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	<title>Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>A Open Jam i Giovani Imprenditori Confartigianato raccontano agli studenti il valore del fare impresa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 12:26:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 9 Ottobre 2026·GIOVANI IMPRENDITORI A Open Jam i Giovani Imprenditori Confartigianato raccontano agli studenti il valore del fare impresa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/studi-di-settore-riparte-il-confronto-tra-imprese-e-agenzia-delle-entrate/">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
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<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<title>A metà 2026 persiste il calo (-3,6%) dei prestiti alle piccole imprese. Le tendenze per regione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 12:55:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studii 8 Ottobre 2026·CREDITO A metà 2026 persiste il calo (-3,6%) dei prestiti alle piccole imprese. Le tendenze per regione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/studi-di-settore-riparte-il-confronto-tra-imprese-e-agenzia-delle-entrate/">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
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<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<title>&#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la Sostenibilità 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 11:58:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>newsletter_A 8 Ottobre 2026·SETTIMANA ENERGIA &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la [&#8230;]</p>
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<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<title>La campagna fiscale 2026 del CAAF Confartigianato si chiude con numeri in aumento e un’assistenza sempre più qualificata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 11:22:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
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		<category><![CDATA[caaf]]></category>
		<category><![CDATA[campagna fiscale 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Ottobre 2026·CAAF La campagna fiscale 2026 del CAAF Confartigianato si chiude con numeri in aumento e un’assistenza sempre [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/studi-di-settore-riparte-il-confronto-tra-imprese-e-agenzia-delle-entrate/">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<title>Con Intesa Sanpaolo un patto per la crescita delle piccole imprese e dei territori. Nuovo piano da 20 miliardi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 10:37:05 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[carlo messina]]></category>
		<category><![CDATA[INTESA SANPAOLO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 8 Ottobre 2026·CREDITO Con Intesa Sanpaolo un patto per la crescita delle piccole imprese e dei territori. Nuovo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/studi-di-settore-riparte-il-confronto-tra-imprese-e-agenzia-delle-entrate/">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7812 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
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<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/studi-di-settore-riparte-il-confronto-tra-imprese-e-agenzia-delle-entrate/">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il 10 ottobre Perugia protagonista a Linea Verde Start con storia e futuro dell’artigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 08:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[linea verde start]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Ottobre 2026·MEDIA Il 10 ottobre Perugia protagonista a Linea Verde Start con storia e futuro dell’artigianato  Sabato 10 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/studi-di-settore-riparte-il-confronto-tra-imprese-e-agenzia-delle-entrate/">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
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<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<title>Export delle MPI, Confartigianato: “Creare le condizioni per competere sui mercati internazionali”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 12:50:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
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		<category><![CDATA[fabio mereu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Ottobre 2026·MERCATI ESTERI Export delle MPI, Confartigianato: “Creare le condizioni per competere sui mercati internazionali” “Le micro e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/studi-di-settore-riparte-il-confronto-tra-imprese-e-agenzia-delle-entrate/">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
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<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<title>Tra Ministero dell&#8217;Istruzione e Confartigianato alleanza scuola-impresa per costruire il futuro dei giovani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 16:53:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[giovani imprenditori confartigianato]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Valditara]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Porta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 6 Ottobre 2026·GIOVANI IMPRENDITORI Tra Ministero dell&#8217;Istruzione e Confartigianato alleanza scuola-impresa per costruire il futuro dei giovani Meno giovani, [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
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<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<item>
		<title>Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto al top dell’Indice Confartigianato Youth Friendly 2026: le opportunità per i giovani tra impresa e lavoro</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/lombardia-emilia-romagna-e-veneto-al-top-dellindice-confartigianato-youth-friendly-2026-le-opportunita-per-i-giovani-tra-impresa-e-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 11:07:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 6 Ottobre 2026·GIOVANI IMPRENDITORI Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto al top dell’Indice Confartigianato Youth Friendly 2026: le opportunità per i [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/studi-di-settore-riparte-il-confronto-tra-imprese-e-agenzia-delle-entrate/">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
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<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<title>Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-viceministro-leo-a-confartigianato-dalla-riforma-della-legge-quadro-dellartigianato-benefici-per-crescita-e-fisco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 13:43:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Leo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Ottobre 2026·FISCO Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/studi-di-settore-riparte-il-confronto-tra-imprese-e-agenzia-delle-entrate/">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
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<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 07:55:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Media 1 Ottobre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/studi-di-settore-riparte-il-confronto-tra-imprese-e-agenzia-delle-entrate/">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
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<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<title>Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 13:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Settembre 2026·MEDIA Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net L’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/studi-di-settore-riparte-il-confronto-tra-imprese-e-agenzia-delle-entrate/">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
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<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<title>Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-zucchetti-lanciano-il-progetto-artigianato-digitale-siglato-accordo-strategico-per-linnovazione-delle-mpmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 11:13:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Artel]]></category>
		<category><![CDATA[Zucchetti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133351</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Settembre 2026·INNOVAZIONE Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/studi-di-settore-riparte-il-confronto-tra-imprese-e-agenzia-delle-entrate/">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
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</div>
<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/le-confederazioni-artigiane-in-riforma-legge-quadro-nessuna-distorsione-concorrenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 09:24:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Legge quadro artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[riforma legge quadro artigianato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 26 Settembre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221; «Il dibattito sulla [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
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<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<title>Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 09:55:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Settembre 2026·MEDIA Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane Il nuovo numero [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/studi-di-settore-riparte-il-confronto-tra-imprese-e-agenzia-delle-entrate/">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
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<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<title>Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/rotte-marittime-sotto-pressione-1239-miliardi-di-euro-di-interscambio-via-nave-con-asia-e-oceania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 08:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 24 Settembre 2026·ESPORTAZIONI Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
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<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<title>Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/piccole-imprese-grandi-transizioni-confartigianato-fa-scuola-su-energie-e-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 15:05:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Settembre 2026·EVENTI Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità Energia, geopolitica, transizione ecologica, innovazione [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
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<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<title>Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina e Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/con-data-center-boom-consumi-elettrici-398-twh-entro-il-2030-in-usa-cina-e-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 09:36:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 23 Settembre 2026·ENERGIA Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/studi-di-settore-riparte-il-confronto-tra-imprese-e-agenzia-delle-entrate/">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
</div>
</div>
<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<title>Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/deficit-al-31-del-pil-le-sfide-della-politica-fiscale-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 13:05:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·LEGGE BILANCIO 2026 Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/studi-di-settore-riparte-il-confronto-tra-imprese-e-agenzia-delle-entrate/">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
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<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<title>La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino!</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/la-nostra-intelligenza-artigiana-fa-scuola-e-ispira-il-festival-di-sanremo-bravo-stefano-de-martino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 10:57:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano De Martino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·ATTUALITA&#039; La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino! A Sanremo quest’anno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/studi-di-settore-riparte-il-confronto-tra-imprese-e-agenzia-delle-entrate/">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate</h1>
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<p>Non c’è pace per gli studi di settore. La manovra estiva del Governo ne ha modificato l’utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria, scatenando le proteste delle Organizzazioni imprenditoriali. Due le novità normative al centro della polemica. La prima consente al fisco di non motivare al contribuente congruo con lo studio di settore l’utilizzo di strumenti di accertamento diversi dagli studi. Ed ecco la seconda: se il contribuente commette un errore nella compilazione dello studio e ne deriva un reddito stimato inferiore del 10% rispetto a quello che scaturirebbe da una compilazione esatta, il fisco può far scattare l’accertamento induttivo. Confartigianato e Rete Imprese Italia non ci stanno e sono partite al contrattacco. Sollecitano un dietrofront sulle norme varate con la manovra estiva. Il primo confronto con l’Agenzia delle Entrate si è svolto pochi giorni fa. Per Confartigianato era presente Andrea Trevisani, Direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato, il quale riassume così le sollecitazioni rivolte dalla Confederazione: ‘All’Agenzia delle Entrate abbiamo chiesto di ripristinare la norma che obbliga l’Amministrazione finanziaria a spiegare i motivi per i quali lo studio di settore non è in grado di stimare il ricavo e perché l’Agenzia abbandona quello strumento e utilizza altre modalità di accertamento induttivo. Abbiamo chiesto all’Agenzia di rivedere la propria posizione, sollecitando anche, in caso di accertamento induttivo, che il differenziale venga aumento dal 10 al 50%’. La risposta dell’Agenzia delle Entrate lascia sperare in un ripensamento. Spiega ancora Trevisani: ‘L’Agenzia si è detta interessata a rivedere la propria posizione e a questo punto si apre un confronto con i competenti uffici dell’Agenzia. Ovviamente, se ci sarà il sostegno dell’Agenzia sarà più facile che in Parlamento vengano recepite le nostre richieste e ripristinate le norme precedenti alla manovra estiva’. Quel che è certo è che per Confartigianato lo strumento degli studi di settore non si discute ed è pronta ad andare fino in fondo in Parlamento. Conclude Trevisani: ‘Riteniamo che lo strumento dello studio di settore debba rimanere fondamentale per l’accertamento della piccola impresa, anche perché Confartigianato e le altre Organizzazioni imprenditoriali ci ha creduto e ci hanno messo la faccia, condividendo il progetto. Anche se l’Agenzia delle Entrate non condividesse la nostra posizione, faremo azioni parlamentari in sede di emendamenti a decreti o disegni di legge che verranno presentati’.</p>
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		<title>Studi di settore: riparte il confronto tra imprese e Agenzia delle Entrate - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Sun, 16 Oct 2011 22:00:00 +0000</lastBuildDate>
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