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	<title>La Storia - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>La Storia - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Confartigianato porta a Londra le eccellenze artigiane alla prima edizione di “Real Italian Food &#038; Wine Experience”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-porta-a-londra-le-eccellenze-artigiane-alla-prima-edizione-di-real-italian-food-wine-experience/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 14:09:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Real Italian Food & Wine Experience]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è svolta il 26 e 27 aprile a Londra, presso il quartiere fieristico di ExCeL London, la prima edizione [&#8230;]</p>
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<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-0" data-row="script-row-unique-0" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-0"));</script></div></div></div>
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		<title>Dl lavoro &#8211; Bene incentivi, ma servono misure a lungo termine e senza limiti uso per Pmi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/dl-lavoro-bene-incentivi-ma-servono-misure-a-lungo-termine-e-senza-limiti-uso-per-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 17:10:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[dl lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Confartigianato imprese esprime sostanziale apprezzamento per le misure contenute nel Decreto lavoro approvato oggi dal Consiglio dei Ministri. In particolare, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/noi/storia/">La Storia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-1" data-row="script-row-unique-1" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-1"));</script></div></div></div>
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		<item>
		<title>Verso 1° maggio: in quattro anni di elevata turbolenza cresce a doppia cifra (+11,2%) il lavoro dipendente stabile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/verso-1-maggio-in-quattro-anni-di-elevata-turbolenza-cresce-a-doppia-cifra-112-il-lavoro-dipendente-stabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 11:09:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130938</guid>

					<description><![CDATA[<p>Mercato del lavoro in frenata &#8211; Lo shock energetico innescato dal conflitto in Medio Oriente rappresenta una ‘gelata di primavera’ [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-2"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="vc_custom_heading_wrap "><div class="heading-text el-text" ><h1 class="h1" ><span>La Storia</span></h1></div><div class="clear"></div></div><div class="uncode_text_column" ><p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41678" src="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png" alt="palazzo" width="1100" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png 1100w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-300x82.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-768x209.png 768w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-1024x279.png 1024w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-2" data-row="script-row-unique-2" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-2"));</script></div></div></div>
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		<item>
		<title>Bene la semplificazione degli incentivi. Ma la riforma non rimanga sospesa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/bene-la-semplificazione-degli-incentivi-ma-la-riforma-non-rimanga-sospesa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 10:10:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[riforma incentivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Una riforma necessaria per superare la frammentazione, ma che presenta ancora nodi critici su coperture finanziarie, procedure e coordinamento territoriale”. [&#8230;]</p>
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<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-3" data-row="script-row-unique-3" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-3"));</script></div></div></div>
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		<title>Su DFP condivisibile prudenza Governo. Urgono misure su energia, credito, competitività</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/su-dfp-condivisibile-prudenza-governo-urgono-misure-su-energia-credito-competitivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 07:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[DFP 2026]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130927</guid>

					<description><![CDATA[<p>Confartigianato, Cna e Casartigiani condividono la prudenza del Governo nella lettura dei conti pubblici, ma sottolineano che il rigore non [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-4"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="vc_custom_heading_wrap "><div class="heading-text el-text" ><h1 class="h1" ><span>La Storia</span></h1></div><div class="clear"></div></div><div class="uncode_text_column" ><p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41678" src="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png" alt="palazzo" width="1100" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png 1100w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-300x82.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-768x209.png 768w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-1024x279.png 1024w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-4" data-row="script-row-unique-4" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-4"));</script></div></div></div>
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		<item>
		<title>Confartigianato presenta il Tax Reform Index: come cambia il fisco per artigiani e Mpi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-presenta-il-tax-reform-index-come-cambia-il-fisco-per-artigiani-e-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 14:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Tamburini]]></category>
		<category><![CDATA[giancarlo giorgetti]]></category>
		<category><![CDATA[Jean Marie Del Bo]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Tax Reform Index]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Carbone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A quasi tre anni dall’approvazione della legge delega di riforma fiscale, Confartigianato ne ha misurato il grado di attuazione per [&#8230;]</p>
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<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-5" data-row="script-row-unique-5" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-5"));</script></div></div></div>
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		<title>Jacopo Poli è &#8216;Maestro del Made in Italy&#8217;: premiata impresa di Confartigianato Vicenza</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/jacopo-poli-e-maestro-del-made-in-italy-premiata-leccellenza-di-confartigianato-vicenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 21:47:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[jacopo poli]]></category>
		<category><![CDATA[poli distillerie]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Maestro del made in Italy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130894</guid>

					<description><![CDATA[<p>Jacopo Poli, titolare di Poli Distillerie srl di Schiavon (Vicenza) ha ricevuto dalle mani del Ministro dell’Istruzione e del Merito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-6"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="vc_custom_heading_wrap "><div class="heading-text el-text" ><h1 class="h1" ><span>La Storia</span></h1></div><div class="clear"></div></div><div class="uncode_text_column" ><p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41678" src="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png" alt="palazzo" width="1100" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png 1100w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-300x82.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-768x209.png 768w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-1024x279.png 1024w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-6" data-row="script-row-unique-6" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-6"));</script></div></div></div>
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		<title>Indicazioni Geografiche: a Bruxelles Confartigianato fa il punto sulle nuove tutele per i prodotti artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/indicazioni-geografiche-a-bruxelles-confartigianato-fa-il-punto-sulle-nuove-tutele-per-i-prodotti-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 11:50:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[IG]]></category>
		<category><![CDATA[indicazioni geografiche]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130889</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si è tenuto il 22 aprile, presso il Parlamento Europeo, l’evento “Indicazione Geografica per i Prodotti Artigianali: una grande opportunità per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-7"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="vc_custom_heading_wrap "><div class="heading-text el-text" ><h1 class="h1" ><span>La Storia</span></h1></div><div class="clear"></div></div><div class="uncode_text_column" ><p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41678" src="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png" alt="palazzo" width="1100" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png 1100w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-300x82.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-768x209.png 768w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-1024x279.png 1024w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-7" data-row="script-row-unique-7" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-7"));</script></div></div></div>
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		<title>Confartigianato conquista Hong Kong con moda e gioielleria tra artigianalità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-conquista-hong-kong-con-moda-e-gioielleria-tra-artigianalita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 10:48:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Hong Kong]]></category>
		<category><![CDATA[ice agenzia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130883</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si è conclusa il 23 aprile con successo la mostra autonoma “Fashion and Jewellery Hong Kong”, organizzata da ICE – [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-8"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="vc_custom_heading_wrap "><div class="heading-text el-text" ><h1 class="h1" ><span>La Storia</span></h1></div><div class="clear"></div></div><div class="uncode_text_column" ><p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41678" src="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png" alt="palazzo" width="1100" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png 1100w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-300x82.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-768x209.png 768w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-1024x279.png 1024w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-8" data-row="script-row-unique-8" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-8"));</script></div></div></div>
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		<title>Nel 2025 la produzione di mobili sale del 3,5% vs +0,7% Ue. Il report di Confartigianato al Salone del Mobile a Milano</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/nel-2025-la-produzione-di-mobili-sale-del-35-vs-07-ue-il-report-di-confartigianato-al-salone-del-mobile-a-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 10:18:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[salone del mobile]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130880</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il settore del mobile italiano conferma la sua solidità strutturale, basata su un diffuso sistema di micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
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<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-9" data-row="script-row-unique-9" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-9"));</script></div></div></div>
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		<title>Al Mimit con il Ministro Urso al via la campagna nazionale &#8216;Artigianato, futuro del made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/oggi-al-mimit-con-il-ministro-urso-al-via-la-campagna-nazionale-artigianato-futuro-del-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 14:49:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[adolfo urso]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata nazionale del made in Italy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Artigianato aumentato è il titolo della Campagna nazionale “Artigianato, futuro del made in Italy” 2026, presentata oggi in occasione della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-10"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="vc_custom_heading_wrap "><div class="heading-text el-text" ><h1 class="h1" ><span>La Storia</span></h1></div><div class="clear"></div></div><div class="uncode_text_column" ><p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41678" src="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png" alt="palazzo" width="1100" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png 1100w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-300x82.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-768x209.png 768w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-1024x279.png 1024w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-10" data-row="script-row-unique-10" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-10"));</script></div></div></div>
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		<item>
		<title>Confartigianato sul Documento finanza pubblica 2026: “Serve risposta Ue su energia e vincoli bilancio”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-sul-documento-finanza-pubblica-2026-serve-risposta-ue-su-energia-e-vincoli-bilancio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 14:49:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[DFP 2026]]></category>
		<category><![CDATA[giancarlo giorgetti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130863</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il quadro delineato dal Documento di finanza pubblica 2026 approvato dal Consiglio dei Ministri, che evidenzia una revisione al ribasso [&#8230;]</p>
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<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-11" data-row="script-row-unique-11" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-11"));</script></div></div></div>
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		<item>
		<title>Granelli: &#8220;Bene proposta Sen. De Carlo di aggiungere ‘artigianato&#8217; a denominazione Commissione Industria Senato&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-bene-proposta-sen-de-carlo-di-aggiungere-artigianato-a-denominazione-commissione-industria-senato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 12:15:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Luca De Carlo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Accogliamo con grande apprezzamento la proposta del senatore Luca De Carlo di inserire esplicitamente il termine ‘artigianato’ nella denominazione della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-12"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="vc_custom_heading_wrap "><div class="heading-text el-text" ><h1 class="h1" ><span>La Storia</span></h1></div><div class="clear"></div></div><div class="uncode_text_column" ><p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41678" src="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png" alt="palazzo" width="1100" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png 1100w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-300x82.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-768x209.png 768w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-1024x279.png 1024w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-12" data-row="script-row-unique-12" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-12"));</script></div></div></div>
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		<title>Le Confederazioni artigiane in audizione alla Camera: &#8220;Pmi siano al centro di politiche Ue&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/le-confederazioni-artigiane-in-audizione-alla-camera-pmi-siano-al-centro-di-politiche-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 11:51:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sostegno all’impostazione del Programma di lavoro della Commissione europea per il 2026, ma con una richiesta chiara: mettere davvero le [&#8230;]</p>
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<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
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		<title>Granelli a “Unomattina” (Rai1): “Più tutele per i veri artigiani e nuove opportunità per i giovani”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-a-unomattina-rai1-piu-tutele-per-i-veri-artigiani-e-nuove-opportunita-per-i-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 11:10:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[rai1]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervento del Presidente di Confartigianato, Marco Granelli, questa mattina al programma di Rai1 &#8216;Unomattina&#8217;, intervistato da Daniela Ferolla, per fare [&#8230;]</p>
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<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
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<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
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		<title>Alta vocazione artigiana, fattore chiave della leadership europea del Design. Il report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/alta-vocazione-artigiana-fattore-chiave-della-leadership-europea-del-design-il-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 12:33:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[salone del mobile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La leadership europea nel Design dell’Italia è caratterizzata da un diffuso e dinamico cluster di imprese artigiane. A fine del [&#8230;]</p>
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<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-15" data-row="script-row-unique-15" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-15"));</script></div></div></div>
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		<item>
		<title>OpenAI e Confartigianato lanciano lo SME AI Accelerator per le PMI italiane</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/openai-e-confartigianato-lanciano-lo-sme-ai-accelerator-per-le-pmi-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 09:30:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[OpenAI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>OpenAI e Confartigianato Imprese annunciano il lancio dello SME AI Accelerator, la declinazione nazionale di una più ampia iniziativa europea [&#8230;]</p>
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<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
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<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-16" data-row="script-row-unique-16" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-16"));</script></div></div></div>
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		<title>Artigianato protagonista del turismo: il Ministro Mazzi riceve il Presidente di Confartigianato Granelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/artigianato-protagonista-del-turismo-il-ministro-mazzi-riceve-il-presidente-di-confartigianato-granelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 13:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Gianmarco Mazzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, nell’ambito del ciclo di incontri con le associazioni di categoria del settore, ha ricevuto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-17"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="vc_custom_heading_wrap "><div class="heading-text el-text" ><h1 class="h1" ><span>La Storia</span></h1></div><div class="clear"></div></div><div class="uncode_text_column" ><p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41678" src="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png" alt="palazzo" width="1100" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png 1100w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-300x82.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-768x209.png 768w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-1024x279.png 1024w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-17" data-row="script-row-unique-17" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-17"));</script></div></div></div>
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		<title>Gli effetti sulle imprese della crisi del Golfo al centro del 37° report congiunturale di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/gli-effetti-sulle-imprese-della-crisi-del-golfo-al-centro-del-37-report-congiunturale-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 12:50:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ad una settimana dalla tregua della guerra del Golfo persiste un sostanziale blocco del traffico attraverso lo stretto di Hormuz, [&#8230;]</p>
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<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
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<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-18" data-row="script-row-unique-18" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-18"));</script></div></div></div>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/noi/storia/">La Storia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli a &#8216;Punti di vista&#8217; (Rai2) su crisi Medio Oriente: &#8216;Serve sostegno al credito e a economia di prossimità&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-a-punti-di-vista-rai2-su-crisi-medio-oriente-serve-sostegno-al-credito-e-a-economia-di-prossimita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 08:56:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nonostante l&#8217;annuncio di una fragile tregua a Islamabad, il clima tra gli operatori economici resta di profonda incertezza. Lo ha [&#8230;]</p>
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<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-19" data-row="script-row-unique-19" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-19"));</script></div></div></div>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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