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Carla Betti

Ago, filo e passione nelle trame di Carla Betti

Carla Betti fotografata da Ivan Demenego – testo di Fabrizio Cassieri

 

“Il segreto di questo mestiere? La passione. Per essere una brava sarta devi avere curiosità, talento manuale e pazienza. Soprattutto, però, devi essere innamorata dell’ago, del filo e della macchina da cucire”. Un entusiasmo che esplode nelle parole e negli occhi di Carla Betti, una donna simpatica e solare, dalla battuta pronta e dal sorriso contagioso, con cui accoglie chi varca la porta del suo laboratorio a Piandimeleto, il piccolo borgo medievale della provincia di Pesaro e Urbino. E a chi entra e chiede il perché di luci, flash e della presenza di due giornalisti pronti a conoscere i segreti della sua sartoria, Carla risponde con orgoglio e semplicità: “Mi intervistano perché sono un’artigiana!”.
Basterebbe questo per descrivere Carla Betti, una donna che racchiude in sé le migliori qualità di un’eccellente maestra artigiana: passione, tecnica, amore per la tradizione e curiosità, “che ti sprona a cercare soluzioni sempre nuove, ad esplorare stili diversi e a metterti continuamente in gioco”. 
In quarantanni esatti di carriera, Carla si è specializzata nella sartoria tradizionale, nella lavorazione al tombolo e nella creazione di splendidi abiti storici e da sposa. Tutto, rigorosamente, su misura. “Ogni abito che confeziono è un pezzo unico, pensato, tagliato e cucito sul corpo e sulle esigenze del cliente. Vestibilità, praticità e comodità sono le caratteristiche fondamentali di ogni vestito. Credetemi, ti piange il cuore quando vedi una delle tue creazioni uscire dalla bottega. E non ci si fa mai l’abitudine”, aggiunge con un sorriso. 
A Piandimeleto tutti conoscono Carla e la sua maestria artigiana. “Tutti tranne il benzinaio del paese. Molti clienti chiedono indicazioni su come arrivare da me, ma lui ogni volta si sbaglia”, ci dice con una fragorosa risata.
Gli abiti storici di Carla Betti, infatti, sono l’anima del Palio dei Conti Oliva, la rievocazione medievale che a fine luglio richiama qui migliaia di curiosi e appassionati. “È la nostra festa, la Pro Loco ha decine di miei vestiti e molti cittadini vengono qui per farsi fare il vestito con cui sfilare. Per gli abiti storici non puoi inventare nulla, devi attenerti alla storia. Bisogna studiare molto, statue e dipinti soprattutto, non puoi improvvisare tessuti, tagli o colori, tutto è una fedele riproduzione di quei tempi. Anch’io ne ho uno, che uso con le altre signore del paese quando ci esibiamo nella lavorazione del tombolo, una delle grandi passioni di Carla Betti. Una lavorazione che richiede grande maestria e tanta pazienza, per creare pizzi e merletti che lasciano senza parole. “Ho imparato a lavorare il tombolo dalle suore di clausura, ci ho messo otto anni per riuscire a maneggiare i fuselli e ad intrecciare i fili d’ordito. Il tombolo è semplicemente un telaio ridotto – ci spiega Carla – le trame non sono sviluppate in orizzontale come per i classici telai, ma si usano gli spilli come punto di rotazione sulla pagnotta, il tradizionale cuscino di lavorazione. È una tecnica antica, molto amata dalle vecchie generazioni. Negli anni, però, ho provato a creare prodotti moderni, come orecchini e braccialetti, per mantenere viva una tradizione che appartiene a questo come a tanti altri territori italiani”.
Proprio le nuove generazioni sono il tasto dolente della nostra chiacchierata con Carla. “Il vero problema di questo mestiere è il passaggio generazionale, il riuscire a trovare giovani volenterosi e appassionati che possano continuare questo lavoro. Tra qualche anno andrò in pensione, ma vedo che i giovani studenti degli istituti e delle università di moda non hanno alcuna capacità manuale. Sono molto preparati sulla teoria, ma poco sulla parte pratica. Pensate che, negli anni, alcuni studenti mi hanno chiesto di realizzare le loro tesi di fine corso – aggiunge Carla con un tono amaro – Questo è davvero un peccato. Tutti noi artigiani del settore, così come gli stilisti più famosi al mondo, abbiamo iniziato questo mestiere imparando ad usare l’ago e le forbici, questo ti permette di creare qualsiasi abito o di conoscere alla perfezione ogni trama dei vestiti che crei. Non è pensabile che i giovani oggi non sappiano dove mettere le mani”. La sartoria italiana, però, finché sarà nella tecnica e nella passione di un’artigiana come Carla Betti, sarà in ottime mani.

 

Ago e filo – Sartoria su misura
Piandimeleto (PU)
Confartigianato Ancona, Pesaro e Urbino
www.confartigianatoimprese.net

 

 

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