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	<title>La Storia - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>La Storia - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le imprese italiane stanno pagando il prezzo più alto della guerra nel Golfo. Nei primi quattro mesi del conflitto, da [&#8230;]</p>
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<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-0" data-row="script-row-unique-0" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-0"));</script></div></div></div>
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		<item>
		<title>Persi 2,2 miliardi di euro di made in Italy verso il Medio Oriente in quattro mesi di guerra, il 46% del calo dell’export UE</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/persi-22-miliardi-di-euro-di-made-in-italy-verso-il-medio-oriente-in-quattro-mesi-di-guerra-il-46-del-calo-dellexport-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 10:16:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
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		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La guerra del Golfo sta influendo su un rallentamento del commercio internazionale con la flessione dei flussi commerciali con le [&#8230;]</p>
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<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-1" data-row="script-row-unique-1" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-1"));</script></div></div></div>
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		<item>
		<title>Stop a 850mila finti artigiani: la legge c&#8217;è, ora le Regioni la applichino</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/stop-a-850mila-finti-artigiani-la-legge-ce-ora-le-regioni-la-applichino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 08:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132594</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;etichetta &#8216;artigianale&#8216; non può più essere usata da tutti. Lo stabilisce la nuova legge, in vigore dal 7 aprile, che tutela [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-2"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="vc_custom_heading_wrap "><div class="heading-text el-text" ><h1 class="h1" ><span>La Storia</span></h1></div><div class="clear"></div></div><div class="uncode_text_column" ><p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41678" src="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png" alt="palazzo" width="1100" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png 1100w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-300x82.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-768x209.png 768w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-1024x279.png 1024w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-2" data-row="script-row-unique-2" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-2"));</script></div></div></div>
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		<item>
		<title>Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese. L&#8217;allarme sulla stampa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/mancano-316mila-tecnici-in-ia-il-51-del-totale-richiesto-dalle-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132587</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le imprese italiane accelerano gli investimenti in intelligenza artificiale ma non trovano le professionalità necessarie per gestirla. È l’allarme lanciato [&#8230;]</p>
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<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-3" data-row="script-row-unique-3" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-3"));</script></div></div></div>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132565</guid>

					<description><![CDATA[<p>  Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-4"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="vc_custom_heading_wrap "><div class="heading-text el-text" ><h1 class="h1" ><span>La Storia</span></h1></div><div class="clear"></div></div><div class="uncode_text_column" ><p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41678" src="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png" alt="palazzo" width="1100" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png 1100w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-300x82.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-768x209.png 768w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-1024x279.png 1024w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-4" data-row="script-row-unique-4" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-4"));</script></div></div></div>
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		<title>Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/rialzo-tassi-bce-il-punto-sul-costo-del-credito-e-i-prestiti-alle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[credito più costoso]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132573</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il rialzo dei tassi avviato dalla BCE nel giugno 2026 porterà ad un aumento del costo del credito, frenando la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/noi/storia/">La Storia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-5"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="vc_custom_heading_wrap "><div class="heading-text el-text" ><h1 class="h1" ><span>La Storia</span></h1></div><div class="clear"></div></div><div class="uncode_text_column" ><p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41678" src="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png" alt="palazzo" width="1100" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png 1100w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-300x82.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-768x209.png 768w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-1024x279.png 1024w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-5" data-row="script-row-unique-5" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-5"));</script></div></div></div>
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		<title>Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9%</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/per-le-pmi-credito-piu-scarso-e-costoso-in-sette-anni-finanziamenti-giu-del-259/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[nuova Artigiancassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Finanziamenti in netto calo e denaro sempre più costoso per le piccole imprese italiane. Dal 2019 a marzo 2026 i [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/noi/storia/">La Storia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-6"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="vc_custom_heading_wrap "><div class="heading-text el-text" ><h1 class="h1" ><span>La Storia</span></h1></div><div class="clear"></div></div><div class="uncode_text_column" ><p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41678" src="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png" alt="palazzo" width="1100" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png 1100w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-300x82.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-768x209.png 768w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-1024x279.png 1024w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-6" data-row="script-row-unique-6" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-6"));</script></div></div></div>
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		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/granelli-a-unomattina-rai1-lartiturismo-che-rilancia-territori-imprese-e-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artiturismo]]></category>
		<category><![CDATA[marco granelli]]></category>
		<category><![CDATA[rai1]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132546</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un turismo diffuso, sostenibile e capace di valorizzare i borghi, le aree interne e i territori montani attraverso il protagonismo [&#8230;]</p>
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<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-7" data-row="script-row-unique-7" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-7"));</script></div></div></div>
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		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/nel-2026-sono-205mila-le-imprese-artigiane-interessate-da-domanda-turistica-con-544mila-addetti-il-167-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132480</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le evidenze statistiche disponibili segnalano nella prima parte del 2026 un trend positivo del turismo in Italia. L’Italia, lo ricordiamo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/noi/storia/">La Storia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-8"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="vc_custom_heading_wrap "><div class="heading-text el-text" ><h1 class="h1" ><span>La Storia</span></h1></div><div class="clear"></div></div><div class="uncode_text_column" ><p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41678" src="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png" alt="palazzo" width="1100" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png 1100w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-300x82.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-768x209.png 768w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-1024x279.png 1024w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-8" data-row="script-row-unique-8" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-8"));</script></div></div></div>
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		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/lundertourism-cresce-e-piace-al-21-dei-vacanzieri-protagonisti-204mila-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[overtourism]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[undertourism]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Via dalla pazza folla delle mete turistiche da tutto esaurito per scoprire i luoghi in cui nasce l’autentico made [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-9"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="vc_custom_heading_wrap "><div class="heading-text el-text" ><h1 class="h1" ><span>La Storia</span></h1></div><div class="clear"></div></div><div class="uncode_text_column" ><p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41678" src="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png" alt="palazzo" width="1100" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png 1100w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-300x82.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-768x209.png 768w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-1024x279.png 1024w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-9" data-row="script-row-unique-9" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-9"));</script></div></div></div>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-si-a-confronto-con-sindacati-per-difendere-la-buona-contrattazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132471</guid>

					<description><![CDATA[<p>Confartigianato, CNA, Casartigiani e Claai valutano positivamente l&#8216;avvio del confronto tra le principali Organizzazioni imprenditoriali e Cgil, Cisl e Uil [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/noi/storia/">La Storia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-10"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="vc_custom_heading_wrap "><div class="heading-text el-text" ><h1 class="h1" ><span>La Storia</span></h1></div><div class="clear"></div></div><div class="uncode_text_column" ><p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41678" src="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png" alt="palazzo" width="1100" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png 1100w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-300x82.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-768x209.png 768w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-1024x279.png 1024w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-10" data-row="script-row-unique-10" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-10"));</script></div></div></div>
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		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Confartigianato, Cna e Casartigiani condividono gli obiettivi ambientali del sistema di deposito cauzionale per i contenitori monouso, ma chiedono che [&#8230;]</p>
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<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-11" data-row="script-row-unique-11" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-11"));</script></div></div></div>
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		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/leccellenza-artigiana-dellargento-protagonista-a-unomattina-rai1-con-bianca-guscelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132454</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista della trasmissione UnoMattina su Rai 1 grazie alla partecipazione di Bianca Guscelli, Presidente dei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-12"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="vc_custom_heading_wrap "><div class="heading-text el-text" ><h1 class="h1" ><span>La Storia</span></h1></div><div class="clear"></div></div><div class="uncode_text_column" ><p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41678" src="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png" alt="palazzo" width="1100" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png 1100w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-300x82.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-768x209.png 768w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-1024x279.png 1024w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-12" data-row="script-row-unique-12" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-12"));</script></div></div></div>
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		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[carenza manodopera]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione sud]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132445</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il mercato del lavoro continua a rappresentare un fattore di resilienza dell&#8217;economia italiana, pur mostrando i primi segnali di rallentamento [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-13"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="vc_custom_heading_wrap "><div class="heading-text el-text" ><h1 class="h1" ><span>La Storia</span></h1></div><div class="clear"></div></div><div class="uncode_text_column" ><p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41678" src="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png" alt="palazzo" width="1100" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png 1100w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-300x82.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-768x209.png 768w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-1024x279.png 1024w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-13" data-row="script-row-unique-13" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-13"));</script></div></div></div>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132173</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una norma ‘dirompente’ perché introduce per la prima volta una definizione giuridica di &#8216;prodotto artigianale&#8217;, che è da intendersi esclusivamente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-14"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="vc_custom_heading_wrap "><div class="heading-text el-text" ><h1 class="h1" ><span>La Storia</span></h1></div><div class="clear"></div></div><div class="uncode_text_column" ><p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41678" src="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png" alt="palazzo" width="1100" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png 1100w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-300x82.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-768x209.png 768w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-1024x279.png 1024w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-14" data-row="script-row-unique-14" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-14"));</script></div></div></div>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
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		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132439</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate del 2026 sono dominate dalle tensioni dello scenario geopolitico. A luglio i costi dell’energia hanno [&#8230;]</p>
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<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-15" data-row="script-row-unique-15" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-15"));</script></div></div></div>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132434</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il cambiamento climatico mette a rischio la competitività del sistema produttivo italiano. È l&#8217;allarme lanciato oggi da Confartigianato sulle pagine [&#8230;]</p>
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<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
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<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132381</guid>

					<description><![CDATA[<p>  L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere dominato dalle incertezze sull’evoluzione del quadro geopolitico nel Golfo Persico. La ripresa [&#8230;]</p>
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<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-17" data-row="script-row-unique-17" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-17"));</script></div></div></div>
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		<item>
		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132377</guid>

					<description><![CDATA[<p>No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi esclusivamente su conti correnti bancari individuali. E’ la posizione espressa oggi da Confartigianato e [&#8230;]</p>
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<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
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<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata [&#8230;]</p>
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<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
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		<title>La Storia - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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