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	<title>L’artigianato parte alla conquista dei mercati esteri - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>L’artigianato parte alla conquista dei mercati esteri - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Granelli a Tgcom24 su caro-energia e crisi manodopera: &#8216;Servono scelte Ue forti e patto scuola-lavoro&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 12:30:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[tgcom24]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Media 4 Aprile 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Granelli a Tgcom24 su caro-energia e crisi manodopera: &#8216;Servono scelte Ue forti e patto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/lartigianato-parte-alla-conquista-dei-mercati-esteri/">L’artigianato parte alla conquista dei mercati esteri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8031 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-europa-e-mercati-internazionali category-legno-e-arredo category-moda-2 category-territorio" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L’artigianato parte alla conquista dei mercati esteri</h1>
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<p>Non c’è dubbio, sono le piccole imprese che rendono grande il nostro paese. Soprattutto all’estero, dove il made in Italy è ancora un valore assoluto, nonostante la diffusa crisi economica e la soppressione del nostro commerciale dell’ICE. In un quadro simile, per le imprese artigiane diventa sempre più difficile conquistare nuovi mercati. Confartigianato, però, è riuscita ad invertire questa tendenza, avvicinando più di 250 imprese associate ai mercati esteri. Per farlo, ha sfruttato i cinque milioni di euro per l’internazionalizzazione delle imprese artigiane messi a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico, avvalendosi del prezioso contributo di Artigiancassa per l’erogazione dei fondi e la consulenza creditizia, stimolando le associazioni provinciali e sostenendo l’aggregazione tra imprese. Il risultato è stato incredibile. Su ventinove progetti presentanti dal Sistema Confartigianato, ventiquattro sono stati approvati e finanziati dal Ministero. Una quota che rappresenta circa il 50% di tutte le domande ammesse a finanziamento e che mette a disposizione delle imprese circa 2 milioni e mezzo di euro da spendere per azioni di conquista e penetrazione di nuovi mercati. Tanti i settori coinvolti, altrettanti i territori che hanno saputo aggregare imprese ed imprenditori. Come nel caso delle associazioni di Ancona, Novara, Lecce e Vicenza, che da sole hanno coinvolto 82 imprese per cinque missioni differenti. Approdare su mercati esteri non è un’operazione commerciale semplice. Bisogna capire il mercato, pianificare strategie di marketing di prodotto e di commercializzazione. Una conferma arriva da Pesaro, dove la Avenanti 1870, una storica impresa di arredo che esporta il 75% della propria produzione, ha messo insieme sei imprese di due regioni diverse, le Marche e la Toscana, per la conquista di nuovi mercati ed il rafforzamento della propria presenza su mercati già battuti. &#8220;Per internazionalizzare, un imprenditore deve in primo luogo fare un’analisi del proprio prodotto e capire dove e come questo prodotto può essere inserito in alcuni mercati &#8211; ha spiegato Zeno Avenanti, titolare della Avenanti 1870 e presidente della categoria legno e arredo di Confartigianato Pesaro e Urbino &#8211; A volte, è assolutamente indispensabile capire anche l&#8217;adattabilità del prodotto ai mercati che si vogliono conquistare. E&#8217; anche importante partecipare alle fiere, noi l&#8217;abbiamo fatto in passato con l&#8217;ICE e con un&#8217;azienda di Pesaro specializzata in questo tipo di operazioni, la Aspin 2000. Iniziative che ci hanno dato la possibilità di vendere il prodotto, ma soprattutto di capire il mercato&#8221;. Tra i progetti finanziati, ce n’è uno, nato a Terni dalla sinergia tra due consorzi dell’oreficieria e dell’accessoristica per gioielli, che non ha deciso di esportare un prodotto, ma un modello formativo per sensibilizzare mercati e operatori esteri al gusto italiano. Una mossa che prepara il terreno ad una vera e propria commercializzazione di prodotto. &#8220;Abbiamo cercato di reinterpretare il concetto di made in Italy con un&#8217;evoluzione concettuale. Non soltanto un prodotto che viene realizzatio in Italia, ma essenza e gusto italiano, design del made in italy, stile italiano inteso anche come stile di vita e non soltanto come stile estetico &#8211; ha detto Mauro Franceschini, titolare della Franceschini fratelli e vicepresidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato &#8211; ci dà la possibilità di vendere e promuovere qualcosa che gli altri paesi non possono assolutamente avere. Quindi essere unici e ritagliarci la nostra unicità”, ha poi concluso l&#8217;imprenditore ternano.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;Buon lavoro al Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/il-presidente-granelli-buon-lavoro-al-ministro-del-turismo-gianmarco-mazzi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 11:54:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 3 Aprile 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;Buon lavoro al Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi&#8221; “Esprimiamo i nostri migliori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/lartigianato-parte-alla-conquista-dei-mercati-esteri/">L’artigianato parte alla conquista dei mercati esteri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">L’artigianato parte alla conquista dei mercati esteri</h1>
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<p>Non c’è dubbio, sono le piccole imprese che rendono grande il nostro paese. Soprattutto all’estero, dove il made in Italy è ancora un valore assoluto, nonostante la diffusa crisi economica e la soppressione del nostro commerciale dell’ICE. In un quadro simile, per le imprese artigiane diventa sempre più difficile conquistare nuovi mercati. Confartigianato, però, è riuscita ad invertire questa tendenza, avvicinando più di 250 imprese associate ai mercati esteri. Per farlo, ha sfruttato i cinque milioni di euro per l’internazionalizzazione delle imprese artigiane messi a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico, avvalendosi del prezioso contributo di Artigiancassa per l’erogazione dei fondi e la consulenza creditizia, stimolando le associazioni provinciali e sostenendo l’aggregazione tra imprese. Il risultato è stato incredibile. Su ventinove progetti presentanti dal Sistema Confartigianato, ventiquattro sono stati approvati e finanziati dal Ministero. Una quota che rappresenta circa il 50% di tutte le domande ammesse a finanziamento e che mette a disposizione delle imprese circa 2 milioni e mezzo di euro da spendere per azioni di conquista e penetrazione di nuovi mercati. Tanti i settori coinvolti, altrettanti i territori che hanno saputo aggregare imprese ed imprenditori. Come nel caso delle associazioni di Ancona, Novara, Lecce e Vicenza, che da sole hanno coinvolto 82 imprese per cinque missioni differenti. Approdare su mercati esteri non è un’operazione commerciale semplice. Bisogna capire il mercato, pianificare strategie di marketing di prodotto e di commercializzazione. Una conferma arriva da Pesaro, dove la Avenanti 1870, una storica impresa di arredo che esporta il 75% della propria produzione, ha messo insieme sei imprese di due regioni diverse, le Marche e la Toscana, per la conquista di nuovi mercati ed il rafforzamento della propria presenza su mercati già battuti. &#8220;Per internazionalizzare, un imprenditore deve in primo luogo fare un’analisi del proprio prodotto e capire dove e come questo prodotto può essere inserito in alcuni mercati &#8211; ha spiegato Zeno Avenanti, titolare della Avenanti 1870 e presidente della categoria legno e arredo di Confartigianato Pesaro e Urbino &#8211; A volte, è assolutamente indispensabile capire anche l&#8217;adattabilità del prodotto ai mercati che si vogliono conquistare. E&#8217; anche importante partecipare alle fiere, noi l&#8217;abbiamo fatto in passato con l&#8217;ICE e con un&#8217;azienda di Pesaro specializzata in questo tipo di operazioni, la Aspin 2000. Iniziative che ci hanno dato la possibilità di vendere il prodotto, ma soprattutto di capire il mercato&#8221;. Tra i progetti finanziati, ce n’è uno, nato a Terni dalla sinergia tra due consorzi dell’oreficieria e dell’accessoristica per gioielli, che non ha deciso di esportare un prodotto, ma un modello formativo per sensibilizzare mercati e operatori esteri al gusto italiano. Una mossa che prepara il terreno ad una vera e propria commercializzazione di prodotto. &#8220;Abbiamo cercato di reinterpretare il concetto di made in Italy con un&#8217;evoluzione concettuale. Non soltanto un prodotto che viene realizzatio in Italia, ma essenza e gusto italiano, design del made in italy, stile italiano inteso anche come stile di vita e non soltanto come stile estetico &#8211; ha detto Mauro Franceschini, titolare della Franceschini fratelli e vicepresidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato &#8211; ci dà la possibilità di vendere e promuovere qualcosa che gli altri paesi non possono assolutamente avere. Quindi essere unici e ritagliarci la nostra unicità”, ha poi concluso l&#8217;imprenditore ternano.</p>
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		<title>Granelli: “Bene riduzione accise in Dl carburanti. Ma ora serve piano strutturale Ue per tutelare imprese”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 11:29:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[DL CARBURANTI]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 3 Aprile 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Granelli: “Bene riduzione accise in Dl carburanti. Ma ora serve piano strutturale Ue [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/lartigianato-parte-alla-conquista-dei-mercati-esteri/">L’artigianato parte alla conquista dei mercati esteri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Non c’è dubbio, sono le piccole imprese che rendono grande il nostro paese. Soprattutto all’estero, dove il made in Italy è ancora un valore assoluto, nonostante la diffusa crisi economica e la soppressione del nostro commerciale dell’ICE. In un quadro simile, per le imprese artigiane diventa sempre più difficile conquistare nuovi mercati. Confartigianato, però, è riuscita ad invertire questa tendenza, avvicinando più di 250 imprese associate ai mercati esteri. Per farlo, ha sfruttato i cinque milioni di euro per l’internazionalizzazione delle imprese artigiane messi a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico, avvalendosi del prezioso contributo di Artigiancassa per l’erogazione dei fondi e la consulenza creditizia, stimolando le associazioni provinciali e sostenendo l’aggregazione tra imprese. Il risultato è stato incredibile. Su ventinove progetti presentanti dal Sistema Confartigianato, ventiquattro sono stati approvati e finanziati dal Ministero. Una quota che rappresenta circa il 50% di tutte le domande ammesse a finanziamento e che mette a disposizione delle imprese circa 2 milioni e mezzo di euro da spendere per azioni di conquista e penetrazione di nuovi mercati. Tanti i settori coinvolti, altrettanti i territori che hanno saputo aggregare imprese ed imprenditori. Come nel caso delle associazioni di Ancona, Novara, Lecce e Vicenza, che da sole hanno coinvolto 82 imprese per cinque missioni differenti. Approdare su mercati esteri non è un’operazione commerciale semplice. Bisogna capire il mercato, pianificare strategie di marketing di prodotto e di commercializzazione. Una conferma arriva da Pesaro, dove la Avenanti 1870, una storica impresa di arredo che esporta il 75% della propria produzione, ha messo insieme sei imprese di due regioni diverse, le Marche e la Toscana, per la conquista di nuovi mercati ed il rafforzamento della propria presenza su mercati già battuti. &#8220;Per internazionalizzare, un imprenditore deve in primo luogo fare un’analisi del proprio prodotto e capire dove e come questo prodotto può essere inserito in alcuni mercati &#8211; ha spiegato Zeno Avenanti, titolare della Avenanti 1870 e presidente della categoria legno e arredo di Confartigianato Pesaro e Urbino &#8211; A volte, è assolutamente indispensabile capire anche l&#8217;adattabilità del prodotto ai mercati che si vogliono conquistare. E&#8217; anche importante partecipare alle fiere, noi l&#8217;abbiamo fatto in passato con l&#8217;ICE e con un&#8217;azienda di Pesaro specializzata in questo tipo di operazioni, la Aspin 2000. Iniziative che ci hanno dato la possibilità di vendere il prodotto, ma soprattutto di capire il mercato&#8221;. Tra i progetti finanziati, ce n’è uno, nato a Terni dalla sinergia tra due consorzi dell’oreficieria e dell’accessoristica per gioielli, che non ha deciso di esportare un prodotto, ma un modello formativo per sensibilizzare mercati e operatori esteri al gusto italiano. Una mossa che prepara il terreno ad una vera e propria commercializzazione di prodotto. &#8220;Abbiamo cercato di reinterpretare il concetto di made in Italy con un&#8217;evoluzione concettuale. Non soltanto un prodotto che viene realizzatio in Italia, ma essenza e gusto italiano, design del made in italy, stile italiano inteso anche come stile di vita e non soltanto come stile estetico &#8211; ha detto Mauro Franceschini, titolare della Franceschini fratelli e vicepresidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato &#8211; ci dà la possibilità di vendere e promuovere qualcosa che gli altri paesi non possono assolutamente avere. Quindi essere unici e ritagliarci la nostra unicità”, ha poi concluso l&#8217;imprenditore ternano.</p>
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		<title>A Pasqua gli artigiani del food sfidano rincari di materie prime e energia e carenza di personale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 08:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Buona Pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiano Gaggion]]></category>
		<category><![CDATA[pasqua]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 3 Aprile 2026·PASQUA A Pasqua gli artigiani del food sfidano rincari di materie prime e energia e carenza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/lartigianato-parte-alla-conquista-dei-mercati-esteri/">L’artigianato parte alla conquista dei mercati esteri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Non c’è dubbio, sono le piccole imprese che rendono grande il nostro paese. Soprattutto all’estero, dove il made in Italy è ancora un valore assoluto, nonostante la diffusa crisi economica e la soppressione del nostro commerciale dell’ICE. In un quadro simile, per le imprese artigiane diventa sempre più difficile conquistare nuovi mercati. Confartigianato, però, è riuscita ad invertire questa tendenza, avvicinando più di 250 imprese associate ai mercati esteri. Per farlo, ha sfruttato i cinque milioni di euro per l’internazionalizzazione delle imprese artigiane messi a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico, avvalendosi del prezioso contributo di Artigiancassa per l’erogazione dei fondi e la consulenza creditizia, stimolando le associazioni provinciali e sostenendo l’aggregazione tra imprese. Il risultato è stato incredibile. Su ventinove progetti presentanti dal Sistema Confartigianato, ventiquattro sono stati approvati e finanziati dal Ministero. Una quota che rappresenta circa il 50% di tutte le domande ammesse a finanziamento e che mette a disposizione delle imprese circa 2 milioni e mezzo di euro da spendere per azioni di conquista e penetrazione di nuovi mercati. Tanti i settori coinvolti, altrettanti i territori che hanno saputo aggregare imprese ed imprenditori. Come nel caso delle associazioni di Ancona, Novara, Lecce e Vicenza, che da sole hanno coinvolto 82 imprese per cinque missioni differenti. Approdare su mercati esteri non è un’operazione commerciale semplice. Bisogna capire il mercato, pianificare strategie di marketing di prodotto e di commercializzazione. Una conferma arriva da Pesaro, dove la Avenanti 1870, una storica impresa di arredo che esporta il 75% della propria produzione, ha messo insieme sei imprese di due regioni diverse, le Marche e la Toscana, per la conquista di nuovi mercati ed il rafforzamento della propria presenza su mercati già battuti. &#8220;Per internazionalizzare, un imprenditore deve in primo luogo fare un’analisi del proprio prodotto e capire dove e come questo prodotto può essere inserito in alcuni mercati &#8211; ha spiegato Zeno Avenanti, titolare della Avenanti 1870 e presidente della categoria legno e arredo di Confartigianato Pesaro e Urbino &#8211; A volte, è assolutamente indispensabile capire anche l&#8217;adattabilità del prodotto ai mercati che si vogliono conquistare. E&#8217; anche importante partecipare alle fiere, noi l&#8217;abbiamo fatto in passato con l&#8217;ICE e con un&#8217;azienda di Pesaro specializzata in questo tipo di operazioni, la Aspin 2000. Iniziative che ci hanno dato la possibilità di vendere il prodotto, ma soprattutto di capire il mercato&#8221;. Tra i progetti finanziati, ce n’è uno, nato a Terni dalla sinergia tra due consorzi dell’oreficieria e dell’accessoristica per gioielli, che non ha deciso di esportare un prodotto, ma un modello formativo per sensibilizzare mercati e operatori esteri al gusto italiano. Una mossa che prepara il terreno ad una vera e propria commercializzazione di prodotto. &#8220;Abbiamo cercato di reinterpretare il concetto di made in Italy con un&#8217;evoluzione concettuale. Non soltanto un prodotto che viene realizzatio in Italia, ma essenza e gusto italiano, design del made in italy, stile italiano inteso anche come stile di vita e non soltanto come stile estetico &#8211; ha detto Mauro Franceschini, titolare della Franceschini fratelli e vicepresidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato &#8211; ci dà la possibilità di vendere e promuovere qualcosa che gli altri paesi non possono assolutamente avere. Quindi essere unici e ritagliarci la nostra unicità”, ha poi concluso l&#8217;imprenditore ternano.</p>
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		<title>La pace come lavoro quotidiano: il nuovo numero di Spirito Artigiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 06:57:40 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 2 Aprile 2026·MEDIA La pace come lavoro quotidiano: il nuovo numero di Spirito Artigiano In un contesto internazionale segnato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/lartigianato-parte-alla-conquista-dei-mercati-esteri/">L’artigianato parte alla conquista dei mercati esteri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Non c’è dubbio, sono le piccole imprese che rendono grande il nostro paese. Soprattutto all’estero, dove il made in Italy è ancora un valore assoluto, nonostante la diffusa crisi economica e la soppressione del nostro commerciale dell’ICE. In un quadro simile, per le imprese artigiane diventa sempre più difficile conquistare nuovi mercati. Confartigianato, però, è riuscita ad invertire questa tendenza, avvicinando più di 250 imprese associate ai mercati esteri. Per farlo, ha sfruttato i cinque milioni di euro per l’internazionalizzazione delle imprese artigiane messi a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico, avvalendosi del prezioso contributo di Artigiancassa per l’erogazione dei fondi e la consulenza creditizia, stimolando le associazioni provinciali e sostenendo l’aggregazione tra imprese. Il risultato è stato incredibile. Su ventinove progetti presentanti dal Sistema Confartigianato, ventiquattro sono stati approvati e finanziati dal Ministero. Una quota che rappresenta circa il 50% di tutte le domande ammesse a finanziamento e che mette a disposizione delle imprese circa 2 milioni e mezzo di euro da spendere per azioni di conquista e penetrazione di nuovi mercati. Tanti i settori coinvolti, altrettanti i territori che hanno saputo aggregare imprese ed imprenditori. Come nel caso delle associazioni di Ancona, Novara, Lecce e Vicenza, che da sole hanno coinvolto 82 imprese per cinque missioni differenti. Approdare su mercati esteri non è un’operazione commerciale semplice. Bisogna capire il mercato, pianificare strategie di marketing di prodotto e di commercializzazione. Una conferma arriva da Pesaro, dove la Avenanti 1870, una storica impresa di arredo che esporta il 75% della propria produzione, ha messo insieme sei imprese di due regioni diverse, le Marche e la Toscana, per la conquista di nuovi mercati ed il rafforzamento della propria presenza su mercati già battuti. &#8220;Per internazionalizzare, un imprenditore deve in primo luogo fare un’analisi del proprio prodotto e capire dove e come questo prodotto può essere inserito in alcuni mercati &#8211; ha spiegato Zeno Avenanti, titolare della Avenanti 1870 e presidente della categoria legno e arredo di Confartigianato Pesaro e Urbino &#8211; A volte, è assolutamente indispensabile capire anche l&#8217;adattabilità del prodotto ai mercati che si vogliono conquistare. E&#8217; anche importante partecipare alle fiere, noi l&#8217;abbiamo fatto in passato con l&#8217;ICE e con un&#8217;azienda di Pesaro specializzata in questo tipo di operazioni, la Aspin 2000. Iniziative che ci hanno dato la possibilità di vendere il prodotto, ma soprattutto di capire il mercato&#8221;. Tra i progetti finanziati, ce n’è uno, nato a Terni dalla sinergia tra due consorzi dell’oreficieria e dell’accessoristica per gioielli, che non ha deciso di esportare un prodotto, ma un modello formativo per sensibilizzare mercati e operatori esteri al gusto italiano. Una mossa che prepara il terreno ad una vera e propria commercializzazione di prodotto. &#8220;Abbiamo cercato di reinterpretare il concetto di made in Italy con un&#8217;evoluzione concettuale. Non soltanto un prodotto che viene realizzatio in Italia, ma essenza e gusto italiano, design del made in italy, stile italiano inteso anche come stile di vita e non soltanto come stile estetico &#8211; ha detto Mauro Franceschini, titolare della Franceschini fratelli e vicepresidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato &#8211; ci dà la possibilità di vendere e promuovere qualcosa che gli altri paesi non possono assolutamente avere. Quindi essere unici e ritagliarci la nostra unicità”, ha poi concluso l&#8217;imprenditore ternano.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;Intervento del Governo su Transizione 5.0 ridà certezze alle imprese&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 12:03:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 1 Aprile 2026·TRANSIZIONE 5.0 Il Presidente Granelli: &#8220;Intervento del Governo su Transizione 5.0 ridà certezze alle imprese&#8221; “Siamo [&#8230;]</p>
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<p>Non c’è dubbio, sono le piccole imprese che rendono grande il nostro paese. Soprattutto all’estero, dove il made in Italy è ancora un valore assoluto, nonostante la diffusa crisi economica e la soppressione del nostro commerciale dell’ICE. In un quadro simile, per le imprese artigiane diventa sempre più difficile conquistare nuovi mercati. Confartigianato, però, è riuscita ad invertire questa tendenza, avvicinando più di 250 imprese associate ai mercati esteri. Per farlo, ha sfruttato i cinque milioni di euro per l’internazionalizzazione delle imprese artigiane messi a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico, avvalendosi del prezioso contributo di Artigiancassa per l’erogazione dei fondi e la consulenza creditizia, stimolando le associazioni provinciali e sostenendo l’aggregazione tra imprese. Il risultato è stato incredibile. Su ventinove progetti presentanti dal Sistema Confartigianato, ventiquattro sono stati approvati e finanziati dal Ministero. Una quota che rappresenta circa il 50% di tutte le domande ammesse a finanziamento e che mette a disposizione delle imprese circa 2 milioni e mezzo di euro da spendere per azioni di conquista e penetrazione di nuovi mercati. Tanti i settori coinvolti, altrettanti i territori che hanno saputo aggregare imprese ed imprenditori. Come nel caso delle associazioni di Ancona, Novara, Lecce e Vicenza, che da sole hanno coinvolto 82 imprese per cinque missioni differenti. Approdare su mercati esteri non è un’operazione commerciale semplice. Bisogna capire il mercato, pianificare strategie di marketing di prodotto e di commercializzazione. Una conferma arriva da Pesaro, dove la Avenanti 1870, una storica impresa di arredo che esporta il 75% della propria produzione, ha messo insieme sei imprese di due regioni diverse, le Marche e la Toscana, per la conquista di nuovi mercati ed il rafforzamento della propria presenza su mercati già battuti. &#8220;Per internazionalizzare, un imprenditore deve in primo luogo fare un’analisi del proprio prodotto e capire dove e come questo prodotto può essere inserito in alcuni mercati &#8211; ha spiegato Zeno Avenanti, titolare della Avenanti 1870 e presidente della categoria legno e arredo di Confartigianato Pesaro e Urbino &#8211; A volte, è assolutamente indispensabile capire anche l&#8217;adattabilità del prodotto ai mercati che si vogliono conquistare. E&#8217; anche importante partecipare alle fiere, noi l&#8217;abbiamo fatto in passato con l&#8217;ICE e con un&#8217;azienda di Pesaro specializzata in questo tipo di operazioni, la Aspin 2000. Iniziative che ci hanno dato la possibilità di vendere il prodotto, ma soprattutto di capire il mercato&#8221;. Tra i progetti finanziati, ce n’è uno, nato a Terni dalla sinergia tra due consorzi dell’oreficieria e dell’accessoristica per gioielli, che non ha deciso di esportare un prodotto, ma un modello formativo per sensibilizzare mercati e operatori esteri al gusto italiano. Una mossa che prepara il terreno ad una vera e propria commercializzazione di prodotto. &#8220;Abbiamo cercato di reinterpretare il concetto di made in Italy con un&#8217;evoluzione concettuale. Non soltanto un prodotto che viene realizzatio in Italia, ma essenza e gusto italiano, design del made in italy, stile italiano inteso anche come stile di vita e non soltanto come stile estetico &#8211; ha detto Mauro Franceschini, titolare della Franceschini fratelli e vicepresidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato &#8211; ci dà la possibilità di vendere e promuovere qualcosa che gli altri paesi non possono assolutamente avere. Quindi essere unici e ritagliarci la nostra unicità”, ha poi concluso l&#8217;imprenditore ternano.</p>
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		<title>Artigianato della cura del verde: crescita a doppia cifra (+10,1%) in cinque anni. Il focus sul settore</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/artigianato-della-cura-del-verde-crescita-a-doppia-cifra-101-in-cinque-anni-il-focus-sul-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 10:25:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[imprese del verde]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 1 Aprile 2026·CURA DEL VERDE Artigianato della cura del verde: crescita a doppia cifra (+10,1%) in cinque anni. Il [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">L’artigianato parte alla conquista dei mercati esteri</h1>
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<p>Non c’è dubbio, sono le piccole imprese che rendono grande il nostro paese. Soprattutto all’estero, dove il made in Italy è ancora un valore assoluto, nonostante la diffusa crisi economica e la soppressione del nostro commerciale dell’ICE. In un quadro simile, per le imprese artigiane diventa sempre più difficile conquistare nuovi mercati. Confartigianato, però, è riuscita ad invertire questa tendenza, avvicinando più di 250 imprese associate ai mercati esteri. Per farlo, ha sfruttato i cinque milioni di euro per l’internazionalizzazione delle imprese artigiane messi a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico, avvalendosi del prezioso contributo di Artigiancassa per l’erogazione dei fondi e la consulenza creditizia, stimolando le associazioni provinciali e sostenendo l’aggregazione tra imprese. Il risultato è stato incredibile. Su ventinove progetti presentanti dal Sistema Confartigianato, ventiquattro sono stati approvati e finanziati dal Ministero. Una quota che rappresenta circa il 50% di tutte le domande ammesse a finanziamento e che mette a disposizione delle imprese circa 2 milioni e mezzo di euro da spendere per azioni di conquista e penetrazione di nuovi mercati. Tanti i settori coinvolti, altrettanti i territori che hanno saputo aggregare imprese ed imprenditori. Come nel caso delle associazioni di Ancona, Novara, Lecce e Vicenza, che da sole hanno coinvolto 82 imprese per cinque missioni differenti. Approdare su mercati esteri non è un’operazione commerciale semplice. Bisogna capire il mercato, pianificare strategie di marketing di prodotto e di commercializzazione. Una conferma arriva da Pesaro, dove la Avenanti 1870, una storica impresa di arredo che esporta il 75% della propria produzione, ha messo insieme sei imprese di due regioni diverse, le Marche e la Toscana, per la conquista di nuovi mercati ed il rafforzamento della propria presenza su mercati già battuti. &#8220;Per internazionalizzare, un imprenditore deve in primo luogo fare un’analisi del proprio prodotto e capire dove e come questo prodotto può essere inserito in alcuni mercati &#8211; ha spiegato Zeno Avenanti, titolare della Avenanti 1870 e presidente della categoria legno e arredo di Confartigianato Pesaro e Urbino &#8211; A volte, è assolutamente indispensabile capire anche l&#8217;adattabilità del prodotto ai mercati che si vogliono conquistare. E&#8217; anche importante partecipare alle fiere, noi l&#8217;abbiamo fatto in passato con l&#8217;ICE e con un&#8217;azienda di Pesaro specializzata in questo tipo di operazioni, la Aspin 2000. Iniziative che ci hanno dato la possibilità di vendere il prodotto, ma soprattutto di capire il mercato&#8221;. Tra i progetti finanziati, ce n’è uno, nato a Terni dalla sinergia tra due consorzi dell’oreficieria e dell’accessoristica per gioielli, che non ha deciso di esportare un prodotto, ma un modello formativo per sensibilizzare mercati e operatori esteri al gusto italiano. Una mossa che prepara il terreno ad una vera e propria commercializzazione di prodotto. &#8220;Abbiamo cercato di reinterpretare il concetto di made in Italy con un&#8217;evoluzione concettuale. Non soltanto un prodotto che viene realizzatio in Italia, ma essenza e gusto italiano, design del made in italy, stile italiano inteso anche come stile di vita e non soltanto come stile estetico &#8211; ha detto Mauro Franceschini, titolare della Franceschini fratelli e vicepresidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato &#8211; ci dà la possibilità di vendere e promuovere qualcosa che gli altri paesi non possono assolutamente avere. Quindi essere unici e ritagliarci la nostra unicità”, ha poi concluso l&#8217;imprenditore ternano.</p>
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		<title>Stop ai finti artigiani: dal 7 aprile svolta storica voluta da Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 22:51:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Aprile 2026·MADE IN ITALY Stop ai finti artigiani: dal 7 aprile svolta storica voluta da Confartigianato C’è una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/lartigianato-parte-alla-conquista-dei-mercati-esteri/">L’artigianato parte alla conquista dei mercati esteri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L’artigianato parte alla conquista dei mercati esteri</h1>
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<p>Non c’è dubbio, sono le piccole imprese che rendono grande il nostro paese. Soprattutto all’estero, dove il made in Italy è ancora un valore assoluto, nonostante la diffusa crisi economica e la soppressione del nostro commerciale dell’ICE. In un quadro simile, per le imprese artigiane diventa sempre più difficile conquistare nuovi mercati. Confartigianato, però, è riuscita ad invertire questa tendenza, avvicinando più di 250 imprese associate ai mercati esteri. Per farlo, ha sfruttato i cinque milioni di euro per l’internazionalizzazione delle imprese artigiane messi a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico, avvalendosi del prezioso contributo di Artigiancassa per l’erogazione dei fondi e la consulenza creditizia, stimolando le associazioni provinciali e sostenendo l’aggregazione tra imprese. Il risultato è stato incredibile. Su ventinove progetti presentanti dal Sistema Confartigianato, ventiquattro sono stati approvati e finanziati dal Ministero. Una quota che rappresenta circa il 50% di tutte le domande ammesse a finanziamento e che mette a disposizione delle imprese circa 2 milioni e mezzo di euro da spendere per azioni di conquista e penetrazione di nuovi mercati. Tanti i settori coinvolti, altrettanti i territori che hanno saputo aggregare imprese ed imprenditori. Come nel caso delle associazioni di Ancona, Novara, Lecce e Vicenza, che da sole hanno coinvolto 82 imprese per cinque missioni differenti. Approdare su mercati esteri non è un’operazione commerciale semplice. Bisogna capire il mercato, pianificare strategie di marketing di prodotto e di commercializzazione. Una conferma arriva da Pesaro, dove la Avenanti 1870, una storica impresa di arredo che esporta il 75% della propria produzione, ha messo insieme sei imprese di due regioni diverse, le Marche e la Toscana, per la conquista di nuovi mercati ed il rafforzamento della propria presenza su mercati già battuti. &#8220;Per internazionalizzare, un imprenditore deve in primo luogo fare un’analisi del proprio prodotto e capire dove e come questo prodotto può essere inserito in alcuni mercati &#8211; ha spiegato Zeno Avenanti, titolare della Avenanti 1870 e presidente della categoria legno e arredo di Confartigianato Pesaro e Urbino &#8211; A volte, è assolutamente indispensabile capire anche l&#8217;adattabilità del prodotto ai mercati che si vogliono conquistare. E&#8217; anche importante partecipare alle fiere, noi l&#8217;abbiamo fatto in passato con l&#8217;ICE e con un&#8217;azienda di Pesaro specializzata in questo tipo di operazioni, la Aspin 2000. Iniziative che ci hanno dato la possibilità di vendere il prodotto, ma soprattutto di capire il mercato&#8221;. Tra i progetti finanziati, ce n’è uno, nato a Terni dalla sinergia tra due consorzi dell’oreficieria e dell’accessoristica per gioielli, che non ha deciso di esportare un prodotto, ma un modello formativo per sensibilizzare mercati e operatori esteri al gusto italiano. Una mossa che prepara il terreno ad una vera e propria commercializzazione di prodotto. &#8220;Abbiamo cercato di reinterpretare il concetto di made in Italy con un&#8217;evoluzione concettuale. Non soltanto un prodotto che viene realizzatio in Italia, ma essenza e gusto italiano, design del made in italy, stile italiano inteso anche come stile di vita e non soltanto come stile estetico &#8211; ha detto Mauro Franceschini, titolare della Franceschini fratelli e vicepresidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato &#8211; ci dà la possibilità di vendere e promuovere qualcosa che gli altri paesi non possono assolutamente avere. Quindi essere unici e ritagliarci la nostra unicità”, ha poi concluso l&#8217;imprenditore ternano.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/lartigianato-parte-alla-conquista-dei-mercati-esteri/">L’artigianato parte alla conquista dei mercati esteri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato e la sfida delle &#8216;Organizzazioni Aumentate&#8217;: il middle management motore del cambiamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-e-la-sfida-delle-organizzazioni-aumentate-il-middle-management-motore-del-cambiamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 22:04:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
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		<category><![CDATA[middle management]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Aprile 2026·EVENTI Confartigianato e la sfida delle &#8216;Organizzazioni Aumentate&#8217;: il middle management motore del cambiamento Potenziare le capacità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/lartigianato-parte-alla-conquista-dei-mercati-esteri/">L’artigianato parte alla conquista dei mercati esteri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">L’artigianato parte alla conquista dei mercati esteri</h1>
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<p>Non c’è dubbio, sono le piccole imprese che rendono grande il nostro paese. Soprattutto all’estero, dove il made in Italy è ancora un valore assoluto, nonostante la diffusa crisi economica e la soppressione del nostro commerciale dell’ICE. In un quadro simile, per le imprese artigiane diventa sempre più difficile conquistare nuovi mercati. Confartigianato, però, è riuscita ad invertire questa tendenza, avvicinando più di 250 imprese associate ai mercati esteri. Per farlo, ha sfruttato i cinque milioni di euro per l’internazionalizzazione delle imprese artigiane messi a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico, avvalendosi del prezioso contributo di Artigiancassa per l’erogazione dei fondi e la consulenza creditizia, stimolando le associazioni provinciali e sostenendo l’aggregazione tra imprese. Il risultato è stato incredibile. Su ventinove progetti presentanti dal Sistema Confartigianato, ventiquattro sono stati approvati e finanziati dal Ministero. Una quota che rappresenta circa il 50% di tutte le domande ammesse a finanziamento e che mette a disposizione delle imprese circa 2 milioni e mezzo di euro da spendere per azioni di conquista e penetrazione di nuovi mercati. Tanti i settori coinvolti, altrettanti i territori che hanno saputo aggregare imprese ed imprenditori. Come nel caso delle associazioni di Ancona, Novara, Lecce e Vicenza, che da sole hanno coinvolto 82 imprese per cinque missioni differenti. Approdare su mercati esteri non è un’operazione commerciale semplice. Bisogna capire il mercato, pianificare strategie di marketing di prodotto e di commercializzazione. Una conferma arriva da Pesaro, dove la Avenanti 1870, una storica impresa di arredo che esporta il 75% della propria produzione, ha messo insieme sei imprese di due regioni diverse, le Marche e la Toscana, per la conquista di nuovi mercati ed il rafforzamento della propria presenza su mercati già battuti. &#8220;Per internazionalizzare, un imprenditore deve in primo luogo fare un’analisi del proprio prodotto e capire dove e come questo prodotto può essere inserito in alcuni mercati &#8211; ha spiegato Zeno Avenanti, titolare della Avenanti 1870 e presidente della categoria legno e arredo di Confartigianato Pesaro e Urbino &#8211; A volte, è assolutamente indispensabile capire anche l&#8217;adattabilità del prodotto ai mercati che si vogliono conquistare. E&#8217; anche importante partecipare alle fiere, noi l&#8217;abbiamo fatto in passato con l&#8217;ICE e con un&#8217;azienda di Pesaro specializzata in questo tipo di operazioni, la Aspin 2000. Iniziative che ci hanno dato la possibilità di vendere il prodotto, ma soprattutto di capire il mercato&#8221;. Tra i progetti finanziati, ce n’è uno, nato a Terni dalla sinergia tra due consorzi dell’oreficieria e dell’accessoristica per gioielli, che non ha deciso di esportare un prodotto, ma un modello formativo per sensibilizzare mercati e operatori esteri al gusto italiano. Una mossa che prepara il terreno ad una vera e propria commercializzazione di prodotto. &#8220;Abbiamo cercato di reinterpretare il concetto di made in Italy con un&#8217;evoluzione concettuale. Non soltanto un prodotto che viene realizzatio in Italia, ma essenza e gusto italiano, design del made in italy, stile italiano inteso anche come stile di vita e non soltanto come stile estetico &#8211; ha detto Mauro Franceschini, titolare della Franceschini fratelli e vicepresidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato &#8211; ci dà la possibilità di vendere e promuovere qualcosa che gli altri paesi non possono assolutamente avere. Quindi essere unici e ritagliarci la nostra unicità”, ha poi concluso l&#8217;imprenditore ternano.</p>
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		<title>Guerra del Golfo: le criticità per le filiere di manifattura e costruzioni. Il punto nel webinar del 13 aprile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/guerra-del-golfo-le-criticita-per-le-filiere-di-manifattura-e-costruzioni-il-punto-nel-webinar-del-13-aprile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 13:21:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 30 Marzo 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Guerra del Golfo: le criticità per le filiere di manifattura e costruzioni. Il punto [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">L’artigianato parte alla conquista dei mercati esteri</h1>
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<p>Non c’è dubbio, sono le piccole imprese che rendono grande il nostro paese. Soprattutto all’estero, dove il made in Italy è ancora un valore assoluto, nonostante la diffusa crisi economica e la soppressione del nostro commerciale dell’ICE. In un quadro simile, per le imprese artigiane diventa sempre più difficile conquistare nuovi mercati. Confartigianato, però, è riuscita ad invertire questa tendenza, avvicinando più di 250 imprese associate ai mercati esteri. Per farlo, ha sfruttato i cinque milioni di euro per l’internazionalizzazione delle imprese artigiane messi a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico, avvalendosi del prezioso contributo di Artigiancassa per l’erogazione dei fondi e la consulenza creditizia, stimolando le associazioni provinciali e sostenendo l’aggregazione tra imprese. Il risultato è stato incredibile. Su ventinove progetti presentanti dal Sistema Confartigianato, ventiquattro sono stati approvati e finanziati dal Ministero. Una quota che rappresenta circa il 50% di tutte le domande ammesse a finanziamento e che mette a disposizione delle imprese circa 2 milioni e mezzo di euro da spendere per azioni di conquista e penetrazione di nuovi mercati. Tanti i settori coinvolti, altrettanti i territori che hanno saputo aggregare imprese ed imprenditori. Come nel caso delle associazioni di Ancona, Novara, Lecce e Vicenza, che da sole hanno coinvolto 82 imprese per cinque missioni differenti. Approdare su mercati esteri non è un’operazione commerciale semplice. Bisogna capire il mercato, pianificare strategie di marketing di prodotto e di commercializzazione. Una conferma arriva da Pesaro, dove la Avenanti 1870, una storica impresa di arredo che esporta il 75% della propria produzione, ha messo insieme sei imprese di due regioni diverse, le Marche e la Toscana, per la conquista di nuovi mercati ed il rafforzamento della propria presenza su mercati già battuti. &#8220;Per internazionalizzare, un imprenditore deve in primo luogo fare un’analisi del proprio prodotto e capire dove e come questo prodotto può essere inserito in alcuni mercati &#8211; ha spiegato Zeno Avenanti, titolare della Avenanti 1870 e presidente della categoria legno e arredo di Confartigianato Pesaro e Urbino &#8211; A volte, è assolutamente indispensabile capire anche l&#8217;adattabilità del prodotto ai mercati che si vogliono conquistare. E&#8217; anche importante partecipare alle fiere, noi l&#8217;abbiamo fatto in passato con l&#8217;ICE e con un&#8217;azienda di Pesaro specializzata in questo tipo di operazioni, la Aspin 2000. Iniziative che ci hanno dato la possibilità di vendere il prodotto, ma soprattutto di capire il mercato&#8221;. Tra i progetti finanziati, ce n’è uno, nato a Terni dalla sinergia tra due consorzi dell’oreficieria e dell’accessoristica per gioielli, che non ha deciso di esportare un prodotto, ma un modello formativo per sensibilizzare mercati e operatori esteri al gusto italiano. Una mossa che prepara il terreno ad una vera e propria commercializzazione di prodotto. &#8220;Abbiamo cercato di reinterpretare il concetto di made in Italy con un&#8217;evoluzione concettuale. Non soltanto un prodotto che viene realizzatio in Italia, ma essenza e gusto italiano, design del made in italy, stile italiano inteso anche come stile di vita e non soltanto come stile estetico &#8211; ha detto Mauro Franceschini, titolare della Franceschini fratelli e vicepresidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato &#8211; ci dà la possibilità di vendere e promuovere qualcosa che gli altri paesi non possono assolutamente avere. Quindi essere unici e ritagliarci la nostra unicità”, ha poi concluso l&#8217;imprenditore ternano.</p>
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		<title>Decreto fiscale, Confartigianato: “Penalizzati gli investimenti delle imprese su Transizione 5.0”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/decreto-fiscale-confartigianato-penalizzati-gli-investimenti-delle-imprese-su-transizione-5-0/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 10:05:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Marzo 2026·TRANSIZIONE 5.0 Decreto fiscale, Confartigianato: “Penalizzati gli investimenti delle imprese su Transizione 5.0” “Amara sorpresa dalla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/lartigianato-parte-alla-conquista-dei-mercati-esteri/">L’artigianato parte alla conquista dei mercati esteri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Non c’è dubbio, sono le piccole imprese che rendono grande il nostro paese. Soprattutto all’estero, dove il made in Italy è ancora un valore assoluto, nonostante la diffusa crisi economica e la soppressione del nostro commerciale dell’ICE. In un quadro simile, per le imprese artigiane diventa sempre più difficile conquistare nuovi mercati. Confartigianato, però, è riuscita ad invertire questa tendenza, avvicinando più di 250 imprese associate ai mercati esteri. Per farlo, ha sfruttato i cinque milioni di euro per l’internazionalizzazione delle imprese artigiane messi a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico, avvalendosi del prezioso contributo di Artigiancassa per l’erogazione dei fondi e la consulenza creditizia, stimolando le associazioni provinciali e sostenendo l’aggregazione tra imprese. Il risultato è stato incredibile. Su ventinove progetti presentanti dal Sistema Confartigianato, ventiquattro sono stati approvati e finanziati dal Ministero. Una quota che rappresenta circa il 50% di tutte le domande ammesse a finanziamento e che mette a disposizione delle imprese circa 2 milioni e mezzo di euro da spendere per azioni di conquista e penetrazione di nuovi mercati. Tanti i settori coinvolti, altrettanti i territori che hanno saputo aggregare imprese ed imprenditori. Come nel caso delle associazioni di Ancona, Novara, Lecce e Vicenza, che da sole hanno coinvolto 82 imprese per cinque missioni differenti. Approdare su mercati esteri non è un’operazione commerciale semplice. Bisogna capire il mercato, pianificare strategie di marketing di prodotto e di commercializzazione. Una conferma arriva da Pesaro, dove la Avenanti 1870, una storica impresa di arredo che esporta il 75% della propria produzione, ha messo insieme sei imprese di due regioni diverse, le Marche e la Toscana, per la conquista di nuovi mercati ed il rafforzamento della propria presenza su mercati già battuti. &#8220;Per internazionalizzare, un imprenditore deve in primo luogo fare un’analisi del proprio prodotto e capire dove e come questo prodotto può essere inserito in alcuni mercati &#8211; ha spiegato Zeno Avenanti, titolare della Avenanti 1870 e presidente della categoria legno e arredo di Confartigianato Pesaro e Urbino &#8211; A volte, è assolutamente indispensabile capire anche l&#8217;adattabilità del prodotto ai mercati che si vogliono conquistare. E&#8217; anche importante partecipare alle fiere, noi l&#8217;abbiamo fatto in passato con l&#8217;ICE e con un&#8217;azienda di Pesaro specializzata in questo tipo di operazioni, la Aspin 2000. Iniziative che ci hanno dato la possibilità di vendere il prodotto, ma soprattutto di capire il mercato&#8221;. Tra i progetti finanziati, ce n’è uno, nato a Terni dalla sinergia tra due consorzi dell’oreficieria e dell’accessoristica per gioielli, che non ha deciso di esportare un prodotto, ma un modello formativo per sensibilizzare mercati e operatori esteri al gusto italiano. Una mossa che prepara il terreno ad una vera e propria commercializzazione di prodotto. &#8220;Abbiamo cercato di reinterpretare il concetto di made in Italy con un&#8217;evoluzione concettuale. Non soltanto un prodotto che viene realizzatio in Italia, ma essenza e gusto italiano, design del made in italy, stile italiano inteso anche come stile di vita e non soltanto come stile estetico &#8211; ha detto Mauro Franceschini, titolare della Franceschini fratelli e vicepresidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato &#8211; ci dà la possibilità di vendere e promuovere qualcosa che gli altri paesi non possono assolutamente avere. Quindi essere unici e ritagliarci la nostra unicità”, ha poi concluso l&#8217;imprenditore ternano.</p>
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		<item>
		<title>Dalle botteghe alle strade bianche: Eroica e Confartigianato insieme per il Made in Italy</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 09:31:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Eroica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Marzo 2026·MADE IN ITALY Dalle botteghe alle strade bianche: Eroica e Confartigianato insieme per il Made in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/lartigianato-parte-alla-conquista-dei-mercati-esteri/">L’artigianato parte alla conquista dei mercati esteri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8031 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-europa-e-mercati-internazionali category-legno-e-arredo category-moda-2 category-territorio" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L’artigianato parte alla conquista dei mercati esteri</h1>
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<p>Non c’è dubbio, sono le piccole imprese che rendono grande il nostro paese. Soprattutto all’estero, dove il made in Italy è ancora un valore assoluto, nonostante la diffusa crisi economica e la soppressione del nostro commerciale dell’ICE. In un quadro simile, per le imprese artigiane diventa sempre più difficile conquistare nuovi mercati. Confartigianato, però, è riuscita ad invertire questa tendenza, avvicinando più di 250 imprese associate ai mercati esteri. Per farlo, ha sfruttato i cinque milioni di euro per l’internazionalizzazione delle imprese artigiane messi a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico, avvalendosi del prezioso contributo di Artigiancassa per l’erogazione dei fondi e la consulenza creditizia, stimolando le associazioni provinciali e sostenendo l’aggregazione tra imprese. Il risultato è stato incredibile. Su ventinove progetti presentanti dal Sistema Confartigianato, ventiquattro sono stati approvati e finanziati dal Ministero. Una quota che rappresenta circa il 50% di tutte le domande ammesse a finanziamento e che mette a disposizione delle imprese circa 2 milioni e mezzo di euro da spendere per azioni di conquista e penetrazione di nuovi mercati. Tanti i settori coinvolti, altrettanti i territori che hanno saputo aggregare imprese ed imprenditori. Come nel caso delle associazioni di Ancona, Novara, Lecce e Vicenza, che da sole hanno coinvolto 82 imprese per cinque missioni differenti. Approdare su mercati esteri non è un’operazione commerciale semplice. Bisogna capire il mercato, pianificare strategie di marketing di prodotto e di commercializzazione. Una conferma arriva da Pesaro, dove la Avenanti 1870, una storica impresa di arredo che esporta il 75% della propria produzione, ha messo insieme sei imprese di due regioni diverse, le Marche e la Toscana, per la conquista di nuovi mercati ed il rafforzamento della propria presenza su mercati già battuti. &#8220;Per internazionalizzare, un imprenditore deve in primo luogo fare un’analisi del proprio prodotto e capire dove e come questo prodotto può essere inserito in alcuni mercati &#8211; ha spiegato Zeno Avenanti, titolare della Avenanti 1870 e presidente della categoria legno e arredo di Confartigianato Pesaro e Urbino &#8211; A volte, è assolutamente indispensabile capire anche l&#8217;adattabilità del prodotto ai mercati che si vogliono conquistare. E&#8217; anche importante partecipare alle fiere, noi l&#8217;abbiamo fatto in passato con l&#8217;ICE e con un&#8217;azienda di Pesaro specializzata in questo tipo di operazioni, la Aspin 2000. Iniziative che ci hanno dato la possibilità di vendere il prodotto, ma soprattutto di capire il mercato&#8221;. Tra i progetti finanziati, ce n’è uno, nato a Terni dalla sinergia tra due consorzi dell’oreficieria e dell’accessoristica per gioielli, che non ha deciso di esportare un prodotto, ma un modello formativo per sensibilizzare mercati e operatori esteri al gusto italiano. Una mossa che prepara il terreno ad una vera e propria commercializzazione di prodotto. &#8220;Abbiamo cercato di reinterpretare il concetto di made in Italy con un&#8217;evoluzione concettuale. Non soltanto un prodotto che viene realizzatio in Italia, ma essenza e gusto italiano, design del made in italy, stile italiano inteso anche come stile di vita e non soltanto come stile estetico &#8211; ha detto Mauro Franceschini, titolare della Franceschini fratelli e vicepresidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato &#8211; ci dà la possibilità di vendere e promuovere qualcosa che gli altri paesi non possono assolutamente avere. Quindi essere unici e ritagliarci la nostra unicità”, ha poi concluso l&#8217;imprenditore ternano.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/lartigianato-parte-alla-conquista-dei-mercati-esteri/">L’artigianato parte alla conquista dei mercati esteri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>L’alta qualità dei dolci pasquali, grazie a 37mila imprese artigiane e 1.699 prodotti della tradizione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/lalta-qualita-dei-dolci-pasquali-grazie-a-37mila-imprese-artigiane-e-1-699-prodotti-della-tradizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 10:54:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[pasqua]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 26 Marzo 2026·ALIMENTAZIONE L’alta qualità dei dolci pasquali, grazie a 37mila imprese artigiane e 1.699 prodotti della tradizione  A [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">L’artigianato parte alla conquista dei mercati esteri</h1>
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<p>Non c’è dubbio, sono le piccole imprese che rendono grande il nostro paese. Soprattutto all’estero, dove il made in Italy è ancora un valore assoluto, nonostante la diffusa crisi economica e la soppressione del nostro commerciale dell’ICE. In un quadro simile, per le imprese artigiane diventa sempre più difficile conquistare nuovi mercati. Confartigianato, però, è riuscita ad invertire questa tendenza, avvicinando più di 250 imprese associate ai mercati esteri. Per farlo, ha sfruttato i cinque milioni di euro per l’internazionalizzazione delle imprese artigiane messi a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico, avvalendosi del prezioso contributo di Artigiancassa per l’erogazione dei fondi e la consulenza creditizia, stimolando le associazioni provinciali e sostenendo l’aggregazione tra imprese. Il risultato è stato incredibile. Su ventinove progetti presentanti dal Sistema Confartigianato, ventiquattro sono stati approvati e finanziati dal Ministero. Una quota che rappresenta circa il 50% di tutte le domande ammesse a finanziamento e che mette a disposizione delle imprese circa 2 milioni e mezzo di euro da spendere per azioni di conquista e penetrazione di nuovi mercati. Tanti i settori coinvolti, altrettanti i territori che hanno saputo aggregare imprese ed imprenditori. Come nel caso delle associazioni di Ancona, Novara, Lecce e Vicenza, che da sole hanno coinvolto 82 imprese per cinque missioni differenti. Approdare su mercati esteri non è un’operazione commerciale semplice. Bisogna capire il mercato, pianificare strategie di marketing di prodotto e di commercializzazione. Una conferma arriva da Pesaro, dove la Avenanti 1870, una storica impresa di arredo che esporta il 75% della propria produzione, ha messo insieme sei imprese di due regioni diverse, le Marche e la Toscana, per la conquista di nuovi mercati ed il rafforzamento della propria presenza su mercati già battuti. &#8220;Per internazionalizzare, un imprenditore deve in primo luogo fare un’analisi del proprio prodotto e capire dove e come questo prodotto può essere inserito in alcuni mercati &#8211; ha spiegato Zeno Avenanti, titolare della Avenanti 1870 e presidente della categoria legno e arredo di Confartigianato Pesaro e Urbino &#8211; A volte, è assolutamente indispensabile capire anche l&#8217;adattabilità del prodotto ai mercati che si vogliono conquistare. E&#8217; anche importante partecipare alle fiere, noi l&#8217;abbiamo fatto in passato con l&#8217;ICE e con un&#8217;azienda di Pesaro specializzata in questo tipo di operazioni, la Aspin 2000. Iniziative che ci hanno dato la possibilità di vendere il prodotto, ma soprattutto di capire il mercato&#8221;. Tra i progetti finanziati, ce n’è uno, nato a Terni dalla sinergia tra due consorzi dell’oreficieria e dell’accessoristica per gioielli, che non ha deciso di esportare un prodotto, ma un modello formativo per sensibilizzare mercati e operatori esteri al gusto italiano. Una mossa che prepara il terreno ad una vera e propria commercializzazione di prodotto. &#8220;Abbiamo cercato di reinterpretare il concetto di made in Italy con un&#8217;evoluzione concettuale. Non soltanto un prodotto che viene realizzatio in Italia, ma essenza e gusto italiano, design del made in italy, stile italiano inteso anche come stile di vita e non soltanto come stile estetico &#8211; ha detto Mauro Franceschini, titolare della Franceschini fratelli e vicepresidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato &#8211; ci dà la possibilità di vendere e promuovere qualcosa che gli altri paesi non possono assolutamente avere. Quindi essere unici e ritagliarci la nostra unicità”, ha poi concluso l&#8217;imprenditore ternano.</p>
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		<title>Il 28 marzo Linea Verde Start a Venezia,  unica al mondo per saperi e tradizioni</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/linea-verde-start-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 09:00:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[confartigianato lecce]]></category>
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		<category><![CDATA[linea verde start]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Marzo 2026·MEDIA Il 28 marzo Linea Verde Start a Venezia, unica al mondo per saperi e tradizioni Sabato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/lartigianato-parte-alla-conquista-dei-mercati-esteri/">L’artigianato parte alla conquista dei mercati esteri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">L’artigianato parte alla conquista dei mercati esteri</h1>
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<p>Non c’è dubbio, sono le piccole imprese che rendono grande il nostro paese. Soprattutto all’estero, dove il made in Italy è ancora un valore assoluto, nonostante la diffusa crisi economica e la soppressione del nostro commerciale dell’ICE. In un quadro simile, per le imprese artigiane diventa sempre più difficile conquistare nuovi mercati. Confartigianato, però, è riuscita ad invertire questa tendenza, avvicinando più di 250 imprese associate ai mercati esteri. Per farlo, ha sfruttato i cinque milioni di euro per l’internazionalizzazione delle imprese artigiane messi a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico, avvalendosi del prezioso contributo di Artigiancassa per l’erogazione dei fondi e la consulenza creditizia, stimolando le associazioni provinciali e sostenendo l’aggregazione tra imprese. Il risultato è stato incredibile. Su ventinove progetti presentanti dal Sistema Confartigianato, ventiquattro sono stati approvati e finanziati dal Ministero. Una quota che rappresenta circa il 50% di tutte le domande ammesse a finanziamento e che mette a disposizione delle imprese circa 2 milioni e mezzo di euro da spendere per azioni di conquista e penetrazione di nuovi mercati. Tanti i settori coinvolti, altrettanti i territori che hanno saputo aggregare imprese ed imprenditori. Come nel caso delle associazioni di Ancona, Novara, Lecce e Vicenza, che da sole hanno coinvolto 82 imprese per cinque missioni differenti. Approdare su mercati esteri non è un’operazione commerciale semplice. Bisogna capire il mercato, pianificare strategie di marketing di prodotto e di commercializzazione. Una conferma arriva da Pesaro, dove la Avenanti 1870, una storica impresa di arredo che esporta il 75% della propria produzione, ha messo insieme sei imprese di due regioni diverse, le Marche e la Toscana, per la conquista di nuovi mercati ed il rafforzamento della propria presenza su mercati già battuti. &#8220;Per internazionalizzare, un imprenditore deve in primo luogo fare un’analisi del proprio prodotto e capire dove e come questo prodotto può essere inserito in alcuni mercati &#8211; ha spiegato Zeno Avenanti, titolare della Avenanti 1870 e presidente della categoria legno e arredo di Confartigianato Pesaro e Urbino &#8211; A volte, è assolutamente indispensabile capire anche l&#8217;adattabilità del prodotto ai mercati che si vogliono conquistare. E&#8217; anche importante partecipare alle fiere, noi l&#8217;abbiamo fatto in passato con l&#8217;ICE e con un&#8217;azienda di Pesaro specializzata in questo tipo di operazioni, la Aspin 2000. Iniziative che ci hanno dato la possibilità di vendere il prodotto, ma soprattutto di capire il mercato&#8221;. Tra i progetti finanziati, ce n’è uno, nato a Terni dalla sinergia tra due consorzi dell’oreficieria e dell’accessoristica per gioielli, che non ha deciso di esportare un prodotto, ma un modello formativo per sensibilizzare mercati e operatori esteri al gusto italiano. Una mossa che prepara il terreno ad una vera e propria commercializzazione di prodotto. &#8220;Abbiamo cercato di reinterpretare il concetto di made in Italy con un&#8217;evoluzione concettuale. Non soltanto un prodotto che viene realizzatio in Italia, ma essenza e gusto italiano, design del made in italy, stile italiano inteso anche come stile di vita e non soltanto come stile estetico &#8211; ha detto Mauro Franceschini, titolare della Franceschini fratelli e vicepresidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato &#8211; ci dà la possibilità di vendere e promuovere qualcosa che gli altri paesi non possono assolutamente avere. Quindi essere unici e ritagliarci la nostra unicità”, ha poi concluso l&#8217;imprenditore ternano.</p>
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		<title>Il punto sulla guerra del Golfo: import GNL dal Qatar, rischi per costi energia e crescita</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/il-punto-sulla-guerra-del-golfo-import-gnl-dal-qatar-rischi-per-costi-energia-e-crescita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 14:26:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Marzo 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Il punto sulla guerra del Golfo: import GNL dal Qatar, rischi per costi energia [&#8230;]</p>
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<p>Non c’è dubbio, sono le piccole imprese che rendono grande il nostro paese. Soprattutto all’estero, dove il made in Italy è ancora un valore assoluto, nonostante la diffusa crisi economica e la soppressione del nostro commerciale dell’ICE. In un quadro simile, per le imprese artigiane diventa sempre più difficile conquistare nuovi mercati. Confartigianato, però, è riuscita ad invertire questa tendenza, avvicinando più di 250 imprese associate ai mercati esteri. Per farlo, ha sfruttato i cinque milioni di euro per l’internazionalizzazione delle imprese artigiane messi a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico, avvalendosi del prezioso contributo di Artigiancassa per l’erogazione dei fondi e la consulenza creditizia, stimolando le associazioni provinciali e sostenendo l’aggregazione tra imprese. Il risultato è stato incredibile. Su ventinove progetti presentanti dal Sistema Confartigianato, ventiquattro sono stati approvati e finanziati dal Ministero. Una quota che rappresenta circa il 50% di tutte le domande ammesse a finanziamento e che mette a disposizione delle imprese circa 2 milioni e mezzo di euro da spendere per azioni di conquista e penetrazione di nuovi mercati. Tanti i settori coinvolti, altrettanti i territori che hanno saputo aggregare imprese ed imprenditori. Come nel caso delle associazioni di Ancona, Novara, Lecce e Vicenza, che da sole hanno coinvolto 82 imprese per cinque missioni differenti. Approdare su mercati esteri non è un’operazione commerciale semplice. Bisogna capire il mercato, pianificare strategie di marketing di prodotto e di commercializzazione. Una conferma arriva da Pesaro, dove la Avenanti 1870, una storica impresa di arredo che esporta il 75% della propria produzione, ha messo insieme sei imprese di due regioni diverse, le Marche e la Toscana, per la conquista di nuovi mercati ed il rafforzamento della propria presenza su mercati già battuti. &#8220;Per internazionalizzare, un imprenditore deve in primo luogo fare un’analisi del proprio prodotto e capire dove e come questo prodotto può essere inserito in alcuni mercati &#8211; ha spiegato Zeno Avenanti, titolare della Avenanti 1870 e presidente della categoria legno e arredo di Confartigianato Pesaro e Urbino &#8211; A volte, è assolutamente indispensabile capire anche l&#8217;adattabilità del prodotto ai mercati che si vogliono conquistare. E&#8217; anche importante partecipare alle fiere, noi l&#8217;abbiamo fatto in passato con l&#8217;ICE e con un&#8217;azienda di Pesaro specializzata in questo tipo di operazioni, la Aspin 2000. Iniziative che ci hanno dato la possibilità di vendere il prodotto, ma soprattutto di capire il mercato&#8221;. Tra i progetti finanziati, ce n’è uno, nato a Terni dalla sinergia tra due consorzi dell’oreficieria e dell’accessoristica per gioielli, che non ha deciso di esportare un prodotto, ma un modello formativo per sensibilizzare mercati e operatori esteri al gusto italiano. Una mossa che prepara il terreno ad una vera e propria commercializzazione di prodotto. &#8220;Abbiamo cercato di reinterpretare il concetto di made in Italy con un&#8217;evoluzione concettuale. Non soltanto un prodotto che viene realizzatio in Italia, ma essenza e gusto italiano, design del made in italy, stile italiano inteso anche come stile di vita e non soltanto come stile estetico &#8211; ha detto Mauro Franceschini, titolare della Franceschini fratelli e vicepresidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato &#8211; ci dà la possibilità di vendere e promuovere qualcosa che gli altri paesi non possono assolutamente avere. Quindi essere unici e ritagliarci la nostra unicità”, ha poi concluso l&#8217;imprenditore ternano.</p>
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		<title>Il principio “Think Small First” entra tra le priorità dei Capi di Stato e di Governo Ue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 10:48:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[‘Think Small First’]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Marzo 2026·EUROPA Il principio “Think Small First” entra tra le priorità dei Capi di Stato e di Governo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/lartigianato-parte-alla-conquista-dei-mercati-esteri/">L’artigianato parte alla conquista dei mercati esteri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8031 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-europa-e-mercati-internazionali category-legno-e-arredo category-moda-2 category-territorio" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L’artigianato parte alla conquista dei mercati esteri</h1>
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<p>Non c’è dubbio, sono le piccole imprese che rendono grande il nostro paese. Soprattutto all’estero, dove il made in Italy è ancora un valore assoluto, nonostante la diffusa crisi economica e la soppressione del nostro commerciale dell’ICE. In un quadro simile, per le imprese artigiane diventa sempre più difficile conquistare nuovi mercati. Confartigianato, però, è riuscita ad invertire questa tendenza, avvicinando più di 250 imprese associate ai mercati esteri. Per farlo, ha sfruttato i cinque milioni di euro per l’internazionalizzazione delle imprese artigiane messi a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico, avvalendosi del prezioso contributo di Artigiancassa per l’erogazione dei fondi e la consulenza creditizia, stimolando le associazioni provinciali e sostenendo l’aggregazione tra imprese. Il risultato è stato incredibile. Su ventinove progetti presentanti dal Sistema Confartigianato, ventiquattro sono stati approvati e finanziati dal Ministero. Una quota che rappresenta circa il 50% di tutte le domande ammesse a finanziamento e che mette a disposizione delle imprese circa 2 milioni e mezzo di euro da spendere per azioni di conquista e penetrazione di nuovi mercati. Tanti i settori coinvolti, altrettanti i territori che hanno saputo aggregare imprese ed imprenditori. Come nel caso delle associazioni di Ancona, Novara, Lecce e Vicenza, che da sole hanno coinvolto 82 imprese per cinque missioni differenti. Approdare su mercati esteri non è un’operazione commerciale semplice. Bisogna capire il mercato, pianificare strategie di marketing di prodotto e di commercializzazione. Una conferma arriva da Pesaro, dove la Avenanti 1870, una storica impresa di arredo che esporta il 75% della propria produzione, ha messo insieme sei imprese di due regioni diverse, le Marche e la Toscana, per la conquista di nuovi mercati ed il rafforzamento della propria presenza su mercati già battuti. &#8220;Per internazionalizzare, un imprenditore deve in primo luogo fare un’analisi del proprio prodotto e capire dove e come questo prodotto può essere inserito in alcuni mercati &#8211; ha spiegato Zeno Avenanti, titolare della Avenanti 1870 e presidente della categoria legno e arredo di Confartigianato Pesaro e Urbino &#8211; A volte, è assolutamente indispensabile capire anche l&#8217;adattabilità del prodotto ai mercati che si vogliono conquistare. E&#8217; anche importante partecipare alle fiere, noi l&#8217;abbiamo fatto in passato con l&#8217;ICE e con un&#8217;azienda di Pesaro specializzata in questo tipo di operazioni, la Aspin 2000. Iniziative che ci hanno dato la possibilità di vendere il prodotto, ma soprattutto di capire il mercato&#8221;. Tra i progetti finanziati, ce n’è uno, nato a Terni dalla sinergia tra due consorzi dell’oreficieria e dell’accessoristica per gioielli, che non ha deciso di esportare un prodotto, ma un modello formativo per sensibilizzare mercati e operatori esteri al gusto italiano. Una mossa che prepara il terreno ad una vera e propria commercializzazione di prodotto. &#8220;Abbiamo cercato di reinterpretare il concetto di made in Italy con un&#8217;evoluzione concettuale. Non soltanto un prodotto che viene realizzatio in Italia, ma essenza e gusto italiano, design del made in italy, stile italiano inteso anche come stile di vita e non soltanto come stile estetico &#8211; ha detto Mauro Franceschini, titolare della Franceschini fratelli e vicepresidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato &#8211; ci dà la possibilità di vendere e promuovere qualcosa che gli altri paesi non possono assolutamente avere. Quindi essere unici e ritagliarci la nostra unicità”, ha poi concluso l&#8217;imprenditore ternano.</p>
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		<title>Il Sistema Confartigianato celebra la Giornata della Cultura Artigiana</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/il-sistema-confartigianato-celebra-la-giornata-della-cultura-artigiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 10:47:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata cultura artigiana]]></category>
		<category><![CDATA[quinta giornata della cultura artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Marzo 2026·CULTURA ARTIGIANA Il Sistema Confartigianato celebra la Giornata della Cultura Artigiana In occasione della festività di San [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/lartigianato-parte-alla-conquista-dei-mercati-esteri/">L’artigianato parte alla conquista dei mercati esteri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">L’artigianato parte alla conquista dei mercati esteri</h1>
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<p>Non c’è dubbio, sono le piccole imprese che rendono grande il nostro paese. Soprattutto all’estero, dove il made in Italy è ancora un valore assoluto, nonostante la diffusa crisi economica e la soppressione del nostro commerciale dell’ICE. In un quadro simile, per le imprese artigiane diventa sempre più difficile conquistare nuovi mercati. Confartigianato, però, è riuscita ad invertire questa tendenza, avvicinando più di 250 imprese associate ai mercati esteri. Per farlo, ha sfruttato i cinque milioni di euro per l’internazionalizzazione delle imprese artigiane messi a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico, avvalendosi del prezioso contributo di Artigiancassa per l’erogazione dei fondi e la consulenza creditizia, stimolando le associazioni provinciali e sostenendo l’aggregazione tra imprese. Il risultato è stato incredibile. Su ventinove progetti presentanti dal Sistema Confartigianato, ventiquattro sono stati approvati e finanziati dal Ministero. Una quota che rappresenta circa il 50% di tutte le domande ammesse a finanziamento e che mette a disposizione delle imprese circa 2 milioni e mezzo di euro da spendere per azioni di conquista e penetrazione di nuovi mercati. Tanti i settori coinvolti, altrettanti i territori che hanno saputo aggregare imprese ed imprenditori. Come nel caso delle associazioni di Ancona, Novara, Lecce e Vicenza, che da sole hanno coinvolto 82 imprese per cinque missioni differenti. Approdare su mercati esteri non è un’operazione commerciale semplice. Bisogna capire il mercato, pianificare strategie di marketing di prodotto e di commercializzazione. Una conferma arriva da Pesaro, dove la Avenanti 1870, una storica impresa di arredo che esporta il 75% della propria produzione, ha messo insieme sei imprese di due regioni diverse, le Marche e la Toscana, per la conquista di nuovi mercati ed il rafforzamento della propria presenza su mercati già battuti. &#8220;Per internazionalizzare, un imprenditore deve in primo luogo fare un’analisi del proprio prodotto e capire dove e come questo prodotto può essere inserito in alcuni mercati &#8211; ha spiegato Zeno Avenanti, titolare della Avenanti 1870 e presidente della categoria legno e arredo di Confartigianato Pesaro e Urbino &#8211; A volte, è assolutamente indispensabile capire anche l&#8217;adattabilità del prodotto ai mercati che si vogliono conquistare. E&#8217; anche importante partecipare alle fiere, noi l&#8217;abbiamo fatto in passato con l&#8217;ICE e con un&#8217;azienda di Pesaro specializzata in questo tipo di operazioni, la Aspin 2000. Iniziative che ci hanno dato la possibilità di vendere il prodotto, ma soprattutto di capire il mercato&#8221;. Tra i progetti finanziati, ce n’è uno, nato a Terni dalla sinergia tra due consorzi dell’oreficieria e dell’accessoristica per gioielli, che non ha deciso di esportare un prodotto, ma un modello formativo per sensibilizzare mercati e operatori esteri al gusto italiano. Una mossa che prepara il terreno ad una vera e propria commercializzazione di prodotto. &#8220;Abbiamo cercato di reinterpretare il concetto di made in Italy con un&#8217;evoluzione concettuale. Non soltanto un prodotto che viene realizzatio in Italia, ma essenza e gusto italiano, design del made in italy, stile italiano inteso anche come stile di vita e non soltanto come stile estetico &#8211; ha detto Mauro Franceschini, titolare della Franceschini fratelli e vicepresidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato &#8211; ci dà la possibilità di vendere e promuovere qualcosa che gli altri paesi non possono assolutamente avere. Quindi essere unici e ritagliarci la nostra unicità”, ha poi concluso l&#8217;imprenditore ternano.</p>
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		<title>Da Tg1 Rai al Corriere della sera: la Giornata della cultura artigiana sui media</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 10:36:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata cultura artigiana]]></category>
		<category><![CDATA[quinta giornata della cultura artigiana]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/lartigianato-parte-alla-conquista-dei-mercati-esteri/">L’artigianato parte alla conquista dei mercati esteri</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">L’artigianato parte alla conquista dei mercati esteri</h1>
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<p>Non c’è dubbio, sono le piccole imprese che rendono grande il nostro paese. Soprattutto all’estero, dove il made in Italy è ancora un valore assoluto, nonostante la diffusa crisi economica e la soppressione del nostro commerciale dell’ICE. In un quadro simile, per le imprese artigiane diventa sempre più difficile conquistare nuovi mercati. Confartigianato, però, è riuscita ad invertire questa tendenza, avvicinando più di 250 imprese associate ai mercati esteri. Per farlo, ha sfruttato i cinque milioni di euro per l’internazionalizzazione delle imprese artigiane messi a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico, avvalendosi del prezioso contributo di Artigiancassa per l’erogazione dei fondi e la consulenza creditizia, stimolando le associazioni provinciali e sostenendo l’aggregazione tra imprese. Il risultato è stato incredibile. Su ventinove progetti presentanti dal Sistema Confartigianato, ventiquattro sono stati approvati e finanziati dal Ministero. Una quota che rappresenta circa il 50% di tutte le domande ammesse a finanziamento e che mette a disposizione delle imprese circa 2 milioni e mezzo di euro da spendere per azioni di conquista e penetrazione di nuovi mercati. Tanti i settori coinvolti, altrettanti i territori che hanno saputo aggregare imprese ed imprenditori. Come nel caso delle associazioni di Ancona, Novara, Lecce e Vicenza, che da sole hanno coinvolto 82 imprese per cinque missioni differenti. Approdare su mercati esteri non è un’operazione commerciale semplice. Bisogna capire il mercato, pianificare strategie di marketing di prodotto e di commercializzazione. Una conferma arriva da Pesaro, dove la Avenanti 1870, una storica impresa di arredo che esporta il 75% della propria produzione, ha messo insieme sei imprese di due regioni diverse, le Marche e la Toscana, per la conquista di nuovi mercati ed il rafforzamento della propria presenza su mercati già battuti. &#8220;Per internazionalizzare, un imprenditore deve in primo luogo fare un’analisi del proprio prodotto e capire dove e come questo prodotto può essere inserito in alcuni mercati &#8211; ha spiegato Zeno Avenanti, titolare della Avenanti 1870 e presidente della categoria legno e arredo di Confartigianato Pesaro e Urbino &#8211; A volte, è assolutamente indispensabile capire anche l&#8217;adattabilità del prodotto ai mercati che si vogliono conquistare. E&#8217; anche importante partecipare alle fiere, noi l&#8217;abbiamo fatto in passato con l&#8217;ICE e con un&#8217;azienda di Pesaro specializzata in questo tipo di operazioni, la Aspin 2000. Iniziative che ci hanno dato la possibilità di vendere il prodotto, ma soprattutto di capire il mercato&#8221;. Tra i progetti finanziati, ce n’è uno, nato a Terni dalla sinergia tra due consorzi dell’oreficieria e dell’accessoristica per gioielli, che non ha deciso di esportare un prodotto, ma un modello formativo per sensibilizzare mercati e operatori esteri al gusto italiano. Una mossa che prepara il terreno ad una vera e propria commercializzazione di prodotto. &#8220;Abbiamo cercato di reinterpretare il concetto di made in Italy con un&#8217;evoluzione concettuale. Non soltanto un prodotto che viene realizzatio in Italia, ma essenza e gusto italiano, design del made in italy, stile italiano inteso anche come stile di vita e non soltanto come stile estetico &#8211; ha detto Mauro Franceschini, titolare della Franceschini fratelli e vicepresidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato &#8211; ci dà la possibilità di vendere e promuovere qualcosa che gli altri paesi non possono assolutamente avere. Quindi essere unici e ritagliarci la nostra unicità”, ha poi concluso l&#8217;imprenditore ternano.</p>
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		<title>Confartigianato protagonista a Londra con la mostra “Benfatto. L’eccellenza dell’artigianato tra arte, materia e tempo”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/confartigianato-protagonista-a-londra-con-la-mostra-benfatto-leccellenza-dellartigianato-tra-arte-materia-e-tempo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 11:15:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Benfatto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Marzo 2026·MERCATI ESTERI Confartigianato protagonista a Londra con la mostra “Benfatto. L’eccellenza dell’artigianato tra arte, materia e tempo” [&#8230;]</p>
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		<title>Granelli e il Ministro Urso a L’Aquila: le riforme per il futuro dell’artigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 22:50:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[quinta giornata della cultura artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 19 Marzo 2026·CULTURA ARTIGIANA Granelli e il Ministro Urso a L’Aquila: le riforme per il futuro dell’artigianato A L’Aquila Confartigianato [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8031 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-europa-e-mercati-internazionali category-legno-e-arredo category-moda-2 category-territorio" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L’artigianato parte alla conquista dei mercati esteri</h1>
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<p>Non c’è dubbio, sono le piccole imprese che rendono grande il nostro paese. Soprattutto all’estero, dove il made in Italy è ancora un valore assoluto, nonostante la diffusa crisi economica e la soppressione del nostro commerciale dell’ICE. In un quadro simile, per le imprese artigiane diventa sempre più difficile conquistare nuovi mercati. Confartigianato, però, è riuscita ad invertire questa tendenza, avvicinando più di 250 imprese associate ai mercati esteri. Per farlo, ha sfruttato i cinque milioni di euro per l’internazionalizzazione delle imprese artigiane messi a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico, avvalendosi del prezioso contributo di Artigiancassa per l’erogazione dei fondi e la consulenza creditizia, stimolando le associazioni provinciali e sostenendo l’aggregazione tra imprese. Il risultato è stato incredibile. Su ventinove progetti presentanti dal Sistema Confartigianato, ventiquattro sono stati approvati e finanziati dal Ministero. Una quota che rappresenta circa il 50% di tutte le domande ammesse a finanziamento e che mette a disposizione delle imprese circa 2 milioni e mezzo di euro da spendere per azioni di conquista e penetrazione di nuovi mercati. Tanti i settori coinvolti, altrettanti i territori che hanno saputo aggregare imprese ed imprenditori. Come nel caso delle associazioni di Ancona, Novara, Lecce e Vicenza, che da sole hanno coinvolto 82 imprese per cinque missioni differenti. Approdare su mercati esteri non è un’operazione commerciale semplice. Bisogna capire il mercato, pianificare strategie di marketing di prodotto e di commercializzazione. Una conferma arriva da Pesaro, dove la Avenanti 1870, una storica impresa di arredo che esporta il 75% della propria produzione, ha messo insieme sei imprese di due regioni diverse, le Marche e la Toscana, per la conquista di nuovi mercati ed il rafforzamento della propria presenza su mercati già battuti. &#8220;Per internazionalizzare, un imprenditore deve in primo luogo fare un’analisi del proprio prodotto e capire dove e come questo prodotto può essere inserito in alcuni mercati &#8211; ha spiegato Zeno Avenanti, titolare della Avenanti 1870 e presidente della categoria legno e arredo di Confartigianato Pesaro e Urbino &#8211; A volte, è assolutamente indispensabile capire anche l&#8217;adattabilità del prodotto ai mercati che si vogliono conquistare. E&#8217; anche importante partecipare alle fiere, noi l&#8217;abbiamo fatto in passato con l&#8217;ICE e con un&#8217;azienda di Pesaro specializzata in questo tipo di operazioni, la Aspin 2000. Iniziative che ci hanno dato la possibilità di vendere il prodotto, ma soprattutto di capire il mercato&#8221;. Tra i progetti finanziati, ce n’è uno, nato a Terni dalla sinergia tra due consorzi dell’oreficieria e dell’accessoristica per gioielli, che non ha deciso di esportare un prodotto, ma un modello formativo per sensibilizzare mercati e operatori esteri al gusto italiano. Una mossa che prepara il terreno ad una vera e propria commercializzazione di prodotto. &#8220;Abbiamo cercato di reinterpretare il concetto di made in Italy con un&#8217;evoluzione concettuale. Non soltanto un prodotto che viene realizzatio in Italia, ma essenza e gusto italiano, design del made in italy, stile italiano inteso anche come stile di vita e non soltanto come stile estetico &#8211; ha detto Mauro Franceschini, titolare della Franceschini fratelli e vicepresidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato &#8211; ci dà la possibilità di vendere e promuovere qualcosa che gli altri paesi non possono assolutamente avere. Quindi essere unici e ritagliarci la nostra unicità”, ha poi concluso l&#8217;imprenditore ternano.</p>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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