Comunicati stampa
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In Mercosur export italiano a 7,6 miliardi (+2,9%). Sostenere Mpi in opportunità di accordo con UE

L’accordo di libero scambio UE–Mercosur apre nuove opportunità per l’export italiano, che nei quattro Paesi fondatori dell’area vale 7,6 miliardi di euro, con una crescita del +2,9% tra ottobre 2024 e ottobre 2025. L’Italia è il secondo esportatore UE nel Mercosur, con una quota del 13,8% sui 55,3 miliardi di euro di vendite europee nell’area. Nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – moda, legno-arredo, prodotti in metallo, gioielleria e occhialeria – le nostre esportazioni valgono 1 miliardo di euro, pari al 17,1% dell’export UE in questi comparti.

È quanto sottolinea Confartigianato Imprese, che accoglie positivamente l’intesa ratificata dopo 25 anni di negoziati, evidenziando però la necessità di accompagnare le Pmi per consentire loro di cogliere concretamente le opportunità dei mercati sudamericani.

«L’accordo UE–Mercosur rappresenta un’occasione storica per il Made in Italy e per l’artigianato – afferma il Presidente di Confartigianato, Marco Granelli – ma alle Pmi servono strumenti dedicati: credito, garanzie, formazione e servizi di supporto all’internazionalizzazione».

L’export italiano nel Mercosur è concentrato soprattutto in Brasile (5,9 miliardi di euro), seguito da Argentina (1,2 miliardi)Uruguay (368 milioni) e Paraguay (102 milioni).

La liberalizzazione di oltre il 90% delle linee tariffarie riguarda comparti strategici per l’artigianato italiano, dalla meccanica strumentale alla moda, dall’oreficeria all’arredo. In particolare, l’eliminazione dei dazi – oggi spesso elevati – può aprire nuovi spazi competitivi per le imprese orafe dei distretti di Valenza, Vicenza, Arezzo e Torre del Greco, così come per le MPMI della calzatura, della pelletteria e dell’abbigliamento di qualità.

Rilevanti anche le opportunità per la meccanica di precisione, chiamata a rispondere alla domanda di ammodernamento dei sistemi produttivi dei Paesi Mercosur nei settori manifatturiero, agroindustriale ed energetico, e per il legno-arredo, dove cresce la richiesta di prodotti di fascia medio-alta, personalizzati e ad alto contenuto di design.

Secondo Granelli, la diversificazione dei mercati di sbocco è oggi una necessità strategica, anche alla luce delle tensioni commerciali globali. «L’America Latina è un partner naturale per le nostre imprese. L’Europa deve però garantire condizioni di reale equità tra i diversi tessuti produttivi, valorizzando il ruolo delle Pmi, che sono il cuore dell’economia italiana. Senza misure attuative su misura per le piccole imprese, il rischio è che i benefici dell’intesa favoriscano soprattutto la grande industria».

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