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	<title>Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Agosto 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217; Un turismo diffuso, [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Giugno 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/nel-2026-sono-205mila-le-imprese-artigiane-interessate-da-domanda-turistica-con-544mila-addetti-il-167-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Giugno 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/lundertourism-cresce-e-piace-al-21-dei-vacanzieri-protagonisti-204mila-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani &#160; Via dalla pazza [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/06/sistema-moda-firmato-il-protocollo-europeo-anticrisi/">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Giugno 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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</div>
<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/06/sistema-moda-firmato-il-protocollo-europeo-anticrisi/">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/leccellenza-artigiana-dellargento-protagonista-a-unomattina-rai1-con-bianca-guscelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Giugno 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
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		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/06/sistema-moda-firmato-il-protocollo-europeo-anticrisi/">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/06/sistema-moda-firmato-il-protocollo-europeo-anticrisi/">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Giugno 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
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		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Giugno 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/06/sistema-moda-firmato-il-protocollo-europeo-anticrisi/">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Giugno 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Giugno 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Giugno 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24)</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-sulla-rappresentanza-e-crisi-di-hormuz-granelli-a-focus-economia-radio24/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 17:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[radio24]]></category>
		<category><![CDATA[sebastiano barisoni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 13 Luglio 2026·MEDIA Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24) Confartigianato ha sottoscritto l&#8217;accordo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/06/sistema-moda-firmato-il-protocollo-europeo-anticrisi/">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Giugno 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/06/sistema-moda-firmato-il-protocollo-europeo-anticrisi/">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Accordo su rappresentanza e contrattazione: servono chiarezza su rappresentatività e impegno antidumping</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-su-rappresentanza-e-contrattazione-servono-chiarezza-su-rappresentativita-e-impegno-antidumping/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 16:51:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[contrattazione]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentanza imprenditoriale]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentatività]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·LAVORO Accordo su rappresentanza e contrattazione: servono chiarezza su rappresentatività e impegno antidumping Le principali organizzazioni datoriali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/06/sistema-moda-firmato-il-protocollo-europeo-anticrisi/">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Giugno 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Premio Confartigianato Motori: presentata a Monza l&#8217;edizione 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 12:28:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Confatigianato Motori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·MOTORI Premio Confartigianato Motori: presentata a Monza l&#8217;edizione 2026 Si è tenuta il 9 luglio a Monza, [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Giugno 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi</h1>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>La sanità del futuro nel nuovo numero di Spirito Artigiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 09:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·MEDIA La sanità del futuro nel nuovo numero di Spirito Artigiano La salute come bene comune, la [&#8230;]</p>
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<p>I problemi del settore Moda cercano una risposta a Strasburgo. A pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo, Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali della filiera TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) e i sindacati del settore, hanno tracciato la rotta che dovranno seguire i futuri europarlamentari italiani per aiutare il comparto ad uscire dall’attuale crisi. Le proposte ai candidati della legislatura Ue 2009-2014 sono contenute in un protocollo presentato a Milano lo scorso 3 giugno. Anche se la parte centrale del documento è occupata dalle azioni necessarie per rimettere in moto il settore, i firmatari tuttavia vanno oltre. E rivendicano un ruolo attivo nella “partecipazione alla definizione sia di misure di intervento di impatto immediato che di politiche di più ampio respiro, che sostengano e orientino l’attività della Commissione Ue nella direzione di uno sviluppo sostenibile e coerente con lo scenario competitivo mondiale”. Una condivisione di responsabilità giustificata dal peso che esercita il settore sull’economia del Paese (“70 miliardi di euro di fatturato, oltre 38 in esportazioni, 18 di contributo all’attivo della bilancia commerciale, 757mila addetti nella sola componente manifatturiera”) e dalle previsioni per il 2009, tutt’altro che rosee: “un anno particolarmente critico” a causa “della debolezza del mercato nazionale e del forte rallentamento delle esportazioni in tutti i mercati di sbocco”, che già hanno caratterizzato il 2008”. Dal punto di vista pratico il punto di incontro e di scambio tra le associazioni che rappresentano le imprese del comparto e gli eurodeputati italiani potrebbe avvenire attraverso la creazione di un intergruppo per il settore Moda “che diventi – si legge nel documento – uno spazio di confronto costante”, “una officina delle idee e delle proposte che vadano a concretizzarsi in misure rispondenti alle esigenze della filiera tessile”. Nel protocollo vengono condivise le priorità d’azione espresse da tempo da Confartigianato: assicurare e rendere più fluido il credito alle aziende; rafforzare la politica industriale UE nei confronti delle piccole imprese; potenziare gli ammortizzatori sociali. La parte più articolata del documento è quella in cui le associazioni firmatarie riassumono le iniziative per il sostegno diretto della filiera. Tra le proposte, trovano spazio anche progetti fermi da tempo sui tavoli di Bruxelles. Tra questi c’è il dossier relativo al Made In, l’indicazione obbligatoria in etichetta dei paesi d’origine per tutti i prodotti della moda importati nell’Unione Europea da Paesi Terzi che per Confartigianato e le altre organizzazioni va rimesso al più presto sui binari. Tra le altre proposte sollecitate: la reciprocità delle regole del commercio internazionale; il rafforzamento delle misure antidumping e antisovvenzioni; la creazione di un patto sociale europeo come motore di una maggiore occupazione qualitativa e quantitativa; la lotta alla contraffazione e una vigorosa difesa del marchio d’origine.</p>
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		<title>Sistema Moda: Firmato il protocollo europeo anticrisi - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Mon, 08 Jun 2009 22:00:00 +0000</lastBuildDate>
		<docs>http://backend.userland.com/rss092</docs>
		<language>it-IT</language>
		

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