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	<title>Il progetto Palestina continua, inaugurato il ristorante italiano - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>Il progetto Palestina continua, inaugurato il ristorante italiano - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese. L&#8217;allarme sulla stampa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 18 Agosto 2026·LAVORO Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese. L&#8217;allarme sulla stampa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/07/il-progetto-palestina-continua-inaugurato-il-ristorante-italiano/">Il progetto Palestina continua, inaugurato il ristorante italiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7881 post type-post status-publish format-standard hentry category-confartigianato-persone" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>CONFARTIGIANATO PERSONE</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Il progetto Palestina continua, inaugurato il ristorante italiano</h1>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 11 Agosto 2026·LEGGE DI BILANCIO Conti pubblici verso la manovra 2027   Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7881 post type-post status-publish format-standard hentry category-confartigianato-persone" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>CONFARTIGIANATO PERSONE</div>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
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		<title>Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[credito più costoso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Agosto 2026·CREDITO Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese Il [&#8230;]</p>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
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		<title>Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[nuova Artigiancassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 10 Agosto 2026·CREDITO Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9% [&#8230;]</p>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/07/il-progetto-palestina-continua-inaugurato-il-ristorante-italiano/">Il progetto Palestina continua, inaugurato il ristorante italiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/granelli-a-unomattina-rai1-lartiturismo-che-rilancia-territori-imprese-e-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Agosto 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217; Un turismo diffuso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/07/il-progetto-palestina-continua-inaugurato-il-ristorante-italiano/">Il progetto Palestina continua, inaugurato il ristorante italiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7881 post type-post status-publish format-standard hentry category-confartigianato-persone" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>CONFARTIGIANATO PERSONE</div>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
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		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/nel-2026-sono-205mila-le-imprese-artigiane-interessate-da-domanda-turistica-con-544mila-addetti-il-167-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
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		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/lundertourism-cresce-e-piace-al-21-dei-vacanzieri-protagonisti-204mila-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[undertourism]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani &#160; Via dalla pazza [&#8230;]</p>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/07/il-progetto-palestina-continua-inaugurato-il-ristorante-italiano/">Il progetto Palestina continua, inaugurato il ristorante italiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/07/il-progetto-palestina-continua-inaugurato-il-ristorante-italiano/">Il progetto Palestina continua, inaugurato il ristorante italiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/07/il-progetto-palestina-continua-inaugurato-il-ristorante-italiano/">Il progetto Palestina continua, inaugurato il ristorante italiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Il progetto Palestina continua, inaugurato il ristorante italiano</h1>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
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		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
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		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
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		<category><![CDATA[occupazione femminile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132173</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/07/il-progetto-palestina-continua-inaugurato-il-ristorante-italiano/">Il progetto Palestina continua, inaugurato il ristorante italiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
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		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7881 post type-post status-publish format-standard hentry category-confartigianato-persone" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>CONFARTIGIANATO PERSONE</div>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/07/il-progetto-palestina-continua-inaugurato-il-ristorante-italiano/">Il progetto Palestina continua, inaugurato il ristorante italiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/07/il-progetto-palestina-continua-inaugurato-il-ristorante-italiano/">Il progetto Palestina continua, inaugurato il ristorante italiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7881 post type-post status-publish format-standard hentry category-confartigianato-persone" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>CONFARTIGIANATO PERSONE</div>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/07/il-progetto-palestina-continua-inaugurato-il-ristorante-italiano/">Il progetto Palestina continua, inaugurato il ristorante italiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Il progetto Palestina continua. Il primo luglio, infatti, è stato inaugurato il ristorante “La corte italiana”, che servirà ad autofinanziare la Scuola di cucina realizzata da Confartigianato a Ramallah, Palestina, pochi chilometri a nord di Gerusalemme. “Un avvio che fin qui è stato incoraggiante &#8211; ha detto il Segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli &#8211; abbiamo puntato sulla formazione dei giovani nei settori del trattamento del cibo. Abbiamo iniziato con la ristorazione, inaugurando la Scuola e questo ristorante ma il Progetto Palestina proseguirà con altri interventi, sempre dedicati ai giovani, ai mestieri, alle professioni”, ha concluso Fumagalli. La Scuola rappresenta un’opportunità importante per tanti giovani palestinesi che in questa struttura potranno imparare un mestiere, iniziando un percorso di vita, prima ancora che professionale, lontano dalle tante difficoltà di questo spicchio di mondo. Ancora una volta, dunque, Confartigianato ha puntato sul lavoro, esportando il modello della micro e piccola impresa italiana in una zona dove il lavoro, spesso, è un privilegio riservato a pochi. “Molti dei nostri giovani non trovando lavoro decidono di andare via, in Europa o negli Stati Uniti. Qui non trovano sicurezza per la loro vita, soprattutto con l’occupazione, con il muro. Sono chiusure che obbligano la gente a cercare altrove un lavoro, una vita migliore, la libertà &#8211; ha denunciato Faysal Hijazen, parroco di Ramallah e responsabile della Scuola di cucina &#8211; Trovare un lavoro, un’occasione per vivere degnamente, aiuterebbe la gente a rimanere e a non emigrare. Questo legame con Confartiganato, quindi, ci dà una grande forza, un’opportunità importante per la gente”. All’interno della parrocchia di Ramallah, Confartigianato ha supportato la costruzione della Scuola, di una cucina moderna e spaziosa, di un laboratorio e di un ristorante dove gli studenti della scuola potranno imparare i segreti della cucina e della gestione della sala. Lo ha fatto in un paese mediterraneo come la Palestina, dove i colori, i profumi, i paesaggi ricordano l’Italia. Una somiglianza che finisce anche nei piatti tipici di questa terra. Per i giovani palestinesi, quindi, è più facile apprezzare l’arte, il gusto della cucina italiana. “In Palestina hanno una cucina decisamente mediterranea &#8211; ha spiegato Paolo Ferri, lo chef italiano che sta seguendo il Progetto Palestina &#8211; In più, possono contare su ingredienti genuini e di prima qualità, che in Italia, per colpa dell’industrializzazione, non abbiamo. Sapori mediterranei, ingredienti eccezionali, bisogna solo saperli trasformare”. Trasformare gli ingredienti in un piatto unico, trasformare un’opportunità in una speranza reale per la propria vita, ecco cosa si impara nella Scuola di cucina di Ramallah. “Oggi, purtroppo, Ramallah è circondata dal muro e questo non permette più ai ragazzi di venire a studiare a Gerusalemme. Quindi, l’idea, il sogno, il progetto della Scuola nasce anche dal fatto che i giovani non possono più costruire qualcosa dentro questa prigione. La Scuola servirà anche a dar loro una speranza per un futuro migliore &#8211; ha spiegato don Mario Cornioli, responsabile dei rapporti con l’Italia del Patriarcato Latino di Gerusalemme &#8211; Questo è già successo, perché il primo corso per chef ha permesso a otto giovani palestinesi di trovare lavoro qui a Ramallah”. Il secondo corso è pronto per partire. Quindici ragazzi palestinesi stanno aspettando di sperimentare le proprie ricette, forti di un ingrediente segreto: la speranza in un futuro migliore.</p>
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		<title>Il progetto Palestina continua, inaugurato il ristorante italiano - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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