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PNRR
Il Ministro Fitto a Confartigianato: “Per attuare il Pnrr puntiamo su semplificazione e rapidità”

“La priorità del Governo consiste nell’avere una visione d’insieme delle risorse del Pnrr e delle politiche di coesione per concentrarne l’uso su interventi realmente strategici, da realizzare con maggiore semplicità e rapidità. Questi obiettivi verranno perseguiti con un confronto costante con le Organizzazioni come Confartigianato. Non è un caso che nella Cabina di regia sul Pnrr vogliamo avere un’interlocuzione e suggerimenti utili per accompagnare le imprese in una fase non facile per l’economia del nostro Paese”.Leggere di più

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MODA
Vignolini al Tavolo della moda: 'Nuove politiche per rilanciare settore-cardine del made in Italy'

Il 23 gennaio è stato riconvocato il Tavolo della Moda presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy presieduto dal ministro Adolfo Urso e con la partecipazione del Viceministro Valentino Valentini, dei Sottosegretari Fausta Bergamotto e Massimo Bitonci, del Viceministro dell’Ambiente e Sovranità Energetica Vannia Gava e del sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni.Leggere di più

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STUDI
Sale occupazione stabile, per il 67,9% creata da MPI. Le prospettive 2023 nel webinar del 6 febbraio

Le previsioni di rallentamento della crescita economica si associano ad una tenuta del mercato del lavoro, rilevata anche nei mesi successivi all’invasione dell’Ucraina. Nonostante l’indebolimento del clima di fiducia delle imprese, tra febbraio e novembre 2022 gli occupati sono saliti di 209mila unità (+0,9%), grazie all’apporto di 265mila dipendenti in più (+1,5%), aumento completamente determinato dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 281mila unità (+1,9%) mentre quella a tempo determinato diminuisce di 16mila unità (-0,5%). Persiste la debolezza dell’occupazione indipendente, il segmento del mercato del lavoro più colpito dalla pandemia, che registra una flessione di 56mila unità (-1,1%).

Rimane tonica anche la domanda prevista nel primo trimestre di quest’anno, con i lavoratori ricercati dalle imprese che aumentano del 12,9% rispetto un anno prima, come documentato nell’ultimo Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal.

L’analisi territoriale delle tendenze del mercato del lavoro è proposta nell’ ultimo report dell’Ufficio Studi “Inizio 2023: prospettive e criticità per le imprese – Evidenze regionali.

Le micro e piccole imprese sono protagoniste della crescita della domanda di lavoro dipendente, in particolare per il lavoro stabile. Nell’arco dell’anno terminante nel terzo trimestre del 2022 le micro e piccole imprese determinano il 64,6% delle posizioni lavorative, ben 15,7 punti percentuali in più rispetto alla quota di 48,9% che tali imprese hanno sul totale dei dipendenti; la quota sale al 67,9% per domanda di lavoro più stabile, rappresentata dalle posizioni a tempo indeterminato.

In chiave settoriale l’edilizia ha sostenuto retto l’intero mercato del lavoro nell’arco del triennio compreso tra la pandemia e l’invasione dell’Ucraina. Nel terzo trimestre 2022 gli occupati, al netto della stagionalità, sono saliti di 69mila unità rispetto al quarto trimestre 2019, precedente allo scoppio della pandemia; tale aumento è la combinazione di un aumento di 257mila occupati nelle costruzioni (+19,6%) di 19mila occupati nella manifattura (+0,4%), di un calo di 160mila nei servizi (-1,0%) e di 47mila unità (-5,1%) nell’agricoltura. Va qui ricordato che nelle costruzioni, il settore driver della ripresa, le micro e piccole imprese determinano l’87,2% dell’occupazione del comparto, ampiamente superiore al 63,4% della media di tutti i settori.

La crescita dell’occupazione si associa ad un rilevante e crescente mismatch tra domanda ed offerta di lavoro, soprattutto se qualificato. Le imprese italiane indicano una difficoltà di reperimento per il 55,8% delle entrate di operai specializzati e conduttori di impianti e macchine previste a gennaio 2023, quota che sale al 63,4% per gli operai specializzati nell’edilizia e nella manutenzione degli edifici.

Nella ripresa dopo la pandemia è aumentata la mobilità dei lavoratori e il numero delle dimissioni. Nel periodo gennaio-settembre 2022 le dimissioni da rapporti di lavoro a tempo indeterminato registrano un incremento del +17% rispetto al corrispondente periodo del 2021 e del +27% rispetto ai corrispondenti nove mesi del 2019. Il report dell’Inps indica che il livello raggiunto dal fenomeno “sottende il completo recupero delle dimissioni mancate del 2020, quando tutto il mercato del lavoro era stato investito dalla riduzione della mobilità connessa alle conseguenze dell’emergenza sanitaria”.

Le più recenti tendenze del mercato del lavoro e il ruolo della domanda delle piccole imprese saranno esaminate nel webinar di presentazione del 23° report di Confartigianato ‘2023, eviteremo la stagflazione?’ organizzato per lunedì 6 febbraio 2023 dall’Ufficio Studi e dalla Direzione Politiche economiche, con il seguente programma:

 

PROGRAMMA WEBINAR  LUNEDI’ 6 FEBBRAIO 2023, ORE 12.00-13.15

  • Introduzione di Vincenzo Mamoli, Segretario Generale
  • In bilico tra alta inflazione e politiche economiche restrittive, di Enrico Quintavalle, Responsabile Ufficio Studi
  • Alcune evidenze territoriali, di Licia Redolfi, Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia
  • Conclusioni di Bruno Panieri, Direttore Politiche Economiche

Iscriviti al webinar

 

Dinamica occupati tra pandemia e guerra in Ucraina per settore

III trim. 2022. var. ass. rispetto IV trim. 2019, migliaia occupati, dati destagionalizzati – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat
 

 

Posizioni lavorative per tipologia di contratto e classe dimensionale nel 2022

Flussi (posizioni=assunzioni-cessazioni) dato annuale al III trim. 2022 – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat, Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Inps, Inail e Anpal

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MEDIA
La crisi demografica italiana al centro del nuovo ‘quaderno’ della Fondazione Germozzi

La demografia è un problema prima di tutto economico. E’ stato molto chiaro, su questo punto, il direttore generale del Censis Massimiliano Valerii durante l’assemblea annuale di Confartigianato. Un concetto, quello del saldo demografico, sul quale anche il presidente di Confartigianato Marco Granelli ha riflettuto a lungo e che sta interrogando molti esperti della materia. D’altra parte, se già il nostro sistema economico sconta alcuni gap di competitività rispetto ad altri europei ed extraeuropei, quello della demografia rischia di essere un ulteriore fattore di squilibrio negativo. Ma il problema è molto più profondo e di non facile risoluzione. Di più: non riguarda solo il mondo delle imprese, ma è un problema che attiene alla tenuta strutturale del nostro Paese. Un’Italia sempre più vecchia, fragile.

Di questo e molto altro si è occupato Alessandro Rosina, docente di Demografia e Statistica sociale all’Università Cattolica di Milano in molti dei suoi lavori. Alessandro Rosina è l’autore del nuovo ‘quaderno’ tematico della Fondazione dal titolo ‘La crisi demografica italiana: giovani e qualità del lavoro – Idee, spunti, dati e scenari per affrontare gli squilibri che rischiano di compromettere lo sviluppo economico e la sostenibilità sociale del Paese’ (scarica il volume).

Gli studi compiuti da Rosina forniscono una proiezione, a tratti, piuttosto allarmante del problema demografico in Italia. Forse, però, la cosa più desolante è che a fronte di questo scoglio che sta via via diventando sempre più insormontabile, in questi anni abbiamo assistito a una sorta di grande rimozione collettiva. Come se il problema non ci riguardasse. Se a questo aggiungiamo che le politiche messe in campo per fronteggiare la questione demografica si sono rivelate del tutto inefficaci, ecco che il quadro appare ancor più a tinte fosche. La sfida dell’inversione del trend è attuale, attualissima. Una sfida per il futuro.

Spiega Rosina, intervistato da Federico Di Bisceglie per Spirito artigiano: “E’ senz’altro la grande questione rimossa del nostro paese. Non mancano i titoli di forte preoccupazione sui media quando escono i dati Istat sulle nascite in continua riduzione, ma dal giorno dopo il tema scivola sistematicamente ai margini del dibattito pubblico. La politica italiana tende ad avere uno sguardo corto, che fatica ad andar oltre il consenso da ottenere nelle prossime elezioni. La combinazione tra poca lungimiranza, bassa consapevolezza delle conseguenze della denatalità, marginalità delle politiche per i giovani e le donne, ha portato gli squilibri demografici a diventare sempre più gravi generando un senso di impotenza verso un destino ineluttabile. Anziché produrre una reazione si è via via scivolati verso la rassegnazione. Ci siamo permessi di sottovalutare questa enorme questione perché il centro della vita attiva è stato, fino a qualche anno fa, presidiato da generazioni molto consistenti. In particolare i nati attorno a metà anni Sessanta (all’apice del baby boom) avevano 35 anni nel 2000, 45 nel 2010 e 55 nel 2020. Gli effetti della denatalità sull’economia e sulla sostenibilità del sistema di welfare cominciano a prodursi ora con l’entrata nelle età lavorative dei nati dalla seconda metà degli anni Ottanta in poi, quasi dimezzati rispetto alla generazione dei propri genitori. Non è più solo questione di conti pubblici, ma anche di squilibri che investono il mercato del lavoro“. (Leggi l’intervista completa su Spirito artigiano)

Scarica il QFG ‘La crisi demografica italiana: giovani e qualità del lavoro’ di Alessandro Rosina

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MEDIA
A Linea Verde Start un’altra stagione di successo per il valore artigiano
E’ un artigianato in equilibrio virtuoso con l’ambiente quello che viene narrato da Linea Verde Start nella puntata dedicata al Trentino Alto Adige, in onda sabato 14 gennaio alle ore 12, su Rai1. Il programma realizzato in esclusiva con Confartigianato va alla scoperta di un territorio prevalentemente montano nel quale gli imprenditori artigiani custodiscono la ricchezza della natura, la trasformano in lavoro, la condividono nelle comunità…   (Leggi tutto)
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MEDIA
Su Corriere della sera i 10 primati dell'Italia 'a valore artigiano'

Gli artigiani e le microimprese fanno grande l’Italia. L’ennesima conferma arriva dal rapporto ‘Artigiani del futuro’, realizzato da Fondazione Symbola insieme con Confartigianato e le altre Confederazioni artigiane, e rilanciato il 10 dicembre e il 31 dicembre sul Corriere della sera. Leggere di più