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Granelli a ‘Punti di Vista ‘(Rai2): “Export e energia, i rischi per le imprese con guerra in Iran”

Il presidente di Confartigianato, Marco Granelli, è intervenuto  al programma televisivo ‘Punti di vista’, condotto da Luca Mazzà in onda il 14 marzo su Rai2, e su Rai Italia. Al centro del dibattito i costi economici e geopolitici della guerra in Iran, con particolare attenzione alle ricadute sull’energia, sul commercio internazionale e sulle imprese italiane.

Granelli ha sottolineato che “sono a rischio sia il nostro export manifatturiero sia l’import di energia»,  ricordando che l’area rappresenta un mercato strategico per il sistema produttivo nazionale. Nel 2025, ha sottolinea Granelli,  le esportazioni manifatturiere italiane verso i Paesi del Medio Oriente hanno raggiunto i 27,8 miliardi di euro, con una crescita del 7,9% nell’anno. Una quota significativa riguarda produzioni tipiche delle micro e piccole imprese – dall’alimentare alla moda, dal legno-arredo ai prodotti in metallo, fino a gioielleria e occhialeria – che complessivamente hanno esportato nella regione beni per 8,6 miliardi di euro.

Il Medio Oriente riveste inoltre un ruolo fondamentale per la sicurezza energetica: nel 2025 l’Italia ha importato dall’area quasi 16 miliardi di euro di petrolio e gas, pari a oltre il 27% delle importazioni energetiche nazionali.

Secondo Granelli, la principale preoccupazione per gli imprenditori riguarda un possibile nuovo shock energetico. «Il timore è di rivivere una situazione simile a quella del 2022, con bollette e carburanti in forte aumento». Le micro e piccole imprese italiane, ha ricordato il presidente di Confartigianato, pagano già l’energia elettrica circa 5,4 miliardi di euro in più all’anno rispetto alla media europea, anche a causa di un prelievo fiscale e parafiscale più elevato.

Particolarmente esposti sono i settori legati ai trasporti e alla logistica, dove il gasolio può rappresentare tra il 25% e il 35% dei costi operativi. Anche variazioni minime del prezzo del carburante, quindi, possono incidere in modo significativo sui bilanci aziendali.

Un aumento prolungato dei prezzi energetici rischierebbe inoltre di innescare un effetto a catena sull’economia, con maggiori costi di produzione e trasporto, pressione inflazionistica e un possibile rallentamento della crescita. Per affrontare l’impatto economico della crisi, Granelli ha sottolineato la necessità di interventi sia immediati sia strutturali.

Nel breve periodo, ha spiegato, è fondamentale monitorare i mercati energetici per evitare fenomeni speculativi e alleggerire la componente fiscale nelle bollette e nei carburanti. Strumenti come accise mobili o sterilizzazione dell’IVA possono contribuire temporaneamente a calmierare i prezzi.

Ma la risposta, secondo il presidente di Confartigianato, deve essere soprattutto europea e di lungo periodo. «L’Unione europea deve dotarsi di un mercato energetico più resiliente agli shock geopolitici», ha affermato. Tra le priorità indicate: riformare il sistema di formazione del prezzo dell’elettricità, rafforzare la sicurezza e la diversificazione delle forniture, accelerare lo sviluppo delle energie rinnovabili e investire nelle tecnologie del futuro come idrogeno e nucleare.

«Dobbiamo pensare a un vero e proprio Next Generation EU dell’energia», ha concluso Granelli, «capace di proteggere imprese e famiglie dalle crisi internazionali».

Rivedi la puntata di ‘Punti di vista’ con il Presidente Granelli

 

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