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	<title>Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Gli effetti sulle imprese della crisi del Golfo al centro del 37° report congiunturale di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/gli-effetti-sulle-imprese-della-crisi-del-golfo-al-centro-del-37-report-congiunturale-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 12:50:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ad una settimana dalla tregua della guerra del Golfo persiste un sostanziale blocco del traffico attraverso lo stretto di Hormuz, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-130748" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg" alt="" width="700" height="313" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-300x134.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-350x157.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Si è tenuto il 13 aprile, nella cornice della Sala degli Archi di Villa Torlonia a San Mauro Pascoli, in provincia di <strong>Forlì-Cesena</strong>, un<strong> vertice decisivo</strong> per il futuro del <strong>Distretto Calzaturiero del Rubicone.</strong> Davanti ad una folta platea, le Associazioni imprenditoriali e le Organizzazioni Sindacali, insieme ai vertici delle istituzioni locali e regionali, hanno condiviso una preoccupazione comune e urgente: il manifatturiero romagnolo attraversa una fase di grave difficoltà e richiede interventi tempestivi per tutelare il tessuto produttivo e i livelli occupazionali del territorio.<span id="more-130743"></span></p>
<p>All’incontro, moderato da Gian Paolo Castagnoli del Corriere Romagna, hanno preso parte la<strong> Presidente Confartigianato Calzaturieri Katia Pizzocaro,</strong> Daniele Polidori (Assocalzaturifici), Doriana Marini (Presidente Nazionale CNA Federmoda) e i Segretari Nazionali Cinzia Maiolini (Filctem-CGIL), Raffaele Salvatoni (Femca-CISL) e Livia Raffaglio (Uiltec-UIL). Al tavolo delle istituzioni il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi, il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla e il Presidente della Camera di Commercio della Romagna Carlo Battistini.</p>
<p>I dati elaborati dall’Ufficio Studi Confartigianato su fonte Istat e Unioncamere-Infocamere fotografano una situazione di grave difficoltà strutturale. La produzione tessile, abbigliamento e pelli ha segnato un -5,5% nel 2025 rispetto all’anno precedente, calo più severo del -0,5% della media manifatturiera, anche se in attenuazione rispetto al -11,8% del 2024. A gennaio 2026 la contrazione si attesta ancora a -3,9%. L’export di moda ha segnato -1,9% nel 2025 e un allarmante -7,4% a gennaio 2026.</p>
<p>Il comparto calzaturiero, cuore pulsante del distretto, riflette e amplifica queste dinamiche. Secondo i dati Confartigianato, nel 2025 la produzione di calzature scende del 6,9%, con un crollo cumulato del 39,1% tra il 2019 e il 2025. In Italia operano 7.769 imprese del settore per 69.855 occupati e un fatturato di 12,7 miliardi di euro. Le imprese artigiane sono 3.687, il 45,5% del totale, con 17.102 addetti: quasi un addetto su quattro del settore lavora nell’artigianato.</p>
<p>Sul fronte export, nel 2025 le esportazioni di calzature ammontano a 11,7 miliardi di euro, con una sostanziale stabilizzazione (-0,3%) sostenuta dal +2,5% verso i mercati UE. A pesare negativamente è però la performance delle regioni del distretto: le Marche segnano -5,7% e l’Emilia-Romagna -5,9%, in controtendenza rispetto alla crescita di Toscana (+9%) e Lombardia (+7,9%). I dazi americani, entrati in vigore nell’agosto 2025, hanno invertito una traiettoria positiva: l’export verso gli USA era cresciuto del 6% nei primi sette mesi, per poi scendere del 1,9% nella seconda parte dell’anno. A ciò si aggiunge il rischio della crisi in Medio Oriente, che mette in pericolo un mercato che nel 2025 vale oltre 590 milioni di euro per le sole calzature.</p>
<p>La Presidente Pizzocaro ha portato al tavolo la voce delle imprese artigiane, inquadrando la crisi in un contesto più ampio di “crisi di transizione”. “Siamo nuovamente in una tempesta perfetta. Ma a differenza di altri comparti industriali europei ormai in crisi irreversibilmente strutturale, come l’automotive, il settore moda può ancora contare su un interesse dei consumatori e sulla consapevolezza dei temi su cui costruire il futuro. Il nostro onere è trasformare quella che fino ad ora è stata resilienza in ripartenza.”</p>
<p>La Presidente ha ricordato come l’Italia sia il principale polo europeo della calzatura, primo tra i 27 paesi UE per occupati nella fabbricazione di calzature, con un peso delle micro e piccole imprese del 54,7%, quasi dieci punti sopra la media europea. Una leadership fondata sull’artigianato che oggi rischia di essere erosa dalla somma di crisi energetica, concorrenza sleale, delocalizzazione dei brand e pressione del fast fashion.</p>
<p>Pizzocaro ha presentato un piano strategico articolato in otto punti, con cui Confartigianato intende contribuire al rilancio dell’intera filiera moda:</p>
<ol>
<li>Certificazione Unica di Legalità nella Filiera della Moda</li>
</ol>
<p>Per combattere subappalti irregolari, lavoro sommerso e false dichiarazioni di origine che penalizzano chi rispetta le regole, Confartigianato chiede l’introduzione di un sistema certificativo unico basato su tracciabilità, trasparenza, sanzioni efficaci e adeguata remunerazione a tutti i livelli della filiera. La legalità deve diventare un vantaggio competitivo, non un costo aggiuntivo.</p>
<ol start="2">
<li>Riqualificazione degli impianti produttivi</li>
</ol>
<p>Un piano straordinario per l’efficientamento energetico e la transizione digitale, con incentivi per impianti di autoproduzione da rinnovabili, accesso al credito rafforzato e investimenti equiparati alla formazione del personale. L’impresa artigiana che si modernizza non smette di essere artigiana: è pronta a competere nel futuro.</p>
<ol start="3">
<li>Ricambio generazionale</li>
</ol>
<p>Agevolazioni bancarie e fiscali per startup che rilevano laboratori artigiani e fondi dedicati a progetti di transizione intergenerazionale, con il riconoscimento del ruolo formativo del maestro artigiano.</p>
<ol start="4">
<li>Salvaguardia delle filiere calzaturiere e tutela del Made in Italy</li>
</ol>
<p>Particolare attenzione alle fasi critiche — taglio, preparazione, assemblaggio — oggi fortemente colpite dalla crisi. Confartigianato chiede una definizione normativa chiara del Made in Italy legata alle fasi principali di produzione, strumenti di accesso al credito per le imprese a monte della filiera e incentivi al “local contest” per valorizzare chi acquista materie prime italiane.</p>
<ol start="5">
<li>Contrasto all’ultra fast fashion</li>
</ol>
<p>Non attraverso tassazioni facilmente aggirabili, ma applicando agli importatori gli stessi standard di sostenibilità ambientale e salubrità imposti alle produzioni italiane. “Ci diamo regole di sostenibilità e poi facciamo entrare di tutto”, ha sottolineato Pizzocaro.</p>
<ol start="6">
<li>Responsabilità Estesa del Produttore</li>
</ol>
<p>La normativa EPR nel tessile è condivisibile nel principio, ma non deve scaricare oneri sproporzionati sulle piccole imprese artigiane. Le soglie di applicazione devono tenere conto delle dimensioni aziendali e le risorse generate devono alimentare filiere di riciclo che coinvolgano attivamente l’artigianato.</p>
<ol start="7">
<li>Ammortizzatori sociali adeguati</li>
</ol>
<p>Le imprese artigiane della moda restano esposte a crisi cicliche con strumenti di tutela inadeguati rispetto all’industria. Confartigianato chiede il rafforzamento della Cassa Integrazione per le artigiane, procedure più snelle e misure specifiche per il settore moda che ne riconoscano la ciclicità strutturale.</p>
<ol start="8">
<li>Incentivi al consumo sostenibile</li>
</ol>
<p>Un bonus sugli acquisti di prodotti tessili e calzaturieri certificati come sostenibili e prodotti in Italia, campagne di educazione al consumo consapevole e incentivi per il riuso e la riparazione. Comprare artigianale italiano non è un atto di lusso: è un atto di cultura e responsabilità.</p>
<p>Alle tensioni geopolitiche si sommano l’impennata dei costi energetici, la contrazione dei consumi e una riorganizzazione globale dei modelli produttivi. Il punto di massima criticità riguarda gli ammortizzatori sociali: con le riserve di ore ormai esaurite, le parti chiedono uno strumento straordinario di sostegno al reddito — una “Cassa Moda” con l’azzeramento dei contatori — per evitare licenziamenti collettivi e chiusure storiche.</p>
<p>Il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla ha sollecitato con forza la convocazione urgente del Tavolo della Moda a livello nazionale presso il Ministero del Made in Italy. Il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi ha ribadito: “Non possiamo permetterci di attendere oltre, poiché ne va della sopravvivenza del nostro distretto della calzatura.”</p>
<p>Difendere il distretto significa difendere un patrimonio unico di dignità e qualità del Made in Italy. Le imprese artigiane della moda italiana — colonne portanti del sistema manifatturiero — non possono farcela da sole. Hanno bisogno di politiche industriali all’altezza di un settore strategico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Granelli a &#8216;Punti di vista&#8217; (Rai2) su crisi Medio Oriente: &#8216;Serve sostegno al credito e a economia di prossimità&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-a-punti-di-vista-rai2-su-crisi-medio-oriente-serve-sostegno-al-credito-e-a-economia-di-prossimita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 08:56:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nonostante l&#8217;annuncio di una fragile tregua a Islamabad, il clima tra gli operatori economici resta di profonda incertezza. Lo ha [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-130748" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg" alt="" width="700" height="313" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-300x134.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-350x157.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Si è tenuto il 13 aprile, nella cornice della Sala degli Archi di Villa Torlonia a San Mauro Pascoli, in provincia di <strong>Forlì-Cesena</strong>, un<strong> vertice decisivo</strong> per il futuro del <strong>Distretto Calzaturiero del Rubicone.</strong> Davanti ad una folta platea, le Associazioni imprenditoriali e le Organizzazioni Sindacali, insieme ai vertici delle istituzioni locali e regionali, hanno condiviso una preoccupazione comune e urgente: il manifatturiero romagnolo attraversa una fase di grave difficoltà e richiede interventi tempestivi per tutelare il tessuto produttivo e i livelli occupazionali del territorio.<span id="more-130743"></span></p>
<p>All’incontro, moderato da Gian Paolo Castagnoli del Corriere Romagna, hanno preso parte la<strong> Presidente Confartigianato Calzaturieri Katia Pizzocaro,</strong> Daniele Polidori (Assocalzaturifici), Doriana Marini (Presidente Nazionale CNA Federmoda) e i Segretari Nazionali Cinzia Maiolini (Filctem-CGIL), Raffaele Salvatoni (Femca-CISL) e Livia Raffaglio (Uiltec-UIL). Al tavolo delle istituzioni il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi, il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla e il Presidente della Camera di Commercio della Romagna Carlo Battistini.</p>
<p>I dati elaborati dall’Ufficio Studi Confartigianato su fonte Istat e Unioncamere-Infocamere fotografano una situazione di grave difficoltà strutturale. La produzione tessile, abbigliamento e pelli ha segnato un -5,5% nel 2025 rispetto all’anno precedente, calo più severo del -0,5% della media manifatturiera, anche se in attenuazione rispetto al -11,8% del 2024. A gennaio 2026 la contrazione si attesta ancora a -3,9%. L’export di moda ha segnato -1,9% nel 2025 e un allarmante -7,4% a gennaio 2026.</p>
<p>Il comparto calzaturiero, cuore pulsante del distretto, riflette e amplifica queste dinamiche. Secondo i dati Confartigianato, nel 2025 la produzione di calzature scende del 6,9%, con un crollo cumulato del 39,1% tra il 2019 e il 2025. In Italia operano 7.769 imprese del settore per 69.855 occupati e un fatturato di 12,7 miliardi di euro. Le imprese artigiane sono 3.687, il 45,5% del totale, con 17.102 addetti: quasi un addetto su quattro del settore lavora nell’artigianato.</p>
<p>Sul fronte export, nel 2025 le esportazioni di calzature ammontano a 11,7 miliardi di euro, con una sostanziale stabilizzazione (-0,3%) sostenuta dal +2,5% verso i mercati UE. A pesare negativamente è però la performance delle regioni del distretto: le Marche segnano -5,7% e l’Emilia-Romagna -5,9%, in controtendenza rispetto alla crescita di Toscana (+9%) e Lombardia (+7,9%). I dazi americani, entrati in vigore nell’agosto 2025, hanno invertito una traiettoria positiva: l’export verso gli USA era cresciuto del 6% nei primi sette mesi, per poi scendere del 1,9% nella seconda parte dell’anno. A ciò si aggiunge il rischio della crisi in Medio Oriente, che mette in pericolo un mercato che nel 2025 vale oltre 590 milioni di euro per le sole calzature.</p>
<p>La Presidente Pizzocaro ha portato al tavolo la voce delle imprese artigiane, inquadrando la crisi in un contesto più ampio di “crisi di transizione”. “Siamo nuovamente in una tempesta perfetta. Ma a differenza di altri comparti industriali europei ormai in crisi irreversibilmente strutturale, come l’automotive, il settore moda può ancora contare su un interesse dei consumatori e sulla consapevolezza dei temi su cui costruire il futuro. Il nostro onere è trasformare quella che fino ad ora è stata resilienza in ripartenza.”</p>
<p>La Presidente ha ricordato come l’Italia sia il principale polo europeo della calzatura, primo tra i 27 paesi UE per occupati nella fabbricazione di calzature, con un peso delle micro e piccole imprese del 54,7%, quasi dieci punti sopra la media europea. Una leadership fondata sull’artigianato che oggi rischia di essere erosa dalla somma di crisi energetica, concorrenza sleale, delocalizzazione dei brand e pressione del fast fashion.</p>
<p>Pizzocaro ha presentato un piano strategico articolato in otto punti, con cui Confartigianato intende contribuire al rilancio dell’intera filiera moda:</p>
<ol>
<li>Certificazione Unica di Legalità nella Filiera della Moda</li>
</ol>
<p>Per combattere subappalti irregolari, lavoro sommerso e false dichiarazioni di origine che penalizzano chi rispetta le regole, Confartigianato chiede l’introduzione di un sistema certificativo unico basato su tracciabilità, trasparenza, sanzioni efficaci e adeguata remunerazione a tutti i livelli della filiera. La legalità deve diventare un vantaggio competitivo, non un costo aggiuntivo.</p>
<ol start="2">
<li>Riqualificazione degli impianti produttivi</li>
</ol>
<p>Un piano straordinario per l’efficientamento energetico e la transizione digitale, con incentivi per impianti di autoproduzione da rinnovabili, accesso al credito rafforzato e investimenti equiparati alla formazione del personale. L’impresa artigiana che si modernizza non smette di essere artigiana: è pronta a competere nel futuro.</p>
<ol start="3">
<li>Ricambio generazionale</li>
</ol>
<p>Agevolazioni bancarie e fiscali per startup che rilevano laboratori artigiani e fondi dedicati a progetti di transizione intergenerazionale, con il riconoscimento del ruolo formativo del maestro artigiano.</p>
<ol start="4">
<li>Salvaguardia delle filiere calzaturiere e tutela del Made in Italy</li>
</ol>
<p>Particolare attenzione alle fasi critiche — taglio, preparazione, assemblaggio — oggi fortemente colpite dalla crisi. Confartigianato chiede una definizione normativa chiara del Made in Italy legata alle fasi principali di produzione, strumenti di accesso al credito per le imprese a monte della filiera e incentivi al “local contest” per valorizzare chi acquista materie prime italiane.</p>
<ol start="5">
<li>Contrasto all’ultra fast fashion</li>
</ol>
<p>Non attraverso tassazioni facilmente aggirabili, ma applicando agli importatori gli stessi standard di sostenibilità ambientale e salubrità imposti alle produzioni italiane. “Ci diamo regole di sostenibilità e poi facciamo entrare di tutto”, ha sottolineato Pizzocaro.</p>
<ol start="6">
<li>Responsabilità Estesa del Produttore</li>
</ol>
<p>La normativa EPR nel tessile è condivisibile nel principio, ma non deve scaricare oneri sproporzionati sulle piccole imprese artigiane. Le soglie di applicazione devono tenere conto delle dimensioni aziendali e le risorse generate devono alimentare filiere di riciclo che coinvolgano attivamente l’artigianato.</p>
<ol start="7">
<li>Ammortizzatori sociali adeguati</li>
</ol>
<p>Le imprese artigiane della moda restano esposte a crisi cicliche con strumenti di tutela inadeguati rispetto all’industria. Confartigianato chiede il rafforzamento della Cassa Integrazione per le artigiane, procedure più snelle e misure specifiche per il settore moda che ne riconoscano la ciclicità strutturale.</p>
<ol start="8">
<li>Incentivi al consumo sostenibile</li>
</ol>
<p>Un bonus sugli acquisti di prodotti tessili e calzaturieri certificati come sostenibili e prodotti in Italia, campagne di educazione al consumo consapevole e incentivi per il riuso e la riparazione. Comprare artigianale italiano non è un atto di lusso: è un atto di cultura e responsabilità.</p>
<p>Alle tensioni geopolitiche si sommano l’impennata dei costi energetici, la contrazione dei consumi e una riorganizzazione globale dei modelli produttivi. Il punto di massima criticità riguarda gli ammortizzatori sociali: con le riserve di ore ormai esaurite, le parti chiedono uno strumento straordinario di sostegno al reddito — una “Cassa Moda” con l’azzeramento dei contatori — per evitare licenziamenti collettivi e chiusure storiche.</p>
<p>Il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla ha sollecitato con forza la convocazione urgente del Tavolo della Moda a livello nazionale presso il Ministero del Made in Italy. Il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi ha ribadito: “Non possiamo permetterci di attendere oltre, poiché ne va della sopravvivenza del nostro distretto della calzatura.”</p>
<p>Difendere il distretto significa difendere un patrimonio unico di dignità e qualità del Made in Italy. Le imprese artigiane della moda italiana — colonne portanti del sistema manifatturiero — non possono farcela da sole. Hanno bisogno di politiche industriali all’altezza di un settore strategico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Presidente Granelli tra i protagonisti dell’evento “Artigianalità in Italia 2026”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/il-presidente-granelli-tra-i-protagonisti-dellevento-artigianalita-in-italia-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 11:24:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Artigianalità in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata nazionale del made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[IlSole24ore]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130686</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 15 aprile, il Presidente di Confartigianato, Marco Granelli, sarà tra i protagonisti dell’evento “Artigianalità in Italia 2026”, organizzato da Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-130748" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg" alt="" width="700" height="313" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-300x134.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-350x157.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Si è tenuto il 13 aprile, nella cornice della Sala degli Archi di Villa Torlonia a San Mauro Pascoli, in provincia di <strong>Forlì-Cesena</strong>, un<strong> vertice decisivo</strong> per il futuro del <strong>Distretto Calzaturiero del Rubicone.</strong> Davanti ad una folta platea, le Associazioni imprenditoriali e le Organizzazioni Sindacali, insieme ai vertici delle istituzioni locali e regionali, hanno condiviso una preoccupazione comune e urgente: il manifatturiero romagnolo attraversa una fase di grave difficoltà e richiede interventi tempestivi per tutelare il tessuto produttivo e i livelli occupazionali del territorio.<span id="more-130743"></span></p>
<p>All’incontro, moderato da Gian Paolo Castagnoli del Corriere Romagna, hanno preso parte la<strong> Presidente Confartigianato Calzaturieri Katia Pizzocaro,</strong> Daniele Polidori (Assocalzaturifici), Doriana Marini (Presidente Nazionale CNA Federmoda) e i Segretari Nazionali Cinzia Maiolini (Filctem-CGIL), Raffaele Salvatoni (Femca-CISL) e Livia Raffaglio (Uiltec-UIL). Al tavolo delle istituzioni il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi, il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla e il Presidente della Camera di Commercio della Romagna Carlo Battistini.</p>
<p>I dati elaborati dall’Ufficio Studi Confartigianato su fonte Istat e Unioncamere-Infocamere fotografano una situazione di grave difficoltà strutturale. La produzione tessile, abbigliamento e pelli ha segnato un -5,5% nel 2025 rispetto all’anno precedente, calo più severo del -0,5% della media manifatturiera, anche se in attenuazione rispetto al -11,8% del 2024. A gennaio 2026 la contrazione si attesta ancora a -3,9%. L’export di moda ha segnato -1,9% nel 2025 e un allarmante -7,4% a gennaio 2026.</p>
<p>Il comparto calzaturiero, cuore pulsante del distretto, riflette e amplifica queste dinamiche. Secondo i dati Confartigianato, nel 2025 la produzione di calzature scende del 6,9%, con un crollo cumulato del 39,1% tra il 2019 e il 2025. In Italia operano 7.769 imprese del settore per 69.855 occupati e un fatturato di 12,7 miliardi di euro. Le imprese artigiane sono 3.687, il 45,5% del totale, con 17.102 addetti: quasi un addetto su quattro del settore lavora nell’artigianato.</p>
<p>Sul fronte export, nel 2025 le esportazioni di calzature ammontano a 11,7 miliardi di euro, con una sostanziale stabilizzazione (-0,3%) sostenuta dal +2,5% verso i mercati UE. A pesare negativamente è però la performance delle regioni del distretto: le Marche segnano -5,7% e l’Emilia-Romagna -5,9%, in controtendenza rispetto alla crescita di Toscana (+9%) e Lombardia (+7,9%). I dazi americani, entrati in vigore nell’agosto 2025, hanno invertito una traiettoria positiva: l’export verso gli USA era cresciuto del 6% nei primi sette mesi, per poi scendere del 1,9% nella seconda parte dell’anno. A ciò si aggiunge il rischio della crisi in Medio Oriente, che mette in pericolo un mercato che nel 2025 vale oltre 590 milioni di euro per le sole calzature.</p>
<p>La Presidente Pizzocaro ha portato al tavolo la voce delle imprese artigiane, inquadrando la crisi in un contesto più ampio di “crisi di transizione”. “Siamo nuovamente in una tempesta perfetta. Ma a differenza di altri comparti industriali europei ormai in crisi irreversibilmente strutturale, come l’automotive, il settore moda può ancora contare su un interesse dei consumatori e sulla consapevolezza dei temi su cui costruire il futuro. Il nostro onere è trasformare quella che fino ad ora è stata resilienza in ripartenza.”</p>
<p>La Presidente ha ricordato come l’Italia sia il principale polo europeo della calzatura, primo tra i 27 paesi UE per occupati nella fabbricazione di calzature, con un peso delle micro e piccole imprese del 54,7%, quasi dieci punti sopra la media europea. Una leadership fondata sull’artigianato che oggi rischia di essere erosa dalla somma di crisi energetica, concorrenza sleale, delocalizzazione dei brand e pressione del fast fashion.</p>
<p>Pizzocaro ha presentato un piano strategico articolato in otto punti, con cui Confartigianato intende contribuire al rilancio dell’intera filiera moda:</p>
<ol>
<li>Certificazione Unica di Legalità nella Filiera della Moda</li>
</ol>
<p>Per combattere subappalti irregolari, lavoro sommerso e false dichiarazioni di origine che penalizzano chi rispetta le regole, Confartigianato chiede l’introduzione di un sistema certificativo unico basato su tracciabilità, trasparenza, sanzioni efficaci e adeguata remunerazione a tutti i livelli della filiera. La legalità deve diventare un vantaggio competitivo, non un costo aggiuntivo.</p>
<ol start="2">
<li>Riqualificazione degli impianti produttivi</li>
</ol>
<p>Un piano straordinario per l’efficientamento energetico e la transizione digitale, con incentivi per impianti di autoproduzione da rinnovabili, accesso al credito rafforzato e investimenti equiparati alla formazione del personale. L’impresa artigiana che si modernizza non smette di essere artigiana: è pronta a competere nel futuro.</p>
<ol start="3">
<li>Ricambio generazionale</li>
</ol>
<p>Agevolazioni bancarie e fiscali per startup che rilevano laboratori artigiani e fondi dedicati a progetti di transizione intergenerazionale, con il riconoscimento del ruolo formativo del maestro artigiano.</p>
<ol start="4">
<li>Salvaguardia delle filiere calzaturiere e tutela del Made in Italy</li>
</ol>
<p>Particolare attenzione alle fasi critiche — taglio, preparazione, assemblaggio — oggi fortemente colpite dalla crisi. Confartigianato chiede una definizione normativa chiara del Made in Italy legata alle fasi principali di produzione, strumenti di accesso al credito per le imprese a monte della filiera e incentivi al “local contest” per valorizzare chi acquista materie prime italiane.</p>
<ol start="5">
<li>Contrasto all’ultra fast fashion</li>
</ol>
<p>Non attraverso tassazioni facilmente aggirabili, ma applicando agli importatori gli stessi standard di sostenibilità ambientale e salubrità imposti alle produzioni italiane. “Ci diamo regole di sostenibilità e poi facciamo entrare di tutto”, ha sottolineato Pizzocaro.</p>
<ol start="6">
<li>Responsabilità Estesa del Produttore</li>
</ol>
<p>La normativa EPR nel tessile è condivisibile nel principio, ma non deve scaricare oneri sproporzionati sulle piccole imprese artigiane. Le soglie di applicazione devono tenere conto delle dimensioni aziendali e le risorse generate devono alimentare filiere di riciclo che coinvolgano attivamente l’artigianato.</p>
<ol start="7">
<li>Ammortizzatori sociali adeguati</li>
</ol>
<p>Le imprese artigiane della moda restano esposte a crisi cicliche con strumenti di tutela inadeguati rispetto all’industria. Confartigianato chiede il rafforzamento della Cassa Integrazione per le artigiane, procedure più snelle e misure specifiche per il settore moda che ne riconoscano la ciclicità strutturale.</p>
<ol start="8">
<li>Incentivi al consumo sostenibile</li>
</ol>
<p>Un bonus sugli acquisti di prodotti tessili e calzaturieri certificati come sostenibili e prodotti in Italia, campagne di educazione al consumo consapevole e incentivi per il riuso e la riparazione. Comprare artigianale italiano non è un atto di lusso: è un atto di cultura e responsabilità.</p>
<p>Alle tensioni geopolitiche si sommano l’impennata dei costi energetici, la contrazione dei consumi e una riorganizzazione globale dei modelli produttivi. Il punto di massima criticità riguarda gli ammortizzatori sociali: con le riserve di ore ormai esaurite, le parti chiedono uno strumento straordinario di sostegno al reddito — una “Cassa Moda” con l’azzeramento dei contatori — per evitare licenziamenti collettivi e chiusure storiche.</p>
<p>Il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla ha sollecitato con forza la convocazione urgente del Tavolo della Moda a livello nazionale presso il Ministero del Made in Italy. Il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi ha ribadito: “Non possiamo permetterci di attendere oltre, poiché ne va della sopravvivenza del nostro distretto della calzatura.”</p>
<p>Difendere il distretto significa difendere un patrimonio unico di dignità e qualità del Made in Italy. Le imprese artigiane della moda italiana — colonne portanti del sistema manifatturiero — non possono farcela da sole. Hanno bisogno di politiche industriali all’altezza di un settore strategico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Guerra del Golfo: il punto sull’impatto per le imprese nell’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/guerra-del-golfo-il-punto-sullimpatto-per-le-imprese-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 09:45:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130680</guid>

					<description><![CDATA[<p>In prossimità della scadenza dell’ultimatum nella notte di martedì scorso, Iran e Stati Uniti hanno imboccato la strada del negoziato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-130748" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg" alt="" width="700" height="313" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-300x134.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-350x157.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Si è tenuto il 13 aprile, nella cornice della Sala degli Archi di Villa Torlonia a San Mauro Pascoli, in provincia di <strong>Forlì-Cesena</strong>, un<strong> vertice decisivo</strong> per il futuro del <strong>Distretto Calzaturiero del Rubicone.</strong> Davanti ad una folta platea, le Associazioni imprenditoriali e le Organizzazioni Sindacali, insieme ai vertici delle istituzioni locali e regionali, hanno condiviso una preoccupazione comune e urgente: il manifatturiero romagnolo attraversa una fase di grave difficoltà e richiede interventi tempestivi per tutelare il tessuto produttivo e i livelli occupazionali del territorio.<span id="more-130743"></span></p>
<p>All’incontro, moderato da Gian Paolo Castagnoli del Corriere Romagna, hanno preso parte la<strong> Presidente Confartigianato Calzaturieri Katia Pizzocaro,</strong> Daniele Polidori (Assocalzaturifici), Doriana Marini (Presidente Nazionale CNA Federmoda) e i Segretari Nazionali Cinzia Maiolini (Filctem-CGIL), Raffaele Salvatoni (Femca-CISL) e Livia Raffaglio (Uiltec-UIL). Al tavolo delle istituzioni il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi, il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla e il Presidente della Camera di Commercio della Romagna Carlo Battistini.</p>
<p>I dati elaborati dall’Ufficio Studi Confartigianato su fonte Istat e Unioncamere-Infocamere fotografano una situazione di grave difficoltà strutturale. La produzione tessile, abbigliamento e pelli ha segnato un -5,5% nel 2025 rispetto all’anno precedente, calo più severo del -0,5% della media manifatturiera, anche se in attenuazione rispetto al -11,8% del 2024. A gennaio 2026 la contrazione si attesta ancora a -3,9%. L’export di moda ha segnato -1,9% nel 2025 e un allarmante -7,4% a gennaio 2026.</p>
<p>Il comparto calzaturiero, cuore pulsante del distretto, riflette e amplifica queste dinamiche. Secondo i dati Confartigianato, nel 2025 la produzione di calzature scende del 6,9%, con un crollo cumulato del 39,1% tra il 2019 e il 2025. In Italia operano 7.769 imprese del settore per 69.855 occupati e un fatturato di 12,7 miliardi di euro. Le imprese artigiane sono 3.687, il 45,5% del totale, con 17.102 addetti: quasi un addetto su quattro del settore lavora nell’artigianato.</p>
<p>Sul fronte export, nel 2025 le esportazioni di calzature ammontano a 11,7 miliardi di euro, con una sostanziale stabilizzazione (-0,3%) sostenuta dal +2,5% verso i mercati UE. A pesare negativamente è però la performance delle regioni del distretto: le Marche segnano -5,7% e l’Emilia-Romagna -5,9%, in controtendenza rispetto alla crescita di Toscana (+9%) e Lombardia (+7,9%). I dazi americani, entrati in vigore nell’agosto 2025, hanno invertito una traiettoria positiva: l’export verso gli USA era cresciuto del 6% nei primi sette mesi, per poi scendere del 1,9% nella seconda parte dell’anno. A ciò si aggiunge il rischio della crisi in Medio Oriente, che mette in pericolo un mercato che nel 2025 vale oltre 590 milioni di euro per le sole calzature.</p>
<p>La Presidente Pizzocaro ha portato al tavolo la voce delle imprese artigiane, inquadrando la crisi in un contesto più ampio di “crisi di transizione”. “Siamo nuovamente in una tempesta perfetta. Ma a differenza di altri comparti industriali europei ormai in crisi irreversibilmente strutturale, come l’automotive, il settore moda può ancora contare su un interesse dei consumatori e sulla consapevolezza dei temi su cui costruire il futuro. Il nostro onere è trasformare quella che fino ad ora è stata resilienza in ripartenza.”</p>
<p>La Presidente ha ricordato come l’Italia sia il principale polo europeo della calzatura, primo tra i 27 paesi UE per occupati nella fabbricazione di calzature, con un peso delle micro e piccole imprese del 54,7%, quasi dieci punti sopra la media europea. Una leadership fondata sull’artigianato che oggi rischia di essere erosa dalla somma di crisi energetica, concorrenza sleale, delocalizzazione dei brand e pressione del fast fashion.</p>
<p>Pizzocaro ha presentato un piano strategico articolato in otto punti, con cui Confartigianato intende contribuire al rilancio dell’intera filiera moda:</p>
<ol>
<li>Certificazione Unica di Legalità nella Filiera della Moda</li>
</ol>
<p>Per combattere subappalti irregolari, lavoro sommerso e false dichiarazioni di origine che penalizzano chi rispetta le regole, Confartigianato chiede l’introduzione di un sistema certificativo unico basato su tracciabilità, trasparenza, sanzioni efficaci e adeguata remunerazione a tutti i livelli della filiera. La legalità deve diventare un vantaggio competitivo, non un costo aggiuntivo.</p>
<ol start="2">
<li>Riqualificazione degli impianti produttivi</li>
</ol>
<p>Un piano straordinario per l’efficientamento energetico e la transizione digitale, con incentivi per impianti di autoproduzione da rinnovabili, accesso al credito rafforzato e investimenti equiparati alla formazione del personale. L’impresa artigiana che si modernizza non smette di essere artigiana: è pronta a competere nel futuro.</p>
<ol start="3">
<li>Ricambio generazionale</li>
</ol>
<p>Agevolazioni bancarie e fiscali per startup che rilevano laboratori artigiani e fondi dedicati a progetti di transizione intergenerazionale, con il riconoscimento del ruolo formativo del maestro artigiano.</p>
<ol start="4">
<li>Salvaguardia delle filiere calzaturiere e tutela del Made in Italy</li>
</ol>
<p>Particolare attenzione alle fasi critiche — taglio, preparazione, assemblaggio — oggi fortemente colpite dalla crisi. Confartigianato chiede una definizione normativa chiara del Made in Italy legata alle fasi principali di produzione, strumenti di accesso al credito per le imprese a monte della filiera e incentivi al “local contest” per valorizzare chi acquista materie prime italiane.</p>
<ol start="5">
<li>Contrasto all’ultra fast fashion</li>
</ol>
<p>Non attraverso tassazioni facilmente aggirabili, ma applicando agli importatori gli stessi standard di sostenibilità ambientale e salubrità imposti alle produzioni italiane. “Ci diamo regole di sostenibilità e poi facciamo entrare di tutto”, ha sottolineato Pizzocaro.</p>
<ol start="6">
<li>Responsabilità Estesa del Produttore</li>
</ol>
<p>La normativa EPR nel tessile è condivisibile nel principio, ma non deve scaricare oneri sproporzionati sulle piccole imprese artigiane. Le soglie di applicazione devono tenere conto delle dimensioni aziendali e le risorse generate devono alimentare filiere di riciclo che coinvolgano attivamente l’artigianato.</p>
<ol start="7">
<li>Ammortizzatori sociali adeguati</li>
</ol>
<p>Le imprese artigiane della moda restano esposte a crisi cicliche con strumenti di tutela inadeguati rispetto all’industria. Confartigianato chiede il rafforzamento della Cassa Integrazione per le artigiane, procedure più snelle e misure specifiche per il settore moda che ne riconoscano la ciclicità strutturale.</p>
<ol start="8">
<li>Incentivi al consumo sostenibile</li>
</ol>
<p>Un bonus sugli acquisti di prodotti tessili e calzaturieri certificati come sostenibili e prodotti in Italia, campagne di educazione al consumo consapevole e incentivi per il riuso e la riparazione. Comprare artigianale italiano non è un atto di lusso: è un atto di cultura e responsabilità.</p>
<p>Alle tensioni geopolitiche si sommano l’impennata dei costi energetici, la contrazione dei consumi e una riorganizzazione globale dei modelli produttivi. Il punto di massima criticità riguarda gli ammortizzatori sociali: con le riserve di ore ormai esaurite, le parti chiedono uno strumento straordinario di sostegno al reddito — una “Cassa Moda” con l’azzeramento dei contatori — per evitare licenziamenti collettivi e chiusure storiche.</p>
<p>Il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla ha sollecitato con forza la convocazione urgente del Tavolo della Moda a livello nazionale presso il Ministero del Made in Italy. Il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi ha ribadito: “Non possiamo permetterci di attendere oltre, poiché ne va della sopravvivenza del nostro distretto della calzatura.”</p>
<p>Difendere il distretto significa difendere un patrimonio unico di dignità e qualità del Made in Italy. Le imprese artigiane della moda italiana — colonne portanti del sistema manifatturiero — non possono farcela da sole. Hanno bisogno di politiche industriali all’altezza di un settore strategico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le Confederazioni artigiane a Séjourné: ‘Industrial Accelerator Act includa Pmi per vera crescita’</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/le-confederazioni-artigiane-a-sejourne-industrial-accelerator-act-includa-pmi-per-vera-crescita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 18:32:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130674</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’Industrial Accelerator Act potrà trasformarsi in un reale volano di crescita per l’economia continentale se saprà integrare strutturalmente le micro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-130748" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg" alt="" width="700" height="313" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-300x134.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-350x157.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Si è tenuto il 13 aprile, nella cornice della Sala degli Archi di Villa Torlonia a San Mauro Pascoli, in provincia di <strong>Forlì-Cesena</strong>, un<strong> vertice decisivo</strong> per il futuro del <strong>Distretto Calzaturiero del Rubicone.</strong> Davanti ad una folta platea, le Associazioni imprenditoriali e le Organizzazioni Sindacali, insieme ai vertici delle istituzioni locali e regionali, hanno condiviso una preoccupazione comune e urgente: il manifatturiero romagnolo attraversa una fase di grave difficoltà e richiede interventi tempestivi per tutelare il tessuto produttivo e i livelli occupazionali del territorio.<span id="more-130743"></span></p>
<p>All’incontro, moderato da Gian Paolo Castagnoli del Corriere Romagna, hanno preso parte la<strong> Presidente Confartigianato Calzaturieri Katia Pizzocaro,</strong> Daniele Polidori (Assocalzaturifici), Doriana Marini (Presidente Nazionale CNA Federmoda) e i Segretari Nazionali Cinzia Maiolini (Filctem-CGIL), Raffaele Salvatoni (Femca-CISL) e Livia Raffaglio (Uiltec-UIL). Al tavolo delle istituzioni il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi, il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla e il Presidente della Camera di Commercio della Romagna Carlo Battistini.</p>
<p>I dati elaborati dall’Ufficio Studi Confartigianato su fonte Istat e Unioncamere-Infocamere fotografano una situazione di grave difficoltà strutturale. La produzione tessile, abbigliamento e pelli ha segnato un -5,5% nel 2025 rispetto all’anno precedente, calo più severo del -0,5% della media manifatturiera, anche se in attenuazione rispetto al -11,8% del 2024. A gennaio 2026 la contrazione si attesta ancora a -3,9%. L’export di moda ha segnato -1,9% nel 2025 e un allarmante -7,4% a gennaio 2026.</p>
<p>Il comparto calzaturiero, cuore pulsante del distretto, riflette e amplifica queste dinamiche. Secondo i dati Confartigianato, nel 2025 la produzione di calzature scende del 6,9%, con un crollo cumulato del 39,1% tra il 2019 e il 2025. In Italia operano 7.769 imprese del settore per 69.855 occupati e un fatturato di 12,7 miliardi di euro. Le imprese artigiane sono 3.687, il 45,5% del totale, con 17.102 addetti: quasi un addetto su quattro del settore lavora nell’artigianato.</p>
<p>Sul fronte export, nel 2025 le esportazioni di calzature ammontano a 11,7 miliardi di euro, con una sostanziale stabilizzazione (-0,3%) sostenuta dal +2,5% verso i mercati UE. A pesare negativamente è però la performance delle regioni del distretto: le Marche segnano -5,7% e l’Emilia-Romagna -5,9%, in controtendenza rispetto alla crescita di Toscana (+9%) e Lombardia (+7,9%). I dazi americani, entrati in vigore nell’agosto 2025, hanno invertito una traiettoria positiva: l’export verso gli USA era cresciuto del 6% nei primi sette mesi, per poi scendere del 1,9% nella seconda parte dell’anno. A ciò si aggiunge il rischio della crisi in Medio Oriente, che mette in pericolo un mercato che nel 2025 vale oltre 590 milioni di euro per le sole calzature.</p>
<p>La Presidente Pizzocaro ha portato al tavolo la voce delle imprese artigiane, inquadrando la crisi in un contesto più ampio di “crisi di transizione”. “Siamo nuovamente in una tempesta perfetta. Ma a differenza di altri comparti industriali europei ormai in crisi irreversibilmente strutturale, come l’automotive, il settore moda può ancora contare su un interesse dei consumatori e sulla consapevolezza dei temi su cui costruire il futuro. Il nostro onere è trasformare quella che fino ad ora è stata resilienza in ripartenza.”</p>
<p>La Presidente ha ricordato come l’Italia sia il principale polo europeo della calzatura, primo tra i 27 paesi UE per occupati nella fabbricazione di calzature, con un peso delle micro e piccole imprese del 54,7%, quasi dieci punti sopra la media europea. Una leadership fondata sull’artigianato che oggi rischia di essere erosa dalla somma di crisi energetica, concorrenza sleale, delocalizzazione dei brand e pressione del fast fashion.</p>
<p>Pizzocaro ha presentato un piano strategico articolato in otto punti, con cui Confartigianato intende contribuire al rilancio dell’intera filiera moda:</p>
<ol>
<li>Certificazione Unica di Legalità nella Filiera della Moda</li>
</ol>
<p>Per combattere subappalti irregolari, lavoro sommerso e false dichiarazioni di origine che penalizzano chi rispetta le regole, Confartigianato chiede l’introduzione di un sistema certificativo unico basato su tracciabilità, trasparenza, sanzioni efficaci e adeguata remunerazione a tutti i livelli della filiera. La legalità deve diventare un vantaggio competitivo, non un costo aggiuntivo.</p>
<ol start="2">
<li>Riqualificazione degli impianti produttivi</li>
</ol>
<p>Un piano straordinario per l’efficientamento energetico e la transizione digitale, con incentivi per impianti di autoproduzione da rinnovabili, accesso al credito rafforzato e investimenti equiparati alla formazione del personale. L’impresa artigiana che si modernizza non smette di essere artigiana: è pronta a competere nel futuro.</p>
<ol start="3">
<li>Ricambio generazionale</li>
</ol>
<p>Agevolazioni bancarie e fiscali per startup che rilevano laboratori artigiani e fondi dedicati a progetti di transizione intergenerazionale, con il riconoscimento del ruolo formativo del maestro artigiano.</p>
<ol start="4">
<li>Salvaguardia delle filiere calzaturiere e tutela del Made in Italy</li>
</ol>
<p>Particolare attenzione alle fasi critiche — taglio, preparazione, assemblaggio — oggi fortemente colpite dalla crisi. Confartigianato chiede una definizione normativa chiara del Made in Italy legata alle fasi principali di produzione, strumenti di accesso al credito per le imprese a monte della filiera e incentivi al “local contest” per valorizzare chi acquista materie prime italiane.</p>
<ol start="5">
<li>Contrasto all’ultra fast fashion</li>
</ol>
<p>Non attraverso tassazioni facilmente aggirabili, ma applicando agli importatori gli stessi standard di sostenibilità ambientale e salubrità imposti alle produzioni italiane. “Ci diamo regole di sostenibilità e poi facciamo entrare di tutto”, ha sottolineato Pizzocaro.</p>
<ol start="6">
<li>Responsabilità Estesa del Produttore</li>
</ol>
<p>La normativa EPR nel tessile è condivisibile nel principio, ma non deve scaricare oneri sproporzionati sulle piccole imprese artigiane. Le soglie di applicazione devono tenere conto delle dimensioni aziendali e le risorse generate devono alimentare filiere di riciclo che coinvolgano attivamente l’artigianato.</p>
<ol start="7">
<li>Ammortizzatori sociali adeguati</li>
</ol>
<p>Le imprese artigiane della moda restano esposte a crisi cicliche con strumenti di tutela inadeguati rispetto all’industria. Confartigianato chiede il rafforzamento della Cassa Integrazione per le artigiane, procedure più snelle e misure specifiche per il settore moda che ne riconoscano la ciclicità strutturale.</p>
<ol start="8">
<li>Incentivi al consumo sostenibile</li>
</ol>
<p>Un bonus sugli acquisti di prodotti tessili e calzaturieri certificati come sostenibili e prodotti in Italia, campagne di educazione al consumo consapevole e incentivi per il riuso e la riparazione. Comprare artigianale italiano non è un atto di lusso: è un atto di cultura e responsabilità.</p>
<p>Alle tensioni geopolitiche si sommano l’impennata dei costi energetici, la contrazione dei consumi e una riorganizzazione globale dei modelli produttivi. Il punto di massima criticità riguarda gli ammortizzatori sociali: con le riserve di ore ormai esaurite, le parti chiedono uno strumento straordinario di sostegno al reddito — una “Cassa Moda” con l’azzeramento dei contatori — per evitare licenziamenti collettivi e chiusure storiche.</p>
<p>Il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla ha sollecitato con forza la convocazione urgente del Tavolo della Moda a livello nazionale presso il Ministero del Made in Italy. Il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi ha ribadito: “Non possiamo permetterci di attendere oltre, poiché ne va della sopravvivenza del nostro distretto della calzatura.”</p>
<p>Difendere il distretto significa difendere un patrimonio unico di dignità e qualità del Made in Italy. Le imprese artigiane della moda italiana — colonne portanti del sistema manifatturiero — non possono farcela da sole. Hanno bisogno di politiche industriali all’altezza di un settore strategico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Granelli a &#8217;10 Minuti&#8217; su Rete4 rilancia l&#8217;allarme costi e celebra lo stop ai finti artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-a-10-minuti-su-rete4-rilancia-lallarme-costi-e-celebra-lo-stop-ai-finti-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 18:26:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[10 minuti]]></category>
		<category><![CDATA[nicola porro]]></category>
		<category><![CDATA[rete 4]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130667</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ospite di Nicola Porro al programma ‘10 minuti’ su Rete4, oggi il Presidente di Confartigianato, Marco Granelli, ha tracciato un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-130748" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg" alt="" width="700" height="313" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-300x134.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-350x157.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Si è tenuto il 13 aprile, nella cornice della Sala degli Archi di Villa Torlonia a San Mauro Pascoli, in provincia di <strong>Forlì-Cesena</strong>, un<strong> vertice decisivo</strong> per il futuro del <strong>Distretto Calzaturiero del Rubicone.</strong> Davanti ad una folta platea, le Associazioni imprenditoriali e le Organizzazioni Sindacali, insieme ai vertici delle istituzioni locali e regionali, hanno condiviso una preoccupazione comune e urgente: il manifatturiero romagnolo attraversa una fase di grave difficoltà e richiede interventi tempestivi per tutelare il tessuto produttivo e i livelli occupazionali del territorio.<span id="more-130743"></span></p>
<p>All’incontro, moderato da Gian Paolo Castagnoli del Corriere Romagna, hanno preso parte la<strong> Presidente Confartigianato Calzaturieri Katia Pizzocaro,</strong> Daniele Polidori (Assocalzaturifici), Doriana Marini (Presidente Nazionale CNA Federmoda) e i Segretari Nazionali Cinzia Maiolini (Filctem-CGIL), Raffaele Salvatoni (Femca-CISL) e Livia Raffaglio (Uiltec-UIL). Al tavolo delle istituzioni il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi, il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla e il Presidente della Camera di Commercio della Romagna Carlo Battistini.</p>
<p>I dati elaborati dall’Ufficio Studi Confartigianato su fonte Istat e Unioncamere-Infocamere fotografano una situazione di grave difficoltà strutturale. La produzione tessile, abbigliamento e pelli ha segnato un -5,5% nel 2025 rispetto all’anno precedente, calo più severo del -0,5% della media manifatturiera, anche se in attenuazione rispetto al -11,8% del 2024. A gennaio 2026 la contrazione si attesta ancora a -3,9%. L’export di moda ha segnato -1,9% nel 2025 e un allarmante -7,4% a gennaio 2026.</p>
<p>Il comparto calzaturiero, cuore pulsante del distretto, riflette e amplifica queste dinamiche. Secondo i dati Confartigianato, nel 2025 la produzione di calzature scende del 6,9%, con un crollo cumulato del 39,1% tra il 2019 e il 2025. In Italia operano 7.769 imprese del settore per 69.855 occupati e un fatturato di 12,7 miliardi di euro. Le imprese artigiane sono 3.687, il 45,5% del totale, con 17.102 addetti: quasi un addetto su quattro del settore lavora nell’artigianato.</p>
<p>Sul fronte export, nel 2025 le esportazioni di calzature ammontano a 11,7 miliardi di euro, con una sostanziale stabilizzazione (-0,3%) sostenuta dal +2,5% verso i mercati UE. A pesare negativamente è però la performance delle regioni del distretto: le Marche segnano -5,7% e l’Emilia-Romagna -5,9%, in controtendenza rispetto alla crescita di Toscana (+9%) e Lombardia (+7,9%). I dazi americani, entrati in vigore nell’agosto 2025, hanno invertito una traiettoria positiva: l’export verso gli USA era cresciuto del 6% nei primi sette mesi, per poi scendere del 1,9% nella seconda parte dell’anno. A ciò si aggiunge il rischio della crisi in Medio Oriente, che mette in pericolo un mercato che nel 2025 vale oltre 590 milioni di euro per le sole calzature.</p>
<p>La Presidente Pizzocaro ha portato al tavolo la voce delle imprese artigiane, inquadrando la crisi in un contesto più ampio di “crisi di transizione”. “Siamo nuovamente in una tempesta perfetta. Ma a differenza di altri comparti industriali europei ormai in crisi irreversibilmente strutturale, come l’automotive, il settore moda può ancora contare su un interesse dei consumatori e sulla consapevolezza dei temi su cui costruire il futuro. Il nostro onere è trasformare quella che fino ad ora è stata resilienza in ripartenza.”</p>
<p>La Presidente ha ricordato come l’Italia sia il principale polo europeo della calzatura, primo tra i 27 paesi UE per occupati nella fabbricazione di calzature, con un peso delle micro e piccole imprese del 54,7%, quasi dieci punti sopra la media europea. Una leadership fondata sull’artigianato che oggi rischia di essere erosa dalla somma di crisi energetica, concorrenza sleale, delocalizzazione dei brand e pressione del fast fashion.</p>
<p>Pizzocaro ha presentato un piano strategico articolato in otto punti, con cui Confartigianato intende contribuire al rilancio dell’intera filiera moda:</p>
<ol>
<li>Certificazione Unica di Legalità nella Filiera della Moda</li>
</ol>
<p>Per combattere subappalti irregolari, lavoro sommerso e false dichiarazioni di origine che penalizzano chi rispetta le regole, Confartigianato chiede l’introduzione di un sistema certificativo unico basato su tracciabilità, trasparenza, sanzioni efficaci e adeguata remunerazione a tutti i livelli della filiera. La legalità deve diventare un vantaggio competitivo, non un costo aggiuntivo.</p>
<ol start="2">
<li>Riqualificazione degli impianti produttivi</li>
</ol>
<p>Un piano straordinario per l’efficientamento energetico e la transizione digitale, con incentivi per impianti di autoproduzione da rinnovabili, accesso al credito rafforzato e investimenti equiparati alla formazione del personale. L’impresa artigiana che si modernizza non smette di essere artigiana: è pronta a competere nel futuro.</p>
<ol start="3">
<li>Ricambio generazionale</li>
</ol>
<p>Agevolazioni bancarie e fiscali per startup che rilevano laboratori artigiani e fondi dedicati a progetti di transizione intergenerazionale, con il riconoscimento del ruolo formativo del maestro artigiano.</p>
<ol start="4">
<li>Salvaguardia delle filiere calzaturiere e tutela del Made in Italy</li>
</ol>
<p>Particolare attenzione alle fasi critiche — taglio, preparazione, assemblaggio — oggi fortemente colpite dalla crisi. Confartigianato chiede una definizione normativa chiara del Made in Italy legata alle fasi principali di produzione, strumenti di accesso al credito per le imprese a monte della filiera e incentivi al “local contest” per valorizzare chi acquista materie prime italiane.</p>
<ol start="5">
<li>Contrasto all’ultra fast fashion</li>
</ol>
<p>Non attraverso tassazioni facilmente aggirabili, ma applicando agli importatori gli stessi standard di sostenibilità ambientale e salubrità imposti alle produzioni italiane. “Ci diamo regole di sostenibilità e poi facciamo entrare di tutto”, ha sottolineato Pizzocaro.</p>
<ol start="6">
<li>Responsabilità Estesa del Produttore</li>
</ol>
<p>La normativa EPR nel tessile è condivisibile nel principio, ma non deve scaricare oneri sproporzionati sulle piccole imprese artigiane. Le soglie di applicazione devono tenere conto delle dimensioni aziendali e le risorse generate devono alimentare filiere di riciclo che coinvolgano attivamente l’artigianato.</p>
<ol start="7">
<li>Ammortizzatori sociali adeguati</li>
</ol>
<p>Le imprese artigiane della moda restano esposte a crisi cicliche con strumenti di tutela inadeguati rispetto all’industria. Confartigianato chiede il rafforzamento della Cassa Integrazione per le artigiane, procedure più snelle e misure specifiche per il settore moda che ne riconoscano la ciclicità strutturale.</p>
<ol start="8">
<li>Incentivi al consumo sostenibile</li>
</ol>
<p>Un bonus sugli acquisti di prodotti tessili e calzaturieri certificati come sostenibili e prodotti in Italia, campagne di educazione al consumo consapevole e incentivi per il riuso e la riparazione. Comprare artigianale italiano non è un atto di lusso: è un atto di cultura e responsabilità.</p>
<p>Alle tensioni geopolitiche si sommano l’impennata dei costi energetici, la contrazione dei consumi e una riorganizzazione globale dei modelli produttivi. Il punto di massima criticità riguarda gli ammortizzatori sociali: con le riserve di ore ormai esaurite, le parti chiedono uno strumento straordinario di sostegno al reddito — una “Cassa Moda” con l’azzeramento dei contatori — per evitare licenziamenti collettivi e chiusure storiche.</p>
<p>Il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla ha sollecitato con forza la convocazione urgente del Tavolo della Moda a livello nazionale presso il Ministero del Made in Italy. Il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi ha ribadito: “Non possiamo permetterci di attendere oltre, poiché ne va della sopravvivenza del nostro distretto della calzatura.”</p>
<p>Difendere il distretto significa difendere un patrimonio unico di dignità e qualità del Made in Italy. Le imprese artigiane della moda italiana — colonne portanti del sistema manifatturiero — non possono farcela da sole. Hanno bisogno di politiche industriali all’altezza di un settore strategico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bene proroga taglio accise, ma risorse insufficienti. Servono misure anche per trasporto persone</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/bene-proroga-taglio-accise-ma-risorse-insufficienti-servono-misure-anche-per-trasporto-persone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 16:54:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[accise]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130645</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le Confederazioni artigiane accolgono con favore la proroga del taglio delle accise sui carburanti fino al 1° maggio 2026 e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-130748" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg" alt="" width="700" height="313" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-300x134.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-350x157.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Si è tenuto il 13 aprile, nella cornice della Sala degli Archi di Villa Torlonia a San Mauro Pascoli, in provincia di <strong>Forlì-Cesena</strong>, un<strong> vertice decisivo</strong> per il futuro del <strong>Distretto Calzaturiero del Rubicone.</strong> Davanti ad una folta platea, le Associazioni imprenditoriali e le Organizzazioni Sindacali, insieme ai vertici delle istituzioni locali e regionali, hanno condiviso una preoccupazione comune e urgente: il manifatturiero romagnolo attraversa una fase di grave difficoltà e richiede interventi tempestivi per tutelare il tessuto produttivo e i livelli occupazionali del territorio.<span id="more-130743"></span></p>
<p>All’incontro, moderato da Gian Paolo Castagnoli del Corriere Romagna, hanno preso parte la<strong> Presidente Confartigianato Calzaturieri Katia Pizzocaro,</strong> Daniele Polidori (Assocalzaturifici), Doriana Marini (Presidente Nazionale CNA Federmoda) e i Segretari Nazionali Cinzia Maiolini (Filctem-CGIL), Raffaele Salvatoni (Femca-CISL) e Livia Raffaglio (Uiltec-UIL). Al tavolo delle istituzioni il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi, il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla e il Presidente della Camera di Commercio della Romagna Carlo Battistini.</p>
<p>I dati elaborati dall’Ufficio Studi Confartigianato su fonte Istat e Unioncamere-Infocamere fotografano una situazione di grave difficoltà strutturale. La produzione tessile, abbigliamento e pelli ha segnato un -5,5% nel 2025 rispetto all’anno precedente, calo più severo del -0,5% della media manifatturiera, anche se in attenuazione rispetto al -11,8% del 2024. A gennaio 2026 la contrazione si attesta ancora a -3,9%. L’export di moda ha segnato -1,9% nel 2025 e un allarmante -7,4% a gennaio 2026.</p>
<p>Il comparto calzaturiero, cuore pulsante del distretto, riflette e amplifica queste dinamiche. Secondo i dati Confartigianato, nel 2025 la produzione di calzature scende del 6,9%, con un crollo cumulato del 39,1% tra il 2019 e il 2025. In Italia operano 7.769 imprese del settore per 69.855 occupati e un fatturato di 12,7 miliardi di euro. Le imprese artigiane sono 3.687, il 45,5% del totale, con 17.102 addetti: quasi un addetto su quattro del settore lavora nell’artigianato.</p>
<p>Sul fronte export, nel 2025 le esportazioni di calzature ammontano a 11,7 miliardi di euro, con una sostanziale stabilizzazione (-0,3%) sostenuta dal +2,5% verso i mercati UE. A pesare negativamente è però la performance delle regioni del distretto: le Marche segnano -5,7% e l’Emilia-Romagna -5,9%, in controtendenza rispetto alla crescita di Toscana (+9%) e Lombardia (+7,9%). I dazi americani, entrati in vigore nell’agosto 2025, hanno invertito una traiettoria positiva: l’export verso gli USA era cresciuto del 6% nei primi sette mesi, per poi scendere del 1,9% nella seconda parte dell’anno. A ciò si aggiunge il rischio della crisi in Medio Oriente, che mette in pericolo un mercato che nel 2025 vale oltre 590 milioni di euro per le sole calzature.</p>
<p>La Presidente Pizzocaro ha portato al tavolo la voce delle imprese artigiane, inquadrando la crisi in un contesto più ampio di “crisi di transizione”. “Siamo nuovamente in una tempesta perfetta. Ma a differenza di altri comparti industriali europei ormai in crisi irreversibilmente strutturale, come l’automotive, il settore moda può ancora contare su un interesse dei consumatori e sulla consapevolezza dei temi su cui costruire il futuro. Il nostro onere è trasformare quella che fino ad ora è stata resilienza in ripartenza.”</p>
<p>La Presidente ha ricordato come l’Italia sia il principale polo europeo della calzatura, primo tra i 27 paesi UE per occupati nella fabbricazione di calzature, con un peso delle micro e piccole imprese del 54,7%, quasi dieci punti sopra la media europea. Una leadership fondata sull’artigianato che oggi rischia di essere erosa dalla somma di crisi energetica, concorrenza sleale, delocalizzazione dei brand e pressione del fast fashion.</p>
<p>Pizzocaro ha presentato un piano strategico articolato in otto punti, con cui Confartigianato intende contribuire al rilancio dell’intera filiera moda:</p>
<ol>
<li>Certificazione Unica di Legalità nella Filiera della Moda</li>
</ol>
<p>Per combattere subappalti irregolari, lavoro sommerso e false dichiarazioni di origine che penalizzano chi rispetta le regole, Confartigianato chiede l’introduzione di un sistema certificativo unico basato su tracciabilità, trasparenza, sanzioni efficaci e adeguata remunerazione a tutti i livelli della filiera. La legalità deve diventare un vantaggio competitivo, non un costo aggiuntivo.</p>
<ol start="2">
<li>Riqualificazione degli impianti produttivi</li>
</ol>
<p>Un piano straordinario per l’efficientamento energetico e la transizione digitale, con incentivi per impianti di autoproduzione da rinnovabili, accesso al credito rafforzato e investimenti equiparati alla formazione del personale. L’impresa artigiana che si modernizza non smette di essere artigiana: è pronta a competere nel futuro.</p>
<ol start="3">
<li>Ricambio generazionale</li>
</ol>
<p>Agevolazioni bancarie e fiscali per startup che rilevano laboratori artigiani e fondi dedicati a progetti di transizione intergenerazionale, con il riconoscimento del ruolo formativo del maestro artigiano.</p>
<ol start="4">
<li>Salvaguardia delle filiere calzaturiere e tutela del Made in Italy</li>
</ol>
<p>Particolare attenzione alle fasi critiche — taglio, preparazione, assemblaggio — oggi fortemente colpite dalla crisi. Confartigianato chiede una definizione normativa chiara del Made in Italy legata alle fasi principali di produzione, strumenti di accesso al credito per le imprese a monte della filiera e incentivi al “local contest” per valorizzare chi acquista materie prime italiane.</p>
<ol start="5">
<li>Contrasto all’ultra fast fashion</li>
</ol>
<p>Non attraverso tassazioni facilmente aggirabili, ma applicando agli importatori gli stessi standard di sostenibilità ambientale e salubrità imposti alle produzioni italiane. “Ci diamo regole di sostenibilità e poi facciamo entrare di tutto”, ha sottolineato Pizzocaro.</p>
<ol start="6">
<li>Responsabilità Estesa del Produttore</li>
</ol>
<p>La normativa EPR nel tessile è condivisibile nel principio, ma non deve scaricare oneri sproporzionati sulle piccole imprese artigiane. Le soglie di applicazione devono tenere conto delle dimensioni aziendali e le risorse generate devono alimentare filiere di riciclo che coinvolgano attivamente l’artigianato.</p>
<ol start="7">
<li>Ammortizzatori sociali adeguati</li>
</ol>
<p>Le imprese artigiane della moda restano esposte a crisi cicliche con strumenti di tutela inadeguati rispetto all’industria. Confartigianato chiede il rafforzamento della Cassa Integrazione per le artigiane, procedure più snelle e misure specifiche per il settore moda che ne riconoscano la ciclicità strutturale.</p>
<ol start="8">
<li>Incentivi al consumo sostenibile</li>
</ol>
<p>Un bonus sugli acquisti di prodotti tessili e calzaturieri certificati come sostenibili e prodotti in Italia, campagne di educazione al consumo consapevole e incentivi per il riuso e la riparazione. Comprare artigianale italiano non è un atto di lusso: è un atto di cultura e responsabilità.</p>
<p>Alle tensioni geopolitiche si sommano l’impennata dei costi energetici, la contrazione dei consumi e una riorganizzazione globale dei modelli produttivi. Il punto di massima criticità riguarda gli ammortizzatori sociali: con le riserve di ore ormai esaurite, le parti chiedono uno strumento straordinario di sostegno al reddito — una “Cassa Moda” con l’azzeramento dei contatori — per evitare licenziamenti collettivi e chiusure storiche.</p>
<p>Il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla ha sollecitato con forza la convocazione urgente del Tavolo della Moda a livello nazionale presso il Ministero del Made in Italy. Il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi ha ribadito: “Non possiamo permetterci di attendere oltre, poiché ne va della sopravvivenza del nostro distretto della calzatura.”</p>
<p>Difendere il distretto significa difendere un patrimonio unico di dignità e qualità del Made in Italy. Le imprese artigiane della moda italiana — colonne portanti del sistema manifatturiero — non possono farcela da sole. Hanno bisogno di politiche industriali all’altezza di un settore strategico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il 23 aprile Confartigianato lancia la Campagna &#8216;Artigianato, futuro del made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/il-23-aprile-confartigianato-lancia-la-campagna-artigianato-futuro-del-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 08:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata nazionale del made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130629</guid>

					<description><![CDATA[<p>Anche quest’anno Confartigianato organizza la Campagna &#8220;Artigianato, futuro del Made in Italy&#8221;. L’iniziativa, realizzata in partnership con la Fondazione Symbola [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-130748" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg" alt="" width="700" height="313" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-300x134.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-350x157.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Si è tenuto il 13 aprile, nella cornice della Sala degli Archi di Villa Torlonia a San Mauro Pascoli, in provincia di <strong>Forlì-Cesena</strong>, un<strong> vertice decisivo</strong> per il futuro del <strong>Distretto Calzaturiero del Rubicone.</strong> Davanti ad una folta platea, le Associazioni imprenditoriali e le Organizzazioni Sindacali, insieme ai vertici delle istituzioni locali e regionali, hanno condiviso una preoccupazione comune e urgente: il manifatturiero romagnolo attraversa una fase di grave difficoltà e richiede interventi tempestivi per tutelare il tessuto produttivo e i livelli occupazionali del territorio.<span id="more-130743"></span></p>
<p>All’incontro, moderato da Gian Paolo Castagnoli del Corriere Romagna, hanno preso parte la<strong> Presidente Confartigianato Calzaturieri Katia Pizzocaro,</strong> Daniele Polidori (Assocalzaturifici), Doriana Marini (Presidente Nazionale CNA Federmoda) e i Segretari Nazionali Cinzia Maiolini (Filctem-CGIL), Raffaele Salvatoni (Femca-CISL) e Livia Raffaglio (Uiltec-UIL). Al tavolo delle istituzioni il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi, il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla e il Presidente della Camera di Commercio della Romagna Carlo Battistini.</p>
<p>I dati elaborati dall’Ufficio Studi Confartigianato su fonte Istat e Unioncamere-Infocamere fotografano una situazione di grave difficoltà strutturale. La produzione tessile, abbigliamento e pelli ha segnato un -5,5% nel 2025 rispetto all’anno precedente, calo più severo del -0,5% della media manifatturiera, anche se in attenuazione rispetto al -11,8% del 2024. A gennaio 2026 la contrazione si attesta ancora a -3,9%. L’export di moda ha segnato -1,9% nel 2025 e un allarmante -7,4% a gennaio 2026.</p>
<p>Il comparto calzaturiero, cuore pulsante del distretto, riflette e amplifica queste dinamiche. Secondo i dati Confartigianato, nel 2025 la produzione di calzature scende del 6,9%, con un crollo cumulato del 39,1% tra il 2019 e il 2025. In Italia operano 7.769 imprese del settore per 69.855 occupati e un fatturato di 12,7 miliardi di euro. Le imprese artigiane sono 3.687, il 45,5% del totale, con 17.102 addetti: quasi un addetto su quattro del settore lavora nell’artigianato.</p>
<p>Sul fronte export, nel 2025 le esportazioni di calzature ammontano a 11,7 miliardi di euro, con una sostanziale stabilizzazione (-0,3%) sostenuta dal +2,5% verso i mercati UE. A pesare negativamente è però la performance delle regioni del distretto: le Marche segnano -5,7% e l’Emilia-Romagna -5,9%, in controtendenza rispetto alla crescita di Toscana (+9%) e Lombardia (+7,9%). I dazi americani, entrati in vigore nell’agosto 2025, hanno invertito una traiettoria positiva: l’export verso gli USA era cresciuto del 6% nei primi sette mesi, per poi scendere del 1,9% nella seconda parte dell’anno. A ciò si aggiunge il rischio della crisi in Medio Oriente, che mette in pericolo un mercato che nel 2025 vale oltre 590 milioni di euro per le sole calzature.</p>
<p>La Presidente Pizzocaro ha portato al tavolo la voce delle imprese artigiane, inquadrando la crisi in un contesto più ampio di “crisi di transizione”. “Siamo nuovamente in una tempesta perfetta. Ma a differenza di altri comparti industriali europei ormai in crisi irreversibilmente strutturale, come l’automotive, il settore moda può ancora contare su un interesse dei consumatori e sulla consapevolezza dei temi su cui costruire il futuro. Il nostro onere è trasformare quella che fino ad ora è stata resilienza in ripartenza.”</p>
<p>La Presidente ha ricordato come l’Italia sia il principale polo europeo della calzatura, primo tra i 27 paesi UE per occupati nella fabbricazione di calzature, con un peso delle micro e piccole imprese del 54,7%, quasi dieci punti sopra la media europea. Una leadership fondata sull’artigianato che oggi rischia di essere erosa dalla somma di crisi energetica, concorrenza sleale, delocalizzazione dei brand e pressione del fast fashion.</p>
<p>Pizzocaro ha presentato un piano strategico articolato in otto punti, con cui Confartigianato intende contribuire al rilancio dell’intera filiera moda:</p>
<ol>
<li>Certificazione Unica di Legalità nella Filiera della Moda</li>
</ol>
<p>Per combattere subappalti irregolari, lavoro sommerso e false dichiarazioni di origine che penalizzano chi rispetta le regole, Confartigianato chiede l’introduzione di un sistema certificativo unico basato su tracciabilità, trasparenza, sanzioni efficaci e adeguata remunerazione a tutti i livelli della filiera. La legalità deve diventare un vantaggio competitivo, non un costo aggiuntivo.</p>
<ol start="2">
<li>Riqualificazione degli impianti produttivi</li>
</ol>
<p>Un piano straordinario per l’efficientamento energetico e la transizione digitale, con incentivi per impianti di autoproduzione da rinnovabili, accesso al credito rafforzato e investimenti equiparati alla formazione del personale. L’impresa artigiana che si modernizza non smette di essere artigiana: è pronta a competere nel futuro.</p>
<ol start="3">
<li>Ricambio generazionale</li>
</ol>
<p>Agevolazioni bancarie e fiscali per startup che rilevano laboratori artigiani e fondi dedicati a progetti di transizione intergenerazionale, con il riconoscimento del ruolo formativo del maestro artigiano.</p>
<ol start="4">
<li>Salvaguardia delle filiere calzaturiere e tutela del Made in Italy</li>
</ol>
<p>Particolare attenzione alle fasi critiche — taglio, preparazione, assemblaggio — oggi fortemente colpite dalla crisi. Confartigianato chiede una definizione normativa chiara del Made in Italy legata alle fasi principali di produzione, strumenti di accesso al credito per le imprese a monte della filiera e incentivi al “local contest” per valorizzare chi acquista materie prime italiane.</p>
<ol start="5">
<li>Contrasto all’ultra fast fashion</li>
</ol>
<p>Non attraverso tassazioni facilmente aggirabili, ma applicando agli importatori gli stessi standard di sostenibilità ambientale e salubrità imposti alle produzioni italiane. “Ci diamo regole di sostenibilità e poi facciamo entrare di tutto”, ha sottolineato Pizzocaro.</p>
<ol start="6">
<li>Responsabilità Estesa del Produttore</li>
</ol>
<p>La normativa EPR nel tessile è condivisibile nel principio, ma non deve scaricare oneri sproporzionati sulle piccole imprese artigiane. Le soglie di applicazione devono tenere conto delle dimensioni aziendali e le risorse generate devono alimentare filiere di riciclo che coinvolgano attivamente l’artigianato.</p>
<ol start="7">
<li>Ammortizzatori sociali adeguati</li>
</ol>
<p>Le imprese artigiane della moda restano esposte a crisi cicliche con strumenti di tutela inadeguati rispetto all’industria. Confartigianato chiede il rafforzamento della Cassa Integrazione per le artigiane, procedure più snelle e misure specifiche per il settore moda che ne riconoscano la ciclicità strutturale.</p>
<ol start="8">
<li>Incentivi al consumo sostenibile</li>
</ol>
<p>Un bonus sugli acquisti di prodotti tessili e calzaturieri certificati come sostenibili e prodotti in Italia, campagne di educazione al consumo consapevole e incentivi per il riuso e la riparazione. Comprare artigianale italiano non è un atto di lusso: è un atto di cultura e responsabilità.</p>
<p>Alle tensioni geopolitiche si sommano l’impennata dei costi energetici, la contrazione dei consumi e una riorganizzazione globale dei modelli produttivi. Il punto di massima criticità riguarda gli ammortizzatori sociali: con le riserve di ore ormai esaurite, le parti chiedono uno strumento straordinario di sostegno al reddito — una “Cassa Moda” con l’azzeramento dei contatori — per evitare licenziamenti collettivi e chiusure storiche.</p>
<p>Il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla ha sollecitato con forza la convocazione urgente del Tavolo della Moda a livello nazionale presso il Ministero del Made in Italy. Il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi ha ribadito: “Non possiamo permetterci di attendere oltre, poiché ne va della sopravvivenza del nostro distretto della calzatura.”</p>
<p>Difendere il distretto significa difendere un patrimonio unico di dignità e qualità del Made in Italy. Le imprese artigiane della moda italiana — colonne portanti del sistema manifatturiero — non possono farcela da sole. Hanno bisogno di politiche industriali all’altezza di un settore strategico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Granelli a Tgcom24 su caro-energia e crisi manodopera: &#8216;Servono scelte Ue forti e patto scuola-lavoro&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-a-tgcom24-su-caro-energia-e-crisi-manodopera-servono-scelte-ue-forti-e-patto-scuola-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 12:30:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[tgcom24]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un quadro di &#8220;grande preoccupazione&#8221; quello delineato dal Presidente di Confartigianato, Marco Granelli, intervenuto oggi a Tgcom24 per analizzare le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-130748" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg" alt="" width="700" height="313" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-300x134.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-350x157.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Si è tenuto il 13 aprile, nella cornice della Sala degli Archi di Villa Torlonia a San Mauro Pascoli, in provincia di <strong>Forlì-Cesena</strong>, un<strong> vertice decisivo</strong> per il futuro del <strong>Distretto Calzaturiero del Rubicone.</strong> Davanti ad una folta platea, le Associazioni imprenditoriali e le Organizzazioni Sindacali, insieme ai vertici delle istituzioni locali e regionali, hanno condiviso una preoccupazione comune e urgente: il manifatturiero romagnolo attraversa una fase di grave difficoltà e richiede interventi tempestivi per tutelare il tessuto produttivo e i livelli occupazionali del territorio.<span id="more-130743"></span></p>
<p>All’incontro, moderato da Gian Paolo Castagnoli del Corriere Romagna, hanno preso parte la<strong> Presidente Confartigianato Calzaturieri Katia Pizzocaro,</strong> Daniele Polidori (Assocalzaturifici), Doriana Marini (Presidente Nazionale CNA Federmoda) e i Segretari Nazionali Cinzia Maiolini (Filctem-CGIL), Raffaele Salvatoni (Femca-CISL) e Livia Raffaglio (Uiltec-UIL). Al tavolo delle istituzioni il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi, il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla e il Presidente della Camera di Commercio della Romagna Carlo Battistini.</p>
<p>I dati elaborati dall’Ufficio Studi Confartigianato su fonte Istat e Unioncamere-Infocamere fotografano una situazione di grave difficoltà strutturale. La produzione tessile, abbigliamento e pelli ha segnato un -5,5% nel 2025 rispetto all’anno precedente, calo più severo del -0,5% della media manifatturiera, anche se in attenuazione rispetto al -11,8% del 2024. A gennaio 2026 la contrazione si attesta ancora a -3,9%. L’export di moda ha segnato -1,9% nel 2025 e un allarmante -7,4% a gennaio 2026.</p>
<p>Il comparto calzaturiero, cuore pulsante del distretto, riflette e amplifica queste dinamiche. Secondo i dati Confartigianato, nel 2025 la produzione di calzature scende del 6,9%, con un crollo cumulato del 39,1% tra il 2019 e il 2025. In Italia operano 7.769 imprese del settore per 69.855 occupati e un fatturato di 12,7 miliardi di euro. Le imprese artigiane sono 3.687, il 45,5% del totale, con 17.102 addetti: quasi un addetto su quattro del settore lavora nell’artigianato.</p>
<p>Sul fronte export, nel 2025 le esportazioni di calzature ammontano a 11,7 miliardi di euro, con una sostanziale stabilizzazione (-0,3%) sostenuta dal +2,5% verso i mercati UE. A pesare negativamente è però la performance delle regioni del distretto: le Marche segnano -5,7% e l’Emilia-Romagna -5,9%, in controtendenza rispetto alla crescita di Toscana (+9%) e Lombardia (+7,9%). I dazi americani, entrati in vigore nell’agosto 2025, hanno invertito una traiettoria positiva: l’export verso gli USA era cresciuto del 6% nei primi sette mesi, per poi scendere del 1,9% nella seconda parte dell’anno. A ciò si aggiunge il rischio della crisi in Medio Oriente, che mette in pericolo un mercato che nel 2025 vale oltre 590 milioni di euro per le sole calzature.</p>
<p>La Presidente Pizzocaro ha portato al tavolo la voce delle imprese artigiane, inquadrando la crisi in un contesto più ampio di “crisi di transizione”. “Siamo nuovamente in una tempesta perfetta. Ma a differenza di altri comparti industriali europei ormai in crisi irreversibilmente strutturale, come l’automotive, il settore moda può ancora contare su un interesse dei consumatori e sulla consapevolezza dei temi su cui costruire il futuro. Il nostro onere è trasformare quella che fino ad ora è stata resilienza in ripartenza.”</p>
<p>La Presidente ha ricordato come l’Italia sia il principale polo europeo della calzatura, primo tra i 27 paesi UE per occupati nella fabbricazione di calzature, con un peso delle micro e piccole imprese del 54,7%, quasi dieci punti sopra la media europea. Una leadership fondata sull’artigianato che oggi rischia di essere erosa dalla somma di crisi energetica, concorrenza sleale, delocalizzazione dei brand e pressione del fast fashion.</p>
<p>Pizzocaro ha presentato un piano strategico articolato in otto punti, con cui Confartigianato intende contribuire al rilancio dell’intera filiera moda:</p>
<ol>
<li>Certificazione Unica di Legalità nella Filiera della Moda</li>
</ol>
<p>Per combattere subappalti irregolari, lavoro sommerso e false dichiarazioni di origine che penalizzano chi rispetta le regole, Confartigianato chiede l’introduzione di un sistema certificativo unico basato su tracciabilità, trasparenza, sanzioni efficaci e adeguata remunerazione a tutti i livelli della filiera. La legalità deve diventare un vantaggio competitivo, non un costo aggiuntivo.</p>
<ol start="2">
<li>Riqualificazione degli impianti produttivi</li>
</ol>
<p>Un piano straordinario per l’efficientamento energetico e la transizione digitale, con incentivi per impianti di autoproduzione da rinnovabili, accesso al credito rafforzato e investimenti equiparati alla formazione del personale. L’impresa artigiana che si modernizza non smette di essere artigiana: è pronta a competere nel futuro.</p>
<ol start="3">
<li>Ricambio generazionale</li>
</ol>
<p>Agevolazioni bancarie e fiscali per startup che rilevano laboratori artigiani e fondi dedicati a progetti di transizione intergenerazionale, con il riconoscimento del ruolo formativo del maestro artigiano.</p>
<ol start="4">
<li>Salvaguardia delle filiere calzaturiere e tutela del Made in Italy</li>
</ol>
<p>Particolare attenzione alle fasi critiche — taglio, preparazione, assemblaggio — oggi fortemente colpite dalla crisi. Confartigianato chiede una definizione normativa chiara del Made in Italy legata alle fasi principali di produzione, strumenti di accesso al credito per le imprese a monte della filiera e incentivi al “local contest” per valorizzare chi acquista materie prime italiane.</p>
<ol start="5">
<li>Contrasto all’ultra fast fashion</li>
</ol>
<p>Non attraverso tassazioni facilmente aggirabili, ma applicando agli importatori gli stessi standard di sostenibilità ambientale e salubrità imposti alle produzioni italiane. “Ci diamo regole di sostenibilità e poi facciamo entrare di tutto”, ha sottolineato Pizzocaro.</p>
<ol start="6">
<li>Responsabilità Estesa del Produttore</li>
</ol>
<p>La normativa EPR nel tessile è condivisibile nel principio, ma non deve scaricare oneri sproporzionati sulle piccole imprese artigiane. Le soglie di applicazione devono tenere conto delle dimensioni aziendali e le risorse generate devono alimentare filiere di riciclo che coinvolgano attivamente l’artigianato.</p>
<ol start="7">
<li>Ammortizzatori sociali adeguati</li>
</ol>
<p>Le imprese artigiane della moda restano esposte a crisi cicliche con strumenti di tutela inadeguati rispetto all’industria. Confartigianato chiede il rafforzamento della Cassa Integrazione per le artigiane, procedure più snelle e misure specifiche per il settore moda che ne riconoscano la ciclicità strutturale.</p>
<ol start="8">
<li>Incentivi al consumo sostenibile</li>
</ol>
<p>Un bonus sugli acquisti di prodotti tessili e calzaturieri certificati come sostenibili e prodotti in Italia, campagne di educazione al consumo consapevole e incentivi per il riuso e la riparazione. Comprare artigianale italiano non è un atto di lusso: è un atto di cultura e responsabilità.</p>
<p>Alle tensioni geopolitiche si sommano l’impennata dei costi energetici, la contrazione dei consumi e una riorganizzazione globale dei modelli produttivi. Il punto di massima criticità riguarda gli ammortizzatori sociali: con le riserve di ore ormai esaurite, le parti chiedono uno strumento straordinario di sostegno al reddito — una “Cassa Moda” con l’azzeramento dei contatori — per evitare licenziamenti collettivi e chiusure storiche.</p>
<p>Il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla ha sollecitato con forza la convocazione urgente del Tavolo della Moda a livello nazionale presso il Ministero del Made in Italy. Il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi ha ribadito: “Non possiamo permetterci di attendere oltre, poiché ne va della sopravvivenza del nostro distretto della calzatura.”</p>
<p>Difendere il distretto significa difendere un patrimonio unico di dignità e qualità del Made in Italy. Le imprese artigiane della moda italiana — colonne portanti del sistema manifatturiero — non possono farcela da sole. Hanno bisogno di politiche industriali all’altezza di un settore strategico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;Buon lavoro al Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/il-presidente-granelli-buon-lavoro-al-ministro-del-turismo-gianmarco-mazzi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 11:54:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Gianmarco Mazzi]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130612</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Esprimiamo i nostri migliori auguri di buon lavoro a Gianmarco Mazzi per l’incarico alla guida del Ministero del Turismo. Stiamo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-130748" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg" alt="" width="700" height="313" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-300x134.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-350x157.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Si è tenuto il 13 aprile, nella cornice della Sala degli Archi di Villa Torlonia a San Mauro Pascoli, in provincia di <strong>Forlì-Cesena</strong>, un<strong> vertice decisivo</strong> per il futuro del <strong>Distretto Calzaturiero del Rubicone.</strong> Davanti ad una folta platea, le Associazioni imprenditoriali e le Organizzazioni Sindacali, insieme ai vertici delle istituzioni locali e regionali, hanno condiviso una preoccupazione comune e urgente: il manifatturiero romagnolo attraversa una fase di grave difficoltà e richiede interventi tempestivi per tutelare il tessuto produttivo e i livelli occupazionali del territorio.<span id="more-130743"></span></p>
<p>All’incontro, moderato da Gian Paolo Castagnoli del Corriere Romagna, hanno preso parte la<strong> Presidente Confartigianato Calzaturieri Katia Pizzocaro,</strong> Daniele Polidori (Assocalzaturifici), Doriana Marini (Presidente Nazionale CNA Federmoda) e i Segretari Nazionali Cinzia Maiolini (Filctem-CGIL), Raffaele Salvatoni (Femca-CISL) e Livia Raffaglio (Uiltec-UIL). Al tavolo delle istituzioni il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi, il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla e il Presidente della Camera di Commercio della Romagna Carlo Battistini.</p>
<p>I dati elaborati dall’Ufficio Studi Confartigianato su fonte Istat e Unioncamere-Infocamere fotografano una situazione di grave difficoltà strutturale. La produzione tessile, abbigliamento e pelli ha segnato un -5,5% nel 2025 rispetto all’anno precedente, calo più severo del -0,5% della media manifatturiera, anche se in attenuazione rispetto al -11,8% del 2024. A gennaio 2026 la contrazione si attesta ancora a -3,9%. L’export di moda ha segnato -1,9% nel 2025 e un allarmante -7,4% a gennaio 2026.</p>
<p>Il comparto calzaturiero, cuore pulsante del distretto, riflette e amplifica queste dinamiche. Secondo i dati Confartigianato, nel 2025 la produzione di calzature scende del 6,9%, con un crollo cumulato del 39,1% tra il 2019 e il 2025. In Italia operano 7.769 imprese del settore per 69.855 occupati e un fatturato di 12,7 miliardi di euro. Le imprese artigiane sono 3.687, il 45,5% del totale, con 17.102 addetti: quasi un addetto su quattro del settore lavora nell’artigianato.</p>
<p>Sul fronte export, nel 2025 le esportazioni di calzature ammontano a 11,7 miliardi di euro, con una sostanziale stabilizzazione (-0,3%) sostenuta dal +2,5% verso i mercati UE. A pesare negativamente è però la performance delle regioni del distretto: le Marche segnano -5,7% e l’Emilia-Romagna -5,9%, in controtendenza rispetto alla crescita di Toscana (+9%) e Lombardia (+7,9%). I dazi americani, entrati in vigore nell’agosto 2025, hanno invertito una traiettoria positiva: l’export verso gli USA era cresciuto del 6% nei primi sette mesi, per poi scendere del 1,9% nella seconda parte dell’anno. A ciò si aggiunge il rischio della crisi in Medio Oriente, che mette in pericolo un mercato che nel 2025 vale oltre 590 milioni di euro per le sole calzature.</p>
<p>La Presidente Pizzocaro ha portato al tavolo la voce delle imprese artigiane, inquadrando la crisi in un contesto più ampio di “crisi di transizione”. “Siamo nuovamente in una tempesta perfetta. Ma a differenza di altri comparti industriali europei ormai in crisi irreversibilmente strutturale, come l’automotive, il settore moda può ancora contare su un interesse dei consumatori e sulla consapevolezza dei temi su cui costruire il futuro. Il nostro onere è trasformare quella che fino ad ora è stata resilienza in ripartenza.”</p>
<p>La Presidente ha ricordato come l’Italia sia il principale polo europeo della calzatura, primo tra i 27 paesi UE per occupati nella fabbricazione di calzature, con un peso delle micro e piccole imprese del 54,7%, quasi dieci punti sopra la media europea. Una leadership fondata sull’artigianato che oggi rischia di essere erosa dalla somma di crisi energetica, concorrenza sleale, delocalizzazione dei brand e pressione del fast fashion.</p>
<p>Pizzocaro ha presentato un piano strategico articolato in otto punti, con cui Confartigianato intende contribuire al rilancio dell’intera filiera moda:</p>
<ol>
<li>Certificazione Unica di Legalità nella Filiera della Moda</li>
</ol>
<p>Per combattere subappalti irregolari, lavoro sommerso e false dichiarazioni di origine che penalizzano chi rispetta le regole, Confartigianato chiede l’introduzione di un sistema certificativo unico basato su tracciabilità, trasparenza, sanzioni efficaci e adeguata remunerazione a tutti i livelli della filiera. La legalità deve diventare un vantaggio competitivo, non un costo aggiuntivo.</p>
<ol start="2">
<li>Riqualificazione degli impianti produttivi</li>
</ol>
<p>Un piano straordinario per l’efficientamento energetico e la transizione digitale, con incentivi per impianti di autoproduzione da rinnovabili, accesso al credito rafforzato e investimenti equiparati alla formazione del personale. L’impresa artigiana che si modernizza non smette di essere artigiana: è pronta a competere nel futuro.</p>
<ol start="3">
<li>Ricambio generazionale</li>
</ol>
<p>Agevolazioni bancarie e fiscali per startup che rilevano laboratori artigiani e fondi dedicati a progetti di transizione intergenerazionale, con il riconoscimento del ruolo formativo del maestro artigiano.</p>
<ol start="4">
<li>Salvaguardia delle filiere calzaturiere e tutela del Made in Italy</li>
</ol>
<p>Particolare attenzione alle fasi critiche — taglio, preparazione, assemblaggio — oggi fortemente colpite dalla crisi. Confartigianato chiede una definizione normativa chiara del Made in Italy legata alle fasi principali di produzione, strumenti di accesso al credito per le imprese a monte della filiera e incentivi al “local contest” per valorizzare chi acquista materie prime italiane.</p>
<ol start="5">
<li>Contrasto all’ultra fast fashion</li>
</ol>
<p>Non attraverso tassazioni facilmente aggirabili, ma applicando agli importatori gli stessi standard di sostenibilità ambientale e salubrità imposti alle produzioni italiane. “Ci diamo regole di sostenibilità e poi facciamo entrare di tutto”, ha sottolineato Pizzocaro.</p>
<ol start="6">
<li>Responsabilità Estesa del Produttore</li>
</ol>
<p>La normativa EPR nel tessile è condivisibile nel principio, ma non deve scaricare oneri sproporzionati sulle piccole imprese artigiane. Le soglie di applicazione devono tenere conto delle dimensioni aziendali e le risorse generate devono alimentare filiere di riciclo che coinvolgano attivamente l’artigianato.</p>
<ol start="7">
<li>Ammortizzatori sociali adeguati</li>
</ol>
<p>Le imprese artigiane della moda restano esposte a crisi cicliche con strumenti di tutela inadeguati rispetto all’industria. Confartigianato chiede il rafforzamento della Cassa Integrazione per le artigiane, procedure più snelle e misure specifiche per il settore moda che ne riconoscano la ciclicità strutturale.</p>
<ol start="8">
<li>Incentivi al consumo sostenibile</li>
</ol>
<p>Un bonus sugli acquisti di prodotti tessili e calzaturieri certificati come sostenibili e prodotti in Italia, campagne di educazione al consumo consapevole e incentivi per il riuso e la riparazione. Comprare artigianale italiano non è un atto di lusso: è un atto di cultura e responsabilità.</p>
<p>Alle tensioni geopolitiche si sommano l’impennata dei costi energetici, la contrazione dei consumi e una riorganizzazione globale dei modelli produttivi. Il punto di massima criticità riguarda gli ammortizzatori sociali: con le riserve di ore ormai esaurite, le parti chiedono uno strumento straordinario di sostegno al reddito — una “Cassa Moda” con l’azzeramento dei contatori — per evitare licenziamenti collettivi e chiusure storiche.</p>
<p>Il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla ha sollecitato con forza la convocazione urgente del Tavolo della Moda a livello nazionale presso il Ministero del Made in Italy. Il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi ha ribadito: “Non possiamo permetterci di attendere oltre, poiché ne va della sopravvivenza del nostro distretto della calzatura.”</p>
<p>Difendere il distretto significa difendere un patrimonio unico di dignità e qualità del Made in Italy. Le imprese artigiane della moda italiana — colonne portanti del sistema manifatturiero — non possono farcela da sole. Hanno bisogno di politiche industriali all’altezza di un settore strategico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Granelli: “Bene riduzione accise in Dl carburanti. Ma ora serve piano strutturale Ue per tutelare imprese”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-bene-riduzione-accise-in-dl-carburanti-ma-ora-serve-piano-strutturale-ue-per-tutelare-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 11:29:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[DL CARBURANTI]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130608</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Apprezziamo l’impegno del Governo per attenuare l’impatto del caro-carburanti attraverso le nuove misure d&#8217;urgenza in continuità con le precedenti e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-130748" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg" alt="" width="700" height="313" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-300x134.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-350x157.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Si è tenuto il 13 aprile, nella cornice della Sala degli Archi di Villa Torlonia a San Mauro Pascoli, in provincia di <strong>Forlì-Cesena</strong>, un<strong> vertice decisivo</strong> per il futuro del <strong>Distretto Calzaturiero del Rubicone.</strong> Davanti ad una folta platea, le Associazioni imprenditoriali e le Organizzazioni Sindacali, insieme ai vertici delle istituzioni locali e regionali, hanno condiviso una preoccupazione comune e urgente: il manifatturiero romagnolo attraversa una fase di grave difficoltà e richiede interventi tempestivi per tutelare il tessuto produttivo e i livelli occupazionali del territorio.<span id="more-130743"></span></p>
<p>All’incontro, moderato da Gian Paolo Castagnoli del Corriere Romagna, hanno preso parte la<strong> Presidente Confartigianato Calzaturieri Katia Pizzocaro,</strong> Daniele Polidori (Assocalzaturifici), Doriana Marini (Presidente Nazionale CNA Federmoda) e i Segretari Nazionali Cinzia Maiolini (Filctem-CGIL), Raffaele Salvatoni (Femca-CISL) e Livia Raffaglio (Uiltec-UIL). Al tavolo delle istituzioni il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi, il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla e il Presidente della Camera di Commercio della Romagna Carlo Battistini.</p>
<p>I dati elaborati dall’Ufficio Studi Confartigianato su fonte Istat e Unioncamere-Infocamere fotografano una situazione di grave difficoltà strutturale. La produzione tessile, abbigliamento e pelli ha segnato un -5,5% nel 2025 rispetto all’anno precedente, calo più severo del -0,5% della media manifatturiera, anche se in attenuazione rispetto al -11,8% del 2024. A gennaio 2026 la contrazione si attesta ancora a -3,9%. L’export di moda ha segnato -1,9% nel 2025 e un allarmante -7,4% a gennaio 2026.</p>
<p>Il comparto calzaturiero, cuore pulsante del distretto, riflette e amplifica queste dinamiche. Secondo i dati Confartigianato, nel 2025 la produzione di calzature scende del 6,9%, con un crollo cumulato del 39,1% tra il 2019 e il 2025. In Italia operano 7.769 imprese del settore per 69.855 occupati e un fatturato di 12,7 miliardi di euro. Le imprese artigiane sono 3.687, il 45,5% del totale, con 17.102 addetti: quasi un addetto su quattro del settore lavora nell’artigianato.</p>
<p>Sul fronte export, nel 2025 le esportazioni di calzature ammontano a 11,7 miliardi di euro, con una sostanziale stabilizzazione (-0,3%) sostenuta dal +2,5% verso i mercati UE. A pesare negativamente è però la performance delle regioni del distretto: le Marche segnano -5,7% e l’Emilia-Romagna -5,9%, in controtendenza rispetto alla crescita di Toscana (+9%) e Lombardia (+7,9%). I dazi americani, entrati in vigore nell’agosto 2025, hanno invertito una traiettoria positiva: l’export verso gli USA era cresciuto del 6% nei primi sette mesi, per poi scendere del 1,9% nella seconda parte dell’anno. A ciò si aggiunge il rischio della crisi in Medio Oriente, che mette in pericolo un mercato che nel 2025 vale oltre 590 milioni di euro per le sole calzature.</p>
<p>La Presidente Pizzocaro ha portato al tavolo la voce delle imprese artigiane, inquadrando la crisi in un contesto più ampio di “crisi di transizione”. “Siamo nuovamente in una tempesta perfetta. Ma a differenza di altri comparti industriali europei ormai in crisi irreversibilmente strutturale, come l’automotive, il settore moda può ancora contare su un interesse dei consumatori e sulla consapevolezza dei temi su cui costruire il futuro. Il nostro onere è trasformare quella che fino ad ora è stata resilienza in ripartenza.”</p>
<p>La Presidente ha ricordato come l’Italia sia il principale polo europeo della calzatura, primo tra i 27 paesi UE per occupati nella fabbricazione di calzature, con un peso delle micro e piccole imprese del 54,7%, quasi dieci punti sopra la media europea. Una leadership fondata sull’artigianato che oggi rischia di essere erosa dalla somma di crisi energetica, concorrenza sleale, delocalizzazione dei brand e pressione del fast fashion.</p>
<p>Pizzocaro ha presentato un piano strategico articolato in otto punti, con cui Confartigianato intende contribuire al rilancio dell’intera filiera moda:</p>
<ol>
<li>Certificazione Unica di Legalità nella Filiera della Moda</li>
</ol>
<p>Per combattere subappalti irregolari, lavoro sommerso e false dichiarazioni di origine che penalizzano chi rispetta le regole, Confartigianato chiede l’introduzione di un sistema certificativo unico basato su tracciabilità, trasparenza, sanzioni efficaci e adeguata remunerazione a tutti i livelli della filiera. La legalità deve diventare un vantaggio competitivo, non un costo aggiuntivo.</p>
<ol start="2">
<li>Riqualificazione degli impianti produttivi</li>
</ol>
<p>Un piano straordinario per l’efficientamento energetico e la transizione digitale, con incentivi per impianti di autoproduzione da rinnovabili, accesso al credito rafforzato e investimenti equiparati alla formazione del personale. L’impresa artigiana che si modernizza non smette di essere artigiana: è pronta a competere nel futuro.</p>
<ol start="3">
<li>Ricambio generazionale</li>
</ol>
<p>Agevolazioni bancarie e fiscali per startup che rilevano laboratori artigiani e fondi dedicati a progetti di transizione intergenerazionale, con il riconoscimento del ruolo formativo del maestro artigiano.</p>
<ol start="4">
<li>Salvaguardia delle filiere calzaturiere e tutela del Made in Italy</li>
</ol>
<p>Particolare attenzione alle fasi critiche — taglio, preparazione, assemblaggio — oggi fortemente colpite dalla crisi. Confartigianato chiede una definizione normativa chiara del Made in Italy legata alle fasi principali di produzione, strumenti di accesso al credito per le imprese a monte della filiera e incentivi al “local contest” per valorizzare chi acquista materie prime italiane.</p>
<ol start="5">
<li>Contrasto all’ultra fast fashion</li>
</ol>
<p>Non attraverso tassazioni facilmente aggirabili, ma applicando agli importatori gli stessi standard di sostenibilità ambientale e salubrità imposti alle produzioni italiane. “Ci diamo regole di sostenibilità e poi facciamo entrare di tutto”, ha sottolineato Pizzocaro.</p>
<ol start="6">
<li>Responsabilità Estesa del Produttore</li>
</ol>
<p>La normativa EPR nel tessile è condivisibile nel principio, ma non deve scaricare oneri sproporzionati sulle piccole imprese artigiane. Le soglie di applicazione devono tenere conto delle dimensioni aziendali e le risorse generate devono alimentare filiere di riciclo che coinvolgano attivamente l’artigianato.</p>
<ol start="7">
<li>Ammortizzatori sociali adeguati</li>
</ol>
<p>Le imprese artigiane della moda restano esposte a crisi cicliche con strumenti di tutela inadeguati rispetto all’industria. Confartigianato chiede il rafforzamento della Cassa Integrazione per le artigiane, procedure più snelle e misure specifiche per il settore moda che ne riconoscano la ciclicità strutturale.</p>
<ol start="8">
<li>Incentivi al consumo sostenibile</li>
</ol>
<p>Un bonus sugli acquisti di prodotti tessili e calzaturieri certificati come sostenibili e prodotti in Italia, campagne di educazione al consumo consapevole e incentivi per il riuso e la riparazione. Comprare artigianale italiano non è un atto di lusso: è un atto di cultura e responsabilità.</p>
<p>Alle tensioni geopolitiche si sommano l’impennata dei costi energetici, la contrazione dei consumi e una riorganizzazione globale dei modelli produttivi. Il punto di massima criticità riguarda gli ammortizzatori sociali: con le riserve di ore ormai esaurite, le parti chiedono uno strumento straordinario di sostegno al reddito — una “Cassa Moda” con l’azzeramento dei contatori — per evitare licenziamenti collettivi e chiusure storiche.</p>
<p>Il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla ha sollecitato con forza la convocazione urgente del Tavolo della Moda a livello nazionale presso il Ministero del Made in Italy. Il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi ha ribadito: “Non possiamo permetterci di attendere oltre, poiché ne va della sopravvivenza del nostro distretto della calzatura.”</p>
<p>Difendere il distretto significa difendere un patrimonio unico di dignità e qualità del Made in Italy. Le imprese artigiane della moda italiana — colonne portanti del sistema manifatturiero — non possono farcela da sole. Hanno bisogno di politiche industriali all’altezza di un settore strategico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A Pasqua gli artigiani del food sfidano rincari di materie prime e energia e carenza di personale</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/a-pasqua-gli-artigiani-del-food-sfidano-rincari-di-materie-prime-e-energia-e-carenza-di-personale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 08:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Buona Pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiano Gaggion]]></category>
		<category><![CDATA[pasqua]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130602</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sulle tavole pasquali trionfa la tradizione delle specialità alimentari prodotte e servite da 76mila imprese artigiane. Non soltanto dolci, sfornati [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-130748" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg" alt="" width="700" height="313" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-300x134.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-350x157.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Si è tenuto il 13 aprile, nella cornice della Sala degli Archi di Villa Torlonia a San Mauro Pascoli, in provincia di <strong>Forlì-Cesena</strong>, un<strong> vertice decisivo</strong> per il futuro del <strong>Distretto Calzaturiero del Rubicone.</strong> Davanti ad una folta platea, le Associazioni imprenditoriali e le Organizzazioni Sindacali, insieme ai vertici delle istituzioni locali e regionali, hanno condiviso una preoccupazione comune e urgente: il manifatturiero romagnolo attraversa una fase di grave difficoltà e richiede interventi tempestivi per tutelare il tessuto produttivo e i livelli occupazionali del territorio.<span id="more-130743"></span></p>
<p>All’incontro, moderato da Gian Paolo Castagnoli del Corriere Romagna, hanno preso parte la<strong> Presidente Confartigianato Calzaturieri Katia Pizzocaro,</strong> Daniele Polidori (Assocalzaturifici), Doriana Marini (Presidente Nazionale CNA Federmoda) e i Segretari Nazionali Cinzia Maiolini (Filctem-CGIL), Raffaele Salvatoni (Femca-CISL) e Livia Raffaglio (Uiltec-UIL). Al tavolo delle istituzioni il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi, il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla e il Presidente della Camera di Commercio della Romagna Carlo Battistini.</p>
<p>I dati elaborati dall’Ufficio Studi Confartigianato su fonte Istat e Unioncamere-Infocamere fotografano una situazione di grave difficoltà strutturale. La produzione tessile, abbigliamento e pelli ha segnato un -5,5% nel 2025 rispetto all’anno precedente, calo più severo del -0,5% della media manifatturiera, anche se in attenuazione rispetto al -11,8% del 2024. A gennaio 2026 la contrazione si attesta ancora a -3,9%. L’export di moda ha segnato -1,9% nel 2025 e un allarmante -7,4% a gennaio 2026.</p>
<p>Il comparto calzaturiero, cuore pulsante del distretto, riflette e amplifica queste dinamiche. Secondo i dati Confartigianato, nel 2025 la produzione di calzature scende del 6,9%, con un crollo cumulato del 39,1% tra il 2019 e il 2025. In Italia operano 7.769 imprese del settore per 69.855 occupati e un fatturato di 12,7 miliardi di euro. Le imprese artigiane sono 3.687, il 45,5% del totale, con 17.102 addetti: quasi un addetto su quattro del settore lavora nell’artigianato.</p>
<p>Sul fronte export, nel 2025 le esportazioni di calzature ammontano a 11,7 miliardi di euro, con una sostanziale stabilizzazione (-0,3%) sostenuta dal +2,5% verso i mercati UE. A pesare negativamente è però la performance delle regioni del distretto: le Marche segnano -5,7% e l’Emilia-Romagna -5,9%, in controtendenza rispetto alla crescita di Toscana (+9%) e Lombardia (+7,9%). I dazi americani, entrati in vigore nell’agosto 2025, hanno invertito una traiettoria positiva: l’export verso gli USA era cresciuto del 6% nei primi sette mesi, per poi scendere del 1,9% nella seconda parte dell’anno. A ciò si aggiunge il rischio della crisi in Medio Oriente, che mette in pericolo un mercato che nel 2025 vale oltre 590 milioni di euro per le sole calzature.</p>
<p>La Presidente Pizzocaro ha portato al tavolo la voce delle imprese artigiane, inquadrando la crisi in un contesto più ampio di “crisi di transizione”. “Siamo nuovamente in una tempesta perfetta. Ma a differenza di altri comparti industriali europei ormai in crisi irreversibilmente strutturale, come l’automotive, il settore moda può ancora contare su un interesse dei consumatori e sulla consapevolezza dei temi su cui costruire il futuro. Il nostro onere è trasformare quella che fino ad ora è stata resilienza in ripartenza.”</p>
<p>La Presidente ha ricordato come l’Italia sia il principale polo europeo della calzatura, primo tra i 27 paesi UE per occupati nella fabbricazione di calzature, con un peso delle micro e piccole imprese del 54,7%, quasi dieci punti sopra la media europea. Una leadership fondata sull’artigianato che oggi rischia di essere erosa dalla somma di crisi energetica, concorrenza sleale, delocalizzazione dei brand e pressione del fast fashion.</p>
<p>Pizzocaro ha presentato un piano strategico articolato in otto punti, con cui Confartigianato intende contribuire al rilancio dell’intera filiera moda:</p>
<ol>
<li>Certificazione Unica di Legalità nella Filiera della Moda</li>
</ol>
<p>Per combattere subappalti irregolari, lavoro sommerso e false dichiarazioni di origine che penalizzano chi rispetta le regole, Confartigianato chiede l’introduzione di un sistema certificativo unico basato su tracciabilità, trasparenza, sanzioni efficaci e adeguata remunerazione a tutti i livelli della filiera. La legalità deve diventare un vantaggio competitivo, non un costo aggiuntivo.</p>
<ol start="2">
<li>Riqualificazione degli impianti produttivi</li>
</ol>
<p>Un piano straordinario per l’efficientamento energetico e la transizione digitale, con incentivi per impianti di autoproduzione da rinnovabili, accesso al credito rafforzato e investimenti equiparati alla formazione del personale. L’impresa artigiana che si modernizza non smette di essere artigiana: è pronta a competere nel futuro.</p>
<ol start="3">
<li>Ricambio generazionale</li>
</ol>
<p>Agevolazioni bancarie e fiscali per startup che rilevano laboratori artigiani e fondi dedicati a progetti di transizione intergenerazionale, con il riconoscimento del ruolo formativo del maestro artigiano.</p>
<ol start="4">
<li>Salvaguardia delle filiere calzaturiere e tutela del Made in Italy</li>
</ol>
<p>Particolare attenzione alle fasi critiche — taglio, preparazione, assemblaggio — oggi fortemente colpite dalla crisi. Confartigianato chiede una definizione normativa chiara del Made in Italy legata alle fasi principali di produzione, strumenti di accesso al credito per le imprese a monte della filiera e incentivi al “local contest” per valorizzare chi acquista materie prime italiane.</p>
<ol start="5">
<li>Contrasto all’ultra fast fashion</li>
</ol>
<p>Non attraverso tassazioni facilmente aggirabili, ma applicando agli importatori gli stessi standard di sostenibilità ambientale e salubrità imposti alle produzioni italiane. “Ci diamo regole di sostenibilità e poi facciamo entrare di tutto”, ha sottolineato Pizzocaro.</p>
<ol start="6">
<li>Responsabilità Estesa del Produttore</li>
</ol>
<p>La normativa EPR nel tessile è condivisibile nel principio, ma non deve scaricare oneri sproporzionati sulle piccole imprese artigiane. Le soglie di applicazione devono tenere conto delle dimensioni aziendali e le risorse generate devono alimentare filiere di riciclo che coinvolgano attivamente l’artigianato.</p>
<ol start="7">
<li>Ammortizzatori sociali adeguati</li>
</ol>
<p>Le imprese artigiane della moda restano esposte a crisi cicliche con strumenti di tutela inadeguati rispetto all’industria. Confartigianato chiede il rafforzamento della Cassa Integrazione per le artigiane, procedure più snelle e misure specifiche per il settore moda che ne riconoscano la ciclicità strutturale.</p>
<ol start="8">
<li>Incentivi al consumo sostenibile</li>
</ol>
<p>Un bonus sugli acquisti di prodotti tessili e calzaturieri certificati come sostenibili e prodotti in Italia, campagne di educazione al consumo consapevole e incentivi per il riuso e la riparazione. Comprare artigianale italiano non è un atto di lusso: è un atto di cultura e responsabilità.</p>
<p>Alle tensioni geopolitiche si sommano l’impennata dei costi energetici, la contrazione dei consumi e una riorganizzazione globale dei modelli produttivi. Il punto di massima criticità riguarda gli ammortizzatori sociali: con le riserve di ore ormai esaurite, le parti chiedono uno strumento straordinario di sostegno al reddito — una “Cassa Moda” con l’azzeramento dei contatori — per evitare licenziamenti collettivi e chiusure storiche.</p>
<p>Il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla ha sollecitato con forza la convocazione urgente del Tavolo della Moda a livello nazionale presso il Ministero del Made in Italy. Il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi ha ribadito: “Non possiamo permetterci di attendere oltre, poiché ne va della sopravvivenza del nostro distretto della calzatura.”</p>
<p>Difendere il distretto significa difendere un patrimonio unico di dignità e qualità del Made in Italy. Le imprese artigiane della moda italiana — colonne portanti del sistema manifatturiero — non possono farcela da sole. Hanno bisogno di politiche industriali all’altezza di un settore strategico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La pace come lavoro quotidiano: il nuovo numero di Spirito Artigiano</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/la-pace-come-lavoro-quotidiano-il-nuovo-numero-di-spirito-artigiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 06:57:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130591</guid>

					<description><![CDATA[<p>In un contesto internazionale segnato da guerre sempre più tecnologiche e da equilibri geopolitici fragili, il nuovo numero speciale di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-130748" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg" alt="" width="700" height="313" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-300x134.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-350x157.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Si è tenuto il 13 aprile, nella cornice della Sala degli Archi di Villa Torlonia a San Mauro Pascoli, in provincia di <strong>Forlì-Cesena</strong>, un<strong> vertice decisivo</strong> per il futuro del <strong>Distretto Calzaturiero del Rubicone.</strong> Davanti ad una folta platea, le Associazioni imprenditoriali e le Organizzazioni Sindacali, insieme ai vertici delle istituzioni locali e regionali, hanno condiviso una preoccupazione comune e urgente: il manifatturiero romagnolo attraversa una fase di grave difficoltà e richiede interventi tempestivi per tutelare il tessuto produttivo e i livelli occupazionali del territorio.<span id="more-130743"></span></p>
<p>All’incontro, moderato da Gian Paolo Castagnoli del Corriere Romagna, hanno preso parte la<strong> Presidente Confartigianato Calzaturieri Katia Pizzocaro,</strong> Daniele Polidori (Assocalzaturifici), Doriana Marini (Presidente Nazionale CNA Federmoda) e i Segretari Nazionali Cinzia Maiolini (Filctem-CGIL), Raffaele Salvatoni (Femca-CISL) e Livia Raffaglio (Uiltec-UIL). Al tavolo delle istituzioni il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi, il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla e il Presidente della Camera di Commercio della Romagna Carlo Battistini.</p>
<p>I dati elaborati dall’Ufficio Studi Confartigianato su fonte Istat e Unioncamere-Infocamere fotografano una situazione di grave difficoltà strutturale. La produzione tessile, abbigliamento e pelli ha segnato un -5,5% nel 2025 rispetto all’anno precedente, calo più severo del -0,5% della media manifatturiera, anche se in attenuazione rispetto al -11,8% del 2024. A gennaio 2026 la contrazione si attesta ancora a -3,9%. L’export di moda ha segnato -1,9% nel 2025 e un allarmante -7,4% a gennaio 2026.</p>
<p>Il comparto calzaturiero, cuore pulsante del distretto, riflette e amplifica queste dinamiche. Secondo i dati Confartigianato, nel 2025 la produzione di calzature scende del 6,9%, con un crollo cumulato del 39,1% tra il 2019 e il 2025. In Italia operano 7.769 imprese del settore per 69.855 occupati e un fatturato di 12,7 miliardi di euro. Le imprese artigiane sono 3.687, il 45,5% del totale, con 17.102 addetti: quasi un addetto su quattro del settore lavora nell’artigianato.</p>
<p>Sul fronte export, nel 2025 le esportazioni di calzature ammontano a 11,7 miliardi di euro, con una sostanziale stabilizzazione (-0,3%) sostenuta dal +2,5% verso i mercati UE. A pesare negativamente è però la performance delle regioni del distretto: le Marche segnano -5,7% e l’Emilia-Romagna -5,9%, in controtendenza rispetto alla crescita di Toscana (+9%) e Lombardia (+7,9%). I dazi americani, entrati in vigore nell’agosto 2025, hanno invertito una traiettoria positiva: l’export verso gli USA era cresciuto del 6% nei primi sette mesi, per poi scendere del 1,9% nella seconda parte dell’anno. A ciò si aggiunge il rischio della crisi in Medio Oriente, che mette in pericolo un mercato che nel 2025 vale oltre 590 milioni di euro per le sole calzature.</p>
<p>La Presidente Pizzocaro ha portato al tavolo la voce delle imprese artigiane, inquadrando la crisi in un contesto più ampio di “crisi di transizione”. “Siamo nuovamente in una tempesta perfetta. Ma a differenza di altri comparti industriali europei ormai in crisi irreversibilmente strutturale, come l’automotive, il settore moda può ancora contare su un interesse dei consumatori e sulla consapevolezza dei temi su cui costruire il futuro. Il nostro onere è trasformare quella che fino ad ora è stata resilienza in ripartenza.”</p>
<p>La Presidente ha ricordato come l’Italia sia il principale polo europeo della calzatura, primo tra i 27 paesi UE per occupati nella fabbricazione di calzature, con un peso delle micro e piccole imprese del 54,7%, quasi dieci punti sopra la media europea. Una leadership fondata sull’artigianato che oggi rischia di essere erosa dalla somma di crisi energetica, concorrenza sleale, delocalizzazione dei brand e pressione del fast fashion.</p>
<p>Pizzocaro ha presentato un piano strategico articolato in otto punti, con cui Confartigianato intende contribuire al rilancio dell’intera filiera moda:</p>
<ol>
<li>Certificazione Unica di Legalità nella Filiera della Moda</li>
</ol>
<p>Per combattere subappalti irregolari, lavoro sommerso e false dichiarazioni di origine che penalizzano chi rispetta le regole, Confartigianato chiede l’introduzione di un sistema certificativo unico basato su tracciabilità, trasparenza, sanzioni efficaci e adeguata remunerazione a tutti i livelli della filiera. La legalità deve diventare un vantaggio competitivo, non un costo aggiuntivo.</p>
<ol start="2">
<li>Riqualificazione degli impianti produttivi</li>
</ol>
<p>Un piano straordinario per l’efficientamento energetico e la transizione digitale, con incentivi per impianti di autoproduzione da rinnovabili, accesso al credito rafforzato e investimenti equiparati alla formazione del personale. L’impresa artigiana che si modernizza non smette di essere artigiana: è pronta a competere nel futuro.</p>
<ol start="3">
<li>Ricambio generazionale</li>
</ol>
<p>Agevolazioni bancarie e fiscali per startup che rilevano laboratori artigiani e fondi dedicati a progetti di transizione intergenerazionale, con il riconoscimento del ruolo formativo del maestro artigiano.</p>
<ol start="4">
<li>Salvaguardia delle filiere calzaturiere e tutela del Made in Italy</li>
</ol>
<p>Particolare attenzione alle fasi critiche — taglio, preparazione, assemblaggio — oggi fortemente colpite dalla crisi. Confartigianato chiede una definizione normativa chiara del Made in Italy legata alle fasi principali di produzione, strumenti di accesso al credito per le imprese a monte della filiera e incentivi al “local contest” per valorizzare chi acquista materie prime italiane.</p>
<ol start="5">
<li>Contrasto all’ultra fast fashion</li>
</ol>
<p>Non attraverso tassazioni facilmente aggirabili, ma applicando agli importatori gli stessi standard di sostenibilità ambientale e salubrità imposti alle produzioni italiane. “Ci diamo regole di sostenibilità e poi facciamo entrare di tutto”, ha sottolineato Pizzocaro.</p>
<ol start="6">
<li>Responsabilità Estesa del Produttore</li>
</ol>
<p>La normativa EPR nel tessile è condivisibile nel principio, ma non deve scaricare oneri sproporzionati sulle piccole imprese artigiane. Le soglie di applicazione devono tenere conto delle dimensioni aziendali e le risorse generate devono alimentare filiere di riciclo che coinvolgano attivamente l’artigianato.</p>
<ol start="7">
<li>Ammortizzatori sociali adeguati</li>
</ol>
<p>Le imprese artigiane della moda restano esposte a crisi cicliche con strumenti di tutela inadeguati rispetto all’industria. Confartigianato chiede il rafforzamento della Cassa Integrazione per le artigiane, procedure più snelle e misure specifiche per il settore moda che ne riconoscano la ciclicità strutturale.</p>
<ol start="8">
<li>Incentivi al consumo sostenibile</li>
</ol>
<p>Un bonus sugli acquisti di prodotti tessili e calzaturieri certificati come sostenibili e prodotti in Italia, campagne di educazione al consumo consapevole e incentivi per il riuso e la riparazione. Comprare artigianale italiano non è un atto di lusso: è un atto di cultura e responsabilità.</p>
<p>Alle tensioni geopolitiche si sommano l’impennata dei costi energetici, la contrazione dei consumi e una riorganizzazione globale dei modelli produttivi. Il punto di massima criticità riguarda gli ammortizzatori sociali: con le riserve di ore ormai esaurite, le parti chiedono uno strumento straordinario di sostegno al reddito — una “Cassa Moda” con l’azzeramento dei contatori — per evitare licenziamenti collettivi e chiusure storiche.</p>
<p>Il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla ha sollecitato con forza la convocazione urgente del Tavolo della Moda a livello nazionale presso il Ministero del Made in Italy. Il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi ha ribadito: “Non possiamo permetterci di attendere oltre, poiché ne va della sopravvivenza del nostro distretto della calzatura.”</p>
<p>Difendere il distretto significa difendere un patrimonio unico di dignità e qualità del Made in Italy. Le imprese artigiane della moda italiana — colonne portanti del sistema manifatturiero — non possono farcela da sole. Hanno bisogno di politiche industriali all’altezza di un settore strategico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;Intervento del Governo su Transizione 5.0 ridà certezze alle imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/il-presidente-granelli-intervento-del-governo-su-transizione-5-0-rida-certezze-alle-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 12:03:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[restart]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130566</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Siamo soddisfatti dell’intervento tempestivo messo in atto dal Governo per ridare certezze alle imprese in merito all’utilizzo delle risorse per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-130748" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg" alt="" width="700" height="313" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-300x134.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-350x157.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Si è tenuto il 13 aprile, nella cornice della Sala degli Archi di Villa Torlonia a San Mauro Pascoli, in provincia di <strong>Forlì-Cesena</strong>, un<strong> vertice decisivo</strong> per il futuro del <strong>Distretto Calzaturiero del Rubicone.</strong> Davanti ad una folta platea, le Associazioni imprenditoriali e le Organizzazioni Sindacali, insieme ai vertici delle istituzioni locali e regionali, hanno condiviso una preoccupazione comune e urgente: il manifatturiero romagnolo attraversa una fase di grave difficoltà e richiede interventi tempestivi per tutelare il tessuto produttivo e i livelli occupazionali del territorio.<span id="more-130743"></span></p>
<p>All’incontro, moderato da Gian Paolo Castagnoli del Corriere Romagna, hanno preso parte la<strong> Presidente Confartigianato Calzaturieri Katia Pizzocaro,</strong> Daniele Polidori (Assocalzaturifici), Doriana Marini (Presidente Nazionale CNA Federmoda) e i Segretari Nazionali Cinzia Maiolini (Filctem-CGIL), Raffaele Salvatoni (Femca-CISL) e Livia Raffaglio (Uiltec-UIL). Al tavolo delle istituzioni il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi, il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla e il Presidente della Camera di Commercio della Romagna Carlo Battistini.</p>
<p>I dati elaborati dall’Ufficio Studi Confartigianato su fonte Istat e Unioncamere-Infocamere fotografano una situazione di grave difficoltà strutturale. La produzione tessile, abbigliamento e pelli ha segnato un -5,5% nel 2025 rispetto all’anno precedente, calo più severo del -0,5% della media manifatturiera, anche se in attenuazione rispetto al -11,8% del 2024. A gennaio 2026 la contrazione si attesta ancora a -3,9%. L’export di moda ha segnato -1,9% nel 2025 e un allarmante -7,4% a gennaio 2026.</p>
<p>Il comparto calzaturiero, cuore pulsante del distretto, riflette e amplifica queste dinamiche. Secondo i dati Confartigianato, nel 2025 la produzione di calzature scende del 6,9%, con un crollo cumulato del 39,1% tra il 2019 e il 2025. In Italia operano 7.769 imprese del settore per 69.855 occupati e un fatturato di 12,7 miliardi di euro. Le imprese artigiane sono 3.687, il 45,5% del totale, con 17.102 addetti: quasi un addetto su quattro del settore lavora nell’artigianato.</p>
<p>Sul fronte export, nel 2025 le esportazioni di calzature ammontano a 11,7 miliardi di euro, con una sostanziale stabilizzazione (-0,3%) sostenuta dal +2,5% verso i mercati UE. A pesare negativamente è però la performance delle regioni del distretto: le Marche segnano -5,7% e l’Emilia-Romagna -5,9%, in controtendenza rispetto alla crescita di Toscana (+9%) e Lombardia (+7,9%). I dazi americani, entrati in vigore nell’agosto 2025, hanno invertito una traiettoria positiva: l’export verso gli USA era cresciuto del 6% nei primi sette mesi, per poi scendere del 1,9% nella seconda parte dell’anno. A ciò si aggiunge il rischio della crisi in Medio Oriente, che mette in pericolo un mercato che nel 2025 vale oltre 590 milioni di euro per le sole calzature.</p>
<p>La Presidente Pizzocaro ha portato al tavolo la voce delle imprese artigiane, inquadrando la crisi in un contesto più ampio di “crisi di transizione”. “Siamo nuovamente in una tempesta perfetta. Ma a differenza di altri comparti industriali europei ormai in crisi irreversibilmente strutturale, come l’automotive, il settore moda può ancora contare su un interesse dei consumatori e sulla consapevolezza dei temi su cui costruire il futuro. Il nostro onere è trasformare quella che fino ad ora è stata resilienza in ripartenza.”</p>
<p>La Presidente ha ricordato come l’Italia sia il principale polo europeo della calzatura, primo tra i 27 paesi UE per occupati nella fabbricazione di calzature, con un peso delle micro e piccole imprese del 54,7%, quasi dieci punti sopra la media europea. Una leadership fondata sull’artigianato che oggi rischia di essere erosa dalla somma di crisi energetica, concorrenza sleale, delocalizzazione dei brand e pressione del fast fashion.</p>
<p>Pizzocaro ha presentato un piano strategico articolato in otto punti, con cui Confartigianato intende contribuire al rilancio dell’intera filiera moda:</p>
<ol>
<li>Certificazione Unica di Legalità nella Filiera della Moda</li>
</ol>
<p>Per combattere subappalti irregolari, lavoro sommerso e false dichiarazioni di origine che penalizzano chi rispetta le regole, Confartigianato chiede l’introduzione di un sistema certificativo unico basato su tracciabilità, trasparenza, sanzioni efficaci e adeguata remunerazione a tutti i livelli della filiera. La legalità deve diventare un vantaggio competitivo, non un costo aggiuntivo.</p>
<ol start="2">
<li>Riqualificazione degli impianti produttivi</li>
</ol>
<p>Un piano straordinario per l’efficientamento energetico e la transizione digitale, con incentivi per impianti di autoproduzione da rinnovabili, accesso al credito rafforzato e investimenti equiparati alla formazione del personale. L’impresa artigiana che si modernizza non smette di essere artigiana: è pronta a competere nel futuro.</p>
<ol start="3">
<li>Ricambio generazionale</li>
</ol>
<p>Agevolazioni bancarie e fiscali per startup che rilevano laboratori artigiani e fondi dedicati a progetti di transizione intergenerazionale, con il riconoscimento del ruolo formativo del maestro artigiano.</p>
<ol start="4">
<li>Salvaguardia delle filiere calzaturiere e tutela del Made in Italy</li>
</ol>
<p>Particolare attenzione alle fasi critiche — taglio, preparazione, assemblaggio — oggi fortemente colpite dalla crisi. Confartigianato chiede una definizione normativa chiara del Made in Italy legata alle fasi principali di produzione, strumenti di accesso al credito per le imprese a monte della filiera e incentivi al “local contest” per valorizzare chi acquista materie prime italiane.</p>
<ol start="5">
<li>Contrasto all’ultra fast fashion</li>
</ol>
<p>Non attraverso tassazioni facilmente aggirabili, ma applicando agli importatori gli stessi standard di sostenibilità ambientale e salubrità imposti alle produzioni italiane. “Ci diamo regole di sostenibilità e poi facciamo entrare di tutto”, ha sottolineato Pizzocaro.</p>
<ol start="6">
<li>Responsabilità Estesa del Produttore</li>
</ol>
<p>La normativa EPR nel tessile è condivisibile nel principio, ma non deve scaricare oneri sproporzionati sulle piccole imprese artigiane. Le soglie di applicazione devono tenere conto delle dimensioni aziendali e le risorse generate devono alimentare filiere di riciclo che coinvolgano attivamente l’artigianato.</p>
<ol start="7">
<li>Ammortizzatori sociali adeguati</li>
</ol>
<p>Le imprese artigiane della moda restano esposte a crisi cicliche con strumenti di tutela inadeguati rispetto all’industria. Confartigianato chiede il rafforzamento della Cassa Integrazione per le artigiane, procedure più snelle e misure specifiche per il settore moda che ne riconoscano la ciclicità strutturale.</p>
<ol start="8">
<li>Incentivi al consumo sostenibile</li>
</ol>
<p>Un bonus sugli acquisti di prodotti tessili e calzaturieri certificati come sostenibili e prodotti in Italia, campagne di educazione al consumo consapevole e incentivi per il riuso e la riparazione. Comprare artigianale italiano non è un atto di lusso: è un atto di cultura e responsabilità.</p>
<p>Alle tensioni geopolitiche si sommano l’impennata dei costi energetici, la contrazione dei consumi e una riorganizzazione globale dei modelli produttivi. Il punto di massima criticità riguarda gli ammortizzatori sociali: con le riserve di ore ormai esaurite, le parti chiedono uno strumento straordinario di sostegno al reddito — una “Cassa Moda” con l’azzeramento dei contatori — per evitare licenziamenti collettivi e chiusure storiche.</p>
<p>Il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla ha sollecitato con forza la convocazione urgente del Tavolo della Moda a livello nazionale presso il Ministero del Made in Italy. Il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi ha ribadito: “Non possiamo permetterci di attendere oltre, poiché ne va della sopravvivenza del nostro distretto della calzatura.”</p>
<p>Difendere il distretto significa difendere un patrimonio unico di dignità e qualità del Made in Italy. Le imprese artigiane della moda italiana — colonne portanti del sistema manifatturiero — non possono farcela da sole. Hanno bisogno di politiche industriali all’altezza di un settore strategico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Artigianato della cura del verde: crescita a doppia cifra (+10,1%) in cinque anni. Il focus sul settore</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/artigianato-della-cura-del-verde-crescita-a-doppia-cifra-101-in-cinque-anni-il-focus-sul-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 10:25:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[giardinieri]]></category>
		<category><![CDATA[imprese del verde]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130560</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con l’arrivo della primavera si intensificano gli interventi di cura del verde, da balconi ai giardini di famiglie e imprese, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-130748" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg" alt="" width="700" height="313" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-300x134.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-350x157.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Si è tenuto il 13 aprile, nella cornice della Sala degli Archi di Villa Torlonia a San Mauro Pascoli, in provincia di <strong>Forlì-Cesena</strong>, un<strong> vertice decisivo</strong> per il futuro del <strong>Distretto Calzaturiero del Rubicone.</strong> Davanti ad una folta platea, le Associazioni imprenditoriali e le Organizzazioni Sindacali, insieme ai vertici delle istituzioni locali e regionali, hanno condiviso una preoccupazione comune e urgente: il manifatturiero romagnolo attraversa una fase di grave difficoltà e richiede interventi tempestivi per tutelare il tessuto produttivo e i livelli occupazionali del territorio.<span id="more-130743"></span></p>
<p>All’incontro, moderato da Gian Paolo Castagnoli del Corriere Romagna, hanno preso parte la<strong> Presidente Confartigianato Calzaturieri Katia Pizzocaro,</strong> Daniele Polidori (Assocalzaturifici), Doriana Marini (Presidente Nazionale CNA Federmoda) e i Segretari Nazionali Cinzia Maiolini (Filctem-CGIL), Raffaele Salvatoni (Femca-CISL) e Livia Raffaglio (Uiltec-UIL). Al tavolo delle istituzioni il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi, il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla e il Presidente della Camera di Commercio della Romagna Carlo Battistini.</p>
<p>I dati elaborati dall’Ufficio Studi Confartigianato su fonte Istat e Unioncamere-Infocamere fotografano una situazione di grave difficoltà strutturale. La produzione tessile, abbigliamento e pelli ha segnato un -5,5% nel 2025 rispetto all’anno precedente, calo più severo del -0,5% della media manifatturiera, anche se in attenuazione rispetto al -11,8% del 2024. A gennaio 2026 la contrazione si attesta ancora a -3,9%. L’export di moda ha segnato -1,9% nel 2025 e un allarmante -7,4% a gennaio 2026.</p>
<p>Il comparto calzaturiero, cuore pulsante del distretto, riflette e amplifica queste dinamiche. Secondo i dati Confartigianato, nel 2025 la produzione di calzature scende del 6,9%, con un crollo cumulato del 39,1% tra il 2019 e il 2025. In Italia operano 7.769 imprese del settore per 69.855 occupati e un fatturato di 12,7 miliardi di euro. Le imprese artigiane sono 3.687, il 45,5% del totale, con 17.102 addetti: quasi un addetto su quattro del settore lavora nell’artigianato.</p>
<p>Sul fronte export, nel 2025 le esportazioni di calzature ammontano a 11,7 miliardi di euro, con una sostanziale stabilizzazione (-0,3%) sostenuta dal +2,5% verso i mercati UE. A pesare negativamente è però la performance delle regioni del distretto: le Marche segnano -5,7% e l’Emilia-Romagna -5,9%, in controtendenza rispetto alla crescita di Toscana (+9%) e Lombardia (+7,9%). I dazi americani, entrati in vigore nell’agosto 2025, hanno invertito una traiettoria positiva: l’export verso gli USA era cresciuto del 6% nei primi sette mesi, per poi scendere del 1,9% nella seconda parte dell’anno. A ciò si aggiunge il rischio della crisi in Medio Oriente, che mette in pericolo un mercato che nel 2025 vale oltre 590 milioni di euro per le sole calzature.</p>
<p>La Presidente Pizzocaro ha portato al tavolo la voce delle imprese artigiane, inquadrando la crisi in un contesto più ampio di “crisi di transizione”. “Siamo nuovamente in una tempesta perfetta. Ma a differenza di altri comparti industriali europei ormai in crisi irreversibilmente strutturale, come l’automotive, il settore moda può ancora contare su un interesse dei consumatori e sulla consapevolezza dei temi su cui costruire il futuro. Il nostro onere è trasformare quella che fino ad ora è stata resilienza in ripartenza.”</p>
<p>La Presidente ha ricordato come l’Italia sia il principale polo europeo della calzatura, primo tra i 27 paesi UE per occupati nella fabbricazione di calzature, con un peso delle micro e piccole imprese del 54,7%, quasi dieci punti sopra la media europea. Una leadership fondata sull’artigianato che oggi rischia di essere erosa dalla somma di crisi energetica, concorrenza sleale, delocalizzazione dei brand e pressione del fast fashion.</p>
<p>Pizzocaro ha presentato un piano strategico articolato in otto punti, con cui Confartigianato intende contribuire al rilancio dell’intera filiera moda:</p>
<ol>
<li>Certificazione Unica di Legalità nella Filiera della Moda</li>
</ol>
<p>Per combattere subappalti irregolari, lavoro sommerso e false dichiarazioni di origine che penalizzano chi rispetta le regole, Confartigianato chiede l’introduzione di un sistema certificativo unico basato su tracciabilità, trasparenza, sanzioni efficaci e adeguata remunerazione a tutti i livelli della filiera. La legalità deve diventare un vantaggio competitivo, non un costo aggiuntivo.</p>
<ol start="2">
<li>Riqualificazione degli impianti produttivi</li>
</ol>
<p>Un piano straordinario per l’efficientamento energetico e la transizione digitale, con incentivi per impianti di autoproduzione da rinnovabili, accesso al credito rafforzato e investimenti equiparati alla formazione del personale. L’impresa artigiana che si modernizza non smette di essere artigiana: è pronta a competere nel futuro.</p>
<ol start="3">
<li>Ricambio generazionale</li>
</ol>
<p>Agevolazioni bancarie e fiscali per startup che rilevano laboratori artigiani e fondi dedicati a progetti di transizione intergenerazionale, con il riconoscimento del ruolo formativo del maestro artigiano.</p>
<ol start="4">
<li>Salvaguardia delle filiere calzaturiere e tutela del Made in Italy</li>
</ol>
<p>Particolare attenzione alle fasi critiche — taglio, preparazione, assemblaggio — oggi fortemente colpite dalla crisi. Confartigianato chiede una definizione normativa chiara del Made in Italy legata alle fasi principali di produzione, strumenti di accesso al credito per le imprese a monte della filiera e incentivi al “local contest” per valorizzare chi acquista materie prime italiane.</p>
<ol start="5">
<li>Contrasto all’ultra fast fashion</li>
</ol>
<p>Non attraverso tassazioni facilmente aggirabili, ma applicando agli importatori gli stessi standard di sostenibilità ambientale e salubrità imposti alle produzioni italiane. “Ci diamo regole di sostenibilità e poi facciamo entrare di tutto”, ha sottolineato Pizzocaro.</p>
<ol start="6">
<li>Responsabilità Estesa del Produttore</li>
</ol>
<p>La normativa EPR nel tessile è condivisibile nel principio, ma non deve scaricare oneri sproporzionati sulle piccole imprese artigiane. Le soglie di applicazione devono tenere conto delle dimensioni aziendali e le risorse generate devono alimentare filiere di riciclo che coinvolgano attivamente l’artigianato.</p>
<ol start="7">
<li>Ammortizzatori sociali adeguati</li>
</ol>
<p>Le imprese artigiane della moda restano esposte a crisi cicliche con strumenti di tutela inadeguati rispetto all’industria. Confartigianato chiede il rafforzamento della Cassa Integrazione per le artigiane, procedure più snelle e misure specifiche per il settore moda che ne riconoscano la ciclicità strutturale.</p>
<ol start="8">
<li>Incentivi al consumo sostenibile</li>
</ol>
<p>Un bonus sugli acquisti di prodotti tessili e calzaturieri certificati come sostenibili e prodotti in Italia, campagne di educazione al consumo consapevole e incentivi per il riuso e la riparazione. Comprare artigianale italiano non è un atto di lusso: è un atto di cultura e responsabilità.</p>
<p>Alle tensioni geopolitiche si sommano l’impennata dei costi energetici, la contrazione dei consumi e una riorganizzazione globale dei modelli produttivi. Il punto di massima criticità riguarda gli ammortizzatori sociali: con le riserve di ore ormai esaurite, le parti chiedono uno strumento straordinario di sostegno al reddito — una “Cassa Moda” con l’azzeramento dei contatori — per evitare licenziamenti collettivi e chiusure storiche.</p>
<p>Il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla ha sollecitato con forza la convocazione urgente del Tavolo della Moda a livello nazionale presso il Ministero del Made in Italy. Il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi ha ribadito: “Non possiamo permetterci di attendere oltre, poiché ne va della sopravvivenza del nostro distretto della calzatura.”</p>
<p>Difendere il distretto significa difendere un patrimonio unico di dignità e qualità del Made in Italy. Le imprese artigiane della moda italiana — colonne portanti del sistema manifatturiero — non possono farcela da sole. Hanno bisogno di politiche industriali all’altezza di un settore strategico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Stop ai finti artigiani: dal 7 aprile svolta storica voluta da Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/stop-ai-finti-artigiani-dal-7-aprile-svolta-storica-voluta-da-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 22:51:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130554</guid>

					<description><![CDATA[<p>C’è una data che segna il confine tra l’ambiguità e la trasparenza per migliaia di imprese e milioni di consumatori: [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-130748" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg" alt="" width="700" height="313" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-300x134.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-350x157.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Si è tenuto il 13 aprile, nella cornice della Sala degli Archi di Villa Torlonia a San Mauro Pascoli, in provincia di <strong>Forlì-Cesena</strong>, un<strong> vertice decisivo</strong> per il futuro del <strong>Distretto Calzaturiero del Rubicone.</strong> Davanti ad una folta platea, le Associazioni imprenditoriali e le Organizzazioni Sindacali, insieme ai vertici delle istituzioni locali e regionali, hanno condiviso una preoccupazione comune e urgente: il manifatturiero romagnolo attraversa una fase di grave difficoltà e richiede interventi tempestivi per tutelare il tessuto produttivo e i livelli occupazionali del territorio.<span id="more-130743"></span></p>
<p>All’incontro, moderato da Gian Paolo Castagnoli del Corriere Romagna, hanno preso parte la<strong> Presidente Confartigianato Calzaturieri Katia Pizzocaro,</strong> Daniele Polidori (Assocalzaturifici), Doriana Marini (Presidente Nazionale CNA Federmoda) e i Segretari Nazionali Cinzia Maiolini (Filctem-CGIL), Raffaele Salvatoni (Femca-CISL) e Livia Raffaglio (Uiltec-UIL). Al tavolo delle istituzioni il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi, il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla e il Presidente della Camera di Commercio della Romagna Carlo Battistini.</p>
<p>I dati elaborati dall’Ufficio Studi Confartigianato su fonte Istat e Unioncamere-Infocamere fotografano una situazione di grave difficoltà strutturale. La produzione tessile, abbigliamento e pelli ha segnato un -5,5% nel 2025 rispetto all’anno precedente, calo più severo del -0,5% della media manifatturiera, anche se in attenuazione rispetto al -11,8% del 2024. A gennaio 2026 la contrazione si attesta ancora a -3,9%. L’export di moda ha segnato -1,9% nel 2025 e un allarmante -7,4% a gennaio 2026.</p>
<p>Il comparto calzaturiero, cuore pulsante del distretto, riflette e amplifica queste dinamiche. Secondo i dati Confartigianato, nel 2025 la produzione di calzature scende del 6,9%, con un crollo cumulato del 39,1% tra il 2019 e il 2025. In Italia operano 7.769 imprese del settore per 69.855 occupati e un fatturato di 12,7 miliardi di euro. Le imprese artigiane sono 3.687, il 45,5% del totale, con 17.102 addetti: quasi un addetto su quattro del settore lavora nell’artigianato.</p>
<p>Sul fronte export, nel 2025 le esportazioni di calzature ammontano a 11,7 miliardi di euro, con una sostanziale stabilizzazione (-0,3%) sostenuta dal +2,5% verso i mercati UE. A pesare negativamente è però la performance delle regioni del distretto: le Marche segnano -5,7% e l’Emilia-Romagna -5,9%, in controtendenza rispetto alla crescita di Toscana (+9%) e Lombardia (+7,9%). I dazi americani, entrati in vigore nell’agosto 2025, hanno invertito una traiettoria positiva: l’export verso gli USA era cresciuto del 6% nei primi sette mesi, per poi scendere del 1,9% nella seconda parte dell’anno. A ciò si aggiunge il rischio della crisi in Medio Oriente, che mette in pericolo un mercato che nel 2025 vale oltre 590 milioni di euro per le sole calzature.</p>
<p>La Presidente Pizzocaro ha portato al tavolo la voce delle imprese artigiane, inquadrando la crisi in un contesto più ampio di “crisi di transizione”. “Siamo nuovamente in una tempesta perfetta. Ma a differenza di altri comparti industriali europei ormai in crisi irreversibilmente strutturale, come l’automotive, il settore moda può ancora contare su un interesse dei consumatori e sulla consapevolezza dei temi su cui costruire il futuro. Il nostro onere è trasformare quella che fino ad ora è stata resilienza in ripartenza.”</p>
<p>La Presidente ha ricordato come l’Italia sia il principale polo europeo della calzatura, primo tra i 27 paesi UE per occupati nella fabbricazione di calzature, con un peso delle micro e piccole imprese del 54,7%, quasi dieci punti sopra la media europea. Una leadership fondata sull’artigianato che oggi rischia di essere erosa dalla somma di crisi energetica, concorrenza sleale, delocalizzazione dei brand e pressione del fast fashion.</p>
<p>Pizzocaro ha presentato un piano strategico articolato in otto punti, con cui Confartigianato intende contribuire al rilancio dell’intera filiera moda:</p>
<ol>
<li>Certificazione Unica di Legalità nella Filiera della Moda</li>
</ol>
<p>Per combattere subappalti irregolari, lavoro sommerso e false dichiarazioni di origine che penalizzano chi rispetta le regole, Confartigianato chiede l’introduzione di un sistema certificativo unico basato su tracciabilità, trasparenza, sanzioni efficaci e adeguata remunerazione a tutti i livelli della filiera. La legalità deve diventare un vantaggio competitivo, non un costo aggiuntivo.</p>
<ol start="2">
<li>Riqualificazione degli impianti produttivi</li>
</ol>
<p>Un piano straordinario per l’efficientamento energetico e la transizione digitale, con incentivi per impianti di autoproduzione da rinnovabili, accesso al credito rafforzato e investimenti equiparati alla formazione del personale. L’impresa artigiana che si modernizza non smette di essere artigiana: è pronta a competere nel futuro.</p>
<ol start="3">
<li>Ricambio generazionale</li>
</ol>
<p>Agevolazioni bancarie e fiscali per startup che rilevano laboratori artigiani e fondi dedicati a progetti di transizione intergenerazionale, con il riconoscimento del ruolo formativo del maestro artigiano.</p>
<ol start="4">
<li>Salvaguardia delle filiere calzaturiere e tutela del Made in Italy</li>
</ol>
<p>Particolare attenzione alle fasi critiche — taglio, preparazione, assemblaggio — oggi fortemente colpite dalla crisi. Confartigianato chiede una definizione normativa chiara del Made in Italy legata alle fasi principali di produzione, strumenti di accesso al credito per le imprese a monte della filiera e incentivi al “local contest” per valorizzare chi acquista materie prime italiane.</p>
<ol start="5">
<li>Contrasto all’ultra fast fashion</li>
</ol>
<p>Non attraverso tassazioni facilmente aggirabili, ma applicando agli importatori gli stessi standard di sostenibilità ambientale e salubrità imposti alle produzioni italiane. “Ci diamo regole di sostenibilità e poi facciamo entrare di tutto”, ha sottolineato Pizzocaro.</p>
<ol start="6">
<li>Responsabilità Estesa del Produttore</li>
</ol>
<p>La normativa EPR nel tessile è condivisibile nel principio, ma non deve scaricare oneri sproporzionati sulle piccole imprese artigiane. Le soglie di applicazione devono tenere conto delle dimensioni aziendali e le risorse generate devono alimentare filiere di riciclo che coinvolgano attivamente l’artigianato.</p>
<ol start="7">
<li>Ammortizzatori sociali adeguati</li>
</ol>
<p>Le imprese artigiane della moda restano esposte a crisi cicliche con strumenti di tutela inadeguati rispetto all’industria. Confartigianato chiede il rafforzamento della Cassa Integrazione per le artigiane, procedure più snelle e misure specifiche per il settore moda che ne riconoscano la ciclicità strutturale.</p>
<ol start="8">
<li>Incentivi al consumo sostenibile</li>
</ol>
<p>Un bonus sugli acquisti di prodotti tessili e calzaturieri certificati come sostenibili e prodotti in Italia, campagne di educazione al consumo consapevole e incentivi per il riuso e la riparazione. Comprare artigianale italiano non è un atto di lusso: è un atto di cultura e responsabilità.</p>
<p>Alle tensioni geopolitiche si sommano l’impennata dei costi energetici, la contrazione dei consumi e una riorganizzazione globale dei modelli produttivi. Il punto di massima criticità riguarda gli ammortizzatori sociali: con le riserve di ore ormai esaurite, le parti chiedono uno strumento straordinario di sostegno al reddito — una “Cassa Moda” con l’azzeramento dei contatori — per evitare licenziamenti collettivi e chiusure storiche.</p>
<p>Il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla ha sollecitato con forza la convocazione urgente del Tavolo della Moda a livello nazionale presso il Ministero del Made in Italy. Il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi ha ribadito: “Non possiamo permetterci di attendere oltre, poiché ne va della sopravvivenza del nostro distretto della calzatura.”</p>
<p>Difendere il distretto significa difendere un patrimonio unico di dignità e qualità del Made in Italy. Le imprese artigiane della moda italiana — colonne portanti del sistema manifatturiero — non possono farcela da sole. Hanno bisogno di politiche industriali all’altezza di un settore strategico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato e la sfida delle &#8216;Organizzazioni Aumentate&#8217;: il middle management motore del cambiamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-e-la-sfida-delle-organizzazioni-aumentate-il-middle-management-motore-del-cambiamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 22:04:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[middle management]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130544</guid>

					<description><![CDATA[<p>Potenziare le capacità umane attraverso la tecnologia per offrire risposte sempre più evolute alle imprese. È questo il cuore dell’evento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-130748" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg" alt="" width="700" height="313" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-300x134.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-350x157.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Si è tenuto il 13 aprile, nella cornice della Sala degli Archi di Villa Torlonia a San Mauro Pascoli, in provincia di <strong>Forlì-Cesena</strong>, un<strong> vertice decisivo</strong> per il futuro del <strong>Distretto Calzaturiero del Rubicone.</strong> Davanti ad una folta platea, le Associazioni imprenditoriali e le Organizzazioni Sindacali, insieme ai vertici delle istituzioni locali e regionali, hanno condiviso una preoccupazione comune e urgente: il manifatturiero romagnolo attraversa una fase di grave difficoltà e richiede interventi tempestivi per tutelare il tessuto produttivo e i livelli occupazionali del territorio.<span id="more-130743"></span></p>
<p>All’incontro, moderato da Gian Paolo Castagnoli del Corriere Romagna, hanno preso parte la<strong> Presidente Confartigianato Calzaturieri Katia Pizzocaro,</strong> Daniele Polidori (Assocalzaturifici), Doriana Marini (Presidente Nazionale CNA Federmoda) e i Segretari Nazionali Cinzia Maiolini (Filctem-CGIL), Raffaele Salvatoni (Femca-CISL) e Livia Raffaglio (Uiltec-UIL). Al tavolo delle istituzioni il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi, il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla e il Presidente della Camera di Commercio della Romagna Carlo Battistini.</p>
<p>I dati elaborati dall’Ufficio Studi Confartigianato su fonte Istat e Unioncamere-Infocamere fotografano una situazione di grave difficoltà strutturale. La produzione tessile, abbigliamento e pelli ha segnato un -5,5% nel 2025 rispetto all’anno precedente, calo più severo del -0,5% della media manifatturiera, anche se in attenuazione rispetto al -11,8% del 2024. A gennaio 2026 la contrazione si attesta ancora a -3,9%. L’export di moda ha segnato -1,9% nel 2025 e un allarmante -7,4% a gennaio 2026.</p>
<p>Il comparto calzaturiero, cuore pulsante del distretto, riflette e amplifica queste dinamiche. Secondo i dati Confartigianato, nel 2025 la produzione di calzature scende del 6,9%, con un crollo cumulato del 39,1% tra il 2019 e il 2025. In Italia operano 7.769 imprese del settore per 69.855 occupati e un fatturato di 12,7 miliardi di euro. Le imprese artigiane sono 3.687, il 45,5% del totale, con 17.102 addetti: quasi un addetto su quattro del settore lavora nell’artigianato.</p>
<p>Sul fronte export, nel 2025 le esportazioni di calzature ammontano a 11,7 miliardi di euro, con una sostanziale stabilizzazione (-0,3%) sostenuta dal +2,5% verso i mercati UE. A pesare negativamente è però la performance delle regioni del distretto: le Marche segnano -5,7% e l’Emilia-Romagna -5,9%, in controtendenza rispetto alla crescita di Toscana (+9%) e Lombardia (+7,9%). I dazi americani, entrati in vigore nell’agosto 2025, hanno invertito una traiettoria positiva: l’export verso gli USA era cresciuto del 6% nei primi sette mesi, per poi scendere del 1,9% nella seconda parte dell’anno. A ciò si aggiunge il rischio della crisi in Medio Oriente, che mette in pericolo un mercato che nel 2025 vale oltre 590 milioni di euro per le sole calzature.</p>
<p>La Presidente Pizzocaro ha portato al tavolo la voce delle imprese artigiane, inquadrando la crisi in un contesto più ampio di “crisi di transizione”. “Siamo nuovamente in una tempesta perfetta. Ma a differenza di altri comparti industriali europei ormai in crisi irreversibilmente strutturale, come l’automotive, il settore moda può ancora contare su un interesse dei consumatori e sulla consapevolezza dei temi su cui costruire il futuro. Il nostro onere è trasformare quella che fino ad ora è stata resilienza in ripartenza.”</p>
<p>La Presidente ha ricordato come l’Italia sia il principale polo europeo della calzatura, primo tra i 27 paesi UE per occupati nella fabbricazione di calzature, con un peso delle micro e piccole imprese del 54,7%, quasi dieci punti sopra la media europea. Una leadership fondata sull’artigianato che oggi rischia di essere erosa dalla somma di crisi energetica, concorrenza sleale, delocalizzazione dei brand e pressione del fast fashion.</p>
<p>Pizzocaro ha presentato un piano strategico articolato in otto punti, con cui Confartigianato intende contribuire al rilancio dell’intera filiera moda:</p>
<ol>
<li>Certificazione Unica di Legalità nella Filiera della Moda</li>
</ol>
<p>Per combattere subappalti irregolari, lavoro sommerso e false dichiarazioni di origine che penalizzano chi rispetta le regole, Confartigianato chiede l’introduzione di un sistema certificativo unico basato su tracciabilità, trasparenza, sanzioni efficaci e adeguata remunerazione a tutti i livelli della filiera. La legalità deve diventare un vantaggio competitivo, non un costo aggiuntivo.</p>
<ol start="2">
<li>Riqualificazione degli impianti produttivi</li>
</ol>
<p>Un piano straordinario per l’efficientamento energetico e la transizione digitale, con incentivi per impianti di autoproduzione da rinnovabili, accesso al credito rafforzato e investimenti equiparati alla formazione del personale. L’impresa artigiana che si modernizza non smette di essere artigiana: è pronta a competere nel futuro.</p>
<ol start="3">
<li>Ricambio generazionale</li>
</ol>
<p>Agevolazioni bancarie e fiscali per startup che rilevano laboratori artigiani e fondi dedicati a progetti di transizione intergenerazionale, con il riconoscimento del ruolo formativo del maestro artigiano.</p>
<ol start="4">
<li>Salvaguardia delle filiere calzaturiere e tutela del Made in Italy</li>
</ol>
<p>Particolare attenzione alle fasi critiche — taglio, preparazione, assemblaggio — oggi fortemente colpite dalla crisi. Confartigianato chiede una definizione normativa chiara del Made in Italy legata alle fasi principali di produzione, strumenti di accesso al credito per le imprese a monte della filiera e incentivi al “local contest” per valorizzare chi acquista materie prime italiane.</p>
<ol start="5">
<li>Contrasto all’ultra fast fashion</li>
</ol>
<p>Non attraverso tassazioni facilmente aggirabili, ma applicando agli importatori gli stessi standard di sostenibilità ambientale e salubrità imposti alle produzioni italiane. “Ci diamo regole di sostenibilità e poi facciamo entrare di tutto”, ha sottolineato Pizzocaro.</p>
<ol start="6">
<li>Responsabilità Estesa del Produttore</li>
</ol>
<p>La normativa EPR nel tessile è condivisibile nel principio, ma non deve scaricare oneri sproporzionati sulle piccole imprese artigiane. Le soglie di applicazione devono tenere conto delle dimensioni aziendali e le risorse generate devono alimentare filiere di riciclo che coinvolgano attivamente l’artigianato.</p>
<ol start="7">
<li>Ammortizzatori sociali adeguati</li>
</ol>
<p>Le imprese artigiane della moda restano esposte a crisi cicliche con strumenti di tutela inadeguati rispetto all’industria. Confartigianato chiede il rafforzamento della Cassa Integrazione per le artigiane, procedure più snelle e misure specifiche per il settore moda che ne riconoscano la ciclicità strutturale.</p>
<ol start="8">
<li>Incentivi al consumo sostenibile</li>
</ol>
<p>Un bonus sugli acquisti di prodotti tessili e calzaturieri certificati come sostenibili e prodotti in Italia, campagne di educazione al consumo consapevole e incentivi per il riuso e la riparazione. Comprare artigianale italiano non è un atto di lusso: è un atto di cultura e responsabilità.</p>
<p>Alle tensioni geopolitiche si sommano l’impennata dei costi energetici, la contrazione dei consumi e una riorganizzazione globale dei modelli produttivi. Il punto di massima criticità riguarda gli ammortizzatori sociali: con le riserve di ore ormai esaurite, le parti chiedono uno strumento straordinario di sostegno al reddito — una “Cassa Moda” con l’azzeramento dei contatori — per evitare licenziamenti collettivi e chiusure storiche.</p>
<p>Il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla ha sollecitato con forza la convocazione urgente del Tavolo della Moda a livello nazionale presso il Ministero del Made in Italy. Il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi ha ribadito: “Non possiamo permetterci di attendere oltre, poiché ne va della sopravvivenza del nostro distretto della calzatura.”</p>
<p>Difendere il distretto significa difendere un patrimonio unico di dignità e qualità del Made in Italy. Le imprese artigiane della moda italiana — colonne portanti del sistema manifatturiero — non possono farcela da sole. Hanno bisogno di politiche industriali all’altezza di un settore strategico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Guerra del Golfo: le criticità per le filiere di manifattura e costruzioni. Il punto nel webinar del 13 aprile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/guerra-del-golfo-le-criticita-per-le-filiere-di-manifattura-e-costruzioni-il-punto-nel-webinar-del-13-aprile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 13:21:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costruzioni]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[webinar]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130513</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lo scenario della guerra del Golfo rimane centrato sul prolungamento del blocco dei flussi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-130748" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg" alt="" width="700" height="313" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-300x134.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-350x157.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Si è tenuto il 13 aprile, nella cornice della Sala degli Archi di Villa Torlonia a San Mauro Pascoli, in provincia di <strong>Forlì-Cesena</strong>, un<strong> vertice decisivo</strong> per il futuro del <strong>Distretto Calzaturiero del Rubicone.</strong> Davanti ad una folta platea, le Associazioni imprenditoriali e le Organizzazioni Sindacali, insieme ai vertici delle istituzioni locali e regionali, hanno condiviso una preoccupazione comune e urgente: il manifatturiero romagnolo attraversa una fase di grave difficoltà e richiede interventi tempestivi per tutelare il tessuto produttivo e i livelli occupazionali del territorio.<span id="more-130743"></span></p>
<p>All’incontro, moderato da Gian Paolo Castagnoli del Corriere Romagna, hanno preso parte la<strong> Presidente Confartigianato Calzaturieri Katia Pizzocaro,</strong> Daniele Polidori (Assocalzaturifici), Doriana Marini (Presidente Nazionale CNA Federmoda) e i Segretari Nazionali Cinzia Maiolini (Filctem-CGIL), Raffaele Salvatoni (Femca-CISL) e Livia Raffaglio (Uiltec-UIL). Al tavolo delle istituzioni il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi, il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla e il Presidente della Camera di Commercio della Romagna Carlo Battistini.</p>
<p>I dati elaborati dall’Ufficio Studi Confartigianato su fonte Istat e Unioncamere-Infocamere fotografano una situazione di grave difficoltà strutturale. La produzione tessile, abbigliamento e pelli ha segnato un -5,5% nel 2025 rispetto all’anno precedente, calo più severo del -0,5% della media manifatturiera, anche se in attenuazione rispetto al -11,8% del 2024. A gennaio 2026 la contrazione si attesta ancora a -3,9%. L’export di moda ha segnato -1,9% nel 2025 e un allarmante -7,4% a gennaio 2026.</p>
<p>Il comparto calzaturiero, cuore pulsante del distretto, riflette e amplifica queste dinamiche. Secondo i dati Confartigianato, nel 2025 la produzione di calzature scende del 6,9%, con un crollo cumulato del 39,1% tra il 2019 e il 2025. In Italia operano 7.769 imprese del settore per 69.855 occupati e un fatturato di 12,7 miliardi di euro. Le imprese artigiane sono 3.687, il 45,5% del totale, con 17.102 addetti: quasi un addetto su quattro del settore lavora nell’artigianato.</p>
<p>Sul fronte export, nel 2025 le esportazioni di calzature ammontano a 11,7 miliardi di euro, con una sostanziale stabilizzazione (-0,3%) sostenuta dal +2,5% verso i mercati UE. A pesare negativamente è però la performance delle regioni del distretto: le Marche segnano -5,7% e l’Emilia-Romagna -5,9%, in controtendenza rispetto alla crescita di Toscana (+9%) e Lombardia (+7,9%). I dazi americani, entrati in vigore nell’agosto 2025, hanno invertito una traiettoria positiva: l’export verso gli USA era cresciuto del 6% nei primi sette mesi, per poi scendere del 1,9% nella seconda parte dell’anno. A ciò si aggiunge il rischio della crisi in Medio Oriente, che mette in pericolo un mercato che nel 2025 vale oltre 590 milioni di euro per le sole calzature.</p>
<p>La Presidente Pizzocaro ha portato al tavolo la voce delle imprese artigiane, inquadrando la crisi in un contesto più ampio di “crisi di transizione”. “Siamo nuovamente in una tempesta perfetta. Ma a differenza di altri comparti industriali europei ormai in crisi irreversibilmente strutturale, come l’automotive, il settore moda può ancora contare su un interesse dei consumatori e sulla consapevolezza dei temi su cui costruire il futuro. Il nostro onere è trasformare quella che fino ad ora è stata resilienza in ripartenza.”</p>
<p>La Presidente ha ricordato come l’Italia sia il principale polo europeo della calzatura, primo tra i 27 paesi UE per occupati nella fabbricazione di calzature, con un peso delle micro e piccole imprese del 54,7%, quasi dieci punti sopra la media europea. Una leadership fondata sull’artigianato che oggi rischia di essere erosa dalla somma di crisi energetica, concorrenza sleale, delocalizzazione dei brand e pressione del fast fashion.</p>
<p>Pizzocaro ha presentato un piano strategico articolato in otto punti, con cui Confartigianato intende contribuire al rilancio dell’intera filiera moda:</p>
<ol>
<li>Certificazione Unica di Legalità nella Filiera della Moda</li>
</ol>
<p>Per combattere subappalti irregolari, lavoro sommerso e false dichiarazioni di origine che penalizzano chi rispetta le regole, Confartigianato chiede l’introduzione di un sistema certificativo unico basato su tracciabilità, trasparenza, sanzioni efficaci e adeguata remunerazione a tutti i livelli della filiera. La legalità deve diventare un vantaggio competitivo, non un costo aggiuntivo.</p>
<ol start="2">
<li>Riqualificazione degli impianti produttivi</li>
</ol>
<p>Un piano straordinario per l’efficientamento energetico e la transizione digitale, con incentivi per impianti di autoproduzione da rinnovabili, accesso al credito rafforzato e investimenti equiparati alla formazione del personale. L’impresa artigiana che si modernizza non smette di essere artigiana: è pronta a competere nel futuro.</p>
<ol start="3">
<li>Ricambio generazionale</li>
</ol>
<p>Agevolazioni bancarie e fiscali per startup che rilevano laboratori artigiani e fondi dedicati a progetti di transizione intergenerazionale, con il riconoscimento del ruolo formativo del maestro artigiano.</p>
<ol start="4">
<li>Salvaguardia delle filiere calzaturiere e tutela del Made in Italy</li>
</ol>
<p>Particolare attenzione alle fasi critiche — taglio, preparazione, assemblaggio — oggi fortemente colpite dalla crisi. Confartigianato chiede una definizione normativa chiara del Made in Italy legata alle fasi principali di produzione, strumenti di accesso al credito per le imprese a monte della filiera e incentivi al “local contest” per valorizzare chi acquista materie prime italiane.</p>
<ol start="5">
<li>Contrasto all’ultra fast fashion</li>
</ol>
<p>Non attraverso tassazioni facilmente aggirabili, ma applicando agli importatori gli stessi standard di sostenibilità ambientale e salubrità imposti alle produzioni italiane. “Ci diamo regole di sostenibilità e poi facciamo entrare di tutto”, ha sottolineato Pizzocaro.</p>
<ol start="6">
<li>Responsabilità Estesa del Produttore</li>
</ol>
<p>La normativa EPR nel tessile è condivisibile nel principio, ma non deve scaricare oneri sproporzionati sulle piccole imprese artigiane. Le soglie di applicazione devono tenere conto delle dimensioni aziendali e le risorse generate devono alimentare filiere di riciclo che coinvolgano attivamente l’artigianato.</p>
<ol start="7">
<li>Ammortizzatori sociali adeguati</li>
</ol>
<p>Le imprese artigiane della moda restano esposte a crisi cicliche con strumenti di tutela inadeguati rispetto all’industria. Confartigianato chiede il rafforzamento della Cassa Integrazione per le artigiane, procedure più snelle e misure specifiche per il settore moda che ne riconoscano la ciclicità strutturale.</p>
<ol start="8">
<li>Incentivi al consumo sostenibile</li>
</ol>
<p>Un bonus sugli acquisti di prodotti tessili e calzaturieri certificati come sostenibili e prodotti in Italia, campagne di educazione al consumo consapevole e incentivi per il riuso e la riparazione. Comprare artigianale italiano non è un atto di lusso: è un atto di cultura e responsabilità.</p>
<p>Alle tensioni geopolitiche si sommano l’impennata dei costi energetici, la contrazione dei consumi e una riorganizzazione globale dei modelli produttivi. Il punto di massima criticità riguarda gli ammortizzatori sociali: con le riserve di ore ormai esaurite, le parti chiedono uno strumento straordinario di sostegno al reddito — una “Cassa Moda” con l’azzeramento dei contatori — per evitare licenziamenti collettivi e chiusure storiche.</p>
<p>Il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla ha sollecitato con forza la convocazione urgente del Tavolo della Moda a livello nazionale presso il Ministero del Made in Italy. Il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi ha ribadito: “Non possiamo permetterci di attendere oltre, poiché ne va della sopravvivenza del nostro distretto della calzatura.”</p>
<p>Difendere il distretto significa difendere un patrimonio unico di dignità e qualità del Made in Italy. Le imprese artigiane della moda italiana — colonne portanti del sistema manifatturiero — non possono farcela da sole. Hanno bisogno di politiche industriali all’altezza di un settore strategico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Decreto fiscale, Confartigianato: “Penalizzati gli investimenti delle imprese su Transizione 5.0”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/decreto-fiscale-confartigianato-penalizzati-gli-investimenti-delle-imprese-su-transizione-5-0/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 10:05:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130480</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Amara sorpresa dalla lettura del Decreto Legge fiscale approvato il 27 marzo dal Consiglio dei Ministri, che riduce drasticamente gli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-130748" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg" alt="" width="700" height="313" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-300x134.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-350x157.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Si è tenuto il 13 aprile, nella cornice della Sala degli Archi di Villa Torlonia a San Mauro Pascoli, in provincia di <strong>Forlì-Cesena</strong>, un<strong> vertice decisivo</strong> per il futuro del <strong>Distretto Calzaturiero del Rubicone.</strong> Davanti ad una folta platea, le Associazioni imprenditoriali e le Organizzazioni Sindacali, insieme ai vertici delle istituzioni locali e regionali, hanno condiviso una preoccupazione comune e urgente: il manifatturiero romagnolo attraversa una fase di grave difficoltà e richiede interventi tempestivi per tutelare il tessuto produttivo e i livelli occupazionali del territorio.<span id="more-130743"></span></p>
<p>All’incontro, moderato da Gian Paolo Castagnoli del Corriere Romagna, hanno preso parte la<strong> Presidente Confartigianato Calzaturieri Katia Pizzocaro,</strong> Daniele Polidori (Assocalzaturifici), Doriana Marini (Presidente Nazionale CNA Federmoda) e i Segretari Nazionali Cinzia Maiolini (Filctem-CGIL), Raffaele Salvatoni (Femca-CISL) e Livia Raffaglio (Uiltec-UIL). Al tavolo delle istituzioni il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi, il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla e il Presidente della Camera di Commercio della Romagna Carlo Battistini.</p>
<p>I dati elaborati dall’Ufficio Studi Confartigianato su fonte Istat e Unioncamere-Infocamere fotografano una situazione di grave difficoltà strutturale. La produzione tessile, abbigliamento e pelli ha segnato un -5,5% nel 2025 rispetto all’anno precedente, calo più severo del -0,5% della media manifatturiera, anche se in attenuazione rispetto al -11,8% del 2024. A gennaio 2026 la contrazione si attesta ancora a -3,9%. L’export di moda ha segnato -1,9% nel 2025 e un allarmante -7,4% a gennaio 2026.</p>
<p>Il comparto calzaturiero, cuore pulsante del distretto, riflette e amplifica queste dinamiche. Secondo i dati Confartigianato, nel 2025 la produzione di calzature scende del 6,9%, con un crollo cumulato del 39,1% tra il 2019 e il 2025. In Italia operano 7.769 imprese del settore per 69.855 occupati e un fatturato di 12,7 miliardi di euro. Le imprese artigiane sono 3.687, il 45,5% del totale, con 17.102 addetti: quasi un addetto su quattro del settore lavora nell’artigianato.</p>
<p>Sul fronte export, nel 2025 le esportazioni di calzature ammontano a 11,7 miliardi di euro, con una sostanziale stabilizzazione (-0,3%) sostenuta dal +2,5% verso i mercati UE. A pesare negativamente è però la performance delle regioni del distretto: le Marche segnano -5,7% e l’Emilia-Romagna -5,9%, in controtendenza rispetto alla crescita di Toscana (+9%) e Lombardia (+7,9%). I dazi americani, entrati in vigore nell’agosto 2025, hanno invertito una traiettoria positiva: l’export verso gli USA era cresciuto del 6% nei primi sette mesi, per poi scendere del 1,9% nella seconda parte dell’anno. A ciò si aggiunge il rischio della crisi in Medio Oriente, che mette in pericolo un mercato che nel 2025 vale oltre 590 milioni di euro per le sole calzature.</p>
<p>La Presidente Pizzocaro ha portato al tavolo la voce delle imprese artigiane, inquadrando la crisi in un contesto più ampio di “crisi di transizione”. “Siamo nuovamente in una tempesta perfetta. Ma a differenza di altri comparti industriali europei ormai in crisi irreversibilmente strutturale, come l’automotive, il settore moda può ancora contare su un interesse dei consumatori e sulla consapevolezza dei temi su cui costruire il futuro. Il nostro onere è trasformare quella che fino ad ora è stata resilienza in ripartenza.”</p>
<p>La Presidente ha ricordato come l’Italia sia il principale polo europeo della calzatura, primo tra i 27 paesi UE per occupati nella fabbricazione di calzature, con un peso delle micro e piccole imprese del 54,7%, quasi dieci punti sopra la media europea. Una leadership fondata sull’artigianato che oggi rischia di essere erosa dalla somma di crisi energetica, concorrenza sleale, delocalizzazione dei brand e pressione del fast fashion.</p>
<p>Pizzocaro ha presentato un piano strategico articolato in otto punti, con cui Confartigianato intende contribuire al rilancio dell’intera filiera moda:</p>
<ol>
<li>Certificazione Unica di Legalità nella Filiera della Moda</li>
</ol>
<p>Per combattere subappalti irregolari, lavoro sommerso e false dichiarazioni di origine che penalizzano chi rispetta le regole, Confartigianato chiede l’introduzione di un sistema certificativo unico basato su tracciabilità, trasparenza, sanzioni efficaci e adeguata remunerazione a tutti i livelli della filiera. La legalità deve diventare un vantaggio competitivo, non un costo aggiuntivo.</p>
<ol start="2">
<li>Riqualificazione degli impianti produttivi</li>
</ol>
<p>Un piano straordinario per l’efficientamento energetico e la transizione digitale, con incentivi per impianti di autoproduzione da rinnovabili, accesso al credito rafforzato e investimenti equiparati alla formazione del personale. L’impresa artigiana che si modernizza non smette di essere artigiana: è pronta a competere nel futuro.</p>
<ol start="3">
<li>Ricambio generazionale</li>
</ol>
<p>Agevolazioni bancarie e fiscali per startup che rilevano laboratori artigiani e fondi dedicati a progetti di transizione intergenerazionale, con il riconoscimento del ruolo formativo del maestro artigiano.</p>
<ol start="4">
<li>Salvaguardia delle filiere calzaturiere e tutela del Made in Italy</li>
</ol>
<p>Particolare attenzione alle fasi critiche — taglio, preparazione, assemblaggio — oggi fortemente colpite dalla crisi. Confartigianato chiede una definizione normativa chiara del Made in Italy legata alle fasi principali di produzione, strumenti di accesso al credito per le imprese a monte della filiera e incentivi al “local contest” per valorizzare chi acquista materie prime italiane.</p>
<ol start="5">
<li>Contrasto all’ultra fast fashion</li>
</ol>
<p>Non attraverso tassazioni facilmente aggirabili, ma applicando agli importatori gli stessi standard di sostenibilità ambientale e salubrità imposti alle produzioni italiane. “Ci diamo regole di sostenibilità e poi facciamo entrare di tutto”, ha sottolineato Pizzocaro.</p>
<ol start="6">
<li>Responsabilità Estesa del Produttore</li>
</ol>
<p>La normativa EPR nel tessile è condivisibile nel principio, ma non deve scaricare oneri sproporzionati sulle piccole imprese artigiane. Le soglie di applicazione devono tenere conto delle dimensioni aziendali e le risorse generate devono alimentare filiere di riciclo che coinvolgano attivamente l’artigianato.</p>
<ol start="7">
<li>Ammortizzatori sociali adeguati</li>
</ol>
<p>Le imprese artigiane della moda restano esposte a crisi cicliche con strumenti di tutela inadeguati rispetto all’industria. Confartigianato chiede il rafforzamento della Cassa Integrazione per le artigiane, procedure più snelle e misure specifiche per il settore moda che ne riconoscano la ciclicità strutturale.</p>
<ol start="8">
<li>Incentivi al consumo sostenibile</li>
</ol>
<p>Un bonus sugli acquisti di prodotti tessili e calzaturieri certificati come sostenibili e prodotti in Italia, campagne di educazione al consumo consapevole e incentivi per il riuso e la riparazione. Comprare artigianale italiano non è un atto di lusso: è un atto di cultura e responsabilità.</p>
<p>Alle tensioni geopolitiche si sommano l’impennata dei costi energetici, la contrazione dei consumi e una riorganizzazione globale dei modelli produttivi. Il punto di massima criticità riguarda gli ammortizzatori sociali: con le riserve di ore ormai esaurite, le parti chiedono uno strumento straordinario di sostegno al reddito — una “Cassa Moda” con l’azzeramento dei contatori — per evitare licenziamenti collettivi e chiusure storiche.</p>
<p>Il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla ha sollecitato con forza la convocazione urgente del Tavolo della Moda a livello nazionale presso il Ministero del Made in Italy. Il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi ha ribadito: “Non possiamo permetterci di attendere oltre, poiché ne va della sopravvivenza del nostro distretto della calzatura.”</p>
<p>Difendere il distretto significa difendere un patrimonio unico di dignità e qualità del Made in Italy. Le imprese artigiane della moda italiana — colonne portanti del sistema manifatturiero — non possono farcela da sole. Hanno bisogno di politiche industriali all’altezza di un settore strategico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dalle botteghe alle strade bianche: Eroica e Confartigianato insieme per il Made in Italy</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/dalle-botteghe-alle-strade-bianche-eroica-e-confartigianato-insieme-per-il-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 09:31:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Eroica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130475</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; Il saper fare italiano trova la sua massima espressione sulle strade bianche della Toscana. In occasione della sua decima [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-calzaturieri-serve-piano-straordinario-per-governare-la-transizione-e-salvare-la-filiera-calzaturiera-artigiana-made-in-italy/">Confartigianato Calzaturieri: serve piano straordinario per governare la transizione e salvare la filiera calzaturiera artigiana Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-130748" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg" alt="" width="700" height="313" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-300x134.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/04/Foto9-350x157.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Si è tenuto il 13 aprile, nella cornice della Sala degli Archi di Villa Torlonia a San Mauro Pascoli, in provincia di <strong>Forlì-Cesena</strong>, un<strong> vertice decisivo</strong> per il futuro del <strong>Distretto Calzaturiero del Rubicone.</strong> Davanti ad una folta platea, le Associazioni imprenditoriali e le Organizzazioni Sindacali, insieme ai vertici delle istituzioni locali e regionali, hanno condiviso una preoccupazione comune e urgente: il manifatturiero romagnolo attraversa una fase di grave difficoltà e richiede interventi tempestivi per tutelare il tessuto produttivo e i livelli occupazionali del territorio.<span id="more-130743"></span></p>
<p>All’incontro, moderato da Gian Paolo Castagnoli del Corriere Romagna, hanno preso parte la<strong> Presidente Confartigianato Calzaturieri Katia Pizzocaro,</strong> Daniele Polidori (Assocalzaturifici), Doriana Marini (Presidente Nazionale CNA Federmoda) e i Segretari Nazionali Cinzia Maiolini (Filctem-CGIL), Raffaele Salvatoni (Femca-CISL) e Livia Raffaglio (Uiltec-UIL). Al tavolo delle istituzioni il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi, il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla e il Presidente della Camera di Commercio della Romagna Carlo Battistini.</p>
<p>I dati elaborati dall’Ufficio Studi Confartigianato su fonte Istat e Unioncamere-Infocamere fotografano una situazione di grave difficoltà strutturale. La produzione tessile, abbigliamento e pelli ha segnato un -5,5% nel 2025 rispetto all’anno precedente, calo più severo del -0,5% della media manifatturiera, anche se in attenuazione rispetto al -11,8% del 2024. A gennaio 2026 la contrazione si attesta ancora a -3,9%. L’export di moda ha segnato -1,9% nel 2025 e un allarmante -7,4% a gennaio 2026.</p>
<p>Il comparto calzaturiero, cuore pulsante del distretto, riflette e amplifica queste dinamiche. Secondo i dati Confartigianato, nel 2025 la produzione di calzature scende del 6,9%, con un crollo cumulato del 39,1% tra il 2019 e il 2025. In Italia operano 7.769 imprese del settore per 69.855 occupati e un fatturato di 12,7 miliardi di euro. Le imprese artigiane sono 3.687, il 45,5% del totale, con 17.102 addetti: quasi un addetto su quattro del settore lavora nell’artigianato.</p>
<p>Sul fronte export, nel 2025 le esportazioni di calzature ammontano a 11,7 miliardi di euro, con una sostanziale stabilizzazione (-0,3%) sostenuta dal +2,5% verso i mercati UE. A pesare negativamente è però la performance delle regioni del distretto: le Marche segnano -5,7% e l’Emilia-Romagna -5,9%, in controtendenza rispetto alla crescita di Toscana (+9%) e Lombardia (+7,9%). I dazi americani, entrati in vigore nell’agosto 2025, hanno invertito una traiettoria positiva: l’export verso gli USA era cresciuto del 6% nei primi sette mesi, per poi scendere del 1,9% nella seconda parte dell’anno. A ciò si aggiunge il rischio della crisi in Medio Oriente, che mette in pericolo un mercato che nel 2025 vale oltre 590 milioni di euro per le sole calzature.</p>
<p>La Presidente Pizzocaro ha portato al tavolo la voce delle imprese artigiane, inquadrando la crisi in un contesto più ampio di “crisi di transizione”. “Siamo nuovamente in una tempesta perfetta. Ma a differenza di altri comparti industriali europei ormai in crisi irreversibilmente strutturale, come l’automotive, il settore moda può ancora contare su un interesse dei consumatori e sulla consapevolezza dei temi su cui costruire il futuro. Il nostro onere è trasformare quella che fino ad ora è stata resilienza in ripartenza.”</p>
<p>La Presidente ha ricordato come l’Italia sia il principale polo europeo della calzatura, primo tra i 27 paesi UE per occupati nella fabbricazione di calzature, con un peso delle micro e piccole imprese del 54,7%, quasi dieci punti sopra la media europea. Una leadership fondata sull’artigianato che oggi rischia di essere erosa dalla somma di crisi energetica, concorrenza sleale, delocalizzazione dei brand e pressione del fast fashion.</p>
<p>Pizzocaro ha presentato un piano strategico articolato in otto punti, con cui Confartigianato intende contribuire al rilancio dell’intera filiera moda:</p>
<ol>
<li>Certificazione Unica di Legalità nella Filiera della Moda</li>
</ol>
<p>Per combattere subappalti irregolari, lavoro sommerso e false dichiarazioni di origine che penalizzano chi rispetta le regole, Confartigianato chiede l’introduzione di un sistema certificativo unico basato su tracciabilità, trasparenza, sanzioni efficaci e adeguata remunerazione a tutti i livelli della filiera. La legalità deve diventare un vantaggio competitivo, non un costo aggiuntivo.</p>
<ol start="2">
<li>Riqualificazione degli impianti produttivi</li>
</ol>
<p>Un piano straordinario per l’efficientamento energetico e la transizione digitale, con incentivi per impianti di autoproduzione da rinnovabili, accesso al credito rafforzato e investimenti equiparati alla formazione del personale. L’impresa artigiana che si modernizza non smette di essere artigiana: è pronta a competere nel futuro.</p>
<ol start="3">
<li>Ricambio generazionale</li>
</ol>
<p>Agevolazioni bancarie e fiscali per startup che rilevano laboratori artigiani e fondi dedicati a progetti di transizione intergenerazionale, con il riconoscimento del ruolo formativo del maestro artigiano.</p>
<ol start="4">
<li>Salvaguardia delle filiere calzaturiere e tutela del Made in Italy</li>
</ol>
<p>Particolare attenzione alle fasi critiche — taglio, preparazione, assemblaggio — oggi fortemente colpite dalla crisi. Confartigianato chiede una definizione normativa chiara del Made in Italy legata alle fasi principali di produzione, strumenti di accesso al credito per le imprese a monte della filiera e incentivi al “local contest” per valorizzare chi acquista materie prime italiane.</p>
<ol start="5">
<li>Contrasto all’ultra fast fashion</li>
</ol>
<p>Non attraverso tassazioni facilmente aggirabili, ma applicando agli importatori gli stessi standard di sostenibilità ambientale e salubrità imposti alle produzioni italiane. “Ci diamo regole di sostenibilità e poi facciamo entrare di tutto”, ha sottolineato Pizzocaro.</p>
<ol start="6">
<li>Responsabilità Estesa del Produttore</li>
</ol>
<p>La normativa EPR nel tessile è condivisibile nel principio, ma non deve scaricare oneri sproporzionati sulle piccole imprese artigiane. Le soglie di applicazione devono tenere conto delle dimensioni aziendali e le risorse generate devono alimentare filiere di riciclo che coinvolgano attivamente l’artigianato.</p>
<ol start="7">
<li>Ammortizzatori sociali adeguati</li>
</ol>
<p>Le imprese artigiane della moda restano esposte a crisi cicliche con strumenti di tutela inadeguati rispetto all’industria. Confartigianato chiede il rafforzamento della Cassa Integrazione per le artigiane, procedure più snelle e misure specifiche per il settore moda che ne riconoscano la ciclicità strutturale.</p>
<ol start="8">
<li>Incentivi al consumo sostenibile</li>
</ol>
<p>Un bonus sugli acquisti di prodotti tessili e calzaturieri certificati come sostenibili e prodotti in Italia, campagne di educazione al consumo consapevole e incentivi per il riuso e la riparazione. Comprare artigianale italiano non è un atto di lusso: è un atto di cultura e responsabilità.</p>
<p>Alle tensioni geopolitiche si sommano l’impennata dei costi energetici, la contrazione dei consumi e una riorganizzazione globale dei modelli produttivi. Il punto di massima criticità riguarda gli ammortizzatori sociali: con le riserve di ore ormai esaurite, le parti chiedono uno strumento straordinario di sostegno al reddito — una “Cassa Moda” con l’azzeramento dei contatori — per evitare licenziamenti collettivi e chiusure storiche.</p>
<p>Il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla ha sollecitato con forza la convocazione urgente del Tavolo della Moda a livello nazionale presso il Ministero del Made in Italy. Il Sindaco di San Mauro Pascoli Moris Guidi ha ribadito: “Non possiamo permetterci di attendere oltre, poiché ne va della sopravvivenza del nostro distretto della calzatura.”</p>
<p>Difendere il distretto significa difendere un patrimonio unico di dignità e qualità del Made in Italy. Le imprese artigiane della moda italiana — colonne portanti del sistema manifatturiero — non possono farcela da sole. Hanno bisogno di politiche industriali all’altezza di un settore strategico.</p>
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