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	<title>Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese. L&#8217;allarme sulla stampa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 18 Agosto 2026·LAVORO Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese. L&#8217;allarme sulla stampa [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
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<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 11 Agosto 2026·LEGGE DI BILANCIO Conti pubblici verso la manovra 2027   Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/studi-di-settore-riparte-il-confronto-tra-imprese-e-agenzia-delle-entrate/">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
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<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<title>Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[credito più costoso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Agosto 2026·CREDITO Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese Il [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
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<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<title>Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[nuova Artigiancassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 10 Agosto 2026·CREDITO Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/studi-di-settore-riparte-il-confronto-tra-imprese-e-agenzia-delle-entrate/">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
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<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/granelli-a-unomattina-rai1-lartiturismo-che-rilancia-territori-imprese-e-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[artiturismo]]></category>
		<category><![CDATA[marco granelli]]></category>
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		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Agosto 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217; Un turismo diffuso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/studi-di-settore-riparte-il-confronto-tra-imprese-e-agenzia-delle-entrate/">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7812 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
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</div>
<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/studi-di-settore-riparte-il-confronto-tra-imprese-e-agenzia-delle-entrate/">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/nel-2026-sono-205mila-le-imprese-artigiane-interessate-da-domanda-turistica-con-544mila-addetti-il-167-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/studi-di-settore-riparte-il-confronto-tra-imprese-e-agenzia-delle-entrate/">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
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<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/lundertourism-cresce-e-piace-al-21-dei-vacanzieri-protagonisti-204mila-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
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		<category><![CDATA[undertourism]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani &#160; Via dalla pazza [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
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<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-si-a-confronto-con-sindacati-per-difendere-la-buona-contrattazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
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<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
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<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/leccellenza-artigiana-dellargento-protagonista-a-unomattina-rai1-con-bianca-guscelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/studi-di-settore-riparte-il-confronto-tra-imprese-e-agenzia-delle-entrate/">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
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<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
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<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/studi-di-settore-riparte-il-confronto-tra-imprese-e-agenzia-delle-entrate/">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7812 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
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<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
		<category><![CDATA[costruzioni.]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/studi-di-settore-riparte-il-confronto-tra-imprese-e-agenzia-delle-entrate/">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
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</div>
<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/studi-di-settore-riparte-il-confronto-tra-imprese-e-agenzia-delle-entrate/">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
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<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/studi-di-settore-riparte-il-confronto-tra-imprese-e-agenzia-delle-entrate/">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
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<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/studi-di-settore-riparte-il-confronto-tra-imprese-e-agenzia-delle-entrate/">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
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<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
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<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/studi-di-settore-riparte-il-confronto-tra-imprese-e-agenzia-delle-entrate/">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7812 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
</div>
</div>
<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/studi-di-settore-riparte-il-confronto-tra-imprese-e-agenzia-delle-entrate/">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/studi-di-settore-riparte-il-confronto-tra-imprese-e-agenzia-delle-entrate/">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7812 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
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<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/studi-di-settore-riparte-il-confronto-tra-imprese-e-agenzia-delle-entrate/">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
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<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<title>Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Sun, 16 Oct 2011 22:00:00 +0000</lastBuildDate>
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