Olivicola degli Ernici

In Ciociaria alla scoperta del frantoio culturale degli Ernici

Franco Mocci e Aldo Mastracci fotografati da Ivan Demenego – testo di Fabrizio Cassieri

 

Chiamarlo semplicemente frantoio sarebbe riduttivo, per le tecnologie applicate al processo di trasformazione delle olive, per l’impegno etico e sociale messo in campo ogni giorno e per la promozione della cultura dell’olio e del territorio. L’Olivicola degli Ernici di Vico nel Lazio, in provincia di Frosinone, è un frantoio culturale ad alto tasso d’innovazione tecnologica, che deve il nome ai monti che lo sovrastano, gli Ernici appunto. Siamo nel cuore della Ciociaria, nel basso Lazio, a due passi da Anagni e Fiuggi, centri ricchi di storia e tradizione. “Vogliamo risvegliare la passione del territorio per questa attività, che da sempre appartiene all’economia, alla storia e alla cultura di questi luoghi. Tutti qui beviamo un cucchiaio di olio extravergine d’oliva appena svegli, è il modo migliore per iniziare la giornata. Ancora prima del caffè, un vero e proprio toccasana per tutto il corpo”, racconta Aldo Mastracci, un architetto che ha fatto della produzione di olio extravergine d’oliva una passione da coltivare e divulgare, prima ancora che una piccola impresa d’eccellenza.
Il frantoio degli Ernici è uno dei più moderni e innovativi centri per la trasformazione delle olive di tutto il Centro Italia. “Il nostro impianto di lavorazione è stato progettato e realizzato nel 2014 seguendo principi architettonici e produttivi molto precisi. Tutta la lavorazione iniziale è fatta all’esterno, così da ridurre rumore e polveri nell’ambiente di lavoro. Le altre fasi sono realizzate in questa zona”, ci spiega mentre indica un’ampia vetrata che apre lo sguardo su una moderna linea produttiva, controllata dai tecnici del frantoio e da un computer centrale capace di regolare i diversi cicli di lavorazione. “Abbiamo voluto che la zona di lavorazione finale fosse completamente trasparente, per mostrare ai nostri clienti come e dove lavoriamo – ci racconta – Ognuno è molto geloso delle proprie olive, vuole controllarne il ciclo di trasformazione e il risultato finale. L’olio è una cosa seria da queste parti, non ci si scherza”, ci dice scoppiando in una risata sincera e spontanea, tipica di questo spicchio di Lazio.
Il frantoio, una struttura moderna e avveniristica realizzata con i contributi europei per lo sviluppo delle zone rurali, ricorda la disposizione classica degli uliveti, con i pilastri centrali che rappresentano gli alberi di ulivo. “Ogni giorno lavoriamo per promuovere la cultura dell’olio d’oliva, è un patrimonio di questo territorio che stavamo perdendo – aggiunge Mastracci, uno dei cinque soci dell’Olivicola – Siamo risvegliando la passione dei cittadini e decine di uliveti abbandonati da anni. Le nostre olive vengono tutte da queste terre. Abbiamo 200 ettari di campi in gestione, di cui 80 ad uliveti, con più di 15mila alberi piantati. Coinvolgiamo più di dieci comuni della zona degli Ernici, per questo motivo il nostro olio biologico si chiama Ernico e il nostro logo, nato da un concorso internazionale, rappresenta un’oliva e una delle 25 torri della cinta muraria di Vico, il nostro paese. Quello, ad esempio, è uno dei nostri uliveti”, ci dice guardando una collina poco distante. Uno splendido paesaggio fatto di borghi antichi e cime sempre più alte e imponenti, intervallate da morbide strade di campagna e uliveti ordinati e rigogliosi. “Il nostro è un olio extravergine di oliva di alta qualità, estratto a freddo a 27°. Una tecnica che garantisce la qualità e la sicurezza del nostro olio biologico, evitando il contatto con l’ossigeno e la conseguente ossidazione delle molecole”. Un processo ad alto tasso di automazione, che garantisce la sicurezza alimentare del prodotto finale e il controllo qualitativo nelle varie fasi di trasformazione. “Le nostre tecniche, però, sono quelle della tradizione artigiana. Lui è Franco Mocci, il nostro Maestro, riesce a capire se stiamo lavorando alla temperatura giusta dal profumo che si respira nell’aria”, aggiunge Mastracci con un sorriso orgoglioso e divertito. Aromi avvolgenti, inebrianti, capaci di risvegliare in un attimo l’olfatto di chi varca la porta del frantoio degli Ernici. “L’olio extravergine di oliva ha importanti proprietà organolettiche e nutrizionali, al punto che negli ultimi anni si usa sempre più spesso il termine nutraceutica, un neologismo nato dall’unione delle parole nutrizione e farmaceutica, proprio per valorizzare tutti i benefici che il vero olio extravergine di oliva ha per la nostra salute. Stiamo investendo molto in questa direzione, siamo una piccola impresa ad alto tasso di responsabilità etica e culturale, facciamo promozione della cultura dell’olio e di tutte le sue virtù per il benessere e la salute del nostro corpo”. In pochi anni, l’Olivicola degli Ernici ha saputo conquistare la fiducia dei coltivatori che portano le proprie olive al frantoio, il palato di tanti appassionati dell’oro giallo della cucina mediterranea e numerosi riconoscimenti internazionali. “Il nostro olio biologico Ernico è molto apprezzato, in Italia come all’estero. Abbiamo vinto molti premi, ma quello che ci fa più onore è l’Extrascape, organizzato in Molise e assegnato all’olio migliore prodotto nel territorio migliore, per bellezza e cultura frantoiana. Non soltanto un riconoscimento all’olio ma a tutto il nostro territorio, che premia gli sforzi che facciamo per promuovere l’olio e la sua cultura”, conclude Aldo Mastracci.

 

Olivicola degli Ernici
Vico nel Lazio (FR)
www.olivicoladegliernici.it
Confartigianato Frosinone
www.confartigianatofrosinone.it