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	<title>REGGIO EMILIA - Apprendistato strada maestra per il &#039;lavoro che serve&#039; - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>REGGIO EMILIA - Apprendistato strada maestra per il &#039;lavoro che serve&#039; - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 13:43:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Leo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Ottobre 2026·FISCO Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/06/reggio-emilia-apprendistato-strada-maestra-per-il-lavoro-che-serve/">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-70253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-territorio tag-apprendistato" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Giugno 2019</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-70257" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/06/lapam.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/06/lapam.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/06/lapam-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>“<em>Noi ci battiamo affinchè l&#8217;apprendistato diventi il contratto di inserimento nel mondo del lavoro</em>”. Con queste parole il Vice Presidente Vicario di Confartigianato e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna <strong>Marco Granelli</strong> ha ribadito la posizione di Confartigianato <span id="more-70253"></span>nel corso del convegno <strong>‘Il lavoro che serve’</strong> svoltosi il 19 giugno a Reggio Emilia e promosso da <strong>Confartigianato Lapam Federimpresa.</strong> Al confronto, moderato dal direttore de Linkiesta Francesco Cancellato, hanno preso parte <strong>Gilberto Luppi</strong>, presidente generale Confartigianato Lapam, <strong>Marco Bentivogli</strong>, segretario generale Fim Cisl; <strong>Michele Tiraboschi</strong>, professore di diritto del lavoro all’Università di Modena e Reggio Emilia e coordinatore scientifico di Adapt, l’associazione fondata da Marco Biagi;<strong> Annalisa Magone</strong>, presidente del centro di ricerca ‘Torino Nord Ovest’.<br /> Il segretario generale di Confartigianato Lapam, <strong>Carlo Alberto Rossi,</strong> ha aperto i lavori con un riferimento a formazione e salario minimo: “<em>Le piccole e medie imprese hanno un impellente necessità di un sistema formativo continuo, i percorsi esistenti devono essere rafforzati: in questo senso ci aspettiamo che Regione Emilia Romagna continui a sostenere, rafforzare e incentivare iniziative di politica attiva del lavoro. Occorre poi ridurre il numero di contratti collettivi nazionali, evitando la proliferazione di ‘contratti pirata’, sottoscritti da organizzazioni prive di rappresentatività. In questo senso l’introduzione di un salario minimo legale è semplicemente improponibile. La quantità proposta di 9 euro è peraltro fuori misura ed innescherebbe una dinamica incrementale con immediati effetti sul costo del lavoro per le imprese. Il vero grande intervento strutturale è quello della riduzione del cuneo fiscale</em>”. <strong>Marco Bentivogli</strong> ha affermato: “<em>La realtà è che con il digitale si sta costruendo qualcosa di diverso rispetto al lavoro come lo abbiamo diviso fino ad oggi: primario, industria, terziario. Oggi abbiamo un’opportunità straordinaria di riprogettare il lavoro, gli spazi, i tempi: gli spazi del lavoro sono ancora disegnati su un lavoro che non c’è più. Nel lavoro che serve la tecnologia deve essere un fattore abilitante che faccia aumentare il lavoro, che non obbliga le persone a lasciare il cuore e il cervello fuori dall’azienda</em>”. Il segretario Fim Cisl ha aggiunto: “<em>Nel nostro Paese abbiamo avuto un attacco contro l’alternanza scuola/lavoro: il progetto va sistemato, ma penso che anche friggere le patatine non faccia male. In Italia c’è una cultura che ‘schifa’ il lavoro e questo è molto preoccupante</em>”.<br /> Da parte sua, il Professor <strong>Michele Tiraboschi</strong> non ha dubbi: parlare di lavoro vuol dire parlare di apprendistato: “<em>Abbiamo bisogno di un lavoro che è identità, cultura, territorio, comunità. Il sistema di cui ha bisogno il mercato del lavoro è un sistema che fa crescere professionalità e che fa partecipare le persone alla società in cui vive. Siamo un paese di 60 milioni di abitanti in cui lavorano 20 milioni di persone. Gli addetti nel manifatturiero avanzato stanno calando da anni e il terziario digitale non sta creando altrettanti posti di lavoro. Quindi quale lavoro serve oggi? Serve ripensare il sistema ripartendo da strumenti come l’apprendistato</em>”.<br /> E proprio sul tema dell’apprendistato il Presidente <strong>Marco Granelli</strong> ha insistito nel sottolineare l’importanza di strumenti, quali l&#8217;<strong>alternanza scuola-lavoro</strong> e l&#8217;<strong>apprendistato</strong> volti a ridurre la distanza tra il mondo della scuola ed il mondo del lavoro e, quindi, a favorire un più rapido ed efficace inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. L&#8217;apprendistato, in particolare, continua ad essere il canale privilegiato per l&#8217;assunzione stabile e la trasmissione del sapere, in quanto strumento idoneo a coniugare formazione ed occupazione.<br /> “<em>L&#8217;apprendistato</em> – ha detto Granelli &#8211; <em>continua quindi a giocare un importante ruolo di sostegno per l&#8217;occupazione giovanile, mantenendo un trend positivo nel corso del 2018 e nei primi mesi del 2019. In particolare: negli ultimi 12 mesi (aprile 2018 &#8211; marzo 2019) le nuove assunzioni in apprendistato di giovani under 30 sono 307.576; attraverso questo canale entrano nel mondo del lavoro 1.225 giovani per ogni giorno lavorativo; gli ultimi dati disponibili per le assunzioni dei giovani under 30 relativi al I trimestre del 2019 mostrano una maggior dinamicità per l&#8217;apprendistato che cresce del 3,7% su base annua, di 1,1 punti percentuali in più rispetto alla crescita del 2,6% degli ingressi a tempo indeterminato. L&#8217;integrazione tra sistema educativo e mondo del lavoro, imperniata sull&#8217;alternanza scuola &#8211; lavoro e sull&#8217;apprendistato e che trova la sua migliore espressione nei percorsi di istruzione e formazione professionale, rappresenta quindi la più efficace politica strutturale per affrontare l&#8217;urgenza della disoccupazione, consentendo ai giovani di orientarsi verso professionalità che corrispondano alle reali necessità del mercato del lavoro nonché di sviluppare competenze imprenditoriali. E ciò è tanto più vero se poniamo attenzione ad un problema, ormai strutturale, del nostro mercato del lavoro e rappresentato dal mismatch tra domanda ed offerta di lavoro.</em><br /> <em>Nel 2018, infatti, il fabbisogno occupazionale delle imprese italiane è stato di 3.494.970 persone, ma il 25,2% di questi potenziali dipendenti (ben 882.430 persone) risulta di difficile reperimento. L&#8217;85,2% del totale delle figure professionali richieste dalle aziende si riferiscono al settore dell&#8217;artigianato che però deve rinunciare a 743.100 assunzioni per la difficoltà di reperimento sul mercato del lavoro. Un maggior supporto all&#8217;apprendimento sul posto del lavoro, includendo anche l&#8217;acquisizione delle competenze digitali, potrà quindi contribuire a ridurre tale divario garantendo maggiore occupazione. E&#8217; necessario pertanto continuare a sostenere e diffondere la cultura dell&#8217;alternanza e dell&#8217;apprendistato, favorendo la collaborazione e le sinergie tra imprese ed istituti scolastici: ciò consentirebbe di evidenziare ulteriormente la valenza formativa e professionale dell&#8217;apprendimento basato sul lavoro, anche nell&#8217;ottica di promuovere azioni di orientamento nei confronti delle famiglie, dei giovani e degli insegnanti</em>”.<br /> Infine, Annalisa Magone ha sottolineato: “<em>La lentezza con cui vediamo affermarsi la cultura digitale in Italia non è dovuta alla pigrizia, ma al fatto che noi produciamo soprattutto beni fisici complessi (e non app). Capire come questi prodotti si stiano adeguando alla trasformazione in atto è fondamentale per comprendere come si evolverà il lavoro le competenze che esso richiede</em>”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/06/reggio-emilia-apprendistato-strada-maestra-per-il-lavoro-che-serve/">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-presidente-granelli-su-il-foglio-quante-paure-infondate-per-la-crescita-degli-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 07:55:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Media 1 Ottobre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/06/reggio-emilia-apprendistato-strada-maestra-per-il-lavoro-che-serve/">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-70253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-territorio tag-apprendistato" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Giugno 2019</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</h1>
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<p>“<em>Noi ci battiamo affinchè l&#8217;apprendistato diventi il contratto di inserimento nel mondo del lavoro</em>”. Con queste parole il Vice Presidente Vicario di Confartigianato e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna <strong>Marco Granelli</strong> ha ribadito la posizione di Confartigianato <span id="more-70253"></span>nel corso del convegno <strong>‘Il lavoro che serve’</strong> svoltosi il 19 giugno a Reggio Emilia e promosso da <strong>Confartigianato Lapam Federimpresa.</strong> Al confronto, moderato dal direttore de Linkiesta Francesco Cancellato, hanno preso parte <strong>Gilberto Luppi</strong>, presidente generale Confartigianato Lapam, <strong>Marco Bentivogli</strong>, segretario generale Fim Cisl; <strong>Michele Tiraboschi</strong>, professore di diritto del lavoro all’Università di Modena e Reggio Emilia e coordinatore scientifico di Adapt, l’associazione fondata da Marco Biagi;<strong> Annalisa Magone</strong>, presidente del centro di ricerca ‘Torino Nord Ovest’.<br /> Il segretario generale di Confartigianato Lapam, <strong>Carlo Alberto Rossi,</strong> ha aperto i lavori con un riferimento a formazione e salario minimo: “<em>Le piccole e medie imprese hanno un impellente necessità di un sistema formativo continuo, i percorsi esistenti devono essere rafforzati: in questo senso ci aspettiamo che Regione Emilia Romagna continui a sostenere, rafforzare e incentivare iniziative di politica attiva del lavoro. 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L&#8217;85,2% del totale delle figure professionali richieste dalle aziende si riferiscono al settore dell&#8217;artigianato che però deve rinunciare a 743.100 assunzioni per la difficoltà di reperimento sul mercato del lavoro. Un maggior supporto all&#8217;apprendimento sul posto del lavoro, includendo anche l&#8217;acquisizione delle competenze digitali, potrà quindi contribuire a ridurre tale divario garantendo maggiore occupazione. 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		<title>Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 13:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Settembre 2026·MEDIA Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net L’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/06/reggio-emilia-apprendistato-strada-maestra-per-il-lavoro-che-serve/">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-70253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-territorio tag-apprendistato" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Giugno 2019</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</h1>
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<p>“<em>Noi ci battiamo affinchè l&#8217;apprendistato diventi il contratto di inserimento nel mondo del lavoro</em>”. Con queste parole il Vice Presidente Vicario di Confartigianato e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna <strong>Marco Granelli</strong> ha ribadito la posizione di Confartigianato <span id="more-70253"></span>nel corso del convegno <strong>‘Il lavoro che serve’</strong> svoltosi il 19 giugno a Reggio Emilia e promosso da <strong>Confartigianato Lapam Federimpresa.</strong> Al confronto, moderato dal direttore de Linkiesta Francesco Cancellato, hanno preso parte <strong>Gilberto Luppi</strong>, presidente generale Confartigianato Lapam, <strong>Marco Bentivogli</strong>, segretario generale Fim Cisl; <strong>Michele Tiraboschi</strong>, professore di diritto del lavoro all’Università di Modena e Reggio Emilia e coordinatore scientifico di Adapt, l’associazione fondata da Marco Biagi;<strong> Annalisa Magone</strong>, presidente del centro di ricerca ‘Torino Nord Ovest’.<br /> Il segretario generale di Confartigianato Lapam, <strong>Carlo Alberto Rossi,</strong> ha aperto i lavori con un riferimento a formazione e salario minimo: “<em>Le piccole e medie imprese hanno un impellente necessità di un sistema formativo continuo, i percorsi esistenti devono essere rafforzati: in questo senso ci aspettiamo che Regione Emilia Romagna continui a sostenere, rafforzare e incentivare iniziative di politica attiva del lavoro. Occorre poi ridurre il numero di contratti collettivi nazionali, evitando la proliferazione di ‘contratti pirata’, sottoscritti da organizzazioni prive di rappresentatività. In questo senso l’introduzione di un salario minimo legale è semplicemente improponibile. La quantità proposta di 9 euro è peraltro fuori misura ed innescherebbe una dinamica incrementale con immediati effetti sul costo del lavoro per le imprese. Il vero grande intervento strutturale è quello della riduzione del cuneo fiscale</em>”. <strong>Marco Bentivogli</strong> ha affermato: “<em>La realtà è che con il digitale si sta costruendo qualcosa di diverso rispetto al lavoro come lo abbiamo diviso fino ad oggi: primario, industria, terziario. Oggi abbiamo un’opportunità straordinaria di riprogettare il lavoro, gli spazi, i tempi: gli spazi del lavoro sono ancora disegnati su un lavoro che non c’è più. Nel lavoro che serve la tecnologia deve essere un fattore abilitante che faccia aumentare il lavoro, che non obbliga le persone a lasciare il cuore e il cervello fuori dall’azienda</em>”. Il segretario Fim Cisl ha aggiunto: “<em>Nel nostro Paese abbiamo avuto un attacco contro l’alternanza scuola/lavoro: il progetto va sistemato, ma penso che anche friggere le patatine non faccia male. In Italia c’è una cultura che ‘schifa’ il lavoro e questo è molto preoccupante</em>”.<br /> Da parte sua, il Professor <strong>Michele Tiraboschi</strong> non ha dubbi: parlare di lavoro vuol dire parlare di apprendistato: “<em>Abbiamo bisogno di un lavoro che è identità, cultura, territorio, comunità. Il sistema di cui ha bisogno il mercato del lavoro è un sistema che fa crescere professionalità e che fa partecipare le persone alla società in cui vive. Siamo un paese di 60 milioni di abitanti in cui lavorano 20 milioni di persone. Gli addetti nel manifatturiero avanzato stanno calando da anni e il terziario digitale non sta creando altrettanti posti di lavoro. Quindi quale lavoro serve oggi? Serve ripensare il sistema ripartendo da strumenti come l’apprendistato</em>”.<br /> E proprio sul tema dell’apprendistato il Presidente <strong>Marco Granelli</strong> ha insistito nel sottolineare l’importanza di strumenti, quali l&#8217;<strong>alternanza scuola-lavoro</strong> e l&#8217;<strong>apprendistato</strong> volti a ridurre la distanza tra il mondo della scuola ed il mondo del lavoro e, quindi, a favorire un più rapido ed efficace inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. L&#8217;apprendistato, in particolare, continua ad essere il canale privilegiato per l&#8217;assunzione stabile e la trasmissione del sapere, in quanto strumento idoneo a coniugare formazione ed occupazione.<br /> “<em>L&#8217;apprendistato</em> – ha detto Granelli &#8211; <em>continua quindi a giocare un importante ruolo di sostegno per l&#8217;occupazione giovanile, mantenendo un trend positivo nel corso del 2018 e nei primi mesi del 2019. In particolare: negli ultimi 12 mesi (aprile 2018 &#8211; marzo 2019) le nuove assunzioni in apprendistato di giovani under 30 sono 307.576; attraverso questo canale entrano nel mondo del lavoro 1.225 giovani per ogni giorno lavorativo; gli ultimi dati disponibili per le assunzioni dei giovani under 30 relativi al I trimestre del 2019 mostrano una maggior dinamicità per l&#8217;apprendistato che cresce del 3,7% su base annua, di 1,1 punti percentuali in più rispetto alla crescita del 2,6% degli ingressi a tempo indeterminato. L&#8217;integrazione tra sistema educativo e mondo del lavoro, imperniata sull&#8217;alternanza scuola &#8211; lavoro e sull&#8217;apprendistato e che trova la sua migliore espressione nei percorsi di istruzione e formazione professionale, rappresenta quindi la più efficace politica strutturale per affrontare l&#8217;urgenza della disoccupazione, consentendo ai giovani di orientarsi verso professionalità che corrispondano alle reali necessità del mercato del lavoro nonché di sviluppare competenze imprenditoriali. E ciò è tanto più vero se poniamo attenzione ad un problema, ormai strutturale, del nostro mercato del lavoro e rappresentato dal mismatch tra domanda ed offerta di lavoro.</em><br /> <em>Nel 2018, infatti, il fabbisogno occupazionale delle imprese italiane è stato di 3.494.970 persone, ma il 25,2% di questi potenziali dipendenti (ben 882.430 persone) risulta di difficile reperimento. L&#8217;85,2% del totale delle figure professionali richieste dalle aziende si riferiscono al settore dell&#8217;artigianato che però deve rinunciare a 743.100 assunzioni per la difficoltà di reperimento sul mercato del lavoro. Un maggior supporto all&#8217;apprendimento sul posto del lavoro, includendo anche l&#8217;acquisizione delle competenze digitali, potrà quindi contribuire a ridurre tale divario garantendo maggiore occupazione. E&#8217; necessario pertanto continuare a sostenere e diffondere la cultura dell&#8217;alternanza e dell&#8217;apprendistato, favorendo la collaborazione e le sinergie tra imprese ed istituti scolastici: ciò consentirebbe di evidenziare ulteriormente la valenza formativa e professionale dell&#8217;apprendimento basato sul lavoro, anche nell&#8217;ottica di promuovere azioni di orientamento nei confronti delle famiglie, dei giovani e degli insegnanti</em>”.<br /> Infine, Annalisa Magone ha sottolineato: “<em>La lentezza con cui vediamo affermarsi la cultura digitale in Italia non è dovuta alla pigrizia, ma al fatto che noi produciamo soprattutto beni fisici complessi (e non app). Capire come questi prodotti si stiano adeguando alla trasformazione in atto è fondamentale per comprendere come si evolverà il lavoro le competenze che esso richiede</em>”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/06/reggio-emilia-apprendistato-strada-maestra-per-il-lavoro-che-serve/">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-zucchetti-lanciano-il-progetto-artigianato-digitale-siglato-accordo-strategico-per-linnovazione-delle-mpmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 11:13:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Artel]]></category>
		<category><![CDATA[Zucchetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Settembre 2026·INNOVAZIONE Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/06/reggio-emilia-apprendistato-strada-maestra-per-il-lavoro-che-serve/">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-70253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-territorio tag-apprendistato" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Giugno 2019</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-70257" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/06/lapam.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/06/lapam.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/06/lapam-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>“<em>Noi ci battiamo affinchè l&#8217;apprendistato diventi il contratto di inserimento nel mondo del lavoro</em>”. Con queste parole il Vice Presidente Vicario di Confartigianato e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna <strong>Marco Granelli</strong> ha ribadito la posizione di Confartigianato <span id="more-70253"></span>nel corso del convegno <strong>‘Il lavoro che serve’</strong> svoltosi il 19 giugno a Reggio Emilia e promosso da <strong>Confartigianato Lapam Federimpresa.</strong> Al confronto, moderato dal direttore de Linkiesta Francesco Cancellato, hanno preso parte <strong>Gilberto Luppi</strong>, presidente generale Confartigianato Lapam, <strong>Marco Bentivogli</strong>, segretario generale Fim Cisl; <strong>Michele Tiraboschi</strong>, professore di diritto del lavoro all’Università di Modena e Reggio Emilia e coordinatore scientifico di Adapt, l’associazione fondata da Marco Biagi;<strong> Annalisa Magone</strong>, presidente del centro di ricerca ‘Torino Nord Ovest’.<br /> Il segretario generale di Confartigianato Lapam, <strong>Carlo Alberto Rossi,</strong> ha aperto i lavori con un riferimento a formazione e salario minimo: “<em>Le piccole e medie imprese hanno un impellente necessità di un sistema formativo continuo, i percorsi esistenti devono essere rafforzati: in questo senso ci aspettiamo che Regione Emilia Romagna continui a sostenere, rafforzare e incentivare iniziative di politica attiva del lavoro. Occorre poi ridurre il numero di contratti collettivi nazionali, evitando la proliferazione di ‘contratti pirata’, sottoscritti da organizzazioni prive di rappresentatività. In questo senso l’introduzione di un salario minimo legale è semplicemente improponibile. La quantità proposta di 9 euro è peraltro fuori misura ed innescherebbe una dinamica incrementale con immediati effetti sul costo del lavoro per le imprese. Il vero grande intervento strutturale è quello della riduzione del cuneo fiscale</em>”. <strong>Marco Bentivogli</strong> ha affermato: “<em>La realtà è che con il digitale si sta costruendo qualcosa di diverso rispetto al lavoro come lo abbiamo diviso fino ad oggi: primario, industria, terziario. Oggi abbiamo un’opportunità straordinaria di riprogettare il lavoro, gli spazi, i tempi: gli spazi del lavoro sono ancora disegnati su un lavoro che non c’è più. Nel lavoro che serve la tecnologia deve essere un fattore abilitante che faccia aumentare il lavoro, che non obbliga le persone a lasciare il cuore e il cervello fuori dall’azienda</em>”. Il segretario Fim Cisl ha aggiunto: “<em>Nel nostro Paese abbiamo avuto un attacco contro l’alternanza scuola/lavoro: il progetto va sistemato, ma penso che anche friggere le patatine non faccia male. In Italia c’è una cultura che ‘schifa’ il lavoro e questo è molto preoccupante</em>”.<br /> Da parte sua, il Professor <strong>Michele Tiraboschi</strong> non ha dubbi: parlare di lavoro vuol dire parlare di apprendistato: “<em>Abbiamo bisogno di un lavoro che è identità, cultura, territorio, comunità. Il sistema di cui ha bisogno il mercato del lavoro è un sistema che fa crescere professionalità e che fa partecipare le persone alla società in cui vive. Siamo un paese di 60 milioni di abitanti in cui lavorano 20 milioni di persone. Gli addetti nel manifatturiero avanzato stanno calando da anni e il terziario digitale non sta creando altrettanti posti di lavoro. Quindi quale lavoro serve oggi? Serve ripensare il sistema ripartendo da strumenti come l’apprendistato</em>”.<br /> E proprio sul tema dell’apprendistato il Presidente <strong>Marco Granelli</strong> ha insistito nel sottolineare l’importanza di strumenti, quali l&#8217;<strong>alternanza scuola-lavoro</strong> e l&#8217;<strong>apprendistato</strong> volti a ridurre la distanza tra il mondo della scuola ed il mondo del lavoro e, quindi, a favorire un più rapido ed efficace inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. L&#8217;apprendistato, in particolare, continua ad essere il canale privilegiato per l&#8217;assunzione stabile e la trasmissione del sapere, in quanto strumento idoneo a coniugare formazione ed occupazione.<br /> “<em>L&#8217;apprendistato</em> – ha detto Granelli &#8211; <em>continua quindi a giocare un importante ruolo di sostegno per l&#8217;occupazione giovanile, mantenendo un trend positivo nel corso del 2018 e nei primi mesi del 2019. In particolare: negli ultimi 12 mesi (aprile 2018 &#8211; marzo 2019) le nuove assunzioni in apprendistato di giovani under 30 sono 307.576; attraverso questo canale entrano nel mondo del lavoro 1.225 giovani per ogni giorno lavorativo; gli ultimi dati disponibili per le assunzioni dei giovani under 30 relativi al I trimestre del 2019 mostrano una maggior dinamicità per l&#8217;apprendistato che cresce del 3,7% su base annua, di 1,1 punti percentuali in più rispetto alla crescita del 2,6% degli ingressi a tempo indeterminato. L&#8217;integrazione tra sistema educativo e mondo del lavoro, imperniata sull&#8217;alternanza scuola &#8211; lavoro e sull&#8217;apprendistato e che trova la sua migliore espressione nei percorsi di istruzione e formazione professionale, rappresenta quindi la più efficace politica strutturale per affrontare l&#8217;urgenza della disoccupazione, consentendo ai giovani di orientarsi verso professionalità che corrispondano alle reali necessità del mercato del lavoro nonché di sviluppare competenze imprenditoriali. E ciò è tanto più vero se poniamo attenzione ad un problema, ormai strutturale, del nostro mercato del lavoro e rappresentato dal mismatch tra domanda ed offerta di lavoro.</em><br /> <em>Nel 2018, infatti, il fabbisogno occupazionale delle imprese italiane è stato di 3.494.970 persone, ma il 25,2% di questi potenziali dipendenti (ben 882.430 persone) risulta di difficile reperimento. L&#8217;85,2% del totale delle figure professionali richieste dalle aziende si riferiscono al settore dell&#8217;artigianato che però deve rinunciare a 743.100 assunzioni per la difficoltà di reperimento sul mercato del lavoro. Un maggior supporto all&#8217;apprendimento sul posto del lavoro, includendo anche l&#8217;acquisizione delle competenze digitali, potrà quindi contribuire a ridurre tale divario garantendo maggiore occupazione. 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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/06/reggio-emilia-apprendistato-strada-maestra-per-il-lavoro-che-serve/">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/le-confederazioni-artigiane-in-riforma-legge-quadro-nessuna-distorsione-concorrenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 09:24:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Legge quadro artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[riforma legge quadro artigianato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133296</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 26 Settembre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221; «Il dibattito sulla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/06/reggio-emilia-apprendistato-strada-maestra-per-il-lavoro-che-serve/">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-70253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-territorio tag-apprendistato" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Giugno 2019</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</h1>
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<p>“<em>Noi ci battiamo affinchè l&#8217;apprendistato diventi il contratto di inserimento nel mondo del lavoro</em>”. Con queste parole il Vice Presidente Vicario di Confartigianato e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna <strong>Marco Granelli</strong> ha ribadito la posizione di Confartigianato <span id="more-70253"></span>nel corso del convegno <strong>‘Il lavoro che serve’</strong> svoltosi il 19 giugno a Reggio Emilia e promosso da <strong>Confartigianato Lapam Federimpresa.</strong> Al confronto, moderato dal direttore de Linkiesta Francesco Cancellato, hanno preso parte <strong>Gilberto Luppi</strong>, presidente generale Confartigianato Lapam, <strong>Marco Bentivogli</strong>, segretario generale Fim Cisl; <strong>Michele Tiraboschi</strong>, professore di diritto del lavoro all’Università di Modena e Reggio Emilia e coordinatore scientifico di Adapt, l’associazione fondata da Marco Biagi;<strong> Annalisa Magone</strong>, presidente del centro di ricerca ‘Torino Nord Ovest’.<br /> Il segretario generale di Confartigianato Lapam, <strong>Carlo Alberto Rossi,</strong> ha aperto i lavori con un riferimento a formazione e salario minimo: “<em>Le piccole e medie imprese hanno un impellente necessità di un sistema formativo continuo, i percorsi esistenti devono essere rafforzati: in questo senso ci aspettiamo che Regione Emilia Romagna continui a sostenere, rafforzare e incentivare iniziative di politica attiva del lavoro. Occorre poi ridurre il numero di contratti collettivi nazionali, evitando la proliferazione di ‘contratti pirata’, sottoscritti da organizzazioni prive di rappresentatività. In questo senso l’introduzione di un salario minimo legale è semplicemente improponibile. La quantità proposta di 9 euro è peraltro fuori misura ed innescherebbe una dinamica incrementale con immediati effetti sul costo del lavoro per le imprese. Il vero grande intervento strutturale è quello della riduzione del cuneo fiscale</em>”. <strong>Marco Bentivogli</strong> ha affermato: “<em>La realtà è che con il digitale si sta costruendo qualcosa di diverso rispetto al lavoro come lo abbiamo diviso fino ad oggi: primario, industria, terziario. Oggi abbiamo un’opportunità straordinaria di riprogettare il lavoro, gli spazi, i tempi: gli spazi del lavoro sono ancora disegnati su un lavoro che non c’è più. Nel lavoro che serve la tecnologia deve essere un fattore abilitante che faccia aumentare il lavoro, che non obbliga le persone a lasciare il cuore e il cervello fuori dall’azienda</em>”. Il segretario Fim Cisl ha aggiunto: “<em>Nel nostro Paese abbiamo avuto un attacco contro l’alternanza scuola/lavoro: il progetto va sistemato, ma penso che anche friggere le patatine non faccia male. In Italia c’è una cultura che ‘schifa’ il lavoro e questo è molto preoccupante</em>”.<br /> Da parte sua, il Professor <strong>Michele Tiraboschi</strong> non ha dubbi: parlare di lavoro vuol dire parlare di apprendistato: “<em>Abbiamo bisogno di un lavoro che è identità, cultura, territorio, comunità. Il sistema di cui ha bisogno il mercato del lavoro è un sistema che fa crescere professionalità e che fa partecipare le persone alla società in cui vive. Siamo un paese di 60 milioni di abitanti in cui lavorano 20 milioni di persone. Gli addetti nel manifatturiero avanzato stanno calando da anni e il terziario digitale non sta creando altrettanti posti di lavoro. Quindi quale lavoro serve oggi? Serve ripensare il sistema ripartendo da strumenti come l’apprendistato</em>”.<br /> E proprio sul tema dell’apprendistato il Presidente <strong>Marco Granelli</strong> ha insistito nel sottolineare l’importanza di strumenti, quali l&#8217;<strong>alternanza scuola-lavoro</strong> e l&#8217;<strong>apprendistato</strong> volti a ridurre la distanza tra il mondo della scuola ed il mondo del lavoro e, quindi, a favorire un più rapido ed efficace inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. L&#8217;apprendistato, in particolare, continua ad essere il canale privilegiato per l&#8217;assunzione stabile e la trasmissione del sapere, in quanto strumento idoneo a coniugare formazione ed occupazione.<br /> “<em>L&#8217;apprendistato</em> – ha detto Granelli &#8211; <em>continua quindi a giocare un importante ruolo di sostegno per l&#8217;occupazione giovanile, mantenendo un trend positivo nel corso del 2018 e nei primi mesi del 2019. In particolare: negli ultimi 12 mesi (aprile 2018 &#8211; marzo 2019) le nuove assunzioni in apprendistato di giovani under 30 sono 307.576; attraverso questo canale entrano nel mondo del lavoro 1.225 giovani per ogni giorno lavorativo; gli ultimi dati disponibili per le assunzioni dei giovani under 30 relativi al I trimestre del 2019 mostrano una maggior dinamicità per l&#8217;apprendistato che cresce del 3,7% su base annua, di 1,1 punti percentuali in più rispetto alla crescita del 2,6% degli ingressi a tempo indeterminato. L&#8217;integrazione tra sistema educativo e mondo del lavoro, imperniata sull&#8217;alternanza scuola &#8211; lavoro e sull&#8217;apprendistato e che trova la sua migliore espressione nei percorsi di istruzione e formazione professionale, rappresenta quindi la più efficace politica strutturale per affrontare l&#8217;urgenza della disoccupazione, consentendo ai giovani di orientarsi verso professionalità che corrispondano alle reali necessità del mercato del lavoro nonché di sviluppare competenze imprenditoriali. E ciò è tanto più vero se poniamo attenzione ad un problema, ormai strutturale, del nostro mercato del lavoro e rappresentato dal mismatch tra domanda ed offerta di lavoro.</em><br /> <em>Nel 2018, infatti, il fabbisogno occupazionale delle imprese italiane è stato di 3.494.970 persone, ma il 25,2% di questi potenziali dipendenti (ben 882.430 persone) risulta di difficile reperimento. L&#8217;85,2% del totale delle figure professionali richieste dalle aziende si riferiscono al settore dell&#8217;artigianato che però deve rinunciare a 743.100 assunzioni per la difficoltà di reperimento sul mercato del lavoro. Un maggior supporto all&#8217;apprendimento sul posto del lavoro, includendo anche l&#8217;acquisizione delle competenze digitali, potrà quindi contribuire a ridurre tale divario garantendo maggiore occupazione. E&#8217; necessario pertanto continuare a sostenere e diffondere la cultura dell&#8217;alternanza e dell&#8217;apprendistato, favorendo la collaborazione e le sinergie tra imprese ed istituti scolastici: ciò consentirebbe di evidenziare ulteriormente la valenza formativa e professionale dell&#8217;apprendimento basato sul lavoro, anche nell&#8217;ottica di promuovere azioni di orientamento nei confronti delle famiglie, dei giovani e degli insegnanti</em>”.<br /> Infine, Annalisa Magone ha sottolineato: “<em>La lentezza con cui vediamo affermarsi la cultura digitale in Italia non è dovuta alla pigrizia, ma al fatto che noi produciamo soprattutto beni fisici complessi (e non app). Capire come questi prodotti si stiano adeguando alla trasformazione in atto è fondamentale per comprendere come si evolverà il lavoro le competenze che esso richiede</em>”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/06/reggio-emilia-apprendistato-strada-maestra-per-il-lavoro-che-serve/">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/su-spirito-artigiano-le-sfide-per-le-imprese-tra-ia-e-competenze-umane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 09:55:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133284</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Settembre 2026·MEDIA Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane Il nuovo numero [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/06/reggio-emilia-apprendistato-strada-maestra-per-il-lavoro-che-serve/">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-70253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-territorio tag-apprendistato" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Giugno 2019</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-70257" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/06/lapam.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/06/lapam.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/06/lapam-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>“<em>Noi ci battiamo affinchè l&#8217;apprendistato diventi il contratto di inserimento nel mondo del lavoro</em>”. Con queste parole il Vice Presidente Vicario di Confartigianato e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna <strong>Marco Granelli</strong> ha ribadito la posizione di Confartigianato <span id="more-70253"></span>nel corso del convegno <strong>‘Il lavoro che serve’</strong> svoltosi il 19 giugno a Reggio Emilia e promosso da <strong>Confartigianato Lapam Federimpresa.</strong> Al confronto, moderato dal direttore de Linkiesta Francesco Cancellato, hanno preso parte <strong>Gilberto Luppi</strong>, presidente generale Confartigianato Lapam, <strong>Marco Bentivogli</strong>, segretario generale Fim Cisl; <strong>Michele Tiraboschi</strong>, professore di diritto del lavoro all’Università di Modena e Reggio Emilia e coordinatore scientifico di Adapt, l’associazione fondata da Marco Biagi;<strong> Annalisa Magone</strong>, presidente del centro di ricerca ‘Torino Nord Ovest’.<br /> Il segretario generale di Confartigianato Lapam, <strong>Carlo Alberto Rossi,</strong> ha aperto i lavori con un riferimento a formazione e salario minimo: “<em>Le piccole e medie imprese hanno un impellente necessità di un sistema formativo continuo, i percorsi esistenti devono essere rafforzati: in questo senso ci aspettiamo che Regione Emilia Romagna continui a sostenere, rafforzare e incentivare iniziative di politica attiva del lavoro. Occorre poi ridurre il numero di contratti collettivi nazionali, evitando la proliferazione di ‘contratti pirata’, sottoscritti da organizzazioni prive di rappresentatività. In questo senso l’introduzione di un salario minimo legale è semplicemente improponibile. La quantità proposta di 9 euro è peraltro fuori misura ed innescherebbe una dinamica incrementale con immediati effetti sul costo del lavoro per le imprese. Il vero grande intervento strutturale è quello della riduzione del cuneo fiscale</em>”. <strong>Marco Bentivogli</strong> ha affermato: “<em>La realtà è che con il digitale si sta costruendo qualcosa di diverso rispetto al lavoro come lo abbiamo diviso fino ad oggi: primario, industria, terziario. Oggi abbiamo un’opportunità straordinaria di riprogettare il lavoro, gli spazi, i tempi: gli spazi del lavoro sono ancora disegnati su un lavoro che non c’è più. Nel lavoro che serve la tecnologia deve essere un fattore abilitante che faccia aumentare il lavoro, che non obbliga le persone a lasciare il cuore e il cervello fuori dall’azienda</em>”. Il segretario Fim Cisl ha aggiunto: “<em>Nel nostro Paese abbiamo avuto un attacco contro l’alternanza scuola/lavoro: il progetto va sistemato, ma penso che anche friggere le patatine non faccia male. In Italia c’è una cultura che ‘schifa’ il lavoro e questo è molto preoccupante</em>”.<br /> Da parte sua, il Professor <strong>Michele Tiraboschi</strong> non ha dubbi: parlare di lavoro vuol dire parlare di apprendistato: “<em>Abbiamo bisogno di un lavoro che è identità, cultura, territorio, comunità. Il sistema di cui ha bisogno il mercato del lavoro è un sistema che fa crescere professionalità e che fa partecipare le persone alla società in cui vive. Siamo un paese di 60 milioni di abitanti in cui lavorano 20 milioni di persone. Gli addetti nel manifatturiero avanzato stanno calando da anni e il terziario digitale non sta creando altrettanti posti di lavoro. Quindi quale lavoro serve oggi? Serve ripensare il sistema ripartendo da strumenti come l’apprendistato</em>”.<br /> E proprio sul tema dell’apprendistato il Presidente <strong>Marco Granelli</strong> ha insistito nel sottolineare l’importanza di strumenti, quali l&#8217;<strong>alternanza scuola-lavoro</strong> e l&#8217;<strong>apprendistato</strong> volti a ridurre la distanza tra il mondo della scuola ed il mondo del lavoro e, quindi, a favorire un più rapido ed efficace inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. L&#8217;apprendistato, in particolare, continua ad essere il canale privilegiato per l&#8217;assunzione stabile e la trasmissione del sapere, in quanto strumento idoneo a coniugare formazione ed occupazione.<br /> “<em>L&#8217;apprendistato</em> – ha detto Granelli &#8211; <em>continua quindi a giocare un importante ruolo di sostegno per l&#8217;occupazione giovanile, mantenendo un trend positivo nel corso del 2018 e nei primi mesi del 2019. In particolare: negli ultimi 12 mesi (aprile 2018 &#8211; marzo 2019) le nuove assunzioni in apprendistato di giovani under 30 sono 307.576; attraverso questo canale entrano nel mondo del lavoro 1.225 giovani per ogni giorno lavorativo; gli ultimi dati disponibili per le assunzioni dei giovani under 30 relativi al I trimestre del 2019 mostrano una maggior dinamicità per l&#8217;apprendistato che cresce del 3,7% su base annua, di 1,1 punti percentuali in più rispetto alla crescita del 2,6% degli ingressi a tempo indeterminato. L&#8217;integrazione tra sistema educativo e mondo del lavoro, imperniata sull&#8217;alternanza scuola &#8211; lavoro e sull&#8217;apprendistato e che trova la sua migliore espressione nei percorsi di istruzione e formazione professionale, rappresenta quindi la più efficace politica strutturale per affrontare l&#8217;urgenza della disoccupazione, consentendo ai giovani di orientarsi verso professionalità che corrispondano alle reali necessità del mercato del lavoro nonché di sviluppare competenze imprenditoriali. E ciò è tanto più vero se poniamo attenzione ad un problema, ormai strutturale, del nostro mercato del lavoro e rappresentato dal mismatch tra domanda ed offerta di lavoro.</em><br /> <em>Nel 2018, infatti, il fabbisogno occupazionale delle imprese italiane è stato di 3.494.970 persone, ma il 25,2% di questi potenziali dipendenti (ben 882.430 persone) risulta di difficile reperimento. L&#8217;85,2% del totale delle figure professionali richieste dalle aziende si riferiscono al settore dell&#8217;artigianato che però deve rinunciare a 743.100 assunzioni per la difficoltà di reperimento sul mercato del lavoro. Un maggior supporto all&#8217;apprendimento sul posto del lavoro, includendo anche l&#8217;acquisizione delle competenze digitali, potrà quindi contribuire a ridurre tale divario garantendo maggiore occupazione. E&#8217; necessario pertanto continuare a sostenere e diffondere la cultura dell&#8217;alternanza e dell&#8217;apprendistato, favorendo la collaborazione e le sinergie tra imprese ed istituti scolastici: ciò consentirebbe di evidenziare ulteriormente la valenza formativa e professionale dell&#8217;apprendimento basato sul lavoro, anche nell&#8217;ottica di promuovere azioni di orientamento nei confronti delle famiglie, dei giovani e degli insegnanti</em>”.<br /> Infine, Annalisa Magone ha sottolineato: “<em>La lentezza con cui vediamo affermarsi la cultura digitale in Italia non è dovuta alla pigrizia, ma al fatto che noi produciamo soprattutto beni fisici complessi (e non app). Capire come questi prodotti si stiano adeguando alla trasformazione in atto è fondamentale per comprendere come si evolverà il lavoro le competenze che esso richiede</em>”.</p>
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		<title>Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/rotte-marittime-sotto-pressione-1239-miliardi-di-euro-di-interscambio-via-nave-con-asia-e-oceania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 08:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 24 Settembre 2026·ESPORTAZIONI Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/06/reggio-emilia-apprendistato-strada-maestra-per-il-lavoro-che-serve/">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-70253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-territorio tag-apprendistato" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Giugno 2019</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-70257" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/06/lapam.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/06/lapam.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/06/lapam-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>“<em>Noi ci battiamo affinchè l&#8217;apprendistato diventi il contratto di inserimento nel mondo del lavoro</em>”. Con queste parole il Vice Presidente Vicario di Confartigianato e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna <strong>Marco Granelli</strong> ha ribadito la posizione di Confartigianato <span id="more-70253"></span>nel corso del convegno <strong>‘Il lavoro che serve’</strong> svoltosi il 19 giugno a Reggio Emilia e promosso da <strong>Confartigianato Lapam Federimpresa.</strong> Al confronto, moderato dal direttore de Linkiesta Francesco Cancellato, hanno preso parte <strong>Gilberto Luppi</strong>, presidente generale Confartigianato Lapam, <strong>Marco Bentivogli</strong>, segretario generale Fim Cisl; <strong>Michele Tiraboschi</strong>, professore di diritto del lavoro all’Università di Modena e Reggio Emilia e coordinatore scientifico di Adapt, l’associazione fondata da Marco Biagi;<strong> Annalisa Magone</strong>, presidente del centro di ricerca ‘Torino Nord Ovest’.<br /> Il segretario generale di Confartigianato Lapam, <strong>Carlo Alberto Rossi,</strong> ha aperto i lavori con un riferimento a formazione e salario minimo: “<em>Le piccole e medie imprese hanno un impellente necessità di un sistema formativo continuo, i percorsi esistenti devono essere rafforzati: in questo senso ci aspettiamo che Regione Emilia Romagna continui a sostenere, rafforzare e incentivare iniziative di politica attiva del lavoro. Occorre poi ridurre il numero di contratti collettivi nazionali, evitando la proliferazione di ‘contratti pirata’, sottoscritti da organizzazioni prive di rappresentatività. In questo senso l’introduzione di un salario minimo legale è semplicemente improponibile. La quantità proposta di 9 euro è peraltro fuori misura ed innescherebbe una dinamica incrementale con immediati effetti sul costo del lavoro per le imprese. Il vero grande intervento strutturale è quello della riduzione del cuneo fiscale</em>”. <strong>Marco Bentivogli</strong> ha affermato: “<em>La realtà è che con il digitale si sta costruendo qualcosa di diverso rispetto al lavoro come lo abbiamo diviso fino ad oggi: primario, industria, terziario. Oggi abbiamo un’opportunità straordinaria di riprogettare il lavoro, gli spazi, i tempi: gli spazi del lavoro sono ancora disegnati su un lavoro che non c’è più. Nel lavoro che serve la tecnologia deve essere un fattore abilitante che faccia aumentare il lavoro, che non obbliga le persone a lasciare il cuore e il cervello fuori dall’azienda</em>”. Il segretario Fim Cisl ha aggiunto: “<em>Nel nostro Paese abbiamo avuto un attacco contro l’alternanza scuola/lavoro: il progetto va sistemato, ma penso che anche friggere le patatine non faccia male. In Italia c’è una cultura che ‘schifa’ il lavoro e questo è molto preoccupante</em>”.<br /> Da parte sua, il Professor <strong>Michele Tiraboschi</strong> non ha dubbi: parlare di lavoro vuol dire parlare di apprendistato: “<em>Abbiamo bisogno di un lavoro che è identità, cultura, territorio, comunità. Il sistema di cui ha bisogno il mercato del lavoro è un sistema che fa crescere professionalità e che fa partecipare le persone alla società in cui vive. Siamo un paese di 60 milioni di abitanti in cui lavorano 20 milioni di persone. Gli addetti nel manifatturiero avanzato stanno calando da anni e il terziario digitale non sta creando altrettanti posti di lavoro. Quindi quale lavoro serve oggi? Serve ripensare il sistema ripartendo da strumenti come l’apprendistato</em>”.<br /> E proprio sul tema dell’apprendistato il Presidente <strong>Marco Granelli</strong> ha insistito nel sottolineare l’importanza di strumenti, quali l&#8217;<strong>alternanza scuola-lavoro</strong> e l&#8217;<strong>apprendistato</strong> volti a ridurre la distanza tra il mondo della scuola ed il mondo del lavoro e, quindi, a favorire un più rapido ed efficace inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. L&#8217;apprendistato, in particolare, continua ad essere il canale privilegiato per l&#8217;assunzione stabile e la trasmissione del sapere, in quanto strumento idoneo a coniugare formazione ed occupazione.<br /> “<em>L&#8217;apprendistato</em> – ha detto Granelli &#8211; <em>continua quindi a giocare un importante ruolo di sostegno per l&#8217;occupazione giovanile, mantenendo un trend positivo nel corso del 2018 e nei primi mesi del 2019. In particolare: negli ultimi 12 mesi (aprile 2018 &#8211; marzo 2019) le nuove assunzioni in apprendistato di giovani under 30 sono 307.576; attraverso questo canale entrano nel mondo del lavoro 1.225 giovani per ogni giorno lavorativo; gli ultimi dati disponibili per le assunzioni dei giovani under 30 relativi al I trimestre del 2019 mostrano una maggior dinamicità per l&#8217;apprendistato che cresce del 3,7% su base annua, di 1,1 punti percentuali in più rispetto alla crescita del 2,6% degli ingressi a tempo indeterminato. L&#8217;integrazione tra sistema educativo e mondo del lavoro, imperniata sull&#8217;alternanza scuola &#8211; lavoro e sull&#8217;apprendistato e che trova la sua migliore espressione nei percorsi di istruzione e formazione professionale, rappresenta quindi la più efficace politica strutturale per affrontare l&#8217;urgenza della disoccupazione, consentendo ai giovani di orientarsi verso professionalità che corrispondano alle reali necessità del mercato del lavoro nonché di sviluppare competenze imprenditoriali. E ciò è tanto più vero se poniamo attenzione ad un problema, ormai strutturale, del nostro mercato del lavoro e rappresentato dal mismatch tra domanda ed offerta di lavoro.</em><br /> <em>Nel 2018, infatti, il fabbisogno occupazionale delle imprese italiane è stato di 3.494.970 persone, ma il 25,2% di questi potenziali dipendenti (ben 882.430 persone) risulta di difficile reperimento. L&#8217;85,2% del totale delle figure professionali richieste dalle aziende si riferiscono al settore dell&#8217;artigianato che però deve rinunciare a 743.100 assunzioni per la difficoltà di reperimento sul mercato del lavoro. Un maggior supporto all&#8217;apprendimento sul posto del lavoro, includendo anche l&#8217;acquisizione delle competenze digitali, potrà quindi contribuire a ridurre tale divario garantendo maggiore occupazione. E&#8217; necessario pertanto continuare a sostenere e diffondere la cultura dell&#8217;alternanza e dell&#8217;apprendistato, favorendo la collaborazione e le sinergie tra imprese ed istituti scolastici: ciò consentirebbe di evidenziare ulteriormente la valenza formativa e professionale dell&#8217;apprendimento basato sul lavoro, anche nell&#8217;ottica di promuovere azioni di orientamento nei confronti delle famiglie, dei giovani e degli insegnanti</em>”.<br /> Infine, Annalisa Magone ha sottolineato: “<em>La lentezza con cui vediamo affermarsi la cultura digitale in Italia non è dovuta alla pigrizia, ma al fatto che noi produciamo soprattutto beni fisici complessi (e non app). Capire come questi prodotti si stiano adeguando alla trasformazione in atto è fondamentale per comprendere come si evolverà il lavoro le competenze che esso richiede</em>”.</p>
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		<title>Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/piccole-imprese-grandi-transizioni-confartigianato-fa-scuola-su-energie-e-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 15:05:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Settembre 2026·EVENTI Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità Energia, geopolitica, transizione ecologica, innovazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/06/reggio-emilia-apprendistato-strada-maestra-per-il-lavoro-che-serve/">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-70257" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/06/lapam.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/06/lapam.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/06/lapam-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>“<em>Noi ci battiamo affinchè l&#8217;apprendistato diventi il contratto di inserimento nel mondo del lavoro</em>”. Con queste parole il Vice Presidente Vicario di Confartigianato e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna <strong>Marco Granelli</strong> ha ribadito la posizione di Confartigianato <span id="more-70253"></span>nel corso del convegno <strong>‘Il lavoro che serve’</strong> svoltosi il 19 giugno a Reggio Emilia e promosso da <strong>Confartigianato Lapam Federimpresa.</strong> Al confronto, moderato dal direttore de Linkiesta Francesco Cancellato, hanno preso parte <strong>Gilberto Luppi</strong>, presidente generale Confartigianato Lapam, <strong>Marco Bentivogli</strong>, segretario generale Fim Cisl; <strong>Michele Tiraboschi</strong>, professore di diritto del lavoro all’Università di Modena e Reggio Emilia e coordinatore scientifico di Adapt, l’associazione fondata da Marco Biagi;<strong> Annalisa Magone</strong>, presidente del centro di ricerca ‘Torino Nord Ovest’.<br /> Il segretario generale di Confartigianato Lapam, <strong>Carlo Alberto Rossi,</strong> ha aperto i lavori con un riferimento a formazione e salario minimo: “<em>Le piccole e medie imprese hanno un impellente necessità di un sistema formativo continuo, i percorsi esistenti devono essere rafforzati: in questo senso ci aspettiamo che Regione Emilia Romagna continui a sostenere, rafforzare e incentivare iniziative di politica attiva del lavoro. Occorre poi ridurre il numero di contratti collettivi nazionali, evitando la proliferazione di ‘contratti pirata’, sottoscritti da organizzazioni prive di rappresentatività. In questo senso l’introduzione di un salario minimo legale è semplicemente improponibile. La quantità proposta di 9 euro è peraltro fuori misura ed innescherebbe una dinamica incrementale con immediati effetti sul costo del lavoro per le imprese. Il vero grande intervento strutturale è quello della riduzione del cuneo fiscale</em>”. <strong>Marco Bentivogli</strong> ha affermato: “<em>La realtà è che con il digitale si sta costruendo qualcosa di diverso rispetto al lavoro come lo abbiamo diviso fino ad oggi: primario, industria, terziario. Oggi abbiamo un’opportunità straordinaria di riprogettare il lavoro, gli spazi, i tempi: gli spazi del lavoro sono ancora disegnati su un lavoro che non c’è più. Nel lavoro che serve la tecnologia deve essere un fattore abilitante che faccia aumentare il lavoro, che non obbliga le persone a lasciare il cuore e il cervello fuori dall’azienda</em>”. Il segretario Fim Cisl ha aggiunto: “<em>Nel nostro Paese abbiamo avuto un attacco contro l’alternanza scuola/lavoro: il progetto va sistemato, ma penso che anche friggere le patatine non faccia male. In Italia c’è una cultura che ‘schifa’ il lavoro e questo è molto preoccupante</em>”.<br /> Da parte sua, il Professor <strong>Michele Tiraboschi</strong> non ha dubbi: parlare di lavoro vuol dire parlare di apprendistato: “<em>Abbiamo bisogno di un lavoro che è identità, cultura, territorio, comunità. Il sistema di cui ha bisogno il mercato del lavoro è un sistema che fa crescere professionalità e che fa partecipare le persone alla società in cui vive. Siamo un paese di 60 milioni di abitanti in cui lavorano 20 milioni di persone. Gli addetti nel manifatturiero avanzato stanno calando da anni e il terziario digitale non sta creando altrettanti posti di lavoro. Quindi quale lavoro serve oggi? Serve ripensare il sistema ripartendo da strumenti come l’apprendistato</em>”.<br /> E proprio sul tema dell’apprendistato il Presidente <strong>Marco Granelli</strong> ha insistito nel sottolineare l’importanza di strumenti, quali l&#8217;<strong>alternanza scuola-lavoro</strong> e l&#8217;<strong>apprendistato</strong> volti a ridurre la distanza tra il mondo della scuola ed il mondo del lavoro e, quindi, a favorire un più rapido ed efficace inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. L&#8217;apprendistato, in particolare, continua ad essere il canale privilegiato per l&#8217;assunzione stabile e la trasmissione del sapere, in quanto strumento idoneo a coniugare formazione ed occupazione.<br /> “<em>L&#8217;apprendistato</em> – ha detto Granelli &#8211; <em>continua quindi a giocare un importante ruolo di sostegno per l&#8217;occupazione giovanile, mantenendo un trend positivo nel corso del 2018 e nei primi mesi del 2019. In particolare: negli ultimi 12 mesi (aprile 2018 &#8211; marzo 2019) le nuove assunzioni in apprendistato di giovani under 30 sono 307.576; attraverso questo canale entrano nel mondo del lavoro 1.225 giovani per ogni giorno lavorativo; gli ultimi dati disponibili per le assunzioni dei giovani under 30 relativi al I trimestre del 2019 mostrano una maggior dinamicità per l&#8217;apprendistato che cresce del 3,7% su base annua, di 1,1 punti percentuali in più rispetto alla crescita del 2,6% degli ingressi a tempo indeterminato. L&#8217;integrazione tra sistema educativo e mondo del lavoro, imperniata sull&#8217;alternanza scuola &#8211; lavoro e sull&#8217;apprendistato e che trova la sua migliore espressione nei percorsi di istruzione e formazione professionale, rappresenta quindi la più efficace politica strutturale per affrontare l&#8217;urgenza della disoccupazione, consentendo ai giovani di orientarsi verso professionalità che corrispondano alle reali necessità del mercato del lavoro nonché di sviluppare competenze imprenditoriali. E ciò è tanto più vero se poniamo attenzione ad un problema, ormai strutturale, del nostro mercato del lavoro e rappresentato dal mismatch tra domanda ed offerta di lavoro.</em><br /> <em>Nel 2018, infatti, il fabbisogno occupazionale delle imprese italiane è stato di 3.494.970 persone, ma il 25,2% di questi potenziali dipendenti (ben 882.430 persone) risulta di difficile reperimento. L&#8217;85,2% del totale delle figure professionali richieste dalle aziende si riferiscono al settore dell&#8217;artigianato che però deve rinunciare a 743.100 assunzioni per la difficoltà di reperimento sul mercato del lavoro. Un maggior supporto all&#8217;apprendimento sul posto del lavoro, includendo anche l&#8217;acquisizione delle competenze digitali, potrà quindi contribuire a ridurre tale divario garantendo maggiore occupazione. E&#8217; necessario pertanto continuare a sostenere e diffondere la cultura dell&#8217;alternanza e dell&#8217;apprendistato, favorendo la collaborazione e le sinergie tra imprese ed istituti scolastici: ciò consentirebbe di evidenziare ulteriormente la valenza formativa e professionale dell&#8217;apprendimento basato sul lavoro, anche nell&#8217;ottica di promuovere azioni di orientamento nei confronti delle famiglie, dei giovani e degli insegnanti</em>”.<br /> Infine, Annalisa Magone ha sottolineato: “<em>La lentezza con cui vediamo affermarsi la cultura digitale in Italia non è dovuta alla pigrizia, ma al fatto che noi produciamo soprattutto beni fisici complessi (e non app). Capire come questi prodotti si stiano adeguando alla trasformazione in atto è fondamentale per comprendere come si evolverà il lavoro le competenze che esso richiede</em>”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/06/reggio-emilia-apprendistato-strada-maestra-per-il-lavoro-che-serve/">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina e Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/con-data-center-boom-consumi-elettrici-398-twh-entro-il-2030-in-usa-cina-e-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 09:36:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 23 Settembre 2026·ENERGIA Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/06/reggio-emilia-apprendistato-strada-maestra-per-il-lavoro-che-serve/">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-70253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-territorio tag-apprendistato" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Giugno 2019</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</h1>
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<p>“<em>Noi ci battiamo affinchè l&#8217;apprendistato diventi il contratto di inserimento nel mondo del lavoro</em>”. Con queste parole il Vice Presidente Vicario di Confartigianato e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna <strong>Marco Granelli</strong> ha ribadito la posizione di Confartigianato <span id="more-70253"></span>nel corso del convegno <strong>‘Il lavoro che serve’</strong> svoltosi il 19 giugno a Reggio Emilia e promosso da <strong>Confartigianato Lapam Federimpresa.</strong> Al confronto, moderato dal direttore de Linkiesta Francesco Cancellato, hanno preso parte <strong>Gilberto Luppi</strong>, presidente generale Confartigianato Lapam, <strong>Marco Bentivogli</strong>, segretario generale Fim Cisl; <strong>Michele Tiraboschi</strong>, professore di diritto del lavoro all’Università di Modena e Reggio Emilia e coordinatore scientifico di Adapt, l’associazione fondata da Marco Biagi;<strong> Annalisa Magone</strong>, presidente del centro di ricerca ‘Torino Nord Ovest’.<br /> Il segretario generale di Confartigianato Lapam, <strong>Carlo Alberto Rossi,</strong> ha aperto i lavori con un riferimento a formazione e salario minimo: “<em>Le piccole e medie imprese hanno un impellente necessità di un sistema formativo continuo, i percorsi esistenti devono essere rafforzati: in questo senso ci aspettiamo che Regione Emilia Romagna continui a sostenere, rafforzare e incentivare iniziative di politica attiva del lavoro. Occorre poi ridurre il numero di contratti collettivi nazionali, evitando la proliferazione di ‘contratti pirata’, sottoscritti da organizzazioni prive di rappresentatività. In questo senso l’introduzione di un salario minimo legale è semplicemente improponibile. La quantità proposta di 9 euro è peraltro fuori misura ed innescherebbe una dinamica incrementale con immediati effetti sul costo del lavoro per le imprese. Il vero grande intervento strutturale è quello della riduzione del cuneo fiscale</em>”. <strong>Marco Bentivogli</strong> ha affermato: “<em>La realtà è che con il digitale si sta costruendo qualcosa di diverso rispetto al lavoro come lo abbiamo diviso fino ad oggi: primario, industria, terziario. Oggi abbiamo un’opportunità straordinaria di riprogettare il lavoro, gli spazi, i tempi: gli spazi del lavoro sono ancora disegnati su un lavoro che non c’è più. Nel lavoro che serve la tecnologia deve essere un fattore abilitante che faccia aumentare il lavoro, che non obbliga le persone a lasciare il cuore e il cervello fuori dall’azienda</em>”. Il segretario Fim Cisl ha aggiunto: “<em>Nel nostro Paese abbiamo avuto un attacco contro l’alternanza scuola/lavoro: il progetto va sistemato, ma penso che anche friggere le patatine non faccia male. In Italia c’è una cultura che ‘schifa’ il lavoro e questo è molto preoccupante</em>”.<br /> Da parte sua, il Professor <strong>Michele Tiraboschi</strong> non ha dubbi: parlare di lavoro vuol dire parlare di apprendistato: “<em>Abbiamo bisogno di un lavoro che è identità, cultura, territorio, comunità. Il sistema di cui ha bisogno il mercato del lavoro è un sistema che fa crescere professionalità e che fa partecipare le persone alla società in cui vive. Siamo un paese di 60 milioni di abitanti in cui lavorano 20 milioni di persone. Gli addetti nel manifatturiero avanzato stanno calando da anni e il terziario digitale non sta creando altrettanti posti di lavoro. Quindi quale lavoro serve oggi? Serve ripensare il sistema ripartendo da strumenti come l’apprendistato</em>”.<br /> E proprio sul tema dell’apprendistato il Presidente <strong>Marco Granelli</strong> ha insistito nel sottolineare l’importanza di strumenti, quali l&#8217;<strong>alternanza scuola-lavoro</strong> e l&#8217;<strong>apprendistato</strong> volti a ridurre la distanza tra il mondo della scuola ed il mondo del lavoro e, quindi, a favorire un più rapido ed efficace inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. L&#8217;apprendistato, in particolare, continua ad essere il canale privilegiato per l&#8217;assunzione stabile e la trasmissione del sapere, in quanto strumento idoneo a coniugare formazione ed occupazione.<br /> “<em>L&#8217;apprendistato</em> – ha detto Granelli &#8211; <em>continua quindi a giocare un importante ruolo di sostegno per l&#8217;occupazione giovanile, mantenendo un trend positivo nel corso del 2018 e nei primi mesi del 2019. In particolare: negli ultimi 12 mesi (aprile 2018 &#8211; marzo 2019) le nuove assunzioni in apprendistato di giovani under 30 sono 307.576; attraverso questo canale entrano nel mondo del lavoro 1.225 giovani per ogni giorno lavorativo; gli ultimi dati disponibili per le assunzioni dei giovani under 30 relativi al I trimestre del 2019 mostrano una maggior dinamicità per l&#8217;apprendistato che cresce del 3,7% su base annua, di 1,1 punti percentuali in più rispetto alla crescita del 2,6% degli ingressi a tempo indeterminato. L&#8217;integrazione tra sistema educativo e mondo del lavoro, imperniata sull&#8217;alternanza scuola &#8211; lavoro e sull&#8217;apprendistato e che trova la sua migliore espressione nei percorsi di istruzione e formazione professionale, rappresenta quindi la più efficace politica strutturale per affrontare l&#8217;urgenza della disoccupazione, consentendo ai giovani di orientarsi verso professionalità che corrispondano alle reali necessità del mercato del lavoro nonché di sviluppare competenze imprenditoriali. E ciò è tanto più vero se poniamo attenzione ad un problema, ormai strutturale, del nostro mercato del lavoro e rappresentato dal mismatch tra domanda ed offerta di lavoro.</em><br /> <em>Nel 2018, infatti, il fabbisogno occupazionale delle imprese italiane è stato di 3.494.970 persone, ma il 25,2% di questi potenziali dipendenti (ben 882.430 persone) risulta di difficile reperimento. L&#8217;85,2% del totale delle figure professionali richieste dalle aziende si riferiscono al settore dell&#8217;artigianato che però deve rinunciare a 743.100 assunzioni per la difficoltà di reperimento sul mercato del lavoro. Un maggior supporto all&#8217;apprendimento sul posto del lavoro, includendo anche l&#8217;acquisizione delle competenze digitali, potrà quindi contribuire a ridurre tale divario garantendo maggiore occupazione. E&#8217; necessario pertanto continuare a sostenere e diffondere la cultura dell&#8217;alternanza e dell&#8217;apprendistato, favorendo la collaborazione e le sinergie tra imprese ed istituti scolastici: ciò consentirebbe di evidenziare ulteriormente la valenza formativa e professionale dell&#8217;apprendimento basato sul lavoro, anche nell&#8217;ottica di promuovere azioni di orientamento nei confronti delle famiglie, dei giovani e degli insegnanti</em>”.<br /> Infine, Annalisa Magone ha sottolineato: “<em>La lentezza con cui vediamo affermarsi la cultura digitale in Italia non è dovuta alla pigrizia, ma al fatto che noi produciamo soprattutto beni fisici complessi (e non app). Capire come questi prodotti si stiano adeguando alla trasformazione in atto è fondamentale per comprendere come si evolverà il lavoro le competenze che esso richiede</em>”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/06/reggio-emilia-apprendistato-strada-maestra-per-il-lavoro-che-serve/">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/deficit-al-31-del-pil-le-sfide-della-politica-fiscale-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 13:05:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·LEGGE BILANCIO 2026 Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/06/reggio-emilia-apprendistato-strada-maestra-per-il-lavoro-che-serve/">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Giugno 2019</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</h1>
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<p>“<em>Noi ci battiamo affinchè l&#8217;apprendistato diventi il contratto di inserimento nel mondo del lavoro</em>”. Con queste parole il Vice Presidente Vicario di Confartigianato e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna <strong>Marco Granelli</strong> ha ribadito la posizione di Confartigianato <span id="more-70253"></span>nel corso del convegno <strong>‘Il lavoro che serve’</strong> svoltosi il 19 giugno a Reggio Emilia e promosso da <strong>Confartigianato Lapam Federimpresa.</strong> Al confronto, moderato dal direttore de Linkiesta Francesco Cancellato, hanno preso parte <strong>Gilberto Luppi</strong>, presidente generale Confartigianato Lapam, <strong>Marco Bentivogli</strong>, segretario generale Fim Cisl; <strong>Michele Tiraboschi</strong>, professore di diritto del lavoro all’Università di Modena e Reggio Emilia e coordinatore scientifico di Adapt, l’associazione fondata da Marco Biagi;<strong> Annalisa Magone</strong>, presidente del centro di ricerca ‘Torino Nord Ovest’.<br /> Il segretario generale di Confartigianato Lapam, <strong>Carlo Alberto Rossi,</strong> ha aperto i lavori con un riferimento a formazione e salario minimo: “<em>Le piccole e medie imprese hanno un impellente necessità di un sistema formativo continuo, i percorsi esistenti devono essere rafforzati: in questo senso ci aspettiamo che Regione Emilia Romagna continui a sostenere, rafforzare e incentivare iniziative di politica attiva del lavoro. Occorre poi ridurre il numero di contratti collettivi nazionali, evitando la proliferazione di ‘contratti pirata’, sottoscritti da organizzazioni prive di rappresentatività. In questo senso l’introduzione di un salario minimo legale è semplicemente improponibile. La quantità proposta di 9 euro è peraltro fuori misura ed innescherebbe una dinamica incrementale con immediati effetti sul costo del lavoro per le imprese. Il vero grande intervento strutturale è quello della riduzione del cuneo fiscale</em>”. <strong>Marco Bentivogli</strong> ha affermato: “<em>La realtà è che con il digitale si sta costruendo qualcosa di diverso rispetto al lavoro come lo abbiamo diviso fino ad oggi: primario, industria, terziario. Oggi abbiamo un’opportunità straordinaria di riprogettare il lavoro, gli spazi, i tempi: gli spazi del lavoro sono ancora disegnati su un lavoro che non c’è più. Nel lavoro che serve la tecnologia deve essere un fattore abilitante che faccia aumentare il lavoro, che non obbliga le persone a lasciare il cuore e il cervello fuori dall’azienda</em>”. Il segretario Fim Cisl ha aggiunto: “<em>Nel nostro Paese abbiamo avuto un attacco contro l’alternanza scuola/lavoro: il progetto va sistemato, ma penso che anche friggere le patatine non faccia male. In Italia c’è una cultura che ‘schifa’ il lavoro e questo è molto preoccupante</em>”.<br /> Da parte sua, il Professor <strong>Michele Tiraboschi</strong> non ha dubbi: parlare di lavoro vuol dire parlare di apprendistato: “<em>Abbiamo bisogno di un lavoro che è identità, cultura, territorio, comunità. Il sistema di cui ha bisogno il mercato del lavoro è un sistema che fa crescere professionalità e che fa partecipare le persone alla società in cui vive. Siamo un paese di 60 milioni di abitanti in cui lavorano 20 milioni di persone. Gli addetti nel manifatturiero avanzato stanno calando da anni e il terziario digitale non sta creando altrettanti posti di lavoro. Quindi quale lavoro serve oggi? Serve ripensare il sistema ripartendo da strumenti come l’apprendistato</em>”.<br /> E proprio sul tema dell’apprendistato il Presidente <strong>Marco Granelli</strong> ha insistito nel sottolineare l’importanza di strumenti, quali l&#8217;<strong>alternanza scuola-lavoro</strong> e l&#8217;<strong>apprendistato</strong> volti a ridurre la distanza tra il mondo della scuola ed il mondo del lavoro e, quindi, a favorire un più rapido ed efficace inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. L&#8217;apprendistato, in particolare, continua ad essere il canale privilegiato per l&#8217;assunzione stabile e la trasmissione del sapere, in quanto strumento idoneo a coniugare formazione ed occupazione.<br /> “<em>L&#8217;apprendistato</em> – ha detto Granelli &#8211; <em>continua quindi a giocare un importante ruolo di sostegno per l&#8217;occupazione giovanile, mantenendo un trend positivo nel corso del 2018 e nei primi mesi del 2019. In particolare: negli ultimi 12 mesi (aprile 2018 &#8211; marzo 2019) le nuove assunzioni in apprendistato di giovani under 30 sono 307.576; attraverso questo canale entrano nel mondo del lavoro 1.225 giovani per ogni giorno lavorativo; gli ultimi dati disponibili per le assunzioni dei giovani under 30 relativi al I trimestre del 2019 mostrano una maggior dinamicità per l&#8217;apprendistato che cresce del 3,7% su base annua, di 1,1 punti percentuali in più rispetto alla crescita del 2,6% degli ingressi a tempo indeterminato. L&#8217;integrazione tra sistema educativo e mondo del lavoro, imperniata sull&#8217;alternanza scuola &#8211; lavoro e sull&#8217;apprendistato e che trova la sua migliore espressione nei percorsi di istruzione e formazione professionale, rappresenta quindi la più efficace politica strutturale per affrontare l&#8217;urgenza della disoccupazione, consentendo ai giovani di orientarsi verso professionalità che corrispondano alle reali necessità del mercato del lavoro nonché di sviluppare competenze imprenditoriali. E ciò è tanto più vero se poniamo attenzione ad un problema, ormai strutturale, del nostro mercato del lavoro e rappresentato dal mismatch tra domanda ed offerta di lavoro.</em><br /> <em>Nel 2018, infatti, il fabbisogno occupazionale delle imprese italiane è stato di 3.494.970 persone, ma il 25,2% di questi potenziali dipendenti (ben 882.430 persone) risulta di difficile reperimento. L&#8217;85,2% del totale delle figure professionali richieste dalle aziende si riferiscono al settore dell&#8217;artigianato che però deve rinunciare a 743.100 assunzioni per la difficoltà di reperimento sul mercato del lavoro. Un maggior supporto all&#8217;apprendimento sul posto del lavoro, includendo anche l&#8217;acquisizione delle competenze digitali, potrà quindi contribuire a ridurre tale divario garantendo maggiore occupazione. E&#8217; necessario pertanto continuare a sostenere e diffondere la cultura dell&#8217;alternanza e dell&#8217;apprendistato, favorendo la collaborazione e le sinergie tra imprese ed istituti scolastici: ciò consentirebbe di evidenziare ulteriormente la valenza formativa e professionale dell&#8217;apprendimento basato sul lavoro, anche nell&#8217;ottica di promuovere azioni di orientamento nei confronti delle famiglie, dei giovani e degli insegnanti</em>”.<br /> Infine, Annalisa Magone ha sottolineato: “<em>La lentezza con cui vediamo affermarsi la cultura digitale in Italia non è dovuta alla pigrizia, ma al fatto che noi produciamo soprattutto beni fisici complessi (e non app). Capire come questi prodotti si stiano adeguando alla trasformazione in atto è fondamentale per comprendere come si evolverà il lavoro le competenze che esso richiede</em>”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/06/reggio-emilia-apprendistato-strada-maestra-per-il-lavoro-che-serve/">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino!</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/la-nostra-intelligenza-artigiana-fa-scuola-e-ispira-il-festival-di-sanremo-bravo-stefano-de-martino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 10:57:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano De Martino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·ATTUALITA&#039; La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino! A Sanremo quest’anno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/06/reggio-emilia-apprendistato-strada-maestra-per-il-lavoro-che-serve/">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-70253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-territorio tag-apprendistato" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Giugno 2019</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</h1>
</div>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-70257" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/06/lapam.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/06/lapam.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/06/lapam-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>“<em>Noi ci battiamo affinchè l&#8217;apprendistato diventi il contratto di inserimento nel mondo del lavoro</em>”. Con queste parole il Vice Presidente Vicario di Confartigianato e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna <strong>Marco Granelli</strong> ha ribadito la posizione di Confartigianato <span id="more-70253"></span>nel corso del convegno <strong>‘Il lavoro che serve’</strong> svoltosi il 19 giugno a Reggio Emilia e promosso da <strong>Confartigianato Lapam Federimpresa.</strong> Al confronto, moderato dal direttore de Linkiesta Francesco Cancellato, hanno preso parte <strong>Gilberto Luppi</strong>, presidente generale Confartigianato Lapam, <strong>Marco Bentivogli</strong>, segretario generale Fim Cisl; <strong>Michele Tiraboschi</strong>, professore di diritto del lavoro all’Università di Modena e Reggio Emilia e coordinatore scientifico di Adapt, l’associazione fondata da Marco Biagi;<strong> Annalisa Magone</strong>, presidente del centro di ricerca ‘Torino Nord Ovest’.<br /> Il segretario generale di Confartigianato Lapam, <strong>Carlo Alberto Rossi,</strong> ha aperto i lavori con un riferimento a formazione e salario minimo: “<em>Le piccole e medie imprese hanno un impellente necessità di un sistema formativo continuo, i percorsi esistenti devono essere rafforzati: in questo senso ci aspettiamo che Regione Emilia Romagna continui a sostenere, rafforzare e incentivare iniziative di politica attiva del lavoro. Occorre poi ridurre il numero di contratti collettivi nazionali, evitando la proliferazione di ‘contratti pirata’, sottoscritti da organizzazioni prive di rappresentatività. In questo senso l’introduzione di un salario minimo legale è semplicemente improponibile. La quantità proposta di 9 euro è peraltro fuori misura ed innescherebbe una dinamica incrementale con immediati effetti sul costo del lavoro per le imprese. Il vero grande intervento strutturale è quello della riduzione del cuneo fiscale</em>”. <strong>Marco Bentivogli</strong> ha affermato: “<em>La realtà è che con il digitale si sta costruendo qualcosa di diverso rispetto al lavoro come lo abbiamo diviso fino ad oggi: primario, industria, terziario. Oggi abbiamo un’opportunità straordinaria di riprogettare il lavoro, gli spazi, i tempi: gli spazi del lavoro sono ancora disegnati su un lavoro che non c’è più. Nel lavoro che serve la tecnologia deve essere un fattore abilitante che faccia aumentare il lavoro, che non obbliga le persone a lasciare il cuore e il cervello fuori dall’azienda</em>”. Il segretario Fim Cisl ha aggiunto: “<em>Nel nostro Paese abbiamo avuto un attacco contro l’alternanza scuola/lavoro: il progetto va sistemato, ma penso che anche friggere le patatine non faccia male. In Italia c’è una cultura che ‘schifa’ il lavoro e questo è molto preoccupante</em>”.<br /> Da parte sua, il Professor <strong>Michele Tiraboschi</strong> non ha dubbi: parlare di lavoro vuol dire parlare di apprendistato: “<em>Abbiamo bisogno di un lavoro che è identità, cultura, territorio, comunità. Il sistema di cui ha bisogno il mercato del lavoro è un sistema che fa crescere professionalità e che fa partecipare le persone alla società in cui vive. Siamo un paese di 60 milioni di abitanti in cui lavorano 20 milioni di persone. Gli addetti nel manifatturiero avanzato stanno calando da anni e il terziario digitale non sta creando altrettanti posti di lavoro. Quindi quale lavoro serve oggi? Serve ripensare il sistema ripartendo da strumenti come l’apprendistato</em>”.<br /> E proprio sul tema dell’apprendistato il Presidente <strong>Marco Granelli</strong> ha insistito nel sottolineare l’importanza di strumenti, quali l&#8217;<strong>alternanza scuola-lavoro</strong> e l&#8217;<strong>apprendistato</strong> volti a ridurre la distanza tra il mondo della scuola ed il mondo del lavoro e, quindi, a favorire un più rapido ed efficace inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. L&#8217;apprendistato, in particolare, continua ad essere il canale privilegiato per l&#8217;assunzione stabile e la trasmissione del sapere, in quanto strumento idoneo a coniugare formazione ed occupazione.<br /> “<em>L&#8217;apprendistato</em> – ha detto Granelli &#8211; <em>continua quindi a giocare un importante ruolo di sostegno per l&#8217;occupazione giovanile, mantenendo un trend positivo nel corso del 2018 e nei primi mesi del 2019. In particolare: negli ultimi 12 mesi (aprile 2018 &#8211; marzo 2019) le nuove assunzioni in apprendistato di giovani under 30 sono 307.576; attraverso questo canale entrano nel mondo del lavoro 1.225 giovani per ogni giorno lavorativo; gli ultimi dati disponibili per le assunzioni dei giovani under 30 relativi al I trimestre del 2019 mostrano una maggior dinamicità per l&#8217;apprendistato che cresce del 3,7% su base annua, di 1,1 punti percentuali in più rispetto alla crescita del 2,6% degli ingressi a tempo indeterminato. L&#8217;integrazione tra sistema educativo e mondo del lavoro, imperniata sull&#8217;alternanza scuola &#8211; lavoro e sull&#8217;apprendistato e che trova la sua migliore espressione nei percorsi di istruzione e formazione professionale, rappresenta quindi la più efficace politica strutturale per affrontare l&#8217;urgenza della disoccupazione, consentendo ai giovani di orientarsi verso professionalità che corrispondano alle reali necessità del mercato del lavoro nonché di sviluppare competenze imprenditoriali. E ciò è tanto più vero se poniamo attenzione ad un problema, ormai strutturale, del nostro mercato del lavoro e rappresentato dal mismatch tra domanda ed offerta di lavoro.</em><br /> <em>Nel 2018, infatti, il fabbisogno occupazionale delle imprese italiane è stato di 3.494.970 persone, ma il 25,2% di questi potenziali dipendenti (ben 882.430 persone) risulta di difficile reperimento. L&#8217;85,2% del totale delle figure professionali richieste dalle aziende si riferiscono al settore dell&#8217;artigianato che però deve rinunciare a 743.100 assunzioni per la difficoltà di reperimento sul mercato del lavoro. Un maggior supporto all&#8217;apprendimento sul posto del lavoro, includendo anche l&#8217;acquisizione delle competenze digitali, potrà quindi contribuire a ridurre tale divario garantendo maggiore occupazione. E&#8217; necessario pertanto continuare a sostenere e diffondere la cultura dell&#8217;alternanza e dell&#8217;apprendistato, favorendo la collaborazione e le sinergie tra imprese ed istituti scolastici: ciò consentirebbe di evidenziare ulteriormente la valenza formativa e professionale dell&#8217;apprendimento basato sul lavoro, anche nell&#8217;ottica di promuovere azioni di orientamento nei confronti delle famiglie, dei giovani e degli insegnanti</em>”.<br /> Infine, Annalisa Magone ha sottolineato: “<em>La lentezza con cui vediamo affermarsi la cultura digitale in Italia non è dovuta alla pigrizia, ma al fatto che noi produciamo soprattutto beni fisici complessi (e non app). Capire come questi prodotti si stiano adeguando alla trasformazione in atto è fondamentale per comprendere come si evolverà il lavoro le competenze che esso richiede</em>”.</p>
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		<title>Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle famiglie italiane</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/con-crisi-golfo-18-miliardi-in-sei-mesi-la-spesa-per-luce-e-gas-delle-famiglie-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 09:37:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Settembre 2026·ENERGIA Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/06/reggio-emilia-apprendistato-strada-maestra-per-il-lavoro-che-serve/">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Giugno 2019</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</h1>
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<p>“<em>Noi ci battiamo affinchè l&#8217;apprendistato diventi il contratto di inserimento nel mondo del lavoro</em>”. 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Occorre poi ridurre il numero di contratti collettivi nazionali, evitando la proliferazione di ‘contratti pirata’, sottoscritti da organizzazioni prive di rappresentatività. In questo senso l’introduzione di un salario minimo legale è semplicemente improponibile. La quantità proposta di 9 euro è peraltro fuori misura ed innescherebbe una dinamica incrementale con immediati effetti sul costo del lavoro per le imprese. Il vero grande intervento strutturale è quello della riduzione del cuneo fiscale</em>”. <strong>Marco Bentivogli</strong> ha affermato: “<em>La realtà è che con il digitale si sta costruendo qualcosa di diverso rispetto al lavoro come lo abbiamo diviso fino ad oggi: primario, industria, terziario. Oggi abbiamo un’opportunità straordinaria di riprogettare il lavoro, gli spazi, i tempi: gli spazi del lavoro sono ancora disegnati su un lavoro che non c’è più. Nel lavoro che serve la tecnologia deve essere un fattore abilitante che faccia aumentare il lavoro, che non obbliga le persone a lasciare il cuore e il cervello fuori dall’azienda</em>”. Il segretario Fim Cisl ha aggiunto: “<em>Nel nostro Paese abbiamo avuto un attacco contro l’alternanza scuola/lavoro: il progetto va sistemato, ma penso che anche friggere le patatine non faccia male. In Italia c’è una cultura che ‘schifa’ il lavoro e questo è molto preoccupante</em>”.<br /> Da parte sua, il Professor <strong>Michele Tiraboschi</strong> non ha dubbi: parlare di lavoro vuol dire parlare di apprendistato: “<em>Abbiamo bisogno di un lavoro che è identità, cultura, territorio, comunità. Il sistema di cui ha bisogno il mercato del lavoro è un sistema che fa crescere professionalità e che fa partecipare le persone alla società in cui vive. Siamo un paese di 60 milioni di abitanti in cui lavorano 20 milioni di persone. Gli addetti nel manifatturiero avanzato stanno calando da anni e il terziario digitale non sta creando altrettanti posti di lavoro. Quindi quale lavoro serve oggi? Serve ripensare il sistema ripartendo da strumenti come l’apprendistato</em>”.<br /> E proprio sul tema dell’apprendistato il Presidente <strong>Marco Granelli</strong> ha insistito nel sottolineare l’importanza di strumenti, quali l&#8217;<strong>alternanza scuola-lavoro</strong> e l&#8217;<strong>apprendistato</strong> volti a ridurre la distanza tra il mondo della scuola ed il mondo del lavoro e, quindi, a favorire un più rapido ed efficace inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. L&#8217;apprendistato, in particolare, continua ad essere il canale privilegiato per l&#8217;assunzione stabile e la trasmissione del sapere, in quanto strumento idoneo a coniugare formazione ed occupazione.<br /> “<em>L&#8217;apprendistato</em> – ha detto Granelli &#8211; <em>continua quindi a giocare un importante ruolo di sostegno per l&#8217;occupazione giovanile, mantenendo un trend positivo nel corso del 2018 e nei primi mesi del 2019. In particolare: negli ultimi 12 mesi (aprile 2018 &#8211; marzo 2019) le nuove assunzioni in apprendistato di giovani under 30 sono 307.576; attraverso questo canale entrano nel mondo del lavoro 1.225 giovani per ogni giorno lavorativo; gli ultimi dati disponibili per le assunzioni dei giovani under 30 relativi al I trimestre del 2019 mostrano una maggior dinamicità per l&#8217;apprendistato che cresce del 3,7% su base annua, di 1,1 punti percentuali in più rispetto alla crescita del 2,6% degli ingressi a tempo indeterminato. L&#8217;integrazione tra sistema educativo e mondo del lavoro, imperniata sull&#8217;alternanza scuola &#8211; lavoro e sull&#8217;apprendistato e che trova la sua migliore espressione nei percorsi di istruzione e formazione professionale, rappresenta quindi la più efficace politica strutturale per affrontare l&#8217;urgenza della disoccupazione, consentendo ai giovani di orientarsi verso professionalità che corrispondano alle reali necessità del mercato del lavoro nonché di sviluppare competenze imprenditoriali. E ciò è tanto più vero se poniamo attenzione ad un problema, ormai strutturale, del nostro mercato del lavoro e rappresentato dal mismatch tra domanda ed offerta di lavoro.</em><br /> <em>Nel 2018, infatti, il fabbisogno occupazionale delle imprese italiane è stato di 3.494.970 persone, ma il 25,2% di questi potenziali dipendenti (ben 882.430 persone) risulta di difficile reperimento. L&#8217;85,2% del totale delle figure professionali richieste dalle aziende si riferiscono al settore dell&#8217;artigianato che però deve rinunciare a 743.100 assunzioni per la difficoltà di reperimento sul mercato del lavoro. Un maggior supporto all&#8217;apprendimento sul posto del lavoro, includendo anche l&#8217;acquisizione delle competenze digitali, potrà quindi contribuire a ridurre tale divario garantendo maggiore occupazione. 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		<title>Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + 47,4% rispetto all’Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mpi-pagano-energia-37-miliardi-in-piu-della-media-ue-bollette-gonfiate-dal-fisco-474-rispetto-allue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 13:31:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/06/reggio-emilia-apprendistato-strada-maestra-per-il-lavoro-che-serve/">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>“<em>Noi ci battiamo affinchè l&#8217;apprendistato diventi il contratto di inserimento nel mondo del lavoro</em>”. Con queste parole il Vice Presidente Vicario di Confartigianato e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna <strong>Marco Granelli</strong> ha ribadito la posizione di Confartigianato <span id="more-70253"></span>nel corso del convegno <strong>‘Il lavoro che serve’</strong> svoltosi il 19 giugno a Reggio Emilia e promosso da <strong>Confartigianato Lapam Federimpresa.</strong> Al confronto, moderato dal direttore de Linkiesta Francesco Cancellato, hanno preso parte <strong>Gilberto Luppi</strong>, presidente generale Confartigianato Lapam, <strong>Marco Bentivogli</strong>, segretario generale Fim Cisl; <strong>Michele Tiraboschi</strong>, professore di diritto del lavoro all’Università di Modena e Reggio Emilia e coordinatore scientifico di Adapt, l’associazione fondata da Marco Biagi;<strong> Annalisa Magone</strong>, presidente del centro di ricerca ‘Torino Nord Ovest’.<br /> Il segretario generale di Confartigianato Lapam, <strong>Carlo Alberto Rossi,</strong> ha aperto i lavori con un riferimento a formazione e salario minimo: “<em>Le piccole e medie imprese hanno un impellente necessità di un sistema formativo continuo, i percorsi esistenti devono essere rafforzati: in questo senso ci aspettiamo che Regione Emilia Romagna continui a sostenere, rafforzare e incentivare iniziative di politica attiva del lavoro. Occorre poi ridurre il numero di contratti collettivi nazionali, evitando la proliferazione di ‘contratti pirata’, sottoscritti da organizzazioni prive di rappresentatività. In questo senso l’introduzione di un salario minimo legale è semplicemente improponibile. La quantità proposta di 9 euro è peraltro fuori misura ed innescherebbe una dinamica incrementale con immediati effetti sul costo del lavoro per le imprese. Il vero grande intervento strutturale è quello della riduzione del cuneo fiscale</em>”. <strong>Marco Bentivogli</strong> ha affermato: “<em>La realtà è che con il digitale si sta costruendo qualcosa di diverso rispetto al lavoro come lo abbiamo diviso fino ad oggi: primario, industria, terziario. Oggi abbiamo un’opportunità straordinaria di riprogettare il lavoro, gli spazi, i tempi: gli spazi del lavoro sono ancora disegnati su un lavoro che non c’è più. Nel lavoro che serve la tecnologia deve essere un fattore abilitante che faccia aumentare il lavoro, che non obbliga le persone a lasciare il cuore e il cervello fuori dall’azienda</em>”. Il segretario Fim Cisl ha aggiunto: “<em>Nel nostro Paese abbiamo avuto un attacco contro l’alternanza scuola/lavoro: il progetto va sistemato, ma penso che anche friggere le patatine non faccia male. In Italia c’è una cultura che ‘schifa’ il lavoro e questo è molto preoccupante</em>”.<br /> Da parte sua, il Professor <strong>Michele Tiraboschi</strong> non ha dubbi: parlare di lavoro vuol dire parlare di apprendistato: “<em>Abbiamo bisogno di un lavoro che è identità, cultura, territorio, comunità. Il sistema di cui ha bisogno il mercato del lavoro è un sistema che fa crescere professionalità e che fa partecipare le persone alla società in cui vive. Siamo un paese di 60 milioni di abitanti in cui lavorano 20 milioni di persone. Gli addetti nel manifatturiero avanzato stanno calando da anni e il terziario digitale non sta creando altrettanti posti di lavoro. Quindi quale lavoro serve oggi? Serve ripensare il sistema ripartendo da strumenti come l’apprendistato</em>”.<br /> E proprio sul tema dell’apprendistato il Presidente <strong>Marco Granelli</strong> ha insistito nel sottolineare l’importanza di strumenti, quali l&#8217;<strong>alternanza scuola-lavoro</strong> e l&#8217;<strong>apprendistato</strong> volti a ridurre la distanza tra il mondo della scuola ed il mondo del lavoro e, quindi, a favorire un più rapido ed efficace inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. L&#8217;apprendistato, in particolare, continua ad essere il canale privilegiato per l&#8217;assunzione stabile e la trasmissione del sapere, in quanto strumento idoneo a coniugare formazione ed occupazione.<br /> “<em>L&#8217;apprendistato</em> – ha detto Granelli &#8211; <em>continua quindi a giocare un importante ruolo di sostegno per l&#8217;occupazione giovanile, mantenendo un trend positivo nel corso del 2018 e nei primi mesi del 2019. In particolare: negli ultimi 12 mesi (aprile 2018 &#8211; marzo 2019) le nuove assunzioni in apprendistato di giovani under 30 sono 307.576; attraverso questo canale entrano nel mondo del lavoro 1.225 giovani per ogni giorno lavorativo; gli ultimi dati disponibili per le assunzioni dei giovani under 30 relativi al I trimestre del 2019 mostrano una maggior dinamicità per l&#8217;apprendistato che cresce del 3,7% su base annua, di 1,1 punti percentuali in più rispetto alla crescita del 2,6% degli ingressi a tempo indeterminato. L&#8217;integrazione tra sistema educativo e mondo del lavoro, imperniata sull&#8217;alternanza scuola &#8211; lavoro e sull&#8217;apprendistato e che trova la sua migliore espressione nei percorsi di istruzione e formazione professionale, rappresenta quindi la più efficace politica strutturale per affrontare l&#8217;urgenza della disoccupazione, consentendo ai giovani di orientarsi verso professionalità che corrispondano alle reali necessità del mercato del lavoro nonché di sviluppare competenze imprenditoriali. E ciò è tanto più vero se poniamo attenzione ad un problema, ormai strutturale, del nostro mercato del lavoro e rappresentato dal mismatch tra domanda ed offerta di lavoro.</em><br /> <em>Nel 2018, infatti, il fabbisogno occupazionale delle imprese italiane è stato di 3.494.970 persone, ma il 25,2% di questi potenziali dipendenti (ben 882.430 persone) risulta di difficile reperimento. L&#8217;85,2% del totale delle figure professionali richieste dalle aziende si riferiscono al settore dell&#8217;artigianato che però deve rinunciare a 743.100 assunzioni per la difficoltà di reperimento sul mercato del lavoro. Un maggior supporto all&#8217;apprendimento sul posto del lavoro, includendo anche l&#8217;acquisizione delle competenze digitali, potrà quindi contribuire a ridurre tale divario garantendo maggiore occupazione. E&#8217; necessario pertanto continuare a sostenere e diffondere la cultura dell&#8217;alternanza e dell&#8217;apprendistato, favorendo la collaborazione e le sinergie tra imprese ed istituti scolastici: ciò consentirebbe di evidenziare ulteriormente la valenza formativa e professionale dell&#8217;apprendimento basato sul lavoro, anche nell&#8217;ottica di promuovere azioni di orientamento nei confronti delle famiglie, dei giovani e degli insegnanti</em>”.<br /> Infine, Annalisa Magone ha sottolineato: “<em>La lentezza con cui vediamo affermarsi la cultura digitale in Italia non è dovuta alla pigrizia, ma al fatto che noi produciamo soprattutto beni fisici complessi (e non app). Capire come questi prodotti si stiano adeguando alla trasformazione in atto è fondamentale per comprendere come si evolverà il lavoro le competenze che esso richiede</em>”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/06/reggio-emilia-apprendistato-strada-maestra-per-il-lavoro-che-serve/">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-rai-come-raccontare-leccellenza-italiana-ai-nuovi-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 19:57:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Mellone]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Giorgino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Settembre 2026·MEDIA Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217; Come raccontare l’eccellenza italiana, e in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/06/reggio-emilia-apprendistato-strada-maestra-per-il-lavoro-che-serve/">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-70253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-territorio tag-apprendistato" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Giugno 2019</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-70257" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/06/lapam.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/06/lapam.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/06/lapam-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>“<em>Noi ci battiamo affinchè l&#8217;apprendistato diventi il contratto di inserimento nel mondo del lavoro</em>”. Con queste parole il Vice Presidente Vicario di Confartigianato e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna <strong>Marco Granelli</strong> ha ribadito la posizione di Confartigianato <span id="more-70253"></span>nel corso del convegno <strong>‘Il lavoro che serve’</strong> svoltosi il 19 giugno a Reggio Emilia e promosso da <strong>Confartigianato Lapam Federimpresa.</strong> Al confronto, moderato dal direttore de Linkiesta Francesco Cancellato, hanno preso parte <strong>Gilberto Luppi</strong>, presidente generale Confartigianato Lapam, <strong>Marco Bentivogli</strong>, segretario generale Fim Cisl; <strong>Michele Tiraboschi</strong>, professore di diritto del lavoro all’Università di Modena e Reggio Emilia e coordinatore scientifico di Adapt, l’associazione fondata da Marco Biagi;<strong> Annalisa Magone</strong>, presidente del centro di ricerca ‘Torino Nord Ovest’.<br /> Il segretario generale di Confartigianato Lapam, <strong>Carlo Alberto Rossi,</strong> ha aperto i lavori con un riferimento a formazione e salario minimo: “<em>Le piccole e medie imprese hanno un impellente necessità di un sistema formativo continuo, i percorsi esistenti devono essere rafforzati: in questo senso ci aspettiamo che Regione Emilia Romagna continui a sostenere, rafforzare e incentivare iniziative di politica attiva del lavoro. Occorre poi ridurre il numero di contratti collettivi nazionali, evitando la proliferazione di ‘contratti pirata’, sottoscritti da organizzazioni prive di rappresentatività. In questo senso l’introduzione di un salario minimo legale è semplicemente improponibile. La quantità proposta di 9 euro è peraltro fuori misura ed innescherebbe una dinamica incrementale con immediati effetti sul costo del lavoro per le imprese. Il vero grande intervento strutturale è quello della riduzione del cuneo fiscale</em>”. <strong>Marco Bentivogli</strong> ha affermato: “<em>La realtà è che con il digitale si sta costruendo qualcosa di diverso rispetto al lavoro come lo abbiamo diviso fino ad oggi: primario, industria, terziario. Oggi abbiamo un’opportunità straordinaria di riprogettare il lavoro, gli spazi, i tempi: gli spazi del lavoro sono ancora disegnati su un lavoro che non c’è più. Nel lavoro che serve la tecnologia deve essere un fattore abilitante che faccia aumentare il lavoro, che non obbliga le persone a lasciare il cuore e il cervello fuori dall’azienda</em>”. Il segretario Fim Cisl ha aggiunto: “<em>Nel nostro Paese abbiamo avuto un attacco contro l’alternanza scuola/lavoro: il progetto va sistemato, ma penso che anche friggere le patatine non faccia male. In Italia c’è una cultura che ‘schifa’ il lavoro e questo è molto preoccupante</em>”.<br /> Da parte sua, il Professor <strong>Michele Tiraboschi</strong> non ha dubbi: parlare di lavoro vuol dire parlare di apprendistato: “<em>Abbiamo bisogno di un lavoro che è identità, cultura, territorio, comunità. Il sistema di cui ha bisogno il mercato del lavoro è un sistema che fa crescere professionalità e che fa partecipare le persone alla società in cui vive. Siamo un paese di 60 milioni di abitanti in cui lavorano 20 milioni di persone. Gli addetti nel manifatturiero avanzato stanno calando da anni e il terziario digitale non sta creando altrettanti posti di lavoro. Quindi quale lavoro serve oggi? Serve ripensare il sistema ripartendo da strumenti come l’apprendistato</em>”.<br /> E proprio sul tema dell’apprendistato il Presidente <strong>Marco Granelli</strong> ha insistito nel sottolineare l’importanza di strumenti, quali l&#8217;<strong>alternanza scuola-lavoro</strong> e l&#8217;<strong>apprendistato</strong> volti a ridurre la distanza tra il mondo della scuola ed il mondo del lavoro e, quindi, a favorire un più rapido ed efficace inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. L&#8217;apprendistato, in particolare, continua ad essere il canale privilegiato per l&#8217;assunzione stabile e la trasmissione del sapere, in quanto strumento idoneo a coniugare formazione ed occupazione.<br /> “<em>L&#8217;apprendistato</em> – ha detto Granelli &#8211; <em>continua quindi a giocare un importante ruolo di sostegno per l&#8217;occupazione giovanile, mantenendo un trend positivo nel corso del 2018 e nei primi mesi del 2019. In particolare: negli ultimi 12 mesi (aprile 2018 &#8211; marzo 2019) le nuove assunzioni in apprendistato di giovani under 30 sono 307.576; attraverso questo canale entrano nel mondo del lavoro 1.225 giovani per ogni giorno lavorativo; gli ultimi dati disponibili per le assunzioni dei giovani under 30 relativi al I trimestre del 2019 mostrano una maggior dinamicità per l&#8217;apprendistato che cresce del 3,7% su base annua, di 1,1 punti percentuali in più rispetto alla crescita del 2,6% degli ingressi a tempo indeterminato. L&#8217;integrazione tra sistema educativo e mondo del lavoro, imperniata sull&#8217;alternanza scuola &#8211; lavoro e sull&#8217;apprendistato e che trova la sua migliore espressione nei percorsi di istruzione e formazione professionale, rappresenta quindi la più efficace politica strutturale per affrontare l&#8217;urgenza della disoccupazione, consentendo ai giovani di orientarsi verso professionalità che corrispondano alle reali necessità del mercato del lavoro nonché di sviluppare competenze imprenditoriali. E ciò è tanto più vero se poniamo attenzione ad un problema, ormai strutturale, del nostro mercato del lavoro e rappresentato dal mismatch tra domanda ed offerta di lavoro.</em><br /> <em>Nel 2018, infatti, il fabbisogno occupazionale delle imprese italiane è stato di 3.494.970 persone, ma il 25,2% di questi potenziali dipendenti (ben 882.430 persone) risulta di difficile reperimento. L&#8217;85,2% del totale delle figure professionali richieste dalle aziende si riferiscono al settore dell&#8217;artigianato che però deve rinunciare a 743.100 assunzioni per la difficoltà di reperimento sul mercato del lavoro. Un maggior supporto all&#8217;apprendimento sul posto del lavoro, includendo anche l&#8217;acquisizione delle competenze digitali, potrà quindi contribuire a ridurre tale divario garantendo maggiore occupazione. E&#8217; necessario pertanto continuare a sostenere e diffondere la cultura dell&#8217;alternanza e dell&#8217;apprendistato, favorendo la collaborazione e le sinergie tra imprese ed istituti scolastici: ciò consentirebbe di evidenziare ulteriormente la valenza formativa e professionale dell&#8217;apprendimento basato sul lavoro, anche nell&#8217;ottica di promuovere azioni di orientamento nei confronti delle famiglie, dei giovani e degli insegnanti</em>”.<br /> Infine, Annalisa Magone ha sottolineato: “<em>La lentezza con cui vediamo affermarsi la cultura digitale in Italia non è dovuta alla pigrizia, ma al fatto che noi produciamo soprattutto beni fisici complessi (e non app). Capire come questi prodotti si stiano adeguando alla trasformazione in atto è fondamentale per comprendere come si evolverà il lavoro le competenze che esso richiede</em>”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/06/reggio-emilia-apprendistato-strada-maestra-per-il-lavoro-che-serve/">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/granelli-da-presidente-von-der-leyen-indicazioni-importanti-per-pmi-ora-servono-interventi-concreti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:54:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ursula von der leyen]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133123</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EUROPA Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221; Meno burocrazia, energia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/06/reggio-emilia-apprendistato-strada-maestra-per-il-lavoro-che-serve/">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-70253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-territorio tag-apprendistato" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Giugno 2019</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</h1>
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<p>“<em>Noi ci battiamo affinchè l&#8217;apprendistato diventi il contratto di inserimento nel mondo del lavoro</em>”. Con queste parole il Vice Presidente Vicario di Confartigianato e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna <strong>Marco Granelli</strong> ha ribadito la posizione di Confartigianato <span id="more-70253"></span>nel corso del convegno <strong>‘Il lavoro che serve’</strong> svoltosi il 19 giugno a Reggio Emilia e promosso da <strong>Confartigianato Lapam Federimpresa.</strong> Al confronto, moderato dal direttore de Linkiesta Francesco Cancellato, hanno preso parte <strong>Gilberto Luppi</strong>, presidente generale Confartigianato Lapam, <strong>Marco Bentivogli</strong>, segretario generale Fim Cisl; <strong>Michele Tiraboschi</strong>, professore di diritto del lavoro all’Università di Modena e Reggio Emilia e coordinatore scientifico di Adapt, l’associazione fondata da Marco Biagi;<strong> Annalisa Magone</strong>, presidente del centro di ricerca ‘Torino Nord Ovest’.<br /> Il segretario generale di Confartigianato Lapam, <strong>Carlo Alberto Rossi,</strong> ha aperto i lavori con un riferimento a formazione e salario minimo: “<em>Le piccole e medie imprese hanno un impellente necessità di un sistema formativo continuo, i percorsi esistenti devono essere rafforzati: in questo senso ci aspettiamo che Regione Emilia Romagna continui a sostenere, rafforzare e incentivare iniziative di politica attiva del lavoro. Occorre poi ridurre il numero di contratti collettivi nazionali, evitando la proliferazione di ‘contratti pirata’, sottoscritti da organizzazioni prive di rappresentatività. In questo senso l’introduzione di un salario minimo legale è semplicemente improponibile. La quantità proposta di 9 euro è peraltro fuori misura ed innescherebbe una dinamica incrementale con immediati effetti sul costo del lavoro per le imprese. Il vero grande intervento strutturale è quello della riduzione del cuneo fiscale</em>”. <strong>Marco Bentivogli</strong> ha affermato: “<em>La realtà è che con il digitale si sta costruendo qualcosa di diverso rispetto al lavoro come lo abbiamo diviso fino ad oggi: primario, industria, terziario. Oggi abbiamo un’opportunità straordinaria di riprogettare il lavoro, gli spazi, i tempi: gli spazi del lavoro sono ancora disegnati su un lavoro che non c’è più. Nel lavoro che serve la tecnologia deve essere un fattore abilitante che faccia aumentare il lavoro, che non obbliga le persone a lasciare il cuore e il cervello fuori dall’azienda</em>”. Il segretario Fim Cisl ha aggiunto: “<em>Nel nostro Paese abbiamo avuto un attacco contro l’alternanza scuola/lavoro: il progetto va sistemato, ma penso che anche friggere le patatine non faccia male. In Italia c’è una cultura che ‘schifa’ il lavoro e questo è molto preoccupante</em>”.<br /> Da parte sua, il Professor <strong>Michele Tiraboschi</strong> non ha dubbi: parlare di lavoro vuol dire parlare di apprendistato: “<em>Abbiamo bisogno di un lavoro che è identità, cultura, territorio, comunità. Il sistema di cui ha bisogno il mercato del lavoro è un sistema che fa crescere professionalità e che fa partecipare le persone alla società in cui vive. Siamo un paese di 60 milioni di abitanti in cui lavorano 20 milioni di persone. Gli addetti nel manifatturiero avanzato stanno calando da anni e il terziario digitale non sta creando altrettanti posti di lavoro. Quindi quale lavoro serve oggi? Serve ripensare il sistema ripartendo da strumenti come l’apprendistato</em>”.<br /> E proprio sul tema dell’apprendistato il Presidente <strong>Marco Granelli</strong> ha insistito nel sottolineare l’importanza di strumenti, quali l&#8217;<strong>alternanza scuola-lavoro</strong> e l&#8217;<strong>apprendistato</strong> volti a ridurre la distanza tra il mondo della scuola ed il mondo del lavoro e, quindi, a favorire un più rapido ed efficace inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. L&#8217;apprendistato, in particolare, continua ad essere il canale privilegiato per l&#8217;assunzione stabile e la trasmissione del sapere, in quanto strumento idoneo a coniugare formazione ed occupazione.<br /> “<em>L&#8217;apprendistato</em> – ha detto Granelli &#8211; <em>continua quindi a giocare un importante ruolo di sostegno per l&#8217;occupazione giovanile, mantenendo un trend positivo nel corso del 2018 e nei primi mesi del 2019. In particolare: negli ultimi 12 mesi (aprile 2018 &#8211; marzo 2019) le nuove assunzioni in apprendistato di giovani under 30 sono 307.576; attraverso questo canale entrano nel mondo del lavoro 1.225 giovani per ogni giorno lavorativo; gli ultimi dati disponibili per le assunzioni dei giovani under 30 relativi al I trimestre del 2019 mostrano una maggior dinamicità per l&#8217;apprendistato che cresce del 3,7% su base annua, di 1,1 punti percentuali in più rispetto alla crescita del 2,6% degli ingressi a tempo indeterminato. L&#8217;integrazione tra sistema educativo e mondo del lavoro, imperniata sull&#8217;alternanza scuola &#8211; lavoro e sull&#8217;apprendistato e che trova la sua migliore espressione nei percorsi di istruzione e formazione professionale, rappresenta quindi la più efficace politica strutturale per affrontare l&#8217;urgenza della disoccupazione, consentendo ai giovani di orientarsi verso professionalità che corrispondano alle reali necessità del mercato del lavoro nonché di sviluppare competenze imprenditoriali. E ciò è tanto più vero se poniamo attenzione ad un problema, ormai strutturale, del nostro mercato del lavoro e rappresentato dal mismatch tra domanda ed offerta di lavoro.</em><br /> <em>Nel 2018, infatti, il fabbisogno occupazionale delle imprese italiane è stato di 3.494.970 persone, ma il 25,2% di questi potenziali dipendenti (ben 882.430 persone) risulta di difficile reperimento. L&#8217;85,2% del totale delle figure professionali richieste dalle aziende si riferiscono al settore dell&#8217;artigianato che però deve rinunciare a 743.100 assunzioni per la difficoltà di reperimento sul mercato del lavoro. Un maggior supporto all&#8217;apprendimento sul posto del lavoro, includendo anche l&#8217;acquisizione delle competenze digitali, potrà quindi contribuire a ridurre tale divario garantendo maggiore occupazione. E&#8217; necessario pertanto continuare a sostenere e diffondere la cultura dell&#8217;alternanza e dell&#8217;apprendistato, favorendo la collaborazione e le sinergie tra imprese ed istituti scolastici: ciò consentirebbe di evidenziare ulteriormente la valenza formativa e professionale dell&#8217;apprendimento basato sul lavoro, anche nell&#8217;ottica di promuovere azioni di orientamento nei confronti delle famiglie, dei giovani e degli insegnanti</em>”.<br /> Infine, Annalisa Magone ha sottolineato: “<em>La lentezza con cui vediamo affermarsi la cultura digitale in Italia non è dovuta alla pigrizia, ma al fatto che noi produciamo soprattutto beni fisici complessi (e non app). Capire come questi prodotti si stiano adeguando alla trasformazione in atto è fondamentale per comprendere come si evolverà il lavoro le competenze che esso richiede</em>”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/06/reggio-emilia-apprendistato-strada-maestra-per-il-lavoro-che-serve/">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare Taranto»</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/ilva-le-confederazioni-artigiane-serve-un-pacchetto-straordinario-e-una-legge-speciale-per-salvare-taranto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ex ilva]]></category>
		<category><![CDATA[ilva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 16 Settembre 2026·ILVA Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/06/reggio-emilia-apprendistato-strada-maestra-per-il-lavoro-che-serve/">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-70253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-territorio tag-apprendistato" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Giugno 2019</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-70257" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/06/lapam.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/06/lapam.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/06/lapam-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>“<em>Noi ci battiamo affinchè l&#8217;apprendistato diventi il contratto di inserimento nel mondo del lavoro</em>”. Con queste parole il Vice Presidente Vicario di Confartigianato e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna <strong>Marco Granelli</strong> ha ribadito la posizione di Confartigianato <span id="more-70253"></span>nel corso del convegno <strong>‘Il lavoro che serve’</strong> svoltosi il 19 giugno a Reggio Emilia e promosso da <strong>Confartigianato Lapam Federimpresa.</strong> Al confronto, moderato dal direttore de Linkiesta Francesco Cancellato, hanno preso parte <strong>Gilberto Luppi</strong>, presidente generale Confartigianato Lapam, <strong>Marco Bentivogli</strong>, segretario generale Fim Cisl; <strong>Michele Tiraboschi</strong>, professore di diritto del lavoro all’Università di Modena e Reggio Emilia e coordinatore scientifico di Adapt, l’associazione fondata da Marco Biagi;<strong> Annalisa Magone</strong>, presidente del centro di ricerca ‘Torino Nord Ovest’.<br /> Il segretario generale di Confartigianato Lapam, <strong>Carlo Alberto Rossi,</strong> ha aperto i lavori con un riferimento a formazione e salario minimo: “<em>Le piccole e medie imprese hanno un impellente necessità di un sistema formativo continuo, i percorsi esistenti devono essere rafforzati: in questo senso ci aspettiamo che Regione Emilia Romagna continui a sostenere, rafforzare e incentivare iniziative di politica attiva del lavoro. Occorre poi ridurre il numero di contratti collettivi nazionali, evitando la proliferazione di ‘contratti pirata’, sottoscritti da organizzazioni prive di rappresentatività. In questo senso l’introduzione di un salario minimo legale è semplicemente improponibile. La quantità proposta di 9 euro è peraltro fuori misura ed innescherebbe una dinamica incrementale con immediati effetti sul costo del lavoro per le imprese. Il vero grande intervento strutturale è quello della riduzione del cuneo fiscale</em>”. <strong>Marco Bentivogli</strong> ha affermato: “<em>La realtà è che con il digitale si sta costruendo qualcosa di diverso rispetto al lavoro come lo abbiamo diviso fino ad oggi: primario, industria, terziario. Oggi abbiamo un’opportunità straordinaria di riprogettare il lavoro, gli spazi, i tempi: gli spazi del lavoro sono ancora disegnati su un lavoro che non c’è più. Nel lavoro che serve la tecnologia deve essere un fattore abilitante che faccia aumentare il lavoro, che non obbliga le persone a lasciare il cuore e il cervello fuori dall’azienda</em>”. Il segretario Fim Cisl ha aggiunto: “<em>Nel nostro Paese abbiamo avuto un attacco contro l’alternanza scuola/lavoro: il progetto va sistemato, ma penso che anche friggere le patatine non faccia male. In Italia c’è una cultura che ‘schifa’ il lavoro e questo è molto preoccupante</em>”.<br /> Da parte sua, il Professor <strong>Michele Tiraboschi</strong> non ha dubbi: parlare di lavoro vuol dire parlare di apprendistato: “<em>Abbiamo bisogno di un lavoro che è identità, cultura, territorio, comunità. Il sistema di cui ha bisogno il mercato del lavoro è un sistema che fa crescere professionalità e che fa partecipare le persone alla società in cui vive. Siamo un paese di 60 milioni di abitanti in cui lavorano 20 milioni di persone. Gli addetti nel manifatturiero avanzato stanno calando da anni e il terziario digitale non sta creando altrettanti posti di lavoro. Quindi quale lavoro serve oggi? Serve ripensare il sistema ripartendo da strumenti come l’apprendistato</em>”.<br /> E proprio sul tema dell’apprendistato il Presidente <strong>Marco Granelli</strong> ha insistito nel sottolineare l’importanza di strumenti, quali l&#8217;<strong>alternanza scuola-lavoro</strong> e l&#8217;<strong>apprendistato</strong> volti a ridurre la distanza tra il mondo della scuola ed il mondo del lavoro e, quindi, a favorire un più rapido ed efficace inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. L&#8217;apprendistato, in particolare, continua ad essere il canale privilegiato per l&#8217;assunzione stabile e la trasmissione del sapere, in quanto strumento idoneo a coniugare formazione ed occupazione.<br /> “<em>L&#8217;apprendistato</em> – ha detto Granelli &#8211; <em>continua quindi a giocare un importante ruolo di sostegno per l&#8217;occupazione giovanile, mantenendo un trend positivo nel corso del 2018 e nei primi mesi del 2019. In particolare: negli ultimi 12 mesi (aprile 2018 &#8211; marzo 2019) le nuove assunzioni in apprendistato di giovani under 30 sono 307.576; attraverso questo canale entrano nel mondo del lavoro 1.225 giovani per ogni giorno lavorativo; gli ultimi dati disponibili per le assunzioni dei giovani under 30 relativi al I trimestre del 2019 mostrano una maggior dinamicità per l&#8217;apprendistato che cresce del 3,7% su base annua, di 1,1 punti percentuali in più rispetto alla crescita del 2,6% degli ingressi a tempo indeterminato. L&#8217;integrazione tra sistema educativo e mondo del lavoro, imperniata sull&#8217;alternanza scuola &#8211; lavoro e sull&#8217;apprendistato e che trova la sua migliore espressione nei percorsi di istruzione e formazione professionale, rappresenta quindi la più efficace politica strutturale per affrontare l&#8217;urgenza della disoccupazione, consentendo ai giovani di orientarsi verso professionalità che corrispondano alle reali necessità del mercato del lavoro nonché di sviluppare competenze imprenditoriali. E ciò è tanto più vero se poniamo attenzione ad un problema, ormai strutturale, del nostro mercato del lavoro e rappresentato dal mismatch tra domanda ed offerta di lavoro.</em><br /> <em>Nel 2018, infatti, il fabbisogno occupazionale delle imprese italiane è stato di 3.494.970 persone, ma il 25,2% di questi potenziali dipendenti (ben 882.430 persone) risulta di difficile reperimento. L&#8217;85,2% del totale delle figure professionali richieste dalle aziende si riferiscono al settore dell&#8217;artigianato che però deve rinunciare a 743.100 assunzioni per la difficoltà di reperimento sul mercato del lavoro. Un maggior supporto all&#8217;apprendimento sul posto del lavoro, includendo anche l&#8217;acquisizione delle competenze digitali, potrà quindi contribuire a ridurre tale divario garantendo maggiore occupazione. E&#8217; necessario pertanto continuare a sostenere e diffondere la cultura dell&#8217;alternanza e dell&#8217;apprendistato, favorendo la collaborazione e le sinergie tra imprese ed istituti scolastici: ciò consentirebbe di evidenziare ulteriormente la valenza formativa e professionale dell&#8217;apprendimento basato sul lavoro, anche nell&#8217;ottica di promuovere azioni di orientamento nei confronti delle famiglie, dei giovani e degli insegnanti</em>”.<br /> Infine, Annalisa Magone ha sottolineato: “<em>La lentezza con cui vediamo affermarsi la cultura digitale in Italia non è dovuta alla pigrizia, ma al fatto che noi produciamo soprattutto beni fisici complessi (e non app). Capire come questi prodotti si stiano adeguando alla trasformazione in atto è fondamentale per comprendere come si evolverà il lavoro le competenze che esso richiede</em>”.</p>
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		<title>Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/energie-e-sostenibilita-alla-22a-edizione-di-confartigianato-high-school/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 14:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EVENTI Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School Le grandi trasformazioni degli scenari geopolitici, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/06/reggio-emilia-apprendistato-strada-maestra-per-il-lavoro-che-serve/">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-70253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-territorio tag-apprendistato" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Giugno 2019</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</h1>
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<p>“<em>Noi ci battiamo affinchè l&#8217;apprendistato diventi il contratto di inserimento nel mondo del lavoro</em>”. Con queste parole il Vice Presidente Vicario di Confartigianato e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna <strong>Marco Granelli</strong> ha ribadito la posizione di Confartigianato <span id="more-70253"></span>nel corso del convegno <strong>‘Il lavoro che serve’</strong> svoltosi il 19 giugno a Reggio Emilia e promosso da <strong>Confartigianato Lapam Federimpresa.</strong> Al confronto, moderato dal direttore de Linkiesta Francesco Cancellato, hanno preso parte <strong>Gilberto Luppi</strong>, presidente generale Confartigianato Lapam, <strong>Marco Bentivogli</strong>, segretario generale Fim Cisl; <strong>Michele Tiraboschi</strong>, professore di diritto del lavoro all’Università di Modena e Reggio Emilia e coordinatore scientifico di Adapt, l’associazione fondata da Marco Biagi;<strong> Annalisa Magone</strong>, presidente del centro di ricerca ‘Torino Nord Ovest’.<br /> Il segretario generale di Confartigianato Lapam, <strong>Carlo Alberto Rossi,</strong> ha aperto i lavori con un riferimento a formazione e salario minimo: “<em>Le piccole e medie imprese hanno un impellente necessità di un sistema formativo continuo, i percorsi esistenti devono essere rafforzati: in questo senso ci aspettiamo che Regione Emilia Romagna continui a sostenere, rafforzare e incentivare iniziative di politica attiva del lavoro. Occorre poi ridurre il numero di contratti collettivi nazionali, evitando la proliferazione di ‘contratti pirata’, sottoscritti da organizzazioni prive di rappresentatività. In questo senso l’introduzione di un salario minimo legale è semplicemente improponibile. La quantità proposta di 9 euro è peraltro fuori misura ed innescherebbe una dinamica incrementale con immediati effetti sul costo del lavoro per le imprese. Il vero grande intervento strutturale è quello della riduzione del cuneo fiscale</em>”. <strong>Marco Bentivogli</strong> ha affermato: “<em>La realtà è che con il digitale si sta costruendo qualcosa di diverso rispetto al lavoro come lo abbiamo diviso fino ad oggi: primario, industria, terziario. Oggi abbiamo un’opportunità straordinaria di riprogettare il lavoro, gli spazi, i tempi: gli spazi del lavoro sono ancora disegnati su un lavoro che non c’è più. Nel lavoro che serve la tecnologia deve essere un fattore abilitante che faccia aumentare il lavoro, che non obbliga le persone a lasciare il cuore e il cervello fuori dall’azienda</em>”. Il segretario Fim Cisl ha aggiunto: “<em>Nel nostro Paese abbiamo avuto un attacco contro l’alternanza scuola/lavoro: il progetto va sistemato, ma penso che anche friggere le patatine non faccia male. In Italia c’è una cultura che ‘schifa’ il lavoro e questo è molto preoccupante</em>”.<br /> Da parte sua, il Professor <strong>Michele Tiraboschi</strong> non ha dubbi: parlare di lavoro vuol dire parlare di apprendistato: “<em>Abbiamo bisogno di un lavoro che è identità, cultura, territorio, comunità. Il sistema di cui ha bisogno il mercato del lavoro è un sistema che fa crescere professionalità e che fa partecipare le persone alla società in cui vive. Siamo un paese di 60 milioni di abitanti in cui lavorano 20 milioni di persone. Gli addetti nel manifatturiero avanzato stanno calando da anni e il terziario digitale non sta creando altrettanti posti di lavoro. Quindi quale lavoro serve oggi? Serve ripensare il sistema ripartendo da strumenti come l’apprendistato</em>”.<br /> E proprio sul tema dell’apprendistato il Presidente <strong>Marco Granelli</strong> ha insistito nel sottolineare l’importanza di strumenti, quali l&#8217;<strong>alternanza scuola-lavoro</strong> e l&#8217;<strong>apprendistato</strong> volti a ridurre la distanza tra il mondo della scuola ed il mondo del lavoro e, quindi, a favorire un più rapido ed efficace inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. L&#8217;apprendistato, in particolare, continua ad essere il canale privilegiato per l&#8217;assunzione stabile e la trasmissione del sapere, in quanto strumento idoneo a coniugare formazione ed occupazione.<br /> “<em>L&#8217;apprendistato</em> – ha detto Granelli &#8211; <em>continua quindi a giocare un importante ruolo di sostegno per l&#8217;occupazione giovanile, mantenendo un trend positivo nel corso del 2018 e nei primi mesi del 2019. In particolare: negli ultimi 12 mesi (aprile 2018 &#8211; marzo 2019) le nuove assunzioni in apprendistato di giovani under 30 sono 307.576; attraverso questo canale entrano nel mondo del lavoro 1.225 giovani per ogni giorno lavorativo; gli ultimi dati disponibili per le assunzioni dei giovani under 30 relativi al I trimestre del 2019 mostrano una maggior dinamicità per l&#8217;apprendistato che cresce del 3,7% su base annua, di 1,1 punti percentuali in più rispetto alla crescita del 2,6% degli ingressi a tempo indeterminato. L&#8217;integrazione tra sistema educativo e mondo del lavoro, imperniata sull&#8217;alternanza scuola &#8211; lavoro e sull&#8217;apprendistato e che trova la sua migliore espressione nei percorsi di istruzione e formazione professionale, rappresenta quindi la più efficace politica strutturale per affrontare l&#8217;urgenza della disoccupazione, consentendo ai giovani di orientarsi verso professionalità che corrispondano alle reali necessità del mercato del lavoro nonché di sviluppare competenze imprenditoriali. E ciò è tanto più vero se poniamo attenzione ad un problema, ormai strutturale, del nostro mercato del lavoro e rappresentato dal mismatch tra domanda ed offerta di lavoro.</em><br /> <em>Nel 2018, infatti, il fabbisogno occupazionale delle imprese italiane è stato di 3.494.970 persone, ma il 25,2% di questi potenziali dipendenti (ben 882.430 persone) risulta di difficile reperimento. L&#8217;85,2% del totale delle figure professionali richieste dalle aziende si riferiscono al settore dell&#8217;artigianato che però deve rinunciare a 743.100 assunzioni per la difficoltà di reperimento sul mercato del lavoro. Un maggior supporto all&#8217;apprendimento sul posto del lavoro, includendo anche l&#8217;acquisizione delle competenze digitali, potrà quindi contribuire a ridurre tale divario garantendo maggiore occupazione. E&#8217; necessario pertanto continuare a sostenere e diffondere la cultura dell&#8217;alternanza e dell&#8217;apprendistato, favorendo la collaborazione e le sinergie tra imprese ed istituti scolastici: ciò consentirebbe di evidenziare ulteriormente la valenza formativa e professionale dell&#8217;apprendimento basato sul lavoro, anche nell&#8217;ottica di promuovere azioni di orientamento nei confronti delle famiglie, dei giovani e degli insegnanti</em>”.<br /> Infine, Annalisa Magone ha sottolineato: “<em>La lentezza con cui vediamo affermarsi la cultura digitale in Italia non è dovuta alla pigrizia, ma al fatto che noi produciamo soprattutto beni fisici complessi (e non app). Capire come questi prodotti si stiano adeguando alla trasformazione in atto è fondamentale per comprendere come si evolverà il lavoro le competenze che esso richiede</em>”.</p>
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		<item>
		<title>&#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la Sostenibilità 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/seize-the-change-futuri-sostenibili-e-levento-di-apertura-della-settimana-per-lenergia-e-la-sostenibilita-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 13:52:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·SETTIMANA ENERGIA &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/06/reggio-emilia-apprendistato-strada-maestra-per-il-lavoro-che-serve/">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-70253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-territorio tag-apprendistato" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
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<h1 class="headInModule single_post">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</h1>
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<p>“<em>Noi ci battiamo affinchè l&#8217;apprendistato diventi il contratto di inserimento nel mondo del lavoro</em>”. Con queste parole il Vice Presidente Vicario di Confartigianato e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna <strong>Marco Granelli</strong> ha ribadito la posizione di Confartigianato <span id="more-70253"></span>nel corso del convegno <strong>‘Il lavoro che serve’</strong> svoltosi il 19 giugno a Reggio Emilia e promosso da <strong>Confartigianato Lapam Federimpresa.</strong> Al confronto, moderato dal direttore de Linkiesta Francesco Cancellato, hanno preso parte <strong>Gilberto Luppi</strong>, presidente generale Confartigianato Lapam, <strong>Marco Bentivogli</strong>, segretario generale Fim Cisl; <strong>Michele Tiraboschi</strong>, professore di diritto del lavoro all’Università di Modena e Reggio Emilia e coordinatore scientifico di Adapt, l’associazione fondata da Marco Biagi;<strong> Annalisa Magone</strong>, presidente del centro di ricerca ‘Torino Nord Ovest’.<br /> Il segretario generale di Confartigianato Lapam, <strong>Carlo Alberto Rossi,</strong> ha aperto i lavori con un riferimento a formazione e salario minimo: “<em>Le piccole e medie imprese hanno un impellente necessità di un sistema formativo continuo, i percorsi esistenti devono essere rafforzati: in questo senso ci aspettiamo che Regione Emilia Romagna continui a sostenere, rafforzare e incentivare iniziative di politica attiva del lavoro. Occorre poi ridurre il numero di contratti collettivi nazionali, evitando la proliferazione di ‘contratti pirata’, sottoscritti da organizzazioni prive di rappresentatività. In questo senso l’introduzione di un salario minimo legale è semplicemente improponibile. La quantità proposta di 9 euro è peraltro fuori misura ed innescherebbe una dinamica incrementale con immediati effetti sul costo del lavoro per le imprese. Il vero grande intervento strutturale è quello della riduzione del cuneo fiscale</em>”. <strong>Marco Bentivogli</strong> ha affermato: “<em>La realtà è che con il digitale si sta costruendo qualcosa di diverso rispetto al lavoro come lo abbiamo diviso fino ad oggi: primario, industria, terziario. Oggi abbiamo un’opportunità straordinaria di riprogettare il lavoro, gli spazi, i tempi: gli spazi del lavoro sono ancora disegnati su un lavoro che non c’è più. Nel lavoro che serve la tecnologia deve essere un fattore abilitante che faccia aumentare il lavoro, che non obbliga le persone a lasciare il cuore e il cervello fuori dall’azienda</em>”. Il segretario Fim Cisl ha aggiunto: “<em>Nel nostro Paese abbiamo avuto un attacco contro l’alternanza scuola/lavoro: il progetto va sistemato, ma penso che anche friggere le patatine non faccia male. In Italia c’è una cultura che ‘schifa’ il lavoro e questo è molto preoccupante</em>”.<br /> Da parte sua, il Professor <strong>Michele Tiraboschi</strong> non ha dubbi: parlare di lavoro vuol dire parlare di apprendistato: “<em>Abbiamo bisogno di un lavoro che è identità, cultura, territorio, comunità. Il sistema di cui ha bisogno il mercato del lavoro è un sistema che fa crescere professionalità e che fa partecipare le persone alla società in cui vive. Siamo un paese di 60 milioni di abitanti in cui lavorano 20 milioni di persone. Gli addetti nel manifatturiero avanzato stanno calando da anni e il terziario digitale non sta creando altrettanti posti di lavoro. Quindi quale lavoro serve oggi? Serve ripensare il sistema ripartendo da strumenti come l’apprendistato</em>”.<br /> E proprio sul tema dell’apprendistato il Presidente <strong>Marco Granelli</strong> ha insistito nel sottolineare l’importanza di strumenti, quali l&#8217;<strong>alternanza scuola-lavoro</strong> e l&#8217;<strong>apprendistato</strong> volti a ridurre la distanza tra il mondo della scuola ed il mondo del lavoro e, quindi, a favorire un più rapido ed efficace inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. L&#8217;apprendistato, in particolare, continua ad essere il canale privilegiato per l&#8217;assunzione stabile e la trasmissione del sapere, in quanto strumento idoneo a coniugare formazione ed occupazione.<br /> “<em>L&#8217;apprendistato</em> – ha detto Granelli &#8211; <em>continua quindi a giocare un importante ruolo di sostegno per l&#8217;occupazione giovanile, mantenendo un trend positivo nel corso del 2018 e nei primi mesi del 2019. In particolare: negli ultimi 12 mesi (aprile 2018 &#8211; marzo 2019) le nuove assunzioni in apprendistato di giovani under 30 sono 307.576; attraverso questo canale entrano nel mondo del lavoro 1.225 giovani per ogni giorno lavorativo; gli ultimi dati disponibili per le assunzioni dei giovani under 30 relativi al I trimestre del 2019 mostrano una maggior dinamicità per l&#8217;apprendistato che cresce del 3,7% su base annua, di 1,1 punti percentuali in più rispetto alla crescita del 2,6% degli ingressi a tempo indeterminato. L&#8217;integrazione tra sistema educativo e mondo del lavoro, imperniata sull&#8217;alternanza scuola &#8211; lavoro e sull&#8217;apprendistato e che trova la sua migliore espressione nei percorsi di istruzione e formazione professionale, rappresenta quindi la più efficace politica strutturale per affrontare l&#8217;urgenza della disoccupazione, consentendo ai giovani di orientarsi verso professionalità che corrispondano alle reali necessità del mercato del lavoro nonché di sviluppare competenze imprenditoriali. E ciò è tanto più vero se poniamo attenzione ad un problema, ormai strutturale, del nostro mercato del lavoro e rappresentato dal mismatch tra domanda ed offerta di lavoro.</em><br /> <em>Nel 2018, infatti, il fabbisogno occupazionale delle imprese italiane è stato di 3.494.970 persone, ma il 25,2% di questi potenziali dipendenti (ben 882.430 persone) risulta di difficile reperimento. L&#8217;85,2% del totale delle figure professionali richieste dalle aziende si riferiscono al settore dell&#8217;artigianato che però deve rinunciare a 743.100 assunzioni per la difficoltà di reperimento sul mercato del lavoro. Un maggior supporto all&#8217;apprendimento sul posto del lavoro, includendo anche l&#8217;acquisizione delle competenze digitali, potrà quindi contribuire a ridurre tale divario garantendo maggiore occupazione. E&#8217; necessario pertanto continuare a sostenere e diffondere la cultura dell&#8217;alternanza e dell&#8217;apprendistato, favorendo la collaborazione e le sinergie tra imprese ed istituti scolastici: ciò consentirebbe di evidenziare ulteriormente la valenza formativa e professionale dell&#8217;apprendimento basato sul lavoro, anche nell&#8217;ottica di promuovere azioni di orientamento nei confronti delle famiglie, dei giovani e degli insegnanti</em>”.<br /> Infine, Annalisa Magone ha sottolineato: “<em>La lentezza con cui vediamo affermarsi la cultura digitale in Italia non è dovuta alla pigrizia, ma al fatto che noi produciamo soprattutto beni fisici complessi (e non app). Capire come questi prodotti si stiano adeguando alla trasformazione in atto è fondamentale per comprendere come si evolverà il lavoro le competenze che esso richiede</em>”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/06/reggio-emilia-apprendistato-strada-maestra-per-il-lavoro-che-serve/">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mercato-del-lavoro-piu-inclusivo-con-crescita-spinta-da-lavoro-stabile-donne-giovani-e-stranieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 13:46:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
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		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Settembre 2026·LAVORO Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri Nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/06/reggio-emilia-apprendistato-strada-maestra-per-il-lavoro-che-serve/">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-70253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-territorio tag-apprendistato" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Giugno 2019</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</h1>
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<p>“<em>Noi ci battiamo affinchè l&#8217;apprendistato diventi il contratto di inserimento nel mondo del lavoro</em>”. Con queste parole il Vice Presidente Vicario di Confartigianato e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna <strong>Marco Granelli</strong> ha ribadito la posizione di Confartigianato <span id="more-70253"></span>nel corso del convegno <strong>‘Il lavoro che serve’</strong> svoltosi il 19 giugno a Reggio Emilia e promosso da <strong>Confartigianato Lapam Federimpresa.</strong> Al confronto, moderato dal direttore de Linkiesta Francesco Cancellato, hanno preso parte <strong>Gilberto Luppi</strong>, presidente generale Confartigianato Lapam, <strong>Marco Bentivogli</strong>, segretario generale Fim Cisl; <strong>Michele Tiraboschi</strong>, professore di diritto del lavoro all’Università di Modena e Reggio Emilia e coordinatore scientifico di Adapt, l’associazione fondata da Marco Biagi;<strong> Annalisa Magone</strong>, presidente del centro di ricerca ‘Torino Nord Ovest’.<br /> Il segretario generale di Confartigianato Lapam, <strong>Carlo Alberto Rossi,</strong> ha aperto i lavori con un riferimento a formazione e salario minimo: “<em>Le piccole e medie imprese hanno un impellente necessità di un sistema formativo continuo, i percorsi esistenti devono essere rafforzati: in questo senso ci aspettiamo che Regione Emilia Romagna continui a sostenere, rafforzare e incentivare iniziative di politica attiva del lavoro. Occorre poi ridurre il numero di contratti collettivi nazionali, evitando la proliferazione di ‘contratti pirata’, sottoscritti da organizzazioni prive di rappresentatività. In questo senso l’introduzione di un salario minimo legale è semplicemente improponibile. La quantità proposta di 9 euro è peraltro fuori misura ed innescherebbe una dinamica incrementale con immediati effetti sul costo del lavoro per le imprese. Il vero grande intervento strutturale è quello della riduzione del cuneo fiscale</em>”. <strong>Marco Bentivogli</strong> ha affermato: “<em>La realtà è che con il digitale si sta costruendo qualcosa di diverso rispetto al lavoro come lo abbiamo diviso fino ad oggi: primario, industria, terziario. Oggi abbiamo un’opportunità straordinaria di riprogettare il lavoro, gli spazi, i tempi: gli spazi del lavoro sono ancora disegnati su un lavoro che non c’è più. Nel lavoro che serve la tecnologia deve essere un fattore abilitante che faccia aumentare il lavoro, che non obbliga le persone a lasciare il cuore e il cervello fuori dall’azienda</em>”. Il segretario Fim Cisl ha aggiunto: “<em>Nel nostro Paese abbiamo avuto un attacco contro l’alternanza scuola/lavoro: il progetto va sistemato, ma penso che anche friggere le patatine non faccia male. In Italia c’è una cultura che ‘schifa’ il lavoro e questo è molto preoccupante</em>”.<br /> Da parte sua, il Professor <strong>Michele Tiraboschi</strong> non ha dubbi: parlare di lavoro vuol dire parlare di apprendistato: “<em>Abbiamo bisogno di un lavoro che è identità, cultura, territorio, comunità. Il sistema di cui ha bisogno il mercato del lavoro è un sistema che fa crescere professionalità e che fa partecipare le persone alla società in cui vive. Siamo un paese di 60 milioni di abitanti in cui lavorano 20 milioni di persone. Gli addetti nel manifatturiero avanzato stanno calando da anni e il terziario digitale non sta creando altrettanti posti di lavoro. Quindi quale lavoro serve oggi? Serve ripensare il sistema ripartendo da strumenti come l’apprendistato</em>”.<br /> E proprio sul tema dell’apprendistato il Presidente <strong>Marco Granelli</strong> ha insistito nel sottolineare l’importanza di strumenti, quali l&#8217;<strong>alternanza scuola-lavoro</strong> e l&#8217;<strong>apprendistato</strong> volti a ridurre la distanza tra il mondo della scuola ed il mondo del lavoro e, quindi, a favorire un più rapido ed efficace inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. L&#8217;apprendistato, in particolare, continua ad essere il canale privilegiato per l&#8217;assunzione stabile e la trasmissione del sapere, in quanto strumento idoneo a coniugare formazione ed occupazione.<br /> “<em>L&#8217;apprendistato</em> – ha detto Granelli &#8211; <em>continua quindi a giocare un importante ruolo di sostegno per l&#8217;occupazione giovanile, mantenendo un trend positivo nel corso del 2018 e nei primi mesi del 2019. In particolare: negli ultimi 12 mesi (aprile 2018 &#8211; marzo 2019) le nuove assunzioni in apprendistato di giovani under 30 sono 307.576; attraverso questo canale entrano nel mondo del lavoro 1.225 giovani per ogni giorno lavorativo; gli ultimi dati disponibili per le assunzioni dei giovani under 30 relativi al I trimestre del 2019 mostrano una maggior dinamicità per l&#8217;apprendistato che cresce del 3,7% su base annua, di 1,1 punti percentuali in più rispetto alla crescita del 2,6% degli ingressi a tempo indeterminato. L&#8217;integrazione tra sistema educativo e mondo del lavoro, imperniata sull&#8217;alternanza scuola &#8211; lavoro e sull&#8217;apprendistato e che trova la sua migliore espressione nei percorsi di istruzione e formazione professionale, rappresenta quindi la più efficace politica strutturale per affrontare l&#8217;urgenza della disoccupazione, consentendo ai giovani di orientarsi verso professionalità che corrispondano alle reali necessità del mercato del lavoro nonché di sviluppare competenze imprenditoriali. E ciò è tanto più vero se poniamo attenzione ad un problema, ormai strutturale, del nostro mercato del lavoro e rappresentato dal mismatch tra domanda ed offerta di lavoro.</em><br /> <em>Nel 2018, infatti, il fabbisogno occupazionale delle imprese italiane è stato di 3.494.970 persone, ma il 25,2% di questi potenziali dipendenti (ben 882.430 persone) risulta di difficile reperimento. L&#8217;85,2% del totale delle figure professionali richieste dalle aziende si riferiscono al settore dell&#8217;artigianato che però deve rinunciare a 743.100 assunzioni per la difficoltà di reperimento sul mercato del lavoro. Un maggior supporto all&#8217;apprendimento sul posto del lavoro, includendo anche l&#8217;acquisizione delle competenze digitali, potrà quindi contribuire a ridurre tale divario garantendo maggiore occupazione. E&#8217; necessario pertanto continuare a sostenere e diffondere la cultura dell&#8217;alternanza e dell&#8217;apprendistato, favorendo la collaborazione e le sinergie tra imprese ed istituti scolastici: ciò consentirebbe di evidenziare ulteriormente la valenza formativa e professionale dell&#8217;apprendimento basato sul lavoro, anche nell&#8217;ottica di promuovere azioni di orientamento nei confronti delle famiglie, dei giovani e degli insegnanti</em>”.<br /> Infine, Annalisa Magone ha sottolineato: “<em>La lentezza con cui vediamo affermarsi la cultura digitale in Italia non è dovuta alla pigrizia, ma al fatto che noi produciamo soprattutto beni fisici complessi (e non app). Capire come questi prodotti si stiano adeguando alla trasformazione in atto è fondamentale per comprendere come si evolverà il lavoro le competenze che esso richiede</em>”.</p>
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		<title>UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 10:07:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Unatras]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Settembre 2026·AUTOTRASPORTO UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore La Presidenza di UNATRAS, il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/06/reggio-emilia-apprendistato-strada-maestra-per-il-lavoro-che-serve/">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">REGGIO EMILIA &#8211; Apprendistato strada maestra per il &#8216;lavoro che serve&#8217;</h1>
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<p>“<em>Noi ci battiamo affinchè l&#8217;apprendistato diventi il contratto di inserimento nel mondo del lavoro</em>”. Con queste parole il Vice Presidente Vicario di Confartigianato e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna <strong>Marco Granelli</strong> ha ribadito la posizione di Confartigianato <span id="more-70253"></span>nel corso del convegno <strong>‘Il lavoro che serve’</strong> svoltosi il 19 giugno a Reggio Emilia e promosso da <strong>Confartigianato Lapam Federimpresa.</strong> Al confronto, moderato dal direttore de Linkiesta Francesco Cancellato, hanno preso parte <strong>Gilberto Luppi</strong>, presidente generale Confartigianato Lapam, <strong>Marco Bentivogli</strong>, segretario generale Fim Cisl; <strong>Michele Tiraboschi</strong>, professore di diritto del lavoro all’Università di Modena e Reggio Emilia e coordinatore scientifico di Adapt, l’associazione fondata da Marco Biagi;<strong> Annalisa Magone</strong>, presidente del centro di ricerca ‘Torino Nord Ovest’.<br /> Il segretario generale di Confartigianato Lapam, <strong>Carlo Alberto Rossi,</strong> ha aperto i lavori con un riferimento a formazione e salario minimo: “<em>Le piccole e medie imprese hanno un impellente necessità di un sistema formativo continuo, i percorsi esistenti devono essere rafforzati: in questo senso ci aspettiamo che Regione Emilia Romagna continui a sostenere, rafforzare e incentivare iniziative di politica attiva del lavoro. Occorre poi ridurre il numero di contratti collettivi nazionali, evitando la proliferazione di ‘contratti pirata’, sottoscritti da organizzazioni prive di rappresentatività. In questo senso l’introduzione di un salario minimo legale è semplicemente improponibile. La quantità proposta di 9 euro è peraltro fuori misura ed innescherebbe una dinamica incrementale con immediati effetti sul costo del lavoro per le imprese. Il vero grande intervento strutturale è quello della riduzione del cuneo fiscale</em>”. <strong>Marco Bentivogli</strong> ha affermato: “<em>La realtà è che con il digitale si sta costruendo qualcosa di diverso rispetto al lavoro come lo abbiamo diviso fino ad oggi: primario, industria, terziario. Oggi abbiamo un’opportunità straordinaria di riprogettare il lavoro, gli spazi, i tempi: gli spazi del lavoro sono ancora disegnati su un lavoro che non c’è più. Nel lavoro che serve la tecnologia deve essere un fattore abilitante che faccia aumentare il lavoro, che non obbliga le persone a lasciare il cuore e il cervello fuori dall’azienda</em>”. Il segretario Fim Cisl ha aggiunto: “<em>Nel nostro Paese abbiamo avuto un attacco contro l’alternanza scuola/lavoro: il progetto va sistemato, ma penso che anche friggere le patatine non faccia male. In Italia c’è una cultura che ‘schifa’ il lavoro e questo è molto preoccupante</em>”.<br /> Da parte sua, il Professor <strong>Michele Tiraboschi</strong> non ha dubbi: parlare di lavoro vuol dire parlare di apprendistato: “<em>Abbiamo bisogno di un lavoro che è identità, cultura, territorio, comunità. Il sistema di cui ha bisogno il mercato del lavoro è un sistema che fa crescere professionalità e che fa partecipare le persone alla società in cui vive. Siamo un paese di 60 milioni di abitanti in cui lavorano 20 milioni di persone. Gli addetti nel manifatturiero avanzato stanno calando da anni e il terziario digitale non sta creando altrettanti posti di lavoro. Quindi quale lavoro serve oggi? Serve ripensare il sistema ripartendo da strumenti come l’apprendistato</em>”.<br /> E proprio sul tema dell’apprendistato il Presidente <strong>Marco Granelli</strong> ha insistito nel sottolineare l’importanza di strumenti, quali l&#8217;<strong>alternanza scuola-lavoro</strong> e l&#8217;<strong>apprendistato</strong> volti a ridurre la distanza tra il mondo della scuola ed il mondo del lavoro e, quindi, a favorire un più rapido ed efficace inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. L&#8217;apprendistato, in particolare, continua ad essere il canale privilegiato per l&#8217;assunzione stabile e la trasmissione del sapere, in quanto strumento idoneo a coniugare formazione ed occupazione.<br /> “<em>L&#8217;apprendistato</em> – ha detto Granelli &#8211; <em>continua quindi a giocare un importante ruolo di sostegno per l&#8217;occupazione giovanile, mantenendo un trend positivo nel corso del 2018 e nei primi mesi del 2019. In particolare: negli ultimi 12 mesi (aprile 2018 &#8211; marzo 2019) le nuove assunzioni in apprendistato di giovani under 30 sono 307.576; attraverso questo canale entrano nel mondo del lavoro 1.225 giovani per ogni giorno lavorativo; gli ultimi dati disponibili per le assunzioni dei giovani under 30 relativi al I trimestre del 2019 mostrano una maggior dinamicità per l&#8217;apprendistato che cresce del 3,7% su base annua, di 1,1 punti percentuali in più rispetto alla crescita del 2,6% degli ingressi a tempo indeterminato. L&#8217;integrazione tra sistema educativo e mondo del lavoro, imperniata sull&#8217;alternanza scuola &#8211; lavoro e sull&#8217;apprendistato e che trova la sua migliore espressione nei percorsi di istruzione e formazione professionale, rappresenta quindi la più efficace politica strutturale per affrontare l&#8217;urgenza della disoccupazione, consentendo ai giovani di orientarsi verso professionalità che corrispondano alle reali necessità del mercato del lavoro nonché di sviluppare competenze imprenditoriali. E ciò è tanto più vero se poniamo attenzione ad un problema, ormai strutturale, del nostro mercato del lavoro e rappresentato dal mismatch tra domanda ed offerta di lavoro.</em><br /> <em>Nel 2018, infatti, il fabbisogno occupazionale delle imprese italiane è stato di 3.494.970 persone, ma il 25,2% di questi potenziali dipendenti (ben 882.430 persone) risulta di difficile reperimento. L&#8217;85,2% del totale delle figure professionali richieste dalle aziende si riferiscono al settore dell&#8217;artigianato che però deve rinunciare a 743.100 assunzioni per la difficoltà di reperimento sul mercato del lavoro. Un maggior supporto all&#8217;apprendimento sul posto del lavoro, includendo anche l&#8217;acquisizione delle competenze digitali, potrà quindi contribuire a ridurre tale divario garantendo maggiore occupazione. E&#8217; necessario pertanto continuare a sostenere e diffondere la cultura dell&#8217;alternanza e dell&#8217;apprendistato, favorendo la collaborazione e le sinergie tra imprese ed istituti scolastici: ciò consentirebbe di evidenziare ulteriormente la valenza formativa e professionale dell&#8217;apprendimento basato sul lavoro, anche nell&#8217;ottica di promuovere azioni di orientamento nei confronti delle famiglie, dei giovani e degli insegnanti</em>”.<br /> Infine, Annalisa Magone ha sottolineato: “<em>La lentezza con cui vediamo affermarsi la cultura digitale in Italia non è dovuta alla pigrizia, ma al fatto che noi produciamo soprattutto beni fisici complessi (e non app). Capire come questi prodotti si stiano adeguando alla trasformazione in atto è fondamentale per comprendere come si evolverà il lavoro le competenze che esso richiede</em>”.</p>
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