<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Simona Budassi - Confartigianato Imprese</title>
	<atom:link href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.confartigianato.it/simona-budassi/</link>
	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Sep 2021 19:57:44 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	

<image>
	<url>https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/cropped-logo_Confartigianato_Tavola-disegno-1-32x32.png</url>
	<title>Simona Budassi - Confartigianato Imprese</title>
	<link>https://www.confartigianato.it/simona-budassi/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132266</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Giovani nell&#8217;artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8220;. È il messaggio lanciato dal Presidente di Confartigianato Marco Granelli nel corso del programma televisivo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>CHARTALAB, DOVE TORNA A VIVERE LA SECOLARE CULTURA ITALIANA</h3>
<figure id="attachment_29624" aria-describedby="caption-attachment-29624" style="width: 1100px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/Simona-Budassi-homepage.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-29624 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/05/Simona-Budassi-ritratto-a.jpg" alt="" width="1100" height="300" /></a><figcaption id="caption-attachment-29624" class="wp-caption-text">Simona Budassi fotografata da Ivan Demenego &#8211; testo di Fabrizio Cassieri</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“Consiglieresti questo mestiere ad un giovane?”</em>. <em>“Sì, perché è un mestiere bellissimo, il più bello del mondo”</em>. E il sorriso che sprigiona questa risposta non ammette repliche. Il mestiere è quello del restauratore di libri antichi, il sorriso e la risposta sono di <strong>Simona Budassi</strong>, maestra artigiana di <strong>ChartaLab</strong>, il laboratorio di restauro di libri antichi di <strong>Chieti</strong>.<br />
Entrare in questa bottega del centro abruzzese è un tuffo nella storia, tra libri vecchi di qualche secolo, stampe, opere ed archivi. L’aria che si respira è quella piacevole e pacifica tipica delle biblioteche, dove si lavora con precisione e concentrazione.<br />
D’altronde, tra le mani passano secoli e secoli di cultura, opere rimaste uniche al mondo. E compito di questi maestri è quello di riportarle all&#8217;antico splendore, di <em>“ridare vita ad un’opera che la vita la sta perdendo”</em>.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-35235" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b-300x300.jpg" alt="simona-budassi-ritratto-b" width="300" height="300" /></a>Una laurea in lingue rimasta nel cassetto e una scuola di restauro a Spoleto, dove <em>“ho fatto due anni di studio ed uno di tirocinio, che mi ha portato prima al Trinity College di Dublino e poi a Roma</em> &#8211; ci racconta Simona Budassi &#8211; <em><strong>L’apprendistato è fondamentale in questo mestiere. Lo studio ti prepara su tutta una serie di materie, da quelle storico-letterarie alla chimica, ma è lavorando che si acquisiscono le capacità manuali</strong>. L’apprendistato è un passaggio indispensabile della nostra preparazione professionale”.</em><br />
Come spesso succede in Italia, però, fare impresa rischia di diventare una corsa ad ostacoli. Soprattutto se lavori nel mondo della cultura. <em>“Da qualche anno a questa parte</em> &#8211; ci spiega <em>&#8211; gli affidi statali sono praticamente finiti. Si continua a lavorare con opere di proprietà pubblica, ma i restauri sono finanziati sempre da privati, enti ed associazioni. In più, stanno chiudendo i laboratori di restauro delle biblioteche pubbliche, lasciando inutilizzati spazi e strumenti costosi e molto utili per il nostro lavoro. Ecco, penso che lo Stato potrebbe lasciare quegli spazi a noi professionisti, aiutandoci a sostenere le spese per le strumentazioni diagnostiche”</em>.</p>
<p>In questo mestiere, <strong>le tecniche di lavorazione sono le stesse da sempre, </strong><em><strong>“l’innovazione tecnologica riguarda soprattutto le attrezzature per la diagnosi delle opere</strong>. Il primo e fondamentale passaggio di lavorazione di un restauratore è proprio questo, individuare i danni e capirne le cause, generalmente muffe, umidità, tarli ed insetti vari”</em>. A quel punto si inizia con l’intervento vero e proprio, dalla pulizia alla ricostruzione del supporto cartaceo dell’opera, con un velo o un impasto di acqua e cellulosa. <em>“Un intervento reversibile</em> &#8211; conclude Simona Budassi &#8211; <em>che non danneggia l’opera e che permette di lasciare intatto il valore artistico e culturale di queste opere”</em>. Per qualche secolo ancora.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ChartaLab</strong><br />
Chieti<br />
<a href="http://www.chartalab.axeleroweb.it">www.chartalab.axeleroweb.it</a><br />
<strong>Confartigianato Chieti</strong><br />
<a href="http://www.confartigianato.ch.it" target="blank" rel="noopener">www.confartigianato.ch.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/simona-budassi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132278</guid>

					<description><![CDATA[<p>I mesi estivi sono caratterizzati dal consumo di gelato, uno dei prodotti tipici del made in Italy del comparto alimentare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>CHARTALAB, DOVE TORNA A VIVERE LA SECOLARE CULTURA ITALIANA</h3>
<figure id="attachment_29624" aria-describedby="caption-attachment-29624" style="width: 1100px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/Simona-Budassi-homepage.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-29624 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/05/Simona-Budassi-ritratto-a.jpg" alt="" width="1100" height="300" /></a><figcaption id="caption-attachment-29624" class="wp-caption-text">Simona Budassi fotografata da Ivan Demenego &#8211; testo di Fabrizio Cassieri</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“Consiglieresti questo mestiere ad un giovane?”</em>. <em>“Sì, perché è un mestiere bellissimo, il più bello del mondo”</em>. E il sorriso che sprigiona questa risposta non ammette repliche. Il mestiere è quello del restauratore di libri antichi, il sorriso e la risposta sono di <strong>Simona Budassi</strong>, maestra artigiana di <strong>ChartaLab</strong>, il laboratorio di restauro di libri antichi di <strong>Chieti</strong>.<br />
Entrare in questa bottega del centro abruzzese è un tuffo nella storia, tra libri vecchi di qualche secolo, stampe, opere ed archivi. L’aria che si respira è quella piacevole e pacifica tipica delle biblioteche, dove si lavora con precisione e concentrazione.<br />
D’altronde, tra le mani passano secoli e secoli di cultura, opere rimaste uniche al mondo. E compito di questi maestri è quello di riportarle all&#8217;antico splendore, di <em>“ridare vita ad un’opera che la vita la sta perdendo”</em>.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-35235" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b-300x300.jpg" alt="simona-budassi-ritratto-b" width="300" height="300" /></a>Una laurea in lingue rimasta nel cassetto e una scuola di restauro a Spoleto, dove <em>“ho fatto due anni di studio ed uno di tirocinio, che mi ha portato prima al Trinity College di Dublino e poi a Roma</em> &#8211; ci racconta Simona Budassi &#8211; <em><strong>L’apprendistato è fondamentale in questo mestiere. Lo studio ti prepara su tutta una serie di materie, da quelle storico-letterarie alla chimica, ma è lavorando che si acquisiscono le capacità manuali</strong>. L’apprendistato è un passaggio indispensabile della nostra preparazione professionale”.</em><br />
Come spesso succede in Italia, però, fare impresa rischia di diventare una corsa ad ostacoli. Soprattutto se lavori nel mondo della cultura. <em>“Da qualche anno a questa parte</em> &#8211; ci spiega <em>&#8211; gli affidi statali sono praticamente finiti. Si continua a lavorare con opere di proprietà pubblica, ma i restauri sono finanziati sempre da privati, enti ed associazioni. In più, stanno chiudendo i laboratori di restauro delle biblioteche pubbliche, lasciando inutilizzati spazi e strumenti costosi e molto utili per il nostro lavoro. Ecco, penso che lo Stato potrebbe lasciare quegli spazi a noi professionisti, aiutandoci a sostenere le spese per le strumentazioni diagnostiche”</em>.</p>
<p>In questo mestiere, <strong>le tecniche di lavorazione sono le stesse da sempre, </strong><em><strong>“l’innovazione tecnologica riguarda soprattutto le attrezzature per la diagnosi delle opere</strong>. Il primo e fondamentale passaggio di lavorazione di un restauratore è proprio questo, individuare i danni e capirne le cause, generalmente muffe, umidità, tarli ed insetti vari”</em>. A quel punto si inizia con l’intervento vero e proprio, dalla pulizia alla ricostruzione del supporto cartaceo dell’opera, con un velo o un impasto di acqua e cellulosa. <em>“Un intervento reversibile</em> &#8211; conclude Simona Budassi &#8211; <em>che non danneggia l’opera e che permette di lasciare intatto il valore artistico e culturale di queste opere”</em>. Per qualche secolo ancora.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ChartaLab</strong><br />
Chieti<br />
<a href="http://www.chartalab.axeleroweb.it">www.chartalab.axeleroweb.it</a><br />
<strong>Confartigianato Chieti</strong><br />
<a href="http://www.confartigianato.ch.it" target="blank" rel="noopener">www.confartigianato.ch.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/simona-budassi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24)</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-sulla-rappresentanza-e-crisi-di-hormuz-granelli-a-focus-economia-radio24/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 17:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[radio24]]></category>
		<category><![CDATA[sebastiano barisoni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132283</guid>

					<description><![CDATA[<p>Confartigianato ha sottoscritto l&#8217;accordo tra le principali organizzazioni datoriali sulla rappresentanza e sulla contrattazione facendo prevalere il senso di responsabilità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>CHARTALAB, DOVE TORNA A VIVERE LA SECOLARE CULTURA ITALIANA</h3>
<figure id="attachment_29624" aria-describedby="caption-attachment-29624" style="width: 1100px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/Simona-Budassi-homepage.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-29624 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/05/Simona-Budassi-ritratto-a.jpg" alt="" width="1100" height="300" /></a><figcaption id="caption-attachment-29624" class="wp-caption-text">Simona Budassi fotografata da Ivan Demenego &#8211; testo di Fabrizio Cassieri</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“Consiglieresti questo mestiere ad un giovane?”</em>. <em>“Sì, perché è un mestiere bellissimo, il più bello del mondo”</em>. E il sorriso che sprigiona questa risposta non ammette repliche. Il mestiere è quello del restauratore di libri antichi, il sorriso e la risposta sono di <strong>Simona Budassi</strong>, maestra artigiana di <strong>ChartaLab</strong>, il laboratorio di restauro di libri antichi di <strong>Chieti</strong>.<br />
Entrare in questa bottega del centro abruzzese è un tuffo nella storia, tra libri vecchi di qualche secolo, stampe, opere ed archivi. L’aria che si respira è quella piacevole e pacifica tipica delle biblioteche, dove si lavora con precisione e concentrazione.<br />
D’altronde, tra le mani passano secoli e secoli di cultura, opere rimaste uniche al mondo. E compito di questi maestri è quello di riportarle all&#8217;antico splendore, di <em>“ridare vita ad un’opera che la vita la sta perdendo”</em>.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-35235" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b-300x300.jpg" alt="simona-budassi-ritratto-b" width="300" height="300" /></a>Una laurea in lingue rimasta nel cassetto e una scuola di restauro a Spoleto, dove <em>“ho fatto due anni di studio ed uno di tirocinio, che mi ha portato prima al Trinity College di Dublino e poi a Roma</em> &#8211; ci racconta Simona Budassi &#8211; <em><strong>L’apprendistato è fondamentale in questo mestiere. Lo studio ti prepara su tutta una serie di materie, da quelle storico-letterarie alla chimica, ma è lavorando che si acquisiscono le capacità manuali</strong>. L’apprendistato è un passaggio indispensabile della nostra preparazione professionale”.</em><br />
Come spesso succede in Italia, però, fare impresa rischia di diventare una corsa ad ostacoli. Soprattutto se lavori nel mondo della cultura. <em>“Da qualche anno a questa parte</em> &#8211; ci spiega <em>&#8211; gli affidi statali sono praticamente finiti. Si continua a lavorare con opere di proprietà pubblica, ma i restauri sono finanziati sempre da privati, enti ed associazioni. In più, stanno chiudendo i laboratori di restauro delle biblioteche pubbliche, lasciando inutilizzati spazi e strumenti costosi e molto utili per il nostro lavoro. Ecco, penso che lo Stato potrebbe lasciare quegli spazi a noi professionisti, aiutandoci a sostenere le spese per le strumentazioni diagnostiche”</em>.</p>
<p>In questo mestiere, <strong>le tecniche di lavorazione sono le stesse da sempre, </strong><em><strong>“l’innovazione tecnologica riguarda soprattutto le attrezzature per la diagnosi delle opere</strong>. Il primo e fondamentale passaggio di lavorazione di un restauratore è proprio questo, individuare i danni e capirne le cause, generalmente muffe, umidità, tarli ed insetti vari”</em>. A quel punto si inizia con l’intervento vero e proprio, dalla pulizia alla ricostruzione del supporto cartaceo dell’opera, con un velo o un impasto di acqua e cellulosa. <em>“Un intervento reversibile</em> &#8211; conclude Simona Budassi &#8211; <em>che non danneggia l’opera e che permette di lasciare intatto il valore artistico e culturale di queste opere”</em>. Per qualche secolo ancora.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ChartaLab</strong><br />
Chieti<br />
<a href="http://www.chartalab.axeleroweb.it">www.chartalab.axeleroweb.it</a><br />
<strong>Confartigianato Chieti</strong><br />
<a href="http://www.confartigianato.ch.it" target="blank" rel="noopener">www.confartigianato.ch.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/simona-budassi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Accordo su rappresentanza e contrattazione: servono chiarezza su rappresentatività e impegno antidumping</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-su-rappresentanza-e-contrattazione-servono-chiarezza-su-rappresentativita-e-impegno-antidumping/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 16:51:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[contrattazione]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentanza imprenditoriale]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentatività]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132255</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le principali organizzazioni datoriali italiane hanno compiuto un altro passo verso la definizione di regole condivise sulla rappresentanza delle imprese [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>CHARTALAB, DOVE TORNA A VIVERE LA SECOLARE CULTURA ITALIANA</h3>
<figure id="attachment_29624" aria-describedby="caption-attachment-29624" style="width: 1100px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/Simona-Budassi-homepage.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-29624 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/05/Simona-Budassi-ritratto-a.jpg" alt="" width="1100" height="300" /></a><figcaption id="caption-attachment-29624" class="wp-caption-text">Simona Budassi fotografata da Ivan Demenego &#8211; testo di Fabrizio Cassieri</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“Consiglieresti questo mestiere ad un giovane?”</em>. <em>“Sì, perché è un mestiere bellissimo, il più bello del mondo”</em>. E il sorriso che sprigiona questa risposta non ammette repliche. Il mestiere è quello del restauratore di libri antichi, il sorriso e la risposta sono di <strong>Simona Budassi</strong>, maestra artigiana di <strong>ChartaLab</strong>, il laboratorio di restauro di libri antichi di <strong>Chieti</strong>.<br />
Entrare in questa bottega del centro abruzzese è un tuffo nella storia, tra libri vecchi di qualche secolo, stampe, opere ed archivi. L’aria che si respira è quella piacevole e pacifica tipica delle biblioteche, dove si lavora con precisione e concentrazione.<br />
D’altronde, tra le mani passano secoli e secoli di cultura, opere rimaste uniche al mondo. E compito di questi maestri è quello di riportarle all&#8217;antico splendore, di <em>“ridare vita ad un’opera che la vita la sta perdendo”</em>.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-35235" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b-300x300.jpg" alt="simona-budassi-ritratto-b" width="300" height="300" /></a>Una laurea in lingue rimasta nel cassetto e una scuola di restauro a Spoleto, dove <em>“ho fatto due anni di studio ed uno di tirocinio, che mi ha portato prima al Trinity College di Dublino e poi a Roma</em> &#8211; ci racconta Simona Budassi &#8211; <em><strong>L’apprendistato è fondamentale in questo mestiere. Lo studio ti prepara su tutta una serie di materie, da quelle storico-letterarie alla chimica, ma è lavorando che si acquisiscono le capacità manuali</strong>. L’apprendistato è un passaggio indispensabile della nostra preparazione professionale”.</em><br />
Come spesso succede in Italia, però, fare impresa rischia di diventare una corsa ad ostacoli. Soprattutto se lavori nel mondo della cultura. <em>“Da qualche anno a questa parte</em> &#8211; ci spiega <em>&#8211; gli affidi statali sono praticamente finiti. Si continua a lavorare con opere di proprietà pubblica, ma i restauri sono finanziati sempre da privati, enti ed associazioni. In più, stanno chiudendo i laboratori di restauro delle biblioteche pubbliche, lasciando inutilizzati spazi e strumenti costosi e molto utili per il nostro lavoro. Ecco, penso che lo Stato potrebbe lasciare quegli spazi a noi professionisti, aiutandoci a sostenere le spese per le strumentazioni diagnostiche”</em>.</p>
<p>In questo mestiere, <strong>le tecniche di lavorazione sono le stesse da sempre, </strong><em><strong>“l’innovazione tecnologica riguarda soprattutto le attrezzature per la diagnosi delle opere</strong>. Il primo e fondamentale passaggio di lavorazione di un restauratore è proprio questo, individuare i danni e capirne le cause, generalmente muffe, umidità, tarli ed insetti vari”</em>. A quel punto si inizia con l’intervento vero e proprio, dalla pulizia alla ricostruzione del supporto cartaceo dell’opera, con un velo o un impasto di acqua e cellulosa. <em>“Un intervento reversibile</em> &#8211; conclude Simona Budassi &#8211; <em>che non danneggia l’opera e che permette di lasciare intatto il valore artistico e culturale di queste opere”</em>. Per qualche secolo ancora.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ChartaLab</strong><br />
Chieti<br />
<a href="http://www.chartalab.axeleroweb.it">www.chartalab.axeleroweb.it</a><br />
<strong>Confartigianato Chieti</strong><br />
<a href="http://www.confartigianato.ch.it" target="blank" rel="noopener">www.confartigianato.ch.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/simona-budassi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Premio Confartigianato Motori: presentata a Monza l&#8217;edizione 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/premio-confartigianato-motori-presentata-a-monza-ledizione-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 12:28:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Confatigianato Motori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132248</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si è tenuta il 9 luglio a Monza, negli spazi di APA Confartigianato Imprese Milano Monza e Brianza, la serata [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>CHARTALAB, DOVE TORNA A VIVERE LA SECOLARE CULTURA ITALIANA</h3>
<figure id="attachment_29624" aria-describedby="caption-attachment-29624" style="width: 1100px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/Simona-Budassi-homepage.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-29624 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/05/Simona-Budassi-ritratto-a.jpg" alt="" width="1100" height="300" /></a><figcaption id="caption-attachment-29624" class="wp-caption-text">Simona Budassi fotografata da Ivan Demenego &#8211; testo di Fabrizio Cassieri</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“Consiglieresti questo mestiere ad un giovane?”</em>. <em>“Sì, perché è un mestiere bellissimo, il più bello del mondo”</em>. E il sorriso che sprigiona questa risposta non ammette repliche. Il mestiere è quello del restauratore di libri antichi, il sorriso e la risposta sono di <strong>Simona Budassi</strong>, maestra artigiana di <strong>ChartaLab</strong>, il laboratorio di restauro di libri antichi di <strong>Chieti</strong>.<br />
Entrare in questa bottega del centro abruzzese è un tuffo nella storia, tra libri vecchi di qualche secolo, stampe, opere ed archivi. L’aria che si respira è quella piacevole e pacifica tipica delle biblioteche, dove si lavora con precisione e concentrazione.<br />
D’altronde, tra le mani passano secoli e secoli di cultura, opere rimaste uniche al mondo. E compito di questi maestri è quello di riportarle all&#8217;antico splendore, di <em>“ridare vita ad un’opera che la vita la sta perdendo”</em>.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-35235" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b-300x300.jpg" alt="simona-budassi-ritratto-b" width="300" height="300" /></a>Una laurea in lingue rimasta nel cassetto e una scuola di restauro a Spoleto, dove <em>“ho fatto due anni di studio ed uno di tirocinio, che mi ha portato prima al Trinity College di Dublino e poi a Roma</em> &#8211; ci racconta Simona Budassi &#8211; <em><strong>L’apprendistato è fondamentale in questo mestiere. Lo studio ti prepara su tutta una serie di materie, da quelle storico-letterarie alla chimica, ma è lavorando che si acquisiscono le capacità manuali</strong>. L’apprendistato è un passaggio indispensabile della nostra preparazione professionale”.</em><br />
Come spesso succede in Italia, però, fare impresa rischia di diventare una corsa ad ostacoli. Soprattutto se lavori nel mondo della cultura. <em>“Da qualche anno a questa parte</em> &#8211; ci spiega <em>&#8211; gli affidi statali sono praticamente finiti. Si continua a lavorare con opere di proprietà pubblica, ma i restauri sono finanziati sempre da privati, enti ed associazioni. In più, stanno chiudendo i laboratori di restauro delle biblioteche pubbliche, lasciando inutilizzati spazi e strumenti costosi e molto utili per il nostro lavoro. Ecco, penso che lo Stato potrebbe lasciare quegli spazi a noi professionisti, aiutandoci a sostenere le spese per le strumentazioni diagnostiche”</em>.</p>
<p>In questo mestiere, <strong>le tecniche di lavorazione sono le stesse da sempre, </strong><em><strong>“l’innovazione tecnologica riguarda soprattutto le attrezzature per la diagnosi delle opere</strong>. Il primo e fondamentale passaggio di lavorazione di un restauratore è proprio questo, individuare i danni e capirne le cause, generalmente muffe, umidità, tarli ed insetti vari”</em>. A quel punto si inizia con l’intervento vero e proprio, dalla pulizia alla ricostruzione del supporto cartaceo dell’opera, con un velo o un impasto di acqua e cellulosa. <em>“Un intervento reversibile</em> &#8211; conclude Simona Budassi &#8211; <em>che non danneggia l’opera e che permette di lasciare intatto il valore artistico e culturale di queste opere”</em>. Per qualche secolo ancora.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ChartaLab</strong><br />
Chieti<br />
<a href="http://www.chartalab.axeleroweb.it">www.chartalab.axeleroweb.it</a><br />
<strong>Confartigianato Chieti</strong><br />
<a href="http://www.confartigianato.ch.it" target="blank" rel="noopener">www.confartigianato.ch.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/simona-budassi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La sanità del futuro nel nuovo numero di Spirito Artigiano</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/la-sanita-del-futuro-nel-nuovo-numero-di-spirito-artigiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 09:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132228</guid>

					<description><![CDATA[<p>La salute come bene comune, la sanità che esce dagli ospedali per avvicinarsi alle persone, l&#8217;innovazione che incontra il fattore [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>CHARTALAB, DOVE TORNA A VIVERE LA SECOLARE CULTURA ITALIANA</h3>
<figure id="attachment_29624" aria-describedby="caption-attachment-29624" style="width: 1100px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/Simona-Budassi-homepage.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-29624 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/05/Simona-Budassi-ritratto-a.jpg" alt="" width="1100" height="300" /></a><figcaption id="caption-attachment-29624" class="wp-caption-text">Simona Budassi fotografata da Ivan Demenego &#8211; testo di Fabrizio Cassieri</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“Consiglieresti questo mestiere ad un giovane?”</em>. <em>“Sì, perché è un mestiere bellissimo, il più bello del mondo”</em>. E il sorriso che sprigiona questa risposta non ammette repliche. Il mestiere è quello del restauratore di libri antichi, il sorriso e la risposta sono di <strong>Simona Budassi</strong>, maestra artigiana di <strong>ChartaLab</strong>, il laboratorio di restauro di libri antichi di <strong>Chieti</strong>.<br />
Entrare in questa bottega del centro abruzzese è un tuffo nella storia, tra libri vecchi di qualche secolo, stampe, opere ed archivi. L’aria che si respira è quella piacevole e pacifica tipica delle biblioteche, dove si lavora con precisione e concentrazione.<br />
D’altronde, tra le mani passano secoli e secoli di cultura, opere rimaste uniche al mondo. E compito di questi maestri è quello di riportarle all&#8217;antico splendore, di <em>“ridare vita ad un’opera che la vita la sta perdendo”</em>.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-35235" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b-300x300.jpg" alt="simona-budassi-ritratto-b" width="300" height="300" /></a>Una laurea in lingue rimasta nel cassetto e una scuola di restauro a Spoleto, dove <em>“ho fatto due anni di studio ed uno di tirocinio, che mi ha portato prima al Trinity College di Dublino e poi a Roma</em> &#8211; ci racconta Simona Budassi &#8211; <em><strong>L’apprendistato è fondamentale in questo mestiere. Lo studio ti prepara su tutta una serie di materie, da quelle storico-letterarie alla chimica, ma è lavorando che si acquisiscono le capacità manuali</strong>. L’apprendistato è un passaggio indispensabile della nostra preparazione professionale”.</em><br />
Come spesso succede in Italia, però, fare impresa rischia di diventare una corsa ad ostacoli. Soprattutto se lavori nel mondo della cultura. <em>“Da qualche anno a questa parte</em> &#8211; ci spiega <em>&#8211; gli affidi statali sono praticamente finiti. Si continua a lavorare con opere di proprietà pubblica, ma i restauri sono finanziati sempre da privati, enti ed associazioni. In più, stanno chiudendo i laboratori di restauro delle biblioteche pubbliche, lasciando inutilizzati spazi e strumenti costosi e molto utili per il nostro lavoro. Ecco, penso che lo Stato potrebbe lasciare quegli spazi a noi professionisti, aiutandoci a sostenere le spese per le strumentazioni diagnostiche”</em>.</p>
<p>In questo mestiere, <strong>le tecniche di lavorazione sono le stesse da sempre, </strong><em><strong>“l’innovazione tecnologica riguarda soprattutto le attrezzature per la diagnosi delle opere</strong>. Il primo e fondamentale passaggio di lavorazione di un restauratore è proprio questo, individuare i danni e capirne le cause, generalmente muffe, umidità, tarli ed insetti vari”</em>. A quel punto si inizia con l’intervento vero e proprio, dalla pulizia alla ricostruzione del supporto cartaceo dell’opera, con un velo o un impasto di acqua e cellulosa. <em>“Un intervento reversibile</em> &#8211; conclude Simona Budassi &#8211; <em>che non danneggia l’opera e che permette di lasciare intatto il valore artistico e culturale di queste opere”</em>. Per qualche secolo ancora.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ChartaLab</strong><br />
Chieti<br />
<a href="http://www.chartalab.axeleroweb.it">www.chartalab.axeleroweb.it</a><br />
<strong>Confartigianato Chieti</strong><br />
<a href="http://www.confartigianato.ch.it" target="blank" rel="noopener">www.confartigianato.ch.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/simona-budassi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Imprese e professioni chiedono il “Buono Digitale” per sostenere innovazione e competitività</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imprese-e-professioni-chiedono-il-buono-digitale-per-sostenere-innovazione-e-competitivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 15:38:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Buono digitale]]></category>
		<category><![CDATA[fabio mereu]]></category>
		<category><![CDATA[voucher digitale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132208</guid>

					<description><![CDATA[<p>Debutta il Manifesto per l’Italia Digitale, promosso da AIIP, AssoSoftware, Confartigianato, Confcommercio, Confimi Industria e Confprofessioni. Al centro della proposta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>CHARTALAB, DOVE TORNA A VIVERE LA SECOLARE CULTURA ITALIANA</h3>
<figure id="attachment_29624" aria-describedby="caption-attachment-29624" style="width: 1100px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/Simona-Budassi-homepage.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-29624 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/05/Simona-Budassi-ritratto-a.jpg" alt="" width="1100" height="300" /></a><figcaption id="caption-attachment-29624" class="wp-caption-text">Simona Budassi fotografata da Ivan Demenego &#8211; testo di Fabrizio Cassieri</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“Consiglieresti questo mestiere ad un giovane?”</em>. <em>“Sì, perché è un mestiere bellissimo, il più bello del mondo”</em>. E il sorriso che sprigiona questa risposta non ammette repliche. Il mestiere è quello del restauratore di libri antichi, il sorriso e la risposta sono di <strong>Simona Budassi</strong>, maestra artigiana di <strong>ChartaLab</strong>, il laboratorio di restauro di libri antichi di <strong>Chieti</strong>.<br />
Entrare in questa bottega del centro abruzzese è un tuffo nella storia, tra libri vecchi di qualche secolo, stampe, opere ed archivi. L’aria che si respira è quella piacevole e pacifica tipica delle biblioteche, dove si lavora con precisione e concentrazione.<br />
D’altronde, tra le mani passano secoli e secoli di cultura, opere rimaste uniche al mondo. E compito di questi maestri è quello di riportarle all&#8217;antico splendore, di <em>“ridare vita ad un’opera che la vita la sta perdendo”</em>.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-35235" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b-300x300.jpg" alt="simona-budassi-ritratto-b" width="300" height="300" /></a>Una laurea in lingue rimasta nel cassetto e una scuola di restauro a Spoleto, dove <em>“ho fatto due anni di studio ed uno di tirocinio, che mi ha portato prima al Trinity College di Dublino e poi a Roma</em> &#8211; ci racconta Simona Budassi &#8211; <em><strong>L’apprendistato è fondamentale in questo mestiere. Lo studio ti prepara su tutta una serie di materie, da quelle storico-letterarie alla chimica, ma è lavorando che si acquisiscono le capacità manuali</strong>. L’apprendistato è un passaggio indispensabile della nostra preparazione professionale”.</em><br />
Come spesso succede in Italia, però, fare impresa rischia di diventare una corsa ad ostacoli. Soprattutto se lavori nel mondo della cultura. <em>“Da qualche anno a questa parte</em> &#8211; ci spiega <em>&#8211; gli affidi statali sono praticamente finiti. Si continua a lavorare con opere di proprietà pubblica, ma i restauri sono finanziati sempre da privati, enti ed associazioni. In più, stanno chiudendo i laboratori di restauro delle biblioteche pubbliche, lasciando inutilizzati spazi e strumenti costosi e molto utili per il nostro lavoro. Ecco, penso che lo Stato potrebbe lasciare quegli spazi a noi professionisti, aiutandoci a sostenere le spese per le strumentazioni diagnostiche”</em>.</p>
<p>In questo mestiere, <strong>le tecniche di lavorazione sono le stesse da sempre, </strong><em><strong>“l’innovazione tecnologica riguarda soprattutto le attrezzature per la diagnosi delle opere</strong>. Il primo e fondamentale passaggio di lavorazione di un restauratore è proprio questo, individuare i danni e capirne le cause, generalmente muffe, umidità, tarli ed insetti vari”</em>. A quel punto si inizia con l’intervento vero e proprio, dalla pulizia alla ricostruzione del supporto cartaceo dell’opera, con un velo o un impasto di acqua e cellulosa. <em>“Un intervento reversibile</em> &#8211; conclude Simona Budassi &#8211; <em>che non danneggia l’opera e che permette di lasciare intatto il valore artistico e culturale di queste opere”</em>. Per qualche secolo ancora.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ChartaLab</strong><br />
Chieti<br />
<a href="http://www.chartalab.axeleroweb.it">www.chartalab.axeleroweb.it</a><br />
<strong>Confartigianato Chieti</strong><br />
<a href="http://www.confartigianato.ch.it" target="blank" rel="noopener">www.confartigianato.ch.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/simona-budassi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Manifesto per l&#8217;Italia digitale: imprese e istituzioni presentano le proposte per la competitività del Paese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/manifesto-per-litalia-digitale-imprese-e-istituzioni-presentano-le-proposte-per-la-competitivita-del-paese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 13:37:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132194</guid>

					<description><![CDATA[<p>Confartigianato, insieme con Assosoftware, AIIP&#124;Associazione Italiana Internet Provider, Confcommercio, Confimi Industria e Confprofessioni, presenta il Manifesto per l&#8217;Italia Digitale, un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>CHARTALAB, DOVE TORNA A VIVERE LA SECOLARE CULTURA ITALIANA</h3>
<figure id="attachment_29624" aria-describedby="caption-attachment-29624" style="width: 1100px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/Simona-Budassi-homepage.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-29624 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/05/Simona-Budassi-ritratto-a.jpg" alt="" width="1100" height="300" /></a><figcaption id="caption-attachment-29624" class="wp-caption-text">Simona Budassi fotografata da Ivan Demenego &#8211; testo di Fabrizio Cassieri</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“Consiglieresti questo mestiere ad un giovane?”</em>. <em>“Sì, perché è un mestiere bellissimo, il più bello del mondo”</em>. E il sorriso che sprigiona questa risposta non ammette repliche. Il mestiere è quello del restauratore di libri antichi, il sorriso e la risposta sono di <strong>Simona Budassi</strong>, maestra artigiana di <strong>ChartaLab</strong>, il laboratorio di restauro di libri antichi di <strong>Chieti</strong>.<br />
Entrare in questa bottega del centro abruzzese è un tuffo nella storia, tra libri vecchi di qualche secolo, stampe, opere ed archivi. L’aria che si respira è quella piacevole e pacifica tipica delle biblioteche, dove si lavora con precisione e concentrazione.<br />
D’altronde, tra le mani passano secoli e secoli di cultura, opere rimaste uniche al mondo. E compito di questi maestri è quello di riportarle all&#8217;antico splendore, di <em>“ridare vita ad un’opera che la vita la sta perdendo”</em>.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-35235" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b-300x300.jpg" alt="simona-budassi-ritratto-b" width="300" height="300" /></a>Una laurea in lingue rimasta nel cassetto e una scuola di restauro a Spoleto, dove <em>“ho fatto due anni di studio ed uno di tirocinio, che mi ha portato prima al Trinity College di Dublino e poi a Roma</em> &#8211; ci racconta Simona Budassi &#8211; <em><strong>L’apprendistato è fondamentale in questo mestiere. Lo studio ti prepara su tutta una serie di materie, da quelle storico-letterarie alla chimica, ma è lavorando che si acquisiscono le capacità manuali</strong>. L’apprendistato è un passaggio indispensabile della nostra preparazione professionale”.</em><br />
Come spesso succede in Italia, però, fare impresa rischia di diventare una corsa ad ostacoli. Soprattutto se lavori nel mondo della cultura. <em>“Da qualche anno a questa parte</em> &#8211; ci spiega <em>&#8211; gli affidi statali sono praticamente finiti. Si continua a lavorare con opere di proprietà pubblica, ma i restauri sono finanziati sempre da privati, enti ed associazioni. In più, stanno chiudendo i laboratori di restauro delle biblioteche pubbliche, lasciando inutilizzati spazi e strumenti costosi e molto utili per il nostro lavoro. Ecco, penso che lo Stato potrebbe lasciare quegli spazi a noi professionisti, aiutandoci a sostenere le spese per le strumentazioni diagnostiche”</em>.</p>
<p>In questo mestiere, <strong>le tecniche di lavorazione sono le stesse da sempre, </strong><em><strong>“l’innovazione tecnologica riguarda soprattutto le attrezzature per la diagnosi delle opere</strong>. Il primo e fondamentale passaggio di lavorazione di un restauratore è proprio questo, individuare i danni e capirne le cause, generalmente muffe, umidità, tarli ed insetti vari”</em>. A quel punto si inizia con l’intervento vero e proprio, dalla pulizia alla ricostruzione del supporto cartaceo dell’opera, con un velo o un impasto di acqua e cellulosa. <em>“Un intervento reversibile</em> &#8211; conclude Simona Budassi &#8211; <em>che non danneggia l’opera e che permette di lasciare intatto il valore artistico e culturale di queste opere”</em>. Per qualche secolo ancora.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ChartaLab</strong><br />
Chieti<br />
<a href="http://www.chartalab.axeleroweb.it">www.chartalab.axeleroweb.it</a><br />
<strong>Confartigianato Chieti</strong><br />
<a href="http://www.confartigianato.ch.it" target="blank" rel="noopener">www.confartigianato.ch.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/simona-budassi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132173</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una norma ‘dirompente’ perché introduce per la prima volta una definizione giuridica di &#8216;prodotto artigianale&#8217;, che è da intendersi esclusivamente [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>CHARTALAB, DOVE TORNA A VIVERE LA SECOLARE CULTURA ITALIANA</h3>
<figure id="attachment_29624" aria-describedby="caption-attachment-29624" style="width: 1100px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/Simona-Budassi-homepage.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-29624 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/05/Simona-Budassi-ritratto-a.jpg" alt="" width="1100" height="300" /></a><figcaption id="caption-attachment-29624" class="wp-caption-text">Simona Budassi fotografata da Ivan Demenego &#8211; testo di Fabrizio Cassieri</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“Consiglieresti questo mestiere ad un giovane?”</em>. <em>“Sì, perché è un mestiere bellissimo, il più bello del mondo”</em>. E il sorriso che sprigiona questa risposta non ammette repliche. Il mestiere è quello del restauratore di libri antichi, il sorriso e la risposta sono di <strong>Simona Budassi</strong>, maestra artigiana di <strong>ChartaLab</strong>, il laboratorio di restauro di libri antichi di <strong>Chieti</strong>.<br />
Entrare in questa bottega del centro abruzzese è un tuffo nella storia, tra libri vecchi di qualche secolo, stampe, opere ed archivi. L’aria che si respira è quella piacevole e pacifica tipica delle biblioteche, dove si lavora con precisione e concentrazione.<br />
D’altronde, tra le mani passano secoli e secoli di cultura, opere rimaste uniche al mondo. E compito di questi maestri è quello di riportarle all&#8217;antico splendore, di <em>“ridare vita ad un’opera che la vita la sta perdendo”</em>.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-35235" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b-300x300.jpg" alt="simona-budassi-ritratto-b" width="300" height="300" /></a>Una laurea in lingue rimasta nel cassetto e una scuola di restauro a Spoleto, dove <em>“ho fatto due anni di studio ed uno di tirocinio, che mi ha portato prima al Trinity College di Dublino e poi a Roma</em> &#8211; ci racconta Simona Budassi &#8211; <em><strong>L’apprendistato è fondamentale in questo mestiere. Lo studio ti prepara su tutta una serie di materie, da quelle storico-letterarie alla chimica, ma è lavorando che si acquisiscono le capacità manuali</strong>. L’apprendistato è un passaggio indispensabile della nostra preparazione professionale”.</em><br />
Come spesso succede in Italia, però, fare impresa rischia di diventare una corsa ad ostacoli. Soprattutto se lavori nel mondo della cultura. <em>“Da qualche anno a questa parte</em> &#8211; ci spiega <em>&#8211; gli affidi statali sono praticamente finiti. Si continua a lavorare con opere di proprietà pubblica, ma i restauri sono finanziati sempre da privati, enti ed associazioni. In più, stanno chiudendo i laboratori di restauro delle biblioteche pubbliche, lasciando inutilizzati spazi e strumenti costosi e molto utili per il nostro lavoro. Ecco, penso che lo Stato potrebbe lasciare quegli spazi a noi professionisti, aiutandoci a sostenere le spese per le strumentazioni diagnostiche”</em>.</p>
<p>In questo mestiere, <strong>le tecniche di lavorazione sono le stesse da sempre, </strong><em><strong>“l’innovazione tecnologica riguarda soprattutto le attrezzature per la diagnosi delle opere</strong>. Il primo e fondamentale passaggio di lavorazione di un restauratore è proprio questo, individuare i danni e capirne le cause, generalmente muffe, umidità, tarli ed insetti vari”</em>. A quel punto si inizia con l’intervento vero e proprio, dalla pulizia alla ricostruzione del supporto cartaceo dell’opera, con un velo o un impasto di acqua e cellulosa. <em>“Un intervento reversibile</em> &#8211; conclude Simona Budassi &#8211; <em>che non danneggia l’opera e che permette di lasciare intatto il valore artistico e culturale di queste opere”</em>. Per qualche secolo ancora.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ChartaLab</strong><br />
Chieti<br />
<a href="http://www.chartalab.axeleroweb.it">www.chartalab.axeleroweb.it</a><br />
<strong>Confartigianato Chieti</strong><br />
<a href="http://www.confartigianato.ch.it" target="blank" rel="noopener">www.confartigianato.ch.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/simona-budassi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027 nel 38° report congiunturale di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027-nel-38-report-congiunturale-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 13:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132169</guid>

					<description><![CDATA[<p>  Le incertezze sull’evoluzione della crisi mediorientale, la crescita dell’economia italiana e l’avvicinamento al termine degli interventi del PNRR dominano [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>CHARTALAB, DOVE TORNA A VIVERE LA SECOLARE CULTURA ITALIANA</h3>
<figure id="attachment_29624" aria-describedby="caption-attachment-29624" style="width: 1100px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/Simona-Budassi-homepage.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-29624 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/05/Simona-Budassi-ritratto-a.jpg" alt="" width="1100" height="300" /></a><figcaption id="caption-attachment-29624" class="wp-caption-text">Simona Budassi fotografata da Ivan Demenego &#8211; testo di Fabrizio Cassieri</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“Consiglieresti questo mestiere ad un giovane?”</em>. <em>“Sì, perché è un mestiere bellissimo, il più bello del mondo”</em>. E il sorriso che sprigiona questa risposta non ammette repliche. Il mestiere è quello del restauratore di libri antichi, il sorriso e la risposta sono di <strong>Simona Budassi</strong>, maestra artigiana di <strong>ChartaLab</strong>, il laboratorio di restauro di libri antichi di <strong>Chieti</strong>.<br />
Entrare in questa bottega del centro abruzzese è un tuffo nella storia, tra libri vecchi di qualche secolo, stampe, opere ed archivi. L’aria che si respira è quella piacevole e pacifica tipica delle biblioteche, dove si lavora con precisione e concentrazione.<br />
D’altronde, tra le mani passano secoli e secoli di cultura, opere rimaste uniche al mondo. E compito di questi maestri è quello di riportarle all&#8217;antico splendore, di <em>“ridare vita ad un’opera che la vita la sta perdendo”</em>.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-35235" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b-300x300.jpg" alt="simona-budassi-ritratto-b" width="300" height="300" /></a>Una laurea in lingue rimasta nel cassetto e una scuola di restauro a Spoleto, dove <em>“ho fatto due anni di studio ed uno di tirocinio, che mi ha portato prima al Trinity College di Dublino e poi a Roma</em> &#8211; ci racconta Simona Budassi &#8211; <em><strong>L’apprendistato è fondamentale in questo mestiere. Lo studio ti prepara su tutta una serie di materie, da quelle storico-letterarie alla chimica, ma è lavorando che si acquisiscono le capacità manuali</strong>. L’apprendistato è un passaggio indispensabile della nostra preparazione professionale”.</em><br />
Come spesso succede in Italia, però, fare impresa rischia di diventare una corsa ad ostacoli. Soprattutto se lavori nel mondo della cultura. <em>“Da qualche anno a questa parte</em> &#8211; ci spiega <em>&#8211; gli affidi statali sono praticamente finiti. Si continua a lavorare con opere di proprietà pubblica, ma i restauri sono finanziati sempre da privati, enti ed associazioni. In più, stanno chiudendo i laboratori di restauro delle biblioteche pubbliche, lasciando inutilizzati spazi e strumenti costosi e molto utili per il nostro lavoro. Ecco, penso che lo Stato potrebbe lasciare quegli spazi a noi professionisti, aiutandoci a sostenere le spese per le strumentazioni diagnostiche”</em>.</p>
<p>In questo mestiere, <strong>le tecniche di lavorazione sono le stesse da sempre, </strong><em><strong>“l’innovazione tecnologica riguarda soprattutto le attrezzature per la diagnosi delle opere</strong>. Il primo e fondamentale passaggio di lavorazione di un restauratore è proprio questo, individuare i danni e capirne le cause, generalmente muffe, umidità, tarli ed insetti vari”</em>. A quel punto si inizia con l’intervento vero e proprio, dalla pulizia alla ricostruzione del supporto cartaceo dell’opera, con un velo o un impasto di acqua e cellulosa. <em>“Un intervento reversibile</em> &#8211; conclude Simona Budassi &#8211; <em>che non danneggia l’opera e che permette di lasciare intatto il valore artistico e culturale di queste opere”</em>. Per qualche secolo ancora.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ChartaLab</strong><br />
Chieti<br />
<a href="http://www.chartalab.axeleroweb.it">www.chartalab.axeleroweb.it</a><br />
<strong>Confartigianato Chieti</strong><br />
<a href="http://www.confartigianato.ch.it" target="blank" rel="noopener">www.confartigianato.ch.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/simona-budassi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/automotive-e-meccanica-luci-e-ombre-di-una-ripresa-ancora-fragile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[automotive]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[meccanica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132114</guid>

					<description><![CDATA[<p>I comparti dell’automotive e della meccanica affrontano l&#8217;estate 2026 in un contesto ancora segnato da forti elementi di incertezza. Le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>CHARTALAB, DOVE TORNA A VIVERE LA SECOLARE CULTURA ITALIANA</h3>
<figure id="attachment_29624" aria-describedby="caption-attachment-29624" style="width: 1100px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/Simona-Budassi-homepage.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-29624 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/05/Simona-Budassi-ritratto-a.jpg" alt="" width="1100" height="300" /></a><figcaption id="caption-attachment-29624" class="wp-caption-text">Simona Budassi fotografata da Ivan Demenego &#8211; testo di Fabrizio Cassieri</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“Consiglieresti questo mestiere ad un giovane?”</em>. <em>“Sì, perché è un mestiere bellissimo, il più bello del mondo”</em>. E il sorriso che sprigiona questa risposta non ammette repliche. Il mestiere è quello del restauratore di libri antichi, il sorriso e la risposta sono di <strong>Simona Budassi</strong>, maestra artigiana di <strong>ChartaLab</strong>, il laboratorio di restauro di libri antichi di <strong>Chieti</strong>.<br />
Entrare in questa bottega del centro abruzzese è un tuffo nella storia, tra libri vecchi di qualche secolo, stampe, opere ed archivi. L’aria che si respira è quella piacevole e pacifica tipica delle biblioteche, dove si lavora con precisione e concentrazione.<br />
D’altronde, tra le mani passano secoli e secoli di cultura, opere rimaste uniche al mondo. E compito di questi maestri è quello di riportarle all&#8217;antico splendore, di <em>“ridare vita ad un’opera che la vita la sta perdendo”</em>.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-35235" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b-300x300.jpg" alt="simona-budassi-ritratto-b" width="300" height="300" /></a>Una laurea in lingue rimasta nel cassetto e una scuola di restauro a Spoleto, dove <em>“ho fatto due anni di studio ed uno di tirocinio, che mi ha portato prima al Trinity College di Dublino e poi a Roma</em> &#8211; ci racconta Simona Budassi &#8211; <em><strong>L’apprendistato è fondamentale in questo mestiere. Lo studio ti prepara su tutta una serie di materie, da quelle storico-letterarie alla chimica, ma è lavorando che si acquisiscono le capacità manuali</strong>. L’apprendistato è un passaggio indispensabile della nostra preparazione professionale”.</em><br />
Come spesso succede in Italia, però, fare impresa rischia di diventare una corsa ad ostacoli. Soprattutto se lavori nel mondo della cultura. <em>“Da qualche anno a questa parte</em> &#8211; ci spiega <em>&#8211; gli affidi statali sono praticamente finiti. Si continua a lavorare con opere di proprietà pubblica, ma i restauri sono finanziati sempre da privati, enti ed associazioni. In più, stanno chiudendo i laboratori di restauro delle biblioteche pubbliche, lasciando inutilizzati spazi e strumenti costosi e molto utili per il nostro lavoro. Ecco, penso che lo Stato potrebbe lasciare quegli spazi a noi professionisti, aiutandoci a sostenere le spese per le strumentazioni diagnostiche”</em>.</p>
<p>In questo mestiere, <strong>le tecniche di lavorazione sono le stesse da sempre, </strong><em><strong>“l’innovazione tecnologica riguarda soprattutto le attrezzature per la diagnosi delle opere</strong>. Il primo e fondamentale passaggio di lavorazione di un restauratore è proprio questo, individuare i danni e capirne le cause, generalmente muffe, umidità, tarli ed insetti vari”</em>. A quel punto si inizia con l’intervento vero e proprio, dalla pulizia alla ricostruzione del supporto cartaceo dell’opera, con un velo o un impasto di acqua e cellulosa. <em>“Un intervento reversibile</em> &#8211; conclude Simona Budassi &#8211; <em>che non danneggia l’opera e che permette di lasciare intatto il valore artistico e culturale di queste opere”</em>. Per qualche secolo ancora.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ChartaLab</strong><br />
Chieti<br />
<a href="http://www.chartalab.axeleroweb.it">www.chartalab.axeleroweb.it</a><br />
<strong>Confartigianato Chieti</strong><br />
<a href="http://www.confartigianato.ch.it" target="blank" rel="noopener">www.confartigianato.ch.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/simona-budassi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/internazionalizzazione-decisiva-per-le-piccole-imprese-servono-strumenti-piu-accessibili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 17:51:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[mimt]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132102</guid>

					<description><![CDATA[<p>La nuova fase dell’economia mondiale impone un salto di qualità nelle politiche per l’internazionalizzazione. Instabilità geopolitica, tensioni commerciali, transizione energetica [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>CHARTALAB, DOVE TORNA A VIVERE LA SECOLARE CULTURA ITALIANA</h3>
<figure id="attachment_29624" aria-describedby="caption-attachment-29624" style="width: 1100px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/Simona-Budassi-homepage.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-29624 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/05/Simona-Budassi-ritratto-a.jpg" alt="" width="1100" height="300" /></a><figcaption id="caption-attachment-29624" class="wp-caption-text">Simona Budassi fotografata da Ivan Demenego &#8211; testo di Fabrizio Cassieri</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“Consiglieresti questo mestiere ad un giovane?”</em>. <em>“Sì, perché è un mestiere bellissimo, il più bello del mondo”</em>. E il sorriso che sprigiona questa risposta non ammette repliche. Il mestiere è quello del restauratore di libri antichi, il sorriso e la risposta sono di <strong>Simona Budassi</strong>, maestra artigiana di <strong>ChartaLab</strong>, il laboratorio di restauro di libri antichi di <strong>Chieti</strong>.<br />
Entrare in questa bottega del centro abruzzese è un tuffo nella storia, tra libri vecchi di qualche secolo, stampe, opere ed archivi. L’aria che si respira è quella piacevole e pacifica tipica delle biblioteche, dove si lavora con precisione e concentrazione.<br />
D’altronde, tra le mani passano secoli e secoli di cultura, opere rimaste uniche al mondo. E compito di questi maestri è quello di riportarle all&#8217;antico splendore, di <em>“ridare vita ad un’opera che la vita la sta perdendo”</em>.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-35235" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b-300x300.jpg" alt="simona-budassi-ritratto-b" width="300" height="300" /></a>Una laurea in lingue rimasta nel cassetto e una scuola di restauro a Spoleto, dove <em>“ho fatto due anni di studio ed uno di tirocinio, che mi ha portato prima al Trinity College di Dublino e poi a Roma</em> &#8211; ci racconta Simona Budassi &#8211; <em><strong>L’apprendistato è fondamentale in questo mestiere. Lo studio ti prepara su tutta una serie di materie, da quelle storico-letterarie alla chimica, ma è lavorando che si acquisiscono le capacità manuali</strong>. L’apprendistato è un passaggio indispensabile della nostra preparazione professionale”.</em><br />
Come spesso succede in Italia, però, fare impresa rischia di diventare una corsa ad ostacoli. Soprattutto se lavori nel mondo della cultura. <em>“Da qualche anno a questa parte</em> &#8211; ci spiega <em>&#8211; gli affidi statali sono praticamente finiti. Si continua a lavorare con opere di proprietà pubblica, ma i restauri sono finanziati sempre da privati, enti ed associazioni. In più, stanno chiudendo i laboratori di restauro delle biblioteche pubbliche, lasciando inutilizzati spazi e strumenti costosi e molto utili per il nostro lavoro. Ecco, penso che lo Stato potrebbe lasciare quegli spazi a noi professionisti, aiutandoci a sostenere le spese per le strumentazioni diagnostiche”</em>.</p>
<p>In questo mestiere, <strong>le tecniche di lavorazione sono le stesse da sempre, </strong><em><strong>“l’innovazione tecnologica riguarda soprattutto le attrezzature per la diagnosi delle opere</strong>. Il primo e fondamentale passaggio di lavorazione di un restauratore è proprio questo, individuare i danni e capirne le cause, generalmente muffe, umidità, tarli ed insetti vari”</em>. A quel punto si inizia con l’intervento vero e proprio, dalla pulizia alla ricostruzione del supporto cartaceo dell’opera, con un velo o un impasto di acqua e cellulosa. <em>“Un intervento reversibile</em> &#8211; conclude Simona Budassi &#8211; <em>che non danneggia l’opera e che permette di lasciare intatto il valore artistico e culturale di queste opere”</em>. Per qualche secolo ancora.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ChartaLab</strong><br />
Chieti<br />
<a href="http://www.chartalab.axeleroweb.it">www.chartalab.axeleroweb.it</a><br />
<strong>Confartigianato Chieti</strong><br />
<a href="http://www.confartigianato.ch.it" target="blank" rel="noopener">www.confartigianato.ch.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/simona-budassi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di violenza</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/alla-camera-presentato-il-progetto-trame-di-rinascita-formazione-e-artigianato-per-le-donne-vittime-di-violenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132095</guid>

					<description><![CDATA[<p>E’ stato presentato oggi alla Camera dei Deputati, su iniziativa dell’on. Walter Rizzetto, Presidente della Commissione Lavoro della Camera, il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>CHARTALAB, DOVE TORNA A VIVERE LA SECOLARE CULTURA ITALIANA</h3>
<figure id="attachment_29624" aria-describedby="caption-attachment-29624" style="width: 1100px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/Simona-Budassi-homepage.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-29624 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/05/Simona-Budassi-ritratto-a.jpg" alt="" width="1100" height="300" /></a><figcaption id="caption-attachment-29624" class="wp-caption-text">Simona Budassi fotografata da Ivan Demenego &#8211; testo di Fabrizio Cassieri</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“Consiglieresti questo mestiere ad un giovane?”</em>. <em>“Sì, perché è un mestiere bellissimo, il più bello del mondo”</em>. E il sorriso che sprigiona questa risposta non ammette repliche. Il mestiere è quello del restauratore di libri antichi, il sorriso e la risposta sono di <strong>Simona Budassi</strong>, maestra artigiana di <strong>ChartaLab</strong>, il laboratorio di restauro di libri antichi di <strong>Chieti</strong>.<br />
Entrare in questa bottega del centro abruzzese è un tuffo nella storia, tra libri vecchi di qualche secolo, stampe, opere ed archivi. L’aria che si respira è quella piacevole e pacifica tipica delle biblioteche, dove si lavora con precisione e concentrazione.<br />
D’altronde, tra le mani passano secoli e secoli di cultura, opere rimaste uniche al mondo. E compito di questi maestri è quello di riportarle all&#8217;antico splendore, di <em>“ridare vita ad un’opera che la vita la sta perdendo”</em>.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-35235" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b-300x300.jpg" alt="simona-budassi-ritratto-b" width="300" height="300" /></a>Una laurea in lingue rimasta nel cassetto e una scuola di restauro a Spoleto, dove <em>“ho fatto due anni di studio ed uno di tirocinio, che mi ha portato prima al Trinity College di Dublino e poi a Roma</em> &#8211; ci racconta Simona Budassi &#8211; <em><strong>L’apprendistato è fondamentale in questo mestiere. Lo studio ti prepara su tutta una serie di materie, da quelle storico-letterarie alla chimica, ma è lavorando che si acquisiscono le capacità manuali</strong>. L’apprendistato è un passaggio indispensabile della nostra preparazione professionale”.</em><br />
Come spesso succede in Italia, però, fare impresa rischia di diventare una corsa ad ostacoli. Soprattutto se lavori nel mondo della cultura. <em>“Da qualche anno a questa parte</em> &#8211; ci spiega <em>&#8211; gli affidi statali sono praticamente finiti. Si continua a lavorare con opere di proprietà pubblica, ma i restauri sono finanziati sempre da privati, enti ed associazioni. In più, stanno chiudendo i laboratori di restauro delle biblioteche pubbliche, lasciando inutilizzati spazi e strumenti costosi e molto utili per il nostro lavoro. Ecco, penso che lo Stato potrebbe lasciare quegli spazi a noi professionisti, aiutandoci a sostenere le spese per le strumentazioni diagnostiche”</em>.</p>
<p>In questo mestiere, <strong>le tecniche di lavorazione sono le stesse da sempre, </strong><em><strong>“l’innovazione tecnologica riguarda soprattutto le attrezzature per la diagnosi delle opere</strong>. Il primo e fondamentale passaggio di lavorazione di un restauratore è proprio questo, individuare i danni e capirne le cause, generalmente muffe, umidità, tarli ed insetti vari”</em>. A quel punto si inizia con l’intervento vero e proprio, dalla pulizia alla ricostruzione del supporto cartaceo dell’opera, con un velo o un impasto di acqua e cellulosa. <em>“Un intervento reversibile</em> &#8211; conclude Simona Budassi &#8211; <em>che non danneggia l’opera e che permette di lasciare intatto il valore artistico e culturale di queste opere”</em>. Per qualche secolo ancora.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ChartaLab</strong><br />
Chieti<br />
<a href="http://www.chartalab.axeleroweb.it">www.chartalab.axeleroweb.it</a><br />
<strong>Confartigianato Chieti</strong><br />
<a href="http://www.confartigianato.ch.it" target="blank" rel="noopener">www.confartigianato.ch.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/simona-budassi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-pesano-su-manifattura-e-made-in-italy-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:48:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto ufficio studi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132069</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;estate del 2026 si apre con la complessa attuazione dell’accordo tra Stati Uniti e Iran, ma l&#8217;economia italiana continua a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>CHARTALAB, DOVE TORNA A VIVERE LA SECOLARE CULTURA ITALIANA</h3>
<figure id="attachment_29624" aria-describedby="caption-attachment-29624" style="width: 1100px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/Simona-Budassi-homepage.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-29624 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/05/Simona-Budassi-ritratto-a.jpg" alt="" width="1100" height="300" /></a><figcaption id="caption-attachment-29624" class="wp-caption-text">Simona Budassi fotografata da Ivan Demenego &#8211; testo di Fabrizio Cassieri</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“Consiglieresti questo mestiere ad un giovane?”</em>. <em>“Sì, perché è un mestiere bellissimo, il più bello del mondo”</em>. E il sorriso che sprigiona questa risposta non ammette repliche. Il mestiere è quello del restauratore di libri antichi, il sorriso e la risposta sono di <strong>Simona Budassi</strong>, maestra artigiana di <strong>ChartaLab</strong>, il laboratorio di restauro di libri antichi di <strong>Chieti</strong>.<br />
Entrare in questa bottega del centro abruzzese è un tuffo nella storia, tra libri vecchi di qualche secolo, stampe, opere ed archivi. L’aria che si respira è quella piacevole e pacifica tipica delle biblioteche, dove si lavora con precisione e concentrazione.<br />
D’altronde, tra le mani passano secoli e secoli di cultura, opere rimaste uniche al mondo. E compito di questi maestri è quello di riportarle all&#8217;antico splendore, di <em>“ridare vita ad un’opera che la vita la sta perdendo”</em>.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-35235" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b-300x300.jpg" alt="simona-budassi-ritratto-b" width="300" height="300" /></a>Una laurea in lingue rimasta nel cassetto e una scuola di restauro a Spoleto, dove <em>“ho fatto due anni di studio ed uno di tirocinio, che mi ha portato prima al Trinity College di Dublino e poi a Roma</em> &#8211; ci racconta Simona Budassi &#8211; <em><strong>L’apprendistato è fondamentale in questo mestiere. Lo studio ti prepara su tutta una serie di materie, da quelle storico-letterarie alla chimica, ma è lavorando che si acquisiscono le capacità manuali</strong>. L’apprendistato è un passaggio indispensabile della nostra preparazione professionale”.</em><br />
Come spesso succede in Italia, però, fare impresa rischia di diventare una corsa ad ostacoli. Soprattutto se lavori nel mondo della cultura. <em>“Da qualche anno a questa parte</em> &#8211; ci spiega <em>&#8211; gli affidi statali sono praticamente finiti. Si continua a lavorare con opere di proprietà pubblica, ma i restauri sono finanziati sempre da privati, enti ed associazioni. In più, stanno chiudendo i laboratori di restauro delle biblioteche pubbliche, lasciando inutilizzati spazi e strumenti costosi e molto utili per il nostro lavoro. Ecco, penso che lo Stato potrebbe lasciare quegli spazi a noi professionisti, aiutandoci a sostenere le spese per le strumentazioni diagnostiche”</em>.</p>
<p>In questo mestiere, <strong>le tecniche di lavorazione sono le stesse da sempre, </strong><em><strong>“l’innovazione tecnologica riguarda soprattutto le attrezzature per la diagnosi delle opere</strong>. Il primo e fondamentale passaggio di lavorazione di un restauratore è proprio questo, individuare i danni e capirne le cause, generalmente muffe, umidità, tarli ed insetti vari”</em>. A quel punto si inizia con l’intervento vero e proprio, dalla pulizia alla ricostruzione del supporto cartaceo dell’opera, con un velo o un impasto di acqua e cellulosa. <em>“Un intervento reversibile</em> &#8211; conclude Simona Budassi &#8211; <em>che non danneggia l’opera e che permette di lasciare intatto il valore artistico e culturale di queste opere”</em>. Per qualche secolo ancora.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ChartaLab</strong><br />
Chieti<br />
<a href="http://www.chartalab.axeleroweb.it">www.chartalab.axeleroweb.it</a><br />
<strong>Confartigianato Chieti</strong><br />
<a href="http://www.confartigianato.ch.it" target="blank" rel="noopener">www.confartigianato.ch.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/simona-budassi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/al-forum-di-confartigianato-la-sostenibilita-e-inclusione-equita-adattamento-intelligente-motore-di-business/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:26:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132045</guid>

					<description><![CDATA[<p>La sostenibilità secondo Confartigianato? E’ inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business, capacità di saldare tradizione e innovazione. Ma tanto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>CHARTALAB, DOVE TORNA A VIVERE LA SECOLARE CULTURA ITALIANA</h3>
<figure id="attachment_29624" aria-describedby="caption-attachment-29624" style="width: 1100px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/Simona-Budassi-homepage.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-29624 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/05/Simona-Budassi-ritratto-a.jpg" alt="" width="1100" height="300" /></a><figcaption id="caption-attachment-29624" class="wp-caption-text">Simona Budassi fotografata da Ivan Demenego &#8211; testo di Fabrizio Cassieri</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“Consiglieresti questo mestiere ad un giovane?”</em>. <em>“Sì, perché è un mestiere bellissimo, il più bello del mondo”</em>. E il sorriso che sprigiona questa risposta non ammette repliche. Il mestiere è quello del restauratore di libri antichi, il sorriso e la risposta sono di <strong>Simona Budassi</strong>, maestra artigiana di <strong>ChartaLab</strong>, il laboratorio di restauro di libri antichi di <strong>Chieti</strong>.<br />
Entrare in questa bottega del centro abruzzese è un tuffo nella storia, tra libri vecchi di qualche secolo, stampe, opere ed archivi. L’aria che si respira è quella piacevole e pacifica tipica delle biblioteche, dove si lavora con precisione e concentrazione.<br />
D’altronde, tra le mani passano secoli e secoli di cultura, opere rimaste uniche al mondo. E compito di questi maestri è quello di riportarle all&#8217;antico splendore, di <em>“ridare vita ad un’opera che la vita la sta perdendo”</em>.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-35235" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b-300x300.jpg" alt="simona-budassi-ritratto-b" width="300" height="300" /></a>Una laurea in lingue rimasta nel cassetto e una scuola di restauro a Spoleto, dove <em>“ho fatto due anni di studio ed uno di tirocinio, che mi ha portato prima al Trinity College di Dublino e poi a Roma</em> &#8211; ci racconta Simona Budassi &#8211; <em><strong>L’apprendistato è fondamentale in questo mestiere. Lo studio ti prepara su tutta una serie di materie, da quelle storico-letterarie alla chimica, ma è lavorando che si acquisiscono le capacità manuali</strong>. L’apprendistato è un passaggio indispensabile della nostra preparazione professionale”.</em><br />
Come spesso succede in Italia, però, fare impresa rischia di diventare una corsa ad ostacoli. Soprattutto se lavori nel mondo della cultura. <em>“Da qualche anno a questa parte</em> &#8211; ci spiega <em>&#8211; gli affidi statali sono praticamente finiti. Si continua a lavorare con opere di proprietà pubblica, ma i restauri sono finanziati sempre da privati, enti ed associazioni. In più, stanno chiudendo i laboratori di restauro delle biblioteche pubbliche, lasciando inutilizzati spazi e strumenti costosi e molto utili per il nostro lavoro. Ecco, penso che lo Stato potrebbe lasciare quegli spazi a noi professionisti, aiutandoci a sostenere le spese per le strumentazioni diagnostiche”</em>.</p>
<p>In questo mestiere, <strong>le tecniche di lavorazione sono le stesse da sempre, </strong><em><strong>“l’innovazione tecnologica riguarda soprattutto le attrezzature per la diagnosi delle opere</strong>. Il primo e fondamentale passaggio di lavorazione di un restauratore è proprio questo, individuare i danni e capirne le cause, generalmente muffe, umidità, tarli ed insetti vari”</em>. A quel punto si inizia con l’intervento vero e proprio, dalla pulizia alla ricostruzione del supporto cartaceo dell’opera, con un velo o un impasto di acqua e cellulosa. <em>“Un intervento reversibile</em> &#8211; conclude Simona Budassi &#8211; <em>che non danneggia l’opera e che permette di lasciare intatto il valore artistico e culturale di queste opere”</em>. Per qualche secolo ancora.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ChartaLab</strong><br />
Chieti<br />
<a href="http://www.chartalab.axeleroweb.it">www.chartalab.axeleroweb.it</a><br />
<strong>Confartigianato Chieti</strong><br />
<a href="http://www.confartigianato.ch.it" target="blank" rel="noopener">www.confartigianato.ch.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/simona-budassi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/forum-sulla-sostenibilita-il-report-con-le-evidenze-su-territori-persone-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 06:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio studi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132006</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nella giornata di apertura del Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato è stato presentato un report coordinato dall’Ufficio Studi che propone [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>CHARTALAB, DOVE TORNA A VIVERE LA SECOLARE CULTURA ITALIANA</h3>
<figure id="attachment_29624" aria-describedby="caption-attachment-29624" style="width: 1100px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/Simona-Budassi-homepage.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-29624 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/05/Simona-Budassi-ritratto-a.jpg" alt="" width="1100" height="300" /></a><figcaption id="caption-attachment-29624" class="wp-caption-text">Simona Budassi fotografata da Ivan Demenego &#8211; testo di Fabrizio Cassieri</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“Consiglieresti questo mestiere ad un giovane?”</em>. <em>“Sì, perché è un mestiere bellissimo, il più bello del mondo”</em>. E il sorriso che sprigiona questa risposta non ammette repliche. Il mestiere è quello del restauratore di libri antichi, il sorriso e la risposta sono di <strong>Simona Budassi</strong>, maestra artigiana di <strong>ChartaLab</strong>, il laboratorio di restauro di libri antichi di <strong>Chieti</strong>.<br />
Entrare in questa bottega del centro abruzzese è un tuffo nella storia, tra libri vecchi di qualche secolo, stampe, opere ed archivi. L’aria che si respira è quella piacevole e pacifica tipica delle biblioteche, dove si lavora con precisione e concentrazione.<br />
D’altronde, tra le mani passano secoli e secoli di cultura, opere rimaste uniche al mondo. E compito di questi maestri è quello di riportarle all&#8217;antico splendore, di <em>“ridare vita ad un’opera che la vita la sta perdendo”</em>.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-35235" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b-300x300.jpg" alt="simona-budassi-ritratto-b" width="300" height="300" /></a>Una laurea in lingue rimasta nel cassetto e una scuola di restauro a Spoleto, dove <em>“ho fatto due anni di studio ed uno di tirocinio, che mi ha portato prima al Trinity College di Dublino e poi a Roma</em> &#8211; ci racconta Simona Budassi &#8211; <em><strong>L’apprendistato è fondamentale in questo mestiere. Lo studio ti prepara su tutta una serie di materie, da quelle storico-letterarie alla chimica, ma è lavorando che si acquisiscono le capacità manuali</strong>. L’apprendistato è un passaggio indispensabile della nostra preparazione professionale”.</em><br />
Come spesso succede in Italia, però, fare impresa rischia di diventare una corsa ad ostacoli. Soprattutto se lavori nel mondo della cultura. <em>“Da qualche anno a questa parte</em> &#8211; ci spiega <em>&#8211; gli affidi statali sono praticamente finiti. Si continua a lavorare con opere di proprietà pubblica, ma i restauri sono finanziati sempre da privati, enti ed associazioni. In più, stanno chiudendo i laboratori di restauro delle biblioteche pubbliche, lasciando inutilizzati spazi e strumenti costosi e molto utili per il nostro lavoro. Ecco, penso che lo Stato potrebbe lasciare quegli spazi a noi professionisti, aiutandoci a sostenere le spese per le strumentazioni diagnostiche”</em>.</p>
<p>In questo mestiere, <strong>le tecniche di lavorazione sono le stesse da sempre, </strong><em><strong>“l’innovazione tecnologica riguarda soprattutto le attrezzature per la diagnosi delle opere</strong>. Il primo e fondamentale passaggio di lavorazione di un restauratore è proprio questo, individuare i danni e capirne le cause, generalmente muffe, umidità, tarli ed insetti vari”</em>. A quel punto si inizia con l’intervento vero e proprio, dalla pulizia alla ricostruzione del supporto cartaceo dell’opera, con un velo o un impasto di acqua e cellulosa. <em>“Un intervento reversibile</em> &#8211; conclude Simona Budassi &#8211; <em>che non danneggia l’opera e che permette di lasciare intatto il valore artistico e culturale di queste opere”</em>. Per qualche secolo ancora.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ChartaLab</strong><br />
Chieti<br />
<a href="http://www.chartalab.axeleroweb.it">www.chartalab.axeleroweb.it</a><br />
<strong>Confartigianato Chieti</strong><br />
<a href="http://www.confartigianato.ch.it" target="blank" rel="noopener">www.confartigianato.ch.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/simona-budassi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-inblu2000-crisi-in-medio-oriente-pesa-su-costi-energia-export-e-investimenti-delle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[InBlu2000]]></category>
		<category><![CDATA[RadioInBlu]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131987</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oltre cento giorni di crisi in Medio Oriente con la chiusura dello Stretto di Hormuz hanno lasciato un segno profondo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>CHARTALAB, DOVE TORNA A VIVERE LA SECOLARE CULTURA ITALIANA</h3>
<figure id="attachment_29624" aria-describedby="caption-attachment-29624" style="width: 1100px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/Simona-Budassi-homepage.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-29624 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/05/Simona-Budassi-ritratto-a.jpg" alt="" width="1100" height="300" /></a><figcaption id="caption-attachment-29624" class="wp-caption-text">Simona Budassi fotografata da Ivan Demenego &#8211; testo di Fabrizio Cassieri</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“Consiglieresti questo mestiere ad un giovane?”</em>. <em>“Sì, perché è un mestiere bellissimo, il più bello del mondo”</em>. E il sorriso che sprigiona questa risposta non ammette repliche. Il mestiere è quello del restauratore di libri antichi, il sorriso e la risposta sono di <strong>Simona Budassi</strong>, maestra artigiana di <strong>ChartaLab</strong>, il laboratorio di restauro di libri antichi di <strong>Chieti</strong>.<br />
Entrare in questa bottega del centro abruzzese è un tuffo nella storia, tra libri vecchi di qualche secolo, stampe, opere ed archivi. L’aria che si respira è quella piacevole e pacifica tipica delle biblioteche, dove si lavora con precisione e concentrazione.<br />
D’altronde, tra le mani passano secoli e secoli di cultura, opere rimaste uniche al mondo. E compito di questi maestri è quello di riportarle all&#8217;antico splendore, di <em>“ridare vita ad un’opera che la vita la sta perdendo”</em>.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-35235" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b-300x300.jpg" alt="simona-budassi-ritratto-b" width="300" height="300" /></a>Una laurea in lingue rimasta nel cassetto e una scuola di restauro a Spoleto, dove <em>“ho fatto due anni di studio ed uno di tirocinio, che mi ha portato prima al Trinity College di Dublino e poi a Roma</em> &#8211; ci racconta Simona Budassi &#8211; <em><strong>L’apprendistato è fondamentale in questo mestiere. Lo studio ti prepara su tutta una serie di materie, da quelle storico-letterarie alla chimica, ma è lavorando che si acquisiscono le capacità manuali</strong>. L’apprendistato è un passaggio indispensabile della nostra preparazione professionale”.</em><br />
Come spesso succede in Italia, però, fare impresa rischia di diventare una corsa ad ostacoli. Soprattutto se lavori nel mondo della cultura. <em>“Da qualche anno a questa parte</em> &#8211; ci spiega <em>&#8211; gli affidi statali sono praticamente finiti. Si continua a lavorare con opere di proprietà pubblica, ma i restauri sono finanziati sempre da privati, enti ed associazioni. In più, stanno chiudendo i laboratori di restauro delle biblioteche pubbliche, lasciando inutilizzati spazi e strumenti costosi e molto utili per il nostro lavoro. Ecco, penso che lo Stato potrebbe lasciare quegli spazi a noi professionisti, aiutandoci a sostenere le spese per le strumentazioni diagnostiche”</em>.</p>
<p>In questo mestiere, <strong>le tecniche di lavorazione sono le stesse da sempre, </strong><em><strong>“l’innovazione tecnologica riguarda soprattutto le attrezzature per la diagnosi delle opere</strong>. Il primo e fondamentale passaggio di lavorazione di un restauratore è proprio questo, individuare i danni e capirne le cause, generalmente muffe, umidità, tarli ed insetti vari”</em>. A quel punto si inizia con l’intervento vero e proprio, dalla pulizia alla ricostruzione del supporto cartaceo dell’opera, con un velo o un impasto di acqua e cellulosa. <em>“Un intervento reversibile</em> &#8211; conclude Simona Budassi &#8211; <em>che non danneggia l’opera e che permette di lasciare intatto il valore artistico e culturale di queste opere”</em>. Per qualche secolo ancora.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ChartaLab</strong><br />
Chieti<br />
<a href="http://www.chartalab.axeleroweb.it">www.chartalab.axeleroweb.it</a><br />
<strong>Confartigianato Chieti</strong><br />
<a href="http://www.confartigianato.ch.it" target="blank" rel="noopener">www.confartigianato.ch.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/simona-budassi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-4-di-sera-rete-4-le-crisi-geopolitiche-presentano-il-conto-alle-nostre-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4 di sera]]></category>
		<category><![CDATA[rete 4]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131997</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’impatto sulle imprese delle crisi geopolitiche è stato al centro dell’intervento del Presidente di Confartigianato Marco Granelli al programma di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>CHARTALAB, DOVE TORNA A VIVERE LA SECOLARE CULTURA ITALIANA</h3>
<figure id="attachment_29624" aria-describedby="caption-attachment-29624" style="width: 1100px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/Simona-Budassi-homepage.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-29624 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/05/Simona-Budassi-ritratto-a.jpg" alt="" width="1100" height="300" /></a><figcaption id="caption-attachment-29624" class="wp-caption-text">Simona Budassi fotografata da Ivan Demenego &#8211; testo di Fabrizio Cassieri</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“Consiglieresti questo mestiere ad un giovane?”</em>. <em>“Sì, perché è un mestiere bellissimo, il più bello del mondo”</em>. E il sorriso che sprigiona questa risposta non ammette repliche. Il mestiere è quello del restauratore di libri antichi, il sorriso e la risposta sono di <strong>Simona Budassi</strong>, maestra artigiana di <strong>ChartaLab</strong>, il laboratorio di restauro di libri antichi di <strong>Chieti</strong>.<br />
Entrare in questa bottega del centro abruzzese è un tuffo nella storia, tra libri vecchi di qualche secolo, stampe, opere ed archivi. L’aria che si respira è quella piacevole e pacifica tipica delle biblioteche, dove si lavora con precisione e concentrazione.<br />
D’altronde, tra le mani passano secoli e secoli di cultura, opere rimaste uniche al mondo. E compito di questi maestri è quello di riportarle all&#8217;antico splendore, di <em>“ridare vita ad un’opera che la vita la sta perdendo”</em>.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-35235" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b-300x300.jpg" alt="simona-budassi-ritratto-b" width="300" height="300" /></a>Una laurea in lingue rimasta nel cassetto e una scuola di restauro a Spoleto, dove <em>“ho fatto due anni di studio ed uno di tirocinio, che mi ha portato prima al Trinity College di Dublino e poi a Roma</em> &#8211; ci racconta Simona Budassi &#8211; <em><strong>L’apprendistato è fondamentale in questo mestiere. Lo studio ti prepara su tutta una serie di materie, da quelle storico-letterarie alla chimica, ma è lavorando che si acquisiscono le capacità manuali</strong>. L’apprendistato è un passaggio indispensabile della nostra preparazione professionale”.</em><br />
Come spesso succede in Italia, però, fare impresa rischia di diventare una corsa ad ostacoli. Soprattutto se lavori nel mondo della cultura. <em>“Da qualche anno a questa parte</em> &#8211; ci spiega <em>&#8211; gli affidi statali sono praticamente finiti. Si continua a lavorare con opere di proprietà pubblica, ma i restauri sono finanziati sempre da privati, enti ed associazioni. In più, stanno chiudendo i laboratori di restauro delle biblioteche pubbliche, lasciando inutilizzati spazi e strumenti costosi e molto utili per il nostro lavoro. Ecco, penso che lo Stato potrebbe lasciare quegli spazi a noi professionisti, aiutandoci a sostenere le spese per le strumentazioni diagnostiche”</em>.</p>
<p>In questo mestiere, <strong>le tecniche di lavorazione sono le stesse da sempre, </strong><em><strong>“l’innovazione tecnologica riguarda soprattutto le attrezzature per la diagnosi delle opere</strong>. Il primo e fondamentale passaggio di lavorazione di un restauratore è proprio questo, individuare i danni e capirne le cause, generalmente muffe, umidità, tarli ed insetti vari”</em>. A quel punto si inizia con l’intervento vero e proprio, dalla pulizia alla ricostruzione del supporto cartaceo dell’opera, con un velo o un impasto di acqua e cellulosa. <em>“Un intervento reversibile</em> &#8211; conclude Simona Budassi &#8211; <em>che non danneggia l’opera e che permette di lasciare intatto il valore artistico e culturale di queste opere”</em>. Per qualche secolo ancora.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ChartaLab</strong><br />
Chieti<br />
<a href="http://www.chartalab.axeleroweb.it">www.chartalab.axeleroweb.it</a><br />
<strong>Confartigianato Chieti</strong><br />
<a href="http://www.confartigianato.ch.it" target="blank" rel="noopener">www.confartigianato.ch.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/simona-budassi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-per-economia-e-imprese-il-punto-nel-webinar-del-6-luglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[congiuntura]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131972</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le ultime previsioni della Commissione europea confermano una bassa crescita dell&#8217;Italia, nonostante la spinta del PNRR. La crisi di Hormuz [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>CHARTALAB, DOVE TORNA A VIVERE LA SECOLARE CULTURA ITALIANA</h3>
<figure id="attachment_29624" aria-describedby="caption-attachment-29624" style="width: 1100px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/Simona-Budassi-homepage.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-29624 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/05/Simona-Budassi-ritratto-a.jpg" alt="" width="1100" height="300" /></a><figcaption id="caption-attachment-29624" class="wp-caption-text">Simona Budassi fotografata da Ivan Demenego &#8211; testo di Fabrizio Cassieri</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“Consiglieresti questo mestiere ad un giovane?”</em>. <em>“Sì, perché è un mestiere bellissimo, il più bello del mondo”</em>. E il sorriso che sprigiona questa risposta non ammette repliche. Il mestiere è quello del restauratore di libri antichi, il sorriso e la risposta sono di <strong>Simona Budassi</strong>, maestra artigiana di <strong>ChartaLab</strong>, il laboratorio di restauro di libri antichi di <strong>Chieti</strong>.<br />
Entrare in questa bottega del centro abruzzese è un tuffo nella storia, tra libri vecchi di qualche secolo, stampe, opere ed archivi. L’aria che si respira è quella piacevole e pacifica tipica delle biblioteche, dove si lavora con precisione e concentrazione.<br />
D’altronde, tra le mani passano secoli e secoli di cultura, opere rimaste uniche al mondo. E compito di questi maestri è quello di riportarle all&#8217;antico splendore, di <em>“ridare vita ad un’opera che la vita la sta perdendo”</em>.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-35235" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b-300x300.jpg" alt="simona-budassi-ritratto-b" width="300" height="300" /></a>Una laurea in lingue rimasta nel cassetto e una scuola di restauro a Spoleto, dove <em>“ho fatto due anni di studio ed uno di tirocinio, che mi ha portato prima al Trinity College di Dublino e poi a Roma</em> &#8211; ci racconta Simona Budassi &#8211; <em><strong>L’apprendistato è fondamentale in questo mestiere. Lo studio ti prepara su tutta una serie di materie, da quelle storico-letterarie alla chimica, ma è lavorando che si acquisiscono le capacità manuali</strong>. L’apprendistato è un passaggio indispensabile della nostra preparazione professionale”.</em><br />
Come spesso succede in Italia, però, fare impresa rischia di diventare una corsa ad ostacoli. Soprattutto se lavori nel mondo della cultura. <em>“Da qualche anno a questa parte</em> &#8211; ci spiega <em>&#8211; gli affidi statali sono praticamente finiti. Si continua a lavorare con opere di proprietà pubblica, ma i restauri sono finanziati sempre da privati, enti ed associazioni. In più, stanno chiudendo i laboratori di restauro delle biblioteche pubbliche, lasciando inutilizzati spazi e strumenti costosi e molto utili per il nostro lavoro. Ecco, penso che lo Stato potrebbe lasciare quegli spazi a noi professionisti, aiutandoci a sostenere le spese per le strumentazioni diagnostiche”</em>.</p>
<p>In questo mestiere, <strong>le tecniche di lavorazione sono le stesse da sempre, </strong><em><strong>“l’innovazione tecnologica riguarda soprattutto le attrezzature per la diagnosi delle opere</strong>. Il primo e fondamentale passaggio di lavorazione di un restauratore è proprio questo, individuare i danni e capirne le cause, generalmente muffe, umidità, tarli ed insetti vari”</em>. A quel punto si inizia con l’intervento vero e proprio, dalla pulizia alla ricostruzione del supporto cartaceo dell’opera, con un velo o un impasto di acqua e cellulosa. <em>“Un intervento reversibile</em> &#8211; conclude Simona Budassi &#8211; <em>che non danneggia l’opera e che permette di lasciare intatto il valore artistico e culturale di queste opere”</em>. Per qualche secolo ancora.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ChartaLab</strong><br />
Chieti<br />
<a href="http://www.chartalab.axeleroweb.it">www.chartalab.axeleroweb.it</a><br />
<strong>Confartigianato Chieti</strong><br />
<a href="http://www.confartigianato.ch.it" target="blank" rel="noopener">www.confartigianato.ch.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/simona-budassi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/aggregazione-in-consorzi-e-reti-dimpresa-per-conquistare-il-mercato-degli-appalti-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4CNetWork]]></category>
		<category><![CDATA[Gustavo Piga]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Carretti]]></category>
		<category><![CDATA[orep]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131875</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le micro, piccole e medie imprese costituiscono l’ossatura produttiva del Paese, generano occupazione, innovazione e una quota rilevante della ricchezza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>CHARTALAB, DOVE TORNA A VIVERE LA SECOLARE CULTURA ITALIANA</h3>
<figure id="attachment_29624" aria-describedby="caption-attachment-29624" style="width: 1100px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/Simona-Budassi-homepage.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-29624 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/05/Simona-Budassi-ritratto-a.jpg" alt="" width="1100" height="300" /></a><figcaption id="caption-attachment-29624" class="wp-caption-text">Simona Budassi fotografata da Ivan Demenego &#8211; testo di Fabrizio Cassieri</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“Consiglieresti questo mestiere ad un giovane?”</em>. <em>“Sì, perché è un mestiere bellissimo, il più bello del mondo”</em>. E il sorriso che sprigiona questa risposta non ammette repliche. Il mestiere è quello del restauratore di libri antichi, il sorriso e la risposta sono di <strong>Simona Budassi</strong>, maestra artigiana di <strong>ChartaLab</strong>, il laboratorio di restauro di libri antichi di <strong>Chieti</strong>.<br />
Entrare in questa bottega del centro abruzzese è un tuffo nella storia, tra libri vecchi di qualche secolo, stampe, opere ed archivi. L’aria che si respira è quella piacevole e pacifica tipica delle biblioteche, dove si lavora con precisione e concentrazione.<br />
D’altronde, tra le mani passano secoli e secoli di cultura, opere rimaste uniche al mondo. E compito di questi maestri è quello di riportarle all&#8217;antico splendore, di <em>“ridare vita ad un’opera che la vita la sta perdendo”</em>.</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-35235" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/06/simona-budassi-ritratto-b-300x300.jpg" alt="simona-budassi-ritratto-b" width="300" height="300" /></a>Una laurea in lingue rimasta nel cassetto e una scuola di restauro a Spoleto, dove <em>“ho fatto due anni di studio ed uno di tirocinio, che mi ha portato prima al Trinity College di Dublino e poi a Roma</em> &#8211; ci racconta Simona Budassi &#8211; <em><strong>L’apprendistato è fondamentale in questo mestiere. Lo studio ti prepara su tutta una serie di materie, da quelle storico-letterarie alla chimica, ma è lavorando che si acquisiscono le capacità manuali</strong>. L’apprendistato è un passaggio indispensabile della nostra preparazione professionale”.</em><br />
Come spesso succede in Italia, però, fare impresa rischia di diventare una corsa ad ostacoli. Soprattutto se lavori nel mondo della cultura. <em>“Da qualche anno a questa parte</em> &#8211; ci spiega <em>&#8211; gli affidi statali sono praticamente finiti. Si continua a lavorare con opere di proprietà pubblica, ma i restauri sono finanziati sempre da privati, enti ed associazioni. In più, stanno chiudendo i laboratori di restauro delle biblioteche pubbliche, lasciando inutilizzati spazi e strumenti costosi e molto utili per il nostro lavoro. Ecco, penso che lo Stato potrebbe lasciare quegli spazi a noi professionisti, aiutandoci a sostenere le spese per le strumentazioni diagnostiche”</em>.</p>
<p>In questo mestiere, <strong>le tecniche di lavorazione sono le stesse da sempre, </strong><em><strong>“l’innovazione tecnologica riguarda soprattutto le attrezzature per la diagnosi delle opere</strong>. Il primo e fondamentale passaggio di lavorazione di un restauratore è proprio questo, individuare i danni e capirne le cause, generalmente muffe, umidità, tarli ed insetti vari”</em>. A quel punto si inizia con l’intervento vero e proprio, dalla pulizia alla ricostruzione del supporto cartaceo dell’opera, con un velo o un impasto di acqua e cellulosa. <em>“Un intervento reversibile</em> &#8211; conclude Simona Budassi &#8211; <em>che non danneggia l’opera e che permette di lasciare intatto il valore artistico e culturale di queste opere”</em>. Per qualche secolo ancora.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ChartaLab</strong><br />
Chieti<br />
<a href="http://www.chartalab.axeleroweb.it">www.chartalab.axeleroweb.it</a><br />
<strong>Confartigianato Chieti</strong><br />
<a href="http://www.confartigianato.ch.it" target="blank" rel="noopener">www.confartigianato.ch.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/simona-budassi/">Simona Budassi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/simona-budassi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	
</channel>
</rss><?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="0.92">
	<channel>
		<title>Simona Budassi - Confartigianato Imprese </title>
		<link>https://www.confartigianato.it/simona-budassi/</link>
		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Fri, 03 Sep 2021 19:57:44 +0000</lastBuildDate>
		<docs>http://backend.userland.com/rss092</docs>
		<language>it-IT</language>
		

			</channel>
</rss>