Rinnovato il contratto di lavoro del settore acconciatura ed estetica: 95 euro in più in busta paga

I 200.000 dipendenti delle 126.000 imprese artigiane di acconciatura, estetica, tricologia non curativa, tatuaggio, piercing hanno un nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro. L’intesa, siglata il 7 luglio da Confartigianato e dalle altre Organizzazioni di categoria dell’artigianato ed i sindacati di categoria Cgil Cisl e Uil, prevede un aumento medio mensile in busta paga di 95 euro (riferito al terzo livello), oltre all’erogazione di una somma una tantum di 470 euro, a copertura del periodo di vacanza contrattuale. Gli incrementi salariali saranno corrisposti in due tranches di pari importo, la prima a decorrere dal prossimo agosto, la secondo dal mese di novembre. Nel contratto viene disciplinato l’apprendistato professionalizzante ed è prevista una maggiore possibilità per le imprese di utilizzare i contratti a termine e part time. “Un buon risultato sia per i lavoratori sia per le imprese. Con l’accordo ci siamo impegnati ad allineare i salari all’aumento dell’inflazione”. Questo il parere condiviso dal Presidente di Confartigianato Acconciatori Gualfrando Velo e dalla Presidente di Confartigianato Estetica Anna Parpagiolla che hanno espresso soddisfazione per la firma dell’intesa. Sottolineati some positivi anche “gli elementi di flessibilità previsti dal contratto e la valorizzazione del nuovo modello di apprendistato professionalizzante, istituto qualificante e peculiare dell’artigianato”.


OGGI A ROMA L'ASSEMBLEA ANNUALE DI FEDART FIDI Il Presidente di Fedart Fidi Daniele Alberani: Confidi indispensabili per dare credito alle piccole imprese: 5,4 mld i finanziamenti garantiti in un anno. Il 42% degli artigiani chiede aiuto ai Consorzi fidi

ìI Consorzi Fidi si confermano strumento indispensabile per facilitare l'accesso al credito da parte di artigiani e piccole imprese e quindi per stimolare investimenti e nuova occupazione: infatti, il 42% degli artigiani chiede aiuto ai Confidi per ottenere i finanziamenti necessari allo sviluppo dell'impresa.

Lo ha sottolineato Daniele Alberani, Presidente di Fedart Fidi, durante líAssemblea annuale, svoltasi oggi a Roma, della Federazione Nazionale Unitaria dei 251 Consorzi e Cooperative Artigiane di Garanzia promossa da Confartigianato, Cna e Casartigiani.

I Confidi aderenti a Fedart Fidi ñ sottolinea Alberani - hanno garantito in un anno 5,4

miliardi di finanziamenti a 693.096 piccole imprese. Queste cifre dimostrano la necessit‡ di

sostenere e rilanciare il ruolo dei Consorzi Fidi attraverso la definizione di un quadro normativo

che ne semplifichi líattivit‡ oggi ostacolata e penalizzata da oneri burocratici e inutili

incombenzeî.

ìIl rafforzamento dei Confidi Ë tanto pi ̆ indispensabile ñ ha aggiunto il Presidente di Fedart

Fidi ñ se si considerano i recenti fenomeni che hanno riguardato il mondo del credito:

líapplicazione dellíaccordo di Basilea 2, le aggregazioni e fusioni bancarie che hanno allontanato gli

istituti dai territori di riferimento, la crisi internazionale dei mutui subprime. Tutto ciÚ ha influito in

modo preoccupante sul rapporto tra banche e piccole imprese, con una progressiva riduzione della
Roma, 8 luglio 2008
liquidit‡ disponibile e un processo di innalzamento dei tassi e di razionamento del creditoî.
Il Presidente Alberani ha tracciato un bilancio dellíattivit‡ dei Confidi artigiani che, dalla
costituzione di Fedart Fidi nel 1994 ad oggi, hanno prestato garanzie per oltre 47 miliardi agli

artigiani e alle piccole imprese.

Nel 2006 i Confidi aderenti a Fedart Fidi hanno in essere finanziamenti garantiti per circa 9,6

miliardi di Euro (+ 5,4% rispetto al 2005). Il 58% dei finanziamenti garantiti dai Confidi Ë a

medio/lungo termine. Un risultato positivo soprattutto se si confronta con la quota del 52,6% di

finanziamenti a medio-lungo termine nel credito ordinario all'artigianato. La classifica delle regioni

pi ̆ attive vede in testa il Veneto con 1.150 milioni di euro di finanziamenti garantiti nel 2006 dai

Confidi artigiani. Al secondo posto líEmilia Romagna con 740 milioni, al terzo posto la Lombardia

con 714 milioni. Ultimo posto per la Basilicata con 8,5 milioni di finanziamenti garantiti. Ma anche

nel Sud i Confidi possono avere un ruolo fondamentale per sostenere lo sviluppo delle piccole

imprese.

A confermare l'efficienza e l'efficacia con cui i Confidi conducono l'istruttoria di fido e valutano

l'affidabilit‡ delle imprese Ë il tasso di insolvenza contenuto su una media nazionale del 2% e

nettamente inferiore rispetto al dato delle sofferenze complessive del sistema bancario. ìFedart

Fidi - ha detto il Presidente Alberani - Ë impegnata in un processo di razionalizzazione delle

strutture consortili per adeguarle alle regole di Basilea 2 e alle nuove disposizioni del Testo Unico

Bancario. Vogliamo essere allíaltezza della domanda espressa dalle nostre imprese che sono

sempre pi ̆ esigenti per ciÚ che riguarda la qualit‡ e le condizioni del credito, la personalizzazione

dei prodotti e dei servizi finanziariî. Il Consiglio Direttivo di Fedart Fidi ha inoltre nominato il

nuovo Coordinatore della Federazione, in rappresentanza di Confartigianato, nella persona di

Luciano Consolati il quale coordiner‡ líattivit‡ di Fedart Fidi insieme con Leonardo Nafissi,
anchíegli di recente nomina da parte di Cna.


assemblea fedart fidi 2008

Assemblea Annuale di Fedarti Fidi - Il Presidente di Fedart Fidi Daniele Alberani: Confidi insispensabili per dare credito alle piccole imprese: 5,4 mld i finanziamenti garantiti in un anno


Una petizione per la “Qualità Certificata” del tessile

Anche Confartigianato Federazione Nazionale della Moda ha sottoscritto la petizione “Qualità Certificata: trasparenza, tracciabilità, composizione ed origine dei prodotti dei settori tessile, abbigliamento, calzature e pelletteria” promossa dalla Associazione delle Comunità Tessili Europee (ACTE). Nella petizione, l’ACTE sollecita la Commissione Europea e gli Stati membri, ad adottare un sistema organico di iniziative per tutelare la salute dei consumatori minacciata dall’immissione sul mercato di prodotti di provenienza extra UE nel cui ciclo produttivo sono impiegati prodotti e processi non più consentiti in Europa. “I prodotti tessili – si legge nel documento – i capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC sono tra le cause più frequenti di dermatiti irritanti e allergiche da contatto, e possono contenere sostanze irritanti, tossiche e cancerogene, vietate dalla normativa europea e dei singoli Stati membri. Le dermatiti da abiti sono generalmente attribuite ai prodotti chimici e coloranti aggiunti in maniera non corretta alle fibre durante la manifattura e assemblaggio in indumenti. In particolare, agenti responsabili, sono le finiture, i coloranti, i metalli, la gomma e le colle”. L’Acte nella petizione richiede alla Commissione europea di definire il “rischio da prodotti della filiera tessile” con riferimento sia al processo produttivo che al loro utilizzo; di creare, aggiornare e mettere in rete un sistema di banche dati nazionali per monitorare le sostanze utilizzate nei processi produttivi della filiera TAC; di promuovere più efficienti controlli sulle merci in sede doganale; di sperimentare un sistema di tracciabilità dei prodotti della filiera in base ai requisiti di sicurezza e salubrità con l’obiettivo di renderne successivamente obbligatoria l’adozione nel mercato interno; di sensibilizzare i consumatori europei sul rischio connesso all’utilizzo di sostanze pericolose per la salute umana nei prodotti tessili, capi di abbigliamento e gli altri prodotti della filiera TAC. Altrettante raccomandazioni l’Acte le rivolge anche agli Stati membri. In questo caso le indicazioni sono ancora più specifiche. Al primo punto è richiesta l’approvazione della normativa comunitaria che rende obbligatoria l’etichetta di origine almeno sui prodotti della filiera TAC importati nel mercato interno. In un altro punto l’Acte sollecita la piena attuazione del sistema rapido di allerta RAPEX, che prevede controlli nei luoghi in cui si producono le merci. Previsto anche il via libero al sequestro delle merci e, se necessario per la salute pubblica, anche per la loro distruzione.


Legno massiccio strutturale, pubblicata la legge

Finalmente anche la produzione e l’utilizzo di legno massiccio e di prodotti a base di legno per usi strutturali hanno una normativa di riferimento. Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Decreto 6 maggio 2008, il Ministero delle Infrastrutture, di concerto con il Ministero dell’Interno e con il Capo di Gabinetto della Protezione Civile, ha integrato le Norme Tecniche per le Costruzioni varate lo scorso gennaio, approvando il Capitolo 11.7 (l’ultimo ancora aperto) relativo al legno massiccio strutturale. Era stato un “parere circostanziato” dell’Austria alla Commissione europea a bloccare lo scorso dicembre l’iter di approvazione della normativa oggi giunta al capolinea. Secondo l’Austria, le norme che l’Italia si apprestava a convalidare avrebbero creato ostacoli alla libera circolazione dei servizi nell’ambito del mercato interno. Da qui l’alt europeo. Il pacchetto di norme licenziato il 2 luglio prevede che la produzione, la fornitura e l’utilizzo di legno massiccio e di prodotti a base di legno per usi strutturali avvenga in base a un rigido sistema di assicurazione della qualità e di un sistema di tracciabilità. In particolare, per il legno massiccio, nel paragrafo 11.7.2 è stabilito che la produzione di prodotti a sezione rettangolare dovrà essere conforme alla norma europea armonizzata UNI EN 14081-1 e recare, quindi la marcatura CE. Per quest’ultima previsione, però, c’è ancora tempo: a giugno, infatti, mentre il decreto era in via di pubblicazione, una proroga ha fatto slittare di un anno (luglio 2009) l’obbligo dell’apposizione della marcatura. Per tutti gli altri prodotti a base di legno per uso strutturale, per i quali non si applica la procedura di marcatura CE, sono previsti nel paragrafo 11.7.10 appositi sistemi di certificazione. Tra i vari obblighi è prevista l’individuazione di un “Direttore Tecnico della produzione”, qualificato alla classificazione a vista del legno strutturale, e del relativo corso di formazione. Per quanto attiene al Corso di Formazione, Confartigianato ha sottoposto al Servizio Tecnico Centrale, uno schema di proposta formativa che prevede circa 25 ore di formazione ripartite in tre giorni.


Alberani: “Sostenere e rilanciare il ruolo dei Consorzi Fidi artigiani”

Innovare e potenziare l’offerta dei servizi dei Consorzi Fidi artigiani, semplificando e rendendo sempre più efficaci le modalità di accesso al credito da parte delle piccole imprese. Questi gli obiettivi individuati durante l’Assemblea annuale di Fedart Fidi, la Federazione Nazionale Unitaria dei Consorzi e Cooperative Artigiane di Garanzia, riunita a Roma lo scorso 5 luglio presso la sede di Artigiancassa. “Il rafforzamento dei Confidi è tanto più indispensabile - ha sottolineato Daniele Alberani, rappresentante di Confartigianato, alla sua prima Assemblea da Presidente della Federazione dei Consorzi Fidi - se si considerano i recenti fenomeni che hanno riguardato il mondo del credito: l’applicazione dell’accordo di Basilea 2, le aggregazioni e fusioni bancarie che hanno allontanato gli istituti dai territori di riferimento, la crisi internazionale dei mutui subprime. Tutto ciò ha influito in modo preoccupante sul rapporto tra banche e piccole imprese, con una progressiva riduzione della liquidità disponibile e un processo di innalzamento dei tassi e di razionamento del credito”. L’esigenza è quella di rispondere ai mutamenti del mercato creditizio per confermare il ruolo dei Consorzi Fidi a sostegno della competitività delle micro e piccole imprese. Dal 1994 ad oggi, Fedart Fidi ha garantito 47 miliardi di euro, rappresentando la principale porta d’accesso al credito per il 42% delle imprese artigiane. Soltanto nel 2006, i 251 Consorzi aderenti a Fedart Fidi hanno garantito finanziamenti per 9,6 miliardi di euro, registrando un incremento del 5,4% rispetto all’anno precedente, e un tasso d’insolvenza media che si attesta sul 2%, un dato sensibilmente inferiore rispetto a quello dei tradizionali istituti bancari. “Queste cifre - ha continuato Alberani - dimostrano la necessità di sostenere e rilanciare il ruolo dei Consorzi Fidi attraverso la definizione di un quadro normativo che ne semplifichi l’attività oggi ostacolata e penalizzata da oneri burocratici e incombenze incomprensibili”. Innovazione, semplificazione, efficacia ed efficienza. Sono questi i quattro punti cardinali da seguire per vincere le sfide che attendono nell’immediato futuro i Consorzi Fidi. “Fedart Fidi - ha concluso il Presidente Alberani - è impegnata in un processo di razionalizzazione delle strutture consortili per adeguarle alle regole di Basilea 2 e alle disposizioni del Testo Unico Bancario. Vogliamo essere all’altezza della domanda espressa dalle nostre imprese che sono sempre più esigenti per ciò che riguarda la qualità e le condizioni del credito, la personalizzazione dei prodotti e dei servizi finanziari”. La relazione del Presidente Alberani è stata anticipata dall’intervento di Giovanni Di Leva, Direttore generale di Artigiancassa, chiamato sul palco ad aprire i lavori. Dopo il Presidente, la parola è passata a Domenico Santececca, Direttore dell’Abi, a Gianni Giaccaglia, Presidente della Commissione Attività produttive della Conferenza delle Regioni, e a Sandro Pettinato, Responsabile dell'Ufficio Finanza e Credito di Unioncamere. Proprio ad Unioncamere, il Presidente Alberani ha dedicato un passaggio della propria relazione. “Con il sistema delle Camere di Commercio - ha ammesso il Presidente - abbiamo da tempo instaurato una concreta e positiva interlocuzione trovando nella struttura nazionale una piena disponibilità a collaborare per la qualificazione e lo sviluppo dei Consorzi Fidi. Proprio in virtù di questa collaborazione, non riusciamo a cogliere fino in fondo l’obiettivo di un recente progetto di Unioncamere per la costituzione di uno strumento finanziario nazionale di sistema, su cui manifestiamo forte perplessità”. Una perplessità riproposta prima dell’intervento di Pettinato, che ha risposto sottolineato come “quel progetto, peraltro ancora in forma embrionale, nasca con le intenzioni di svolgere un ruolo di catalizzatore ed acceleratore dei tradizionali Confidi, e non come una minaccia per i Consorzi artigiani”. A seguire, sono intervenuti i rappresentanti delle Organizzazioni promotrici di Fedart Fidi, il Vicepresidente Tullio Uez per Confartigianato, Paolo Baravelli per CNA e Leopoldo Facciotti per Casartigiani. Il Vicepresidente di Confartigianato Uez ha ribadito la “volontà di cambiare le recenti normative che la Banca d’Italia ha applicato ai Confidi, rendendole più semplici e meno stringenti. I Confidi - ha aggiunto Uez - hanno sempre operato, ed operano tutt’ora, in maniera differente dalle banche. Crediamo sia fondamentale non dimenticare lo spirito di solidarietà e di mutualità tra imprenditori che è alla base del sistema dei Confidi. Se è vero che i Confidi devono innovare i propri servizi in linea con l’offerta di mercato, è pur vero che ogni nuova normativa deve essere tarata per i Confidi e non per le banche. Il percorso appena iniziato con il nuovo piano industriale di Artigiancassa sembra essere quello giusto per offrire risposte semplici ed efficaci alla domanda di credito delle nostre imprese associate”, ha poi concluso il Vicepresidente di Confartigianato. All’Assemblea annuale di Fedart Fidi ha partecipato Luciano Consolati, neo Coordinatore della Federazione in rappresentanza di Confartigianato, che sostituisce Tino Vaccari.