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	<title>Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Piano Casa è strategico per Italia e rilancio Pmi costruzioni. Valorizzare filiere a km 0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 17:33:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[piano casa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Aprile 2026·COSTRUZIONI Piano Casa è strategico per Italia e rilancio Pmi costruzioni. Valorizzare filiere a km 0 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/il-business-del-paghero-soffoca-le-imprese-fornitrici-la-testimonianza-di-un-imprenditore-veneto/">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-39020 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie tag-moda tag-treviso tag-veneto" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-39021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO.png" alt="GIULIANO_SECCO" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Quando una delle più grandi aziende italiane della moda gli ha proposto il pagamento di una commessa a 210 giorni, Giuliano Secco, titolare della Tiemme di Badoere di Morgano, in provincia di Treviso, un’azienda artigiana contoterzista che lavora per grandi marche dell’abbigliamento<span id="more-39020"></span>, si è alzato dalla sedia e se ne è andato.</p>
<p>Ma per un imprenditore che non accetta di sottomettersi a condizioni di pagamento capestro, tanti altri scelgono di portare a casa la commessa, sapendo in partenza di rimetterci. O di guadagnare, a patto di commettere ogni genere di irregolarità amministrativa, previdenziale e fiscale.</p>
<p>Gli strumenti legislativi per limitare “le prassi aziendali” della grande committenza ci sarebbero, ma sono regolarmente disattesi a danno delle piccole imprese. <em>&#8220;Un meccanismo perverso&#8221; spiega Giuliano Secco che oltre ad essere un imprenditore è pure il presidente nazionale di Confartigianato Abbigliamento. &#8220;Le leggi italiane e quelle europee parlano chiaro: i pagamenti devono avvenire entro il termine massimo di 60 giorni. Le parti possono però concordare tempi di pagamento più lunghi ma lo devono fare attraverso un regolare contratto. Io posso anche accettare il termine di 210 giorni per il saldo della fattura, ma lo devo mettere nero su bianco. Il punto è proprio questo. Le grandi imprese non ci fanno sottoscrivere contratti perché non rispettando gli accordi andrebbero incontro a sanzioni. E non possiamo neppure forzare troppo la mano nel far valere i nostri diritti perché rischiamo di perdere il cliente. E in questi tempi perdere il cliente vuol dire farsi male da soli, insomma chiudere&#8221;. </em></p>
<p>Eppure secondo le statistiche europee, nel nostro Paese i tempi di pagamento tra privati stanno migliorando: dai 94 giorni del 2014 si è scesi agli attuali 80. Ma siamo sempre lontanissimi dalla media europea di 45 giorni. Eppoi ogni settore produttivo ha i suoi tempi di pagamento, magari non scritti; quelli della moda ad esempio scendono difficilmente sotto i 120 giorni.</p>
<p>Se le piccole imprese non ce la fanno più a subire, anche tra gli industriali serpeggia il dubbio che così non si può andare avanti. Se ne è accorta anche Assolombarda che nel 2014 ha varato il Codice italiano dei pagamenti responsabili, un codice etico volontario che piace a Giuliano Secco, che vorrebbe vederlo adottato anche dalle industrie venete.</p>
<p><em>&#8220;Gli industriali &#8211;</em> osserva Secco<em> &#8211;  si lamentano che lo Stato li paga in 6 o 8 mesi. Ora però si sono accorti che anche loro nei nostri confronti sono dei ‘cattivi pagatori&#8221;. Io spero che tutte le grandi aziende aderiscano a questo codice perché noi siamo veramente nei problemi seri. Il contoterzismo presta manodopera, non commercializza prodotti con un proprio marchio, di conseguenza non ha grossi guadagni. E aver pagamenti a 120 o 210 giorni vuol dire che noi riusciamo più a restare in piedi&#8221;.</em></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/il-business-del-paghero-soffoca-le-imprese-fornitrici-la-testimonianza-di-un-imprenditore-veneto/">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Tax Reform Index di Confartigianato: riforma fiscale attuata al 65%. In prima pagina su IlSole24Ore</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/riforma-fiscale-attuata-al-65-confartigianato-presenta-il-tax-reform-index/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 06:36:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Tax Reform Index]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Carbone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 30 Aprile 2026·FISCO Il Tax Reform Index di Confartigianato: riforma fiscale attuata al 65%. In prima pagina su IlSole24Ore [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/il-business-del-paghero-soffoca-le-imprese-fornitrici-la-testimonianza-di-un-imprenditore-veneto/">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-39020 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie tag-moda tag-treviso tag-veneto" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-39021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO.png" alt="GIULIANO_SECCO" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Quando una delle più grandi aziende italiane della moda gli ha proposto il pagamento di una commessa a 210 giorni, Giuliano Secco, titolare della Tiemme di Badoere di Morgano, in provincia di Treviso, un’azienda artigiana contoterzista che lavora per grandi marche dell’abbigliamento<span id="more-39020"></span>, si è alzato dalla sedia e se ne è andato.</p>
<p>Ma per un imprenditore che non accetta di sottomettersi a condizioni di pagamento capestro, tanti altri scelgono di portare a casa la commessa, sapendo in partenza di rimetterci. O di guadagnare, a patto di commettere ogni genere di irregolarità amministrativa, previdenziale e fiscale.</p>
<p>Gli strumenti legislativi per limitare “le prassi aziendali” della grande committenza ci sarebbero, ma sono regolarmente disattesi a danno delle piccole imprese. <em>&#8220;Un meccanismo perverso&#8221; spiega Giuliano Secco che oltre ad essere un imprenditore è pure il presidente nazionale di Confartigianato Abbigliamento. &#8220;Le leggi italiane e quelle europee parlano chiaro: i pagamenti devono avvenire entro il termine massimo di 60 giorni. Le parti possono però concordare tempi di pagamento più lunghi ma lo devono fare attraverso un regolare contratto. Io posso anche accettare il termine di 210 giorni per il saldo della fattura, ma lo devo mettere nero su bianco. Il punto è proprio questo. Le grandi imprese non ci fanno sottoscrivere contratti perché non rispettando gli accordi andrebbero incontro a sanzioni. E non possiamo neppure forzare troppo la mano nel far valere i nostri diritti perché rischiamo di perdere il cliente. E in questi tempi perdere il cliente vuol dire farsi male da soli, insomma chiudere&#8221;. </em></p>
<p>Eppure secondo le statistiche europee, nel nostro Paese i tempi di pagamento tra privati stanno migliorando: dai 94 giorni del 2014 si è scesi agli attuali 80. Ma siamo sempre lontanissimi dalla media europea di 45 giorni. Eppoi ogni settore produttivo ha i suoi tempi di pagamento, magari non scritti; quelli della moda ad esempio scendono difficilmente sotto i 120 giorni.</p>
<p>Se le piccole imprese non ce la fanno più a subire, anche tra gli industriali serpeggia il dubbio che così non si può andare avanti. Se ne è accorta anche Assolombarda che nel 2014 ha varato il Codice italiano dei pagamenti responsabili, un codice etico volontario che piace a Giuliano Secco, che vorrebbe vederlo adottato anche dalle industrie venete.</p>
<p><em>&#8220;Gli industriali &#8211;</em> osserva Secco<em> &#8211;  si lamentano che lo Stato li paga in 6 o 8 mesi. Ora però si sono accorti che anche loro nei nostri confronti sono dei ‘cattivi pagatori&#8221;. Io spero che tutte le grandi aziende aderiscano a questo codice perché noi siamo veramente nei problemi seri. Il contoterzismo presta manodopera, non commercializza prodotti con un proprio marchio, di conseguenza non ha grossi guadagni. E aver pagamenti a 120 o 210 giorni vuol dire che noi riusciamo più a restare in piedi&#8221;.</em></p>
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		<item>
		<title>Confartigianato porta a Londra le eccellenze artigiane alla prima edizione di “Real Italian Food &#038; Wine Experience”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-porta-a-londra-le-eccellenze-artigiane-alla-prima-edizione-di-real-italian-food-wine-experience/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 14:09:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Real Italian Food & Wine Experience]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Aprile 2026·MERCATI ESTERI Confartigianato porta a Londra le eccellenze artigiane alla prima edizione di “Real Italian Food &#038; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/il-business-del-paghero-soffoca-le-imprese-fornitrici-la-testimonianza-di-un-imprenditore-veneto/">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-39021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO.png" alt="GIULIANO_SECCO" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Quando una delle più grandi aziende italiane della moda gli ha proposto il pagamento di una commessa a 210 giorni, Giuliano Secco, titolare della Tiemme di Badoere di Morgano, in provincia di Treviso, un’azienda artigiana contoterzista che lavora per grandi marche dell’abbigliamento<span id="more-39020"></span>, si è alzato dalla sedia e se ne è andato.</p>
<p>Ma per un imprenditore che non accetta di sottomettersi a condizioni di pagamento capestro, tanti altri scelgono di portare a casa la commessa, sapendo in partenza di rimetterci. O di guadagnare, a patto di commettere ogni genere di irregolarità amministrativa, previdenziale e fiscale.</p>
<p>Gli strumenti legislativi per limitare “le prassi aziendali” della grande committenza ci sarebbero, ma sono regolarmente disattesi a danno delle piccole imprese. <em>&#8220;Un meccanismo perverso&#8221; spiega Giuliano Secco che oltre ad essere un imprenditore è pure il presidente nazionale di Confartigianato Abbigliamento. &#8220;Le leggi italiane e quelle europee parlano chiaro: i pagamenti devono avvenire entro il termine massimo di 60 giorni. Le parti possono però concordare tempi di pagamento più lunghi ma lo devono fare attraverso un regolare contratto. Io posso anche accettare il termine di 210 giorni per il saldo della fattura, ma lo devo mettere nero su bianco. Il punto è proprio questo. Le grandi imprese non ci fanno sottoscrivere contratti perché non rispettando gli accordi andrebbero incontro a sanzioni. E non possiamo neppure forzare troppo la mano nel far valere i nostri diritti perché rischiamo di perdere il cliente. E in questi tempi perdere il cliente vuol dire farsi male da soli, insomma chiudere&#8221;. </em></p>
<p>Eppure secondo le statistiche europee, nel nostro Paese i tempi di pagamento tra privati stanno migliorando: dai 94 giorni del 2014 si è scesi agli attuali 80. Ma siamo sempre lontanissimi dalla media europea di 45 giorni. Eppoi ogni settore produttivo ha i suoi tempi di pagamento, magari non scritti; quelli della moda ad esempio scendono difficilmente sotto i 120 giorni.</p>
<p>Se le piccole imprese non ce la fanno più a subire, anche tra gli industriali serpeggia il dubbio che così non si può andare avanti. Se ne è accorta anche Assolombarda che nel 2014 ha varato il Codice italiano dei pagamenti responsabili, un codice etico volontario che piace a Giuliano Secco, che vorrebbe vederlo adottato anche dalle industrie venete.</p>
<p><em>&#8220;Gli industriali &#8211;</em> osserva Secco<em> &#8211;  si lamentano che lo Stato li paga in 6 o 8 mesi. Ora però si sono accorti che anche loro nei nostri confronti sono dei ‘cattivi pagatori&#8221;. Io spero che tutte le grandi aziende aderiscano a questo codice perché noi siamo veramente nei problemi seri. Il contoterzismo presta manodopera, non commercializza prodotti con un proprio marchio, di conseguenza non ha grossi guadagni. E aver pagamenti a 120 o 210 giorni vuol dire che noi riusciamo più a restare in piedi&#8221;.</em></p>
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			</item>
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		<title>Dl lavoro &#8211; Bene incentivi, ma servono misure a lungo termine e senza limiti uso per Pmi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/dl-lavoro-bene-incentivi-ma-servono-misure-a-lungo-termine-e-senza-limiti-uso-per-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 17:10:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[dl lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Aprile 2026·LAVORO Dl lavoro &#8211; Bene incentivi, ma servono misure a lungo termine e senza limiti uso [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/il-business-del-paghero-soffoca-le-imprese-fornitrici-la-testimonianza-di-un-imprenditore-veneto/">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-39021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO.png" alt="GIULIANO_SECCO" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Quando una delle più grandi aziende italiane della moda gli ha proposto il pagamento di una commessa a 210 giorni, Giuliano Secco, titolare della Tiemme di Badoere di Morgano, in provincia di Treviso, un’azienda artigiana contoterzista che lavora per grandi marche dell’abbigliamento<span id="more-39020"></span>, si è alzato dalla sedia e se ne è andato.</p>
<p>Ma per un imprenditore che non accetta di sottomettersi a condizioni di pagamento capestro, tanti altri scelgono di portare a casa la commessa, sapendo in partenza di rimetterci. O di guadagnare, a patto di commettere ogni genere di irregolarità amministrativa, previdenziale e fiscale.</p>
<p>Gli strumenti legislativi per limitare “le prassi aziendali” della grande committenza ci sarebbero, ma sono regolarmente disattesi a danno delle piccole imprese. <em>&#8220;Un meccanismo perverso&#8221; spiega Giuliano Secco che oltre ad essere un imprenditore è pure il presidente nazionale di Confartigianato Abbigliamento. &#8220;Le leggi italiane e quelle europee parlano chiaro: i pagamenti devono avvenire entro il termine massimo di 60 giorni. Le parti possono però concordare tempi di pagamento più lunghi ma lo devono fare attraverso un regolare contratto. Io posso anche accettare il termine di 210 giorni per il saldo della fattura, ma lo devo mettere nero su bianco. Il punto è proprio questo. Le grandi imprese non ci fanno sottoscrivere contratti perché non rispettando gli accordi andrebbero incontro a sanzioni. E non possiamo neppure forzare troppo la mano nel far valere i nostri diritti perché rischiamo di perdere il cliente. E in questi tempi perdere il cliente vuol dire farsi male da soli, insomma chiudere&#8221;. </em></p>
<p>Eppure secondo le statistiche europee, nel nostro Paese i tempi di pagamento tra privati stanno migliorando: dai 94 giorni del 2014 si è scesi agli attuali 80. Ma siamo sempre lontanissimi dalla media europea di 45 giorni. Eppoi ogni settore produttivo ha i suoi tempi di pagamento, magari non scritti; quelli della moda ad esempio scendono difficilmente sotto i 120 giorni.</p>
<p>Se le piccole imprese non ce la fanno più a subire, anche tra gli industriali serpeggia il dubbio che così non si può andare avanti. Se ne è accorta anche Assolombarda che nel 2014 ha varato il Codice italiano dei pagamenti responsabili, un codice etico volontario che piace a Giuliano Secco, che vorrebbe vederlo adottato anche dalle industrie venete.</p>
<p><em>&#8220;Gli industriali &#8211;</em> osserva Secco<em> &#8211;  si lamentano che lo Stato li paga in 6 o 8 mesi. Ora però si sono accorti che anche loro nei nostri confronti sono dei ‘cattivi pagatori&#8221;. Io spero che tutte le grandi aziende aderiscano a questo codice perché noi siamo veramente nei problemi seri. Il contoterzismo presta manodopera, non commercializza prodotti con un proprio marchio, di conseguenza non ha grossi guadagni. E aver pagamenti a 120 o 210 giorni vuol dire che noi riusciamo più a restare in piedi&#8221;.</em></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/il-business-del-paghero-soffoca-le-imprese-fornitrici-la-testimonianza-di-un-imprenditore-veneto/">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Verso 1° maggio: in quattro anni di elevata turbolenza cresce a doppia cifra (+11,2%) il lavoro dipendente stabile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/verso-1-maggio-in-quattro-anni-di-elevata-turbolenza-cresce-a-doppia-cifra-112-il-lavoro-dipendente-stabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 11:09:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 28 Aprile 2026·LAVORO Verso 1° maggio: in quattro anni di elevata turbolenza cresce a doppia cifra (+11,2%) il lavoro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/il-business-del-paghero-soffoca-le-imprese-fornitrici-la-testimonianza-di-un-imprenditore-veneto/">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-39021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO.png" alt="GIULIANO_SECCO" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Quando una delle più grandi aziende italiane della moda gli ha proposto il pagamento di una commessa a 210 giorni, Giuliano Secco, titolare della Tiemme di Badoere di Morgano, in provincia di Treviso, un’azienda artigiana contoterzista che lavora per grandi marche dell’abbigliamento<span id="more-39020"></span>, si è alzato dalla sedia e se ne è andato.</p>
<p>Ma per un imprenditore che non accetta di sottomettersi a condizioni di pagamento capestro, tanti altri scelgono di portare a casa la commessa, sapendo in partenza di rimetterci. O di guadagnare, a patto di commettere ogni genere di irregolarità amministrativa, previdenziale e fiscale.</p>
<p>Gli strumenti legislativi per limitare “le prassi aziendali” della grande committenza ci sarebbero, ma sono regolarmente disattesi a danno delle piccole imprese. <em>&#8220;Un meccanismo perverso&#8221; spiega Giuliano Secco che oltre ad essere un imprenditore è pure il presidente nazionale di Confartigianato Abbigliamento. &#8220;Le leggi italiane e quelle europee parlano chiaro: i pagamenti devono avvenire entro il termine massimo di 60 giorni. Le parti possono però concordare tempi di pagamento più lunghi ma lo devono fare attraverso un regolare contratto. Io posso anche accettare il termine di 210 giorni per il saldo della fattura, ma lo devo mettere nero su bianco. Il punto è proprio questo. Le grandi imprese non ci fanno sottoscrivere contratti perché non rispettando gli accordi andrebbero incontro a sanzioni. E non possiamo neppure forzare troppo la mano nel far valere i nostri diritti perché rischiamo di perdere il cliente. E in questi tempi perdere il cliente vuol dire farsi male da soli, insomma chiudere&#8221;. </em></p>
<p>Eppure secondo le statistiche europee, nel nostro Paese i tempi di pagamento tra privati stanno migliorando: dai 94 giorni del 2014 si è scesi agli attuali 80. Ma siamo sempre lontanissimi dalla media europea di 45 giorni. Eppoi ogni settore produttivo ha i suoi tempi di pagamento, magari non scritti; quelli della moda ad esempio scendono difficilmente sotto i 120 giorni.</p>
<p>Se le piccole imprese non ce la fanno più a subire, anche tra gli industriali serpeggia il dubbio che così non si può andare avanti. Se ne è accorta anche Assolombarda che nel 2014 ha varato il Codice italiano dei pagamenti responsabili, un codice etico volontario che piace a Giuliano Secco, che vorrebbe vederlo adottato anche dalle industrie venete.</p>
<p><em>&#8220;Gli industriali &#8211;</em> osserva Secco<em> &#8211;  si lamentano che lo Stato li paga in 6 o 8 mesi. Ora però si sono accorti che anche loro nei nostri confronti sono dei ‘cattivi pagatori&#8221;. Io spero che tutte le grandi aziende aderiscano a questo codice perché noi siamo veramente nei problemi seri. Il contoterzismo presta manodopera, non commercializza prodotti con un proprio marchio, di conseguenza non ha grossi guadagni. E aver pagamenti a 120 o 210 giorni vuol dire che noi riusciamo più a restare in piedi&#8221;.</em></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/il-business-del-paghero-soffoca-le-imprese-fornitrici-la-testimonianza-di-un-imprenditore-veneto/">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Bene la semplificazione degli incentivi. Ma la riforma non rimanga sospesa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/bene-la-semplificazione-degli-incentivi-ma-la-riforma-non-rimanga-sospesa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 10:10:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[riforma incentivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Aprile 2026·INCENTIVI Bene la semplificazione degli incentivi. Ma la riforma non rimanga sospesa “Una riforma necessaria per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/il-business-del-paghero-soffoca-le-imprese-fornitrici-la-testimonianza-di-un-imprenditore-veneto/">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-39021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO.png" alt="GIULIANO_SECCO" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Quando una delle più grandi aziende italiane della moda gli ha proposto il pagamento di una commessa a 210 giorni, Giuliano Secco, titolare della Tiemme di Badoere di Morgano, in provincia di Treviso, un’azienda artigiana contoterzista che lavora per grandi marche dell’abbigliamento<span id="more-39020"></span>, si è alzato dalla sedia e se ne è andato.</p>
<p>Ma per un imprenditore che non accetta di sottomettersi a condizioni di pagamento capestro, tanti altri scelgono di portare a casa la commessa, sapendo in partenza di rimetterci. O di guadagnare, a patto di commettere ogni genere di irregolarità amministrativa, previdenziale e fiscale.</p>
<p>Gli strumenti legislativi per limitare “le prassi aziendali” della grande committenza ci sarebbero, ma sono regolarmente disattesi a danno delle piccole imprese. <em>&#8220;Un meccanismo perverso&#8221; spiega Giuliano Secco che oltre ad essere un imprenditore è pure il presidente nazionale di Confartigianato Abbigliamento. &#8220;Le leggi italiane e quelle europee parlano chiaro: i pagamenti devono avvenire entro il termine massimo di 60 giorni. Le parti possono però concordare tempi di pagamento più lunghi ma lo devono fare attraverso un regolare contratto. Io posso anche accettare il termine di 210 giorni per il saldo della fattura, ma lo devo mettere nero su bianco. Il punto è proprio questo. Le grandi imprese non ci fanno sottoscrivere contratti perché non rispettando gli accordi andrebbero incontro a sanzioni. E non possiamo neppure forzare troppo la mano nel far valere i nostri diritti perché rischiamo di perdere il cliente. E in questi tempi perdere il cliente vuol dire farsi male da soli, insomma chiudere&#8221;. </em></p>
<p>Eppure secondo le statistiche europee, nel nostro Paese i tempi di pagamento tra privati stanno migliorando: dai 94 giorni del 2014 si è scesi agli attuali 80. Ma siamo sempre lontanissimi dalla media europea di 45 giorni. Eppoi ogni settore produttivo ha i suoi tempi di pagamento, magari non scritti; quelli della moda ad esempio scendono difficilmente sotto i 120 giorni.</p>
<p>Se le piccole imprese non ce la fanno più a subire, anche tra gli industriali serpeggia il dubbio che così non si può andare avanti. Se ne è accorta anche Assolombarda che nel 2014 ha varato il Codice italiano dei pagamenti responsabili, un codice etico volontario che piace a Giuliano Secco, che vorrebbe vederlo adottato anche dalle industrie venete.</p>
<p><em>&#8220;Gli industriali &#8211;</em> osserva Secco<em> &#8211;  si lamentano che lo Stato li paga in 6 o 8 mesi. Ora però si sono accorti che anche loro nei nostri confronti sono dei ‘cattivi pagatori&#8221;. Io spero che tutte le grandi aziende aderiscano a questo codice perché noi siamo veramente nei problemi seri. Il contoterzismo presta manodopera, non commercializza prodotti con un proprio marchio, di conseguenza non ha grossi guadagni. E aver pagamenti a 120 o 210 giorni vuol dire che noi riusciamo più a restare in piedi&#8221;.</em></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/il-business-del-paghero-soffoca-le-imprese-fornitrici-la-testimonianza-di-un-imprenditore-veneto/">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Su DFP condivisibile prudenza Governo. Urgono misure su energia, credito, competitività</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 07:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[DFP 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Aprile 2026·DFP 2026 Su DFP condivisibile prudenza Governo. Urgono misure su energia, credito, competitività Confartigianato, Cna e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/il-business-del-paghero-soffoca-le-imprese-fornitrici-la-testimonianza-di-un-imprenditore-veneto/">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</h1>
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<p>Quando una delle più grandi aziende italiane della moda gli ha proposto il pagamento di una commessa a 210 giorni, Giuliano Secco, titolare della Tiemme di Badoere di Morgano, in provincia di Treviso, un’azienda artigiana contoterzista che lavora per grandi marche dell’abbigliamento<span id="more-39020"></span>, si è alzato dalla sedia e se ne è andato.</p>
<p>Ma per un imprenditore che non accetta di sottomettersi a condizioni di pagamento capestro, tanti altri scelgono di portare a casa la commessa, sapendo in partenza di rimetterci. O di guadagnare, a patto di commettere ogni genere di irregolarità amministrativa, previdenziale e fiscale.</p>
<p>Gli strumenti legislativi per limitare “le prassi aziendali” della grande committenza ci sarebbero, ma sono regolarmente disattesi a danno delle piccole imprese. <em>&#8220;Un meccanismo perverso&#8221; spiega Giuliano Secco che oltre ad essere un imprenditore è pure il presidente nazionale di Confartigianato Abbigliamento. &#8220;Le leggi italiane e quelle europee parlano chiaro: i pagamenti devono avvenire entro il termine massimo di 60 giorni. Le parti possono però concordare tempi di pagamento più lunghi ma lo devono fare attraverso un regolare contratto. Io posso anche accettare il termine di 210 giorni per il saldo della fattura, ma lo devo mettere nero su bianco. Il punto è proprio questo. Le grandi imprese non ci fanno sottoscrivere contratti perché non rispettando gli accordi andrebbero incontro a sanzioni. E non possiamo neppure forzare troppo la mano nel far valere i nostri diritti perché rischiamo di perdere il cliente. E in questi tempi perdere il cliente vuol dire farsi male da soli, insomma chiudere&#8221;. </em></p>
<p>Eppure secondo le statistiche europee, nel nostro Paese i tempi di pagamento tra privati stanno migliorando: dai 94 giorni del 2014 si è scesi agli attuali 80. Ma siamo sempre lontanissimi dalla media europea di 45 giorni. Eppoi ogni settore produttivo ha i suoi tempi di pagamento, magari non scritti; quelli della moda ad esempio scendono difficilmente sotto i 120 giorni.</p>
<p>Se le piccole imprese non ce la fanno più a subire, anche tra gli industriali serpeggia il dubbio che così non si può andare avanti. Se ne è accorta anche Assolombarda che nel 2014 ha varato il Codice italiano dei pagamenti responsabili, un codice etico volontario che piace a Giuliano Secco, che vorrebbe vederlo adottato anche dalle industrie venete.</p>
<p><em>&#8220;Gli industriali &#8211;</em> osserva Secco<em> &#8211;  si lamentano che lo Stato li paga in 6 o 8 mesi. Ora però si sono accorti che anche loro nei nostri confronti sono dei ‘cattivi pagatori&#8221;. Io spero che tutte le grandi aziende aderiscano a questo codice perché noi siamo veramente nei problemi seri. Il contoterzismo presta manodopera, non commercializza prodotti con un proprio marchio, di conseguenza non ha grossi guadagni. E aver pagamenti a 120 o 210 giorni vuol dire che noi riusciamo più a restare in piedi&#8221;.</em></p>
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		<item>
		<title>Confartigianato presenta il Tax Reform Index: come cambia il fisco per artigiani e Mpi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-presenta-il-tax-reform-index-come-cambia-il-fisco-per-artigiani-e-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 14:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Tamburini]]></category>
		<category><![CDATA[giancarlo giorgetti]]></category>
		<category><![CDATA[Jean Marie Del Bo]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Tax Reform Index]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Carbone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 27 Aprile 2026·EVENTI Confartigianato presenta il Tax Reform Index: come cambia il fisco per artigiani e Mpi A quasi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/il-business-del-paghero-soffoca-le-imprese-fornitrici-la-testimonianza-di-un-imprenditore-veneto/">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-39020 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie tag-moda tag-treviso tag-veneto" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</h1>
</div>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-39021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO.png" alt="GIULIANO_SECCO" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Quando una delle più grandi aziende italiane della moda gli ha proposto il pagamento di una commessa a 210 giorni, Giuliano Secco, titolare della Tiemme di Badoere di Morgano, in provincia di Treviso, un’azienda artigiana contoterzista che lavora per grandi marche dell’abbigliamento<span id="more-39020"></span>, si è alzato dalla sedia e se ne è andato.</p>
<p>Ma per un imprenditore che non accetta di sottomettersi a condizioni di pagamento capestro, tanti altri scelgono di portare a casa la commessa, sapendo in partenza di rimetterci. O di guadagnare, a patto di commettere ogni genere di irregolarità amministrativa, previdenziale e fiscale.</p>
<p>Gli strumenti legislativi per limitare “le prassi aziendali” della grande committenza ci sarebbero, ma sono regolarmente disattesi a danno delle piccole imprese. <em>&#8220;Un meccanismo perverso&#8221; spiega Giuliano Secco che oltre ad essere un imprenditore è pure il presidente nazionale di Confartigianato Abbigliamento. &#8220;Le leggi italiane e quelle europee parlano chiaro: i pagamenti devono avvenire entro il termine massimo di 60 giorni. Le parti possono però concordare tempi di pagamento più lunghi ma lo devono fare attraverso un regolare contratto. Io posso anche accettare il termine di 210 giorni per il saldo della fattura, ma lo devo mettere nero su bianco. Il punto è proprio questo. Le grandi imprese non ci fanno sottoscrivere contratti perché non rispettando gli accordi andrebbero incontro a sanzioni. E non possiamo neppure forzare troppo la mano nel far valere i nostri diritti perché rischiamo di perdere il cliente. E in questi tempi perdere il cliente vuol dire farsi male da soli, insomma chiudere&#8221;. </em></p>
<p>Eppure secondo le statistiche europee, nel nostro Paese i tempi di pagamento tra privati stanno migliorando: dai 94 giorni del 2014 si è scesi agli attuali 80. Ma siamo sempre lontanissimi dalla media europea di 45 giorni. Eppoi ogni settore produttivo ha i suoi tempi di pagamento, magari non scritti; quelli della moda ad esempio scendono difficilmente sotto i 120 giorni.</p>
<p>Se le piccole imprese non ce la fanno più a subire, anche tra gli industriali serpeggia il dubbio che così non si può andare avanti. Se ne è accorta anche Assolombarda che nel 2014 ha varato il Codice italiano dei pagamenti responsabili, un codice etico volontario che piace a Giuliano Secco, che vorrebbe vederlo adottato anche dalle industrie venete.</p>
<p><em>&#8220;Gli industriali &#8211;</em> osserva Secco<em> &#8211;  si lamentano che lo Stato li paga in 6 o 8 mesi. Ora però si sono accorti che anche loro nei nostri confronti sono dei ‘cattivi pagatori&#8221;. Io spero che tutte le grandi aziende aderiscano a questo codice perché noi siamo veramente nei problemi seri. Il contoterzismo presta manodopera, non commercializza prodotti con un proprio marchio, di conseguenza non ha grossi guadagni. E aver pagamenti a 120 o 210 giorni vuol dire che noi riusciamo più a restare in piedi&#8221;.</em></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/il-business-del-paghero-soffoca-le-imprese-fornitrici-la-testimonianza-di-un-imprenditore-veneto/">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Jacopo Poli è &#8216;Maestro del Made in Italy&#8217;: premiata impresa di Confartigianato Vicenza</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/jacopo-poli-e-maestro-del-made-in-italy-premiata-leccellenza-di-confartigianato-vicenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 21:47:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[jacopo poli]]></category>
		<category><![CDATA[poli distillerie]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Maestro del made in Italy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Aprile 2026·MADE IN ITALY Jacopo Poli è &#8216;Maestro del Made in Italy&#8217;: premiata impresa di Confartigianato Vicenza Jacopo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/il-business-del-paghero-soffoca-le-imprese-fornitrici-la-testimonianza-di-un-imprenditore-veneto/">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-39021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO.png" alt="GIULIANO_SECCO" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Quando una delle più grandi aziende italiane della moda gli ha proposto il pagamento di una commessa a 210 giorni, Giuliano Secco, titolare della Tiemme di Badoere di Morgano, in provincia di Treviso, un’azienda artigiana contoterzista che lavora per grandi marche dell’abbigliamento<span id="more-39020"></span>, si è alzato dalla sedia e se ne è andato.</p>
<p>Ma per un imprenditore che non accetta di sottomettersi a condizioni di pagamento capestro, tanti altri scelgono di portare a casa la commessa, sapendo in partenza di rimetterci. O di guadagnare, a patto di commettere ogni genere di irregolarità amministrativa, previdenziale e fiscale.</p>
<p>Gli strumenti legislativi per limitare “le prassi aziendali” della grande committenza ci sarebbero, ma sono regolarmente disattesi a danno delle piccole imprese. <em>&#8220;Un meccanismo perverso&#8221; spiega Giuliano Secco che oltre ad essere un imprenditore è pure il presidente nazionale di Confartigianato Abbigliamento. &#8220;Le leggi italiane e quelle europee parlano chiaro: i pagamenti devono avvenire entro il termine massimo di 60 giorni. Le parti possono però concordare tempi di pagamento più lunghi ma lo devono fare attraverso un regolare contratto. Io posso anche accettare il termine di 210 giorni per il saldo della fattura, ma lo devo mettere nero su bianco. Il punto è proprio questo. Le grandi imprese non ci fanno sottoscrivere contratti perché non rispettando gli accordi andrebbero incontro a sanzioni. E non possiamo neppure forzare troppo la mano nel far valere i nostri diritti perché rischiamo di perdere il cliente. E in questi tempi perdere il cliente vuol dire farsi male da soli, insomma chiudere&#8221;. </em></p>
<p>Eppure secondo le statistiche europee, nel nostro Paese i tempi di pagamento tra privati stanno migliorando: dai 94 giorni del 2014 si è scesi agli attuali 80. Ma siamo sempre lontanissimi dalla media europea di 45 giorni. Eppoi ogni settore produttivo ha i suoi tempi di pagamento, magari non scritti; quelli della moda ad esempio scendono difficilmente sotto i 120 giorni.</p>
<p>Se le piccole imprese non ce la fanno più a subire, anche tra gli industriali serpeggia il dubbio che così non si può andare avanti. Se ne è accorta anche Assolombarda che nel 2014 ha varato il Codice italiano dei pagamenti responsabili, un codice etico volontario che piace a Giuliano Secco, che vorrebbe vederlo adottato anche dalle industrie venete.</p>
<p><em>&#8220;Gli industriali &#8211;</em> osserva Secco<em> &#8211;  si lamentano che lo Stato li paga in 6 o 8 mesi. Ora però si sono accorti che anche loro nei nostri confronti sono dei ‘cattivi pagatori&#8221;. Io spero che tutte le grandi aziende aderiscano a questo codice perché noi siamo veramente nei problemi seri. Il contoterzismo presta manodopera, non commercializza prodotti con un proprio marchio, di conseguenza non ha grossi guadagni. E aver pagamenti a 120 o 210 giorni vuol dire che noi riusciamo più a restare in piedi&#8221;.</em></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/il-business-del-paghero-soffoca-le-imprese-fornitrici-la-testimonianza-di-un-imprenditore-veneto/">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Indicazioni Geografiche: a Bruxelles Confartigianato fa il punto sulle nuove tutele per i prodotti artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/indicazioni-geografiche-a-bruxelles-confartigianato-fa-il-punto-sulle-nuove-tutele-per-i-prodotti-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 11:50:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[IG]]></category>
		<category><![CDATA[indicazioni geografiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Aprile 2026·MADE IN ITALY Indicazioni Geografiche: a Bruxelles Confartigianato fa il punto sulle nuove tutele per i prodotti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/il-business-del-paghero-soffoca-le-imprese-fornitrici-la-testimonianza-di-un-imprenditore-veneto/">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-39020 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie tag-moda tag-treviso tag-veneto" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-39021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO.png" alt="GIULIANO_SECCO" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Quando una delle più grandi aziende italiane della moda gli ha proposto il pagamento di una commessa a 210 giorni, Giuliano Secco, titolare della Tiemme di Badoere di Morgano, in provincia di Treviso, un’azienda artigiana contoterzista che lavora per grandi marche dell’abbigliamento<span id="more-39020"></span>, si è alzato dalla sedia e se ne è andato.</p>
<p>Ma per un imprenditore che non accetta di sottomettersi a condizioni di pagamento capestro, tanti altri scelgono di portare a casa la commessa, sapendo in partenza di rimetterci. O di guadagnare, a patto di commettere ogni genere di irregolarità amministrativa, previdenziale e fiscale.</p>
<p>Gli strumenti legislativi per limitare “le prassi aziendali” della grande committenza ci sarebbero, ma sono regolarmente disattesi a danno delle piccole imprese. <em>&#8220;Un meccanismo perverso&#8221; spiega Giuliano Secco che oltre ad essere un imprenditore è pure il presidente nazionale di Confartigianato Abbigliamento. &#8220;Le leggi italiane e quelle europee parlano chiaro: i pagamenti devono avvenire entro il termine massimo di 60 giorni. Le parti possono però concordare tempi di pagamento più lunghi ma lo devono fare attraverso un regolare contratto. Io posso anche accettare il termine di 210 giorni per il saldo della fattura, ma lo devo mettere nero su bianco. Il punto è proprio questo. Le grandi imprese non ci fanno sottoscrivere contratti perché non rispettando gli accordi andrebbero incontro a sanzioni. E non possiamo neppure forzare troppo la mano nel far valere i nostri diritti perché rischiamo di perdere il cliente. E in questi tempi perdere il cliente vuol dire farsi male da soli, insomma chiudere&#8221;. </em></p>
<p>Eppure secondo le statistiche europee, nel nostro Paese i tempi di pagamento tra privati stanno migliorando: dai 94 giorni del 2014 si è scesi agli attuali 80. Ma siamo sempre lontanissimi dalla media europea di 45 giorni. Eppoi ogni settore produttivo ha i suoi tempi di pagamento, magari non scritti; quelli della moda ad esempio scendono difficilmente sotto i 120 giorni.</p>
<p>Se le piccole imprese non ce la fanno più a subire, anche tra gli industriali serpeggia il dubbio che così non si può andare avanti. Se ne è accorta anche Assolombarda che nel 2014 ha varato il Codice italiano dei pagamenti responsabili, un codice etico volontario che piace a Giuliano Secco, che vorrebbe vederlo adottato anche dalle industrie venete.</p>
<p><em>&#8220;Gli industriali &#8211;</em> osserva Secco<em> &#8211;  si lamentano che lo Stato li paga in 6 o 8 mesi. Ora però si sono accorti che anche loro nei nostri confronti sono dei ‘cattivi pagatori&#8221;. Io spero che tutte le grandi aziende aderiscano a questo codice perché noi siamo veramente nei problemi seri. Il contoterzismo presta manodopera, non commercializza prodotti con un proprio marchio, di conseguenza non ha grossi guadagni. E aver pagamenti a 120 o 210 giorni vuol dire che noi riusciamo più a restare in piedi&#8221;.</em></p>
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		<title>Confartigianato conquista Hong Kong con moda e gioielleria tra artigianalità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-conquista-hong-kong-con-moda-e-gioielleria-tra-artigianalita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 10:48:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Hong Kong]]></category>
		<category><![CDATA[ice agenzia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Aprile 2026·MERCATI ESTERI Confartigianato conquista Hong Kong con moda e gioielleria tra artigianalità e innovazione Si è conclusa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/il-business-del-paghero-soffoca-le-imprese-fornitrici-la-testimonianza-di-un-imprenditore-veneto/">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Quando una delle più grandi aziende italiane della moda gli ha proposto il pagamento di una commessa a 210 giorni, Giuliano Secco, titolare della Tiemme di Badoere di Morgano, in provincia di Treviso, un’azienda artigiana contoterzista che lavora per grandi marche dell’abbigliamento<span id="more-39020"></span>, si è alzato dalla sedia e se ne è andato.</p>
<p>Ma per un imprenditore che non accetta di sottomettersi a condizioni di pagamento capestro, tanti altri scelgono di portare a casa la commessa, sapendo in partenza di rimetterci. O di guadagnare, a patto di commettere ogni genere di irregolarità amministrativa, previdenziale e fiscale.</p>
<p>Gli strumenti legislativi per limitare “le prassi aziendali” della grande committenza ci sarebbero, ma sono regolarmente disattesi a danno delle piccole imprese. <em>&#8220;Un meccanismo perverso&#8221; spiega Giuliano Secco che oltre ad essere un imprenditore è pure il presidente nazionale di Confartigianato Abbigliamento. &#8220;Le leggi italiane e quelle europee parlano chiaro: i pagamenti devono avvenire entro il termine massimo di 60 giorni. Le parti possono però concordare tempi di pagamento più lunghi ma lo devono fare attraverso un regolare contratto. Io posso anche accettare il termine di 210 giorni per il saldo della fattura, ma lo devo mettere nero su bianco. Il punto è proprio questo. Le grandi imprese non ci fanno sottoscrivere contratti perché non rispettando gli accordi andrebbero incontro a sanzioni. E non possiamo neppure forzare troppo la mano nel far valere i nostri diritti perché rischiamo di perdere il cliente. E in questi tempi perdere il cliente vuol dire farsi male da soli, insomma chiudere&#8221;. </em></p>
<p>Eppure secondo le statistiche europee, nel nostro Paese i tempi di pagamento tra privati stanno migliorando: dai 94 giorni del 2014 si è scesi agli attuali 80. Ma siamo sempre lontanissimi dalla media europea di 45 giorni. Eppoi ogni settore produttivo ha i suoi tempi di pagamento, magari non scritti; quelli della moda ad esempio scendono difficilmente sotto i 120 giorni.</p>
<p>Se le piccole imprese non ce la fanno più a subire, anche tra gli industriali serpeggia il dubbio che così non si può andare avanti. Se ne è accorta anche Assolombarda che nel 2014 ha varato il Codice italiano dei pagamenti responsabili, un codice etico volontario che piace a Giuliano Secco, che vorrebbe vederlo adottato anche dalle industrie venete.</p>
<p><em>&#8220;Gli industriali &#8211;</em> osserva Secco<em> &#8211;  si lamentano che lo Stato li paga in 6 o 8 mesi. Ora però si sono accorti che anche loro nei nostri confronti sono dei ‘cattivi pagatori&#8221;. Io spero che tutte le grandi aziende aderiscano a questo codice perché noi siamo veramente nei problemi seri. Il contoterzismo presta manodopera, non commercializza prodotti con un proprio marchio, di conseguenza non ha grossi guadagni. E aver pagamenti a 120 o 210 giorni vuol dire che noi riusciamo più a restare in piedi&#8221;.</em></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/il-business-del-paghero-soffoca-le-imprese-fornitrici-la-testimonianza-di-un-imprenditore-veneto/">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Nel 2025 la produzione di mobili sale del 3,5% vs +0,7% Ue. Il report di Confartigianato al Salone del Mobile a Milano</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/nel-2025-la-produzione-di-mobili-sale-del-35-vs-07-ue-il-report-di-confartigianato-al-salone-del-mobile-a-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 10:18:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[salone del mobile]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130880</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Aprile 2026·LEGNO E ARREDO Nel 2025 la produzione di mobili sale del 3,5% vs +0,7% Ue. Il report [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/il-business-del-paghero-soffoca-le-imprese-fornitrici-la-testimonianza-di-un-imprenditore-veneto/">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-39020 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie tag-moda tag-treviso tag-veneto" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-39021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO.png" alt="GIULIANO_SECCO" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Quando una delle più grandi aziende italiane della moda gli ha proposto il pagamento di una commessa a 210 giorni, Giuliano Secco, titolare della Tiemme di Badoere di Morgano, in provincia di Treviso, un’azienda artigiana contoterzista che lavora per grandi marche dell’abbigliamento<span id="more-39020"></span>, si è alzato dalla sedia e se ne è andato.</p>
<p>Ma per un imprenditore che non accetta di sottomettersi a condizioni di pagamento capestro, tanti altri scelgono di portare a casa la commessa, sapendo in partenza di rimetterci. O di guadagnare, a patto di commettere ogni genere di irregolarità amministrativa, previdenziale e fiscale.</p>
<p>Gli strumenti legislativi per limitare “le prassi aziendali” della grande committenza ci sarebbero, ma sono regolarmente disattesi a danno delle piccole imprese. <em>&#8220;Un meccanismo perverso&#8221; spiega Giuliano Secco che oltre ad essere un imprenditore è pure il presidente nazionale di Confartigianato Abbigliamento. &#8220;Le leggi italiane e quelle europee parlano chiaro: i pagamenti devono avvenire entro il termine massimo di 60 giorni. Le parti possono però concordare tempi di pagamento più lunghi ma lo devono fare attraverso un regolare contratto. Io posso anche accettare il termine di 210 giorni per il saldo della fattura, ma lo devo mettere nero su bianco. Il punto è proprio questo. Le grandi imprese non ci fanno sottoscrivere contratti perché non rispettando gli accordi andrebbero incontro a sanzioni. E non possiamo neppure forzare troppo la mano nel far valere i nostri diritti perché rischiamo di perdere il cliente. E in questi tempi perdere il cliente vuol dire farsi male da soli, insomma chiudere&#8221;. </em></p>
<p>Eppure secondo le statistiche europee, nel nostro Paese i tempi di pagamento tra privati stanno migliorando: dai 94 giorni del 2014 si è scesi agli attuali 80. Ma siamo sempre lontanissimi dalla media europea di 45 giorni. Eppoi ogni settore produttivo ha i suoi tempi di pagamento, magari non scritti; quelli della moda ad esempio scendono difficilmente sotto i 120 giorni.</p>
<p>Se le piccole imprese non ce la fanno più a subire, anche tra gli industriali serpeggia il dubbio che così non si può andare avanti. Se ne è accorta anche Assolombarda che nel 2014 ha varato il Codice italiano dei pagamenti responsabili, un codice etico volontario che piace a Giuliano Secco, che vorrebbe vederlo adottato anche dalle industrie venete.</p>
<p><em>&#8220;Gli industriali &#8211;</em> osserva Secco<em> &#8211;  si lamentano che lo Stato li paga in 6 o 8 mesi. Ora però si sono accorti che anche loro nei nostri confronti sono dei ‘cattivi pagatori&#8221;. Io spero che tutte le grandi aziende aderiscano a questo codice perché noi siamo veramente nei problemi seri. Il contoterzismo presta manodopera, non commercializza prodotti con un proprio marchio, di conseguenza non ha grossi guadagni. E aver pagamenti a 120 o 210 giorni vuol dire che noi riusciamo più a restare in piedi&#8221;.</em></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/il-business-del-paghero-soffoca-le-imprese-fornitrici-la-testimonianza-di-un-imprenditore-veneto/">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Al Mimit con il Ministro Urso al via la campagna nazionale &#8216;Artigianato, futuro del made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/oggi-al-mimit-con-il-ministro-urso-al-via-la-campagna-nazionale-artigianato-futuro-del-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 14:49:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[adolfo urso]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata nazionale del made in Italy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Aprile 2026·MADE IN ITALY Al Mimit con il Ministro Urso al via la campagna nazionale &#8216;Artigianato, futuro del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/il-business-del-paghero-soffoca-le-imprese-fornitrici-la-testimonianza-di-un-imprenditore-veneto/">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-39020 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie tag-moda tag-treviso tag-veneto" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</h1>
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</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-39021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO.png" alt="GIULIANO_SECCO" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Quando una delle più grandi aziende italiane della moda gli ha proposto il pagamento di una commessa a 210 giorni, Giuliano Secco, titolare della Tiemme di Badoere di Morgano, in provincia di Treviso, un’azienda artigiana contoterzista che lavora per grandi marche dell’abbigliamento<span id="more-39020"></span>, si è alzato dalla sedia e se ne è andato.</p>
<p>Ma per un imprenditore che non accetta di sottomettersi a condizioni di pagamento capestro, tanti altri scelgono di portare a casa la commessa, sapendo in partenza di rimetterci. O di guadagnare, a patto di commettere ogni genere di irregolarità amministrativa, previdenziale e fiscale.</p>
<p>Gli strumenti legislativi per limitare “le prassi aziendali” della grande committenza ci sarebbero, ma sono regolarmente disattesi a danno delle piccole imprese. <em>&#8220;Un meccanismo perverso&#8221; spiega Giuliano Secco che oltre ad essere un imprenditore è pure il presidente nazionale di Confartigianato Abbigliamento. &#8220;Le leggi italiane e quelle europee parlano chiaro: i pagamenti devono avvenire entro il termine massimo di 60 giorni. Le parti possono però concordare tempi di pagamento più lunghi ma lo devono fare attraverso un regolare contratto. Io posso anche accettare il termine di 210 giorni per il saldo della fattura, ma lo devo mettere nero su bianco. Il punto è proprio questo. Le grandi imprese non ci fanno sottoscrivere contratti perché non rispettando gli accordi andrebbero incontro a sanzioni. E non possiamo neppure forzare troppo la mano nel far valere i nostri diritti perché rischiamo di perdere il cliente. E in questi tempi perdere il cliente vuol dire farsi male da soli, insomma chiudere&#8221;. </em></p>
<p>Eppure secondo le statistiche europee, nel nostro Paese i tempi di pagamento tra privati stanno migliorando: dai 94 giorni del 2014 si è scesi agli attuali 80. Ma siamo sempre lontanissimi dalla media europea di 45 giorni. Eppoi ogni settore produttivo ha i suoi tempi di pagamento, magari non scritti; quelli della moda ad esempio scendono difficilmente sotto i 120 giorni.</p>
<p>Se le piccole imprese non ce la fanno più a subire, anche tra gli industriali serpeggia il dubbio che così non si può andare avanti. Se ne è accorta anche Assolombarda che nel 2014 ha varato il Codice italiano dei pagamenti responsabili, un codice etico volontario che piace a Giuliano Secco, che vorrebbe vederlo adottato anche dalle industrie venete.</p>
<p><em>&#8220;Gli industriali &#8211;</em> osserva Secco<em> &#8211;  si lamentano che lo Stato li paga in 6 o 8 mesi. Ora però si sono accorti che anche loro nei nostri confronti sono dei ‘cattivi pagatori&#8221;. Io spero che tutte le grandi aziende aderiscano a questo codice perché noi siamo veramente nei problemi seri. Il contoterzismo presta manodopera, non commercializza prodotti con un proprio marchio, di conseguenza non ha grossi guadagni. E aver pagamenti a 120 o 210 giorni vuol dire che noi riusciamo più a restare in piedi&#8221;.</em></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/il-business-del-paghero-soffoca-le-imprese-fornitrici-la-testimonianza-di-un-imprenditore-veneto/">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato sul Documento finanza pubblica 2026: “Serve risposta Ue su energia e vincoli bilancio”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-sul-documento-finanza-pubblica-2026-serve-risposta-ue-su-energia-e-vincoli-bilancio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 14:49:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[DFP 2026]]></category>
		<category><![CDATA[giancarlo giorgetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Aprile 2026·DFP 2026 Confartigianato sul Documento finanza pubblica 2026: “Serve risposta Ue su energia e vincoli bilancio” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/il-business-del-paghero-soffoca-le-imprese-fornitrici-la-testimonianza-di-un-imprenditore-veneto/">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
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<div class="box-article-cat clearfix post-39020 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie tag-moda tag-treviso tag-veneto" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-39021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO.png" alt="GIULIANO_SECCO" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Quando una delle più grandi aziende italiane della moda gli ha proposto il pagamento di una commessa a 210 giorni, Giuliano Secco, titolare della Tiemme di Badoere di Morgano, in provincia di Treviso, un’azienda artigiana contoterzista che lavora per grandi marche dell’abbigliamento<span id="more-39020"></span>, si è alzato dalla sedia e se ne è andato.</p>
<p>Ma per un imprenditore che non accetta di sottomettersi a condizioni di pagamento capestro, tanti altri scelgono di portare a casa la commessa, sapendo in partenza di rimetterci. O di guadagnare, a patto di commettere ogni genere di irregolarità amministrativa, previdenziale e fiscale.</p>
<p>Gli strumenti legislativi per limitare “le prassi aziendali” della grande committenza ci sarebbero, ma sono regolarmente disattesi a danno delle piccole imprese. <em>&#8220;Un meccanismo perverso&#8221; spiega Giuliano Secco che oltre ad essere un imprenditore è pure il presidente nazionale di Confartigianato Abbigliamento. &#8220;Le leggi italiane e quelle europee parlano chiaro: i pagamenti devono avvenire entro il termine massimo di 60 giorni. Le parti possono però concordare tempi di pagamento più lunghi ma lo devono fare attraverso un regolare contratto. Io posso anche accettare il termine di 210 giorni per il saldo della fattura, ma lo devo mettere nero su bianco. Il punto è proprio questo. Le grandi imprese non ci fanno sottoscrivere contratti perché non rispettando gli accordi andrebbero incontro a sanzioni. E non possiamo neppure forzare troppo la mano nel far valere i nostri diritti perché rischiamo di perdere il cliente. E in questi tempi perdere il cliente vuol dire farsi male da soli, insomma chiudere&#8221;. </em></p>
<p>Eppure secondo le statistiche europee, nel nostro Paese i tempi di pagamento tra privati stanno migliorando: dai 94 giorni del 2014 si è scesi agli attuali 80. Ma siamo sempre lontanissimi dalla media europea di 45 giorni. Eppoi ogni settore produttivo ha i suoi tempi di pagamento, magari non scritti; quelli della moda ad esempio scendono difficilmente sotto i 120 giorni.</p>
<p>Se le piccole imprese non ce la fanno più a subire, anche tra gli industriali serpeggia il dubbio che così non si può andare avanti. Se ne è accorta anche Assolombarda che nel 2014 ha varato il Codice italiano dei pagamenti responsabili, un codice etico volontario che piace a Giuliano Secco, che vorrebbe vederlo adottato anche dalle industrie venete.</p>
<p><em>&#8220;Gli industriali &#8211;</em> osserva Secco<em> &#8211;  si lamentano che lo Stato li paga in 6 o 8 mesi. Ora però si sono accorti che anche loro nei nostri confronti sono dei ‘cattivi pagatori&#8221;. Io spero che tutte le grandi aziende aderiscano a questo codice perché noi siamo veramente nei problemi seri. Il contoterzismo presta manodopera, non commercializza prodotti con un proprio marchio, di conseguenza non ha grossi guadagni. E aver pagamenti a 120 o 210 giorni vuol dire che noi riusciamo più a restare in piedi&#8221;.</em></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/il-business-del-paghero-soffoca-le-imprese-fornitrici-la-testimonianza-di-un-imprenditore-veneto/">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli: &#8220;Bene proposta Sen. De Carlo di aggiungere ‘artigianato&#8217; a denominazione Commissione Industria Senato&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-bene-proposta-sen-de-carlo-di-aggiungere-artigianato-a-denominazione-commissione-industria-senato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 12:15:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Luca De Carlo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130852</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Aprile 2026·SENATO Granelli: &#8220;Bene proposta Sen. De Carlo di aggiungere ‘artigianato&#8217; a denominazione Commissione Industria Senato&#8221; “Accogliamo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/il-business-del-paghero-soffoca-le-imprese-fornitrici-la-testimonianza-di-un-imprenditore-veneto/">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-39020 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie tag-moda tag-treviso tag-veneto" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-39021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO.png" alt="GIULIANO_SECCO" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Quando una delle più grandi aziende italiane della moda gli ha proposto il pagamento di una commessa a 210 giorni, Giuliano Secco, titolare della Tiemme di Badoere di Morgano, in provincia di Treviso, un’azienda artigiana contoterzista che lavora per grandi marche dell’abbigliamento<span id="more-39020"></span>, si è alzato dalla sedia e se ne è andato.</p>
<p>Ma per un imprenditore che non accetta di sottomettersi a condizioni di pagamento capestro, tanti altri scelgono di portare a casa la commessa, sapendo in partenza di rimetterci. O di guadagnare, a patto di commettere ogni genere di irregolarità amministrativa, previdenziale e fiscale.</p>
<p>Gli strumenti legislativi per limitare “le prassi aziendali” della grande committenza ci sarebbero, ma sono regolarmente disattesi a danno delle piccole imprese. <em>&#8220;Un meccanismo perverso&#8221; spiega Giuliano Secco che oltre ad essere un imprenditore è pure il presidente nazionale di Confartigianato Abbigliamento. &#8220;Le leggi italiane e quelle europee parlano chiaro: i pagamenti devono avvenire entro il termine massimo di 60 giorni. Le parti possono però concordare tempi di pagamento più lunghi ma lo devono fare attraverso un regolare contratto. Io posso anche accettare il termine di 210 giorni per il saldo della fattura, ma lo devo mettere nero su bianco. Il punto è proprio questo. Le grandi imprese non ci fanno sottoscrivere contratti perché non rispettando gli accordi andrebbero incontro a sanzioni. E non possiamo neppure forzare troppo la mano nel far valere i nostri diritti perché rischiamo di perdere il cliente. E in questi tempi perdere il cliente vuol dire farsi male da soli, insomma chiudere&#8221;. </em></p>
<p>Eppure secondo le statistiche europee, nel nostro Paese i tempi di pagamento tra privati stanno migliorando: dai 94 giorni del 2014 si è scesi agli attuali 80. Ma siamo sempre lontanissimi dalla media europea di 45 giorni. Eppoi ogni settore produttivo ha i suoi tempi di pagamento, magari non scritti; quelli della moda ad esempio scendono difficilmente sotto i 120 giorni.</p>
<p>Se le piccole imprese non ce la fanno più a subire, anche tra gli industriali serpeggia il dubbio che così non si può andare avanti. Se ne è accorta anche Assolombarda che nel 2014 ha varato il Codice italiano dei pagamenti responsabili, un codice etico volontario che piace a Giuliano Secco, che vorrebbe vederlo adottato anche dalle industrie venete.</p>
<p><em>&#8220;Gli industriali &#8211;</em> osserva Secco<em> &#8211;  si lamentano che lo Stato li paga in 6 o 8 mesi. Ora però si sono accorti che anche loro nei nostri confronti sono dei ‘cattivi pagatori&#8221;. Io spero che tutte le grandi aziende aderiscano a questo codice perché noi siamo veramente nei problemi seri. Il contoterzismo presta manodopera, non commercializza prodotti con un proprio marchio, di conseguenza non ha grossi guadagni. E aver pagamenti a 120 o 210 giorni vuol dire che noi riusciamo più a restare in piedi&#8221;.</em></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/il-business-del-paghero-soffoca-le-imprese-fornitrici-la-testimonianza-di-un-imprenditore-veneto/">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane in audizione alla Camera: &#8220;Pmi siano al centro di politiche Ue&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/le-confederazioni-artigiane-in-audizione-alla-camera-pmi-siano-al-centro-di-politiche-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 11:51:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Aprile 2026·EUROPA Le Confederazioni artigiane in audizione alla Camera: &#8220;Pmi siano al centro di politiche Ue&#8221; Sostegno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/il-business-del-paghero-soffoca-le-imprese-fornitrici-la-testimonianza-di-un-imprenditore-veneto/">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-39020 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie tag-moda tag-treviso tag-veneto" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-39021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO.png" alt="GIULIANO_SECCO" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Quando una delle più grandi aziende italiane della moda gli ha proposto il pagamento di una commessa a 210 giorni, Giuliano Secco, titolare della Tiemme di Badoere di Morgano, in provincia di Treviso, un’azienda artigiana contoterzista che lavora per grandi marche dell’abbigliamento<span id="more-39020"></span>, si è alzato dalla sedia e se ne è andato.</p>
<p>Ma per un imprenditore che non accetta di sottomettersi a condizioni di pagamento capestro, tanti altri scelgono di portare a casa la commessa, sapendo in partenza di rimetterci. O di guadagnare, a patto di commettere ogni genere di irregolarità amministrativa, previdenziale e fiscale.</p>
<p>Gli strumenti legislativi per limitare “le prassi aziendali” della grande committenza ci sarebbero, ma sono regolarmente disattesi a danno delle piccole imprese. <em>&#8220;Un meccanismo perverso&#8221; spiega Giuliano Secco che oltre ad essere un imprenditore è pure il presidente nazionale di Confartigianato Abbigliamento. &#8220;Le leggi italiane e quelle europee parlano chiaro: i pagamenti devono avvenire entro il termine massimo di 60 giorni. Le parti possono però concordare tempi di pagamento più lunghi ma lo devono fare attraverso un regolare contratto. Io posso anche accettare il termine di 210 giorni per il saldo della fattura, ma lo devo mettere nero su bianco. Il punto è proprio questo. Le grandi imprese non ci fanno sottoscrivere contratti perché non rispettando gli accordi andrebbero incontro a sanzioni. E non possiamo neppure forzare troppo la mano nel far valere i nostri diritti perché rischiamo di perdere il cliente. E in questi tempi perdere il cliente vuol dire farsi male da soli, insomma chiudere&#8221;. </em></p>
<p>Eppure secondo le statistiche europee, nel nostro Paese i tempi di pagamento tra privati stanno migliorando: dai 94 giorni del 2014 si è scesi agli attuali 80. Ma siamo sempre lontanissimi dalla media europea di 45 giorni. Eppoi ogni settore produttivo ha i suoi tempi di pagamento, magari non scritti; quelli della moda ad esempio scendono difficilmente sotto i 120 giorni.</p>
<p>Se le piccole imprese non ce la fanno più a subire, anche tra gli industriali serpeggia il dubbio che così non si può andare avanti. Se ne è accorta anche Assolombarda che nel 2014 ha varato il Codice italiano dei pagamenti responsabili, un codice etico volontario che piace a Giuliano Secco, che vorrebbe vederlo adottato anche dalle industrie venete.</p>
<p><em>&#8220;Gli industriali &#8211;</em> osserva Secco<em> &#8211;  si lamentano che lo Stato li paga in 6 o 8 mesi. Ora però si sono accorti che anche loro nei nostri confronti sono dei ‘cattivi pagatori&#8221;. Io spero che tutte le grandi aziende aderiscano a questo codice perché noi siamo veramente nei problemi seri. Il contoterzismo presta manodopera, non commercializza prodotti con un proprio marchio, di conseguenza non ha grossi guadagni. E aver pagamenti a 120 o 210 giorni vuol dire che noi riusciamo più a restare in piedi&#8221;.</em></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/il-business-del-paghero-soffoca-le-imprese-fornitrici-la-testimonianza-di-un-imprenditore-veneto/">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli a “Unomattina” (Rai1): “Più tutele per i veri artigiani e nuove opportunità per i giovani”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-a-unomattina-rai1-piu-tutele-per-i-veri-artigiani-e-nuove-opportunita-per-i-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 11:10:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[rai1]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Aprile 2026·MEDIA Granelli a “Unomattina” (Rai1): “Più tutele per i veri artigiani e nuove opportunità per i giovani” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/il-business-del-paghero-soffoca-le-imprese-fornitrici-la-testimonianza-di-un-imprenditore-veneto/">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-39020 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie tag-moda tag-treviso tag-veneto" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-39021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO.png" alt="GIULIANO_SECCO" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Quando una delle più grandi aziende italiane della moda gli ha proposto il pagamento di una commessa a 210 giorni, Giuliano Secco, titolare della Tiemme di Badoere di Morgano, in provincia di Treviso, un’azienda artigiana contoterzista che lavora per grandi marche dell’abbigliamento<span id="more-39020"></span>, si è alzato dalla sedia e se ne è andato.</p>
<p>Ma per un imprenditore che non accetta di sottomettersi a condizioni di pagamento capestro, tanti altri scelgono di portare a casa la commessa, sapendo in partenza di rimetterci. O di guadagnare, a patto di commettere ogni genere di irregolarità amministrativa, previdenziale e fiscale.</p>
<p>Gli strumenti legislativi per limitare “le prassi aziendali” della grande committenza ci sarebbero, ma sono regolarmente disattesi a danno delle piccole imprese. <em>&#8220;Un meccanismo perverso&#8221; spiega Giuliano Secco che oltre ad essere un imprenditore è pure il presidente nazionale di Confartigianato Abbigliamento. &#8220;Le leggi italiane e quelle europee parlano chiaro: i pagamenti devono avvenire entro il termine massimo di 60 giorni. Le parti possono però concordare tempi di pagamento più lunghi ma lo devono fare attraverso un regolare contratto. Io posso anche accettare il termine di 210 giorni per il saldo della fattura, ma lo devo mettere nero su bianco. Il punto è proprio questo. Le grandi imprese non ci fanno sottoscrivere contratti perché non rispettando gli accordi andrebbero incontro a sanzioni. E non possiamo neppure forzare troppo la mano nel far valere i nostri diritti perché rischiamo di perdere il cliente. E in questi tempi perdere il cliente vuol dire farsi male da soli, insomma chiudere&#8221;. </em></p>
<p>Eppure secondo le statistiche europee, nel nostro Paese i tempi di pagamento tra privati stanno migliorando: dai 94 giorni del 2014 si è scesi agli attuali 80. Ma siamo sempre lontanissimi dalla media europea di 45 giorni. Eppoi ogni settore produttivo ha i suoi tempi di pagamento, magari non scritti; quelli della moda ad esempio scendono difficilmente sotto i 120 giorni.</p>
<p>Se le piccole imprese non ce la fanno più a subire, anche tra gli industriali serpeggia il dubbio che così non si può andare avanti. Se ne è accorta anche Assolombarda che nel 2014 ha varato il Codice italiano dei pagamenti responsabili, un codice etico volontario che piace a Giuliano Secco, che vorrebbe vederlo adottato anche dalle industrie venete.</p>
<p><em>&#8220;Gli industriali &#8211;</em> osserva Secco<em> &#8211;  si lamentano che lo Stato li paga in 6 o 8 mesi. Ora però si sono accorti che anche loro nei nostri confronti sono dei ‘cattivi pagatori&#8221;. Io spero che tutte le grandi aziende aderiscano a questo codice perché noi siamo veramente nei problemi seri. Il contoterzismo presta manodopera, non commercializza prodotti con un proprio marchio, di conseguenza non ha grossi guadagni. E aver pagamenti a 120 o 210 giorni vuol dire che noi riusciamo più a restare in piedi&#8221;.</em></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/il-business-del-paghero-soffoca-le-imprese-fornitrici-la-testimonianza-di-un-imprenditore-veneto/">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Alta vocazione artigiana, fattore chiave della leadership europea del Design. Il report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/alta-vocazione-artigiana-fattore-chiave-della-leadership-europea-del-design-il-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 12:33:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[salone del mobile]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130824</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 21 Aprile 2026·LEGNO E ARREDO Alta vocazione artigiana, fattore chiave della leadership europea del Design. Il report di Confartigianato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/il-business-del-paghero-soffoca-le-imprese-fornitrici-la-testimonianza-di-un-imprenditore-veneto/">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-39021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO.png" alt="GIULIANO_SECCO" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Quando una delle più grandi aziende italiane della moda gli ha proposto il pagamento di una commessa a 210 giorni, Giuliano Secco, titolare della Tiemme di Badoere di Morgano, in provincia di Treviso, un’azienda artigiana contoterzista che lavora per grandi marche dell’abbigliamento<span id="more-39020"></span>, si è alzato dalla sedia e se ne è andato.</p>
<p>Ma per un imprenditore che non accetta di sottomettersi a condizioni di pagamento capestro, tanti altri scelgono di portare a casa la commessa, sapendo in partenza di rimetterci. O di guadagnare, a patto di commettere ogni genere di irregolarità amministrativa, previdenziale e fiscale.</p>
<p>Gli strumenti legislativi per limitare “le prassi aziendali” della grande committenza ci sarebbero, ma sono regolarmente disattesi a danno delle piccole imprese. <em>&#8220;Un meccanismo perverso&#8221; spiega Giuliano Secco che oltre ad essere un imprenditore è pure il presidente nazionale di Confartigianato Abbigliamento. &#8220;Le leggi italiane e quelle europee parlano chiaro: i pagamenti devono avvenire entro il termine massimo di 60 giorni. Le parti possono però concordare tempi di pagamento più lunghi ma lo devono fare attraverso un regolare contratto. Io posso anche accettare il termine di 210 giorni per il saldo della fattura, ma lo devo mettere nero su bianco. Il punto è proprio questo. Le grandi imprese non ci fanno sottoscrivere contratti perché non rispettando gli accordi andrebbero incontro a sanzioni. E non possiamo neppure forzare troppo la mano nel far valere i nostri diritti perché rischiamo di perdere il cliente. E in questi tempi perdere il cliente vuol dire farsi male da soli, insomma chiudere&#8221;. </em></p>
<p>Eppure secondo le statistiche europee, nel nostro Paese i tempi di pagamento tra privati stanno migliorando: dai 94 giorni del 2014 si è scesi agli attuali 80. Ma siamo sempre lontanissimi dalla media europea di 45 giorni. Eppoi ogni settore produttivo ha i suoi tempi di pagamento, magari non scritti; quelli della moda ad esempio scendono difficilmente sotto i 120 giorni.</p>
<p>Se le piccole imprese non ce la fanno più a subire, anche tra gli industriali serpeggia il dubbio che così non si può andare avanti. Se ne è accorta anche Assolombarda che nel 2014 ha varato il Codice italiano dei pagamenti responsabili, un codice etico volontario che piace a Giuliano Secco, che vorrebbe vederlo adottato anche dalle industrie venete.</p>
<p><em>&#8220;Gli industriali &#8211;</em> osserva Secco<em> &#8211;  si lamentano che lo Stato li paga in 6 o 8 mesi. Ora però si sono accorti che anche loro nei nostri confronti sono dei ‘cattivi pagatori&#8221;. Io spero che tutte le grandi aziende aderiscano a questo codice perché noi siamo veramente nei problemi seri. Il contoterzismo presta manodopera, non commercializza prodotti con un proprio marchio, di conseguenza non ha grossi guadagni. E aver pagamenti a 120 o 210 giorni vuol dire che noi riusciamo più a restare in piedi&#8221;.</em></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/il-business-del-paghero-soffoca-le-imprese-fornitrici-la-testimonianza-di-un-imprenditore-veneto/">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>OpenAI e Confartigianato lanciano lo SME AI Accelerator per le PMI italiane</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/openai-e-confartigianato-lanciano-lo-sme-ai-accelerator-per-le-pmi-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 09:30:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[OpenAI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 20 Aprile 2026·INIZIATIVE OpenAI e Confartigianato lanciano lo SME AI Accelerator per le PMI italiane OpenAI e Confartigianato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/il-business-del-paghero-soffoca-le-imprese-fornitrici-la-testimonianza-di-un-imprenditore-veneto/">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-39020 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie tag-moda tag-treviso tag-veneto" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-39021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO.png" alt="GIULIANO_SECCO" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Quando una delle più grandi aziende italiane della moda gli ha proposto il pagamento di una commessa a 210 giorni, Giuliano Secco, titolare della Tiemme di Badoere di Morgano, in provincia di Treviso, un’azienda artigiana contoterzista che lavora per grandi marche dell’abbigliamento<span id="more-39020"></span>, si è alzato dalla sedia e se ne è andato.</p>
<p>Ma per un imprenditore che non accetta di sottomettersi a condizioni di pagamento capestro, tanti altri scelgono di portare a casa la commessa, sapendo in partenza di rimetterci. O di guadagnare, a patto di commettere ogni genere di irregolarità amministrativa, previdenziale e fiscale.</p>
<p>Gli strumenti legislativi per limitare “le prassi aziendali” della grande committenza ci sarebbero, ma sono regolarmente disattesi a danno delle piccole imprese. <em>&#8220;Un meccanismo perverso&#8221; spiega Giuliano Secco che oltre ad essere un imprenditore è pure il presidente nazionale di Confartigianato Abbigliamento. &#8220;Le leggi italiane e quelle europee parlano chiaro: i pagamenti devono avvenire entro il termine massimo di 60 giorni. Le parti possono però concordare tempi di pagamento più lunghi ma lo devono fare attraverso un regolare contratto. Io posso anche accettare il termine di 210 giorni per il saldo della fattura, ma lo devo mettere nero su bianco. Il punto è proprio questo. Le grandi imprese non ci fanno sottoscrivere contratti perché non rispettando gli accordi andrebbero incontro a sanzioni. E non possiamo neppure forzare troppo la mano nel far valere i nostri diritti perché rischiamo di perdere il cliente. E in questi tempi perdere il cliente vuol dire farsi male da soli, insomma chiudere&#8221;. </em></p>
<p>Eppure secondo le statistiche europee, nel nostro Paese i tempi di pagamento tra privati stanno migliorando: dai 94 giorni del 2014 si è scesi agli attuali 80. Ma siamo sempre lontanissimi dalla media europea di 45 giorni. Eppoi ogni settore produttivo ha i suoi tempi di pagamento, magari non scritti; quelli della moda ad esempio scendono difficilmente sotto i 120 giorni.</p>
<p>Se le piccole imprese non ce la fanno più a subire, anche tra gli industriali serpeggia il dubbio che così non si può andare avanti. Se ne è accorta anche Assolombarda che nel 2014 ha varato il Codice italiano dei pagamenti responsabili, un codice etico volontario che piace a Giuliano Secco, che vorrebbe vederlo adottato anche dalle industrie venete.</p>
<p><em>&#8220;Gli industriali &#8211;</em> osserva Secco<em> &#8211;  si lamentano che lo Stato li paga in 6 o 8 mesi. Ora però si sono accorti che anche loro nei nostri confronti sono dei ‘cattivi pagatori&#8221;. Io spero che tutte le grandi aziende aderiscano a questo codice perché noi siamo veramente nei problemi seri. Il contoterzismo presta manodopera, non commercializza prodotti con un proprio marchio, di conseguenza non ha grossi guadagni. E aver pagamenti a 120 o 210 giorni vuol dire che noi riusciamo più a restare in piedi&#8221;.</em></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/il-business-del-paghero-soffoca-le-imprese-fornitrici-la-testimonianza-di-un-imprenditore-veneto/">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Artigianato protagonista del turismo: il Ministro Mazzi riceve il Presidente di Confartigianato Granelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 13:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Gianmarco Mazzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Aprile 2026·TURISMO Artigianato protagonista del turismo: il Ministro Mazzi riceve il Presidente di Confartigianato Granelli Il Ministro del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/il-business-del-paghero-soffoca-le-imprese-fornitrici-la-testimonianza-di-un-imprenditore-veneto/">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">3 Novembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-39021" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO.png" alt="GIULIANO_SECCO" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/11/GIULIANO_SECCO-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Quando una delle più grandi aziende italiane della moda gli ha proposto il pagamento di una commessa a 210 giorni, Giuliano Secco, titolare della Tiemme di Badoere di Morgano, in provincia di Treviso, un’azienda artigiana contoterzista che lavora per grandi marche dell’abbigliamento<span id="more-39020"></span>, si è alzato dalla sedia e se ne è andato.</p>
<p>Ma per un imprenditore che non accetta di sottomettersi a condizioni di pagamento capestro, tanti altri scelgono di portare a casa la commessa, sapendo in partenza di rimetterci. O di guadagnare, a patto di commettere ogni genere di irregolarità amministrativa, previdenziale e fiscale.</p>
<p>Gli strumenti legislativi per limitare “le prassi aziendali” della grande committenza ci sarebbero, ma sono regolarmente disattesi a danno delle piccole imprese. <em>&#8220;Un meccanismo perverso&#8221; spiega Giuliano Secco che oltre ad essere un imprenditore è pure il presidente nazionale di Confartigianato Abbigliamento. &#8220;Le leggi italiane e quelle europee parlano chiaro: i pagamenti devono avvenire entro il termine massimo di 60 giorni. Le parti possono però concordare tempi di pagamento più lunghi ma lo devono fare attraverso un regolare contratto. Io posso anche accettare il termine di 210 giorni per il saldo della fattura, ma lo devo mettere nero su bianco. Il punto è proprio questo. Le grandi imprese non ci fanno sottoscrivere contratti perché non rispettando gli accordi andrebbero incontro a sanzioni. E non possiamo neppure forzare troppo la mano nel far valere i nostri diritti perché rischiamo di perdere il cliente. E in questi tempi perdere il cliente vuol dire farsi male da soli, insomma chiudere&#8221;. </em></p>
<p>Eppure secondo le statistiche europee, nel nostro Paese i tempi di pagamento tra privati stanno migliorando: dai 94 giorni del 2014 si è scesi agli attuali 80. Ma siamo sempre lontanissimi dalla media europea di 45 giorni. Eppoi ogni settore produttivo ha i suoi tempi di pagamento, magari non scritti; quelli della moda ad esempio scendono difficilmente sotto i 120 giorni.</p>
<p>Se le piccole imprese non ce la fanno più a subire, anche tra gli industriali serpeggia il dubbio che così non si può andare avanti. Se ne è accorta anche Assolombarda che nel 2014 ha varato il Codice italiano dei pagamenti responsabili, un codice etico volontario che piace a Giuliano Secco, che vorrebbe vederlo adottato anche dalle industrie venete.</p>
<p><em>&#8220;Gli industriali &#8211;</em> osserva Secco<em> &#8211;  si lamentano che lo Stato li paga in 6 o 8 mesi. Ora però si sono accorti che anche loro nei nostri confronti sono dei ‘cattivi pagatori&#8221;. Io spero che tutte le grandi aziende aderiscano a questo codice perché noi siamo veramente nei problemi seri. Il contoterzismo presta manodopera, non commercializza prodotti con un proprio marchio, di conseguenza non ha grossi guadagni. E aver pagamenti a 120 o 210 giorni vuol dire che noi riusciamo più a restare in piedi&#8221;.</em></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/11/il-business-del-paghero-soffoca-le-imprese-fornitrici-la-testimonianza-di-un-imprenditore-veneto/">Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il business del pagherò soffoca le imprese fornitrici. La testimonianza di un imprenditore veneto - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Tue, 03 Nov 2015 15:04:57 +0000</lastBuildDate>
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