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	<title>Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/06/sistema-moda-firmato-il-protocollo-europeo-anticrisi/">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Giugno 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-4-di-sera-rete-4-le-crisi-geopolitiche-presentano-il-conto-alle-nostre-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221; [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-per-economia-e-imprese-il-punto-nel-webinar-del-6-luglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Giugno 2026·CONGIUNTURA Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio Le [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>newsletter_A 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/06/sistema-moda-firmato-il-protocollo-europeo-anticrisi/">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Giugno 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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</div>
<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/06/sistema-moda-firmato-il-protocollo-europeo-anticrisi/">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Giugno 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-vista-un-accordo-per-la-riapertura-di-hormuz-il-conto-di-oltre-cento-giorni-di-crisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dal-piano-per-lexport-40-milioni-di-euro-per-le-micro-e-piccole-imprese-colpite-dalla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/06/sistema-moda-firmato-il-protocollo-europeo-anticrisi/">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Giugno 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/con-aumento-tassi-bce-a-rischio-investimenti-delle-piccole-imprese-in-transizioni-digitale-e-green/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:22:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 11 Giugno 2026·CREDITO Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Giugno 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, sostenibilità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-e-symbola-celebrano-lartigianato-simbolo-del-futuro-del-made-in-italy-tra-design-sostenibilita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Mantova]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 11 Giugno 2026·MADE IN ITALY Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<item>
		<title>Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/burocrazia-e-normativa-complessa-pesano-sulla-qualita-dei-servizi-pubblici-italia-al-26-posto-in-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Giugno 2026·PA Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/06/sistema-moda-firmato-il-protocollo-europeo-anticrisi/">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/moda-congiuntura-ancora-debole-e-i-timori-per-gli-investimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 8 Giugno 2026·MODA Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti Nel primo trimestre del 2026 la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/06/sistema-moda-firmato-il-protocollo-europeo-anticrisi/">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Giugno 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna con Symbola</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianato-aumentato-e-made-in-italy-l11-giugno-a-mantova-levento-conclusivo-della-campagna-con-symbola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:17:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna [&#8230;]</p>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 11:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alleanza europea apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[EAFA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·FORMAZIONE Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato Oggi a Roma, nell’ambito dell’high-level event della [&#8230;]</p>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Mon, 08 Jun 2009 22:00:00 +0000</lastBuildDate>
		<docs>http://backend.userland.com/rss092</docs>
		<language>it-IT</language>
		

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