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	<title>Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 13:43:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Ottobre 2026·FISCO Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/zone-franche-urbane-il-ministero-individua-le-aree/">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7481 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-zone-franche-urbane" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Ottobre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</h1>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-presidente-granelli-su-il-foglio-quante-paure-infondate-per-la-crescita-degli-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 07:55:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Media 1 Ottobre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221; [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Ottobre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</h1>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
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		<title>Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 13:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
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		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Settembre 2026·MEDIA Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net L’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/zone-franche-urbane-il-ministero-individua-le-aree/">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</h1>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
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		<title>Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 11:13:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Zucchetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Settembre 2026·INNOVAZIONE Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</h1>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/le-confederazioni-artigiane-in-riforma-legge-quadro-nessuna-distorsione-concorrenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 09:24:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Legge quadro artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[riforma legge quadro artigianato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 26 Settembre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221; «Il dibattito sulla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/zone-franche-urbane-il-ministero-individua-le-aree/">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7481 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-zone-franche-urbane" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Ottobre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</h1>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/zone-franche-urbane-il-ministero-individua-le-aree/">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/su-spirito-artigiano-le-sfide-per-le-imprese-tra-ia-e-competenze-umane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 09:55:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Settembre 2026·MEDIA Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane Il nuovo numero [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/zone-franche-urbane-il-ministero-individua-le-aree/">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</h1>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
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		<title>Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/rotte-marittime-sotto-pressione-1239-miliardi-di-euro-di-interscambio-via-nave-con-asia-e-oceania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 08:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 24 Settembre 2026·ESPORTAZIONI Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</h1>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
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		<title>Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/piccole-imprese-grandi-transizioni-confartigianato-fa-scuola-su-energie-e-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 15:05:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Settembre 2026·EVENTI Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità Energia, geopolitica, transizione ecologica, innovazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/zone-franche-urbane-il-ministero-individua-le-aree/">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</h1>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
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		<title>Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina e Ue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 09:36:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 23 Settembre 2026·ENERGIA Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/zone-franche-urbane-il-ministero-individua-le-aree/">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
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		<title>Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/deficit-al-31-del-pil-le-sfide-della-politica-fiscale-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 13:05:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·LEGGE BILANCIO 2026 Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/zone-franche-urbane-il-ministero-individua-le-aree/">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</h1>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
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		<title>La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 10:57:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano De Martino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·ATTUALITA&#039; La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino! A Sanremo quest’anno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/zone-franche-urbane-il-ministero-individua-le-aree/">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</h1>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
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		<title>Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle famiglie italiane</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/con-crisi-golfo-18-miliardi-in-sei-mesi-la-spesa-per-luce-e-gas-delle-famiglie-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 09:37:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Settembre 2026·ENERGIA Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</h1>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
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		<title>Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + 47,4% rispetto all’Ue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 13:31:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Settembre 2026·ENERGIA Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/zone-franche-urbane-il-ministero-individua-le-aree/">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
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		<title>Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-rai-come-raccontare-leccellenza-italiana-ai-nuovi-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 19:57:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Mellone]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Giorgino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Settembre 2026·MEDIA Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217; Come raccontare l’eccellenza italiana, e in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/zone-franche-urbane-il-ministero-individua-le-aree/">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Ottobre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</h1>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
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		<title>Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/granelli-da-presidente-von-der-leyen-indicazioni-importanti-per-pmi-ora-servono-interventi-concreti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:54:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ursula von der leyen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EUROPA Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221; Meno burocrazia, energia [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Ottobre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</h1>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
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		<title>Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare Taranto»</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/ilva-le-confederazioni-artigiane-serve-un-pacchetto-straordinario-e-una-legge-speciale-per-salvare-taranto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ex ilva]]></category>
		<category><![CDATA[ilva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 16 Settembre 2026·ILVA Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/zone-franche-urbane-il-ministero-individua-le-aree/">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Ottobre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</h1>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
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		<title>Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/energie-e-sostenibilita-alla-22a-edizione-di-confartigianato-high-school/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 14:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EVENTI Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School Le grandi trasformazioni degli scenari geopolitici, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/zone-franche-urbane-il-ministero-individua-le-aree/">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Ottobre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</h1>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/zone-franche-urbane-il-ministero-individua-le-aree/">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>&#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la Sostenibilità 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/seize-the-change-futuri-sostenibili-e-levento-di-apertura-della-settimana-per-lenergia-e-la-sostenibilita-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 13:52:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·SETTIMANA ENERGIA &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/zone-franche-urbane-il-ministero-individua-le-aree/">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Ottobre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</h1>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
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		<title>Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mercato-del-lavoro-piu-inclusivo-con-crescita-spinta-da-lavoro-stabile-donne-giovani-e-stranieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 13:46:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Settembre 2026·LAVORO Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri Nel [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Ottobre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</h1>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
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		<title>UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/unatras-chiede-al-governo-di-riaprire-urgentemente-il-confronto-sul-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 10:07:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Unatras]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Settembre 2026·AUTOTRASPORTO UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore La Presidenza di UNATRAS, il [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</h1>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
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		<title>Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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