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	<title>L&#039;italianità è un valore. Parola di (super)mercato - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>L&#039;italianità è un valore. Parola di (super)mercato - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese. L&#8217;allarme sulla stampa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 18 Agosto 2026·LAVORO Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese. L&#8217;allarme sulla stampa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/litalianita-e-un-valore-parola-di-supermercato/">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-38013 post type-post status-publish format-standard hentry category-news category-senza-categoria tag-made-in-italy" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-38021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg" alt="Made-in-Italy" width="701" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg 701w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy-300x128.jpg 300w" sizes="(max-width: 701px) 100vw, 701px" />Pubblichiamo un&#8217;analisi sul valore del made in Italy, a firma di <strong>Francesco Delzio,</strong> apparsa sul quotidiano &#8216;<strong>Avvenire</strong>&#8216; del <strong>26 settembre 2015.</strong></p>
<p>II nostro è uno dei soli cinque Paesi del Gruppo dei 20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari. L&#8217;italianità come sinonimo di valore e di qualità, di &#8220;ben fatto&#8221;<span id="more-38013"></span>. Non è soltanto uno slogan, non è la solita illusione di un popolo che ama cullarsi sugli allori. Il fenomeno al quale possiamo assistere facilmente facendo la spesa in un supermercato, curiosando tra gli scaffali di una boutique di moda, visitando un negozio di arredamento a Roma, a Milano o in qualsiasi altra città o paese d&#8217;Italia, dalle metropoli alla provincia. E noteremmo lo stesso fenomeno se fossimo a New York oppure a Shangai, a Berlino oppure a Mosca. <strong>Si moltiplicano in Italia e nel mondo i prodotti alimentari e manifatturieri che enfatizzano il loro essere prodotti in Italia o da ingredienti italiani</strong>, sbandierando questo elemento per aumentare il loro appeal, la capacità di presa, nei confronti dei potenziali clienti. E un&#8217;ottima notizia. Mentre il caso Volkswagen scuote alle fondamenta il mito dell&#8217;affidabilità tedesca, i consumatori di molte aree del mondo considerano l&#8217;italianità un valore di riferimento. E poiché &#8211; ancora troppo spesso &#8211; i prodotti italiani non riescono ad arrivare direttamente sui mercati che li richiedono, a causa delle debolezze strutturali del nostro sistema imprenditoriale, dilaga in ogni angolo del mondo il semplice (e truffaldino)<em> italian sounding,</em> l&#8217;acquisto di prodotti che d&#8217;italiano hanno solo il nome, o addirittura usano strane &#8220;imitazioni&#8221; della lingua italiana. E quello che il Censis definisce «il valore economico della bellezza», un valore che per molti anni abbiamo sottovalutato o neanche stimato. Eppure oggi &#8211; insieme a Cina, Germania, Giappone e Corea &#8211; l&#8217;<strong>Italia è uno dei soli 5 Paesi del G-20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari</strong>: al punto da poter vantare quasi <strong>mille prodotti in cui siamo tra i primi tre posti al mondo per saldo commerciale attivo con l&#8217;estero</strong>. In altri termini, escludendo l&#8217;energia e le materie prime agricole e minerarie, l&#8217;Italia è uno dei Paesi più competitivi a livello mondiale nella produzione. Lo dimostra anche ciò che sta accadendo nelle (sempre più frequenti) acquisizioni di aziende italiane da parte di gruppi stranieri: le produzioni &#8211; soprattutto quelle più sofisticate &#8211; vengono lasciate in Italia dall&#8217;azionista straniero, per<strong> non perdere le capacità realizzative dei nostri artigiani</strong> e dei nostri operai. Gli italiani sanno ancora produrre, dunque. E il mondo se ne sta accorgendo. <strong>@FFDelzio</strong></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/litalianita-e-un-valore-parola-di-supermercato/">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 11 Agosto 2026·LEGGE DI BILANCIO Conti pubblici verso la manovra 2027   Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/litalianita-e-un-valore-parola-di-supermercato/">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-38013 post type-post status-publish format-standard hentry category-news category-senza-categoria tag-made-in-italy" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-38021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg" alt="Made-in-Italy" width="701" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg 701w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy-300x128.jpg 300w" sizes="(max-width: 701px) 100vw, 701px" />Pubblichiamo un&#8217;analisi sul valore del made in Italy, a firma di <strong>Francesco Delzio,</strong> apparsa sul quotidiano &#8216;<strong>Avvenire</strong>&#8216; del <strong>26 settembre 2015.</strong></p>
<p>II nostro è uno dei soli cinque Paesi del Gruppo dei 20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari. L&#8217;italianità come sinonimo di valore e di qualità, di &#8220;ben fatto&#8221;<span id="more-38013"></span>. Non è soltanto uno slogan, non è la solita illusione di un popolo che ama cullarsi sugli allori. Il fenomeno al quale possiamo assistere facilmente facendo la spesa in un supermercato, curiosando tra gli scaffali di una boutique di moda, visitando un negozio di arredamento a Roma, a Milano o in qualsiasi altra città o paese d&#8217;Italia, dalle metropoli alla provincia. E noteremmo lo stesso fenomeno se fossimo a New York oppure a Shangai, a Berlino oppure a Mosca. <strong>Si moltiplicano in Italia e nel mondo i prodotti alimentari e manifatturieri che enfatizzano il loro essere prodotti in Italia o da ingredienti italiani</strong>, sbandierando questo elemento per aumentare il loro appeal, la capacità di presa, nei confronti dei potenziali clienti. E un&#8217;ottima notizia. Mentre il caso Volkswagen scuote alle fondamenta il mito dell&#8217;affidabilità tedesca, i consumatori di molte aree del mondo considerano l&#8217;italianità un valore di riferimento. E poiché &#8211; ancora troppo spesso &#8211; i prodotti italiani non riescono ad arrivare direttamente sui mercati che li richiedono, a causa delle debolezze strutturali del nostro sistema imprenditoriale, dilaga in ogni angolo del mondo il semplice (e truffaldino)<em> italian sounding,</em> l&#8217;acquisto di prodotti che d&#8217;italiano hanno solo il nome, o addirittura usano strane &#8220;imitazioni&#8221; della lingua italiana. E quello che il Censis definisce «il valore economico della bellezza», un valore che per molti anni abbiamo sottovalutato o neanche stimato. Eppure oggi &#8211; insieme a Cina, Germania, Giappone e Corea &#8211; l&#8217;<strong>Italia è uno dei soli 5 Paesi del G-20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari</strong>: al punto da poter vantare quasi <strong>mille prodotti in cui siamo tra i primi tre posti al mondo per saldo commerciale attivo con l&#8217;estero</strong>. In altri termini, escludendo l&#8217;energia e le materie prime agricole e minerarie, l&#8217;Italia è uno dei Paesi più competitivi a livello mondiale nella produzione. Lo dimostra anche ciò che sta accadendo nelle (sempre più frequenti) acquisizioni di aziende italiane da parte di gruppi stranieri: le produzioni &#8211; soprattutto quelle più sofisticate &#8211; vengono lasciate in Italia dall&#8217;azionista straniero, per<strong> non perdere le capacità realizzative dei nostri artigiani</strong> e dei nostri operai. Gli italiani sanno ancora produrre, dunque. E il mondo se ne sta accorgendo. <strong>@FFDelzio</strong></p>
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		<title>Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[credito più costoso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Agosto 2026·CREDITO Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/litalianita-e-un-valore-parola-di-supermercato/">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-38013 post type-post status-publish format-standard hentry category-news category-senza-categoria tag-made-in-italy" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-38021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg" alt="Made-in-Italy" width="701" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg 701w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy-300x128.jpg 300w" sizes="(max-width: 701px) 100vw, 701px" />Pubblichiamo un&#8217;analisi sul valore del made in Italy, a firma di <strong>Francesco Delzio,</strong> apparsa sul quotidiano &#8216;<strong>Avvenire</strong>&#8216; del <strong>26 settembre 2015.</strong></p>
<p>II nostro è uno dei soli cinque Paesi del Gruppo dei 20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari. L&#8217;italianità come sinonimo di valore e di qualità, di &#8220;ben fatto&#8221;<span id="more-38013"></span>. Non è soltanto uno slogan, non è la solita illusione di un popolo che ama cullarsi sugli allori. Il fenomeno al quale possiamo assistere facilmente facendo la spesa in un supermercato, curiosando tra gli scaffali di una boutique di moda, visitando un negozio di arredamento a Roma, a Milano o in qualsiasi altra città o paese d&#8217;Italia, dalle metropoli alla provincia. E noteremmo lo stesso fenomeno se fossimo a New York oppure a Shangai, a Berlino oppure a Mosca. <strong>Si moltiplicano in Italia e nel mondo i prodotti alimentari e manifatturieri che enfatizzano il loro essere prodotti in Italia o da ingredienti italiani</strong>, sbandierando questo elemento per aumentare il loro appeal, la capacità di presa, nei confronti dei potenziali clienti. E un&#8217;ottima notizia. Mentre il caso Volkswagen scuote alle fondamenta il mito dell&#8217;affidabilità tedesca, i consumatori di molte aree del mondo considerano l&#8217;italianità un valore di riferimento. E poiché &#8211; ancora troppo spesso &#8211; i prodotti italiani non riescono ad arrivare direttamente sui mercati che li richiedono, a causa delle debolezze strutturali del nostro sistema imprenditoriale, dilaga in ogni angolo del mondo il semplice (e truffaldino)<em> italian sounding,</em> l&#8217;acquisto di prodotti che d&#8217;italiano hanno solo il nome, o addirittura usano strane &#8220;imitazioni&#8221; della lingua italiana. E quello che il Censis definisce «il valore economico della bellezza», un valore che per molti anni abbiamo sottovalutato o neanche stimato. Eppure oggi &#8211; insieme a Cina, Germania, Giappone e Corea &#8211; l&#8217;<strong>Italia è uno dei soli 5 Paesi del G-20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari</strong>: al punto da poter vantare quasi <strong>mille prodotti in cui siamo tra i primi tre posti al mondo per saldo commerciale attivo con l&#8217;estero</strong>. In altri termini, escludendo l&#8217;energia e le materie prime agricole e minerarie, l&#8217;Italia è uno dei Paesi più competitivi a livello mondiale nella produzione. Lo dimostra anche ciò che sta accadendo nelle (sempre più frequenti) acquisizioni di aziende italiane da parte di gruppi stranieri: le produzioni &#8211; soprattutto quelle più sofisticate &#8211; vengono lasciate in Italia dall&#8217;azionista straniero, per<strong> non perdere le capacità realizzative dei nostri artigiani</strong> e dei nostri operai. Gli italiani sanno ancora produrre, dunque. E il mondo se ne sta accorgendo. <strong>@FFDelzio</strong></p>
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		<title>Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[nuova Artigiancassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 10 Agosto 2026·CREDITO Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/litalianita-e-un-valore-parola-di-supermercato/">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-38021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg" alt="Made-in-Italy" width="701" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg 701w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy-300x128.jpg 300w" sizes="(max-width: 701px) 100vw, 701px" />Pubblichiamo un&#8217;analisi sul valore del made in Italy, a firma di <strong>Francesco Delzio,</strong> apparsa sul quotidiano &#8216;<strong>Avvenire</strong>&#8216; del <strong>26 settembre 2015.</strong></p>
<p>II nostro è uno dei soli cinque Paesi del Gruppo dei 20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari. L&#8217;italianità come sinonimo di valore e di qualità, di &#8220;ben fatto&#8221;<span id="more-38013"></span>. Non è soltanto uno slogan, non è la solita illusione di un popolo che ama cullarsi sugli allori. Il fenomeno al quale possiamo assistere facilmente facendo la spesa in un supermercato, curiosando tra gli scaffali di una boutique di moda, visitando un negozio di arredamento a Roma, a Milano o in qualsiasi altra città o paese d&#8217;Italia, dalle metropoli alla provincia. E noteremmo lo stesso fenomeno se fossimo a New York oppure a Shangai, a Berlino oppure a Mosca. <strong>Si moltiplicano in Italia e nel mondo i prodotti alimentari e manifatturieri che enfatizzano il loro essere prodotti in Italia o da ingredienti italiani</strong>, sbandierando questo elemento per aumentare il loro appeal, la capacità di presa, nei confronti dei potenziali clienti. E un&#8217;ottima notizia. Mentre il caso Volkswagen scuote alle fondamenta il mito dell&#8217;affidabilità tedesca, i consumatori di molte aree del mondo considerano l&#8217;italianità un valore di riferimento. E poiché &#8211; ancora troppo spesso &#8211; i prodotti italiani non riescono ad arrivare direttamente sui mercati che li richiedono, a causa delle debolezze strutturali del nostro sistema imprenditoriale, dilaga in ogni angolo del mondo il semplice (e truffaldino)<em> italian sounding,</em> l&#8217;acquisto di prodotti che d&#8217;italiano hanno solo il nome, o addirittura usano strane &#8220;imitazioni&#8221; della lingua italiana. E quello che il Censis definisce «il valore economico della bellezza», un valore che per molti anni abbiamo sottovalutato o neanche stimato. Eppure oggi &#8211; insieme a Cina, Germania, Giappone e Corea &#8211; l&#8217;<strong>Italia è uno dei soli 5 Paesi del G-20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari</strong>: al punto da poter vantare quasi <strong>mille prodotti in cui siamo tra i primi tre posti al mondo per saldo commerciale attivo con l&#8217;estero</strong>. In altri termini, escludendo l&#8217;energia e le materie prime agricole e minerarie, l&#8217;Italia è uno dei Paesi più competitivi a livello mondiale nella produzione. Lo dimostra anche ciò che sta accadendo nelle (sempre più frequenti) acquisizioni di aziende italiane da parte di gruppi stranieri: le produzioni &#8211; soprattutto quelle più sofisticate &#8211; vengono lasciate in Italia dall&#8217;azionista straniero, per<strong> non perdere le capacità realizzative dei nostri artigiani</strong> e dei nostri operai. Gli italiani sanno ancora produrre, dunque. E il mondo se ne sta accorgendo. <strong>@FFDelzio</strong></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/litalianita-e-un-valore-parola-di-supermercato/">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/granelli-a-unomattina-rai1-lartiturismo-che-rilancia-territori-imprese-e-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[artiturismo]]></category>
		<category><![CDATA[marco granelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Agosto 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217; Un turismo diffuso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/litalianita-e-un-valore-parola-di-supermercato/">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-38013 post type-post status-publish format-standard hentry category-news category-senza-categoria tag-made-in-italy" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-38021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg" alt="Made-in-Italy" width="701" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg 701w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy-300x128.jpg 300w" sizes="(max-width: 701px) 100vw, 701px" />Pubblichiamo un&#8217;analisi sul valore del made in Italy, a firma di <strong>Francesco Delzio,</strong> apparsa sul quotidiano &#8216;<strong>Avvenire</strong>&#8216; del <strong>26 settembre 2015.</strong></p>
<p>II nostro è uno dei soli cinque Paesi del Gruppo dei 20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari. L&#8217;italianità come sinonimo di valore e di qualità, di &#8220;ben fatto&#8221;<span id="more-38013"></span>. Non è soltanto uno slogan, non è la solita illusione di un popolo che ama cullarsi sugli allori. Il fenomeno al quale possiamo assistere facilmente facendo la spesa in un supermercato, curiosando tra gli scaffali di una boutique di moda, visitando un negozio di arredamento a Roma, a Milano o in qualsiasi altra città o paese d&#8217;Italia, dalle metropoli alla provincia. E noteremmo lo stesso fenomeno se fossimo a New York oppure a Shangai, a Berlino oppure a Mosca. <strong>Si moltiplicano in Italia e nel mondo i prodotti alimentari e manifatturieri che enfatizzano il loro essere prodotti in Italia o da ingredienti italiani</strong>, sbandierando questo elemento per aumentare il loro appeal, la capacità di presa, nei confronti dei potenziali clienti. E un&#8217;ottima notizia. Mentre il caso Volkswagen scuote alle fondamenta il mito dell&#8217;affidabilità tedesca, i consumatori di molte aree del mondo considerano l&#8217;italianità un valore di riferimento. E poiché &#8211; ancora troppo spesso &#8211; i prodotti italiani non riescono ad arrivare direttamente sui mercati che li richiedono, a causa delle debolezze strutturali del nostro sistema imprenditoriale, dilaga in ogni angolo del mondo il semplice (e truffaldino)<em> italian sounding,</em> l&#8217;acquisto di prodotti che d&#8217;italiano hanno solo il nome, o addirittura usano strane &#8220;imitazioni&#8221; della lingua italiana. E quello che il Censis definisce «il valore economico della bellezza», un valore che per molti anni abbiamo sottovalutato o neanche stimato. Eppure oggi &#8211; insieme a Cina, Germania, Giappone e Corea &#8211; l&#8217;<strong>Italia è uno dei soli 5 Paesi del G-20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari</strong>: al punto da poter vantare quasi <strong>mille prodotti in cui siamo tra i primi tre posti al mondo per saldo commerciale attivo con l&#8217;estero</strong>. In altri termini, escludendo l&#8217;energia e le materie prime agricole e minerarie, l&#8217;Italia è uno dei Paesi più competitivi a livello mondiale nella produzione. Lo dimostra anche ciò che sta accadendo nelle (sempre più frequenti) acquisizioni di aziende italiane da parte di gruppi stranieri: le produzioni &#8211; soprattutto quelle più sofisticate &#8211; vengono lasciate in Italia dall&#8217;azionista straniero, per<strong> non perdere le capacità realizzative dei nostri artigiani</strong> e dei nostri operai. Gli italiani sanno ancora produrre, dunque. E il mondo se ne sta accorgendo. <strong>@FFDelzio</strong></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/litalianita-e-un-valore-parola-di-supermercato/">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/nel-2026-sono-205mila-le-imprese-artigiane-interessate-da-domanda-turistica-con-544mila-addetti-il-167-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/litalianita-e-un-valore-parola-di-supermercato/">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-38013 post type-post status-publish format-standard hentry category-news category-senza-categoria tag-made-in-italy" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-38021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg" alt="Made-in-Italy" width="701" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg 701w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy-300x128.jpg 300w" sizes="(max-width: 701px) 100vw, 701px" />Pubblichiamo un&#8217;analisi sul valore del made in Italy, a firma di <strong>Francesco Delzio,</strong> apparsa sul quotidiano &#8216;<strong>Avvenire</strong>&#8216; del <strong>26 settembre 2015.</strong></p>
<p>II nostro è uno dei soli cinque Paesi del Gruppo dei 20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari. L&#8217;italianità come sinonimo di valore e di qualità, di &#8220;ben fatto&#8221;<span id="more-38013"></span>. Non è soltanto uno slogan, non è la solita illusione di un popolo che ama cullarsi sugli allori. Il fenomeno al quale possiamo assistere facilmente facendo la spesa in un supermercato, curiosando tra gli scaffali di una boutique di moda, visitando un negozio di arredamento a Roma, a Milano o in qualsiasi altra città o paese d&#8217;Italia, dalle metropoli alla provincia. E noteremmo lo stesso fenomeno se fossimo a New York oppure a Shangai, a Berlino oppure a Mosca. <strong>Si moltiplicano in Italia e nel mondo i prodotti alimentari e manifatturieri che enfatizzano il loro essere prodotti in Italia o da ingredienti italiani</strong>, sbandierando questo elemento per aumentare il loro appeal, la capacità di presa, nei confronti dei potenziali clienti. E un&#8217;ottima notizia. Mentre il caso Volkswagen scuote alle fondamenta il mito dell&#8217;affidabilità tedesca, i consumatori di molte aree del mondo considerano l&#8217;italianità un valore di riferimento. E poiché &#8211; ancora troppo spesso &#8211; i prodotti italiani non riescono ad arrivare direttamente sui mercati che li richiedono, a causa delle debolezze strutturali del nostro sistema imprenditoriale, dilaga in ogni angolo del mondo il semplice (e truffaldino)<em> italian sounding,</em> l&#8217;acquisto di prodotti che d&#8217;italiano hanno solo il nome, o addirittura usano strane &#8220;imitazioni&#8221; della lingua italiana. E quello che il Censis definisce «il valore economico della bellezza», un valore che per molti anni abbiamo sottovalutato o neanche stimato. Eppure oggi &#8211; insieme a Cina, Germania, Giappone e Corea &#8211; l&#8217;<strong>Italia è uno dei soli 5 Paesi del G-20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari</strong>: al punto da poter vantare quasi <strong>mille prodotti in cui siamo tra i primi tre posti al mondo per saldo commerciale attivo con l&#8217;estero</strong>. In altri termini, escludendo l&#8217;energia e le materie prime agricole e minerarie, l&#8217;Italia è uno dei Paesi più competitivi a livello mondiale nella produzione. Lo dimostra anche ciò che sta accadendo nelle (sempre più frequenti) acquisizioni di aziende italiane da parte di gruppi stranieri: le produzioni &#8211; soprattutto quelle più sofisticate &#8211; vengono lasciate in Italia dall&#8217;azionista straniero, per<strong> non perdere le capacità realizzative dei nostri artigiani</strong> e dei nostri operai. Gli italiani sanno ancora produrre, dunque. E il mondo se ne sta accorgendo. <strong>@FFDelzio</strong></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/litalianita-e-un-valore-parola-di-supermercato/">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/lundertourism-cresce-e-piace-al-21-dei-vacanzieri-protagonisti-204mila-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani &#160; Via dalla pazza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/litalianita-e-un-valore-parola-di-supermercato/">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-38013 post type-post status-publish format-standard hentry category-news category-senza-categoria tag-made-in-italy" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-38021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg" alt="Made-in-Italy" width="701" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg 701w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy-300x128.jpg 300w" sizes="(max-width: 701px) 100vw, 701px" />Pubblichiamo un&#8217;analisi sul valore del made in Italy, a firma di <strong>Francesco Delzio,</strong> apparsa sul quotidiano &#8216;<strong>Avvenire</strong>&#8216; del <strong>26 settembre 2015.</strong></p>
<p>II nostro è uno dei soli cinque Paesi del Gruppo dei 20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari. L&#8217;italianità come sinonimo di valore e di qualità, di &#8220;ben fatto&#8221;<span id="more-38013"></span>. Non è soltanto uno slogan, non è la solita illusione di un popolo che ama cullarsi sugli allori. Il fenomeno al quale possiamo assistere facilmente facendo la spesa in un supermercato, curiosando tra gli scaffali di una boutique di moda, visitando un negozio di arredamento a Roma, a Milano o in qualsiasi altra città o paese d&#8217;Italia, dalle metropoli alla provincia. E noteremmo lo stesso fenomeno se fossimo a New York oppure a Shangai, a Berlino oppure a Mosca. <strong>Si moltiplicano in Italia e nel mondo i prodotti alimentari e manifatturieri che enfatizzano il loro essere prodotti in Italia o da ingredienti italiani</strong>, sbandierando questo elemento per aumentare il loro appeal, la capacità di presa, nei confronti dei potenziali clienti. E un&#8217;ottima notizia. Mentre il caso Volkswagen scuote alle fondamenta il mito dell&#8217;affidabilità tedesca, i consumatori di molte aree del mondo considerano l&#8217;italianità un valore di riferimento. E poiché &#8211; ancora troppo spesso &#8211; i prodotti italiani non riescono ad arrivare direttamente sui mercati che li richiedono, a causa delle debolezze strutturali del nostro sistema imprenditoriale, dilaga in ogni angolo del mondo il semplice (e truffaldino)<em> italian sounding,</em> l&#8217;acquisto di prodotti che d&#8217;italiano hanno solo il nome, o addirittura usano strane &#8220;imitazioni&#8221; della lingua italiana. E quello che il Censis definisce «il valore economico della bellezza», un valore che per molti anni abbiamo sottovalutato o neanche stimato. Eppure oggi &#8211; insieme a Cina, Germania, Giappone e Corea &#8211; l&#8217;<strong>Italia è uno dei soli 5 Paesi del G-20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari</strong>: al punto da poter vantare quasi <strong>mille prodotti in cui siamo tra i primi tre posti al mondo per saldo commerciale attivo con l&#8217;estero</strong>. In altri termini, escludendo l&#8217;energia e le materie prime agricole e minerarie, l&#8217;Italia è uno dei Paesi più competitivi a livello mondiale nella produzione. Lo dimostra anche ciò che sta accadendo nelle (sempre più frequenti) acquisizioni di aziende italiane da parte di gruppi stranieri: le produzioni &#8211; soprattutto quelle più sofisticate &#8211; vengono lasciate in Italia dall&#8217;azionista straniero, per<strong> non perdere le capacità realizzative dei nostri artigiani</strong> e dei nostri operai. Gli italiani sanno ancora produrre, dunque. E il mondo se ne sta accorgendo. <strong>@FFDelzio</strong></p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-si-a-confronto-con-sindacati-per-difendere-la-buona-contrattazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/litalianita-e-un-valore-parola-di-supermercato/">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-38013 post type-post status-publish format-standard hentry category-news category-senza-categoria tag-made-in-italy" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-38021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg" alt="Made-in-Italy" width="701" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg 701w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy-300x128.jpg 300w" sizes="(max-width: 701px) 100vw, 701px" />Pubblichiamo un&#8217;analisi sul valore del made in Italy, a firma di <strong>Francesco Delzio,</strong> apparsa sul quotidiano &#8216;<strong>Avvenire</strong>&#8216; del <strong>26 settembre 2015.</strong></p>
<p>II nostro è uno dei soli cinque Paesi del Gruppo dei 20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari. L&#8217;italianità come sinonimo di valore e di qualità, di &#8220;ben fatto&#8221;<span id="more-38013"></span>. Non è soltanto uno slogan, non è la solita illusione di un popolo che ama cullarsi sugli allori. Il fenomeno al quale possiamo assistere facilmente facendo la spesa in un supermercato, curiosando tra gli scaffali di una boutique di moda, visitando un negozio di arredamento a Roma, a Milano o in qualsiasi altra città o paese d&#8217;Italia, dalle metropoli alla provincia. E noteremmo lo stesso fenomeno se fossimo a New York oppure a Shangai, a Berlino oppure a Mosca. <strong>Si moltiplicano in Italia e nel mondo i prodotti alimentari e manifatturieri che enfatizzano il loro essere prodotti in Italia o da ingredienti italiani</strong>, sbandierando questo elemento per aumentare il loro appeal, la capacità di presa, nei confronti dei potenziali clienti. E un&#8217;ottima notizia. Mentre il caso Volkswagen scuote alle fondamenta il mito dell&#8217;affidabilità tedesca, i consumatori di molte aree del mondo considerano l&#8217;italianità un valore di riferimento. E poiché &#8211; ancora troppo spesso &#8211; i prodotti italiani non riescono ad arrivare direttamente sui mercati che li richiedono, a causa delle debolezze strutturali del nostro sistema imprenditoriale, dilaga in ogni angolo del mondo il semplice (e truffaldino)<em> italian sounding,</em> l&#8217;acquisto di prodotti che d&#8217;italiano hanno solo il nome, o addirittura usano strane &#8220;imitazioni&#8221; della lingua italiana. E quello che il Censis definisce «il valore economico della bellezza», un valore che per molti anni abbiamo sottovalutato o neanche stimato. Eppure oggi &#8211; insieme a Cina, Germania, Giappone e Corea &#8211; l&#8217;<strong>Italia è uno dei soli 5 Paesi del G-20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari</strong>: al punto da poter vantare quasi <strong>mille prodotti in cui siamo tra i primi tre posti al mondo per saldo commerciale attivo con l&#8217;estero</strong>. In altri termini, escludendo l&#8217;energia e le materie prime agricole e minerarie, l&#8217;Italia è uno dei Paesi più competitivi a livello mondiale nella produzione. Lo dimostra anche ciò che sta accadendo nelle (sempre più frequenti) acquisizioni di aziende italiane da parte di gruppi stranieri: le produzioni &#8211; soprattutto quelle più sofisticate &#8211; vengono lasciate in Italia dall&#8217;azionista straniero, per<strong> non perdere le capacità realizzative dei nostri artigiani</strong> e dei nostri operai. Gli italiani sanno ancora produrre, dunque. E il mondo se ne sta accorgendo. <strong>@FFDelzio</strong></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/litalianita-e-un-valore-parola-di-supermercato/">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/litalianita-e-un-valore-parola-di-supermercato/">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-38013 post type-post status-publish format-standard hentry category-news category-senza-categoria tag-made-in-italy" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-38021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg" alt="Made-in-Italy" width="701" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg 701w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy-300x128.jpg 300w" sizes="(max-width: 701px) 100vw, 701px" />Pubblichiamo un&#8217;analisi sul valore del made in Italy, a firma di <strong>Francesco Delzio,</strong> apparsa sul quotidiano &#8216;<strong>Avvenire</strong>&#8216; del <strong>26 settembre 2015.</strong></p>
<p>II nostro è uno dei soli cinque Paesi del Gruppo dei 20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari. L&#8217;italianità come sinonimo di valore e di qualità, di &#8220;ben fatto&#8221;<span id="more-38013"></span>. Non è soltanto uno slogan, non è la solita illusione di un popolo che ama cullarsi sugli allori. Il fenomeno al quale possiamo assistere facilmente facendo la spesa in un supermercato, curiosando tra gli scaffali di una boutique di moda, visitando un negozio di arredamento a Roma, a Milano o in qualsiasi altra città o paese d&#8217;Italia, dalle metropoli alla provincia. E noteremmo lo stesso fenomeno se fossimo a New York oppure a Shangai, a Berlino oppure a Mosca. <strong>Si moltiplicano in Italia e nel mondo i prodotti alimentari e manifatturieri che enfatizzano il loro essere prodotti in Italia o da ingredienti italiani</strong>, sbandierando questo elemento per aumentare il loro appeal, la capacità di presa, nei confronti dei potenziali clienti. E un&#8217;ottima notizia. Mentre il caso Volkswagen scuote alle fondamenta il mito dell&#8217;affidabilità tedesca, i consumatori di molte aree del mondo considerano l&#8217;italianità un valore di riferimento. E poiché &#8211; ancora troppo spesso &#8211; i prodotti italiani non riescono ad arrivare direttamente sui mercati che li richiedono, a causa delle debolezze strutturali del nostro sistema imprenditoriale, dilaga in ogni angolo del mondo il semplice (e truffaldino)<em> italian sounding,</em> l&#8217;acquisto di prodotti che d&#8217;italiano hanno solo il nome, o addirittura usano strane &#8220;imitazioni&#8221; della lingua italiana. E quello che il Censis definisce «il valore economico della bellezza», un valore che per molti anni abbiamo sottovalutato o neanche stimato. Eppure oggi &#8211; insieme a Cina, Germania, Giappone e Corea &#8211; l&#8217;<strong>Italia è uno dei soli 5 Paesi del G-20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari</strong>: al punto da poter vantare quasi <strong>mille prodotti in cui siamo tra i primi tre posti al mondo per saldo commerciale attivo con l&#8217;estero</strong>. In altri termini, escludendo l&#8217;energia e le materie prime agricole e minerarie, l&#8217;Italia è uno dei Paesi più competitivi a livello mondiale nella produzione. Lo dimostra anche ciò che sta accadendo nelle (sempre più frequenti) acquisizioni di aziende italiane da parte di gruppi stranieri: le produzioni &#8211; soprattutto quelle più sofisticate &#8211; vengono lasciate in Italia dall&#8217;azionista straniero, per<strong> non perdere le capacità realizzative dei nostri artigiani</strong> e dei nostri operai. Gli italiani sanno ancora produrre, dunque. E il mondo se ne sta accorgendo. <strong>@FFDelzio</strong></p>
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		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/litalianita-e-un-valore-parola-di-supermercato/">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-38013 post type-post status-publish format-standard hentry category-news category-senza-categoria tag-made-in-italy" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-38021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg" alt="Made-in-Italy" width="701" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg 701w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy-300x128.jpg 300w" sizes="(max-width: 701px) 100vw, 701px" />Pubblichiamo un&#8217;analisi sul valore del made in Italy, a firma di <strong>Francesco Delzio,</strong> apparsa sul quotidiano &#8216;<strong>Avvenire</strong>&#8216; del <strong>26 settembre 2015.</strong></p>
<p>II nostro è uno dei soli cinque Paesi del Gruppo dei 20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari. L&#8217;italianità come sinonimo di valore e di qualità, di &#8220;ben fatto&#8221;<span id="more-38013"></span>. Non è soltanto uno slogan, non è la solita illusione di un popolo che ama cullarsi sugli allori. Il fenomeno al quale possiamo assistere facilmente facendo la spesa in un supermercato, curiosando tra gli scaffali di una boutique di moda, visitando un negozio di arredamento a Roma, a Milano o in qualsiasi altra città o paese d&#8217;Italia, dalle metropoli alla provincia. E noteremmo lo stesso fenomeno se fossimo a New York oppure a Shangai, a Berlino oppure a Mosca. <strong>Si moltiplicano in Italia e nel mondo i prodotti alimentari e manifatturieri che enfatizzano il loro essere prodotti in Italia o da ingredienti italiani</strong>, sbandierando questo elemento per aumentare il loro appeal, la capacità di presa, nei confronti dei potenziali clienti. E un&#8217;ottima notizia. Mentre il caso Volkswagen scuote alle fondamenta il mito dell&#8217;affidabilità tedesca, i consumatori di molte aree del mondo considerano l&#8217;italianità un valore di riferimento. E poiché &#8211; ancora troppo spesso &#8211; i prodotti italiani non riescono ad arrivare direttamente sui mercati che li richiedono, a causa delle debolezze strutturali del nostro sistema imprenditoriale, dilaga in ogni angolo del mondo il semplice (e truffaldino)<em> italian sounding,</em> l&#8217;acquisto di prodotti che d&#8217;italiano hanno solo il nome, o addirittura usano strane &#8220;imitazioni&#8221; della lingua italiana. E quello che il Censis definisce «il valore economico della bellezza», un valore che per molti anni abbiamo sottovalutato o neanche stimato. Eppure oggi &#8211; insieme a Cina, Germania, Giappone e Corea &#8211; l&#8217;<strong>Italia è uno dei soli 5 Paesi del G-20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari</strong>: al punto da poter vantare quasi <strong>mille prodotti in cui siamo tra i primi tre posti al mondo per saldo commerciale attivo con l&#8217;estero</strong>. In altri termini, escludendo l&#8217;energia e le materie prime agricole e minerarie, l&#8217;Italia è uno dei Paesi più competitivi a livello mondiale nella produzione. Lo dimostra anche ciò che sta accadendo nelle (sempre più frequenti) acquisizioni di aziende italiane da parte di gruppi stranieri: le produzioni &#8211; soprattutto quelle più sofisticate &#8211; vengono lasciate in Italia dall&#8217;azionista straniero, per<strong> non perdere le capacità realizzative dei nostri artigiani</strong> e dei nostri operai. Gli italiani sanno ancora produrre, dunque. E il mondo se ne sta accorgendo. <strong>@FFDelzio</strong></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/litalianita-e-un-valore-parola-di-supermercato/">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[carenza manodopera]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione sud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/litalianita-e-un-valore-parola-di-supermercato/">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-38021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg" alt="Made-in-Italy" width="701" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg 701w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy-300x128.jpg 300w" sizes="(max-width: 701px) 100vw, 701px" />Pubblichiamo un&#8217;analisi sul valore del made in Italy, a firma di <strong>Francesco Delzio,</strong> apparsa sul quotidiano &#8216;<strong>Avvenire</strong>&#8216; del <strong>26 settembre 2015.</strong></p>
<p>II nostro è uno dei soli cinque Paesi del Gruppo dei 20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari. L&#8217;italianità come sinonimo di valore e di qualità, di &#8220;ben fatto&#8221;<span id="more-38013"></span>. Non è soltanto uno slogan, non è la solita illusione di un popolo che ama cullarsi sugli allori. Il fenomeno al quale possiamo assistere facilmente facendo la spesa in un supermercato, curiosando tra gli scaffali di una boutique di moda, visitando un negozio di arredamento a Roma, a Milano o in qualsiasi altra città o paese d&#8217;Italia, dalle metropoli alla provincia. E noteremmo lo stesso fenomeno se fossimo a New York oppure a Shangai, a Berlino oppure a Mosca. <strong>Si moltiplicano in Italia e nel mondo i prodotti alimentari e manifatturieri che enfatizzano il loro essere prodotti in Italia o da ingredienti italiani</strong>, sbandierando questo elemento per aumentare il loro appeal, la capacità di presa, nei confronti dei potenziali clienti. E un&#8217;ottima notizia. Mentre il caso Volkswagen scuote alle fondamenta il mito dell&#8217;affidabilità tedesca, i consumatori di molte aree del mondo considerano l&#8217;italianità un valore di riferimento. E poiché &#8211; ancora troppo spesso &#8211; i prodotti italiani non riescono ad arrivare direttamente sui mercati che li richiedono, a causa delle debolezze strutturali del nostro sistema imprenditoriale, dilaga in ogni angolo del mondo il semplice (e truffaldino)<em> italian sounding,</em> l&#8217;acquisto di prodotti che d&#8217;italiano hanno solo il nome, o addirittura usano strane &#8220;imitazioni&#8221; della lingua italiana. E quello che il Censis definisce «il valore economico della bellezza», un valore che per molti anni abbiamo sottovalutato o neanche stimato. Eppure oggi &#8211; insieme a Cina, Germania, Giappone e Corea &#8211; l&#8217;<strong>Italia è uno dei soli 5 Paesi del G-20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari</strong>: al punto da poter vantare quasi <strong>mille prodotti in cui siamo tra i primi tre posti al mondo per saldo commerciale attivo con l&#8217;estero</strong>. In altri termini, escludendo l&#8217;energia e le materie prime agricole e minerarie, l&#8217;Italia è uno dei Paesi più competitivi a livello mondiale nella produzione. Lo dimostra anche ciò che sta accadendo nelle (sempre più frequenti) acquisizioni di aziende italiane da parte di gruppi stranieri: le produzioni &#8211; soprattutto quelle più sofisticate &#8211; vengono lasciate in Italia dall&#8217;azionista straniero, per<strong> non perdere le capacità realizzative dei nostri artigiani</strong> e dei nostri operai. Gli italiani sanno ancora produrre, dunque. E il mondo se ne sta accorgendo. <strong>@FFDelzio</strong></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/litalianita-e-un-valore-parola-di-supermercato/">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/litalianita-e-un-valore-parola-di-supermercato/">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-38013 post type-post status-publish format-standard hentry category-news category-senza-categoria tag-made-in-italy" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-38021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg" alt="Made-in-Italy" width="701" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg 701w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy-300x128.jpg 300w" sizes="(max-width: 701px) 100vw, 701px" />Pubblichiamo un&#8217;analisi sul valore del made in Italy, a firma di <strong>Francesco Delzio,</strong> apparsa sul quotidiano &#8216;<strong>Avvenire</strong>&#8216; del <strong>26 settembre 2015.</strong></p>
<p>II nostro è uno dei soli cinque Paesi del Gruppo dei 20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari. L&#8217;italianità come sinonimo di valore e di qualità, di &#8220;ben fatto&#8221;<span id="more-38013"></span>. Non è soltanto uno slogan, non è la solita illusione di un popolo che ama cullarsi sugli allori. Il fenomeno al quale possiamo assistere facilmente facendo la spesa in un supermercato, curiosando tra gli scaffali di una boutique di moda, visitando un negozio di arredamento a Roma, a Milano o in qualsiasi altra città o paese d&#8217;Italia, dalle metropoli alla provincia. E noteremmo lo stesso fenomeno se fossimo a New York oppure a Shangai, a Berlino oppure a Mosca. <strong>Si moltiplicano in Italia e nel mondo i prodotti alimentari e manifatturieri che enfatizzano il loro essere prodotti in Italia o da ingredienti italiani</strong>, sbandierando questo elemento per aumentare il loro appeal, la capacità di presa, nei confronti dei potenziali clienti. E un&#8217;ottima notizia. Mentre il caso Volkswagen scuote alle fondamenta il mito dell&#8217;affidabilità tedesca, i consumatori di molte aree del mondo considerano l&#8217;italianità un valore di riferimento. E poiché &#8211; ancora troppo spesso &#8211; i prodotti italiani non riescono ad arrivare direttamente sui mercati che li richiedono, a causa delle debolezze strutturali del nostro sistema imprenditoriale, dilaga in ogni angolo del mondo il semplice (e truffaldino)<em> italian sounding,</em> l&#8217;acquisto di prodotti che d&#8217;italiano hanno solo il nome, o addirittura usano strane &#8220;imitazioni&#8221; della lingua italiana. E quello che il Censis definisce «il valore economico della bellezza», un valore che per molti anni abbiamo sottovalutato o neanche stimato. Eppure oggi &#8211; insieme a Cina, Germania, Giappone e Corea &#8211; l&#8217;<strong>Italia è uno dei soli 5 Paesi del G-20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari</strong>: al punto da poter vantare quasi <strong>mille prodotti in cui siamo tra i primi tre posti al mondo per saldo commerciale attivo con l&#8217;estero</strong>. In altri termini, escludendo l&#8217;energia e le materie prime agricole e minerarie, l&#8217;Italia è uno dei Paesi più competitivi a livello mondiale nella produzione. Lo dimostra anche ciò che sta accadendo nelle (sempre più frequenti) acquisizioni di aziende italiane da parte di gruppi stranieri: le produzioni &#8211; soprattutto quelle più sofisticate &#8211; vengono lasciate in Italia dall&#8217;azionista straniero, per<strong> non perdere le capacità realizzative dei nostri artigiani</strong> e dei nostri operai. Gli italiani sanno ancora produrre, dunque. E il mondo se ne sta accorgendo. <strong>@FFDelzio</strong></p>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/litalianita-e-un-valore-parola-di-supermercato/">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-38013 post type-post status-publish format-standard hentry category-news category-senza-categoria tag-made-in-italy" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-38021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg" alt="Made-in-Italy" width="701" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg 701w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy-300x128.jpg 300w" sizes="(max-width: 701px) 100vw, 701px" />Pubblichiamo un&#8217;analisi sul valore del made in Italy, a firma di <strong>Francesco Delzio,</strong> apparsa sul quotidiano &#8216;<strong>Avvenire</strong>&#8216; del <strong>26 settembre 2015.</strong></p>
<p>II nostro è uno dei soli cinque Paesi del Gruppo dei 20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari. L&#8217;italianità come sinonimo di valore e di qualità, di &#8220;ben fatto&#8221;<span id="more-38013"></span>. Non è soltanto uno slogan, non è la solita illusione di un popolo che ama cullarsi sugli allori. Il fenomeno al quale possiamo assistere facilmente facendo la spesa in un supermercato, curiosando tra gli scaffali di una boutique di moda, visitando un negozio di arredamento a Roma, a Milano o in qualsiasi altra città o paese d&#8217;Italia, dalle metropoli alla provincia. E noteremmo lo stesso fenomeno se fossimo a New York oppure a Shangai, a Berlino oppure a Mosca. <strong>Si moltiplicano in Italia e nel mondo i prodotti alimentari e manifatturieri che enfatizzano il loro essere prodotti in Italia o da ingredienti italiani</strong>, sbandierando questo elemento per aumentare il loro appeal, la capacità di presa, nei confronti dei potenziali clienti. E un&#8217;ottima notizia. Mentre il caso Volkswagen scuote alle fondamenta il mito dell&#8217;affidabilità tedesca, i consumatori di molte aree del mondo considerano l&#8217;italianità un valore di riferimento. E poiché &#8211; ancora troppo spesso &#8211; i prodotti italiani non riescono ad arrivare direttamente sui mercati che li richiedono, a causa delle debolezze strutturali del nostro sistema imprenditoriale, dilaga in ogni angolo del mondo il semplice (e truffaldino)<em> italian sounding,</em> l&#8217;acquisto di prodotti che d&#8217;italiano hanno solo il nome, o addirittura usano strane &#8220;imitazioni&#8221; della lingua italiana. E quello che il Censis definisce «il valore economico della bellezza», un valore che per molti anni abbiamo sottovalutato o neanche stimato. Eppure oggi &#8211; insieme a Cina, Germania, Giappone e Corea &#8211; l&#8217;<strong>Italia è uno dei soli 5 Paesi del G-20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari</strong>: al punto da poter vantare quasi <strong>mille prodotti in cui siamo tra i primi tre posti al mondo per saldo commerciale attivo con l&#8217;estero</strong>. In altri termini, escludendo l&#8217;energia e le materie prime agricole e minerarie, l&#8217;Italia è uno dei Paesi più competitivi a livello mondiale nella produzione. Lo dimostra anche ciò che sta accadendo nelle (sempre più frequenti) acquisizioni di aziende italiane da parte di gruppi stranieri: le produzioni &#8211; soprattutto quelle più sofisticate &#8211; vengono lasciate in Italia dall&#8217;azionista straniero, per<strong> non perdere le capacità realizzative dei nostri artigiani</strong> e dei nostri operai. Gli italiani sanno ancora produrre, dunque. E il mondo se ne sta accorgendo. <strong>@FFDelzio</strong></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/litalianita-e-un-valore-parola-di-supermercato/">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/litalianita-e-un-valore-parola-di-supermercato/">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-38013 post type-post status-publish format-standard hentry category-news category-senza-categoria tag-made-in-italy" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-38021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg" alt="Made-in-Italy" width="701" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg 701w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy-300x128.jpg 300w" sizes="(max-width: 701px) 100vw, 701px" />Pubblichiamo un&#8217;analisi sul valore del made in Italy, a firma di <strong>Francesco Delzio,</strong> apparsa sul quotidiano &#8216;<strong>Avvenire</strong>&#8216; del <strong>26 settembre 2015.</strong></p>
<p>II nostro è uno dei soli cinque Paesi del Gruppo dei 20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari. L&#8217;italianità come sinonimo di valore e di qualità, di &#8220;ben fatto&#8221;<span id="more-38013"></span>. Non è soltanto uno slogan, non è la solita illusione di un popolo che ama cullarsi sugli allori. Il fenomeno al quale possiamo assistere facilmente facendo la spesa in un supermercato, curiosando tra gli scaffali di una boutique di moda, visitando un negozio di arredamento a Roma, a Milano o in qualsiasi altra città o paese d&#8217;Italia, dalle metropoli alla provincia. E noteremmo lo stesso fenomeno se fossimo a New York oppure a Shangai, a Berlino oppure a Mosca. <strong>Si moltiplicano in Italia e nel mondo i prodotti alimentari e manifatturieri che enfatizzano il loro essere prodotti in Italia o da ingredienti italiani</strong>, sbandierando questo elemento per aumentare il loro appeal, la capacità di presa, nei confronti dei potenziali clienti. E un&#8217;ottima notizia. Mentre il caso Volkswagen scuote alle fondamenta il mito dell&#8217;affidabilità tedesca, i consumatori di molte aree del mondo considerano l&#8217;italianità un valore di riferimento. E poiché &#8211; ancora troppo spesso &#8211; i prodotti italiani non riescono ad arrivare direttamente sui mercati che li richiedono, a causa delle debolezze strutturali del nostro sistema imprenditoriale, dilaga in ogni angolo del mondo il semplice (e truffaldino)<em> italian sounding,</em> l&#8217;acquisto di prodotti che d&#8217;italiano hanno solo il nome, o addirittura usano strane &#8220;imitazioni&#8221; della lingua italiana. E quello che il Censis definisce «il valore economico della bellezza», un valore che per molti anni abbiamo sottovalutato o neanche stimato. Eppure oggi &#8211; insieme a Cina, Germania, Giappone e Corea &#8211; l&#8217;<strong>Italia è uno dei soli 5 Paesi del G-20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari</strong>: al punto da poter vantare quasi <strong>mille prodotti in cui siamo tra i primi tre posti al mondo per saldo commerciale attivo con l&#8217;estero</strong>. In altri termini, escludendo l&#8217;energia e le materie prime agricole e minerarie, l&#8217;Italia è uno dei Paesi più competitivi a livello mondiale nella produzione. Lo dimostra anche ciò che sta accadendo nelle (sempre più frequenti) acquisizioni di aziende italiane da parte di gruppi stranieri: le produzioni &#8211; soprattutto quelle più sofisticate &#8211; vengono lasciate in Italia dall&#8217;azionista straniero, per<strong> non perdere le capacità realizzative dei nostri artigiani</strong> e dei nostri operai. Gli italiani sanno ancora produrre, dunque. E il mondo se ne sta accorgendo. <strong>@FFDelzio</strong></p>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
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		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/litalianita-e-un-valore-parola-di-supermercato/">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-38013 post type-post status-publish format-standard hentry category-news category-senza-categoria tag-made-in-italy" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-38021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg" alt="Made-in-Italy" width="701" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg 701w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy-300x128.jpg 300w" sizes="(max-width: 701px) 100vw, 701px" />Pubblichiamo un&#8217;analisi sul valore del made in Italy, a firma di <strong>Francesco Delzio,</strong> apparsa sul quotidiano &#8216;<strong>Avvenire</strong>&#8216; del <strong>26 settembre 2015.</strong></p>
<p>II nostro è uno dei soli cinque Paesi del Gruppo dei 20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari. L&#8217;italianità come sinonimo di valore e di qualità, di &#8220;ben fatto&#8221;<span id="more-38013"></span>. Non è soltanto uno slogan, non è la solita illusione di un popolo che ama cullarsi sugli allori. Il fenomeno al quale possiamo assistere facilmente facendo la spesa in un supermercato, curiosando tra gli scaffali di una boutique di moda, visitando un negozio di arredamento a Roma, a Milano o in qualsiasi altra città o paese d&#8217;Italia, dalle metropoli alla provincia. E noteremmo lo stesso fenomeno se fossimo a New York oppure a Shangai, a Berlino oppure a Mosca. <strong>Si moltiplicano in Italia e nel mondo i prodotti alimentari e manifatturieri che enfatizzano il loro essere prodotti in Italia o da ingredienti italiani</strong>, sbandierando questo elemento per aumentare il loro appeal, la capacità di presa, nei confronti dei potenziali clienti. E un&#8217;ottima notizia. Mentre il caso Volkswagen scuote alle fondamenta il mito dell&#8217;affidabilità tedesca, i consumatori di molte aree del mondo considerano l&#8217;italianità un valore di riferimento. E poiché &#8211; ancora troppo spesso &#8211; i prodotti italiani non riescono ad arrivare direttamente sui mercati che li richiedono, a causa delle debolezze strutturali del nostro sistema imprenditoriale, dilaga in ogni angolo del mondo il semplice (e truffaldino)<em> italian sounding,</em> l&#8217;acquisto di prodotti che d&#8217;italiano hanno solo il nome, o addirittura usano strane &#8220;imitazioni&#8221; della lingua italiana. E quello che il Censis definisce «il valore economico della bellezza», un valore che per molti anni abbiamo sottovalutato o neanche stimato. Eppure oggi &#8211; insieme a Cina, Germania, Giappone e Corea &#8211; l&#8217;<strong>Italia è uno dei soli 5 Paesi del G-20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari</strong>: al punto da poter vantare quasi <strong>mille prodotti in cui siamo tra i primi tre posti al mondo per saldo commerciale attivo con l&#8217;estero</strong>. In altri termini, escludendo l&#8217;energia e le materie prime agricole e minerarie, l&#8217;Italia è uno dei Paesi più competitivi a livello mondiale nella produzione. Lo dimostra anche ciò che sta accadendo nelle (sempre più frequenti) acquisizioni di aziende italiane da parte di gruppi stranieri: le produzioni &#8211; soprattutto quelle più sofisticate &#8211; vengono lasciate in Italia dall&#8217;azionista straniero, per<strong> non perdere le capacità realizzative dei nostri artigiani</strong> e dei nostri operai. Gli italiani sanno ancora produrre, dunque. E il mondo se ne sta accorgendo. <strong>@FFDelzio</strong></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/litalianita-e-un-valore-parola-di-supermercato/">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/litalianita-e-un-valore-parola-di-supermercato/">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-38013 post type-post status-publish format-standard hentry category-news category-senza-categoria tag-made-in-italy" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-38021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg" alt="Made-in-Italy" width="701" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg 701w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy-300x128.jpg 300w" sizes="(max-width: 701px) 100vw, 701px" />Pubblichiamo un&#8217;analisi sul valore del made in Italy, a firma di <strong>Francesco Delzio,</strong> apparsa sul quotidiano &#8216;<strong>Avvenire</strong>&#8216; del <strong>26 settembre 2015.</strong></p>
<p>II nostro è uno dei soli cinque Paesi del Gruppo dei 20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari. L&#8217;italianità come sinonimo di valore e di qualità, di &#8220;ben fatto&#8221;<span id="more-38013"></span>. Non è soltanto uno slogan, non è la solita illusione di un popolo che ama cullarsi sugli allori. Il fenomeno al quale possiamo assistere facilmente facendo la spesa in un supermercato, curiosando tra gli scaffali di una boutique di moda, visitando un negozio di arredamento a Roma, a Milano o in qualsiasi altra città o paese d&#8217;Italia, dalle metropoli alla provincia. E noteremmo lo stesso fenomeno se fossimo a New York oppure a Shangai, a Berlino oppure a Mosca. <strong>Si moltiplicano in Italia e nel mondo i prodotti alimentari e manifatturieri che enfatizzano il loro essere prodotti in Italia o da ingredienti italiani</strong>, sbandierando questo elemento per aumentare il loro appeal, la capacità di presa, nei confronti dei potenziali clienti. E un&#8217;ottima notizia. Mentre il caso Volkswagen scuote alle fondamenta il mito dell&#8217;affidabilità tedesca, i consumatori di molte aree del mondo considerano l&#8217;italianità un valore di riferimento. E poiché &#8211; ancora troppo spesso &#8211; i prodotti italiani non riescono ad arrivare direttamente sui mercati che li richiedono, a causa delle debolezze strutturali del nostro sistema imprenditoriale, dilaga in ogni angolo del mondo il semplice (e truffaldino)<em> italian sounding,</em> l&#8217;acquisto di prodotti che d&#8217;italiano hanno solo il nome, o addirittura usano strane &#8220;imitazioni&#8221; della lingua italiana. E quello che il Censis definisce «il valore economico della bellezza», un valore che per molti anni abbiamo sottovalutato o neanche stimato. Eppure oggi &#8211; insieme a Cina, Germania, Giappone e Corea &#8211; l&#8217;<strong>Italia è uno dei soli 5 Paesi del G-20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari</strong>: al punto da poter vantare quasi <strong>mille prodotti in cui siamo tra i primi tre posti al mondo per saldo commerciale attivo con l&#8217;estero</strong>. In altri termini, escludendo l&#8217;energia e le materie prime agricole e minerarie, l&#8217;Italia è uno dei Paesi più competitivi a livello mondiale nella produzione. Lo dimostra anche ciò che sta accadendo nelle (sempre più frequenti) acquisizioni di aziende italiane da parte di gruppi stranieri: le produzioni &#8211; soprattutto quelle più sofisticate &#8211; vengono lasciate in Italia dall&#8217;azionista straniero, per<strong> non perdere le capacità realizzative dei nostri artigiani</strong> e dei nostri operai. Gli italiani sanno ancora produrre, dunque. E il mondo se ne sta accorgendo. <strong>@FFDelzio</strong></p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/litalianita-e-un-valore-parola-di-supermercato/">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-38013 post type-post status-publish format-standard hentry category-news category-senza-categoria tag-made-in-italy" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-38021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg" alt="Made-in-Italy" width="701" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg 701w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy-300x128.jpg 300w" sizes="(max-width: 701px) 100vw, 701px" />Pubblichiamo un&#8217;analisi sul valore del made in Italy, a firma di <strong>Francesco Delzio,</strong> apparsa sul quotidiano &#8216;<strong>Avvenire</strong>&#8216; del <strong>26 settembre 2015.</strong></p>
<p>II nostro è uno dei soli cinque Paesi del Gruppo dei 20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari. L&#8217;italianità come sinonimo di valore e di qualità, di &#8220;ben fatto&#8221;<span id="more-38013"></span>. Non è soltanto uno slogan, non è la solita illusione di un popolo che ama cullarsi sugli allori. Il fenomeno al quale possiamo assistere facilmente facendo la spesa in un supermercato, curiosando tra gli scaffali di una boutique di moda, visitando un negozio di arredamento a Roma, a Milano o in qualsiasi altra città o paese d&#8217;Italia, dalle metropoli alla provincia. E noteremmo lo stesso fenomeno se fossimo a New York oppure a Shangai, a Berlino oppure a Mosca. <strong>Si moltiplicano in Italia e nel mondo i prodotti alimentari e manifatturieri che enfatizzano il loro essere prodotti in Italia o da ingredienti italiani</strong>, sbandierando questo elemento per aumentare il loro appeal, la capacità di presa, nei confronti dei potenziali clienti. E un&#8217;ottima notizia. Mentre il caso Volkswagen scuote alle fondamenta il mito dell&#8217;affidabilità tedesca, i consumatori di molte aree del mondo considerano l&#8217;italianità un valore di riferimento. E poiché &#8211; ancora troppo spesso &#8211; i prodotti italiani non riescono ad arrivare direttamente sui mercati che li richiedono, a causa delle debolezze strutturali del nostro sistema imprenditoriale, dilaga in ogni angolo del mondo il semplice (e truffaldino)<em> italian sounding,</em> l&#8217;acquisto di prodotti che d&#8217;italiano hanno solo il nome, o addirittura usano strane &#8220;imitazioni&#8221; della lingua italiana. E quello che il Censis definisce «il valore economico della bellezza», un valore che per molti anni abbiamo sottovalutato o neanche stimato. Eppure oggi &#8211; insieme a Cina, Germania, Giappone e Corea &#8211; l&#8217;<strong>Italia è uno dei soli 5 Paesi del G-20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari</strong>: al punto da poter vantare quasi <strong>mille prodotti in cui siamo tra i primi tre posti al mondo per saldo commerciale attivo con l&#8217;estero</strong>. In altri termini, escludendo l&#8217;energia e le materie prime agricole e minerarie, l&#8217;Italia è uno dei Paesi più competitivi a livello mondiale nella produzione. Lo dimostra anche ciò che sta accadendo nelle (sempre più frequenti) acquisizioni di aziende italiane da parte di gruppi stranieri: le produzioni &#8211; soprattutto quelle più sofisticate &#8211; vengono lasciate in Italia dall&#8217;azionista straniero, per<strong> non perdere le capacità realizzative dei nostri artigiani</strong> e dei nostri operai. Gli italiani sanno ancora produrre, dunque. E il mondo se ne sta accorgendo. <strong>@FFDelzio</strong></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/litalianita-e-un-valore-parola-di-supermercato/">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132328</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/litalianita-e-un-valore-parola-di-supermercato/">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-38013 post type-post status-publish format-standard hentry category-news category-senza-categoria tag-made-in-italy" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-38021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg" alt="Made-in-Italy" width="701" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg 701w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy-300x128.jpg 300w" sizes="(max-width: 701px) 100vw, 701px" />Pubblichiamo un&#8217;analisi sul valore del made in Italy, a firma di <strong>Francesco Delzio,</strong> apparsa sul quotidiano &#8216;<strong>Avvenire</strong>&#8216; del <strong>26 settembre 2015.</strong></p>
<p>II nostro è uno dei soli cinque Paesi del Gruppo dei 20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari. L&#8217;italianità come sinonimo di valore e di qualità, di &#8220;ben fatto&#8221;<span id="more-38013"></span>. Non è soltanto uno slogan, non è la solita illusione di un popolo che ama cullarsi sugli allori. Il fenomeno al quale possiamo assistere facilmente facendo la spesa in un supermercato, curiosando tra gli scaffali di una boutique di moda, visitando un negozio di arredamento a Roma, a Milano o in qualsiasi altra città o paese d&#8217;Italia, dalle metropoli alla provincia. E noteremmo lo stesso fenomeno se fossimo a New York oppure a Shangai, a Berlino oppure a Mosca. <strong>Si moltiplicano in Italia e nel mondo i prodotti alimentari e manifatturieri che enfatizzano il loro essere prodotti in Italia o da ingredienti italiani</strong>, sbandierando questo elemento per aumentare il loro appeal, la capacità di presa, nei confronti dei potenziali clienti. E un&#8217;ottima notizia. Mentre il caso Volkswagen scuote alle fondamenta il mito dell&#8217;affidabilità tedesca, i consumatori di molte aree del mondo considerano l&#8217;italianità un valore di riferimento. E poiché &#8211; ancora troppo spesso &#8211; i prodotti italiani non riescono ad arrivare direttamente sui mercati che li richiedono, a causa delle debolezze strutturali del nostro sistema imprenditoriale, dilaga in ogni angolo del mondo il semplice (e truffaldino)<em> italian sounding,</em> l&#8217;acquisto di prodotti che d&#8217;italiano hanno solo il nome, o addirittura usano strane &#8220;imitazioni&#8221; della lingua italiana. E quello che il Censis definisce «il valore economico della bellezza», un valore che per molti anni abbiamo sottovalutato o neanche stimato. Eppure oggi &#8211; insieme a Cina, Germania, Giappone e Corea &#8211; l&#8217;<strong>Italia è uno dei soli 5 Paesi del G-20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari</strong>: al punto da poter vantare quasi <strong>mille prodotti in cui siamo tra i primi tre posti al mondo per saldo commerciale attivo con l&#8217;estero</strong>. In altri termini, escludendo l&#8217;energia e le materie prime agricole e minerarie, l&#8217;Italia è uno dei Paesi più competitivi a livello mondiale nella produzione. Lo dimostra anche ciò che sta accadendo nelle (sempre più frequenti) acquisizioni di aziende italiane da parte di gruppi stranieri: le produzioni &#8211; soprattutto quelle più sofisticate &#8211; vengono lasciate in Italia dall&#8217;azionista straniero, per<strong> non perdere le capacità realizzative dei nostri artigiani</strong> e dei nostri operai. Gli italiani sanno ancora produrre, dunque. E il mondo se ne sta accorgendo. <strong>@FFDelzio</strong></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/litalianita-e-un-valore-parola-di-supermercato/">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/litalianita-e-un-valore-parola-di-supermercato/">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-38013 post type-post status-publish format-standard hentry category-news category-senza-categoria tag-made-in-italy" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</h1>
</div>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-38021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg" alt="Made-in-Italy" width="701" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg 701w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy-300x128.jpg 300w" sizes="(max-width: 701px) 100vw, 701px" />Pubblichiamo un&#8217;analisi sul valore del made in Italy, a firma di <strong>Francesco Delzio,</strong> apparsa sul quotidiano &#8216;<strong>Avvenire</strong>&#8216; del <strong>26 settembre 2015.</strong></p>
<p>II nostro è uno dei soli cinque Paesi del Gruppo dei 20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari. L&#8217;italianità come sinonimo di valore e di qualità, di &#8220;ben fatto&#8221;<span id="more-38013"></span>. Non è soltanto uno slogan, non è la solita illusione di un popolo che ama cullarsi sugli allori. Il fenomeno al quale possiamo assistere facilmente facendo la spesa in un supermercato, curiosando tra gli scaffali di una boutique di moda, visitando un negozio di arredamento a Roma, a Milano o in qualsiasi altra città o paese d&#8217;Italia, dalle metropoli alla provincia. E noteremmo lo stesso fenomeno se fossimo a New York oppure a Shangai, a Berlino oppure a Mosca. <strong>Si moltiplicano in Italia e nel mondo i prodotti alimentari e manifatturieri che enfatizzano il loro essere prodotti in Italia o da ingredienti italiani</strong>, sbandierando questo elemento per aumentare il loro appeal, la capacità di presa, nei confronti dei potenziali clienti. E un&#8217;ottima notizia. Mentre il caso Volkswagen scuote alle fondamenta il mito dell&#8217;affidabilità tedesca, i consumatori di molte aree del mondo considerano l&#8217;italianità un valore di riferimento. E poiché &#8211; ancora troppo spesso &#8211; i prodotti italiani non riescono ad arrivare direttamente sui mercati che li richiedono, a causa delle debolezze strutturali del nostro sistema imprenditoriale, dilaga in ogni angolo del mondo il semplice (e truffaldino)<em> italian sounding,</em> l&#8217;acquisto di prodotti che d&#8217;italiano hanno solo il nome, o addirittura usano strane &#8220;imitazioni&#8221; della lingua italiana. E quello che il Censis definisce «il valore economico della bellezza», un valore che per molti anni abbiamo sottovalutato o neanche stimato. Eppure oggi &#8211; insieme a Cina, Germania, Giappone e Corea &#8211; l&#8217;<strong>Italia è uno dei soli 5 Paesi del G-20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari</strong>: al punto da poter vantare quasi <strong>mille prodotti in cui siamo tra i primi tre posti al mondo per saldo commerciale attivo con l&#8217;estero</strong>. In altri termini, escludendo l&#8217;energia e le materie prime agricole e minerarie, l&#8217;Italia è uno dei Paesi più competitivi a livello mondiale nella produzione. Lo dimostra anche ciò che sta accadendo nelle (sempre più frequenti) acquisizioni di aziende italiane da parte di gruppi stranieri: le produzioni &#8211; soprattutto quelle più sofisticate &#8211; vengono lasciate in Italia dall&#8217;azionista straniero, per<strong> non perdere le capacità realizzative dei nostri artigiani</strong> e dei nostri operai. Gli italiani sanno ancora produrre, dunque. E il mondo se ne sta accorgendo. <strong>@FFDelzio</strong></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/litalianita-e-un-valore-parola-di-supermercato/">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/litalianita-e-un-valore-parola-di-supermercato/">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-38013 post type-post status-publish format-standard hentry category-news category-senza-categoria tag-made-in-italy" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-38021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg" alt="Made-in-Italy" width="701" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy.jpg 701w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Made-in-Italy-300x128.jpg 300w" sizes="(max-width: 701px) 100vw, 701px" />Pubblichiamo un&#8217;analisi sul valore del made in Italy, a firma di <strong>Francesco Delzio,</strong> apparsa sul quotidiano &#8216;<strong>Avvenire</strong>&#8216; del <strong>26 settembre 2015.</strong></p>
<p>II nostro è uno dei soli cinque Paesi del Gruppo dei 20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari. L&#8217;italianità come sinonimo di valore e di qualità, di &#8220;ben fatto&#8221;<span id="more-38013"></span>. Non è soltanto uno slogan, non è la solita illusione di un popolo che ama cullarsi sugli allori. Il fenomeno al quale possiamo assistere facilmente facendo la spesa in un supermercato, curiosando tra gli scaffali di una boutique di moda, visitando un negozio di arredamento a Roma, a Milano o in qualsiasi altra città o paese d&#8217;Italia, dalle metropoli alla provincia. E noteremmo lo stesso fenomeno se fossimo a New York oppure a Shangai, a Berlino oppure a Mosca. <strong>Si moltiplicano in Italia e nel mondo i prodotti alimentari e manifatturieri che enfatizzano il loro essere prodotti in Italia o da ingredienti italiani</strong>, sbandierando questo elemento per aumentare il loro appeal, la capacità di presa, nei confronti dei potenziali clienti. E un&#8217;ottima notizia. Mentre il caso Volkswagen scuote alle fondamenta il mito dell&#8217;affidabilità tedesca, i consumatori di molte aree del mondo considerano l&#8217;italianità un valore di riferimento. E poiché &#8211; ancora troppo spesso &#8211; i prodotti italiani non riescono ad arrivare direttamente sui mercati che li richiedono, a causa delle debolezze strutturali del nostro sistema imprenditoriale, dilaga in ogni angolo del mondo il semplice (e truffaldino)<em> italian sounding,</em> l&#8217;acquisto di prodotti che d&#8217;italiano hanno solo il nome, o addirittura usano strane &#8220;imitazioni&#8221; della lingua italiana. E quello che il Censis definisce «il valore economico della bellezza», un valore che per molti anni abbiamo sottovalutato o neanche stimato. Eppure oggi &#8211; insieme a Cina, Germania, Giappone e Corea &#8211; l&#8217;<strong>Italia è uno dei soli 5 Paesi del G-20 ad avere un surplus strutturale con l&#8217;estero nei prodotti manufatti non alimentari</strong>: al punto da poter vantare quasi <strong>mille prodotti in cui siamo tra i primi tre posti al mondo per saldo commerciale attivo con l&#8217;estero</strong>. In altri termini, escludendo l&#8217;energia e le materie prime agricole e minerarie, l&#8217;Italia è uno dei Paesi più competitivi a livello mondiale nella produzione. Lo dimostra anche ciò che sta accadendo nelle (sempre più frequenti) acquisizioni di aziende italiane da parte di gruppi stranieri: le produzioni &#8211; soprattutto quelle più sofisticate &#8211; vengono lasciate in Italia dall&#8217;azionista straniero, per<strong> non perdere le capacità realizzative dei nostri artigiani</strong> e dei nostri operai. Gli italiani sanno ancora produrre, dunque. E il mondo se ne sta accorgendo. <strong>@FFDelzio</strong></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/litalianita-e-un-valore-parola-di-supermercato/">L&#8217;italianità è un valore. Parola di (super)mercato</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>L&#039;italianità è un valore. Parola di (super)mercato - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Mon, 11 Jul 2022 12:55:42 +0000</lastBuildDate>
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