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	<title>In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 11 Agosto 2026·LEGGE DI BILANCIO Conti pubblici verso la manovra 2027   Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/03/in-arrivo-le-prime-semplificazioni-fiscali-lobiettivo-pero-e-la-riforma-di-tutto-il-sistema/">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7849 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</h1>
</div>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[credito più costoso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Agosto 2026·CREDITO Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/03/in-arrivo-le-prime-semplificazioni-fiscali-lobiettivo-pero-e-la-riforma-di-tutto-il-sistema/">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</h1>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[nuova Artigiancassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 10 Agosto 2026·CREDITO Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/03/in-arrivo-le-prime-semplificazioni-fiscali-lobiettivo-pero-e-la-riforma-di-tutto-il-sistema/">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
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		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Agosto 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217; Un turismo diffuso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/03/in-arrivo-le-prime-semplificazioni-fiscali-lobiettivo-pero-e-la-riforma-di-tutto-il-sistema/">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/nel-2026-sono-205mila-le-imprese-artigiane-interessate-da-domanda-turistica-con-544mila-addetti-il-167-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/03/in-arrivo-le-prime-semplificazioni-fiscali-lobiettivo-pero-e-la-riforma-di-tutto-il-sistema/">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</h1>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani &#160; Via dalla pazza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/03/in-arrivo-le-prime-semplificazioni-fiscali-lobiettivo-pero-e-la-riforma-di-tutto-il-sistema/">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</h1>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</h1>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132466</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/03/in-arrivo-le-prime-semplificazioni-fiscali-lobiettivo-pero-e-la-riforma-di-tutto-il-sistema/">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/leccellenza-artigiana-dellargento-protagonista-a-unomattina-rai1-con-bianca-guscelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/03/in-arrivo-le-prime-semplificazioni-fiscali-lobiettivo-pero-e-la-riforma-di-tutto-il-sistema/">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</h1>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</h1>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/03/in-arrivo-le-prime-semplificazioni-fiscali-lobiettivo-pero-e-la-riforma-di-tutto-il-sistema/">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7849 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</h1>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
		<category><![CDATA[costruzioni.]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/03/in-arrivo-le-prime-semplificazioni-fiscali-lobiettivo-pero-e-la-riforma-di-tutto-il-sistema/">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/03/in-arrivo-le-prime-semplificazioni-fiscali-lobiettivo-pero-e-la-riforma-di-tutto-il-sistema/">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7849 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</h1>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</h1>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/03/in-arrivo-le-prime-semplificazioni-fiscali-lobiettivo-pero-e-la-riforma-di-tutto-il-sistema/">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7849 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</h1>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/03/in-arrivo-le-prime-semplificazioni-fiscali-lobiettivo-pero-e-la-riforma-di-tutto-il-sistema/">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/03/in-arrivo-le-prime-semplificazioni-fiscali-lobiettivo-pero-e-la-riforma-di-tutto-il-sistema/">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7849 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</h1>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/03/in-arrivo-le-prime-semplificazioni-fiscali-lobiettivo-pero-e-la-riforma-di-tutto-il-sistema/">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</h1>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</h1>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 17:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[radio24]]></category>
		<category><![CDATA[sebastiano barisoni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 13 Luglio 2026·MEDIA Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24) Confartigianato ha sottoscritto l&#8217;accordo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/03/in-arrivo-le-prime-semplificazioni-fiscali-lobiettivo-pero-e-la-riforma-di-tutto-il-sistema/">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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