19 Ottobre 2015, h. 18:00

Artigianato 4.0. Alla Convention delle Categorie di Confartigianato il presente digitale delle imprese

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Il futuro dell’artigianato è digitale. Nell’era della quarta rivoluzione industriale, che si è appena aperta,  quella in cui virtuale e reale, digitale e manifatturiero, produzione e servizi si compenetrano in una dimensione di mercato globale e internet esce dalla rete per entrare nelle cose, le imprese si trovano a fare i conti con un nuovo modo d’essere, una complessità che le vede oggi  – e che sempre più le vedrà in futuro – al centro di reti e tecnologie.

Agli scenari dell’Artigianato 4.0 Confartigianato ha dedicato la Convention delle Categorie, che il 15 ottobre ha riunito all’Italian Makers Village di Milano oltre 200 imprenditori in rappresentanza delle oltre 700.000 imprese associate del settore manifatturiero e dei servizi.

“Manifattura 4.0  che noi cerchiamo di declinare in Artigianato 4.0 – spiega il Segretario Generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli – è la sintesi delle tante sfide di tipo tecnologico, di mercato, dei modi di produrre, delle relazioni con i consumatori, nella quale sono impegnate tutte le categorie dalla manifattura ai servizi. A Milano, nella Convention delle Categorie 2015 si è fatto il punto su queste novità e sulla capacità delle piccole imprese di cavalcare quest’onda”.

In questi anni di crisi le imprese sono state attraversate da un allargamento enorme dei mercati e dalla presenza sempre più intrusiva delle tecnologie  e ora sono impegnate ad  affrontare la sfida di far entrare stabilmente la cultura digitale nelle proprie aziende. C’è già chi lo ha fatto e con successo.  Le testimonianze degli imprenditori, che hanno rivoluzionato il loro modo di lavorare attraverso iniezioni di bit, fibra ottica, vendita online, si sono intrecciate alla Convention con quelle di rappresentanti del  mondo della ricerca, istituzioni, università e credito.

Un racconto a più voci, nell’innovativa formula del table talk, che ha tracciato il perimetro di come la cultura digitale sta cambiando mercati, economia, prodotti e servizi e di come, proprio grazie alle nuove tecnologie, le piccole imprese con ‘valore artigiano’ potranno continuare ad essere le protagoniste indiscusse del successo del Made in Italy nel mondo. Ne è convinto Sandro Castaldo,  Professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese presso l’Università Bocconi di Milano, secondo il quale “grazie alle potenzialità informative della rete, tutte le storie che ci sono dietro le eccellenze del Made in Italy oggi possono essere ben evidenziate e soprattutto portate sui mercati internazionali dove fino a poco tempo fa era difficile per le imprese di piccole dimensioni arrivare”.

I temi lanciati alla Convention verranno approfonditi nel corso del 2016 in una serie di appuntamenti, con l’obiettivo di mettere a punto nuovi strumenti per accompagnare le imprese sul mercato. Dalle scorse edizioni, ad esempio, sono nate le partnership tra Confartigianato e il CNR, Centro Nazionale delle Ricerche, per agevolare la ricerca nelle piccole imprese, e con UlaOla, la prima piattaforma di e-commerce su misura di piccoli imprenditori.

Per il Delegato alle Categorie Massimo Nocetti la sfida è agire con rapidità perché la dimensione della manifattura 4.0 emersa dalla convention non appartiene al futuro. Parliamo di oggi, del mondo reale in cui operano le imprese.

“La questione più importante – sottolinea Nocetti – è che noi dovremmo essere in grado di sviluppare azioni forti e immediate per trovare sempre più spazio alle nostre imprese che guardano non al futuro ma al presente contemporaneo.

 

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