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Giustizia civile a più velocità: da 132 a 928 giorni. Granelli: “Tempi lunghi frenano sviluppo piccole imprese”

In Italia i tempi della giustizia civile non sono uguali ovunque e la diversa durata nella definizione dei procedimenti rischia di diventare un fattore di distorsione della competitività delle imprese. Lo segnala Confartigianato in un rapporto in cui emergono forti differenze nella performance dei Tribunali in merito ai procedimenti civili.

Se a livello nazionale la media del disposition time (che mette in relazione i procedimenti pendenti a fine anno con quelli definiti durante l’anno stesso) è di 364 giorni, le cose vanno molto diversamente lungo la Penisola. L’analisi territoriale di Confartigianato evidenzia infatti un’Italia della giustizia a più velocità. Tra i 140 Tribunali, le performance migliori si registrano a Gorizia, dove per un procedimento civile occorrono in media 132 giorni, seguita da Vercelli con 151 giorni, Biella con 161, Udine con 166, Chieti con 179, Parma con 180 e Verona con 200 giorni.

All’estremo opposto il record negativo spetta a Vibo Valentia con 928 giorni, pari a due volte e mezzo la media nazionale, seguita da Venezia con 773 giorni, Vallo della Lucania con 726, Lanusei con 694, Trieste con 637, Cagliari con 624 e Lamezia Terme con 601 giorni.

Anche a livello regionale emergono squilibri profondi. Le regioni con una giustizia civile più veloce sono la Valle d’Aosta con 239 giorni, il Piemonte con 248, l’Emilia-Romagna con 268, la Toscana con 271 e il Trentino-Alto Adige con 275 giorni. Maglia nera per la lentezza della giustizia civile è la Sardegna, dove occorrono in media 535 giorni, seguita da Basilicata con 483, Campania con 459, Puglia con 441, Sicilia con 440 e Calabria con 416 giorni. Nel complesso, nel Centro-Nord i procedimenti sono più celeri con una media di 308 giorni, il 15,4% in meno rispetto alla media nazionale, mentre nel Mezzogiorno servono 443 giorni, il 21,7% in più.

Aumentano i tempi della giustizia civile in materia di lavoro privato (che comprende procedimenti riguardanti lavoro dipendente da privato, lavoro parasubordinato e licenziamento individuale/collettivo). In questo ambito il disposition time medio a livello nazionale sale a 401 giorni. I tribunali più efficienti sono quelli di Vasto, con appena 109 giorni, Chieti con 137, Gorizia con 146 e Siena con 161 giorni. Di contro, si toccano addirittura i 1.420 giorni a Sulmona, seguita da Lanusei (1.162 giorni), L’Aquila (1.124), Caltanissetta (1.094), Lagonegro (1.029) e Isernia (987).

A livello regionale, le migliori performance si registrano in Valle d’Aosta con 238 giorni, Lombardia con 240 giorni, Trentino-Alto Adige con 246 giorni, Emilia-Romagna con 255 giorni e Piemonte con 279 giorni.

Mentre le maggiori criticità emergono in Basilicata con 933 giorni, Sardegna con 662, Molise con 607 giorni, Sicilia con 569 giorni e Calabria con 564 giorni. Anche in questo caso il divario territoriale è netto: nel Centro-Nord i procedimenti di lavoro sono più celeri con una media di 321 giorni, contro i 513 giorni del Mezzogiorno.

“I tempi lunghi della giustizia civile – sostiene il Presidente di Confartigianato Marco Granelli – rappresentano un freno allo sviluppo. Soprattutto per le piccole imprese sostenere contenziosi prolungati e l’incertezza sulla durata delle decisioni giudiziarie può significare rinunciare a investimenti, occupazione e crescita”.

Confartigianato chiede che la riduzione dei tempi della giustizia civile torni a essere una priorità dell’agenda economica, rafforzando organici, organizzazione e incentivi negli uffici giudiziari e intervenendo sulle cause strutturali dell’arretrato. Serve un sistema giudiziario rapido ed efficiente, avverte la Confederazione, per garantire la competitività e non vanificare gli sforzi di rilancio previsti dal PNRR, soprattutto nei territori e nei settori produttivi più fragili.

 

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