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	<title>Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Piano Casa è strategico per Italia e rilancio Pmi costruzioni. Valorizzare filiere a km 0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 17:33:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Aprile 2026·COSTRUZIONI Piano Casa è strategico per Italia e rilancio Pmi costruzioni. Valorizzare filiere a km 0 [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Giugno 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Il Tax Reform Index di Confartigianato: riforma fiscale attuata al 65%. In prima pagina su IlSole24Ore</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/riforma-fiscale-attuata-al-65-confartigianato-presenta-il-tax-reform-index/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 06:36:41 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Maurizio Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Tax Reform Index]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Carbone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 30 Aprile 2026·FISCO Il Tax Reform Index di Confartigianato: riforma fiscale attuata al 65%. In prima pagina su IlSole24Ore [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Confartigianato porta a Londra le eccellenze artigiane alla prima edizione di “Real Italian Food &#038; Wine Experience”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-porta-a-londra-le-eccellenze-artigiane-alla-prima-edizione-di-real-italian-food-wine-experience/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 14:09:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Real Italian Food & Wine Experience]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Aprile 2026·MERCATI ESTERI Confartigianato porta a Londra le eccellenze artigiane alla prima edizione di “Real Italian Food &#038; [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Dl lavoro &#8211; Bene incentivi, ma servono misure a lungo termine e senza limiti uso per Pmi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 17:10:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[dl lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Aprile 2026·LAVORO Dl lavoro &#8211; Bene incentivi, ma servono misure a lungo termine e senza limiti uso [&#8230;]</p>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Verso 1° maggio: in quattro anni di elevata turbolenza cresce a doppia cifra (+11,2%) il lavoro dipendente stabile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/verso-1-maggio-in-quattro-anni-di-elevata-turbolenza-cresce-a-doppia-cifra-112-il-lavoro-dipendente-stabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 11:09:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 28 Aprile 2026·LAVORO Verso 1° maggio: in quattro anni di elevata turbolenza cresce a doppia cifra (+11,2%) il lavoro [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Giugno 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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</div>
<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/06/sistema-moda-firmato-il-protocollo-europeo-anticrisi/">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Bene la semplificazione degli incentivi. Ma la riforma non rimanga sospesa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/bene-la-semplificazione-degli-incentivi-ma-la-riforma-non-rimanga-sospesa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 10:10:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[riforma incentivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Aprile 2026·INCENTIVI Bene la semplificazione degli incentivi. Ma la riforma non rimanga sospesa “Una riforma necessaria per [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Giugno 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Su DFP condivisibile prudenza Governo. Urgono misure su energia, credito, competitività</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 07:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Aprile 2026·DFP 2026 Su DFP condivisibile prudenza Governo. Urgono misure su energia, credito, competitività Confartigianato, Cna e [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Confartigianato presenta il Tax Reform Index: come cambia il fisco per artigiani e Mpi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-presenta-il-tax-reform-index-come-cambia-il-fisco-per-artigiani-e-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 14:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Tamburini]]></category>
		<category><![CDATA[giancarlo giorgetti]]></category>
		<category><![CDATA[Jean Marie Del Bo]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Tax Reform Index]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Carbone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 27 Aprile 2026·EVENTI Confartigianato presenta il Tax Reform Index: come cambia il fisco per artigiani e Mpi A quasi [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Jacopo Poli è &#8216;Maestro del Made in Italy&#8217;: premiata impresa di Confartigianato Vicenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 21:47:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[jacopo poli]]></category>
		<category><![CDATA[poli distillerie]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Maestro del made in Italy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Aprile 2026·MADE IN ITALY Jacopo Poli è &#8216;Maestro del Made in Italy&#8217;: premiata impresa di Confartigianato Vicenza Jacopo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/06/sistema-moda-firmato-il-protocollo-europeo-anticrisi/">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Indicazioni Geografiche: a Bruxelles Confartigianato fa il punto sulle nuove tutele per i prodotti artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/indicazioni-geografiche-a-bruxelles-confartigianato-fa-il-punto-sulle-nuove-tutele-per-i-prodotti-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 11:50:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[indicazioni geografiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Aprile 2026·MADE IN ITALY Indicazioni Geografiche: a Bruxelles Confartigianato fa il punto sulle nuove tutele per i prodotti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/06/sistema-moda-firmato-il-protocollo-europeo-anticrisi/">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Giugno 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Confartigianato conquista Hong Kong con moda e gioielleria tra artigianalità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-conquista-hong-kong-con-moda-e-gioielleria-tra-artigianalita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 10:48:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Hong Kong]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Aprile 2026·MERCATI ESTERI Confartigianato conquista Hong Kong con moda e gioielleria tra artigianalità e innovazione Si è conclusa [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Giugno 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/06/sistema-moda-firmato-il-protocollo-europeo-anticrisi/">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Nel 2025 la produzione di mobili sale del 3,5% vs +0,7% Ue. Il report di Confartigianato al Salone del Mobile a Milano</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/nel-2025-la-produzione-di-mobili-sale-del-35-vs-07-ue-il-report-di-confartigianato-al-salone-del-mobile-a-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 10:18:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[salone del mobile]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Aprile 2026·LEGNO E ARREDO Nel 2025 la produzione di mobili sale del 3,5% vs +0,7% Ue. Il report [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Al Mimit con il Ministro Urso al via la campagna nazionale &#8216;Artigianato, futuro del made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/oggi-al-mimit-con-il-ministro-urso-al-via-la-campagna-nazionale-artigianato-futuro-del-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 14:49:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[adolfo urso]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata nazionale del made in Italy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Aprile 2026·MADE IN ITALY Al Mimit con il Ministro Urso al via la campagna nazionale &#8216;Artigianato, futuro del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/06/sistema-moda-firmato-il-protocollo-europeo-anticrisi/">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Giugno 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Confartigianato sul Documento finanza pubblica 2026: “Serve risposta Ue su energia e vincoli bilancio”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 14:49:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[DFP 2026]]></category>
		<category><![CDATA[giancarlo giorgetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Aprile 2026·DFP 2026 Confartigianato sul Documento finanza pubblica 2026: “Serve risposta Ue su energia e vincoli bilancio” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/06/sistema-moda-firmato-il-protocollo-europeo-anticrisi/">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Giugno 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Granelli: &#8220;Bene proposta Sen. De Carlo di aggiungere ‘artigianato&#8217; a denominazione Commissione Industria Senato&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 12:15:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Luca De Carlo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Aprile 2026·SENATO Granelli: &#8220;Bene proposta Sen. De Carlo di aggiungere ‘artigianato&#8217; a denominazione Commissione Industria Senato&#8221; “Accogliamo [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane in audizione alla Camera: &#8220;Pmi siano al centro di politiche Ue&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/le-confederazioni-artigiane-in-audizione-alla-camera-pmi-siano-al-centro-di-politiche-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 11:51:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Aprile 2026·EUROPA Le Confederazioni artigiane in audizione alla Camera: &#8220;Pmi siano al centro di politiche Ue&#8221; Sostegno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/06/sistema-moda-firmato-il-protocollo-europeo-anticrisi/">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Granelli a “Unomattina” (Rai1): “Più tutele per i veri artigiani e nuove opportunità per i giovani”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-a-unomattina-rai1-piu-tutele-per-i-veri-artigiani-e-nuove-opportunita-per-i-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 11:10:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[rai1]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Aprile 2026·MEDIA Granelli a “Unomattina” (Rai1): “Più tutele per i veri artigiani e nuove opportunità per i giovani” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/06/sistema-moda-firmato-il-protocollo-europeo-anticrisi/">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Giugno 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Alta vocazione artigiana, fattore chiave della leadership europea del Design. Il report di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 12:33:34 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[salone del mobile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 21 Aprile 2026·LEGNO E ARREDO Alta vocazione artigiana, fattore chiave della leadership europea del Design. Il report di Confartigianato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/06/sistema-moda-firmato-il-protocollo-europeo-anticrisi/">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Giugno 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>OpenAI e Confartigianato lanciano lo SME AI Accelerator per le PMI italiane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 09:30:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 20 Aprile 2026·INIZIATIVE OpenAI e Confartigianato lanciano lo SME AI Accelerator per le PMI italiane OpenAI e Confartigianato [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Giugno 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Artigianato protagonista del turismo: il Ministro Mazzi riceve il Presidente di Confartigianato Granelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 13:00:23 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Gianmarco Mazzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Aprile 2026·TURISMO Artigianato protagonista del turismo: il Ministro Mazzi riceve il Presidente di Confartigianato Granelli Il Ministro del [&#8230;]</p>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Mon, 08 Jun 2009 22:00:00 +0000</lastBuildDate>
		<docs>http://backend.userland.com/rss092</docs>
		<language>it-IT</language>
		

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