12 Novembre 2015, h. 15:03

STUDI – Prestiti alle pmi ancora in calo (-1,8%); in ritardo il credito all’artigianato (-4,6%), ma in miglioramento rispetto al trimestre precedente

Il recupero dell’economia è sostenuto dall’allineamento favorevole di fattori esogeni quali tassi di interesse, tasso di cambio e prezzi dell’energia. In otto mesi di attività del Quantitative Easing – tra 9 marzo e 31 ottobre 2015 – la BCE ha comprato 63,2 miliardi di euro bond italiani, quasi la metà (48,6%) dei circa 130 previsti.

La politica monetaria espansiva manifesta effetti positivi più evidenti sul costo del credito continuando a spingere verso il basso i tassi di interesse: a settembre 2015 il tasso sui prestiti per nuove operazioni alle società non finanziarie è di 105 punti base più basso rispetto al valore di un anno prima. A seguito di questo andamento il tasso di interesse pagato dalle imprese italiane è di 10 punti base più basso di quello dell’Eurozona, chiudendo il gap Italia-Uem dopo oltre quattro anni e aver toccato il picco massimo di 96 punti base a dicembre 2012.  Si osserva una riduzione di 76 punti base anche per il tasso sui prestiti fino a 250.000 euro; per questa tipologia di prestito, strutturalmente più costosa, a settembre 2015 si registra uno spread con il totale dei prestiti di 153 punti base.

Gli effetti delle misure non convenzionali di politica monetaria mostrano qualche ritardo sul fronte delle quantità di credito alle imprese. Ad agosto 2015 la dinamica dei prestiti segna un calo dello 0,6%, con un miglioramento diffuso per le diverse tipologie di impresa: i prestiti alle imprese con meno di 20 addetti scendono dell’1,8% (era a -2,2% a luglio scorso) e quelli alle famiglie produttrici si fermano sul -1,0% (era -1,3% a luglio scorso). Ad un anno dall’avvio delle operazioni di rifinanziamento a lungo termine finalizzate (TLTRO, Targeted Longer-Term Refinancing Operations) i prestiti alle imprese sono diminuiti di 21,1 miliardi di euro, a fronte di un aumento di 12,8 miliardi di quelli alle famiglie consumatrici.

Prosegue la diminuzione delle imprese che dichiarano un razionamento del credito: al terzo trimestre 2015 il 12,0% delle piccole imprese manifatturiere che si sono recate in banca dichiara di aver chiesto, ma non ottenuto credito, quota che ritorna ai livelli di fine 2011.

I prestiti all’artigianato continuano a diminuire di più rispetto alle altre imprese, ma sono in miglioramento. I dati resi disponibili grazie alla collaborazione con Artigiancassa indicano a giugno 2015 uno stock di prestiti pari a 46,2 miliardi di euro ed in calo del 4,6% su base annua; il calo prosegue da oltre tre anni, ma si va attenuando rispetto al -5,0% di marzo 2015. La flessione è diffusa in tutte le regioni – tranne la Valle d’Aosta (+0,5%) – con cali meno accentuali in Sardegna (-2,6%) e Toscana (-2,8%). A giugno 2015 la dinamica tendenziale migliora in 15 regioni su 20 mentre nel trimestre precedente le regioni che registravano un miglioramento erano solo 2.

In tre province si registra un aumento dei prestiti all’artigianato (Siena a +1,2%, Reggio Calabria a +1,0% e Aosta a +0,5%); A giugno la dinamica tendenziale migliora in 75 province mentre nel trimestre precedente le province che registravano un miglioramento erano meno di un terzo (23).

A giugno 2015 il tasso attivo effettivo sui finanziamenti per cassa a imprese non finanziarie riferiti ad operazioni in essere e a rischi autoliquidanti e a revoca è pari a 5,46%, in calo di 91 punti base in un anno. I tassi più alti in Calabria (8,49%, -82 p.b. in un anno) mentre, all’opposto, i tassi più bassi in Trentino-Alto Adige (4,69%, -59 p.b. in un anno); il costo del credito per una impresa localizzata in Calabria è 380 punti base superiore a quello osservato nel Trentino-Alto Adige (4,69%).

L’analisi completa e i dati per regione e provincia nell’Elaborazione Flash “Le recenti tendenze del credito alle imprese. Focus sul credito all’artigianato a giugno 2015”. Clicca qui per scaricarla

 

 

Dinamica dei prestiti bancari alle imprese medio-grandi e alle imprese piccole fino a 20 addetti

(Dicembre 2012-agosto 2015; var.% corrette con cartolarizzazioni e riclassificazioni – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Banca d’Italia)

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Il tasso alle imprese in Italia e nell’Eurozona a 19 negli ultimi 5 anni

(Settembre 2010-settembre 2015. Tassi % – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Banca Centrale Europea)

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Dinamica trimestrale dei prestiti alle imprese artigiane negli ultimi 3 anni

(Giugno 2012–giugno 2015, var. % stock di fine trimestre rispetto a stesso trimestre anno precedente. Sofferenze incluse – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Artigiancassa da fonte Banca d’Italia)

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Indicatore di razionamento del credito delle piccole imprese

(% piccole imprese manifatturiere che non hanno ottenuto credito II trimestre 2010-III trimestre 2015. media trimestrale – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat)

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