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	<title>Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le imprese italiane stanno pagando il prezzo più alto della guerra nel Golfo. Nei primi quattro mesi del conflitto, da [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Persi 2,2 miliardi di euro di made in Italy verso il Medio Oriente in quattro mesi di guerra, il 46% del calo dell’export UE</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/persi-22-miliardi-di-euro-di-made-in-italy-verso-il-medio-oriente-in-quattro-mesi-di-guerra-il-46-del-calo-dellexport-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 10:16:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[export]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La guerra del Golfo sta influendo su un rallentamento del commercio internazionale con la flessione dei flussi commerciali con le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Stop a 850mila finti artigiani: la legge c&#8217;è, ora le Regioni la applichino</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/stop-a-850mila-finti-artigiani-la-legge-ce-ora-le-regioni-la-applichino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 08:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;etichetta &#8216;artigianale&#8216; non può più essere usata da tutti. Lo stabilisce la nuova legge, in vigore dal 7 aprile, che tutela [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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		<item>
		<title>Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese. L&#8217;allarme sulla stampa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/mancano-316mila-tecnici-in-ia-il-51-del-totale-richiesto-dalle-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le imprese italiane accelerano gli investimenti in intelligenza artificiale ma non trovano le professionalità necessarie per gestirla. È l’allarme lanciato [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132565</guid>

					<description><![CDATA[<p>  Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/rialzo-tassi-bce-il-punto-sul-costo-del-credito-e-i-prestiti-alle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[credito più costoso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il rialzo dei tassi avviato dalla BCE nel giugno 2026 porterà ad un aumento del costo del credito, frenando la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9%</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/per-le-pmi-credito-piu-scarso-e-costoso-in-sette-anni-finanziamenti-giu-del-259/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[nuova Artigiancassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Finanziamenti in netto calo e denaro sempre più costoso per le piccole imprese italiane. Dal 2019 a marzo 2026 i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/granelli-a-unomattina-rai1-lartiturismo-che-rilancia-territori-imprese-e-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artiturismo]]></category>
		<category><![CDATA[marco granelli]]></category>
		<category><![CDATA[rai1]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un turismo diffuso, sostenibile e capace di valorizzare i borghi, le aree interne e i territori montani attraverso il protagonismo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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		<item>
		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/nel-2026-sono-205mila-le-imprese-artigiane-interessate-da-domanda-turistica-con-544mila-addetti-il-167-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le evidenze statistiche disponibili segnalano nella prima parte del 2026 un trend positivo del turismo in Italia. L’Italia, lo ricordiamo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/lundertourism-cresce-e-piace-al-21-dei-vacanzieri-protagonisti-204mila-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[overtourism]]></category>
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		<category><![CDATA[undertourism]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Via dalla pazza folla delle mete turistiche da tutto esaurito per scoprire i luoghi in cui nasce l’autentico made [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-si-a-confronto-con-sindacati-per-difendere-la-buona-contrattazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Confartigianato, CNA, Casartigiani e Claai valutano positivamente l&#8216;avvio del confronto tra le principali Organizzazioni imprenditoriali e Cgil, Cisl e Uil [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132466</guid>

					<description><![CDATA[<p>Confartigianato, Cna e Casartigiani condividono gli obiettivi ambientali del sistema di deposito cauzionale per i contenitori monouso, ma chiedono che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/leccellenza-artigiana-dellargento-protagonista-a-unomattina-rai1-con-bianca-guscelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132454</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista della trasmissione UnoMattina su Rai 1 grazie alla partecipazione di Bianca Guscelli, Presidente dei [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[carenza manodopera]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione sud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mercato del lavoro continua a rappresentare un fattore di resilienza dell&#8217;economia italiana, pur mostrando i primi segnali di rallentamento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132173</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una norma ‘dirompente’ perché introduce per la prima volta una definizione giuridica di &#8216;prodotto artigianale&#8217;, che è da intendersi esclusivamente [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
		<category><![CDATA[costruzioni.]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate del 2026 sono dominate dalle tensioni dello scenario geopolitico. A luglio i costi dell’energia hanno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132434</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il cambiamento climatico mette a rischio la competitività del sistema produttivo italiano. È l&#8217;allarme lanciato oggi da Confartigianato sulle pagine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132381</guid>

					<description><![CDATA[<p>  L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere dominato dalle incertezze sull’evoluzione del quadro geopolitico nel Golfo Persico. La ripresa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132377</guid>

					<description><![CDATA[<p>No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi esclusivamente su conti correnti bancari individuali. E’ la posizione espressa oggi da Confartigianato e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132372</guid>

					<description><![CDATA[<p> Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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