Artigianato della cura del verde: crescita a doppia cifra (+10,1%) in cinque anni. Il focus sul settore
Con l’arrivo della primavera si intensificano gli interventi di cura del verde, da balconi ai giardini di famiglie e imprese, agli spazi verdi pubblici, segnando una stagione di piena attività per le imprese artigiane del settore. È grazie al loro apporto diffuso e qualificato che gli spazi privati e le aree urbane tornano a vivere, contribuendo al decoro delle città e al benessere delle persone. In questo contesto, gli interventi degli enti territoriali nella gestione del verde urbano risultano sempre più strategici, non solo per migliorare la qualità della vita dei cittadini, ma anche per la tutela dell’ambiente e la salvaguardia del territorio.
Nel 2024 la spesa delle famiglie per arredo giardino, prodotti per giardinaggio, piante e fiori pari a 3.286 milioni di euro di cui l’80,1%, pari a 2.631 milioni di euro, è per prodotti per giardinaggio, piante e fiori ed il restante 19,9%, pari a 655 milioni, è per arredo giardino e camping. L’analisi sulla dinamica indica una crescita del 7,7% in un biennio che supera il +6,0% della spesa totale delle famiglie ed in particolare il +4,7% della spesa delle famiglie per prodotti non alimentari.
Sul lato dell’offerta, la Cura del verde alla fine del 2025 conta 26.083 imprese registrate che svolgono attività di cura e manutenzione del paesaggio e di installazione, manutenzione e riparazione di impianti di irrigazione per giardini, di cui 19.615 sono imprese artigiane, pari al 75,2% delle imprese del settore. Un maggiore peso dell’artigianato si riscontra per Lombardia con l’87,5%, Emilia-Romagna con l’87,2%, Friuli-Venezia Giulia con l’86,9%, Piemonte con l’86,8%, Liguria con l’85,7%, Veneto con l’83,6%, Toscana con l’81,3%, Marche con l’80,5%, Trentino-Alto Adige con l’80,1%. Per quanto riguarda l’occupazione del comparto della Cura e manutenzione del paesaggio, che rappresenta la quasi totalità delle imprese della Cura del verde, si contano 55.324 addetti, di cui 23.597 nelle imprese artigiane con una quota del 42,7% sul totale degli addetti del settore.
Allargando lo sguardo alle micro e piccole imprese con meno di 50 addetti si osserva che concentrano l’84,8% degli addetti del comparto in esame, un valore superiore al 71,9% del totale economia ed al 75,4% dei Servizi.
L’analisi del settore con il quadro territoriale delle imprese artigiane sono disponibili nell’Elaborazione flash 'Artigianato della cura del verde, settore in crescita dell’economia green - Il quadro territoriale delle imprese e dell’artigianato'. Qui per scaricarla.
La domanda di servizi green diventa un rilevante driver di crescita e di sviluppo imprenditoriale e, di conseguenza, l’attività della cura del verde rientra tra i servizi dell’artigianato a maggiore dinamismo. Nel dettaglio, nel 2025 si registra una crescita delle imprese artigiane della Cura del verde del 3,0% su base annua a fronte del +2,0% del totale imprese del settore, in controtendenza rispetto al calo dell’1,4% registrato per il totale delle imprese artigiane. Il fenomeno si consolida nell’arco di cinque anni con l’artigianato del settore che cresce del 10,1%, pari a 1.804 imprese in più, un ritmo doppio rispetto al +5,3% del totale imprese del settore ed in controtendenza rispetto alla flessione del 4,5% osservata per il totale dell’artigianato.
Per le imprese del verde le opportunità di un mercato dinamico si associa alla difficoltà di reperire il personale. Nel 2025 le imprese hanno richiesto 55.590 lavoratori in otto professioni più direttamente vocate alla cura del paesaggio, ma di queste 26.150 sono risultate difficili da reperire, pari ad una quota del 47,0%.
La cura del verde rappresenta un importante aspetto della qualità della vita dei cittadini. Nel confronto tra 85 città europee, di cui 26 città italiane, la soddisfazione per la disponibilità di spazi verdi varia dal massimo della città svedese di Malmö (91,7% di popolazione soddisfatta) al minimo di Reggio di Calabria (14,0%). In Italia, le quote più elevate di soddisfatti per parchi e giardini (superiori all’80%) sono rilevate a Trento e a Bolzano, seguite da Cagliari, Bologna, Bergamo, Torino e Brescia.
L’incidenza delle aree di verde urbano sulla superficie urbanizzata delle città nel 2023 è pari a 8,9 m2 di aree di verde urbano per 100 m2 di superficie urbanizzata. Le regioni in cui le città presentano oltre il dieci per cento di superficie desinata ad area verde sono la Lombardia (13,0%), Emilia-Romagna (11,7%), Piemonte (11,6%) e Friuli-Venezia Giulia (11,0%). All’opposto, le quote minori si osservano in Sicilia (5,6%), Molise (5,5%), Liguria (4,9%) e Puglia (4,8%).
Peso delle imprese artigiane nella Cura del verde nelle regioni
Fine 2025. % su totale imprese del settore. Ateco 2025: 43.22.04 e 81.3 - Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Unioncamere-Infocamere
Guerra del Golfo: le criticità per le filiere di manifattura e costruzioni. Il punto nel webinar del 13 aprile
Lo scenario della guerra del Golfo rimane centrato sul prolungamento del blocco dei flussi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz. Si mantiene la pressione sui costi energetici mentre si delineano criticità per le filiere della manifattura e dell’edilizia.
La pressione sui costi dell’energia - Le tensioni sui mercati internazionali mantengono alta la pressione sui prezzi dei beni energetici. Sulla base dei dati disponibili ad oggi, a marzo l’indice di prezzo del gas (IG Index GME) segna un +48,0% rispetto a febbraio, mentre il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica (PUN) sale del 25,3%. Sul fronte carburanti il prezzo del gasolio self elaborato da QE-Quotidiano Energia, si colloca a 2,060 euro/litro, un livello inferiore del 3,4% al picco del 20 marzo, ma superiore del 19,5% rispetto al prezzo di fine febbraio, prima dell’attacco all’Iran.
Criticità per le filiere manifatturiere e dell’edilizia – Dalla metà di aprile si potrebbe accentuare la carenza di offerta di alcune materie prime e di fertilizzanti, oltre a quella delle commodity energetiche e dei prodotti raffinati, con un conseguente impatto sui relativi prezzi e con ricadute sulle materie prime legate al ciclo del petrolio, come le materie prime polimeriche e petrolchimiche, bitumi e asfalti. La spinta dei costi dell’energia impatta sui prezzi dei prodotti per l’edilizia energy intensive, come calcestruzzo, cemento, acciaio, vetro, ceramiche e laterizi per mattoni, piastrelle e sanitari. Le tensioni già in atto sui costi dei materiali per l’edilizia sono segnalati dalle imprese di ANAEPA-Confartigianato Edilizia.
Secondo il rapporto dell’Ocse pubblicato la scorsa settimana, il conflitto genera rischi alle catene di approvvigionamento globali. Si delinea una situazione particolarmente critica per i fertilizzanti, con effetti sui sistemi agroalimentari. Gli stati del Golfo Persico concentrano oltre un terzo (34%) delle esportazioni mondiali di urea e circa un quinto delle esportazioni di fosfato di diammonio e ammoniaca anidra. Il GNL è un componente importante dei fertilizzanti a base di azoto. I prezzi dei fertilizzanti sono aumentati vertiginosamente, con un incremento di oltre il 40% per l'urea da metà febbraio. Inoltre, gli stati del Golfo producono anche circa la metà delle esportazioni mondiali di zolfo, utilizzato nella produzione di fertilizzanti e nei processi metallurgici di estrazione del rame, del cobalto e del nichel. Complessivamente, Bahrein, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti contribuiscono per l'8% dell’offerta globale di alluminio primario. Dal Medio Oriente proviene il 13,7% dell’alluminio importato dall’Italia.
Una carenza di offerta determinerà una accelerazione del trend di crescita dei prezzi dei metalli già rilevato prima dello scoppio della guerra, con un rilevante impatto sui costi delle imprese manifatturiere e delle costruzioni. A febbraio 2026 salgono del 23,8% su base annua le quotazioni di metalli e minerali – valutato in dollari e comprendenti alluminio, rame, minerali ferrosi, piombo, nichel, stagno e zinco - con una spinta per stagno (+53,0%) e rame (+38,8%).
Il Medio Oriente è anche una fonte significativa di altri materiali, producendo oltre un terzo dell'offerta globale di elio e oltre due terzi di quella di bromo, elementi fondamentali per le catene di approvvigionamento industriali, inclusi i semiconduttori e i chip di memoria.
La carenza di offerta di materie prime si incrocia con la domanda crescente determinata dalla ripresa della manifattura, generando una pressione al rialzo dei prezzi dei beni intermedi.
Il rialzo del prezzo del gasolio sta spingendo il costo di trasporto delle merci, generando criticità per le imprese dell’autotrasporto, come indicato dal coordinamento UNATRAS.
L’accelerazione delle attività nelle costruzioni per chiudere gli interventi del PNRR potrebbe spingere ulteriormente la domanda e i prezzi dei materiali per l’edilizia.
La crisi nel Golfo potrebbe allargarsi al Mar Rosso, con una accentuazione delle tensioni geopolitiche nell’area del Mediterraneo e del Nord Africa. Le difficoltà della navigazione marittima amplierebbe il calo del traffico nello stretto di Bab el-Mandeb, punto di accesso meridionale al Mar Rosso, già registrato nella precedente crisi del novembre 2023, la quale ha visto una riduzione dei due terzi del volume di traffico (mediamente nel biennio 2024-2025 si registra un calo del 65% del volume medio annuo in transito rispetto al 2023), esponendo a rischi e maggiori costo di trasporto i flussi di intercambio commerciale con Asia e Oceania via mare. L’azzeramento dei flussi commerciali attraverso lo stretto di Hormuz e le ulteriori riduzioni dei volumi in transito attraverso il Mar Rosso penalizzerebbero l’economia delle città portuali italiane, con una maggiore esposizione delle imprese del trasporto e della logistica, una filiera già colpita dal caro carburanti.
Il punto sulla crisi in Medio Oriente nel webinar del 13 aprile – La fase ciclica in corso, dominata dagli effetti della guerra del Golfo, sarà al centro del webinar del 13 aprile 2026, dedicato alla presentazione del 37° Report congiunturale ‘Nuovi venti di guerra sull’economia, la congiuntura e le prospettive per le imprese’. Il report farà il punto sulla fase ciclica della manifattura, sulle più recenti tendenze dell’edilizia e dei servizi e sull’evoluzione degli indicatori del mercato del lavoro, con un ampio focus territoriale.
Programma webinar di lunedì 13 aprile 2026 ore 11.30-13.00
Apertura lavori di Vincenzo Mamoli, Segretario Generale Confartigianato
Introduzione di Enrico Quintavalle, Responsabile Ufficio Studi
Le politiche economiche e le tendenze territoriali
Licia Redolfi, Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia
Monica Salvioli, Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna
Carlotta Andracco, Ufficio Studi Confartigianato Vicenza
Conclusioni di Bruno Panieri, Direttore politiche economiche Confartigianato
Info per ulteriori info e iscrizioni al webinar
L’alta qualità dei dolci pasquali, grazie a 37mila imprese artigiane e 1.699 prodotti della tradizione
A Pasqua la qualità della pasticceria e della produzione dolciaria artigiana diventa esperienza per il consumatore: l’intreccio di sapori autentici, materie prime del territorio e lavorazioni accurate trasformano i dolci della tradizione in un elemento distintivo della festa. È questa attenzione al dettaglio e al gusto che rende unica l’offerta delle imprese artigiane italiane.
L’alta vocazione artigiana del settore dolciario - In Italia i consumi dei dolci pasquali intercettano l’offerta di 53 mila pasticcerie e imprese del settore dolciario, un perimetro settoriale che include pasticceria fresca, gelati, biscotti, cacao, cioccolato e confetteria, caratterizzato da una alta vocazione artigianale: sono oltre 37 mila le imprese artigiane, che rappresentano il 69,6% delle imprese totali del settore. Il quadro per regione e provincia è proposto nell’Appendice statistica dedicata alla pasticceria e al settore dolciario predisposta dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI di Confartigianato Emilia-Romagna. Qui per scaricarla.
Dolci, pane e pasta, i 1.670 prodotti della tradizione - L’artigianalità si intreccia con la qualità e la tradizione. La tavola di Pasqua degli italiani si arricchisce dell’offerta dei 330 prodotti agroalimentari a marchio DOP, IGP e STG, dei 530 vini DOP e IGP e dei 5.717 prodotti agroalimentari tradizionali. L’analisi per tipologia di prodotti della tradizione evidenzia la maggiore diffusione di prodotti della pasticceria, della biscotteria, della confetteria e della panetteria e le paste fresche con 1.699 prodotti, pari al 29,7% del totale. La regione con il maggiore numero di prodotti della pasticceria, della biscotteria, della confetteria e della panetteria e di paste fresche tradizionali è il Lazio con 207 prodotti, seguito da Emilia-Romagna con 179 prodotti, Campania con 133 prodotti, Toscana con 126 prodotti, Piemonte con 102 prodotti e Sardegna e Sicilia, entrambe con 100 prodotti. Il dettaglio per regione dei prodotti tradizionali è proposto nell’Elaborazione Flash ‘Artigianato Alimentare – key data’ pubblicata in edizione speciale per l’evento ‘Intelligenza artigiana a tavola’ tenuto lo scorso 11 marzo presso la Camera dei deputati.
Accanto alla qualità dell’offerta, l’artigianato dolciario si confronta con alcune criticità rilevanti: permane una elevata difficoltà nel reperimento di personale qualificato, mentre persistono le pressioni sui costi di alcune materie prime, in particolare cacao e cioccolato. A queste tensioni si aggiungono i timori per una escalation dei costi dell’energia, alimentati dalle recenti dinamiche della guerra del Golfo, con possibili ripercussioni sull’equilibrio economico delle imprese.
Resta elevata la difficoltà di reperimento dei pasticceri e panettieri artigiani – Nel 2025 si registrano entrate di pasticcieri, gelatai e conservieri artigianali e panettieri e pastai artigianali per 28.610 unità, in calo rispetto alle 29.910 del 2024. Rimane tuttavia molto elevata la carenza di lavoratori specializzati: le entrate difficili da reperire sono 16.010, pari al 56,0%, una quota che rimane elevata nonostante una diminuzione rispetto al 58,7% del 2024. Tra le maggiori regioni, con almeno mille entrate previste, la difficoltà di reperimento più elevata si osserva in Emilia-Romagna (74,6%), seguita da Lazio (68,9%), Veneto (65,8%), Calabria (56,2%), Toscana (55,2%), Lombardia (55,1%), e Sicilia (53,4%). Su livelli più contenuti, ma comunque significativi, si collocano Puglia (47,2%) e Campania (40,1%). Tra le altre regioni si evidenziano criticità più accentuate, con più di due pasticceri e panettieri artigiani su tre che risultano difficili da reperire, in Piemonte - Valle d'Aosta, Abruzzo e Friuli-Venezia Giulia.
Il trend dei prezzi, i timori per il costo dell’energia - Nella produzione dei dolci di pasticceria persistono tensioni sui costi di alcune materie prime, in particolare per il cacao e il cioccolato. A febbraio 2026 si registrano rincari significativi per il cacao in polvere (+17,0% su base annua), il caffè (+12,9%) e il cioccolato (+6,8%). Preoccupano le imprese le ripercussioni della guerra del Golfo sui prezzi dell’energia evidenziate dall’analisi dell’Ufficio Studi pubblicata lunedì scorso.
Sul fronte dei prezzi al consumatore, a febbraio 2026 il prezzo delle consumazioni di prodotti di gelateria e pasticceria segna un aumento del 3,1% su base annua, su cui influisce l’aumento dei costi. Per i prodotti con un maggiore utilizzo di materie prime il cui costo è soggetto ad una maggiore pressione - come le uova di cioccolato - i prezzi al consumo possono presentare una dinamica più marcata.
Pasticceri e panettieri artigianali difficili da reperire nelle regioni
Anno 2025 % sulle entrate previste, Panettieri e pastai artigianali (6512) e Pasticcieri, gelatai e conservieri artigianali (6513) - Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Unioncamere - Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Il 28 marzo Linea Verde Start a Venezia, unica al mondo per saperi e tradizioni
Sabato 28 marzo alle ore 11.55 su Rai 1 appuntamento imperdibile con Linea Verde Start, il programma condotto da Federico Quaranta e realizzato dalla Rai in collaborazione esclusiva con Confartigianato. La nuova puntata è dedicata a Venezia, simbolo mondiale di saper fare artigiano e custode di tradizioni secolari.
Dalla suggestione storica evocata da Goethe, che nel 1786 descrisse la laguna come “un bosco d’alberi”, fino alle antiche corporazioni della Serenissima, il viaggio televisivo racconta come l’artigianato sia ancora oggi l’anima viva della città, fondamento identitario e motore culturale ed economico.
La puntata di Linea Verde Start propone così un viaggio tra calli, botteghe e fornaci, dove ogni gesto racconta secoli di storia. Venezia emerge come una città costruita e mantenuta grazie alle mani dei suoi artigiani: un organismo vivo in cui tradizione, innovazione e identità continuano a intrecciarsi.
Paolo Brandolisio, artigiano remer, incarna un mestiere rarissimo: realizza a mano forcole e remi su misura per ogni gondoliere. Il valore della sua attività sta nella personalizzazione estrema, nella conoscenza dei legni (noce, ciliegio) e nella capacità di creare strumenti che durano decenni. La sua bottega, attiva dal 1929, è un esempio di continuità storica e resistenza della tradizione.
Per Giovanni Da Ponte, maestro d’ascia, costruire barche significa “realizzare sogni”. I suoi taxi boat in legno, conosciuti nel mondo come Venice limousine, rappresentano eccellenza artigiana e riconoscibilità internazionale. Nonostante le difficoltà del settore, sottolinea un rinnovato interesse per la qualità e il valore del fatto a mano.
Stefano Nicolao, sarto costumista, unisce artigianato e arte. Il suo atelier conserva oltre 15.000 costumi e 200 pezzi antichi, patrimonio utilizzato da teatro e cinema. Il suo lavoro si distingue per ricerca storica, maestria tecnica e trasmissione del sapere, nel pieno spirito dellai bottega rinascimentale.
Simone Cenedese, maestro vetraio di Murano, rappresenta la tradizione del vetro dell’isola veneziana, tramandata da generazioni che trasforma una "palla infuocata" a 1400 gradi in opere d'arte. Il valore della sua attività risiede nella lavorazione interamente manuale, nell’innovazione tecnologica sostenibile e nella passione che trasforma la materia incandescente in oggetti unici.
Marco Dei Rossi, apprendista artigiano, testimonia l’importanza del passaggio generazionale: imparare “rubando con gli occhi” dal padre e dai maestri, mantenendo viva una tradizione che rischierebbe di scomparire.
Stefano Vianello, artigiano terrazziere restauratore, si occupa del restauro dei pavimenti alla veneziana. Il suo lavoro è fondamentale per la città: conservare il patrimonio storico senza scorciatoie, utilizzando tecniche e materiali originari. Un mestiere raro, portato avanti da poche famiglie, che unisce fatica, precisione e responsabilità culturale.
A sottolineare il valore di questo patrimonio è Siro Martin, presidente di Confartigianato Città Metropolitana di Venezia: l’artigianato “respira e vive la città ogni giorno”, affrontando condizioni uniche e complesse. Martin evidenzia come le imprese artigiane veneziane siano custodi di competenze indispensabili, capaci di mantenere e tramandare un patrimonio unico al mondo. Allo stesso tempo, riconosce una sfida: gli artigiani sono straordinari nel fare, ma devono migliorare nel raccontarsi, affinché Venezia diventi sempre più manifesto globale dell’eccellenza artigiana.
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St.9 – Pt. 3 | Il 21 marzo Linea Verde Start a Caserta dove l’artigianato unisce tradizione e futuro
Sabato 21 marzo alle ore 11.55, su Rai1, Linea Verde Start, il programma condotto da Federico Quaranta e realizzato dalla Rai in collaborazione esclusiva con Confartigianato, ci porta alla scoperta di Caserta, un territorio dove storia, paesaggio e saperi artigiani si intrecciano da secoli.
La puntata racconta una terra in cui l’artigianato non è soltanto attività economica, ma identità culturale e motore di sviluppo, capace di unire tradizione e innovazione.
Dai vicoli dell’antico borgo di Casertavecchia, affacciato sui Monti Tifatini, fino alle comunità nate attorno alla maestosa Reggia di Caserta, emerge un tessuto produttivo fatto di laboratori, imprese familiari e mestieri tramandati di generazione in generazione. In questa provincia la manualità, la creatività e la cura del dettaglio continuano a rappresentare valori centrali: qualità che si riflettono nelle produzioni locali e nella capacità degli artigiani di innovare restando fedeli alle proprie radici.
Le storie narrate nel corso della puntata offrono uno spaccato autentico di questo patrimonio.
Nel complesso del Real Belvedere di San Leucio, Maria Assunta Giaquinto, artigiana della seta, ne racconta la preziosa tradizione che da oltre due secoli caratterizza il territorio. Nel suo laboratorio artigiano al femminile si realizzano pregiati tessuti e accessori con telai e matrici storiche, reinterpretati con creatività contemporanea. La sua esperienza testimonia come la produzione tessile leuciana sia ancora oggi un simbolo di qualità e di trasmissione dei saperi, grazie anche all’impegno nel coinvolgere nuove generazioni e studenti.
Il viaggio prosegue con la tradizione casearia che ha reso celebre il territorio nel mondo. Domenico La Vecchia, mastro casaro, e il figlio Benito raccontano la storia della loro famiglia legata alla produzione della Mozzarella di Bufala Campana. Una tradizione nata quasi per caso e diventata nel tempo una vera vocazione imprenditoriale, fondata sulla lavorazione manuale, sull’uso di latte freschissimo e su una ricetta tramandata dagli anni Sessanta. Per loro l’innovazione non significa cambiare metodo, ma difendere e valorizzare la qualità della tradizione.
Spazio anche all’arte della pizza con Vittorio Vespignani, artigiano pizzaiolo che interpreta questo piatto simbolo della cultura italiana come un equilibrio tra semplicità e ricerca. Per Vespignani l’impasto è una creazione da curare con pazienza, mentre la qualità finale nasce dalla scelta consapevole degli ingredienti del territorio e dal lavoro di squadra della sua brigata familiare. Il suo racconto evidenzia come anche un piatto popolare possa diventare espressione di alta artigianalità.
Dalla tradizione gastronomica si passa alla carpenteria metallica con Andrea Onofrio, artigiano del ferro che ha trasformato il piccolo garage del padre in un’azienda moderna e tecnologicamente avanzata, capace di operare anche a livello internazionale. Nonostante la crescita dell’impresa, Onofrio rivendica con orgoglio la propria identità artigiana: la stessa attenzione al dettaglio e alla manualità che caratterizzava gli inizi continua infatti a guidare ogni progetto.
A chiudere il racconto sono le riflessioni di Antonio D’Albore, presidente di Confartigianato Imprese Caserta, che sottolinea il ruolo fondamentale delle imprese artigiane per il territorio. Secondo D’Albora, l’artigianato rappresenta un presidio economico e sociale radicato nelle comunità, capace di creare lavoro, tramandare competenze e offrire ai giovani nuove opportunità professionali.
La puntata restituisce così l’immagine di una provincia in cui il lavoro artigiano continua a essere motore di sviluppo, custode di tradizioni e laboratorio di futuro.
Dopo la tappa campana, il viaggio di Linea Verde Start proseguirà sabato 28 marzo con una nuova puntata dedicata a Venezia, alla scoperta di altre storie di eccellenza artigiana e di tradizioni che continuano a vivere nel presente.
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St.9 – Pt. 2 | Il 14 marzo Linea Verde Start a Lecce: l’anima artigiana del Salento protagonista su Rai 1
Sabato 14 marzo alle ore 11.55 su Rai 1 torna l’appuntamento con Linea Verde Start, il programma condotto da Federico Quaranta e realizzato dalla Rai in collaborazione esclusiva con Confartigianato. La nuova puntata accende i riflettori su Lecce e sul Salento, una terra sospesa tra due mari, Adriatico e Ionio, dove paesaggi straordinari e tradizioni secolari continuano a rinnovarsi grazie all’intelligenza, alla creatività e alla passione degli artigiani.
Il viaggio televisivo racconta un territorio che per secoli è stato porta del Mediterraneo e crocevia di civiltà – da Fenici e Greci fino a Bizantini e Aragonesi – una stratificazione culturale che ancora oggi vive nelle mani e nelle storie degli artigiani salentini.
Tra le testimonianze protagoniste della puntata c’è quella di Valentina Manta, maestra pastaia e seconda generazione del pastificio di famiglia. Nel suo laboratorio la tradizione della pasta salentina continua con metodi artigianali: lavorazioni lente, grani della tradizione e un sapere tramandato dal padre che oggi Valentina porta anche in eventi e fiere europee, trasformando la pasta in ambasciatrice del territorio.
Creatività e resilienza emergono anche nel lavoro di Marco Annesi, artigiano del legno che ha scelto di ridare vita agli ulivi colpiti dalla Xylella. Dai tronchi secolari realizza tavoli e complementi d’arredo unici, spesso combinando il legno con la resina. Ogni pezzo diventa un’opera d’arte che conserva la memoria del paesaggio salentino e trova mercato in tutto il mondo.
Nel piccolo laboratorio di famiglia lavorano invece i fratelli guidati da Giacomo Alfarano, artigiani restauratori di pianoforti. Qui strumenti provenienti da tutta Italia vengono riportati a nuova vita con interventi minuziosi e altamente specializzati. Tra i lavori più prestigiosi c’è anche il restauro del pianoforte appartenuto al celebre tenore Tito Schipa.
La tradizione delle feste popolari prende forma nel laboratorio di Torquato Parisi, maestro delle luminarie artistiche. Dal 1876 la sua famiglia “veste di luce” le piazze del Sud Italia con spettacolari architetture luminose. Oggi questa arte si rinnova anche grazie al figlio Andrea Parisi, giovane artigiano che rappresenta il passaggio generazionale e l’evoluzione contemporanea di una tradizione storica.
A sottolineare il legame tra artigianato e identità del territorio è il presidente di Confartigianato Imprese Lecce, Luigi Derniolo, che evidenzia come gusto, colori e tradizioni del Salento si riflettano nel lavoro degli artigiani: un patrimonio che continua a innovarsi senza perdere le radici.
Secondo Derniolo, oggi l’artigianato rappresenta anche una grande opportunità per i giovani: un modo per esprimere creatività e idee, portando i prodotti del territorio non solo nel proprio paese ma nel mondo.
Rivedi la puntata
Le prossime tappe del viaggio di Linea Verde Start
Il viaggio di Linea Verde Start proseguirà nelle prossime settimane con nuove tappe dedicate ai territori e alle imprese artigiane italiane:
21 marzo: puntata da Caserta
28 marzo: puntata da Venezia
Un itinerario che continua a raccontare l’Italia del saper fare, dove tradizione, innovazione e passione artigiana diventano il motore dello sviluppo locale.
St.9 – Pt. 1 | Il 7 marzo Linea Verde Start a Nuoro racconta l’orgoglio delle tradizioni artigiane
Sabato 7 marzo alle ore 12 su Rai 1 torna “Linea Verde Start”, il programma condotto da Federico Quaranta e realizzato dalla Rai in collaborazione esclusiva con Confartigianato.
La nuova puntata è dedicata a Nuoro e alla Barbagia, cuore autentico della Sardegna, simbolo di resilienza e autenticità, terra di paesaggi straordinari e tradizioni millenarie che continuano a vivere grazie all’intelligenza, alla manualità e alla passione dei suoi artigiani.
Un viaggio nel cuore della Barbagia
Linea Verde Start racconta una terra spesso poco narrata, dove dedizione, orgoglio e sapere antico diventano risorse strategiche per il domani.
Il racconto parte dalle origini del nome Barbagia – da “barbaro”, termine coniato dai Greci e poi utilizzato dai Romani per indicare i territori oltre il limes – per arrivare all’identità profonda dei barbaricini: arditi, orgogliosi, legati alla propria terra e alle proprie radici.
La puntata attraversa il Supramonte con la guida ambientale Filippo Bangoni, che descrive un paesaggio “lunare”, tra i più conservati del Mediterraneo, e scende nelle profondità della grotta di Ispinigoli con la guida Stefania Corrias, dove milioni di anni di storia insegnano il valore del tempo e della lentezza.
Se ogni luogo plasma il carattere dei suoi abitanti, la Barbagia restituisce uomini e donne forti, autentici, custodi di un sapere antico che oggi diventa leva per il futuro.
Franco Corrias – Il custode della scarpa del pastore
Franco Corrias, artigiano calzolaio pellettiere, racconta il valore di “Su Cosingius”, la scarpa tradizionale del pastore sardo, cucita rigorosamente a mano. Dal 1940, reinterpreta questa tradizione con la produzione e lavorazione a mano di calzature classiche e moderne, borse, accessori realizzati con pellami di pregio. La sua è una maestria tramandata dal suocero, segno di un sapere che passa di mano in mano.
Ivan Pira e Cristian Patrizio Pira – L’arte del coltello di Dorgali
A Dorgali, Ivan Pira porta avanti una tradizione documentata sin dai primi dell’Ottocento: il coltello barbaricino, utensile da lavoro diventato oggetto di culto.
Accanto a lui il figlio, Cristian Patrizio Pira, apprendista artigiano che rivendica con orgoglio una manualità totale: lama in acciaio temperato di alta qualità, manico in corno, lavorazione esclusivamente a mano.
Un esempio virtuoso di passaggio generazionale, dove tradizione e consapevolezza moderna convivono, attirando appassionati e collezionisti da tutto il mondo.
Graziella Carta – La tessitura sarulese, 5.000 anni di storia
Graziella Carta racconta la tessitura di Sarule, arte di origine neolittica tramandata da madre in figlia per millenni. Solo lana di pecora sarda, trasformata da materiale povero a simbolo di ricchezza culturale. Dai manufatti quotidiani alle creazioni contemporanee di design, ogni tessuto è uno storytelling di territorio, memoria e identità femminile.
Giovanni Nicola Pala – L’Aranzada, dolce della comunità
Giovanni Nicola Pala, artigiano pasticcere di Nuoro, custodisce il segreto dell’“Aranzada”: scorza d’arancia sarda candita nel miele locale e arricchita con mandorle.
Un dolce identitario che ribalta le regole – si usa la buccia e si dona il frutto – simbolo di condivisione e radicamento. Oggi esportato anche all’estero, mantiene intatta la sua anima artigianale.
Giusppe Pireddu, Presidente di Confartigianato Nuoro e Ogliastra
A sottolineare l’importanza del saper fare è Giuseppe Pireddu, Presidente di Confartigianato Nuoro e Ogliastra, che evidenzia come l’artigianato non sia solo complemento di pastorizia e agricoltura, ma motore economico e culturale del territorio. Tradizione e innovazione non sono in contrasto: le nuove tecnologie possono supportare, ma restano centrali le mani, l’intelligenza e la creatività dell’artigiano. Startup e giovani stanno raccogliendo il testimone, dimostrando che il futuro della Barbagia nasce dalla sua identità.
Appuntamento sabato 7 marzo alle ore 12 su Rai 1 per scoprire il volto più autentico della Sardegna attraverso la voce dei suoi artigiani.
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