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Meccanica in recupero, ma pesano i timori per la guerra: dal settore il 44% del made in Italy in Medio Oriente

 

Nel 2025 la produzione della meccanica, al netto del settore auto, mostra segnali di stabilizzazione con andamenti differenziati tra comparti: crescono metallurgia e attività di riparazione di macchinari, sono stabili i macchinari mentre permane una marcata debolezza nel settore automobilistico. L’export della meccanica torna in crescita (+3,9%) – sostenuta soprattutto da metallurgia, prodotti in metallo, e mezzi di trasporto diversi da autoveicoli – con un segno positivo in Germania (+3,9%) e Stati Uniti (+2,5%), principali mercati di destinazione.

L’analisi emerge dal Rapporto Meccanica 2026 di Confartigianato ‘Meccanica, tra ripresa e nuove tensioni geopolitiche’ presentato ieri dall’Ufficio Studi con l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna e l’Ufficio Studi di Confartigianato del Veneto al Villaggio Confartigianato al MECSPE di Bologna nel corso della riunione congiunta dei consigli direttivi Confartigianato meccanica e Subfornitura e Confartigianato Carpenteria meccanica convocata durante il MECSPE. Qui per scaricarlo.

Ai segnali positivi si sovrappongono le incertezze con lo scoppio della guerra in Iran che si sta estendendo ai Paesi del Golfo. Nella presentazione di Enrico Quintavalle, Responsabile dell’Ufficio Studi è proposto il punto sulla crisi Medio Oriente, con il 44% del made in Italy nell’area si riferisce a prodotti della meccanica. Al top i macchinari che nel 2025 realizzano esportazioni per 7,0 miliardi di euro nell’area, seguiti da metalli e prodotti in metallo con 2,7 miliardi di euro e mezzi di trasporto per 2,6 miliardi. Nel complesso i settori della meccanica realizzano vendite nel Medio Oriente per 12,3 miliardi di euro, pari al 44,0% del totale export nell’area. Un aumento persistente dei prezzi di petrolio e gas innalzerebbe il costo dell’energia delle imprese, mentre un rialzo dell’inflazione potrebbe innescare una stretta monetaria e la spinta sui tassi di interesse, determinando una gelata sulla ripresa in corso degli investimenti.

Il focus territoriale sull’export – Nella presentazione di Monica Salvioli dell’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna, si delinea che tra le prime quattro regioni esportatrici – Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte che rappresentano il 72,5% dell’export di Meccanica – i primi 9 mesi del 2025 vedono un calo delle esportazioni meno accentuato rispetto all’anno 2024, con il terzo trimestre 2025 che torna in territorio positivo. Nel dettaglio il Veneto mostra una tenuta delle esportazioni meccaniche (-0,1%) nei primi 9 mesi del 2025, segue la Lombardia (-0,3%), l’Emilia-Romagna (-0,7%) e il Piemonte (-2,9%). Quest’ultimo risulta penalizzato dall’export di Autoveicoli, infatti le esportazioni piemontesi della meccanica al netto auto cambiano di segno (+0,2%). Tra i principali settori della Meccanica, l’export di macchinari torna a crescere in Veneto (+1,0%) e Lombardia (+0,3%), mentre risulta in calo per Emilia-Romagna (-0,9% ma in miglioramento) e Piemonte (-4,6%). L’export di autoveicoli cresce in Lombardia (+1,0%), è in tenuta in Emilia-Romagna (+0,4%, ma in peggioramento) e cala in Piemonte, trainato da Torino (19,8% dell’export nazionale) che cala del -6,1%. L’export di prodotti in metallo vede una crescita in Lombardia (+0,2%), trainata da Brescia (10,7% dell’export nazionale, che fa un +0,6%), mentre risulta in calo in Veneto (-1,6% ma in miglioramento). La Germania, primo mercato di riferimento, nei primi 9 mesi del 2025 vede un diffuso miglioramento dell’export della meccanica, con crescite per Emilia-Romagna (+2,1%) e Piemonte (+1,3%) e cali più contenuti per Lombardia (-0,8%) e Veneto (-3,2%). Al contrario l’export verso gli Stati Uniti mostra un calo per le principali regioni, più contenuto in Lombardia (-2,6%) e Veneto (-6,6%) e a doppia cifra in Emilia-Romagna (-11,6%) e Piemonte (-14,8%).

IA e imprese artigiane della meccanica, gli highlights di una indagine – A completare il quadro del settore i primi risultati di una survey condotta tra le imprese artigiane della meccanica in Veneto, presentati in anteprima da Anna Miazzo dell’Ufficio Studi di Confartigianato Veneto. L’intelligenza artificiale è un tema ormai largamente conosciuto, ma ancora poco sfruttato nelle applicazioni produttive, pur mostrando un potenziale significativo per l’efficienza organizzativa e la competitività delle aziende. La totalità delle aziende ha sentito parlare di IA, ma la familiarità rimane soprattutto teorica e legata a strumenti di uso comune, mentre l’utilizzo operativo è ancora limitato, seppur superiore alla media nazionale. Prevalgono curiosità e apertura – spesso accompagnate dalla necessità di orientamento, formazione e supporto economico – e le imprese individuano ambiti molto concreti in cui l’IA potrebbe portare benefici immediati, dalla gestione documentale all’organizzazione del lavoro.

Il Rapporto Meccanica 2026 – Il Rapporto analizza struttura, congiuntura e prospettive di uno dei principali pilastri della manifattura italiana. Il settore conta 163 mila imprese e oltre 1,5 milioni di addetti, con una forte presenza di micro e piccole imprese e di 84mila imprese artigiane, che rappresenta oltre la metà (51,3%) delle imprese del comparto. La meccanica genera 465 miliardi di euro di fatturato e 228 miliardi di export, pari al 35,6% delle esportazioni italiane. Il report esamina inoltre i principali fattori di contesto che influenzano le prospettive del settore: tensioni geopolitiche, dominate dalla crisi in Medio Oriente, prezzi dell’energia, costo del credito, dinamica degli investimenti, mercato del lavoro e carenza di competenze, oltre alle opportunità legate a digitalizzazione e intelligenza artificiale. Completano l’analisi alcuni approfondimenti di filiera, tra cui alcune evidenze del report sui serramenti e sulla filiera della bicicletta, che evidenziano il ruolo delle imprese artigiane.

 

Meccanica domina il made in Italy in Medio Oriente

2025 – milioni di euro, export per settore – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

 

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