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	<title>La Storia - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>La Storia - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Giovani nell&#8217;artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8220;. È il messaggio lanciato dal Presidente di Confartigianato Marco Granelli nel corso del programma televisivo [&#8230;]</p>
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<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-0" data-row="script-row-unique-0" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-0"));</script></div></div></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I mesi estivi sono caratterizzati dal consumo di gelato, uno dei prodotti tipici del made in Italy del comparto alimentare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/noi/storia/">La Storia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-1" data-row="script-row-unique-1" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-1"));</script></div></div></div>
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		<item>
		<title>Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24)</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-sulla-rappresentanza-e-crisi-di-hormuz-granelli-a-focus-economia-radio24/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 17:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[radio24]]></category>
		<category><![CDATA[sebastiano barisoni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132283</guid>

					<description><![CDATA[<p>Confartigianato ha sottoscritto l&#8217;accordo tra le principali organizzazioni datoriali sulla rappresentanza e sulla contrattazione facendo prevalere il senso di responsabilità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-2"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="vc_custom_heading_wrap "><div class="heading-text el-text" ><h1 class="h1" ><span>La Storia</span></h1></div><div class="clear"></div></div><div class="uncode_text_column" ><p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41678" src="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png" alt="palazzo" width="1100" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png 1100w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-300x82.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-768x209.png 768w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-1024x279.png 1024w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-2" data-row="script-row-unique-2" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-2"));</script></div></div></div>
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		<title>Accordo su rappresentanza e contrattazione: servono chiarezza su rappresentatività e impegno antidumping</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-su-rappresentanza-e-contrattazione-servono-chiarezza-su-rappresentativita-e-impegno-antidumping/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 16:51:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[contrattazione]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentanza imprenditoriale]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentatività]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le principali organizzazioni datoriali italiane hanno compiuto un altro passo verso la definizione di regole condivise sulla rappresentanza delle imprese [&#8230;]</p>
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<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-3" data-row="script-row-unique-3" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-3"));</script></div></div></div>
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		<title>Premio Confartigianato Motori: presentata a Monza l&#8217;edizione 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/premio-confartigianato-motori-presentata-a-monza-ledizione-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 12:28:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Confatigianato Motori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132248</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si è tenuta il 9 luglio a Monza, negli spazi di APA Confartigianato Imprese Milano Monza e Brianza, la serata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-4"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="vc_custom_heading_wrap "><div class="heading-text el-text" ><h1 class="h1" ><span>La Storia</span></h1></div><div class="clear"></div></div><div class="uncode_text_column" ><p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41678" src="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png" alt="palazzo" width="1100" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png 1100w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-300x82.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-768x209.png 768w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-1024x279.png 1024w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-4" data-row="script-row-unique-4" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-4"));</script></div></div></div>
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		<item>
		<title>La sanità del futuro nel nuovo numero di Spirito Artigiano</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/la-sanita-del-futuro-nel-nuovo-numero-di-spirito-artigiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 09:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132228</guid>

					<description><![CDATA[<p>La salute come bene comune, la sanità che esce dagli ospedali per avvicinarsi alle persone, l&#8217;innovazione che incontra il fattore [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/noi/storia/">La Storia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-5"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="vc_custom_heading_wrap "><div class="heading-text el-text" ><h1 class="h1" ><span>La Storia</span></h1></div><div class="clear"></div></div><div class="uncode_text_column" ><p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41678" src="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png" alt="palazzo" width="1100" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png 1100w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-300x82.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-768x209.png 768w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-1024x279.png 1024w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-5" data-row="script-row-unique-5" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-5"));</script></div></div></div>
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		<title>Imprese e professioni chiedono il “Buono Digitale” per sostenere innovazione e competitività</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imprese-e-professioni-chiedono-il-buono-digitale-per-sostenere-innovazione-e-competitivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 15:38:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Buono digitale]]></category>
		<category><![CDATA[fabio mereu]]></category>
		<category><![CDATA[voucher digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Debutta il Manifesto per l’Italia Digitale, promosso da AIIP, AssoSoftware, Confartigianato, Confcommercio, Confimi Industria e Confprofessioni. Al centro della proposta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-6"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="vc_custom_heading_wrap "><div class="heading-text el-text" ><h1 class="h1" ><span>La Storia</span></h1></div><div class="clear"></div></div><div class="uncode_text_column" ><p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41678" src="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png" alt="palazzo" width="1100" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png 1100w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-300x82.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-768x209.png 768w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-1024x279.png 1024w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-6" data-row="script-row-unique-6" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-6"));</script></div></div></div>
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		<title>Manifesto per l&#8217;Italia digitale: imprese e istituzioni presentano le proposte per la competitività del Paese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/manifesto-per-litalia-digitale-imprese-e-istituzioni-presentano-le-proposte-per-la-competitivita-del-paese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 13:37:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132194</guid>

					<description><![CDATA[<p>Confartigianato, insieme con Assosoftware, AIIP&#124;Associazione Italiana Internet Provider, Confcommercio, Confimi Industria e Confprofessioni, presenta il Manifesto per l&#8217;Italia Digitale, un [&#8230;]</p>
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<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-7" data-row="script-row-unique-7" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-7"));</script></div></div></div>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132173</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una norma ‘dirompente’ perché introduce per la prima volta una definizione giuridica di &#8216;prodotto artigianale&#8217;, che è da intendersi esclusivamente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-8"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="vc_custom_heading_wrap "><div class="heading-text el-text" ><h1 class="h1" ><span>La Storia</span></h1></div><div class="clear"></div></div><div class="uncode_text_column" ><p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41678" src="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png" alt="palazzo" width="1100" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png 1100w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-300x82.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-768x209.png 768w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-1024x279.png 1024w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-8" data-row="script-row-unique-8" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-8"));</script></div></div></div>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027 nel 38° report congiunturale di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027-nel-38-report-congiunturale-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 13:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132169</guid>

					<description><![CDATA[<p>  Le incertezze sull’evoluzione della crisi mediorientale, la crescita dell’economia italiana e l’avvicinamento al termine degli interventi del PNRR dominano [&#8230;]</p>
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<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-9" data-row="script-row-unique-9" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-9"));</script></div></div></div>
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		<title>Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/automotive-e-meccanica-luci-e-ombre-di-una-ripresa-ancora-fragile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[automotive]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[meccanica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I comparti dell’automotive e della meccanica affrontano l&#8217;estate 2026 in un contesto ancora segnato da forti elementi di incertezza. Le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-10"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="vc_custom_heading_wrap "><div class="heading-text el-text" ><h1 class="h1" ><span>La Storia</span></h1></div><div class="clear"></div></div><div class="uncode_text_column" ><p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41678" src="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png" alt="palazzo" width="1100" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png 1100w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-300x82.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-768x209.png 768w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-1024x279.png 1024w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-10" data-row="script-row-unique-10" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-10"));</script></div></div></div>
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		<title>Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/internazionalizzazione-decisiva-per-le-piccole-imprese-servono-strumenti-piu-accessibili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 17:51:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[mimt]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132102</guid>

					<description><![CDATA[<p>La nuova fase dell’economia mondiale impone un salto di qualità nelle politiche per l’internazionalizzazione. Instabilità geopolitica, tensioni commerciali, transizione energetica [&#8230;]</p>
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<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-11" data-row="script-row-unique-11" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-11"));</script></div></div></div>
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		<item>
		<title>Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di violenza</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/alla-camera-presentato-il-progetto-trame-di-rinascita-formazione-e-artigianato-per-le-donne-vittime-di-violenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132095</guid>

					<description><![CDATA[<p>E’ stato presentato oggi alla Camera dei Deputati, su iniziativa dell’on. Walter Rizzetto, Presidente della Commissione Lavoro della Camera, il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/noi/storia/">La Storia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-12"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="vc_custom_heading_wrap "><div class="heading-text el-text" ><h1 class="h1" ><span>La Storia</span></h1></div><div class="clear"></div></div><div class="uncode_text_column" ><p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41678" src="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png" alt="palazzo" width="1100" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png 1100w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-300x82.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-768x209.png 768w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-1024x279.png 1024w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
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<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-12" data-row="script-row-unique-12" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-12"));</script></div></div></div>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-pesano-su-manifattura-e-made-in-italy-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:48:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto ufficio studi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132069</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;estate del 2026 si apre con la complessa attuazione dell’accordo tra Stati Uniti e Iran, ma l&#8217;economia italiana continua a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-13"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="vc_custom_heading_wrap "><div class="heading-text el-text" ><h1 class="h1" ><span>La Storia</span></h1></div><div class="clear"></div></div><div class="uncode_text_column" ><p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41678" src="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png" alt="palazzo" width="1100" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png 1100w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-300x82.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-768x209.png 768w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-1024x279.png 1024w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-13" data-row="script-row-unique-13" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-13"));</script></div></div></div>
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		<title>Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/al-forum-di-confartigianato-la-sostenibilita-e-inclusione-equita-adattamento-intelligente-motore-di-business/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:26:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132045</guid>

					<description><![CDATA[<p>La sostenibilità secondo Confartigianato? E’ inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business, capacità di saldare tradizione e innovazione. Ma tanto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/noi/storia/">La Storia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-14"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="vc_custom_heading_wrap "><div class="heading-text el-text" ><h1 class="h1" ><span>La Storia</span></h1></div><div class="clear"></div></div><div class="uncode_text_column" ><p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41678" src="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png" alt="palazzo" width="1100" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png 1100w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-300x82.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-768x209.png 768w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-1024x279.png 1024w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-14" data-row="script-row-unique-14" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-14"));</script></div></div></div>
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		<title>Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/forum-sulla-sostenibilita-il-report-con-le-evidenze-su-territori-persone-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 06:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio studi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132006</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nella giornata di apertura del Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato è stato presentato un report coordinato dall’Ufficio Studi che propone [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/noi/storia/">La Storia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-15"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="vc_custom_heading_wrap "><div class="heading-text el-text" ><h1 class="h1" ><span>La Storia</span></h1></div><div class="clear"></div></div><div class="uncode_text_column" ><p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41678" src="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png" alt="palazzo" width="1100" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png 1100w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-300x82.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-768x209.png 768w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-1024x279.png 1024w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-15" data-row="script-row-unique-15" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-15"));</script></div></div></div>
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		<title>Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-inblu2000-crisi-in-medio-oriente-pesa-su-costi-energia-export-e-investimenti-delle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[InBlu2000]]></category>
		<category><![CDATA[RadioInBlu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oltre cento giorni di crisi in Medio Oriente con la chiusura dello Stretto di Hormuz hanno lasciato un segno profondo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-16"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="vc_custom_heading_wrap "><div class="heading-text el-text" ><h1 class="h1" ><span>La Storia</span></h1></div><div class="clear"></div></div><div class="uncode_text_column" ><p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41678" src="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png" alt="palazzo" width="1100" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo.png 1100w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-300x82.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-768x209.png 768w, https://www.confartigianato.it/storage/2014/09/palazzo-1024x279.png 1024w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-16" data-row="script-row-unique-16" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-16"));</script></div></div></div>
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		<title>Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-4-di-sera-rete-4-le-crisi-geopolitiche-presentano-il-conto-alle-nostre-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4 di sera]]></category>
		<category><![CDATA[rete 4]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131997</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’impatto sulle imprese delle crisi geopolitiche è stato al centro dell’intervento del Presidente di Confartigianato Marco Granelli al programma di [&#8230;]</p>
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<p>&nbsp;</p>
<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-per-economia-e-imprese-il-punto-nel-webinar-del-6-luglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[congiuntura]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le ultime previsioni della Commissione europea confermano una bassa crescita dell&#8217;Italia, nonostante la spinta del PNRR. La crisi di Hormuz [&#8230;]</p>
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<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
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<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/aggregazione-in-consorzi-e-reti-dimpresa-per-conquistare-il-mercato-degli-appalti-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4CNetWork]]></category>
		<category><![CDATA[Gustavo Piga]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Carretti]]></category>
		<category><![CDATA[orep]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le micro, piccole e medie imprese costituiscono l’ossatura produttiva del Paese, generano occupazione, innovazione e una quota rilevante della ricchezza [&#8230;]</p>
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<h2>CONFARTIGIANATO IMPRESE, DENTRO LA STORIA D’ITALIA</h2>
<p>Costituita nel 1946, Confartigianato ha contribuito a scrivere la storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano, offrendo rappresentanza e tutela agli artigiani e trasformandoli in soggetto economico e sociale consapevole della propria forza. La difesa dell’imprenditore, come individuo e come operatore economico, e la valorizzazione della libera iniziativa privata costituiscono i principi ai quali si ispira l’attività di Confartigianato. Nelle scelte di politica economica del dopoguerra che privilegiavano un processo generalizzato di industrializzazione, si trattava di garantire all’artigianato il riconoscimento di quella specificità socio-culturale che gli erano fino ad allora mancati, ‘intrappolato’ com’era nei problemi relativi allo scontro sociale fra capitale e lavoro e tra ceto industriale e classe operaia. Grazie a Confartigianato, il mondo artigiano ha potuto acquisire la propria fisionomia sul piano economico e professionale, ha espresso gli elementi fondamentali che ne hanno qualificato l&#8217;apporto positivo al nostro sistema produttivo e che oggi sono unanimemente apprezzati a livello internazionale: creatività e flessibilità, intesa come capacità di pronto adattamento ai mutamenti quantitativi e qualitativi della domanda; creazione di nuova imprenditorialità e consolidamento di quella esistente; capacità di trasmettere valori sociali e culturali, di creare occupazione qualificata; tendenza costante all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Sono degli anni ’50 le battaglie per liberare l’artigianato dal ruolo tradizionale nel quale era confinato, iniziando a definirne l’identità dal punto di vista normativo. E il primo importante riconoscimento arriva nel 1956, con la legge 860 sulla Disciplina giuridica delle Imprese Artigiane. Dopo tre anni, nel luglio 1959, gli artigiani avranno anche la propria legge pensionistica. Gli anni ’60 segnano importanti novità sul fronte dell’autonomia contrattuale. E’ del febbraio 1964 il primo accordo interconfederale nell’artigianato in materia di rapporti di lavoro, seguito nel luglio 1968 dal primo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore metalmeccanico. Con il 1972 si assiste al passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative dello Stato in materia di artigianato e di istruzione professionale artigiana.<br />
Negli anni a seguire, Confartigianato è sempre protagonista dell’attività sindacale che porterà ad altri significativi traguardi tra cui, nel 1983, la Legge quadro per l’artigianato che ridefinisce, seppure con alcuni limiti, le caratteristiche dell’imprenditore artigiano. Gli anni ottanta sono densi di date significative: si comincia con il 1983, che il Parlamento europeo decreta “Anno dell’Artigianato”. L’anno successivo, Confartigianato è protagonista di iniziative nazionali di protesta contro progetti del Governo che colpiscono gli imprenditori: manifestazione unitaria dell’artigianato in piazza il 30 ottobre 1984 e due ‘serrate’, la prima il 26 novembre, la seconda il 13 dicembre. Le battaglie in difesa degli artigiani continuano negli anni Novanta. Nel luglio 1992 Confartigianato, unica organizzazione imprenditoriale, non sottoscrive il Protocollo sulla Politica dei redditi perché contiene le premesse per gli aumenti fiscali e contributivi e, in generale, una criminalizzazione della categoria.<br />
A settembre 1992, il Governo Amato vara la ‘minimum tax’ e scatta la protesta: il 29 ottobre 1992 a Roma, scendono in piazza 50.000 artigiani per chiedere l’eliminazione della minimum tax. La battaglia continua nei mesi successivi: il 14 ottobre 1993 Confartigianato scarica davanti al Ministero dell’Industria 91.000 chiavi-simbolo delle aziende chiuse in un anno soprattutto a causa della minimum tax.<br />
Il 19 ottobre 1993, A Milano, 100.000 imprenditori artigiani invadono Piazza del Duomo “Per tenere aperta l’Italia”. Nel 1994 scompare la ‘minimum tax’. Arriviamo a marzo 2001, con la legge n. 57, fortemente voluta da Confartigianato che consente all’impresa artigiana di costituirsi in forma di società di capitale a responsabilità limitata con pluralità di soci. Confartigianato scrive un’altra pagina della storia dell’artigianato il 3 marzo 2004, quando, insieme con le altre Confederazioni dell’artigianato e con Cgil, Cisl e Uil sigla l’Accordo interconfederale per la riforma del modello contrattuale nell’artigianato all’insegna del federalismo contrattuale.</p>
<p>La seconda metà degli anni 2000 è profondamente segnata dalle battaglie sul fronte fiscale: a ottobre 2006 in tutta Italia inizia la mobilitazione di Confartigianato contro la legge Finanziaria 2007 che contiene norme punitive contro il lavoro indipendente.<br />
La protesta continua il 30 ottobre 2006 quando Confartigianato organizza insieme alle principali Confederazioni dell&#8217;artigianato e del commercio, l&#8217;Assise degli Stati Generali. In quella occasione le cinque associazioni di artigiani e dei commercianti lanciano il “Patto del Capranica” contro la retroattività degli studi di settore voluta dal governo Prodi, con la volontà di realizzare un coordinamento politico più forte.<br />
Il 25 novembre 2006, oltre 15.000 imprenditori artigiani partecipano alla manifestazione nazionale organizzata alla Fiera di Milan da Confartigianato contro la manovra economica. “Finanziaria 2007. Così non va”.<br />
A dicembre 2006, la Confederazione raccoglie i frutti di tanto impegno: Governo e Parlamento a correggono il tiro della manovra economica inizialmente molto sbilanciata a sfavore del lavoro autonomo e della piccola impresa. E’ scongiurato il pericolo di trasformare gli studi di settore in un punitivo ed automatico strumento di prelievo nei confronti degli imprenditori.<br />
A luglio 2009 è operativo il nuovo modello contrattuale nell’artigianato che dà il via al federalismo contrattuale e al welfare a misura di artigiani e piccole imprese.<br />
Il 10 maggio 2010 nasce Rete Imprese Italia, costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, una tappa storica per semplificare e potenziare la rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane.<br />
In quasi 70 anni di attività, Confartigianato ha saputo guidare l’artigianato rendendolo maturo e cosciente delle proprie potenzialità, senza peraltro abdicare ai valori della tradizione secolare dal quale proviene.<br />
Anche grazie al suo instancabile impegno, la bottega artigiana ha potuto trasformarsi in un laboratorio tecnologicamente attrezzato proiettato sui mercati internazionali, senza rinunciare alla scelta di creatività nella conduzione del lavoro e di etica professionale nell&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa, nella quale vengono valorizzati la partecipazione, la personalizzazione, il contributo dei piccoli gruppi e, soprattutto, le capacità professionali dell&#8217;imprenditore.</p>
<h2>I PRESIDENTI</h2>
<p><strong>1946 – 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p>Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato e leader storico dell’artigianato italiano, è nato nel 1908 a Corridonia, in provincia di Macerata. Germozzi contribuì, fin dall’immediato dopoguerra, alla ricostituzione del movimento sindacale artigiano e fu uno dei fondatori di Confartigianato che ha guidato fino al 1986. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997, ricopriva l’incarico di Presidente Onorario continuando a partecipare attivamente all’attività confederale.<br />
E’ stato fondatore del Patronato Inapa, di cui era Presidente Onorario. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente del Consiglio generale di Artigiancassa. Impegnato per la promozione delle imprese italiane sui mercati internazionali, Germozzi è stato, tra l’altro, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Commercio estero (ICE) con funzioni di Vice Presidente, e rappresentante permanente presso l’OCSE per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo con il rango di Ambasciatore. E’ stato tra i fondatori dell’UEAPME, l’Unione europea dell’artigianato e delle piccole imprese, e, in qualità di Presidente, fece proclamare il 1983 Anno europeo dell’artigianato.</p>
<p><strong>1988 – 2000  IVANO SPALLANZANI</strong><br />
Ivano <span data-olk-copy-source="MessageBody">Spallanzani </span>è nato a Modena nel 1943. E&#8217; titolare dell&#8217;omonima impresa artigiana che produce macchine per la lavorazione del marmo. Ha percorso, prima di arrivare alla guida della più rappresentativa organizzazione italiana dell&#8217;artigianato, tutte le tappe della carriera associativa: presidente provinciale di Lapam Confartigianato Modena e Presidente di Confartigianato Emilia Romagna. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di vicepresidente di Federexport e di presidente dell&#8217;ACIMM Associazione costruttori italiani macchine marmo.</p>
<p><strong>2000 – 2004  LUCIANO PETRACCHI</strong><br />
Luciano Petracchi è nato a Moso in Passiria (Bolzano) nel 1939 e scomparso a Pistoia nel 2016. Imprenditore nel settore tessile-abbigliamento, oltre alla Presidenza di Confartigianato, ha svolto numerosi incarichi nell’ambito del Sistema Confederale: Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Pistoia, successivamente Presidente della Confartigianato Toscana fino a ricoprire, durante la presidenza di Ivano Spallanzani, l’incarico di Vice Presidente Vicario con la delega per le politiche previdenziali, tributarie ed economiche. E’ stato anche Presidente di Artigiancassa, la Banca di riferimento delle imprese artigiane</p>
<p><strong>2004 – 2012  GIORGIO GUERRINI</strong><br />
Giorgio Guerrini è nato ad Arezzo nel 1958. Imprenditore nel settore dell’alimentazione e delle energie rinnovabili, prima di arrivare al vertice di Confartigianato, è stato Presidente dell’Associazione Artigiani di Arezzo e Presidente di Confartigianato Toscana. Tra gli altri incarichi, Guerrini è stato vicepresidente del Cespa (Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali), strumento di concertazione istituito presso il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p><strong>2012 &#8211; 2020 GIORGIO MERLETTI</strong><br />
Giorgio Merletti è nato ad Arsago Seprio (Varese) nel 1951. Laureato in architettura, è imprenditore nel settore della falegnameria. In ambito associativo è stato Presidente di Confartigianato Varese e di Confartigianato Lombardia. Dal 2006 al 2009 è stato Vice Presidente di Artigiancassa. Merletti ha maturato anche una lunga esperienza di amministratore pubblico a livello locale.</p>
<p><strong>2020 MARCO GRANELLI</strong><br />
Marco Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un’impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è Vice Presidente Vicario di Confartigianato e dal 2009 guida Confartigianato Emilia Romagna dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.</p>
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<h2>I SEGRETARI GENERALI</h2>
<p><strong>1946 &#8211; 1986 MANLIO GERMOZZI</strong></p>
<p><strong>1986 &#8211; 1987 MAURIZIO ROSSETTO</strong></p>
<p><strong>1988 &#8211; 1994 GIORGIO MELI</strong></p>
<p><strong>1994 &#8211; 2002 FRANCESCO GIACOMIN</strong></p>
<p><strong>2003 &#8211; 2004 GUIDO BOLAFFI</strong></p>
<p><strong>2005 &#8211; 2020 CESARE FUMAGALLI</strong></p>
<p><strong>2020 VINCENZO MAMOLI</strong></p>
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		<title>La Storia - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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