere l’imprenditore e gli stessi lavoratori dall’attenzione a tutto ciò che fa sicurezza nell’ambiente di lavoro, rispetto a quell’inevitabile disorientamento che si produce nel momento in cui l’attenzione si rivolge soltanto ai profili di carattere formalistico. Proprio oggi alle 16.30 ci incontreremo per costruire un piano straordinario tra Stato, Regioni, che com’è noto portano larga parte delle responsabilità a riguardo, e le Organizzazioni degli imprenditori e dei lavoratori. Un piano rivolto a prevenire quella grande parte di infortuni che hanno un origine comportamentale, il che significa decidere insieme di investire in prevenzione, formazione, informazione”. &#8211; LA CRESCITA MAGGIORE È QUELLA DEL DISAVANZO &#8211; “Purtroppo noi viviamo una condizione di emergenza che è insieme economica e sociale. Una condizione che purtroppo non appare congiunturale e che quindi non sollecita risposte di breve periodo o di piccola portata. Noi ci troviamo in una sorta di trappola che rende difficile la crescita. Il Ministro Tremonti ogni tanto scherza sul fatto che l’unica cosa che appare crescere in questo Paese è il disavanzo pubblico, mentre è l’unica cosa che dobbiamo contenere per far crescere tutto ciò che rende la nostra una società attiva, una società competitiva, una società inclusiva, anche perché noi vogliamo una società mobile. E allora noi abbiamo reagito immediatamente a questa emergenza con un primo pacchetto di provvedimenti, ma soprattutto nei prossimi giorni vareremo una manovra di ampia portata rivolta al triennio, una manovra che si realizza in termini anticipati rispetto all’usuale appuntamento di fine settembre con i documenti di bilancio, proprio nella convinzione che occorra da subito promuovere una serie di iniziative rivolte insieme alla crescita, alla stabilità finanziaria alla coesione sociale. Tra queste iniziative voglio segnalarvi soprattutto quelle che hanno lo scopo di liberare l’impresa e di liberare il lavoro”. &#8211; IL PAESE DEI “LACCI E LACCIUOLI &#8211; “In un Paese nel quale ai tanti atavici vincoli &#8211; Guido Carli, con il quale ho avuto la fortuna di collaborare mi ricordava sempre il suo termine “lacci e lacciuoli”- che sono stati accumulati in nome di quella cultura del sospetto che il Presidente Guerrini ha così opportunamente richiamato a tutti, e su questo pesante sedimento di vincoli all’impresa e al lavoro, nel corso del recente biennio molti vincoli ulteriori si sono aggiunti. Voi ne avete citati alcuni. Io non posso non ricordare in questa iper-regolazione burocratica e fiscale che intensivamente è stata prodotta nell’arco di due anni: la generalizzazione del Durc – che pure avevamo avviato soltanto nell’edilizia ove le parti avevano essa richiesto anche perché dotate di strumenti come le Casse Edili che lo potevano erogare con semplicità –; o come l’individuazione di incredibili indici di congruità, una sorta di post moderno imponibile di manodopera, come se cioè lo Stato debba definire quali sono le modalità organizzative con cui si producono beni o servizi; o le dimissioni volontarie in forma scritta su modulo alfanumerico a durata limitata del Ministero del Lavoro. Come se questo fosse il modo giusto di reprimere una fortunatamente limitata patologia che con altri modi deve essere estirpata. Per non dire di tutto quanto avete richiamato prima con riferimento alla fiscalità in termini di impiego della retroattività o – fatemela solo ricordare – la famosa soglia anti riciclaggio dei 100 euro che se non bloccata, a regime ci porta ad una sorta di Stato di polizia fiscale”. &#8211; CINQUE AREE DI DEREGOLAMENTAZIONE BUROCRATICA E FISCALE &#8211; “Allora io vi segnalo cinque aree di intervento di deregolamentazione burocratica e fiscale soprattutto al lavoro. La deregolamentazione sarà ben più ampia come ben vedrete, ma io voglio limitarmi a quella che più mi compete. “Cinque aree di deregolamentazione, che non vuole in alcun modo ridurre il livello delle tutele, perché non è di questo che discutiamo. Anzi, proprio per le considerazioni che prima facevo a proposito del carattere negativo che a un certo punto possono assumere gli adempimenti e le sanzioni, spesso la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse. Ancora Marco Biagi, fatemelo citare, era solito dirci sempre che nessun incentivo finanziario può compensare un disincentivo normativo, eppure tanto spesso ci si è illusi di produrre ciò. Quindi cinque anni di deregolamentazione”. &#8211; PRIMA AREA &#8211; Gestione del rapporto di lavoro &#8211; “La prima riguarda la gestione stessa del rapporto di lavoro affinché sia più agevole, affinché siamo tutti incoraggiati ad accendere rapporti di lavoro e non invece disincentivati come oggi accade. Da qui la nostra volontà di abrogare la normativa sulle dimissione volontarie, abrogare, sottolineo; della nostra volontà di eliminare il libro matricola e il libro paga per sostituirli con un semplice libro presenze, perché non si possono sommare gli adempimenti nel momento in cui è stata introdotta la comunicazione on-line dell’assunzione, nel giorno che precede l’avvio dell’attività. Questi strumenti si sono rivelati obsoleti. L’abrogazione degli indici di congruità; il superamento di quella disciplina di adempimenti esasperati relativi alla responsabilità solidale tra appaltante e appaltatore che peraltro va ricondott</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/assemblea-2008-cio-che-va-bene-alla-piccola-impresa-va-bene-allitalia-tutta-intera/">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 17:51:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 1 Luglio 2026·MERCATI ESTERI Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili La nuova fase dell’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/assemblea-2008-cio-che-va-bene-alla-piccola-impresa-va-bene-allitalia-tutta-intera/">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7364 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</h1>
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<p>Alla richiesta del Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo discorso di apertura dell’Assemblea generale di Confartigianato ha rivolto alla politica l’appello a “semplificare il Paese”, il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi – intervenuto subito dopo Guerrini – ha risposto garantendo che l’azione del suo dicastero sarà mirata rigorosamente alla semplificazione. O meglio, come l’ha definita il Ministro, alla “deregolazione”. Con l’obiettivo ambizioso di un mercato del lavoro a prova di PMI. “Quello che va bene alle piccole imprese, va bene all’Italia”, ha spiegato Sacconi parafrasando con efficacia una battuta dei tempi della Prima Repubblica. Il Ministro del Lavoro ha indicato che i processi di deregolazione burocratica e fiscale si dispiegheranno in cinque aree: gestione del rapporto di lavoro, regolarizzazione dei rapporti lavorativi, giustizia del lavoro, relazioni industriali, bilateralità. Per Sacconi deregolamentazione significa “rendere più agevole la gestione dei rapporti”, e non “riduzione del livello di tutela dei lavoratori”. “Spesso, ha dichiarato il Ministro, la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse”. Alla sicurezza sul luogo di lavoro il Ministro Sacconi ha dedicato l’apertura dell’intervento. “Mi unisco anche io al pensiero commosso che poco fa il Presidente Guerrini rivolgeva ai famigliari, ai collaboratori dei tanti che ieri sono caduti nel lavoro”. Il Ministro ha proseguito spiegando che bisogna passare rapidamente dalla fase dell’emozione,“che ci vuole orientati a che non si ripetano con tanta intensità le morti sul lavoro”, a quella della ragione, “che deve consentirci di analizzare la causa di questi decessi e di intervenire con azioni tali da permetterci di raggiungere effettivi risultati in termini di numero di persone che cadono nel lavoro o che comunque ricevono danni per la loro salute. Noi dobbiamo essere animati da un approccio per obiettivi. Era un insegnamento di Marco Biagi, che contrapponeva in qualche modo ad un approccio esclusivamente per regole”. Di seguito il testo integrale dell’intervento del Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. &#8211; PIU&#8217; REGOLE UGUALE A PIU&#8217; SICUREZZA? &#8211; “Le regole servono. Le regole devono essere sostenute anche da sanzioni, ma dobbiamo interrogarci se sia stato sufficiente un approccio prevalentemente per regole e per sanzioni. 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Un piano rivolto a prevenire quella grande parte di infortuni che hanno un origine comportamentale, il che significa decidere insieme di investire in prevenzione, formazione, informazione”. &#8211; LA CRESCITA MAGGIORE È QUELLA DEL DISAVANZO &#8211; “Purtroppo noi viviamo una condizione di emergenza che è insieme economica e sociale. Una condizione che purtroppo non appare congiunturale e che quindi non sollecita risposte di breve periodo o di piccola portata. Noi ci troviamo in una sorta di trappola che rende difficile la crescita. Il Ministro Tremonti ogni tanto scherza sul fatto che l’unica cosa che appare crescere in questo Paese è il disavanzo pubblico, mentre è l’unica cosa che dobbiamo contenere per far crescere tutto ciò che rende la nostra una società attiva, una società competitiva, una società inclusiva, anche perché noi vogliamo una società mobile. E allora noi abbiamo reagito immediatamente a questa emergenza con un primo pacchetto di provvedimenti, ma soprattutto nei prossimi giorni vareremo una manovra di ampia portata rivolta al triennio, una manovra che si realizza in termini anticipati rispetto all’usuale appuntamento di fine settembre con i documenti di bilancio, proprio nella convinzione che occorra da subito promuovere una serie di iniziative rivolte insieme alla crescita, alla stabilità finanziaria alla coesione sociale. Tra queste iniziative voglio segnalarvi soprattutto quelle che hanno lo scopo di liberare l’impresa e di liberare il lavoro”. &#8211; IL PAESE DEI “LACCI E LACCIUOLI &#8211; “In un Paese nel quale ai tanti atavici vincoli &#8211; Guido Carli, con il quale ho avuto la fortuna di collaborare mi ricordava sempre il suo termine “lacci e lacciuoli”- che sono stati accumulati in nome di quella cultura del sospetto che il Presidente Guerrini ha così opportunamente richiamato a tutti, e su questo pesante sedimento di vincoli all’impresa e al lavoro, nel corso del recente biennio molti vincoli ulteriori si sono aggiunti. Voi ne avete citati alcuni. Io non posso non ricordare in questa iper-regolazione burocratica e fiscale che intensivamente è stata prodotta nell’arco di due anni: la generalizzazione del Durc – che pure avevamo avviato soltanto nell’edilizia ove le parti avevano essa richiesto anche perché dotate di strumenti come le Casse Edili che lo potevano erogare con semplicità –; o come l’individuazione di incredibili indici di congruità, una sorta di post moderno imponibile di manodopera, come se cioè lo Stato debba definire quali sono le modalità organizzative con cui si producono beni o servizi; o le dimissioni volontarie in forma scritta su modulo alfanumerico a durata limitata del Ministero del Lavoro. Come se questo fosse il modo giusto di reprimere una fortunatamente limitata patologia che con altri modi deve essere estirpata. Per non dire di tutto quanto avete richiamato prima con riferimento alla fiscalità in termini di impiego della retroattività o – fatemela solo ricordare – la famosa soglia anti riciclaggio dei 100 euro che se non bloccata, a regime ci porta ad una sorta di Stato di polizia fiscale”. &#8211; CINQUE AREE DI DEREGOLAMENTAZIONE BUROCRATICA E FISCALE &#8211; “Allora io vi segnalo cinque aree di intervento di deregolamentazione burocratica e fiscale soprattutto al lavoro. La deregolamentazione sarà ben più ampia come ben vedrete, ma io voglio limitarmi a quella che più mi compete. “Cinque aree di deregolamentazione, che non vuole in alcun modo ridurre il livello delle tutele, perché non è di questo che discutiamo. Anzi, proprio per le considerazioni che prima facevo a proposito del carattere negativo che a un certo punto possono assumere gli adempimenti e le sanzioni, spesso la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse. Ancora Marco Biagi, fatemelo citare, era solito dirci sempre che nessun incentivo finanziario può compensare un disincentivo normativo, eppure tanto spesso ci si è illusi di produrre ciò. Quindi cinque anni di deregolamentazione”. &#8211; PRIMA AREA &#8211; Gestione del rapporto di lavoro &#8211; “La prima riguarda la gestione stessa del rapporto di lavoro affinché sia più agevole, affinché siamo tutti incoraggiati ad accendere rapporti di lavoro e non invece disincentivati come oggi accade. Da qui la nostra volontà di abrogare la normativa sulle dimissione volontarie, abrogare, sottolineo; della nostra volontà di eliminare il libro matricola e il libro paga per sostituirli con un semplice libro presenze, perché non si possono sommare gli adempimenti nel momento in cui è stata introdotta la comunicazione on-line dell’assunzione, nel giorno che precede l’avvio dell’attività. Questi strumenti si sono rivelati obsoleti. L’abrogazione degli indici di congruità; il superamento di quella disciplina di adempimenti esasperati relativi alla responsabilità solidale tra appaltante e appaltatore che peraltro va ricondott</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di violenza</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/alla-camera-presentato-il-progetto-trame-di-rinascita-formazione-e-artigianato-per-le-donne-vittime-di-violenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Luglio 2026 Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/assemblea-2008-cio-che-va-bene-alla-piccola-impresa-va-bene-allitalia-tutta-intera/">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7364 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
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<h1 class="headInModule single_post">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</h1>
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<p>Alla richiesta del Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo discorso di apertura dell’Assemblea generale di Confartigianato ha rivolto alla politica l’appello a “semplificare il Paese”, il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi – intervenuto subito dopo Guerrini – ha risposto garantendo che l’azione del suo dicastero sarà mirata rigorosamente alla semplificazione. O meglio, come l’ha definita il Ministro, alla “deregolazione”. Con l’obiettivo ambizioso di un mercato del lavoro a prova di PMI. “Quello che va bene alle piccole imprese, va bene all’Italia”, ha spiegato Sacconi parafrasando con efficacia una battuta dei tempi della Prima Repubblica. Il Ministro del Lavoro ha indicato che i processi di deregolazione burocratica e fiscale si dispiegheranno in cinque aree: gestione del rapporto di lavoro, regolarizzazione dei rapporti lavorativi, giustizia del lavoro, relazioni industriali, bilateralità. Per Sacconi deregolamentazione significa “rendere più agevole la gestione dei rapporti”, e non “riduzione del livello di tutela dei lavoratori”. “Spesso, ha dichiarato il Ministro, la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse”. Alla sicurezza sul luogo di lavoro il Ministro Sacconi ha dedicato l’apertura dell’intervento. “Mi unisco anche io al pensiero commosso che poco fa il Presidente Guerrini rivolgeva ai famigliari, ai collaboratori dei tanti che ieri sono caduti nel lavoro”. Il Ministro ha proseguito spiegando che bisogna passare rapidamente dalla fase dell’emozione,“che ci vuole orientati a che non si ripetano con tanta intensità le morti sul lavoro”, a quella della ragione, “che deve consentirci di analizzare la causa di questi decessi e di intervenire con azioni tali da permetterci di raggiungere effettivi risultati in termini di numero di persone che cadono nel lavoro o che comunque ricevono danni per la loro salute. Noi dobbiamo essere animati da un approccio per obiettivi. Era un insegnamento di Marco Biagi, che contrapponeva in qualche modo ad un approccio esclusivamente per regole”. Di seguito il testo integrale dell’intervento del Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. &#8211; PIU&#8217; REGOLE UGUALE A PIU&#8217; SICUREZZA? &#8211; “Le regole servono. Le regole devono essere sostenute anche da sanzioni, ma dobbiamo interrogarci se sia stato sufficiente un approccio prevalentemente per regole e per sanzioni. Dobbiamo interrogarci su quale sia, in particolare, il punto critico, oltre il quale la definizione di ulteriori adempimenti e ulteriori sanzioni non produca proprio l’effetto opposto di distogliere l’imprenditore e gli stessi lavoratori dall’attenzione a tutto ciò che fa sicurezza nell’ambiente di lavoro, rispetto a quell’inevitabile disorientamento che si produce nel momento in cui l’attenzione si rivolge soltanto ai profili di carattere formalistico. Proprio oggi alle 16.30 ci incontreremo per costruire un piano straordinario tra Stato, Regioni, che com’è noto portano larga parte delle responsabilità a riguardo, e le Organizzazioni degli imprenditori e dei lavoratori. Un piano rivolto a prevenire quella grande parte di infortuni che hanno un origine comportamentale, il che significa decidere insieme di investire in prevenzione, formazione, informazione”. &#8211; LA CRESCITA MAGGIORE È QUELLA DEL DISAVANZO &#8211; “Purtroppo noi viviamo una condizione di emergenza che è insieme economica e sociale. Una condizione che purtroppo non appare congiunturale e che quindi non sollecita risposte di breve periodo o di piccola portata. Noi ci troviamo in una sorta di trappola che rende difficile la crescita. Il Ministro Tremonti ogni tanto scherza sul fatto che l’unica cosa che appare crescere in questo Paese è il disavanzo pubblico, mentre è l’unica cosa che dobbiamo contenere per far crescere tutto ciò che rende la nostra una società attiva, una società competitiva, una società inclusiva, anche perché noi vogliamo una società mobile. E allora noi abbiamo reagito immediatamente a questa emergenza con un primo pacchetto di provvedimenti, ma soprattutto nei prossimi giorni vareremo una manovra di ampia portata rivolta al triennio, una manovra che si realizza in termini anticipati rispetto all’usuale appuntamento di fine settembre con i documenti di bilancio, proprio nella convinzione che occorra da subito promuovere una serie di iniziative rivolte insieme alla crescita, alla stabilità finanziaria alla coesione sociale. Tra queste iniziative voglio segnalarvi soprattutto quelle che hanno lo scopo di liberare l’impresa e di liberare il lavoro”. &#8211; IL PAESE DEI “LACCI E LACCIUOLI &#8211; “In un Paese nel quale ai tanti atavici vincoli &#8211; Guido Carli, con il quale ho avuto la fortuna di collaborare mi ricordava sempre il suo termine “lacci e lacciuoli”- che sono stati accumulati in nome di quella cultura del sospetto che il Presidente Guerrini ha così opportunamente richiamato a tutti, e su questo pesante sedimento di vincoli all’impresa e al lavoro, nel corso del recente biennio molti vincoli ulteriori si sono aggiunti. Voi ne avete citati alcuni. Io non posso non ricordare in questa iper-regolazione burocratica e fiscale che intensivamente è stata prodotta nell’arco di due anni: la generalizzazione del Durc – che pure avevamo avviato soltanto nell’edilizia ove le parti avevano essa richiesto anche perché dotate di strumenti come le Casse Edili che lo potevano erogare con semplicità –; o come l’individuazione di incredibili indici di congruità, una sorta di post moderno imponibile di manodopera, come se cioè lo Stato debba definire quali sono le modalità organizzative con cui si producono beni o servizi; o le dimissioni volontarie in forma scritta su modulo alfanumerico a durata limitata del Ministero del Lavoro. Come se questo fosse il modo giusto di reprimere una fortunatamente limitata patologia che con altri modi deve essere estirpata. Per non dire di tutto quanto avete richiamato prima con riferimento alla fiscalità in termini di impiego della retroattività o – fatemela solo ricordare – la famosa soglia anti riciclaggio dei 100 euro che se non bloccata, a regime ci porta ad una sorta di Stato di polizia fiscale”. &#8211; CINQUE AREE DI DEREGOLAMENTAZIONE BUROCRATICA E FISCALE &#8211; “Allora io vi segnalo cinque aree di intervento di deregolamentazione burocratica e fiscale soprattutto al lavoro. La deregolamentazione sarà ben più ampia come ben vedrete, ma io voglio limitarmi a quella che più mi compete. “Cinque aree di deregolamentazione, che non vuole in alcun modo ridurre il livello delle tutele, perché non è di questo che discutiamo. Anzi, proprio per le considerazioni che prima facevo a proposito del carattere negativo che a un certo punto possono assumere gli adempimenti e le sanzioni, spesso la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse. Ancora Marco Biagi, fatemelo citare, era solito dirci sempre che nessun incentivo finanziario può compensare un disincentivo normativo, eppure tanto spesso ci si è illusi di produrre ciò. Quindi cinque anni di deregolamentazione”. &#8211; PRIMA AREA &#8211; Gestione del rapporto di lavoro &#8211; “La prima riguarda la gestione stessa del rapporto di lavoro affinché sia più agevole, affinché siamo tutti incoraggiati ad accendere rapporti di lavoro e non invece disincentivati come oggi accade. Da qui la nostra volontà di abrogare la normativa sulle dimissione volontarie, abrogare, sottolineo; della nostra volontà di eliminare il libro matricola e il libro paga per sostituirli con un semplice libro presenze, perché non si possono sommare gli adempimenti nel momento in cui è stata introdotta la comunicazione on-line dell’assunzione, nel giorno che precede l’avvio dell’attività. Questi strumenti si sono rivelati obsoleti. L’abrogazione degli indici di congruità; il superamento di quella disciplina di adempimenti esasperati relativi alla responsabilità solidale tra appaltante e appaltatore che peraltro va ricondott</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/assemblea-2008-cio-che-va-bene-alla-piccola-impresa-va-bene-allitalia-tutta-intera/">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:48:45 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Giugno 2026·MEDIA Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net L&#8217;estate del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/assemblea-2008-cio-che-va-bene-alla-piccola-impresa-va-bene-allitalia-tutta-intera/">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</h1>
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<p>Alla richiesta del Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo discorso di apertura dell’Assemblea generale di Confartigianato ha rivolto alla politica l’appello a “semplificare il Paese”, il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi – intervenuto subito dopo Guerrini – ha risposto garantendo che l’azione del suo dicastero sarà mirata rigorosamente alla semplificazione. O meglio, come l’ha definita il Ministro, alla “deregolazione”. Con l’obiettivo ambizioso di un mercato del lavoro a prova di PMI. “Quello che va bene alle piccole imprese, va bene all’Italia”, ha spiegato Sacconi parafrasando con efficacia una battuta dei tempi della Prima Repubblica. Il Ministro del Lavoro ha indicato che i processi di deregolazione burocratica e fiscale si dispiegheranno in cinque aree: gestione del rapporto di lavoro, regolarizzazione dei rapporti lavorativi, giustizia del lavoro, relazioni industriali, bilateralità. Per Sacconi deregolamentazione significa “rendere più agevole la gestione dei rapporti”, e non “riduzione del livello di tutela dei lavoratori”. “Spesso, ha dichiarato il Ministro, la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse”. Alla sicurezza sul luogo di lavoro il Ministro Sacconi ha dedicato l’apertura dell’intervento. “Mi unisco anche io al pensiero commosso che poco fa il Presidente Guerrini rivolgeva ai famigliari, ai collaboratori dei tanti che ieri sono caduti nel lavoro”. Il Ministro ha proseguito spiegando che bisogna passare rapidamente dalla fase dell’emozione,“che ci vuole orientati a che non si ripetano con tanta intensità le morti sul lavoro”, a quella della ragione, “che deve consentirci di analizzare la causa di questi decessi e di intervenire con azioni tali da permetterci di raggiungere effettivi risultati in termini di numero di persone che cadono nel lavoro o che comunque ricevono danni per la loro salute. Noi dobbiamo essere animati da un approccio per obiettivi. Era un insegnamento di Marco Biagi, che contrapponeva in qualche modo ad un approccio esclusivamente per regole”. Di seguito il testo integrale dell’intervento del Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. &#8211; PIU&#8217; REGOLE UGUALE A PIU&#8217; SICUREZZA? &#8211; “Le regole servono. Le regole devono essere sostenute anche da sanzioni, ma dobbiamo interrogarci se sia stato sufficiente un approccio prevalentemente per regole e per sanzioni. Dobbiamo interrogarci su quale sia, in particolare, il punto critico, oltre il quale la definizione di ulteriori adempimenti e ulteriori sanzioni non produca proprio l’effetto opposto di distogliere l’imprenditore e gli stessi lavoratori dall’attenzione a tutto ciò che fa sicurezza nell’ambiente di lavoro, rispetto a quell’inevitabile disorientamento che si produce nel momento in cui l’attenzione si rivolge soltanto ai profili di carattere formalistico. Proprio oggi alle 16.30 ci incontreremo per costruire un piano straordinario tra Stato, Regioni, che com’è noto portano larga parte delle responsabilità a riguardo, e le Organizzazioni degli imprenditori e dei lavoratori. Un piano rivolto a prevenire quella grande parte di infortuni che hanno un origine comportamentale, il che significa decidere insieme di investire in prevenzione, formazione, informazione”. &#8211; LA CRESCITA MAGGIORE È QUELLA DEL DISAVANZO &#8211; “Purtroppo noi viviamo una condizione di emergenza che è insieme economica e sociale. Una condizione che purtroppo non appare congiunturale e che quindi non sollecita risposte di breve periodo o di piccola portata. Noi ci troviamo in una sorta di trappola che rende difficile la crescita. Il Ministro Tremonti ogni tanto scherza sul fatto che l’unica cosa che appare crescere in questo Paese è il disavanzo pubblico, mentre è l’unica cosa che dobbiamo contenere per far crescere tutto ciò che rende la nostra una società attiva, una società competitiva, una società inclusiva, anche perché noi vogliamo una società mobile. E allora noi abbiamo reagito immediatamente a questa emergenza con un primo pacchetto di provvedimenti, ma soprattutto nei prossimi giorni vareremo una manovra di ampia portata rivolta al triennio, una manovra che si realizza in termini anticipati rispetto all’usuale appuntamento di fine settembre con i documenti di bilancio, proprio nella convinzione che occorra da subito promuovere una serie di iniziative rivolte insieme alla crescita, alla stabilità finanziaria alla coesione sociale. Tra queste iniziative voglio segnalarvi soprattutto quelle che hanno lo scopo di liberare l’impresa e di liberare il lavoro”. &#8211; IL PAESE DEI “LACCI E LACCIUOLI &#8211; “In un Paese nel quale ai tanti atavici vincoli &#8211; Guido Carli, con il quale ho avuto la fortuna di collaborare mi ricordava sempre il suo termine “lacci e lacciuoli”- che sono stati accumulati in nome di quella cultura del sospetto che il Presidente Guerrini ha così opportunamente richiamato a tutti, e su questo pesante sedimento di vincoli all’impresa e al lavoro, nel corso del recente biennio molti vincoli ulteriori si sono aggiunti. Voi ne avete citati alcuni. Io non posso non ricordare in questa iper-regolazione burocratica e fiscale che intensivamente è stata prodotta nell’arco di due anni: la generalizzazione del Durc – che pure avevamo avviato soltanto nell’edilizia ove le parti avevano essa richiesto anche perché dotate di strumenti come le Casse Edili che lo potevano erogare con semplicità –; o come l’individuazione di incredibili indici di congruità, una sorta di post moderno imponibile di manodopera, come se cioè lo Stato debba definire quali sono le modalità organizzative con cui si producono beni o servizi; o le dimissioni volontarie in forma scritta su modulo alfanumerico a durata limitata del Ministero del Lavoro. Come se questo fosse il modo giusto di reprimere una fortunatamente limitata patologia che con altri modi deve essere estirpata. Per non dire di tutto quanto avete richiamato prima con riferimento alla fiscalità in termini di impiego della retroattività o – fatemela solo ricordare – la famosa soglia anti riciclaggio dei 100 euro che se non bloccata, a regime ci porta ad una sorta di Stato di polizia fiscale”. &#8211; CINQUE AREE DI DEREGOLAMENTAZIONE BUROCRATICA E FISCALE &#8211; “Allora io vi segnalo cinque aree di intervento di deregolamentazione burocratica e fiscale soprattutto al lavoro. La deregolamentazione sarà ben più ampia come ben vedrete, ma io voglio limitarmi a quella che più mi compete. “Cinque aree di deregolamentazione, che non vuole in alcun modo ridurre il livello delle tutele, perché non è di questo che discutiamo. Anzi, proprio per le considerazioni che prima facevo a proposito del carattere negativo che a un certo punto possono assumere gli adempimenti e le sanzioni, spesso la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse. Ancora Marco Biagi, fatemelo citare, era solito dirci sempre che nessun incentivo finanziario può compensare un disincentivo normativo, eppure tanto spesso ci si è illusi di produrre ciò. Quindi cinque anni di deregolamentazione”. &#8211; PRIMA AREA &#8211; Gestione del rapporto di lavoro &#8211; “La prima riguarda la gestione stessa del rapporto di lavoro affinché sia più agevole, affinché siamo tutti incoraggiati ad accendere rapporti di lavoro e non invece disincentivati come oggi accade. Da qui la nostra volontà di abrogare la normativa sulle dimissione volontarie, abrogare, sottolineo; della nostra volontà di eliminare il libro matricola e il libro paga per sostituirli con un semplice libro presenze, perché non si possono sommare gli adempimenti nel momento in cui è stata introdotta la comunicazione on-line dell’assunzione, nel giorno che precede l’avvio dell’attività. Questi strumenti si sono rivelati obsoleti. L’abrogazione degli indici di congruità; il superamento di quella disciplina di adempimenti esasperati relativi alla responsabilità solidale tra appaltante e appaltatore che peraltro va ricondott</p>
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		<title>Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/al-forum-di-confartigianato-la-sostenibilita-e-inclusione-equita-adattamento-intelligente-motore-di-business/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:26:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 26 Giugno 2026·EVENTI Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business La sostenibilità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/assemblea-2008-cio-che-va-bene-alla-piccola-impresa-va-bene-allitalia-tutta-intera/">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7364 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</h1>
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<p>Alla richiesta del Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo discorso di apertura dell’Assemblea generale di Confartigianato ha rivolto alla politica l’appello a “semplificare il Paese”, il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi – intervenuto subito dopo Guerrini – ha risposto garantendo che l’azione del suo dicastero sarà mirata rigorosamente alla semplificazione. O meglio, come l’ha definita il Ministro, alla “deregolazione”. Con l’obiettivo ambizioso di un mercato del lavoro a prova di PMI. “Quello che va bene alle piccole imprese, va bene all’Italia”, ha spiegato Sacconi parafrasando con efficacia una battuta dei tempi della Prima Repubblica. Il Ministro del Lavoro ha indicato che i processi di deregolazione burocratica e fiscale si dispiegheranno in cinque aree: gestione del rapporto di lavoro, regolarizzazione dei rapporti lavorativi, giustizia del lavoro, relazioni industriali, bilateralità. Per Sacconi deregolamentazione significa “rendere più agevole la gestione dei rapporti”, e non “riduzione del livello di tutela dei lavoratori”. “Spesso, ha dichiarato il Ministro, la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse”. Alla sicurezza sul luogo di lavoro il Ministro Sacconi ha dedicato l’apertura dell’intervento. “Mi unisco anche io al pensiero commosso che poco fa il Presidente Guerrini rivolgeva ai famigliari, ai collaboratori dei tanti che ieri sono caduti nel lavoro”. Il Ministro ha proseguito spiegando che bisogna passare rapidamente dalla fase dell’emozione,“che ci vuole orientati a che non si ripetano con tanta intensità le morti sul lavoro”, a quella della ragione, “che deve consentirci di analizzare la causa di questi decessi e di intervenire con azioni tali da permetterci di raggiungere effettivi risultati in termini di numero di persone che cadono nel lavoro o che comunque ricevono danni per la loro salute. Noi dobbiamo essere animati da un approccio per obiettivi. Era un insegnamento di Marco Biagi, che contrapponeva in qualche modo ad un approccio esclusivamente per regole”. Di seguito il testo integrale dell’intervento del Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. &#8211; PIU&#8217; REGOLE UGUALE A PIU&#8217; SICUREZZA? &#8211; “Le regole servono. Le regole devono essere sostenute anche da sanzioni, ma dobbiamo interrogarci se sia stato sufficiente un approccio prevalentemente per regole e per sanzioni. Dobbiamo interrogarci su quale sia, in particolare, il punto critico, oltre il quale la definizione di ulteriori adempimenti e ulteriori sanzioni non produca proprio l’effetto opposto di distogliere l’imprenditore e gli stessi lavoratori dall’attenzione a tutto ciò che fa sicurezza nell’ambiente di lavoro, rispetto a quell’inevitabile disorientamento che si produce nel momento in cui l’attenzione si rivolge soltanto ai profili di carattere formalistico. Proprio oggi alle 16.30 ci incontreremo per costruire un piano straordinario tra Stato, Regioni, che com’è noto portano larga parte delle responsabilità a riguardo, e le Organizzazioni degli imprenditori e dei lavoratori. Un piano rivolto a prevenire quella grande parte di infortuni che hanno un origine comportamentale, il che significa decidere insieme di investire in prevenzione, formazione, informazione”. &#8211; LA CRESCITA MAGGIORE È QUELLA DEL DISAVANZO &#8211; “Purtroppo noi viviamo una condizione di emergenza che è insieme economica e sociale. Una condizione che purtroppo non appare congiunturale e che quindi non sollecita risposte di breve periodo o di piccola portata. Noi ci troviamo in una sorta di trappola che rende difficile la crescita. Il Ministro Tremonti ogni tanto scherza sul fatto che l’unica cosa che appare crescere in questo Paese è il disavanzo pubblico, mentre è l’unica cosa che dobbiamo contenere per far crescere tutto ciò che rende la nostra una società attiva, una società competitiva, una società inclusiva, anche perché noi vogliamo una società mobile. E allora noi abbiamo reagito immediatamente a questa emergenza con un primo pacchetto di provvedimenti, ma soprattutto nei prossimi giorni vareremo una manovra di ampia portata rivolta al triennio, una manovra che si realizza in termini anticipati rispetto all’usuale appuntamento di fine settembre con i documenti di bilancio, proprio nella convinzione che occorra da subito promuovere una serie di iniziative rivolte insieme alla crescita, alla stabilità finanziaria alla coesione sociale. Tra queste iniziative voglio segnalarvi soprattutto quelle che hanno lo scopo di liberare l’impresa e di liberare il lavoro”. &#8211; IL PAESE DEI “LACCI E LACCIUOLI &#8211; “In un Paese nel quale ai tanti atavici vincoli &#8211; Guido Carli, con il quale ho avuto la fortuna di collaborare mi ricordava sempre il suo termine “lacci e lacciuoli”- che sono stati accumulati in nome di quella cultura del sospetto che il Presidente Guerrini ha così opportunamente richiamato a tutti, e su questo pesante sedimento di vincoli all’impresa e al lavoro, nel corso del recente biennio molti vincoli ulteriori si sono aggiunti. Voi ne avete citati alcuni. Io non posso non ricordare in questa iper-regolazione burocratica e fiscale che intensivamente è stata prodotta nell’arco di due anni: la generalizzazione del Durc – che pure avevamo avviato soltanto nell’edilizia ove le parti avevano essa richiesto anche perché dotate di strumenti come le Casse Edili che lo potevano erogare con semplicità –; o come l’individuazione di incredibili indici di congruità, una sorta di post moderno imponibile di manodopera, come se cioè lo Stato debba definire quali sono le modalità organizzative con cui si producono beni o servizi; o le dimissioni volontarie in forma scritta su modulo alfanumerico a durata limitata del Ministero del Lavoro. Come se questo fosse il modo giusto di reprimere una fortunatamente limitata patologia che con altri modi deve essere estirpata. Per non dire di tutto quanto avete richiamato prima con riferimento alla fiscalità in termini di impiego della retroattività o – fatemela solo ricordare – la famosa soglia anti riciclaggio dei 100 euro che se non bloccata, a regime ci porta ad una sorta di Stato di polizia fiscale”. &#8211; CINQUE AREE DI DEREGOLAMENTAZIONE BUROCRATICA E FISCALE &#8211; “Allora io vi segnalo cinque aree di intervento di deregolamentazione burocratica e fiscale soprattutto al lavoro. La deregolamentazione sarà ben più ampia come ben vedrete, ma io voglio limitarmi a quella che più mi compete. “Cinque aree di deregolamentazione, che non vuole in alcun modo ridurre il livello delle tutele, perché non è di questo che discutiamo. Anzi, proprio per le considerazioni che prima facevo a proposito del carattere negativo che a un certo punto possono assumere gli adempimenti e le sanzioni, spesso la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse. Ancora Marco Biagi, fatemelo citare, era solito dirci sempre che nessun incentivo finanziario può compensare un disincentivo normativo, eppure tanto spesso ci si è illusi di produrre ciò. Quindi cinque anni di deregolamentazione”. &#8211; PRIMA AREA &#8211; Gestione del rapporto di lavoro &#8211; “La prima riguarda la gestione stessa del rapporto di lavoro affinché sia più agevole, affinché siamo tutti incoraggiati ad accendere rapporti di lavoro e non invece disincentivati come oggi accade. Da qui la nostra volontà di abrogare la normativa sulle dimissione volontarie, abrogare, sottolineo; della nostra volontà di eliminare il libro matricola e il libro paga per sostituirli con un semplice libro presenze, perché non si possono sommare gli adempimenti nel momento in cui è stata introdotta la comunicazione on-line dell’assunzione, nel giorno che precede l’avvio dell’attività. Questi strumenti si sono rivelati obsoleti. L’abrogazione degli indici di congruità; il superamento di quella disciplina di adempimenti esasperati relativi alla responsabilità solidale tra appaltante e appaltatore che peraltro va ricondott</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/assemblea-2008-cio-che-va-bene-alla-piccola-impresa-va-bene-allitalia-tutta-intera/">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/forum-sulla-sostenibilita-il-report-con-le-evidenze-su-territori-persone-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 06:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 26 Giugno 2026·EVENTI Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione Nella giornata di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/assemblea-2008-cio-che-va-bene-alla-piccola-impresa-va-bene-allitalia-tutta-intera/">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-7364 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</h1>
</div>
</div>
<p>Alla richiesta del Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo discorso di apertura dell’Assemblea generale di Confartigianato ha rivolto alla politica l’appello a “semplificare il Paese”, il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi – intervenuto subito dopo Guerrini – ha risposto garantendo che l’azione del suo dicastero sarà mirata rigorosamente alla semplificazione. O meglio, come l’ha definita il Ministro, alla “deregolazione”. Con l’obiettivo ambizioso di un mercato del lavoro a prova di PMI. “Quello che va bene alle piccole imprese, va bene all’Italia”, ha spiegato Sacconi parafrasando con efficacia una battuta dei tempi della Prima Repubblica. Il Ministro del Lavoro ha indicato che i processi di deregolazione burocratica e fiscale si dispiegheranno in cinque aree: gestione del rapporto di lavoro, regolarizzazione dei rapporti lavorativi, giustizia del lavoro, relazioni industriali, bilateralità. Per Sacconi deregolamentazione significa “rendere più agevole la gestione dei rapporti”, e non “riduzione del livello di tutela dei lavoratori”. “Spesso, ha dichiarato il Ministro, la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse”. Alla sicurezza sul luogo di lavoro il Ministro Sacconi ha dedicato l’apertura dell’intervento. “Mi unisco anche io al pensiero commosso che poco fa il Presidente Guerrini rivolgeva ai famigliari, ai collaboratori dei tanti che ieri sono caduti nel lavoro”. Il Ministro ha proseguito spiegando che bisogna passare rapidamente dalla fase dell’emozione,“che ci vuole orientati a che non si ripetano con tanta intensità le morti sul lavoro”, a quella della ragione, “che deve consentirci di analizzare la causa di questi decessi e di intervenire con azioni tali da permetterci di raggiungere effettivi risultati in termini di numero di persone che cadono nel lavoro o che comunque ricevono danni per la loro salute. Noi dobbiamo essere animati da un approccio per obiettivi. Era un insegnamento di Marco Biagi, che contrapponeva in qualche modo ad un approccio esclusivamente per regole”. Di seguito il testo integrale dell’intervento del Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. &#8211; PIU&#8217; REGOLE UGUALE A PIU&#8217; SICUREZZA? &#8211; “Le regole servono. Le regole devono essere sostenute anche da sanzioni, ma dobbiamo interrogarci se sia stato sufficiente un approccio prevalentemente per regole e per sanzioni. Dobbiamo interrogarci su quale sia, in particolare, il punto critico, oltre il quale la definizione di ulteriori adempimenti e ulteriori sanzioni non produca proprio l’effetto opposto di distogliere l’imprenditore e gli stessi lavoratori dall’attenzione a tutto ciò che fa sicurezza nell’ambiente di lavoro, rispetto a quell’inevitabile disorientamento che si produce nel momento in cui l’attenzione si rivolge soltanto ai profili di carattere formalistico. Proprio oggi alle 16.30 ci incontreremo per costruire un piano straordinario tra Stato, Regioni, che com’è noto portano larga parte delle responsabilità a riguardo, e le Organizzazioni degli imprenditori e dei lavoratori. Un piano rivolto a prevenire quella grande parte di infortuni che hanno un origine comportamentale, il che significa decidere insieme di investire in prevenzione, formazione, informazione”. &#8211; LA CRESCITA MAGGIORE È QUELLA DEL DISAVANZO &#8211; “Purtroppo noi viviamo una condizione di emergenza che è insieme economica e sociale. Una condizione che purtroppo non appare congiunturale e che quindi non sollecita risposte di breve periodo o di piccola portata. Noi ci troviamo in una sorta di trappola che rende difficile la crescita. Il Ministro Tremonti ogni tanto scherza sul fatto che l’unica cosa che appare crescere in questo Paese è il disavanzo pubblico, mentre è l’unica cosa che dobbiamo contenere per far crescere tutto ciò che rende la nostra una società attiva, una società competitiva, una società inclusiva, anche perché noi vogliamo una società mobile. E allora noi abbiamo reagito immediatamente a questa emergenza con un primo pacchetto di provvedimenti, ma soprattutto nei prossimi giorni vareremo una manovra di ampia portata rivolta al triennio, una manovra che si realizza in termini anticipati rispetto all’usuale appuntamento di fine settembre con i documenti di bilancio, proprio nella convinzione che occorra da subito promuovere una serie di iniziative rivolte insieme alla crescita, alla stabilità finanziaria alla coesione sociale. Tra queste iniziative voglio segnalarvi soprattutto quelle che hanno lo scopo di liberare l’impresa e di liberare il lavoro”. &#8211; IL PAESE DEI “LACCI E LACCIUOLI &#8211; “In un Paese nel quale ai tanti atavici vincoli &#8211; Guido Carli, con il quale ho avuto la fortuna di collaborare mi ricordava sempre il suo termine “lacci e lacciuoli”- che sono stati accumulati in nome di quella cultura del sospetto che il Presidente Guerrini ha così opportunamente richiamato a tutti, e su questo pesante sedimento di vincoli all’impresa e al lavoro, nel corso del recente biennio molti vincoli ulteriori si sono aggiunti. Voi ne avete citati alcuni. Io non posso non ricordare in questa iper-regolazione burocratica e fiscale che intensivamente è stata prodotta nell’arco di due anni: la generalizzazione del Durc – che pure avevamo avviato soltanto nell’edilizia ove le parti avevano essa richiesto anche perché dotate di strumenti come le Casse Edili che lo potevano erogare con semplicità –; o come l’individuazione di incredibili indici di congruità, una sorta di post moderno imponibile di manodopera, come se cioè lo Stato debba definire quali sono le modalità organizzative con cui si producono beni o servizi; o le dimissioni volontarie in forma scritta su modulo alfanumerico a durata limitata del Ministero del Lavoro. Come se questo fosse il modo giusto di reprimere una fortunatamente limitata patologia che con altri modi deve essere estirpata. Per non dire di tutto quanto avete richiamato prima con riferimento alla fiscalità in termini di impiego della retroattività o – fatemela solo ricordare – la famosa soglia anti riciclaggio dei 100 euro che se non bloccata, a regime ci porta ad una sorta di Stato di polizia fiscale”. &#8211; CINQUE AREE DI DEREGOLAMENTAZIONE BUROCRATICA E FISCALE &#8211; “Allora io vi segnalo cinque aree di intervento di deregolamentazione burocratica e fiscale soprattutto al lavoro. La deregolamentazione sarà ben più ampia come ben vedrete, ma io voglio limitarmi a quella che più mi compete. “Cinque aree di deregolamentazione, che non vuole in alcun modo ridurre il livello delle tutele, perché non è di questo che discutiamo. Anzi, proprio per le considerazioni che prima facevo a proposito del carattere negativo che a un certo punto possono assumere gli adempimenti e le sanzioni, spesso la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse. Ancora Marco Biagi, fatemelo citare, era solito dirci sempre che nessun incentivo finanziario può compensare un disincentivo normativo, eppure tanto spesso ci si è illusi di produrre ciò. Quindi cinque anni di deregolamentazione”. &#8211; PRIMA AREA &#8211; Gestione del rapporto di lavoro &#8211; “La prima riguarda la gestione stessa del rapporto di lavoro affinché sia più agevole, affinché siamo tutti incoraggiati ad accendere rapporti di lavoro e non invece disincentivati come oggi accade. Da qui la nostra volontà di abrogare la normativa sulle dimissione volontarie, abrogare, sottolineo; della nostra volontà di eliminare il libro matricola e il libro paga per sostituirli con un semplice libro presenze, perché non si possono sommare gli adempimenti nel momento in cui è stata introdotta la comunicazione on-line dell’assunzione, nel giorno che precede l’avvio dell’attività. Questi strumenti si sono rivelati obsoleti. L’abrogazione degli indici di congruità; il superamento di quella disciplina di adempimenti esasperati relativi alla responsabilità solidale tra appaltante e appaltatore che peraltro va ricondott</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/assemblea-2008-cio-che-va-bene-alla-piccola-impresa-va-bene-allitalia-tutta-intera/">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-inblu2000-crisi-in-medio-oriente-pesa-su-costi-energia-export-e-investimenti-delle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[InBlu2000]]></category>
		<category><![CDATA[RadioInBlu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/assemblea-2008-cio-che-va-bene-alla-piccola-impresa-va-bene-allitalia-tutta-intera/">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-7364 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</h1>
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<p>Alla richiesta del Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo discorso di apertura dell’Assemblea generale di Confartigianato ha rivolto alla politica l’appello a “semplificare il Paese”, il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi – intervenuto subito dopo Guerrini – ha risposto garantendo che l’azione del suo dicastero sarà mirata rigorosamente alla semplificazione. O meglio, come l’ha definita il Ministro, alla “deregolazione”. Con l’obiettivo ambizioso di un mercato del lavoro a prova di PMI. “Quello che va bene alle piccole imprese, va bene all’Italia”, ha spiegato Sacconi parafrasando con efficacia una battuta dei tempi della Prima Repubblica. Il Ministro del Lavoro ha indicato che i processi di deregolazione burocratica e fiscale si dispiegheranno in cinque aree: gestione del rapporto di lavoro, regolarizzazione dei rapporti lavorativi, giustizia del lavoro, relazioni industriali, bilateralità. Per Sacconi deregolamentazione significa “rendere più agevole la gestione dei rapporti”, e non “riduzione del livello di tutela dei lavoratori”. “Spesso, ha dichiarato il Ministro, la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse”. Alla sicurezza sul luogo di lavoro il Ministro Sacconi ha dedicato l’apertura dell’intervento. “Mi unisco anche io al pensiero commosso che poco fa il Presidente Guerrini rivolgeva ai famigliari, ai collaboratori dei tanti che ieri sono caduti nel lavoro”. Il Ministro ha proseguito spiegando che bisogna passare rapidamente dalla fase dell’emozione,“che ci vuole orientati a che non si ripetano con tanta intensità le morti sul lavoro”, a quella della ragione, “che deve consentirci di analizzare la causa di questi decessi e di intervenire con azioni tali da permetterci di raggiungere effettivi risultati in termini di numero di persone che cadono nel lavoro o che comunque ricevono danni per la loro salute. Noi dobbiamo essere animati da un approccio per obiettivi. Era un insegnamento di Marco Biagi, che contrapponeva in qualche modo ad un approccio esclusivamente per regole”. Di seguito il testo integrale dell’intervento del Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. &#8211; PIU&#8217; REGOLE UGUALE A PIU&#8217; SICUREZZA? &#8211; “Le regole servono. Le regole devono essere sostenute anche da sanzioni, ma dobbiamo interrogarci se sia stato sufficiente un approccio prevalentemente per regole e per sanzioni. Dobbiamo interrogarci su quale sia, in particolare, il punto critico, oltre il quale la definizione di ulteriori adempimenti e ulteriori sanzioni non produca proprio l’effetto opposto di distogliere l’imprenditore e gli stessi lavoratori dall’attenzione a tutto ciò che fa sicurezza nell’ambiente di lavoro, rispetto a quell’inevitabile disorientamento che si produce nel momento in cui l’attenzione si rivolge soltanto ai profili di carattere formalistico. Proprio oggi alle 16.30 ci incontreremo per costruire un piano straordinario tra Stato, Regioni, che com’è noto portano larga parte delle responsabilità a riguardo, e le Organizzazioni degli imprenditori e dei lavoratori. Un piano rivolto a prevenire quella grande parte di infortuni che hanno un origine comportamentale, il che significa decidere insieme di investire in prevenzione, formazione, informazione”. &#8211; LA CRESCITA MAGGIORE È QUELLA DEL DISAVANZO &#8211; “Purtroppo noi viviamo una condizione di emergenza che è insieme economica e sociale. Una condizione che purtroppo non appare congiunturale e che quindi non sollecita risposte di breve periodo o di piccola portata. Noi ci troviamo in una sorta di trappola che rende difficile la crescita. Il Ministro Tremonti ogni tanto scherza sul fatto che l’unica cosa che appare crescere in questo Paese è il disavanzo pubblico, mentre è l’unica cosa che dobbiamo contenere per far crescere tutto ciò che rende la nostra una società attiva, una società competitiva, una società inclusiva, anche perché noi vogliamo una società mobile. E allora noi abbiamo reagito immediatamente a questa emergenza con un primo pacchetto di provvedimenti, ma soprattutto nei prossimi giorni vareremo una manovra di ampia portata rivolta al triennio, una manovra che si realizza in termini anticipati rispetto all’usuale appuntamento di fine settembre con i documenti di bilancio, proprio nella convinzione che occorra da subito promuovere una serie di iniziative rivolte insieme alla crescita, alla stabilità finanziaria alla coesione sociale. Tra queste iniziative voglio segnalarvi soprattutto quelle che hanno lo scopo di liberare l’impresa e di liberare il lavoro”. &#8211; IL PAESE DEI “LACCI E LACCIUOLI &#8211; “In un Paese nel quale ai tanti atavici vincoli &#8211; Guido Carli, con il quale ho avuto la fortuna di collaborare mi ricordava sempre il suo termine “lacci e lacciuoli”- che sono stati accumulati in nome di quella cultura del sospetto che il Presidente Guerrini ha così opportunamente richiamato a tutti, e su questo pesante sedimento di vincoli all’impresa e al lavoro, nel corso del recente biennio molti vincoli ulteriori si sono aggiunti. Voi ne avete citati alcuni. Io non posso non ricordare in questa iper-regolazione burocratica e fiscale che intensivamente è stata prodotta nell’arco di due anni: la generalizzazione del Durc – che pure avevamo avviato soltanto nell’edilizia ove le parti avevano essa richiesto anche perché dotate di strumenti come le Casse Edili che lo potevano erogare con semplicità –; o come l’individuazione di incredibili indici di congruità, una sorta di post moderno imponibile di manodopera, come se cioè lo Stato debba definire quali sono le modalità organizzative con cui si producono beni o servizi; o le dimissioni volontarie in forma scritta su modulo alfanumerico a durata limitata del Ministero del Lavoro. Come se questo fosse il modo giusto di reprimere una fortunatamente limitata patologia che con altri modi deve essere estirpata. Per non dire di tutto quanto avete richiamato prima con riferimento alla fiscalità in termini di impiego della retroattività o – fatemela solo ricordare – la famosa soglia anti riciclaggio dei 100 euro che se non bloccata, a regime ci porta ad una sorta di Stato di polizia fiscale”. &#8211; CINQUE AREE DI DEREGOLAMENTAZIONE BUROCRATICA E FISCALE &#8211; “Allora io vi segnalo cinque aree di intervento di deregolamentazione burocratica e fiscale soprattutto al lavoro. La deregolamentazione sarà ben più ampia come ben vedrete, ma io voglio limitarmi a quella che più mi compete. “Cinque aree di deregolamentazione, che non vuole in alcun modo ridurre il livello delle tutele, perché non è di questo che discutiamo. Anzi, proprio per le considerazioni che prima facevo a proposito del carattere negativo che a un certo punto possono assumere gli adempimenti e le sanzioni, spesso la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse. Ancora Marco Biagi, fatemelo citare, era solito dirci sempre che nessun incentivo finanziario può compensare un disincentivo normativo, eppure tanto spesso ci si è illusi di produrre ciò. Quindi cinque anni di deregolamentazione”. &#8211; PRIMA AREA &#8211; Gestione del rapporto di lavoro &#8211; “La prima riguarda la gestione stessa del rapporto di lavoro affinché sia più agevole, affinché siamo tutti incoraggiati ad accendere rapporti di lavoro e non invece disincentivati come oggi accade. Da qui la nostra volontà di abrogare la normativa sulle dimissione volontarie, abrogare, sottolineo; della nostra volontà di eliminare il libro matricola e il libro paga per sostituirli con un semplice libro presenze, perché non si possono sommare gli adempimenti nel momento in cui è stata introdotta la comunicazione on-line dell’assunzione, nel giorno che precede l’avvio dell’attività. Questi strumenti si sono rivelati obsoleti. L’abrogazione degli indici di congruità; il superamento di quella disciplina di adempimenti esasperati relativi alla responsabilità solidale tra appaltante e appaltatore che peraltro va ricondott</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-4-di-sera-rete-4-le-crisi-geopolitiche-presentano-il-conto-alle-nostre-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4 di sera]]></category>
		<category><![CDATA[rete 4]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/assemblea-2008-cio-che-va-bene-alla-piccola-impresa-va-bene-allitalia-tutta-intera/">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</h1>
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<p>Alla richiesta del Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo discorso di apertura dell’Assemblea generale di Confartigianato ha rivolto alla politica l’appello a “semplificare il Paese”, il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi – intervenuto subito dopo Guerrini – ha risposto garantendo che l’azione del suo dicastero sarà mirata rigorosamente alla semplificazione. O meglio, come l’ha definita il Ministro, alla “deregolazione”. Con l’obiettivo ambizioso di un mercato del lavoro a prova di PMI. “Quello che va bene alle piccole imprese, va bene all’Italia”, ha spiegato Sacconi parafrasando con efficacia una battuta dei tempi della Prima Repubblica. Il Ministro del Lavoro ha indicato che i processi di deregolazione burocratica e fiscale si dispiegheranno in cinque aree: gestione del rapporto di lavoro, regolarizzazione dei rapporti lavorativi, giustizia del lavoro, relazioni industriali, bilateralità. Per Sacconi deregolamentazione significa “rendere più agevole la gestione dei rapporti”, e non “riduzione del livello di tutela dei lavoratori”. “Spesso, ha dichiarato il Ministro, la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse”. Alla sicurezza sul luogo di lavoro il Ministro Sacconi ha dedicato l’apertura dell’intervento. “Mi unisco anche io al pensiero commosso che poco fa il Presidente Guerrini rivolgeva ai famigliari, ai collaboratori dei tanti che ieri sono caduti nel lavoro”. Il Ministro ha proseguito spiegando che bisogna passare rapidamente dalla fase dell’emozione,“che ci vuole orientati a che non si ripetano con tanta intensità le morti sul lavoro”, a quella della ragione, “che deve consentirci di analizzare la causa di questi decessi e di intervenire con azioni tali da permetterci di raggiungere effettivi risultati in termini di numero di persone che cadono nel lavoro o che comunque ricevono danni per la loro salute. Noi dobbiamo essere animati da un approccio per obiettivi. Era un insegnamento di Marco Biagi, che contrapponeva in qualche modo ad un approccio esclusivamente per regole”. Di seguito il testo integrale dell’intervento del Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. &#8211; PIU&#8217; REGOLE UGUALE A PIU&#8217; SICUREZZA? &#8211; “Le regole servono. Le regole devono essere sostenute anche da sanzioni, ma dobbiamo interrogarci se sia stato sufficiente un approccio prevalentemente per regole e per sanzioni. Dobbiamo interrogarci su quale sia, in particolare, il punto critico, oltre il quale la definizione di ulteriori adempimenti e ulteriori sanzioni non produca proprio l’effetto opposto di distogliere l’imprenditore e gli stessi lavoratori dall’attenzione a tutto ciò che fa sicurezza nell’ambiente di lavoro, rispetto a quell’inevitabile disorientamento che si produce nel momento in cui l’attenzione si rivolge soltanto ai profili di carattere formalistico. Proprio oggi alle 16.30 ci incontreremo per costruire un piano straordinario tra Stato, Regioni, che com’è noto portano larga parte delle responsabilità a riguardo, e le Organizzazioni degli imprenditori e dei lavoratori. Un piano rivolto a prevenire quella grande parte di infortuni che hanno un origine comportamentale, il che significa decidere insieme di investire in prevenzione, formazione, informazione”. &#8211; LA CRESCITA MAGGIORE È QUELLA DEL DISAVANZO &#8211; “Purtroppo noi viviamo una condizione di emergenza che è insieme economica e sociale. Una condizione che purtroppo non appare congiunturale e che quindi non sollecita risposte di breve periodo o di piccola portata. Noi ci troviamo in una sorta di trappola che rende difficile la crescita. Il Ministro Tremonti ogni tanto scherza sul fatto che l’unica cosa che appare crescere in questo Paese è il disavanzo pubblico, mentre è l’unica cosa che dobbiamo contenere per far crescere tutto ciò che rende la nostra una società attiva, una società competitiva, una società inclusiva, anche perché noi vogliamo una società mobile. E allora noi abbiamo reagito immediatamente a questa emergenza con un primo pacchetto di provvedimenti, ma soprattutto nei prossimi giorni vareremo una manovra di ampia portata rivolta al triennio, una manovra che si realizza in termini anticipati rispetto all’usuale appuntamento di fine settembre con i documenti di bilancio, proprio nella convinzione che occorra da subito promuovere una serie di iniziative rivolte insieme alla crescita, alla stabilità finanziaria alla coesione sociale. Tra queste iniziative voglio segnalarvi soprattutto quelle che hanno lo scopo di liberare l’impresa e di liberare il lavoro”. &#8211; IL PAESE DEI “LACCI E LACCIUOLI &#8211; “In un Paese nel quale ai tanti atavici vincoli &#8211; Guido Carli, con il quale ho avuto la fortuna di collaborare mi ricordava sempre il suo termine “lacci e lacciuoli”- che sono stati accumulati in nome di quella cultura del sospetto che il Presidente Guerrini ha così opportunamente richiamato a tutti, e su questo pesante sedimento di vincoli all’impresa e al lavoro, nel corso del recente biennio molti vincoli ulteriori si sono aggiunti. Voi ne avete citati alcuni. Io non posso non ricordare in questa iper-regolazione burocratica e fiscale che intensivamente è stata prodotta nell’arco di due anni: la generalizzazione del Durc – che pure avevamo avviato soltanto nell’edilizia ove le parti avevano essa richiesto anche perché dotate di strumenti come le Casse Edili che lo potevano erogare con semplicità –; o come l’individuazione di incredibili indici di congruità, una sorta di post moderno imponibile di manodopera, come se cioè lo Stato debba definire quali sono le modalità organizzative con cui si producono beni o servizi; o le dimissioni volontarie in forma scritta su modulo alfanumerico a durata limitata del Ministero del Lavoro. Come se questo fosse il modo giusto di reprimere una fortunatamente limitata patologia che con altri modi deve essere estirpata. Per non dire di tutto quanto avete richiamato prima con riferimento alla fiscalità in termini di impiego della retroattività o – fatemela solo ricordare – la famosa soglia anti riciclaggio dei 100 euro che se non bloccata, a regime ci porta ad una sorta di Stato di polizia fiscale”. &#8211; CINQUE AREE DI DEREGOLAMENTAZIONE BUROCRATICA E FISCALE &#8211; “Allora io vi segnalo cinque aree di intervento di deregolamentazione burocratica e fiscale soprattutto al lavoro. La deregolamentazione sarà ben più ampia come ben vedrete, ma io voglio limitarmi a quella che più mi compete. “Cinque aree di deregolamentazione, che non vuole in alcun modo ridurre il livello delle tutele, perché non è di questo che discutiamo. Anzi, proprio per le considerazioni che prima facevo a proposito del carattere negativo che a un certo punto possono assumere gli adempimenti e le sanzioni, spesso la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse. Ancora Marco Biagi, fatemelo citare, era solito dirci sempre che nessun incentivo finanziario può compensare un disincentivo normativo, eppure tanto spesso ci si è illusi di produrre ciò. Quindi cinque anni di deregolamentazione”. &#8211; PRIMA AREA &#8211; Gestione del rapporto di lavoro &#8211; “La prima riguarda la gestione stessa del rapporto di lavoro affinché sia più agevole, affinché siamo tutti incoraggiati ad accendere rapporti di lavoro e non invece disincentivati come oggi accade. Da qui la nostra volontà di abrogare la normativa sulle dimissione volontarie, abrogare, sottolineo; della nostra volontà di eliminare il libro matricola e il libro paga per sostituirli con un semplice libro presenze, perché non si possono sommare gli adempimenti nel momento in cui è stata introdotta la comunicazione on-line dell’assunzione, nel giorno che precede l’avvio dell’attività. Questi strumenti si sono rivelati obsoleti. L’abrogazione degli indici di congruità; il superamento di quella disciplina di adempimenti esasperati relativi alla responsabilità solidale tra appaltante e appaltatore che peraltro va ricondott</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/assemblea-2008-cio-che-va-bene-alla-piccola-impresa-va-bene-allitalia-tutta-intera/">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[congiuntura]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Giugno 2026·CONGIUNTURA Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio Le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/assemblea-2008-cio-che-va-bene-alla-piccola-impresa-va-bene-allitalia-tutta-intera/">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</h1>
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<p>Alla richiesta del Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo discorso di apertura dell’Assemblea generale di Confartigianato ha rivolto alla politica l’appello a “semplificare il Paese”, il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi – intervenuto subito dopo Guerrini – ha risposto garantendo che l’azione del suo dicastero sarà mirata rigorosamente alla semplificazione. O meglio, come l’ha definita il Ministro, alla “deregolazione”. Con l’obiettivo ambizioso di un mercato del lavoro a prova di PMI. “Quello che va bene alle piccole imprese, va bene all’Italia”, ha spiegato Sacconi parafrasando con efficacia una battuta dei tempi della Prima Repubblica. Il Ministro del Lavoro ha indicato che i processi di deregolazione burocratica e fiscale si dispiegheranno in cinque aree: gestione del rapporto di lavoro, regolarizzazione dei rapporti lavorativi, giustizia del lavoro, relazioni industriali, bilateralità. Per Sacconi deregolamentazione significa “rendere più agevole la gestione dei rapporti”, e non “riduzione del livello di tutela dei lavoratori”. “Spesso, ha dichiarato il Ministro, la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse”. Alla sicurezza sul luogo di lavoro il Ministro Sacconi ha dedicato l’apertura dell’intervento. “Mi unisco anche io al pensiero commosso che poco fa il Presidente Guerrini rivolgeva ai famigliari, ai collaboratori dei tanti che ieri sono caduti nel lavoro”. Il Ministro ha proseguito spiegando che bisogna passare rapidamente dalla fase dell’emozione,“che ci vuole orientati a che non si ripetano con tanta intensità le morti sul lavoro”, a quella della ragione, “che deve consentirci di analizzare la causa di questi decessi e di intervenire con azioni tali da permetterci di raggiungere effettivi risultati in termini di numero di persone che cadono nel lavoro o che comunque ricevono danni per la loro salute. Noi dobbiamo essere animati da un approccio per obiettivi. Era un insegnamento di Marco Biagi, che contrapponeva in qualche modo ad un approccio esclusivamente per regole”. Di seguito il testo integrale dell’intervento del Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. &#8211; PIU&#8217; REGOLE UGUALE A PIU&#8217; SICUREZZA? &#8211; “Le regole servono. Le regole devono essere sostenute anche da sanzioni, ma dobbiamo interrogarci se sia stato sufficiente un approccio prevalentemente per regole e per sanzioni. Dobbiamo interrogarci su quale sia, in particolare, il punto critico, oltre il quale la definizione di ulteriori adempimenti e ulteriori sanzioni non produca proprio l’effetto opposto di distogliere l’imprenditore e gli stessi lavoratori dall’attenzione a tutto ciò che fa sicurezza nell’ambiente di lavoro, rispetto a quell’inevitabile disorientamento che si produce nel momento in cui l’attenzione si rivolge soltanto ai profili di carattere formalistico. Proprio oggi alle 16.30 ci incontreremo per costruire un piano straordinario tra Stato, Regioni, che com’è noto portano larga parte delle responsabilità a riguardo, e le Organizzazioni degli imprenditori e dei lavoratori. Un piano rivolto a prevenire quella grande parte di infortuni che hanno un origine comportamentale, il che significa decidere insieme di investire in prevenzione, formazione, informazione”. &#8211; LA CRESCITA MAGGIORE È QUELLA DEL DISAVANZO &#8211; “Purtroppo noi viviamo una condizione di emergenza che è insieme economica e sociale. Una condizione che purtroppo non appare congiunturale e che quindi non sollecita risposte di breve periodo o di piccola portata. Noi ci troviamo in una sorta di trappola che rende difficile la crescita. Il Ministro Tremonti ogni tanto scherza sul fatto che l’unica cosa che appare crescere in questo Paese è il disavanzo pubblico, mentre è l’unica cosa che dobbiamo contenere per far crescere tutto ciò che rende la nostra una società attiva, una società competitiva, una società inclusiva, anche perché noi vogliamo una società mobile. E allora noi abbiamo reagito immediatamente a questa emergenza con un primo pacchetto di provvedimenti, ma soprattutto nei prossimi giorni vareremo una manovra di ampia portata rivolta al triennio, una manovra che si realizza in termini anticipati rispetto all’usuale appuntamento di fine settembre con i documenti di bilancio, proprio nella convinzione che occorra da subito promuovere una serie di iniziative rivolte insieme alla crescita, alla stabilità finanziaria alla coesione sociale. Tra queste iniziative voglio segnalarvi soprattutto quelle che hanno lo scopo di liberare l’impresa e di liberare il lavoro”. &#8211; IL PAESE DEI “LACCI E LACCIUOLI &#8211; “In un Paese nel quale ai tanti atavici vincoli &#8211; Guido Carli, con il quale ho avuto la fortuna di collaborare mi ricordava sempre il suo termine “lacci e lacciuoli”- che sono stati accumulati in nome di quella cultura del sospetto che il Presidente Guerrini ha così opportunamente richiamato a tutti, e su questo pesante sedimento di vincoli all’impresa e al lavoro, nel corso del recente biennio molti vincoli ulteriori si sono aggiunti. Voi ne avete citati alcuni. Io non posso non ricordare in questa iper-regolazione burocratica e fiscale che intensivamente è stata prodotta nell’arco di due anni: la generalizzazione del Durc – che pure avevamo avviato soltanto nell’edilizia ove le parti avevano essa richiesto anche perché dotate di strumenti come le Casse Edili che lo potevano erogare con semplicità –; o come l’individuazione di incredibili indici di congruità, una sorta di post moderno imponibile di manodopera, come se cioè lo Stato debba definire quali sono le modalità organizzative con cui si producono beni o servizi; o le dimissioni volontarie in forma scritta su modulo alfanumerico a durata limitata del Ministero del Lavoro. Come se questo fosse il modo giusto di reprimere una fortunatamente limitata patologia che con altri modi deve essere estirpata. Per non dire di tutto quanto avete richiamato prima con riferimento alla fiscalità in termini di impiego della retroattività o – fatemela solo ricordare – la famosa soglia anti riciclaggio dei 100 euro che se non bloccata, a regime ci porta ad una sorta di Stato di polizia fiscale”. &#8211; CINQUE AREE DI DEREGOLAMENTAZIONE BUROCRATICA E FISCALE &#8211; “Allora io vi segnalo cinque aree di intervento di deregolamentazione burocratica e fiscale soprattutto al lavoro. La deregolamentazione sarà ben più ampia come ben vedrete, ma io voglio limitarmi a quella che più mi compete. “Cinque aree di deregolamentazione, che non vuole in alcun modo ridurre il livello delle tutele, perché non è di questo che discutiamo. Anzi, proprio per le considerazioni che prima facevo a proposito del carattere negativo che a un certo punto possono assumere gli adempimenti e le sanzioni, spesso la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse. Ancora Marco Biagi, fatemelo citare, era solito dirci sempre che nessun incentivo finanziario può compensare un disincentivo normativo, eppure tanto spesso ci si è illusi di produrre ciò. Quindi cinque anni di deregolamentazione”. &#8211; PRIMA AREA &#8211; Gestione del rapporto di lavoro &#8211; “La prima riguarda la gestione stessa del rapporto di lavoro affinché sia più agevole, affinché siamo tutti incoraggiati ad accendere rapporti di lavoro e non invece disincentivati come oggi accade. Da qui la nostra volontà di abrogare la normativa sulle dimissione volontarie, abrogare, sottolineo; della nostra volontà di eliminare il libro matricola e il libro paga per sostituirli con un semplice libro presenze, perché non si possono sommare gli adempimenti nel momento in cui è stata introdotta la comunicazione on-line dell’assunzione, nel giorno che precede l’avvio dell’attività. Questi strumenti si sono rivelati obsoleti. L’abrogazione degli indici di congruità; il superamento di quella disciplina di adempimenti esasperati relativi alla responsabilità solidale tra appaltante e appaltatore che peraltro va ricondott</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/assemblea-2008-cio-che-va-bene-alla-piccola-impresa-va-bene-allitalia-tutta-intera/">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/aggregazione-in-consorzi-e-reti-dimpresa-per-conquistare-il-mercato-degli-appalti-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4CNetWork]]></category>
		<category><![CDATA[Gustavo Piga]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Carretti]]></category>
		<category><![CDATA[orep]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/assemblea-2008-cio-che-va-bene-alla-piccola-impresa-va-bene-allitalia-tutta-intera/">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7364 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</h1>
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<p>Alla richiesta del Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo discorso di apertura dell’Assemblea generale di Confartigianato ha rivolto alla politica l’appello a “semplificare il Paese”, il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi – intervenuto subito dopo Guerrini – ha risposto garantendo che l’azione del suo dicastero sarà mirata rigorosamente alla semplificazione. O meglio, come l’ha definita il Ministro, alla “deregolazione”. Con l’obiettivo ambizioso di un mercato del lavoro a prova di PMI. “Quello che va bene alle piccole imprese, va bene all’Italia”, ha spiegato Sacconi parafrasando con efficacia una battuta dei tempi della Prima Repubblica. Il Ministro del Lavoro ha indicato che i processi di deregolazione burocratica e fiscale si dispiegheranno in cinque aree: gestione del rapporto di lavoro, regolarizzazione dei rapporti lavorativi, giustizia del lavoro, relazioni industriali, bilateralità. Per Sacconi deregolamentazione significa “rendere più agevole la gestione dei rapporti”, e non “riduzione del livello di tutela dei lavoratori”. “Spesso, ha dichiarato il Ministro, la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse”. Alla sicurezza sul luogo di lavoro il Ministro Sacconi ha dedicato l’apertura dell’intervento. “Mi unisco anche io al pensiero commosso che poco fa il Presidente Guerrini rivolgeva ai famigliari, ai collaboratori dei tanti che ieri sono caduti nel lavoro”. Il Ministro ha proseguito spiegando che bisogna passare rapidamente dalla fase dell’emozione,“che ci vuole orientati a che non si ripetano con tanta intensità le morti sul lavoro”, a quella della ragione, “che deve consentirci di analizzare la causa di questi decessi e di intervenire con azioni tali da permetterci di raggiungere effettivi risultati in termini di numero di persone che cadono nel lavoro o che comunque ricevono danni per la loro salute. Noi dobbiamo essere animati da un approccio per obiettivi. Era un insegnamento di Marco Biagi, che contrapponeva in qualche modo ad un approccio esclusivamente per regole”. Di seguito il testo integrale dell’intervento del Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. &#8211; PIU&#8217; REGOLE UGUALE A PIU&#8217; SICUREZZA? &#8211; “Le regole servono. Le regole devono essere sostenute anche da sanzioni, ma dobbiamo interrogarci se sia stato sufficiente un approccio prevalentemente per regole e per sanzioni. Dobbiamo interrogarci su quale sia, in particolare, il punto critico, oltre il quale la definizione di ulteriori adempimenti e ulteriori sanzioni non produca proprio l’effetto opposto di distogliere l’imprenditore e gli stessi lavoratori dall’attenzione a tutto ciò che fa sicurezza nell’ambiente di lavoro, rispetto a quell’inevitabile disorientamento che si produce nel momento in cui l’attenzione si rivolge soltanto ai profili di carattere formalistico. Proprio oggi alle 16.30 ci incontreremo per costruire un piano straordinario tra Stato, Regioni, che com’è noto portano larga parte delle responsabilità a riguardo, e le Organizzazioni degli imprenditori e dei lavoratori. Un piano rivolto a prevenire quella grande parte di infortuni che hanno un origine comportamentale, il che significa decidere insieme di investire in prevenzione, formazione, informazione”. &#8211; LA CRESCITA MAGGIORE È QUELLA DEL DISAVANZO &#8211; “Purtroppo noi viviamo una condizione di emergenza che è insieme economica e sociale. Una condizione che purtroppo non appare congiunturale e che quindi non sollecita risposte di breve periodo o di piccola portata. Noi ci troviamo in una sorta di trappola che rende difficile la crescita. Il Ministro Tremonti ogni tanto scherza sul fatto che l’unica cosa che appare crescere in questo Paese è il disavanzo pubblico, mentre è l’unica cosa che dobbiamo contenere per far crescere tutto ciò che rende la nostra una società attiva, una società competitiva, una società inclusiva, anche perché noi vogliamo una società mobile. E allora noi abbiamo reagito immediatamente a questa emergenza con un primo pacchetto di provvedimenti, ma soprattutto nei prossimi giorni vareremo una manovra di ampia portata rivolta al triennio, una manovra che si realizza in termini anticipati rispetto all’usuale appuntamento di fine settembre con i documenti di bilancio, proprio nella convinzione che occorra da subito promuovere una serie di iniziative rivolte insieme alla crescita, alla stabilità finanziaria alla coesione sociale. Tra queste iniziative voglio segnalarvi soprattutto quelle che hanno lo scopo di liberare l’impresa e di liberare il lavoro”. &#8211; IL PAESE DEI “LACCI E LACCIUOLI &#8211; “In un Paese nel quale ai tanti atavici vincoli &#8211; Guido Carli, con il quale ho avuto la fortuna di collaborare mi ricordava sempre il suo termine “lacci e lacciuoli”- che sono stati accumulati in nome di quella cultura del sospetto che il Presidente Guerrini ha così opportunamente richiamato a tutti, e su questo pesante sedimento di vincoli all’impresa e al lavoro, nel corso del recente biennio molti vincoli ulteriori si sono aggiunti. Voi ne avete citati alcuni. Io non posso non ricordare in questa iper-regolazione burocratica e fiscale che intensivamente è stata prodotta nell’arco di due anni: la generalizzazione del Durc – che pure avevamo avviato soltanto nell’edilizia ove le parti avevano essa richiesto anche perché dotate di strumenti come le Casse Edili che lo potevano erogare con semplicità –; o come l’individuazione di incredibili indici di congruità, una sorta di post moderno imponibile di manodopera, come se cioè lo Stato debba definire quali sono le modalità organizzative con cui si producono beni o servizi; o le dimissioni volontarie in forma scritta su modulo alfanumerico a durata limitata del Ministero del Lavoro. Come se questo fosse il modo giusto di reprimere una fortunatamente limitata patologia che con altri modi deve essere estirpata. Per non dire di tutto quanto avete richiamato prima con riferimento alla fiscalità in termini di impiego della retroattività o – fatemela solo ricordare – la famosa soglia anti riciclaggio dei 100 euro che se non bloccata, a regime ci porta ad una sorta di Stato di polizia fiscale”. &#8211; CINQUE AREE DI DEREGOLAMENTAZIONE BUROCRATICA E FISCALE &#8211; “Allora io vi segnalo cinque aree di intervento di deregolamentazione burocratica e fiscale soprattutto al lavoro. La deregolamentazione sarà ben più ampia come ben vedrete, ma io voglio limitarmi a quella che più mi compete. “Cinque aree di deregolamentazione, che non vuole in alcun modo ridurre il livello delle tutele, perché non è di questo che discutiamo. Anzi, proprio per le considerazioni che prima facevo a proposito del carattere negativo che a un certo punto possono assumere gli adempimenti e le sanzioni, spesso la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse. Ancora Marco Biagi, fatemelo citare, era solito dirci sempre che nessun incentivo finanziario può compensare un disincentivo normativo, eppure tanto spesso ci si è illusi di produrre ciò. Quindi cinque anni di deregolamentazione”. &#8211; PRIMA AREA &#8211; Gestione del rapporto di lavoro &#8211; “La prima riguarda la gestione stessa del rapporto di lavoro affinché sia più agevole, affinché siamo tutti incoraggiati ad accendere rapporti di lavoro e non invece disincentivati come oggi accade. Da qui la nostra volontà di abrogare la normativa sulle dimissione volontarie, abrogare, sottolineo; della nostra volontà di eliminare il libro matricola e il libro paga per sostituirli con un semplice libro presenze, perché non si possono sommare gli adempimenti nel momento in cui è stata introdotta la comunicazione on-line dell’assunzione, nel giorno che precede l’avvio dell’attività. Questi strumenti si sono rivelati obsoleti. L’abrogazione degli indici di congruità; il superamento di quella disciplina di adempimenti esasperati relativi alla responsabilità solidale tra appaltante e appaltatore che peraltro va ricondott</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/assemblea-2008-cio-che-va-bene-alla-piccola-impresa-va-bene-allitalia-tutta-intera/">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/assemblea-2008-cio-che-va-bene-alla-piccola-impresa-va-bene-allitalia-tutta-intera/">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-7364 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</h1>
</div>
</div>
<p>Alla richiesta del Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo discorso di apertura dell’Assemblea generale di Confartigianato ha rivolto alla politica l’appello a “semplificare il Paese”, il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi – intervenuto subito dopo Guerrini – ha risposto garantendo che l’azione del suo dicastero sarà mirata rigorosamente alla semplificazione. O meglio, come l’ha definita il Ministro, alla “deregolazione”. Con l’obiettivo ambizioso di un mercato del lavoro a prova di PMI. “Quello che va bene alle piccole imprese, va bene all’Italia”, ha spiegato Sacconi parafrasando con efficacia una battuta dei tempi della Prima Repubblica. Il Ministro del Lavoro ha indicato che i processi di deregolazione burocratica e fiscale si dispiegheranno in cinque aree: gestione del rapporto di lavoro, regolarizzazione dei rapporti lavorativi, giustizia del lavoro, relazioni industriali, bilateralità. Per Sacconi deregolamentazione significa “rendere più agevole la gestione dei rapporti”, e non “riduzione del livello di tutela dei lavoratori”. “Spesso, ha dichiarato il Ministro, la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse”. Alla sicurezza sul luogo di lavoro il Ministro Sacconi ha dedicato l’apertura dell’intervento. “Mi unisco anche io al pensiero commosso che poco fa il Presidente Guerrini rivolgeva ai famigliari, ai collaboratori dei tanti che ieri sono caduti nel lavoro”. Il Ministro ha proseguito spiegando che bisogna passare rapidamente dalla fase dell’emozione,“che ci vuole orientati a che non si ripetano con tanta intensità le morti sul lavoro”, a quella della ragione, “che deve consentirci di analizzare la causa di questi decessi e di intervenire con azioni tali da permetterci di raggiungere effettivi risultati in termini di numero di persone che cadono nel lavoro o che comunque ricevono danni per la loro salute. Noi dobbiamo essere animati da un approccio per obiettivi. Era un insegnamento di Marco Biagi, che contrapponeva in qualche modo ad un approccio esclusivamente per regole”. Di seguito il testo integrale dell’intervento del Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. &#8211; PIU&#8217; REGOLE UGUALE A PIU&#8217; SICUREZZA? &#8211; “Le regole servono. Le regole devono essere sostenute anche da sanzioni, ma dobbiamo interrogarci se sia stato sufficiente un approccio prevalentemente per regole e per sanzioni. Dobbiamo interrogarci su quale sia, in particolare, il punto critico, oltre il quale la definizione di ulteriori adempimenti e ulteriori sanzioni non produca proprio l’effetto opposto di distogliere l’imprenditore e gli stessi lavoratori dall’attenzione a tutto ciò che fa sicurezza nell’ambiente di lavoro, rispetto a quell’inevitabile disorientamento che si produce nel momento in cui l’attenzione si rivolge soltanto ai profili di carattere formalistico. Proprio oggi alle 16.30 ci incontreremo per costruire un piano straordinario tra Stato, Regioni, che com’è noto portano larga parte delle responsabilità a riguardo, e le Organizzazioni degli imprenditori e dei lavoratori. Un piano rivolto a prevenire quella grande parte di infortuni che hanno un origine comportamentale, il che significa decidere insieme di investire in prevenzione, formazione, informazione”. &#8211; LA CRESCITA MAGGIORE È QUELLA DEL DISAVANZO &#8211; “Purtroppo noi viviamo una condizione di emergenza che è insieme economica e sociale. Una condizione che purtroppo non appare congiunturale e che quindi non sollecita risposte di breve periodo o di piccola portata. Noi ci troviamo in una sorta di trappola che rende difficile la crescita. Il Ministro Tremonti ogni tanto scherza sul fatto che l’unica cosa che appare crescere in questo Paese è il disavanzo pubblico, mentre è l’unica cosa che dobbiamo contenere per far crescere tutto ciò che rende la nostra una società attiva, una società competitiva, una società inclusiva, anche perché noi vogliamo una società mobile. E allora noi abbiamo reagito immediatamente a questa emergenza con un primo pacchetto di provvedimenti, ma soprattutto nei prossimi giorni vareremo una manovra di ampia portata rivolta al triennio, una manovra che si realizza in termini anticipati rispetto all’usuale appuntamento di fine settembre con i documenti di bilancio, proprio nella convinzione che occorra da subito promuovere una serie di iniziative rivolte insieme alla crescita, alla stabilità finanziaria alla coesione sociale. Tra queste iniziative voglio segnalarvi soprattutto quelle che hanno lo scopo di liberare l’impresa e di liberare il lavoro”. &#8211; IL PAESE DEI “LACCI E LACCIUOLI &#8211; “In un Paese nel quale ai tanti atavici vincoli &#8211; Guido Carli, con il quale ho avuto la fortuna di collaborare mi ricordava sempre il suo termine “lacci e lacciuoli”- che sono stati accumulati in nome di quella cultura del sospetto che il Presidente Guerrini ha così opportunamente richiamato a tutti, e su questo pesante sedimento di vincoli all’impresa e al lavoro, nel corso del recente biennio molti vincoli ulteriori si sono aggiunti. Voi ne avete citati alcuni. Io non posso non ricordare in questa iper-regolazione burocratica e fiscale che intensivamente è stata prodotta nell’arco di due anni: la generalizzazione del Durc – che pure avevamo avviato soltanto nell’edilizia ove le parti avevano essa richiesto anche perché dotate di strumenti come le Casse Edili che lo potevano erogare con semplicità –; o come l’individuazione di incredibili indici di congruità, una sorta di post moderno imponibile di manodopera, come se cioè lo Stato debba definire quali sono le modalità organizzative con cui si producono beni o servizi; o le dimissioni volontarie in forma scritta su modulo alfanumerico a durata limitata del Ministero del Lavoro. Come se questo fosse il modo giusto di reprimere una fortunatamente limitata patologia che con altri modi deve essere estirpata. Per non dire di tutto quanto avete richiamato prima con riferimento alla fiscalità in termini di impiego della retroattività o – fatemela solo ricordare – la famosa soglia anti riciclaggio dei 100 euro che se non bloccata, a regime ci porta ad una sorta di Stato di polizia fiscale”. &#8211; CINQUE AREE DI DEREGOLAMENTAZIONE BUROCRATICA E FISCALE &#8211; “Allora io vi segnalo cinque aree di intervento di deregolamentazione burocratica e fiscale soprattutto al lavoro. La deregolamentazione sarà ben più ampia come ben vedrete, ma io voglio limitarmi a quella che più mi compete. “Cinque aree di deregolamentazione, che non vuole in alcun modo ridurre il livello delle tutele, perché non è di questo che discutiamo. Anzi, proprio per le considerazioni che prima facevo a proposito del carattere negativo che a un certo punto possono assumere gli adempimenti e le sanzioni, spesso la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse. Ancora Marco Biagi, fatemelo citare, era solito dirci sempre che nessun incentivo finanziario può compensare un disincentivo normativo, eppure tanto spesso ci si è illusi di produrre ciò. Quindi cinque anni di deregolamentazione”. &#8211; PRIMA AREA &#8211; Gestione del rapporto di lavoro &#8211; “La prima riguarda la gestione stessa del rapporto di lavoro affinché sia più agevole, affinché siamo tutti incoraggiati ad accendere rapporti di lavoro e non invece disincentivati come oggi accade. Da qui la nostra volontà di abrogare la normativa sulle dimissione volontarie, abrogare, sottolineo; della nostra volontà di eliminare il libro matricola e il libro paga per sostituirli con un semplice libro presenze, perché non si possono sommare gli adempimenti nel momento in cui è stata introdotta la comunicazione on-line dell’assunzione, nel giorno che precede l’avvio dell’attività. Questi strumenti si sono rivelati obsoleti. L’abrogazione degli indici di congruità; il superamento di quella disciplina di adempimenti esasperati relativi alla responsabilità solidale tra appaltante e appaltatore che peraltro va ricondott</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/assemblea-2008-cio-che-va-bene-alla-piccola-impresa-va-bene-allitalia-tutta-intera/">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianale-si-ma-soltanto-se-sei-artigiano-utili-chiarimenti-dal-mimit-sulla-nuova-legge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/assemblea-2008-cio-che-va-bene-alla-piccola-impresa-va-bene-allitalia-tutta-intera/">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7364 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</h1>
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<p>Alla richiesta del Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo discorso di apertura dell’Assemblea generale di Confartigianato ha rivolto alla politica l’appello a “semplificare il Paese”, il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi – intervenuto subito dopo Guerrini – ha risposto garantendo che l’azione del suo dicastero sarà mirata rigorosamente alla semplificazione. O meglio, come l’ha definita il Ministro, alla “deregolazione”. Con l’obiettivo ambizioso di un mercato del lavoro a prova di PMI. “Quello che va bene alle piccole imprese, va bene all’Italia”, ha spiegato Sacconi parafrasando con efficacia una battuta dei tempi della Prima Repubblica. Il Ministro del Lavoro ha indicato che i processi di deregolazione burocratica e fiscale si dispiegheranno in cinque aree: gestione del rapporto di lavoro, regolarizzazione dei rapporti lavorativi, giustizia del lavoro, relazioni industriali, bilateralità. Per Sacconi deregolamentazione significa “rendere più agevole la gestione dei rapporti”, e non “riduzione del livello di tutela dei lavoratori”. “Spesso, ha dichiarato il Ministro, la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse”. Alla sicurezza sul luogo di lavoro il Ministro Sacconi ha dedicato l’apertura dell’intervento. “Mi unisco anche io al pensiero commosso che poco fa il Presidente Guerrini rivolgeva ai famigliari, ai collaboratori dei tanti che ieri sono caduti nel lavoro”. Il Ministro ha proseguito spiegando che bisogna passare rapidamente dalla fase dell’emozione,“che ci vuole orientati a che non si ripetano con tanta intensità le morti sul lavoro”, a quella della ragione, “che deve consentirci di analizzare la causa di questi decessi e di intervenire con azioni tali da permetterci di raggiungere effettivi risultati in termini di numero di persone che cadono nel lavoro o che comunque ricevono danni per la loro salute. Noi dobbiamo essere animati da un approccio per obiettivi. Era un insegnamento di Marco Biagi, che contrapponeva in qualche modo ad un approccio esclusivamente per regole”. Di seguito il testo integrale dell’intervento del Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. &#8211; PIU&#8217; REGOLE UGUALE A PIU&#8217; SICUREZZA? &#8211; “Le regole servono. Le regole devono essere sostenute anche da sanzioni, ma dobbiamo interrogarci se sia stato sufficiente un approccio prevalentemente per regole e per sanzioni. Dobbiamo interrogarci su quale sia, in particolare, il punto critico, oltre il quale la definizione di ulteriori adempimenti e ulteriori sanzioni non produca proprio l’effetto opposto di distogliere l’imprenditore e gli stessi lavoratori dall’attenzione a tutto ciò che fa sicurezza nell’ambiente di lavoro, rispetto a quell’inevitabile disorientamento che si produce nel momento in cui l’attenzione si rivolge soltanto ai profili di carattere formalistico. Proprio oggi alle 16.30 ci incontreremo per costruire un piano straordinario tra Stato, Regioni, che com’è noto portano larga parte delle responsabilità a riguardo, e le Organizzazioni degli imprenditori e dei lavoratori. Un piano rivolto a prevenire quella grande parte di infortuni che hanno un origine comportamentale, il che significa decidere insieme di investire in prevenzione, formazione, informazione”. &#8211; LA CRESCITA MAGGIORE È QUELLA DEL DISAVANZO &#8211; “Purtroppo noi viviamo una condizione di emergenza che è insieme economica e sociale. Una condizione che purtroppo non appare congiunturale e che quindi non sollecita risposte di breve periodo o di piccola portata. Noi ci troviamo in una sorta di trappola che rende difficile la crescita. Il Ministro Tremonti ogni tanto scherza sul fatto che l’unica cosa che appare crescere in questo Paese è il disavanzo pubblico, mentre è l’unica cosa che dobbiamo contenere per far crescere tutto ciò che rende la nostra una società attiva, una società competitiva, una società inclusiva, anche perché noi vogliamo una società mobile. E allora noi abbiamo reagito immediatamente a questa emergenza con un primo pacchetto di provvedimenti, ma soprattutto nei prossimi giorni vareremo una manovra di ampia portata rivolta al triennio, una manovra che si realizza in termini anticipati rispetto all’usuale appuntamento di fine settembre con i documenti di bilancio, proprio nella convinzione che occorra da subito promuovere una serie di iniziative rivolte insieme alla crescita, alla stabilità finanziaria alla coesione sociale. Tra queste iniziative voglio segnalarvi soprattutto quelle che hanno lo scopo di liberare l’impresa e di liberare il lavoro”. &#8211; IL PAESE DEI “LACCI E LACCIUOLI &#8211; “In un Paese nel quale ai tanti atavici vincoli &#8211; Guido Carli, con il quale ho avuto la fortuna di collaborare mi ricordava sempre il suo termine “lacci e lacciuoli”- che sono stati accumulati in nome di quella cultura del sospetto che il Presidente Guerrini ha così opportunamente richiamato a tutti, e su questo pesante sedimento di vincoli all’impresa e al lavoro, nel corso del recente biennio molti vincoli ulteriori si sono aggiunti. Voi ne avete citati alcuni. Io non posso non ricordare in questa iper-regolazione burocratica e fiscale che intensivamente è stata prodotta nell’arco di due anni: la generalizzazione del Durc – che pure avevamo avviato soltanto nell’edilizia ove le parti avevano essa richiesto anche perché dotate di strumenti come le Casse Edili che lo potevano erogare con semplicità –; o come l’individuazione di incredibili indici di congruità, una sorta di post moderno imponibile di manodopera, come se cioè lo Stato debba definire quali sono le modalità organizzative con cui si producono beni o servizi; o le dimissioni volontarie in forma scritta su modulo alfanumerico a durata limitata del Ministero del Lavoro. Come se questo fosse il modo giusto di reprimere una fortunatamente limitata patologia che con altri modi deve essere estirpata. Per non dire di tutto quanto avete richiamato prima con riferimento alla fiscalità in termini di impiego della retroattività o – fatemela solo ricordare – la famosa soglia anti riciclaggio dei 100 euro che se non bloccata, a regime ci porta ad una sorta di Stato di polizia fiscale”. &#8211; CINQUE AREE DI DEREGOLAMENTAZIONE BUROCRATICA E FISCALE &#8211; “Allora io vi segnalo cinque aree di intervento di deregolamentazione burocratica e fiscale soprattutto al lavoro. La deregolamentazione sarà ben più ampia come ben vedrete, ma io voglio limitarmi a quella che più mi compete. “Cinque aree di deregolamentazione, che non vuole in alcun modo ridurre il livello delle tutele, perché non è di questo che discutiamo. Anzi, proprio per le considerazioni che prima facevo a proposito del carattere negativo che a un certo punto possono assumere gli adempimenti e le sanzioni, spesso la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse. Ancora Marco Biagi, fatemelo citare, era solito dirci sempre che nessun incentivo finanziario può compensare un disincentivo normativo, eppure tanto spesso ci si è illusi di produrre ciò. Quindi cinque anni di deregolamentazione”. &#8211; PRIMA AREA &#8211; Gestione del rapporto di lavoro &#8211; “La prima riguarda la gestione stessa del rapporto di lavoro affinché sia più agevole, affinché siamo tutti incoraggiati ad accendere rapporti di lavoro e non invece disincentivati come oggi accade. Da qui la nostra volontà di abrogare la normativa sulle dimissione volontarie, abrogare, sottolineo; della nostra volontà di eliminare il libro matricola e il libro paga per sostituirli con un semplice libro presenze, perché non si possono sommare gli adempimenti nel momento in cui è stata introdotta la comunicazione on-line dell’assunzione, nel giorno che precede l’avvio dell’attività. Questi strumenti si sono rivelati obsoleti. L’abrogazione degli indici di congruità; il superamento di quella disciplina di adempimenti esasperati relativi alla responsabilità solidale tra appaltante e appaltatore che peraltro va ricondott</p>
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			</item>
		<item>
		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-vista-un-accordo-per-la-riapertura-di-hormuz-il-conto-di-oltre-cento-giorni-di-crisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131851</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/assemblea-2008-cio-che-va-bene-alla-piccola-impresa-va-bene-allitalia-tutta-intera/">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7364 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</h1>
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<p>Alla richiesta del Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo discorso di apertura dell’Assemblea generale di Confartigianato ha rivolto alla politica l’appello a “semplificare il Paese”, il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi – intervenuto subito dopo Guerrini – ha risposto garantendo che l’azione del suo dicastero sarà mirata rigorosamente alla semplificazione. O meglio, come l’ha definita il Ministro, alla “deregolazione”. Con l’obiettivo ambizioso di un mercato del lavoro a prova di PMI. “Quello che va bene alle piccole imprese, va bene all’Italia”, ha spiegato Sacconi parafrasando con efficacia una battuta dei tempi della Prima Repubblica. Il Ministro del Lavoro ha indicato che i processi di deregolazione burocratica e fiscale si dispiegheranno in cinque aree: gestione del rapporto di lavoro, regolarizzazione dei rapporti lavorativi, giustizia del lavoro, relazioni industriali, bilateralità. Per Sacconi deregolamentazione significa “rendere più agevole la gestione dei rapporti”, e non “riduzione del livello di tutela dei lavoratori”. “Spesso, ha dichiarato il Ministro, la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse”. Alla sicurezza sul luogo di lavoro il Ministro Sacconi ha dedicato l’apertura dell’intervento. “Mi unisco anche io al pensiero commosso che poco fa il Presidente Guerrini rivolgeva ai famigliari, ai collaboratori dei tanti che ieri sono caduti nel lavoro”. Il Ministro ha proseguito spiegando che bisogna passare rapidamente dalla fase dell’emozione,“che ci vuole orientati a che non si ripetano con tanta intensità le morti sul lavoro”, a quella della ragione, “che deve consentirci di analizzare la causa di questi decessi e di intervenire con azioni tali da permetterci di raggiungere effettivi risultati in termini di numero di persone che cadono nel lavoro o che comunque ricevono danni per la loro salute. Noi dobbiamo essere animati da un approccio per obiettivi. Era un insegnamento di Marco Biagi, che contrapponeva in qualche modo ad un approccio esclusivamente per regole”. Di seguito il testo integrale dell’intervento del Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. &#8211; PIU&#8217; REGOLE UGUALE A PIU&#8217; SICUREZZA? &#8211; “Le regole servono. Le regole devono essere sostenute anche da sanzioni, ma dobbiamo interrogarci se sia stato sufficiente un approccio prevalentemente per regole e per sanzioni. Dobbiamo interrogarci su quale sia, in particolare, il punto critico, oltre il quale la definizione di ulteriori adempimenti e ulteriori sanzioni non produca proprio l’effetto opposto di distogliere l’imprenditore e gli stessi lavoratori dall’attenzione a tutto ciò che fa sicurezza nell’ambiente di lavoro, rispetto a quell’inevitabile disorientamento che si produce nel momento in cui l’attenzione si rivolge soltanto ai profili di carattere formalistico. Proprio oggi alle 16.30 ci incontreremo per costruire un piano straordinario tra Stato, Regioni, che com’è noto portano larga parte delle responsabilità a riguardo, e le Organizzazioni degli imprenditori e dei lavoratori. Un piano rivolto a prevenire quella grande parte di infortuni che hanno un origine comportamentale, il che significa decidere insieme di investire in prevenzione, formazione, informazione”. &#8211; LA CRESCITA MAGGIORE È QUELLA DEL DISAVANZO &#8211; “Purtroppo noi viviamo una condizione di emergenza che è insieme economica e sociale. Una condizione che purtroppo non appare congiunturale e che quindi non sollecita risposte di breve periodo o di piccola portata. Noi ci troviamo in una sorta di trappola che rende difficile la crescita. Il Ministro Tremonti ogni tanto scherza sul fatto che l’unica cosa che appare crescere in questo Paese è il disavanzo pubblico, mentre è l’unica cosa che dobbiamo contenere per far crescere tutto ciò che rende la nostra una società attiva, una società competitiva, una società inclusiva, anche perché noi vogliamo una società mobile. E allora noi abbiamo reagito immediatamente a questa emergenza con un primo pacchetto di provvedimenti, ma soprattutto nei prossimi giorni vareremo una manovra di ampia portata rivolta al triennio, una manovra che si realizza in termini anticipati rispetto all’usuale appuntamento di fine settembre con i documenti di bilancio, proprio nella convinzione che occorra da subito promuovere una serie di iniziative rivolte insieme alla crescita, alla stabilità finanziaria alla coesione sociale. Tra queste iniziative voglio segnalarvi soprattutto quelle che hanno lo scopo di liberare l’impresa e di liberare il lavoro”. &#8211; IL PAESE DEI “LACCI E LACCIUOLI &#8211; “In un Paese nel quale ai tanti atavici vincoli &#8211; Guido Carli, con il quale ho avuto la fortuna di collaborare mi ricordava sempre il suo termine “lacci e lacciuoli”- che sono stati accumulati in nome di quella cultura del sospetto che il Presidente Guerrini ha così opportunamente richiamato a tutti, e su questo pesante sedimento di vincoli all’impresa e al lavoro, nel corso del recente biennio molti vincoli ulteriori si sono aggiunti. Voi ne avete citati alcuni. Io non posso non ricordare in questa iper-regolazione burocratica e fiscale che intensivamente è stata prodotta nell’arco di due anni: la generalizzazione del Durc – che pure avevamo avviato soltanto nell’edilizia ove le parti avevano essa richiesto anche perché dotate di strumenti come le Casse Edili che lo potevano erogare con semplicità –; o come l’individuazione di incredibili indici di congruità, una sorta di post moderno imponibile di manodopera, come se cioè lo Stato debba definire quali sono le modalità organizzative con cui si producono beni o servizi; o le dimissioni volontarie in forma scritta su modulo alfanumerico a durata limitata del Ministero del Lavoro. Come se questo fosse il modo giusto di reprimere una fortunatamente limitata patologia che con altri modi deve essere estirpata. Per non dire di tutto quanto avete richiamato prima con riferimento alla fiscalità in termini di impiego della retroattività o – fatemela solo ricordare – la famosa soglia anti riciclaggio dei 100 euro che se non bloccata, a regime ci porta ad una sorta di Stato di polizia fiscale”. &#8211; CINQUE AREE DI DEREGOLAMENTAZIONE BUROCRATICA E FISCALE &#8211; “Allora io vi segnalo cinque aree di intervento di deregolamentazione burocratica e fiscale soprattutto al lavoro. La deregolamentazione sarà ben più ampia come ben vedrete, ma io voglio limitarmi a quella che più mi compete. “Cinque aree di deregolamentazione, che non vuole in alcun modo ridurre il livello delle tutele, perché non è di questo che discutiamo. Anzi, proprio per le considerazioni che prima facevo a proposito del carattere negativo che a un certo punto possono assumere gli adempimenti e le sanzioni, spesso la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse. Ancora Marco Biagi, fatemelo citare, era solito dirci sempre che nessun incentivo finanziario può compensare un disincentivo normativo, eppure tanto spesso ci si è illusi di produrre ciò. Quindi cinque anni di deregolamentazione”. &#8211; PRIMA AREA &#8211; Gestione del rapporto di lavoro &#8211; “La prima riguarda la gestione stessa del rapporto di lavoro affinché sia più agevole, affinché siamo tutti incoraggiati ad accendere rapporti di lavoro e non invece disincentivati come oggi accade. Da qui la nostra volontà di abrogare la normativa sulle dimissione volontarie, abrogare, sottolineo; della nostra volontà di eliminare il libro matricola e il libro paga per sostituirli con un semplice libro presenze, perché non si possono sommare gli adempimenti nel momento in cui è stata introdotta la comunicazione on-line dell’assunzione, nel giorno che precede l’avvio dell’attività. Questi strumenti si sono rivelati obsoleti. L’abrogazione degli indici di congruità; il superamento di quella disciplina di adempimenti esasperati relativi alla responsabilità solidale tra appaltante e appaltatore che peraltro va ricondott</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/assemblea-2008-cio-che-va-bene-alla-piccola-impresa-va-bene-allitalia-tutta-intera/">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dalla-crisi-del-golfo-ai-cantieri-le-tendenze-delledilizia-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/assemblea-2008-cio-che-va-bene-alla-piccola-impresa-va-bene-allitalia-tutta-intera/">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7364 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</h1>
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<p>Alla richiesta del Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo discorso di apertura dell’Assemblea generale di Confartigianato ha rivolto alla politica l’appello a “semplificare il Paese”, il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi – intervenuto subito dopo Guerrini – ha risposto garantendo che l’azione del suo dicastero sarà mirata rigorosamente alla semplificazione. O meglio, come l’ha definita il Ministro, alla “deregolazione”. Con l’obiettivo ambizioso di un mercato del lavoro a prova di PMI. “Quello che va bene alle piccole imprese, va bene all’Italia”, ha spiegato Sacconi parafrasando con efficacia una battuta dei tempi della Prima Repubblica. Il Ministro del Lavoro ha indicato che i processi di deregolazione burocratica e fiscale si dispiegheranno in cinque aree: gestione del rapporto di lavoro, regolarizzazione dei rapporti lavorativi, giustizia del lavoro, relazioni industriali, bilateralità. Per Sacconi deregolamentazione significa “rendere più agevole la gestione dei rapporti”, e non “riduzione del livello di tutela dei lavoratori”. “Spesso, ha dichiarato il Ministro, la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse”. Alla sicurezza sul luogo di lavoro il Ministro Sacconi ha dedicato l’apertura dell’intervento. “Mi unisco anche io al pensiero commosso che poco fa il Presidente Guerrini rivolgeva ai famigliari, ai collaboratori dei tanti che ieri sono caduti nel lavoro”. Il Ministro ha proseguito spiegando che bisogna passare rapidamente dalla fase dell’emozione,“che ci vuole orientati a che non si ripetano con tanta intensità le morti sul lavoro”, a quella della ragione, “che deve consentirci di analizzare la causa di questi decessi e di intervenire con azioni tali da permetterci di raggiungere effettivi risultati in termini di numero di persone che cadono nel lavoro o che comunque ricevono danni per la loro salute. Noi dobbiamo essere animati da un approccio per obiettivi. Era un insegnamento di Marco Biagi, che contrapponeva in qualche modo ad un approccio esclusivamente per regole”. Di seguito il testo integrale dell’intervento del Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. &#8211; PIU&#8217; REGOLE UGUALE A PIU&#8217; SICUREZZA? &#8211; “Le regole servono. Le regole devono essere sostenute anche da sanzioni, ma dobbiamo interrogarci se sia stato sufficiente un approccio prevalentemente per regole e per sanzioni. Dobbiamo interrogarci su quale sia, in particolare, il punto critico, oltre il quale la definizione di ulteriori adempimenti e ulteriori sanzioni non produca proprio l’effetto opposto di distogliere l’imprenditore e gli stessi lavoratori dall’attenzione a tutto ciò che fa sicurezza nell’ambiente di lavoro, rispetto a quell’inevitabile disorientamento che si produce nel momento in cui l’attenzione si rivolge soltanto ai profili di carattere formalistico. Proprio oggi alle 16.30 ci incontreremo per costruire un piano straordinario tra Stato, Regioni, che com’è noto portano larga parte delle responsabilità a riguardo, e le Organizzazioni degli imprenditori e dei lavoratori. Un piano rivolto a prevenire quella grande parte di infortuni che hanno un origine comportamentale, il che significa decidere insieme di investire in prevenzione, formazione, informazione”. &#8211; LA CRESCITA MAGGIORE È QUELLA DEL DISAVANZO &#8211; “Purtroppo noi viviamo una condizione di emergenza che è insieme economica e sociale. Una condizione che purtroppo non appare congiunturale e che quindi non sollecita risposte di breve periodo o di piccola portata. Noi ci troviamo in una sorta di trappola che rende difficile la crescita. Il Ministro Tremonti ogni tanto scherza sul fatto che l’unica cosa che appare crescere in questo Paese è il disavanzo pubblico, mentre è l’unica cosa che dobbiamo contenere per far crescere tutto ciò che rende la nostra una società attiva, una società competitiva, una società inclusiva, anche perché noi vogliamo una società mobile. E allora noi abbiamo reagito immediatamente a questa emergenza con un primo pacchetto di provvedimenti, ma soprattutto nei prossimi giorni vareremo una manovra di ampia portata rivolta al triennio, una manovra che si realizza in termini anticipati rispetto all’usuale appuntamento di fine settembre con i documenti di bilancio, proprio nella convinzione che occorra da subito promuovere una serie di iniziative rivolte insieme alla crescita, alla stabilità finanziaria alla coesione sociale. Tra queste iniziative voglio segnalarvi soprattutto quelle che hanno lo scopo di liberare l’impresa e di liberare il lavoro”. &#8211; IL PAESE DEI “LACCI E LACCIUOLI &#8211; “In un Paese nel quale ai tanti atavici vincoli &#8211; Guido Carli, con il quale ho avuto la fortuna di collaborare mi ricordava sempre il suo termine “lacci e lacciuoli”- che sono stati accumulati in nome di quella cultura del sospetto che il Presidente Guerrini ha così opportunamente richiamato a tutti, e su questo pesante sedimento di vincoli all’impresa e al lavoro, nel corso del recente biennio molti vincoli ulteriori si sono aggiunti. Voi ne avete citati alcuni. Io non posso non ricordare in questa iper-regolazione burocratica e fiscale che intensivamente è stata prodotta nell’arco di due anni: la generalizzazione del Durc – che pure avevamo avviato soltanto nell’edilizia ove le parti avevano essa richiesto anche perché dotate di strumenti come le Casse Edili che lo potevano erogare con semplicità –; o come l’individuazione di incredibili indici di congruità, una sorta di post moderno imponibile di manodopera, come se cioè lo Stato debba definire quali sono le modalità organizzative con cui si producono beni o servizi; o le dimissioni volontarie in forma scritta su modulo alfanumerico a durata limitata del Ministero del Lavoro. Come se questo fosse il modo giusto di reprimere una fortunatamente limitata patologia che con altri modi deve essere estirpata. Per non dire di tutto quanto avete richiamato prima con riferimento alla fiscalità in termini di impiego della retroattività o – fatemela solo ricordare – la famosa soglia anti riciclaggio dei 100 euro che se non bloccata, a regime ci porta ad una sorta di Stato di polizia fiscale”. &#8211; CINQUE AREE DI DEREGOLAMENTAZIONE BUROCRATICA E FISCALE &#8211; “Allora io vi segnalo cinque aree di intervento di deregolamentazione burocratica e fiscale soprattutto al lavoro. La deregolamentazione sarà ben più ampia come ben vedrete, ma io voglio limitarmi a quella che più mi compete. “Cinque aree di deregolamentazione, che non vuole in alcun modo ridurre il livello delle tutele, perché non è di questo che discutiamo. Anzi, proprio per le considerazioni che prima facevo a proposito del carattere negativo che a un certo punto possono assumere gli adempimenti e le sanzioni, spesso la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse. Ancora Marco Biagi, fatemelo citare, era solito dirci sempre che nessun incentivo finanziario può compensare un disincentivo normativo, eppure tanto spesso ci si è illusi di produrre ciò. Quindi cinque anni di deregolamentazione”. &#8211; PRIMA AREA &#8211; Gestione del rapporto di lavoro &#8211; “La prima riguarda la gestione stessa del rapporto di lavoro affinché sia più agevole, affinché siamo tutti incoraggiati ad accendere rapporti di lavoro e non invece disincentivati come oggi accade. Da qui la nostra volontà di abrogare la normativa sulle dimissione volontarie, abrogare, sottolineo; della nostra volontà di eliminare il libro matricola e il libro paga per sostituirli con un semplice libro presenze, perché non si possono sommare gli adempimenti nel momento in cui è stata introdotta la comunicazione on-line dell’assunzione, nel giorno che precede l’avvio dell’attività. Questi strumenti si sono rivelati obsoleti. L’abrogazione degli indici di congruità; il superamento di quella disciplina di adempimenti esasperati relativi alla responsabilità solidale tra appaltante e appaltatore che peraltro va ricondott</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/assemblea-2008-cio-che-va-bene-alla-piccola-impresa-va-bene-allitalia-tutta-intera/">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/assemblea-2008-cio-che-va-bene-alla-piccola-impresa-va-bene-allitalia-tutta-intera/">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7364 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</h1>
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<p>Alla richiesta del Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo discorso di apertura dell’Assemblea generale di Confartigianato ha rivolto alla politica l’appello a “semplificare il Paese”, il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi – intervenuto subito dopo Guerrini – ha risposto garantendo che l’azione del suo dicastero sarà mirata rigorosamente alla semplificazione. O meglio, come l’ha definita il Ministro, alla “deregolazione”. Con l’obiettivo ambizioso di un mercato del lavoro a prova di PMI. “Quello che va bene alle piccole imprese, va bene all’Italia”, ha spiegato Sacconi parafrasando con efficacia una battuta dei tempi della Prima Repubblica. Il Ministro del Lavoro ha indicato che i processi di deregolazione burocratica e fiscale si dispiegheranno in cinque aree: gestione del rapporto di lavoro, regolarizzazione dei rapporti lavorativi, giustizia del lavoro, relazioni industriali, bilateralità. Per Sacconi deregolamentazione significa “rendere più agevole la gestione dei rapporti”, e non “riduzione del livello di tutela dei lavoratori”. “Spesso, ha dichiarato il Ministro, la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse”. Alla sicurezza sul luogo di lavoro il Ministro Sacconi ha dedicato l’apertura dell’intervento. “Mi unisco anche io al pensiero commosso che poco fa il Presidente Guerrini rivolgeva ai famigliari, ai collaboratori dei tanti che ieri sono caduti nel lavoro”. Il Ministro ha proseguito spiegando che bisogna passare rapidamente dalla fase dell’emozione,“che ci vuole orientati a che non si ripetano con tanta intensità le morti sul lavoro”, a quella della ragione, “che deve consentirci di analizzare la causa di questi decessi e di intervenire con azioni tali da permetterci di raggiungere effettivi risultati in termini di numero di persone che cadono nel lavoro o che comunque ricevono danni per la loro salute. Noi dobbiamo essere animati da un approccio per obiettivi. Era un insegnamento di Marco Biagi, che contrapponeva in qualche modo ad un approccio esclusivamente per regole”. Di seguito il testo integrale dell’intervento del Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. &#8211; PIU&#8217; REGOLE UGUALE A PIU&#8217; SICUREZZA? &#8211; “Le regole servono. Le regole devono essere sostenute anche da sanzioni, ma dobbiamo interrogarci se sia stato sufficiente un approccio prevalentemente per regole e per sanzioni. Dobbiamo interrogarci su quale sia, in particolare, il punto critico, oltre il quale la definizione di ulteriori adempimenti e ulteriori sanzioni non produca proprio l’effetto opposto di distogliere l’imprenditore e gli stessi lavoratori dall’attenzione a tutto ciò che fa sicurezza nell’ambiente di lavoro, rispetto a quell’inevitabile disorientamento che si produce nel momento in cui l’attenzione si rivolge soltanto ai profili di carattere formalistico. Proprio oggi alle 16.30 ci incontreremo per costruire un piano straordinario tra Stato, Regioni, che com’è noto portano larga parte delle responsabilità a riguardo, e le Organizzazioni degli imprenditori e dei lavoratori. Un piano rivolto a prevenire quella grande parte di infortuni che hanno un origine comportamentale, il che significa decidere insieme di investire in prevenzione, formazione, informazione”. &#8211; LA CRESCITA MAGGIORE È QUELLA DEL DISAVANZO &#8211; “Purtroppo noi viviamo una condizione di emergenza che è insieme economica e sociale. Una condizione che purtroppo non appare congiunturale e che quindi non sollecita risposte di breve periodo o di piccola portata. Noi ci troviamo in una sorta di trappola che rende difficile la crescita. Il Ministro Tremonti ogni tanto scherza sul fatto che l’unica cosa che appare crescere in questo Paese è il disavanzo pubblico, mentre è l’unica cosa che dobbiamo contenere per far crescere tutto ciò che rende la nostra una società attiva, una società competitiva, una società inclusiva, anche perché noi vogliamo una società mobile. E allora noi abbiamo reagito immediatamente a questa emergenza con un primo pacchetto di provvedimenti, ma soprattutto nei prossimi giorni vareremo una manovra di ampia portata rivolta al triennio, una manovra che si realizza in termini anticipati rispetto all’usuale appuntamento di fine settembre con i documenti di bilancio, proprio nella convinzione che occorra da subito promuovere una serie di iniziative rivolte insieme alla crescita, alla stabilità finanziaria alla coesione sociale. Tra queste iniziative voglio segnalarvi soprattutto quelle che hanno lo scopo di liberare l’impresa e di liberare il lavoro”. &#8211; IL PAESE DEI “LACCI E LACCIUOLI &#8211; “In un Paese nel quale ai tanti atavici vincoli &#8211; Guido Carli, con il quale ho avuto la fortuna di collaborare mi ricordava sempre il suo termine “lacci e lacciuoli”- che sono stati accumulati in nome di quella cultura del sospetto che il Presidente Guerrini ha così opportunamente richiamato a tutti, e su questo pesante sedimento di vincoli all’impresa e al lavoro, nel corso del recente biennio molti vincoli ulteriori si sono aggiunti. Voi ne avete citati alcuni. Io non posso non ricordare in questa iper-regolazione burocratica e fiscale che intensivamente è stata prodotta nell’arco di due anni: la generalizzazione del Durc – che pure avevamo avviato soltanto nell’edilizia ove le parti avevano essa richiesto anche perché dotate di strumenti come le Casse Edili che lo potevano erogare con semplicità –; o come l’individuazione di incredibili indici di congruità, una sorta di post moderno imponibile di manodopera, come se cioè lo Stato debba definire quali sono le modalità organizzative con cui si producono beni o servizi; o le dimissioni volontarie in forma scritta su modulo alfanumerico a durata limitata del Ministero del Lavoro. Come se questo fosse il modo giusto di reprimere una fortunatamente limitata patologia che con altri modi deve essere estirpata. Per non dire di tutto quanto avete richiamato prima con riferimento alla fiscalità in termini di impiego della retroattività o – fatemela solo ricordare – la famosa soglia anti riciclaggio dei 100 euro che se non bloccata, a regime ci porta ad una sorta di Stato di polizia fiscale”. &#8211; CINQUE AREE DI DEREGOLAMENTAZIONE BUROCRATICA E FISCALE &#8211; “Allora io vi segnalo cinque aree di intervento di deregolamentazione burocratica e fiscale soprattutto al lavoro. La deregolamentazione sarà ben più ampia come ben vedrete, ma io voglio limitarmi a quella che più mi compete. “Cinque aree di deregolamentazione, che non vuole in alcun modo ridurre il livello delle tutele, perché non è di questo che discutiamo. Anzi, proprio per le considerazioni che prima facevo a proposito del carattere negativo che a un certo punto possono assumere gli adempimenti e le sanzioni, spesso la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse. Ancora Marco Biagi, fatemelo citare, era solito dirci sempre che nessun incentivo finanziario può compensare un disincentivo normativo, eppure tanto spesso ci si è illusi di produrre ciò. Quindi cinque anni di deregolamentazione”. &#8211; PRIMA AREA &#8211; Gestione del rapporto di lavoro &#8211; “La prima riguarda la gestione stessa del rapporto di lavoro affinché sia più agevole, affinché siamo tutti incoraggiati ad accendere rapporti di lavoro e non invece disincentivati come oggi accade. Da qui la nostra volontà di abrogare la normativa sulle dimissione volontarie, abrogare, sottolineo; della nostra volontà di eliminare il libro matricola e il libro paga per sostituirli con un semplice libro presenze, perché non si possono sommare gli adempimenti nel momento in cui è stata introdotta la comunicazione on-line dell’assunzione, nel giorno che precede l’avvio dell’attività. Questi strumenti si sono rivelati obsoleti. L’abrogazione degli indici di congruità; il superamento di quella disciplina di adempimenti esasperati relativi alla responsabilità solidale tra appaltante e appaltatore che peraltro va ricondott</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/assemblea-2008-cio-che-va-bene-alla-piccola-impresa-va-bene-allitalia-tutta-intera/">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/assemblea-2008-cio-che-va-bene-alla-piccola-impresa-va-bene-allitalia-tutta-intera/">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7364 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</h1>
</div>
</div>
<p>Alla richiesta del Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo discorso di apertura dell’Assemblea generale di Confartigianato ha rivolto alla politica l’appello a “semplificare il Paese”, il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi – intervenuto subito dopo Guerrini – ha risposto garantendo che l’azione del suo dicastero sarà mirata rigorosamente alla semplificazione. O meglio, come l’ha definita il Ministro, alla “deregolazione”. Con l’obiettivo ambizioso di un mercato del lavoro a prova di PMI. “Quello che va bene alle piccole imprese, va bene all’Italia”, ha spiegato Sacconi parafrasando con efficacia una battuta dei tempi della Prima Repubblica. Il Ministro del Lavoro ha indicato che i processi di deregolazione burocratica e fiscale si dispiegheranno in cinque aree: gestione del rapporto di lavoro, regolarizzazione dei rapporti lavorativi, giustizia del lavoro, relazioni industriali, bilateralità. Per Sacconi deregolamentazione significa “rendere più agevole la gestione dei rapporti”, e non “riduzione del livello di tutela dei lavoratori”. “Spesso, ha dichiarato il Ministro, la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse”. Alla sicurezza sul luogo di lavoro il Ministro Sacconi ha dedicato l’apertura dell’intervento. “Mi unisco anche io al pensiero commosso che poco fa il Presidente Guerrini rivolgeva ai famigliari, ai collaboratori dei tanti che ieri sono caduti nel lavoro”. Il Ministro ha proseguito spiegando che bisogna passare rapidamente dalla fase dell’emozione,“che ci vuole orientati a che non si ripetano con tanta intensità le morti sul lavoro”, a quella della ragione, “che deve consentirci di analizzare la causa di questi decessi e di intervenire con azioni tali da permetterci di raggiungere effettivi risultati in termini di numero di persone che cadono nel lavoro o che comunque ricevono danni per la loro salute. Noi dobbiamo essere animati da un approccio per obiettivi. Era un insegnamento di Marco Biagi, che contrapponeva in qualche modo ad un approccio esclusivamente per regole”. Di seguito il testo integrale dell’intervento del Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. &#8211; PIU&#8217; REGOLE UGUALE A PIU&#8217; SICUREZZA? &#8211; “Le regole servono. Le regole devono essere sostenute anche da sanzioni, ma dobbiamo interrogarci se sia stato sufficiente un approccio prevalentemente per regole e per sanzioni. Dobbiamo interrogarci su quale sia, in particolare, il punto critico, oltre il quale la definizione di ulteriori adempimenti e ulteriori sanzioni non produca proprio l’effetto opposto di distogliere l’imprenditore e gli stessi lavoratori dall’attenzione a tutto ciò che fa sicurezza nell’ambiente di lavoro, rispetto a quell’inevitabile disorientamento che si produce nel momento in cui l’attenzione si rivolge soltanto ai profili di carattere formalistico. Proprio oggi alle 16.30 ci incontreremo per costruire un piano straordinario tra Stato, Regioni, che com’è noto portano larga parte delle responsabilità a riguardo, e le Organizzazioni degli imprenditori e dei lavoratori. Un piano rivolto a prevenire quella grande parte di infortuni che hanno un origine comportamentale, il che significa decidere insieme di investire in prevenzione, formazione, informazione”. &#8211; LA CRESCITA MAGGIORE È QUELLA DEL DISAVANZO &#8211; “Purtroppo noi viviamo una condizione di emergenza che è insieme economica e sociale. Una condizione che purtroppo non appare congiunturale e che quindi non sollecita risposte di breve periodo o di piccola portata. Noi ci troviamo in una sorta di trappola che rende difficile la crescita. Il Ministro Tremonti ogni tanto scherza sul fatto che l’unica cosa che appare crescere in questo Paese è il disavanzo pubblico, mentre è l’unica cosa che dobbiamo contenere per far crescere tutto ciò che rende la nostra una società attiva, una società competitiva, una società inclusiva, anche perché noi vogliamo una società mobile. E allora noi abbiamo reagito immediatamente a questa emergenza con un primo pacchetto di provvedimenti, ma soprattutto nei prossimi giorni vareremo una manovra di ampia portata rivolta al triennio, una manovra che si realizza in termini anticipati rispetto all’usuale appuntamento di fine settembre con i documenti di bilancio, proprio nella convinzione che occorra da subito promuovere una serie di iniziative rivolte insieme alla crescita, alla stabilità finanziaria alla coesione sociale. Tra queste iniziative voglio segnalarvi soprattutto quelle che hanno lo scopo di liberare l’impresa e di liberare il lavoro”. &#8211; IL PAESE DEI “LACCI E LACCIUOLI &#8211; “In un Paese nel quale ai tanti atavici vincoli &#8211; Guido Carli, con il quale ho avuto la fortuna di collaborare mi ricordava sempre il suo termine “lacci e lacciuoli”- che sono stati accumulati in nome di quella cultura del sospetto che il Presidente Guerrini ha così opportunamente richiamato a tutti, e su questo pesante sedimento di vincoli all’impresa e al lavoro, nel corso del recente biennio molti vincoli ulteriori si sono aggiunti. Voi ne avete citati alcuni. Io non posso non ricordare in questa iper-regolazione burocratica e fiscale che intensivamente è stata prodotta nell’arco di due anni: la generalizzazione del Durc – che pure avevamo avviato soltanto nell’edilizia ove le parti avevano essa richiesto anche perché dotate di strumenti come le Casse Edili che lo potevano erogare con semplicità –; o come l’individuazione di incredibili indici di congruità, una sorta di post moderno imponibile di manodopera, come se cioè lo Stato debba definire quali sono le modalità organizzative con cui si producono beni o servizi; o le dimissioni volontarie in forma scritta su modulo alfanumerico a durata limitata del Ministero del Lavoro. Come se questo fosse il modo giusto di reprimere una fortunatamente limitata patologia che con altri modi deve essere estirpata. Per non dire di tutto quanto avete richiamato prima con riferimento alla fiscalità in termini di impiego della retroattività o – fatemela solo ricordare – la famosa soglia anti riciclaggio dei 100 euro che se non bloccata, a regime ci porta ad una sorta di Stato di polizia fiscale”. &#8211; CINQUE AREE DI DEREGOLAMENTAZIONE BUROCRATICA E FISCALE &#8211; “Allora io vi segnalo cinque aree di intervento di deregolamentazione burocratica e fiscale soprattutto al lavoro. La deregolamentazione sarà ben più ampia come ben vedrete, ma io voglio limitarmi a quella che più mi compete. “Cinque aree di deregolamentazione, che non vuole in alcun modo ridurre il livello delle tutele, perché non è di questo che discutiamo. Anzi, proprio per le considerazioni che prima facevo a proposito del carattere negativo che a un certo punto possono assumere gli adempimenti e le sanzioni, spesso la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse. Ancora Marco Biagi, fatemelo citare, era solito dirci sempre che nessun incentivo finanziario può compensare un disincentivo normativo, eppure tanto spesso ci si è illusi di produrre ciò. Quindi cinque anni di deregolamentazione”. &#8211; PRIMA AREA &#8211; Gestione del rapporto di lavoro &#8211; “La prima riguarda la gestione stessa del rapporto di lavoro affinché sia più agevole, affinché siamo tutti incoraggiati ad accendere rapporti di lavoro e non invece disincentivati come oggi accade. Da qui la nostra volontà di abrogare la normativa sulle dimissione volontarie, abrogare, sottolineo; della nostra volontà di eliminare il libro matricola e il libro paga per sostituirli con un semplice libro presenze, perché non si possono sommare gli adempimenti nel momento in cui è stata introdotta la comunicazione on-line dell’assunzione, nel giorno che precede l’avvio dell’attività. Questi strumenti si sono rivelati obsoleti. L’abrogazione degli indici di congruità; il superamento di quella disciplina di adempimenti esasperati relativi alla responsabilità solidale tra appaltante e appaltatore che peraltro va ricondott</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/assemblea-2008-cio-che-va-bene-alla-piccola-impresa-va-bene-allitalia-tutta-intera/">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7364 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</h1>
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<p>Alla richiesta del Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo discorso di apertura dell’Assemblea generale di Confartigianato ha rivolto alla politica l’appello a “semplificare il Paese”, il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi – intervenuto subito dopo Guerrini – ha risposto garantendo che l’azione del suo dicastero sarà mirata rigorosamente alla semplificazione. O meglio, come l’ha definita il Ministro, alla “deregolazione”. Con l’obiettivo ambizioso di un mercato del lavoro a prova di PMI. “Quello che va bene alle piccole imprese, va bene all’Italia”, ha spiegato Sacconi parafrasando con efficacia una battuta dei tempi della Prima Repubblica. Il Ministro del Lavoro ha indicato che i processi di deregolazione burocratica e fiscale si dispiegheranno in cinque aree: gestione del rapporto di lavoro, regolarizzazione dei rapporti lavorativi, giustizia del lavoro, relazioni industriali, bilateralità. Per Sacconi deregolamentazione significa “rendere più agevole la gestione dei rapporti”, e non “riduzione del livello di tutela dei lavoratori”. “Spesso, ha dichiarato il Ministro, la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse”. Alla sicurezza sul luogo di lavoro il Ministro Sacconi ha dedicato l’apertura dell’intervento. “Mi unisco anche io al pensiero commosso che poco fa il Presidente Guerrini rivolgeva ai famigliari, ai collaboratori dei tanti che ieri sono caduti nel lavoro”. Il Ministro ha proseguito spiegando che bisogna passare rapidamente dalla fase dell’emozione,“che ci vuole orientati a che non si ripetano con tanta intensità le morti sul lavoro”, a quella della ragione, “che deve consentirci di analizzare la causa di questi decessi e di intervenire con azioni tali da permetterci di raggiungere effettivi risultati in termini di numero di persone che cadono nel lavoro o che comunque ricevono danni per la loro salute. Noi dobbiamo essere animati da un approccio per obiettivi. Era un insegnamento di Marco Biagi, che contrapponeva in qualche modo ad un approccio esclusivamente per regole”. Di seguito il testo integrale dell’intervento del Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. &#8211; PIU&#8217; REGOLE UGUALE A PIU&#8217; SICUREZZA? &#8211; “Le regole servono. Le regole devono essere sostenute anche da sanzioni, ma dobbiamo interrogarci se sia stato sufficiente un approccio prevalentemente per regole e per sanzioni. Dobbiamo interrogarci su quale sia, in particolare, il punto critico, oltre il quale la definizione di ulteriori adempimenti e ulteriori sanzioni non produca proprio l’effetto opposto di distogliere l’imprenditore e gli stessi lavoratori dall’attenzione a tutto ciò che fa sicurezza nell’ambiente di lavoro, rispetto a quell’inevitabile disorientamento che si produce nel momento in cui l’attenzione si rivolge soltanto ai profili di carattere formalistico. Proprio oggi alle 16.30 ci incontreremo per costruire un piano straordinario tra Stato, Regioni, che com’è noto portano larga parte delle responsabilità a riguardo, e le Organizzazioni degli imprenditori e dei lavoratori. Un piano rivolto a prevenire quella grande parte di infortuni che hanno un origine comportamentale, il che significa decidere insieme di investire in prevenzione, formazione, informazione”. &#8211; LA CRESCITA MAGGIORE È QUELLA DEL DISAVANZO &#8211; “Purtroppo noi viviamo una condizione di emergenza che è insieme economica e sociale. Una condizione che purtroppo non appare congiunturale e che quindi non sollecita risposte di breve periodo o di piccola portata. Noi ci troviamo in una sorta di trappola che rende difficile la crescita. Il Ministro Tremonti ogni tanto scherza sul fatto che l’unica cosa che appare crescere in questo Paese è il disavanzo pubblico, mentre è l’unica cosa che dobbiamo contenere per far crescere tutto ciò che rende la nostra una società attiva, una società competitiva, una società inclusiva, anche perché noi vogliamo una società mobile. E allora noi abbiamo reagito immediatamente a questa emergenza con un primo pacchetto di provvedimenti, ma soprattutto nei prossimi giorni vareremo una manovra di ampia portata rivolta al triennio, una manovra che si realizza in termini anticipati rispetto all’usuale appuntamento di fine settembre con i documenti di bilancio, proprio nella convinzione che occorra da subito promuovere una serie di iniziative rivolte insieme alla crescita, alla stabilità finanziaria alla coesione sociale. Tra queste iniziative voglio segnalarvi soprattutto quelle che hanno lo scopo di liberare l’impresa e di liberare il lavoro”. &#8211; IL PAESE DEI “LACCI E LACCIUOLI &#8211; “In un Paese nel quale ai tanti atavici vincoli &#8211; Guido Carli, con il quale ho avuto la fortuna di collaborare mi ricordava sempre il suo termine “lacci e lacciuoli”- che sono stati accumulati in nome di quella cultura del sospetto che il Presidente Guerrini ha così opportunamente richiamato a tutti, e su questo pesante sedimento di vincoli all’impresa e al lavoro, nel corso del recente biennio molti vincoli ulteriori si sono aggiunti. Voi ne avete citati alcuni. Io non posso non ricordare in questa iper-regolazione burocratica e fiscale che intensivamente è stata prodotta nell’arco di due anni: la generalizzazione del Durc – che pure avevamo avviato soltanto nell’edilizia ove le parti avevano essa richiesto anche perché dotate di strumenti come le Casse Edili che lo potevano erogare con semplicità –; o come l’individuazione di incredibili indici di congruità, una sorta di post moderno imponibile di manodopera, come se cioè lo Stato debba definire quali sono le modalità organizzative con cui si producono beni o servizi; o le dimissioni volontarie in forma scritta su modulo alfanumerico a durata limitata del Ministero del Lavoro. Come se questo fosse il modo giusto di reprimere una fortunatamente limitata patologia che con altri modi deve essere estirpata. Per non dire di tutto quanto avete richiamato prima con riferimento alla fiscalità in termini di impiego della retroattività o – fatemela solo ricordare – la famosa soglia anti riciclaggio dei 100 euro che se non bloccata, a regime ci porta ad una sorta di Stato di polizia fiscale”. &#8211; CINQUE AREE DI DEREGOLAMENTAZIONE BUROCRATICA E FISCALE &#8211; “Allora io vi segnalo cinque aree di intervento di deregolamentazione burocratica e fiscale soprattutto al lavoro. La deregolamentazione sarà ben più ampia come ben vedrete, ma io voglio limitarmi a quella che più mi compete. “Cinque aree di deregolamentazione, che non vuole in alcun modo ridurre il livello delle tutele, perché non è di questo che discutiamo. Anzi, proprio per le considerazioni che prima facevo a proposito del carattere negativo che a un certo punto possono assumere gli adempimenti e le sanzioni, spesso la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse. Ancora Marco Biagi, fatemelo citare, era solito dirci sempre che nessun incentivo finanziario può compensare un disincentivo normativo, eppure tanto spesso ci si è illusi di produrre ciò. Quindi cinque anni di deregolamentazione”. &#8211; PRIMA AREA &#8211; Gestione del rapporto di lavoro &#8211; “La prima riguarda la gestione stessa del rapporto di lavoro affinché sia più agevole, affinché siamo tutti incoraggiati ad accendere rapporti di lavoro e non invece disincentivati come oggi accade. Da qui la nostra volontà di abrogare la normativa sulle dimissione volontarie, abrogare, sottolineo; della nostra volontà di eliminare il libro matricola e il libro paga per sostituirli con un semplice libro presenze, perché non si possono sommare gli adempimenti nel momento in cui è stata introdotta la comunicazione on-line dell’assunzione, nel giorno che precede l’avvio dell’attività. Questi strumenti si sono rivelati obsoleti. L’abrogazione degli indici di congruità; il superamento di quella disciplina di adempimenti esasperati relativi alla responsabilità solidale tra appaltante e appaltatore che peraltro va ricondott</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/assemblea-2008-cio-che-va-bene-alla-piccola-impresa-va-bene-allitalia-tutta-intera/">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</h1>
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<p>Alla richiesta del Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo discorso di apertura dell’Assemblea generale di Confartigianato ha rivolto alla politica l’appello a “semplificare il Paese”, il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi – intervenuto subito dopo Guerrini – ha risposto garantendo che l’azione del suo dicastero sarà mirata rigorosamente alla semplificazione. O meglio, come l’ha definita il Ministro, alla “deregolazione”. Con l’obiettivo ambizioso di un mercato del lavoro a prova di PMI. “Quello che va bene alle piccole imprese, va bene all’Italia”, ha spiegato Sacconi parafrasando con efficacia una battuta dei tempi della Prima Repubblica. Il Ministro del Lavoro ha indicato che i processi di deregolazione burocratica e fiscale si dispiegheranno in cinque aree: gestione del rapporto di lavoro, regolarizzazione dei rapporti lavorativi, giustizia del lavoro, relazioni industriali, bilateralità. Per Sacconi deregolamentazione significa “rendere più agevole la gestione dei rapporti”, e non “riduzione del livello di tutela dei lavoratori”. “Spesso, ha dichiarato il Ministro, la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse”. Alla sicurezza sul luogo di lavoro il Ministro Sacconi ha dedicato l’apertura dell’intervento. “Mi unisco anche io al pensiero commosso che poco fa il Presidente Guerrini rivolgeva ai famigliari, ai collaboratori dei tanti che ieri sono caduti nel lavoro”. Il Ministro ha proseguito spiegando che bisogna passare rapidamente dalla fase dell’emozione,“che ci vuole orientati a che non si ripetano con tanta intensità le morti sul lavoro”, a quella della ragione, “che deve consentirci di analizzare la causa di questi decessi e di intervenire con azioni tali da permetterci di raggiungere effettivi risultati in termini di numero di persone che cadono nel lavoro o che comunque ricevono danni per la loro salute. Noi dobbiamo essere animati da un approccio per obiettivi. Era un insegnamento di Marco Biagi, che contrapponeva in qualche modo ad un approccio esclusivamente per regole”. Di seguito il testo integrale dell’intervento del Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. &#8211; PIU&#8217; REGOLE UGUALE A PIU&#8217; SICUREZZA? &#8211; “Le regole servono. Le regole devono essere sostenute anche da sanzioni, ma dobbiamo interrogarci se sia stato sufficiente un approccio prevalentemente per regole e per sanzioni. Dobbiamo interrogarci su quale sia, in particolare, il punto critico, oltre il quale la definizione di ulteriori adempimenti e ulteriori sanzioni non produca proprio l’effetto opposto di distogliere l’imprenditore e gli stessi lavoratori dall’attenzione a tutto ciò che fa sicurezza nell’ambiente di lavoro, rispetto a quell’inevitabile disorientamento che si produce nel momento in cui l’attenzione si rivolge soltanto ai profili di carattere formalistico. Proprio oggi alle 16.30 ci incontreremo per costruire un piano straordinario tra Stato, Regioni, che com’è noto portano larga parte delle responsabilità a riguardo, e le Organizzazioni degli imprenditori e dei lavoratori. Un piano rivolto a prevenire quella grande parte di infortuni che hanno un origine comportamentale, il che significa decidere insieme di investire in prevenzione, formazione, informazione”. &#8211; LA CRESCITA MAGGIORE È QUELLA DEL DISAVANZO &#8211; “Purtroppo noi viviamo una condizione di emergenza che è insieme economica e sociale. Una condizione che purtroppo non appare congiunturale e che quindi non sollecita risposte di breve periodo o di piccola portata. Noi ci troviamo in una sorta di trappola che rende difficile la crescita. Il Ministro Tremonti ogni tanto scherza sul fatto che l’unica cosa che appare crescere in questo Paese è il disavanzo pubblico, mentre è l’unica cosa che dobbiamo contenere per far crescere tutto ciò che rende la nostra una società attiva, una società competitiva, una società inclusiva, anche perché noi vogliamo una società mobile. E allora noi abbiamo reagito immediatamente a questa emergenza con un primo pacchetto di provvedimenti, ma soprattutto nei prossimi giorni vareremo una manovra di ampia portata rivolta al triennio, una manovra che si realizza in termini anticipati rispetto all’usuale appuntamento di fine settembre con i documenti di bilancio, proprio nella convinzione che occorra da subito promuovere una serie di iniziative rivolte insieme alla crescita, alla stabilità finanziaria alla coesione sociale. Tra queste iniziative voglio segnalarvi soprattutto quelle che hanno lo scopo di liberare l’impresa e di liberare il lavoro”. &#8211; IL PAESE DEI “LACCI E LACCIUOLI &#8211; “In un Paese nel quale ai tanti atavici vincoli &#8211; Guido Carli, con il quale ho avuto la fortuna di collaborare mi ricordava sempre il suo termine “lacci e lacciuoli”- che sono stati accumulati in nome di quella cultura del sospetto che il Presidente Guerrini ha così opportunamente richiamato a tutti, e su questo pesante sedimento di vincoli all’impresa e al lavoro, nel corso del recente biennio molti vincoli ulteriori si sono aggiunti. Voi ne avete citati alcuni. Io non posso non ricordare in questa iper-regolazione burocratica e fiscale che intensivamente è stata prodotta nell’arco di due anni: la generalizzazione del Durc – che pure avevamo avviato soltanto nell’edilizia ove le parti avevano essa richiesto anche perché dotate di strumenti come le Casse Edili che lo potevano erogare con semplicità –; o come l’individuazione di incredibili indici di congruità, una sorta di post moderno imponibile di manodopera, come se cioè lo Stato debba definire quali sono le modalità organizzative con cui si producono beni o servizi; o le dimissioni volontarie in forma scritta su modulo alfanumerico a durata limitata del Ministero del Lavoro. Come se questo fosse il modo giusto di reprimere una fortunatamente limitata patologia che con altri modi deve essere estirpata. Per non dire di tutto quanto avete richiamato prima con riferimento alla fiscalità in termini di impiego della retroattività o – fatemela solo ricordare – la famosa soglia anti riciclaggio dei 100 euro che se non bloccata, a regime ci porta ad una sorta di Stato di polizia fiscale”. &#8211; CINQUE AREE DI DEREGOLAMENTAZIONE BUROCRATICA E FISCALE &#8211; “Allora io vi segnalo cinque aree di intervento di deregolamentazione burocratica e fiscale soprattutto al lavoro. La deregolamentazione sarà ben più ampia come ben vedrete, ma io voglio limitarmi a quella che più mi compete. “Cinque aree di deregolamentazione, che non vuole in alcun modo ridurre il livello delle tutele, perché non è di questo che discutiamo. Anzi, proprio per le considerazioni che prima facevo a proposito del carattere negativo che a un certo punto possono assumere gli adempimenti e le sanzioni, spesso la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse. Ancora Marco Biagi, fatemelo citare, era solito dirci sempre che nessun incentivo finanziario può compensare un disincentivo normativo, eppure tanto spesso ci si è illusi di produrre ciò. Quindi cinque anni di deregolamentazione”. &#8211; PRIMA AREA &#8211; Gestione del rapporto di lavoro &#8211; “La prima riguarda la gestione stessa del rapporto di lavoro affinché sia più agevole, affinché siamo tutti incoraggiati ad accendere rapporti di lavoro e non invece disincentivati come oggi accade. Da qui la nostra volontà di abrogare la normativa sulle dimissione volontarie, abrogare, sottolineo; della nostra volontà di eliminare il libro matricola e il libro paga per sostituirli con un semplice libro presenze, perché non si possono sommare gli adempimenti nel momento in cui è stata introdotta la comunicazione on-line dell’assunzione, nel giorno che precede l’avvio dell’attività. Questi strumenti si sono rivelati obsoleti. L’abrogazione degli indici di congruità; il superamento di quella disciplina di adempimenti esasperati relativi alla responsabilità solidale tra appaltante e appaltatore che peraltro va ricondott</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/assemblea-2008-cio-che-va-bene-alla-piccola-impresa-va-bene-allitalia-tutta-intera/">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/trappole-col-fiocco-e-soffitti-di-cristallo-focus-di-spirito-artigiano-sulla-condizione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/assemblea-2008-cio-che-va-bene-alla-piccola-impresa-va-bene-allitalia-tutta-intera/">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7364 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</h1>
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<p>Alla richiesta del Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo discorso di apertura dell’Assemblea generale di Confartigianato ha rivolto alla politica l’appello a “semplificare il Paese”, il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi – intervenuto subito dopo Guerrini – ha risposto garantendo che l’azione del suo dicastero sarà mirata rigorosamente alla semplificazione. O meglio, come l’ha definita il Ministro, alla “deregolazione”. Con l’obiettivo ambizioso di un mercato del lavoro a prova di PMI. “Quello che va bene alle piccole imprese, va bene all’Italia”, ha spiegato Sacconi parafrasando con efficacia una battuta dei tempi della Prima Repubblica. Il Ministro del Lavoro ha indicato che i processi di deregolazione burocratica e fiscale si dispiegheranno in cinque aree: gestione del rapporto di lavoro, regolarizzazione dei rapporti lavorativi, giustizia del lavoro, relazioni industriali, bilateralità. Per Sacconi deregolamentazione significa “rendere più agevole la gestione dei rapporti”, e non “riduzione del livello di tutela dei lavoratori”. “Spesso, ha dichiarato il Ministro, la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse”. Alla sicurezza sul luogo di lavoro il Ministro Sacconi ha dedicato l’apertura dell’intervento. “Mi unisco anche io al pensiero commosso che poco fa il Presidente Guerrini rivolgeva ai famigliari, ai collaboratori dei tanti che ieri sono caduti nel lavoro”. Il Ministro ha proseguito spiegando che bisogna passare rapidamente dalla fase dell’emozione,“che ci vuole orientati a che non si ripetano con tanta intensità le morti sul lavoro”, a quella della ragione, “che deve consentirci di analizzare la causa di questi decessi e di intervenire con azioni tali da permetterci di raggiungere effettivi risultati in termini di numero di persone che cadono nel lavoro o che comunque ricevono danni per la loro salute. Noi dobbiamo essere animati da un approccio per obiettivi. Era un insegnamento di Marco Biagi, che contrapponeva in qualche modo ad un approccio esclusivamente per regole”. Di seguito il testo integrale dell’intervento del Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. &#8211; PIU&#8217; REGOLE UGUALE A PIU&#8217; SICUREZZA? &#8211; “Le regole servono. Le regole devono essere sostenute anche da sanzioni, ma dobbiamo interrogarci se sia stato sufficiente un approccio prevalentemente per regole e per sanzioni. Dobbiamo interrogarci su quale sia, in particolare, il punto critico, oltre il quale la definizione di ulteriori adempimenti e ulteriori sanzioni non produca proprio l’effetto opposto di distogliere l’imprenditore e gli stessi lavoratori dall’attenzione a tutto ciò che fa sicurezza nell’ambiente di lavoro, rispetto a quell’inevitabile disorientamento che si produce nel momento in cui l’attenzione si rivolge soltanto ai profili di carattere formalistico. Proprio oggi alle 16.30 ci incontreremo per costruire un piano straordinario tra Stato, Regioni, che com’è noto portano larga parte delle responsabilità a riguardo, e le Organizzazioni degli imprenditori e dei lavoratori. Un piano rivolto a prevenire quella grande parte di infortuni che hanno un origine comportamentale, il che significa decidere insieme di investire in prevenzione, formazione, informazione”. &#8211; LA CRESCITA MAGGIORE È QUELLA DEL DISAVANZO &#8211; “Purtroppo noi viviamo una condizione di emergenza che è insieme economica e sociale. Una condizione che purtroppo non appare congiunturale e che quindi non sollecita risposte di breve periodo o di piccola portata. Noi ci troviamo in una sorta di trappola che rende difficile la crescita. Il Ministro Tremonti ogni tanto scherza sul fatto che l’unica cosa che appare crescere in questo Paese è il disavanzo pubblico, mentre è l’unica cosa che dobbiamo contenere per far crescere tutto ciò che rende la nostra una società attiva, una società competitiva, una società inclusiva, anche perché noi vogliamo una società mobile. E allora noi abbiamo reagito immediatamente a questa emergenza con un primo pacchetto di provvedimenti, ma soprattutto nei prossimi giorni vareremo una manovra di ampia portata rivolta al triennio, una manovra che si realizza in termini anticipati rispetto all’usuale appuntamento di fine settembre con i documenti di bilancio, proprio nella convinzione che occorra da subito promuovere una serie di iniziative rivolte insieme alla crescita, alla stabilità finanziaria alla coesione sociale. Tra queste iniziative voglio segnalarvi soprattutto quelle che hanno lo scopo di liberare l’impresa e di liberare il lavoro”. &#8211; IL PAESE DEI “LACCI E LACCIUOLI &#8211; “In un Paese nel quale ai tanti atavici vincoli &#8211; Guido Carli, con il quale ho avuto la fortuna di collaborare mi ricordava sempre il suo termine “lacci e lacciuoli”- che sono stati accumulati in nome di quella cultura del sospetto che il Presidente Guerrini ha così opportunamente richiamato a tutti, e su questo pesante sedimento di vincoli all’impresa e al lavoro, nel corso del recente biennio molti vincoli ulteriori si sono aggiunti. Voi ne avete citati alcuni. Io non posso non ricordare in questa iper-regolazione burocratica e fiscale che intensivamente è stata prodotta nell’arco di due anni: la generalizzazione del Durc – che pure avevamo avviato soltanto nell’edilizia ove le parti avevano essa richiesto anche perché dotate di strumenti come le Casse Edili che lo potevano erogare con semplicità –; o come l’individuazione di incredibili indici di congruità, una sorta di post moderno imponibile di manodopera, come se cioè lo Stato debba definire quali sono le modalità organizzative con cui si producono beni o servizi; o le dimissioni volontarie in forma scritta su modulo alfanumerico a durata limitata del Ministero del Lavoro. Come se questo fosse il modo giusto di reprimere una fortunatamente limitata patologia che con altri modi deve essere estirpata. Per non dire di tutto quanto avete richiamato prima con riferimento alla fiscalità in termini di impiego della retroattività o – fatemela solo ricordare – la famosa soglia anti riciclaggio dei 100 euro che se non bloccata, a regime ci porta ad una sorta di Stato di polizia fiscale”. &#8211; CINQUE AREE DI DEREGOLAMENTAZIONE BUROCRATICA E FISCALE &#8211; “Allora io vi segnalo cinque aree di intervento di deregolamentazione burocratica e fiscale soprattutto al lavoro. La deregolamentazione sarà ben più ampia come ben vedrete, ma io voglio limitarmi a quella che più mi compete. “Cinque aree di deregolamentazione, che non vuole in alcun modo ridurre il livello delle tutele, perché non è di questo che discutiamo. Anzi, proprio per le considerazioni che prima facevo a proposito del carattere negativo che a un certo punto possono assumere gli adempimenti e le sanzioni, spesso la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse. Ancora Marco Biagi, fatemelo citare, era solito dirci sempre che nessun incentivo finanziario può compensare un disincentivo normativo, eppure tanto spesso ci si è illusi di produrre ciò. Quindi cinque anni di deregolamentazione”. &#8211; PRIMA AREA &#8211; Gestione del rapporto di lavoro &#8211; “La prima riguarda la gestione stessa del rapporto di lavoro affinché sia più agevole, affinché siamo tutti incoraggiati ad accendere rapporti di lavoro e non invece disincentivati come oggi accade. Da qui la nostra volontà di abrogare la normativa sulle dimissione volontarie, abrogare, sottolineo; della nostra volontà di eliminare il libro matricola e il libro paga per sostituirli con un semplice libro presenze, perché non si possono sommare gli adempimenti nel momento in cui è stata introdotta la comunicazione on-line dell’assunzione, nel giorno che precede l’avvio dell’attività. Questi strumenti si sono rivelati obsoleti. L’abrogazione degli indici di congruità; il superamento di quella disciplina di adempimenti esasperati relativi alla responsabilità solidale tra appaltante e appaltatore che peraltro va ricondott</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/assemblea-2008-cio-che-va-bene-alla-piccola-impresa-va-bene-allitalia-tutta-intera/">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/assemblea-2008-cio-che-va-bene-alla-piccola-impresa-va-bene-allitalia-tutta-intera/">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7364 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</h1>
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<p>Alla richiesta del Presidente Giorgio Guerrini, che nel suo discorso di apertura dell’Assemblea generale di Confartigianato ha rivolto alla politica l’appello a “semplificare il Paese”, il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi – intervenuto subito dopo Guerrini – ha risposto garantendo che l’azione del suo dicastero sarà mirata rigorosamente alla semplificazione. O meglio, come l’ha definita il Ministro, alla “deregolazione”. Con l’obiettivo ambizioso di un mercato del lavoro a prova di PMI. “Quello che va bene alle piccole imprese, va bene all’Italia”, ha spiegato Sacconi parafrasando con efficacia una battuta dei tempi della Prima Repubblica. Il Ministro del Lavoro ha indicato che i processi di deregolazione burocratica e fiscale si dispiegheranno in cinque aree: gestione del rapporto di lavoro, regolarizzazione dei rapporti lavorativi, giustizia del lavoro, relazioni industriali, bilateralità. Per Sacconi deregolamentazione significa “rendere più agevole la gestione dei rapporti”, e non “riduzione del livello di tutela dei lavoratori”. “Spesso, ha dichiarato il Ministro, la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse”. Alla sicurezza sul luogo di lavoro il Ministro Sacconi ha dedicato l’apertura dell’intervento. “Mi unisco anche io al pensiero commosso che poco fa il Presidente Guerrini rivolgeva ai famigliari, ai collaboratori dei tanti che ieri sono caduti nel lavoro”. Il Ministro ha proseguito spiegando che bisogna passare rapidamente dalla fase dell’emozione,“che ci vuole orientati a che non si ripetano con tanta intensità le morti sul lavoro”, a quella della ragione, “che deve consentirci di analizzare la causa di questi decessi e di intervenire con azioni tali da permetterci di raggiungere effettivi risultati in termini di numero di persone che cadono nel lavoro o che comunque ricevono danni per la loro salute. Noi dobbiamo essere animati da un approccio per obiettivi. Era un insegnamento di Marco Biagi, che contrapponeva in qualche modo ad un approccio esclusivamente per regole”. Di seguito il testo integrale dell’intervento del Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. &#8211; PIU&#8217; REGOLE UGUALE A PIU&#8217; SICUREZZA? &#8211; “Le regole servono. Le regole devono essere sostenute anche da sanzioni, ma dobbiamo interrogarci se sia stato sufficiente un approccio prevalentemente per regole e per sanzioni. Dobbiamo interrogarci su quale sia, in particolare, il punto critico, oltre il quale la definizione di ulteriori adempimenti e ulteriori sanzioni non produca proprio l’effetto opposto di distogliere l’imprenditore e gli stessi lavoratori dall’attenzione a tutto ciò che fa sicurezza nell’ambiente di lavoro, rispetto a quell’inevitabile disorientamento che si produce nel momento in cui l’attenzione si rivolge soltanto ai profili di carattere formalistico. Proprio oggi alle 16.30 ci incontreremo per costruire un piano straordinario tra Stato, Regioni, che com’è noto portano larga parte delle responsabilità a riguardo, e le Organizzazioni degli imprenditori e dei lavoratori. Un piano rivolto a prevenire quella grande parte di infortuni che hanno un origine comportamentale, il che significa decidere insieme di investire in prevenzione, formazione, informazione”. &#8211; LA CRESCITA MAGGIORE È QUELLA DEL DISAVANZO &#8211; “Purtroppo noi viviamo una condizione di emergenza che è insieme economica e sociale. Una condizione che purtroppo non appare congiunturale e che quindi non sollecita risposte di breve periodo o di piccola portata. Noi ci troviamo in una sorta di trappola che rende difficile la crescita. Il Ministro Tremonti ogni tanto scherza sul fatto che l’unica cosa che appare crescere in questo Paese è il disavanzo pubblico, mentre è l’unica cosa che dobbiamo contenere per far crescere tutto ciò che rende la nostra una società attiva, una società competitiva, una società inclusiva, anche perché noi vogliamo una società mobile. E allora noi abbiamo reagito immediatamente a questa emergenza con un primo pacchetto di provvedimenti, ma soprattutto nei prossimi giorni vareremo una manovra di ampia portata rivolta al triennio, una manovra che si realizza in termini anticipati rispetto all’usuale appuntamento di fine settembre con i documenti di bilancio, proprio nella convinzione che occorra da subito promuovere una serie di iniziative rivolte insieme alla crescita, alla stabilità finanziaria alla coesione sociale. Tra queste iniziative voglio segnalarvi soprattutto quelle che hanno lo scopo di liberare l’impresa e di liberare il lavoro”. &#8211; IL PAESE DEI “LACCI E LACCIUOLI &#8211; “In un Paese nel quale ai tanti atavici vincoli &#8211; Guido Carli, con il quale ho avuto la fortuna di collaborare mi ricordava sempre il suo termine “lacci e lacciuoli”- che sono stati accumulati in nome di quella cultura del sospetto che il Presidente Guerrini ha così opportunamente richiamato a tutti, e su questo pesante sedimento di vincoli all’impresa e al lavoro, nel corso del recente biennio molti vincoli ulteriori si sono aggiunti. Voi ne avete citati alcuni. Io non posso non ricordare in questa iper-regolazione burocratica e fiscale che intensivamente è stata prodotta nell’arco di due anni: la generalizzazione del Durc – che pure avevamo avviato soltanto nell’edilizia ove le parti avevano essa richiesto anche perché dotate di strumenti come le Casse Edili che lo potevano erogare con semplicità –; o come l’individuazione di incredibili indici di congruità, una sorta di post moderno imponibile di manodopera, come se cioè lo Stato debba definire quali sono le modalità organizzative con cui si producono beni o servizi; o le dimissioni volontarie in forma scritta su modulo alfanumerico a durata limitata del Ministero del Lavoro. Come se questo fosse il modo giusto di reprimere una fortunatamente limitata patologia che con altri modi deve essere estirpata. Per non dire di tutto quanto avete richiamato prima con riferimento alla fiscalità in termini di impiego della retroattività o – fatemela solo ricordare – la famosa soglia anti riciclaggio dei 100 euro che se non bloccata, a regime ci porta ad una sorta di Stato di polizia fiscale”. &#8211; CINQUE AREE DI DEREGOLAMENTAZIONE BUROCRATICA E FISCALE &#8211; “Allora io vi segnalo cinque aree di intervento di deregolamentazione burocratica e fiscale soprattutto al lavoro. La deregolamentazione sarà ben più ampia come ben vedrete, ma io voglio limitarmi a quella che più mi compete. “Cinque aree di deregolamentazione, che non vuole in alcun modo ridurre il livello delle tutele, perché non è di questo che discutiamo. Anzi, proprio per le considerazioni che prima facevo a proposito del carattere negativo che a un certo punto possono assumere gli adempimenti e le sanzioni, spesso la deregolamentazione è il modo con il quale si realizzano con maggiore efficacia sostanziale le tutele stesse. Ancora Marco Biagi, fatemelo citare, era solito dirci sempre che nessun incentivo finanziario può compensare un disincentivo normativo, eppure tanto spesso ci si è illusi di produrre ciò. Quindi cinque anni di deregolamentazione”. &#8211; PRIMA AREA &#8211; Gestione del rapporto di lavoro &#8211; “La prima riguarda la gestione stessa del rapporto di lavoro affinché sia più agevole, affinché siamo tutti incoraggiati ad accendere rapporti di lavoro e non invece disincentivati come oggi accade. Da qui la nostra volontà di abrogare la normativa sulle dimissione volontarie, abrogare, sottolineo; della nostra volontà di eliminare il libro matricola e il libro paga per sostituirli con un semplice libro presenze, perché non si possono sommare gli adempimenti nel momento in cui è stata introdotta la comunicazione on-line dell’assunzione, nel giorno che precede l’avvio dell’attività. Questi strumenti si sono rivelati obsoleti. L’abrogazione degli indici di congruità; il superamento di quella disciplina di adempimenti esasperati relativi alla responsabilità solidale tra appaltante e appaltatore che peraltro va ricondott</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/assemblea-2008-cio-che-va-bene-alla-piccola-impresa-va-bene-allitalia-tutta-intera/">ASSEMBLEA 2008 &#8211; “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”.</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>ASSEMBLEA 2008 - “Ciò che va bene alla piccola impresa va bene all’Italia tutta intera”. - Confartigianato Imprese </title>
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