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	<title>Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 18 Agosto 2026·LAVORO Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese Immagine creata con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/zone-franche-urbane-il-ministero-individua-le-aree/">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7481 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-zone-franche-urbane" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Ottobre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</h1>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/zone-franche-urbane-il-ministero-individua-le-aree/">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 11 Agosto 2026·LEGGE DI BILANCIO Conti pubblici verso la manovra 2027   Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/zone-franche-urbane-il-ministero-individua-le-aree/">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Ottobre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</h1>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
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		<title>Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:51:17 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Agosto 2026·CREDITO Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/zone-franche-urbane-il-ministero-individua-le-aree/">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</h1>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
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		<title>Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[nuova Artigiancassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 10 Agosto 2026·CREDITO Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9% [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</h1>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
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		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Agosto 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217; Un turismo diffuso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/zone-franche-urbane-il-ministero-individua-le-aree/">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7481 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria tag-zone-franche-urbane" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Ottobre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</h1>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/zone-franche-urbane-il-ministero-individua-le-aree/">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/nel-2026-sono-205mila-le-imprese-artigiane-interessate-da-domanda-turistica-con-544mila-addetti-il-167-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</h1>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
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		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani &#160; Via dalla pazza [&#8230;]</p>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
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		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
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		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</h1>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
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		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</h1>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</h1>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
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		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/zone-franche-urbane-il-ministero-individua-le-aree/">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/zone-franche-urbane-il-ministero-individua-le-aree/">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Ottobre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</h1>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
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		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Ottobre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</h1>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Ottobre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</h1>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Ottobre 2008</span></div>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Ottobre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</h1>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/10/zone-franche-urbane-il-ministero-individua-le-aree/">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Ottobre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree</h1>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Ottobre 2008</span></div>
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<p>Il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato le aree interessate all’istituzione delle Zone Franche Urbane, le aree economicamente depresse che potranno beneficiare di particolari agevolazioni fiscali su imposte e contributi. Gli incentivi andranno alle micro e piccole imprese che inizieranno ad operare nei territori che, come si legge nell’articolo 1 della Finanziaria 2007, la legge 296/2006, rappresentano “ aree economicamente depresse e socialmente degradate con una popolazione non superiore ai 30mila abitanti”. Nel testo della normativa, si legge che l’istituzione delle Zone Franche Urbane è finalizzata al contrasto dei “fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri della città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. In attesa dei via libera del CIPE, il Comitato interministeriale per la Programmazione economica, e della Commissione europea, il Gruppo tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato 22 aree, sulle 64 che avevano proposto la propria candidatura, di 11 regioni italiane. Si parte dalla Liguria, con Ventimiglia, la Toscana, con Massa Carrara, l’abruzzese Pescara, Campobasso, in Molise, e le laziali Velletri e Sora. Le aree del Sud, invece, sono Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania, Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria, Matera in Basilicata, Taranto, Andria e Lecce in Puglia. Chiudono l’elenco Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna e Catania, Gela ed Erice in Sicilia. Saranno le micro e piccole imprese che inizieranno, o che hanno iniziato, ad operare in questi territori dal 1° gennaio 2008 a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. In particolare, per le nuove imprese delle Zone Franche Urbane sono previste, per i primi cinque periodi d’imposta, l’esenzione totale delle imposte sui redditi, dell’Irap e del versamento dei contributi sulle retribuzioni del lavoro dipendente. Fino al 2012, invece, l’esenzione totale dell’Ici sugli immobili produttivi. I benefici previsti dalle Zone Franche Urbane, per i quali sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2008 ed altrettanti per il 2009, sono estesi anche per le imprese che operano nelle Zone Franche Urbane da prima del 1° gennaio 2008, a patto che i finanziamenti rientrino tra quelli ammessi dall’Unione europea sugli aiuti di importanza minore, i cosiddetti contributi “de minimis”. Il regime fiscale straordinario dedicato alle Zone Franche Urbane non interessa, però, tutte i settori produttivi. Dai benefici fiscali, infatti, sono state escluse le imprese, nuove o vecchie che siano, della siderurgia, del trasporto su strada, della fabbricazione di fibre tessili o artificiali e della produzione automobilistica e navale.</p>
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		<title>Zone Franche Urbane, il Ministero individua le aree - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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