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	<title>Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese. L&#8217;allarme sulla stampa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 18 Agosto 2026·LAVORO Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese. L&#8217;allarme sulla stampa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/09/con-imu-e-tares-su-capannoni-e-rifiuti-fisco-sempre-piu-vorace-sulle-imprese/">Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8113 post type-post status-publish format-standard hentry category-news tag-confartigianato-lecco tag-cristina-valli tag-fisco-2 tag-imposte tag-imu tag-tares tag-tasse" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Settembre 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85571" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />La situazione dei conti pubblici non lascia scampo: bisogna fare cassa ad ogni costo. E così a pagarne le spese, letteralmente, sono soprattutto gli imprenditori, che devono affrontare un autunno molto caldo sul fronte dei tributi locali. Tra Imu sugli immobili produttivi, Tares sulla produzione di rifiuti, addizionali e balzelli vari, i prossimi tre mesi sono costellati da una miriade<span id="more-8113"></span> di scadenze fiscali che colpiscono duramente le attività imprenditoriali già provate dalla crisi. Confartigianato ha calcolato che, lo scorso hanno, l’imposta municipale sugli immobili produttivi è costata alle imprese italiane 9,3 miliardi di euro, ma da gennaio 2013 il prelievo dell’Imu sulle imprese è già aumentato dell’8,3%. Rincari insostenibili, secondo Confartigianato e Rete Imprese Italia che hanno ripetutamente sollecitato al Governo l’esenzione dell’imposta per gli immobili strumentali delle aziende. Le cose, poi, peggiorano con l’applicazione della Tares: secondo Confartigianato, il nuovo tributo su rifiuti e servizi costa, in media, il 18% in più rispetto alle vecchie Tarsu e Tia. Ma, per alcune tipologie di attività d’impresa, soprattutto nel settore alimentare, i rincari provocati dalla Tares sono nell’ordine del 300%, dei veri e propri salassi. E, se ci si mettono incertezza e confusione da parte delle amministrazioni comunali che devono applicare il tributo, gli aumenti esplodono addirittura a quattro cifre. Ne sa qualcosa Cristina Valli, un’imprenditrice artigiana della provincia di Lecco che, per la Tares del 2013, si è vista arrivare un conto salatissimo per il suo laboratorio di pizza da asporto: addirittura 1.600 euro. Ma Cristina Valli non si è persa d’animo: ha chiesto l’intervento di Confartigianato Lecco che ha portato il suo caso all’attenzione dell’opinione pubblica. Ed è emerso così un problema di classificazione dell’attività dell’imprenditrice artigiana, che il Comune ha erroneamente considerato pizzeria al taglio nel settore del commercio, una delle categorie più penalizzate dagli aumenti della Tares. Ora l’Amministrazione comunale ha promesso di riconsiderare il caso di Cristina Valli e, probabilmente, la paradossale vicenda dell’imprenditrice avrà un esito positivo. Rimane, però, il problema di un tributo che rappresenta una vera e propria batosta per molte attività imprenditoriali. E mentre gli imprenditori sono alle prese con Imu e Tares, all’orizzonte è già pronta una nuova imposta sui servizi comunali, la Service Tax, che, nelle intenzioni del Governo, dal 2014 dovrebbe sostituire Imu e Tares. Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno già messo in guardia sul rischio che il cambiamento di nome della nuova tassa serva soltanto a mascherare un altro aumento della pressione fiscale sugli imprenditori.</p>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 11 Agosto 2026·LEGGE DI BILANCIO Conti pubblici verso la manovra 2027   Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/09/con-imu-e-tares-su-capannoni-e-rifiuti-fisco-sempre-piu-vorace-sulle-imprese/">Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8113 post type-post status-publish format-standard hentry category-news tag-confartigianato-lecco tag-cristina-valli tag-fisco-2 tag-imposte tag-imu tag-tares tag-tasse" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85571" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />La situazione dei conti pubblici non lascia scampo: bisogna fare cassa ad ogni costo. E così a pagarne le spese, letteralmente, sono soprattutto gli imprenditori, che devono affrontare un autunno molto caldo sul fronte dei tributi locali. Tra Imu sugli immobili produttivi, Tares sulla produzione di rifiuti, addizionali e balzelli vari, i prossimi tre mesi sono costellati da una miriade<span id="more-8113"></span> di scadenze fiscali che colpiscono duramente le attività imprenditoriali già provate dalla crisi. Confartigianato ha calcolato che, lo scorso hanno, l’imposta municipale sugli immobili produttivi è costata alle imprese italiane 9,3 miliardi di euro, ma da gennaio 2013 il prelievo dell’Imu sulle imprese è già aumentato dell’8,3%. Rincari insostenibili, secondo Confartigianato e Rete Imprese Italia che hanno ripetutamente sollecitato al Governo l’esenzione dell’imposta per gli immobili strumentali delle aziende. Le cose, poi, peggiorano con l’applicazione della Tares: secondo Confartigianato, il nuovo tributo su rifiuti e servizi costa, in media, il 18% in più rispetto alle vecchie Tarsu e Tia. Ma, per alcune tipologie di attività d’impresa, soprattutto nel settore alimentare, i rincari provocati dalla Tares sono nell’ordine del 300%, dei veri e propri salassi. E, se ci si mettono incertezza e confusione da parte delle amministrazioni comunali che devono applicare il tributo, gli aumenti esplodono addirittura a quattro cifre. Ne sa qualcosa Cristina Valli, un’imprenditrice artigiana della provincia di Lecco che, per la Tares del 2013, si è vista arrivare un conto salatissimo per il suo laboratorio di pizza da asporto: addirittura 1.600 euro. Ma Cristina Valli non si è persa d’animo: ha chiesto l’intervento di Confartigianato Lecco che ha portato il suo caso all’attenzione dell’opinione pubblica. Ed è emerso così un problema di classificazione dell’attività dell’imprenditrice artigiana, che il Comune ha erroneamente considerato pizzeria al taglio nel settore del commercio, una delle categorie più penalizzate dagli aumenti della Tares. Ora l’Amministrazione comunale ha promesso di riconsiderare il caso di Cristina Valli e, probabilmente, la paradossale vicenda dell’imprenditrice avrà un esito positivo. Rimane, però, il problema di un tributo che rappresenta una vera e propria batosta per molte attività imprenditoriali. E mentre gli imprenditori sono alle prese con Imu e Tares, all’orizzonte è già pronta una nuova imposta sui servizi comunali, la Service Tax, che, nelle intenzioni del Governo, dal 2014 dovrebbe sostituire Imu e Tares. Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno già messo in guardia sul rischio che il cambiamento di nome della nuova tassa serva soltanto a mascherare un altro aumento della pressione fiscale sugli imprenditori.</p>
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		<title>Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[credito più costoso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Agosto 2026·CREDITO Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/09/con-imu-e-tares-su-capannoni-e-rifiuti-fisco-sempre-piu-vorace-sulle-imprese/">Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85571" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />La situazione dei conti pubblici non lascia scampo: bisogna fare cassa ad ogni costo. E così a pagarne le spese, letteralmente, sono soprattutto gli imprenditori, che devono affrontare un autunno molto caldo sul fronte dei tributi locali. Tra Imu sugli immobili produttivi, Tares sulla produzione di rifiuti, addizionali e balzelli vari, i prossimi tre mesi sono costellati da una miriade<span id="more-8113"></span> di scadenze fiscali che colpiscono duramente le attività imprenditoriali già provate dalla crisi. Confartigianato ha calcolato che, lo scorso hanno, l’imposta municipale sugli immobili produttivi è costata alle imprese italiane 9,3 miliardi di euro, ma da gennaio 2013 il prelievo dell’Imu sulle imprese è già aumentato dell’8,3%. Rincari insostenibili, secondo Confartigianato e Rete Imprese Italia che hanno ripetutamente sollecitato al Governo l’esenzione dell’imposta per gli immobili strumentali delle aziende. Le cose, poi, peggiorano con l’applicazione della Tares: secondo Confartigianato, il nuovo tributo su rifiuti e servizi costa, in media, il 18% in più rispetto alle vecchie Tarsu e Tia. Ma, per alcune tipologie di attività d’impresa, soprattutto nel settore alimentare, i rincari provocati dalla Tares sono nell’ordine del 300%, dei veri e propri salassi. E, se ci si mettono incertezza e confusione da parte delle amministrazioni comunali che devono applicare il tributo, gli aumenti esplodono addirittura a quattro cifre. Ne sa qualcosa Cristina Valli, un’imprenditrice artigiana della provincia di Lecco che, per la Tares del 2013, si è vista arrivare un conto salatissimo per il suo laboratorio di pizza da asporto: addirittura 1.600 euro. Ma Cristina Valli non si è persa d’animo: ha chiesto l’intervento di Confartigianato Lecco che ha portato il suo caso all’attenzione dell’opinione pubblica. Ed è emerso così un problema di classificazione dell’attività dell’imprenditrice artigiana, che il Comune ha erroneamente considerato pizzeria al taglio nel settore del commercio, una delle categorie più penalizzate dagli aumenti della Tares. Ora l’Amministrazione comunale ha promesso di riconsiderare il caso di Cristina Valli e, probabilmente, la paradossale vicenda dell’imprenditrice avrà un esito positivo. Rimane, però, il problema di un tributo che rappresenta una vera e propria batosta per molte attività imprenditoriali. E mentre gli imprenditori sono alle prese con Imu e Tares, all’orizzonte è già pronta una nuova imposta sui servizi comunali, la Service Tax, che, nelle intenzioni del Governo, dal 2014 dovrebbe sostituire Imu e Tares. Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno già messo in guardia sul rischio che il cambiamento di nome della nuova tassa serva soltanto a mascherare un altro aumento della pressione fiscale sugli imprenditori.</p>
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		<title>Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[nuova Artigiancassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 10 Agosto 2026·CREDITO Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/09/con-imu-e-tares-su-capannoni-e-rifiuti-fisco-sempre-piu-vorace-sulle-imprese/">Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85571" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />La situazione dei conti pubblici non lascia scampo: bisogna fare cassa ad ogni costo. E così a pagarne le spese, letteralmente, sono soprattutto gli imprenditori, che devono affrontare un autunno molto caldo sul fronte dei tributi locali. Tra Imu sugli immobili produttivi, Tares sulla produzione di rifiuti, addizionali e balzelli vari, i prossimi tre mesi sono costellati da una miriade<span id="more-8113"></span> di scadenze fiscali che colpiscono duramente le attività imprenditoriali già provate dalla crisi. Confartigianato ha calcolato che, lo scorso hanno, l’imposta municipale sugli immobili produttivi è costata alle imprese italiane 9,3 miliardi di euro, ma da gennaio 2013 il prelievo dell’Imu sulle imprese è già aumentato dell’8,3%. Rincari insostenibili, secondo Confartigianato e Rete Imprese Italia che hanno ripetutamente sollecitato al Governo l’esenzione dell’imposta per gli immobili strumentali delle aziende. Le cose, poi, peggiorano con l’applicazione della Tares: secondo Confartigianato, il nuovo tributo su rifiuti e servizi costa, in media, il 18% in più rispetto alle vecchie Tarsu e Tia. Ma, per alcune tipologie di attività d’impresa, soprattutto nel settore alimentare, i rincari provocati dalla Tares sono nell’ordine del 300%, dei veri e propri salassi. E, se ci si mettono incertezza e confusione da parte delle amministrazioni comunali che devono applicare il tributo, gli aumenti esplodono addirittura a quattro cifre. Ne sa qualcosa Cristina Valli, un’imprenditrice artigiana della provincia di Lecco che, per la Tares del 2013, si è vista arrivare un conto salatissimo per il suo laboratorio di pizza da asporto: addirittura 1.600 euro. Ma Cristina Valli non si è persa d’animo: ha chiesto l’intervento di Confartigianato Lecco che ha portato il suo caso all’attenzione dell’opinione pubblica. Ed è emerso così un problema di classificazione dell’attività dell’imprenditrice artigiana, che il Comune ha erroneamente considerato pizzeria al taglio nel settore del commercio, una delle categorie più penalizzate dagli aumenti della Tares. Ora l’Amministrazione comunale ha promesso di riconsiderare il caso di Cristina Valli e, probabilmente, la paradossale vicenda dell’imprenditrice avrà un esito positivo. Rimane, però, il problema di un tributo che rappresenta una vera e propria batosta per molte attività imprenditoriali. E mentre gli imprenditori sono alle prese con Imu e Tares, all’orizzonte è già pronta una nuova imposta sui servizi comunali, la Service Tax, che, nelle intenzioni del Governo, dal 2014 dovrebbe sostituire Imu e Tares. Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno già messo in guardia sul rischio che il cambiamento di nome della nuova tassa serva soltanto a mascherare un altro aumento della pressione fiscale sugli imprenditori.</p>
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		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Agosto 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217; Un turismo diffuso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/09/con-imu-e-tares-su-capannoni-e-rifiuti-fisco-sempre-piu-vorace-sulle-imprese/">Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Settembre 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85571" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />La situazione dei conti pubblici non lascia scampo: bisogna fare cassa ad ogni costo. E così a pagarne le spese, letteralmente, sono soprattutto gli imprenditori, che devono affrontare un autunno molto caldo sul fronte dei tributi locali. Tra Imu sugli immobili produttivi, Tares sulla produzione di rifiuti, addizionali e balzelli vari, i prossimi tre mesi sono costellati da una miriade<span id="more-8113"></span> di scadenze fiscali che colpiscono duramente le attività imprenditoriali già provate dalla crisi. Confartigianato ha calcolato che, lo scorso hanno, l’imposta municipale sugli immobili produttivi è costata alle imprese italiane 9,3 miliardi di euro, ma da gennaio 2013 il prelievo dell’Imu sulle imprese è già aumentato dell’8,3%. Rincari insostenibili, secondo Confartigianato e Rete Imprese Italia che hanno ripetutamente sollecitato al Governo l’esenzione dell’imposta per gli immobili strumentali delle aziende. Le cose, poi, peggiorano con l’applicazione della Tares: secondo Confartigianato, il nuovo tributo su rifiuti e servizi costa, in media, il 18% in più rispetto alle vecchie Tarsu e Tia. Ma, per alcune tipologie di attività d’impresa, soprattutto nel settore alimentare, i rincari provocati dalla Tares sono nell’ordine del 300%, dei veri e propri salassi. E, se ci si mettono incertezza e confusione da parte delle amministrazioni comunali che devono applicare il tributo, gli aumenti esplodono addirittura a quattro cifre. Ne sa qualcosa Cristina Valli, un’imprenditrice artigiana della provincia di Lecco che, per la Tares del 2013, si è vista arrivare un conto salatissimo per il suo laboratorio di pizza da asporto: addirittura 1.600 euro. Ma Cristina Valli non si è persa d’animo: ha chiesto l’intervento di Confartigianato Lecco che ha portato il suo caso all’attenzione dell’opinione pubblica. Ed è emerso così un problema di classificazione dell’attività dell’imprenditrice artigiana, che il Comune ha erroneamente considerato pizzeria al taglio nel settore del commercio, una delle categorie più penalizzate dagli aumenti della Tares. Ora l’Amministrazione comunale ha promesso di riconsiderare il caso di Cristina Valli e, probabilmente, la paradossale vicenda dell’imprenditrice avrà un esito positivo. Rimane, però, il problema di un tributo che rappresenta una vera e propria batosta per molte attività imprenditoriali. E mentre gli imprenditori sono alle prese con Imu e Tares, all’orizzonte è già pronta una nuova imposta sui servizi comunali, la Service Tax, che, nelle intenzioni del Governo, dal 2014 dovrebbe sostituire Imu e Tares. Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno già messo in guardia sul rischio che il cambiamento di nome della nuova tassa serva soltanto a mascherare un altro aumento della pressione fiscale sugli imprenditori.</p>
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		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/nel-2026-sono-205mila-le-imprese-artigiane-interessate-da-domanda-turistica-con-544mila-addetti-il-167-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/09/con-imu-e-tares-su-capannoni-e-rifiuti-fisco-sempre-piu-vorace-sulle-imprese/">Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Settembre 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85571" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />La situazione dei conti pubblici non lascia scampo: bisogna fare cassa ad ogni costo. E così a pagarne le spese, letteralmente, sono soprattutto gli imprenditori, che devono affrontare un autunno molto caldo sul fronte dei tributi locali. Tra Imu sugli immobili produttivi, Tares sulla produzione di rifiuti, addizionali e balzelli vari, i prossimi tre mesi sono costellati da una miriade<span id="more-8113"></span> di scadenze fiscali che colpiscono duramente le attività imprenditoriali già provate dalla crisi. Confartigianato ha calcolato che, lo scorso hanno, l’imposta municipale sugli immobili produttivi è costata alle imprese italiane 9,3 miliardi di euro, ma da gennaio 2013 il prelievo dell’Imu sulle imprese è già aumentato dell’8,3%. Rincari insostenibili, secondo Confartigianato e Rete Imprese Italia che hanno ripetutamente sollecitato al Governo l’esenzione dell’imposta per gli immobili strumentali delle aziende. Le cose, poi, peggiorano con l’applicazione della Tares: secondo Confartigianato, il nuovo tributo su rifiuti e servizi costa, in media, il 18% in più rispetto alle vecchie Tarsu e Tia. Ma, per alcune tipologie di attività d’impresa, soprattutto nel settore alimentare, i rincari provocati dalla Tares sono nell’ordine del 300%, dei veri e propri salassi. E, se ci si mettono incertezza e confusione da parte delle amministrazioni comunali che devono applicare il tributo, gli aumenti esplodono addirittura a quattro cifre. Ne sa qualcosa Cristina Valli, un’imprenditrice artigiana della provincia di Lecco che, per la Tares del 2013, si è vista arrivare un conto salatissimo per il suo laboratorio di pizza da asporto: addirittura 1.600 euro. Ma Cristina Valli non si è persa d’animo: ha chiesto l’intervento di Confartigianato Lecco che ha portato il suo caso all’attenzione dell’opinione pubblica. Ed è emerso così un problema di classificazione dell’attività dell’imprenditrice artigiana, che il Comune ha erroneamente considerato pizzeria al taglio nel settore del commercio, una delle categorie più penalizzate dagli aumenti della Tares. Ora l’Amministrazione comunale ha promesso di riconsiderare il caso di Cristina Valli e, probabilmente, la paradossale vicenda dell’imprenditrice avrà un esito positivo. Rimane, però, il problema di un tributo che rappresenta una vera e propria batosta per molte attività imprenditoriali. E mentre gli imprenditori sono alle prese con Imu e Tares, all’orizzonte è già pronta una nuova imposta sui servizi comunali, la Service Tax, che, nelle intenzioni del Governo, dal 2014 dovrebbe sostituire Imu e Tares. Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno già messo in guardia sul rischio che il cambiamento di nome della nuova tassa serva soltanto a mascherare un altro aumento della pressione fiscale sugli imprenditori.</p>
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		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/lundertourism-cresce-e-piace-al-21-dei-vacanzieri-protagonisti-204mila-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani &#160; Via dalla pazza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/09/con-imu-e-tares-su-capannoni-e-rifiuti-fisco-sempre-piu-vorace-sulle-imprese/">Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-si-a-confronto-con-sindacati-per-difendere-la-buona-contrattazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/09/con-imu-e-tares-su-capannoni-e-rifiuti-fisco-sempre-piu-vorace-sulle-imprese/">Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8113 post type-post status-publish format-standard hentry category-news tag-confartigianato-lecco tag-cristina-valli tag-fisco-2 tag-imposte tag-imu tag-tares tag-tasse" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Settembre 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85571" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />La situazione dei conti pubblici non lascia scampo: bisogna fare cassa ad ogni costo. E così a pagarne le spese, letteralmente, sono soprattutto gli imprenditori, che devono affrontare un autunno molto caldo sul fronte dei tributi locali. Tra Imu sugli immobili produttivi, Tares sulla produzione di rifiuti, addizionali e balzelli vari, i prossimi tre mesi sono costellati da una miriade<span id="more-8113"></span> di scadenze fiscali che colpiscono duramente le attività imprenditoriali già provate dalla crisi. Confartigianato ha calcolato che, lo scorso hanno, l’imposta municipale sugli immobili produttivi è costata alle imprese italiane 9,3 miliardi di euro, ma da gennaio 2013 il prelievo dell’Imu sulle imprese è già aumentato dell’8,3%. Rincari insostenibili, secondo Confartigianato e Rete Imprese Italia che hanno ripetutamente sollecitato al Governo l’esenzione dell’imposta per gli immobili strumentali delle aziende. Le cose, poi, peggiorano con l’applicazione della Tares: secondo Confartigianato, il nuovo tributo su rifiuti e servizi costa, in media, il 18% in più rispetto alle vecchie Tarsu e Tia. Ma, per alcune tipologie di attività d’impresa, soprattutto nel settore alimentare, i rincari provocati dalla Tares sono nell’ordine del 300%, dei veri e propri salassi. E, se ci si mettono incertezza e confusione da parte delle amministrazioni comunali che devono applicare il tributo, gli aumenti esplodono addirittura a quattro cifre. Ne sa qualcosa Cristina Valli, un’imprenditrice artigiana della provincia di Lecco che, per la Tares del 2013, si è vista arrivare un conto salatissimo per il suo laboratorio di pizza da asporto: addirittura 1.600 euro. Ma Cristina Valli non si è persa d’animo: ha chiesto l’intervento di Confartigianato Lecco che ha portato il suo caso all’attenzione dell’opinione pubblica. Ed è emerso così un problema di classificazione dell’attività dell’imprenditrice artigiana, che il Comune ha erroneamente considerato pizzeria al taglio nel settore del commercio, una delle categorie più penalizzate dagli aumenti della Tares. Ora l’Amministrazione comunale ha promesso di riconsiderare il caso di Cristina Valli e, probabilmente, la paradossale vicenda dell’imprenditrice avrà un esito positivo. Rimane, però, il problema di un tributo che rappresenta una vera e propria batosta per molte attività imprenditoriali. E mentre gli imprenditori sono alle prese con Imu e Tares, all’orizzonte è già pronta una nuova imposta sui servizi comunali, la Service Tax, che, nelle intenzioni del Governo, dal 2014 dovrebbe sostituire Imu e Tares. Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno già messo in guardia sul rischio che il cambiamento di nome della nuova tassa serva soltanto a mascherare un altro aumento della pressione fiscale sugli imprenditori.</p>
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		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/09/con-imu-e-tares-su-capannoni-e-rifiuti-fisco-sempre-piu-vorace-sulle-imprese/">Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Settembre 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese</h1>
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		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese</h1>
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		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[carenza manodopera]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione sud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85571" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />La situazione dei conti pubblici non lascia scampo: bisogna fare cassa ad ogni costo. E così a pagarne le spese, letteralmente, sono soprattutto gli imprenditori, che devono affrontare un autunno molto caldo sul fronte dei tributi locali. Tra Imu sugli immobili produttivi, Tares sulla produzione di rifiuti, addizionali e balzelli vari, i prossimi tre mesi sono costellati da una miriade<span id="more-8113"></span> di scadenze fiscali che colpiscono duramente le attività imprenditoriali già provate dalla crisi. Confartigianato ha calcolato che, lo scorso hanno, l’imposta municipale sugli immobili produttivi è costata alle imprese italiane 9,3 miliardi di euro, ma da gennaio 2013 il prelievo dell’Imu sulle imprese è già aumentato dell’8,3%. Rincari insostenibili, secondo Confartigianato e Rete Imprese Italia che hanno ripetutamente sollecitato al Governo l’esenzione dell’imposta per gli immobili strumentali delle aziende. Le cose, poi, peggiorano con l’applicazione della Tares: secondo Confartigianato, il nuovo tributo su rifiuti e servizi costa, in media, il 18% in più rispetto alle vecchie Tarsu e Tia. Ma, per alcune tipologie di attività d’impresa, soprattutto nel settore alimentare, i rincari provocati dalla Tares sono nell’ordine del 300%, dei veri e propri salassi. E, se ci si mettono incertezza e confusione da parte delle amministrazioni comunali che devono applicare il tributo, gli aumenti esplodono addirittura a quattro cifre. Ne sa qualcosa Cristina Valli, un’imprenditrice artigiana della provincia di Lecco che, per la Tares del 2013, si è vista arrivare un conto salatissimo per il suo laboratorio di pizza da asporto: addirittura 1.600 euro. Ma Cristina Valli non si è persa d’animo: ha chiesto l’intervento di Confartigianato Lecco che ha portato il suo caso all’attenzione dell’opinione pubblica. Ed è emerso così un problema di classificazione dell’attività dell’imprenditrice artigiana, che il Comune ha erroneamente considerato pizzeria al taglio nel settore del commercio, una delle categorie più penalizzate dagli aumenti della Tares. Ora l’Amministrazione comunale ha promesso di riconsiderare il caso di Cristina Valli e, probabilmente, la paradossale vicenda dell’imprenditrice avrà un esito positivo. Rimane, però, il problema di un tributo che rappresenta una vera e propria batosta per molte attività imprenditoriali. E mentre gli imprenditori sono alle prese con Imu e Tares, all’orizzonte è già pronta una nuova imposta sui servizi comunali, la Service Tax, che, nelle intenzioni del Governo, dal 2014 dovrebbe sostituire Imu e Tares. Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno già messo in guardia sul rischio che il cambiamento di nome della nuova tassa serva soltanto a mascherare un altro aumento della pressione fiscale sugli imprenditori.</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/09/con-imu-e-tares-su-capannoni-e-rifiuti-fisco-sempre-piu-vorace-sulle-imprese/">Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Settembre 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85571" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />La situazione dei conti pubblici non lascia scampo: bisogna fare cassa ad ogni costo. E così a pagarne le spese, letteralmente, sono soprattutto gli imprenditori, che devono affrontare un autunno molto caldo sul fronte dei tributi locali. Tra Imu sugli immobili produttivi, Tares sulla produzione di rifiuti, addizionali e balzelli vari, i prossimi tre mesi sono costellati da una miriade<span id="more-8113"></span> di scadenze fiscali che colpiscono duramente le attività imprenditoriali già provate dalla crisi. Confartigianato ha calcolato che, lo scorso hanno, l’imposta municipale sugli immobili produttivi è costata alle imprese italiane 9,3 miliardi di euro, ma da gennaio 2013 il prelievo dell’Imu sulle imprese è già aumentato dell’8,3%. Rincari insostenibili, secondo Confartigianato e Rete Imprese Italia che hanno ripetutamente sollecitato al Governo l’esenzione dell’imposta per gli immobili strumentali delle aziende. Le cose, poi, peggiorano con l’applicazione della Tares: secondo Confartigianato, il nuovo tributo su rifiuti e servizi costa, in media, il 18% in più rispetto alle vecchie Tarsu e Tia. Ma, per alcune tipologie di attività d’impresa, soprattutto nel settore alimentare, i rincari provocati dalla Tares sono nell’ordine del 300%, dei veri e propri salassi. E, se ci si mettono incertezza e confusione da parte delle amministrazioni comunali che devono applicare il tributo, gli aumenti esplodono addirittura a quattro cifre. Ne sa qualcosa Cristina Valli, un’imprenditrice artigiana della provincia di Lecco che, per la Tares del 2013, si è vista arrivare un conto salatissimo per il suo laboratorio di pizza da asporto: addirittura 1.600 euro. Ma Cristina Valli non si è persa d’animo: ha chiesto l’intervento di Confartigianato Lecco che ha portato il suo caso all’attenzione dell’opinione pubblica. Ed è emerso così un problema di classificazione dell’attività dell’imprenditrice artigiana, che il Comune ha erroneamente considerato pizzeria al taglio nel settore del commercio, una delle categorie più penalizzate dagli aumenti della Tares. Ora l’Amministrazione comunale ha promesso di riconsiderare il caso di Cristina Valli e, probabilmente, la paradossale vicenda dell’imprenditrice avrà un esito positivo. Rimane, però, il problema di un tributo che rappresenta una vera e propria batosta per molte attività imprenditoriali. E mentre gli imprenditori sono alle prese con Imu e Tares, all’orizzonte è già pronta una nuova imposta sui servizi comunali, la Service Tax, che, nelle intenzioni del Governo, dal 2014 dovrebbe sostituire Imu e Tares. Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno già messo in guardia sul rischio che il cambiamento di nome della nuova tassa serva soltanto a mascherare un altro aumento della pressione fiscale sugli imprenditori.</p>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/09/con-imu-e-tares-su-capannoni-e-rifiuti-fisco-sempre-piu-vorace-sulle-imprese/">Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8113 post type-post status-publish format-standard hentry category-news tag-confartigianato-lecco tag-cristina-valli tag-fisco-2 tag-imposte tag-imu tag-tares tag-tasse" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Settembre 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85571" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />La situazione dei conti pubblici non lascia scampo: bisogna fare cassa ad ogni costo. E così a pagarne le spese, letteralmente, sono soprattutto gli imprenditori, che devono affrontare un autunno molto caldo sul fronte dei tributi locali. Tra Imu sugli immobili produttivi, Tares sulla produzione di rifiuti, addizionali e balzelli vari, i prossimi tre mesi sono costellati da una miriade<span id="more-8113"></span> di scadenze fiscali che colpiscono duramente le attività imprenditoriali già provate dalla crisi. Confartigianato ha calcolato che, lo scorso hanno, l’imposta municipale sugli immobili produttivi è costata alle imprese italiane 9,3 miliardi di euro, ma da gennaio 2013 il prelievo dell’Imu sulle imprese è già aumentato dell’8,3%. Rincari insostenibili, secondo Confartigianato e Rete Imprese Italia che hanno ripetutamente sollecitato al Governo l’esenzione dell’imposta per gli immobili strumentali delle aziende. Le cose, poi, peggiorano con l’applicazione della Tares: secondo Confartigianato, il nuovo tributo su rifiuti e servizi costa, in media, il 18% in più rispetto alle vecchie Tarsu e Tia. Ma, per alcune tipologie di attività d’impresa, soprattutto nel settore alimentare, i rincari provocati dalla Tares sono nell’ordine del 300%, dei veri e propri salassi. E, se ci si mettono incertezza e confusione da parte delle amministrazioni comunali che devono applicare il tributo, gli aumenti esplodono addirittura a quattro cifre. Ne sa qualcosa Cristina Valli, un’imprenditrice artigiana della provincia di Lecco che, per la Tares del 2013, si è vista arrivare un conto salatissimo per il suo laboratorio di pizza da asporto: addirittura 1.600 euro. Ma Cristina Valli non si è persa d’animo: ha chiesto l’intervento di Confartigianato Lecco che ha portato il suo caso all’attenzione dell’opinione pubblica. Ed è emerso così un problema di classificazione dell’attività dell’imprenditrice artigiana, che il Comune ha erroneamente considerato pizzeria al taglio nel settore del commercio, una delle categorie più penalizzate dagli aumenti della Tares. Ora l’Amministrazione comunale ha promesso di riconsiderare il caso di Cristina Valli e, probabilmente, la paradossale vicenda dell’imprenditrice avrà un esito positivo. Rimane, però, il problema di un tributo che rappresenta una vera e propria batosta per molte attività imprenditoriali. E mentre gli imprenditori sono alle prese con Imu e Tares, all’orizzonte è già pronta una nuova imposta sui servizi comunali, la Service Tax, che, nelle intenzioni del Governo, dal 2014 dovrebbe sostituire Imu e Tares. Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno già messo in guardia sul rischio che il cambiamento di nome della nuova tassa serva soltanto a mascherare un altro aumento della pressione fiscale sugli imprenditori.</p>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/09/con-imu-e-tares-su-capannoni-e-rifiuti-fisco-sempre-piu-vorace-sulle-imprese/">Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese</h1>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
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		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/09/con-imu-e-tares-su-capannoni-e-rifiuti-fisco-sempre-piu-vorace-sulle-imprese/">Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8113 post type-post status-publish format-standard hentry category-news tag-confartigianato-lecco tag-cristina-valli tag-fisco-2 tag-imposte tag-imu tag-tares tag-tasse" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Settembre 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85571" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />La situazione dei conti pubblici non lascia scampo: bisogna fare cassa ad ogni costo. E così a pagarne le spese, letteralmente, sono soprattutto gli imprenditori, che devono affrontare un autunno molto caldo sul fronte dei tributi locali. Tra Imu sugli immobili produttivi, Tares sulla produzione di rifiuti, addizionali e balzelli vari, i prossimi tre mesi sono costellati da una miriade<span id="more-8113"></span> di scadenze fiscali che colpiscono duramente le attività imprenditoriali già provate dalla crisi. Confartigianato ha calcolato che, lo scorso hanno, l’imposta municipale sugli immobili produttivi è costata alle imprese italiane 9,3 miliardi di euro, ma da gennaio 2013 il prelievo dell’Imu sulle imprese è già aumentato dell’8,3%. Rincari insostenibili, secondo Confartigianato e Rete Imprese Italia che hanno ripetutamente sollecitato al Governo l’esenzione dell’imposta per gli immobili strumentali delle aziende. Le cose, poi, peggiorano con l’applicazione della Tares: secondo Confartigianato, il nuovo tributo su rifiuti e servizi costa, in media, il 18% in più rispetto alle vecchie Tarsu e Tia. Ma, per alcune tipologie di attività d’impresa, soprattutto nel settore alimentare, i rincari provocati dalla Tares sono nell’ordine del 300%, dei veri e propri salassi. E, se ci si mettono incertezza e confusione da parte delle amministrazioni comunali che devono applicare il tributo, gli aumenti esplodono addirittura a quattro cifre. Ne sa qualcosa Cristina Valli, un’imprenditrice artigiana della provincia di Lecco che, per la Tares del 2013, si è vista arrivare un conto salatissimo per il suo laboratorio di pizza da asporto: addirittura 1.600 euro. Ma Cristina Valli non si è persa d’animo: ha chiesto l’intervento di Confartigianato Lecco che ha portato il suo caso all’attenzione dell’opinione pubblica. Ed è emerso così un problema di classificazione dell’attività dell’imprenditrice artigiana, che il Comune ha erroneamente considerato pizzeria al taglio nel settore del commercio, una delle categorie più penalizzate dagli aumenti della Tares. Ora l’Amministrazione comunale ha promesso di riconsiderare il caso di Cristina Valli e, probabilmente, la paradossale vicenda dell’imprenditrice avrà un esito positivo. Rimane, però, il problema di un tributo che rappresenta una vera e propria batosta per molte attività imprenditoriali. E mentre gli imprenditori sono alle prese con Imu e Tares, all’orizzonte è già pronta una nuova imposta sui servizi comunali, la Service Tax, che, nelle intenzioni del Governo, dal 2014 dovrebbe sostituire Imu e Tares. Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno già messo in guardia sul rischio che il cambiamento di nome della nuova tassa serva soltanto a mascherare un altro aumento della pressione fiscale sugli imprenditori.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/09/con-imu-e-tares-su-capannoni-e-rifiuti-fisco-sempre-piu-vorace-sulle-imprese/">Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/09/con-imu-e-tares-su-capannoni-e-rifiuti-fisco-sempre-piu-vorace-sulle-imprese/">Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Settembre 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85571" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />La situazione dei conti pubblici non lascia scampo: bisogna fare cassa ad ogni costo. E così a pagarne le spese, letteralmente, sono soprattutto gli imprenditori, che devono affrontare un autunno molto caldo sul fronte dei tributi locali. Tra Imu sugli immobili produttivi, Tares sulla produzione di rifiuti, addizionali e balzelli vari, i prossimi tre mesi sono costellati da una miriade<span id="more-8113"></span> di scadenze fiscali che colpiscono duramente le attività imprenditoriali già provate dalla crisi. Confartigianato ha calcolato che, lo scorso hanno, l’imposta municipale sugli immobili produttivi è costata alle imprese italiane 9,3 miliardi di euro, ma da gennaio 2013 il prelievo dell’Imu sulle imprese è già aumentato dell’8,3%. Rincari insostenibili, secondo Confartigianato e Rete Imprese Italia che hanno ripetutamente sollecitato al Governo l’esenzione dell’imposta per gli immobili strumentali delle aziende. Le cose, poi, peggiorano con l’applicazione della Tares: secondo Confartigianato, il nuovo tributo su rifiuti e servizi costa, in media, il 18% in più rispetto alle vecchie Tarsu e Tia. Ma, per alcune tipologie di attività d’impresa, soprattutto nel settore alimentare, i rincari provocati dalla Tares sono nell’ordine del 300%, dei veri e propri salassi. E, se ci si mettono incertezza e confusione da parte delle amministrazioni comunali che devono applicare il tributo, gli aumenti esplodono addirittura a quattro cifre. Ne sa qualcosa Cristina Valli, un’imprenditrice artigiana della provincia di Lecco che, per la Tares del 2013, si è vista arrivare un conto salatissimo per il suo laboratorio di pizza da asporto: addirittura 1.600 euro. Ma Cristina Valli non si è persa d’animo: ha chiesto l’intervento di Confartigianato Lecco che ha portato il suo caso all’attenzione dell’opinione pubblica. Ed è emerso così un problema di classificazione dell’attività dell’imprenditrice artigiana, che il Comune ha erroneamente considerato pizzeria al taglio nel settore del commercio, una delle categorie più penalizzate dagli aumenti della Tares. Ora l’Amministrazione comunale ha promesso di riconsiderare il caso di Cristina Valli e, probabilmente, la paradossale vicenda dell’imprenditrice avrà un esito positivo. Rimane, però, il problema di un tributo che rappresenta una vera e propria batosta per molte attività imprenditoriali. E mentre gli imprenditori sono alle prese con Imu e Tares, all’orizzonte è già pronta una nuova imposta sui servizi comunali, la Service Tax, che, nelle intenzioni del Governo, dal 2014 dovrebbe sostituire Imu e Tares. Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno già messo in guardia sul rischio che il cambiamento di nome della nuova tassa serva soltanto a mascherare un altro aumento della pressione fiscale sugli imprenditori.</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/09/con-imu-e-tares-su-capannoni-e-rifiuti-fisco-sempre-piu-vorace-sulle-imprese/">Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Settembre 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85571" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />La situazione dei conti pubblici non lascia scampo: bisogna fare cassa ad ogni costo. E così a pagarne le spese, letteralmente, sono soprattutto gli imprenditori, che devono affrontare un autunno molto caldo sul fronte dei tributi locali. Tra Imu sugli immobili produttivi, Tares sulla produzione di rifiuti, addizionali e balzelli vari, i prossimi tre mesi sono costellati da una miriade<span id="more-8113"></span> di scadenze fiscali che colpiscono duramente le attività imprenditoriali già provate dalla crisi. Confartigianato ha calcolato che, lo scorso hanno, l’imposta municipale sugli immobili produttivi è costata alle imprese italiane 9,3 miliardi di euro, ma da gennaio 2013 il prelievo dell’Imu sulle imprese è già aumentato dell’8,3%. Rincari insostenibili, secondo Confartigianato e Rete Imprese Italia che hanno ripetutamente sollecitato al Governo l’esenzione dell’imposta per gli immobili strumentali delle aziende. Le cose, poi, peggiorano con l’applicazione della Tares: secondo Confartigianato, il nuovo tributo su rifiuti e servizi costa, in media, il 18% in più rispetto alle vecchie Tarsu e Tia. Ma, per alcune tipologie di attività d’impresa, soprattutto nel settore alimentare, i rincari provocati dalla Tares sono nell’ordine del 300%, dei veri e propri salassi. E, se ci si mettono incertezza e confusione da parte delle amministrazioni comunali che devono applicare il tributo, gli aumenti esplodono addirittura a quattro cifre. Ne sa qualcosa Cristina Valli, un’imprenditrice artigiana della provincia di Lecco che, per la Tares del 2013, si è vista arrivare un conto salatissimo per il suo laboratorio di pizza da asporto: addirittura 1.600 euro. Ma Cristina Valli non si è persa d’animo: ha chiesto l’intervento di Confartigianato Lecco che ha portato il suo caso all’attenzione dell’opinione pubblica. Ed è emerso così un problema di classificazione dell’attività dell’imprenditrice artigiana, che il Comune ha erroneamente considerato pizzeria al taglio nel settore del commercio, una delle categorie più penalizzate dagli aumenti della Tares. Ora l’Amministrazione comunale ha promesso di riconsiderare il caso di Cristina Valli e, probabilmente, la paradossale vicenda dell’imprenditrice avrà un esito positivo. Rimane, però, il problema di un tributo che rappresenta una vera e propria batosta per molte attività imprenditoriali. E mentre gli imprenditori sono alle prese con Imu e Tares, all’orizzonte è già pronta una nuova imposta sui servizi comunali, la Service Tax, che, nelle intenzioni del Governo, dal 2014 dovrebbe sostituire Imu e Tares. Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno già messo in guardia sul rischio che il cambiamento di nome della nuova tassa serva soltanto a mascherare un altro aumento della pressione fiscale sugli imprenditori.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/09/con-imu-e-tares-su-capannoni-e-rifiuti-fisco-sempre-piu-vorace-sulle-imprese/">Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/09/con-imu-e-tares-su-capannoni-e-rifiuti-fisco-sempre-piu-vorace-sulle-imprese/">Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85571" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />La situazione dei conti pubblici non lascia scampo: bisogna fare cassa ad ogni costo. E così a pagarne le spese, letteralmente, sono soprattutto gli imprenditori, che devono affrontare un autunno molto caldo sul fronte dei tributi locali. Tra Imu sugli immobili produttivi, Tares sulla produzione di rifiuti, addizionali e balzelli vari, i prossimi tre mesi sono costellati da una miriade<span id="more-8113"></span> di scadenze fiscali che colpiscono duramente le attività imprenditoriali già provate dalla crisi. Confartigianato ha calcolato che, lo scorso hanno, l’imposta municipale sugli immobili produttivi è costata alle imprese italiane 9,3 miliardi di euro, ma da gennaio 2013 il prelievo dell’Imu sulle imprese è già aumentato dell’8,3%. Rincari insostenibili, secondo Confartigianato e Rete Imprese Italia che hanno ripetutamente sollecitato al Governo l’esenzione dell’imposta per gli immobili strumentali delle aziende. Le cose, poi, peggiorano con l’applicazione della Tares: secondo Confartigianato, il nuovo tributo su rifiuti e servizi costa, in media, il 18% in più rispetto alle vecchie Tarsu e Tia. Ma, per alcune tipologie di attività d’impresa, soprattutto nel settore alimentare, i rincari provocati dalla Tares sono nell’ordine del 300%, dei veri e propri salassi. E, se ci si mettono incertezza e confusione da parte delle amministrazioni comunali che devono applicare il tributo, gli aumenti esplodono addirittura a quattro cifre. Ne sa qualcosa Cristina Valli, un’imprenditrice artigiana della provincia di Lecco che, per la Tares del 2013, si è vista arrivare un conto salatissimo per il suo laboratorio di pizza da asporto: addirittura 1.600 euro. Ma Cristina Valli non si è persa d’animo: ha chiesto l’intervento di Confartigianato Lecco che ha portato il suo caso all’attenzione dell’opinione pubblica. Ed è emerso così un problema di classificazione dell’attività dell’imprenditrice artigiana, che il Comune ha erroneamente considerato pizzeria al taglio nel settore del commercio, una delle categorie più penalizzate dagli aumenti della Tares. Ora l’Amministrazione comunale ha promesso di riconsiderare il caso di Cristina Valli e, probabilmente, la paradossale vicenda dell’imprenditrice avrà un esito positivo. Rimane, però, il problema di un tributo che rappresenta una vera e propria batosta per molte attività imprenditoriali. E mentre gli imprenditori sono alle prese con Imu e Tares, all’orizzonte è già pronta una nuova imposta sui servizi comunali, la Service Tax, che, nelle intenzioni del Governo, dal 2014 dovrebbe sostituire Imu e Tares. Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno già messo in guardia sul rischio che il cambiamento di nome della nuova tassa serva soltanto a mascherare un altro aumento della pressione fiscale sugli imprenditori.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/09/con-imu-e-tares-su-capannoni-e-rifiuti-fisco-sempre-piu-vorace-sulle-imprese/">Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Settembre 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85571" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />La situazione dei conti pubblici non lascia scampo: bisogna fare cassa ad ogni costo. E così a pagarne le spese, letteralmente, sono soprattutto gli imprenditori, che devono affrontare un autunno molto caldo sul fronte dei tributi locali. Tra Imu sugli immobili produttivi, Tares sulla produzione di rifiuti, addizionali e balzelli vari, i prossimi tre mesi sono costellati da una miriade<span id="more-8113"></span> di scadenze fiscali che colpiscono duramente le attività imprenditoriali già provate dalla crisi. Confartigianato ha calcolato che, lo scorso hanno, l’imposta municipale sugli immobili produttivi è costata alle imprese italiane 9,3 miliardi di euro, ma da gennaio 2013 il prelievo dell’Imu sulle imprese è già aumentato dell’8,3%. Rincari insostenibili, secondo Confartigianato e Rete Imprese Italia che hanno ripetutamente sollecitato al Governo l’esenzione dell’imposta per gli immobili strumentali delle aziende. Le cose, poi, peggiorano con l’applicazione della Tares: secondo Confartigianato, il nuovo tributo su rifiuti e servizi costa, in media, il 18% in più rispetto alle vecchie Tarsu e Tia. Ma, per alcune tipologie di attività d’impresa, soprattutto nel settore alimentare, i rincari provocati dalla Tares sono nell’ordine del 300%, dei veri e propri salassi. E, se ci si mettono incertezza e confusione da parte delle amministrazioni comunali che devono applicare il tributo, gli aumenti esplodono addirittura a quattro cifre. Ne sa qualcosa Cristina Valli, un’imprenditrice artigiana della provincia di Lecco che, per la Tares del 2013, si è vista arrivare un conto salatissimo per il suo laboratorio di pizza da asporto: addirittura 1.600 euro. Ma Cristina Valli non si è persa d’animo: ha chiesto l’intervento di Confartigianato Lecco che ha portato il suo caso all’attenzione dell’opinione pubblica. Ed è emerso così un problema di classificazione dell’attività dell’imprenditrice artigiana, che il Comune ha erroneamente considerato pizzeria al taglio nel settore del commercio, una delle categorie più penalizzate dagli aumenti della Tares. Ora l’Amministrazione comunale ha promesso di riconsiderare il caso di Cristina Valli e, probabilmente, la paradossale vicenda dell’imprenditrice avrà un esito positivo. Rimane, però, il problema di un tributo che rappresenta una vera e propria batosta per molte attività imprenditoriali. E mentre gli imprenditori sono alle prese con Imu e Tares, all’orizzonte è già pronta una nuova imposta sui servizi comunali, la Service Tax, che, nelle intenzioni del Governo, dal 2014 dovrebbe sostituire Imu e Tares. Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno già messo in guardia sul rischio che il cambiamento di nome della nuova tassa serva soltanto a mascherare un altro aumento della pressione fiscale sugli imprenditori.</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/09/con-imu-e-tares-su-capannoni-e-rifiuti-fisco-sempre-piu-vorace-sulle-imprese/">Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Settembre 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85571" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/08/forklift-835340_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />La situazione dei conti pubblici non lascia scampo: bisogna fare cassa ad ogni costo. E così a pagarne le spese, letteralmente, sono soprattutto gli imprenditori, che devono affrontare un autunno molto caldo sul fronte dei tributi locali. Tra Imu sugli immobili produttivi, Tares sulla produzione di rifiuti, addizionali e balzelli vari, i prossimi tre mesi sono costellati da una miriade<span id="more-8113"></span> di scadenze fiscali che colpiscono duramente le attività imprenditoriali già provate dalla crisi. Confartigianato ha calcolato che, lo scorso hanno, l’imposta municipale sugli immobili produttivi è costata alle imprese italiane 9,3 miliardi di euro, ma da gennaio 2013 il prelievo dell’Imu sulle imprese è già aumentato dell’8,3%. Rincari insostenibili, secondo Confartigianato e Rete Imprese Italia che hanno ripetutamente sollecitato al Governo l’esenzione dell’imposta per gli immobili strumentali delle aziende. Le cose, poi, peggiorano con l’applicazione della Tares: secondo Confartigianato, il nuovo tributo su rifiuti e servizi costa, in media, il 18% in più rispetto alle vecchie Tarsu e Tia. Ma, per alcune tipologie di attività d’impresa, soprattutto nel settore alimentare, i rincari provocati dalla Tares sono nell’ordine del 300%, dei veri e propri salassi. E, se ci si mettono incertezza e confusione da parte delle amministrazioni comunali che devono applicare il tributo, gli aumenti esplodono addirittura a quattro cifre. Ne sa qualcosa Cristina Valli, un’imprenditrice artigiana della provincia di Lecco che, per la Tares del 2013, si è vista arrivare un conto salatissimo per il suo laboratorio di pizza da asporto: addirittura 1.600 euro. Ma Cristina Valli non si è persa d’animo: ha chiesto l’intervento di Confartigianato Lecco che ha portato il suo caso all’attenzione dell’opinione pubblica. Ed è emerso così un problema di classificazione dell’attività dell’imprenditrice artigiana, che il Comune ha erroneamente considerato pizzeria al taglio nel settore del commercio, una delle categorie più penalizzate dagli aumenti della Tares. Ora l’Amministrazione comunale ha promesso di riconsiderare il caso di Cristina Valli e, probabilmente, la paradossale vicenda dell’imprenditrice avrà un esito positivo. Rimane, però, il problema di un tributo che rappresenta una vera e propria batosta per molte attività imprenditoriali. E mentre gli imprenditori sono alle prese con Imu e Tares, all’orizzonte è già pronta una nuova imposta sui servizi comunali, la Service Tax, che, nelle intenzioni del Governo, dal 2014 dovrebbe sostituire Imu e Tares. Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno già messo in guardia sul rischio che il cambiamento di nome della nuova tassa serva soltanto a mascherare un altro aumento della pressione fiscale sugli imprenditori.</p>
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		<title>Con Imu e Tares su capannoni e rifiuti, fisco sempre più vorace sulle imprese - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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