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	<title>Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
	<lastBuildDate>Mon, 03 Nov 2014 18:11:44 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/mancano-316mila-tecnici-in-ia-il-51-del-totale-richiesto-dalle-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 18 Agosto 2026·LAVORO Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese Immagine creata con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/nel-sud-il-478-delle-imprese-muore-entro-i-5-anni-di-vita-confartigianato-punta-sul-federalismo-per-creare-sviluppo-e-liberare-la-voglia-di-fare-impresa-alla-convention-del-mezzog/">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26447 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">14 Ottobre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</h1>
</div>
</div>
<p>Le piccole imprese meridionali scommettono sul federalismo per liberare il Mezzogiorno dai vincoli che ne soffocano lo sviluppo e che fanno ‘morire’ il 47,8% delle aziende entro i primi 5 anni di vita,‘bruciando’ così 10.521 posti di lavoro l’anno.<span id="more-26447"></span></p>
<p>Questo il messaggio che Confartigianato ha lanciato oggi a Napoli nel corso dell’annuale Convention dedicata al Mezzogiorno dal titolo “Mezzogiorno. Dall’intervento straordinario al federalismo: e se gli aiuti non esistessero?”.</p>
<p>Confartigianato ha ‘fotografato’ in un Rapporto presentato alla Convention i record negativi del Sud e i primati positivi messi a segno proprio dagli artigiani e dai piccoli imprenditori meridionali.</p>
<p>I VINCOLI ALLA COMPETITIVITA’</p>
<p>Tra gli ostacoli allo sviluppo, l’accesso al credito: alle imprese meridionali il denaro costa 1,2 punti in più rispetto al Centro nord. In Calabria addirittura i tassi attivi sui finanziamenti bancari sono superiori di 2,2 punti percentuali rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Va ancora peggio per il sistema formativo e l’Università. Il tasso di abbandono scolastico è del 25,5%, rispetto al dato nazionale del 20,6%. Tra il 1995 e il 2005 sono emigrati al Centro Nord 589.800 giovani meridionali diplomati e laureati: questa ‘fuga di cervelli’ è costata alle famiglie meridionali 7,9 miliardi di euro. La scarsa attrattività delle Università del Sud è confermata dal fatto che il 23,9% dei 118.318 universitari residenti nel Mezzogiorno si laurea al Centro Nord.</p>
<p>Emergenza anche sul fronte di tempi e costi della giustizia civile. Nel Sud la giustizia-lumaca costa alle imprese 827,5 milioni di euro l’anno, pari al 35,5% del costo subito da tutte le imprese italiane. Il Sud ha il primato dei tempi più lunghi per chiudere un procedimento: in testa a tutte le regioni vi è la Basilicata con 3.391 giorni per un giudizio tra primo e secondo grado. Record alla Calabria per chiudere un fallimento: 5.784 giorni. Segue la Sicilia con 5.611 giorni e il Molise con 4.963 giorni. E una causa di lavoro a Messina dura 6 anni e mezzo, quasi 6 volte di più rispetto a quanto avviene a Trento. La giustizia tributaria non è più veloce: durata record ancora per la Calabria con 4.159 giorni per definire le controversie in materia fiscale.</p>
<p>Critica la situazione delle infrastrutture il cui gap, dal 2001 al 2007 è aumentato rispetto al resto del Paese Un esempio per tutti: nel 2008 il treno più veloce da Roma a Palermo impiega 26 minuti in più rispetto al tempo di percorrenza impiegato dal treno più veloce nel 1975. Altra nota dolente i costi dell’energia elettrica: le imprese meridionali pagano 1,4 miliardi di euro l’anno in più rispetto ai loro colleghi europei.</p>
<p>A minare la sopravvivenza delle imprese vi è anche la concorrenza sleale proveniente dall’abusivismo e dalle imprese fantasma che, insieme al lavoro irregolare, genera nel Sud il 37,5% dell’evasione fiscale.</p>
<p>Secondo le rilevazioni di Confartigianato queste condizioni difficili fanno morire il 47,8% delle imprese entro i primi 5 anni di vita.</p>
<p>“La riforma federalista – secondo il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; è un’occasione per avvicinare il luogo del prelievo a quello della spesa e per responsabilizzare l’azione degli amministratori pubblici, evidenziando il rapporto diretto tra quanto si paga e quanto si riceve in servizi. Il federalismo dovrà quindi consentire, anche nel Mezzogiorno, la riduzione degli sprechi e delle inefficienze della pubblica amministrazione, ma anche l’eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e l’oppressione burocratica, oltre a consentire una riduzione della pressione fiscale”.</p>
<p>Dal Rapporto di Confartigianato emergono anche i primati positivi delle piccole imprese che si confermano, nonostante tutte le difficoltà, motore di sviluppo del Mezzogiorno.<br />
I PUNTI DI FORZA DELLE MICRO E PICCOLE IMPRESE MERIDIONALI</p>
<p>Il Mezzogiorno ha una struttura imprenditoriale basata sulla piccola impresa: le MPI (Micro e Piccole Imprese fino a 20 addetti) sono 1.301.019 pari al 98,7% del totale delle imprese e occupano 2.720.141 addetti, pari al 71,6% del totale degli addetti.</p>
<p>In termini di occupati, le MPI meridionali hanno un peso superiore di quasi otto punti rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Dal 2001 al 2005, il peso dell’occupazione generata dalle micro e piccole imprese fino a 20 addetti è aumentato del 2,2%. Contemporaneamente l’occupazione delle medie e grandi imprese è diminuita dell’1,8%.</p>
<p>Le regioni meridionali che presentano la più alta incidenza di occupati nelle MPI sono la Calabria con il 77,6%, seguita dalla Sicilia con il 74,9%, dalla Sardegna con il 73,8%, dalla Puglia con il 71,9%.</p>
<p>Tra il 2004 e il 2005, il 97,2% della crescita dell’occupazione nel Sud è stata generata da imprese con meno di 20 addetti.</p>
<p>Tra il 2003 e il 2005 la crescita del valore aggiunto nel Mezzogiorno nei settori manifatturiero e delle costruzioni è stata letteralmente trainata dalle imprese con meno di 20 addetti: tra il 2003 e il 2005 il valore aggiunto delle imprese meridionali con meno di 20 addetti è cresciuto del 25,3%, mentre nelle imprese più grandi è diminuito del 3,3%.</p>
<p>Il Mezzogiorno affida alle piccole e micorimprese le concrete possibilità di sviluppo del territorio: nelle imprese meridionali da 1 a 9 addetti la crescita dell&#8217;occupazione prevista nel 2008 è del 3,9%, superiore alla media nazionale dell’1,5%. Complessivamente la crescita occupazionale prevista per il 2008 nelle piccole imprese è del 2,6%, mentre le medie e grandi imprese nel Mezzogiorno prevedono un calo dell’occupazione dello 0,2%.</p>
<p>Positive le performances delle piccole imprese anche nell’export. Nel primo semestre del 2008 l&#8217;esportazione manifatturiera attribuita alle piccole imprese meridionali cresce del 5,1%. In particolare cresce l&#8217;export dei Prodotti agricoli (+24,2%), Prodotti alimentari (17,3%), Macchine ed apparecchi meccanici (10,9%),  Carta editoria e stampa (10,6%), Metalli e prodotti in metallo (8,7%), Prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (5,0%).</p>
<p>Micro e piccole imprese ‘virtuose anche nella formazione sul campo dei dipendenti. I titolari e soci di imprese con meno di 20 addetti investono in ‘formazione sul campo’ 1.364 milioni di euro all’anno.</p>
<p>In particolare, l&#8217;artigianato meridionale si conferma una vera e propria &#8216;accademia&#8217; del made in italy: i soli titolari e soci di imprese artigiane investono in formazione on the job 573 milioni di euro all&#8217;anno, affiancando 51.390 nuovi assunti.</p>
<p>Nel Sud il 26,0% degli occupati sono imprenditori e lavoratori autonomi</p>
<p>Nel Mezzogiorno il 18,9% delle imprese sono artigiane.</p>
<p>Le regioni meridionali a maggiore vocazione artigiana sono la Sardegna, dove il 24,9% delle imprese è artigiana, seguita dall&#8217;Abruzzo con il 24,4%, dal Molise con il 21,5%, dalla Calabria con il 21,0% e dalla Puglia con il 20,2%.</p>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 11 Agosto 2026·LEGGE DI BILANCIO Conti pubblici verso la manovra 2027   Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/nel-sud-il-478-delle-imprese-muore-entro-i-5-anni-di-vita-confartigianato-punta-sul-federalismo-per-creare-sviluppo-e-liberare-la-voglia-di-fare-impresa-alla-convention-del-mezzog/">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26447 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</h1>
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<p>Le piccole imprese meridionali scommettono sul federalismo per liberare il Mezzogiorno dai vincoli che ne soffocano lo sviluppo e che fanno ‘morire’ il 47,8% delle aziende entro i primi 5 anni di vita,‘bruciando’ così 10.521 posti di lavoro l’anno.<span id="more-26447"></span></p>
<p>Questo il messaggio che Confartigianato ha lanciato oggi a Napoli nel corso dell’annuale Convention dedicata al Mezzogiorno dal titolo “Mezzogiorno. Dall’intervento straordinario al federalismo: e se gli aiuti non esistessero?”.</p>
<p>Confartigianato ha ‘fotografato’ in un Rapporto presentato alla Convention i record negativi del Sud e i primati positivi messi a segno proprio dagli artigiani e dai piccoli imprenditori meridionali.</p>
<p>I VINCOLI ALLA COMPETITIVITA’</p>
<p>Tra gli ostacoli allo sviluppo, l’accesso al credito: alle imprese meridionali il denaro costa 1,2 punti in più rispetto al Centro nord. In Calabria addirittura i tassi attivi sui finanziamenti bancari sono superiori di 2,2 punti percentuali rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Va ancora peggio per il sistema formativo e l’Università. Il tasso di abbandono scolastico è del 25,5%, rispetto al dato nazionale del 20,6%. Tra il 1995 e il 2005 sono emigrati al Centro Nord 589.800 giovani meridionali diplomati e laureati: questa ‘fuga di cervelli’ è costata alle famiglie meridionali 7,9 miliardi di euro. La scarsa attrattività delle Università del Sud è confermata dal fatto che il 23,9% dei 118.318 universitari residenti nel Mezzogiorno si laurea al Centro Nord.</p>
<p>Emergenza anche sul fronte di tempi e costi della giustizia civile. Nel Sud la giustizia-lumaca costa alle imprese 827,5 milioni di euro l’anno, pari al 35,5% del costo subito da tutte le imprese italiane. Il Sud ha il primato dei tempi più lunghi per chiudere un procedimento: in testa a tutte le regioni vi è la Basilicata con 3.391 giorni per un giudizio tra primo e secondo grado. Record alla Calabria per chiudere un fallimento: 5.784 giorni. Segue la Sicilia con 5.611 giorni e il Molise con 4.963 giorni. E una causa di lavoro a Messina dura 6 anni e mezzo, quasi 6 volte di più rispetto a quanto avviene a Trento. La giustizia tributaria non è più veloce: durata record ancora per la Calabria con 4.159 giorni per definire le controversie in materia fiscale.</p>
<p>Critica la situazione delle infrastrutture il cui gap, dal 2001 al 2007 è aumentato rispetto al resto del Paese Un esempio per tutti: nel 2008 il treno più veloce da Roma a Palermo impiega 26 minuti in più rispetto al tempo di percorrenza impiegato dal treno più veloce nel 1975. Altra nota dolente i costi dell’energia elettrica: le imprese meridionali pagano 1,4 miliardi di euro l’anno in più rispetto ai loro colleghi europei.</p>
<p>A minare la sopravvivenza delle imprese vi è anche la concorrenza sleale proveniente dall’abusivismo e dalle imprese fantasma che, insieme al lavoro irregolare, genera nel Sud il 37,5% dell’evasione fiscale.</p>
<p>Secondo le rilevazioni di Confartigianato queste condizioni difficili fanno morire il 47,8% delle imprese entro i primi 5 anni di vita.</p>
<p>“La riforma federalista – secondo il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; è un’occasione per avvicinare il luogo del prelievo a quello della spesa e per responsabilizzare l’azione degli amministratori pubblici, evidenziando il rapporto diretto tra quanto si paga e quanto si riceve in servizi. Il federalismo dovrà quindi consentire, anche nel Mezzogiorno, la riduzione degli sprechi e delle inefficienze della pubblica amministrazione, ma anche l’eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e l’oppressione burocratica, oltre a consentire una riduzione della pressione fiscale”.</p>
<p>Dal Rapporto di Confartigianato emergono anche i primati positivi delle piccole imprese che si confermano, nonostante tutte le difficoltà, motore di sviluppo del Mezzogiorno.<br />
I PUNTI DI FORZA DELLE MICRO E PICCOLE IMPRESE MERIDIONALI</p>
<p>Il Mezzogiorno ha una struttura imprenditoriale basata sulla piccola impresa: le MPI (Micro e Piccole Imprese fino a 20 addetti) sono 1.301.019 pari al 98,7% del totale delle imprese e occupano 2.720.141 addetti, pari al 71,6% del totale degli addetti.</p>
<p>In termini di occupati, le MPI meridionali hanno un peso superiore di quasi otto punti rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Dal 2001 al 2005, il peso dell’occupazione generata dalle micro e piccole imprese fino a 20 addetti è aumentato del 2,2%. Contemporaneamente l’occupazione delle medie e grandi imprese è diminuita dell’1,8%.</p>
<p>Le regioni meridionali che presentano la più alta incidenza di occupati nelle MPI sono la Calabria con il 77,6%, seguita dalla Sicilia con il 74,9%, dalla Sardegna con il 73,8%, dalla Puglia con il 71,9%.</p>
<p>Tra il 2004 e il 2005, il 97,2% della crescita dell’occupazione nel Sud è stata generata da imprese con meno di 20 addetti.</p>
<p>Tra il 2003 e il 2005 la crescita del valore aggiunto nel Mezzogiorno nei settori manifatturiero e delle costruzioni è stata letteralmente trainata dalle imprese con meno di 20 addetti: tra il 2003 e il 2005 il valore aggiunto delle imprese meridionali con meno di 20 addetti è cresciuto del 25,3%, mentre nelle imprese più grandi è diminuito del 3,3%.</p>
<p>Il Mezzogiorno affida alle piccole e micorimprese le concrete possibilità di sviluppo del territorio: nelle imprese meridionali da 1 a 9 addetti la crescita dell&#8217;occupazione prevista nel 2008 è del 3,9%, superiore alla media nazionale dell’1,5%. Complessivamente la crescita occupazionale prevista per il 2008 nelle piccole imprese è del 2,6%, mentre le medie e grandi imprese nel Mezzogiorno prevedono un calo dell’occupazione dello 0,2%.</p>
<p>Positive le performances delle piccole imprese anche nell’export. Nel primo semestre del 2008 l&#8217;esportazione manifatturiera attribuita alle piccole imprese meridionali cresce del 5,1%. In particolare cresce l&#8217;export dei Prodotti agricoli (+24,2%), Prodotti alimentari (17,3%), Macchine ed apparecchi meccanici (10,9%),  Carta editoria e stampa (10,6%), Metalli e prodotti in metallo (8,7%), Prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (5,0%).</p>
<p>Micro e piccole imprese ‘virtuose anche nella formazione sul campo dei dipendenti. I titolari e soci di imprese con meno di 20 addetti investono in ‘formazione sul campo’ 1.364 milioni di euro all’anno.</p>
<p>In particolare, l&#8217;artigianato meridionale si conferma una vera e propria &#8216;accademia&#8217; del made in italy: i soli titolari e soci di imprese artigiane investono in formazione on the job 573 milioni di euro all&#8217;anno, affiancando 51.390 nuovi assunti.</p>
<p>Nel Sud il 26,0% degli occupati sono imprenditori e lavoratori autonomi</p>
<p>Nel Mezzogiorno il 18,9% delle imprese sono artigiane.</p>
<p>Le regioni meridionali a maggiore vocazione artigiana sono la Sardegna, dove il 24,9% delle imprese è artigiana, seguita dall&#8217;Abruzzo con il 24,4%, dal Molise con il 21,5%, dalla Calabria con il 21,0% e dalla Puglia con il 20,2%.</p>
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			</item>
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		<title>Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/rialzo-tassi-bce-il-punto-sul-costo-del-credito-e-i-prestiti-alle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[credito più costoso]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132573</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Agosto 2026·CREDITO Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/nel-sud-il-478-delle-imprese-muore-entro-i-5-anni-di-vita-confartigianato-punta-sul-federalismo-per-creare-sviluppo-e-liberare-la-voglia-di-fare-impresa-alla-convention-del-mezzog/">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26447 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">14 Ottobre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</h1>
</div>
</div>
<p>Le piccole imprese meridionali scommettono sul federalismo per liberare il Mezzogiorno dai vincoli che ne soffocano lo sviluppo e che fanno ‘morire’ il 47,8% delle aziende entro i primi 5 anni di vita,‘bruciando’ così 10.521 posti di lavoro l’anno.<span id="more-26447"></span></p>
<p>Questo il messaggio che Confartigianato ha lanciato oggi a Napoli nel corso dell’annuale Convention dedicata al Mezzogiorno dal titolo “Mezzogiorno. Dall’intervento straordinario al federalismo: e se gli aiuti non esistessero?”.</p>
<p>Confartigianato ha ‘fotografato’ in un Rapporto presentato alla Convention i record negativi del Sud e i primati positivi messi a segno proprio dagli artigiani e dai piccoli imprenditori meridionali.</p>
<p>I VINCOLI ALLA COMPETITIVITA’</p>
<p>Tra gli ostacoli allo sviluppo, l’accesso al credito: alle imprese meridionali il denaro costa 1,2 punti in più rispetto al Centro nord. In Calabria addirittura i tassi attivi sui finanziamenti bancari sono superiori di 2,2 punti percentuali rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Va ancora peggio per il sistema formativo e l’Università. Il tasso di abbandono scolastico è del 25,5%, rispetto al dato nazionale del 20,6%. Tra il 1995 e il 2005 sono emigrati al Centro Nord 589.800 giovani meridionali diplomati e laureati: questa ‘fuga di cervelli’ è costata alle famiglie meridionali 7,9 miliardi di euro. La scarsa attrattività delle Università del Sud è confermata dal fatto che il 23,9% dei 118.318 universitari residenti nel Mezzogiorno si laurea al Centro Nord.</p>
<p>Emergenza anche sul fronte di tempi e costi della giustizia civile. Nel Sud la giustizia-lumaca costa alle imprese 827,5 milioni di euro l’anno, pari al 35,5% del costo subito da tutte le imprese italiane. Il Sud ha il primato dei tempi più lunghi per chiudere un procedimento: in testa a tutte le regioni vi è la Basilicata con 3.391 giorni per un giudizio tra primo e secondo grado. Record alla Calabria per chiudere un fallimento: 5.784 giorni. Segue la Sicilia con 5.611 giorni e il Molise con 4.963 giorni. E una causa di lavoro a Messina dura 6 anni e mezzo, quasi 6 volte di più rispetto a quanto avviene a Trento. La giustizia tributaria non è più veloce: durata record ancora per la Calabria con 4.159 giorni per definire le controversie in materia fiscale.</p>
<p>Critica la situazione delle infrastrutture il cui gap, dal 2001 al 2007 è aumentato rispetto al resto del Paese Un esempio per tutti: nel 2008 il treno più veloce da Roma a Palermo impiega 26 minuti in più rispetto al tempo di percorrenza impiegato dal treno più veloce nel 1975. Altra nota dolente i costi dell’energia elettrica: le imprese meridionali pagano 1,4 miliardi di euro l’anno in più rispetto ai loro colleghi europei.</p>
<p>A minare la sopravvivenza delle imprese vi è anche la concorrenza sleale proveniente dall’abusivismo e dalle imprese fantasma che, insieme al lavoro irregolare, genera nel Sud il 37,5% dell’evasione fiscale.</p>
<p>Secondo le rilevazioni di Confartigianato queste condizioni difficili fanno morire il 47,8% delle imprese entro i primi 5 anni di vita.</p>
<p>“La riforma federalista – secondo il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; è un’occasione per avvicinare il luogo del prelievo a quello della spesa e per responsabilizzare l’azione degli amministratori pubblici, evidenziando il rapporto diretto tra quanto si paga e quanto si riceve in servizi. Il federalismo dovrà quindi consentire, anche nel Mezzogiorno, la riduzione degli sprechi e delle inefficienze della pubblica amministrazione, ma anche l’eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e l’oppressione burocratica, oltre a consentire una riduzione della pressione fiscale”.</p>
<p>Dal Rapporto di Confartigianato emergono anche i primati positivi delle piccole imprese che si confermano, nonostante tutte le difficoltà, motore di sviluppo del Mezzogiorno.<br />
I PUNTI DI FORZA DELLE MICRO E PICCOLE IMPRESE MERIDIONALI</p>
<p>Il Mezzogiorno ha una struttura imprenditoriale basata sulla piccola impresa: le MPI (Micro e Piccole Imprese fino a 20 addetti) sono 1.301.019 pari al 98,7% del totale delle imprese e occupano 2.720.141 addetti, pari al 71,6% del totale degli addetti.</p>
<p>In termini di occupati, le MPI meridionali hanno un peso superiore di quasi otto punti rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Dal 2001 al 2005, il peso dell’occupazione generata dalle micro e piccole imprese fino a 20 addetti è aumentato del 2,2%. Contemporaneamente l’occupazione delle medie e grandi imprese è diminuita dell’1,8%.</p>
<p>Le regioni meridionali che presentano la più alta incidenza di occupati nelle MPI sono la Calabria con il 77,6%, seguita dalla Sicilia con il 74,9%, dalla Sardegna con il 73,8%, dalla Puglia con il 71,9%.</p>
<p>Tra il 2004 e il 2005, il 97,2% della crescita dell’occupazione nel Sud è stata generata da imprese con meno di 20 addetti.</p>
<p>Tra il 2003 e il 2005 la crescita del valore aggiunto nel Mezzogiorno nei settori manifatturiero e delle costruzioni è stata letteralmente trainata dalle imprese con meno di 20 addetti: tra il 2003 e il 2005 il valore aggiunto delle imprese meridionali con meno di 20 addetti è cresciuto del 25,3%, mentre nelle imprese più grandi è diminuito del 3,3%.</p>
<p>Il Mezzogiorno affida alle piccole e micorimprese le concrete possibilità di sviluppo del territorio: nelle imprese meridionali da 1 a 9 addetti la crescita dell&#8217;occupazione prevista nel 2008 è del 3,9%, superiore alla media nazionale dell’1,5%. Complessivamente la crescita occupazionale prevista per il 2008 nelle piccole imprese è del 2,6%, mentre le medie e grandi imprese nel Mezzogiorno prevedono un calo dell’occupazione dello 0,2%.</p>
<p>Positive le performances delle piccole imprese anche nell’export. Nel primo semestre del 2008 l&#8217;esportazione manifatturiera attribuita alle piccole imprese meridionali cresce del 5,1%. In particolare cresce l&#8217;export dei Prodotti agricoli (+24,2%), Prodotti alimentari (17,3%), Macchine ed apparecchi meccanici (10,9%),  Carta editoria e stampa (10,6%), Metalli e prodotti in metallo (8,7%), Prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (5,0%).</p>
<p>Micro e piccole imprese ‘virtuose anche nella formazione sul campo dei dipendenti. I titolari e soci di imprese con meno di 20 addetti investono in ‘formazione sul campo’ 1.364 milioni di euro all’anno.</p>
<p>In particolare, l&#8217;artigianato meridionale si conferma una vera e propria &#8216;accademia&#8217; del made in italy: i soli titolari e soci di imprese artigiane investono in formazione on the job 573 milioni di euro all&#8217;anno, affiancando 51.390 nuovi assunti.</p>
<p>Nel Sud il 26,0% degli occupati sono imprenditori e lavoratori autonomi</p>
<p>Nel Mezzogiorno il 18,9% delle imprese sono artigiane.</p>
<p>Le regioni meridionali a maggiore vocazione artigiana sono la Sardegna, dove il 24,9% delle imprese è artigiana, seguita dall&#8217;Abruzzo con il 24,4%, dal Molise con il 21,5%, dalla Calabria con il 21,0% e dalla Puglia con il 20,2%.</p>
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		<title>Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9%</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/per-le-pmi-credito-piu-scarso-e-costoso-in-sette-anni-finanziamenti-giu-del-259/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[nuova Artigiancassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 10 Agosto 2026·CREDITO Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/nel-sud-il-478-delle-imprese-muore-entro-i-5-anni-di-vita-confartigianato-punta-sul-federalismo-per-creare-sviluppo-e-liberare-la-voglia-di-fare-impresa-alla-convention-del-mezzog/">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">14 Ottobre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</h1>
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<p>Le piccole imprese meridionali scommettono sul federalismo per liberare il Mezzogiorno dai vincoli che ne soffocano lo sviluppo e che fanno ‘morire’ il 47,8% delle aziende entro i primi 5 anni di vita,‘bruciando’ così 10.521 posti di lavoro l’anno.<span id="more-26447"></span></p>
<p>Questo il messaggio che Confartigianato ha lanciato oggi a Napoli nel corso dell’annuale Convention dedicata al Mezzogiorno dal titolo “Mezzogiorno. Dall’intervento straordinario al federalismo: e se gli aiuti non esistessero?”.</p>
<p>Confartigianato ha ‘fotografato’ in un Rapporto presentato alla Convention i record negativi del Sud e i primati positivi messi a segno proprio dagli artigiani e dai piccoli imprenditori meridionali.</p>
<p>I VINCOLI ALLA COMPETITIVITA’</p>
<p>Tra gli ostacoli allo sviluppo, l’accesso al credito: alle imprese meridionali il denaro costa 1,2 punti in più rispetto al Centro nord. In Calabria addirittura i tassi attivi sui finanziamenti bancari sono superiori di 2,2 punti percentuali rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Va ancora peggio per il sistema formativo e l’Università. Il tasso di abbandono scolastico è del 25,5%, rispetto al dato nazionale del 20,6%. Tra il 1995 e il 2005 sono emigrati al Centro Nord 589.800 giovani meridionali diplomati e laureati: questa ‘fuga di cervelli’ è costata alle famiglie meridionali 7,9 miliardi di euro. La scarsa attrattività delle Università del Sud è confermata dal fatto che il 23,9% dei 118.318 universitari residenti nel Mezzogiorno si laurea al Centro Nord.</p>
<p>Emergenza anche sul fronte di tempi e costi della giustizia civile. Nel Sud la giustizia-lumaca costa alle imprese 827,5 milioni di euro l’anno, pari al 35,5% del costo subito da tutte le imprese italiane. Il Sud ha il primato dei tempi più lunghi per chiudere un procedimento: in testa a tutte le regioni vi è la Basilicata con 3.391 giorni per un giudizio tra primo e secondo grado. Record alla Calabria per chiudere un fallimento: 5.784 giorni. Segue la Sicilia con 5.611 giorni e il Molise con 4.963 giorni. E una causa di lavoro a Messina dura 6 anni e mezzo, quasi 6 volte di più rispetto a quanto avviene a Trento. La giustizia tributaria non è più veloce: durata record ancora per la Calabria con 4.159 giorni per definire le controversie in materia fiscale.</p>
<p>Critica la situazione delle infrastrutture il cui gap, dal 2001 al 2007 è aumentato rispetto al resto del Paese Un esempio per tutti: nel 2008 il treno più veloce da Roma a Palermo impiega 26 minuti in più rispetto al tempo di percorrenza impiegato dal treno più veloce nel 1975. Altra nota dolente i costi dell’energia elettrica: le imprese meridionali pagano 1,4 miliardi di euro l’anno in più rispetto ai loro colleghi europei.</p>
<p>A minare la sopravvivenza delle imprese vi è anche la concorrenza sleale proveniente dall’abusivismo e dalle imprese fantasma che, insieme al lavoro irregolare, genera nel Sud il 37,5% dell’evasione fiscale.</p>
<p>Secondo le rilevazioni di Confartigianato queste condizioni difficili fanno morire il 47,8% delle imprese entro i primi 5 anni di vita.</p>
<p>“La riforma federalista – secondo il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; è un’occasione per avvicinare il luogo del prelievo a quello della spesa e per responsabilizzare l’azione degli amministratori pubblici, evidenziando il rapporto diretto tra quanto si paga e quanto si riceve in servizi. Il federalismo dovrà quindi consentire, anche nel Mezzogiorno, la riduzione degli sprechi e delle inefficienze della pubblica amministrazione, ma anche l’eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e l’oppressione burocratica, oltre a consentire una riduzione della pressione fiscale”.</p>
<p>Dal Rapporto di Confartigianato emergono anche i primati positivi delle piccole imprese che si confermano, nonostante tutte le difficoltà, motore di sviluppo del Mezzogiorno.<br />
I PUNTI DI FORZA DELLE MICRO E PICCOLE IMPRESE MERIDIONALI</p>
<p>Il Mezzogiorno ha una struttura imprenditoriale basata sulla piccola impresa: le MPI (Micro e Piccole Imprese fino a 20 addetti) sono 1.301.019 pari al 98,7% del totale delle imprese e occupano 2.720.141 addetti, pari al 71,6% del totale degli addetti.</p>
<p>In termini di occupati, le MPI meridionali hanno un peso superiore di quasi otto punti rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Dal 2001 al 2005, il peso dell’occupazione generata dalle micro e piccole imprese fino a 20 addetti è aumentato del 2,2%. Contemporaneamente l’occupazione delle medie e grandi imprese è diminuita dell’1,8%.</p>
<p>Le regioni meridionali che presentano la più alta incidenza di occupati nelle MPI sono la Calabria con il 77,6%, seguita dalla Sicilia con il 74,9%, dalla Sardegna con il 73,8%, dalla Puglia con il 71,9%.</p>
<p>Tra il 2004 e il 2005, il 97,2% della crescita dell’occupazione nel Sud è stata generata da imprese con meno di 20 addetti.</p>
<p>Tra il 2003 e il 2005 la crescita del valore aggiunto nel Mezzogiorno nei settori manifatturiero e delle costruzioni è stata letteralmente trainata dalle imprese con meno di 20 addetti: tra il 2003 e il 2005 il valore aggiunto delle imprese meridionali con meno di 20 addetti è cresciuto del 25,3%, mentre nelle imprese più grandi è diminuito del 3,3%.</p>
<p>Il Mezzogiorno affida alle piccole e micorimprese le concrete possibilità di sviluppo del territorio: nelle imprese meridionali da 1 a 9 addetti la crescita dell&#8217;occupazione prevista nel 2008 è del 3,9%, superiore alla media nazionale dell’1,5%. Complessivamente la crescita occupazionale prevista per il 2008 nelle piccole imprese è del 2,6%, mentre le medie e grandi imprese nel Mezzogiorno prevedono un calo dell’occupazione dello 0,2%.</p>
<p>Positive le performances delle piccole imprese anche nell’export. Nel primo semestre del 2008 l&#8217;esportazione manifatturiera attribuita alle piccole imprese meridionali cresce del 5,1%. In particolare cresce l&#8217;export dei Prodotti agricoli (+24,2%), Prodotti alimentari (17,3%), Macchine ed apparecchi meccanici (10,9%),  Carta editoria e stampa (10,6%), Metalli e prodotti in metallo (8,7%), Prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (5,0%).</p>
<p>Micro e piccole imprese ‘virtuose anche nella formazione sul campo dei dipendenti. I titolari e soci di imprese con meno di 20 addetti investono in ‘formazione sul campo’ 1.364 milioni di euro all’anno.</p>
<p>In particolare, l&#8217;artigianato meridionale si conferma una vera e propria &#8216;accademia&#8217; del made in italy: i soli titolari e soci di imprese artigiane investono in formazione on the job 573 milioni di euro all&#8217;anno, affiancando 51.390 nuovi assunti.</p>
<p>Nel Sud il 26,0% degli occupati sono imprenditori e lavoratori autonomi</p>
<p>Nel Mezzogiorno il 18,9% delle imprese sono artigiane.</p>
<p>Le regioni meridionali a maggiore vocazione artigiana sono la Sardegna, dove il 24,9% delle imprese è artigiana, seguita dall&#8217;Abruzzo con il 24,4%, dal Molise con il 21,5%, dalla Calabria con il 21,0% e dalla Puglia con il 20,2%.</p>
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		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/granelli-a-unomattina-rai1-lartiturismo-che-rilancia-territori-imprese-e-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artiturismo]]></category>
		<category><![CDATA[marco granelli]]></category>
		<category><![CDATA[rai1]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Agosto 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217; Un turismo diffuso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/nel-sud-il-478-delle-imprese-muore-entro-i-5-anni-di-vita-confartigianato-punta-sul-federalismo-per-creare-sviluppo-e-liberare-la-voglia-di-fare-impresa-alla-convention-del-mezzog/">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</h1>
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<p>Le piccole imprese meridionali scommettono sul federalismo per liberare il Mezzogiorno dai vincoli che ne soffocano lo sviluppo e che fanno ‘morire’ il 47,8% delle aziende entro i primi 5 anni di vita,‘bruciando’ così 10.521 posti di lavoro l’anno.<span id="more-26447"></span></p>
<p>Questo il messaggio che Confartigianato ha lanciato oggi a Napoli nel corso dell’annuale Convention dedicata al Mezzogiorno dal titolo “Mezzogiorno. Dall’intervento straordinario al federalismo: e se gli aiuti non esistessero?”.</p>
<p>Confartigianato ha ‘fotografato’ in un Rapporto presentato alla Convention i record negativi del Sud e i primati positivi messi a segno proprio dagli artigiani e dai piccoli imprenditori meridionali.</p>
<p>I VINCOLI ALLA COMPETITIVITA’</p>
<p>Tra gli ostacoli allo sviluppo, l’accesso al credito: alle imprese meridionali il denaro costa 1,2 punti in più rispetto al Centro nord. In Calabria addirittura i tassi attivi sui finanziamenti bancari sono superiori di 2,2 punti percentuali rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Va ancora peggio per il sistema formativo e l’Università. Il tasso di abbandono scolastico è del 25,5%, rispetto al dato nazionale del 20,6%. Tra il 1995 e il 2005 sono emigrati al Centro Nord 589.800 giovani meridionali diplomati e laureati: questa ‘fuga di cervelli’ è costata alle famiglie meridionali 7,9 miliardi di euro. La scarsa attrattività delle Università del Sud è confermata dal fatto che il 23,9% dei 118.318 universitari residenti nel Mezzogiorno si laurea al Centro Nord.</p>
<p>Emergenza anche sul fronte di tempi e costi della giustizia civile. Nel Sud la giustizia-lumaca costa alle imprese 827,5 milioni di euro l’anno, pari al 35,5% del costo subito da tutte le imprese italiane. Il Sud ha il primato dei tempi più lunghi per chiudere un procedimento: in testa a tutte le regioni vi è la Basilicata con 3.391 giorni per un giudizio tra primo e secondo grado. Record alla Calabria per chiudere un fallimento: 5.784 giorni. Segue la Sicilia con 5.611 giorni e il Molise con 4.963 giorni. E una causa di lavoro a Messina dura 6 anni e mezzo, quasi 6 volte di più rispetto a quanto avviene a Trento. La giustizia tributaria non è più veloce: durata record ancora per la Calabria con 4.159 giorni per definire le controversie in materia fiscale.</p>
<p>Critica la situazione delle infrastrutture il cui gap, dal 2001 al 2007 è aumentato rispetto al resto del Paese Un esempio per tutti: nel 2008 il treno più veloce da Roma a Palermo impiega 26 minuti in più rispetto al tempo di percorrenza impiegato dal treno più veloce nel 1975. Altra nota dolente i costi dell’energia elettrica: le imprese meridionali pagano 1,4 miliardi di euro l’anno in più rispetto ai loro colleghi europei.</p>
<p>A minare la sopravvivenza delle imprese vi è anche la concorrenza sleale proveniente dall’abusivismo e dalle imprese fantasma che, insieme al lavoro irregolare, genera nel Sud il 37,5% dell’evasione fiscale.</p>
<p>Secondo le rilevazioni di Confartigianato queste condizioni difficili fanno morire il 47,8% delle imprese entro i primi 5 anni di vita.</p>
<p>“La riforma federalista – secondo il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; è un’occasione per avvicinare il luogo del prelievo a quello della spesa e per responsabilizzare l’azione degli amministratori pubblici, evidenziando il rapporto diretto tra quanto si paga e quanto si riceve in servizi. Il federalismo dovrà quindi consentire, anche nel Mezzogiorno, la riduzione degli sprechi e delle inefficienze della pubblica amministrazione, ma anche l’eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e l’oppressione burocratica, oltre a consentire una riduzione della pressione fiscale”.</p>
<p>Dal Rapporto di Confartigianato emergono anche i primati positivi delle piccole imprese che si confermano, nonostante tutte le difficoltà, motore di sviluppo del Mezzogiorno.<br />
I PUNTI DI FORZA DELLE MICRO E PICCOLE IMPRESE MERIDIONALI</p>
<p>Il Mezzogiorno ha una struttura imprenditoriale basata sulla piccola impresa: le MPI (Micro e Piccole Imprese fino a 20 addetti) sono 1.301.019 pari al 98,7% del totale delle imprese e occupano 2.720.141 addetti, pari al 71,6% del totale degli addetti.</p>
<p>In termini di occupati, le MPI meridionali hanno un peso superiore di quasi otto punti rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Dal 2001 al 2005, il peso dell’occupazione generata dalle micro e piccole imprese fino a 20 addetti è aumentato del 2,2%. Contemporaneamente l’occupazione delle medie e grandi imprese è diminuita dell’1,8%.</p>
<p>Le regioni meridionali che presentano la più alta incidenza di occupati nelle MPI sono la Calabria con il 77,6%, seguita dalla Sicilia con il 74,9%, dalla Sardegna con il 73,8%, dalla Puglia con il 71,9%.</p>
<p>Tra il 2004 e il 2005, il 97,2% della crescita dell’occupazione nel Sud è stata generata da imprese con meno di 20 addetti.</p>
<p>Tra il 2003 e il 2005 la crescita del valore aggiunto nel Mezzogiorno nei settori manifatturiero e delle costruzioni è stata letteralmente trainata dalle imprese con meno di 20 addetti: tra il 2003 e il 2005 il valore aggiunto delle imprese meridionali con meno di 20 addetti è cresciuto del 25,3%, mentre nelle imprese più grandi è diminuito del 3,3%.</p>
<p>Il Mezzogiorno affida alle piccole e micorimprese le concrete possibilità di sviluppo del territorio: nelle imprese meridionali da 1 a 9 addetti la crescita dell&#8217;occupazione prevista nel 2008 è del 3,9%, superiore alla media nazionale dell’1,5%. Complessivamente la crescita occupazionale prevista per il 2008 nelle piccole imprese è del 2,6%, mentre le medie e grandi imprese nel Mezzogiorno prevedono un calo dell’occupazione dello 0,2%.</p>
<p>Positive le performances delle piccole imprese anche nell’export. Nel primo semestre del 2008 l&#8217;esportazione manifatturiera attribuita alle piccole imprese meridionali cresce del 5,1%. In particolare cresce l&#8217;export dei Prodotti agricoli (+24,2%), Prodotti alimentari (17,3%), Macchine ed apparecchi meccanici (10,9%),  Carta editoria e stampa (10,6%), Metalli e prodotti in metallo (8,7%), Prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (5,0%).</p>
<p>Micro e piccole imprese ‘virtuose anche nella formazione sul campo dei dipendenti. I titolari e soci di imprese con meno di 20 addetti investono in ‘formazione sul campo’ 1.364 milioni di euro all’anno.</p>
<p>In particolare, l&#8217;artigianato meridionale si conferma una vera e propria &#8216;accademia&#8217; del made in italy: i soli titolari e soci di imprese artigiane investono in formazione on the job 573 milioni di euro all&#8217;anno, affiancando 51.390 nuovi assunti.</p>
<p>Nel Sud il 26,0% degli occupati sono imprenditori e lavoratori autonomi</p>
<p>Nel Mezzogiorno il 18,9% delle imprese sono artigiane.</p>
<p>Le regioni meridionali a maggiore vocazione artigiana sono la Sardegna, dove il 24,9% delle imprese è artigiana, seguita dall&#8217;Abruzzo con il 24,4%, dal Molise con il 21,5%, dalla Calabria con il 21,0% e dalla Puglia con il 20,2%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/nel-sud-il-478-delle-imprese-muore-entro-i-5-anni-di-vita-confartigianato-punta-sul-federalismo-per-creare-sviluppo-e-liberare-la-voglia-di-fare-impresa-alla-convention-del-mezzog/">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/10/nel-sud-il-478-delle-imprese-muore-entro-i-5-anni-di-vita-confartigianato-punta-sul-federalismo-per-creare-sviluppo-e-liberare-la-voglia-di-fare-impresa-alla-convention-del-mezzog/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/nel-2026-sono-205mila-le-imprese-artigiane-interessate-da-domanda-turistica-con-544mila-addetti-il-167-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/nel-sud-il-478-delle-imprese-muore-entro-i-5-anni-di-vita-confartigianato-punta-sul-federalismo-per-creare-sviluppo-e-liberare-la-voglia-di-fare-impresa-alla-convention-del-mezzog/">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-26447 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">14 Ottobre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</h1>
</div>
</div>
<p>Le piccole imprese meridionali scommettono sul federalismo per liberare il Mezzogiorno dai vincoli che ne soffocano lo sviluppo e che fanno ‘morire’ il 47,8% delle aziende entro i primi 5 anni di vita,‘bruciando’ così 10.521 posti di lavoro l’anno.<span id="more-26447"></span></p>
<p>Questo il messaggio che Confartigianato ha lanciato oggi a Napoli nel corso dell’annuale Convention dedicata al Mezzogiorno dal titolo “Mezzogiorno. Dall’intervento straordinario al federalismo: e se gli aiuti non esistessero?”.</p>
<p>Confartigianato ha ‘fotografato’ in un Rapporto presentato alla Convention i record negativi del Sud e i primati positivi messi a segno proprio dagli artigiani e dai piccoli imprenditori meridionali.</p>
<p>I VINCOLI ALLA COMPETITIVITA’</p>
<p>Tra gli ostacoli allo sviluppo, l’accesso al credito: alle imprese meridionali il denaro costa 1,2 punti in più rispetto al Centro nord. In Calabria addirittura i tassi attivi sui finanziamenti bancari sono superiori di 2,2 punti percentuali rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Va ancora peggio per il sistema formativo e l’Università. Il tasso di abbandono scolastico è del 25,5%, rispetto al dato nazionale del 20,6%. Tra il 1995 e il 2005 sono emigrati al Centro Nord 589.800 giovani meridionali diplomati e laureati: questa ‘fuga di cervelli’ è costata alle famiglie meridionali 7,9 miliardi di euro. La scarsa attrattività delle Università del Sud è confermata dal fatto che il 23,9% dei 118.318 universitari residenti nel Mezzogiorno si laurea al Centro Nord.</p>
<p>Emergenza anche sul fronte di tempi e costi della giustizia civile. Nel Sud la giustizia-lumaca costa alle imprese 827,5 milioni di euro l’anno, pari al 35,5% del costo subito da tutte le imprese italiane. Il Sud ha il primato dei tempi più lunghi per chiudere un procedimento: in testa a tutte le regioni vi è la Basilicata con 3.391 giorni per un giudizio tra primo e secondo grado. Record alla Calabria per chiudere un fallimento: 5.784 giorni. Segue la Sicilia con 5.611 giorni e il Molise con 4.963 giorni. E una causa di lavoro a Messina dura 6 anni e mezzo, quasi 6 volte di più rispetto a quanto avviene a Trento. La giustizia tributaria non è più veloce: durata record ancora per la Calabria con 4.159 giorni per definire le controversie in materia fiscale.</p>
<p>Critica la situazione delle infrastrutture il cui gap, dal 2001 al 2007 è aumentato rispetto al resto del Paese Un esempio per tutti: nel 2008 il treno più veloce da Roma a Palermo impiega 26 minuti in più rispetto al tempo di percorrenza impiegato dal treno più veloce nel 1975. Altra nota dolente i costi dell’energia elettrica: le imprese meridionali pagano 1,4 miliardi di euro l’anno in più rispetto ai loro colleghi europei.</p>
<p>A minare la sopravvivenza delle imprese vi è anche la concorrenza sleale proveniente dall’abusivismo e dalle imprese fantasma che, insieme al lavoro irregolare, genera nel Sud il 37,5% dell’evasione fiscale.</p>
<p>Secondo le rilevazioni di Confartigianato queste condizioni difficili fanno morire il 47,8% delle imprese entro i primi 5 anni di vita.</p>
<p>“La riforma federalista – secondo il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; è un’occasione per avvicinare il luogo del prelievo a quello della spesa e per responsabilizzare l’azione degli amministratori pubblici, evidenziando il rapporto diretto tra quanto si paga e quanto si riceve in servizi. Il federalismo dovrà quindi consentire, anche nel Mezzogiorno, la riduzione degli sprechi e delle inefficienze della pubblica amministrazione, ma anche l’eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e l’oppressione burocratica, oltre a consentire una riduzione della pressione fiscale”.</p>
<p>Dal Rapporto di Confartigianato emergono anche i primati positivi delle piccole imprese che si confermano, nonostante tutte le difficoltà, motore di sviluppo del Mezzogiorno.<br />
I PUNTI DI FORZA DELLE MICRO E PICCOLE IMPRESE MERIDIONALI</p>
<p>Il Mezzogiorno ha una struttura imprenditoriale basata sulla piccola impresa: le MPI (Micro e Piccole Imprese fino a 20 addetti) sono 1.301.019 pari al 98,7% del totale delle imprese e occupano 2.720.141 addetti, pari al 71,6% del totale degli addetti.</p>
<p>In termini di occupati, le MPI meridionali hanno un peso superiore di quasi otto punti rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Dal 2001 al 2005, il peso dell’occupazione generata dalle micro e piccole imprese fino a 20 addetti è aumentato del 2,2%. Contemporaneamente l’occupazione delle medie e grandi imprese è diminuita dell’1,8%.</p>
<p>Le regioni meridionali che presentano la più alta incidenza di occupati nelle MPI sono la Calabria con il 77,6%, seguita dalla Sicilia con il 74,9%, dalla Sardegna con il 73,8%, dalla Puglia con il 71,9%.</p>
<p>Tra il 2004 e il 2005, il 97,2% della crescita dell’occupazione nel Sud è stata generata da imprese con meno di 20 addetti.</p>
<p>Tra il 2003 e il 2005 la crescita del valore aggiunto nel Mezzogiorno nei settori manifatturiero e delle costruzioni è stata letteralmente trainata dalle imprese con meno di 20 addetti: tra il 2003 e il 2005 il valore aggiunto delle imprese meridionali con meno di 20 addetti è cresciuto del 25,3%, mentre nelle imprese più grandi è diminuito del 3,3%.</p>
<p>Il Mezzogiorno affida alle piccole e micorimprese le concrete possibilità di sviluppo del territorio: nelle imprese meridionali da 1 a 9 addetti la crescita dell&#8217;occupazione prevista nel 2008 è del 3,9%, superiore alla media nazionale dell’1,5%. Complessivamente la crescita occupazionale prevista per il 2008 nelle piccole imprese è del 2,6%, mentre le medie e grandi imprese nel Mezzogiorno prevedono un calo dell’occupazione dello 0,2%.</p>
<p>Positive le performances delle piccole imprese anche nell’export. Nel primo semestre del 2008 l&#8217;esportazione manifatturiera attribuita alle piccole imprese meridionali cresce del 5,1%. In particolare cresce l&#8217;export dei Prodotti agricoli (+24,2%), Prodotti alimentari (17,3%), Macchine ed apparecchi meccanici (10,9%),  Carta editoria e stampa (10,6%), Metalli e prodotti in metallo (8,7%), Prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (5,0%).</p>
<p>Micro e piccole imprese ‘virtuose anche nella formazione sul campo dei dipendenti. I titolari e soci di imprese con meno di 20 addetti investono in ‘formazione sul campo’ 1.364 milioni di euro all’anno.</p>
<p>In particolare, l&#8217;artigianato meridionale si conferma una vera e propria &#8216;accademia&#8217; del made in italy: i soli titolari e soci di imprese artigiane investono in formazione on the job 573 milioni di euro all&#8217;anno, affiancando 51.390 nuovi assunti.</p>
<p>Nel Sud il 26,0% degli occupati sono imprenditori e lavoratori autonomi</p>
<p>Nel Mezzogiorno il 18,9% delle imprese sono artigiane.</p>
<p>Le regioni meridionali a maggiore vocazione artigiana sono la Sardegna, dove il 24,9% delle imprese è artigiana, seguita dall&#8217;Abruzzo con il 24,4%, dal Molise con il 21,5%, dalla Calabria con il 21,0% e dalla Puglia con il 20,2%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/nel-sud-il-478-delle-imprese-muore-entro-i-5-anni-di-vita-confartigianato-punta-sul-federalismo-per-creare-sviluppo-e-liberare-la-voglia-di-fare-impresa-alla-convention-del-mezzog/">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/lundertourism-cresce-e-piace-al-21-dei-vacanzieri-protagonisti-204mila-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[overtourism]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[undertourism]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132494</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani &#160; Via dalla pazza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/nel-sud-il-478-delle-imprese-muore-entro-i-5-anni-di-vita-confartigianato-punta-sul-federalismo-per-creare-sviluppo-e-liberare-la-voglia-di-fare-impresa-alla-convention-del-mezzog/">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-26447 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">14 Ottobre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</h1>
</div>
</div>
<p>Le piccole imprese meridionali scommettono sul federalismo per liberare il Mezzogiorno dai vincoli che ne soffocano lo sviluppo e che fanno ‘morire’ il 47,8% delle aziende entro i primi 5 anni di vita,‘bruciando’ così 10.521 posti di lavoro l’anno.<span id="more-26447"></span></p>
<p>Questo il messaggio che Confartigianato ha lanciato oggi a Napoli nel corso dell’annuale Convention dedicata al Mezzogiorno dal titolo “Mezzogiorno. Dall’intervento straordinario al federalismo: e se gli aiuti non esistessero?”.</p>
<p>Confartigianato ha ‘fotografato’ in un Rapporto presentato alla Convention i record negativi del Sud e i primati positivi messi a segno proprio dagli artigiani e dai piccoli imprenditori meridionali.</p>
<p>I VINCOLI ALLA COMPETITIVITA’</p>
<p>Tra gli ostacoli allo sviluppo, l’accesso al credito: alle imprese meridionali il denaro costa 1,2 punti in più rispetto al Centro nord. In Calabria addirittura i tassi attivi sui finanziamenti bancari sono superiori di 2,2 punti percentuali rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Va ancora peggio per il sistema formativo e l’Università. Il tasso di abbandono scolastico è del 25,5%, rispetto al dato nazionale del 20,6%. Tra il 1995 e il 2005 sono emigrati al Centro Nord 589.800 giovani meridionali diplomati e laureati: questa ‘fuga di cervelli’ è costata alle famiglie meridionali 7,9 miliardi di euro. La scarsa attrattività delle Università del Sud è confermata dal fatto che il 23,9% dei 118.318 universitari residenti nel Mezzogiorno si laurea al Centro Nord.</p>
<p>Emergenza anche sul fronte di tempi e costi della giustizia civile. Nel Sud la giustizia-lumaca costa alle imprese 827,5 milioni di euro l’anno, pari al 35,5% del costo subito da tutte le imprese italiane. Il Sud ha il primato dei tempi più lunghi per chiudere un procedimento: in testa a tutte le regioni vi è la Basilicata con 3.391 giorni per un giudizio tra primo e secondo grado. Record alla Calabria per chiudere un fallimento: 5.784 giorni. Segue la Sicilia con 5.611 giorni e il Molise con 4.963 giorni. E una causa di lavoro a Messina dura 6 anni e mezzo, quasi 6 volte di più rispetto a quanto avviene a Trento. La giustizia tributaria non è più veloce: durata record ancora per la Calabria con 4.159 giorni per definire le controversie in materia fiscale.</p>
<p>Critica la situazione delle infrastrutture il cui gap, dal 2001 al 2007 è aumentato rispetto al resto del Paese Un esempio per tutti: nel 2008 il treno più veloce da Roma a Palermo impiega 26 minuti in più rispetto al tempo di percorrenza impiegato dal treno più veloce nel 1975. Altra nota dolente i costi dell’energia elettrica: le imprese meridionali pagano 1,4 miliardi di euro l’anno in più rispetto ai loro colleghi europei.</p>
<p>A minare la sopravvivenza delle imprese vi è anche la concorrenza sleale proveniente dall’abusivismo e dalle imprese fantasma che, insieme al lavoro irregolare, genera nel Sud il 37,5% dell’evasione fiscale.</p>
<p>Secondo le rilevazioni di Confartigianato queste condizioni difficili fanno morire il 47,8% delle imprese entro i primi 5 anni di vita.</p>
<p>“La riforma federalista – secondo il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; è un’occasione per avvicinare il luogo del prelievo a quello della spesa e per responsabilizzare l’azione degli amministratori pubblici, evidenziando il rapporto diretto tra quanto si paga e quanto si riceve in servizi. Il federalismo dovrà quindi consentire, anche nel Mezzogiorno, la riduzione degli sprechi e delle inefficienze della pubblica amministrazione, ma anche l’eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e l’oppressione burocratica, oltre a consentire una riduzione della pressione fiscale”.</p>
<p>Dal Rapporto di Confartigianato emergono anche i primati positivi delle piccole imprese che si confermano, nonostante tutte le difficoltà, motore di sviluppo del Mezzogiorno.<br />
I PUNTI DI FORZA DELLE MICRO E PICCOLE IMPRESE MERIDIONALI</p>
<p>Il Mezzogiorno ha una struttura imprenditoriale basata sulla piccola impresa: le MPI (Micro e Piccole Imprese fino a 20 addetti) sono 1.301.019 pari al 98,7% del totale delle imprese e occupano 2.720.141 addetti, pari al 71,6% del totale degli addetti.</p>
<p>In termini di occupati, le MPI meridionali hanno un peso superiore di quasi otto punti rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Dal 2001 al 2005, il peso dell’occupazione generata dalle micro e piccole imprese fino a 20 addetti è aumentato del 2,2%. Contemporaneamente l’occupazione delle medie e grandi imprese è diminuita dell’1,8%.</p>
<p>Le regioni meridionali che presentano la più alta incidenza di occupati nelle MPI sono la Calabria con il 77,6%, seguita dalla Sicilia con il 74,9%, dalla Sardegna con il 73,8%, dalla Puglia con il 71,9%.</p>
<p>Tra il 2004 e il 2005, il 97,2% della crescita dell’occupazione nel Sud è stata generata da imprese con meno di 20 addetti.</p>
<p>Tra il 2003 e il 2005 la crescita del valore aggiunto nel Mezzogiorno nei settori manifatturiero e delle costruzioni è stata letteralmente trainata dalle imprese con meno di 20 addetti: tra il 2003 e il 2005 il valore aggiunto delle imprese meridionali con meno di 20 addetti è cresciuto del 25,3%, mentre nelle imprese più grandi è diminuito del 3,3%.</p>
<p>Il Mezzogiorno affida alle piccole e micorimprese le concrete possibilità di sviluppo del territorio: nelle imprese meridionali da 1 a 9 addetti la crescita dell&#8217;occupazione prevista nel 2008 è del 3,9%, superiore alla media nazionale dell’1,5%. Complessivamente la crescita occupazionale prevista per il 2008 nelle piccole imprese è del 2,6%, mentre le medie e grandi imprese nel Mezzogiorno prevedono un calo dell’occupazione dello 0,2%.</p>
<p>Positive le performances delle piccole imprese anche nell’export. Nel primo semestre del 2008 l&#8217;esportazione manifatturiera attribuita alle piccole imprese meridionali cresce del 5,1%. In particolare cresce l&#8217;export dei Prodotti agricoli (+24,2%), Prodotti alimentari (17,3%), Macchine ed apparecchi meccanici (10,9%),  Carta editoria e stampa (10,6%), Metalli e prodotti in metallo (8,7%), Prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (5,0%).</p>
<p>Micro e piccole imprese ‘virtuose anche nella formazione sul campo dei dipendenti. I titolari e soci di imprese con meno di 20 addetti investono in ‘formazione sul campo’ 1.364 milioni di euro all’anno.</p>
<p>In particolare, l&#8217;artigianato meridionale si conferma una vera e propria &#8216;accademia&#8217; del made in italy: i soli titolari e soci di imprese artigiane investono in formazione on the job 573 milioni di euro all&#8217;anno, affiancando 51.390 nuovi assunti.</p>
<p>Nel Sud il 26,0% degli occupati sono imprenditori e lavoratori autonomi</p>
<p>Nel Mezzogiorno il 18,9% delle imprese sono artigiane.</p>
<p>Le regioni meridionali a maggiore vocazione artigiana sono la Sardegna, dove il 24,9% delle imprese è artigiana, seguita dall&#8217;Abruzzo con il 24,4%, dal Molise con il 21,5%, dalla Calabria con il 21,0% e dalla Puglia con il 20,2%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/nel-sud-il-478-delle-imprese-muore-entro-i-5-anni-di-vita-confartigianato-punta-sul-federalismo-per-creare-sviluppo-e-liberare-la-voglia-di-fare-impresa-alla-convention-del-mezzog/">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/10/nel-sud-il-478-delle-imprese-muore-entro-i-5-anni-di-vita-confartigianato-punta-sul-federalismo-per-creare-sviluppo-e-liberare-la-voglia-di-fare-impresa-alla-convention-del-mezzog/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-si-a-confronto-con-sindacati-per-difendere-la-buona-contrattazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132471</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/nel-sud-il-478-delle-imprese-muore-entro-i-5-anni-di-vita-confartigianato-punta-sul-federalismo-per-creare-sviluppo-e-liberare-la-voglia-di-fare-impresa-alla-convention-del-mezzog/">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-26447 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">14 Ottobre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</h1>
</div>
</div>
<p>Le piccole imprese meridionali scommettono sul federalismo per liberare il Mezzogiorno dai vincoli che ne soffocano lo sviluppo e che fanno ‘morire’ il 47,8% delle aziende entro i primi 5 anni di vita,‘bruciando’ così 10.521 posti di lavoro l’anno.<span id="more-26447"></span></p>
<p>Questo il messaggio che Confartigianato ha lanciato oggi a Napoli nel corso dell’annuale Convention dedicata al Mezzogiorno dal titolo “Mezzogiorno. Dall’intervento straordinario al federalismo: e se gli aiuti non esistessero?”.</p>
<p>Confartigianato ha ‘fotografato’ in un Rapporto presentato alla Convention i record negativi del Sud e i primati positivi messi a segno proprio dagli artigiani e dai piccoli imprenditori meridionali.</p>
<p>I VINCOLI ALLA COMPETITIVITA’</p>
<p>Tra gli ostacoli allo sviluppo, l’accesso al credito: alle imprese meridionali il denaro costa 1,2 punti in più rispetto al Centro nord. In Calabria addirittura i tassi attivi sui finanziamenti bancari sono superiori di 2,2 punti percentuali rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Va ancora peggio per il sistema formativo e l’Università. Il tasso di abbandono scolastico è del 25,5%, rispetto al dato nazionale del 20,6%. Tra il 1995 e il 2005 sono emigrati al Centro Nord 589.800 giovani meridionali diplomati e laureati: questa ‘fuga di cervelli’ è costata alle famiglie meridionali 7,9 miliardi di euro. La scarsa attrattività delle Università del Sud è confermata dal fatto che il 23,9% dei 118.318 universitari residenti nel Mezzogiorno si laurea al Centro Nord.</p>
<p>Emergenza anche sul fronte di tempi e costi della giustizia civile. Nel Sud la giustizia-lumaca costa alle imprese 827,5 milioni di euro l’anno, pari al 35,5% del costo subito da tutte le imprese italiane. Il Sud ha il primato dei tempi più lunghi per chiudere un procedimento: in testa a tutte le regioni vi è la Basilicata con 3.391 giorni per un giudizio tra primo e secondo grado. Record alla Calabria per chiudere un fallimento: 5.784 giorni. Segue la Sicilia con 5.611 giorni e il Molise con 4.963 giorni. E una causa di lavoro a Messina dura 6 anni e mezzo, quasi 6 volte di più rispetto a quanto avviene a Trento. La giustizia tributaria non è più veloce: durata record ancora per la Calabria con 4.159 giorni per definire le controversie in materia fiscale.</p>
<p>Critica la situazione delle infrastrutture il cui gap, dal 2001 al 2007 è aumentato rispetto al resto del Paese Un esempio per tutti: nel 2008 il treno più veloce da Roma a Palermo impiega 26 minuti in più rispetto al tempo di percorrenza impiegato dal treno più veloce nel 1975. Altra nota dolente i costi dell’energia elettrica: le imprese meridionali pagano 1,4 miliardi di euro l’anno in più rispetto ai loro colleghi europei.</p>
<p>A minare la sopravvivenza delle imprese vi è anche la concorrenza sleale proveniente dall’abusivismo e dalle imprese fantasma che, insieme al lavoro irregolare, genera nel Sud il 37,5% dell’evasione fiscale.</p>
<p>Secondo le rilevazioni di Confartigianato queste condizioni difficili fanno morire il 47,8% delle imprese entro i primi 5 anni di vita.</p>
<p>“La riforma federalista – secondo il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; è un’occasione per avvicinare il luogo del prelievo a quello della spesa e per responsabilizzare l’azione degli amministratori pubblici, evidenziando il rapporto diretto tra quanto si paga e quanto si riceve in servizi. Il federalismo dovrà quindi consentire, anche nel Mezzogiorno, la riduzione degli sprechi e delle inefficienze della pubblica amministrazione, ma anche l’eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e l’oppressione burocratica, oltre a consentire una riduzione della pressione fiscale”.</p>
<p>Dal Rapporto di Confartigianato emergono anche i primati positivi delle piccole imprese che si confermano, nonostante tutte le difficoltà, motore di sviluppo del Mezzogiorno.<br />
I PUNTI DI FORZA DELLE MICRO E PICCOLE IMPRESE MERIDIONALI</p>
<p>Il Mezzogiorno ha una struttura imprenditoriale basata sulla piccola impresa: le MPI (Micro e Piccole Imprese fino a 20 addetti) sono 1.301.019 pari al 98,7% del totale delle imprese e occupano 2.720.141 addetti, pari al 71,6% del totale degli addetti.</p>
<p>In termini di occupati, le MPI meridionali hanno un peso superiore di quasi otto punti rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Dal 2001 al 2005, il peso dell’occupazione generata dalle micro e piccole imprese fino a 20 addetti è aumentato del 2,2%. Contemporaneamente l’occupazione delle medie e grandi imprese è diminuita dell’1,8%.</p>
<p>Le regioni meridionali che presentano la più alta incidenza di occupati nelle MPI sono la Calabria con il 77,6%, seguita dalla Sicilia con il 74,9%, dalla Sardegna con il 73,8%, dalla Puglia con il 71,9%.</p>
<p>Tra il 2004 e il 2005, il 97,2% della crescita dell’occupazione nel Sud è stata generata da imprese con meno di 20 addetti.</p>
<p>Tra il 2003 e il 2005 la crescita del valore aggiunto nel Mezzogiorno nei settori manifatturiero e delle costruzioni è stata letteralmente trainata dalle imprese con meno di 20 addetti: tra il 2003 e il 2005 il valore aggiunto delle imprese meridionali con meno di 20 addetti è cresciuto del 25,3%, mentre nelle imprese più grandi è diminuito del 3,3%.</p>
<p>Il Mezzogiorno affida alle piccole e micorimprese le concrete possibilità di sviluppo del territorio: nelle imprese meridionali da 1 a 9 addetti la crescita dell&#8217;occupazione prevista nel 2008 è del 3,9%, superiore alla media nazionale dell’1,5%. Complessivamente la crescita occupazionale prevista per il 2008 nelle piccole imprese è del 2,6%, mentre le medie e grandi imprese nel Mezzogiorno prevedono un calo dell’occupazione dello 0,2%.</p>
<p>Positive le performances delle piccole imprese anche nell’export. Nel primo semestre del 2008 l&#8217;esportazione manifatturiera attribuita alle piccole imprese meridionali cresce del 5,1%. In particolare cresce l&#8217;export dei Prodotti agricoli (+24,2%), Prodotti alimentari (17,3%), Macchine ed apparecchi meccanici (10,9%),  Carta editoria e stampa (10,6%), Metalli e prodotti in metallo (8,7%), Prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (5,0%).</p>
<p>Micro e piccole imprese ‘virtuose anche nella formazione sul campo dei dipendenti. I titolari e soci di imprese con meno di 20 addetti investono in ‘formazione sul campo’ 1.364 milioni di euro all’anno.</p>
<p>In particolare, l&#8217;artigianato meridionale si conferma una vera e propria &#8216;accademia&#8217; del made in italy: i soli titolari e soci di imprese artigiane investono in formazione on the job 573 milioni di euro all&#8217;anno, affiancando 51.390 nuovi assunti.</p>
<p>Nel Sud il 26,0% degli occupati sono imprenditori e lavoratori autonomi</p>
<p>Nel Mezzogiorno il 18,9% delle imprese sono artigiane.</p>
<p>Le regioni meridionali a maggiore vocazione artigiana sono la Sardegna, dove il 24,9% delle imprese è artigiana, seguita dall&#8217;Abruzzo con il 24,4%, dal Molise con il 21,5%, dalla Calabria con il 21,0% e dalla Puglia con il 20,2%.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132466</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/nel-sud-il-478-delle-imprese-muore-entro-i-5-anni-di-vita-confartigianato-punta-sul-federalismo-per-creare-sviluppo-e-liberare-la-voglia-di-fare-impresa-alla-convention-del-mezzog/">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26447 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">14 Ottobre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</h1>
</div>
</div>
<p>Le piccole imprese meridionali scommettono sul federalismo per liberare il Mezzogiorno dai vincoli che ne soffocano lo sviluppo e che fanno ‘morire’ il 47,8% delle aziende entro i primi 5 anni di vita,‘bruciando’ così 10.521 posti di lavoro l’anno.<span id="more-26447"></span></p>
<p>Questo il messaggio che Confartigianato ha lanciato oggi a Napoli nel corso dell’annuale Convention dedicata al Mezzogiorno dal titolo “Mezzogiorno. Dall’intervento straordinario al federalismo: e se gli aiuti non esistessero?”.</p>
<p>Confartigianato ha ‘fotografato’ in un Rapporto presentato alla Convention i record negativi del Sud e i primati positivi messi a segno proprio dagli artigiani e dai piccoli imprenditori meridionali.</p>
<p>I VINCOLI ALLA COMPETITIVITA’</p>
<p>Tra gli ostacoli allo sviluppo, l’accesso al credito: alle imprese meridionali il denaro costa 1,2 punti in più rispetto al Centro nord. In Calabria addirittura i tassi attivi sui finanziamenti bancari sono superiori di 2,2 punti percentuali rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Va ancora peggio per il sistema formativo e l’Università. Il tasso di abbandono scolastico è del 25,5%, rispetto al dato nazionale del 20,6%. Tra il 1995 e il 2005 sono emigrati al Centro Nord 589.800 giovani meridionali diplomati e laureati: questa ‘fuga di cervelli’ è costata alle famiglie meridionali 7,9 miliardi di euro. La scarsa attrattività delle Università del Sud è confermata dal fatto che il 23,9% dei 118.318 universitari residenti nel Mezzogiorno si laurea al Centro Nord.</p>
<p>Emergenza anche sul fronte di tempi e costi della giustizia civile. Nel Sud la giustizia-lumaca costa alle imprese 827,5 milioni di euro l’anno, pari al 35,5% del costo subito da tutte le imprese italiane. Il Sud ha il primato dei tempi più lunghi per chiudere un procedimento: in testa a tutte le regioni vi è la Basilicata con 3.391 giorni per un giudizio tra primo e secondo grado. Record alla Calabria per chiudere un fallimento: 5.784 giorni. Segue la Sicilia con 5.611 giorni e il Molise con 4.963 giorni. E una causa di lavoro a Messina dura 6 anni e mezzo, quasi 6 volte di più rispetto a quanto avviene a Trento. La giustizia tributaria non è più veloce: durata record ancora per la Calabria con 4.159 giorni per definire le controversie in materia fiscale.</p>
<p>Critica la situazione delle infrastrutture il cui gap, dal 2001 al 2007 è aumentato rispetto al resto del Paese Un esempio per tutti: nel 2008 il treno più veloce da Roma a Palermo impiega 26 minuti in più rispetto al tempo di percorrenza impiegato dal treno più veloce nel 1975. Altra nota dolente i costi dell’energia elettrica: le imprese meridionali pagano 1,4 miliardi di euro l’anno in più rispetto ai loro colleghi europei.</p>
<p>A minare la sopravvivenza delle imprese vi è anche la concorrenza sleale proveniente dall’abusivismo e dalle imprese fantasma che, insieme al lavoro irregolare, genera nel Sud il 37,5% dell’evasione fiscale.</p>
<p>Secondo le rilevazioni di Confartigianato queste condizioni difficili fanno morire il 47,8% delle imprese entro i primi 5 anni di vita.</p>
<p>“La riforma federalista – secondo il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; è un’occasione per avvicinare il luogo del prelievo a quello della spesa e per responsabilizzare l’azione degli amministratori pubblici, evidenziando il rapporto diretto tra quanto si paga e quanto si riceve in servizi. Il federalismo dovrà quindi consentire, anche nel Mezzogiorno, la riduzione degli sprechi e delle inefficienze della pubblica amministrazione, ma anche l’eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e l’oppressione burocratica, oltre a consentire una riduzione della pressione fiscale”.</p>
<p>Dal Rapporto di Confartigianato emergono anche i primati positivi delle piccole imprese che si confermano, nonostante tutte le difficoltà, motore di sviluppo del Mezzogiorno.<br />
I PUNTI DI FORZA DELLE MICRO E PICCOLE IMPRESE MERIDIONALI</p>
<p>Il Mezzogiorno ha una struttura imprenditoriale basata sulla piccola impresa: le MPI (Micro e Piccole Imprese fino a 20 addetti) sono 1.301.019 pari al 98,7% del totale delle imprese e occupano 2.720.141 addetti, pari al 71,6% del totale degli addetti.</p>
<p>In termini di occupati, le MPI meridionali hanno un peso superiore di quasi otto punti rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Dal 2001 al 2005, il peso dell’occupazione generata dalle micro e piccole imprese fino a 20 addetti è aumentato del 2,2%. Contemporaneamente l’occupazione delle medie e grandi imprese è diminuita dell’1,8%.</p>
<p>Le regioni meridionali che presentano la più alta incidenza di occupati nelle MPI sono la Calabria con il 77,6%, seguita dalla Sicilia con il 74,9%, dalla Sardegna con il 73,8%, dalla Puglia con il 71,9%.</p>
<p>Tra il 2004 e il 2005, il 97,2% della crescita dell’occupazione nel Sud è stata generata da imprese con meno di 20 addetti.</p>
<p>Tra il 2003 e il 2005 la crescita del valore aggiunto nel Mezzogiorno nei settori manifatturiero e delle costruzioni è stata letteralmente trainata dalle imprese con meno di 20 addetti: tra il 2003 e il 2005 il valore aggiunto delle imprese meridionali con meno di 20 addetti è cresciuto del 25,3%, mentre nelle imprese più grandi è diminuito del 3,3%.</p>
<p>Il Mezzogiorno affida alle piccole e micorimprese le concrete possibilità di sviluppo del territorio: nelle imprese meridionali da 1 a 9 addetti la crescita dell&#8217;occupazione prevista nel 2008 è del 3,9%, superiore alla media nazionale dell’1,5%. Complessivamente la crescita occupazionale prevista per il 2008 nelle piccole imprese è del 2,6%, mentre le medie e grandi imprese nel Mezzogiorno prevedono un calo dell’occupazione dello 0,2%.</p>
<p>Positive le performances delle piccole imprese anche nell’export. Nel primo semestre del 2008 l&#8217;esportazione manifatturiera attribuita alle piccole imprese meridionali cresce del 5,1%. In particolare cresce l&#8217;export dei Prodotti agricoli (+24,2%), Prodotti alimentari (17,3%), Macchine ed apparecchi meccanici (10,9%),  Carta editoria e stampa (10,6%), Metalli e prodotti in metallo (8,7%), Prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (5,0%).</p>
<p>Micro e piccole imprese ‘virtuose anche nella formazione sul campo dei dipendenti. I titolari e soci di imprese con meno di 20 addetti investono in ‘formazione sul campo’ 1.364 milioni di euro all’anno.</p>
<p>In particolare, l&#8217;artigianato meridionale si conferma una vera e propria &#8216;accademia&#8217; del made in italy: i soli titolari e soci di imprese artigiane investono in formazione on the job 573 milioni di euro all&#8217;anno, affiancando 51.390 nuovi assunti.</p>
<p>Nel Sud il 26,0% degli occupati sono imprenditori e lavoratori autonomi</p>
<p>Nel Mezzogiorno il 18,9% delle imprese sono artigiane.</p>
<p>Le regioni meridionali a maggiore vocazione artigiana sono la Sardegna, dove il 24,9% delle imprese è artigiana, seguita dall&#8217;Abruzzo con il 24,4%, dal Molise con il 21,5%, dalla Calabria con il 21,0% e dalla Puglia con il 20,2%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/nel-sud-il-478-delle-imprese-muore-entro-i-5-anni-di-vita-confartigianato-punta-sul-federalismo-per-creare-sviluppo-e-liberare-la-voglia-di-fare-impresa-alla-convention-del-mezzog/">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/leccellenza-artigiana-dellargento-protagonista-a-unomattina-rai1-con-bianca-guscelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/nel-sud-il-478-delle-imprese-muore-entro-i-5-anni-di-vita-confartigianato-punta-sul-federalismo-per-creare-sviluppo-e-liberare-la-voglia-di-fare-impresa-alla-convention-del-mezzog/">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-26447 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">14 Ottobre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</h1>
</div>
</div>
<p>Le piccole imprese meridionali scommettono sul federalismo per liberare il Mezzogiorno dai vincoli che ne soffocano lo sviluppo e che fanno ‘morire’ il 47,8% delle aziende entro i primi 5 anni di vita,‘bruciando’ così 10.521 posti di lavoro l’anno.<span id="more-26447"></span></p>
<p>Questo il messaggio che Confartigianato ha lanciato oggi a Napoli nel corso dell’annuale Convention dedicata al Mezzogiorno dal titolo “Mezzogiorno. Dall’intervento straordinario al federalismo: e se gli aiuti non esistessero?”.</p>
<p>Confartigianato ha ‘fotografato’ in un Rapporto presentato alla Convention i record negativi del Sud e i primati positivi messi a segno proprio dagli artigiani e dai piccoli imprenditori meridionali.</p>
<p>I VINCOLI ALLA COMPETITIVITA’</p>
<p>Tra gli ostacoli allo sviluppo, l’accesso al credito: alle imprese meridionali il denaro costa 1,2 punti in più rispetto al Centro nord. In Calabria addirittura i tassi attivi sui finanziamenti bancari sono superiori di 2,2 punti percentuali rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Va ancora peggio per il sistema formativo e l’Università. Il tasso di abbandono scolastico è del 25,5%, rispetto al dato nazionale del 20,6%. Tra il 1995 e il 2005 sono emigrati al Centro Nord 589.800 giovani meridionali diplomati e laureati: questa ‘fuga di cervelli’ è costata alle famiglie meridionali 7,9 miliardi di euro. La scarsa attrattività delle Università del Sud è confermata dal fatto che il 23,9% dei 118.318 universitari residenti nel Mezzogiorno si laurea al Centro Nord.</p>
<p>Emergenza anche sul fronte di tempi e costi della giustizia civile. Nel Sud la giustizia-lumaca costa alle imprese 827,5 milioni di euro l’anno, pari al 35,5% del costo subito da tutte le imprese italiane. Il Sud ha il primato dei tempi più lunghi per chiudere un procedimento: in testa a tutte le regioni vi è la Basilicata con 3.391 giorni per un giudizio tra primo e secondo grado. Record alla Calabria per chiudere un fallimento: 5.784 giorni. Segue la Sicilia con 5.611 giorni e il Molise con 4.963 giorni. E una causa di lavoro a Messina dura 6 anni e mezzo, quasi 6 volte di più rispetto a quanto avviene a Trento. La giustizia tributaria non è più veloce: durata record ancora per la Calabria con 4.159 giorni per definire le controversie in materia fiscale.</p>
<p>Critica la situazione delle infrastrutture il cui gap, dal 2001 al 2007 è aumentato rispetto al resto del Paese Un esempio per tutti: nel 2008 il treno più veloce da Roma a Palermo impiega 26 minuti in più rispetto al tempo di percorrenza impiegato dal treno più veloce nel 1975. Altra nota dolente i costi dell’energia elettrica: le imprese meridionali pagano 1,4 miliardi di euro l’anno in più rispetto ai loro colleghi europei.</p>
<p>A minare la sopravvivenza delle imprese vi è anche la concorrenza sleale proveniente dall’abusivismo e dalle imprese fantasma che, insieme al lavoro irregolare, genera nel Sud il 37,5% dell’evasione fiscale.</p>
<p>Secondo le rilevazioni di Confartigianato queste condizioni difficili fanno morire il 47,8% delle imprese entro i primi 5 anni di vita.</p>
<p>“La riforma federalista – secondo il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; è un’occasione per avvicinare il luogo del prelievo a quello della spesa e per responsabilizzare l’azione degli amministratori pubblici, evidenziando il rapporto diretto tra quanto si paga e quanto si riceve in servizi. Il federalismo dovrà quindi consentire, anche nel Mezzogiorno, la riduzione degli sprechi e delle inefficienze della pubblica amministrazione, ma anche l’eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e l’oppressione burocratica, oltre a consentire una riduzione della pressione fiscale”.</p>
<p>Dal Rapporto di Confartigianato emergono anche i primati positivi delle piccole imprese che si confermano, nonostante tutte le difficoltà, motore di sviluppo del Mezzogiorno.<br />
I PUNTI DI FORZA DELLE MICRO E PICCOLE IMPRESE MERIDIONALI</p>
<p>Il Mezzogiorno ha una struttura imprenditoriale basata sulla piccola impresa: le MPI (Micro e Piccole Imprese fino a 20 addetti) sono 1.301.019 pari al 98,7% del totale delle imprese e occupano 2.720.141 addetti, pari al 71,6% del totale degli addetti.</p>
<p>In termini di occupati, le MPI meridionali hanno un peso superiore di quasi otto punti rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Dal 2001 al 2005, il peso dell’occupazione generata dalle micro e piccole imprese fino a 20 addetti è aumentato del 2,2%. Contemporaneamente l’occupazione delle medie e grandi imprese è diminuita dell’1,8%.</p>
<p>Le regioni meridionali che presentano la più alta incidenza di occupati nelle MPI sono la Calabria con il 77,6%, seguita dalla Sicilia con il 74,9%, dalla Sardegna con il 73,8%, dalla Puglia con il 71,9%.</p>
<p>Tra il 2004 e il 2005, il 97,2% della crescita dell’occupazione nel Sud è stata generata da imprese con meno di 20 addetti.</p>
<p>Tra il 2003 e il 2005 la crescita del valore aggiunto nel Mezzogiorno nei settori manifatturiero e delle costruzioni è stata letteralmente trainata dalle imprese con meno di 20 addetti: tra il 2003 e il 2005 il valore aggiunto delle imprese meridionali con meno di 20 addetti è cresciuto del 25,3%, mentre nelle imprese più grandi è diminuito del 3,3%.</p>
<p>Il Mezzogiorno affida alle piccole e micorimprese le concrete possibilità di sviluppo del territorio: nelle imprese meridionali da 1 a 9 addetti la crescita dell&#8217;occupazione prevista nel 2008 è del 3,9%, superiore alla media nazionale dell’1,5%. Complessivamente la crescita occupazionale prevista per il 2008 nelle piccole imprese è del 2,6%, mentre le medie e grandi imprese nel Mezzogiorno prevedono un calo dell’occupazione dello 0,2%.</p>
<p>Positive le performances delle piccole imprese anche nell’export. Nel primo semestre del 2008 l&#8217;esportazione manifatturiera attribuita alle piccole imprese meridionali cresce del 5,1%. In particolare cresce l&#8217;export dei Prodotti agricoli (+24,2%), Prodotti alimentari (17,3%), Macchine ed apparecchi meccanici (10,9%),  Carta editoria e stampa (10,6%), Metalli e prodotti in metallo (8,7%), Prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (5,0%).</p>
<p>Micro e piccole imprese ‘virtuose anche nella formazione sul campo dei dipendenti. I titolari e soci di imprese con meno di 20 addetti investono in ‘formazione sul campo’ 1.364 milioni di euro all’anno.</p>
<p>In particolare, l&#8217;artigianato meridionale si conferma una vera e propria &#8216;accademia&#8217; del made in italy: i soli titolari e soci di imprese artigiane investono in formazione on the job 573 milioni di euro all&#8217;anno, affiancando 51.390 nuovi assunti.</p>
<p>Nel Sud il 26,0% degli occupati sono imprenditori e lavoratori autonomi</p>
<p>Nel Mezzogiorno il 18,9% delle imprese sono artigiane.</p>
<p>Le regioni meridionali a maggiore vocazione artigiana sono la Sardegna, dove il 24,9% delle imprese è artigiana, seguita dall&#8217;Abruzzo con il 24,4%, dal Molise con il 21,5%, dalla Calabria con il 21,0% e dalla Puglia con il 20,2%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/nel-sud-il-478-delle-imprese-muore-entro-i-5-anni-di-vita-confartigianato-punta-sul-federalismo-per-creare-sviluppo-e-liberare-la-voglia-di-fare-impresa-alla-convention-del-mezzog/">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[carenza manodopera]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione sud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/nel-sud-il-478-delle-imprese-muore-entro-i-5-anni-di-vita-confartigianato-punta-sul-federalismo-per-creare-sviluppo-e-liberare-la-voglia-di-fare-impresa-alla-convention-del-mezzog/">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26447 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">14 Ottobre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</h1>
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<p>Le piccole imprese meridionali scommettono sul federalismo per liberare il Mezzogiorno dai vincoli che ne soffocano lo sviluppo e che fanno ‘morire’ il 47,8% delle aziende entro i primi 5 anni di vita,‘bruciando’ così 10.521 posti di lavoro l’anno.<span id="more-26447"></span></p>
<p>Questo il messaggio che Confartigianato ha lanciato oggi a Napoli nel corso dell’annuale Convention dedicata al Mezzogiorno dal titolo “Mezzogiorno. Dall’intervento straordinario al federalismo: e se gli aiuti non esistessero?”.</p>
<p>Confartigianato ha ‘fotografato’ in un Rapporto presentato alla Convention i record negativi del Sud e i primati positivi messi a segno proprio dagli artigiani e dai piccoli imprenditori meridionali.</p>
<p>I VINCOLI ALLA COMPETITIVITA’</p>
<p>Tra gli ostacoli allo sviluppo, l’accesso al credito: alle imprese meridionali il denaro costa 1,2 punti in più rispetto al Centro nord. In Calabria addirittura i tassi attivi sui finanziamenti bancari sono superiori di 2,2 punti percentuali rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Va ancora peggio per il sistema formativo e l’Università. Il tasso di abbandono scolastico è del 25,5%, rispetto al dato nazionale del 20,6%. Tra il 1995 e il 2005 sono emigrati al Centro Nord 589.800 giovani meridionali diplomati e laureati: questa ‘fuga di cervelli’ è costata alle famiglie meridionali 7,9 miliardi di euro. La scarsa attrattività delle Università del Sud è confermata dal fatto che il 23,9% dei 118.318 universitari residenti nel Mezzogiorno si laurea al Centro Nord.</p>
<p>Emergenza anche sul fronte di tempi e costi della giustizia civile. Nel Sud la giustizia-lumaca costa alle imprese 827,5 milioni di euro l’anno, pari al 35,5% del costo subito da tutte le imprese italiane. Il Sud ha il primato dei tempi più lunghi per chiudere un procedimento: in testa a tutte le regioni vi è la Basilicata con 3.391 giorni per un giudizio tra primo e secondo grado. Record alla Calabria per chiudere un fallimento: 5.784 giorni. Segue la Sicilia con 5.611 giorni e il Molise con 4.963 giorni. E una causa di lavoro a Messina dura 6 anni e mezzo, quasi 6 volte di più rispetto a quanto avviene a Trento. La giustizia tributaria non è più veloce: durata record ancora per la Calabria con 4.159 giorni per definire le controversie in materia fiscale.</p>
<p>Critica la situazione delle infrastrutture il cui gap, dal 2001 al 2007 è aumentato rispetto al resto del Paese Un esempio per tutti: nel 2008 il treno più veloce da Roma a Palermo impiega 26 minuti in più rispetto al tempo di percorrenza impiegato dal treno più veloce nel 1975. Altra nota dolente i costi dell’energia elettrica: le imprese meridionali pagano 1,4 miliardi di euro l’anno in più rispetto ai loro colleghi europei.</p>
<p>A minare la sopravvivenza delle imprese vi è anche la concorrenza sleale proveniente dall’abusivismo e dalle imprese fantasma che, insieme al lavoro irregolare, genera nel Sud il 37,5% dell’evasione fiscale.</p>
<p>Secondo le rilevazioni di Confartigianato queste condizioni difficili fanno morire il 47,8% delle imprese entro i primi 5 anni di vita.</p>
<p>“La riforma federalista – secondo il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; è un’occasione per avvicinare il luogo del prelievo a quello della spesa e per responsabilizzare l’azione degli amministratori pubblici, evidenziando il rapporto diretto tra quanto si paga e quanto si riceve in servizi. Il federalismo dovrà quindi consentire, anche nel Mezzogiorno, la riduzione degli sprechi e delle inefficienze della pubblica amministrazione, ma anche l’eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e l’oppressione burocratica, oltre a consentire una riduzione della pressione fiscale”.</p>
<p>Dal Rapporto di Confartigianato emergono anche i primati positivi delle piccole imprese che si confermano, nonostante tutte le difficoltà, motore di sviluppo del Mezzogiorno.<br />
I PUNTI DI FORZA DELLE MICRO E PICCOLE IMPRESE MERIDIONALI</p>
<p>Il Mezzogiorno ha una struttura imprenditoriale basata sulla piccola impresa: le MPI (Micro e Piccole Imprese fino a 20 addetti) sono 1.301.019 pari al 98,7% del totale delle imprese e occupano 2.720.141 addetti, pari al 71,6% del totale degli addetti.</p>
<p>In termini di occupati, le MPI meridionali hanno un peso superiore di quasi otto punti rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Dal 2001 al 2005, il peso dell’occupazione generata dalle micro e piccole imprese fino a 20 addetti è aumentato del 2,2%. Contemporaneamente l’occupazione delle medie e grandi imprese è diminuita dell’1,8%.</p>
<p>Le regioni meridionali che presentano la più alta incidenza di occupati nelle MPI sono la Calabria con il 77,6%, seguita dalla Sicilia con il 74,9%, dalla Sardegna con il 73,8%, dalla Puglia con il 71,9%.</p>
<p>Tra il 2004 e il 2005, il 97,2% della crescita dell’occupazione nel Sud è stata generata da imprese con meno di 20 addetti.</p>
<p>Tra il 2003 e il 2005 la crescita del valore aggiunto nel Mezzogiorno nei settori manifatturiero e delle costruzioni è stata letteralmente trainata dalle imprese con meno di 20 addetti: tra il 2003 e il 2005 il valore aggiunto delle imprese meridionali con meno di 20 addetti è cresciuto del 25,3%, mentre nelle imprese più grandi è diminuito del 3,3%.</p>
<p>Il Mezzogiorno affida alle piccole e micorimprese le concrete possibilità di sviluppo del territorio: nelle imprese meridionali da 1 a 9 addetti la crescita dell&#8217;occupazione prevista nel 2008 è del 3,9%, superiore alla media nazionale dell’1,5%. Complessivamente la crescita occupazionale prevista per il 2008 nelle piccole imprese è del 2,6%, mentre le medie e grandi imprese nel Mezzogiorno prevedono un calo dell’occupazione dello 0,2%.</p>
<p>Positive le performances delle piccole imprese anche nell’export. Nel primo semestre del 2008 l&#8217;esportazione manifatturiera attribuita alle piccole imprese meridionali cresce del 5,1%. In particolare cresce l&#8217;export dei Prodotti agricoli (+24,2%), Prodotti alimentari (17,3%), Macchine ed apparecchi meccanici (10,9%),  Carta editoria e stampa (10,6%), Metalli e prodotti in metallo (8,7%), Prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (5,0%).</p>
<p>Micro e piccole imprese ‘virtuose anche nella formazione sul campo dei dipendenti. I titolari e soci di imprese con meno di 20 addetti investono in ‘formazione sul campo’ 1.364 milioni di euro all’anno.</p>
<p>In particolare, l&#8217;artigianato meridionale si conferma una vera e propria &#8216;accademia&#8217; del made in italy: i soli titolari e soci di imprese artigiane investono in formazione on the job 573 milioni di euro all&#8217;anno, affiancando 51.390 nuovi assunti.</p>
<p>Nel Sud il 26,0% degli occupati sono imprenditori e lavoratori autonomi</p>
<p>Nel Mezzogiorno il 18,9% delle imprese sono artigiane.</p>
<p>Le regioni meridionali a maggiore vocazione artigiana sono la Sardegna, dove il 24,9% delle imprese è artigiana, seguita dall&#8217;Abruzzo con il 24,4%, dal Molise con il 21,5%, dalla Calabria con il 21,0% e dalla Puglia con il 20,2%.</p>
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		<item>
		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132173</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/nel-sud-il-478-delle-imprese-muore-entro-i-5-anni-di-vita-confartigianato-punta-sul-federalismo-per-creare-sviluppo-e-liberare-la-voglia-di-fare-impresa-alla-convention-del-mezzog/">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26447 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">14 Ottobre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</h1>
</div>
</div>
<p>Le piccole imprese meridionali scommettono sul federalismo per liberare il Mezzogiorno dai vincoli che ne soffocano lo sviluppo e che fanno ‘morire’ il 47,8% delle aziende entro i primi 5 anni di vita,‘bruciando’ così 10.521 posti di lavoro l’anno.<span id="more-26447"></span></p>
<p>Questo il messaggio che Confartigianato ha lanciato oggi a Napoli nel corso dell’annuale Convention dedicata al Mezzogiorno dal titolo “Mezzogiorno. Dall’intervento straordinario al federalismo: e se gli aiuti non esistessero?”.</p>
<p>Confartigianato ha ‘fotografato’ in un Rapporto presentato alla Convention i record negativi del Sud e i primati positivi messi a segno proprio dagli artigiani e dai piccoli imprenditori meridionali.</p>
<p>I VINCOLI ALLA COMPETITIVITA’</p>
<p>Tra gli ostacoli allo sviluppo, l’accesso al credito: alle imprese meridionali il denaro costa 1,2 punti in più rispetto al Centro nord. In Calabria addirittura i tassi attivi sui finanziamenti bancari sono superiori di 2,2 punti percentuali rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Va ancora peggio per il sistema formativo e l’Università. Il tasso di abbandono scolastico è del 25,5%, rispetto al dato nazionale del 20,6%. Tra il 1995 e il 2005 sono emigrati al Centro Nord 589.800 giovani meridionali diplomati e laureati: questa ‘fuga di cervelli’ è costata alle famiglie meridionali 7,9 miliardi di euro. La scarsa attrattività delle Università del Sud è confermata dal fatto che il 23,9% dei 118.318 universitari residenti nel Mezzogiorno si laurea al Centro Nord.</p>
<p>Emergenza anche sul fronte di tempi e costi della giustizia civile. Nel Sud la giustizia-lumaca costa alle imprese 827,5 milioni di euro l’anno, pari al 35,5% del costo subito da tutte le imprese italiane. Il Sud ha il primato dei tempi più lunghi per chiudere un procedimento: in testa a tutte le regioni vi è la Basilicata con 3.391 giorni per un giudizio tra primo e secondo grado. Record alla Calabria per chiudere un fallimento: 5.784 giorni. Segue la Sicilia con 5.611 giorni e il Molise con 4.963 giorni. E una causa di lavoro a Messina dura 6 anni e mezzo, quasi 6 volte di più rispetto a quanto avviene a Trento. La giustizia tributaria non è più veloce: durata record ancora per la Calabria con 4.159 giorni per definire le controversie in materia fiscale.</p>
<p>Critica la situazione delle infrastrutture il cui gap, dal 2001 al 2007 è aumentato rispetto al resto del Paese Un esempio per tutti: nel 2008 il treno più veloce da Roma a Palermo impiega 26 minuti in più rispetto al tempo di percorrenza impiegato dal treno più veloce nel 1975. Altra nota dolente i costi dell’energia elettrica: le imprese meridionali pagano 1,4 miliardi di euro l’anno in più rispetto ai loro colleghi europei.</p>
<p>A minare la sopravvivenza delle imprese vi è anche la concorrenza sleale proveniente dall’abusivismo e dalle imprese fantasma che, insieme al lavoro irregolare, genera nel Sud il 37,5% dell’evasione fiscale.</p>
<p>Secondo le rilevazioni di Confartigianato queste condizioni difficili fanno morire il 47,8% delle imprese entro i primi 5 anni di vita.</p>
<p>“La riforma federalista – secondo il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; è un’occasione per avvicinare il luogo del prelievo a quello della spesa e per responsabilizzare l’azione degli amministratori pubblici, evidenziando il rapporto diretto tra quanto si paga e quanto si riceve in servizi. Il federalismo dovrà quindi consentire, anche nel Mezzogiorno, la riduzione degli sprechi e delle inefficienze della pubblica amministrazione, ma anche l’eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e l’oppressione burocratica, oltre a consentire una riduzione della pressione fiscale”.</p>
<p>Dal Rapporto di Confartigianato emergono anche i primati positivi delle piccole imprese che si confermano, nonostante tutte le difficoltà, motore di sviluppo del Mezzogiorno.<br />
I PUNTI DI FORZA DELLE MICRO E PICCOLE IMPRESE MERIDIONALI</p>
<p>Il Mezzogiorno ha una struttura imprenditoriale basata sulla piccola impresa: le MPI (Micro e Piccole Imprese fino a 20 addetti) sono 1.301.019 pari al 98,7% del totale delle imprese e occupano 2.720.141 addetti, pari al 71,6% del totale degli addetti.</p>
<p>In termini di occupati, le MPI meridionali hanno un peso superiore di quasi otto punti rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Dal 2001 al 2005, il peso dell’occupazione generata dalle micro e piccole imprese fino a 20 addetti è aumentato del 2,2%. Contemporaneamente l’occupazione delle medie e grandi imprese è diminuita dell’1,8%.</p>
<p>Le regioni meridionali che presentano la più alta incidenza di occupati nelle MPI sono la Calabria con il 77,6%, seguita dalla Sicilia con il 74,9%, dalla Sardegna con il 73,8%, dalla Puglia con il 71,9%.</p>
<p>Tra il 2004 e il 2005, il 97,2% della crescita dell’occupazione nel Sud è stata generata da imprese con meno di 20 addetti.</p>
<p>Tra il 2003 e il 2005 la crescita del valore aggiunto nel Mezzogiorno nei settori manifatturiero e delle costruzioni è stata letteralmente trainata dalle imprese con meno di 20 addetti: tra il 2003 e il 2005 il valore aggiunto delle imprese meridionali con meno di 20 addetti è cresciuto del 25,3%, mentre nelle imprese più grandi è diminuito del 3,3%.</p>
<p>Il Mezzogiorno affida alle piccole e micorimprese le concrete possibilità di sviluppo del territorio: nelle imprese meridionali da 1 a 9 addetti la crescita dell&#8217;occupazione prevista nel 2008 è del 3,9%, superiore alla media nazionale dell’1,5%. Complessivamente la crescita occupazionale prevista per il 2008 nelle piccole imprese è del 2,6%, mentre le medie e grandi imprese nel Mezzogiorno prevedono un calo dell’occupazione dello 0,2%.</p>
<p>Positive le performances delle piccole imprese anche nell’export. Nel primo semestre del 2008 l&#8217;esportazione manifatturiera attribuita alle piccole imprese meridionali cresce del 5,1%. In particolare cresce l&#8217;export dei Prodotti agricoli (+24,2%), Prodotti alimentari (17,3%), Macchine ed apparecchi meccanici (10,9%),  Carta editoria e stampa (10,6%), Metalli e prodotti in metallo (8,7%), Prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (5,0%).</p>
<p>Micro e piccole imprese ‘virtuose anche nella formazione sul campo dei dipendenti. I titolari e soci di imprese con meno di 20 addetti investono in ‘formazione sul campo’ 1.364 milioni di euro all’anno.</p>
<p>In particolare, l&#8217;artigianato meridionale si conferma una vera e propria &#8216;accademia&#8217; del made in italy: i soli titolari e soci di imprese artigiane investono in formazione on the job 573 milioni di euro all&#8217;anno, affiancando 51.390 nuovi assunti.</p>
<p>Nel Sud il 26,0% degli occupati sono imprenditori e lavoratori autonomi</p>
<p>Nel Mezzogiorno il 18,9% delle imprese sono artigiane.</p>
<p>Le regioni meridionali a maggiore vocazione artigiana sono la Sardegna, dove il 24,9% delle imprese è artigiana, seguita dall&#8217;Abruzzo con il 24,4%, dal Molise con il 21,5%, dalla Calabria con il 21,0% e dalla Puglia con il 20,2%.</p>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
		<category><![CDATA[costruzioni.]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/nel-sud-il-478-delle-imprese-muore-entro-i-5-anni-di-vita-confartigianato-punta-sul-federalismo-per-creare-sviluppo-e-liberare-la-voglia-di-fare-impresa-alla-convention-del-mezzog/">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26447 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">14 Ottobre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</h1>
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<p>Le piccole imprese meridionali scommettono sul federalismo per liberare il Mezzogiorno dai vincoli che ne soffocano lo sviluppo e che fanno ‘morire’ il 47,8% delle aziende entro i primi 5 anni di vita,‘bruciando’ così 10.521 posti di lavoro l’anno.<span id="more-26447"></span></p>
<p>Questo il messaggio che Confartigianato ha lanciato oggi a Napoli nel corso dell’annuale Convention dedicata al Mezzogiorno dal titolo “Mezzogiorno. Dall’intervento straordinario al federalismo: e se gli aiuti non esistessero?”.</p>
<p>Confartigianato ha ‘fotografato’ in un Rapporto presentato alla Convention i record negativi del Sud e i primati positivi messi a segno proprio dagli artigiani e dai piccoli imprenditori meridionali.</p>
<p>I VINCOLI ALLA COMPETITIVITA’</p>
<p>Tra gli ostacoli allo sviluppo, l’accesso al credito: alle imprese meridionali il denaro costa 1,2 punti in più rispetto al Centro nord. In Calabria addirittura i tassi attivi sui finanziamenti bancari sono superiori di 2,2 punti percentuali rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Va ancora peggio per il sistema formativo e l’Università. Il tasso di abbandono scolastico è del 25,5%, rispetto al dato nazionale del 20,6%. Tra il 1995 e il 2005 sono emigrati al Centro Nord 589.800 giovani meridionali diplomati e laureati: questa ‘fuga di cervelli’ è costata alle famiglie meridionali 7,9 miliardi di euro. La scarsa attrattività delle Università del Sud è confermata dal fatto che il 23,9% dei 118.318 universitari residenti nel Mezzogiorno si laurea al Centro Nord.</p>
<p>Emergenza anche sul fronte di tempi e costi della giustizia civile. Nel Sud la giustizia-lumaca costa alle imprese 827,5 milioni di euro l’anno, pari al 35,5% del costo subito da tutte le imprese italiane. Il Sud ha il primato dei tempi più lunghi per chiudere un procedimento: in testa a tutte le regioni vi è la Basilicata con 3.391 giorni per un giudizio tra primo e secondo grado. Record alla Calabria per chiudere un fallimento: 5.784 giorni. Segue la Sicilia con 5.611 giorni e il Molise con 4.963 giorni. E una causa di lavoro a Messina dura 6 anni e mezzo, quasi 6 volte di più rispetto a quanto avviene a Trento. La giustizia tributaria non è più veloce: durata record ancora per la Calabria con 4.159 giorni per definire le controversie in materia fiscale.</p>
<p>Critica la situazione delle infrastrutture il cui gap, dal 2001 al 2007 è aumentato rispetto al resto del Paese Un esempio per tutti: nel 2008 il treno più veloce da Roma a Palermo impiega 26 minuti in più rispetto al tempo di percorrenza impiegato dal treno più veloce nel 1975. Altra nota dolente i costi dell’energia elettrica: le imprese meridionali pagano 1,4 miliardi di euro l’anno in più rispetto ai loro colleghi europei.</p>
<p>A minare la sopravvivenza delle imprese vi è anche la concorrenza sleale proveniente dall’abusivismo e dalle imprese fantasma che, insieme al lavoro irregolare, genera nel Sud il 37,5% dell’evasione fiscale.</p>
<p>Secondo le rilevazioni di Confartigianato queste condizioni difficili fanno morire il 47,8% delle imprese entro i primi 5 anni di vita.</p>
<p>“La riforma federalista – secondo il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; è un’occasione per avvicinare il luogo del prelievo a quello della spesa e per responsabilizzare l’azione degli amministratori pubblici, evidenziando il rapporto diretto tra quanto si paga e quanto si riceve in servizi. Il federalismo dovrà quindi consentire, anche nel Mezzogiorno, la riduzione degli sprechi e delle inefficienze della pubblica amministrazione, ma anche l’eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e l’oppressione burocratica, oltre a consentire una riduzione della pressione fiscale”.</p>
<p>Dal Rapporto di Confartigianato emergono anche i primati positivi delle piccole imprese che si confermano, nonostante tutte le difficoltà, motore di sviluppo del Mezzogiorno.<br />
I PUNTI DI FORZA DELLE MICRO E PICCOLE IMPRESE MERIDIONALI</p>
<p>Il Mezzogiorno ha una struttura imprenditoriale basata sulla piccola impresa: le MPI (Micro e Piccole Imprese fino a 20 addetti) sono 1.301.019 pari al 98,7% del totale delle imprese e occupano 2.720.141 addetti, pari al 71,6% del totale degli addetti.</p>
<p>In termini di occupati, le MPI meridionali hanno un peso superiore di quasi otto punti rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Dal 2001 al 2005, il peso dell’occupazione generata dalle micro e piccole imprese fino a 20 addetti è aumentato del 2,2%. Contemporaneamente l’occupazione delle medie e grandi imprese è diminuita dell’1,8%.</p>
<p>Le regioni meridionali che presentano la più alta incidenza di occupati nelle MPI sono la Calabria con il 77,6%, seguita dalla Sicilia con il 74,9%, dalla Sardegna con il 73,8%, dalla Puglia con il 71,9%.</p>
<p>Tra il 2004 e il 2005, il 97,2% della crescita dell’occupazione nel Sud è stata generata da imprese con meno di 20 addetti.</p>
<p>Tra il 2003 e il 2005 la crescita del valore aggiunto nel Mezzogiorno nei settori manifatturiero e delle costruzioni è stata letteralmente trainata dalle imprese con meno di 20 addetti: tra il 2003 e il 2005 il valore aggiunto delle imprese meridionali con meno di 20 addetti è cresciuto del 25,3%, mentre nelle imprese più grandi è diminuito del 3,3%.</p>
<p>Il Mezzogiorno affida alle piccole e micorimprese le concrete possibilità di sviluppo del territorio: nelle imprese meridionali da 1 a 9 addetti la crescita dell&#8217;occupazione prevista nel 2008 è del 3,9%, superiore alla media nazionale dell’1,5%. Complessivamente la crescita occupazionale prevista per il 2008 nelle piccole imprese è del 2,6%, mentre le medie e grandi imprese nel Mezzogiorno prevedono un calo dell’occupazione dello 0,2%.</p>
<p>Positive le performances delle piccole imprese anche nell’export. Nel primo semestre del 2008 l&#8217;esportazione manifatturiera attribuita alle piccole imprese meridionali cresce del 5,1%. In particolare cresce l&#8217;export dei Prodotti agricoli (+24,2%), Prodotti alimentari (17,3%), Macchine ed apparecchi meccanici (10,9%),  Carta editoria e stampa (10,6%), Metalli e prodotti in metallo (8,7%), Prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (5,0%).</p>
<p>Micro e piccole imprese ‘virtuose anche nella formazione sul campo dei dipendenti. I titolari e soci di imprese con meno di 20 addetti investono in ‘formazione sul campo’ 1.364 milioni di euro all’anno.</p>
<p>In particolare, l&#8217;artigianato meridionale si conferma una vera e propria &#8216;accademia&#8217; del made in italy: i soli titolari e soci di imprese artigiane investono in formazione on the job 573 milioni di euro all&#8217;anno, affiancando 51.390 nuovi assunti.</p>
<p>Nel Sud il 26,0% degli occupati sono imprenditori e lavoratori autonomi</p>
<p>Nel Mezzogiorno il 18,9% delle imprese sono artigiane.</p>
<p>Le regioni meridionali a maggiore vocazione artigiana sono la Sardegna, dove il 24,9% delle imprese è artigiana, seguita dall&#8217;Abruzzo con il 24,4%, dal Molise con il 21,5%, dalla Calabria con il 21,0% e dalla Puglia con il 20,2%.</p>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132434</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/nel-sud-il-478-delle-imprese-muore-entro-i-5-anni-di-vita-confartigianato-punta-sul-federalismo-per-creare-sviluppo-e-liberare-la-voglia-di-fare-impresa-alla-convention-del-mezzog/">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26447 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</h1>
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<p>Le piccole imprese meridionali scommettono sul federalismo per liberare il Mezzogiorno dai vincoli che ne soffocano lo sviluppo e che fanno ‘morire’ il 47,8% delle aziende entro i primi 5 anni di vita,‘bruciando’ così 10.521 posti di lavoro l’anno.<span id="more-26447"></span></p>
<p>Questo il messaggio che Confartigianato ha lanciato oggi a Napoli nel corso dell’annuale Convention dedicata al Mezzogiorno dal titolo “Mezzogiorno. Dall’intervento straordinario al federalismo: e se gli aiuti non esistessero?”.</p>
<p>Confartigianato ha ‘fotografato’ in un Rapporto presentato alla Convention i record negativi del Sud e i primati positivi messi a segno proprio dagli artigiani e dai piccoli imprenditori meridionali.</p>
<p>I VINCOLI ALLA COMPETITIVITA’</p>
<p>Tra gli ostacoli allo sviluppo, l’accesso al credito: alle imprese meridionali il denaro costa 1,2 punti in più rispetto al Centro nord. In Calabria addirittura i tassi attivi sui finanziamenti bancari sono superiori di 2,2 punti percentuali rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Va ancora peggio per il sistema formativo e l’Università. Il tasso di abbandono scolastico è del 25,5%, rispetto al dato nazionale del 20,6%. Tra il 1995 e il 2005 sono emigrati al Centro Nord 589.800 giovani meridionali diplomati e laureati: questa ‘fuga di cervelli’ è costata alle famiglie meridionali 7,9 miliardi di euro. La scarsa attrattività delle Università del Sud è confermata dal fatto che il 23,9% dei 118.318 universitari residenti nel Mezzogiorno si laurea al Centro Nord.</p>
<p>Emergenza anche sul fronte di tempi e costi della giustizia civile. Nel Sud la giustizia-lumaca costa alle imprese 827,5 milioni di euro l’anno, pari al 35,5% del costo subito da tutte le imprese italiane. Il Sud ha il primato dei tempi più lunghi per chiudere un procedimento: in testa a tutte le regioni vi è la Basilicata con 3.391 giorni per un giudizio tra primo e secondo grado. Record alla Calabria per chiudere un fallimento: 5.784 giorni. Segue la Sicilia con 5.611 giorni e il Molise con 4.963 giorni. E una causa di lavoro a Messina dura 6 anni e mezzo, quasi 6 volte di più rispetto a quanto avviene a Trento. La giustizia tributaria non è più veloce: durata record ancora per la Calabria con 4.159 giorni per definire le controversie in materia fiscale.</p>
<p>Critica la situazione delle infrastrutture il cui gap, dal 2001 al 2007 è aumentato rispetto al resto del Paese Un esempio per tutti: nel 2008 il treno più veloce da Roma a Palermo impiega 26 minuti in più rispetto al tempo di percorrenza impiegato dal treno più veloce nel 1975. Altra nota dolente i costi dell’energia elettrica: le imprese meridionali pagano 1,4 miliardi di euro l’anno in più rispetto ai loro colleghi europei.</p>
<p>A minare la sopravvivenza delle imprese vi è anche la concorrenza sleale proveniente dall’abusivismo e dalle imprese fantasma che, insieme al lavoro irregolare, genera nel Sud il 37,5% dell’evasione fiscale.</p>
<p>Secondo le rilevazioni di Confartigianato queste condizioni difficili fanno morire il 47,8% delle imprese entro i primi 5 anni di vita.</p>
<p>“La riforma federalista – secondo il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; è un’occasione per avvicinare il luogo del prelievo a quello della spesa e per responsabilizzare l’azione degli amministratori pubblici, evidenziando il rapporto diretto tra quanto si paga e quanto si riceve in servizi. Il federalismo dovrà quindi consentire, anche nel Mezzogiorno, la riduzione degli sprechi e delle inefficienze della pubblica amministrazione, ma anche l’eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e l’oppressione burocratica, oltre a consentire una riduzione della pressione fiscale”.</p>
<p>Dal Rapporto di Confartigianato emergono anche i primati positivi delle piccole imprese che si confermano, nonostante tutte le difficoltà, motore di sviluppo del Mezzogiorno.<br />
I PUNTI DI FORZA DELLE MICRO E PICCOLE IMPRESE MERIDIONALI</p>
<p>Il Mezzogiorno ha una struttura imprenditoriale basata sulla piccola impresa: le MPI (Micro e Piccole Imprese fino a 20 addetti) sono 1.301.019 pari al 98,7% del totale delle imprese e occupano 2.720.141 addetti, pari al 71,6% del totale degli addetti.</p>
<p>In termini di occupati, le MPI meridionali hanno un peso superiore di quasi otto punti rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Dal 2001 al 2005, il peso dell’occupazione generata dalle micro e piccole imprese fino a 20 addetti è aumentato del 2,2%. Contemporaneamente l’occupazione delle medie e grandi imprese è diminuita dell’1,8%.</p>
<p>Le regioni meridionali che presentano la più alta incidenza di occupati nelle MPI sono la Calabria con il 77,6%, seguita dalla Sicilia con il 74,9%, dalla Sardegna con il 73,8%, dalla Puglia con il 71,9%.</p>
<p>Tra il 2004 e il 2005, il 97,2% della crescita dell’occupazione nel Sud è stata generata da imprese con meno di 20 addetti.</p>
<p>Tra il 2003 e il 2005 la crescita del valore aggiunto nel Mezzogiorno nei settori manifatturiero e delle costruzioni è stata letteralmente trainata dalle imprese con meno di 20 addetti: tra il 2003 e il 2005 il valore aggiunto delle imprese meridionali con meno di 20 addetti è cresciuto del 25,3%, mentre nelle imprese più grandi è diminuito del 3,3%.</p>
<p>Il Mezzogiorno affida alle piccole e micorimprese le concrete possibilità di sviluppo del territorio: nelle imprese meridionali da 1 a 9 addetti la crescita dell&#8217;occupazione prevista nel 2008 è del 3,9%, superiore alla media nazionale dell’1,5%. Complessivamente la crescita occupazionale prevista per il 2008 nelle piccole imprese è del 2,6%, mentre le medie e grandi imprese nel Mezzogiorno prevedono un calo dell’occupazione dello 0,2%.</p>
<p>Positive le performances delle piccole imprese anche nell’export. Nel primo semestre del 2008 l&#8217;esportazione manifatturiera attribuita alle piccole imprese meridionali cresce del 5,1%. In particolare cresce l&#8217;export dei Prodotti agricoli (+24,2%), Prodotti alimentari (17,3%), Macchine ed apparecchi meccanici (10,9%),  Carta editoria e stampa (10,6%), Metalli e prodotti in metallo (8,7%), Prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (5,0%).</p>
<p>Micro e piccole imprese ‘virtuose anche nella formazione sul campo dei dipendenti. I titolari e soci di imprese con meno di 20 addetti investono in ‘formazione sul campo’ 1.364 milioni di euro all’anno.</p>
<p>In particolare, l&#8217;artigianato meridionale si conferma una vera e propria &#8216;accademia&#8217; del made in italy: i soli titolari e soci di imprese artigiane investono in formazione on the job 573 milioni di euro all&#8217;anno, affiancando 51.390 nuovi assunti.</p>
<p>Nel Sud il 26,0% degli occupati sono imprenditori e lavoratori autonomi</p>
<p>Nel Mezzogiorno il 18,9% delle imprese sono artigiane.</p>
<p>Le regioni meridionali a maggiore vocazione artigiana sono la Sardegna, dove il 24,9% delle imprese è artigiana, seguita dall&#8217;Abruzzo con il 24,4%, dal Molise con il 21,5%, dalla Calabria con il 21,0% e dalla Puglia con il 20,2%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/nel-sud-il-478-delle-imprese-muore-entro-i-5-anni-di-vita-confartigianato-punta-sul-federalismo-per-creare-sviluppo-e-liberare-la-voglia-di-fare-impresa-alla-convention-del-mezzog/">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/10/nel-sud-il-478-delle-imprese-muore-entro-i-5-anni-di-vita-confartigianato-punta-sul-federalismo-per-creare-sviluppo-e-liberare-la-voglia-di-fare-impresa-alla-convention-del-mezzog/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132381</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/nel-sud-il-478-delle-imprese-muore-entro-i-5-anni-di-vita-confartigianato-punta-sul-federalismo-per-creare-sviluppo-e-liberare-la-voglia-di-fare-impresa-alla-convention-del-mezzog/">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-26447 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">14 Ottobre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</h1>
</div>
</div>
<p>Le piccole imprese meridionali scommettono sul federalismo per liberare il Mezzogiorno dai vincoli che ne soffocano lo sviluppo e che fanno ‘morire’ il 47,8% delle aziende entro i primi 5 anni di vita,‘bruciando’ così 10.521 posti di lavoro l’anno.<span id="more-26447"></span></p>
<p>Questo il messaggio che Confartigianato ha lanciato oggi a Napoli nel corso dell’annuale Convention dedicata al Mezzogiorno dal titolo “Mezzogiorno. Dall’intervento straordinario al federalismo: e se gli aiuti non esistessero?”.</p>
<p>Confartigianato ha ‘fotografato’ in un Rapporto presentato alla Convention i record negativi del Sud e i primati positivi messi a segno proprio dagli artigiani e dai piccoli imprenditori meridionali.</p>
<p>I VINCOLI ALLA COMPETITIVITA’</p>
<p>Tra gli ostacoli allo sviluppo, l’accesso al credito: alle imprese meridionali il denaro costa 1,2 punti in più rispetto al Centro nord. In Calabria addirittura i tassi attivi sui finanziamenti bancari sono superiori di 2,2 punti percentuali rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Va ancora peggio per il sistema formativo e l’Università. Il tasso di abbandono scolastico è del 25,5%, rispetto al dato nazionale del 20,6%. Tra il 1995 e il 2005 sono emigrati al Centro Nord 589.800 giovani meridionali diplomati e laureati: questa ‘fuga di cervelli’ è costata alle famiglie meridionali 7,9 miliardi di euro. La scarsa attrattività delle Università del Sud è confermata dal fatto che il 23,9% dei 118.318 universitari residenti nel Mezzogiorno si laurea al Centro Nord.</p>
<p>Emergenza anche sul fronte di tempi e costi della giustizia civile. Nel Sud la giustizia-lumaca costa alle imprese 827,5 milioni di euro l’anno, pari al 35,5% del costo subito da tutte le imprese italiane. Il Sud ha il primato dei tempi più lunghi per chiudere un procedimento: in testa a tutte le regioni vi è la Basilicata con 3.391 giorni per un giudizio tra primo e secondo grado. Record alla Calabria per chiudere un fallimento: 5.784 giorni. Segue la Sicilia con 5.611 giorni e il Molise con 4.963 giorni. E una causa di lavoro a Messina dura 6 anni e mezzo, quasi 6 volte di più rispetto a quanto avviene a Trento. La giustizia tributaria non è più veloce: durata record ancora per la Calabria con 4.159 giorni per definire le controversie in materia fiscale.</p>
<p>Critica la situazione delle infrastrutture il cui gap, dal 2001 al 2007 è aumentato rispetto al resto del Paese Un esempio per tutti: nel 2008 il treno più veloce da Roma a Palermo impiega 26 minuti in più rispetto al tempo di percorrenza impiegato dal treno più veloce nel 1975. Altra nota dolente i costi dell’energia elettrica: le imprese meridionali pagano 1,4 miliardi di euro l’anno in più rispetto ai loro colleghi europei.</p>
<p>A minare la sopravvivenza delle imprese vi è anche la concorrenza sleale proveniente dall’abusivismo e dalle imprese fantasma che, insieme al lavoro irregolare, genera nel Sud il 37,5% dell’evasione fiscale.</p>
<p>Secondo le rilevazioni di Confartigianato queste condizioni difficili fanno morire il 47,8% delle imprese entro i primi 5 anni di vita.</p>
<p>“La riforma federalista – secondo il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; è un’occasione per avvicinare il luogo del prelievo a quello della spesa e per responsabilizzare l’azione degli amministratori pubblici, evidenziando il rapporto diretto tra quanto si paga e quanto si riceve in servizi. Il federalismo dovrà quindi consentire, anche nel Mezzogiorno, la riduzione degli sprechi e delle inefficienze della pubblica amministrazione, ma anche l’eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e l’oppressione burocratica, oltre a consentire una riduzione della pressione fiscale”.</p>
<p>Dal Rapporto di Confartigianato emergono anche i primati positivi delle piccole imprese che si confermano, nonostante tutte le difficoltà, motore di sviluppo del Mezzogiorno.<br />
I PUNTI DI FORZA DELLE MICRO E PICCOLE IMPRESE MERIDIONALI</p>
<p>Il Mezzogiorno ha una struttura imprenditoriale basata sulla piccola impresa: le MPI (Micro e Piccole Imprese fino a 20 addetti) sono 1.301.019 pari al 98,7% del totale delle imprese e occupano 2.720.141 addetti, pari al 71,6% del totale degli addetti.</p>
<p>In termini di occupati, le MPI meridionali hanno un peso superiore di quasi otto punti rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Dal 2001 al 2005, il peso dell’occupazione generata dalle micro e piccole imprese fino a 20 addetti è aumentato del 2,2%. Contemporaneamente l’occupazione delle medie e grandi imprese è diminuita dell’1,8%.</p>
<p>Le regioni meridionali che presentano la più alta incidenza di occupati nelle MPI sono la Calabria con il 77,6%, seguita dalla Sicilia con il 74,9%, dalla Sardegna con il 73,8%, dalla Puglia con il 71,9%.</p>
<p>Tra il 2004 e il 2005, il 97,2% della crescita dell’occupazione nel Sud è stata generata da imprese con meno di 20 addetti.</p>
<p>Tra il 2003 e il 2005 la crescita del valore aggiunto nel Mezzogiorno nei settori manifatturiero e delle costruzioni è stata letteralmente trainata dalle imprese con meno di 20 addetti: tra il 2003 e il 2005 il valore aggiunto delle imprese meridionali con meno di 20 addetti è cresciuto del 25,3%, mentre nelle imprese più grandi è diminuito del 3,3%.</p>
<p>Il Mezzogiorno affida alle piccole e micorimprese le concrete possibilità di sviluppo del territorio: nelle imprese meridionali da 1 a 9 addetti la crescita dell&#8217;occupazione prevista nel 2008 è del 3,9%, superiore alla media nazionale dell’1,5%. Complessivamente la crescita occupazionale prevista per il 2008 nelle piccole imprese è del 2,6%, mentre le medie e grandi imprese nel Mezzogiorno prevedono un calo dell’occupazione dello 0,2%.</p>
<p>Positive le performances delle piccole imprese anche nell’export. Nel primo semestre del 2008 l&#8217;esportazione manifatturiera attribuita alle piccole imprese meridionali cresce del 5,1%. In particolare cresce l&#8217;export dei Prodotti agricoli (+24,2%), Prodotti alimentari (17,3%), Macchine ed apparecchi meccanici (10,9%),  Carta editoria e stampa (10,6%), Metalli e prodotti in metallo (8,7%), Prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (5,0%).</p>
<p>Micro e piccole imprese ‘virtuose anche nella formazione sul campo dei dipendenti. I titolari e soci di imprese con meno di 20 addetti investono in ‘formazione sul campo’ 1.364 milioni di euro all’anno.</p>
<p>In particolare, l&#8217;artigianato meridionale si conferma una vera e propria &#8216;accademia&#8217; del made in italy: i soli titolari e soci di imprese artigiane investono in formazione on the job 573 milioni di euro all&#8217;anno, affiancando 51.390 nuovi assunti.</p>
<p>Nel Sud il 26,0% degli occupati sono imprenditori e lavoratori autonomi</p>
<p>Nel Mezzogiorno il 18,9% delle imprese sono artigiane.</p>
<p>Le regioni meridionali a maggiore vocazione artigiana sono la Sardegna, dove il 24,9% delle imprese è artigiana, seguita dall&#8217;Abruzzo con il 24,4%, dal Molise con il 21,5%, dalla Calabria con il 21,0% e dalla Puglia con il 20,2%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/nel-sud-il-478-delle-imprese-muore-entro-i-5-anni-di-vita-confartigianato-punta-sul-federalismo-per-creare-sviluppo-e-liberare-la-voglia-di-fare-impresa-alla-convention-del-mezzog/">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/10/nel-sud-il-478-delle-imprese-muore-entro-i-5-anni-di-vita-confartigianato-punta-sul-federalismo-per-creare-sviluppo-e-liberare-la-voglia-di-fare-impresa-alla-convention-del-mezzog/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132377</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/nel-sud-il-478-delle-imprese-muore-entro-i-5-anni-di-vita-confartigianato-punta-sul-federalismo-per-creare-sviluppo-e-liberare-la-voglia-di-fare-impresa-alla-convention-del-mezzog/">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-26447 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">14 Ottobre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</h1>
</div>
</div>
<p>Le piccole imprese meridionali scommettono sul federalismo per liberare il Mezzogiorno dai vincoli che ne soffocano lo sviluppo e che fanno ‘morire’ il 47,8% delle aziende entro i primi 5 anni di vita,‘bruciando’ così 10.521 posti di lavoro l’anno.<span id="more-26447"></span></p>
<p>Questo il messaggio che Confartigianato ha lanciato oggi a Napoli nel corso dell’annuale Convention dedicata al Mezzogiorno dal titolo “Mezzogiorno. Dall’intervento straordinario al federalismo: e se gli aiuti non esistessero?”.</p>
<p>Confartigianato ha ‘fotografato’ in un Rapporto presentato alla Convention i record negativi del Sud e i primati positivi messi a segno proprio dagli artigiani e dai piccoli imprenditori meridionali.</p>
<p>I VINCOLI ALLA COMPETITIVITA’</p>
<p>Tra gli ostacoli allo sviluppo, l’accesso al credito: alle imprese meridionali il denaro costa 1,2 punti in più rispetto al Centro nord. In Calabria addirittura i tassi attivi sui finanziamenti bancari sono superiori di 2,2 punti percentuali rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Va ancora peggio per il sistema formativo e l’Università. Il tasso di abbandono scolastico è del 25,5%, rispetto al dato nazionale del 20,6%. Tra il 1995 e il 2005 sono emigrati al Centro Nord 589.800 giovani meridionali diplomati e laureati: questa ‘fuga di cervelli’ è costata alle famiglie meridionali 7,9 miliardi di euro. La scarsa attrattività delle Università del Sud è confermata dal fatto che il 23,9% dei 118.318 universitari residenti nel Mezzogiorno si laurea al Centro Nord.</p>
<p>Emergenza anche sul fronte di tempi e costi della giustizia civile. Nel Sud la giustizia-lumaca costa alle imprese 827,5 milioni di euro l’anno, pari al 35,5% del costo subito da tutte le imprese italiane. Il Sud ha il primato dei tempi più lunghi per chiudere un procedimento: in testa a tutte le regioni vi è la Basilicata con 3.391 giorni per un giudizio tra primo e secondo grado. Record alla Calabria per chiudere un fallimento: 5.784 giorni. Segue la Sicilia con 5.611 giorni e il Molise con 4.963 giorni. E una causa di lavoro a Messina dura 6 anni e mezzo, quasi 6 volte di più rispetto a quanto avviene a Trento. La giustizia tributaria non è più veloce: durata record ancora per la Calabria con 4.159 giorni per definire le controversie in materia fiscale.</p>
<p>Critica la situazione delle infrastrutture il cui gap, dal 2001 al 2007 è aumentato rispetto al resto del Paese Un esempio per tutti: nel 2008 il treno più veloce da Roma a Palermo impiega 26 minuti in più rispetto al tempo di percorrenza impiegato dal treno più veloce nel 1975. Altra nota dolente i costi dell’energia elettrica: le imprese meridionali pagano 1,4 miliardi di euro l’anno in più rispetto ai loro colleghi europei.</p>
<p>A minare la sopravvivenza delle imprese vi è anche la concorrenza sleale proveniente dall’abusivismo e dalle imprese fantasma che, insieme al lavoro irregolare, genera nel Sud il 37,5% dell’evasione fiscale.</p>
<p>Secondo le rilevazioni di Confartigianato queste condizioni difficili fanno morire il 47,8% delle imprese entro i primi 5 anni di vita.</p>
<p>“La riforma federalista – secondo il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; è un’occasione per avvicinare il luogo del prelievo a quello della spesa e per responsabilizzare l’azione degli amministratori pubblici, evidenziando il rapporto diretto tra quanto si paga e quanto si riceve in servizi. Il federalismo dovrà quindi consentire, anche nel Mezzogiorno, la riduzione degli sprechi e delle inefficienze della pubblica amministrazione, ma anche l’eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e l’oppressione burocratica, oltre a consentire una riduzione della pressione fiscale”.</p>
<p>Dal Rapporto di Confartigianato emergono anche i primati positivi delle piccole imprese che si confermano, nonostante tutte le difficoltà, motore di sviluppo del Mezzogiorno.<br />
I PUNTI DI FORZA DELLE MICRO E PICCOLE IMPRESE MERIDIONALI</p>
<p>Il Mezzogiorno ha una struttura imprenditoriale basata sulla piccola impresa: le MPI (Micro e Piccole Imprese fino a 20 addetti) sono 1.301.019 pari al 98,7% del totale delle imprese e occupano 2.720.141 addetti, pari al 71,6% del totale degli addetti.</p>
<p>In termini di occupati, le MPI meridionali hanno un peso superiore di quasi otto punti rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Dal 2001 al 2005, il peso dell’occupazione generata dalle micro e piccole imprese fino a 20 addetti è aumentato del 2,2%. Contemporaneamente l’occupazione delle medie e grandi imprese è diminuita dell’1,8%.</p>
<p>Le regioni meridionali che presentano la più alta incidenza di occupati nelle MPI sono la Calabria con il 77,6%, seguita dalla Sicilia con il 74,9%, dalla Sardegna con il 73,8%, dalla Puglia con il 71,9%.</p>
<p>Tra il 2004 e il 2005, il 97,2% della crescita dell’occupazione nel Sud è stata generata da imprese con meno di 20 addetti.</p>
<p>Tra il 2003 e il 2005 la crescita del valore aggiunto nel Mezzogiorno nei settori manifatturiero e delle costruzioni è stata letteralmente trainata dalle imprese con meno di 20 addetti: tra il 2003 e il 2005 il valore aggiunto delle imprese meridionali con meno di 20 addetti è cresciuto del 25,3%, mentre nelle imprese più grandi è diminuito del 3,3%.</p>
<p>Il Mezzogiorno affida alle piccole e micorimprese le concrete possibilità di sviluppo del territorio: nelle imprese meridionali da 1 a 9 addetti la crescita dell&#8217;occupazione prevista nel 2008 è del 3,9%, superiore alla media nazionale dell’1,5%. Complessivamente la crescita occupazionale prevista per il 2008 nelle piccole imprese è del 2,6%, mentre le medie e grandi imprese nel Mezzogiorno prevedono un calo dell’occupazione dello 0,2%.</p>
<p>Positive le performances delle piccole imprese anche nell’export. Nel primo semestre del 2008 l&#8217;esportazione manifatturiera attribuita alle piccole imprese meridionali cresce del 5,1%. In particolare cresce l&#8217;export dei Prodotti agricoli (+24,2%), Prodotti alimentari (17,3%), Macchine ed apparecchi meccanici (10,9%),  Carta editoria e stampa (10,6%), Metalli e prodotti in metallo (8,7%), Prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (5,0%).</p>
<p>Micro e piccole imprese ‘virtuose anche nella formazione sul campo dei dipendenti. I titolari e soci di imprese con meno di 20 addetti investono in ‘formazione sul campo’ 1.364 milioni di euro all’anno.</p>
<p>In particolare, l&#8217;artigianato meridionale si conferma una vera e propria &#8216;accademia&#8217; del made in italy: i soli titolari e soci di imprese artigiane investono in formazione on the job 573 milioni di euro all&#8217;anno, affiancando 51.390 nuovi assunti.</p>
<p>Nel Sud il 26,0% degli occupati sono imprenditori e lavoratori autonomi</p>
<p>Nel Mezzogiorno il 18,9% delle imprese sono artigiane.</p>
<p>Le regioni meridionali a maggiore vocazione artigiana sono la Sardegna, dove il 24,9% delle imprese è artigiana, seguita dall&#8217;Abruzzo con il 24,4%, dal Molise con il 21,5%, dalla Calabria con il 21,0% e dalla Puglia con il 20,2%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/nel-sud-il-478-delle-imprese-muore-entro-i-5-anni-di-vita-confartigianato-punta-sul-federalismo-per-creare-sviluppo-e-liberare-la-voglia-di-fare-impresa-alla-convention-del-mezzog/">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/10/nel-sud-il-478-delle-imprese-muore-entro-i-5-anni-di-vita-confartigianato-punta-sul-federalismo-per-creare-sviluppo-e-liberare-la-voglia-di-fare-impresa-alla-convention-del-mezzog/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132372</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/nel-sud-il-478-delle-imprese-muore-entro-i-5-anni-di-vita-confartigianato-punta-sul-federalismo-per-creare-sviluppo-e-liberare-la-voglia-di-fare-impresa-alla-convention-del-mezzog/">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-26447 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">14 Ottobre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</h1>
</div>
</div>
<p>Le piccole imprese meridionali scommettono sul federalismo per liberare il Mezzogiorno dai vincoli che ne soffocano lo sviluppo e che fanno ‘morire’ il 47,8% delle aziende entro i primi 5 anni di vita,‘bruciando’ così 10.521 posti di lavoro l’anno.<span id="more-26447"></span></p>
<p>Questo il messaggio che Confartigianato ha lanciato oggi a Napoli nel corso dell’annuale Convention dedicata al Mezzogiorno dal titolo “Mezzogiorno. Dall’intervento straordinario al federalismo: e se gli aiuti non esistessero?”.</p>
<p>Confartigianato ha ‘fotografato’ in un Rapporto presentato alla Convention i record negativi del Sud e i primati positivi messi a segno proprio dagli artigiani e dai piccoli imprenditori meridionali.</p>
<p>I VINCOLI ALLA COMPETITIVITA’</p>
<p>Tra gli ostacoli allo sviluppo, l’accesso al credito: alle imprese meridionali il denaro costa 1,2 punti in più rispetto al Centro nord. In Calabria addirittura i tassi attivi sui finanziamenti bancari sono superiori di 2,2 punti percentuali rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Va ancora peggio per il sistema formativo e l’Università. Il tasso di abbandono scolastico è del 25,5%, rispetto al dato nazionale del 20,6%. Tra il 1995 e il 2005 sono emigrati al Centro Nord 589.800 giovani meridionali diplomati e laureati: questa ‘fuga di cervelli’ è costata alle famiglie meridionali 7,9 miliardi di euro. La scarsa attrattività delle Università del Sud è confermata dal fatto che il 23,9% dei 118.318 universitari residenti nel Mezzogiorno si laurea al Centro Nord.</p>
<p>Emergenza anche sul fronte di tempi e costi della giustizia civile. Nel Sud la giustizia-lumaca costa alle imprese 827,5 milioni di euro l’anno, pari al 35,5% del costo subito da tutte le imprese italiane. Il Sud ha il primato dei tempi più lunghi per chiudere un procedimento: in testa a tutte le regioni vi è la Basilicata con 3.391 giorni per un giudizio tra primo e secondo grado. Record alla Calabria per chiudere un fallimento: 5.784 giorni. Segue la Sicilia con 5.611 giorni e il Molise con 4.963 giorni. E una causa di lavoro a Messina dura 6 anni e mezzo, quasi 6 volte di più rispetto a quanto avviene a Trento. La giustizia tributaria non è più veloce: durata record ancora per la Calabria con 4.159 giorni per definire le controversie in materia fiscale.</p>
<p>Critica la situazione delle infrastrutture il cui gap, dal 2001 al 2007 è aumentato rispetto al resto del Paese Un esempio per tutti: nel 2008 il treno più veloce da Roma a Palermo impiega 26 minuti in più rispetto al tempo di percorrenza impiegato dal treno più veloce nel 1975. Altra nota dolente i costi dell’energia elettrica: le imprese meridionali pagano 1,4 miliardi di euro l’anno in più rispetto ai loro colleghi europei.</p>
<p>A minare la sopravvivenza delle imprese vi è anche la concorrenza sleale proveniente dall’abusivismo e dalle imprese fantasma che, insieme al lavoro irregolare, genera nel Sud il 37,5% dell’evasione fiscale.</p>
<p>Secondo le rilevazioni di Confartigianato queste condizioni difficili fanno morire il 47,8% delle imprese entro i primi 5 anni di vita.</p>
<p>“La riforma federalista – secondo il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; è un’occasione per avvicinare il luogo del prelievo a quello della spesa e per responsabilizzare l’azione degli amministratori pubblici, evidenziando il rapporto diretto tra quanto si paga e quanto si riceve in servizi. Il federalismo dovrà quindi consentire, anche nel Mezzogiorno, la riduzione degli sprechi e delle inefficienze della pubblica amministrazione, ma anche l’eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e l’oppressione burocratica, oltre a consentire una riduzione della pressione fiscale”.</p>
<p>Dal Rapporto di Confartigianato emergono anche i primati positivi delle piccole imprese che si confermano, nonostante tutte le difficoltà, motore di sviluppo del Mezzogiorno.<br />
I PUNTI DI FORZA DELLE MICRO E PICCOLE IMPRESE MERIDIONALI</p>
<p>Il Mezzogiorno ha una struttura imprenditoriale basata sulla piccola impresa: le MPI (Micro e Piccole Imprese fino a 20 addetti) sono 1.301.019 pari al 98,7% del totale delle imprese e occupano 2.720.141 addetti, pari al 71,6% del totale degli addetti.</p>
<p>In termini di occupati, le MPI meridionali hanno un peso superiore di quasi otto punti rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Dal 2001 al 2005, il peso dell’occupazione generata dalle micro e piccole imprese fino a 20 addetti è aumentato del 2,2%. Contemporaneamente l’occupazione delle medie e grandi imprese è diminuita dell’1,8%.</p>
<p>Le regioni meridionali che presentano la più alta incidenza di occupati nelle MPI sono la Calabria con il 77,6%, seguita dalla Sicilia con il 74,9%, dalla Sardegna con il 73,8%, dalla Puglia con il 71,9%.</p>
<p>Tra il 2004 e il 2005, il 97,2% della crescita dell’occupazione nel Sud è stata generata da imprese con meno di 20 addetti.</p>
<p>Tra il 2003 e il 2005 la crescita del valore aggiunto nel Mezzogiorno nei settori manifatturiero e delle costruzioni è stata letteralmente trainata dalle imprese con meno di 20 addetti: tra il 2003 e il 2005 il valore aggiunto delle imprese meridionali con meno di 20 addetti è cresciuto del 25,3%, mentre nelle imprese più grandi è diminuito del 3,3%.</p>
<p>Il Mezzogiorno affida alle piccole e micorimprese le concrete possibilità di sviluppo del territorio: nelle imprese meridionali da 1 a 9 addetti la crescita dell&#8217;occupazione prevista nel 2008 è del 3,9%, superiore alla media nazionale dell’1,5%. Complessivamente la crescita occupazionale prevista per il 2008 nelle piccole imprese è del 2,6%, mentre le medie e grandi imprese nel Mezzogiorno prevedono un calo dell’occupazione dello 0,2%.</p>
<p>Positive le performances delle piccole imprese anche nell’export. Nel primo semestre del 2008 l&#8217;esportazione manifatturiera attribuita alle piccole imprese meridionali cresce del 5,1%. In particolare cresce l&#8217;export dei Prodotti agricoli (+24,2%), Prodotti alimentari (17,3%), Macchine ed apparecchi meccanici (10,9%),  Carta editoria e stampa (10,6%), Metalli e prodotti in metallo (8,7%), Prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (5,0%).</p>
<p>Micro e piccole imprese ‘virtuose anche nella formazione sul campo dei dipendenti. I titolari e soci di imprese con meno di 20 addetti investono in ‘formazione sul campo’ 1.364 milioni di euro all’anno.</p>
<p>In particolare, l&#8217;artigianato meridionale si conferma una vera e propria &#8216;accademia&#8217; del made in italy: i soli titolari e soci di imprese artigiane investono in formazione on the job 573 milioni di euro all&#8217;anno, affiancando 51.390 nuovi assunti.</p>
<p>Nel Sud il 26,0% degli occupati sono imprenditori e lavoratori autonomi</p>
<p>Nel Mezzogiorno il 18,9% delle imprese sono artigiane.</p>
<p>Le regioni meridionali a maggiore vocazione artigiana sono la Sardegna, dove il 24,9% delle imprese è artigiana, seguita dall&#8217;Abruzzo con il 24,4%, dal Molise con il 21,5%, dalla Calabria con il 21,0% e dalla Puglia con il 20,2%.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132328</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/nel-sud-il-478-delle-imprese-muore-entro-i-5-anni-di-vita-confartigianato-punta-sul-federalismo-per-creare-sviluppo-e-liberare-la-voglia-di-fare-impresa-alla-convention-del-mezzog/">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26447 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">14 Ottobre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</h1>
</div>
</div>
<p>Le piccole imprese meridionali scommettono sul federalismo per liberare il Mezzogiorno dai vincoli che ne soffocano lo sviluppo e che fanno ‘morire’ il 47,8% delle aziende entro i primi 5 anni di vita,‘bruciando’ così 10.521 posti di lavoro l’anno.<span id="more-26447"></span></p>
<p>Questo il messaggio che Confartigianato ha lanciato oggi a Napoli nel corso dell’annuale Convention dedicata al Mezzogiorno dal titolo “Mezzogiorno. Dall’intervento straordinario al federalismo: e se gli aiuti non esistessero?”.</p>
<p>Confartigianato ha ‘fotografato’ in un Rapporto presentato alla Convention i record negativi del Sud e i primati positivi messi a segno proprio dagli artigiani e dai piccoli imprenditori meridionali.</p>
<p>I VINCOLI ALLA COMPETITIVITA’</p>
<p>Tra gli ostacoli allo sviluppo, l’accesso al credito: alle imprese meridionali il denaro costa 1,2 punti in più rispetto al Centro nord. In Calabria addirittura i tassi attivi sui finanziamenti bancari sono superiori di 2,2 punti percentuali rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Va ancora peggio per il sistema formativo e l’Università. Il tasso di abbandono scolastico è del 25,5%, rispetto al dato nazionale del 20,6%. Tra il 1995 e il 2005 sono emigrati al Centro Nord 589.800 giovani meridionali diplomati e laureati: questa ‘fuga di cervelli’ è costata alle famiglie meridionali 7,9 miliardi di euro. La scarsa attrattività delle Università del Sud è confermata dal fatto che il 23,9% dei 118.318 universitari residenti nel Mezzogiorno si laurea al Centro Nord.</p>
<p>Emergenza anche sul fronte di tempi e costi della giustizia civile. Nel Sud la giustizia-lumaca costa alle imprese 827,5 milioni di euro l’anno, pari al 35,5% del costo subito da tutte le imprese italiane. Il Sud ha il primato dei tempi più lunghi per chiudere un procedimento: in testa a tutte le regioni vi è la Basilicata con 3.391 giorni per un giudizio tra primo e secondo grado. Record alla Calabria per chiudere un fallimento: 5.784 giorni. Segue la Sicilia con 5.611 giorni e il Molise con 4.963 giorni. E una causa di lavoro a Messina dura 6 anni e mezzo, quasi 6 volte di più rispetto a quanto avviene a Trento. La giustizia tributaria non è più veloce: durata record ancora per la Calabria con 4.159 giorni per definire le controversie in materia fiscale.</p>
<p>Critica la situazione delle infrastrutture il cui gap, dal 2001 al 2007 è aumentato rispetto al resto del Paese Un esempio per tutti: nel 2008 il treno più veloce da Roma a Palermo impiega 26 minuti in più rispetto al tempo di percorrenza impiegato dal treno più veloce nel 1975. Altra nota dolente i costi dell’energia elettrica: le imprese meridionali pagano 1,4 miliardi di euro l’anno in più rispetto ai loro colleghi europei.</p>
<p>A minare la sopravvivenza delle imprese vi è anche la concorrenza sleale proveniente dall’abusivismo e dalle imprese fantasma che, insieme al lavoro irregolare, genera nel Sud il 37,5% dell’evasione fiscale.</p>
<p>Secondo le rilevazioni di Confartigianato queste condizioni difficili fanno morire il 47,8% delle imprese entro i primi 5 anni di vita.</p>
<p>“La riforma federalista – secondo il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; è un’occasione per avvicinare il luogo del prelievo a quello della spesa e per responsabilizzare l’azione degli amministratori pubblici, evidenziando il rapporto diretto tra quanto si paga e quanto si riceve in servizi. Il federalismo dovrà quindi consentire, anche nel Mezzogiorno, la riduzione degli sprechi e delle inefficienze della pubblica amministrazione, ma anche l’eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e l’oppressione burocratica, oltre a consentire una riduzione della pressione fiscale”.</p>
<p>Dal Rapporto di Confartigianato emergono anche i primati positivi delle piccole imprese che si confermano, nonostante tutte le difficoltà, motore di sviluppo del Mezzogiorno.<br />
I PUNTI DI FORZA DELLE MICRO E PICCOLE IMPRESE MERIDIONALI</p>
<p>Il Mezzogiorno ha una struttura imprenditoriale basata sulla piccola impresa: le MPI (Micro e Piccole Imprese fino a 20 addetti) sono 1.301.019 pari al 98,7% del totale delle imprese e occupano 2.720.141 addetti, pari al 71,6% del totale degli addetti.</p>
<p>In termini di occupati, le MPI meridionali hanno un peso superiore di quasi otto punti rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Dal 2001 al 2005, il peso dell’occupazione generata dalle micro e piccole imprese fino a 20 addetti è aumentato del 2,2%. Contemporaneamente l’occupazione delle medie e grandi imprese è diminuita dell’1,8%.</p>
<p>Le regioni meridionali che presentano la più alta incidenza di occupati nelle MPI sono la Calabria con il 77,6%, seguita dalla Sicilia con il 74,9%, dalla Sardegna con il 73,8%, dalla Puglia con il 71,9%.</p>
<p>Tra il 2004 e il 2005, il 97,2% della crescita dell’occupazione nel Sud è stata generata da imprese con meno di 20 addetti.</p>
<p>Tra il 2003 e il 2005 la crescita del valore aggiunto nel Mezzogiorno nei settori manifatturiero e delle costruzioni è stata letteralmente trainata dalle imprese con meno di 20 addetti: tra il 2003 e il 2005 il valore aggiunto delle imprese meridionali con meno di 20 addetti è cresciuto del 25,3%, mentre nelle imprese più grandi è diminuito del 3,3%.</p>
<p>Il Mezzogiorno affida alle piccole e micorimprese le concrete possibilità di sviluppo del territorio: nelle imprese meridionali da 1 a 9 addetti la crescita dell&#8217;occupazione prevista nel 2008 è del 3,9%, superiore alla media nazionale dell’1,5%. Complessivamente la crescita occupazionale prevista per il 2008 nelle piccole imprese è del 2,6%, mentre le medie e grandi imprese nel Mezzogiorno prevedono un calo dell’occupazione dello 0,2%.</p>
<p>Positive le performances delle piccole imprese anche nell’export. Nel primo semestre del 2008 l&#8217;esportazione manifatturiera attribuita alle piccole imprese meridionali cresce del 5,1%. In particolare cresce l&#8217;export dei Prodotti agricoli (+24,2%), Prodotti alimentari (17,3%), Macchine ed apparecchi meccanici (10,9%),  Carta editoria e stampa (10,6%), Metalli e prodotti in metallo (8,7%), Prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (5,0%).</p>
<p>Micro e piccole imprese ‘virtuose anche nella formazione sul campo dei dipendenti. I titolari e soci di imprese con meno di 20 addetti investono in ‘formazione sul campo’ 1.364 milioni di euro all’anno.</p>
<p>In particolare, l&#8217;artigianato meridionale si conferma una vera e propria &#8216;accademia&#8217; del made in italy: i soli titolari e soci di imprese artigiane investono in formazione on the job 573 milioni di euro all&#8217;anno, affiancando 51.390 nuovi assunti.</p>
<p>Nel Sud il 26,0% degli occupati sono imprenditori e lavoratori autonomi</p>
<p>Nel Mezzogiorno il 18,9% delle imprese sono artigiane.</p>
<p>Le regioni meridionali a maggiore vocazione artigiana sono la Sardegna, dove il 24,9% delle imprese è artigiana, seguita dall&#8217;Abruzzo con il 24,4%, dal Molise con il 21,5%, dalla Calabria con il 21,0% e dalla Puglia con il 20,2%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/nel-sud-il-478-delle-imprese-muore-entro-i-5-anni-di-vita-confartigianato-punta-sul-federalismo-per-creare-sviluppo-e-liberare-la-voglia-di-fare-impresa-alla-convention-del-mezzog/">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/10/nel-sud-il-478-delle-imprese-muore-entro-i-5-anni-di-vita-confartigianato-punta-sul-federalismo-per-creare-sviluppo-e-liberare-la-voglia-di-fare-impresa-alla-convention-del-mezzog/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132266</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/nel-sud-il-478-delle-imprese-muore-entro-i-5-anni-di-vita-confartigianato-punta-sul-federalismo-per-creare-sviluppo-e-liberare-la-voglia-di-fare-impresa-alla-convention-del-mezzog/">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-26447 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">14 Ottobre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</h1>
</div>
</div>
<p>Le piccole imprese meridionali scommettono sul federalismo per liberare il Mezzogiorno dai vincoli che ne soffocano lo sviluppo e che fanno ‘morire’ il 47,8% delle aziende entro i primi 5 anni di vita,‘bruciando’ così 10.521 posti di lavoro l’anno.<span id="more-26447"></span></p>
<p>Questo il messaggio che Confartigianato ha lanciato oggi a Napoli nel corso dell’annuale Convention dedicata al Mezzogiorno dal titolo “Mezzogiorno. Dall’intervento straordinario al federalismo: e se gli aiuti non esistessero?”.</p>
<p>Confartigianato ha ‘fotografato’ in un Rapporto presentato alla Convention i record negativi del Sud e i primati positivi messi a segno proprio dagli artigiani e dai piccoli imprenditori meridionali.</p>
<p>I VINCOLI ALLA COMPETITIVITA’</p>
<p>Tra gli ostacoli allo sviluppo, l’accesso al credito: alle imprese meridionali il denaro costa 1,2 punti in più rispetto al Centro nord. In Calabria addirittura i tassi attivi sui finanziamenti bancari sono superiori di 2,2 punti percentuali rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Va ancora peggio per il sistema formativo e l’Università. Il tasso di abbandono scolastico è del 25,5%, rispetto al dato nazionale del 20,6%. Tra il 1995 e il 2005 sono emigrati al Centro Nord 589.800 giovani meridionali diplomati e laureati: questa ‘fuga di cervelli’ è costata alle famiglie meridionali 7,9 miliardi di euro. La scarsa attrattività delle Università del Sud è confermata dal fatto che il 23,9% dei 118.318 universitari residenti nel Mezzogiorno si laurea al Centro Nord.</p>
<p>Emergenza anche sul fronte di tempi e costi della giustizia civile. Nel Sud la giustizia-lumaca costa alle imprese 827,5 milioni di euro l’anno, pari al 35,5% del costo subito da tutte le imprese italiane. Il Sud ha il primato dei tempi più lunghi per chiudere un procedimento: in testa a tutte le regioni vi è la Basilicata con 3.391 giorni per un giudizio tra primo e secondo grado. Record alla Calabria per chiudere un fallimento: 5.784 giorni. Segue la Sicilia con 5.611 giorni e il Molise con 4.963 giorni. E una causa di lavoro a Messina dura 6 anni e mezzo, quasi 6 volte di più rispetto a quanto avviene a Trento. La giustizia tributaria non è più veloce: durata record ancora per la Calabria con 4.159 giorni per definire le controversie in materia fiscale.</p>
<p>Critica la situazione delle infrastrutture il cui gap, dal 2001 al 2007 è aumentato rispetto al resto del Paese Un esempio per tutti: nel 2008 il treno più veloce da Roma a Palermo impiega 26 minuti in più rispetto al tempo di percorrenza impiegato dal treno più veloce nel 1975. Altra nota dolente i costi dell’energia elettrica: le imprese meridionali pagano 1,4 miliardi di euro l’anno in più rispetto ai loro colleghi europei.</p>
<p>A minare la sopravvivenza delle imprese vi è anche la concorrenza sleale proveniente dall’abusivismo e dalle imprese fantasma che, insieme al lavoro irregolare, genera nel Sud il 37,5% dell’evasione fiscale.</p>
<p>Secondo le rilevazioni di Confartigianato queste condizioni difficili fanno morire il 47,8% delle imprese entro i primi 5 anni di vita.</p>
<p>“La riforma federalista – secondo il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; è un’occasione per avvicinare il luogo del prelievo a quello della spesa e per responsabilizzare l’azione degli amministratori pubblici, evidenziando il rapporto diretto tra quanto si paga e quanto si riceve in servizi. Il federalismo dovrà quindi consentire, anche nel Mezzogiorno, la riduzione degli sprechi e delle inefficienze della pubblica amministrazione, ma anche l’eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e l’oppressione burocratica, oltre a consentire una riduzione della pressione fiscale”.</p>
<p>Dal Rapporto di Confartigianato emergono anche i primati positivi delle piccole imprese che si confermano, nonostante tutte le difficoltà, motore di sviluppo del Mezzogiorno.<br />
I PUNTI DI FORZA DELLE MICRO E PICCOLE IMPRESE MERIDIONALI</p>
<p>Il Mezzogiorno ha una struttura imprenditoriale basata sulla piccola impresa: le MPI (Micro e Piccole Imprese fino a 20 addetti) sono 1.301.019 pari al 98,7% del totale delle imprese e occupano 2.720.141 addetti, pari al 71,6% del totale degli addetti.</p>
<p>In termini di occupati, le MPI meridionali hanno un peso superiore di quasi otto punti rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Dal 2001 al 2005, il peso dell’occupazione generata dalle micro e piccole imprese fino a 20 addetti è aumentato del 2,2%. Contemporaneamente l’occupazione delle medie e grandi imprese è diminuita dell’1,8%.</p>
<p>Le regioni meridionali che presentano la più alta incidenza di occupati nelle MPI sono la Calabria con il 77,6%, seguita dalla Sicilia con il 74,9%, dalla Sardegna con il 73,8%, dalla Puglia con il 71,9%.</p>
<p>Tra il 2004 e il 2005, il 97,2% della crescita dell’occupazione nel Sud è stata generata da imprese con meno di 20 addetti.</p>
<p>Tra il 2003 e il 2005 la crescita del valore aggiunto nel Mezzogiorno nei settori manifatturiero e delle costruzioni è stata letteralmente trainata dalle imprese con meno di 20 addetti: tra il 2003 e il 2005 il valore aggiunto delle imprese meridionali con meno di 20 addetti è cresciuto del 25,3%, mentre nelle imprese più grandi è diminuito del 3,3%.</p>
<p>Il Mezzogiorno affida alle piccole e micorimprese le concrete possibilità di sviluppo del territorio: nelle imprese meridionali da 1 a 9 addetti la crescita dell&#8217;occupazione prevista nel 2008 è del 3,9%, superiore alla media nazionale dell’1,5%. Complessivamente la crescita occupazionale prevista per il 2008 nelle piccole imprese è del 2,6%, mentre le medie e grandi imprese nel Mezzogiorno prevedono un calo dell’occupazione dello 0,2%.</p>
<p>Positive le performances delle piccole imprese anche nell’export. Nel primo semestre del 2008 l&#8217;esportazione manifatturiera attribuita alle piccole imprese meridionali cresce del 5,1%. In particolare cresce l&#8217;export dei Prodotti agricoli (+24,2%), Prodotti alimentari (17,3%), Macchine ed apparecchi meccanici (10,9%),  Carta editoria e stampa (10,6%), Metalli e prodotti in metallo (8,7%), Prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (5,0%).</p>
<p>Micro e piccole imprese ‘virtuose anche nella formazione sul campo dei dipendenti. I titolari e soci di imprese con meno di 20 addetti investono in ‘formazione sul campo’ 1.364 milioni di euro all’anno.</p>
<p>In particolare, l&#8217;artigianato meridionale si conferma una vera e propria &#8216;accademia&#8217; del made in italy: i soli titolari e soci di imprese artigiane investono in formazione on the job 573 milioni di euro all&#8217;anno, affiancando 51.390 nuovi assunti.</p>
<p>Nel Sud il 26,0% degli occupati sono imprenditori e lavoratori autonomi</p>
<p>Nel Mezzogiorno il 18,9% delle imprese sono artigiane.</p>
<p>Le regioni meridionali a maggiore vocazione artigiana sono la Sardegna, dove il 24,9% delle imprese è artigiana, seguita dall&#8217;Abruzzo con il 24,4%, dal Molise con il 21,5%, dalla Calabria con il 21,0% e dalla Puglia con il 20,2%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/nel-sud-il-478-delle-imprese-muore-entro-i-5-anni-di-vita-confartigianato-punta-sul-federalismo-per-creare-sviluppo-e-liberare-la-voglia-di-fare-impresa-alla-convention-del-mezzog/">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132278</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/nel-sud-il-478-delle-imprese-muore-entro-i-5-anni-di-vita-confartigianato-punta-sul-federalismo-per-creare-sviluppo-e-liberare-la-voglia-di-fare-impresa-alla-convention-del-mezzog/">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">14 Ottobre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Nel Sud il 47,8% delle imprese ‘muore’ entro i 5 anni di vita. Confartigianato punta sul federalismo per creare sviluppo e liberare la voglia di fare impresa  Alla Convention del Mezzogiorno presentato un Rapporto che fotografa i primati positivi e i record negativi delle regioni meridionali</h1>
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<p>Le piccole imprese meridionali scommettono sul federalismo per liberare il Mezzogiorno dai vincoli che ne soffocano lo sviluppo e che fanno ‘morire’ il 47,8% delle aziende entro i primi 5 anni di vita,‘bruciando’ così 10.521 posti di lavoro l’anno.<span id="more-26447"></span></p>
<p>Questo il messaggio che Confartigianato ha lanciato oggi a Napoli nel corso dell’annuale Convention dedicata al Mezzogiorno dal titolo “Mezzogiorno. Dall’intervento straordinario al federalismo: e se gli aiuti non esistessero?”.</p>
<p>Confartigianato ha ‘fotografato’ in un Rapporto presentato alla Convention i record negativi del Sud e i primati positivi messi a segno proprio dagli artigiani e dai piccoli imprenditori meridionali.</p>
<p>I VINCOLI ALLA COMPETITIVITA’</p>
<p>Tra gli ostacoli allo sviluppo, l’accesso al credito: alle imprese meridionali il denaro costa 1,2 punti in più rispetto al Centro nord. In Calabria addirittura i tassi attivi sui finanziamenti bancari sono superiori di 2,2 punti percentuali rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Va ancora peggio per il sistema formativo e l’Università. Il tasso di abbandono scolastico è del 25,5%, rispetto al dato nazionale del 20,6%. Tra il 1995 e il 2005 sono emigrati al Centro Nord 589.800 giovani meridionali diplomati e laureati: questa ‘fuga di cervelli’ è costata alle famiglie meridionali 7,9 miliardi di euro. La scarsa attrattività delle Università del Sud è confermata dal fatto che il 23,9% dei 118.318 universitari residenti nel Mezzogiorno si laurea al Centro Nord.</p>
<p>Emergenza anche sul fronte di tempi e costi della giustizia civile. Nel Sud la giustizia-lumaca costa alle imprese 827,5 milioni di euro l’anno, pari al 35,5% del costo subito da tutte le imprese italiane. Il Sud ha il primato dei tempi più lunghi per chiudere un procedimento: in testa a tutte le regioni vi è la Basilicata con 3.391 giorni per un giudizio tra primo e secondo grado. Record alla Calabria per chiudere un fallimento: 5.784 giorni. Segue la Sicilia con 5.611 giorni e il Molise con 4.963 giorni. E una causa di lavoro a Messina dura 6 anni e mezzo, quasi 6 volte di più rispetto a quanto avviene a Trento. La giustizia tributaria non è più veloce: durata record ancora per la Calabria con 4.159 giorni per definire le controversie in materia fiscale.</p>
<p>Critica la situazione delle infrastrutture il cui gap, dal 2001 al 2007 è aumentato rispetto al resto del Paese Un esempio per tutti: nel 2008 il treno più veloce da Roma a Palermo impiega 26 minuti in più rispetto al tempo di percorrenza impiegato dal treno più veloce nel 1975. Altra nota dolente i costi dell’energia elettrica: le imprese meridionali pagano 1,4 miliardi di euro l’anno in più rispetto ai loro colleghi europei.</p>
<p>A minare la sopravvivenza delle imprese vi è anche la concorrenza sleale proveniente dall’abusivismo e dalle imprese fantasma che, insieme al lavoro irregolare, genera nel Sud il 37,5% dell’evasione fiscale.</p>
<p>Secondo le rilevazioni di Confartigianato queste condizioni difficili fanno morire il 47,8% delle imprese entro i primi 5 anni di vita.</p>
<p>“La riforma federalista – secondo il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini &#8211; è un’occasione per avvicinare il luogo del prelievo a quello della spesa e per responsabilizzare l’azione degli amministratori pubblici, evidenziando il rapporto diretto tra quanto si paga e quanto si riceve in servizi. Il federalismo dovrà quindi consentire, anche nel Mezzogiorno, la riduzione degli sprechi e delle inefficienze della pubblica amministrazione, ma anche l’eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e l’oppressione burocratica, oltre a consentire una riduzione della pressione fiscale”.</p>
<p>Dal Rapporto di Confartigianato emergono anche i primati positivi delle piccole imprese che si confermano, nonostante tutte le difficoltà, motore di sviluppo del Mezzogiorno.<br />
I PUNTI DI FORZA DELLE MICRO E PICCOLE IMPRESE MERIDIONALI</p>
<p>Il Mezzogiorno ha una struttura imprenditoriale basata sulla piccola impresa: le MPI (Micro e Piccole Imprese fino a 20 addetti) sono 1.301.019 pari al 98,7% del totale delle imprese e occupano 2.720.141 addetti, pari al 71,6% del totale degli addetti.</p>
<p>In termini di occupati, le MPI meridionali hanno un peso superiore di quasi otto punti rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Dal 2001 al 2005, il peso dell’occupazione generata dalle micro e piccole imprese fino a 20 addetti è aumentato del 2,2%. Contemporaneamente l’occupazione delle medie e grandi imprese è diminuita dell’1,8%.</p>
<p>Le regioni meridionali che presentano la più alta incidenza di occupati nelle MPI sono la Calabria con il 77,6%, seguita dalla Sicilia con il 74,9%, dalla Sardegna con il 73,8%, dalla Puglia con il 71,9%.</p>
<p>Tra il 2004 e il 2005, il 97,2% della crescita dell’occupazione nel Sud è stata generata da imprese con meno di 20 addetti.</p>
<p>Tra il 2003 e il 2005 la crescita del valore aggiunto nel Mezzogiorno nei settori manifatturiero e delle costruzioni è stata letteralmente trainata dalle imprese con meno di 20 addetti: tra il 2003 e il 2005 il valore aggiunto delle imprese meridionali con meno di 20 addetti è cresciuto del 25,3%, mentre nelle imprese più grandi è diminuito del 3,3%.</p>
<p>Il Mezzogiorno affida alle piccole e micorimprese le concrete possibilità di sviluppo del territorio: nelle imprese meridionali da 1 a 9 addetti la crescita dell&#8217;occupazione prevista nel 2008 è del 3,9%, superiore alla media nazionale dell’1,5%. Complessivamente la crescita occupazionale prevista per il 2008 nelle piccole imprese è del 2,6%, mentre le medie e grandi imprese nel Mezzogiorno prevedono un calo dell’occupazione dello 0,2%.</p>
<p>Positive le performances delle piccole imprese anche nell’export. Nel primo semestre del 2008 l&#8217;esportazione manifatturiera attribuita alle piccole imprese meridionali cresce del 5,1%. In particolare cresce l&#8217;export dei Prodotti agricoli (+24,2%), Prodotti alimentari (17,3%), Macchine ed apparecchi meccanici (10,9%),  Carta editoria e stampa (10,6%), Metalli e prodotti in metallo (8,7%), Prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (5,0%).</p>
<p>Micro e piccole imprese ‘virtuose anche nella formazione sul campo dei dipendenti. I titolari e soci di imprese con meno di 20 addetti investono in ‘formazione sul campo’ 1.364 milioni di euro all’anno.</p>
<p>In particolare, l&#8217;artigianato meridionale si conferma una vera e propria &#8216;accademia&#8217; del made in italy: i soli titolari e soci di imprese artigiane investono in formazione on the job 573 milioni di euro all&#8217;anno, affiancando 51.390 nuovi assunti.</p>
<p>Nel Sud il 26,0% degli occupati sono imprenditori e lavoratori autonomi</p>
<p>Nel Mezzogiorno il 18,9% delle imprese sono artigiane.</p>
<p>Le regioni meridionali a maggiore vocazione artigiana sono la Sardegna, dove il 24,9% delle imprese è artigiana, seguita dall&#8217;Abruzzo con il 24,4%, dal Molise con il 21,5%, dalla Calabria con il 21,0% e dalla Puglia con il 20,2%.</p>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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