<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Artigiani, sì al federalismo fiscale - Confartigianato Imprese</title>
	<atom:link href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/</link>
	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
	<lastBuildDate>Tue, 02 Sep 2008 22:00:00 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	

<image>
	<url>https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/cropped-logo_Confartigianato_Tavola-disegno-1-32x32.png</url>
	<title>Artigiani, sì al federalismo fiscale - Confartigianato Imprese</title>
	<link>https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-inblu2000-crisi-in-medio-oriente-pesa-su-costi-energia-export-e-investimenti-delle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[InBlu2000]]></category>
		<category><![CDATA[RadioInBlu]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131987</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-7425 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco tag-artigiani tag-federalismo tag-fiscale" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Settembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigiani, sì al federalismo fiscale</h1>
</div>
</div>
<p>Gli artigiani italiani hanno voglia di federalismo. Un desiderio che nasconde il bisogno di scrollarsi di dosso il peso di una burocrazia pesante e costosa, che grazie al federalismo fiscale potrebbe utilizzare le tasse versate dai contribuenti in maniera più efficiente e contrastare in maniera netta e decisa l’evasione fiscale, soprattutto quella legata al lavoro sommerso e all’abusivismo. Sono questi i primi spunti di riflessione offerti dai risultati del sondaggio che l’Ispo di Renato Mannheimer ha condotto su un campione di imprenditori associati a Confartigianato. Il sondaggio, centrato sul federalismo fiscale, è stato presentato il primo settembre a Roma, nel corso dell’annuale edizione della Summer school di Confartigianato. Il 75% degli intervistati spera che il Paese prenda la via del federalismo, più o meno radicale, per risolvere molti dei problemi che angosciano l’Italia. In particolare, ai piccoli imprenditori piace soprattutto l’idea di uno Stato federale che conceda più autonomia e poteri alle Regioni. Per il 62% degli artigiani intervistati, infatti, allo Stato spetta il compito di garantire soltanto alcuni servizi fondamentali, tra cui istruzione e sanità, senza farsi carico di competenze che potrebbero essere lasciate agli enti locali e che spesso comportano un aumento al già ingente prelievo fiscale. Una tassazione che oggi l’88,5% degli imprenditori definisce alta e che soltanto l’11,3% degli intervistati ritiene essere giusta. Tasse troppo alte e mal gestite dallo Stato, se si considera che la maggioranza degli artigiani italiani, l’86% del campione intervistato, ha dichiarato di “ricevere meno benefici e servizi di scarsa qualità rispetto alle tasse” che paga. Tasse che il federalismo potrebbe limare, ma che non dovrà aumentare, neanche se questo dovesse portare ad un miglioramento dei servizi locali rispetto a quelli nazionali. Quando l’Ispo ha chiesto agli intervistati se, pur di alzare gli standard dei servizi sanitari regionali, i cittadini sarebbero stati disposti a pagare più tasse, il 79% del campione ha risposto con un laconico no. Una ferma convinzione che tradisce l’eccessivo prelievo fiscale che attualmente ricade sugli italiani. L’Ufficio studi di Confartigianato ha calcolato che se la pressione fiscale “ufficiale” è del 43,3%, quella effettiva, e cioè quella che considera anche il sommerso e l’evasione fiscale, si attesta sul 51,6%. Senza parlare dell’incremento dei tributi locali nel decennio 1996/2006. Non deve essere un caso se in Italia, paese secondo soltanto alla Spagna nella speciale classifica che registra l’aumento delle tasse locali, l’imposta che ha subito il maggior incremento nel decennio preso in esame è stata l’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive, aumentata del 62,2%. Attualmente, con il disegno legge Calderoli sul federalismo fiscale ancora in fase di elaborazione, sono state rese pubbliche soltanto alcune indiscrezioni. Tra queste, la possibilità da parte dello Stato o delle Regioni più ricche di sostenere le regioni più povere. Una possibilità che il 64% degli artigiani intervistati ha condiviso, dimostrando che il federalismo che sognano non vuole spaccare l’Italia, né tanto meno abbandonare al loro destino gli abitanti delle Regioni dove si produce minor ricchezza. Il federalismo che sognano gli artigiani, e che emerge dai risultati del sondaggio Ispo commissionato da Confartigianato, è una nuova organizzazione dello Stato che, oltre a consentire all’Italia di uscire dalla crisi economica e di riavvicinarla agli altri Stati comunitari, permetterebbe ai cittadini di controllare in maniera più incisiva l’utilizzo delle tasse, la qualità dei servizi offerti dagli enti locali e, a questi, di combattere con maggiore incisività l’evasione fiscale, soprattutto quella prodotta dal lavoro sommerso e dagli operatori abusivi. Un’esigenza confermata da alcune elaborazioni di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato. Secondo i dati diffusi durante la Summer school, infatti, il valore aggiunto prodotto dal sommerso nel 2006 è compreso tra il 15,3% ed il 16,9% del PIL. Nel 2007, inoltre, l’evasione fiscale ha prodotto un “fatturato” da 107,1 miliardi di euro. Con l’attuazione di un modello di federalismo fiscale, i piccoli imprenditori sperano di poter beneficiare di una gamma di servizi di qualità migliore, dalla sicurezza alla sanità, passando per quella semplificazione burocratica per le imprese che gli artigiani richiedono da ormai troppo tempo. Avvicinando il prelievo fiscale al territorio, dunque, gli enti locali avrebbero maggiori risorse da gestire per l’offerta dei servizi ai cittadini. Ma di quali servizi hanno bisogno gli artigiani, cittadini prima ancora che imprenditori? Maggiore tutela e sicurezza sul lavoro, ricerca ed innovazione per le imprese, infrastrutture e una più attenta tutela sanitaria. In altre parole, di tutta quella serie di interventi che il mondo della micro e piccola impresa italiana chiede da tempo per riaccendere il motore di un Paese che appare ingolfato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-4-di-sera-rete-4-le-crisi-geopolitiche-presentano-il-conto-alle-nostre-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4 di sera]]></category>
		<category><![CDATA[rete 4]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131997</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-7425 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco tag-artigiani tag-federalismo tag-fiscale" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Settembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigiani, sì al federalismo fiscale</h1>
</div>
</div>
<p>Gli artigiani italiani hanno voglia di federalismo. Un desiderio che nasconde il bisogno di scrollarsi di dosso il peso di una burocrazia pesante e costosa, che grazie al federalismo fiscale potrebbe utilizzare le tasse versate dai contribuenti in maniera più efficiente e contrastare in maniera netta e decisa l’evasione fiscale, soprattutto quella legata al lavoro sommerso e all’abusivismo. Sono questi i primi spunti di riflessione offerti dai risultati del sondaggio che l’Ispo di Renato Mannheimer ha condotto su un campione di imprenditori associati a Confartigianato. Il sondaggio, centrato sul federalismo fiscale, è stato presentato il primo settembre a Roma, nel corso dell’annuale edizione della Summer school di Confartigianato. Il 75% degli intervistati spera che il Paese prenda la via del federalismo, più o meno radicale, per risolvere molti dei problemi che angosciano l’Italia. In particolare, ai piccoli imprenditori piace soprattutto l’idea di uno Stato federale che conceda più autonomia e poteri alle Regioni. Per il 62% degli artigiani intervistati, infatti, allo Stato spetta il compito di garantire soltanto alcuni servizi fondamentali, tra cui istruzione e sanità, senza farsi carico di competenze che potrebbero essere lasciate agli enti locali e che spesso comportano un aumento al già ingente prelievo fiscale. Una tassazione che oggi l’88,5% degli imprenditori definisce alta e che soltanto l’11,3% degli intervistati ritiene essere giusta. Tasse troppo alte e mal gestite dallo Stato, se si considera che la maggioranza degli artigiani italiani, l’86% del campione intervistato, ha dichiarato di “ricevere meno benefici e servizi di scarsa qualità rispetto alle tasse” che paga. Tasse che il federalismo potrebbe limare, ma che non dovrà aumentare, neanche se questo dovesse portare ad un miglioramento dei servizi locali rispetto a quelli nazionali. Quando l’Ispo ha chiesto agli intervistati se, pur di alzare gli standard dei servizi sanitari regionali, i cittadini sarebbero stati disposti a pagare più tasse, il 79% del campione ha risposto con un laconico no. Una ferma convinzione che tradisce l’eccessivo prelievo fiscale che attualmente ricade sugli italiani. L’Ufficio studi di Confartigianato ha calcolato che se la pressione fiscale “ufficiale” è del 43,3%, quella effettiva, e cioè quella che considera anche il sommerso e l’evasione fiscale, si attesta sul 51,6%. Senza parlare dell’incremento dei tributi locali nel decennio 1996/2006. Non deve essere un caso se in Italia, paese secondo soltanto alla Spagna nella speciale classifica che registra l’aumento delle tasse locali, l’imposta che ha subito il maggior incremento nel decennio preso in esame è stata l’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive, aumentata del 62,2%. Attualmente, con il disegno legge Calderoli sul federalismo fiscale ancora in fase di elaborazione, sono state rese pubbliche soltanto alcune indiscrezioni. Tra queste, la possibilità da parte dello Stato o delle Regioni più ricche di sostenere le regioni più povere. Una possibilità che il 64% degli artigiani intervistati ha condiviso, dimostrando che il federalismo che sognano non vuole spaccare l’Italia, né tanto meno abbandonare al loro destino gli abitanti delle Regioni dove si produce minor ricchezza. Il federalismo che sognano gli artigiani, e che emerge dai risultati del sondaggio Ispo commissionato da Confartigianato, è una nuova organizzazione dello Stato che, oltre a consentire all’Italia di uscire dalla crisi economica e di riavvicinarla agli altri Stati comunitari, permetterebbe ai cittadini di controllare in maniera più incisiva l’utilizzo delle tasse, la qualità dei servizi offerti dagli enti locali e, a questi, di combattere con maggiore incisività l’evasione fiscale, soprattutto quella prodotta dal lavoro sommerso e dagli operatori abusivi. Un’esigenza confermata da alcune elaborazioni di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato. Secondo i dati diffusi durante la Summer school, infatti, il valore aggiunto prodotto dal sommerso nel 2006 è compreso tra il 15,3% ed il 16,9% del PIL. Nel 2007, inoltre, l’evasione fiscale ha prodotto un “fatturato” da 107,1 miliardi di euro. Con l’attuazione di un modello di federalismo fiscale, i piccoli imprenditori sperano di poter beneficiare di una gamma di servizi di qualità migliore, dalla sicurezza alla sanità, passando per quella semplificazione burocratica per le imprese che gli artigiani richiedono da ormai troppo tempo. Avvicinando il prelievo fiscale al territorio, dunque, gli enti locali avrebbero maggiori risorse da gestire per l’offerta dei servizi ai cittadini. Ma di quali servizi hanno bisogno gli artigiani, cittadini prima ancora che imprenditori? Maggiore tutela e sicurezza sul lavoro, ricerca ed innovazione per le imprese, infrastrutture e una più attenta tutela sanitaria. In altre parole, di tutta quella serie di interventi che il mondo della micro e piccola impresa italiana chiede da tempo per riaccendere il motore di un Paese che appare ingolfato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-per-economia-e-imprese-il-punto-nel-webinar-del-6-luglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[congiuntura]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131972</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Giugno 2026·CONGIUNTURA Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio Le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-7425 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco tag-artigiani tag-federalismo tag-fiscale" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Settembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigiani, sì al federalismo fiscale</h1>
</div>
</div>
<p>Gli artigiani italiani hanno voglia di federalismo. Un desiderio che nasconde il bisogno di scrollarsi di dosso il peso di una burocrazia pesante e costosa, che grazie al federalismo fiscale potrebbe utilizzare le tasse versate dai contribuenti in maniera più efficiente e contrastare in maniera netta e decisa l’evasione fiscale, soprattutto quella legata al lavoro sommerso e all’abusivismo. Sono questi i primi spunti di riflessione offerti dai risultati del sondaggio che l’Ispo di Renato Mannheimer ha condotto su un campione di imprenditori associati a Confartigianato. Il sondaggio, centrato sul federalismo fiscale, è stato presentato il primo settembre a Roma, nel corso dell’annuale edizione della Summer school di Confartigianato. Il 75% degli intervistati spera che il Paese prenda la via del federalismo, più o meno radicale, per risolvere molti dei problemi che angosciano l’Italia. In particolare, ai piccoli imprenditori piace soprattutto l’idea di uno Stato federale che conceda più autonomia e poteri alle Regioni. Per il 62% degli artigiani intervistati, infatti, allo Stato spetta il compito di garantire soltanto alcuni servizi fondamentali, tra cui istruzione e sanità, senza farsi carico di competenze che potrebbero essere lasciate agli enti locali e che spesso comportano un aumento al già ingente prelievo fiscale. Una tassazione che oggi l’88,5% degli imprenditori definisce alta e che soltanto l’11,3% degli intervistati ritiene essere giusta. Tasse troppo alte e mal gestite dallo Stato, se si considera che la maggioranza degli artigiani italiani, l’86% del campione intervistato, ha dichiarato di “ricevere meno benefici e servizi di scarsa qualità rispetto alle tasse” che paga. Tasse che il federalismo potrebbe limare, ma che non dovrà aumentare, neanche se questo dovesse portare ad un miglioramento dei servizi locali rispetto a quelli nazionali. Quando l’Ispo ha chiesto agli intervistati se, pur di alzare gli standard dei servizi sanitari regionali, i cittadini sarebbero stati disposti a pagare più tasse, il 79% del campione ha risposto con un laconico no. Una ferma convinzione che tradisce l’eccessivo prelievo fiscale che attualmente ricade sugli italiani. L’Ufficio studi di Confartigianato ha calcolato che se la pressione fiscale “ufficiale” è del 43,3%, quella effettiva, e cioè quella che considera anche il sommerso e l’evasione fiscale, si attesta sul 51,6%. Senza parlare dell’incremento dei tributi locali nel decennio 1996/2006. Non deve essere un caso se in Italia, paese secondo soltanto alla Spagna nella speciale classifica che registra l’aumento delle tasse locali, l’imposta che ha subito il maggior incremento nel decennio preso in esame è stata l’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive, aumentata del 62,2%. Attualmente, con il disegno legge Calderoli sul federalismo fiscale ancora in fase di elaborazione, sono state rese pubbliche soltanto alcune indiscrezioni. Tra queste, la possibilità da parte dello Stato o delle Regioni più ricche di sostenere le regioni più povere. Una possibilità che il 64% degli artigiani intervistati ha condiviso, dimostrando che il federalismo che sognano non vuole spaccare l’Italia, né tanto meno abbandonare al loro destino gli abitanti delle Regioni dove si produce minor ricchezza. Il federalismo che sognano gli artigiani, e che emerge dai risultati del sondaggio Ispo commissionato da Confartigianato, è una nuova organizzazione dello Stato che, oltre a consentire all’Italia di uscire dalla crisi economica e di riavvicinarla agli altri Stati comunitari, permetterebbe ai cittadini di controllare in maniera più incisiva l’utilizzo delle tasse, la qualità dei servizi offerti dagli enti locali e, a questi, di combattere con maggiore incisività l’evasione fiscale, soprattutto quella prodotta dal lavoro sommerso e dagli operatori abusivi. Un’esigenza confermata da alcune elaborazioni di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato. Secondo i dati diffusi durante la Summer school, infatti, il valore aggiunto prodotto dal sommerso nel 2006 è compreso tra il 15,3% ed il 16,9% del PIL. Nel 2007, inoltre, l’evasione fiscale ha prodotto un “fatturato” da 107,1 miliardi di euro. Con l’attuazione di un modello di federalismo fiscale, i piccoli imprenditori sperano di poter beneficiare di una gamma di servizi di qualità migliore, dalla sicurezza alla sanità, passando per quella semplificazione burocratica per le imprese che gli artigiani richiedono da ormai troppo tempo. Avvicinando il prelievo fiscale al territorio, dunque, gli enti locali avrebbero maggiori risorse da gestire per l’offerta dei servizi ai cittadini. Ma di quali servizi hanno bisogno gli artigiani, cittadini prima ancora che imprenditori? Maggiore tutela e sicurezza sul lavoro, ricerca ed innovazione per le imprese, infrastrutture e una più attenta tutela sanitaria. In altre parole, di tutta quella serie di interventi che il mondo della micro e piccola impresa italiana chiede da tempo per riaccendere il motore di un Paese che appare ingolfato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/aggregazione-in-consorzi-e-reti-dimpresa-per-conquistare-il-mercato-degli-appalti-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4CNetWork]]></category>
		<category><![CDATA[Gustavo Piga]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Carretti]]></category>
		<category><![CDATA[orep]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131875</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-7425 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco tag-artigiani tag-federalismo tag-fiscale" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Settembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigiani, sì al federalismo fiscale</h1>
</div>
</div>
<p>Gli artigiani italiani hanno voglia di federalismo. Un desiderio che nasconde il bisogno di scrollarsi di dosso il peso di una burocrazia pesante e costosa, che grazie al federalismo fiscale potrebbe utilizzare le tasse versate dai contribuenti in maniera più efficiente e contrastare in maniera netta e decisa l’evasione fiscale, soprattutto quella legata al lavoro sommerso e all’abusivismo. Sono questi i primi spunti di riflessione offerti dai risultati del sondaggio che l’Ispo di Renato Mannheimer ha condotto su un campione di imprenditori associati a Confartigianato. Il sondaggio, centrato sul federalismo fiscale, è stato presentato il primo settembre a Roma, nel corso dell’annuale edizione della Summer school di Confartigianato. Il 75% degli intervistati spera che il Paese prenda la via del federalismo, più o meno radicale, per risolvere molti dei problemi che angosciano l’Italia. In particolare, ai piccoli imprenditori piace soprattutto l’idea di uno Stato federale che conceda più autonomia e poteri alle Regioni. Per il 62% degli artigiani intervistati, infatti, allo Stato spetta il compito di garantire soltanto alcuni servizi fondamentali, tra cui istruzione e sanità, senza farsi carico di competenze che potrebbero essere lasciate agli enti locali e che spesso comportano un aumento al già ingente prelievo fiscale. Una tassazione che oggi l’88,5% degli imprenditori definisce alta e che soltanto l’11,3% degli intervistati ritiene essere giusta. Tasse troppo alte e mal gestite dallo Stato, se si considera che la maggioranza degli artigiani italiani, l’86% del campione intervistato, ha dichiarato di “ricevere meno benefici e servizi di scarsa qualità rispetto alle tasse” che paga. Tasse che il federalismo potrebbe limare, ma che non dovrà aumentare, neanche se questo dovesse portare ad un miglioramento dei servizi locali rispetto a quelli nazionali. Quando l’Ispo ha chiesto agli intervistati se, pur di alzare gli standard dei servizi sanitari regionali, i cittadini sarebbero stati disposti a pagare più tasse, il 79% del campione ha risposto con un laconico no. Una ferma convinzione che tradisce l’eccessivo prelievo fiscale che attualmente ricade sugli italiani. L’Ufficio studi di Confartigianato ha calcolato che se la pressione fiscale “ufficiale” è del 43,3%, quella effettiva, e cioè quella che considera anche il sommerso e l’evasione fiscale, si attesta sul 51,6%. Senza parlare dell’incremento dei tributi locali nel decennio 1996/2006. Non deve essere un caso se in Italia, paese secondo soltanto alla Spagna nella speciale classifica che registra l’aumento delle tasse locali, l’imposta che ha subito il maggior incremento nel decennio preso in esame è stata l’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive, aumentata del 62,2%. Attualmente, con il disegno legge Calderoli sul federalismo fiscale ancora in fase di elaborazione, sono state rese pubbliche soltanto alcune indiscrezioni. Tra queste, la possibilità da parte dello Stato o delle Regioni più ricche di sostenere le regioni più povere. Una possibilità che il 64% degli artigiani intervistati ha condiviso, dimostrando che il federalismo che sognano non vuole spaccare l’Italia, né tanto meno abbandonare al loro destino gli abitanti delle Regioni dove si produce minor ricchezza. Il federalismo che sognano gli artigiani, e che emerge dai risultati del sondaggio Ispo commissionato da Confartigianato, è una nuova organizzazione dello Stato che, oltre a consentire all’Italia di uscire dalla crisi economica e di riavvicinarla agli altri Stati comunitari, permetterebbe ai cittadini di controllare in maniera più incisiva l’utilizzo delle tasse, la qualità dei servizi offerti dagli enti locali e, a questi, di combattere con maggiore incisività l’evasione fiscale, soprattutto quella prodotta dal lavoro sommerso e dagli operatori abusivi. Un’esigenza confermata da alcune elaborazioni di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato. Secondo i dati diffusi durante la Summer school, infatti, il valore aggiunto prodotto dal sommerso nel 2006 è compreso tra il 15,3% ed il 16,9% del PIL. Nel 2007, inoltre, l’evasione fiscale ha prodotto un “fatturato” da 107,1 miliardi di euro. Con l’attuazione di un modello di federalismo fiscale, i piccoli imprenditori sperano di poter beneficiare di una gamma di servizi di qualità migliore, dalla sicurezza alla sanità, passando per quella semplificazione burocratica per le imprese che gli artigiani richiedono da ormai troppo tempo. Avvicinando il prelievo fiscale al territorio, dunque, gli enti locali avrebbero maggiori risorse da gestire per l’offerta dei servizi ai cittadini. Ma di quali servizi hanno bisogno gli artigiani, cittadini prima ancora che imprenditori? Maggiore tutela e sicurezza sul lavoro, ricerca ed innovazione per le imprese, infrastrutture e una più attenta tutela sanitaria. In altre parole, di tutta quella serie di interventi che il mondo della micro e piccola impresa italiana chiede da tempo per riaccendere il motore di un Paese che appare ingolfato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131676</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-7425 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco tag-artigiani tag-federalismo tag-fiscale" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Settembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigiani, sì al federalismo fiscale</h1>
</div>
</div>
<p>Gli artigiani italiani hanno voglia di federalismo. Un desiderio che nasconde il bisogno di scrollarsi di dosso il peso di una burocrazia pesante e costosa, che grazie al federalismo fiscale potrebbe utilizzare le tasse versate dai contribuenti in maniera più efficiente e contrastare in maniera netta e decisa l’evasione fiscale, soprattutto quella legata al lavoro sommerso e all’abusivismo. Sono questi i primi spunti di riflessione offerti dai risultati del sondaggio che l’Ispo di Renato Mannheimer ha condotto su un campione di imprenditori associati a Confartigianato. Il sondaggio, centrato sul federalismo fiscale, è stato presentato il primo settembre a Roma, nel corso dell’annuale edizione della Summer school di Confartigianato. Il 75% degli intervistati spera che il Paese prenda la via del federalismo, più o meno radicale, per risolvere molti dei problemi che angosciano l’Italia. In particolare, ai piccoli imprenditori piace soprattutto l’idea di uno Stato federale che conceda più autonomia e poteri alle Regioni. Per il 62% degli artigiani intervistati, infatti, allo Stato spetta il compito di garantire soltanto alcuni servizi fondamentali, tra cui istruzione e sanità, senza farsi carico di competenze che potrebbero essere lasciate agli enti locali e che spesso comportano un aumento al già ingente prelievo fiscale. Una tassazione che oggi l’88,5% degli imprenditori definisce alta e che soltanto l’11,3% degli intervistati ritiene essere giusta. Tasse troppo alte e mal gestite dallo Stato, se si considera che la maggioranza degli artigiani italiani, l’86% del campione intervistato, ha dichiarato di “ricevere meno benefici e servizi di scarsa qualità rispetto alle tasse” che paga. Tasse che il federalismo potrebbe limare, ma che non dovrà aumentare, neanche se questo dovesse portare ad un miglioramento dei servizi locali rispetto a quelli nazionali. Quando l’Ispo ha chiesto agli intervistati se, pur di alzare gli standard dei servizi sanitari regionali, i cittadini sarebbero stati disposti a pagare più tasse, il 79% del campione ha risposto con un laconico no. Una ferma convinzione che tradisce l’eccessivo prelievo fiscale che attualmente ricade sugli italiani. L’Ufficio studi di Confartigianato ha calcolato che se la pressione fiscale “ufficiale” è del 43,3%, quella effettiva, e cioè quella che considera anche il sommerso e l’evasione fiscale, si attesta sul 51,6%. Senza parlare dell’incremento dei tributi locali nel decennio 1996/2006. Non deve essere un caso se in Italia, paese secondo soltanto alla Spagna nella speciale classifica che registra l’aumento delle tasse locali, l’imposta che ha subito il maggior incremento nel decennio preso in esame è stata l’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive, aumentata del 62,2%. Attualmente, con il disegno legge Calderoli sul federalismo fiscale ancora in fase di elaborazione, sono state rese pubbliche soltanto alcune indiscrezioni. Tra queste, la possibilità da parte dello Stato o delle Regioni più ricche di sostenere le regioni più povere. Una possibilità che il 64% degli artigiani intervistati ha condiviso, dimostrando che il federalismo che sognano non vuole spaccare l’Italia, né tanto meno abbandonare al loro destino gli abitanti delle Regioni dove si produce minor ricchezza. Il federalismo che sognano gli artigiani, e che emerge dai risultati del sondaggio Ispo commissionato da Confartigianato, è una nuova organizzazione dello Stato che, oltre a consentire all’Italia di uscire dalla crisi economica e di riavvicinarla agli altri Stati comunitari, permetterebbe ai cittadini di controllare in maniera più incisiva l’utilizzo delle tasse, la qualità dei servizi offerti dagli enti locali e, a questi, di combattere con maggiore incisività l’evasione fiscale, soprattutto quella prodotta dal lavoro sommerso e dagli operatori abusivi. Un’esigenza confermata da alcune elaborazioni di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato. Secondo i dati diffusi durante la Summer school, infatti, il valore aggiunto prodotto dal sommerso nel 2006 è compreso tra il 15,3% ed il 16,9% del PIL. Nel 2007, inoltre, l’evasione fiscale ha prodotto un “fatturato” da 107,1 miliardi di euro. Con l’attuazione di un modello di federalismo fiscale, i piccoli imprenditori sperano di poter beneficiare di una gamma di servizi di qualità migliore, dalla sicurezza alla sanità, passando per quella semplificazione burocratica per le imprese che gli artigiani richiedono da ormai troppo tempo. Avvicinando il prelievo fiscale al territorio, dunque, gli enti locali avrebbero maggiori risorse da gestire per l’offerta dei servizi ai cittadini. Ma di quali servizi hanno bisogno gli artigiani, cittadini prima ancora che imprenditori? Maggiore tutela e sicurezza sul lavoro, ricerca ed innovazione per le imprese, infrastrutture e una più attenta tutela sanitaria. In altre parole, di tutta quella serie di interventi che il mondo della micro e piccola impresa italiana chiede da tempo per riaccendere il motore di un Paese che appare ingolfato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianale-si-ma-soltanto-se-sei-artigiano-utili-chiarimenti-dal-mimit-sulla-nuova-legge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131855</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-7425 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco tag-artigiani tag-federalismo tag-fiscale" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Settembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigiani, sì al federalismo fiscale</h1>
</div>
</div>
<p>Gli artigiani italiani hanno voglia di federalismo. Un desiderio che nasconde il bisogno di scrollarsi di dosso il peso di una burocrazia pesante e costosa, che grazie al federalismo fiscale potrebbe utilizzare le tasse versate dai contribuenti in maniera più efficiente e contrastare in maniera netta e decisa l’evasione fiscale, soprattutto quella legata al lavoro sommerso e all’abusivismo. Sono questi i primi spunti di riflessione offerti dai risultati del sondaggio che l’Ispo di Renato Mannheimer ha condotto su un campione di imprenditori associati a Confartigianato. Il sondaggio, centrato sul federalismo fiscale, è stato presentato il primo settembre a Roma, nel corso dell’annuale edizione della Summer school di Confartigianato. Il 75% degli intervistati spera che il Paese prenda la via del federalismo, più o meno radicale, per risolvere molti dei problemi che angosciano l’Italia. In particolare, ai piccoli imprenditori piace soprattutto l’idea di uno Stato federale che conceda più autonomia e poteri alle Regioni. Per il 62% degli artigiani intervistati, infatti, allo Stato spetta il compito di garantire soltanto alcuni servizi fondamentali, tra cui istruzione e sanità, senza farsi carico di competenze che potrebbero essere lasciate agli enti locali e che spesso comportano un aumento al già ingente prelievo fiscale. Una tassazione che oggi l’88,5% degli imprenditori definisce alta e che soltanto l’11,3% degli intervistati ritiene essere giusta. Tasse troppo alte e mal gestite dallo Stato, se si considera che la maggioranza degli artigiani italiani, l’86% del campione intervistato, ha dichiarato di “ricevere meno benefici e servizi di scarsa qualità rispetto alle tasse” che paga. Tasse che il federalismo potrebbe limare, ma che non dovrà aumentare, neanche se questo dovesse portare ad un miglioramento dei servizi locali rispetto a quelli nazionali. Quando l’Ispo ha chiesto agli intervistati se, pur di alzare gli standard dei servizi sanitari regionali, i cittadini sarebbero stati disposti a pagare più tasse, il 79% del campione ha risposto con un laconico no. Una ferma convinzione che tradisce l’eccessivo prelievo fiscale che attualmente ricade sugli italiani. L’Ufficio studi di Confartigianato ha calcolato che se la pressione fiscale “ufficiale” è del 43,3%, quella effettiva, e cioè quella che considera anche il sommerso e l’evasione fiscale, si attesta sul 51,6%. Senza parlare dell’incremento dei tributi locali nel decennio 1996/2006. Non deve essere un caso se in Italia, paese secondo soltanto alla Spagna nella speciale classifica che registra l’aumento delle tasse locali, l’imposta che ha subito il maggior incremento nel decennio preso in esame è stata l’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive, aumentata del 62,2%. Attualmente, con il disegno legge Calderoli sul federalismo fiscale ancora in fase di elaborazione, sono state rese pubbliche soltanto alcune indiscrezioni. Tra queste, la possibilità da parte dello Stato o delle Regioni più ricche di sostenere le regioni più povere. Una possibilità che il 64% degli artigiani intervistati ha condiviso, dimostrando che il federalismo che sognano non vuole spaccare l’Italia, né tanto meno abbandonare al loro destino gli abitanti delle Regioni dove si produce minor ricchezza. Il federalismo che sognano gli artigiani, e che emerge dai risultati del sondaggio Ispo commissionato da Confartigianato, è una nuova organizzazione dello Stato che, oltre a consentire all’Italia di uscire dalla crisi economica e di riavvicinarla agli altri Stati comunitari, permetterebbe ai cittadini di controllare in maniera più incisiva l’utilizzo delle tasse, la qualità dei servizi offerti dagli enti locali e, a questi, di combattere con maggiore incisività l’evasione fiscale, soprattutto quella prodotta dal lavoro sommerso e dagli operatori abusivi. Un’esigenza confermata da alcune elaborazioni di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato. Secondo i dati diffusi durante la Summer school, infatti, il valore aggiunto prodotto dal sommerso nel 2006 è compreso tra il 15,3% ed il 16,9% del PIL. Nel 2007, inoltre, l’evasione fiscale ha prodotto un “fatturato” da 107,1 miliardi di euro. Con l’attuazione di un modello di federalismo fiscale, i piccoli imprenditori sperano di poter beneficiare di una gamma di servizi di qualità migliore, dalla sicurezza alla sanità, passando per quella semplificazione burocratica per le imprese che gli artigiani richiedono da ormai troppo tempo. Avvicinando il prelievo fiscale al territorio, dunque, gli enti locali avrebbero maggiori risorse da gestire per l’offerta dei servizi ai cittadini. Ma di quali servizi hanno bisogno gli artigiani, cittadini prima ancora che imprenditori? Maggiore tutela e sicurezza sul lavoro, ricerca ed innovazione per le imprese, infrastrutture e una più attenta tutela sanitaria. In altre parole, di tutta quella serie di interventi che il mondo della micro e piccola impresa italiana chiede da tempo per riaccendere il motore di un Paese che appare ingolfato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-vista-un-accordo-per-la-riapertura-di-hormuz-il-conto-di-oltre-cento-giorni-di-crisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131851</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-7425 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco tag-artigiani tag-federalismo tag-fiscale" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Settembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigiani, sì al federalismo fiscale</h1>
</div>
</div>
<p>Gli artigiani italiani hanno voglia di federalismo. Un desiderio che nasconde il bisogno di scrollarsi di dosso il peso di una burocrazia pesante e costosa, che grazie al federalismo fiscale potrebbe utilizzare le tasse versate dai contribuenti in maniera più efficiente e contrastare in maniera netta e decisa l’evasione fiscale, soprattutto quella legata al lavoro sommerso e all’abusivismo. Sono questi i primi spunti di riflessione offerti dai risultati del sondaggio che l’Ispo di Renato Mannheimer ha condotto su un campione di imprenditori associati a Confartigianato. Il sondaggio, centrato sul federalismo fiscale, è stato presentato il primo settembre a Roma, nel corso dell’annuale edizione della Summer school di Confartigianato. Il 75% degli intervistati spera che il Paese prenda la via del federalismo, più o meno radicale, per risolvere molti dei problemi che angosciano l’Italia. In particolare, ai piccoli imprenditori piace soprattutto l’idea di uno Stato federale che conceda più autonomia e poteri alle Regioni. Per il 62% degli artigiani intervistati, infatti, allo Stato spetta il compito di garantire soltanto alcuni servizi fondamentali, tra cui istruzione e sanità, senza farsi carico di competenze che potrebbero essere lasciate agli enti locali e che spesso comportano un aumento al già ingente prelievo fiscale. Una tassazione che oggi l’88,5% degli imprenditori definisce alta e che soltanto l’11,3% degli intervistati ritiene essere giusta. Tasse troppo alte e mal gestite dallo Stato, se si considera che la maggioranza degli artigiani italiani, l’86% del campione intervistato, ha dichiarato di “ricevere meno benefici e servizi di scarsa qualità rispetto alle tasse” che paga. Tasse che il federalismo potrebbe limare, ma che non dovrà aumentare, neanche se questo dovesse portare ad un miglioramento dei servizi locali rispetto a quelli nazionali. Quando l’Ispo ha chiesto agli intervistati se, pur di alzare gli standard dei servizi sanitari regionali, i cittadini sarebbero stati disposti a pagare più tasse, il 79% del campione ha risposto con un laconico no. Una ferma convinzione che tradisce l’eccessivo prelievo fiscale che attualmente ricade sugli italiani. L’Ufficio studi di Confartigianato ha calcolato che se la pressione fiscale “ufficiale” è del 43,3%, quella effettiva, e cioè quella che considera anche il sommerso e l’evasione fiscale, si attesta sul 51,6%. Senza parlare dell’incremento dei tributi locali nel decennio 1996/2006. Non deve essere un caso se in Italia, paese secondo soltanto alla Spagna nella speciale classifica che registra l’aumento delle tasse locali, l’imposta che ha subito il maggior incremento nel decennio preso in esame è stata l’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive, aumentata del 62,2%. Attualmente, con il disegno legge Calderoli sul federalismo fiscale ancora in fase di elaborazione, sono state rese pubbliche soltanto alcune indiscrezioni. Tra queste, la possibilità da parte dello Stato o delle Regioni più ricche di sostenere le regioni più povere. Una possibilità che il 64% degli artigiani intervistati ha condiviso, dimostrando che il federalismo che sognano non vuole spaccare l’Italia, né tanto meno abbandonare al loro destino gli abitanti delle Regioni dove si produce minor ricchezza. Il federalismo che sognano gli artigiani, e che emerge dai risultati del sondaggio Ispo commissionato da Confartigianato, è una nuova organizzazione dello Stato che, oltre a consentire all’Italia di uscire dalla crisi economica e di riavvicinarla agli altri Stati comunitari, permetterebbe ai cittadini di controllare in maniera più incisiva l’utilizzo delle tasse, la qualità dei servizi offerti dagli enti locali e, a questi, di combattere con maggiore incisività l’evasione fiscale, soprattutto quella prodotta dal lavoro sommerso e dagli operatori abusivi. Un’esigenza confermata da alcune elaborazioni di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato. Secondo i dati diffusi durante la Summer school, infatti, il valore aggiunto prodotto dal sommerso nel 2006 è compreso tra il 15,3% ed il 16,9% del PIL. Nel 2007, inoltre, l’evasione fiscale ha prodotto un “fatturato” da 107,1 miliardi di euro. Con l’attuazione di un modello di federalismo fiscale, i piccoli imprenditori sperano di poter beneficiare di una gamma di servizi di qualità migliore, dalla sicurezza alla sanità, passando per quella semplificazione burocratica per le imprese che gli artigiani richiedono da ormai troppo tempo. Avvicinando il prelievo fiscale al territorio, dunque, gli enti locali avrebbero maggiori risorse da gestire per l’offerta dei servizi ai cittadini. Ma di quali servizi hanno bisogno gli artigiani, cittadini prima ancora che imprenditori? Maggiore tutela e sicurezza sul lavoro, ricerca ed innovazione per le imprese, infrastrutture e una più attenta tutela sanitaria. In altre parole, di tutta quella serie di interventi che il mondo della micro e piccola impresa italiana chiede da tempo per riaccendere il motore di un Paese che appare ingolfato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dalla-crisi-del-golfo-ai-cantieri-le-tendenze-delledilizia-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131811</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-7425 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco tag-artigiani tag-federalismo tag-fiscale" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Settembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigiani, sì al federalismo fiscale</h1>
</div>
</div>
<p>Gli artigiani italiani hanno voglia di federalismo. Un desiderio che nasconde il bisogno di scrollarsi di dosso il peso di una burocrazia pesante e costosa, che grazie al federalismo fiscale potrebbe utilizzare le tasse versate dai contribuenti in maniera più efficiente e contrastare in maniera netta e decisa l’evasione fiscale, soprattutto quella legata al lavoro sommerso e all’abusivismo. Sono questi i primi spunti di riflessione offerti dai risultati del sondaggio che l’Ispo di Renato Mannheimer ha condotto su un campione di imprenditori associati a Confartigianato. Il sondaggio, centrato sul federalismo fiscale, è stato presentato il primo settembre a Roma, nel corso dell’annuale edizione della Summer school di Confartigianato. Il 75% degli intervistati spera che il Paese prenda la via del federalismo, più o meno radicale, per risolvere molti dei problemi che angosciano l’Italia. In particolare, ai piccoli imprenditori piace soprattutto l’idea di uno Stato federale che conceda più autonomia e poteri alle Regioni. Per il 62% degli artigiani intervistati, infatti, allo Stato spetta il compito di garantire soltanto alcuni servizi fondamentali, tra cui istruzione e sanità, senza farsi carico di competenze che potrebbero essere lasciate agli enti locali e che spesso comportano un aumento al già ingente prelievo fiscale. Una tassazione che oggi l’88,5% degli imprenditori definisce alta e che soltanto l’11,3% degli intervistati ritiene essere giusta. Tasse troppo alte e mal gestite dallo Stato, se si considera che la maggioranza degli artigiani italiani, l’86% del campione intervistato, ha dichiarato di “ricevere meno benefici e servizi di scarsa qualità rispetto alle tasse” che paga. Tasse che il federalismo potrebbe limare, ma che non dovrà aumentare, neanche se questo dovesse portare ad un miglioramento dei servizi locali rispetto a quelli nazionali. Quando l’Ispo ha chiesto agli intervistati se, pur di alzare gli standard dei servizi sanitari regionali, i cittadini sarebbero stati disposti a pagare più tasse, il 79% del campione ha risposto con un laconico no. Una ferma convinzione che tradisce l’eccessivo prelievo fiscale che attualmente ricade sugli italiani. L’Ufficio studi di Confartigianato ha calcolato che se la pressione fiscale “ufficiale” è del 43,3%, quella effettiva, e cioè quella che considera anche il sommerso e l’evasione fiscale, si attesta sul 51,6%. Senza parlare dell’incremento dei tributi locali nel decennio 1996/2006. Non deve essere un caso se in Italia, paese secondo soltanto alla Spagna nella speciale classifica che registra l’aumento delle tasse locali, l’imposta che ha subito il maggior incremento nel decennio preso in esame è stata l’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive, aumentata del 62,2%. Attualmente, con il disegno legge Calderoli sul federalismo fiscale ancora in fase di elaborazione, sono state rese pubbliche soltanto alcune indiscrezioni. Tra queste, la possibilità da parte dello Stato o delle Regioni più ricche di sostenere le regioni più povere. Una possibilità che il 64% degli artigiani intervistati ha condiviso, dimostrando che il federalismo che sognano non vuole spaccare l’Italia, né tanto meno abbandonare al loro destino gli abitanti delle Regioni dove si produce minor ricchezza. Il federalismo che sognano gli artigiani, e che emerge dai risultati del sondaggio Ispo commissionato da Confartigianato, è una nuova organizzazione dello Stato che, oltre a consentire all’Italia di uscire dalla crisi economica e di riavvicinarla agli altri Stati comunitari, permetterebbe ai cittadini di controllare in maniera più incisiva l’utilizzo delle tasse, la qualità dei servizi offerti dagli enti locali e, a questi, di combattere con maggiore incisività l’evasione fiscale, soprattutto quella prodotta dal lavoro sommerso e dagli operatori abusivi. Un’esigenza confermata da alcune elaborazioni di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato. Secondo i dati diffusi durante la Summer school, infatti, il valore aggiunto prodotto dal sommerso nel 2006 è compreso tra il 15,3% ed il 16,9% del PIL. Nel 2007, inoltre, l’evasione fiscale ha prodotto un “fatturato” da 107,1 miliardi di euro. Con l’attuazione di un modello di federalismo fiscale, i piccoli imprenditori sperano di poter beneficiare di una gamma di servizi di qualità migliore, dalla sicurezza alla sanità, passando per quella semplificazione burocratica per le imprese che gli artigiani richiedono da ormai troppo tempo. Avvicinando il prelievo fiscale al territorio, dunque, gli enti locali avrebbero maggiori risorse da gestire per l’offerta dei servizi ai cittadini. Ma di quali servizi hanno bisogno gli artigiani, cittadini prima ancora che imprenditori? Maggiore tutela e sicurezza sul lavoro, ricerca ed innovazione per le imprese, infrastrutture e una più attenta tutela sanitaria. In altre parole, di tutta quella serie di interventi che il mondo della micro e piccola impresa italiana chiede da tempo per riaccendere il motore di un Paese che appare ingolfato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dal-piano-per-lexport-40-milioni-di-euro-per-le-micro-e-piccole-imprese-colpite-dalla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131789</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-7425 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco tag-artigiani tag-federalismo tag-fiscale" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Settembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigiani, sì al federalismo fiscale</h1>
</div>
</div>
<p>Gli artigiani italiani hanno voglia di federalismo. Un desiderio che nasconde il bisogno di scrollarsi di dosso il peso di una burocrazia pesante e costosa, che grazie al federalismo fiscale potrebbe utilizzare le tasse versate dai contribuenti in maniera più efficiente e contrastare in maniera netta e decisa l’evasione fiscale, soprattutto quella legata al lavoro sommerso e all’abusivismo. Sono questi i primi spunti di riflessione offerti dai risultati del sondaggio che l’Ispo di Renato Mannheimer ha condotto su un campione di imprenditori associati a Confartigianato. Il sondaggio, centrato sul federalismo fiscale, è stato presentato il primo settembre a Roma, nel corso dell’annuale edizione della Summer school di Confartigianato. Il 75% degli intervistati spera che il Paese prenda la via del federalismo, più o meno radicale, per risolvere molti dei problemi che angosciano l’Italia. In particolare, ai piccoli imprenditori piace soprattutto l’idea di uno Stato federale che conceda più autonomia e poteri alle Regioni. Per il 62% degli artigiani intervistati, infatti, allo Stato spetta il compito di garantire soltanto alcuni servizi fondamentali, tra cui istruzione e sanità, senza farsi carico di competenze che potrebbero essere lasciate agli enti locali e che spesso comportano un aumento al già ingente prelievo fiscale. Una tassazione che oggi l’88,5% degli imprenditori definisce alta e che soltanto l’11,3% degli intervistati ritiene essere giusta. Tasse troppo alte e mal gestite dallo Stato, se si considera che la maggioranza degli artigiani italiani, l’86% del campione intervistato, ha dichiarato di “ricevere meno benefici e servizi di scarsa qualità rispetto alle tasse” che paga. Tasse che il federalismo potrebbe limare, ma che non dovrà aumentare, neanche se questo dovesse portare ad un miglioramento dei servizi locali rispetto a quelli nazionali. Quando l’Ispo ha chiesto agli intervistati se, pur di alzare gli standard dei servizi sanitari regionali, i cittadini sarebbero stati disposti a pagare più tasse, il 79% del campione ha risposto con un laconico no. Una ferma convinzione che tradisce l’eccessivo prelievo fiscale che attualmente ricade sugli italiani. L’Ufficio studi di Confartigianato ha calcolato che se la pressione fiscale “ufficiale” è del 43,3%, quella effettiva, e cioè quella che considera anche il sommerso e l’evasione fiscale, si attesta sul 51,6%. Senza parlare dell’incremento dei tributi locali nel decennio 1996/2006. Non deve essere un caso se in Italia, paese secondo soltanto alla Spagna nella speciale classifica che registra l’aumento delle tasse locali, l’imposta che ha subito il maggior incremento nel decennio preso in esame è stata l’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive, aumentata del 62,2%. Attualmente, con il disegno legge Calderoli sul federalismo fiscale ancora in fase di elaborazione, sono state rese pubbliche soltanto alcune indiscrezioni. Tra queste, la possibilità da parte dello Stato o delle Regioni più ricche di sostenere le regioni più povere. Una possibilità che il 64% degli artigiani intervistati ha condiviso, dimostrando che il federalismo che sognano non vuole spaccare l’Italia, né tanto meno abbandonare al loro destino gli abitanti delle Regioni dove si produce minor ricchezza. Il federalismo che sognano gli artigiani, e che emerge dai risultati del sondaggio Ispo commissionato da Confartigianato, è una nuova organizzazione dello Stato che, oltre a consentire all’Italia di uscire dalla crisi economica e di riavvicinarla agli altri Stati comunitari, permetterebbe ai cittadini di controllare in maniera più incisiva l’utilizzo delle tasse, la qualità dei servizi offerti dagli enti locali e, a questi, di combattere con maggiore incisività l’evasione fiscale, soprattutto quella prodotta dal lavoro sommerso e dagli operatori abusivi. Un’esigenza confermata da alcune elaborazioni di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato. Secondo i dati diffusi durante la Summer school, infatti, il valore aggiunto prodotto dal sommerso nel 2006 è compreso tra il 15,3% ed il 16,9% del PIL. Nel 2007, inoltre, l’evasione fiscale ha prodotto un “fatturato” da 107,1 miliardi di euro. Con l’attuazione di un modello di federalismo fiscale, i piccoli imprenditori sperano di poter beneficiare di una gamma di servizi di qualità migliore, dalla sicurezza alla sanità, passando per quella semplificazione burocratica per le imprese che gli artigiani richiedono da ormai troppo tempo. Avvicinando il prelievo fiscale al territorio, dunque, gli enti locali avrebbero maggiori risorse da gestire per l’offerta dei servizi ai cittadini. Ma di quali servizi hanno bisogno gli artigiani, cittadini prima ancora che imprenditori? Maggiore tutela e sicurezza sul lavoro, ricerca ed innovazione per le imprese, infrastrutture e una più attenta tutela sanitaria. In altre parole, di tutta quella serie di interventi che il mondo della micro e piccola impresa italiana chiede da tempo per riaccendere il motore di un Paese che appare ingolfato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131780</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-7425 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco tag-artigiani tag-federalismo tag-fiscale" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Settembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigiani, sì al federalismo fiscale</h1>
</div>
</div>
<p>Gli artigiani italiani hanno voglia di federalismo. Un desiderio che nasconde il bisogno di scrollarsi di dosso il peso di una burocrazia pesante e costosa, che grazie al federalismo fiscale potrebbe utilizzare le tasse versate dai contribuenti in maniera più efficiente e contrastare in maniera netta e decisa l’evasione fiscale, soprattutto quella legata al lavoro sommerso e all’abusivismo. Sono questi i primi spunti di riflessione offerti dai risultati del sondaggio che l’Ispo di Renato Mannheimer ha condotto su un campione di imprenditori associati a Confartigianato. Il sondaggio, centrato sul federalismo fiscale, è stato presentato il primo settembre a Roma, nel corso dell’annuale edizione della Summer school di Confartigianato. Il 75% degli intervistati spera che il Paese prenda la via del federalismo, più o meno radicale, per risolvere molti dei problemi che angosciano l’Italia. In particolare, ai piccoli imprenditori piace soprattutto l’idea di uno Stato federale che conceda più autonomia e poteri alle Regioni. Per il 62% degli artigiani intervistati, infatti, allo Stato spetta il compito di garantire soltanto alcuni servizi fondamentali, tra cui istruzione e sanità, senza farsi carico di competenze che potrebbero essere lasciate agli enti locali e che spesso comportano un aumento al già ingente prelievo fiscale. Una tassazione che oggi l’88,5% degli imprenditori definisce alta e che soltanto l’11,3% degli intervistati ritiene essere giusta. Tasse troppo alte e mal gestite dallo Stato, se si considera che la maggioranza degli artigiani italiani, l’86% del campione intervistato, ha dichiarato di “ricevere meno benefici e servizi di scarsa qualità rispetto alle tasse” che paga. Tasse che il federalismo potrebbe limare, ma che non dovrà aumentare, neanche se questo dovesse portare ad un miglioramento dei servizi locali rispetto a quelli nazionali. Quando l’Ispo ha chiesto agli intervistati se, pur di alzare gli standard dei servizi sanitari regionali, i cittadini sarebbero stati disposti a pagare più tasse, il 79% del campione ha risposto con un laconico no. Una ferma convinzione che tradisce l’eccessivo prelievo fiscale che attualmente ricade sugli italiani. L’Ufficio studi di Confartigianato ha calcolato che se la pressione fiscale “ufficiale” è del 43,3%, quella effettiva, e cioè quella che considera anche il sommerso e l’evasione fiscale, si attesta sul 51,6%. Senza parlare dell’incremento dei tributi locali nel decennio 1996/2006. Non deve essere un caso se in Italia, paese secondo soltanto alla Spagna nella speciale classifica che registra l’aumento delle tasse locali, l’imposta che ha subito il maggior incremento nel decennio preso in esame è stata l’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive, aumentata del 62,2%. Attualmente, con il disegno legge Calderoli sul federalismo fiscale ancora in fase di elaborazione, sono state rese pubbliche soltanto alcune indiscrezioni. Tra queste, la possibilità da parte dello Stato o delle Regioni più ricche di sostenere le regioni più povere. Una possibilità che il 64% degli artigiani intervistati ha condiviso, dimostrando che il federalismo che sognano non vuole spaccare l’Italia, né tanto meno abbandonare al loro destino gli abitanti delle Regioni dove si produce minor ricchezza. Il federalismo che sognano gli artigiani, e che emerge dai risultati del sondaggio Ispo commissionato da Confartigianato, è una nuova organizzazione dello Stato che, oltre a consentire all’Italia di uscire dalla crisi economica e di riavvicinarla agli altri Stati comunitari, permetterebbe ai cittadini di controllare in maniera più incisiva l’utilizzo delle tasse, la qualità dei servizi offerti dagli enti locali e, a questi, di combattere con maggiore incisività l’evasione fiscale, soprattutto quella prodotta dal lavoro sommerso e dagli operatori abusivi. Un’esigenza confermata da alcune elaborazioni di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato. Secondo i dati diffusi durante la Summer school, infatti, il valore aggiunto prodotto dal sommerso nel 2006 è compreso tra il 15,3% ed il 16,9% del PIL. Nel 2007, inoltre, l’evasione fiscale ha prodotto un “fatturato” da 107,1 miliardi di euro. Con l’attuazione di un modello di federalismo fiscale, i piccoli imprenditori sperano di poter beneficiare di una gamma di servizi di qualità migliore, dalla sicurezza alla sanità, passando per quella semplificazione burocratica per le imprese che gli artigiani richiedono da ormai troppo tempo. Avvicinando il prelievo fiscale al territorio, dunque, gli enti locali avrebbero maggiori risorse da gestire per l’offerta dei servizi ai cittadini. Ma di quali servizi hanno bisogno gli artigiani, cittadini prima ancora che imprenditori? Maggiore tutela e sicurezza sul lavoro, ricerca ed innovazione per le imprese, infrastrutture e una più attenta tutela sanitaria. In altre parole, di tutta quella serie di interventi che il mondo della micro e piccola impresa italiana chiede da tempo per riaccendere il motore di un Paese che appare ingolfato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131774</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-7425 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco tag-artigiani tag-federalismo tag-fiscale" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Settembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigiani, sì al federalismo fiscale</h1>
</div>
</div>
<p>Gli artigiani italiani hanno voglia di federalismo. Un desiderio che nasconde il bisogno di scrollarsi di dosso il peso di una burocrazia pesante e costosa, che grazie al federalismo fiscale potrebbe utilizzare le tasse versate dai contribuenti in maniera più efficiente e contrastare in maniera netta e decisa l’evasione fiscale, soprattutto quella legata al lavoro sommerso e all’abusivismo. Sono questi i primi spunti di riflessione offerti dai risultati del sondaggio che l’Ispo di Renato Mannheimer ha condotto su un campione di imprenditori associati a Confartigianato. Il sondaggio, centrato sul federalismo fiscale, è stato presentato il primo settembre a Roma, nel corso dell’annuale edizione della Summer school di Confartigianato. Il 75% degli intervistati spera che il Paese prenda la via del federalismo, più o meno radicale, per risolvere molti dei problemi che angosciano l’Italia. In particolare, ai piccoli imprenditori piace soprattutto l’idea di uno Stato federale che conceda più autonomia e poteri alle Regioni. Per il 62% degli artigiani intervistati, infatti, allo Stato spetta il compito di garantire soltanto alcuni servizi fondamentali, tra cui istruzione e sanità, senza farsi carico di competenze che potrebbero essere lasciate agli enti locali e che spesso comportano un aumento al già ingente prelievo fiscale. Una tassazione che oggi l’88,5% degli imprenditori definisce alta e che soltanto l’11,3% degli intervistati ritiene essere giusta. Tasse troppo alte e mal gestite dallo Stato, se si considera che la maggioranza degli artigiani italiani, l’86% del campione intervistato, ha dichiarato di “ricevere meno benefici e servizi di scarsa qualità rispetto alle tasse” che paga. Tasse che il federalismo potrebbe limare, ma che non dovrà aumentare, neanche se questo dovesse portare ad un miglioramento dei servizi locali rispetto a quelli nazionali. Quando l’Ispo ha chiesto agli intervistati se, pur di alzare gli standard dei servizi sanitari regionali, i cittadini sarebbero stati disposti a pagare più tasse, il 79% del campione ha risposto con un laconico no. Una ferma convinzione che tradisce l’eccessivo prelievo fiscale che attualmente ricade sugli italiani. L’Ufficio studi di Confartigianato ha calcolato che se la pressione fiscale “ufficiale” è del 43,3%, quella effettiva, e cioè quella che considera anche il sommerso e l’evasione fiscale, si attesta sul 51,6%. Senza parlare dell’incremento dei tributi locali nel decennio 1996/2006. Non deve essere un caso se in Italia, paese secondo soltanto alla Spagna nella speciale classifica che registra l’aumento delle tasse locali, l’imposta che ha subito il maggior incremento nel decennio preso in esame è stata l’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive, aumentata del 62,2%. Attualmente, con il disegno legge Calderoli sul federalismo fiscale ancora in fase di elaborazione, sono state rese pubbliche soltanto alcune indiscrezioni. Tra queste, la possibilità da parte dello Stato o delle Regioni più ricche di sostenere le regioni più povere. Una possibilità che il 64% degli artigiani intervistati ha condiviso, dimostrando che il federalismo che sognano non vuole spaccare l’Italia, né tanto meno abbandonare al loro destino gli abitanti delle Regioni dove si produce minor ricchezza. Il federalismo che sognano gli artigiani, e che emerge dai risultati del sondaggio Ispo commissionato da Confartigianato, è una nuova organizzazione dello Stato che, oltre a consentire all’Italia di uscire dalla crisi economica e di riavvicinarla agli altri Stati comunitari, permetterebbe ai cittadini di controllare in maniera più incisiva l’utilizzo delle tasse, la qualità dei servizi offerti dagli enti locali e, a questi, di combattere con maggiore incisività l’evasione fiscale, soprattutto quella prodotta dal lavoro sommerso e dagli operatori abusivi. Un’esigenza confermata da alcune elaborazioni di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato. Secondo i dati diffusi durante la Summer school, infatti, il valore aggiunto prodotto dal sommerso nel 2006 è compreso tra il 15,3% ed il 16,9% del PIL. Nel 2007, inoltre, l’evasione fiscale ha prodotto un “fatturato” da 107,1 miliardi di euro. Con l’attuazione di un modello di federalismo fiscale, i piccoli imprenditori sperano di poter beneficiare di una gamma di servizi di qualità migliore, dalla sicurezza alla sanità, passando per quella semplificazione burocratica per le imprese che gli artigiani richiedono da ormai troppo tempo. Avvicinando il prelievo fiscale al territorio, dunque, gli enti locali avrebbero maggiori risorse da gestire per l’offerta dei servizi ai cittadini. Ma di quali servizi hanno bisogno gli artigiani, cittadini prima ancora che imprenditori? Maggiore tutela e sicurezza sul lavoro, ricerca ed innovazione per le imprese, infrastrutture e una più attenta tutela sanitaria. In altre parole, di tutta quella serie di interventi che il mondo della micro e piccola impresa italiana chiede da tempo per riaccendere il motore di un Paese che appare ingolfato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131767</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-7425 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco tag-artigiani tag-federalismo tag-fiscale" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Settembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigiani, sì al federalismo fiscale</h1>
</div>
</div>
<p>Gli artigiani italiani hanno voglia di federalismo. Un desiderio che nasconde il bisogno di scrollarsi di dosso il peso di una burocrazia pesante e costosa, che grazie al federalismo fiscale potrebbe utilizzare le tasse versate dai contribuenti in maniera più efficiente e contrastare in maniera netta e decisa l’evasione fiscale, soprattutto quella legata al lavoro sommerso e all’abusivismo. Sono questi i primi spunti di riflessione offerti dai risultati del sondaggio che l’Ispo di Renato Mannheimer ha condotto su un campione di imprenditori associati a Confartigianato. Il sondaggio, centrato sul federalismo fiscale, è stato presentato il primo settembre a Roma, nel corso dell’annuale edizione della Summer school di Confartigianato. Il 75% degli intervistati spera che il Paese prenda la via del federalismo, più o meno radicale, per risolvere molti dei problemi che angosciano l’Italia. In particolare, ai piccoli imprenditori piace soprattutto l’idea di uno Stato federale che conceda più autonomia e poteri alle Regioni. Per il 62% degli artigiani intervistati, infatti, allo Stato spetta il compito di garantire soltanto alcuni servizi fondamentali, tra cui istruzione e sanità, senza farsi carico di competenze che potrebbero essere lasciate agli enti locali e che spesso comportano un aumento al già ingente prelievo fiscale. Una tassazione che oggi l’88,5% degli imprenditori definisce alta e che soltanto l’11,3% degli intervistati ritiene essere giusta. Tasse troppo alte e mal gestite dallo Stato, se si considera che la maggioranza degli artigiani italiani, l’86% del campione intervistato, ha dichiarato di “ricevere meno benefici e servizi di scarsa qualità rispetto alle tasse” che paga. Tasse che il federalismo potrebbe limare, ma che non dovrà aumentare, neanche se questo dovesse portare ad un miglioramento dei servizi locali rispetto a quelli nazionali. Quando l’Ispo ha chiesto agli intervistati se, pur di alzare gli standard dei servizi sanitari regionali, i cittadini sarebbero stati disposti a pagare più tasse, il 79% del campione ha risposto con un laconico no. Una ferma convinzione che tradisce l’eccessivo prelievo fiscale che attualmente ricade sugli italiani. L’Ufficio studi di Confartigianato ha calcolato che se la pressione fiscale “ufficiale” è del 43,3%, quella effettiva, e cioè quella che considera anche il sommerso e l’evasione fiscale, si attesta sul 51,6%. Senza parlare dell’incremento dei tributi locali nel decennio 1996/2006. Non deve essere un caso se in Italia, paese secondo soltanto alla Spagna nella speciale classifica che registra l’aumento delle tasse locali, l’imposta che ha subito il maggior incremento nel decennio preso in esame è stata l’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive, aumentata del 62,2%. Attualmente, con il disegno legge Calderoli sul federalismo fiscale ancora in fase di elaborazione, sono state rese pubbliche soltanto alcune indiscrezioni. Tra queste, la possibilità da parte dello Stato o delle Regioni più ricche di sostenere le regioni più povere. Una possibilità che il 64% degli artigiani intervistati ha condiviso, dimostrando che il federalismo che sognano non vuole spaccare l’Italia, né tanto meno abbandonare al loro destino gli abitanti delle Regioni dove si produce minor ricchezza. Il federalismo che sognano gli artigiani, e che emerge dai risultati del sondaggio Ispo commissionato da Confartigianato, è una nuova organizzazione dello Stato che, oltre a consentire all’Italia di uscire dalla crisi economica e di riavvicinarla agli altri Stati comunitari, permetterebbe ai cittadini di controllare in maniera più incisiva l’utilizzo delle tasse, la qualità dei servizi offerti dagli enti locali e, a questi, di combattere con maggiore incisività l’evasione fiscale, soprattutto quella prodotta dal lavoro sommerso e dagli operatori abusivi. Un’esigenza confermata da alcune elaborazioni di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato. Secondo i dati diffusi durante la Summer school, infatti, il valore aggiunto prodotto dal sommerso nel 2006 è compreso tra il 15,3% ed il 16,9% del PIL. Nel 2007, inoltre, l’evasione fiscale ha prodotto un “fatturato” da 107,1 miliardi di euro. Con l’attuazione di un modello di federalismo fiscale, i piccoli imprenditori sperano di poter beneficiare di una gamma di servizi di qualità migliore, dalla sicurezza alla sanità, passando per quella semplificazione burocratica per le imprese che gli artigiani richiedono da ormai troppo tempo. Avvicinando il prelievo fiscale al territorio, dunque, gli enti locali avrebbero maggiori risorse da gestire per l’offerta dei servizi ai cittadini. Ma di quali servizi hanno bisogno gli artigiani, cittadini prima ancora che imprenditori? Maggiore tutela e sicurezza sul lavoro, ricerca ed innovazione per le imprese, infrastrutture e una più attenta tutela sanitaria. In altre parole, di tutta quella serie di interventi che il mondo della micro e piccola impresa italiana chiede da tempo per riaccendere il motore di un Paese che appare ingolfato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/trappole-col-fiocco-e-soffitti-di-cristallo-focus-di-spirito-artigiano-sulla-condizione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131753</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-7425 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco tag-artigiani tag-federalismo tag-fiscale" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Settembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigiani, sì al federalismo fiscale</h1>
</div>
</div>
<p>Gli artigiani italiani hanno voglia di federalismo. Un desiderio che nasconde il bisogno di scrollarsi di dosso il peso di una burocrazia pesante e costosa, che grazie al federalismo fiscale potrebbe utilizzare le tasse versate dai contribuenti in maniera più efficiente e contrastare in maniera netta e decisa l’evasione fiscale, soprattutto quella legata al lavoro sommerso e all’abusivismo. Sono questi i primi spunti di riflessione offerti dai risultati del sondaggio che l’Ispo di Renato Mannheimer ha condotto su un campione di imprenditori associati a Confartigianato. Il sondaggio, centrato sul federalismo fiscale, è stato presentato il primo settembre a Roma, nel corso dell’annuale edizione della Summer school di Confartigianato. Il 75% degli intervistati spera che il Paese prenda la via del federalismo, più o meno radicale, per risolvere molti dei problemi che angosciano l’Italia. In particolare, ai piccoli imprenditori piace soprattutto l’idea di uno Stato federale che conceda più autonomia e poteri alle Regioni. Per il 62% degli artigiani intervistati, infatti, allo Stato spetta il compito di garantire soltanto alcuni servizi fondamentali, tra cui istruzione e sanità, senza farsi carico di competenze che potrebbero essere lasciate agli enti locali e che spesso comportano un aumento al già ingente prelievo fiscale. Una tassazione che oggi l’88,5% degli imprenditori definisce alta e che soltanto l’11,3% degli intervistati ritiene essere giusta. Tasse troppo alte e mal gestite dallo Stato, se si considera che la maggioranza degli artigiani italiani, l’86% del campione intervistato, ha dichiarato di “ricevere meno benefici e servizi di scarsa qualità rispetto alle tasse” che paga. Tasse che il federalismo potrebbe limare, ma che non dovrà aumentare, neanche se questo dovesse portare ad un miglioramento dei servizi locali rispetto a quelli nazionali. Quando l’Ispo ha chiesto agli intervistati se, pur di alzare gli standard dei servizi sanitari regionali, i cittadini sarebbero stati disposti a pagare più tasse, il 79% del campione ha risposto con un laconico no. Una ferma convinzione che tradisce l’eccessivo prelievo fiscale che attualmente ricade sugli italiani. L’Ufficio studi di Confartigianato ha calcolato che se la pressione fiscale “ufficiale” è del 43,3%, quella effettiva, e cioè quella che considera anche il sommerso e l’evasione fiscale, si attesta sul 51,6%. Senza parlare dell’incremento dei tributi locali nel decennio 1996/2006. Non deve essere un caso se in Italia, paese secondo soltanto alla Spagna nella speciale classifica che registra l’aumento delle tasse locali, l’imposta che ha subito il maggior incremento nel decennio preso in esame è stata l’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive, aumentata del 62,2%. Attualmente, con il disegno legge Calderoli sul federalismo fiscale ancora in fase di elaborazione, sono state rese pubbliche soltanto alcune indiscrezioni. Tra queste, la possibilità da parte dello Stato o delle Regioni più ricche di sostenere le regioni più povere. Una possibilità che il 64% degli artigiani intervistati ha condiviso, dimostrando che il federalismo che sognano non vuole spaccare l’Italia, né tanto meno abbandonare al loro destino gli abitanti delle Regioni dove si produce minor ricchezza. Il federalismo che sognano gli artigiani, e che emerge dai risultati del sondaggio Ispo commissionato da Confartigianato, è una nuova organizzazione dello Stato che, oltre a consentire all’Italia di uscire dalla crisi economica e di riavvicinarla agli altri Stati comunitari, permetterebbe ai cittadini di controllare in maniera più incisiva l’utilizzo delle tasse, la qualità dei servizi offerti dagli enti locali e, a questi, di combattere con maggiore incisività l’evasione fiscale, soprattutto quella prodotta dal lavoro sommerso e dagli operatori abusivi. Un’esigenza confermata da alcune elaborazioni di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato. Secondo i dati diffusi durante la Summer school, infatti, il valore aggiunto prodotto dal sommerso nel 2006 è compreso tra il 15,3% ed il 16,9% del PIL. Nel 2007, inoltre, l’evasione fiscale ha prodotto un “fatturato” da 107,1 miliardi di euro. Con l’attuazione di un modello di federalismo fiscale, i piccoli imprenditori sperano di poter beneficiare di una gamma di servizi di qualità migliore, dalla sicurezza alla sanità, passando per quella semplificazione burocratica per le imprese che gli artigiani richiedono da ormai troppo tempo. Avvicinando il prelievo fiscale al territorio, dunque, gli enti locali avrebbero maggiori risorse da gestire per l’offerta dei servizi ai cittadini. Ma di quali servizi hanno bisogno gli artigiani, cittadini prima ancora che imprenditori? Maggiore tutela e sicurezza sul lavoro, ricerca ed innovazione per le imprese, infrastrutture e una più attenta tutela sanitaria. In altre parole, di tutta quella serie di interventi che il mondo della micro e piccola impresa italiana chiede da tempo per riaccendere il motore di un Paese che appare ingolfato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/bassa-crescita-dellitalia-i-nodi-da-sciogliere-nellaudizione-di-confartigianato-alla-camera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131748</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-7425 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco tag-artigiani tag-federalismo tag-fiscale" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Settembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigiani, sì al federalismo fiscale</h1>
</div>
</div>
<p>Gli artigiani italiani hanno voglia di federalismo. Un desiderio che nasconde il bisogno di scrollarsi di dosso il peso di una burocrazia pesante e costosa, che grazie al federalismo fiscale potrebbe utilizzare le tasse versate dai contribuenti in maniera più efficiente e contrastare in maniera netta e decisa l’evasione fiscale, soprattutto quella legata al lavoro sommerso e all’abusivismo. Sono questi i primi spunti di riflessione offerti dai risultati del sondaggio che l’Ispo di Renato Mannheimer ha condotto su un campione di imprenditori associati a Confartigianato. Il sondaggio, centrato sul federalismo fiscale, è stato presentato il primo settembre a Roma, nel corso dell’annuale edizione della Summer school di Confartigianato. Il 75% degli intervistati spera che il Paese prenda la via del federalismo, più o meno radicale, per risolvere molti dei problemi che angosciano l’Italia. In particolare, ai piccoli imprenditori piace soprattutto l’idea di uno Stato federale che conceda più autonomia e poteri alle Regioni. Per il 62% degli artigiani intervistati, infatti, allo Stato spetta il compito di garantire soltanto alcuni servizi fondamentali, tra cui istruzione e sanità, senza farsi carico di competenze che potrebbero essere lasciate agli enti locali e che spesso comportano un aumento al già ingente prelievo fiscale. Una tassazione che oggi l’88,5% degli imprenditori definisce alta e che soltanto l’11,3% degli intervistati ritiene essere giusta. Tasse troppo alte e mal gestite dallo Stato, se si considera che la maggioranza degli artigiani italiani, l’86% del campione intervistato, ha dichiarato di “ricevere meno benefici e servizi di scarsa qualità rispetto alle tasse” che paga. Tasse che il federalismo potrebbe limare, ma che non dovrà aumentare, neanche se questo dovesse portare ad un miglioramento dei servizi locali rispetto a quelli nazionali. Quando l’Ispo ha chiesto agli intervistati se, pur di alzare gli standard dei servizi sanitari regionali, i cittadini sarebbero stati disposti a pagare più tasse, il 79% del campione ha risposto con un laconico no. Una ferma convinzione che tradisce l’eccessivo prelievo fiscale che attualmente ricade sugli italiani. L’Ufficio studi di Confartigianato ha calcolato che se la pressione fiscale “ufficiale” è del 43,3%, quella effettiva, e cioè quella che considera anche il sommerso e l’evasione fiscale, si attesta sul 51,6%. Senza parlare dell’incremento dei tributi locali nel decennio 1996/2006. Non deve essere un caso se in Italia, paese secondo soltanto alla Spagna nella speciale classifica che registra l’aumento delle tasse locali, l’imposta che ha subito il maggior incremento nel decennio preso in esame è stata l’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive, aumentata del 62,2%. Attualmente, con il disegno legge Calderoli sul federalismo fiscale ancora in fase di elaborazione, sono state rese pubbliche soltanto alcune indiscrezioni. Tra queste, la possibilità da parte dello Stato o delle Regioni più ricche di sostenere le regioni più povere. Una possibilità che il 64% degli artigiani intervistati ha condiviso, dimostrando che il federalismo che sognano non vuole spaccare l’Italia, né tanto meno abbandonare al loro destino gli abitanti delle Regioni dove si produce minor ricchezza. Il federalismo che sognano gli artigiani, e che emerge dai risultati del sondaggio Ispo commissionato da Confartigianato, è una nuova organizzazione dello Stato che, oltre a consentire all’Italia di uscire dalla crisi economica e di riavvicinarla agli altri Stati comunitari, permetterebbe ai cittadini di controllare in maniera più incisiva l’utilizzo delle tasse, la qualità dei servizi offerti dagli enti locali e, a questi, di combattere con maggiore incisività l’evasione fiscale, soprattutto quella prodotta dal lavoro sommerso e dagli operatori abusivi. Un’esigenza confermata da alcune elaborazioni di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato. Secondo i dati diffusi durante la Summer school, infatti, il valore aggiunto prodotto dal sommerso nel 2006 è compreso tra il 15,3% ed il 16,9% del PIL. Nel 2007, inoltre, l’evasione fiscale ha prodotto un “fatturato” da 107,1 miliardi di euro. Con l’attuazione di un modello di federalismo fiscale, i piccoli imprenditori sperano di poter beneficiare di una gamma di servizi di qualità migliore, dalla sicurezza alla sanità, passando per quella semplificazione burocratica per le imprese che gli artigiani richiedono da ormai troppo tempo. Avvicinando il prelievo fiscale al territorio, dunque, gli enti locali avrebbero maggiori risorse da gestire per l’offerta dei servizi ai cittadini. Ma di quali servizi hanno bisogno gli artigiani, cittadini prima ancora che imprenditori? Maggiore tutela e sicurezza sul lavoro, ricerca ed innovazione per le imprese, infrastrutture e una più attenta tutela sanitaria. In altre parole, di tutta quella serie di interventi che il mondo della micro e piccola impresa italiana chiede da tempo per riaccendere il motore di un Paese che appare ingolfato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/con-aumento-tassi-bce-a-rischio-investimenti-delle-piccole-imprese-in-transizioni-digitale-e-green/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:22:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131737</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 11 Giugno 2026·CREDITO Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-7425 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco tag-artigiani tag-federalismo tag-fiscale" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Settembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigiani, sì al federalismo fiscale</h1>
</div>
</div>
<p>Gli artigiani italiani hanno voglia di federalismo. Un desiderio che nasconde il bisogno di scrollarsi di dosso il peso di una burocrazia pesante e costosa, che grazie al federalismo fiscale potrebbe utilizzare le tasse versate dai contribuenti in maniera più efficiente e contrastare in maniera netta e decisa l’evasione fiscale, soprattutto quella legata al lavoro sommerso e all’abusivismo. Sono questi i primi spunti di riflessione offerti dai risultati del sondaggio che l’Ispo di Renato Mannheimer ha condotto su un campione di imprenditori associati a Confartigianato. Il sondaggio, centrato sul federalismo fiscale, è stato presentato il primo settembre a Roma, nel corso dell’annuale edizione della Summer school di Confartigianato. Il 75% degli intervistati spera che il Paese prenda la via del federalismo, più o meno radicale, per risolvere molti dei problemi che angosciano l’Italia. In particolare, ai piccoli imprenditori piace soprattutto l’idea di uno Stato federale che conceda più autonomia e poteri alle Regioni. Per il 62% degli artigiani intervistati, infatti, allo Stato spetta il compito di garantire soltanto alcuni servizi fondamentali, tra cui istruzione e sanità, senza farsi carico di competenze che potrebbero essere lasciate agli enti locali e che spesso comportano un aumento al già ingente prelievo fiscale. Una tassazione che oggi l’88,5% degli imprenditori definisce alta e che soltanto l’11,3% degli intervistati ritiene essere giusta. Tasse troppo alte e mal gestite dallo Stato, se si considera che la maggioranza degli artigiani italiani, l’86% del campione intervistato, ha dichiarato di “ricevere meno benefici e servizi di scarsa qualità rispetto alle tasse” che paga. Tasse che il federalismo potrebbe limare, ma che non dovrà aumentare, neanche se questo dovesse portare ad un miglioramento dei servizi locali rispetto a quelli nazionali. Quando l’Ispo ha chiesto agli intervistati se, pur di alzare gli standard dei servizi sanitari regionali, i cittadini sarebbero stati disposti a pagare più tasse, il 79% del campione ha risposto con un laconico no. Una ferma convinzione che tradisce l’eccessivo prelievo fiscale che attualmente ricade sugli italiani. L’Ufficio studi di Confartigianato ha calcolato che se la pressione fiscale “ufficiale” è del 43,3%, quella effettiva, e cioè quella che considera anche il sommerso e l’evasione fiscale, si attesta sul 51,6%. Senza parlare dell’incremento dei tributi locali nel decennio 1996/2006. Non deve essere un caso se in Italia, paese secondo soltanto alla Spagna nella speciale classifica che registra l’aumento delle tasse locali, l’imposta che ha subito il maggior incremento nel decennio preso in esame è stata l’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive, aumentata del 62,2%. Attualmente, con il disegno legge Calderoli sul federalismo fiscale ancora in fase di elaborazione, sono state rese pubbliche soltanto alcune indiscrezioni. Tra queste, la possibilità da parte dello Stato o delle Regioni più ricche di sostenere le regioni più povere. Una possibilità che il 64% degli artigiani intervistati ha condiviso, dimostrando che il federalismo che sognano non vuole spaccare l’Italia, né tanto meno abbandonare al loro destino gli abitanti delle Regioni dove si produce minor ricchezza. Il federalismo che sognano gli artigiani, e che emerge dai risultati del sondaggio Ispo commissionato da Confartigianato, è una nuova organizzazione dello Stato che, oltre a consentire all’Italia di uscire dalla crisi economica e di riavvicinarla agli altri Stati comunitari, permetterebbe ai cittadini di controllare in maniera più incisiva l’utilizzo delle tasse, la qualità dei servizi offerti dagli enti locali e, a questi, di combattere con maggiore incisività l’evasione fiscale, soprattutto quella prodotta dal lavoro sommerso e dagli operatori abusivi. Un’esigenza confermata da alcune elaborazioni di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato. Secondo i dati diffusi durante la Summer school, infatti, il valore aggiunto prodotto dal sommerso nel 2006 è compreso tra il 15,3% ed il 16,9% del PIL. Nel 2007, inoltre, l’evasione fiscale ha prodotto un “fatturato” da 107,1 miliardi di euro. Con l’attuazione di un modello di federalismo fiscale, i piccoli imprenditori sperano di poter beneficiare di una gamma di servizi di qualità migliore, dalla sicurezza alla sanità, passando per quella semplificazione burocratica per le imprese che gli artigiani richiedono da ormai troppo tempo. Avvicinando il prelievo fiscale al territorio, dunque, gli enti locali avrebbero maggiori risorse da gestire per l’offerta dei servizi ai cittadini. Ma di quali servizi hanno bisogno gli artigiani, cittadini prima ancora che imprenditori? Maggiore tutela e sicurezza sul lavoro, ricerca ed innovazione per le imprese, infrastrutture e una più attenta tutela sanitaria. In altre parole, di tutta quella serie di interventi che il mondo della micro e piccola impresa italiana chiede da tempo per riaccendere il motore di un Paese che appare ingolfato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, sostenibilità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-e-symbola-celebrano-lartigianato-simbolo-del-futuro-del-made-in-italy-tra-design-sostenibilita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Mantova]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131720</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 11 Giugno 2026·MADE IN ITALY Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-7425 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco tag-artigiani tag-federalismo tag-fiscale" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Settembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigiani, sì al federalismo fiscale</h1>
</div>
</div>
<p>Gli artigiani italiani hanno voglia di federalismo. Un desiderio che nasconde il bisogno di scrollarsi di dosso il peso di una burocrazia pesante e costosa, che grazie al federalismo fiscale potrebbe utilizzare le tasse versate dai contribuenti in maniera più efficiente e contrastare in maniera netta e decisa l’evasione fiscale, soprattutto quella legata al lavoro sommerso e all’abusivismo. Sono questi i primi spunti di riflessione offerti dai risultati del sondaggio che l’Ispo di Renato Mannheimer ha condotto su un campione di imprenditori associati a Confartigianato. Il sondaggio, centrato sul federalismo fiscale, è stato presentato il primo settembre a Roma, nel corso dell’annuale edizione della Summer school di Confartigianato. Il 75% degli intervistati spera che il Paese prenda la via del federalismo, più o meno radicale, per risolvere molti dei problemi che angosciano l’Italia. In particolare, ai piccoli imprenditori piace soprattutto l’idea di uno Stato federale che conceda più autonomia e poteri alle Regioni. Per il 62% degli artigiani intervistati, infatti, allo Stato spetta il compito di garantire soltanto alcuni servizi fondamentali, tra cui istruzione e sanità, senza farsi carico di competenze che potrebbero essere lasciate agli enti locali e che spesso comportano un aumento al già ingente prelievo fiscale. Una tassazione che oggi l’88,5% degli imprenditori definisce alta e che soltanto l’11,3% degli intervistati ritiene essere giusta. Tasse troppo alte e mal gestite dallo Stato, se si considera che la maggioranza degli artigiani italiani, l’86% del campione intervistato, ha dichiarato di “ricevere meno benefici e servizi di scarsa qualità rispetto alle tasse” che paga. Tasse che il federalismo potrebbe limare, ma che non dovrà aumentare, neanche se questo dovesse portare ad un miglioramento dei servizi locali rispetto a quelli nazionali. Quando l’Ispo ha chiesto agli intervistati se, pur di alzare gli standard dei servizi sanitari regionali, i cittadini sarebbero stati disposti a pagare più tasse, il 79% del campione ha risposto con un laconico no. Una ferma convinzione che tradisce l’eccessivo prelievo fiscale che attualmente ricade sugli italiani. L’Ufficio studi di Confartigianato ha calcolato che se la pressione fiscale “ufficiale” è del 43,3%, quella effettiva, e cioè quella che considera anche il sommerso e l’evasione fiscale, si attesta sul 51,6%. Senza parlare dell’incremento dei tributi locali nel decennio 1996/2006. Non deve essere un caso se in Italia, paese secondo soltanto alla Spagna nella speciale classifica che registra l’aumento delle tasse locali, l’imposta che ha subito il maggior incremento nel decennio preso in esame è stata l’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive, aumentata del 62,2%. Attualmente, con il disegno legge Calderoli sul federalismo fiscale ancora in fase di elaborazione, sono state rese pubbliche soltanto alcune indiscrezioni. Tra queste, la possibilità da parte dello Stato o delle Regioni più ricche di sostenere le regioni più povere. Una possibilità che il 64% degli artigiani intervistati ha condiviso, dimostrando che il federalismo che sognano non vuole spaccare l’Italia, né tanto meno abbandonare al loro destino gli abitanti delle Regioni dove si produce minor ricchezza. Il federalismo che sognano gli artigiani, e che emerge dai risultati del sondaggio Ispo commissionato da Confartigianato, è una nuova organizzazione dello Stato che, oltre a consentire all’Italia di uscire dalla crisi economica e di riavvicinarla agli altri Stati comunitari, permetterebbe ai cittadini di controllare in maniera più incisiva l’utilizzo delle tasse, la qualità dei servizi offerti dagli enti locali e, a questi, di combattere con maggiore incisività l’evasione fiscale, soprattutto quella prodotta dal lavoro sommerso e dagli operatori abusivi. Un’esigenza confermata da alcune elaborazioni di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato. Secondo i dati diffusi durante la Summer school, infatti, il valore aggiunto prodotto dal sommerso nel 2006 è compreso tra il 15,3% ed il 16,9% del PIL. Nel 2007, inoltre, l’evasione fiscale ha prodotto un “fatturato” da 107,1 miliardi di euro. Con l’attuazione di un modello di federalismo fiscale, i piccoli imprenditori sperano di poter beneficiare di una gamma di servizi di qualità migliore, dalla sicurezza alla sanità, passando per quella semplificazione burocratica per le imprese che gli artigiani richiedono da ormai troppo tempo. Avvicinando il prelievo fiscale al territorio, dunque, gli enti locali avrebbero maggiori risorse da gestire per l’offerta dei servizi ai cittadini. Ma di quali servizi hanno bisogno gli artigiani, cittadini prima ancora che imprenditori? Maggiore tutela e sicurezza sul lavoro, ricerca ed innovazione per le imprese, infrastrutture e una più attenta tutela sanitaria. In altre parole, di tutta quella serie di interventi che il mondo della micro e piccola impresa italiana chiede da tempo per riaccendere il motore di un Paese che appare ingolfato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/burocrazia-e-normativa-complessa-pesano-sulla-qualita-dei-servizi-pubblici-italia-al-26-posto-in-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131714</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Giugno 2026·PA Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-7425 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco tag-artigiani tag-federalismo tag-fiscale" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Settembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigiani, sì al federalismo fiscale</h1>
</div>
</div>
<p>Gli artigiani italiani hanno voglia di federalismo. Un desiderio che nasconde il bisogno di scrollarsi di dosso il peso di una burocrazia pesante e costosa, che grazie al federalismo fiscale potrebbe utilizzare le tasse versate dai contribuenti in maniera più efficiente e contrastare in maniera netta e decisa l’evasione fiscale, soprattutto quella legata al lavoro sommerso e all’abusivismo. Sono questi i primi spunti di riflessione offerti dai risultati del sondaggio che l’Ispo di Renato Mannheimer ha condotto su un campione di imprenditori associati a Confartigianato. Il sondaggio, centrato sul federalismo fiscale, è stato presentato il primo settembre a Roma, nel corso dell’annuale edizione della Summer school di Confartigianato. Il 75% degli intervistati spera che il Paese prenda la via del federalismo, più o meno radicale, per risolvere molti dei problemi che angosciano l’Italia. In particolare, ai piccoli imprenditori piace soprattutto l’idea di uno Stato federale che conceda più autonomia e poteri alle Regioni. Per il 62% degli artigiani intervistati, infatti, allo Stato spetta il compito di garantire soltanto alcuni servizi fondamentali, tra cui istruzione e sanità, senza farsi carico di competenze che potrebbero essere lasciate agli enti locali e che spesso comportano un aumento al già ingente prelievo fiscale. Una tassazione che oggi l’88,5% degli imprenditori definisce alta e che soltanto l’11,3% degli intervistati ritiene essere giusta. Tasse troppo alte e mal gestite dallo Stato, se si considera che la maggioranza degli artigiani italiani, l’86% del campione intervistato, ha dichiarato di “ricevere meno benefici e servizi di scarsa qualità rispetto alle tasse” che paga. Tasse che il federalismo potrebbe limare, ma che non dovrà aumentare, neanche se questo dovesse portare ad un miglioramento dei servizi locali rispetto a quelli nazionali. Quando l’Ispo ha chiesto agli intervistati se, pur di alzare gli standard dei servizi sanitari regionali, i cittadini sarebbero stati disposti a pagare più tasse, il 79% del campione ha risposto con un laconico no. Una ferma convinzione che tradisce l’eccessivo prelievo fiscale che attualmente ricade sugli italiani. L’Ufficio studi di Confartigianato ha calcolato che se la pressione fiscale “ufficiale” è del 43,3%, quella effettiva, e cioè quella che considera anche il sommerso e l’evasione fiscale, si attesta sul 51,6%. Senza parlare dell’incremento dei tributi locali nel decennio 1996/2006. Non deve essere un caso se in Italia, paese secondo soltanto alla Spagna nella speciale classifica che registra l’aumento delle tasse locali, l’imposta che ha subito il maggior incremento nel decennio preso in esame è stata l’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive, aumentata del 62,2%. Attualmente, con il disegno legge Calderoli sul federalismo fiscale ancora in fase di elaborazione, sono state rese pubbliche soltanto alcune indiscrezioni. Tra queste, la possibilità da parte dello Stato o delle Regioni più ricche di sostenere le regioni più povere. Una possibilità che il 64% degli artigiani intervistati ha condiviso, dimostrando che il federalismo che sognano non vuole spaccare l’Italia, né tanto meno abbandonare al loro destino gli abitanti delle Regioni dove si produce minor ricchezza. Il federalismo che sognano gli artigiani, e che emerge dai risultati del sondaggio Ispo commissionato da Confartigianato, è una nuova organizzazione dello Stato che, oltre a consentire all’Italia di uscire dalla crisi economica e di riavvicinarla agli altri Stati comunitari, permetterebbe ai cittadini di controllare in maniera più incisiva l’utilizzo delle tasse, la qualità dei servizi offerti dagli enti locali e, a questi, di combattere con maggiore incisività l’evasione fiscale, soprattutto quella prodotta dal lavoro sommerso e dagli operatori abusivi. Un’esigenza confermata da alcune elaborazioni di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato. Secondo i dati diffusi durante la Summer school, infatti, il valore aggiunto prodotto dal sommerso nel 2006 è compreso tra il 15,3% ed il 16,9% del PIL. Nel 2007, inoltre, l’evasione fiscale ha prodotto un “fatturato” da 107,1 miliardi di euro. Con l’attuazione di un modello di federalismo fiscale, i piccoli imprenditori sperano di poter beneficiare di una gamma di servizi di qualità migliore, dalla sicurezza alla sanità, passando per quella semplificazione burocratica per le imprese che gli artigiani richiedono da ormai troppo tempo. Avvicinando il prelievo fiscale al territorio, dunque, gli enti locali avrebbero maggiori risorse da gestire per l’offerta dei servizi ai cittadini. Ma di quali servizi hanno bisogno gli artigiani, cittadini prima ancora che imprenditori? Maggiore tutela e sicurezza sul lavoro, ricerca ed innovazione per le imprese, infrastrutture e una più attenta tutela sanitaria. In altre parole, di tutta quella serie di interventi che il mondo della micro e piccola impresa italiana chiede da tempo per riaccendere il motore di un Paese che appare ingolfato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/moda-congiuntura-ancora-debole-e-i-timori-per-gli-investimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131664</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 8 Giugno 2026·MODA Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti Nel primo trimestre del 2026 la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-7425 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco tag-artigiani tag-federalismo tag-fiscale" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Settembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigiani, sì al federalismo fiscale</h1>
</div>
</div>
<p>Gli artigiani italiani hanno voglia di federalismo. Un desiderio che nasconde il bisogno di scrollarsi di dosso il peso di una burocrazia pesante e costosa, che grazie al federalismo fiscale potrebbe utilizzare le tasse versate dai contribuenti in maniera più efficiente e contrastare in maniera netta e decisa l’evasione fiscale, soprattutto quella legata al lavoro sommerso e all’abusivismo. Sono questi i primi spunti di riflessione offerti dai risultati del sondaggio che l’Ispo di Renato Mannheimer ha condotto su un campione di imprenditori associati a Confartigianato. Il sondaggio, centrato sul federalismo fiscale, è stato presentato il primo settembre a Roma, nel corso dell’annuale edizione della Summer school di Confartigianato. Il 75% degli intervistati spera che il Paese prenda la via del federalismo, più o meno radicale, per risolvere molti dei problemi che angosciano l’Italia. In particolare, ai piccoli imprenditori piace soprattutto l’idea di uno Stato federale che conceda più autonomia e poteri alle Regioni. Per il 62% degli artigiani intervistati, infatti, allo Stato spetta il compito di garantire soltanto alcuni servizi fondamentali, tra cui istruzione e sanità, senza farsi carico di competenze che potrebbero essere lasciate agli enti locali e che spesso comportano un aumento al già ingente prelievo fiscale. Una tassazione che oggi l’88,5% degli imprenditori definisce alta e che soltanto l’11,3% degli intervistati ritiene essere giusta. Tasse troppo alte e mal gestite dallo Stato, se si considera che la maggioranza degli artigiani italiani, l’86% del campione intervistato, ha dichiarato di “ricevere meno benefici e servizi di scarsa qualità rispetto alle tasse” che paga. Tasse che il federalismo potrebbe limare, ma che non dovrà aumentare, neanche se questo dovesse portare ad un miglioramento dei servizi locali rispetto a quelli nazionali. Quando l’Ispo ha chiesto agli intervistati se, pur di alzare gli standard dei servizi sanitari regionali, i cittadini sarebbero stati disposti a pagare più tasse, il 79% del campione ha risposto con un laconico no. Una ferma convinzione che tradisce l’eccessivo prelievo fiscale che attualmente ricade sugli italiani. L’Ufficio studi di Confartigianato ha calcolato che se la pressione fiscale “ufficiale” è del 43,3%, quella effettiva, e cioè quella che considera anche il sommerso e l’evasione fiscale, si attesta sul 51,6%. Senza parlare dell’incremento dei tributi locali nel decennio 1996/2006. Non deve essere un caso se in Italia, paese secondo soltanto alla Spagna nella speciale classifica che registra l’aumento delle tasse locali, l’imposta che ha subito il maggior incremento nel decennio preso in esame è stata l’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive, aumentata del 62,2%. Attualmente, con il disegno legge Calderoli sul federalismo fiscale ancora in fase di elaborazione, sono state rese pubbliche soltanto alcune indiscrezioni. Tra queste, la possibilità da parte dello Stato o delle Regioni più ricche di sostenere le regioni più povere. Una possibilità che il 64% degli artigiani intervistati ha condiviso, dimostrando che il federalismo che sognano non vuole spaccare l’Italia, né tanto meno abbandonare al loro destino gli abitanti delle Regioni dove si produce minor ricchezza. Il federalismo che sognano gli artigiani, e che emerge dai risultati del sondaggio Ispo commissionato da Confartigianato, è una nuova organizzazione dello Stato che, oltre a consentire all’Italia di uscire dalla crisi economica e di riavvicinarla agli altri Stati comunitari, permetterebbe ai cittadini di controllare in maniera più incisiva l’utilizzo delle tasse, la qualità dei servizi offerti dagli enti locali e, a questi, di combattere con maggiore incisività l’evasione fiscale, soprattutto quella prodotta dal lavoro sommerso e dagli operatori abusivi. Un’esigenza confermata da alcune elaborazioni di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato. Secondo i dati diffusi durante la Summer school, infatti, il valore aggiunto prodotto dal sommerso nel 2006 è compreso tra il 15,3% ed il 16,9% del PIL. Nel 2007, inoltre, l’evasione fiscale ha prodotto un “fatturato” da 107,1 miliardi di euro. Con l’attuazione di un modello di federalismo fiscale, i piccoli imprenditori sperano di poter beneficiare di una gamma di servizi di qualità migliore, dalla sicurezza alla sanità, passando per quella semplificazione burocratica per le imprese che gli artigiani richiedono da ormai troppo tempo. Avvicinando il prelievo fiscale al territorio, dunque, gli enti locali avrebbero maggiori risorse da gestire per l’offerta dei servizi ai cittadini. Ma di quali servizi hanno bisogno gli artigiani, cittadini prima ancora che imprenditori? Maggiore tutela e sicurezza sul lavoro, ricerca ed innovazione per le imprese, infrastrutture e una più attenta tutela sanitaria. In altre parole, di tutta quella serie di interventi che il mondo della micro e piccola impresa italiana chiede da tempo per riaccendere il motore di un Paese che appare ingolfato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna con Symbola</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianato-aumentato-e-made-in-italy-l11-giugno-a-mantova-levento-conclusivo-della-campagna-con-symbola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:17:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[sy]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131654</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-7425 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco tag-artigiani tag-federalismo tag-fiscale" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Settembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigiani, sì al federalismo fiscale</h1>
</div>
</div>
<p>Gli artigiani italiani hanno voglia di federalismo. Un desiderio che nasconde il bisogno di scrollarsi di dosso il peso di una burocrazia pesante e costosa, che grazie al federalismo fiscale potrebbe utilizzare le tasse versate dai contribuenti in maniera più efficiente e contrastare in maniera netta e decisa l’evasione fiscale, soprattutto quella legata al lavoro sommerso e all’abusivismo. Sono questi i primi spunti di riflessione offerti dai risultati del sondaggio che l’Ispo di Renato Mannheimer ha condotto su un campione di imprenditori associati a Confartigianato. Il sondaggio, centrato sul federalismo fiscale, è stato presentato il primo settembre a Roma, nel corso dell’annuale edizione della Summer school di Confartigianato. Il 75% degli intervistati spera che il Paese prenda la via del federalismo, più o meno radicale, per risolvere molti dei problemi che angosciano l’Italia. In particolare, ai piccoli imprenditori piace soprattutto l’idea di uno Stato federale che conceda più autonomia e poteri alle Regioni. Per il 62% degli artigiani intervistati, infatti, allo Stato spetta il compito di garantire soltanto alcuni servizi fondamentali, tra cui istruzione e sanità, senza farsi carico di competenze che potrebbero essere lasciate agli enti locali e che spesso comportano un aumento al già ingente prelievo fiscale. Una tassazione che oggi l’88,5% degli imprenditori definisce alta e che soltanto l’11,3% degli intervistati ritiene essere giusta. Tasse troppo alte e mal gestite dallo Stato, se si considera che la maggioranza degli artigiani italiani, l’86% del campione intervistato, ha dichiarato di “ricevere meno benefici e servizi di scarsa qualità rispetto alle tasse” che paga. Tasse che il federalismo potrebbe limare, ma che non dovrà aumentare, neanche se questo dovesse portare ad un miglioramento dei servizi locali rispetto a quelli nazionali. Quando l’Ispo ha chiesto agli intervistati se, pur di alzare gli standard dei servizi sanitari regionali, i cittadini sarebbero stati disposti a pagare più tasse, il 79% del campione ha risposto con un laconico no. Una ferma convinzione che tradisce l’eccessivo prelievo fiscale che attualmente ricade sugli italiani. L’Ufficio studi di Confartigianato ha calcolato che se la pressione fiscale “ufficiale” è del 43,3%, quella effettiva, e cioè quella che considera anche il sommerso e l’evasione fiscale, si attesta sul 51,6%. Senza parlare dell’incremento dei tributi locali nel decennio 1996/2006. Non deve essere un caso se in Italia, paese secondo soltanto alla Spagna nella speciale classifica che registra l’aumento delle tasse locali, l’imposta che ha subito il maggior incremento nel decennio preso in esame è stata l’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive, aumentata del 62,2%. Attualmente, con il disegno legge Calderoli sul federalismo fiscale ancora in fase di elaborazione, sono state rese pubbliche soltanto alcune indiscrezioni. Tra queste, la possibilità da parte dello Stato o delle Regioni più ricche di sostenere le regioni più povere. Una possibilità che il 64% degli artigiani intervistati ha condiviso, dimostrando che il federalismo che sognano non vuole spaccare l’Italia, né tanto meno abbandonare al loro destino gli abitanti delle Regioni dove si produce minor ricchezza. Il federalismo che sognano gli artigiani, e che emerge dai risultati del sondaggio Ispo commissionato da Confartigianato, è una nuova organizzazione dello Stato che, oltre a consentire all’Italia di uscire dalla crisi economica e di riavvicinarla agli altri Stati comunitari, permetterebbe ai cittadini di controllare in maniera più incisiva l’utilizzo delle tasse, la qualità dei servizi offerti dagli enti locali e, a questi, di combattere con maggiore incisività l’evasione fiscale, soprattutto quella prodotta dal lavoro sommerso e dagli operatori abusivi. Un’esigenza confermata da alcune elaborazioni di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato. Secondo i dati diffusi durante la Summer school, infatti, il valore aggiunto prodotto dal sommerso nel 2006 è compreso tra il 15,3% ed il 16,9% del PIL. Nel 2007, inoltre, l’evasione fiscale ha prodotto un “fatturato” da 107,1 miliardi di euro. Con l’attuazione di un modello di federalismo fiscale, i piccoli imprenditori sperano di poter beneficiare di una gamma di servizi di qualità migliore, dalla sicurezza alla sanità, passando per quella semplificazione burocratica per le imprese che gli artigiani richiedono da ormai troppo tempo. Avvicinando il prelievo fiscale al territorio, dunque, gli enti locali avrebbero maggiori risorse da gestire per l’offerta dei servizi ai cittadini. Ma di quali servizi hanno bisogno gli artigiani, cittadini prima ancora che imprenditori? Maggiore tutela e sicurezza sul lavoro, ricerca ed innovazione per le imprese, infrastrutture e una più attenta tutela sanitaria. In altre parole, di tutta quella serie di interventi che il mondo della micro e piccola impresa italiana chiede da tempo per riaccendere il motore di un Paese che appare ingolfato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-rinnova-il-proprio-impegno-nellalleanza-europea-per-lapprendistato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 11:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alleanza europea apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[EAFA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131645</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·FORMAZIONE Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato Oggi a Roma, nell’ambito dell’high-level event della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-7425 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco tag-artigiani tag-federalismo tag-fiscale" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Settembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Artigiani, sì al federalismo fiscale</h1>
</div>
</div>
<p>Gli artigiani italiani hanno voglia di federalismo. Un desiderio che nasconde il bisogno di scrollarsi di dosso il peso di una burocrazia pesante e costosa, che grazie al federalismo fiscale potrebbe utilizzare le tasse versate dai contribuenti in maniera più efficiente e contrastare in maniera netta e decisa l’evasione fiscale, soprattutto quella legata al lavoro sommerso e all’abusivismo. Sono questi i primi spunti di riflessione offerti dai risultati del sondaggio che l’Ispo di Renato Mannheimer ha condotto su un campione di imprenditori associati a Confartigianato. Il sondaggio, centrato sul federalismo fiscale, è stato presentato il primo settembre a Roma, nel corso dell’annuale edizione della Summer school di Confartigianato. Il 75% degli intervistati spera che il Paese prenda la via del federalismo, più o meno radicale, per risolvere molti dei problemi che angosciano l’Italia. In particolare, ai piccoli imprenditori piace soprattutto l’idea di uno Stato federale che conceda più autonomia e poteri alle Regioni. Per il 62% degli artigiani intervistati, infatti, allo Stato spetta il compito di garantire soltanto alcuni servizi fondamentali, tra cui istruzione e sanità, senza farsi carico di competenze che potrebbero essere lasciate agli enti locali e che spesso comportano un aumento al già ingente prelievo fiscale. Una tassazione che oggi l’88,5% degli imprenditori definisce alta e che soltanto l’11,3% degli intervistati ritiene essere giusta. Tasse troppo alte e mal gestite dallo Stato, se si considera che la maggioranza degli artigiani italiani, l’86% del campione intervistato, ha dichiarato di “ricevere meno benefici e servizi di scarsa qualità rispetto alle tasse” che paga. Tasse che il federalismo potrebbe limare, ma che non dovrà aumentare, neanche se questo dovesse portare ad un miglioramento dei servizi locali rispetto a quelli nazionali. Quando l’Ispo ha chiesto agli intervistati se, pur di alzare gli standard dei servizi sanitari regionali, i cittadini sarebbero stati disposti a pagare più tasse, il 79% del campione ha risposto con un laconico no. Una ferma convinzione che tradisce l’eccessivo prelievo fiscale che attualmente ricade sugli italiani. L’Ufficio studi di Confartigianato ha calcolato che se la pressione fiscale “ufficiale” è del 43,3%, quella effettiva, e cioè quella che considera anche il sommerso e l’evasione fiscale, si attesta sul 51,6%. Senza parlare dell’incremento dei tributi locali nel decennio 1996/2006. Non deve essere un caso se in Italia, paese secondo soltanto alla Spagna nella speciale classifica che registra l’aumento delle tasse locali, l’imposta che ha subito il maggior incremento nel decennio preso in esame è stata l’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive, aumentata del 62,2%. Attualmente, con il disegno legge Calderoli sul federalismo fiscale ancora in fase di elaborazione, sono state rese pubbliche soltanto alcune indiscrezioni. Tra queste, la possibilità da parte dello Stato o delle Regioni più ricche di sostenere le regioni più povere. Una possibilità che il 64% degli artigiani intervistati ha condiviso, dimostrando che il federalismo che sognano non vuole spaccare l’Italia, né tanto meno abbandonare al loro destino gli abitanti delle Regioni dove si produce minor ricchezza. Il federalismo che sognano gli artigiani, e che emerge dai risultati del sondaggio Ispo commissionato da Confartigianato, è una nuova organizzazione dello Stato che, oltre a consentire all’Italia di uscire dalla crisi economica e di riavvicinarla agli altri Stati comunitari, permetterebbe ai cittadini di controllare in maniera più incisiva l’utilizzo delle tasse, la qualità dei servizi offerti dagli enti locali e, a questi, di combattere con maggiore incisività l’evasione fiscale, soprattutto quella prodotta dal lavoro sommerso e dagli operatori abusivi. Un’esigenza confermata da alcune elaborazioni di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato. Secondo i dati diffusi durante la Summer school, infatti, il valore aggiunto prodotto dal sommerso nel 2006 è compreso tra il 15,3% ed il 16,9% del PIL. Nel 2007, inoltre, l’evasione fiscale ha prodotto un “fatturato” da 107,1 miliardi di euro. Con l’attuazione di un modello di federalismo fiscale, i piccoli imprenditori sperano di poter beneficiare di una gamma di servizi di qualità migliore, dalla sicurezza alla sanità, passando per quella semplificazione burocratica per le imprese che gli artigiani richiedono da ormai troppo tempo. Avvicinando il prelievo fiscale al territorio, dunque, gli enti locali avrebbero maggiori risorse da gestire per l’offerta dei servizi ai cittadini. Ma di quali servizi hanno bisogno gli artigiani, cittadini prima ancora che imprenditori? Maggiore tutela e sicurezza sul lavoro, ricerca ed innovazione per le imprese, infrastrutture e una più attenta tutela sanitaria. In altre parole, di tutta quella serie di interventi che il mondo della micro e piccola impresa italiana chiede da tempo per riaccendere il motore di un Paese che appare ingolfato.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/">Artigiani, sì al federalismo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	
</channel>
</rss><?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="0.92">
	<channel>
		<title>Artigiani, sì al federalismo fiscale - Confartigianato Imprese </title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2008/09/artigiani-si-al-federalismo-fiscale/</link>
		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Tue, 02 Sep 2008 22:00:00 +0000</lastBuildDate>
		<docs>http://backend.userland.com/rss092</docs>
		<language>it-IT</language>
		

			</channel>
</rss>