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	<title>Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda» - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda» - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>newsletter_A 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/scajola-a-marzo-gli-aiuti-per-la-moda/">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</h1>
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<p>Arriveranno entro metà marzo le prime misure a sostegno del comparto della moda «made in Italy». A rassicurare imprese, organizzazioni imprenditoriali e sindacati del settore moda-tessile, che da tempo sollecitano al Governo un piano di interventi a sostegno del settore colpito dalla globalizzazione prima e dalla crisi economica poi, è il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, in apertura del tavolo di confronto tra Governo e parti sociali convocato presso il ministero lo scorso 26 febbraio. Attorno al tavolo Confartigianato Moda, le altre organizzazioni dell’artigianato, Confindustria, Confapi, Confcommercio, Confesercenti, Abi e tutte le sigle sindacali, oltre ai tecnici del Ministero dello Sviluppo Economico e ai rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero del Lavoro, del Dipartimento per le Pari Opportunità, dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza. E’ ancora presto per dire quale sarà l’entità delle risorse che il Governo intende mettere in campo per sostenere il comparto. Il Ministro non abbozza cifre, rimandando la comunicazione al nuovo tavolo che sarà riconvocato tra quindici giorni. Un fatto è comunque chiaro. Nessun intervento a pioggia, perché “le risorse disponibili – spiega Scajola &#8211; sono poche e quindi faremo tutto il possibile per impiegarle senza sprechi, ponderando con attenzione gli interventi”. Sempre tra quindici giorni saranno chiarite anche le azioni che il Ministero dello Sviluppo, di concerto con gli altri ministeri interessati, intende compiere per rilanciare il settore. Il Ministro ha concordato con le parti sociali che gli interventi per essere utili dovranno essere tempestivi: “Nel 2008 rispetto al 2007 c’è stato un calo complessivo del tessile abbigliamento dell’1,8%, ma se poi vediamo il settore delle calzature che ha avuto una flessione del 10,2%, l’allarme è forte”. Secondo le prime anticipazioni fatte da Scajola al tavolo, i sostegni “saranno concentrati sulla produzione, sulla distribuzione e sull’internazionalizzazione delle imprese”. Inoltre gli interventi saranno pensati in maniera differente per le piccole e le grandi imprese. Senza tralasciarne nessuna perché “tutte le 30.000 imprese sono importanti”. Confermato che si tratterà di interventi trasversali ai vari ministeri. Con il Ministero delle Finanze lavorerà per realizzare “strumenti finanziari orizzontali”, mentre con il Ministero del Lavoro per “ampliare la copertura sulla cassa integrazione” e per “supportare e valorizzare la manodopera femminile” che rappresenta il 75% dell’occupazione del settore. A proposito del potenziamento della cassa integrazione, il Ministro ha dichiarato: “Per tutti gli aspetti di sostegno, seguirò una linea che io preferisco: accompagnare l’impresa al lavoro, piuttosto che accompagnare il lavoratore in cassa integrazione”. Su questo punto, come su altri del piano esposto dal Ministro, Confartigianato Moda ha espresso il proprio giudizio favorevole. Nel documento congiunto presentato al Governo dalle parti sociali a metà dicembre, le organizzazioni dell’artigianato avevano tracciato una strada per aiutare le imprese artigiane della moda a risolvere il problema immediato della liquidità. Una strada che supera la cassa integrazione prevedendo, per le imprese che non adotteranno licenziamenti né cassa integrazione guadagni, il differimento di un anno del versamento dei contributi obbligatori e degli obblighi fiscali. Una proposta che le parole del Ministro rendono attuale. Scajola, per rilanciare il mercato, ha annunciato anche una stretta sulla contraffazione dei marchi del made in Italy. Entro fine marzo verrà emanato un provvedimento “che il Senato ha emendato in maniera ancora più restrittiva” con l’inserimento di misure incisive anti-contraffazione. In arrivo anche “una campagna straordinaria sull’internazionalizzazione”. Sulla rilevanza del ruolo economico del comparto della moda, il Ministro Scajola è tornato più volte. “Con i suoi 70 miliardi di euro, di cui la metà in esportazioni – ha detto Scajola &#8211; il Paese non ne può fare assolutamente fare a meno” come non possono essere abbandonate “30.000 imprese che danno lavoro a più di 800.000 addetti”. Ma aldilà dei numeri, il Ministro ha sottolineato che il sistema moda è anche altro. E’ la bandiera del made in Italy, il settore che più di ogni altro ha sdoganato l’immagine dell’Italia dallo stereotipo di paese “pizza e mandolino” – sono parole di Scajola. “Quando si parla di Italia e Made in Italy la prima cosa che oggi viene in mente è la moda: un immagine di qualità e di serietà”. Soddisfazione per il riconoscimento del ruolo svolto dal settore è stata espressa dal Presidente della Federazione Nazionale della Moda di Confartigianato, Giuseppe Mazzarella. “Si tratta di un primo passo anche se decisamente positivo. Ora l’attesa è quella che gli interventi anticipati dal Ministro Scajola vengano varati rapidamente. In particolare quelli che prevedono il differimento di un anno dei versamenti dei contributi e dei premi, senza alcun onere né per interessi, né per sanzioni civili”.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/scajola-a-marzo-gli-aiuti-per-la-moda/">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</h1>
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<p>Arriveranno entro metà marzo le prime misure a sostegno del comparto della moda «made in Italy». A rassicurare imprese, organizzazioni imprenditoriali e sindacati del settore moda-tessile, che da tempo sollecitano al Governo un piano di interventi a sostegno del settore colpito dalla globalizzazione prima e dalla crisi economica poi, è il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, in apertura del tavolo di confronto tra Governo e parti sociali convocato presso il ministero lo scorso 26 febbraio. Attorno al tavolo Confartigianato Moda, le altre organizzazioni dell’artigianato, Confindustria, Confapi, Confcommercio, Confesercenti, Abi e tutte le sigle sindacali, oltre ai tecnici del Ministero dello Sviluppo Economico e ai rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero del Lavoro, del Dipartimento per le Pari Opportunità, dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza. E’ ancora presto per dire quale sarà l’entità delle risorse che il Governo intende mettere in campo per sostenere il comparto. Il Ministro non abbozza cifre, rimandando la comunicazione al nuovo tavolo che sarà riconvocato tra quindici giorni. Un fatto è comunque chiaro. Nessun intervento a pioggia, perché “le risorse disponibili – spiega Scajola &#8211; sono poche e quindi faremo tutto il possibile per impiegarle senza sprechi, ponderando con attenzione gli interventi”. Sempre tra quindici giorni saranno chiarite anche le azioni che il Ministero dello Sviluppo, di concerto con gli altri ministeri interessati, intende compiere per rilanciare il settore. Il Ministro ha concordato con le parti sociali che gli interventi per essere utili dovranno essere tempestivi: “Nel 2008 rispetto al 2007 c’è stato un calo complessivo del tessile abbigliamento dell’1,8%, ma se poi vediamo il settore delle calzature che ha avuto una flessione del 10,2%, l’allarme è forte”. Secondo le prime anticipazioni fatte da Scajola al tavolo, i sostegni “saranno concentrati sulla produzione, sulla distribuzione e sull’internazionalizzazione delle imprese”. Inoltre gli interventi saranno pensati in maniera differente per le piccole e le grandi imprese. Senza tralasciarne nessuna perché “tutte le 30.000 imprese sono importanti”. Confermato che si tratterà di interventi trasversali ai vari ministeri. Con il Ministero delle Finanze lavorerà per realizzare “strumenti finanziari orizzontali”, mentre con il Ministero del Lavoro per “ampliare la copertura sulla cassa integrazione” e per “supportare e valorizzare la manodopera femminile” che rappresenta il 75% dell’occupazione del settore. A proposito del potenziamento della cassa integrazione, il Ministro ha dichiarato: “Per tutti gli aspetti di sostegno, seguirò una linea che io preferisco: accompagnare l’impresa al lavoro, piuttosto che accompagnare il lavoratore in cassa integrazione”. Su questo punto, come su altri del piano esposto dal Ministro, Confartigianato Moda ha espresso il proprio giudizio favorevole. Nel documento congiunto presentato al Governo dalle parti sociali a metà dicembre, le organizzazioni dell’artigianato avevano tracciato una strada per aiutare le imprese artigiane della moda a risolvere il problema immediato della liquidità. Una strada che supera la cassa integrazione prevedendo, per le imprese che non adotteranno licenziamenti né cassa integrazione guadagni, il differimento di un anno del versamento dei contributi obbligatori e degli obblighi fiscali. Una proposta che le parole del Ministro rendono attuale. Scajola, per rilanciare il mercato, ha annunciato anche una stretta sulla contraffazione dei marchi del made in Italy. Entro fine marzo verrà emanato un provvedimento “che il Senato ha emendato in maniera ancora più restrittiva” con l’inserimento di misure incisive anti-contraffazione. In arrivo anche “una campagna straordinaria sull’internazionalizzazione”. Sulla rilevanza del ruolo economico del comparto della moda, il Ministro Scajola è tornato più volte. “Con i suoi 70 miliardi di euro, di cui la metà in esportazioni – ha detto Scajola &#8211; il Paese non ne può fare assolutamente fare a meno” come non possono essere abbandonate “30.000 imprese che danno lavoro a più di 800.000 addetti”. Ma aldilà dei numeri, il Ministro ha sottolineato che il sistema moda è anche altro. E’ la bandiera del made in Italy, il settore che più di ogni altro ha sdoganato l’immagine dell’Italia dallo stereotipo di paese “pizza e mandolino” – sono parole di Scajola. “Quando si parla di Italia e Made in Italy la prima cosa che oggi viene in mente è la moda: un immagine di qualità e di serietà”. Soddisfazione per il riconoscimento del ruolo svolto dal settore è stata espressa dal Presidente della Federazione Nazionale della Moda di Confartigianato, Giuseppe Mazzarella. “Si tratta di un primo passo anche se decisamente positivo. Ora l’attesa è quella che gli interventi anticipati dal Ministro Scajola vengano varati rapidamente. In particolare quelli che prevedono il differimento di un anno dei versamenti dei contributi e dei premi, senza alcun onere né per interessi, né per sanzioni civili”.</p>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/scajola-a-marzo-gli-aiuti-per-la-moda/">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</h1>
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<p>Arriveranno entro metà marzo le prime misure a sostegno del comparto della moda «made in Italy». A rassicurare imprese, organizzazioni imprenditoriali e sindacati del settore moda-tessile, che da tempo sollecitano al Governo un piano di interventi a sostegno del settore colpito dalla globalizzazione prima e dalla crisi economica poi, è il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, in apertura del tavolo di confronto tra Governo e parti sociali convocato presso il ministero lo scorso 26 febbraio. Attorno al tavolo Confartigianato Moda, le altre organizzazioni dell’artigianato, Confindustria, Confapi, Confcommercio, Confesercenti, Abi e tutte le sigle sindacali, oltre ai tecnici del Ministero dello Sviluppo Economico e ai rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero del Lavoro, del Dipartimento per le Pari Opportunità, dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza. E’ ancora presto per dire quale sarà l’entità delle risorse che il Governo intende mettere in campo per sostenere il comparto. Il Ministro non abbozza cifre, rimandando la comunicazione al nuovo tavolo che sarà riconvocato tra quindici giorni. Un fatto è comunque chiaro. Nessun intervento a pioggia, perché “le risorse disponibili – spiega Scajola &#8211; sono poche e quindi faremo tutto il possibile per impiegarle senza sprechi, ponderando con attenzione gli interventi”. Sempre tra quindici giorni saranno chiarite anche le azioni che il Ministero dello Sviluppo, di concerto con gli altri ministeri interessati, intende compiere per rilanciare il settore. Il Ministro ha concordato con le parti sociali che gli interventi per essere utili dovranno essere tempestivi: “Nel 2008 rispetto al 2007 c’è stato un calo complessivo del tessile abbigliamento dell’1,8%, ma se poi vediamo il settore delle calzature che ha avuto una flessione del 10,2%, l’allarme è forte”. Secondo le prime anticipazioni fatte da Scajola al tavolo, i sostegni “saranno concentrati sulla produzione, sulla distribuzione e sull’internazionalizzazione delle imprese”. Inoltre gli interventi saranno pensati in maniera differente per le piccole e le grandi imprese. Senza tralasciarne nessuna perché “tutte le 30.000 imprese sono importanti”. Confermato che si tratterà di interventi trasversali ai vari ministeri. Con il Ministero delle Finanze lavorerà per realizzare “strumenti finanziari orizzontali”, mentre con il Ministero del Lavoro per “ampliare la copertura sulla cassa integrazione” e per “supportare e valorizzare la manodopera femminile” che rappresenta il 75% dell’occupazione del settore. A proposito del potenziamento della cassa integrazione, il Ministro ha dichiarato: “Per tutti gli aspetti di sostegno, seguirò una linea che io preferisco: accompagnare l’impresa al lavoro, piuttosto che accompagnare il lavoratore in cassa integrazione”. Su questo punto, come su altri del piano esposto dal Ministro, Confartigianato Moda ha espresso il proprio giudizio favorevole. Nel documento congiunto presentato al Governo dalle parti sociali a metà dicembre, le organizzazioni dell’artigianato avevano tracciato una strada per aiutare le imprese artigiane della moda a risolvere il problema immediato della liquidità. Una strada che supera la cassa integrazione prevedendo, per le imprese che non adotteranno licenziamenti né cassa integrazione guadagni, il differimento di un anno del versamento dei contributi obbligatori e degli obblighi fiscali. Una proposta che le parole del Ministro rendono attuale. Scajola, per rilanciare il mercato, ha annunciato anche una stretta sulla contraffazione dei marchi del made in Italy. Entro fine marzo verrà emanato un provvedimento “che il Senato ha emendato in maniera ancora più restrittiva” con l’inserimento di misure incisive anti-contraffazione. In arrivo anche “una campagna straordinaria sull’internazionalizzazione”. Sulla rilevanza del ruolo economico del comparto della moda, il Ministro Scajola è tornato più volte. “Con i suoi 70 miliardi di euro, di cui la metà in esportazioni – ha detto Scajola &#8211; il Paese non ne può fare assolutamente fare a meno” come non possono essere abbandonate “30.000 imprese che danno lavoro a più di 800.000 addetti”. Ma aldilà dei numeri, il Ministro ha sottolineato che il sistema moda è anche altro. E’ la bandiera del made in Italy, il settore che più di ogni altro ha sdoganato l’immagine dell’Italia dallo stereotipo di paese “pizza e mandolino” – sono parole di Scajola. “Quando si parla di Italia e Made in Italy la prima cosa che oggi viene in mente è la moda: un immagine di qualità e di serietà”. Soddisfazione per il riconoscimento del ruolo svolto dal settore è stata espressa dal Presidente della Federazione Nazionale della Moda di Confartigianato, Giuseppe Mazzarella. “Si tratta di un primo passo anche se decisamente positivo. Ora l’attesa è quella che gli interventi anticipati dal Ministro Scajola vengano varati rapidamente. In particolare quelli che prevedono il differimento di un anno dei versamenti dei contributi e dei premi, senza alcun onere né per interessi, né per sanzioni civili”.</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-vista-un-accordo-per-la-riapertura-di-hormuz-il-conto-di-oltre-cento-giorni-di-crisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
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		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/scajola-a-marzo-gli-aiuti-per-la-moda/">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6895 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-moda-2" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</h1>
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</div>
<p>Arriveranno entro metà marzo le prime misure a sostegno del comparto della moda «made in Italy». A rassicurare imprese, organizzazioni imprenditoriali e sindacati del settore moda-tessile, che da tempo sollecitano al Governo un piano di interventi a sostegno del settore colpito dalla globalizzazione prima e dalla crisi economica poi, è il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, in apertura del tavolo di confronto tra Governo e parti sociali convocato presso il ministero lo scorso 26 febbraio. Attorno al tavolo Confartigianato Moda, le altre organizzazioni dell’artigianato, Confindustria, Confapi, Confcommercio, Confesercenti, Abi e tutte le sigle sindacali, oltre ai tecnici del Ministero dello Sviluppo Economico e ai rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero del Lavoro, del Dipartimento per le Pari Opportunità, dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza. E’ ancora presto per dire quale sarà l’entità delle risorse che il Governo intende mettere in campo per sostenere il comparto. Il Ministro non abbozza cifre, rimandando la comunicazione al nuovo tavolo che sarà riconvocato tra quindici giorni. Un fatto è comunque chiaro. Nessun intervento a pioggia, perché “le risorse disponibili – spiega Scajola &#8211; sono poche e quindi faremo tutto il possibile per impiegarle senza sprechi, ponderando con attenzione gli interventi”. Sempre tra quindici giorni saranno chiarite anche le azioni che il Ministero dello Sviluppo, di concerto con gli altri ministeri interessati, intende compiere per rilanciare il settore. Il Ministro ha concordato con le parti sociali che gli interventi per essere utili dovranno essere tempestivi: “Nel 2008 rispetto al 2007 c’è stato un calo complessivo del tessile abbigliamento dell’1,8%, ma se poi vediamo il settore delle calzature che ha avuto una flessione del 10,2%, l’allarme è forte”. Secondo le prime anticipazioni fatte da Scajola al tavolo, i sostegni “saranno concentrati sulla produzione, sulla distribuzione e sull’internazionalizzazione delle imprese”. Inoltre gli interventi saranno pensati in maniera differente per le piccole e le grandi imprese. Senza tralasciarne nessuna perché “tutte le 30.000 imprese sono importanti”. Confermato che si tratterà di interventi trasversali ai vari ministeri. Con il Ministero delle Finanze lavorerà per realizzare “strumenti finanziari orizzontali”, mentre con il Ministero del Lavoro per “ampliare la copertura sulla cassa integrazione” e per “supportare e valorizzare la manodopera femminile” che rappresenta il 75% dell’occupazione del settore. A proposito del potenziamento della cassa integrazione, il Ministro ha dichiarato: “Per tutti gli aspetti di sostegno, seguirò una linea che io preferisco: accompagnare l’impresa al lavoro, piuttosto che accompagnare il lavoratore in cassa integrazione”. Su questo punto, come su altri del piano esposto dal Ministro, Confartigianato Moda ha espresso il proprio giudizio favorevole. Nel documento congiunto presentato al Governo dalle parti sociali a metà dicembre, le organizzazioni dell’artigianato avevano tracciato una strada per aiutare le imprese artigiane della moda a risolvere il problema immediato della liquidità. Una strada che supera la cassa integrazione prevedendo, per le imprese che non adotteranno licenziamenti né cassa integrazione guadagni, il differimento di un anno del versamento dei contributi obbligatori e degli obblighi fiscali. Una proposta che le parole del Ministro rendono attuale. Scajola, per rilanciare il mercato, ha annunciato anche una stretta sulla contraffazione dei marchi del made in Italy. Entro fine marzo verrà emanato un provvedimento “che il Senato ha emendato in maniera ancora più restrittiva” con l’inserimento di misure incisive anti-contraffazione. In arrivo anche “una campagna straordinaria sull’internazionalizzazione”. Sulla rilevanza del ruolo economico del comparto della moda, il Ministro Scajola è tornato più volte. “Con i suoi 70 miliardi di euro, di cui la metà in esportazioni – ha detto Scajola &#8211; il Paese non ne può fare assolutamente fare a meno” come non possono essere abbandonate “30.000 imprese che danno lavoro a più di 800.000 addetti”. Ma aldilà dei numeri, il Ministro ha sottolineato che il sistema moda è anche altro. E’ la bandiera del made in Italy, il settore che più di ogni altro ha sdoganato l’immagine dell’Italia dallo stereotipo di paese “pizza e mandolino” – sono parole di Scajola. “Quando si parla di Italia e Made in Italy la prima cosa che oggi viene in mente è la moda: un immagine di qualità e di serietà”. Soddisfazione per il riconoscimento del ruolo svolto dal settore è stata espressa dal Presidente della Federazione Nazionale della Moda di Confartigianato, Giuseppe Mazzarella. “Si tratta di un primo passo anche se decisamente positivo. Ora l’attesa è quella che gli interventi anticipati dal Ministro Scajola vengano varati rapidamente. In particolare quelli che prevedono il differimento di un anno dei versamenti dei contributi e dei premi, senza alcun onere né per interessi, né per sanzioni civili”.</p>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dalla-crisi-del-golfo-ai-cantieri-le-tendenze-delledilizia-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/scajola-a-marzo-gli-aiuti-per-la-moda/">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</h1>
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<p>Arriveranno entro metà marzo le prime misure a sostegno del comparto della moda «made in Italy». A rassicurare imprese, organizzazioni imprenditoriali e sindacati del settore moda-tessile, che da tempo sollecitano al Governo un piano di interventi a sostegno del settore colpito dalla globalizzazione prima e dalla crisi economica poi, è il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, in apertura del tavolo di confronto tra Governo e parti sociali convocato presso il ministero lo scorso 26 febbraio. Attorno al tavolo Confartigianato Moda, le altre organizzazioni dell’artigianato, Confindustria, Confapi, Confcommercio, Confesercenti, Abi e tutte le sigle sindacali, oltre ai tecnici del Ministero dello Sviluppo Economico e ai rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero del Lavoro, del Dipartimento per le Pari Opportunità, dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza. E’ ancora presto per dire quale sarà l’entità delle risorse che il Governo intende mettere in campo per sostenere il comparto. Il Ministro non abbozza cifre, rimandando la comunicazione al nuovo tavolo che sarà riconvocato tra quindici giorni. Un fatto è comunque chiaro. Nessun intervento a pioggia, perché “le risorse disponibili – spiega Scajola &#8211; sono poche e quindi faremo tutto il possibile per impiegarle senza sprechi, ponderando con attenzione gli interventi”. Sempre tra quindici giorni saranno chiarite anche le azioni che il Ministero dello Sviluppo, di concerto con gli altri ministeri interessati, intende compiere per rilanciare il settore. Il Ministro ha concordato con le parti sociali che gli interventi per essere utili dovranno essere tempestivi: “Nel 2008 rispetto al 2007 c’è stato un calo complessivo del tessile abbigliamento dell’1,8%, ma se poi vediamo il settore delle calzature che ha avuto una flessione del 10,2%, l’allarme è forte”. Secondo le prime anticipazioni fatte da Scajola al tavolo, i sostegni “saranno concentrati sulla produzione, sulla distribuzione e sull’internazionalizzazione delle imprese”. Inoltre gli interventi saranno pensati in maniera differente per le piccole e le grandi imprese. Senza tralasciarne nessuna perché “tutte le 30.000 imprese sono importanti”. Confermato che si tratterà di interventi trasversali ai vari ministeri. Con il Ministero delle Finanze lavorerà per realizzare “strumenti finanziari orizzontali”, mentre con il Ministero del Lavoro per “ampliare la copertura sulla cassa integrazione” e per “supportare e valorizzare la manodopera femminile” che rappresenta il 75% dell’occupazione del settore. A proposito del potenziamento della cassa integrazione, il Ministro ha dichiarato: “Per tutti gli aspetti di sostegno, seguirò una linea che io preferisco: accompagnare l’impresa al lavoro, piuttosto che accompagnare il lavoratore in cassa integrazione”. Su questo punto, come su altri del piano esposto dal Ministro, Confartigianato Moda ha espresso il proprio giudizio favorevole. Nel documento congiunto presentato al Governo dalle parti sociali a metà dicembre, le organizzazioni dell’artigianato avevano tracciato una strada per aiutare le imprese artigiane della moda a risolvere il problema immediato della liquidità. Una strada che supera la cassa integrazione prevedendo, per le imprese che non adotteranno licenziamenti né cassa integrazione guadagni, il differimento di un anno del versamento dei contributi obbligatori e degli obblighi fiscali. Una proposta che le parole del Ministro rendono attuale. Scajola, per rilanciare il mercato, ha annunciato anche una stretta sulla contraffazione dei marchi del made in Italy. Entro fine marzo verrà emanato un provvedimento “che il Senato ha emendato in maniera ancora più restrittiva” con l’inserimento di misure incisive anti-contraffazione. In arrivo anche “una campagna straordinaria sull’internazionalizzazione”. Sulla rilevanza del ruolo economico del comparto della moda, il Ministro Scajola è tornato più volte. “Con i suoi 70 miliardi di euro, di cui la metà in esportazioni – ha detto Scajola &#8211; il Paese non ne può fare assolutamente fare a meno” come non possono essere abbandonate “30.000 imprese che danno lavoro a più di 800.000 addetti”. Ma aldilà dei numeri, il Ministro ha sottolineato che il sistema moda è anche altro. E’ la bandiera del made in Italy, il settore che più di ogni altro ha sdoganato l’immagine dell’Italia dallo stereotipo di paese “pizza e mandolino” – sono parole di Scajola. “Quando si parla di Italia e Made in Italy la prima cosa che oggi viene in mente è la moda: un immagine di qualità e di serietà”. Soddisfazione per il riconoscimento del ruolo svolto dal settore è stata espressa dal Presidente della Federazione Nazionale della Moda di Confartigianato, Giuseppe Mazzarella. “Si tratta di un primo passo anche se decisamente positivo. Ora l’attesa è quella che gli interventi anticipati dal Ministro Scajola vengano varati rapidamente. In particolare quelli che prevedono il differimento di un anno dei versamenti dei contributi e dei premi, senza alcun onere né per interessi, né per sanzioni civili”.</p>
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		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dal-piano-per-lexport-40-milioni-di-euro-per-le-micro-e-piccole-imprese-colpite-dalla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
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		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</h1>
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<p>Arriveranno entro metà marzo le prime misure a sostegno del comparto della moda «made in Italy». A rassicurare imprese, organizzazioni imprenditoriali e sindacati del settore moda-tessile, che da tempo sollecitano al Governo un piano di interventi a sostegno del settore colpito dalla globalizzazione prima e dalla crisi economica poi, è il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, in apertura del tavolo di confronto tra Governo e parti sociali convocato presso il ministero lo scorso 26 febbraio. Attorno al tavolo Confartigianato Moda, le altre organizzazioni dell’artigianato, Confindustria, Confapi, Confcommercio, Confesercenti, Abi e tutte le sigle sindacali, oltre ai tecnici del Ministero dello Sviluppo Economico e ai rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero del Lavoro, del Dipartimento per le Pari Opportunità, dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza. E’ ancora presto per dire quale sarà l’entità delle risorse che il Governo intende mettere in campo per sostenere il comparto. Il Ministro non abbozza cifre, rimandando la comunicazione al nuovo tavolo che sarà riconvocato tra quindici giorni. Un fatto è comunque chiaro. Nessun intervento a pioggia, perché “le risorse disponibili – spiega Scajola &#8211; sono poche e quindi faremo tutto il possibile per impiegarle senza sprechi, ponderando con attenzione gli interventi”. Sempre tra quindici giorni saranno chiarite anche le azioni che il Ministero dello Sviluppo, di concerto con gli altri ministeri interessati, intende compiere per rilanciare il settore. Il Ministro ha concordato con le parti sociali che gli interventi per essere utili dovranno essere tempestivi: “Nel 2008 rispetto al 2007 c’è stato un calo complessivo del tessile abbigliamento dell’1,8%, ma se poi vediamo il settore delle calzature che ha avuto una flessione del 10,2%, l’allarme è forte”. Secondo le prime anticipazioni fatte da Scajola al tavolo, i sostegni “saranno concentrati sulla produzione, sulla distribuzione e sull’internazionalizzazione delle imprese”. Inoltre gli interventi saranno pensati in maniera differente per le piccole e le grandi imprese. Senza tralasciarne nessuna perché “tutte le 30.000 imprese sono importanti”. Confermato che si tratterà di interventi trasversali ai vari ministeri. Con il Ministero delle Finanze lavorerà per realizzare “strumenti finanziari orizzontali”, mentre con il Ministero del Lavoro per “ampliare la copertura sulla cassa integrazione” e per “supportare e valorizzare la manodopera femminile” che rappresenta il 75% dell’occupazione del settore. A proposito del potenziamento della cassa integrazione, il Ministro ha dichiarato: “Per tutti gli aspetti di sostegno, seguirò una linea che io preferisco: accompagnare l’impresa al lavoro, piuttosto che accompagnare il lavoratore in cassa integrazione”. Su questo punto, come su altri del piano esposto dal Ministro, Confartigianato Moda ha espresso il proprio giudizio favorevole. Nel documento congiunto presentato al Governo dalle parti sociali a metà dicembre, le organizzazioni dell’artigianato avevano tracciato una strada per aiutare le imprese artigiane della moda a risolvere il problema immediato della liquidità. Una strada che supera la cassa integrazione prevedendo, per le imprese che non adotteranno licenziamenti né cassa integrazione guadagni, il differimento di un anno del versamento dei contributi obbligatori e degli obblighi fiscali. Una proposta che le parole del Ministro rendono attuale. Scajola, per rilanciare il mercato, ha annunciato anche una stretta sulla contraffazione dei marchi del made in Italy. Entro fine marzo verrà emanato un provvedimento “che il Senato ha emendato in maniera ancora più restrittiva” con l’inserimento di misure incisive anti-contraffazione. In arrivo anche “una campagna straordinaria sull’internazionalizzazione”. Sulla rilevanza del ruolo economico del comparto della moda, il Ministro Scajola è tornato più volte. “Con i suoi 70 miliardi di euro, di cui la metà in esportazioni – ha detto Scajola &#8211; il Paese non ne può fare assolutamente fare a meno” come non possono essere abbandonate “30.000 imprese che danno lavoro a più di 800.000 addetti”. Ma aldilà dei numeri, il Ministro ha sottolineato che il sistema moda è anche altro. E’ la bandiera del made in Italy, il settore che più di ogni altro ha sdoganato l’immagine dell’Italia dallo stereotipo di paese “pizza e mandolino” – sono parole di Scajola. “Quando si parla di Italia e Made in Italy la prima cosa che oggi viene in mente è la moda: un immagine di qualità e di serietà”. Soddisfazione per il riconoscimento del ruolo svolto dal settore è stata espressa dal Presidente della Federazione Nazionale della Moda di Confartigianato, Giuseppe Mazzarella. “Si tratta di un primo passo anche se decisamente positivo. Ora l’attesa è quella che gli interventi anticipati dal Ministro Scajola vengano varati rapidamente. In particolare quelli che prevedono il differimento di un anno dei versamenti dei contributi e dei premi, senza alcun onere né per interessi, né per sanzioni civili”.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/scajola-a-marzo-gli-aiuti-per-la-moda/">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</h1>
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<p>Arriveranno entro metà marzo le prime misure a sostegno del comparto della moda «made in Italy». A rassicurare imprese, organizzazioni imprenditoriali e sindacati del settore moda-tessile, che da tempo sollecitano al Governo un piano di interventi a sostegno del settore colpito dalla globalizzazione prima e dalla crisi economica poi, è il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, in apertura del tavolo di confronto tra Governo e parti sociali convocato presso il ministero lo scorso 26 febbraio. Attorno al tavolo Confartigianato Moda, le altre organizzazioni dell’artigianato, Confindustria, Confapi, Confcommercio, Confesercenti, Abi e tutte le sigle sindacali, oltre ai tecnici del Ministero dello Sviluppo Economico e ai rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero del Lavoro, del Dipartimento per le Pari Opportunità, dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza. E’ ancora presto per dire quale sarà l’entità delle risorse che il Governo intende mettere in campo per sostenere il comparto. Il Ministro non abbozza cifre, rimandando la comunicazione al nuovo tavolo che sarà riconvocato tra quindici giorni. Un fatto è comunque chiaro. Nessun intervento a pioggia, perché “le risorse disponibili – spiega Scajola &#8211; sono poche e quindi faremo tutto il possibile per impiegarle senza sprechi, ponderando con attenzione gli interventi”. Sempre tra quindici giorni saranno chiarite anche le azioni che il Ministero dello Sviluppo, di concerto con gli altri ministeri interessati, intende compiere per rilanciare il settore. Il Ministro ha concordato con le parti sociali che gli interventi per essere utili dovranno essere tempestivi: “Nel 2008 rispetto al 2007 c’è stato un calo complessivo del tessile abbigliamento dell’1,8%, ma se poi vediamo il settore delle calzature che ha avuto una flessione del 10,2%, l’allarme è forte”. Secondo le prime anticipazioni fatte da Scajola al tavolo, i sostegni “saranno concentrati sulla produzione, sulla distribuzione e sull’internazionalizzazione delle imprese”. Inoltre gli interventi saranno pensati in maniera differente per le piccole e le grandi imprese. Senza tralasciarne nessuna perché “tutte le 30.000 imprese sono importanti”. Confermato che si tratterà di interventi trasversali ai vari ministeri. Con il Ministero delle Finanze lavorerà per realizzare “strumenti finanziari orizzontali”, mentre con il Ministero del Lavoro per “ampliare la copertura sulla cassa integrazione” e per “supportare e valorizzare la manodopera femminile” che rappresenta il 75% dell’occupazione del settore. A proposito del potenziamento della cassa integrazione, il Ministro ha dichiarato: “Per tutti gli aspetti di sostegno, seguirò una linea che io preferisco: accompagnare l’impresa al lavoro, piuttosto che accompagnare il lavoratore in cassa integrazione”. Su questo punto, come su altri del piano esposto dal Ministro, Confartigianato Moda ha espresso il proprio giudizio favorevole. Nel documento congiunto presentato al Governo dalle parti sociali a metà dicembre, le organizzazioni dell’artigianato avevano tracciato una strada per aiutare le imprese artigiane della moda a risolvere il problema immediato della liquidità. Una strada che supera la cassa integrazione prevedendo, per le imprese che non adotteranno licenziamenti né cassa integrazione guadagni, il differimento di un anno del versamento dei contributi obbligatori e degli obblighi fiscali. Una proposta che le parole del Ministro rendono attuale. Scajola, per rilanciare il mercato, ha annunciato anche una stretta sulla contraffazione dei marchi del made in Italy. Entro fine marzo verrà emanato un provvedimento “che il Senato ha emendato in maniera ancora più restrittiva” con l’inserimento di misure incisive anti-contraffazione. In arrivo anche “una campagna straordinaria sull’internazionalizzazione”. Sulla rilevanza del ruolo economico del comparto della moda, il Ministro Scajola è tornato più volte. “Con i suoi 70 miliardi di euro, di cui la metà in esportazioni – ha detto Scajola &#8211; il Paese non ne può fare assolutamente fare a meno” come non possono essere abbandonate “30.000 imprese che danno lavoro a più di 800.000 addetti”. Ma aldilà dei numeri, il Ministro ha sottolineato che il sistema moda è anche altro. E’ la bandiera del made in Italy, il settore che più di ogni altro ha sdoganato l’immagine dell’Italia dallo stereotipo di paese “pizza e mandolino” – sono parole di Scajola. “Quando si parla di Italia e Made in Italy la prima cosa che oggi viene in mente è la moda: un immagine di qualità e di serietà”. Soddisfazione per il riconoscimento del ruolo svolto dal settore è stata espressa dal Presidente della Federazione Nazionale della Moda di Confartigianato, Giuseppe Mazzarella. “Si tratta di un primo passo anche se decisamente positivo. Ora l’attesa è quella che gli interventi anticipati dal Ministro Scajola vengano varati rapidamente. In particolare quelli che prevedono il differimento di un anno dei versamenti dei contributi e dei premi, senza alcun onere né per interessi, né per sanzioni civili”.</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/scajola-a-marzo-gli-aiuti-per-la-moda/">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</h1>
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<p>Arriveranno entro metà marzo le prime misure a sostegno del comparto della moda «made in Italy». A rassicurare imprese, organizzazioni imprenditoriali e sindacati del settore moda-tessile, che da tempo sollecitano al Governo un piano di interventi a sostegno del settore colpito dalla globalizzazione prima e dalla crisi economica poi, è il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, in apertura del tavolo di confronto tra Governo e parti sociali convocato presso il ministero lo scorso 26 febbraio. Attorno al tavolo Confartigianato Moda, le altre organizzazioni dell’artigianato, Confindustria, Confapi, Confcommercio, Confesercenti, Abi e tutte le sigle sindacali, oltre ai tecnici del Ministero dello Sviluppo Economico e ai rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero del Lavoro, del Dipartimento per le Pari Opportunità, dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza. E’ ancora presto per dire quale sarà l’entità delle risorse che il Governo intende mettere in campo per sostenere il comparto. Il Ministro non abbozza cifre, rimandando la comunicazione al nuovo tavolo che sarà riconvocato tra quindici giorni. Un fatto è comunque chiaro. Nessun intervento a pioggia, perché “le risorse disponibili – spiega Scajola &#8211; sono poche e quindi faremo tutto il possibile per impiegarle senza sprechi, ponderando con attenzione gli interventi”. Sempre tra quindici giorni saranno chiarite anche le azioni che il Ministero dello Sviluppo, di concerto con gli altri ministeri interessati, intende compiere per rilanciare il settore. Il Ministro ha concordato con le parti sociali che gli interventi per essere utili dovranno essere tempestivi: “Nel 2008 rispetto al 2007 c’è stato un calo complessivo del tessile abbigliamento dell’1,8%, ma se poi vediamo il settore delle calzature che ha avuto una flessione del 10,2%, l’allarme è forte”. Secondo le prime anticipazioni fatte da Scajola al tavolo, i sostegni “saranno concentrati sulla produzione, sulla distribuzione e sull’internazionalizzazione delle imprese”. Inoltre gli interventi saranno pensati in maniera differente per le piccole e le grandi imprese. Senza tralasciarne nessuna perché “tutte le 30.000 imprese sono importanti”. Confermato che si tratterà di interventi trasversali ai vari ministeri. Con il Ministero delle Finanze lavorerà per realizzare “strumenti finanziari orizzontali”, mentre con il Ministero del Lavoro per “ampliare la copertura sulla cassa integrazione” e per “supportare e valorizzare la manodopera femminile” che rappresenta il 75% dell’occupazione del settore. A proposito del potenziamento della cassa integrazione, il Ministro ha dichiarato: “Per tutti gli aspetti di sostegno, seguirò una linea che io preferisco: accompagnare l’impresa al lavoro, piuttosto che accompagnare il lavoratore in cassa integrazione”. Su questo punto, come su altri del piano esposto dal Ministro, Confartigianato Moda ha espresso il proprio giudizio favorevole. Nel documento congiunto presentato al Governo dalle parti sociali a metà dicembre, le organizzazioni dell’artigianato avevano tracciato una strada per aiutare le imprese artigiane della moda a risolvere il problema immediato della liquidità. Una strada che supera la cassa integrazione prevedendo, per le imprese che non adotteranno licenziamenti né cassa integrazione guadagni, il differimento di un anno del versamento dei contributi obbligatori e degli obblighi fiscali. Una proposta che le parole del Ministro rendono attuale. Scajola, per rilanciare il mercato, ha annunciato anche una stretta sulla contraffazione dei marchi del made in Italy. Entro fine marzo verrà emanato un provvedimento “che il Senato ha emendato in maniera ancora più restrittiva” con l’inserimento di misure incisive anti-contraffazione. In arrivo anche “una campagna straordinaria sull’internazionalizzazione”. Sulla rilevanza del ruolo economico del comparto della moda, il Ministro Scajola è tornato più volte. “Con i suoi 70 miliardi di euro, di cui la metà in esportazioni – ha detto Scajola &#8211; il Paese non ne può fare assolutamente fare a meno” come non possono essere abbandonate “30.000 imprese che danno lavoro a più di 800.000 addetti”. Ma aldilà dei numeri, il Ministro ha sottolineato che il sistema moda è anche altro. E’ la bandiera del made in Italy, il settore che più di ogni altro ha sdoganato l’immagine dell’Italia dallo stereotipo di paese “pizza e mandolino” – sono parole di Scajola. “Quando si parla di Italia e Made in Italy la prima cosa che oggi viene in mente è la moda: un immagine di qualità e di serietà”. Soddisfazione per il riconoscimento del ruolo svolto dal settore è stata espressa dal Presidente della Federazione Nazionale della Moda di Confartigianato, Giuseppe Mazzarella. “Si tratta di un primo passo anche se decisamente positivo. Ora l’attesa è quella che gli interventi anticipati dal Ministro Scajola vengano varati rapidamente. In particolare quelli che prevedono il differimento di un anno dei versamenti dei contributi e dei premi, senza alcun onere né per interessi, né per sanzioni civili”.</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</h1>
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<p>Arriveranno entro metà marzo le prime misure a sostegno del comparto della moda «made in Italy». A rassicurare imprese, organizzazioni imprenditoriali e sindacati del settore moda-tessile, che da tempo sollecitano al Governo un piano di interventi a sostegno del settore colpito dalla globalizzazione prima e dalla crisi economica poi, è il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, in apertura del tavolo di confronto tra Governo e parti sociali convocato presso il ministero lo scorso 26 febbraio. Attorno al tavolo Confartigianato Moda, le altre organizzazioni dell’artigianato, Confindustria, Confapi, Confcommercio, Confesercenti, Abi e tutte le sigle sindacali, oltre ai tecnici del Ministero dello Sviluppo Economico e ai rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero del Lavoro, del Dipartimento per le Pari Opportunità, dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza. E’ ancora presto per dire quale sarà l’entità delle risorse che il Governo intende mettere in campo per sostenere il comparto. Il Ministro non abbozza cifre, rimandando la comunicazione al nuovo tavolo che sarà riconvocato tra quindici giorni. Un fatto è comunque chiaro. Nessun intervento a pioggia, perché “le risorse disponibili – spiega Scajola &#8211; sono poche e quindi faremo tutto il possibile per impiegarle senza sprechi, ponderando con attenzione gli interventi”. Sempre tra quindici giorni saranno chiarite anche le azioni che il Ministero dello Sviluppo, di concerto con gli altri ministeri interessati, intende compiere per rilanciare il settore. Il Ministro ha concordato con le parti sociali che gli interventi per essere utili dovranno essere tempestivi: “Nel 2008 rispetto al 2007 c’è stato un calo complessivo del tessile abbigliamento dell’1,8%, ma se poi vediamo il settore delle calzature che ha avuto una flessione del 10,2%, l’allarme è forte”. Secondo le prime anticipazioni fatte da Scajola al tavolo, i sostegni “saranno concentrati sulla produzione, sulla distribuzione e sull’internazionalizzazione delle imprese”. Inoltre gli interventi saranno pensati in maniera differente per le piccole e le grandi imprese. Senza tralasciarne nessuna perché “tutte le 30.000 imprese sono importanti”. Confermato che si tratterà di interventi trasversali ai vari ministeri. Con il Ministero delle Finanze lavorerà per realizzare “strumenti finanziari orizzontali”, mentre con il Ministero del Lavoro per “ampliare la copertura sulla cassa integrazione” e per “supportare e valorizzare la manodopera femminile” che rappresenta il 75% dell’occupazione del settore. A proposito del potenziamento della cassa integrazione, il Ministro ha dichiarato: “Per tutti gli aspetti di sostegno, seguirò una linea che io preferisco: accompagnare l’impresa al lavoro, piuttosto che accompagnare il lavoratore in cassa integrazione”. Su questo punto, come su altri del piano esposto dal Ministro, Confartigianato Moda ha espresso il proprio giudizio favorevole. Nel documento congiunto presentato al Governo dalle parti sociali a metà dicembre, le organizzazioni dell’artigianato avevano tracciato una strada per aiutare le imprese artigiane della moda a risolvere il problema immediato della liquidità. Una strada che supera la cassa integrazione prevedendo, per le imprese che non adotteranno licenziamenti né cassa integrazione guadagni, il differimento di un anno del versamento dei contributi obbligatori e degli obblighi fiscali. Una proposta che le parole del Ministro rendono attuale. Scajola, per rilanciare il mercato, ha annunciato anche una stretta sulla contraffazione dei marchi del made in Italy. Entro fine marzo verrà emanato un provvedimento “che il Senato ha emendato in maniera ancora più restrittiva” con l’inserimento di misure incisive anti-contraffazione. In arrivo anche “una campagna straordinaria sull’internazionalizzazione”. Sulla rilevanza del ruolo economico del comparto della moda, il Ministro Scajola è tornato più volte. “Con i suoi 70 miliardi di euro, di cui la metà in esportazioni – ha detto Scajola &#8211; il Paese non ne può fare assolutamente fare a meno” come non possono essere abbandonate “30.000 imprese che danno lavoro a più di 800.000 addetti”. Ma aldilà dei numeri, il Ministro ha sottolineato che il sistema moda è anche altro. E’ la bandiera del made in Italy, il settore che più di ogni altro ha sdoganato l’immagine dell’Italia dallo stereotipo di paese “pizza e mandolino” – sono parole di Scajola. “Quando si parla di Italia e Made in Italy la prima cosa che oggi viene in mente è la moda: un immagine di qualità e di serietà”. Soddisfazione per il riconoscimento del ruolo svolto dal settore è stata espressa dal Presidente della Federazione Nazionale della Moda di Confartigianato, Giuseppe Mazzarella. “Si tratta di un primo passo anche se decisamente positivo. Ora l’attesa è quella che gli interventi anticipati dal Ministro Scajola vengano varati rapidamente. In particolare quelli che prevedono il differimento di un anno dei versamenti dei contributi e dei premi, senza alcun onere né per interessi, né per sanzioni civili”.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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<h1 class="headInModule single_post">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</h1>
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<p>Arriveranno entro metà marzo le prime misure a sostegno del comparto della moda «made in Italy». A rassicurare imprese, organizzazioni imprenditoriali e sindacati del settore moda-tessile, che da tempo sollecitano al Governo un piano di interventi a sostegno del settore colpito dalla globalizzazione prima e dalla crisi economica poi, è il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, in apertura del tavolo di confronto tra Governo e parti sociali convocato presso il ministero lo scorso 26 febbraio. Attorno al tavolo Confartigianato Moda, le altre organizzazioni dell’artigianato, Confindustria, Confapi, Confcommercio, Confesercenti, Abi e tutte le sigle sindacali, oltre ai tecnici del Ministero dello Sviluppo Economico e ai rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero del Lavoro, del Dipartimento per le Pari Opportunità, dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza. E’ ancora presto per dire quale sarà l’entità delle risorse che il Governo intende mettere in campo per sostenere il comparto. Il Ministro non abbozza cifre, rimandando la comunicazione al nuovo tavolo che sarà riconvocato tra quindici giorni. Un fatto è comunque chiaro. Nessun intervento a pioggia, perché “le risorse disponibili – spiega Scajola &#8211; sono poche e quindi faremo tutto il possibile per impiegarle senza sprechi, ponderando con attenzione gli interventi”. Sempre tra quindici giorni saranno chiarite anche le azioni che il Ministero dello Sviluppo, di concerto con gli altri ministeri interessati, intende compiere per rilanciare il settore. Il Ministro ha concordato con le parti sociali che gli interventi per essere utili dovranno essere tempestivi: “Nel 2008 rispetto al 2007 c’è stato un calo complessivo del tessile abbigliamento dell’1,8%, ma se poi vediamo il settore delle calzature che ha avuto una flessione del 10,2%, l’allarme è forte”. Secondo le prime anticipazioni fatte da Scajola al tavolo, i sostegni “saranno concentrati sulla produzione, sulla distribuzione e sull’internazionalizzazione delle imprese”. Inoltre gli interventi saranno pensati in maniera differente per le piccole e le grandi imprese. Senza tralasciarne nessuna perché “tutte le 30.000 imprese sono importanti”. Confermato che si tratterà di interventi trasversali ai vari ministeri. Con il Ministero delle Finanze lavorerà per realizzare “strumenti finanziari orizzontali”, mentre con il Ministero del Lavoro per “ampliare la copertura sulla cassa integrazione” e per “supportare e valorizzare la manodopera femminile” che rappresenta il 75% dell’occupazione del settore. A proposito del potenziamento della cassa integrazione, il Ministro ha dichiarato: “Per tutti gli aspetti di sostegno, seguirò una linea che io preferisco: accompagnare l’impresa al lavoro, piuttosto che accompagnare il lavoratore in cassa integrazione”. Su questo punto, come su altri del piano esposto dal Ministro, Confartigianato Moda ha espresso il proprio giudizio favorevole. Nel documento congiunto presentato al Governo dalle parti sociali a metà dicembre, le organizzazioni dell’artigianato avevano tracciato una strada per aiutare le imprese artigiane della moda a risolvere il problema immediato della liquidità. Una strada che supera la cassa integrazione prevedendo, per le imprese che non adotteranno licenziamenti né cassa integrazione guadagni, il differimento di un anno del versamento dei contributi obbligatori e degli obblighi fiscali. Una proposta che le parole del Ministro rendono attuale. Scajola, per rilanciare il mercato, ha annunciato anche una stretta sulla contraffazione dei marchi del made in Italy. Entro fine marzo verrà emanato un provvedimento “che il Senato ha emendato in maniera ancora più restrittiva” con l’inserimento di misure incisive anti-contraffazione. In arrivo anche “una campagna straordinaria sull’internazionalizzazione”. Sulla rilevanza del ruolo economico del comparto della moda, il Ministro Scajola è tornato più volte. “Con i suoi 70 miliardi di euro, di cui la metà in esportazioni – ha detto Scajola &#8211; il Paese non ne può fare assolutamente fare a meno” come non possono essere abbandonate “30.000 imprese che danno lavoro a più di 800.000 addetti”. Ma aldilà dei numeri, il Ministro ha sottolineato che il sistema moda è anche altro. E’ la bandiera del made in Italy, il settore che più di ogni altro ha sdoganato l’immagine dell’Italia dallo stereotipo di paese “pizza e mandolino” – sono parole di Scajola. “Quando si parla di Italia e Made in Italy la prima cosa che oggi viene in mente è la moda: un immagine di qualità e di serietà”. Soddisfazione per il riconoscimento del ruolo svolto dal settore è stata espressa dal Presidente della Federazione Nazionale della Moda di Confartigianato, Giuseppe Mazzarella. “Si tratta di un primo passo anche se decisamente positivo. Ora l’attesa è quella che gli interventi anticipati dal Ministro Scajola vengano varati rapidamente. In particolare quelli che prevedono il differimento di un anno dei versamenti dei contributi e dei premi, senza alcun onere né per interessi, né per sanzioni civili”.</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/bassa-crescita-dellitalia-i-nodi-da-sciogliere-nellaudizione-di-confartigianato-alla-camera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/scajola-a-marzo-gli-aiuti-per-la-moda/">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6895 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-moda-2" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</h1>
</div>
</div>
<p>Arriveranno entro metà marzo le prime misure a sostegno del comparto della moda «made in Italy». A rassicurare imprese, organizzazioni imprenditoriali e sindacati del settore moda-tessile, che da tempo sollecitano al Governo un piano di interventi a sostegno del settore colpito dalla globalizzazione prima e dalla crisi economica poi, è il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, in apertura del tavolo di confronto tra Governo e parti sociali convocato presso il ministero lo scorso 26 febbraio. Attorno al tavolo Confartigianato Moda, le altre organizzazioni dell’artigianato, Confindustria, Confapi, Confcommercio, Confesercenti, Abi e tutte le sigle sindacali, oltre ai tecnici del Ministero dello Sviluppo Economico e ai rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero del Lavoro, del Dipartimento per le Pari Opportunità, dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza. E’ ancora presto per dire quale sarà l’entità delle risorse che il Governo intende mettere in campo per sostenere il comparto. Il Ministro non abbozza cifre, rimandando la comunicazione al nuovo tavolo che sarà riconvocato tra quindici giorni. Un fatto è comunque chiaro. Nessun intervento a pioggia, perché “le risorse disponibili – spiega Scajola &#8211; sono poche e quindi faremo tutto il possibile per impiegarle senza sprechi, ponderando con attenzione gli interventi”. Sempre tra quindici giorni saranno chiarite anche le azioni che il Ministero dello Sviluppo, di concerto con gli altri ministeri interessati, intende compiere per rilanciare il settore. Il Ministro ha concordato con le parti sociali che gli interventi per essere utili dovranno essere tempestivi: “Nel 2008 rispetto al 2007 c’è stato un calo complessivo del tessile abbigliamento dell’1,8%, ma se poi vediamo il settore delle calzature che ha avuto una flessione del 10,2%, l’allarme è forte”. Secondo le prime anticipazioni fatte da Scajola al tavolo, i sostegni “saranno concentrati sulla produzione, sulla distribuzione e sull’internazionalizzazione delle imprese”. Inoltre gli interventi saranno pensati in maniera differente per le piccole e le grandi imprese. Senza tralasciarne nessuna perché “tutte le 30.000 imprese sono importanti”. Confermato che si tratterà di interventi trasversali ai vari ministeri. Con il Ministero delle Finanze lavorerà per realizzare “strumenti finanziari orizzontali”, mentre con il Ministero del Lavoro per “ampliare la copertura sulla cassa integrazione” e per “supportare e valorizzare la manodopera femminile” che rappresenta il 75% dell’occupazione del settore. A proposito del potenziamento della cassa integrazione, il Ministro ha dichiarato: “Per tutti gli aspetti di sostegno, seguirò una linea che io preferisco: accompagnare l’impresa al lavoro, piuttosto che accompagnare il lavoratore in cassa integrazione”. Su questo punto, come su altri del piano esposto dal Ministro, Confartigianato Moda ha espresso il proprio giudizio favorevole. Nel documento congiunto presentato al Governo dalle parti sociali a metà dicembre, le organizzazioni dell’artigianato avevano tracciato una strada per aiutare le imprese artigiane della moda a risolvere il problema immediato della liquidità. Una strada che supera la cassa integrazione prevedendo, per le imprese che non adotteranno licenziamenti né cassa integrazione guadagni, il differimento di un anno del versamento dei contributi obbligatori e degli obblighi fiscali. Una proposta che le parole del Ministro rendono attuale. Scajola, per rilanciare il mercato, ha annunciato anche una stretta sulla contraffazione dei marchi del made in Italy. Entro fine marzo verrà emanato un provvedimento “che il Senato ha emendato in maniera ancora più restrittiva” con l’inserimento di misure incisive anti-contraffazione. In arrivo anche “una campagna straordinaria sull’internazionalizzazione”. Sulla rilevanza del ruolo economico del comparto della moda, il Ministro Scajola è tornato più volte. “Con i suoi 70 miliardi di euro, di cui la metà in esportazioni – ha detto Scajola &#8211; il Paese non ne può fare assolutamente fare a meno” come non possono essere abbandonate “30.000 imprese che danno lavoro a più di 800.000 addetti”. Ma aldilà dei numeri, il Ministro ha sottolineato che il sistema moda è anche altro. E’ la bandiera del made in Italy, il settore che più di ogni altro ha sdoganato l’immagine dell’Italia dallo stereotipo di paese “pizza e mandolino” – sono parole di Scajola. “Quando si parla di Italia e Made in Italy la prima cosa che oggi viene in mente è la moda: un immagine di qualità e di serietà”. Soddisfazione per il riconoscimento del ruolo svolto dal settore è stata espressa dal Presidente della Federazione Nazionale della Moda di Confartigianato, Giuseppe Mazzarella. “Si tratta di un primo passo anche se decisamente positivo. Ora l’attesa è quella che gli interventi anticipati dal Ministro Scajola vengano varati rapidamente. In particolare quelli che prevedono il differimento di un anno dei versamenti dei contributi e dei premi, senza alcun onere né per interessi, né per sanzioni civili”.</p>
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		<title>Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/con-aumento-tassi-bce-a-rischio-investimenti-delle-piccole-imprese-in-transizioni-digitale-e-green/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:22:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 11 Giugno 2026·CREDITO Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/scajola-a-marzo-gli-aiuti-per-la-moda/">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</h1>
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<p>Arriveranno entro metà marzo le prime misure a sostegno del comparto della moda «made in Italy». A rassicurare imprese, organizzazioni imprenditoriali e sindacati del settore moda-tessile, che da tempo sollecitano al Governo un piano di interventi a sostegno del settore colpito dalla globalizzazione prima e dalla crisi economica poi, è il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, in apertura del tavolo di confronto tra Governo e parti sociali convocato presso il ministero lo scorso 26 febbraio. Attorno al tavolo Confartigianato Moda, le altre organizzazioni dell’artigianato, Confindustria, Confapi, Confcommercio, Confesercenti, Abi e tutte le sigle sindacali, oltre ai tecnici del Ministero dello Sviluppo Economico e ai rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero del Lavoro, del Dipartimento per le Pari Opportunità, dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza. E’ ancora presto per dire quale sarà l’entità delle risorse che il Governo intende mettere in campo per sostenere il comparto. Il Ministro non abbozza cifre, rimandando la comunicazione al nuovo tavolo che sarà riconvocato tra quindici giorni. Un fatto è comunque chiaro. Nessun intervento a pioggia, perché “le risorse disponibili – spiega Scajola &#8211; sono poche e quindi faremo tutto il possibile per impiegarle senza sprechi, ponderando con attenzione gli interventi”. Sempre tra quindici giorni saranno chiarite anche le azioni che il Ministero dello Sviluppo, di concerto con gli altri ministeri interessati, intende compiere per rilanciare il settore. Il Ministro ha concordato con le parti sociali che gli interventi per essere utili dovranno essere tempestivi: “Nel 2008 rispetto al 2007 c’è stato un calo complessivo del tessile abbigliamento dell’1,8%, ma se poi vediamo il settore delle calzature che ha avuto una flessione del 10,2%, l’allarme è forte”. Secondo le prime anticipazioni fatte da Scajola al tavolo, i sostegni “saranno concentrati sulla produzione, sulla distribuzione e sull’internazionalizzazione delle imprese”. Inoltre gli interventi saranno pensati in maniera differente per le piccole e le grandi imprese. Senza tralasciarne nessuna perché “tutte le 30.000 imprese sono importanti”. Confermato che si tratterà di interventi trasversali ai vari ministeri. Con il Ministero delle Finanze lavorerà per realizzare “strumenti finanziari orizzontali”, mentre con il Ministero del Lavoro per “ampliare la copertura sulla cassa integrazione” e per “supportare e valorizzare la manodopera femminile” che rappresenta il 75% dell’occupazione del settore. A proposito del potenziamento della cassa integrazione, il Ministro ha dichiarato: “Per tutti gli aspetti di sostegno, seguirò una linea che io preferisco: accompagnare l’impresa al lavoro, piuttosto che accompagnare il lavoratore in cassa integrazione”. Su questo punto, come su altri del piano esposto dal Ministro, Confartigianato Moda ha espresso il proprio giudizio favorevole. Nel documento congiunto presentato al Governo dalle parti sociali a metà dicembre, le organizzazioni dell’artigianato avevano tracciato una strada per aiutare le imprese artigiane della moda a risolvere il problema immediato della liquidità. Una strada che supera la cassa integrazione prevedendo, per le imprese che non adotteranno licenziamenti né cassa integrazione guadagni, il differimento di un anno del versamento dei contributi obbligatori e degli obblighi fiscali. Una proposta che le parole del Ministro rendono attuale. Scajola, per rilanciare il mercato, ha annunciato anche una stretta sulla contraffazione dei marchi del made in Italy. Entro fine marzo verrà emanato un provvedimento “che il Senato ha emendato in maniera ancora più restrittiva” con l’inserimento di misure incisive anti-contraffazione. In arrivo anche “una campagna straordinaria sull’internazionalizzazione”. Sulla rilevanza del ruolo economico del comparto della moda, il Ministro Scajola è tornato più volte. “Con i suoi 70 miliardi di euro, di cui la metà in esportazioni – ha detto Scajola &#8211; il Paese non ne può fare assolutamente fare a meno” come non possono essere abbandonate “30.000 imprese che danno lavoro a più di 800.000 addetti”. Ma aldilà dei numeri, il Ministro ha sottolineato che il sistema moda è anche altro. E’ la bandiera del made in Italy, il settore che più di ogni altro ha sdoganato l’immagine dell’Italia dallo stereotipo di paese “pizza e mandolino” – sono parole di Scajola. “Quando si parla di Italia e Made in Italy la prima cosa che oggi viene in mente è la moda: un immagine di qualità e di serietà”. Soddisfazione per il riconoscimento del ruolo svolto dal settore è stata espressa dal Presidente della Federazione Nazionale della Moda di Confartigianato, Giuseppe Mazzarella. “Si tratta di un primo passo anche se decisamente positivo. Ora l’attesa è quella che gli interventi anticipati dal Ministro Scajola vengano varati rapidamente. In particolare quelli che prevedono il differimento di un anno dei versamenti dei contributi e dei premi, senza alcun onere né per interessi, né per sanzioni civili”.</p>
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		<title>Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, sostenibilità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-e-symbola-celebrano-lartigianato-simbolo-del-futuro-del-made-in-italy-tra-design-sostenibilita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Mantova]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 11 Giugno 2026·MADE IN ITALY Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/scajola-a-marzo-gli-aiuti-per-la-moda/">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</h1>
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<p>Arriveranno entro metà marzo le prime misure a sostegno del comparto della moda «made in Italy». A rassicurare imprese, organizzazioni imprenditoriali e sindacati del settore moda-tessile, che da tempo sollecitano al Governo un piano di interventi a sostegno del settore colpito dalla globalizzazione prima e dalla crisi economica poi, è il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, in apertura del tavolo di confronto tra Governo e parti sociali convocato presso il ministero lo scorso 26 febbraio. Attorno al tavolo Confartigianato Moda, le altre organizzazioni dell’artigianato, Confindustria, Confapi, Confcommercio, Confesercenti, Abi e tutte le sigle sindacali, oltre ai tecnici del Ministero dello Sviluppo Economico e ai rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero del Lavoro, del Dipartimento per le Pari Opportunità, dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza. E’ ancora presto per dire quale sarà l’entità delle risorse che il Governo intende mettere in campo per sostenere il comparto. Il Ministro non abbozza cifre, rimandando la comunicazione al nuovo tavolo che sarà riconvocato tra quindici giorni. Un fatto è comunque chiaro. Nessun intervento a pioggia, perché “le risorse disponibili – spiega Scajola &#8211; sono poche e quindi faremo tutto il possibile per impiegarle senza sprechi, ponderando con attenzione gli interventi”. Sempre tra quindici giorni saranno chiarite anche le azioni che il Ministero dello Sviluppo, di concerto con gli altri ministeri interessati, intende compiere per rilanciare il settore. Il Ministro ha concordato con le parti sociali che gli interventi per essere utili dovranno essere tempestivi: “Nel 2008 rispetto al 2007 c’è stato un calo complessivo del tessile abbigliamento dell’1,8%, ma se poi vediamo il settore delle calzature che ha avuto una flessione del 10,2%, l’allarme è forte”. Secondo le prime anticipazioni fatte da Scajola al tavolo, i sostegni “saranno concentrati sulla produzione, sulla distribuzione e sull’internazionalizzazione delle imprese”. Inoltre gli interventi saranno pensati in maniera differente per le piccole e le grandi imprese. Senza tralasciarne nessuna perché “tutte le 30.000 imprese sono importanti”. Confermato che si tratterà di interventi trasversali ai vari ministeri. Con il Ministero delle Finanze lavorerà per realizzare “strumenti finanziari orizzontali”, mentre con il Ministero del Lavoro per “ampliare la copertura sulla cassa integrazione” e per “supportare e valorizzare la manodopera femminile” che rappresenta il 75% dell’occupazione del settore. A proposito del potenziamento della cassa integrazione, il Ministro ha dichiarato: “Per tutti gli aspetti di sostegno, seguirò una linea che io preferisco: accompagnare l’impresa al lavoro, piuttosto che accompagnare il lavoratore in cassa integrazione”. Su questo punto, come su altri del piano esposto dal Ministro, Confartigianato Moda ha espresso il proprio giudizio favorevole. Nel documento congiunto presentato al Governo dalle parti sociali a metà dicembre, le organizzazioni dell’artigianato avevano tracciato una strada per aiutare le imprese artigiane della moda a risolvere il problema immediato della liquidità. Una strada che supera la cassa integrazione prevedendo, per le imprese che non adotteranno licenziamenti né cassa integrazione guadagni, il differimento di un anno del versamento dei contributi obbligatori e degli obblighi fiscali. Una proposta che le parole del Ministro rendono attuale. Scajola, per rilanciare il mercato, ha annunciato anche una stretta sulla contraffazione dei marchi del made in Italy. Entro fine marzo verrà emanato un provvedimento “che il Senato ha emendato in maniera ancora più restrittiva” con l’inserimento di misure incisive anti-contraffazione. In arrivo anche “una campagna straordinaria sull’internazionalizzazione”. Sulla rilevanza del ruolo economico del comparto della moda, il Ministro Scajola è tornato più volte. “Con i suoi 70 miliardi di euro, di cui la metà in esportazioni – ha detto Scajola &#8211; il Paese non ne può fare assolutamente fare a meno” come non possono essere abbandonate “30.000 imprese che danno lavoro a più di 800.000 addetti”. Ma aldilà dei numeri, il Ministro ha sottolineato che il sistema moda è anche altro. E’ la bandiera del made in Italy, il settore che più di ogni altro ha sdoganato l’immagine dell’Italia dallo stereotipo di paese “pizza e mandolino” – sono parole di Scajola. “Quando si parla di Italia e Made in Italy la prima cosa che oggi viene in mente è la moda: un immagine di qualità e di serietà”. Soddisfazione per il riconoscimento del ruolo svolto dal settore è stata espressa dal Presidente della Federazione Nazionale della Moda di Confartigianato, Giuseppe Mazzarella. “Si tratta di un primo passo anche se decisamente positivo. Ora l’attesa è quella che gli interventi anticipati dal Ministro Scajola vengano varati rapidamente. In particolare quelli che prevedono il differimento di un anno dei versamenti dei contributi e dei premi, senza alcun onere né per interessi, né per sanzioni civili”.</p>
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		<item>
		<title>Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/burocrazia-e-normativa-complessa-pesano-sulla-qualita-dei-servizi-pubblici-italia-al-26-posto-in-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Giugno 2026·PA Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</h1>
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<p>Arriveranno entro metà marzo le prime misure a sostegno del comparto della moda «made in Italy». A rassicurare imprese, organizzazioni imprenditoriali e sindacati del settore moda-tessile, che da tempo sollecitano al Governo un piano di interventi a sostegno del settore colpito dalla globalizzazione prima e dalla crisi economica poi, è il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, in apertura del tavolo di confronto tra Governo e parti sociali convocato presso il ministero lo scorso 26 febbraio. Attorno al tavolo Confartigianato Moda, le altre organizzazioni dell’artigianato, Confindustria, Confapi, Confcommercio, Confesercenti, Abi e tutte le sigle sindacali, oltre ai tecnici del Ministero dello Sviluppo Economico e ai rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero del Lavoro, del Dipartimento per le Pari Opportunità, dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza. E’ ancora presto per dire quale sarà l’entità delle risorse che il Governo intende mettere in campo per sostenere il comparto. Il Ministro non abbozza cifre, rimandando la comunicazione al nuovo tavolo che sarà riconvocato tra quindici giorni. Un fatto è comunque chiaro. Nessun intervento a pioggia, perché “le risorse disponibili – spiega Scajola &#8211; sono poche e quindi faremo tutto il possibile per impiegarle senza sprechi, ponderando con attenzione gli interventi”. Sempre tra quindici giorni saranno chiarite anche le azioni che il Ministero dello Sviluppo, di concerto con gli altri ministeri interessati, intende compiere per rilanciare il settore. Il Ministro ha concordato con le parti sociali che gli interventi per essere utili dovranno essere tempestivi: “Nel 2008 rispetto al 2007 c’è stato un calo complessivo del tessile abbigliamento dell’1,8%, ma se poi vediamo il settore delle calzature che ha avuto una flessione del 10,2%, l’allarme è forte”. Secondo le prime anticipazioni fatte da Scajola al tavolo, i sostegni “saranno concentrati sulla produzione, sulla distribuzione e sull’internazionalizzazione delle imprese”. Inoltre gli interventi saranno pensati in maniera differente per le piccole e le grandi imprese. Senza tralasciarne nessuna perché “tutte le 30.000 imprese sono importanti”. Confermato che si tratterà di interventi trasversali ai vari ministeri. Con il Ministero delle Finanze lavorerà per realizzare “strumenti finanziari orizzontali”, mentre con il Ministero del Lavoro per “ampliare la copertura sulla cassa integrazione” e per “supportare e valorizzare la manodopera femminile” che rappresenta il 75% dell’occupazione del settore. A proposito del potenziamento della cassa integrazione, il Ministro ha dichiarato: “Per tutti gli aspetti di sostegno, seguirò una linea che io preferisco: accompagnare l’impresa al lavoro, piuttosto che accompagnare il lavoratore in cassa integrazione”. Su questo punto, come su altri del piano esposto dal Ministro, Confartigianato Moda ha espresso il proprio giudizio favorevole. Nel documento congiunto presentato al Governo dalle parti sociali a metà dicembre, le organizzazioni dell’artigianato avevano tracciato una strada per aiutare le imprese artigiane della moda a risolvere il problema immediato della liquidità. Una strada che supera la cassa integrazione prevedendo, per le imprese che non adotteranno licenziamenti né cassa integrazione guadagni, il differimento di un anno del versamento dei contributi obbligatori e degli obblighi fiscali. Una proposta che le parole del Ministro rendono attuale. Scajola, per rilanciare il mercato, ha annunciato anche una stretta sulla contraffazione dei marchi del made in Italy. Entro fine marzo verrà emanato un provvedimento “che il Senato ha emendato in maniera ancora più restrittiva” con l’inserimento di misure incisive anti-contraffazione. In arrivo anche “una campagna straordinaria sull’internazionalizzazione”. Sulla rilevanza del ruolo economico del comparto della moda, il Ministro Scajola è tornato più volte. “Con i suoi 70 miliardi di euro, di cui la metà in esportazioni – ha detto Scajola &#8211; il Paese non ne può fare assolutamente fare a meno” come non possono essere abbandonate “30.000 imprese che danno lavoro a più di 800.000 addetti”. Ma aldilà dei numeri, il Ministro ha sottolineato che il sistema moda è anche altro. E’ la bandiera del made in Italy, il settore che più di ogni altro ha sdoganato l’immagine dell’Italia dallo stereotipo di paese “pizza e mandolino” – sono parole di Scajola. “Quando si parla di Italia e Made in Italy la prima cosa che oggi viene in mente è la moda: un immagine di qualità e di serietà”. Soddisfazione per il riconoscimento del ruolo svolto dal settore è stata espressa dal Presidente della Federazione Nazionale della Moda di Confartigianato, Giuseppe Mazzarella. “Si tratta di un primo passo anche se decisamente positivo. Ora l’attesa è quella che gli interventi anticipati dal Ministro Scajola vengano varati rapidamente. In particolare quelli che prevedono il differimento di un anno dei versamenti dei contributi e dei premi, senza alcun onere né per interessi, né per sanzioni civili”.</p>
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		<title>Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/moda-congiuntura-ancora-debole-e-i-timori-per-gli-investimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 8 Giugno 2026·MODA Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti Nel primo trimestre del 2026 la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/scajola-a-marzo-gli-aiuti-per-la-moda/">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</h1>
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<p>Arriveranno entro metà marzo le prime misure a sostegno del comparto della moda «made in Italy». A rassicurare imprese, organizzazioni imprenditoriali e sindacati del settore moda-tessile, che da tempo sollecitano al Governo un piano di interventi a sostegno del settore colpito dalla globalizzazione prima e dalla crisi economica poi, è il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, in apertura del tavolo di confronto tra Governo e parti sociali convocato presso il ministero lo scorso 26 febbraio. Attorno al tavolo Confartigianato Moda, le altre organizzazioni dell’artigianato, Confindustria, Confapi, Confcommercio, Confesercenti, Abi e tutte le sigle sindacali, oltre ai tecnici del Ministero dello Sviluppo Economico e ai rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero del Lavoro, del Dipartimento per le Pari Opportunità, dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza. E’ ancora presto per dire quale sarà l’entità delle risorse che il Governo intende mettere in campo per sostenere il comparto. Il Ministro non abbozza cifre, rimandando la comunicazione al nuovo tavolo che sarà riconvocato tra quindici giorni. Un fatto è comunque chiaro. Nessun intervento a pioggia, perché “le risorse disponibili – spiega Scajola &#8211; sono poche e quindi faremo tutto il possibile per impiegarle senza sprechi, ponderando con attenzione gli interventi”. Sempre tra quindici giorni saranno chiarite anche le azioni che il Ministero dello Sviluppo, di concerto con gli altri ministeri interessati, intende compiere per rilanciare il settore. Il Ministro ha concordato con le parti sociali che gli interventi per essere utili dovranno essere tempestivi: “Nel 2008 rispetto al 2007 c’è stato un calo complessivo del tessile abbigliamento dell’1,8%, ma se poi vediamo il settore delle calzature che ha avuto una flessione del 10,2%, l’allarme è forte”. Secondo le prime anticipazioni fatte da Scajola al tavolo, i sostegni “saranno concentrati sulla produzione, sulla distribuzione e sull’internazionalizzazione delle imprese”. Inoltre gli interventi saranno pensati in maniera differente per le piccole e le grandi imprese. Senza tralasciarne nessuna perché “tutte le 30.000 imprese sono importanti”. Confermato che si tratterà di interventi trasversali ai vari ministeri. Con il Ministero delle Finanze lavorerà per realizzare “strumenti finanziari orizzontali”, mentre con il Ministero del Lavoro per “ampliare la copertura sulla cassa integrazione” e per “supportare e valorizzare la manodopera femminile” che rappresenta il 75% dell’occupazione del settore. A proposito del potenziamento della cassa integrazione, il Ministro ha dichiarato: “Per tutti gli aspetti di sostegno, seguirò una linea che io preferisco: accompagnare l’impresa al lavoro, piuttosto che accompagnare il lavoratore in cassa integrazione”. Su questo punto, come su altri del piano esposto dal Ministro, Confartigianato Moda ha espresso il proprio giudizio favorevole. Nel documento congiunto presentato al Governo dalle parti sociali a metà dicembre, le organizzazioni dell’artigianato avevano tracciato una strada per aiutare le imprese artigiane della moda a risolvere il problema immediato della liquidità. Una strada che supera la cassa integrazione prevedendo, per le imprese che non adotteranno licenziamenti né cassa integrazione guadagni, il differimento di un anno del versamento dei contributi obbligatori e degli obblighi fiscali. Una proposta che le parole del Ministro rendono attuale. Scajola, per rilanciare il mercato, ha annunciato anche una stretta sulla contraffazione dei marchi del made in Italy. Entro fine marzo verrà emanato un provvedimento “che il Senato ha emendato in maniera ancora più restrittiva” con l’inserimento di misure incisive anti-contraffazione. In arrivo anche “una campagna straordinaria sull’internazionalizzazione”. Sulla rilevanza del ruolo economico del comparto della moda, il Ministro Scajola è tornato più volte. “Con i suoi 70 miliardi di euro, di cui la metà in esportazioni – ha detto Scajola &#8211; il Paese non ne può fare assolutamente fare a meno” come non possono essere abbandonate “30.000 imprese che danno lavoro a più di 800.000 addetti”. Ma aldilà dei numeri, il Ministro ha sottolineato che il sistema moda è anche altro. E’ la bandiera del made in Italy, il settore che più di ogni altro ha sdoganato l’immagine dell’Italia dallo stereotipo di paese “pizza e mandolino” – sono parole di Scajola. “Quando si parla di Italia e Made in Italy la prima cosa che oggi viene in mente è la moda: un immagine di qualità e di serietà”. Soddisfazione per il riconoscimento del ruolo svolto dal settore è stata espressa dal Presidente della Federazione Nazionale della Moda di Confartigianato, Giuseppe Mazzarella. “Si tratta di un primo passo anche se decisamente positivo. Ora l’attesa è quella che gli interventi anticipati dal Ministro Scajola vengano varati rapidamente. In particolare quelli che prevedono il differimento di un anno dei versamenti dei contributi e dei premi, senza alcun onere né per interessi, né per sanzioni civili”.</p>
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		<title>Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna con Symbola</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianato-aumentato-e-made-in-italy-l11-giugno-a-mantova-levento-conclusivo-della-campagna-con-symbola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:17:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[sy]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/scajola-a-marzo-gli-aiuti-per-la-moda/">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</h1>
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<p>Arriveranno entro metà marzo le prime misure a sostegno del comparto della moda «made in Italy». A rassicurare imprese, organizzazioni imprenditoriali e sindacati del settore moda-tessile, che da tempo sollecitano al Governo un piano di interventi a sostegno del settore colpito dalla globalizzazione prima e dalla crisi economica poi, è il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, in apertura del tavolo di confronto tra Governo e parti sociali convocato presso il ministero lo scorso 26 febbraio. Attorno al tavolo Confartigianato Moda, le altre organizzazioni dell’artigianato, Confindustria, Confapi, Confcommercio, Confesercenti, Abi e tutte le sigle sindacali, oltre ai tecnici del Ministero dello Sviluppo Economico e ai rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero del Lavoro, del Dipartimento per le Pari Opportunità, dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza. E’ ancora presto per dire quale sarà l’entità delle risorse che il Governo intende mettere in campo per sostenere il comparto. Il Ministro non abbozza cifre, rimandando la comunicazione al nuovo tavolo che sarà riconvocato tra quindici giorni. Un fatto è comunque chiaro. Nessun intervento a pioggia, perché “le risorse disponibili – spiega Scajola &#8211; sono poche e quindi faremo tutto il possibile per impiegarle senza sprechi, ponderando con attenzione gli interventi”. Sempre tra quindici giorni saranno chiarite anche le azioni che il Ministero dello Sviluppo, di concerto con gli altri ministeri interessati, intende compiere per rilanciare il settore. Il Ministro ha concordato con le parti sociali che gli interventi per essere utili dovranno essere tempestivi: “Nel 2008 rispetto al 2007 c’è stato un calo complessivo del tessile abbigliamento dell’1,8%, ma se poi vediamo il settore delle calzature che ha avuto una flessione del 10,2%, l’allarme è forte”. Secondo le prime anticipazioni fatte da Scajola al tavolo, i sostegni “saranno concentrati sulla produzione, sulla distribuzione e sull’internazionalizzazione delle imprese”. Inoltre gli interventi saranno pensati in maniera differente per le piccole e le grandi imprese. Senza tralasciarne nessuna perché “tutte le 30.000 imprese sono importanti”. Confermato che si tratterà di interventi trasversali ai vari ministeri. Con il Ministero delle Finanze lavorerà per realizzare “strumenti finanziari orizzontali”, mentre con il Ministero del Lavoro per “ampliare la copertura sulla cassa integrazione” e per “supportare e valorizzare la manodopera femminile” che rappresenta il 75% dell’occupazione del settore. A proposito del potenziamento della cassa integrazione, il Ministro ha dichiarato: “Per tutti gli aspetti di sostegno, seguirò una linea che io preferisco: accompagnare l’impresa al lavoro, piuttosto che accompagnare il lavoratore in cassa integrazione”. Su questo punto, come su altri del piano esposto dal Ministro, Confartigianato Moda ha espresso il proprio giudizio favorevole. Nel documento congiunto presentato al Governo dalle parti sociali a metà dicembre, le organizzazioni dell’artigianato avevano tracciato una strada per aiutare le imprese artigiane della moda a risolvere il problema immediato della liquidità. Una strada che supera la cassa integrazione prevedendo, per le imprese che non adotteranno licenziamenti né cassa integrazione guadagni, il differimento di un anno del versamento dei contributi obbligatori e degli obblighi fiscali. Una proposta che le parole del Ministro rendono attuale. Scajola, per rilanciare il mercato, ha annunciato anche una stretta sulla contraffazione dei marchi del made in Italy. Entro fine marzo verrà emanato un provvedimento “che il Senato ha emendato in maniera ancora più restrittiva” con l’inserimento di misure incisive anti-contraffazione. In arrivo anche “una campagna straordinaria sull’internazionalizzazione”. Sulla rilevanza del ruolo economico del comparto della moda, il Ministro Scajola è tornato più volte. “Con i suoi 70 miliardi di euro, di cui la metà in esportazioni – ha detto Scajola &#8211; il Paese non ne può fare assolutamente fare a meno” come non possono essere abbandonate “30.000 imprese che danno lavoro a più di 800.000 addetti”. Ma aldilà dei numeri, il Ministro ha sottolineato che il sistema moda è anche altro. E’ la bandiera del made in Italy, il settore che più di ogni altro ha sdoganato l’immagine dell’Italia dallo stereotipo di paese “pizza e mandolino” – sono parole di Scajola. “Quando si parla di Italia e Made in Italy la prima cosa che oggi viene in mente è la moda: un immagine di qualità e di serietà”. Soddisfazione per il riconoscimento del ruolo svolto dal settore è stata espressa dal Presidente della Federazione Nazionale della Moda di Confartigianato, Giuseppe Mazzarella. “Si tratta di un primo passo anche se decisamente positivo. Ora l’attesa è quella che gli interventi anticipati dal Ministro Scajola vengano varati rapidamente. In particolare quelli che prevedono il differimento di un anno dei versamenti dei contributi e dei premi, senza alcun onere né per interessi, né per sanzioni civili”.</p>
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		<title>Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 11:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alleanza europea apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[EAFA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·FORMAZIONE Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato Oggi a Roma, nell’ambito dell’high-level event della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/scajola-a-marzo-gli-aiuti-per-la-moda/">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</h1>
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<p>Arriveranno entro metà marzo le prime misure a sostegno del comparto della moda «made in Italy». A rassicurare imprese, organizzazioni imprenditoriali e sindacati del settore moda-tessile, che da tempo sollecitano al Governo un piano di interventi a sostegno del settore colpito dalla globalizzazione prima e dalla crisi economica poi, è il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, in apertura del tavolo di confronto tra Governo e parti sociali convocato presso il ministero lo scorso 26 febbraio. Attorno al tavolo Confartigianato Moda, le altre organizzazioni dell’artigianato, Confindustria, Confapi, Confcommercio, Confesercenti, Abi e tutte le sigle sindacali, oltre ai tecnici del Ministero dello Sviluppo Economico e ai rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero del Lavoro, del Dipartimento per le Pari Opportunità, dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza. E’ ancora presto per dire quale sarà l’entità delle risorse che il Governo intende mettere in campo per sostenere il comparto. Il Ministro non abbozza cifre, rimandando la comunicazione al nuovo tavolo che sarà riconvocato tra quindici giorni. Un fatto è comunque chiaro. Nessun intervento a pioggia, perché “le risorse disponibili – spiega Scajola &#8211; sono poche e quindi faremo tutto il possibile per impiegarle senza sprechi, ponderando con attenzione gli interventi”. Sempre tra quindici giorni saranno chiarite anche le azioni che il Ministero dello Sviluppo, di concerto con gli altri ministeri interessati, intende compiere per rilanciare il settore. Il Ministro ha concordato con le parti sociali che gli interventi per essere utili dovranno essere tempestivi: “Nel 2008 rispetto al 2007 c’è stato un calo complessivo del tessile abbigliamento dell’1,8%, ma se poi vediamo il settore delle calzature che ha avuto una flessione del 10,2%, l’allarme è forte”. Secondo le prime anticipazioni fatte da Scajola al tavolo, i sostegni “saranno concentrati sulla produzione, sulla distribuzione e sull’internazionalizzazione delle imprese”. Inoltre gli interventi saranno pensati in maniera differente per le piccole e le grandi imprese. Senza tralasciarne nessuna perché “tutte le 30.000 imprese sono importanti”. Confermato che si tratterà di interventi trasversali ai vari ministeri. Con il Ministero delle Finanze lavorerà per realizzare “strumenti finanziari orizzontali”, mentre con il Ministero del Lavoro per “ampliare la copertura sulla cassa integrazione” e per “supportare e valorizzare la manodopera femminile” che rappresenta il 75% dell’occupazione del settore. A proposito del potenziamento della cassa integrazione, il Ministro ha dichiarato: “Per tutti gli aspetti di sostegno, seguirò una linea che io preferisco: accompagnare l’impresa al lavoro, piuttosto che accompagnare il lavoratore in cassa integrazione”. Su questo punto, come su altri del piano esposto dal Ministro, Confartigianato Moda ha espresso il proprio giudizio favorevole. Nel documento congiunto presentato al Governo dalle parti sociali a metà dicembre, le organizzazioni dell’artigianato avevano tracciato una strada per aiutare le imprese artigiane della moda a risolvere il problema immediato della liquidità. Una strada che supera la cassa integrazione prevedendo, per le imprese che non adotteranno licenziamenti né cassa integrazione guadagni, il differimento di un anno del versamento dei contributi obbligatori e degli obblighi fiscali. Una proposta che le parole del Ministro rendono attuale. Scajola, per rilanciare il mercato, ha annunciato anche una stretta sulla contraffazione dei marchi del made in Italy. Entro fine marzo verrà emanato un provvedimento “che il Senato ha emendato in maniera ancora più restrittiva” con l’inserimento di misure incisive anti-contraffazione. In arrivo anche “una campagna straordinaria sull’internazionalizzazione”. Sulla rilevanza del ruolo economico del comparto della moda, il Ministro Scajola è tornato più volte. “Con i suoi 70 miliardi di euro, di cui la metà in esportazioni – ha detto Scajola &#8211; il Paese non ne può fare assolutamente fare a meno” come non possono essere abbandonate “30.000 imprese che danno lavoro a più di 800.000 addetti”. Ma aldilà dei numeri, il Ministro ha sottolineato che il sistema moda è anche altro. E’ la bandiera del made in Italy, il settore che più di ogni altro ha sdoganato l’immagine dell’Italia dallo stereotipo di paese “pizza e mandolino” – sono parole di Scajola. “Quando si parla di Italia e Made in Italy la prima cosa che oggi viene in mente è la moda: un immagine di qualità e di serietà”. Soddisfazione per il riconoscimento del ruolo svolto dal settore è stata espressa dal Presidente della Federazione Nazionale della Moda di Confartigianato, Giuseppe Mazzarella. “Si tratta di un primo passo anche se decisamente positivo. Ora l’attesa è quella che gli interventi anticipati dal Ministro Scajola vengano varati rapidamente. In particolare quelli che prevedono il differimento di un anno dei versamenti dei contributi e dei premi, senza alcun onere né per interessi, né per sanzioni civili”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/scajola-a-marzo-gli-aiuti-per-la-moda/">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/a-bruxelles-smeunited-definisce-le-priorita-strategiche-per-rafforzare-il-ruolo-delle-pmi-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 10:15:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[davide galli]]></category>
		<category><![CDATA[SMEunited]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·EUROPA A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa Due [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/scajola-a-marzo-gli-aiuti-per-la-moda/">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</h1>
</div>
</div>
<p>Arriveranno entro metà marzo le prime misure a sostegno del comparto della moda «made in Italy». A rassicurare imprese, organizzazioni imprenditoriali e sindacati del settore moda-tessile, che da tempo sollecitano al Governo un piano di interventi a sostegno del settore colpito dalla globalizzazione prima e dalla crisi economica poi, è il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, in apertura del tavolo di confronto tra Governo e parti sociali convocato presso il ministero lo scorso 26 febbraio. Attorno al tavolo Confartigianato Moda, le altre organizzazioni dell’artigianato, Confindustria, Confapi, Confcommercio, Confesercenti, Abi e tutte le sigle sindacali, oltre ai tecnici del Ministero dello Sviluppo Economico e ai rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero del Lavoro, del Dipartimento per le Pari Opportunità, dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza. E’ ancora presto per dire quale sarà l’entità delle risorse che il Governo intende mettere in campo per sostenere il comparto. Il Ministro non abbozza cifre, rimandando la comunicazione al nuovo tavolo che sarà riconvocato tra quindici giorni. Un fatto è comunque chiaro. Nessun intervento a pioggia, perché “le risorse disponibili – spiega Scajola &#8211; sono poche e quindi faremo tutto il possibile per impiegarle senza sprechi, ponderando con attenzione gli interventi”. Sempre tra quindici giorni saranno chiarite anche le azioni che il Ministero dello Sviluppo, di concerto con gli altri ministeri interessati, intende compiere per rilanciare il settore. Il Ministro ha concordato con le parti sociali che gli interventi per essere utili dovranno essere tempestivi: “Nel 2008 rispetto al 2007 c’è stato un calo complessivo del tessile abbigliamento dell’1,8%, ma se poi vediamo il settore delle calzature che ha avuto una flessione del 10,2%, l’allarme è forte”. Secondo le prime anticipazioni fatte da Scajola al tavolo, i sostegni “saranno concentrati sulla produzione, sulla distribuzione e sull’internazionalizzazione delle imprese”. Inoltre gli interventi saranno pensati in maniera differente per le piccole e le grandi imprese. Senza tralasciarne nessuna perché “tutte le 30.000 imprese sono importanti”. Confermato che si tratterà di interventi trasversali ai vari ministeri. Con il Ministero delle Finanze lavorerà per realizzare “strumenti finanziari orizzontali”, mentre con il Ministero del Lavoro per “ampliare la copertura sulla cassa integrazione” e per “supportare e valorizzare la manodopera femminile” che rappresenta il 75% dell’occupazione del settore. A proposito del potenziamento della cassa integrazione, il Ministro ha dichiarato: “Per tutti gli aspetti di sostegno, seguirò una linea che io preferisco: accompagnare l’impresa al lavoro, piuttosto che accompagnare il lavoratore in cassa integrazione”. Su questo punto, come su altri del piano esposto dal Ministro, Confartigianato Moda ha espresso il proprio giudizio favorevole. Nel documento congiunto presentato al Governo dalle parti sociali a metà dicembre, le organizzazioni dell’artigianato avevano tracciato una strada per aiutare le imprese artigiane della moda a risolvere il problema immediato della liquidità. Una strada che supera la cassa integrazione prevedendo, per le imprese che non adotteranno licenziamenti né cassa integrazione guadagni, il differimento di un anno del versamento dei contributi obbligatori e degli obblighi fiscali. Una proposta che le parole del Ministro rendono attuale. Scajola, per rilanciare il mercato, ha annunciato anche una stretta sulla contraffazione dei marchi del made in Italy. Entro fine marzo verrà emanato un provvedimento “che il Senato ha emendato in maniera ancora più restrittiva” con l’inserimento di misure incisive anti-contraffazione. In arrivo anche “una campagna straordinaria sull’internazionalizzazione”. Sulla rilevanza del ruolo economico del comparto della moda, il Ministro Scajola è tornato più volte. “Con i suoi 70 miliardi di euro, di cui la metà in esportazioni – ha detto Scajola &#8211; il Paese non ne può fare assolutamente fare a meno” come non possono essere abbandonate “30.000 imprese che danno lavoro a più di 800.000 addetti”. Ma aldilà dei numeri, il Ministro ha sottolineato che il sistema moda è anche altro. E’ la bandiera del made in Italy, il settore che più di ogni altro ha sdoganato l’immagine dell’Italia dallo stereotipo di paese “pizza e mandolino” – sono parole di Scajola. “Quando si parla di Italia e Made in Italy la prima cosa che oggi viene in mente è la moda: un immagine di qualità e di serietà”. Soddisfazione per il riconoscimento del ruolo svolto dal settore è stata espressa dal Presidente della Federazione Nazionale della Moda di Confartigianato, Giuseppe Mazzarella. “Si tratta di un primo passo anche se decisamente positivo. Ora l’attesa è quella che gli interventi anticipati dal Ministro Scajola vengano varati rapidamente. In particolare quelli che prevedono il differimento di un anno dei versamenti dei contributi e dei premi, senza alcun onere né per interessi, né per sanzioni civili”.</p>
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		<title>In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in Medio Oriente. Il punto sulla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-due-mesi-di-guerra-perso-un-terzo-330-del-made-in-italy-in-medio-oriente-il-punto-sulla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:12:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 3 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/scajola-a-marzo-gli-aiuti-per-la-moda/">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</h1>
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<p>Arriveranno entro metà marzo le prime misure a sostegno del comparto della moda «made in Italy». A rassicurare imprese, organizzazioni imprenditoriali e sindacati del settore moda-tessile, che da tempo sollecitano al Governo un piano di interventi a sostegno del settore colpito dalla globalizzazione prima e dalla crisi economica poi, è il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, in apertura del tavolo di confronto tra Governo e parti sociali convocato presso il ministero lo scorso 26 febbraio. Attorno al tavolo Confartigianato Moda, le altre organizzazioni dell’artigianato, Confindustria, Confapi, Confcommercio, Confesercenti, Abi e tutte le sigle sindacali, oltre ai tecnici del Ministero dello Sviluppo Economico e ai rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero del Lavoro, del Dipartimento per le Pari Opportunità, dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza. E’ ancora presto per dire quale sarà l’entità delle risorse che il Governo intende mettere in campo per sostenere il comparto. Il Ministro non abbozza cifre, rimandando la comunicazione al nuovo tavolo che sarà riconvocato tra quindici giorni. Un fatto è comunque chiaro. Nessun intervento a pioggia, perché “le risorse disponibili – spiega Scajola &#8211; sono poche e quindi faremo tutto il possibile per impiegarle senza sprechi, ponderando con attenzione gli interventi”. Sempre tra quindici giorni saranno chiarite anche le azioni che il Ministero dello Sviluppo, di concerto con gli altri ministeri interessati, intende compiere per rilanciare il settore. Il Ministro ha concordato con le parti sociali che gli interventi per essere utili dovranno essere tempestivi: “Nel 2008 rispetto al 2007 c’è stato un calo complessivo del tessile abbigliamento dell’1,8%, ma se poi vediamo il settore delle calzature che ha avuto una flessione del 10,2%, l’allarme è forte”. Secondo le prime anticipazioni fatte da Scajola al tavolo, i sostegni “saranno concentrati sulla produzione, sulla distribuzione e sull’internazionalizzazione delle imprese”. Inoltre gli interventi saranno pensati in maniera differente per le piccole e le grandi imprese. Senza tralasciarne nessuna perché “tutte le 30.000 imprese sono importanti”. Confermato che si tratterà di interventi trasversali ai vari ministeri. Con il Ministero delle Finanze lavorerà per realizzare “strumenti finanziari orizzontali”, mentre con il Ministero del Lavoro per “ampliare la copertura sulla cassa integrazione” e per “supportare e valorizzare la manodopera femminile” che rappresenta il 75% dell’occupazione del settore. A proposito del potenziamento della cassa integrazione, il Ministro ha dichiarato: “Per tutti gli aspetti di sostegno, seguirò una linea che io preferisco: accompagnare l’impresa al lavoro, piuttosto che accompagnare il lavoratore in cassa integrazione”. Su questo punto, come su altri del piano esposto dal Ministro, Confartigianato Moda ha espresso il proprio giudizio favorevole. Nel documento congiunto presentato al Governo dalle parti sociali a metà dicembre, le organizzazioni dell’artigianato avevano tracciato una strada per aiutare le imprese artigiane della moda a risolvere il problema immediato della liquidità. Una strada che supera la cassa integrazione prevedendo, per le imprese che non adotteranno licenziamenti né cassa integrazione guadagni, il differimento di un anno del versamento dei contributi obbligatori e degli obblighi fiscali. Una proposta che le parole del Ministro rendono attuale. Scajola, per rilanciare il mercato, ha annunciato anche una stretta sulla contraffazione dei marchi del made in Italy. Entro fine marzo verrà emanato un provvedimento “che il Senato ha emendato in maniera ancora più restrittiva” con l’inserimento di misure incisive anti-contraffazione. In arrivo anche “una campagna straordinaria sull’internazionalizzazione”. Sulla rilevanza del ruolo economico del comparto della moda, il Ministro Scajola è tornato più volte. “Con i suoi 70 miliardi di euro, di cui la metà in esportazioni – ha detto Scajola &#8211; il Paese non ne può fare assolutamente fare a meno” come non possono essere abbandonate “30.000 imprese che danno lavoro a più di 800.000 addetti”. Ma aldilà dei numeri, il Ministro ha sottolineato che il sistema moda è anche altro. E’ la bandiera del made in Italy, il settore che più di ogni altro ha sdoganato l’immagine dell’Italia dallo stereotipo di paese “pizza e mandolino” – sono parole di Scajola. “Quando si parla di Italia e Made in Italy la prima cosa che oggi viene in mente è la moda: un immagine di qualità e di serietà”. Soddisfazione per il riconoscimento del ruolo svolto dal settore è stata espressa dal Presidente della Federazione Nazionale della Moda di Confartigianato, Giuseppe Mazzarella. “Si tratta di un primo passo anche se decisamente positivo. Ora l’attesa è quella che gli interventi anticipati dal Ministro Scajola vengano varati rapidamente. In particolare quelli che prevedono il differimento di un anno dei versamenti dei contributi e dei premi, senza alcun onere né per interessi, né per sanzioni civili”.</p>
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		<title>Granelli a ReStart (Rai3): &#8220;Il lavoro c’è ed è artigiano. Investiamo sulle competenze dei giovani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-restart-rai3-il-lavoro-ce-ed-e-artigiano-investiamo-sulle-competenze-dei-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 09:22:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[annalisa bruchi]]></category>
		<category><![CDATA[restart]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Giugno 2026·MEDIA Granelli a ReStart (Rai3): &#8220;Il lavoro c’è ed è artigiano. Investiamo sulle competenze dei giovani&#8221; Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/scajola-a-marzo-gli-aiuti-per-la-moda/">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda»</h1>
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<p>Arriveranno entro metà marzo le prime misure a sostegno del comparto della moda «made in Italy». A rassicurare imprese, organizzazioni imprenditoriali e sindacati del settore moda-tessile, che da tempo sollecitano al Governo un piano di interventi a sostegno del settore colpito dalla globalizzazione prima e dalla crisi economica poi, è il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, in apertura del tavolo di confronto tra Governo e parti sociali convocato presso il ministero lo scorso 26 febbraio. Attorno al tavolo Confartigianato Moda, le altre organizzazioni dell’artigianato, Confindustria, Confapi, Confcommercio, Confesercenti, Abi e tutte le sigle sindacali, oltre ai tecnici del Ministero dello Sviluppo Economico e ai rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero del Lavoro, del Dipartimento per le Pari Opportunità, dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza. E’ ancora presto per dire quale sarà l’entità delle risorse che il Governo intende mettere in campo per sostenere il comparto. Il Ministro non abbozza cifre, rimandando la comunicazione al nuovo tavolo che sarà riconvocato tra quindici giorni. Un fatto è comunque chiaro. Nessun intervento a pioggia, perché “le risorse disponibili – spiega Scajola &#8211; sono poche e quindi faremo tutto il possibile per impiegarle senza sprechi, ponderando con attenzione gli interventi”. Sempre tra quindici giorni saranno chiarite anche le azioni che il Ministero dello Sviluppo, di concerto con gli altri ministeri interessati, intende compiere per rilanciare il settore. Il Ministro ha concordato con le parti sociali che gli interventi per essere utili dovranno essere tempestivi: “Nel 2008 rispetto al 2007 c’è stato un calo complessivo del tessile abbigliamento dell’1,8%, ma se poi vediamo il settore delle calzature che ha avuto una flessione del 10,2%, l’allarme è forte”. Secondo le prime anticipazioni fatte da Scajola al tavolo, i sostegni “saranno concentrati sulla produzione, sulla distribuzione e sull’internazionalizzazione delle imprese”. Inoltre gli interventi saranno pensati in maniera differente per le piccole e le grandi imprese. Senza tralasciarne nessuna perché “tutte le 30.000 imprese sono importanti”. Confermato che si tratterà di interventi trasversali ai vari ministeri. Con il Ministero delle Finanze lavorerà per realizzare “strumenti finanziari orizzontali”, mentre con il Ministero del Lavoro per “ampliare la copertura sulla cassa integrazione” e per “supportare e valorizzare la manodopera femminile” che rappresenta il 75% dell’occupazione del settore. A proposito del potenziamento della cassa integrazione, il Ministro ha dichiarato: “Per tutti gli aspetti di sostegno, seguirò una linea che io preferisco: accompagnare l’impresa al lavoro, piuttosto che accompagnare il lavoratore in cassa integrazione”. Su questo punto, come su altri del piano esposto dal Ministro, Confartigianato Moda ha espresso il proprio giudizio favorevole. Nel documento congiunto presentato al Governo dalle parti sociali a metà dicembre, le organizzazioni dell’artigianato avevano tracciato una strada per aiutare le imprese artigiane della moda a risolvere il problema immediato della liquidità. Una strada che supera la cassa integrazione prevedendo, per le imprese che non adotteranno licenziamenti né cassa integrazione guadagni, il differimento di un anno del versamento dei contributi obbligatori e degli obblighi fiscali. Una proposta che le parole del Ministro rendono attuale. Scajola, per rilanciare il mercato, ha annunciato anche una stretta sulla contraffazione dei marchi del made in Italy. Entro fine marzo verrà emanato un provvedimento “che il Senato ha emendato in maniera ancora più restrittiva” con l’inserimento di misure incisive anti-contraffazione. In arrivo anche “una campagna straordinaria sull’internazionalizzazione”. Sulla rilevanza del ruolo economico del comparto della moda, il Ministro Scajola è tornato più volte. “Con i suoi 70 miliardi di euro, di cui la metà in esportazioni – ha detto Scajola &#8211; il Paese non ne può fare assolutamente fare a meno” come non possono essere abbandonate “30.000 imprese che danno lavoro a più di 800.000 addetti”. Ma aldilà dei numeri, il Ministro ha sottolineato che il sistema moda è anche altro. E’ la bandiera del made in Italy, il settore che più di ogni altro ha sdoganato l’immagine dell’Italia dallo stereotipo di paese “pizza e mandolino” – sono parole di Scajola. “Quando si parla di Italia e Made in Italy la prima cosa che oggi viene in mente è la moda: un immagine di qualità e di serietà”. Soddisfazione per il riconoscimento del ruolo svolto dal settore è stata espressa dal Presidente della Federazione Nazionale della Moda di Confartigianato, Giuseppe Mazzarella. “Si tratta di un primo passo anche se decisamente positivo. Ora l’attesa è quella che gli interventi anticipati dal Ministro Scajola vengano varati rapidamente. In particolare quelli che prevedono il differimento di un anno dei versamenti dei contributi e dei premi, senza alcun onere né per interessi, né per sanzioni civili”.</p>
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		<title>Scajola, «a marzo gli aiuti per la moda» - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Thu, 26 Feb 2009 23:00:00 +0000</lastBuildDate>
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