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	<title>Il progetto Palestina continua, inaugurato il ristorante italiano - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>Il progetto Palestina continua, inaugurato il ristorante italiano - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 2 Luglio 2026·CONGIUNTURA Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile I comparti dell’automotive e della [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Il progetto Palestina continua, inaugurato il ristorante italiano</h1>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
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		<title>Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 17:51:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 1 Luglio 2026·MERCATI ESTERI Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili La nuova fase dell’economia [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Il progetto Palestina continua, inaugurato il ristorante italiano</h1>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
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		<title>Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di violenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Luglio 2026 Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di [&#8230;]</p>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:48:45 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
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		<category><![CDATA[rapporto ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Giugno 2026·MEDIA Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net L&#8217;estate del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/07/il-progetto-palestina-continua-inaugurato-il-ristorante-italiano/">Il progetto Palestina continua, inaugurato il ristorante italiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/07/il-progetto-palestina-continua-inaugurato-il-ristorante-italiano/">Il progetto Palestina continua, inaugurato il ristorante italiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/al-forum-di-confartigianato-la-sostenibilita-e-inclusione-equita-adattamento-intelligente-motore-di-business/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:26:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 26 Giugno 2026·EVENTI Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business La sostenibilità [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Luglio 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il progetto Palestina continua, inaugurato il ristorante italiano</h1>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
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		<title>Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 06:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 26 Giugno 2026·EVENTI Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione Nella giornata di [&#8230;]</p>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
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		<title>Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-inblu2000-crisi-in-medio-oriente-pesa-su-costi-energia-export-e-investimenti-delle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[InBlu2000]]></category>
		<category><![CDATA[RadioInBlu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi” [&#8230;]</p>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
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		<title>Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-4-di-sera-rete-4-le-crisi-geopolitiche-presentano-il-conto-alle-nostre-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4 di sera]]></category>
		<category><![CDATA[rete 4]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/07/il-progetto-palestina-continua-inaugurato-il-ristorante-italiano/">Il progetto Palestina continua, inaugurato il ristorante italiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Giugno 2026·CONGIUNTURA Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio Le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/07/il-progetto-palestina-continua-inaugurato-il-ristorante-italiano/">Il progetto Palestina continua, inaugurato il ristorante italiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/07/il-progetto-palestina-continua-inaugurato-il-ristorante-italiano/">Il progetto Palestina continua, inaugurato il ristorante italiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4CNetWork]]></category>
		<category><![CDATA[Gustavo Piga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/07/il-progetto-palestina-continua-inaugurato-il-ristorante-italiano/">Il progetto Palestina continua, inaugurato il ristorante italiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/07/il-progetto-palestina-continua-inaugurato-il-ristorante-italiano/">Il progetto Palestina continua, inaugurato il ristorante italiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Luglio 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il progetto Palestina continua, inaugurato il ristorante italiano</h1>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
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		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dal-piano-per-lexport-40-milioni-di-euro-per-le-micro-e-piccole-imprese-colpite-dalla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/07/il-progetto-palestina-continua-inaugurato-il-ristorante-italiano/">Il progetto Palestina continua, inaugurato il ristorante italiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/07/il-progetto-palestina-continua-inaugurato-il-ristorante-italiano/">Il progetto Palestina continua, inaugurato il ristorante italiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
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		<title>Il progetto Palestina continua, inaugurato il ristorante italiano - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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