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	<title>Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 18 Agosto 2026·LAVORO Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese Immagine creata con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/spiagge-roventi-i-canoni-demaniali-approdano-alla-commissione-finanze/">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</h1>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 11 Agosto 2026·LEGGE DI BILANCIO Conti pubblici verso la manovra 2027   Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/spiagge-roventi-i-canoni-demaniali-approdano-alla-commissione-finanze/">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</h1>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
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		<title>Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[credito più costoso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Agosto 2026·CREDITO Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/spiagge-roventi-i-canoni-demaniali-approdano-alla-commissione-finanze/">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</h1>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
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		<title>Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[nuova Artigiancassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 10 Agosto 2026·CREDITO Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/spiagge-roventi-i-canoni-demaniali-approdano-alla-commissione-finanze/">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
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		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Agosto 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217; Un turismo diffuso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/spiagge-roventi-i-canoni-demaniali-approdano-alla-commissione-finanze/">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">23 Gennaio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</h1>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
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		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/nel-2026-sono-205mila-le-imprese-artigiane-interessate-da-domanda-turistica-con-544mila-addetti-il-167-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">23 Gennaio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</h1>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
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		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/lundertourism-cresce-e-piace-al-21-dei-vacanzieri-protagonisti-204mila-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani &#160; Via dalla pazza [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">23 Gennaio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</h1>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
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		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/spiagge-roventi-i-canoni-demaniali-approdano-alla-commissione-finanze/">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6880 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-servizi-e-terziario" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">23 Gennaio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</h1>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/spiagge-roventi-i-canoni-demaniali-approdano-alla-commissione-finanze/">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</h1>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
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		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</h1>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
		<category><![CDATA[costruzioni.]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132439</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/spiagge-roventi-i-canoni-demaniali-approdano-alla-commissione-finanze/">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">23 Gennaio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</h1>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/spiagge-roventi-i-canoni-demaniali-approdano-alla-commissione-finanze/">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">23 Gennaio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</h1>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</h1>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/spiagge-roventi-i-canoni-demaniali-approdano-alla-commissione-finanze/">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/spiagge-roventi-i-canoni-demaniali-approdano-alla-commissione-finanze/">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">23 Gennaio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</h1>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">23 Gennaio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</h1>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
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		<title>Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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