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Confartigianato e la sfida delle ‘Organizzazioni Aumentate’: il middle management motore del cambiamento

Potenziare le capacità umane attraverso la tecnologia per offrire risposte sempre più evolute alle imprese. È questo il cuore dell’evento ‘Le Organizzazioni Aumentate. Come l’IA trasforma il lavoro nel Sistema Confartigianato‘ rivolto al middle management del Sistema Confartigianato, organizzato dalla Confederazione il 31 marzo a Roma e che ha riunito circa 180 persone provenienti da tutta Italia in una tappa cruciale del percorso di valorizzazione delle risorse umane avviato nel 2023.

Il Segretario Generale di Confartigianato Vincenzo Mamoli ha aperto i lavori con un messaggio netto: la Confederazione ha deciso di investire strategicamente sul capitale umano. “Voi siete i titolari di una partita fondamentale”, ha esordito Mamoli, definendo il middle management come la “funzione chiave” (o linker) capace di incarnare il cambiamento e connettere le strategie confederali alle necessità reali delle imprese. Mamoli ha ripercorso il filo conduttore del triennio: dalle “conoscenze” nel 2023, alla “lettura del futuro” nel 2024, fino all’attuale focus sulle “organizzazioni aumentate“. Il Segretario Generale ha esortato a superare una visione puramente tecnica del proprio ruolo per abbracciare una dimensione culturale: “L’Italia è artigiana e noi rappresentiamo l’economia reale del Paese. Per farlo, dobbiamo alzare l’asticella della nostra credibilità e affidabilità”. Mamoli ha poi delineato la rotta strategica: la trasformazione digitale non è un fine, ma un mezzo per accrescere il valore offerto agli artigiani. Mamoli ha esortato i quadri associativi a farsi promotori di un cambiamento che integri l’Intelligenza Artificiale nei processi quotidiani, trasformando le Associazioni in strutture agili, capaci di anticipare le sfide del mercato. Ha quindi annunciato il lancio di una piattaforma basata sull’IA per la misurazione delle competenze, uno strumento dinamico per mappare e sviluppare i comportamenti concreti necessari a far crescere il Sistema.

Da parte sua, Stefano Bernacci, Direttore Organizzazione, Marketing e Comunicazione di Confartigianato ha voluto fare chiarezza sulla visione di Sistema: “Non ci inventiamo termini nuovi ogni anno per moda; tra ‘centri di competenza’ e ‘organizzazione aumentata’ esiste un filo progettuale coerente”. Bernacci ha evidenziato che l’IA non è solo un software da acquistare, ma richiede una rivisitazione profonda dei processi interni, ha richiamato con forza il Sistema alla condivisione dei dati, ha sottolineato che l’applicazione dell’IA è già possibile e necessaria. Rivolgendosi alla platea, ha ricordato che sarà proprio l’attuale middle management a gestire i nuovi perimetri associativi che l’IA disegnerà nei prossimi 5 anni: “Vogliamo costruire soluzioni che rafforzino i territori e, contemporaneamente, rendano il sistema nazionale più solido e pronto alle sfide”.

L’evento ha consentito di esplorare il paradigma dell’intelligenza artificiale non come sostituto, ma come potenziatore dell’intelligenza diffusa. Federica Meta, giornalista specializzata in innovazione, ha analizzato come l’IA stia riscrivendo le regole del lavoro, sottolineando che il vero cambiamento non riguarda solo gli strumenti, ma la cultura organizzativa. Il middle management è chiamato a governare questa transizione per potenziare, e non sostituire, l’apporto umano.

Walter Fausto Turco, innovation manager e consulente di trasformazione digitale, si è addentrato nel passaggio “dall’algoritmo all’organizzazione”, spiegando come integrare concretamente l’IA nei flussi operativi per ottimizzare i processi e liberare tempo per la consulenza ad alto valore aggiunto.

Andrea Bianchi, direttore di Confidi Systema, ha portato una testimonianza pratica di “esperienza di sistema”, illustrando come l’IA possa già oggi migliorare l’efficienza dei servizi finanziari e operativi, rendendoli più rapidi e precisi per le imprese associate.

Carlo Panella, Ceo di Harley&Dikkinson, ha approfondito il tema del Data-Driven management, spiegando le implicazioni pratiche della misurazione dei dati. “Misurare per decidere” è il mantra per un’organizzazione che vuole ridurre i margini di errore e personalizzare i servizi. Samuele Cappelletti (The European House – Ambrosetti) ha posto l’accento sulla consapevolezza. Senza una misurazione oggettiva delle competenze attuali e una chiara visione del gap da colmare, non può esserci vera evoluzione professionale.

Il pomeriggio è stato dedicato al dibattito e allo scambio di esperienze tra i partecipanti, che hanno riportato le proprie visioni e le best practice maturate sui territori. Nelle conclusioni, Stefano Bernacci ha ribadito la centralità del middle management in questo processo di “aumento” delle capacità del Sistema. L’obiettivo finale resta quello di una Confederazione che, grazie alla tecnologia e alla gestione intelligente dei dati, sia sempre più vicina all’imprenditore, confermandosi punto di riferimento indispensabile per lo sviluppo dell’artigianato e delle piccole imprese.

 

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