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	<title>EVENTI - Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>EVENTI - Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027 nel 38° report congiunturale di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 13:30:12 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 6 Luglio 2026·CONGIUNTURA Conti pubblici verso la manovra 2027 nel 38° report congiunturale di Confartigianato   Le incertezze sull’evoluzione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/11/eventi-confartigianato-a-linkiesta-festival-il-futuro-del-made-in-italy-sono-le-piccole-imprese/">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-74081 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-linkiesta" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Novembre 2019</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-74086 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/11/20191108_180950.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/11/20191108_180950.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/11/20191108_180950-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Il futuro del <strong>made in Italy</strong> tra dazi, politiche europee e nazionali, guerre commerciali, digitalizzazione è stato il tema del dibattitto che si è svolto oggi nell’ambito de <strong>Linkiesta Festival</strong>, promosso dal giornale on line Linkiesta e di cui <strong>Confartigianato</strong> è partner. Al confronto sul made in Italy è intervenuto <strong>Giuseppe Mazzarella</strong>, Delegato all’internazionalizzazione di Confartigianato, <span id="more-74081"></span>il quale ha ricordato i pesanti effetti che i dazi Usa avranno sulle nostre piccole imprese del settore alimentare, soprattutto nel comparto lattiero-caseario. Ma i dazi non sono l’unica insidia sulla strada del made in Italy. “Quello di cui i piccoli imprenditori italiani hanno bisogno – ha detto Mazzarella – è il riconoscimento del  loro valore da parte della politica e delle istituzioni che guidano il Paese. L’anno scorso hanno aperto 300 imprese artigiane al giorno. Le piccole imprese non delocalizzano, non licenziano. Esportano nel mondo l’eccellenza manifatturiera. Da anni praticano la sostenibilità che oggi va tanto di moda. Questo è il made in Italy che va sostenuto, con aiuti economici certo, ma anche con misure come la tracciabilità per garantire la riconoscibilità della qualità dei prodotti italiani, per far capire ai consumatori che se comprano italiano acquistano un prodotto qualitativamente superiore a quello fatto negli Usa o in Messico, che magari si chiama parmesan”. E proprio su questo tema è intervenuta <strong>Patrizia Toia,</strong> europarlamentare e vicepresidente della Commissione Ue per l&#8217;industria, la ricerca e l&#8217;energia, sostenendo che “la battaglia condotta in Europa per tutelare il Made in oggi può essere rilanciata con la difesa della tracciabilità dei prodotti grazie a tecnologie come la blockchain e l’intelligenza artificiale. E in una economia vocata all’export come quella italiana, bisogna spingere verso gli accordi commerciali con gli altri Paesi, proprio in un momento in cui sembra vincere il protezionismo”. “Servono più accordi e meno colpi di dazi reciproci” ha detto Patrizia Toia. Dalla politica europea a quella italiana con l’intervento dell’On. <strong>Mattia Mor</strong>, componente della Commissione Attività Produttive della Camera, il quale ha sottolineato che “per valorizzare il made in Italy serve una strategia sistemica, servono incentivi alle aziende italiane per poter andare all’estero, investimenti per incentivare gli investitori ad arrivare in Italia e infine anche per attrarre turismo. Sono i turisti che vengono nel nostro Paese a portare in giro per il mondo il Made In Italy. In questo, l’Expo di Milano è stato un esempio virtuoso”. <strong>Marco Checchi</strong>, amministratore delegato di Pelliconi, azienda leader in Italia per la produzione di tappi di bottiglia, ha messo in guardia: “Le aziende italiane devono fare molta attenzione. Il Made in Italy è una grande piattaforma di lancio, ma non ci si può più solo basare sul fatto di essere in Italia. Bisogna che l’imprenditoria italiana faccia il salto in avanti per emergere nei mercati mondiali”. Ma, ha aggiunto, “serve una politica industriale strutturale e non solo mettere toppe di tanto in tanto. Il Governo dovrebbe sostenere le aziende e quindi il Made in Italy in maniera moderna e non più solo romantica”. Quindi, per essere moderni, bisogna stare al passo con la velocissima trasformazione digitale. <strong>Stefano da Empoli</strong>, autore di &#8216;Intelligenza artificiale: ultima chiamata&#8217;<em>, </em>a Linkiesta Festival ha spiegato come le imprese italiane possano sfruttare il mix tra cooperazione e competizione che le distingue, oltre che la gestione familiare diffusa, per fare il grande salto per l’utilizzo delle tecnologie. La personalizzazione dei prodotti, fiore all’occhiello della nostra manifattura, può essere potenziata proprio sfruttando l’intelligenza artificiale”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/11/eventi-confartigianato-a-linkiesta-festival-il-futuro-del-made-in-italy-sono-le-piccole-imprese/">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 2 Luglio 2026·CONGIUNTURA Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile I comparti dell’automotive e della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/11/eventi-confartigianato-a-linkiesta-festival-il-futuro-del-made-in-italy-sono-le-piccole-imprese/">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</h1>
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<p>Il futuro del <strong>made in Italy</strong> tra dazi, politiche europee e nazionali, guerre commerciali, digitalizzazione è stato il tema del dibattitto che si è svolto oggi nell’ambito de <strong>Linkiesta Festival</strong>, promosso dal giornale on line Linkiesta e di cui <strong>Confartigianato</strong> è partner. Al confronto sul made in Italy è intervenuto <strong>Giuseppe Mazzarella</strong>, Delegato all’internazionalizzazione di Confartigianato, <span id="more-74081"></span>il quale ha ricordato i pesanti effetti che i dazi Usa avranno sulle nostre piccole imprese del settore alimentare, soprattutto nel comparto lattiero-caseario. Ma i dazi non sono l’unica insidia sulla strada del made in Italy. “Quello di cui i piccoli imprenditori italiani hanno bisogno – ha detto Mazzarella – è il riconoscimento del  loro valore da parte della politica e delle istituzioni che guidano il Paese. L’anno scorso hanno aperto 300 imprese artigiane al giorno. Le piccole imprese non delocalizzano, non licenziano. Esportano nel mondo l’eccellenza manifatturiera. Da anni praticano la sostenibilità che oggi va tanto di moda. Questo è il made in Italy che va sostenuto, con aiuti economici certo, ma anche con misure come la tracciabilità per garantire la riconoscibilità della qualità dei prodotti italiani, per far capire ai consumatori che se comprano italiano acquistano un prodotto qualitativamente superiore a quello fatto negli Usa o in Messico, che magari si chiama parmesan”. E proprio su questo tema è intervenuta <strong>Patrizia Toia,</strong> europarlamentare e vicepresidente della Commissione Ue per l&#8217;industria, la ricerca e l&#8217;energia, sostenendo che “la battaglia condotta in Europa per tutelare il Made in oggi può essere rilanciata con la difesa della tracciabilità dei prodotti grazie a tecnologie come la blockchain e l’intelligenza artificiale. E in una economia vocata all’export come quella italiana, bisogna spingere verso gli accordi commerciali con gli altri Paesi, proprio in un momento in cui sembra vincere il protezionismo”. “Servono più accordi e meno colpi di dazi reciproci” ha detto Patrizia Toia. Dalla politica europea a quella italiana con l’intervento dell’On. <strong>Mattia Mor</strong>, componente della Commissione Attività Produttive della Camera, il quale ha sottolineato che “per valorizzare il made in Italy serve una strategia sistemica, servono incentivi alle aziende italiane per poter andare all’estero, investimenti per incentivare gli investitori ad arrivare in Italia e infine anche per attrarre turismo. Sono i turisti che vengono nel nostro Paese a portare in giro per il mondo il Made In Italy. In questo, l’Expo di Milano è stato un esempio virtuoso”. <strong>Marco Checchi</strong>, amministratore delegato di Pelliconi, azienda leader in Italia per la produzione di tappi di bottiglia, ha messo in guardia: “Le aziende italiane devono fare molta attenzione. Il Made in Italy è una grande piattaforma di lancio, ma non ci si può più solo basare sul fatto di essere in Italia. Bisogna che l’imprenditoria italiana faccia il salto in avanti per emergere nei mercati mondiali”. Ma, ha aggiunto, “serve una politica industriale strutturale e non solo mettere toppe di tanto in tanto. Il Governo dovrebbe sostenere le aziende e quindi il Made in Italy in maniera moderna e non più solo romantica”. Quindi, per essere moderni, bisogna stare al passo con la velocissima trasformazione digitale. <strong>Stefano da Empoli</strong>, autore di &#8216;Intelligenza artificiale: ultima chiamata&#8217;<em>, </em>a Linkiesta Festival ha spiegato come le imprese italiane possano sfruttare il mix tra cooperazione e competizione che le distingue, oltre che la gestione familiare diffusa, per fare il grande salto per l’utilizzo delle tecnologie. La personalizzazione dei prodotti, fiore all’occhiello della nostra manifattura, può essere potenziata proprio sfruttando l’intelligenza artificiale”.</p>
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		<title>Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 17:51:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 1 Luglio 2026·MERCATI ESTERI Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili La nuova fase dell’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/11/eventi-confartigianato-a-linkiesta-festival-il-futuro-del-made-in-italy-sono-le-piccole-imprese/">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Il futuro del <strong>made in Italy</strong> tra dazi, politiche europee e nazionali, guerre commerciali, digitalizzazione è stato il tema del dibattitto che si è svolto oggi nell’ambito de <strong>Linkiesta Festival</strong>, promosso dal giornale on line Linkiesta e di cui <strong>Confartigianato</strong> è partner. Al confronto sul made in Italy è intervenuto <strong>Giuseppe Mazzarella</strong>, Delegato all’internazionalizzazione di Confartigianato, <span id="more-74081"></span>il quale ha ricordato i pesanti effetti che i dazi Usa avranno sulle nostre piccole imprese del settore alimentare, soprattutto nel comparto lattiero-caseario. Ma i dazi non sono l’unica insidia sulla strada del made in Italy. “Quello di cui i piccoli imprenditori italiani hanno bisogno – ha detto Mazzarella – è il riconoscimento del  loro valore da parte della politica e delle istituzioni che guidano il Paese. L’anno scorso hanno aperto 300 imprese artigiane al giorno. Le piccole imprese non delocalizzano, non licenziano. Esportano nel mondo l’eccellenza manifatturiera. Da anni praticano la sostenibilità che oggi va tanto di moda. Questo è il made in Italy che va sostenuto, con aiuti economici certo, ma anche con misure come la tracciabilità per garantire la riconoscibilità della qualità dei prodotti italiani, per far capire ai consumatori che se comprano italiano acquistano un prodotto qualitativamente superiore a quello fatto negli Usa o in Messico, che magari si chiama parmesan”. E proprio su questo tema è intervenuta <strong>Patrizia Toia,</strong> europarlamentare e vicepresidente della Commissione Ue per l&#8217;industria, la ricerca e l&#8217;energia, sostenendo che “la battaglia condotta in Europa per tutelare il Made in oggi può essere rilanciata con la difesa della tracciabilità dei prodotti grazie a tecnologie come la blockchain e l’intelligenza artificiale. E in una economia vocata all’export come quella italiana, bisogna spingere verso gli accordi commerciali con gli altri Paesi, proprio in un momento in cui sembra vincere il protezionismo”. “Servono più accordi e meno colpi di dazi reciproci” ha detto Patrizia Toia. Dalla politica europea a quella italiana con l’intervento dell’On. <strong>Mattia Mor</strong>, componente della Commissione Attività Produttive della Camera, il quale ha sottolineato che “per valorizzare il made in Italy serve una strategia sistemica, servono incentivi alle aziende italiane per poter andare all’estero, investimenti per incentivare gli investitori ad arrivare in Italia e infine anche per attrarre turismo. Sono i turisti che vengono nel nostro Paese a portare in giro per il mondo il Made In Italy. In questo, l’Expo di Milano è stato un esempio virtuoso”. <strong>Marco Checchi</strong>, amministratore delegato di Pelliconi, azienda leader in Italia per la produzione di tappi di bottiglia, ha messo in guardia: “Le aziende italiane devono fare molta attenzione. Il Made in Italy è una grande piattaforma di lancio, ma non ci si può più solo basare sul fatto di essere in Italia. Bisogna che l’imprenditoria italiana faccia il salto in avanti per emergere nei mercati mondiali”. Ma, ha aggiunto, “serve una politica industriale strutturale e non solo mettere toppe di tanto in tanto. Il Governo dovrebbe sostenere le aziende e quindi il Made in Italy in maniera moderna e non più solo romantica”. Quindi, per essere moderni, bisogna stare al passo con la velocissima trasformazione digitale. <strong>Stefano da Empoli</strong>, autore di &#8216;Intelligenza artificiale: ultima chiamata&#8217;<em>, </em>a Linkiesta Festival ha spiegato come le imprese italiane possano sfruttare il mix tra cooperazione e competizione che le distingue, oltre che la gestione familiare diffusa, per fare il grande salto per l’utilizzo delle tecnologie. La personalizzazione dei prodotti, fiore all’occhiello della nostra manifattura, può essere potenziata proprio sfruttando l’intelligenza artificiale”.</p>
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		<title>Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di violenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Luglio 2026 Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/11/eventi-confartigianato-a-linkiesta-festival-il-futuro-del-made-in-italy-sono-le-piccole-imprese/">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-74081 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-linkiesta" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Novembre 2019</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</h1>
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<p>Il futuro del <strong>made in Italy</strong> tra dazi, politiche europee e nazionali, guerre commerciali, digitalizzazione è stato il tema del dibattitto che si è svolto oggi nell’ambito de <strong>Linkiesta Festival</strong>, promosso dal giornale on line Linkiesta e di cui <strong>Confartigianato</strong> è partner. Al confronto sul made in Italy è intervenuto <strong>Giuseppe Mazzarella</strong>, Delegato all’internazionalizzazione di Confartigianato, <span id="more-74081"></span>il quale ha ricordato i pesanti effetti che i dazi Usa avranno sulle nostre piccole imprese del settore alimentare, soprattutto nel comparto lattiero-caseario. Ma i dazi non sono l’unica insidia sulla strada del made in Italy. “Quello di cui i piccoli imprenditori italiani hanno bisogno – ha detto Mazzarella – è il riconoscimento del  loro valore da parte della politica e delle istituzioni che guidano il Paese. L’anno scorso hanno aperto 300 imprese artigiane al giorno. Le piccole imprese non delocalizzano, non licenziano. Esportano nel mondo l’eccellenza manifatturiera. Da anni praticano la sostenibilità che oggi va tanto di moda. Questo è il made in Italy che va sostenuto, con aiuti economici certo, ma anche con misure come la tracciabilità per garantire la riconoscibilità della qualità dei prodotti italiani, per far capire ai consumatori che se comprano italiano acquistano un prodotto qualitativamente superiore a quello fatto negli Usa o in Messico, che magari si chiama parmesan”. E proprio su questo tema è intervenuta <strong>Patrizia Toia,</strong> europarlamentare e vicepresidente della Commissione Ue per l&#8217;industria, la ricerca e l&#8217;energia, sostenendo che “la battaglia condotta in Europa per tutelare il Made in oggi può essere rilanciata con la difesa della tracciabilità dei prodotti grazie a tecnologie come la blockchain e l’intelligenza artificiale. E in una economia vocata all’export come quella italiana, bisogna spingere verso gli accordi commerciali con gli altri Paesi, proprio in un momento in cui sembra vincere il protezionismo”. “Servono più accordi e meno colpi di dazi reciproci” ha detto Patrizia Toia. Dalla politica europea a quella italiana con l’intervento dell’On. <strong>Mattia Mor</strong>, componente della Commissione Attività Produttive della Camera, il quale ha sottolineato che “per valorizzare il made in Italy serve una strategia sistemica, servono incentivi alle aziende italiane per poter andare all’estero, investimenti per incentivare gli investitori ad arrivare in Italia e infine anche per attrarre turismo. Sono i turisti che vengono nel nostro Paese a portare in giro per il mondo il Made In Italy. In questo, l’Expo di Milano è stato un esempio virtuoso”. <strong>Marco Checchi</strong>, amministratore delegato di Pelliconi, azienda leader in Italia per la produzione di tappi di bottiglia, ha messo in guardia: “Le aziende italiane devono fare molta attenzione. Il Made in Italy è una grande piattaforma di lancio, ma non ci si può più solo basare sul fatto di essere in Italia. Bisogna che l’imprenditoria italiana faccia il salto in avanti per emergere nei mercati mondiali”. Ma, ha aggiunto, “serve una politica industriale strutturale e non solo mettere toppe di tanto in tanto. Il Governo dovrebbe sostenere le aziende e quindi il Made in Italy in maniera moderna e non più solo romantica”. Quindi, per essere moderni, bisogna stare al passo con la velocissima trasformazione digitale. <strong>Stefano da Empoli</strong>, autore di &#8216;Intelligenza artificiale: ultima chiamata&#8217;<em>, </em>a Linkiesta Festival ha spiegato come le imprese italiane possano sfruttare il mix tra cooperazione e competizione che le distingue, oltre che la gestione familiare diffusa, per fare il grande salto per l’utilizzo delle tecnologie. La personalizzazione dei prodotti, fiore all’occhiello della nostra manifattura, può essere potenziata proprio sfruttando l’intelligenza artificiale”.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-pesano-su-manifattura-e-made-in-italy-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:48:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Giugno 2026·MEDIA Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net L&#8217;estate del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/11/eventi-confartigianato-a-linkiesta-festival-il-futuro-del-made-in-italy-sono-le-piccole-imprese/">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Novembre 2019</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</h1>
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<p>Il futuro del <strong>made in Italy</strong> tra dazi, politiche europee e nazionali, guerre commerciali, digitalizzazione è stato il tema del dibattitto che si è svolto oggi nell’ambito de <strong>Linkiesta Festival</strong>, promosso dal giornale on line Linkiesta e di cui <strong>Confartigianato</strong> è partner. Al confronto sul made in Italy è intervenuto <strong>Giuseppe Mazzarella</strong>, Delegato all’internazionalizzazione di Confartigianato, <span id="more-74081"></span>il quale ha ricordato i pesanti effetti che i dazi Usa avranno sulle nostre piccole imprese del settore alimentare, soprattutto nel comparto lattiero-caseario. Ma i dazi non sono l’unica insidia sulla strada del made in Italy. “Quello di cui i piccoli imprenditori italiani hanno bisogno – ha detto Mazzarella – è il riconoscimento del  loro valore da parte della politica e delle istituzioni che guidano il Paese. L’anno scorso hanno aperto 300 imprese artigiane al giorno. Le piccole imprese non delocalizzano, non licenziano. Esportano nel mondo l’eccellenza manifatturiera. Da anni praticano la sostenibilità che oggi va tanto di moda. Questo è il made in Italy che va sostenuto, con aiuti economici certo, ma anche con misure come la tracciabilità per garantire la riconoscibilità della qualità dei prodotti italiani, per far capire ai consumatori che se comprano italiano acquistano un prodotto qualitativamente superiore a quello fatto negli Usa o in Messico, che magari si chiama parmesan”. E proprio su questo tema è intervenuta <strong>Patrizia Toia,</strong> europarlamentare e vicepresidente della Commissione Ue per l&#8217;industria, la ricerca e l&#8217;energia, sostenendo che “la battaglia condotta in Europa per tutelare il Made in oggi può essere rilanciata con la difesa della tracciabilità dei prodotti grazie a tecnologie come la blockchain e l’intelligenza artificiale. E in una economia vocata all’export come quella italiana, bisogna spingere verso gli accordi commerciali con gli altri Paesi, proprio in un momento in cui sembra vincere il protezionismo”. “Servono più accordi e meno colpi di dazi reciproci” ha detto Patrizia Toia. Dalla politica europea a quella italiana con l’intervento dell’On. <strong>Mattia Mor</strong>, componente della Commissione Attività Produttive della Camera, il quale ha sottolineato che “per valorizzare il made in Italy serve una strategia sistemica, servono incentivi alle aziende italiane per poter andare all’estero, investimenti per incentivare gli investitori ad arrivare in Italia e infine anche per attrarre turismo. Sono i turisti che vengono nel nostro Paese a portare in giro per il mondo il Made In Italy. In questo, l’Expo di Milano è stato un esempio virtuoso”. <strong>Marco Checchi</strong>, amministratore delegato di Pelliconi, azienda leader in Italia per la produzione di tappi di bottiglia, ha messo in guardia: “Le aziende italiane devono fare molta attenzione. Il Made in Italy è una grande piattaforma di lancio, ma non ci si può più solo basare sul fatto di essere in Italia. Bisogna che l’imprenditoria italiana faccia il salto in avanti per emergere nei mercati mondiali”. Ma, ha aggiunto, “serve una politica industriale strutturale e non solo mettere toppe di tanto in tanto. Il Governo dovrebbe sostenere le aziende e quindi il Made in Italy in maniera moderna e non più solo romantica”. Quindi, per essere moderni, bisogna stare al passo con la velocissima trasformazione digitale. <strong>Stefano da Empoli</strong>, autore di &#8216;Intelligenza artificiale: ultima chiamata&#8217;<em>, </em>a Linkiesta Festival ha spiegato come le imprese italiane possano sfruttare il mix tra cooperazione e competizione che le distingue, oltre che la gestione familiare diffusa, per fare il grande salto per l’utilizzo delle tecnologie. La personalizzazione dei prodotti, fiore all’occhiello della nostra manifattura, può essere potenziata proprio sfruttando l’intelligenza artificiale”.</p>
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		<title>Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/al-forum-di-confartigianato-la-sostenibilita-e-inclusione-equita-adattamento-intelligente-motore-di-business/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:26:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 26 Giugno 2026·EVENTI Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business La sostenibilità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/11/eventi-confartigianato-a-linkiesta-festival-il-futuro-del-made-in-italy-sono-le-piccole-imprese/">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Novembre 2019</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</h1>
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<p>Il futuro del <strong>made in Italy</strong> tra dazi, politiche europee e nazionali, guerre commerciali, digitalizzazione è stato il tema del dibattitto che si è svolto oggi nell’ambito de <strong>Linkiesta Festival</strong>, promosso dal giornale on line Linkiesta e di cui <strong>Confartigianato</strong> è partner. Al confronto sul made in Italy è intervenuto <strong>Giuseppe Mazzarella</strong>, Delegato all’internazionalizzazione di Confartigianato, <span id="more-74081"></span>il quale ha ricordato i pesanti effetti che i dazi Usa avranno sulle nostre piccole imprese del settore alimentare, soprattutto nel comparto lattiero-caseario. Ma i dazi non sono l’unica insidia sulla strada del made in Italy. “Quello di cui i piccoli imprenditori italiani hanno bisogno – ha detto Mazzarella – è il riconoscimento del  loro valore da parte della politica e delle istituzioni che guidano il Paese. L’anno scorso hanno aperto 300 imprese artigiane al giorno. Le piccole imprese non delocalizzano, non licenziano. Esportano nel mondo l’eccellenza manifatturiera. Da anni praticano la sostenibilità che oggi va tanto di moda. Questo è il made in Italy che va sostenuto, con aiuti economici certo, ma anche con misure come la tracciabilità per garantire la riconoscibilità della qualità dei prodotti italiani, per far capire ai consumatori che se comprano italiano acquistano un prodotto qualitativamente superiore a quello fatto negli Usa o in Messico, che magari si chiama parmesan”. E proprio su questo tema è intervenuta <strong>Patrizia Toia,</strong> europarlamentare e vicepresidente della Commissione Ue per l&#8217;industria, la ricerca e l&#8217;energia, sostenendo che “la battaglia condotta in Europa per tutelare il Made in oggi può essere rilanciata con la difesa della tracciabilità dei prodotti grazie a tecnologie come la blockchain e l’intelligenza artificiale. E in una economia vocata all’export come quella italiana, bisogna spingere verso gli accordi commerciali con gli altri Paesi, proprio in un momento in cui sembra vincere il protezionismo”. “Servono più accordi e meno colpi di dazi reciproci” ha detto Patrizia Toia. Dalla politica europea a quella italiana con l’intervento dell’On. <strong>Mattia Mor</strong>, componente della Commissione Attività Produttive della Camera, il quale ha sottolineato che “per valorizzare il made in Italy serve una strategia sistemica, servono incentivi alle aziende italiane per poter andare all’estero, investimenti per incentivare gli investitori ad arrivare in Italia e infine anche per attrarre turismo. Sono i turisti che vengono nel nostro Paese a portare in giro per il mondo il Made In Italy. In questo, l’Expo di Milano è stato un esempio virtuoso”. <strong>Marco Checchi</strong>, amministratore delegato di Pelliconi, azienda leader in Italia per la produzione di tappi di bottiglia, ha messo in guardia: “Le aziende italiane devono fare molta attenzione. Il Made in Italy è una grande piattaforma di lancio, ma non ci si può più solo basare sul fatto di essere in Italia. Bisogna che l’imprenditoria italiana faccia il salto in avanti per emergere nei mercati mondiali”. Ma, ha aggiunto, “serve una politica industriale strutturale e non solo mettere toppe di tanto in tanto. Il Governo dovrebbe sostenere le aziende e quindi il Made in Italy in maniera moderna e non più solo romantica”. Quindi, per essere moderni, bisogna stare al passo con la velocissima trasformazione digitale. <strong>Stefano da Empoli</strong>, autore di &#8216;Intelligenza artificiale: ultima chiamata&#8217;<em>, </em>a Linkiesta Festival ha spiegato come le imprese italiane possano sfruttare il mix tra cooperazione e competizione che le distingue, oltre che la gestione familiare diffusa, per fare il grande salto per l’utilizzo delle tecnologie. La personalizzazione dei prodotti, fiore all’occhiello della nostra manifattura, può essere potenziata proprio sfruttando l’intelligenza artificiale”.</p>
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		<title>Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 06:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio studi]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/11/eventi-confartigianato-a-linkiesta-festival-il-futuro-del-made-in-italy-sono-le-piccole-imprese/">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Il futuro del <strong>made in Italy</strong> tra dazi, politiche europee e nazionali, guerre commerciali, digitalizzazione è stato il tema del dibattitto che si è svolto oggi nell’ambito de <strong>Linkiesta Festival</strong>, promosso dal giornale on line Linkiesta e di cui <strong>Confartigianato</strong> è partner. Al confronto sul made in Italy è intervenuto <strong>Giuseppe Mazzarella</strong>, Delegato all’internazionalizzazione di Confartigianato, <span id="more-74081"></span>il quale ha ricordato i pesanti effetti che i dazi Usa avranno sulle nostre piccole imprese del settore alimentare, soprattutto nel comparto lattiero-caseario. Ma i dazi non sono l’unica insidia sulla strada del made in Italy. “Quello di cui i piccoli imprenditori italiani hanno bisogno – ha detto Mazzarella – è il riconoscimento del  loro valore da parte della politica e delle istituzioni che guidano il Paese. L’anno scorso hanno aperto 300 imprese artigiane al giorno. Le piccole imprese non delocalizzano, non licenziano. Esportano nel mondo l’eccellenza manifatturiera. Da anni praticano la sostenibilità che oggi va tanto di moda. Questo è il made in Italy che va sostenuto, con aiuti economici certo, ma anche con misure come la tracciabilità per garantire la riconoscibilità della qualità dei prodotti italiani, per far capire ai consumatori che se comprano italiano acquistano un prodotto qualitativamente superiore a quello fatto negli Usa o in Messico, che magari si chiama parmesan”. E proprio su questo tema è intervenuta <strong>Patrizia Toia,</strong> europarlamentare e vicepresidente della Commissione Ue per l&#8217;industria, la ricerca e l&#8217;energia, sostenendo che “la battaglia condotta in Europa per tutelare il Made in oggi può essere rilanciata con la difesa della tracciabilità dei prodotti grazie a tecnologie come la blockchain e l’intelligenza artificiale. E in una economia vocata all’export come quella italiana, bisogna spingere verso gli accordi commerciali con gli altri Paesi, proprio in un momento in cui sembra vincere il protezionismo”. “Servono più accordi e meno colpi di dazi reciproci” ha detto Patrizia Toia. Dalla politica europea a quella italiana con l’intervento dell’On. <strong>Mattia Mor</strong>, componente della Commissione Attività Produttive della Camera, il quale ha sottolineato che “per valorizzare il made in Italy serve una strategia sistemica, servono incentivi alle aziende italiane per poter andare all’estero, investimenti per incentivare gli investitori ad arrivare in Italia e infine anche per attrarre turismo. Sono i turisti che vengono nel nostro Paese a portare in giro per il mondo il Made In Italy. In questo, l’Expo di Milano è stato un esempio virtuoso”. <strong>Marco Checchi</strong>, amministratore delegato di Pelliconi, azienda leader in Italia per la produzione di tappi di bottiglia, ha messo in guardia: “Le aziende italiane devono fare molta attenzione. Il Made in Italy è una grande piattaforma di lancio, ma non ci si può più solo basare sul fatto di essere in Italia. Bisogna che l’imprenditoria italiana faccia il salto in avanti per emergere nei mercati mondiali”. Ma, ha aggiunto, “serve una politica industriale strutturale e non solo mettere toppe di tanto in tanto. Il Governo dovrebbe sostenere le aziende e quindi il Made in Italy in maniera moderna e non più solo romantica”. Quindi, per essere moderni, bisogna stare al passo con la velocissima trasformazione digitale. <strong>Stefano da Empoli</strong>, autore di &#8216;Intelligenza artificiale: ultima chiamata&#8217;<em>, </em>a Linkiesta Festival ha spiegato come le imprese italiane possano sfruttare il mix tra cooperazione e competizione che le distingue, oltre che la gestione familiare diffusa, per fare il grande salto per l’utilizzo delle tecnologie. La personalizzazione dei prodotti, fiore all’occhiello della nostra manifattura, può essere potenziata proprio sfruttando l’intelligenza artificiale”.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/11/eventi-confartigianato-a-linkiesta-festival-il-futuro-del-made-in-italy-sono-le-piccole-imprese/">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-inblu2000-crisi-in-medio-oriente-pesa-su-costi-energia-export-e-investimenti-delle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[InBlu2000]]></category>
		<category><![CDATA[RadioInBlu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/11/eventi-confartigianato-a-linkiesta-festival-il-futuro-del-made-in-italy-sono-le-piccole-imprese/">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Novembre 2019</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-74086 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/11/20191108_180950.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/11/20191108_180950.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/11/20191108_180950-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Il futuro del <strong>made in Italy</strong> tra dazi, politiche europee e nazionali, guerre commerciali, digitalizzazione è stato il tema del dibattitto che si è svolto oggi nell’ambito de <strong>Linkiesta Festival</strong>, promosso dal giornale on line Linkiesta e di cui <strong>Confartigianato</strong> è partner. Al confronto sul made in Italy è intervenuto <strong>Giuseppe Mazzarella</strong>, Delegato all’internazionalizzazione di Confartigianato, <span id="more-74081"></span>il quale ha ricordato i pesanti effetti che i dazi Usa avranno sulle nostre piccole imprese del settore alimentare, soprattutto nel comparto lattiero-caseario. Ma i dazi non sono l’unica insidia sulla strada del made in Italy. “Quello di cui i piccoli imprenditori italiani hanno bisogno – ha detto Mazzarella – è il riconoscimento del  loro valore da parte della politica e delle istituzioni che guidano il Paese. L’anno scorso hanno aperto 300 imprese artigiane al giorno. Le piccole imprese non delocalizzano, non licenziano. Esportano nel mondo l’eccellenza manifatturiera. Da anni praticano la sostenibilità che oggi va tanto di moda. Questo è il made in Italy che va sostenuto, con aiuti economici certo, ma anche con misure come la tracciabilità per garantire la riconoscibilità della qualità dei prodotti italiani, per far capire ai consumatori che se comprano italiano acquistano un prodotto qualitativamente superiore a quello fatto negli Usa o in Messico, che magari si chiama parmesan”. E proprio su questo tema è intervenuta <strong>Patrizia Toia,</strong> europarlamentare e vicepresidente della Commissione Ue per l&#8217;industria, la ricerca e l&#8217;energia, sostenendo che “la battaglia condotta in Europa per tutelare il Made in oggi può essere rilanciata con la difesa della tracciabilità dei prodotti grazie a tecnologie come la blockchain e l’intelligenza artificiale. E in una economia vocata all’export come quella italiana, bisogna spingere verso gli accordi commerciali con gli altri Paesi, proprio in un momento in cui sembra vincere il protezionismo”. “Servono più accordi e meno colpi di dazi reciproci” ha detto Patrizia Toia. Dalla politica europea a quella italiana con l’intervento dell’On. <strong>Mattia Mor</strong>, componente della Commissione Attività Produttive della Camera, il quale ha sottolineato che “per valorizzare il made in Italy serve una strategia sistemica, servono incentivi alle aziende italiane per poter andare all’estero, investimenti per incentivare gli investitori ad arrivare in Italia e infine anche per attrarre turismo. Sono i turisti che vengono nel nostro Paese a portare in giro per il mondo il Made In Italy. In questo, l’Expo di Milano è stato un esempio virtuoso”. <strong>Marco Checchi</strong>, amministratore delegato di Pelliconi, azienda leader in Italia per la produzione di tappi di bottiglia, ha messo in guardia: “Le aziende italiane devono fare molta attenzione. Il Made in Italy è una grande piattaforma di lancio, ma non ci si può più solo basare sul fatto di essere in Italia. Bisogna che l’imprenditoria italiana faccia il salto in avanti per emergere nei mercati mondiali”. Ma, ha aggiunto, “serve una politica industriale strutturale e non solo mettere toppe di tanto in tanto. Il Governo dovrebbe sostenere le aziende e quindi il Made in Italy in maniera moderna e non più solo romantica”. Quindi, per essere moderni, bisogna stare al passo con la velocissima trasformazione digitale. <strong>Stefano da Empoli</strong>, autore di &#8216;Intelligenza artificiale: ultima chiamata&#8217;<em>, </em>a Linkiesta Festival ha spiegato come le imprese italiane possano sfruttare il mix tra cooperazione e competizione che le distingue, oltre che la gestione familiare diffusa, per fare il grande salto per l’utilizzo delle tecnologie. La personalizzazione dei prodotti, fiore all’occhiello della nostra manifattura, può essere potenziata proprio sfruttando l’intelligenza artificiale”.</p>
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		<title>Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-4-di-sera-rete-4-le-crisi-geopolitiche-presentano-il-conto-alle-nostre-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4 di sera]]></category>
		<category><![CDATA[rete 4]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/11/eventi-confartigianato-a-linkiesta-festival-il-futuro-del-made-in-italy-sono-le-piccole-imprese/">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Novembre 2019</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</h1>
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<p>Il futuro del <strong>made in Italy</strong> tra dazi, politiche europee e nazionali, guerre commerciali, digitalizzazione è stato il tema del dibattitto che si è svolto oggi nell’ambito de <strong>Linkiesta Festival</strong>, promosso dal giornale on line Linkiesta e di cui <strong>Confartigianato</strong> è partner. Al confronto sul made in Italy è intervenuto <strong>Giuseppe Mazzarella</strong>, Delegato all’internazionalizzazione di Confartigianato, <span id="more-74081"></span>il quale ha ricordato i pesanti effetti che i dazi Usa avranno sulle nostre piccole imprese del settore alimentare, soprattutto nel comparto lattiero-caseario. Ma i dazi non sono l’unica insidia sulla strada del made in Italy. “Quello di cui i piccoli imprenditori italiani hanno bisogno – ha detto Mazzarella – è il riconoscimento del  loro valore da parte della politica e delle istituzioni che guidano il Paese. L’anno scorso hanno aperto 300 imprese artigiane al giorno. Le piccole imprese non delocalizzano, non licenziano. Esportano nel mondo l’eccellenza manifatturiera. Da anni praticano la sostenibilità che oggi va tanto di moda. Questo è il made in Italy che va sostenuto, con aiuti economici certo, ma anche con misure come la tracciabilità per garantire la riconoscibilità della qualità dei prodotti italiani, per far capire ai consumatori che se comprano italiano acquistano un prodotto qualitativamente superiore a quello fatto negli Usa o in Messico, che magari si chiama parmesan”. E proprio su questo tema è intervenuta <strong>Patrizia Toia,</strong> europarlamentare e vicepresidente della Commissione Ue per l&#8217;industria, la ricerca e l&#8217;energia, sostenendo che “la battaglia condotta in Europa per tutelare il Made in oggi può essere rilanciata con la difesa della tracciabilità dei prodotti grazie a tecnologie come la blockchain e l’intelligenza artificiale. E in una economia vocata all’export come quella italiana, bisogna spingere verso gli accordi commerciali con gli altri Paesi, proprio in un momento in cui sembra vincere il protezionismo”. “Servono più accordi e meno colpi di dazi reciproci” ha detto Patrizia Toia. Dalla politica europea a quella italiana con l’intervento dell’On. <strong>Mattia Mor</strong>, componente della Commissione Attività Produttive della Camera, il quale ha sottolineato che “per valorizzare il made in Italy serve una strategia sistemica, servono incentivi alle aziende italiane per poter andare all’estero, investimenti per incentivare gli investitori ad arrivare in Italia e infine anche per attrarre turismo. Sono i turisti che vengono nel nostro Paese a portare in giro per il mondo il Made In Italy. In questo, l’Expo di Milano è stato un esempio virtuoso”. <strong>Marco Checchi</strong>, amministratore delegato di Pelliconi, azienda leader in Italia per la produzione di tappi di bottiglia, ha messo in guardia: “Le aziende italiane devono fare molta attenzione. Il Made in Italy è una grande piattaforma di lancio, ma non ci si può più solo basare sul fatto di essere in Italia. Bisogna che l’imprenditoria italiana faccia il salto in avanti per emergere nei mercati mondiali”. Ma, ha aggiunto, “serve una politica industriale strutturale e non solo mettere toppe di tanto in tanto. Il Governo dovrebbe sostenere le aziende e quindi il Made in Italy in maniera moderna e non più solo romantica”. Quindi, per essere moderni, bisogna stare al passo con la velocissima trasformazione digitale. <strong>Stefano da Empoli</strong>, autore di &#8216;Intelligenza artificiale: ultima chiamata&#8217;<em>, </em>a Linkiesta Festival ha spiegato come le imprese italiane possano sfruttare il mix tra cooperazione e competizione che le distingue, oltre che la gestione familiare diffusa, per fare il grande salto per l’utilizzo delle tecnologie. La personalizzazione dei prodotti, fiore all’occhiello della nostra manifattura, può essere potenziata proprio sfruttando l’intelligenza artificiale”.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-per-economia-e-imprese-il-punto-nel-webinar-del-6-luglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[congiuntura]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Giugno 2026·CONGIUNTURA Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio Le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/11/eventi-confartigianato-a-linkiesta-festival-il-futuro-del-made-in-italy-sono-le-piccole-imprese/">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Novembre 2019</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</h1>
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<p>Il futuro del <strong>made in Italy</strong> tra dazi, politiche europee e nazionali, guerre commerciali, digitalizzazione è stato il tema del dibattitto che si è svolto oggi nell’ambito de <strong>Linkiesta Festival</strong>, promosso dal giornale on line Linkiesta e di cui <strong>Confartigianato</strong> è partner. Al confronto sul made in Italy è intervenuto <strong>Giuseppe Mazzarella</strong>, Delegato all’internazionalizzazione di Confartigianato, <span id="more-74081"></span>il quale ha ricordato i pesanti effetti che i dazi Usa avranno sulle nostre piccole imprese del settore alimentare, soprattutto nel comparto lattiero-caseario. Ma i dazi non sono l’unica insidia sulla strada del made in Italy. “Quello di cui i piccoli imprenditori italiani hanno bisogno – ha detto Mazzarella – è il riconoscimento del  loro valore da parte della politica e delle istituzioni che guidano il Paese. L’anno scorso hanno aperto 300 imprese artigiane al giorno. Le piccole imprese non delocalizzano, non licenziano. Esportano nel mondo l’eccellenza manifatturiera. Da anni praticano la sostenibilità che oggi va tanto di moda. Questo è il made in Italy che va sostenuto, con aiuti economici certo, ma anche con misure come la tracciabilità per garantire la riconoscibilità della qualità dei prodotti italiani, per far capire ai consumatori che se comprano italiano acquistano un prodotto qualitativamente superiore a quello fatto negli Usa o in Messico, che magari si chiama parmesan”. E proprio su questo tema è intervenuta <strong>Patrizia Toia,</strong> europarlamentare e vicepresidente della Commissione Ue per l&#8217;industria, la ricerca e l&#8217;energia, sostenendo che “la battaglia condotta in Europa per tutelare il Made in oggi può essere rilanciata con la difesa della tracciabilità dei prodotti grazie a tecnologie come la blockchain e l’intelligenza artificiale. E in una economia vocata all’export come quella italiana, bisogna spingere verso gli accordi commerciali con gli altri Paesi, proprio in un momento in cui sembra vincere il protezionismo”. “Servono più accordi e meno colpi di dazi reciproci” ha detto Patrizia Toia. Dalla politica europea a quella italiana con l’intervento dell’On. <strong>Mattia Mor</strong>, componente della Commissione Attività Produttive della Camera, il quale ha sottolineato che “per valorizzare il made in Italy serve una strategia sistemica, servono incentivi alle aziende italiane per poter andare all’estero, investimenti per incentivare gli investitori ad arrivare in Italia e infine anche per attrarre turismo. Sono i turisti che vengono nel nostro Paese a portare in giro per il mondo il Made In Italy. In questo, l’Expo di Milano è stato un esempio virtuoso”. <strong>Marco Checchi</strong>, amministratore delegato di Pelliconi, azienda leader in Italia per la produzione di tappi di bottiglia, ha messo in guardia: “Le aziende italiane devono fare molta attenzione. Il Made in Italy è una grande piattaforma di lancio, ma non ci si può più solo basare sul fatto di essere in Italia. Bisogna che l’imprenditoria italiana faccia il salto in avanti per emergere nei mercati mondiali”. Ma, ha aggiunto, “serve una politica industriale strutturale e non solo mettere toppe di tanto in tanto. Il Governo dovrebbe sostenere le aziende e quindi il Made in Italy in maniera moderna e non più solo romantica”. Quindi, per essere moderni, bisogna stare al passo con la velocissima trasformazione digitale. <strong>Stefano da Empoli</strong>, autore di &#8216;Intelligenza artificiale: ultima chiamata&#8217;<em>, </em>a Linkiesta Festival ha spiegato come le imprese italiane possano sfruttare il mix tra cooperazione e competizione che le distingue, oltre che la gestione familiare diffusa, per fare il grande salto per l’utilizzo delle tecnologie. La personalizzazione dei prodotti, fiore all’occhiello della nostra manifattura, può essere potenziata proprio sfruttando l’intelligenza artificiale”.</p>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4CNetWork]]></category>
		<category><![CDATA[Gustavo Piga]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Carretti]]></category>
		<category><![CDATA[orep]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/11/eventi-confartigianato-a-linkiesta-festival-il-futuro-del-made-in-italy-sono-le-piccole-imprese/">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Novembre 2019</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-74086 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/11/20191108_180950.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/11/20191108_180950.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/11/20191108_180950-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Il futuro del <strong>made in Italy</strong> tra dazi, politiche europee e nazionali, guerre commerciali, digitalizzazione è stato il tema del dibattitto che si è svolto oggi nell’ambito de <strong>Linkiesta Festival</strong>, promosso dal giornale on line Linkiesta e di cui <strong>Confartigianato</strong> è partner. Al confronto sul made in Italy è intervenuto <strong>Giuseppe Mazzarella</strong>, Delegato all’internazionalizzazione di Confartigianato, <span id="more-74081"></span>il quale ha ricordato i pesanti effetti che i dazi Usa avranno sulle nostre piccole imprese del settore alimentare, soprattutto nel comparto lattiero-caseario. Ma i dazi non sono l’unica insidia sulla strada del made in Italy. “Quello di cui i piccoli imprenditori italiani hanno bisogno – ha detto Mazzarella – è il riconoscimento del  loro valore da parte della politica e delle istituzioni che guidano il Paese. L’anno scorso hanno aperto 300 imprese artigiane al giorno. Le piccole imprese non delocalizzano, non licenziano. Esportano nel mondo l’eccellenza manifatturiera. Da anni praticano la sostenibilità che oggi va tanto di moda. Questo è il made in Italy che va sostenuto, con aiuti economici certo, ma anche con misure come la tracciabilità per garantire la riconoscibilità della qualità dei prodotti italiani, per far capire ai consumatori che se comprano italiano acquistano un prodotto qualitativamente superiore a quello fatto negli Usa o in Messico, che magari si chiama parmesan”. E proprio su questo tema è intervenuta <strong>Patrizia Toia,</strong> europarlamentare e vicepresidente della Commissione Ue per l&#8217;industria, la ricerca e l&#8217;energia, sostenendo che “la battaglia condotta in Europa per tutelare il Made in oggi può essere rilanciata con la difesa della tracciabilità dei prodotti grazie a tecnologie come la blockchain e l’intelligenza artificiale. E in una economia vocata all’export come quella italiana, bisogna spingere verso gli accordi commerciali con gli altri Paesi, proprio in un momento in cui sembra vincere il protezionismo”. “Servono più accordi e meno colpi di dazi reciproci” ha detto Patrizia Toia. Dalla politica europea a quella italiana con l’intervento dell’On. <strong>Mattia Mor</strong>, componente della Commissione Attività Produttive della Camera, il quale ha sottolineato che “per valorizzare il made in Italy serve una strategia sistemica, servono incentivi alle aziende italiane per poter andare all’estero, investimenti per incentivare gli investitori ad arrivare in Italia e infine anche per attrarre turismo. Sono i turisti che vengono nel nostro Paese a portare in giro per il mondo il Made In Italy. In questo, l’Expo di Milano è stato un esempio virtuoso”. <strong>Marco Checchi</strong>, amministratore delegato di Pelliconi, azienda leader in Italia per la produzione di tappi di bottiglia, ha messo in guardia: “Le aziende italiane devono fare molta attenzione. Il Made in Italy è una grande piattaforma di lancio, ma non ci si può più solo basare sul fatto di essere in Italia. Bisogna che l’imprenditoria italiana faccia il salto in avanti per emergere nei mercati mondiali”. Ma, ha aggiunto, “serve una politica industriale strutturale e non solo mettere toppe di tanto in tanto. Il Governo dovrebbe sostenere le aziende e quindi il Made in Italy in maniera moderna e non più solo romantica”. Quindi, per essere moderni, bisogna stare al passo con la velocissima trasformazione digitale. <strong>Stefano da Empoli</strong>, autore di &#8216;Intelligenza artificiale: ultima chiamata&#8217;<em>, </em>a Linkiesta Festival ha spiegato come le imprese italiane possano sfruttare il mix tra cooperazione e competizione che le distingue, oltre che la gestione familiare diffusa, per fare il grande salto per l’utilizzo delle tecnologie. La personalizzazione dei prodotti, fiore all’occhiello della nostra manifattura, può essere potenziata proprio sfruttando l’intelligenza artificiale”.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/11/eventi-confartigianato-a-linkiesta-festival-il-futuro-del-made-in-italy-sono-le-piccole-imprese/">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Novembre 2019</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-74086 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/11/20191108_180950.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/11/20191108_180950.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/11/20191108_180950-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Il futuro del <strong>made in Italy</strong> tra dazi, politiche europee e nazionali, guerre commerciali, digitalizzazione è stato il tema del dibattitto che si è svolto oggi nell’ambito de <strong>Linkiesta Festival</strong>, promosso dal giornale on line Linkiesta e di cui <strong>Confartigianato</strong> è partner. Al confronto sul made in Italy è intervenuto <strong>Giuseppe Mazzarella</strong>, Delegato all’internazionalizzazione di Confartigianato, <span id="more-74081"></span>il quale ha ricordato i pesanti effetti che i dazi Usa avranno sulle nostre piccole imprese del settore alimentare, soprattutto nel comparto lattiero-caseario. Ma i dazi non sono l’unica insidia sulla strada del made in Italy. “Quello di cui i piccoli imprenditori italiani hanno bisogno – ha detto Mazzarella – è il riconoscimento del  loro valore da parte della politica e delle istituzioni che guidano il Paese. L’anno scorso hanno aperto 300 imprese artigiane al giorno. Le piccole imprese non delocalizzano, non licenziano. Esportano nel mondo l’eccellenza manifatturiera. Da anni praticano la sostenibilità che oggi va tanto di moda. Questo è il made in Italy che va sostenuto, con aiuti economici certo, ma anche con misure come la tracciabilità per garantire la riconoscibilità della qualità dei prodotti italiani, per far capire ai consumatori che se comprano italiano acquistano un prodotto qualitativamente superiore a quello fatto negli Usa o in Messico, che magari si chiama parmesan”. E proprio su questo tema è intervenuta <strong>Patrizia Toia,</strong> europarlamentare e vicepresidente della Commissione Ue per l&#8217;industria, la ricerca e l&#8217;energia, sostenendo che “la battaglia condotta in Europa per tutelare il Made in oggi può essere rilanciata con la difesa della tracciabilità dei prodotti grazie a tecnologie come la blockchain e l’intelligenza artificiale. E in una economia vocata all’export come quella italiana, bisogna spingere verso gli accordi commerciali con gli altri Paesi, proprio in un momento in cui sembra vincere il protezionismo”. “Servono più accordi e meno colpi di dazi reciproci” ha detto Patrizia Toia. Dalla politica europea a quella italiana con l’intervento dell’On. <strong>Mattia Mor</strong>, componente della Commissione Attività Produttive della Camera, il quale ha sottolineato che “per valorizzare il made in Italy serve una strategia sistemica, servono incentivi alle aziende italiane per poter andare all’estero, investimenti per incentivare gli investitori ad arrivare in Italia e infine anche per attrarre turismo. Sono i turisti che vengono nel nostro Paese a portare in giro per il mondo il Made In Italy. In questo, l’Expo di Milano è stato un esempio virtuoso”. <strong>Marco Checchi</strong>, amministratore delegato di Pelliconi, azienda leader in Italia per la produzione di tappi di bottiglia, ha messo in guardia: “Le aziende italiane devono fare molta attenzione. Il Made in Italy è una grande piattaforma di lancio, ma non ci si può più solo basare sul fatto di essere in Italia. Bisogna che l’imprenditoria italiana faccia il salto in avanti per emergere nei mercati mondiali”. Ma, ha aggiunto, “serve una politica industriale strutturale e non solo mettere toppe di tanto in tanto. Il Governo dovrebbe sostenere le aziende e quindi il Made in Italy in maniera moderna e non più solo romantica”. Quindi, per essere moderni, bisogna stare al passo con la velocissima trasformazione digitale. <strong>Stefano da Empoli</strong>, autore di &#8216;Intelligenza artificiale: ultima chiamata&#8217;<em>, </em>a Linkiesta Festival ha spiegato come le imprese italiane possano sfruttare il mix tra cooperazione e competizione che le distingue, oltre che la gestione familiare diffusa, per fare il grande salto per l’utilizzo delle tecnologie. La personalizzazione dei prodotti, fiore all’occhiello della nostra manifattura, può essere potenziata proprio sfruttando l’intelligenza artificiale”.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/11/eventi-confartigianato-a-linkiesta-festival-il-futuro-del-made-in-italy-sono-le-piccole-imprese/">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/11/eventi-confartigianato-a-linkiesta-festival-il-futuro-del-made-in-italy-sono-le-piccole-imprese/">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Novembre 2019</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</h1>
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<p>Il futuro del <strong>made in Italy</strong> tra dazi, politiche europee e nazionali, guerre commerciali, digitalizzazione è stato il tema del dibattitto che si è svolto oggi nell’ambito de <strong>Linkiesta Festival</strong>, promosso dal giornale on line Linkiesta e di cui <strong>Confartigianato</strong> è partner. Al confronto sul made in Italy è intervenuto <strong>Giuseppe Mazzarella</strong>, Delegato all’internazionalizzazione di Confartigianato, <span id="more-74081"></span>il quale ha ricordato i pesanti effetti che i dazi Usa avranno sulle nostre piccole imprese del settore alimentare, soprattutto nel comparto lattiero-caseario. Ma i dazi non sono l’unica insidia sulla strada del made in Italy. “Quello di cui i piccoli imprenditori italiani hanno bisogno – ha detto Mazzarella – è il riconoscimento del  loro valore da parte della politica e delle istituzioni che guidano il Paese. L’anno scorso hanno aperto 300 imprese artigiane al giorno. Le piccole imprese non delocalizzano, non licenziano. Esportano nel mondo l’eccellenza manifatturiera. Da anni praticano la sostenibilità che oggi va tanto di moda. Questo è il made in Italy che va sostenuto, con aiuti economici certo, ma anche con misure come la tracciabilità per garantire la riconoscibilità della qualità dei prodotti italiani, per far capire ai consumatori che se comprano italiano acquistano un prodotto qualitativamente superiore a quello fatto negli Usa o in Messico, che magari si chiama parmesan”. E proprio su questo tema è intervenuta <strong>Patrizia Toia,</strong> europarlamentare e vicepresidente della Commissione Ue per l&#8217;industria, la ricerca e l&#8217;energia, sostenendo che “la battaglia condotta in Europa per tutelare il Made in oggi può essere rilanciata con la difesa della tracciabilità dei prodotti grazie a tecnologie come la blockchain e l’intelligenza artificiale. E in una economia vocata all’export come quella italiana, bisogna spingere verso gli accordi commerciali con gli altri Paesi, proprio in un momento in cui sembra vincere il protezionismo”. “Servono più accordi e meno colpi di dazi reciproci” ha detto Patrizia Toia. Dalla politica europea a quella italiana con l’intervento dell’On. <strong>Mattia Mor</strong>, componente della Commissione Attività Produttive della Camera, il quale ha sottolineato che “per valorizzare il made in Italy serve una strategia sistemica, servono incentivi alle aziende italiane per poter andare all’estero, investimenti per incentivare gli investitori ad arrivare in Italia e infine anche per attrarre turismo. Sono i turisti che vengono nel nostro Paese a portare in giro per il mondo il Made In Italy. In questo, l’Expo di Milano è stato un esempio virtuoso”. <strong>Marco Checchi</strong>, amministratore delegato di Pelliconi, azienda leader in Italia per la produzione di tappi di bottiglia, ha messo in guardia: “Le aziende italiane devono fare molta attenzione. Il Made in Italy è una grande piattaforma di lancio, ma non ci si può più solo basare sul fatto di essere in Italia. Bisogna che l’imprenditoria italiana faccia il salto in avanti per emergere nei mercati mondiali”. Ma, ha aggiunto, “serve una politica industriale strutturale e non solo mettere toppe di tanto in tanto. Il Governo dovrebbe sostenere le aziende e quindi il Made in Italy in maniera moderna e non più solo romantica”. Quindi, per essere moderni, bisogna stare al passo con la velocissima trasformazione digitale. <strong>Stefano da Empoli</strong>, autore di &#8216;Intelligenza artificiale: ultima chiamata&#8217;<em>, </em>a Linkiesta Festival ha spiegato come le imprese italiane possano sfruttare il mix tra cooperazione e competizione che le distingue, oltre che la gestione familiare diffusa, per fare il grande salto per l’utilizzo delle tecnologie. La personalizzazione dei prodotti, fiore all’occhiello della nostra manifattura, può essere potenziata proprio sfruttando l’intelligenza artificiale”.</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/11/eventi-confartigianato-a-linkiesta-festival-il-futuro-del-made-in-italy-sono-le-piccole-imprese/">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-74081 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-senza-categoria tag-linkiesta" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Novembre 2019</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-74086 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/11/20191108_180950.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/11/20191108_180950.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/11/20191108_180950-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Il futuro del <strong>made in Italy</strong> tra dazi, politiche europee e nazionali, guerre commerciali, digitalizzazione è stato il tema del dibattitto che si è svolto oggi nell’ambito de <strong>Linkiesta Festival</strong>, promosso dal giornale on line Linkiesta e di cui <strong>Confartigianato</strong> è partner. Al confronto sul made in Italy è intervenuto <strong>Giuseppe Mazzarella</strong>, Delegato all’internazionalizzazione di Confartigianato, <span id="more-74081"></span>il quale ha ricordato i pesanti effetti che i dazi Usa avranno sulle nostre piccole imprese del settore alimentare, soprattutto nel comparto lattiero-caseario. Ma i dazi non sono l’unica insidia sulla strada del made in Italy. “Quello di cui i piccoli imprenditori italiani hanno bisogno – ha detto Mazzarella – è il riconoscimento del  loro valore da parte della politica e delle istituzioni che guidano il Paese. L’anno scorso hanno aperto 300 imprese artigiane al giorno. Le piccole imprese non delocalizzano, non licenziano. Esportano nel mondo l’eccellenza manifatturiera. Da anni praticano la sostenibilità che oggi va tanto di moda. Questo è il made in Italy che va sostenuto, con aiuti economici certo, ma anche con misure come la tracciabilità per garantire la riconoscibilità della qualità dei prodotti italiani, per far capire ai consumatori che se comprano italiano acquistano un prodotto qualitativamente superiore a quello fatto negli Usa o in Messico, che magari si chiama parmesan”. E proprio su questo tema è intervenuta <strong>Patrizia Toia,</strong> europarlamentare e vicepresidente della Commissione Ue per l&#8217;industria, la ricerca e l&#8217;energia, sostenendo che “la battaglia condotta in Europa per tutelare il Made in oggi può essere rilanciata con la difesa della tracciabilità dei prodotti grazie a tecnologie come la blockchain e l’intelligenza artificiale. E in una economia vocata all’export come quella italiana, bisogna spingere verso gli accordi commerciali con gli altri Paesi, proprio in un momento in cui sembra vincere il protezionismo”. “Servono più accordi e meno colpi di dazi reciproci” ha detto Patrizia Toia. Dalla politica europea a quella italiana con l’intervento dell’On. <strong>Mattia Mor</strong>, componente della Commissione Attività Produttive della Camera, il quale ha sottolineato che “per valorizzare il made in Italy serve una strategia sistemica, servono incentivi alle aziende italiane per poter andare all’estero, investimenti per incentivare gli investitori ad arrivare in Italia e infine anche per attrarre turismo. Sono i turisti che vengono nel nostro Paese a portare in giro per il mondo il Made In Italy. In questo, l’Expo di Milano è stato un esempio virtuoso”. <strong>Marco Checchi</strong>, amministratore delegato di Pelliconi, azienda leader in Italia per la produzione di tappi di bottiglia, ha messo in guardia: “Le aziende italiane devono fare molta attenzione. Il Made in Italy è una grande piattaforma di lancio, ma non ci si può più solo basare sul fatto di essere in Italia. Bisogna che l’imprenditoria italiana faccia il salto in avanti per emergere nei mercati mondiali”. Ma, ha aggiunto, “serve una politica industriale strutturale e non solo mettere toppe di tanto in tanto. Il Governo dovrebbe sostenere le aziende e quindi il Made in Italy in maniera moderna e non più solo romantica”. Quindi, per essere moderni, bisogna stare al passo con la velocissima trasformazione digitale. <strong>Stefano da Empoli</strong>, autore di &#8216;Intelligenza artificiale: ultima chiamata&#8217;<em>, </em>a Linkiesta Festival ha spiegato come le imprese italiane possano sfruttare il mix tra cooperazione e competizione che le distingue, oltre che la gestione familiare diffusa, per fare il grande salto per l’utilizzo delle tecnologie. La personalizzazione dei prodotti, fiore all’occhiello della nostra manifattura, può essere potenziata proprio sfruttando l’intelligenza artificiale”.</p>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/11/eventi-confartigianato-a-linkiesta-festival-il-futuro-del-made-in-italy-sono-le-piccole-imprese/">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Novembre 2019</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</h1>
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<p>Il futuro del <strong>made in Italy</strong> tra dazi, politiche europee e nazionali, guerre commerciali, digitalizzazione è stato il tema del dibattitto che si è svolto oggi nell’ambito de <strong>Linkiesta Festival</strong>, promosso dal giornale on line Linkiesta e di cui <strong>Confartigianato</strong> è partner. Al confronto sul made in Italy è intervenuto <strong>Giuseppe Mazzarella</strong>, Delegato all’internazionalizzazione di Confartigianato, <span id="more-74081"></span>il quale ha ricordato i pesanti effetti che i dazi Usa avranno sulle nostre piccole imprese del settore alimentare, soprattutto nel comparto lattiero-caseario. Ma i dazi non sono l’unica insidia sulla strada del made in Italy. “Quello di cui i piccoli imprenditori italiani hanno bisogno – ha detto Mazzarella – è il riconoscimento del  loro valore da parte della politica e delle istituzioni che guidano il Paese. L’anno scorso hanno aperto 300 imprese artigiane al giorno. Le piccole imprese non delocalizzano, non licenziano. Esportano nel mondo l’eccellenza manifatturiera. Da anni praticano la sostenibilità che oggi va tanto di moda. Questo è il made in Italy che va sostenuto, con aiuti economici certo, ma anche con misure come la tracciabilità per garantire la riconoscibilità della qualità dei prodotti italiani, per far capire ai consumatori che se comprano italiano acquistano un prodotto qualitativamente superiore a quello fatto negli Usa o in Messico, che magari si chiama parmesan”. E proprio su questo tema è intervenuta <strong>Patrizia Toia,</strong> europarlamentare e vicepresidente della Commissione Ue per l&#8217;industria, la ricerca e l&#8217;energia, sostenendo che “la battaglia condotta in Europa per tutelare il Made in oggi può essere rilanciata con la difesa della tracciabilità dei prodotti grazie a tecnologie come la blockchain e l’intelligenza artificiale. E in una economia vocata all’export come quella italiana, bisogna spingere verso gli accordi commerciali con gli altri Paesi, proprio in un momento in cui sembra vincere il protezionismo”. “Servono più accordi e meno colpi di dazi reciproci” ha detto Patrizia Toia. Dalla politica europea a quella italiana con l’intervento dell’On. <strong>Mattia Mor</strong>, componente della Commissione Attività Produttive della Camera, il quale ha sottolineato che “per valorizzare il made in Italy serve una strategia sistemica, servono incentivi alle aziende italiane per poter andare all’estero, investimenti per incentivare gli investitori ad arrivare in Italia e infine anche per attrarre turismo. Sono i turisti che vengono nel nostro Paese a portare in giro per il mondo il Made In Italy. In questo, l’Expo di Milano è stato un esempio virtuoso”. <strong>Marco Checchi</strong>, amministratore delegato di Pelliconi, azienda leader in Italia per la produzione di tappi di bottiglia, ha messo in guardia: “Le aziende italiane devono fare molta attenzione. Il Made in Italy è una grande piattaforma di lancio, ma non ci si può più solo basare sul fatto di essere in Italia. Bisogna che l’imprenditoria italiana faccia il salto in avanti per emergere nei mercati mondiali”. Ma, ha aggiunto, “serve una politica industriale strutturale e non solo mettere toppe di tanto in tanto. Il Governo dovrebbe sostenere le aziende e quindi il Made in Italy in maniera moderna e non più solo romantica”. Quindi, per essere moderni, bisogna stare al passo con la velocissima trasformazione digitale. <strong>Stefano da Empoli</strong>, autore di &#8216;Intelligenza artificiale: ultima chiamata&#8217;<em>, </em>a Linkiesta Festival ha spiegato come le imprese italiane possano sfruttare il mix tra cooperazione e competizione che le distingue, oltre che la gestione familiare diffusa, per fare il grande salto per l’utilizzo delle tecnologie. La personalizzazione dei prodotti, fiore all’occhiello della nostra manifattura, può essere potenziata proprio sfruttando l’intelligenza artificiale”.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/11/eventi-confartigianato-a-linkiesta-festival-il-futuro-del-made-in-italy-sono-le-piccole-imprese/">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/11/eventi-confartigianato-a-linkiesta-festival-il-futuro-del-made-in-italy-sono-le-piccole-imprese/">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Novembre 2019</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</h1>
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<p>Il futuro del <strong>made in Italy</strong> tra dazi, politiche europee e nazionali, guerre commerciali, digitalizzazione è stato il tema del dibattitto che si è svolto oggi nell’ambito de <strong>Linkiesta Festival</strong>, promosso dal giornale on line Linkiesta e di cui <strong>Confartigianato</strong> è partner. Al confronto sul made in Italy è intervenuto <strong>Giuseppe Mazzarella</strong>, Delegato all’internazionalizzazione di Confartigianato, <span id="more-74081"></span>il quale ha ricordato i pesanti effetti che i dazi Usa avranno sulle nostre piccole imprese del settore alimentare, soprattutto nel comparto lattiero-caseario. Ma i dazi non sono l’unica insidia sulla strada del made in Italy. “Quello di cui i piccoli imprenditori italiani hanno bisogno – ha detto Mazzarella – è il riconoscimento del  loro valore da parte della politica e delle istituzioni che guidano il Paese. L’anno scorso hanno aperto 300 imprese artigiane al giorno. Le piccole imprese non delocalizzano, non licenziano. Esportano nel mondo l’eccellenza manifatturiera. Da anni praticano la sostenibilità che oggi va tanto di moda. Questo è il made in Italy che va sostenuto, con aiuti economici certo, ma anche con misure come la tracciabilità per garantire la riconoscibilità della qualità dei prodotti italiani, per far capire ai consumatori che se comprano italiano acquistano un prodotto qualitativamente superiore a quello fatto negli Usa o in Messico, che magari si chiama parmesan”. E proprio su questo tema è intervenuta <strong>Patrizia Toia,</strong> europarlamentare e vicepresidente della Commissione Ue per l&#8217;industria, la ricerca e l&#8217;energia, sostenendo che “la battaglia condotta in Europa per tutelare il Made in oggi può essere rilanciata con la difesa della tracciabilità dei prodotti grazie a tecnologie come la blockchain e l’intelligenza artificiale. E in una economia vocata all’export come quella italiana, bisogna spingere verso gli accordi commerciali con gli altri Paesi, proprio in un momento in cui sembra vincere il protezionismo”. “Servono più accordi e meno colpi di dazi reciproci” ha detto Patrizia Toia. Dalla politica europea a quella italiana con l’intervento dell’On. <strong>Mattia Mor</strong>, componente della Commissione Attività Produttive della Camera, il quale ha sottolineato che “per valorizzare il made in Italy serve una strategia sistemica, servono incentivi alle aziende italiane per poter andare all’estero, investimenti per incentivare gli investitori ad arrivare in Italia e infine anche per attrarre turismo. Sono i turisti che vengono nel nostro Paese a portare in giro per il mondo il Made In Italy. In questo, l’Expo di Milano è stato un esempio virtuoso”. <strong>Marco Checchi</strong>, amministratore delegato di Pelliconi, azienda leader in Italia per la produzione di tappi di bottiglia, ha messo in guardia: “Le aziende italiane devono fare molta attenzione. Il Made in Italy è una grande piattaforma di lancio, ma non ci si può più solo basare sul fatto di essere in Italia. Bisogna che l’imprenditoria italiana faccia il salto in avanti per emergere nei mercati mondiali”. Ma, ha aggiunto, “serve una politica industriale strutturale e non solo mettere toppe di tanto in tanto. Il Governo dovrebbe sostenere le aziende e quindi il Made in Italy in maniera moderna e non più solo romantica”. Quindi, per essere moderni, bisogna stare al passo con la velocissima trasformazione digitale. <strong>Stefano da Empoli</strong>, autore di &#8216;Intelligenza artificiale: ultima chiamata&#8217;<em>, </em>a Linkiesta Festival ha spiegato come le imprese italiane possano sfruttare il mix tra cooperazione e competizione che le distingue, oltre che la gestione familiare diffusa, per fare il grande salto per l’utilizzo delle tecnologie. La personalizzazione dei prodotti, fiore all’occhiello della nostra manifattura, può essere potenziata proprio sfruttando l’intelligenza artificiale”.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/11/eventi-confartigianato-a-linkiesta-festival-il-futuro-del-made-in-italy-sono-le-piccole-imprese/">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Novembre 2019</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</h1>
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<p>Il futuro del <strong>made in Italy</strong> tra dazi, politiche europee e nazionali, guerre commerciali, digitalizzazione è stato il tema del dibattitto che si è svolto oggi nell’ambito de <strong>Linkiesta Festival</strong>, promosso dal giornale on line Linkiesta e di cui <strong>Confartigianato</strong> è partner. Al confronto sul made in Italy è intervenuto <strong>Giuseppe Mazzarella</strong>, Delegato all’internazionalizzazione di Confartigianato, <span id="more-74081"></span>il quale ha ricordato i pesanti effetti che i dazi Usa avranno sulle nostre piccole imprese del settore alimentare, soprattutto nel comparto lattiero-caseario. Ma i dazi non sono l’unica insidia sulla strada del made in Italy. “Quello di cui i piccoli imprenditori italiani hanno bisogno – ha detto Mazzarella – è il riconoscimento del  loro valore da parte della politica e delle istituzioni che guidano il Paese. L’anno scorso hanno aperto 300 imprese artigiane al giorno. Le piccole imprese non delocalizzano, non licenziano. Esportano nel mondo l’eccellenza manifatturiera. Da anni praticano la sostenibilità che oggi va tanto di moda. Questo è il made in Italy che va sostenuto, con aiuti economici certo, ma anche con misure come la tracciabilità per garantire la riconoscibilità della qualità dei prodotti italiani, per far capire ai consumatori che se comprano italiano acquistano un prodotto qualitativamente superiore a quello fatto negli Usa o in Messico, che magari si chiama parmesan”. E proprio su questo tema è intervenuta <strong>Patrizia Toia,</strong> europarlamentare e vicepresidente della Commissione Ue per l&#8217;industria, la ricerca e l&#8217;energia, sostenendo che “la battaglia condotta in Europa per tutelare il Made in oggi può essere rilanciata con la difesa della tracciabilità dei prodotti grazie a tecnologie come la blockchain e l’intelligenza artificiale. E in una economia vocata all’export come quella italiana, bisogna spingere verso gli accordi commerciali con gli altri Paesi, proprio in un momento in cui sembra vincere il protezionismo”. “Servono più accordi e meno colpi di dazi reciproci” ha detto Patrizia Toia. Dalla politica europea a quella italiana con l’intervento dell’On. <strong>Mattia Mor</strong>, componente della Commissione Attività Produttive della Camera, il quale ha sottolineato che “per valorizzare il made in Italy serve una strategia sistemica, servono incentivi alle aziende italiane per poter andare all’estero, investimenti per incentivare gli investitori ad arrivare in Italia e infine anche per attrarre turismo. Sono i turisti che vengono nel nostro Paese a portare in giro per il mondo il Made In Italy. In questo, l’Expo di Milano è stato un esempio virtuoso”. <strong>Marco Checchi</strong>, amministratore delegato di Pelliconi, azienda leader in Italia per la produzione di tappi di bottiglia, ha messo in guardia: “Le aziende italiane devono fare molta attenzione. Il Made in Italy è una grande piattaforma di lancio, ma non ci si può più solo basare sul fatto di essere in Italia. Bisogna che l’imprenditoria italiana faccia il salto in avanti per emergere nei mercati mondiali”. Ma, ha aggiunto, “serve una politica industriale strutturale e non solo mettere toppe di tanto in tanto. Il Governo dovrebbe sostenere le aziende e quindi il Made in Italy in maniera moderna e non più solo romantica”. Quindi, per essere moderni, bisogna stare al passo con la velocissima trasformazione digitale. <strong>Stefano da Empoli</strong>, autore di &#8216;Intelligenza artificiale: ultima chiamata&#8217;<em>, </em>a Linkiesta Festival ha spiegato come le imprese italiane possano sfruttare il mix tra cooperazione e competizione che le distingue, oltre che la gestione familiare diffusa, per fare il grande salto per l’utilizzo delle tecnologie. La personalizzazione dei prodotti, fiore all’occhiello della nostra manifattura, può essere potenziata proprio sfruttando l’intelligenza artificiale”.</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/11/eventi-confartigianato-a-linkiesta-festival-il-futuro-del-made-in-italy-sono-le-piccole-imprese/">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Novembre 2019</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</h1>
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<p>Il futuro del <strong>made in Italy</strong> tra dazi, politiche europee e nazionali, guerre commerciali, digitalizzazione è stato il tema del dibattitto che si è svolto oggi nell’ambito de <strong>Linkiesta Festival</strong>, promosso dal giornale on line Linkiesta e di cui <strong>Confartigianato</strong> è partner. Al confronto sul made in Italy è intervenuto <strong>Giuseppe Mazzarella</strong>, Delegato all’internazionalizzazione di Confartigianato, <span id="more-74081"></span>il quale ha ricordato i pesanti effetti che i dazi Usa avranno sulle nostre piccole imprese del settore alimentare, soprattutto nel comparto lattiero-caseario. Ma i dazi non sono l’unica insidia sulla strada del made in Italy. “Quello di cui i piccoli imprenditori italiani hanno bisogno – ha detto Mazzarella – è il riconoscimento del  loro valore da parte della politica e delle istituzioni che guidano il Paese. L’anno scorso hanno aperto 300 imprese artigiane al giorno. Le piccole imprese non delocalizzano, non licenziano. Esportano nel mondo l’eccellenza manifatturiera. Da anni praticano la sostenibilità che oggi va tanto di moda. Questo è il made in Italy che va sostenuto, con aiuti economici certo, ma anche con misure come la tracciabilità per garantire la riconoscibilità della qualità dei prodotti italiani, per far capire ai consumatori che se comprano italiano acquistano un prodotto qualitativamente superiore a quello fatto negli Usa o in Messico, che magari si chiama parmesan”. E proprio su questo tema è intervenuta <strong>Patrizia Toia,</strong> europarlamentare e vicepresidente della Commissione Ue per l&#8217;industria, la ricerca e l&#8217;energia, sostenendo che “la battaglia condotta in Europa per tutelare il Made in oggi può essere rilanciata con la difesa della tracciabilità dei prodotti grazie a tecnologie come la blockchain e l’intelligenza artificiale. E in una economia vocata all’export come quella italiana, bisogna spingere verso gli accordi commerciali con gli altri Paesi, proprio in un momento in cui sembra vincere il protezionismo”. “Servono più accordi e meno colpi di dazi reciproci” ha detto Patrizia Toia. Dalla politica europea a quella italiana con l’intervento dell’On. <strong>Mattia Mor</strong>, componente della Commissione Attività Produttive della Camera, il quale ha sottolineato che “per valorizzare il made in Italy serve una strategia sistemica, servono incentivi alle aziende italiane per poter andare all’estero, investimenti per incentivare gli investitori ad arrivare in Italia e infine anche per attrarre turismo. Sono i turisti che vengono nel nostro Paese a portare in giro per il mondo il Made In Italy. In questo, l’Expo di Milano è stato un esempio virtuoso”. <strong>Marco Checchi</strong>, amministratore delegato di Pelliconi, azienda leader in Italia per la produzione di tappi di bottiglia, ha messo in guardia: “Le aziende italiane devono fare molta attenzione. Il Made in Italy è una grande piattaforma di lancio, ma non ci si può più solo basare sul fatto di essere in Italia. Bisogna che l’imprenditoria italiana faccia il salto in avanti per emergere nei mercati mondiali”. Ma, ha aggiunto, “serve una politica industriale strutturale e non solo mettere toppe di tanto in tanto. Il Governo dovrebbe sostenere le aziende e quindi il Made in Italy in maniera moderna e non più solo romantica”. Quindi, per essere moderni, bisogna stare al passo con la velocissima trasformazione digitale. <strong>Stefano da Empoli</strong>, autore di &#8216;Intelligenza artificiale: ultima chiamata&#8217;<em>, </em>a Linkiesta Festival ha spiegato come le imprese italiane possano sfruttare il mix tra cooperazione e competizione che le distingue, oltre che la gestione familiare diffusa, per fare il grande salto per l’utilizzo delle tecnologie. La personalizzazione dei prodotti, fiore all’occhiello della nostra manifattura, può essere potenziata proprio sfruttando l’intelligenza artificiale”.</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/11/eventi-confartigianato-a-linkiesta-festival-il-futuro-del-made-in-italy-sono-le-piccole-imprese/">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Novembre 2019</span></div>
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<p>Il futuro del <strong>made in Italy</strong> tra dazi, politiche europee e nazionali, guerre commerciali, digitalizzazione è stato il tema del dibattitto che si è svolto oggi nell’ambito de <strong>Linkiesta Festival</strong>, promosso dal giornale on line Linkiesta e di cui <strong>Confartigianato</strong> è partner. Al confronto sul made in Italy è intervenuto <strong>Giuseppe Mazzarella</strong>, Delegato all’internazionalizzazione di Confartigianato, <span id="more-74081"></span>il quale ha ricordato i pesanti effetti che i dazi Usa avranno sulle nostre piccole imprese del settore alimentare, soprattutto nel comparto lattiero-caseario. Ma i dazi non sono l’unica insidia sulla strada del made in Italy. “Quello di cui i piccoli imprenditori italiani hanno bisogno – ha detto Mazzarella – è il riconoscimento del  loro valore da parte della politica e delle istituzioni che guidano il Paese. L’anno scorso hanno aperto 300 imprese artigiane al giorno. Le piccole imprese non delocalizzano, non licenziano. Esportano nel mondo l’eccellenza manifatturiera. Da anni praticano la sostenibilità che oggi va tanto di moda. Questo è il made in Italy che va sostenuto, con aiuti economici certo, ma anche con misure come la tracciabilità per garantire la riconoscibilità della qualità dei prodotti italiani, per far capire ai consumatori che se comprano italiano acquistano un prodotto qualitativamente superiore a quello fatto negli Usa o in Messico, che magari si chiama parmesan”. E proprio su questo tema è intervenuta <strong>Patrizia Toia,</strong> europarlamentare e vicepresidente della Commissione Ue per l&#8217;industria, la ricerca e l&#8217;energia, sostenendo che “la battaglia condotta in Europa per tutelare il Made in oggi può essere rilanciata con la difesa della tracciabilità dei prodotti grazie a tecnologie come la blockchain e l’intelligenza artificiale. E in una economia vocata all’export come quella italiana, bisogna spingere verso gli accordi commerciali con gli altri Paesi, proprio in un momento in cui sembra vincere il protezionismo”. “Servono più accordi e meno colpi di dazi reciproci” ha detto Patrizia Toia. Dalla politica europea a quella italiana con l’intervento dell’On. <strong>Mattia Mor</strong>, componente della Commissione Attività Produttive della Camera, il quale ha sottolineato che “per valorizzare il made in Italy serve una strategia sistemica, servono incentivi alle aziende italiane per poter andare all’estero, investimenti per incentivare gli investitori ad arrivare in Italia e infine anche per attrarre turismo. Sono i turisti che vengono nel nostro Paese a portare in giro per il mondo il Made In Italy. In questo, l’Expo di Milano è stato un esempio virtuoso”. <strong>Marco Checchi</strong>, amministratore delegato di Pelliconi, azienda leader in Italia per la produzione di tappi di bottiglia, ha messo in guardia: “Le aziende italiane devono fare molta attenzione. Il Made in Italy è una grande piattaforma di lancio, ma non ci si può più solo basare sul fatto di essere in Italia. Bisogna che l’imprenditoria italiana faccia il salto in avanti per emergere nei mercati mondiali”. Ma, ha aggiunto, “serve una politica industriale strutturale e non solo mettere toppe di tanto in tanto. Il Governo dovrebbe sostenere le aziende e quindi il Made in Italy in maniera moderna e non più solo romantica”. Quindi, per essere moderni, bisogna stare al passo con la velocissima trasformazione digitale. <strong>Stefano da Empoli</strong>, autore di &#8216;Intelligenza artificiale: ultima chiamata&#8217;<em>, </em>a Linkiesta Festival ha spiegato come le imprese italiane possano sfruttare il mix tra cooperazione e competizione che le distingue, oltre che la gestione familiare diffusa, per fare il grande salto per l’utilizzo delle tecnologie. La personalizzazione dei prodotti, fiore all’occhiello della nostra manifattura, può essere potenziata proprio sfruttando l’intelligenza artificiale”.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2019/11/eventi-confartigianato-a-linkiesta-festival-il-futuro-del-made-in-italy-sono-le-piccole-imprese/">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">8 Novembre 2019</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">EVENTI &#8211; Confartigianato a Linkiesta Festival: il futuro del made in Italy sono le piccole imprese</h1>
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<p>Il futuro del <strong>made in Italy</strong> tra dazi, politiche europee e nazionali, guerre commerciali, digitalizzazione è stato il tema del dibattitto che si è svolto oggi nell’ambito de <strong>Linkiesta Festival</strong>, promosso dal giornale on line Linkiesta e di cui <strong>Confartigianato</strong> è partner. Al confronto sul made in Italy è intervenuto <strong>Giuseppe Mazzarella</strong>, Delegato all’internazionalizzazione di Confartigianato, <span id="more-74081"></span>il quale ha ricordato i pesanti effetti che i dazi Usa avranno sulle nostre piccole imprese del settore alimentare, soprattutto nel comparto lattiero-caseario. Ma i dazi non sono l’unica insidia sulla strada del made in Italy. “Quello di cui i piccoli imprenditori italiani hanno bisogno – ha detto Mazzarella – è il riconoscimento del  loro valore da parte della politica e delle istituzioni che guidano il Paese. L’anno scorso hanno aperto 300 imprese artigiane al giorno. Le piccole imprese non delocalizzano, non licenziano. Esportano nel mondo l’eccellenza manifatturiera. Da anni praticano la sostenibilità che oggi va tanto di moda. Questo è il made in Italy che va sostenuto, con aiuti economici certo, ma anche con misure come la tracciabilità per garantire la riconoscibilità della qualità dei prodotti italiani, per far capire ai consumatori che se comprano italiano acquistano un prodotto qualitativamente superiore a quello fatto negli Usa o in Messico, che magari si chiama parmesan”. E proprio su questo tema è intervenuta <strong>Patrizia Toia,</strong> europarlamentare e vicepresidente della Commissione Ue per l&#8217;industria, la ricerca e l&#8217;energia, sostenendo che “la battaglia condotta in Europa per tutelare il Made in oggi può essere rilanciata con la difesa della tracciabilità dei prodotti grazie a tecnologie come la blockchain e l’intelligenza artificiale. E in una economia vocata all’export come quella italiana, bisogna spingere verso gli accordi commerciali con gli altri Paesi, proprio in un momento in cui sembra vincere il protezionismo”. “Servono più accordi e meno colpi di dazi reciproci” ha detto Patrizia Toia. Dalla politica europea a quella italiana con l’intervento dell’On. <strong>Mattia Mor</strong>, componente della Commissione Attività Produttive della Camera, il quale ha sottolineato che “per valorizzare il made in Italy serve una strategia sistemica, servono incentivi alle aziende italiane per poter andare all’estero, investimenti per incentivare gli investitori ad arrivare in Italia e infine anche per attrarre turismo. Sono i turisti che vengono nel nostro Paese a portare in giro per il mondo il Made In Italy. In questo, l’Expo di Milano è stato un esempio virtuoso”. <strong>Marco Checchi</strong>, amministratore delegato di Pelliconi, azienda leader in Italia per la produzione di tappi di bottiglia, ha messo in guardia: “Le aziende italiane devono fare molta attenzione. Il Made in Italy è una grande piattaforma di lancio, ma non ci si può più solo basare sul fatto di essere in Italia. Bisogna che l’imprenditoria italiana faccia il salto in avanti per emergere nei mercati mondiali”. Ma, ha aggiunto, “serve una politica industriale strutturale e non solo mettere toppe di tanto in tanto. Il Governo dovrebbe sostenere le aziende e quindi il Made in Italy in maniera moderna e non più solo romantica”. Quindi, per essere moderni, bisogna stare al passo con la velocissima trasformazione digitale. <strong>Stefano da Empoli</strong>, autore di &#8216;Intelligenza artificiale: ultima chiamata&#8217;<em>, </em>a Linkiesta Festival ha spiegato come le imprese italiane possano sfruttare il mix tra cooperazione e competizione che le distingue, oltre che la gestione familiare diffusa, per fare il grande salto per l’utilizzo delle tecnologie. La personalizzazione dei prodotti, fiore all’occhiello della nostra manifattura, può essere potenziata proprio sfruttando l’intelligenza artificiale”.</p>
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