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	<title>In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:26:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 26 Giugno 2026·EVENTI Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business La sostenibilità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/03/in-arrivo-le-prime-semplificazioni-fiscali-lobiettivo-pero-e-la-riforma-di-tutto-il-sistema/">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</h1>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 06:30:50 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 26 Giugno 2026·EVENTI Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione Nella giornata di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/03/in-arrivo-le-prime-semplificazioni-fiscali-lobiettivo-pero-e-la-riforma-di-tutto-il-sistema/">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</h1>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:40 +0000</pubDate>
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		<title>Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-4-di-sera-rete-4-le-crisi-geopolitiche-presentano-il-conto-alle-nostre-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221; [&#8230;]</p>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Giugno 2026·CONGIUNTURA Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio Le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/03/in-arrivo-le-prime-semplificazioni-fiscali-lobiettivo-pero-e-la-riforma-di-tutto-il-sistema/">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</h1>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[4CNetWork]]></category>
		<category><![CDATA[Gustavo Piga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/03/in-arrivo-le-prime-semplificazioni-fiscali-lobiettivo-pero-e-la-riforma-di-tutto-il-sistema/">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</h1>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</h1>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/03/in-arrivo-le-prime-semplificazioni-fiscali-lobiettivo-pero-e-la-riforma-di-tutto-il-sistema/">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/03/in-arrivo-le-prime-semplificazioni-fiscali-lobiettivo-pero-e-la-riforma-di-tutto-il-sistema/">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</h1>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/03/in-arrivo-le-prime-semplificazioni-fiscali-lobiettivo-pero-e-la-riforma-di-tutto-il-sistema/">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</h1>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/03/in-arrivo-le-prime-semplificazioni-fiscali-lobiettivo-pero-e-la-riforma-di-tutto-il-sistema/">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7849 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</h1>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/03/in-arrivo-le-prime-semplificazioni-fiscali-lobiettivo-pero-e-la-riforma-di-tutto-il-sistema/">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/03/in-arrivo-le-prime-semplificazioni-fiscali-lobiettivo-pero-e-la-riforma-di-tutto-il-sistema/">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</h1>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</h1>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/03/in-arrivo-le-prime-semplificazioni-fiscali-lobiettivo-pero-e-la-riforma-di-tutto-il-sistema/">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</h1>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/03/in-arrivo-le-prime-semplificazioni-fiscali-lobiettivo-pero-e-la-riforma-di-tutto-il-sistema/">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</h1>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:22:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 11 Giugno 2026·CREDITO Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/03/in-arrivo-le-prime-semplificazioni-fiscali-lobiettivo-pero-e-la-riforma-di-tutto-il-sistema/">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</h1>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, sostenibilità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-e-symbola-celebrano-lartigianato-simbolo-del-futuro-del-made-in-italy-tra-design-sostenibilita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Mantova]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 11 Giugno 2026·MADE IN ITALY Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/03/in-arrivo-le-prime-semplificazioni-fiscali-lobiettivo-pero-e-la-riforma-di-tutto-il-sistema/">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</h1>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/burocrazia-e-normativa-complessa-pesano-sulla-qualita-dei-servizi-pubblici-italia-al-26-posto-in-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Giugno 2026·PA Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/03/in-arrivo-le-prime-semplificazioni-fiscali-lobiettivo-pero-e-la-riforma-di-tutto-il-sistema/">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</h1>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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		<title>Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/moda-congiuntura-ancora-debole-e-i-timori-per-gli-investimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 8 Giugno 2026·MODA Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti Nel primo trimestre del 2026 la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/03/in-arrivo-le-prime-semplificazioni-fiscali-lobiettivo-pero-e-la-riforma-di-tutto-il-sistema/">In arrivo le prime semplificazioni fiscali. L’obiettivo, però, è la riforma di tutto il sistema</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>In attesa della riforma dell’intero sistema fiscale, su cui si è messo a lavorare il Governo dopo la nuova delega del Parlamento, il Consiglio dei ministri ha dato una prima sforbiciata a quella giungla di adempimenti e costi inutili che è il fisco italiano. Se è vero che il Governo ha accolto molte delle proposte avanzate da Confartigianato e dalle altre sigle imprenditoriali, è anche vero che alla fine sembra sia saltata la più norma più interessante, la creazione di quel fondo taglia tasse che avrebbe permesso una riduzione delle imposte già dal 2014. Un’idea entrata nel Consiglio dei ministri ma mai uscita, rimasta lì, a Palazzo Chigi, insieme alla speranza di milioni di imprenditori onesti che confidavano in una diminuzione del carico fiscale grazie ai soldi raccolti con la lotta all’evasione fiscale. Nonostante questo, le imprese hanno di che essere soddisfatte, il decreto di semplificazione fiscale corregge diverse distorsioni del sistema. “Ci sono notevoli semplificazioni per quanto riguarda le black list, cioè le comunicazioni delle operazioni intercorse con i paesi che sono inseriti nelle cosiddette liste nere, oltre a modifiche al sistema dello spesometro, della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e dell’invio delle dichiarazioni delle lettere d’intento &#8211; ha spiegato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato Imprese, commentando le norme di semplificazione fiscale varate dal Governo &#8211; Infine, questi interventi di manutenzione rendono maggiormente flessibili alcuni debiti tributari. Queste, secondo noi, sono le modifiche che interesseranno maggiormente il sistema delle imprese e che avranno ricadute positive in termini di adempimenti tributari”. Le attenzioni maggiori, però, erano concentrate sull’abbattimento della soglia minima dello spesometro. Una condizione fondamentale, messa sul tavolo del confronto con il Governo da Confartigianato e da Rete Imprese Italia. “Lo spesometro merita una sottolineatura particolare &#8211; ha aggiunto Trevisani &#8211; in quanto già a gennaio, Rete Imprese Italia era intervenuta nei confronti del direttore dell’Agenzia delle entrate chiedendo una modifica dell’impianto normativo che prevedeva un taglio a 3600 euro delle fatture che dovevano essere inviate. Un’iniziativa che ha destato notevoli criticità al sistema delle imprese nell’invio delle comunicazioni. Oggi, finalmente, è scomparso il limite dei 3600 euro e si è ritornato al vecchio elenco clienti e fornitori che già avevamo gestito in precedenza e che meno problemi dà al sistema delle imprese”. Le buone intenzioni del governo ci sono, la direzione è quella giusta, ma la soluzione ai mali di imprese e cittadini passa necessariamente per una rivisitazione di tutto il sistema fiscale italiano, tanto complesso da essere ormai ingestibile. “Non è più sufficiente intervenire in maniera poco incisiva su un sistema così complicato. È necessario rivederlo completamente, razionalizzando i regimi. Gli interventi di semplificazione vanno bene, a questo punto, però, è necessario ripensare completamente al nostro sistema tributario. Speriamo che con la delega fiscale, il Governo recepisca questa nostra esigenza”, ha concluso il direttore delle Politiche fiscali di Confartigianato Imprese, Andrea Trevisani.</p>
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