Notizie
EVENTI
Confartigianato protagonista a 'Artigiano in Fiera'

E’ stata inaugurata il 3 dicembre la 26° edizione di Artigiano in Fiera, manifestazione organizzata in collaborazione con Confartigianato e in programma fino a domenica 11 dicembre, a Fieramilano (Rho), tutti i giorni dalle 10 alle 22.30.Leggere di più

Notizie
WELFARE
Agli artigiani di Confartigianato i premi Welfare Champions 2022

Romec snc di Piancamuno (Brescia), Azienda Tricologica Italiana srl di Roma, Sensor ID di Campochiaro (Campobasso), Galvanica Sata Srl di Castenedolo (Brescia), Inel Elettronica di Mussolente (Vicenza), Metal.B Srl di Marano Vicentino (Vicenza), Confartigianato Imprese Bergamo, Artigianservizi (Confartigianato Imprese Foligno): sono le imprese e le strutture associative di Confartigianato che oggi hanno ricevuto il Premio Welfare Index Pmi nella categoria artigianato per le loro iniziative di welfare aziendale e i progetti per la tutela della sicurezza e del benessere dei dipendenti.

I titolari delle aziende hanno ricevuto il riconoscimento durante l’edizione 2022 di Welfare Index Pmi, svoltasi oggi a Roma e promossa da Generali Italia con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e con la partecipazione di Confartigianato, Confindustria, Confagricoltura, Confcommercio e Confprofessioni. All’iniziativa ha preso parte il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali Marina Calderone.

Nel corso dell’evento, al quale è intervenuto il Presidente di Welfare Insieme Confartigianato Fabio Menicacci, è stato presentato il Rapporto Welfare Index PMI 2022 sullo stato del welfare nelle piccole e medie imprese italiane, giunto alla settima edizione e che ha coinvolto oltre 6.500 imprese, di tutti i settori produttivi, di tutte le dimensioni e provenienti da tutta Italia. “La cultura del welfare aziendale – ha sottolineato Menicacci – è un ‘patrimonio’ storico di Confartigianato ed è sempre più diffusa tra gli artigiani e i piccoli imprenditori. Siamo convinti che il benessere in azienda conviene a tutti. Per questo Confartigianato ha promosso WelFare Insieme, impresa sociale costituita nel 2018 per offrire agli imprenditori e ai loro dipendenti, alle persone, alle famiglie e alle comunità servizi di welfare strutturati, permanenti, collegati ai bisogni dei territori. Il nostro impegno consiste nel soddisfare le molteplici e differenti esigenze delle persone e delle imprese con l’obiettivo di creare le indispensabili condizioni per uno sviluppo sociale ed economico equilibrato e sostenibile”.

Da parte sua, Gianfranco Fancel, Country Manager & CEO Generali Italia, ha dichiarato: “Il welfare aziendale è un fattore strategico per le imprese e una priorità per il Paese, anche per raggiungere gli obiettivi del PNRR attraverso una partnership tra il settore pubblico e il privato. Oggi il nostro rapporto Welfare Index PMI certifica come chi ha programmi di welfare evoluti ha maggior successo come impresa, investendo, tra gli altri, in Sanità, Formazione e Inclusione Sociale. Le aziende sono in prima linea nel produrre innovazione sociale a fianco delle famiglie e dei territori in cui operano, intercettando i bisogni emergenti, come dimostrano le migliori iniziative sociali delle realtà presenti in questa edizione”.

Dal Rapporto Welfare Index PMI 2022 emerge che oggi il welfare aziendale ha raggiunto un alto livello di maturità e continua a crescere la consapevolezza del ruolo sociale nelle PMI: oltre il 68% delle piccole e medie imprese italiane ha superato il livello base di welfare aziendale. Raddoppia inoltre il numero di PMI con livello molto alto e alto, passando dal 10,3% del 2016 al 24,7% del 2022. Oggi il welfare aziendale non è più solo appannaggio delle grandi imprese, ma anche delle microimprese.

La quota di imprese con livello elevato di welfare è massima (70,7% nel 2022 vs 64,1% nel 2017) tra quelle con oltre 250 addetti e molto rilevante (66,8% vs 59,8% nel 2017) nelle PMI tra 101 e 250 addetti. Raddoppiano le microimprese (da 6 a 9 addetti) con un livello elevato di welfare che passano dal 7,7% del 2017 al 15,1% del 2022. L’incremento è dovuto in buona parte alla semplificazione delle normative e alle risorse pubbliche stanziate per la protezione sociale, incoraggiando le aziende, anche le più piccole, a impegnarsi a propria volta a sostegno delle famiglie.

Le PMI con il welfare più elevato generano un maggiore impatto sociale su persone e comunità

Le PMI con welfare più evoluto ottengono un maggiore impatto sociale sui propri stakeholder: lavoratori e loro famiglie, fornitori, clienti e comunità. Inoltre, contribuiscono molto di più della media alla crescita dell’occupazione di donne e giovani.

Le imprese che concepiscono il welfare come leva strategica di sviluppo sostenibile sono raddoppiate, da 6,4% del 2016 a 14,1% del 2022. Ben l’87,5% di queste aziende genera un impatto sociale di livello elevato, contro una media generale del 38%. Per le PMI ad uno stadio iniziale di sviluppo del welfare aziendale tale percentuale si ferma al 6%.

Delle dieci aree del welfare aziendale, quelle dove le imprese sono più impegnate sono: Sicurezza e condizioni lavorative (74% delle PMI con livello alto e molto alto), Welfare di comunità (66,5%), Diritti, diversità e inclusione (47,8%) e Formazione e sviluppo del capitale umano (40,6%).

Gli ambiti di impatto sociale senza dubbio più importanti sono la promozione del lavoro e della mobilità sociale, la possibilità offerta ai giovani di raggiungere un’occupazione stabile, il sostegno ai diritti e alle pari opportunità per le donne lavoratrici.

Il welfare contribuisce all’aumento di produttività e fatturato

Uno dei contributi più interessanti del rapporto Welfare Index PMI è l’analisi dinamica della correlazione degli indici di welfare con i bilanci di un campione di circa 2.600 imprese nell’arco di tre anni (2019, 2020 e 2021, realizzata in collaborazione con Cerved), un periodo segnato dalla pandemia Covid e dalla successiva ripresa, al termine del quale oggi possiamo valutare il contributo dato dal welfare aziendale alla resilienza del sistema produttivo. Le imprese con un welfare più evoluto ottengono performance di produttività decisamente superiori alla media, crescono molto più velocemente nei risultati economici e nell’occupazione. Nel 2021 l’utile sul fatturato delle aziende con livello di welfare molto alto è stato doppio rispetto a quello delle aziende a livello base: 6,7% contro 3,7%. E altrettanto grande è risultato il divario nel MOL (Margine Operativo Lordo) pro capite che misura la produttività per singolo addetto. Tra le imprese con livello molto alto di welfare aziendale l’indice di produttività MOL / fatturato è cresciuto da 9,4% nel 2019 a 11% nel 2021, rispetto a un incremento dello 0,2% tra le imprese ad un livello base di welfare. Anche gli indici di redditività seguono la stessa dinamica.

Il welfare aziendale strumento di resilienza

Per la prima volta l’analisi dimostra che il welfare aziendale è un fattore di resilienza. Lo studio, infatti, approfondisce anche la correlazione tra livelli di welfare aziendale e i risultati economici per cluster omogenei di imprese per impatto della crisi (2020) e intensità della ripresa (2021). In ognuno di questi cluster, le PMI con un welfare più evoluto hanno tenuto meglio nella pandemia e dimostrato maggiore slancio nella ripresa. Ad esempio, nel gruppo di imprese appartenenti ai settori economici più colpiti dalla crisi, il Margine Operativo Lordo per addetto nel periodo 2019-2021 è cresciuto del 50,5% tra le PMI con livello elevato di welfare, mentre è diminuito del 15% tra quelle con livello base. Allo stesso modo, l’indice di redditività (utile / fatturato) è cresciuto di 2 punti percentuali tra le prime e di 0,4 p.p. tra le seconde.

Presentato il Position Paper “Il contributo del welfare aziendale al rinnovamento del welfare italiano”

 Nell’occasione, è stato presentato per la prima volta il Position Paper firmato dagli esperti del Comitato Guida Welfare Index PMI intitolato “Il contributo del welfare aziendale al rinnovamento del welfare italiano. Le iniziative delle imprese, se adeguatamente sostenute, possono crescere ulteriormente nell’interesse stesso delle PMI. La spesa totale del welfare pubblico e privato italiano nel 2021 ammonta a 785 miliardi. L’80% di questo flusso, 627 miliardi, è a carico dello Stato. Una quota molto rilevante, 136,6 miliardi (pari al 17,4% del totale), è a carico diretto delle famiglie: in media 5.300 euro per famiglia. Una terza quota, molto più piccola, è quella del welfare aziendale e collettivo: 21,2 miliardi, 2,7% del totale.

Dal Paper emerge che il welfare aziendale può rappresentare uno strumento decisivo attraverso il quale investire maggiori risorse in settori chiave e di grande importanza nei progetti del PNRR: sanità, formazione, inclusione sociale. Oggi il welfare aziendale, infatti, non è più solo un settore complementare del welfare pubblico, ma è diventato anche un fattore di innovazione dei sistemi tradizionali, in grado di generare nuovi modelli di servizio e accelerare la transizione verso modelli di sviluppo sostenibili.

Le imprese sono vicine alle famiglie e sono in grado di interpretarne i bisogni e fornire risposte dirette ed immediate. Il welfare aziendale, aprendosi al territorio, può costituire la base di un nuovo welfare di comunità.

Emerge inoltre che il welfare aziendale delle imprese si trova a fare i conti con diversi fattori: in primo luogo la frammentazione e la dimensione molto piccola della maggior parte delle aziende; in secondo luogo la necessità di introdurre competenze specialistiche e di relazioni con i sistemi di servizio.

Su queste premesse, secondo il Paper, l’esperienza del welfare aziendale potrà espandersi e dare un contributo rilevante al rinnovamento generale dei sistemi di welfare se le istituzioni pubbliche attiveranno partnership a tutti i livelli con le imprese, aiutandole a mettersi in rete e a costruire progetti condivisi con le altre aziende del territorio, con le strutture della sanità, dell’assistenza e dell’istruzione, con le organizzazioni del terzo settore.

 

Notizie
STUDI
Sorprese della recessione: in otto mesi di guerra +276mila occupati (+1,2%), più dinamiche le donne

Le previsioni della Commissione europea indicano per l’economia dell’Eurozona e dell’Italia, l’ingresso in recessione tecnica in questo quarto trimestre 2022. Sulla dinamica dell’economia pesa il rallentamento del commercio internazionale e la frenata dell’economia cinese, con il volume delle  esportazioni che salgono di un limitato 0,7%. L’elevata inflazione riduce il potere di acquisto delle famiglie. A novembre l’inflazione decelera in Eurozona (10,0%, era 10,6% ad ottobre), meno in Italia dove è più elevata l’inflazione energetica, come si delinea nell’analisi dall’Ufficio Studi di Confartigianato proposta questa settimana su Quotidiano Energia.

Nonostante la persistente ed elevata pressione inflazionistica e l’ingresso in una fase ciclica recessiva, dagli indicatori congiunturali e macroeconomici emergono segnali statistici positivi – esaminati nel 22°report su congiuntura, economia e imprese, presentato questa settimana – che mostrano la straordinaria capacità di resilienza dell’economia e delle imprese italiane. Nel 2022 la crescita del PIL dell’Italia (+3,7%) supera quella di Cina, Francia, Germania, Usa e Giappone, un inedito dal 1980. Era dal 2001 che Italia non cresceva più di Francia e Germania. L’ottima performance di quest’anno è sostenuta dal migliore andamento del PIL nel terzo trimestre, quello estivo e caratterizzato dal buon andamento della domanda turistica. Secondo i conti nazionali pubblicati dall’Istat mercoledì scorso nel terzo trimestre di quest’anno la crescita congiunturale del PIL dello 0,5% è risultata superiore al +0,4% della Germania e al +0,2% di Francia e della media europea. La crescita è stata trainata dall’aumento del 2,2% del valore aggiunto di commercio, alberghi e ristorazione. Buon andamento anche dell’economia digitale (+1,4%). Sul lato della domanda si registra uno spunto più marcato degli investimenti in macchinari e impianti (+3,0%) e dei mezzi di trasporto (+10,0). Nonostante la crescente inflazione, la spesa delle famiglie italiane, in termini reali, ha registrato un aumento del 2,2% rispetto al trimestre precedente.

Un’altra sorpresa arriva dal mercato del lavoro, sostenuto dalla domanda delle micro e piccole imprese, come ha evidenziato una nostra recente analisi. Ad ottobre 2022 prosegue la crescita dell’occupazione registrata a settembre, per effetto dell’aumento dei dipendenti permanenti. Dall’inizio della guerra, tra febbraio e ottobre 2022, gli occupati sono saliti di 276mila unità, grazie all’apporto di 306mila dipendenti in più, con la componente a tempo indeterminato che cresce di 430mila unità mentre quella a tempo determinato diminuisce di 125mila unità e gli indipendenti scendono di 30 mila unità. L’aumento dell’1,2% degli occupati nel periodo è il risultato di una crescita dell’1,5% delle donne e dell’1,0% degli uomini. Nell’arco degli otto mesi in esame il tasso di disoccupazione nell’Eurozona si riduce di 2 decimi di punto, mentre in Italia il miglioramento sale a 7 decimi di punto. In chiave settoriale va notato che le imprese manifatturiere, colpite da una escalation senza precedenti dei costi dell’energia, a cui si associa l’aumento del costo del credito, nel trimestre estivo hanno aumentato le ore lavorate dell’1,4%.

 

Dinamica PIL nel 2022 tra le maggiori economie

Var. %, prezzi costanti – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Ocse

 

 

Dinamica occupati per posizione durante primi 8 mesi di guerra

ottobre 2022. Var. ass. in migliaia e % su febbraio 2022, dati destagionalizzati – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

Notizie
FORMAZIONE
A Confartigianato Grosseto il Premio Eccellenza Duale della Camera di Commercio Italo - Germanica
© Ambasciata Tedesca Roma

L’impegno del Sistema Confartigianato per la promozione della formazione duale centra un risultato prestigioso con il progetto di Confartigianato Grosseto sulle arti e i mestieri delle botteghe orafe, che ha conquistato il primo premio nella categoria “microimprese” del Premio di Eccellenza Duale coordinato dalla Camera di Commercio italo-germanica.

“Il Premio della Camera di commercio Italo-germanica – ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Marco Granelli testimonia l’importanza dell’impegno del Sistema Confartigianato ad investire sulle competenze delle nuove generazioni. Il futuro dell’artigianato e delle piccole imprese è nelle mani e nella testa dei giovani. Le nostre aziende sono una ‘palestra’ d’eccellenza nella quale i ragazzi possano acquisire le conoscenze e le abilità necessarie a svolgere un lavoro gratificante, dalle attività più tradizionali e quelle più innovative, e possono costruirsi un avvenire, scommettendo sulle loro passioni e inclinazioni”.

Un riconoscimento che premia l’efficacia del progetto dell’associazione toscana che, in collaborazione con il Liceo artistico del polo scolastico L. Bianciardi di Grosseto, ha portato all’incontro tra le micro e piccole imprese dell’artigianato artistico del territorio e decine e decine di studenti liceali, che hanno potuto scoprire i meccanismi della bottega orafa, i segreti del mestiere e l’esperienza dei maestri artigiani del territorio. Soprattutto, però, un’iniziativa che ha meritato il primo premio nella categoria microimprese del Premio di Eccellenza Duale organizzato dalla Camera di Commercio Italo-Germanica (AHK Italien), grazie al sostegno del Ministero dell’Istruzione e della Ricerca tedesco e il German Office for International Cooperation in Vocational Education and Training (GOVET), iniziativa di cui Confartigianato è partner istituzionale.

“Siamo onorati di ricevere questo prestigioso premio, che conferma l’impegno che da anni la nostra associazione sta mettendo in campo sul fronte della formazione e in particolare della formazione duale – ha dichiarato il Segretario provinciale di Confartigianato Grosseto, Mauro CianiSiamo convinti che questa sia la strada per risolvere il drammatico problema attuale della mancanza di figure professionali da inserire nelle nostre aziende ma anche quello di formare una nuova generazione di futuri imprenditori italiani”.

L’obiettivo del progetto “La bottega orafa: arti e mestieri – laboratorio attivo di metalli ed oreficeria” di Confartigianato Grosseto è proprio quello di avvicinare questi due mondi sempre troppo distanti nel nostro Paese, la scuola e l’impresa, e di farlo portando direttamente i maestri artigiani tra i banchi di scuola. Da ottobre 2021 a giugno 2022, infatti, 40 studenti del liceo artistico hanno toccato con mano i materiali, gli attrezzi e le tecniche di lavorazione di uno dei più antichi e affascinati mestieri dell’artigianato italiano, guidati dall’esperienza degli imprenditori associati a Confartigianato Grosseto.

“Per un’impresa artigiana è fondamentale investire nella formazione e soprattutto viaggiare leggeri, lasciare la zavorra, trasferire ai ragazzi quel bagaglio di conoscenze che noi artigiani abbiamo e che loro desiderano apprendere – ha raccontato Gabriella Anna Maria Cartella, titolare del laboratorio orafo Cartesio di GrossetoAbbiamo cercato di portare a scuola l’artigianalità ma anche i fondamenti della gestione dell’impresa e di tutto quello che si nasconde dietro al gioiello. Siamo molto contenti ed orgogliosi di questo premio, grazie davvero alla giuria che ci ha scelti”.

Ospitata nella pittoresca Villa Almone, residenza dell’Ambasciatore di Germania a Roma, la premiazione ha coinvolto l’ambasciatore tedesco Viktor Elbling, il responsabile della formazione di Sistema di Confartigianato e Direttore della Fondazione Germozzi, Giovanni Boccia, e la responsabile bilateralità e formazione professionale di Confartigianato, Silvia Ciuffini, impegnati nell’assegnazione dei riconoscimenti ai vincitori delle diverse categorie di un premio che, anno dopo anno, si conferma un luogo privilegiato di dibattito e confronto sulla formazione duale e sui tanti esempi d’eccellenza messi in campo in Italia.

“Il valore aggiunto del nostro progetto, che ci ha permesso di conquistare questo importante riconoscimento è sicuramente l’innovazione e l’aver portato i maestri artigiani a scuola e non viceversa – ha spiegato Cristina Frascati, responsabile dell’Agenzia formativa FormImpresa Confartigianato GrossetoGli studenti hanno potuto sviluppare un percorso di alternanza scuola-lavoro, accompagnandoli non soltanto nella realizzazione dei prodotti ma anche in tutte le fasi e i risvolti dell’attività di un’impresa artigiana. Per i ragazzi è stata un’esperienza straordinaria, al punto che abbiamo saputo che alcuni ragazzi, al momento della preiscrizione, hanno scelto proprio quell’istituto per avere l’opportunità di vivere un’esperienza formativa di questo tipo”.

Il primo posto conquistato dal progetto formativo di Grosseto non è però l’unica soddisfazione raccolta da Confartigianato all’edizione 2022 del Premio di Eccellenza Duale. Il secondo posto della categoria microimprese, infatti, è andato alla Sartoria artigianale Caruso, impresa associata a Confartigianato Avellino, che ha realizzato un progetto che ha permesso agli studenti del liceo artistico Maffucci della città campana di confrontarsi, passo dopo passo, con la creazione di un’intera collezione di moda, dalla creazione dei bozzetti alla realizzazione dei capi.

 

Notizie
MEDIA
Confartigianato protagonista su QNEconomia. Granelli: "MPI, la forza del made in Italy"

Confartigianato è protagonista oggi sulla copertina di QNEconomia&Lavoro, l’inserto settimanale nazionale dei quotidiani Il Giorno, il Resto del Carlino, La Nazione, con un’intervista al Presidente Marco Granelli e approfondimenti sui punti di forza delle micro e piccole imprese e sulle difficoltà che sono costrette ad affrontare.Leggere di più

Comunicati stampa
LEGGE DI BILANCIO
Manovra - Affronta priorità energia. Malgrado margini stretti si vedono linee sviluppo da rafforzare
Apprezziamo lo sforzo del Governo che, nel mantenere ben dritta la barra sui conti della finanza pubblica, concentra le risorse della Legge di bilancio sulla priorità di ridurre l’impatto dei rincari dell’energia su imprese e famiglie. Nonostante sia condizionata dalla crisi e dall’emergenza energetica, la manovra contiene linee di intervento(Leggi tutto)
Notizie
EDILIZIA
La filiera italiana delle Costruzioni: "Pronti a collaborare per un nuovo Codice degli Appalti"

La filiera delle costruzioni (Ance, Anaepa Confartigianato Edilizia, Assistal, Claai, Cna Costruzioni, Confapi Aniem, Confcooperative Lavoro e Servizi, Fiae Casartigiani, Legacoop Produzione e Servizi, Oice, Ucsi), consapevole della nuova sfida che la attende per la realizzazione dei lavori del Pnrr e non solo, è pronta a dare il proprio contributo per un nuovo Codice degli appalti.

A tal fine, le associazioni di categoria e i professionisti del settore, pur consapevoli della estrema ristrettezza dei tempi a disposizione per la riforma dettati dalle scadenze negoziate con la Ue e ringraziando il Consiglio di Stato per il lavoro svolto e il Governo per la disponibilità al confronto, chiedono di poter essere coinvolte con l’obiettivo di dotare il Paese di uno strumento cruciale per l’avvio dei cantieri e non ripetere gli errori del passato.

Con questo spirito la filiera si propone di fornire massima collaborazione alla riscrittura delle norme, partendo da uno schema normativo ufficiale, completo dei numerosi allegati previsti, al momento ancora mancanti, per arrivare a un testo che possa tener conto del contributo di chi tutti i giorni si confronta in cantiere con le regole. Ciò nell’interesse pubblico a una piena, efficace e veloce realizzazione delle opere.

Lo scopo è quello di arrivare in tempi brevi a un Codice con norme snelle che garantiscano trasparenza, concorrenza e efficienza, per consentire al settore delle costruzioni di continuare a dare il suo contributo per la crescita del pil e dell’occupazione.