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MADE IN ITALY
Consegnati i premi 'Maestri d'Eccellenza', i riconoscimenti all'unicità del saper fare artigiano

Sono stati assegnati oggi i riconoscimenti del Premio “Maestri d’Eccellenza”, promosso dai Métiers d’Excellence LVMH, in collaborazione con Confartigianato, Fendi e Camera Nazionale della Moda Italiana per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di preservare e tramandare alle future generazioni i savoir-faire e le competenze uniche dell’artigianato italiano.Leggere di più

Notizie
INIZIATIVE
ANCI e Confartigianato insieme per lo sviluppo economico e sociale dei territori italiani

Nel corso dei lavori di Match Point 2023, Confartigianato Imprese e ANCI hanno firmato un protocollo d’intesa per promuovere per il rilancio socioeconomico dei territori sviluppando collaborazioni e sinergie tra i protagonisti delle comunità locali: imprese, cittadini e amministrazioni pubbliche. Sociale, energia e ambiente ed economia sono le direttrici di sviluppo individuate dalla più rappresentativa organizzazione dell’artigianato e della microimpresa e dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani per promuovere l’autoimprenditorialità e le opportunità di impiego, per mettere in sicurezza il territorio e avviare un programma di manutenzione preventiva e per valorizzare i borghi storici e le attività economiche che operano in aree interne e svantaggiate.

“Oggi firmiamo un patto d’azione forti una sinergia già consolidata tra i comuni e gli imprenditori artigiani e le rappresentanze di categoria – ha sottolineato il Presidente di ANCI e Sindaco di Bari, Andrea DecaroIl lavoro artigiano è anche identità e tradizione dei luoghi e questo protocollo ci permetterà da un lato di fare semplificazioni dal punto di vista burocratico e autorizzato. Per quello che possono fare i comuni è una piattaforma di proposte condivise tra comuni italiani e Confartigianato nei confronti del Governo dello stato. Al tempo stesso, il protocollo prevede sperimentazioni e progetti piloti su tanti campi, dalla manutenzione alla messa in sicurezza del territorio, fino ai progetti per agevolare la transizione ambientale e digitale”.

“In primo luogo vogliamo dare una veste formale a un’alleanza attiva e propositiva che funziona molto bene già da anni – ha rilanciato il Presidente di Confartigianato, Marco GranelliI nostri artigiani sono protagonisti della vita delle comunità e del loro sviluppo economico e sociale e con questo protocollo vogliamo dare vita a un luogo comune dove sviluppare idee e progetti e dove valorizzare ancor di più il nostro ruolo di forte attore sociale del Paese”.

 

Studi
MATCH POINT
L’età dell’incertezza e le sfide per le piccole imprese in transizione nel report di Confartigianato

In occasione di Match Point 2023, una due giorni di approfondimento e dibattito organizzati il 18 e 19 settembre a Roma da Confartigianato (leggi QUI la cronaca dell’evento), l’Ufficio Studi ha presentato il report “Futuri possibili per le imprese a vocazione artigiana”. Qui per scaricare il Rapporto. Il lavoro delinea le condizioni di contesto in cui operano le imprese italiane, propone una analisi sui principali mutamenti economici mondiali e offre una panoramica sulle le sfide che le imprese affrontano nelle transizioni in corso, demografica, digitale e green.

Il secolo dell’incertezza – Una prospettiva di lungo periodo evidenzia come il XXI secolo si sta caratterizzando per il dominio dell’incertezza: dal 2000 si sono succedute dieci crisi, con 6 anni di recessione nei 15 anni tra 2008 e 2022 mentre nei 47 anni tra 1961 e 2007 gli anni di recessione erano stati solo 2. Nella serie storica del trend della produzione manifatturiera domina (63,4%) il cambio del segno, un indicatore di incertezza di quindici punti superiore al valore degli anni Novante del secolo scorso. Con l’incertezza, si ampliano anche le diseguaglianze: il PIL pro capite in volume supera del 17% il livello di inizio secolo nell’Eurozona mentre scende del 2% in Italia.

Fine della turbo-globalizzazione? – Nell’ultimo decennio il commercio internazionale cresce più del PIL mondiale, mentre con la pandemia si sono acuite persistenti difficoltà nell’approvvigionamento di materie prime e nell’Unione europea si amplia la domanda di produzioni strategiche per le transizioni green e digitale; il baricentro della manifattura mondiale si è spostato verso oriente e in alcuni comparti della manifattura italiana, pari a circa un quinto della totale, la produzione si è più che dimezzata.

Seidenstraße, la Via della seta che passa per Berlino – La Cina è  il quarto mercato dell’export tedesco, mentre era il dodicesimo dieci anni fa. Nel primo semestre del 2023 il rallentamento dell’economia cinese si traduce in un calo dell’8,5% del suo export della Germania in Cina, mentre la recessione tedesca si riflette per l’Italia in una diminuzione dello 0,9% dell’export verso la Germania, il nostro primo partner commerciale, mentre si registra un aumento del 4,9% delle vendite del made in Italy destinate al resto del mondo.

La sfida dei BRICS – Nel 2024 i BRICS passeranno da 5 a 11 membri, aumentando significativamente il loro peso sull’economia mondiale e segnatamente nell’offerta di energia. Con l’allargamento, la quota dei BRICS della produzione mondiale di gas naturale passa dal 22,1% al 35,5% mentre quella della produzione di petrolio greggio più che raddoppia, passando dal 20,4% a 43,1%.

Autocrazie vs democrazie – Una analisi che elabora i dati del Fondo Monetario Internazionale sulla base della classificazione dei paesi per regime di Our World in Data, la piattaforma dati espressione dell’Università di Oxford, evidenzia la crescita del peso economico delle autocrazie, che dieci anni rappresentavano fa il 27,9% del PIL del mondo, quota che nel 2023 sale al 34,4%, concentrando il 70,4% della popolazione mondiale. Il nostro Paese è più esposto verso le autocrazie sul lato delle importazioni, prevalentemente di natura energetica, con una quota del 34,5%, superiore di 10,1 punti percentuali rispetto al 24,3% dell’Eurozona.

Africa driver della crescita negli anni Venti – Nello scacchiere mondiale va crescendo il ruolo dell’Africa, che tra il 2021 e il 2028 registrerà una crescita del PIL del 31,2% rispetto al corrispondente periodo pre-pandemia, una dinamica superiore al +29,7% registrato dall’Asia, che è stato il continente più dinamico del periodo 2012-2019. Dal 2001 al 2021 la quota dell’export dell’Ue a 27 in Africa è scesa di 18 punti percentuale, a fronte di un corrispondente aumento di 18 punti della quota della Cina.

Criticità nell’offerta di servizi pubblici e malfunzionamento di alcuni mercati – Agli stimoli provenienti da uno spazio internazionale sempre più complesso, si associano esternalità che derivano dal criticità del contesto  istituzionale. L’intervento dello stato in alcuni ambiti – come quelli dell’istruzione e della giustizia civile – non corregge la diseguaglianza economica. Pandemia e crisi energetica hanno fatto emergere alcuni malfunzionamenti dei mercati, segnalati dall’andamento di alcuni vettori di prezzo in una fase di turbolenza inflazionistica, e che mostrano rilevanti ricadute sulla competitività delle imprese.

Le sfide delle transizioni, demografica, digitale e greenLa dinamica demografica sta influenzando lo spessore della struttura imprenditoriale italiana, pesa sulla rarefazione dell’offerta di lavoro e amplifica la difficoltà di reperimento del personale. Sul digitale il report propone preliminari misure dell’impatto di automazione e dell’Intelligenza artificiale (IA) sul mercato del lavoro e sulla gestione delle piccole imprese. Una presentazione dei risultati di questa analisi dell’Ufficio Studi è proposta nell’articolo ‘Intelligenza artificiale: una valutazione dell’impatto sul lavoro e le imprese’ a firma di Enrico Quintavalle pubblicato su  Spirito artigiano.

Infine, il report propone l’analisi di un ampio set di ‘marcatori’ della sostenibilità presenti nel DNA delle piccole imprese, tra i quali un modello di specializzazione settoriale più ‘leggero’, una più elevata vocazione all’economia circolare, una maggiore presenza tra gli occupati di donne, giovani e stranieri.

 

Futuri possibili per le imprese a vocazione artigiana – Indice

  • Il secolo dell’incertezza
  • Fine della turbo globalizzazione?
  • L’insostenibile leggerezza delle istituzioni
  • Stato non corregge le diseguaglianze
  • Il malfunzionamento di alcuni mercati
  • Le sfide delle transizioni: Demografica , Digitale, Ambientale
  • La sostenibilità nel DNA delle piccole imprese

 

 

Quota dei BRICS della produzione mondiale di gas naturale e petrolio greggio

Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Bp

 

Crescita PIL 2021-2028 vs pre pandemia (2012-2019) per continente

Variazione % cumulata PIL a prezzi costanti – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat

 

Notizie
MEDIA
L'Europa e le Pmi tra stretta monetaria e lotta ai 'cattivi pagatori': Confartigianato su Il Foglio

I segnali contrastanti che arrivano dalle istituzioni europee nei confronti delle imprese sono al centro di un articolo sul quotidiano Il Foglio che riporta la posizione di Confartigianato sull’ennesimo rialzo dei tassi di interesse deciso dalla Bce e sulla proposta di regolamento presentata dalla Commissione europea che inasprisce le norme per colpire i ritardi di pagamento e tutelare le Pmi, vittime dei ‘cattivi pagatori’.Leggere di più

Comunicati stampa
DDL CONCORRENZA
Gli artigiani in audizione al Senato: “Definire un’agenda condividendo obiettivi e percorsi”
Photo by Marco Oriolesi on Unsplash

Gli interventi per favorire la concorrenza vanno inquadrati nel piano più generale di rilancio dell’economia ed è prioritario rimuovere le condizioni di “rendita da monopolio” o da tariffa che rappresentano un pesante onere per il Paese e in particolare per le imprese. È quanto hanno evidenziato Confartigianato e Cna nel corso dell’audizione davanti alla Commissione industria del Senato sulla legge annuale sulla concorrenza.Leggere di più

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EUROPA
Arriva il sì definitivo del Parlamento europeo al nuovo Regolamento IG no food

Il Parlamento europeo ha approvato il testo del regolamento per le indicazioni geografiche dei prodotti artigianali ed industriali, il cosiddetto Regolamento IG No food, nella versione definita nel corso dei negoziati interistituzionali con il Consiglio dell’Unione europea dello scorso 2 maggio. Un lungo iter di approvazione, iniziato nel febbraio 2022 con la pubblicazione della proposta della Commissione europea, per un pacchetto di norme che le piccole imprese italiane aspettavano da anni e che l’Ufficio Affari Europei di Confartigianato, in pieno coordinamento con i colleghi delle categorie interessate, ha contribuito a definire in ogni tappa del processo legislativo, con l’obiettivo di garantire il miglior grado di tutela delle nostre eccellenze artigiane e del loro legame con il territorio.

“Si tratta di un’altra, significativa tappa della nostra battaglia per valorizzare l’identità delle produzioni artigiane che caratterizzano la multiforme cultura produttiva dell’Italia”. Così il Presidente di Confartigianato Marco Granelli commenta la decisione dell’Europarlamento “che ha colto la necessità di riconoscere la biodiversità del nostro sistema imprenditoriale e dell’ecosistema territoriale in cui le aziende operano”.

Oltre a costituire un primo punto fermo nell’impegno dell’Unione per la promozione e la difesa dell’artigianato locale, il futuro regolamento mantiene la differenza tra prodotto artigianale ed industriale, in linea con la legislazione italiana. Inoltre, i co-decisori europei hanno posto il giusto accento sul legame con il territorio: questo, infatti, costituisce sia un requisito che un obiettivo dell’indicazione geografica. Grazie all’azione di Confartigianato, il tema è stato posto al centro delle disposizioni, vincolando tra l’altro la Commissione europea a tenerlo in debita considerazione quando, tra cinque anni, valuterà i risultati del regolamento.

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EUROPA
Ritardi di pagamento: l’UE trasforma la direttiva in regolamento, con termini fissi a 30 giorni

“Non è giusto che un fallimento su quattro sia dovuto al mancato pagamento delle fatture entro le scadenze previste”: queste erano state le parole con cui la Presidente Ursula von der Leyen, durante lo Stato dell’Unione Europea 2022, aveva annunciato il rafforzamento delle norme contro i ritardi di pagamento. Ad un anno esatto di distanza, la Commissione Europea Leggere di più