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	<title>Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-viceministro-leo-a-confartigianato-dalla-riforma-della-legge-quadro-dellartigianato-benefici-per-crescita-e-fisco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 13:43:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Ottobre 2026·FISCO Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/spiagge-roventi-i-canoni-demaniali-approdano-alla-commissione-finanze/">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</h1>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-presidente-granelli-su-il-foglio-quante-paure-infondate-per-la-crescita-degli-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 07:55:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Media 1 Ottobre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221; [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</h1>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
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		<title>Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 13:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Settembre 2026·MEDIA Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net L’economia [&#8230;]</p>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
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		<title>Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 11:13:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[Zucchetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Settembre 2026·INNOVAZIONE Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/spiagge-roventi-i-canoni-demaniali-approdano-alla-commissione-finanze/">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/le-confederazioni-artigiane-in-riforma-legge-quadro-nessuna-distorsione-concorrenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 09:24:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Legge quadro artigianato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 26 Settembre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221; «Il dibattito sulla [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">23 Gennaio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</h1>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
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		<title>Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 09:55:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Settembre 2026·MEDIA Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane Il nuovo numero [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</h1>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
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		<title>Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 08:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 24 Settembre 2026·ESPORTAZIONI Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania [&#8230;]</p>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
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		<title>Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/piccole-imprese-grandi-transizioni-confartigianato-fa-scuola-su-energie-e-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 15:05:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Settembre 2026·EVENTI Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità Energia, geopolitica, transizione ecologica, innovazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/spiagge-roventi-i-canoni-demaniali-approdano-alla-commissione-finanze/">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/spiagge-roventi-i-canoni-demaniali-approdano-alla-commissione-finanze/">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina e Ue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 09:36:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 23 Settembre 2026·ENERGIA Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/spiagge-roventi-i-canoni-demaniali-approdano-alla-commissione-finanze/">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">23 Gennaio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</h1>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
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		<title>Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/deficit-al-31-del-pil-le-sfide-della-politica-fiscale-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 13:05:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·LEGGE BILANCIO 2026 Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027 [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">23 Gennaio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</h1>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
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		<title>La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino!</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/la-nostra-intelligenza-artigiana-fa-scuola-e-ispira-il-festival-di-sanremo-bravo-stefano-de-martino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 10:57:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano De Martino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·ATTUALITA&#039; La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino! A Sanremo quest’anno [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">23 Gennaio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</h1>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
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		<title>Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle famiglie italiane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 09:37:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/spiagge-roventi-i-canoni-demaniali-approdano-alla-commissione-finanze/">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + 47,4% rispetto all’Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mpi-pagano-energia-37-miliardi-in-piu-della-media-ue-bollette-gonfiate-dal-fisco-474-rispetto-allue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 13:31:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Settembre 2026·ENERGIA Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/spiagge-roventi-i-canoni-demaniali-approdano-alla-commissione-finanze/">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">23 Gennaio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</h1>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
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		<title>Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-rai-come-raccontare-leccellenza-italiana-ai-nuovi-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 19:57:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Mellone]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Giorgino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Settembre 2026·MEDIA Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217; Come raccontare l’eccellenza italiana, e in [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">23 Gennaio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</h1>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
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		<title>Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/granelli-da-presidente-von-der-leyen-indicazioni-importanti-per-pmi-ora-servono-interventi-concreti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:54:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ursula von der leyen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EUROPA Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221; Meno burocrazia, energia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/spiagge-roventi-i-canoni-demaniali-approdano-alla-commissione-finanze/">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</h1>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
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		<title>Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare Taranto»</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/ilva-le-confederazioni-artigiane-serve-un-pacchetto-straordinario-e-una-legge-speciale-per-salvare-taranto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ex ilva]]></category>
		<category><![CDATA[ilva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 16 Settembre 2026·ILVA Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/spiagge-roventi-i-canoni-demaniali-approdano-alla-commissione-finanze/">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/spiagge-roventi-i-canoni-demaniali-approdano-alla-commissione-finanze/">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/energie-e-sostenibilita-alla-22a-edizione-di-confartigianato-high-school/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 14:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EVENTI Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School Le grandi trasformazioni degli scenari geopolitici, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/spiagge-roventi-i-canoni-demaniali-approdano-alla-commissione-finanze/">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</h1>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
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		<title>&#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la Sostenibilità 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/seize-the-change-futuri-sostenibili-e-levento-di-apertura-della-settimana-per-lenergia-e-la-sostenibilita-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 13:52:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·SETTIMANA ENERGIA &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze</h1>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
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		<title>Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mercato-del-lavoro-piu-inclusivo-con-crescita-spinta-da-lavoro-stabile-donne-giovani-e-stranieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 13:46:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Settembre 2026·LAVORO Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri Nel [&#8230;]</p>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
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		<title>UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 10:07:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Unatras]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Settembre 2026·AUTOTRASPORTO UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore La Presidenza di UNATRAS, il [&#8230;]</p>
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<p>Si torna a parlare di spiagge, in particolare dei canoni demaniali che gli stabilimenti balneari pagano per l’utilizzo del litorale, oggi già carissimi, ma che potrebbero diventare ancora più cari se non sarà data una rapida e completa attuazione al «Protocollo Brambilla» che rappresenta l’unico “salvagente” che hanno le aziende del settore per non andare a fondo. Una previsione di aumenti che Oasi-Confartigianato (Operatori Associati Spiagge Italiane) e le altre Organizzazioni dei balneari non prendono neppure in considerazione. Il protocollo d’intesa del Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, siglato lo scorso autunno con le Regioni e le Associazioni di categoria, non è modificabile. L’entità dei canoni demaniali non può superare gli importi fissati dall’accordo, pena il rischio di fallimento per molti stabilimenti balneari. Questa la linea delle Associazioni dei balneari che ha improntato anche l’audizione dello scorso 22 gennaio presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Gianfranco Conte nel corso della quale è proseguito il percorso di regolamentazione della materia. In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni di categoria hanno tracciato un primo bilancio della vertenza. “Ora, alla luce dell’incontro con la Commissione presieduta da Conte e alle positive osservazioni scaturite nell’audizione delle Regioni, l’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di concretizzare gli sforzi messi in campo e ottenere una rapida ed efficace risposta alle aspettative che il settore si attende. In modo particolare lo richiedono quelle centinaia di imprese che, non essendo state in grado di far fronte a richieste di canoni spropositati, stanno per entrare, se già non sono entrate, nel tunnel della revoca delle concessioni. Chiediamo quindi al Consiglio dei Ministri – concludono le Associazioni &#8211; l’adozione di un provvedimento d’urgenza che traduca al più presto il Protocollo d’intesa”. Uno degli scogli principali che è stato affrontato anche nel corso dell’audizione parlamentare resta quello delle pertinenze, ovvero quei casi in cui gli imprenditori balneari hanno in concessione, non solo i terreni, ma anche gli edifici e i manufatti che occupano. In questi casi &#8211; ha spiegato Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi-Confartigianato &#8211; la Finanziaria 2007 ha previsto un aumento dei canoni addirittura del 1000%, e in alcuni casi anche del 1.500%. Un rincaro chiaramente non sostenibile dalle imprese. Da qui l’impegno delle Associazioni – confermato anche nell’audizione &#8211; a fare ‘qualche sacrificio’, accettando gli aumenti generalizzati previsti dall’Accordo del sottosegretario Brambilla per le concessioni dei terreni demaniali (aumenti tra il 60% e l’80%), pur di abbassare i canoni delle concessioni con pertinenze, ingiustamente penalizzate; in sostanza, la proposta è quella di un livellamento che comunque non può prescindere da un abbattimento dei costi delle concessioni con pertinenze.</p>
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		<title>Spiagge roventi, i canoni demaniali approdano alla Commissione Finanze - Confartigianato Imprese </title>
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