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	<title>Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:26:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 26 Giugno 2026·EVENTI Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business La sostenibilità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/12/il-governo-fa-cassa-con-le-tasse-ma-pensa-anche-allo-sviluppo/">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">13 Dicembre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</h1>
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<p>ll governo Monti, per finanziare la manovra ‘Salva Italia” che fissa il pareggio di bilancio nel 2013, ha scelto la strada di fare cassa principalmente attraverso nuove tasse: 2/3 di maggiori entrate contro 1/3 di tagli alla spesa, sono gli equilibri che tengono in piedi l’edificio da 34 miliardi di euro che mira ad allontanare dal nostro paese il rischio Grecia. Il cocktail del ritorno dell’Ici sulla prima casa e della rivalutazione delle rendite immobiliari insieme al mix di aumenti su Iva, addizionale regionale Irpef, accise sui carburanti sarà amarissimo per i contribuenti. All’obiettivo di mettere il Paese a riparo da un possibile default, contribuiscono, anche se in misure minore, l’una tantum sui capitali ‘scudati’ e le tasse sui beni di lusso. Una serie di misure che, secondo il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Andrea Trevisani, aggraveranno i conti delle imprese riducendone la competitività internazionale. &lt;i&gt;«Mi riferisco principalmente&lt;/i&gt; – sottolinea Trevisani -&lt;i&gt; all’aumento delle addizionali regionali all’Irpef con cui è stata concessa alle regioni la possibilità di incrementare la percentuale dallo 0,9% all’1,23%. Mi riferisco anche all’introduzione dell’Imu già a decorrere dal 1° gennaio 2012, che può portare un aggravio nei confronti delle nostre imprese per quanto riguarda i capannoni da loro posseduti e utilizzanti in ambito strumentale in quanto, oltre ad un incremento dell’aliquota, c’è stato anche un aumento delle rendite catastali. Per quanto riguarda le accise&lt;/i&gt; – rimarca il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato &#8211; &lt;i&gt;c’è stato anche lì un aumento, però và sottolineato che, per quanto riguarda gli autotrasportatori, è stato disposto un credito di imposta di pari importo e quindi viene ristornato al settore».&lt;/i&gt; Alla fine il conto è da capogiro: quasi 18 miliardi in nuove tasse usciranno dalle tasche dei contribuenti nel 2012. Ben più modesti i tagli alla spesa: 2,3 miliardi dovuti alla compensazione tra tagli e nuovi finanziamenti. Negli anni successivi la manovra “Salva Italia” trova un maggior equilibrio tra entrate e contenimento della spesa: nel 2014 le entrate scendono a quota 12 miliardi mentre l’asticella dei tagli sale del 30% fino a segnare 9 miliardi. Conti alla mano è sul “pacchetto casa” che il governo Monti ha le maggiori aspettative, con una previsione di incasso di circa 11 miliardi di euro. Sulla prima casa l’aliquota dell’Ici-Imu sarà dello 0,4%, dalla seconda casa in poi sarà dello 0,75-076%, mentre gli estimi catastali saranno rivalutati del 60%. Più contenute, ma sempre altissime, le attese legate all’aumento dallo 0,9 all’1,23% dell’addizionale Irpef che porterà nelle casse dello stato circa due miliardi. Per quanto attiene l’aumento delle accise sui carburanti, il gettito previsto, a regime, nel 2004 sfiorerà i cinque miliardi. A differenza delle manovre estive che avevano per obiettivo rimettere in sicurezza i conti pubblici, nel Decreto “Salva Italia” trovano spazio, accanto alle mazzate, anche misure a sostegno della crescita. A sottolinearlo è ancora Andrea Trevisani. &lt;i&gt;«Noi&lt;/i&gt; – spiega Trevisani – &lt;i&gt;non possiamo però non dimenticare che per la prima volta dopo un anno vediamo delle norme che vanno nella direzione di dare anche una competitività maggiore al sistema imprenditoriale del nostro paese. Mi riferisco in modo particolar modo alla pressione fiscale collegata all’Irap. Noi avevamo chiesto di considerare gli apprendisti come un elemento deducibile dalla base imponibile irap, la nostra proposta è stata accolta vedendo garantito che fino a 35 anni di età il costo del lavoro viene ridotto notevolmente nella determinazione della base imponibile dell’irap. Altro versante importante &lt;/i&gt;– prosegue &#8211; &lt;i&gt;riguarda la capitalizzazione delle imprese. E’ previsto un aiuto alla capitalizzazione in termini di riduzione della pressione fiscale. Il decreto attualmente prevede questo aiuto immediato nei confronti dei soggetti ires, però viene demandato ad un apposito decreto ministeriale l’obbligo di introdurre norme similari anche a favore di ditte individuali e società di persone. Non va da ultimo per ultimo dimenticato, sempre su questo versante, una battaglia storica di Confartigianato che concerne gli studi di settore: per la prima volta viene stabilito che il soggetto congruo e coerente non sarà più soggetto ad accertamenti di natura analitico-induttiva, il redditometro si applicherà in maniera più affievolita ma soprattutto viene ridotto di un anno il termine di decadenza degli accertamenti». &lt;/i&gt;</p>
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		<title>Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 06:30:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 26 Giugno 2026·EVENTI Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione Nella giornata di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/12/il-governo-fa-cassa-con-le-tasse-ma-pensa-anche-allo-sviluppo/">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</h1>
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<p>ll governo Monti, per finanziare la manovra ‘Salva Italia” che fissa il pareggio di bilancio nel 2013, ha scelto la strada di fare cassa principalmente attraverso nuove tasse: 2/3 di maggiori entrate contro 1/3 di tagli alla spesa, sono gli equilibri che tengono in piedi l’edificio da 34 miliardi di euro che mira ad allontanare dal nostro paese il rischio Grecia. Il cocktail del ritorno dell’Ici sulla prima casa e della rivalutazione delle rendite immobiliari insieme al mix di aumenti su Iva, addizionale regionale Irpef, accise sui carburanti sarà amarissimo per i contribuenti. All’obiettivo di mettere il Paese a riparo da un possibile default, contribuiscono, anche se in misure minore, l’una tantum sui capitali ‘scudati’ e le tasse sui beni di lusso. Una serie di misure che, secondo il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Andrea Trevisani, aggraveranno i conti delle imprese riducendone la competitività internazionale. &lt;i&gt;«Mi riferisco principalmente&lt;/i&gt; – sottolinea Trevisani -&lt;i&gt; all’aumento delle addizionali regionali all’Irpef con cui è stata concessa alle regioni la possibilità di incrementare la percentuale dallo 0,9% all’1,23%. Mi riferisco anche all’introduzione dell’Imu già a decorrere dal 1° gennaio 2012, che può portare un aggravio nei confronti delle nostre imprese per quanto riguarda i capannoni da loro posseduti e utilizzanti in ambito strumentale in quanto, oltre ad un incremento dell’aliquota, c’è stato anche un aumento delle rendite catastali. Per quanto riguarda le accise&lt;/i&gt; – rimarca il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato &#8211; &lt;i&gt;c’è stato anche lì un aumento, però và sottolineato che, per quanto riguarda gli autotrasportatori, è stato disposto un credito di imposta di pari importo e quindi viene ristornato al settore».&lt;/i&gt; Alla fine il conto è da capogiro: quasi 18 miliardi in nuove tasse usciranno dalle tasche dei contribuenti nel 2012. Ben più modesti i tagli alla spesa: 2,3 miliardi dovuti alla compensazione tra tagli e nuovi finanziamenti. Negli anni successivi la manovra “Salva Italia” trova un maggior equilibrio tra entrate e contenimento della spesa: nel 2014 le entrate scendono a quota 12 miliardi mentre l’asticella dei tagli sale del 30% fino a segnare 9 miliardi. Conti alla mano è sul “pacchetto casa” che il governo Monti ha le maggiori aspettative, con una previsione di incasso di circa 11 miliardi di euro. Sulla prima casa l’aliquota dell’Ici-Imu sarà dello 0,4%, dalla seconda casa in poi sarà dello 0,75-076%, mentre gli estimi catastali saranno rivalutati del 60%. Più contenute, ma sempre altissime, le attese legate all’aumento dallo 0,9 all’1,23% dell’addizionale Irpef che porterà nelle casse dello stato circa due miliardi. Per quanto attiene l’aumento delle accise sui carburanti, il gettito previsto, a regime, nel 2004 sfiorerà i cinque miliardi. A differenza delle manovre estive che avevano per obiettivo rimettere in sicurezza i conti pubblici, nel Decreto “Salva Italia” trovano spazio, accanto alle mazzate, anche misure a sostegno della crescita. A sottolinearlo è ancora Andrea Trevisani. &lt;i&gt;«Noi&lt;/i&gt; – spiega Trevisani – &lt;i&gt;non possiamo però non dimenticare che per la prima volta dopo un anno vediamo delle norme che vanno nella direzione di dare anche una competitività maggiore al sistema imprenditoriale del nostro paese. Mi riferisco in modo particolar modo alla pressione fiscale collegata all’Irap. Noi avevamo chiesto di considerare gli apprendisti come un elemento deducibile dalla base imponibile irap, la nostra proposta è stata accolta vedendo garantito che fino a 35 anni di età il costo del lavoro viene ridotto notevolmente nella determinazione della base imponibile dell’irap. Altro versante importante &lt;/i&gt;– prosegue &#8211; &lt;i&gt;riguarda la capitalizzazione delle imprese. E’ previsto un aiuto alla capitalizzazione in termini di riduzione della pressione fiscale. Il decreto attualmente prevede questo aiuto immediato nei confronti dei soggetti ires, però viene demandato ad un apposito decreto ministeriale l’obbligo di introdurre norme similari anche a favore di ditte individuali e società di persone. Non va da ultimo per ultimo dimenticato, sempre su questo versante, una battaglia storica di Confartigianato che concerne gli studi di settore: per la prima volta viene stabilito che il soggetto congruo e coerente non sarà più soggetto ad accertamenti di natura analitico-induttiva, il redditometro si applicherà in maniera più affievolita ma soprattutto viene ridotto di un anno il termine di decadenza degli accertamenti». &lt;/i&gt;</p>
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		<title>Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/12/il-governo-fa-cassa-con-le-tasse-ma-pensa-anche-allo-sviluppo/">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>ll governo Monti, per finanziare la manovra ‘Salva Italia” che fissa il pareggio di bilancio nel 2013, ha scelto la strada di fare cassa principalmente attraverso nuove tasse: 2/3 di maggiori entrate contro 1/3 di tagli alla spesa, sono gli equilibri che tengono in piedi l’edificio da 34 miliardi di euro che mira ad allontanare dal nostro paese il rischio Grecia. Il cocktail del ritorno dell’Ici sulla prima casa e della rivalutazione delle rendite immobiliari insieme al mix di aumenti su Iva, addizionale regionale Irpef, accise sui carburanti sarà amarissimo per i contribuenti. All’obiettivo di mettere il Paese a riparo da un possibile default, contribuiscono, anche se in misure minore, l’una tantum sui capitali ‘scudati’ e le tasse sui beni di lusso. Una serie di misure che, secondo il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Andrea Trevisani, aggraveranno i conti delle imprese riducendone la competitività internazionale. &lt;i&gt;«Mi riferisco principalmente&lt;/i&gt; – sottolinea Trevisani -&lt;i&gt; all’aumento delle addizionali regionali all’Irpef con cui è stata concessa alle regioni la possibilità di incrementare la percentuale dallo 0,9% all’1,23%. Mi riferisco anche all’introduzione dell’Imu già a decorrere dal 1° gennaio 2012, che può portare un aggravio nei confronti delle nostre imprese per quanto riguarda i capannoni da loro posseduti e utilizzanti in ambito strumentale in quanto, oltre ad un incremento dell’aliquota, c’è stato anche un aumento delle rendite catastali. Per quanto riguarda le accise&lt;/i&gt; – rimarca il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato &#8211; &lt;i&gt;c’è stato anche lì un aumento, però và sottolineato che, per quanto riguarda gli autotrasportatori, è stato disposto un credito di imposta di pari importo e quindi viene ristornato al settore».&lt;/i&gt; Alla fine il conto è da capogiro: quasi 18 miliardi in nuove tasse usciranno dalle tasche dei contribuenti nel 2012. Ben più modesti i tagli alla spesa: 2,3 miliardi dovuti alla compensazione tra tagli e nuovi finanziamenti. Negli anni successivi la manovra “Salva Italia” trova un maggior equilibrio tra entrate e contenimento della spesa: nel 2014 le entrate scendono a quota 12 miliardi mentre l’asticella dei tagli sale del 30% fino a segnare 9 miliardi. Conti alla mano è sul “pacchetto casa” che il governo Monti ha le maggiori aspettative, con una previsione di incasso di circa 11 miliardi di euro. Sulla prima casa l’aliquota dell’Ici-Imu sarà dello 0,4%, dalla seconda casa in poi sarà dello 0,75-076%, mentre gli estimi catastali saranno rivalutati del 60%. Più contenute, ma sempre altissime, le attese legate all’aumento dallo 0,9 all’1,23% dell’addizionale Irpef che porterà nelle casse dello stato circa due miliardi. Per quanto attiene l’aumento delle accise sui carburanti, il gettito previsto, a regime, nel 2004 sfiorerà i cinque miliardi. A differenza delle manovre estive che avevano per obiettivo rimettere in sicurezza i conti pubblici, nel Decreto “Salva Italia” trovano spazio, accanto alle mazzate, anche misure a sostegno della crescita. A sottolinearlo è ancora Andrea Trevisani. &lt;i&gt;«Noi&lt;/i&gt; – spiega Trevisani – &lt;i&gt;non possiamo però non dimenticare che per la prima volta dopo un anno vediamo delle norme che vanno nella direzione di dare anche una competitività maggiore al sistema imprenditoriale del nostro paese. Mi riferisco in modo particolar modo alla pressione fiscale collegata all’Irap. Noi avevamo chiesto di considerare gli apprendisti come un elemento deducibile dalla base imponibile irap, la nostra proposta è stata accolta vedendo garantito che fino a 35 anni di età il costo del lavoro viene ridotto notevolmente nella determinazione della base imponibile dell’irap. Altro versante importante &lt;/i&gt;– prosegue &#8211; &lt;i&gt;riguarda la capitalizzazione delle imprese. E’ previsto un aiuto alla capitalizzazione in termini di riduzione della pressione fiscale. Il decreto attualmente prevede questo aiuto immediato nei confronti dei soggetti ires, però viene demandato ad un apposito decreto ministeriale l’obbligo di introdurre norme similari anche a favore di ditte individuali e società di persone. Non va da ultimo per ultimo dimenticato, sempre su questo versante, una battaglia storica di Confartigianato che concerne gli studi di settore: per la prima volta viene stabilito che il soggetto congruo e coerente non sarà più soggetto ad accertamenti di natura analitico-induttiva, il redditometro si applicherà in maniera più affievolita ma soprattutto viene ridotto di un anno il termine di decadenza degli accertamenti». &lt;/i&gt;</p>
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		<title>Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-4-di-sera-rete-4-le-crisi-geopolitiche-presentano-il-conto-alle-nostre-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:14 +0000</pubDate>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7831 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">13 Dicembre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</h1>
</div>
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<p>ll governo Monti, per finanziare la manovra ‘Salva Italia” che fissa il pareggio di bilancio nel 2013, ha scelto la strada di fare cassa principalmente attraverso nuove tasse: 2/3 di maggiori entrate contro 1/3 di tagli alla spesa, sono gli equilibri che tengono in piedi l’edificio da 34 miliardi di euro che mira ad allontanare dal nostro paese il rischio Grecia. Il cocktail del ritorno dell’Ici sulla prima casa e della rivalutazione delle rendite immobiliari insieme al mix di aumenti su Iva, addizionale regionale Irpef, accise sui carburanti sarà amarissimo per i contribuenti. All’obiettivo di mettere il Paese a riparo da un possibile default, contribuiscono, anche se in misure minore, l’una tantum sui capitali ‘scudati’ e le tasse sui beni di lusso. Una serie di misure che, secondo il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Andrea Trevisani, aggraveranno i conti delle imprese riducendone la competitività internazionale. &lt;i&gt;«Mi riferisco principalmente&lt;/i&gt; – sottolinea Trevisani -&lt;i&gt; all’aumento delle addizionali regionali all’Irpef con cui è stata concessa alle regioni la possibilità di incrementare la percentuale dallo 0,9% all’1,23%. Mi riferisco anche all’introduzione dell’Imu già a decorrere dal 1° gennaio 2012, che può portare un aggravio nei confronti delle nostre imprese per quanto riguarda i capannoni da loro posseduti e utilizzanti in ambito strumentale in quanto, oltre ad un incremento dell’aliquota, c’è stato anche un aumento delle rendite catastali. Per quanto riguarda le accise&lt;/i&gt; – rimarca il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato &#8211; &lt;i&gt;c’è stato anche lì un aumento, però và sottolineato che, per quanto riguarda gli autotrasportatori, è stato disposto un credito di imposta di pari importo e quindi viene ristornato al settore».&lt;/i&gt; Alla fine il conto è da capogiro: quasi 18 miliardi in nuove tasse usciranno dalle tasche dei contribuenti nel 2012. Ben più modesti i tagli alla spesa: 2,3 miliardi dovuti alla compensazione tra tagli e nuovi finanziamenti. Negli anni successivi la manovra “Salva Italia” trova un maggior equilibrio tra entrate e contenimento della spesa: nel 2014 le entrate scendono a quota 12 miliardi mentre l’asticella dei tagli sale del 30% fino a segnare 9 miliardi. Conti alla mano è sul “pacchetto casa” che il governo Monti ha le maggiori aspettative, con una previsione di incasso di circa 11 miliardi di euro. Sulla prima casa l’aliquota dell’Ici-Imu sarà dello 0,4%, dalla seconda casa in poi sarà dello 0,75-076%, mentre gli estimi catastali saranno rivalutati del 60%. Più contenute, ma sempre altissime, le attese legate all’aumento dallo 0,9 all’1,23% dell’addizionale Irpef che porterà nelle casse dello stato circa due miliardi. Per quanto attiene l’aumento delle accise sui carburanti, il gettito previsto, a regime, nel 2004 sfiorerà i cinque miliardi. A differenza delle manovre estive che avevano per obiettivo rimettere in sicurezza i conti pubblici, nel Decreto “Salva Italia” trovano spazio, accanto alle mazzate, anche misure a sostegno della crescita. A sottolinearlo è ancora Andrea Trevisani. &lt;i&gt;«Noi&lt;/i&gt; – spiega Trevisani – &lt;i&gt;non possiamo però non dimenticare che per la prima volta dopo un anno vediamo delle norme che vanno nella direzione di dare anche una competitività maggiore al sistema imprenditoriale del nostro paese. Mi riferisco in modo particolar modo alla pressione fiscale collegata all’Irap. Noi avevamo chiesto di considerare gli apprendisti come un elemento deducibile dalla base imponibile irap, la nostra proposta è stata accolta vedendo garantito che fino a 35 anni di età il costo del lavoro viene ridotto notevolmente nella determinazione della base imponibile dell’irap. Altro versante importante &lt;/i&gt;– prosegue &#8211; &lt;i&gt;riguarda la capitalizzazione delle imprese. E’ previsto un aiuto alla capitalizzazione in termini di riduzione della pressione fiscale. Il decreto attualmente prevede questo aiuto immediato nei confronti dei soggetti ires, però viene demandato ad un apposito decreto ministeriale l’obbligo di introdurre norme similari anche a favore di ditte individuali e società di persone. Non va da ultimo per ultimo dimenticato, sempre su questo versante, una battaglia storica di Confartigianato che concerne gli studi di settore: per la prima volta viene stabilito che il soggetto congruo e coerente non sarà più soggetto ad accertamenti di natura analitico-induttiva, il redditometro si applicherà in maniera più affievolita ma soprattutto viene ridotto di un anno il termine di decadenza degli accertamenti». &lt;/i&gt;</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/12/il-governo-fa-cassa-con-le-tasse-ma-pensa-anche-allo-sviluppo/">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-per-economia-e-imprese-il-punto-nel-webinar-del-6-luglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Giugno 2026·CONGIUNTURA Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio Le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/12/il-governo-fa-cassa-con-le-tasse-ma-pensa-anche-allo-sviluppo/">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7831 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">13 Dicembre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</h1>
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<p>ll governo Monti, per finanziare la manovra ‘Salva Italia” che fissa il pareggio di bilancio nel 2013, ha scelto la strada di fare cassa principalmente attraverso nuove tasse: 2/3 di maggiori entrate contro 1/3 di tagli alla spesa, sono gli equilibri che tengono in piedi l’edificio da 34 miliardi di euro che mira ad allontanare dal nostro paese il rischio Grecia. Il cocktail del ritorno dell’Ici sulla prima casa e della rivalutazione delle rendite immobiliari insieme al mix di aumenti su Iva, addizionale regionale Irpef, accise sui carburanti sarà amarissimo per i contribuenti. All’obiettivo di mettere il Paese a riparo da un possibile default, contribuiscono, anche se in misure minore, l’una tantum sui capitali ‘scudati’ e le tasse sui beni di lusso. Una serie di misure che, secondo il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Andrea Trevisani, aggraveranno i conti delle imprese riducendone la competitività internazionale. &lt;i&gt;«Mi riferisco principalmente&lt;/i&gt; – sottolinea Trevisani -&lt;i&gt; all’aumento delle addizionali regionali all’Irpef con cui è stata concessa alle regioni la possibilità di incrementare la percentuale dallo 0,9% all’1,23%. Mi riferisco anche all’introduzione dell’Imu già a decorrere dal 1° gennaio 2012, che può portare un aggravio nei confronti delle nostre imprese per quanto riguarda i capannoni da loro posseduti e utilizzanti in ambito strumentale in quanto, oltre ad un incremento dell’aliquota, c’è stato anche un aumento delle rendite catastali. Per quanto riguarda le accise&lt;/i&gt; – rimarca il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato &#8211; &lt;i&gt;c’è stato anche lì un aumento, però và sottolineato che, per quanto riguarda gli autotrasportatori, è stato disposto un credito di imposta di pari importo e quindi viene ristornato al settore».&lt;/i&gt; Alla fine il conto è da capogiro: quasi 18 miliardi in nuove tasse usciranno dalle tasche dei contribuenti nel 2012. Ben più modesti i tagli alla spesa: 2,3 miliardi dovuti alla compensazione tra tagli e nuovi finanziamenti. Negli anni successivi la manovra “Salva Italia” trova un maggior equilibrio tra entrate e contenimento della spesa: nel 2014 le entrate scendono a quota 12 miliardi mentre l’asticella dei tagli sale del 30% fino a segnare 9 miliardi. Conti alla mano è sul “pacchetto casa” che il governo Monti ha le maggiori aspettative, con una previsione di incasso di circa 11 miliardi di euro. Sulla prima casa l’aliquota dell’Ici-Imu sarà dello 0,4%, dalla seconda casa in poi sarà dello 0,75-076%, mentre gli estimi catastali saranno rivalutati del 60%. Più contenute, ma sempre altissime, le attese legate all’aumento dallo 0,9 all’1,23% dell’addizionale Irpef che porterà nelle casse dello stato circa due miliardi. Per quanto attiene l’aumento delle accise sui carburanti, il gettito previsto, a regime, nel 2004 sfiorerà i cinque miliardi. A differenza delle manovre estive che avevano per obiettivo rimettere in sicurezza i conti pubblici, nel Decreto “Salva Italia” trovano spazio, accanto alle mazzate, anche misure a sostegno della crescita. A sottolinearlo è ancora Andrea Trevisani. &lt;i&gt;«Noi&lt;/i&gt; – spiega Trevisani – &lt;i&gt;non possiamo però non dimenticare che per la prima volta dopo un anno vediamo delle norme che vanno nella direzione di dare anche una competitività maggiore al sistema imprenditoriale del nostro paese. Mi riferisco in modo particolar modo alla pressione fiscale collegata all’Irap. Noi avevamo chiesto di considerare gli apprendisti come un elemento deducibile dalla base imponibile irap, la nostra proposta è stata accolta vedendo garantito che fino a 35 anni di età il costo del lavoro viene ridotto notevolmente nella determinazione della base imponibile dell’irap. Altro versante importante &lt;/i&gt;– prosegue &#8211; &lt;i&gt;riguarda la capitalizzazione delle imprese. E’ previsto un aiuto alla capitalizzazione in termini di riduzione della pressione fiscale. Il decreto attualmente prevede questo aiuto immediato nei confronti dei soggetti ires, però viene demandato ad un apposito decreto ministeriale l’obbligo di introdurre norme similari anche a favore di ditte individuali e società di persone. Non va da ultimo per ultimo dimenticato, sempre su questo versante, una battaglia storica di Confartigianato che concerne gli studi di settore: per la prima volta viene stabilito che il soggetto congruo e coerente non sarà più soggetto ad accertamenti di natura analitico-induttiva, il redditometro si applicherà in maniera più affievolita ma soprattutto viene ridotto di un anno il termine di decadenza degli accertamenti». &lt;/i&gt;</p>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/aggregazione-in-consorzi-e-reti-dimpresa-per-conquistare-il-mercato-degli-appalti-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4CNetWork]]></category>
		<category><![CDATA[Gustavo Piga]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Carretti]]></category>
		<category><![CDATA[orep]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/12/il-governo-fa-cassa-con-le-tasse-ma-pensa-anche-allo-sviluppo/">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</h1>
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<p>ll governo Monti, per finanziare la manovra ‘Salva Italia” che fissa il pareggio di bilancio nel 2013, ha scelto la strada di fare cassa principalmente attraverso nuove tasse: 2/3 di maggiori entrate contro 1/3 di tagli alla spesa, sono gli equilibri che tengono in piedi l’edificio da 34 miliardi di euro che mira ad allontanare dal nostro paese il rischio Grecia. Il cocktail del ritorno dell’Ici sulla prima casa e della rivalutazione delle rendite immobiliari insieme al mix di aumenti su Iva, addizionale regionale Irpef, accise sui carburanti sarà amarissimo per i contribuenti. All’obiettivo di mettere il Paese a riparo da un possibile default, contribuiscono, anche se in misure minore, l’una tantum sui capitali ‘scudati’ e le tasse sui beni di lusso. Una serie di misure che, secondo il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Andrea Trevisani, aggraveranno i conti delle imprese riducendone la competitività internazionale. &lt;i&gt;«Mi riferisco principalmente&lt;/i&gt; – sottolinea Trevisani -&lt;i&gt; all’aumento delle addizionali regionali all’Irpef con cui è stata concessa alle regioni la possibilità di incrementare la percentuale dallo 0,9% all’1,23%. Mi riferisco anche all’introduzione dell’Imu già a decorrere dal 1° gennaio 2012, che può portare un aggravio nei confronti delle nostre imprese per quanto riguarda i capannoni da loro posseduti e utilizzanti in ambito strumentale in quanto, oltre ad un incremento dell’aliquota, c’è stato anche un aumento delle rendite catastali. Per quanto riguarda le accise&lt;/i&gt; – rimarca il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato &#8211; &lt;i&gt;c’è stato anche lì un aumento, però và sottolineato che, per quanto riguarda gli autotrasportatori, è stato disposto un credito di imposta di pari importo e quindi viene ristornato al settore».&lt;/i&gt; Alla fine il conto è da capogiro: quasi 18 miliardi in nuove tasse usciranno dalle tasche dei contribuenti nel 2012. Ben più modesti i tagli alla spesa: 2,3 miliardi dovuti alla compensazione tra tagli e nuovi finanziamenti. Negli anni successivi la manovra “Salva Italia” trova un maggior equilibrio tra entrate e contenimento della spesa: nel 2014 le entrate scendono a quota 12 miliardi mentre l’asticella dei tagli sale del 30% fino a segnare 9 miliardi. Conti alla mano è sul “pacchetto casa” che il governo Monti ha le maggiori aspettative, con una previsione di incasso di circa 11 miliardi di euro. Sulla prima casa l’aliquota dell’Ici-Imu sarà dello 0,4%, dalla seconda casa in poi sarà dello 0,75-076%, mentre gli estimi catastali saranno rivalutati del 60%. Più contenute, ma sempre altissime, le attese legate all’aumento dallo 0,9 all’1,23% dell’addizionale Irpef che porterà nelle casse dello stato circa due miliardi. Per quanto attiene l’aumento delle accise sui carburanti, il gettito previsto, a regime, nel 2004 sfiorerà i cinque miliardi. A differenza delle manovre estive che avevano per obiettivo rimettere in sicurezza i conti pubblici, nel Decreto “Salva Italia” trovano spazio, accanto alle mazzate, anche misure a sostegno della crescita. A sottolinearlo è ancora Andrea Trevisani. &lt;i&gt;«Noi&lt;/i&gt; – spiega Trevisani – &lt;i&gt;non possiamo però non dimenticare che per la prima volta dopo un anno vediamo delle norme che vanno nella direzione di dare anche una competitività maggiore al sistema imprenditoriale del nostro paese. Mi riferisco in modo particolar modo alla pressione fiscale collegata all’Irap. Noi avevamo chiesto di considerare gli apprendisti come un elemento deducibile dalla base imponibile irap, la nostra proposta è stata accolta vedendo garantito che fino a 35 anni di età il costo del lavoro viene ridotto notevolmente nella determinazione della base imponibile dell’irap. Altro versante importante &lt;/i&gt;– prosegue &#8211; &lt;i&gt;riguarda la capitalizzazione delle imprese. E’ previsto un aiuto alla capitalizzazione in termini di riduzione della pressione fiscale. Il decreto attualmente prevede questo aiuto immediato nei confronti dei soggetti ires, però viene demandato ad un apposito decreto ministeriale l’obbligo di introdurre norme similari anche a favore di ditte individuali e società di persone. Non va da ultimo per ultimo dimenticato, sempre su questo versante, una battaglia storica di Confartigianato che concerne gli studi di settore: per la prima volta viene stabilito che il soggetto congruo e coerente non sarà più soggetto ad accertamenti di natura analitico-induttiva, il redditometro si applicherà in maniera più affievolita ma soprattutto viene ridotto di un anno il termine di decadenza degli accertamenti». &lt;/i&gt;</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/12/il-governo-fa-cassa-con-le-tasse-ma-pensa-anche-allo-sviluppo/">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>ll governo Monti, per finanziare la manovra ‘Salva Italia” che fissa il pareggio di bilancio nel 2013, ha scelto la strada di fare cassa principalmente attraverso nuove tasse: 2/3 di maggiori entrate contro 1/3 di tagli alla spesa, sono gli equilibri che tengono in piedi l’edificio da 34 miliardi di euro che mira ad allontanare dal nostro paese il rischio Grecia. Il cocktail del ritorno dell’Ici sulla prima casa e della rivalutazione delle rendite immobiliari insieme al mix di aumenti su Iva, addizionale regionale Irpef, accise sui carburanti sarà amarissimo per i contribuenti. All’obiettivo di mettere il Paese a riparo da un possibile default, contribuiscono, anche se in misure minore, l’una tantum sui capitali ‘scudati’ e le tasse sui beni di lusso. Una serie di misure che, secondo il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Andrea Trevisani, aggraveranno i conti delle imprese riducendone la competitività internazionale. &lt;i&gt;«Mi riferisco principalmente&lt;/i&gt; – sottolinea Trevisani -&lt;i&gt; all’aumento delle addizionali regionali all’Irpef con cui è stata concessa alle regioni la possibilità di incrementare la percentuale dallo 0,9% all’1,23%. Mi riferisco anche all’introduzione dell’Imu già a decorrere dal 1° gennaio 2012, che può portare un aggravio nei confronti delle nostre imprese per quanto riguarda i capannoni da loro posseduti e utilizzanti in ambito strumentale in quanto, oltre ad un incremento dell’aliquota, c’è stato anche un aumento delle rendite catastali. Per quanto riguarda le accise&lt;/i&gt; – rimarca il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato &#8211; &lt;i&gt;c’è stato anche lì un aumento, però và sottolineato che, per quanto riguarda gli autotrasportatori, è stato disposto un credito di imposta di pari importo e quindi viene ristornato al settore».&lt;/i&gt; Alla fine il conto è da capogiro: quasi 18 miliardi in nuove tasse usciranno dalle tasche dei contribuenti nel 2012. Ben più modesti i tagli alla spesa: 2,3 miliardi dovuti alla compensazione tra tagli e nuovi finanziamenti. Negli anni successivi la manovra “Salva Italia” trova un maggior equilibrio tra entrate e contenimento della spesa: nel 2014 le entrate scendono a quota 12 miliardi mentre l’asticella dei tagli sale del 30% fino a segnare 9 miliardi. Conti alla mano è sul “pacchetto casa” che il governo Monti ha le maggiori aspettative, con una previsione di incasso di circa 11 miliardi di euro. Sulla prima casa l’aliquota dell’Ici-Imu sarà dello 0,4%, dalla seconda casa in poi sarà dello 0,75-076%, mentre gli estimi catastali saranno rivalutati del 60%. Più contenute, ma sempre altissime, le attese legate all’aumento dallo 0,9 all’1,23% dell’addizionale Irpef che porterà nelle casse dello stato circa due miliardi. Per quanto attiene l’aumento delle accise sui carburanti, il gettito previsto, a regime, nel 2004 sfiorerà i cinque miliardi. A differenza delle manovre estive che avevano per obiettivo rimettere in sicurezza i conti pubblici, nel Decreto “Salva Italia” trovano spazio, accanto alle mazzate, anche misure a sostegno della crescita. A sottolinearlo è ancora Andrea Trevisani. &lt;i&gt;«Noi&lt;/i&gt; – spiega Trevisani – &lt;i&gt;non possiamo però non dimenticare che per la prima volta dopo un anno vediamo delle norme che vanno nella direzione di dare anche una competitività maggiore al sistema imprenditoriale del nostro paese. Mi riferisco in modo particolar modo alla pressione fiscale collegata all’Irap. Noi avevamo chiesto di considerare gli apprendisti come un elemento deducibile dalla base imponibile irap, la nostra proposta è stata accolta vedendo garantito che fino a 35 anni di età il costo del lavoro viene ridotto notevolmente nella determinazione della base imponibile dell’irap. Altro versante importante &lt;/i&gt;– prosegue &#8211; &lt;i&gt;riguarda la capitalizzazione delle imprese. E’ previsto un aiuto alla capitalizzazione in termini di riduzione della pressione fiscale. Il decreto attualmente prevede questo aiuto immediato nei confronti dei soggetti ires, però viene demandato ad un apposito decreto ministeriale l’obbligo di introdurre norme similari anche a favore di ditte individuali e società di persone. Non va da ultimo per ultimo dimenticato, sempre su questo versante, una battaglia storica di Confartigianato che concerne gli studi di settore: per la prima volta viene stabilito che il soggetto congruo e coerente non sarà più soggetto ad accertamenti di natura analitico-induttiva, il redditometro si applicherà in maniera più affievolita ma soprattutto viene ridotto di un anno il termine di decadenza degli accertamenti». &lt;/i&gt;</p>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianale-si-ma-soltanto-se-sei-artigiano-utili-chiarimenti-dal-mimit-sulla-nuova-legge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/12/il-governo-fa-cassa-con-le-tasse-ma-pensa-anche-allo-sviluppo/">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">13 Dicembre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</h1>
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<p>ll governo Monti, per finanziare la manovra ‘Salva Italia” che fissa il pareggio di bilancio nel 2013, ha scelto la strada di fare cassa principalmente attraverso nuove tasse: 2/3 di maggiori entrate contro 1/3 di tagli alla spesa, sono gli equilibri che tengono in piedi l’edificio da 34 miliardi di euro che mira ad allontanare dal nostro paese il rischio Grecia. Il cocktail del ritorno dell’Ici sulla prima casa e della rivalutazione delle rendite immobiliari insieme al mix di aumenti su Iva, addizionale regionale Irpef, accise sui carburanti sarà amarissimo per i contribuenti. All’obiettivo di mettere il Paese a riparo da un possibile default, contribuiscono, anche se in misure minore, l’una tantum sui capitali ‘scudati’ e le tasse sui beni di lusso. Una serie di misure che, secondo il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Andrea Trevisani, aggraveranno i conti delle imprese riducendone la competitività internazionale. &lt;i&gt;«Mi riferisco principalmente&lt;/i&gt; – sottolinea Trevisani -&lt;i&gt; all’aumento delle addizionali regionali all’Irpef con cui è stata concessa alle regioni la possibilità di incrementare la percentuale dallo 0,9% all’1,23%. Mi riferisco anche all’introduzione dell’Imu già a decorrere dal 1° gennaio 2012, che può portare un aggravio nei confronti delle nostre imprese per quanto riguarda i capannoni da loro posseduti e utilizzanti in ambito strumentale in quanto, oltre ad un incremento dell’aliquota, c’è stato anche un aumento delle rendite catastali. Per quanto riguarda le accise&lt;/i&gt; – rimarca il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato &#8211; &lt;i&gt;c’è stato anche lì un aumento, però và sottolineato che, per quanto riguarda gli autotrasportatori, è stato disposto un credito di imposta di pari importo e quindi viene ristornato al settore».&lt;/i&gt; Alla fine il conto è da capogiro: quasi 18 miliardi in nuove tasse usciranno dalle tasche dei contribuenti nel 2012. Ben più modesti i tagli alla spesa: 2,3 miliardi dovuti alla compensazione tra tagli e nuovi finanziamenti. Negli anni successivi la manovra “Salva Italia” trova un maggior equilibrio tra entrate e contenimento della spesa: nel 2014 le entrate scendono a quota 12 miliardi mentre l’asticella dei tagli sale del 30% fino a segnare 9 miliardi. Conti alla mano è sul “pacchetto casa” che il governo Monti ha le maggiori aspettative, con una previsione di incasso di circa 11 miliardi di euro. Sulla prima casa l’aliquota dell’Ici-Imu sarà dello 0,4%, dalla seconda casa in poi sarà dello 0,75-076%, mentre gli estimi catastali saranno rivalutati del 60%. Più contenute, ma sempre altissime, le attese legate all’aumento dallo 0,9 all’1,23% dell’addizionale Irpef che porterà nelle casse dello stato circa due miliardi. Per quanto attiene l’aumento delle accise sui carburanti, il gettito previsto, a regime, nel 2004 sfiorerà i cinque miliardi. A differenza delle manovre estive che avevano per obiettivo rimettere in sicurezza i conti pubblici, nel Decreto “Salva Italia” trovano spazio, accanto alle mazzate, anche misure a sostegno della crescita. A sottolinearlo è ancora Andrea Trevisani. &lt;i&gt;«Noi&lt;/i&gt; – spiega Trevisani – &lt;i&gt;non possiamo però non dimenticare che per la prima volta dopo un anno vediamo delle norme che vanno nella direzione di dare anche una competitività maggiore al sistema imprenditoriale del nostro paese. Mi riferisco in modo particolar modo alla pressione fiscale collegata all’Irap. Noi avevamo chiesto di considerare gli apprendisti come un elemento deducibile dalla base imponibile irap, la nostra proposta è stata accolta vedendo garantito che fino a 35 anni di età il costo del lavoro viene ridotto notevolmente nella determinazione della base imponibile dell’irap. Altro versante importante &lt;/i&gt;– prosegue &#8211; &lt;i&gt;riguarda la capitalizzazione delle imprese. E’ previsto un aiuto alla capitalizzazione in termini di riduzione della pressione fiscale. Il decreto attualmente prevede questo aiuto immediato nei confronti dei soggetti ires, però viene demandato ad un apposito decreto ministeriale l’obbligo di introdurre norme similari anche a favore di ditte individuali e società di persone. Non va da ultimo per ultimo dimenticato, sempre su questo versante, una battaglia storica di Confartigianato che concerne gli studi di settore: per la prima volta viene stabilito che il soggetto congruo e coerente non sarà più soggetto ad accertamenti di natura analitico-induttiva, il redditometro si applicherà in maniera più affievolita ma soprattutto viene ridotto di un anno il termine di decadenza degli accertamenti». &lt;/i&gt;</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-vista-un-accordo-per-la-riapertura-di-hormuz-il-conto-di-oltre-cento-giorni-di-crisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/12/il-governo-fa-cassa-con-le-tasse-ma-pensa-anche-allo-sviluppo/">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">13 Dicembre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</h1>
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<p>ll governo Monti, per finanziare la manovra ‘Salva Italia” che fissa il pareggio di bilancio nel 2013, ha scelto la strada di fare cassa principalmente attraverso nuove tasse: 2/3 di maggiori entrate contro 1/3 di tagli alla spesa, sono gli equilibri che tengono in piedi l’edificio da 34 miliardi di euro che mira ad allontanare dal nostro paese il rischio Grecia. Il cocktail del ritorno dell’Ici sulla prima casa e della rivalutazione delle rendite immobiliari insieme al mix di aumenti su Iva, addizionale regionale Irpef, accise sui carburanti sarà amarissimo per i contribuenti. All’obiettivo di mettere il Paese a riparo da un possibile default, contribuiscono, anche se in misure minore, l’una tantum sui capitali ‘scudati’ e le tasse sui beni di lusso. Una serie di misure che, secondo il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Andrea Trevisani, aggraveranno i conti delle imprese riducendone la competitività internazionale. &lt;i&gt;«Mi riferisco principalmente&lt;/i&gt; – sottolinea Trevisani -&lt;i&gt; all’aumento delle addizionali regionali all’Irpef con cui è stata concessa alle regioni la possibilità di incrementare la percentuale dallo 0,9% all’1,23%. Mi riferisco anche all’introduzione dell’Imu già a decorrere dal 1° gennaio 2012, che può portare un aggravio nei confronti delle nostre imprese per quanto riguarda i capannoni da loro posseduti e utilizzanti in ambito strumentale in quanto, oltre ad un incremento dell’aliquota, c’è stato anche un aumento delle rendite catastali. Per quanto riguarda le accise&lt;/i&gt; – rimarca il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato &#8211; &lt;i&gt;c’è stato anche lì un aumento, però và sottolineato che, per quanto riguarda gli autotrasportatori, è stato disposto un credito di imposta di pari importo e quindi viene ristornato al settore».&lt;/i&gt; Alla fine il conto è da capogiro: quasi 18 miliardi in nuove tasse usciranno dalle tasche dei contribuenti nel 2012. Ben più modesti i tagli alla spesa: 2,3 miliardi dovuti alla compensazione tra tagli e nuovi finanziamenti. Negli anni successivi la manovra “Salva Italia” trova un maggior equilibrio tra entrate e contenimento della spesa: nel 2014 le entrate scendono a quota 12 miliardi mentre l’asticella dei tagli sale del 30% fino a segnare 9 miliardi. Conti alla mano è sul “pacchetto casa” che il governo Monti ha le maggiori aspettative, con una previsione di incasso di circa 11 miliardi di euro. Sulla prima casa l’aliquota dell’Ici-Imu sarà dello 0,4%, dalla seconda casa in poi sarà dello 0,75-076%, mentre gli estimi catastali saranno rivalutati del 60%. Più contenute, ma sempre altissime, le attese legate all’aumento dallo 0,9 all’1,23% dell’addizionale Irpef che porterà nelle casse dello stato circa due miliardi. Per quanto attiene l’aumento delle accise sui carburanti, il gettito previsto, a regime, nel 2004 sfiorerà i cinque miliardi. A differenza delle manovre estive che avevano per obiettivo rimettere in sicurezza i conti pubblici, nel Decreto “Salva Italia” trovano spazio, accanto alle mazzate, anche misure a sostegno della crescita. A sottolinearlo è ancora Andrea Trevisani. &lt;i&gt;«Noi&lt;/i&gt; – spiega Trevisani – &lt;i&gt;non possiamo però non dimenticare che per la prima volta dopo un anno vediamo delle norme che vanno nella direzione di dare anche una competitività maggiore al sistema imprenditoriale del nostro paese. Mi riferisco in modo particolar modo alla pressione fiscale collegata all’Irap. Noi avevamo chiesto di considerare gli apprendisti come un elemento deducibile dalla base imponibile irap, la nostra proposta è stata accolta vedendo garantito che fino a 35 anni di età il costo del lavoro viene ridotto notevolmente nella determinazione della base imponibile dell’irap. Altro versante importante &lt;/i&gt;– prosegue &#8211; &lt;i&gt;riguarda la capitalizzazione delle imprese. E’ previsto un aiuto alla capitalizzazione in termini di riduzione della pressione fiscale. Il decreto attualmente prevede questo aiuto immediato nei confronti dei soggetti ires, però viene demandato ad un apposito decreto ministeriale l’obbligo di introdurre norme similari anche a favore di ditte individuali e società di persone. Non va da ultimo per ultimo dimenticato, sempre su questo versante, una battaglia storica di Confartigianato che concerne gli studi di settore: per la prima volta viene stabilito che il soggetto congruo e coerente non sarà più soggetto ad accertamenti di natura analitico-induttiva, il redditometro si applicherà in maniera più affievolita ma soprattutto viene ridotto di un anno il termine di decadenza degli accertamenti». &lt;/i&gt;</p>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/12/il-governo-fa-cassa-con-le-tasse-ma-pensa-anche-allo-sviluppo/">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">13 Dicembre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</h1>
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</div>
<p>ll governo Monti, per finanziare la manovra ‘Salva Italia” che fissa il pareggio di bilancio nel 2013, ha scelto la strada di fare cassa principalmente attraverso nuove tasse: 2/3 di maggiori entrate contro 1/3 di tagli alla spesa, sono gli equilibri che tengono in piedi l’edificio da 34 miliardi di euro che mira ad allontanare dal nostro paese il rischio Grecia. Il cocktail del ritorno dell’Ici sulla prima casa e della rivalutazione delle rendite immobiliari insieme al mix di aumenti su Iva, addizionale regionale Irpef, accise sui carburanti sarà amarissimo per i contribuenti. All’obiettivo di mettere il Paese a riparo da un possibile default, contribuiscono, anche se in misure minore, l’una tantum sui capitali ‘scudati’ e le tasse sui beni di lusso. Una serie di misure che, secondo il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Andrea Trevisani, aggraveranno i conti delle imprese riducendone la competitività internazionale. &lt;i&gt;«Mi riferisco principalmente&lt;/i&gt; – sottolinea Trevisani -&lt;i&gt; all’aumento delle addizionali regionali all’Irpef con cui è stata concessa alle regioni la possibilità di incrementare la percentuale dallo 0,9% all’1,23%. Mi riferisco anche all’introduzione dell’Imu già a decorrere dal 1° gennaio 2012, che può portare un aggravio nei confronti delle nostre imprese per quanto riguarda i capannoni da loro posseduti e utilizzanti in ambito strumentale in quanto, oltre ad un incremento dell’aliquota, c’è stato anche un aumento delle rendite catastali. Per quanto riguarda le accise&lt;/i&gt; – rimarca il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato &#8211; &lt;i&gt;c’è stato anche lì un aumento, però và sottolineato che, per quanto riguarda gli autotrasportatori, è stato disposto un credito di imposta di pari importo e quindi viene ristornato al settore».&lt;/i&gt; Alla fine il conto è da capogiro: quasi 18 miliardi in nuove tasse usciranno dalle tasche dei contribuenti nel 2012. Ben più modesti i tagli alla spesa: 2,3 miliardi dovuti alla compensazione tra tagli e nuovi finanziamenti. Negli anni successivi la manovra “Salva Italia” trova un maggior equilibrio tra entrate e contenimento della spesa: nel 2014 le entrate scendono a quota 12 miliardi mentre l’asticella dei tagli sale del 30% fino a segnare 9 miliardi. Conti alla mano è sul “pacchetto casa” che il governo Monti ha le maggiori aspettative, con una previsione di incasso di circa 11 miliardi di euro. Sulla prima casa l’aliquota dell’Ici-Imu sarà dello 0,4%, dalla seconda casa in poi sarà dello 0,75-076%, mentre gli estimi catastali saranno rivalutati del 60%. Più contenute, ma sempre altissime, le attese legate all’aumento dallo 0,9 all’1,23% dell’addizionale Irpef che porterà nelle casse dello stato circa due miliardi. Per quanto attiene l’aumento delle accise sui carburanti, il gettito previsto, a regime, nel 2004 sfiorerà i cinque miliardi. A differenza delle manovre estive che avevano per obiettivo rimettere in sicurezza i conti pubblici, nel Decreto “Salva Italia” trovano spazio, accanto alle mazzate, anche misure a sostegno della crescita. A sottolinearlo è ancora Andrea Trevisani. &lt;i&gt;«Noi&lt;/i&gt; – spiega Trevisani – &lt;i&gt;non possiamo però non dimenticare che per la prima volta dopo un anno vediamo delle norme che vanno nella direzione di dare anche una competitività maggiore al sistema imprenditoriale del nostro paese. Mi riferisco in modo particolar modo alla pressione fiscale collegata all’Irap. Noi avevamo chiesto di considerare gli apprendisti come un elemento deducibile dalla base imponibile irap, la nostra proposta è stata accolta vedendo garantito che fino a 35 anni di età il costo del lavoro viene ridotto notevolmente nella determinazione della base imponibile dell’irap. Altro versante importante &lt;/i&gt;– prosegue &#8211; &lt;i&gt;riguarda la capitalizzazione delle imprese. E’ previsto un aiuto alla capitalizzazione in termini di riduzione della pressione fiscale. Il decreto attualmente prevede questo aiuto immediato nei confronti dei soggetti ires, però viene demandato ad un apposito decreto ministeriale l’obbligo di introdurre norme similari anche a favore di ditte individuali e società di persone. Non va da ultimo per ultimo dimenticato, sempre su questo versante, una battaglia storica di Confartigianato che concerne gli studi di settore: per la prima volta viene stabilito che il soggetto congruo e coerente non sarà più soggetto ad accertamenti di natura analitico-induttiva, il redditometro si applicherà in maniera più affievolita ma soprattutto viene ridotto di un anno il termine di decadenza degli accertamenti». &lt;/i&gt;</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/12/il-governo-fa-cassa-con-le-tasse-ma-pensa-anche-allo-sviluppo/">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dal-piano-per-lexport-40-milioni-di-euro-per-le-micro-e-piccole-imprese-colpite-dalla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/12/il-governo-fa-cassa-con-le-tasse-ma-pensa-anche-allo-sviluppo/">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7831 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">13 Dicembre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</h1>
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<p>ll governo Monti, per finanziare la manovra ‘Salva Italia” che fissa il pareggio di bilancio nel 2013, ha scelto la strada di fare cassa principalmente attraverso nuove tasse: 2/3 di maggiori entrate contro 1/3 di tagli alla spesa, sono gli equilibri che tengono in piedi l’edificio da 34 miliardi di euro che mira ad allontanare dal nostro paese il rischio Grecia. Il cocktail del ritorno dell’Ici sulla prima casa e della rivalutazione delle rendite immobiliari insieme al mix di aumenti su Iva, addizionale regionale Irpef, accise sui carburanti sarà amarissimo per i contribuenti. All’obiettivo di mettere il Paese a riparo da un possibile default, contribuiscono, anche se in misure minore, l’una tantum sui capitali ‘scudati’ e le tasse sui beni di lusso. Una serie di misure che, secondo il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Andrea Trevisani, aggraveranno i conti delle imprese riducendone la competitività internazionale. &lt;i&gt;«Mi riferisco principalmente&lt;/i&gt; – sottolinea Trevisani -&lt;i&gt; all’aumento delle addizionali regionali all’Irpef con cui è stata concessa alle regioni la possibilità di incrementare la percentuale dallo 0,9% all’1,23%. Mi riferisco anche all’introduzione dell’Imu già a decorrere dal 1° gennaio 2012, che può portare un aggravio nei confronti delle nostre imprese per quanto riguarda i capannoni da loro posseduti e utilizzanti in ambito strumentale in quanto, oltre ad un incremento dell’aliquota, c’è stato anche un aumento delle rendite catastali. Per quanto riguarda le accise&lt;/i&gt; – rimarca il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato &#8211; &lt;i&gt;c’è stato anche lì un aumento, però và sottolineato che, per quanto riguarda gli autotrasportatori, è stato disposto un credito di imposta di pari importo e quindi viene ristornato al settore».&lt;/i&gt; Alla fine il conto è da capogiro: quasi 18 miliardi in nuove tasse usciranno dalle tasche dei contribuenti nel 2012. Ben più modesti i tagli alla spesa: 2,3 miliardi dovuti alla compensazione tra tagli e nuovi finanziamenti. Negli anni successivi la manovra “Salva Italia” trova un maggior equilibrio tra entrate e contenimento della spesa: nel 2014 le entrate scendono a quota 12 miliardi mentre l’asticella dei tagli sale del 30% fino a segnare 9 miliardi. Conti alla mano è sul “pacchetto casa” che il governo Monti ha le maggiori aspettative, con una previsione di incasso di circa 11 miliardi di euro. Sulla prima casa l’aliquota dell’Ici-Imu sarà dello 0,4%, dalla seconda casa in poi sarà dello 0,75-076%, mentre gli estimi catastali saranno rivalutati del 60%. Più contenute, ma sempre altissime, le attese legate all’aumento dallo 0,9 all’1,23% dell’addizionale Irpef che porterà nelle casse dello stato circa due miliardi. Per quanto attiene l’aumento delle accise sui carburanti, il gettito previsto, a regime, nel 2004 sfiorerà i cinque miliardi. A differenza delle manovre estive che avevano per obiettivo rimettere in sicurezza i conti pubblici, nel Decreto “Salva Italia” trovano spazio, accanto alle mazzate, anche misure a sostegno della crescita. A sottolinearlo è ancora Andrea Trevisani. &lt;i&gt;«Noi&lt;/i&gt; – spiega Trevisani – &lt;i&gt;non possiamo però non dimenticare che per la prima volta dopo un anno vediamo delle norme che vanno nella direzione di dare anche una competitività maggiore al sistema imprenditoriale del nostro paese. Mi riferisco in modo particolar modo alla pressione fiscale collegata all’Irap. Noi avevamo chiesto di considerare gli apprendisti come un elemento deducibile dalla base imponibile irap, la nostra proposta è stata accolta vedendo garantito che fino a 35 anni di età il costo del lavoro viene ridotto notevolmente nella determinazione della base imponibile dell’irap. Altro versante importante &lt;/i&gt;– prosegue &#8211; &lt;i&gt;riguarda la capitalizzazione delle imprese. E’ previsto un aiuto alla capitalizzazione in termini di riduzione della pressione fiscale. Il decreto attualmente prevede questo aiuto immediato nei confronti dei soggetti ires, però viene demandato ad un apposito decreto ministeriale l’obbligo di introdurre norme similari anche a favore di ditte individuali e società di persone. Non va da ultimo per ultimo dimenticato, sempre su questo versante, una battaglia storica di Confartigianato che concerne gli studi di settore: per la prima volta viene stabilito che il soggetto congruo e coerente non sarà più soggetto ad accertamenti di natura analitico-induttiva, il redditometro si applicherà in maniera più affievolita ma soprattutto viene ridotto di un anno il termine di decadenza degli accertamenti». &lt;/i&gt;</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/12/il-governo-fa-cassa-con-le-tasse-ma-pensa-anche-allo-sviluppo/">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">13 Dicembre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</h1>
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<p>ll governo Monti, per finanziare la manovra ‘Salva Italia” che fissa il pareggio di bilancio nel 2013, ha scelto la strada di fare cassa principalmente attraverso nuove tasse: 2/3 di maggiori entrate contro 1/3 di tagli alla spesa, sono gli equilibri che tengono in piedi l’edificio da 34 miliardi di euro che mira ad allontanare dal nostro paese il rischio Grecia. Il cocktail del ritorno dell’Ici sulla prima casa e della rivalutazione delle rendite immobiliari insieme al mix di aumenti su Iva, addizionale regionale Irpef, accise sui carburanti sarà amarissimo per i contribuenti. All’obiettivo di mettere il Paese a riparo da un possibile default, contribuiscono, anche se in misure minore, l’una tantum sui capitali ‘scudati’ e le tasse sui beni di lusso. Una serie di misure che, secondo il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Andrea Trevisani, aggraveranno i conti delle imprese riducendone la competitività internazionale. &lt;i&gt;«Mi riferisco principalmente&lt;/i&gt; – sottolinea Trevisani -&lt;i&gt; all’aumento delle addizionali regionali all’Irpef con cui è stata concessa alle regioni la possibilità di incrementare la percentuale dallo 0,9% all’1,23%. Mi riferisco anche all’introduzione dell’Imu già a decorrere dal 1° gennaio 2012, che può portare un aggravio nei confronti delle nostre imprese per quanto riguarda i capannoni da loro posseduti e utilizzanti in ambito strumentale in quanto, oltre ad un incremento dell’aliquota, c’è stato anche un aumento delle rendite catastali. Per quanto riguarda le accise&lt;/i&gt; – rimarca il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato &#8211; &lt;i&gt;c’è stato anche lì un aumento, però và sottolineato che, per quanto riguarda gli autotrasportatori, è stato disposto un credito di imposta di pari importo e quindi viene ristornato al settore».&lt;/i&gt; Alla fine il conto è da capogiro: quasi 18 miliardi in nuove tasse usciranno dalle tasche dei contribuenti nel 2012. Ben più modesti i tagli alla spesa: 2,3 miliardi dovuti alla compensazione tra tagli e nuovi finanziamenti. Negli anni successivi la manovra “Salva Italia” trova un maggior equilibrio tra entrate e contenimento della spesa: nel 2014 le entrate scendono a quota 12 miliardi mentre l’asticella dei tagli sale del 30% fino a segnare 9 miliardi. Conti alla mano è sul “pacchetto casa” che il governo Monti ha le maggiori aspettative, con una previsione di incasso di circa 11 miliardi di euro. Sulla prima casa l’aliquota dell’Ici-Imu sarà dello 0,4%, dalla seconda casa in poi sarà dello 0,75-076%, mentre gli estimi catastali saranno rivalutati del 60%. Più contenute, ma sempre altissime, le attese legate all’aumento dallo 0,9 all’1,23% dell’addizionale Irpef che porterà nelle casse dello stato circa due miliardi. Per quanto attiene l’aumento delle accise sui carburanti, il gettito previsto, a regime, nel 2004 sfiorerà i cinque miliardi. A differenza delle manovre estive che avevano per obiettivo rimettere in sicurezza i conti pubblici, nel Decreto “Salva Italia” trovano spazio, accanto alle mazzate, anche misure a sostegno della crescita. A sottolinearlo è ancora Andrea Trevisani. &lt;i&gt;«Noi&lt;/i&gt; – spiega Trevisani – &lt;i&gt;non possiamo però non dimenticare che per la prima volta dopo un anno vediamo delle norme che vanno nella direzione di dare anche una competitività maggiore al sistema imprenditoriale del nostro paese. Mi riferisco in modo particolar modo alla pressione fiscale collegata all’Irap. Noi avevamo chiesto di considerare gli apprendisti come un elemento deducibile dalla base imponibile irap, la nostra proposta è stata accolta vedendo garantito che fino a 35 anni di età il costo del lavoro viene ridotto notevolmente nella determinazione della base imponibile dell’irap. Altro versante importante &lt;/i&gt;– prosegue &#8211; &lt;i&gt;riguarda la capitalizzazione delle imprese. E’ previsto un aiuto alla capitalizzazione in termini di riduzione della pressione fiscale. Il decreto attualmente prevede questo aiuto immediato nei confronti dei soggetti ires, però viene demandato ad un apposito decreto ministeriale l’obbligo di introdurre norme similari anche a favore di ditte individuali e società di persone. Non va da ultimo per ultimo dimenticato, sempre su questo versante, una battaglia storica di Confartigianato che concerne gli studi di settore: per la prima volta viene stabilito che il soggetto congruo e coerente non sarà più soggetto ad accertamenti di natura analitico-induttiva, il redditometro si applicherà in maniera più affievolita ma soprattutto viene ridotto di un anno il termine di decadenza degli accertamenti». &lt;/i&gt;</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/12/il-governo-fa-cassa-con-le-tasse-ma-pensa-anche-allo-sviluppo/">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">13 Dicembre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</h1>
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<p>ll governo Monti, per finanziare la manovra ‘Salva Italia” che fissa il pareggio di bilancio nel 2013, ha scelto la strada di fare cassa principalmente attraverso nuove tasse: 2/3 di maggiori entrate contro 1/3 di tagli alla spesa, sono gli equilibri che tengono in piedi l’edificio da 34 miliardi di euro che mira ad allontanare dal nostro paese il rischio Grecia. Il cocktail del ritorno dell’Ici sulla prima casa e della rivalutazione delle rendite immobiliari insieme al mix di aumenti su Iva, addizionale regionale Irpef, accise sui carburanti sarà amarissimo per i contribuenti. All’obiettivo di mettere il Paese a riparo da un possibile default, contribuiscono, anche se in misure minore, l’una tantum sui capitali ‘scudati’ e le tasse sui beni di lusso. Una serie di misure che, secondo il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Andrea Trevisani, aggraveranno i conti delle imprese riducendone la competitività internazionale. &lt;i&gt;«Mi riferisco principalmente&lt;/i&gt; – sottolinea Trevisani -&lt;i&gt; all’aumento delle addizionali regionali all’Irpef con cui è stata concessa alle regioni la possibilità di incrementare la percentuale dallo 0,9% all’1,23%. Mi riferisco anche all’introduzione dell’Imu già a decorrere dal 1° gennaio 2012, che può portare un aggravio nei confronti delle nostre imprese per quanto riguarda i capannoni da loro posseduti e utilizzanti in ambito strumentale in quanto, oltre ad un incremento dell’aliquota, c’è stato anche un aumento delle rendite catastali. Per quanto riguarda le accise&lt;/i&gt; – rimarca il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato &#8211; &lt;i&gt;c’è stato anche lì un aumento, però và sottolineato che, per quanto riguarda gli autotrasportatori, è stato disposto un credito di imposta di pari importo e quindi viene ristornato al settore».&lt;/i&gt; Alla fine il conto è da capogiro: quasi 18 miliardi in nuove tasse usciranno dalle tasche dei contribuenti nel 2012. Ben più modesti i tagli alla spesa: 2,3 miliardi dovuti alla compensazione tra tagli e nuovi finanziamenti. Negli anni successivi la manovra “Salva Italia” trova un maggior equilibrio tra entrate e contenimento della spesa: nel 2014 le entrate scendono a quota 12 miliardi mentre l’asticella dei tagli sale del 30% fino a segnare 9 miliardi. Conti alla mano è sul “pacchetto casa” che il governo Monti ha le maggiori aspettative, con una previsione di incasso di circa 11 miliardi di euro. Sulla prima casa l’aliquota dell’Ici-Imu sarà dello 0,4%, dalla seconda casa in poi sarà dello 0,75-076%, mentre gli estimi catastali saranno rivalutati del 60%. Più contenute, ma sempre altissime, le attese legate all’aumento dallo 0,9 all’1,23% dell’addizionale Irpef che porterà nelle casse dello stato circa due miliardi. Per quanto attiene l’aumento delle accise sui carburanti, il gettito previsto, a regime, nel 2004 sfiorerà i cinque miliardi. A differenza delle manovre estive che avevano per obiettivo rimettere in sicurezza i conti pubblici, nel Decreto “Salva Italia” trovano spazio, accanto alle mazzate, anche misure a sostegno della crescita. A sottolinearlo è ancora Andrea Trevisani. &lt;i&gt;«Noi&lt;/i&gt; – spiega Trevisani – &lt;i&gt;non possiamo però non dimenticare che per la prima volta dopo un anno vediamo delle norme che vanno nella direzione di dare anche una competitività maggiore al sistema imprenditoriale del nostro paese. Mi riferisco in modo particolar modo alla pressione fiscale collegata all’Irap. Noi avevamo chiesto di considerare gli apprendisti come un elemento deducibile dalla base imponibile irap, la nostra proposta è stata accolta vedendo garantito che fino a 35 anni di età il costo del lavoro viene ridotto notevolmente nella determinazione della base imponibile dell’irap. Altro versante importante &lt;/i&gt;– prosegue &#8211; &lt;i&gt;riguarda la capitalizzazione delle imprese. E’ previsto un aiuto alla capitalizzazione in termini di riduzione della pressione fiscale. Il decreto attualmente prevede questo aiuto immediato nei confronti dei soggetti ires, però viene demandato ad un apposito decreto ministeriale l’obbligo di introdurre norme similari anche a favore di ditte individuali e società di persone. Non va da ultimo per ultimo dimenticato, sempre su questo versante, una battaglia storica di Confartigianato che concerne gli studi di settore: per la prima volta viene stabilito che il soggetto congruo e coerente non sarà più soggetto ad accertamenti di natura analitico-induttiva, il redditometro si applicherà in maniera più affievolita ma soprattutto viene ridotto di un anno il termine di decadenza degli accertamenti». &lt;/i&gt;</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/12/il-governo-fa-cassa-con-le-tasse-ma-pensa-anche-allo-sviluppo/">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">13 Dicembre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</h1>
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<p>ll governo Monti, per finanziare la manovra ‘Salva Italia” che fissa il pareggio di bilancio nel 2013, ha scelto la strada di fare cassa principalmente attraverso nuove tasse: 2/3 di maggiori entrate contro 1/3 di tagli alla spesa, sono gli equilibri che tengono in piedi l’edificio da 34 miliardi di euro che mira ad allontanare dal nostro paese il rischio Grecia. Il cocktail del ritorno dell’Ici sulla prima casa e della rivalutazione delle rendite immobiliari insieme al mix di aumenti su Iva, addizionale regionale Irpef, accise sui carburanti sarà amarissimo per i contribuenti. All’obiettivo di mettere il Paese a riparo da un possibile default, contribuiscono, anche se in misure minore, l’una tantum sui capitali ‘scudati’ e le tasse sui beni di lusso. Una serie di misure che, secondo il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Andrea Trevisani, aggraveranno i conti delle imprese riducendone la competitività internazionale. &lt;i&gt;«Mi riferisco principalmente&lt;/i&gt; – sottolinea Trevisani -&lt;i&gt; all’aumento delle addizionali regionali all’Irpef con cui è stata concessa alle regioni la possibilità di incrementare la percentuale dallo 0,9% all’1,23%. Mi riferisco anche all’introduzione dell’Imu già a decorrere dal 1° gennaio 2012, che può portare un aggravio nei confronti delle nostre imprese per quanto riguarda i capannoni da loro posseduti e utilizzanti in ambito strumentale in quanto, oltre ad un incremento dell’aliquota, c’è stato anche un aumento delle rendite catastali. Per quanto riguarda le accise&lt;/i&gt; – rimarca il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato &#8211; &lt;i&gt;c’è stato anche lì un aumento, però và sottolineato che, per quanto riguarda gli autotrasportatori, è stato disposto un credito di imposta di pari importo e quindi viene ristornato al settore».&lt;/i&gt; Alla fine il conto è da capogiro: quasi 18 miliardi in nuove tasse usciranno dalle tasche dei contribuenti nel 2012. Ben più modesti i tagli alla spesa: 2,3 miliardi dovuti alla compensazione tra tagli e nuovi finanziamenti. Negli anni successivi la manovra “Salva Italia” trova un maggior equilibrio tra entrate e contenimento della spesa: nel 2014 le entrate scendono a quota 12 miliardi mentre l’asticella dei tagli sale del 30% fino a segnare 9 miliardi. Conti alla mano è sul “pacchetto casa” che il governo Monti ha le maggiori aspettative, con una previsione di incasso di circa 11 miliardi di euro. Sulla prima casa l’aliquota dell’Ici-Imu sarà dello 0,4%, dalla seconda casa in poi sarà dello 0,75-076%, mentre gli estimi catastali saranno rivalutati del 60%. Più contenute, ma sempre altissime, le attese legate all’aumento dallo 0,9 all’1,23% dell’addizionale Irpef che porterà nelle casse dello stato circa due miliardi. Per quanto attiene l’aumento delle accise sui carburanti, il gettito previsto, a regime, nel 2004 sfiorerà i cinque miliardi. A differenza delle manovre estive che avevano per obiettivo rimettere in sicurezza i conti pubblici, nel Decreto “Salva Italia” trovano spazio, accanto alle mazzate, anche misure a sostegno della crescita. A sottolinearlo è ancora Andrea Trevisani. &lt;i&gt;«Noi&lt;/i&gt; – spiega Trevisani – &lt;i&gt;non possiamo però non dimenticare che per la prima volta dopo un anno vediamo delle norme che vanno nella direzione di dare anche una competitività maggiore al sistema imprenditoriale del nostro paese. Mi riferisco in modo particolar modo alla pressione fiscale collegata all’Irap. Noi avevamo chiesto di considerare gli apprendisti come un elemento deducibile dalla base imponibile irap, la nostra proposta è stata accolta vedendo garantito che fino a 35 anni di età il costo del lavoro viene ridotto notevolmente nella determinazione della base imponibile dell’irap. Altro versante importante &lt;/i&gt;– prosegue &#8211; &lt;i&gt;riguarda la capitalizzazione delle imprese. E’ previsto un aiuto alla capitalizzazione in termini di riduzione della pressione fiscale. Il decreto attualmente prevede questo aiuto immediato nei confronti dei soggetti ires, però viene demandato ad un apposito decreto ministeriale l’obbligo di introdurre norme similari anche a favore di ditte individuali e società di persone. Non va da ultimo per ultimo dimenticato, sempre su questo versante, una battaglia storica di Confartigianato che concerne gli studi di settore: per la prima volta viene stabilito che il soggetto congruo e coerente non sarà più soggetto ad accertamenti di natura analitico-induttiva, il redditometro si applicherà in maniera più affievolita ma soprattutto viene ridotto di un anno il termine di decadenza degli accertamenti». &lt;/i&gt;</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</h1>
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<p>ll governo Monti, per finanziare la manovra ‘Salva Italia” che fissa il pareggio di bilancio nel 2013, ha scelto la strada di fare cassa principalmente attraverso nuove tasse: 2/3 di maggiori entrate contro 1/3 di tagli alla spesa, sono gli equilibri che tengono in piedi l’edificio da 34 miliardi di euro che mira ad allontanare dal nostro paese il rischio Grecia. Il cocktail del ritorno dell’Ici sulla prima casa e della rivalutazione delle rendite immobiliari insieme al mix di aumenti su Iva, addizionale regionale Irpef, accise sui carburanti sarà amarissimo per i contribuenti. All’obiettivo di mettere il Paese a riparo da un possibile default, contribuiscono, anche se in misure minore, l’una tantum sui capitali ‘scudati’ e le tasse sui beni di lusso. Una serie di misure che, secondo il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Andrea Trevisani, aggraveranno i conti delle imprese riducendone la competitività internazionale. &lt;i&gt;«Mi riferisco principalmente&lt;/i&gt; – sottolinea Trevisani -&lt;i&gt; all’aumento delle addizionali regionali all’Irpef con cui è stata concessa alle regioni la possibilità di incrementare la percentuale dallo 0,9% all’1,23%. Mi riferisco anche all’introduzione dell’Imu già a decorrere dal 1° gennaio 2012, che può portare un aggravio nei confronti delle nostre imprese per quanto riguarda i capannoni da loro posseduti e utilizzanti in ambito strumentale in quanto, oltre ad un incremento dell’aliquota, c’è stato anche un aumento delle rendite catastali. Per quanto riguarda le accise&lt;/i&gt; – rimarca il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato &#8211; &lt;i&gt;c’è stato anche lì un aumento, però và sottolineato che, per quanto riguarda gli autotrasportatori, è stato disposto un credito di imposta di pari importo e quindi viene ristornato al settore».&lt;/i&gt; Alla fine il conto è da capogiro: quasi 18 miliardi in nuove tasse usciranno dalle tasche dei contribuenti nel 2012. Ben più modesti i tagli alla spesa: 2,3 miliardi dovuti alla compensazione tra tagli e nuovi finanziamenti. Negli anni successivi la manovra “Salva Italia” trova un maggior equilibrio tra entrate e contenimento della spesa: nel 2014 le entrate scendono a quota 12 miliardi mentre l’asticella dei tagli sale del 30% fino a segnare 9 miliardi. Conti alla mano è sul “pacchetto casa” che il governo Monti ha le maggiori aspettative, con una previsione di incasso di circa 11 miliardi di euro. Sulla prima casa l’aliquota dell’Ici-Imu sarà dello 0,4%, dalla seconda casa in poi sarà dello 0,75-076%, mentre gli estimi catastali saranno rivalutati del 60%. Più contenute, ma sempre altissime, le attese legate all’aumento dallo 0,9 all’1,23% dell’addizionale Irpef che porterà nelle casse dello stato circa due miliardi. Per quanto attiene l’aumento delle accise sui carburanti, il gettito previsto, a regime, nel 2004 sfiorerà i cinque miliardi. A differenza delle manovre estive che avevano per obiettivo rimettere in sicurezza i conti pubblici, nel Decreto “Salva Italia” trovano spazio, accanto alle mazzate, anche misure a sostegno della crescita. A sottolinearlo è ancora Andrea Trevisani. &lt;i&gt;«Noi&lt;/i&gt; – spiega Trevisani – &lt;i&gt;non possiamo però non dimenticare che per la prima volta dopo un anno vediamo delle norme che vanno nella direzione di dare anche una competitività maggiore al sistema imprenditoriale del nostro paese. Mi riferisco in modo particolar modo alla pressione fiscale collegata all’Irap. Noi avevamo chiesto di considerare gli apprendisti come un elemento deducibile dalla base imponibile irap, la nostra proposta è stata accolta vedendo garantito che fino a 35 anni di età il costo del lavoro viene ridotto notevolmente nella determinazione della base imponibile dell’irap. Altro versante importante &lt;/i&gt;– prosegue &#8211; &lt;i&gt;riguarda la capitalizzazione delle imprese. E’ previsto un aiuto alla capitalizzazione in termini di riduzione della pressione fiscale. Il decreto attualmente prevede questo aiuto immediato nei confronti dei soggetti ires, però viene demandato ad un apposito decreto ministeriale l’obbligo di introdurre norme similari anche a favore di ditte individuali e società di persone. Non va da ultimo per ultimo dimenticato, sempre su questo versante, una battaglia storica di Confartigianato che concerne gli studi di settore: per la prima volta viene stabilito che il soggetto congruo e coerente non sarà più soggetto ad accertamenti di natura analitico-induttiva, il redditometro si applicherà in maniera più affievolita ma soprattutto viene ridotto di un anno il termine di decadenza degli accertamenti». &lt;/i&gt;</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/12/il-governo-fa-cassa-con-le-tasse-ma-pensa-anche-allo-sviluppo/">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7831 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">13 Dicembre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</h1>
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<p>ll governo Monti, per finanziare la manovra ‘Salva Italia” che fissa il pareggio di bilancio nel 2013, ha scelto la strada di fare cassa principalmente attraverso nuove tasse: 2/3 di maggiori entrate contro 1/3 di tagli alla spesa, sono gli equilibri che tengono in piedi l’edificio da 34 miliardi di euro che mira ad allontanare dal nostro paese il rischio Grecia. Il cocktail del ritorno dell’Ici sulla prima casa e della rivalutazione delle rendite immobiliari insieme al mix di aumenti su Iva, addizionale regionale Irpef, accise sui carburanti sarà amarissimo per i contribuenti. All’obiettivo di mettere il Paese a riparo da un possibile default, contribuiscono, anche se in misure minore, l’una tantum sui capitali ‘scudati’ e le tasse sui beni di lusso. Una serie di misure che, secondo il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Andrea Trevisani, aggraveranno i conti delle imprese riducendone la competitività internazionale. &lt;i&gt;«Mi riferisco principalmente&lt;/i&gt; – sottolinea Trevisani -&lt;i&gt; all’aumento delle addizionali regionali all’Irpef con cui è stata concessa alle regioni la possibilità di incrementare la percentuale dallo 0,9% all’1,23%. Mi riferisco anche all’introduzione dell’Imu già a decorrere dal 1° gennaio 2012, che può portare un aggravio nei confronti delle nostre imprese per quanto riguarda i capannoni da loro posseduti e utilizzanti in ambito strumentale in quanto, oltre ad un incremento dell’aliquota, c’è stato anche un aumento delle rendite catastali. Per quanto riguarda le accise&lt;/i&gt; – rimarca il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato &#8211; &lt;i&gt;c’è stato anche lì un aumento, però và sottolineato che, per quanto riguarda gli autotrasportatori, è stato disposto un credito di imposta di pari importo e quindi viene ristornato al settore».&lt;/i&gt; Alla fine il conto è da capogiro: quasi 18 miliardi in nuove tasse usciranno dalle tasche dei contribuenti nel 2012. Ben più modesti i tagli alla spesa: 2,3 miliardi dovuti alla compensazione tra tagli e nuovi finanziamenti. Negli anni successivi la manovra “Salva Italia” trova un maggior equilibrio tra entrate e contenimento della spesa: nel 2014 le entrate scendono a quota 12 miliardi mentre l’asticella dei tagli sale del 30% fino a segnare 9 miliardi. Conti alla mano è sul “pacchetto casa” che il governo Monti ha le maggiori aspettative, con una previsione di incasso di circa 11 miliardi di euro. Sulla prima casa l’aliquota dell’Ici-Imu sarà dello 0,4%, dalla seconda casa in poi sarà dello 0,75-076%, mentre gli estimi catastali saranno rivalutati del 60%. Più contenute, ma sempre altissime, le attese legate all’aumento dallo 0,9 all’1,23% dell’addizionale Irpef che porterà nelle casse dello stato circa due miliardi. Per quanto attiene l’aumento delle accise sui carburanti, il gettito previsto, a regime, nel 2004 sfiorerà i cinque miliardi. A differenza delle manovre estive che avevano per obiettivo rimettere in sicurezza i conti pubblici, nel Decreto “Salva Italia” trovano spazio, accanto alle mazzate, anche misure a sostegno della crescita. A sottolinearlo è ancora Andrea Trevisani. &lt;i&gt;«Noi&lt;/i&gt; – spiega Trevisani – &lt;i&gt;non possiamo però non dimenticare che per la prima volta dopo un anno vediamo delle norme che vanno nella direzione di dare anche una competitività maggiore al sistema imprenditoriale del nostro paese. Mi riferisco in modo particolar modo alla pressione fiscale collegata all’Irap. Noi avevamo chiesto di considerare gli apprendisti come un elemento deducibile dalla base imponibile irap, la nostra proposta è stata accolta vedendo garantito che fino a 35 anni di età il costo del lavoro viene ridotto notevolmente nella determinazione della base imponibile dell’irap. Altro versante importante &lt;/i&gt;– prosegue &#8211; &lt;i&gt;riguarda la capitalizzazione delle imprese. E’ previsto un aiuto alla capitalizzazione in termini di riduzione della pressione fiscale. Il decreto attualmente prevede questo aiuto immediato nei confronti dei soggetti ires, però viene demandato ad un apposito decreto ministeriale l’obbligo di introdurre norme similari anche a favore di ditte individuali e società di persone. Non va da ultimo per ultimo dimenticato, sempre su questo versante, una battaglia storica di Confartigianato che concerne gli studi di settore: per la prima volta viene stabilito che il soggetto congruo e coerente non sarà più soggetto ad accertamenti di natura analitico-induttiva, il redditometro si applicherà in maniera più affievolita ma soprattutto viene ridotto di un anno il termine di decadenza degli accertamenti». &lt;/i&gt;</p>
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		<title>Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/con-aumento-tassi-bce-a-rischio-investimenti-delle-piccole-imprese-in-transizioni-digitale-e-green/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:22:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 11 Giugno 2026·CREDITO Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/12/il-governo-fa-cassa-con-le-tasse-ma-pensa-anche-allo-sviluppo/">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">13 Dicembre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</h1>
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<p>ll governo Monti, per finanziare la manovra ‘Salva Italia” che fissa il pareggio di bilancio nel 2013, ha scelto la strada di fare cassa principalmente attraverso nuove tasse: 2/3 di maggiori entrate contro 1/3 di tagli alla spesa, sono gli equilibri che tengono in piedi l’edificio da 34 miliardi di euro che mira ad allontanare dal nostro paese il rischio Grecia. Il cocktail del ritorno dell’Ici sulla prima casa e della rivalutazione delle rendite immobiliari insieme al mix di aumenti su Iva, addizionale regionale Irpef, accise sui carburanti sarà amarissimo per i contribuenti. All’obiettivo di mettere il Paese a riparo da un possibile default, contribuiscono, anche se in misure minore, l’una tantum sui capitali ‘scudati’ e le tasse sui beni di lusso. Una serie di misure che, secondo il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Andrea Trevisani, aggraveranno i conti delle imprese riducendone la competitività internazionale. &lt;i&gt;«Mi riferisco principalmente&lt;/i&gt; – sottolinea Trevisani -&lt;i&gt; all’aumento delle addizionali regionali all’Irpef con cui è stata concessa alle regioni la possibilità di incrementare la percentuale dallo 0,9% all’1,23%. Mi riferisco anche all’introduzione dell’Imu già a decorrere dal 1° gennaio 2012, che può portare un aggravio nei confronti delle nostre imprese per quanto riguarda i capannoni da loro posseduti e utilizzanti in ambito strumentale in quanto, oltre ad un incremento dell’aliquota, c’è stato anche un aumento delle rendite catastali. Per quanto riguarda le accise&lt;/i&gt; – rimarca il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato &#8211; &lt;i&gt;c’è stato anche lì un aumento, però và sottolineato che, per quanto riguarda gli autotrasportatori, è stato disposto un credito di imposta di pari importo e quindi viene ristornato al settore».&lt;/i&gt; Alla fine il conto è da capogiro: quasi 18 miliardi in nuove tasse usciranno dalle tasche dei contribuenti nel 2012. Ben più modesti i tagli alla spesa: 2,3 miliardi dovuti alla compensazione tra tagli e nuovi finanziamenti. Negli anni successivi la manovra “Salva Italia” trova un maggior equilibrio tra entrate e contenimento della spesa: nel 2014 le entrate scendono a quota 12 miliardi mentre l’asticella dei tagli sale del 30% fino a segnare 9 miliardi. Conti alla mano è sul “pacchetto casa” che il governo Monti ha le maggiori aspettative, con una previsione di incasso di circa 11 miliardi di euro. Sulla prima casa l’aliquota dell’Ici-Imu sarà dello 0,4%, dalla seconda casa in poi sarà dello 0,75-076%, mentre gli estimi catastali saranno rivalutati del 60%. Più contenute, ma sempre altissime, le attese legate all’aumento dallo 0,9 all’1,23% dell’addizionale Irpef che porterà nelle casse dello stato circa due miliardi. Per quanto attiene l’aumento delle accise sui carburanti, il gettito previsto, a regime, nel 2004 sfiorerà i cinque miliardi. A differenza delle manovre estive che avevano per obiettivo rimettere in sicurezza i conti pubblici, nel Decreto “Salva Italia” trovano spazio, accanto alle mazzate, anche misure a sostegno della crescita. A sottolinearlo è ancora Andrea Trevisani. &lt;i&gt;«Noi&lt;/i&gt; – spiega Trevisani – &lt;i&gt;non possiamo però non dimenticare che per la prima volta dopo un anno vediamo delle norme che vanno nella direzione di dare anche una competitività maggiore al sistema imprenditoriale del nostro paese. Mi riferisco in modo particolar modo alla pressione fiscale collegata all’Irap. Noi avevamo chiesto di considerare gli apprendisti come un elemento deducibile dalla base imponibile irap, la nostra proposta è stata accolta vedendo garantito che fino a 35 anni di età il costo del lavoro viene ridotto notevolmente nella determinazione della base imponibile dell’irap. Altro versante importante &lt;/i&gt;– prosegue &#8211; &lt;i&gt;riguarda la capitalizzazione delle imprese. E’ previsto un aiuto alla capitalizzazione in termini di riduzione della pressione fiscale. Il decreto attualmente prevede questo aiuto immediato nei confronti dei soggetti ires, però viene demandato ad un apposito decreto ministeriale l’obbligo di introdurre norme similari anche a favore di ditte individuali e società di persone. Non va da ultimo per ultimo dimenticato, sempre su questo versante, una battaglia storica di Confartigianato che concerne gli studi di settore: per la prima volta viene stabilito che il soggetto congruo e coerente non sarà più soggetto ad accertamenti di natura analitico-induttiva, il redditometro si applicherà in maniera più affievolita ma soprattutto viene ridotto di un anno il termine di decadenza degli accertamenti». &lt;/i&gt;</p>
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		<title>Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, sostenibilità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-e-symbola-celebrano-lartigianato-simbolo-del-futuro-del-made-in-italy-tra-design-sostenibilita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Mantova]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 11 Giugno 2026·MADE IN ITALY Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">13 Dicembre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</h1>
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<p>ll governo Monti, per finanziare la manovra ‘Salva Italia” che fissa il pareggio di bilancio nel 2013, ha scelto la strada di fare cassa principalmente attraverso nuove tasse: 2/3 di maggiori entrate contro 1/3 di tagli alla spesa, sono gli equilibri che tengono in piedi l’edificio da 34 miliardi di euro che mira ad allontanare dal nostro paese il rischio Grecia. Il cocktail del ritorno dell’Ici sulla prima casa e della rivalutazione delle rendite immobiliari insieme al mix di aumenti su Iva, addizionale regionale Irpef, accise sui carburanti sarà amarissimo per i contribuenti. All’obiettivo di mettere il Paese a riparo da un possibile default, contribuiscono, anche se in misure minore, l’una tantum sui capitali ‘scudati’ e le tasse sui beni di lusso. Una serie di misure che, secondo il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Andrea Trevisani, aggraveranno i conti delle imprese riducendone la competitività internazionale. &lt;i&gt;«Mi riferisco principalmente&lt;/i&gt; – sottolinea Trevisani -&lt;i&gt; all’aumento delle addizionali regionali all’Irpef con cui è stata concessa alle regioni la possibilità di incrementare la percentuale dallo 0,9% all’1,23%. Mi riferisco anche all’introduzione dell’Imu già a decorrere dal 1° gennaio 2012, che può portare un aggravio nei confronti delle nostre imprese per quanto riguarda i capannoni da loro posseduti e utilizzanti in ambito strumentale in quanto, oltre ad un incremento dell’aliquota, c’è stato anche un aumento delle rendite catastali. Per quanto riguarda le accise&lt;/i&gt; – rimarca il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato &#8211; &lt;i&gt;c’è stato anche lì un aumento, però và sottolineato che, per quanto riguarda gli autotrasportatori, è stato disposto un credito di imposta di pari importo e quindi viene ristornato al settore».&lt;/i&gt; Alla fine il conto è da capogiro: quasi 18 miliardi in nuove tasse usciranno dalle tasche dei contribuenti nel 2012. Ben più modesti i tagli alla spesa: 2,3 miliardi dovuti alla compensazione tra tagli e nuovi finanziamenti. Negli anni successivi la manovra “Salva Italia” trova un maggior equilibrio tra entrate e contenimento della spesa: nel 2014 le entrate scendono a quota 12 miliardi mentre l’asticella dei tagli sale del 30% fino a segnare 9 miliardi. Conti alla mano è sul “pacchetto casa” che il governo Monti ha le maggiori aspettative, con una previsione di incasso di circa 11 miliardi di euro. Sulla prima casa l’aliquota dell’Ici-Imu sarà dello 0,4%, dalla seconda casa in poi sarà dello 0,75-076%, mentre gli estimi catastali saranno rivalutati del 60%. Più contenute, ma sempre altissime, le attese legate all’aumento dallo 0,9 all’1,23% dell’addizionale Irpef che porterà nelle casse dello stato circa due miliardi. Per quanto attiene l’aumento delle accise sui carburanti, il gettito previsto, a regime, nel 2004 sfiorerà i cinque miliardi. A differenza delle manovre estive che avevano per obiettivo rimettere in sicurezza i conti pubblici, nel Decreto “Salva Italia” trovano spazio, accanto alle mazzate, anche misure a sostegno della crescita. A sottolinearlo è ancora Andrea Trevisani. &lt;i&gt;«Noi&lt;/i&gt; – spiega Trevisani – &lt;i&gt;non possiamo però non dimenticare che per la prima volta dopo un anno vediamo delle norme che vanno nella direzione di dare anche una competitività maggiore al sistema imprenditoriale del nostro paese. Mi riferisco in modo particolar modo alla pressione fiscale collegata all’Irap. Noi avevamo chiesto di considerare gli apprendisti come un elemento deducibile dalla base imponibile irap, la nostra proposta è stata accolta vedendo garantito che fino a 35 anni di età il costo del lavoro viene ridotto notevolmente nella determinazione della base imponibile dell’irap. Altro versante importante &lt;/i&gt;– prosegue &#8211; &lt;i&gt;riguarda la capitalizzazione delle imprese. E’ previsto un aiuto alla capitalizzazione in termini di riduzione della pressione fiscale. Il decreto attualmente prevede questo aiuto immediato nei confronti dei soggetti ires, però viene demandato ad un apposito decreto ministeriale l’obbligo di introdurre norme similari anche a favore di ditte individuali e società di persone. Non va da ultimo per ultimo dimenticato, sempre su questo versante, una battaglia storica di Confartigianato che concerne gli studi di settore: per la prima volta viene stabilito che il soggetto congruo e coerente non sarà più soggetto ad accertamenti di natura analitico-induttiva, il redditometro si applicherà in maniera più affievolita ma soprattutto viene ridotto di un anno il termine di decadenza degli accertamenti». &lt;/i&gt;</p>
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		<title>Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/burocrazia-e-normativa-complessa-pesano-sulla-qualita-dei-servizi-pubblici-italia-al-26-posto-in-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Giugno 2026·PA Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/12/il-governo-fa-cassa-con-le-tasse-ma-pensa-anche-allo-sviluppo/">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">13 Dicembre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</h1>
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<p>ll governo Monti, per finanziare la manovra ‘Salva Italia” che fissa il pareggio di bilancio nel 2013, ha scelto la strada di fare cassa principalmente attraverso nuove tasse: 2/3 di maggiori entrate contro 1/3 di tagli alla spesa, sono gli equilibri che tengono in piedi l’edificio da 34 miliardi di euro che mira ad allontanare dal nostro paese il rischio Grecia. Il cocktail del ritorno dell’Ici sulla prima casa e della rivalutazione delle rendite immobiliari insieme al mix di aumenti su Iva, addizionale regionale Irpef, accise sui carburanti sarà amarissimo per i contribuenti. All’obiettivo di mettere il Paese a riparo da un possibile default, contribuiscono, anche se in misure minore, l’una tantum sui capitali ‘scudati’ e le tasse sui beni di lusso. Una serie di misure che, secondo il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Andrea Trevisani, aggraveranno i conti delle imprese riducendone la competitività internazionale. &lt;i&gt;«Mi riferisco principalmente&lt;/i&gt; – sottolinea Trevisani -&lt;i&gt; all’aumento delle addizionali regionali all’Irpef con cui è stata concessa alle regioni la possibilità di incrementare la percentuale dallo 0,9% all’1,23%. Mi riferisco anche all’introduzione dell’Imu già a decorrere dal 1° gennaio 2012, che può portare un aggravio nei confronti delle nostre imprese per quanto riguarda i capannoni da loro posseduti e utilizzanti in ambito strumentale in quanto, oltre ad un incremento dell’aliquota, c’è stato anche un aumento delle rendite catastali. Per quanto riguarda le accise&lt;/i&gt; – rimarca il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato &#8211; &lt;i&gt;c’è stato anche lì un aumento, però và sottolineato che, per quanto riguarda gli autotrasportatori, è stato disposto un credito di imposta di pari importo e quindi viene ristornato al settore».&lt;/i&gt; Alla fine il conto è da capogiro: quasi 18 miliardi in nuove tasse usciranno dalle tasche dei contribuenti nel 2012. Ben più modesti i tagli alla spesa: 2,3 miliardi dovuti alla compensazione tra tagli e nuovi finanziamenti. Negli anni successivi la manovra “Salva Italia” trova un maggior equilibrio tra entrate e contenimento della spesa: nel 2014 le entrate scendono a quota 12 miliardi mentre l’asticella dei tagli sale del 30% fino a segnare 9 miliardi. Conti alla mano è sul “pacchetto casa” che il governo Monti ha le maggiori aspettative, con una previsione di incasso di circa 11 miliardi di euro. Sulla prima casa l’aliquota dell’Ici-Imu sarà dello 0,4%, dalla seconda casa in poi sarà dello 0,75-076%, mentre gli estimi catastali saranno rivalutati del 60%. Più contenute, ma sempre altissime, le attese legate all’aumento dallo 0,9 all’1,23% dell’addizionale Irpef che porterà nelle casse dello stato circa due miliardi. Per quanto attiene l’aumento delle accise sui carburanti, il gettito previsto, a regime, nel 2004 sfiorerà i cinque miliardi. A differenza delle manovre estive che avevano per obiettivo rimettere in sicurezza i conti pubblici, nel Decreto “Salva Italia” trovano spazio, accanto alle mazzate, anche misure a sostegno della crescita. A sottolinearlo è ancora Andrea Trevisani. &lt;i&gt;«Noi&lt;/i&gt; – spiega Trevisani – &lt;i&gt;non possiamo però non dimenticare che per la prima volta dopo un anno vediamo delle norme che vanno nella direzione di dare anche una competitività maggiore al sistema imprenditoriale del nostro paese. Mi riferisco in modo particolar modo alla pressione fiscale collegata all’Irap. Noi avevamo chiesto di considerare gli apprendisti come un elemento deducibile dalla base imponibile irap, la nostra proposta è stata accolta vedendo garantito che fino a 35 anni di età il costo del lavoro viene ridotto notevolmente nella determinazione della base imponibile dell’irap. Altro versante importante &lt;/i&gt;– prosegue &#8211; &lt;i&gt;riguarda la capitalizzazione delle imprese. E’ previsto un aiuto alla capitalizzazione in termini di riduzione della pressione fiscale. Il decreto attualmente prevede questo aiuto immediato nei confronti dei soggetti ires, però viene demandato ad un apposito decreto ministeriale l’obbligo di introdurre norme similari anche a favore di ditte individuali e società di persone. Non va da ultimo per ultimo dimenticato, sempre su questo versante, una battaglia storica di Confartigianato che concerne gli studi di settore: per la prima volta viene stabilito che il soggetto congruo e coerente non sarà più soggetto ad accertamenti di natura analitico-induttiva, il redditometro si applicherà in maniera più affievolita ma soprattutto viene ridotto di un anno il termine di decadenza degli accertamenti». &lt;/i&gt;</p>
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		<title>Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:11:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 8 Giugno 2026·MODA Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti Nel primo trimestre del 2026 la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/12/il-governo-fa-cassa-con-le-tasse-ma-pensa-anche-allo-sviluppo/">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">13 Dicembre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo</h1>
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<p>ll governo Monti, per finanziare la manovra ‘Salva Italia” che fissa il pareggio di bilancio nel 2013, ha scelto la strada di fare cassa principalmente attraverso nuove tasse: 2/3 di maggiori entrate contro 1/3 di tagli alla spesa, sono gli equilibri che tengono in piedi l’edificio da 34 miliardi di euro che mira ad allontanare dal nostro paese il rischio Grecia. Il cocktail del ritorno dell’Ici sulla prima casa e della rivalutazione delle rendite immobiliari insieme al mix di aumenti su Iva, addizionale regionale Irpef, accise sui carburanti sarà amarissimo per i contribuenti. All’obiettivo di mettere il Paese a riparo da un possibile default, contribuiscono, anche se in misure minore, l’una tantum sui capitali ‘scudati’ e le tasse sui beni di lusso. Una serie di misure che, secondo il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Andrea Trevisani, aggraveranno i conti delle imprese riducendone la competitività internazionale. &lt;i&gt;«Mi riferisco principalmente&lt;/i&gt; – sottolinea Trevisani -&lt;i&gt; all’aumento delle addizionali regionali all’Irpef con cui è stata concessa alle regioni la possibilità di incrementare la percentuale dallo 0,9% all’1,23%. Mi riferisco anche all’introduzione dell’Imu già a decorrere dal 1° gennaio 2012, che può portare un aggravio nei confronti delle nostre imprese per quanto riguarda i capannoni da loro posseduti e utilizzanti in ambito strumentale in quanto, oltre ad un incremento dell’aliquota, c’è stato anche un aumento delle rendite catastali. Per quanto riguarda le accise&lt;/i&gt; – rimarca il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato &#8211; &lt;i&gt;c’è stato anche lì un aumento, però và sottolineato che, per quanto riguarda gli autotrasportatori, è stato disposto un credito di imposta di pari importo e quindi viene ristornato al settore».&lt;/i&gt; Alla fine il conto è da capogiro: quasi 18 miliardi in nuove tasse usciranno dalle tasche dei contribuenti nel 2012. Ben più modesti i tagli alla spesa: 2,3 miliardi dovuti alla compensazione tra tagli e nuovi finanziamenti. Negli anni successivi la manovra “Salva Italia” trova un maggior equilibrio tra entrate e contenimento della spesa: nel 2014 le entrate scendono a quota 12 miliardi mentre l’asticella dei tagli sale del 30% fino a segnare 9 miliardi. Conti alla mano è sul “pacchetto casa” che il governo Monti ha le maggiori aspettative, con una previsione di incasso di circa 11 miliardi di euro. Sulla prima casa l’aliquota dell’Ici-Imu sarà dello 0,4%, dalla seconda casa in poi sarà dello 0,75-076%, mentre gli estimi catastali saranno rivalutati del 60%. Più contenute, ma sempre altissime, le attese legate all’aumento dallo 0,9 all’1,23% dell’addizionale Irpef che porterà nelle casse dello stato circa due miliardi. Per quanto attiene l’aumento delle accise sui carburanti, il gettito previsto, a regime, nel 2004 sfiorerà i cinque miliardi. A differenza delle manovre estive che avevano per obiettivo rimettere in sicurezza i conti pubblici, nel Decreto “Salva Italia” trovano spazio, accanto alle mazzate, anche misure a sostegno della crescita. A sottolinearlo è ancora Andrea Trevisani. &lt;i&gt;«Noi&lt;/i&gt; – spiega Trevisani – &lt;i&gt;non possiamo però non dimenticare che per la prima volta dopo un anno vediamo delle norme che vanno nella direzione di dare anche una competitività maggiore al sistema imprenditoriale del nostro paese. Mi riferisco in modo particolar modo alla pressione fiscale collegata all’Irap. Noi avevamo chiesto di considerare gli apprendisti come un elemento deducibile dalla base imponibile irap, la nostra proposta è stata accolta vedendo garantito che fino a 35 anni di età il costo del lavoro viene ridotto notevolmente nella determinazione della base imponibile dell’irap. Altro versante importante &lt;/i&gt;– prosegue &#8211; &lt;i&gt;riguarda la capitalizzazione delle imprese. E’ previsto un aiuto alla capitalizzazione in termini di riduzione della pressione fiscale. Il decreto attualmente prevede questo aiuto immediato nei confronti dei soggetti ires, però viene demandato ad un apposito decreto ministeriale l’obbligo di introdurre norme similari anche a favore di ditte individuali e società di persone. Non va da ultimo per ultimo dimenticato, sempre su questo versante, una battaglia storica di Confartigianato che concerne gli studi di settore: per la prima volta viene stabilito che il soggetto congruo e coerente non sarà più soggetto ad accertamenti di natura analitico-induttiva, il redditometro si applicherà in maniera più affievolita ma soprattutto viene ridotto di un anno il termine di decadenza degli accertamenti». &lt;/i&gt;</p>
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		<title>Il governo fa cassa con le tasse, ma pensa anche allo sviluppo - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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