Milano-Cortina 2026, l’Olimpiade dell’intelligenza artigiana, motore di sviluppo economico e sociale
Dietro i Cinque cerchi olimpici ci sono “mille mani”, competenze diffuse, imprese radicate nei territori. È questo il messaggio forte e condiviso emerso dal convegno “Cinque cerchi, mille mani. L’intelligenza artigiana nelle Olimpiadi di Milano Cortina 2026”, organizzato il 26 gennaio da Confartigianato all’ADI Design Museum di Milano. Un evento che ha fatto il punto sul contributo concreto degli artigiani e delle micro e piccole imprese alla realizzazione dei Giochi Invernali, raccontando Milano-Cortina come acceleratore di sviluppo economico, infrastrutturale, sociale e di legalità.
Ad aprire i lavori, condotti dal giornalista Roberto Poletti, è stato Marco Granelli, Presidente di Confartigianato Imprese, che ha ricordato la partnership strategica avviata nel 2021 con il Comitato Organizzatore dei Giochi. Granelli ha sottolineato come le Olimpiadi non siano solo un grande evento sportivo, ma un potente motore capace di attivare filiere produttive locali, occupazione e investimenti, valorizzando quell’“intelligenza artigiana” degli imprenditori che opera spesso lontano dai riflettori ma è indispensabile per il successo dell’evento. Un concetto reso visibile anche dal video “Cinque cerchi, mille mani”, con le testimonianze dirette degli artigiani impegnati nei cantieri e nelle infrastrutture olimpiche.
Il dibattito è entrato nel vivo con Veronica Vecchi, Presidente di Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 Spa, che ha illustrato la complessità del piano di investimenti da oltre 3 miliardi di euro e la scelta strategica di puntare sul riuso delle infrastrutture esistenti per evitare l’effetto “cattedrali nel deserto”. Vecchi ha evidenziato il ruolo centrale delle PMI, che rappresentano oltre l’80% delle circa 623 imprese coinvolte nei lavori, in gran parte locali, e ha posto l’accento sull’innovazione tecnologica, sulla trasparenza dei cantieri e su una legacy che guarda al futuro, fatta di competenze, procedure e modelli replicabili anche oltre l’evento olimpico.
Sul fronte della legalità è intervenuto Paolo Canaparo, Prefetto e Direttore della Struttura per la prevenzione antimafia, che ha illustrato il modello innovativo adottato per Milano-Cortina: un sistema di controlli esteso a tutte le imprese, senza soglie dimensionali, fondato su collaborazione istituzionale, digitalizzazione e rapidità delle verifiche. Un approccio che ha consentito di tutelare i cantieri senza rallentare i lavori, dimostrando come legalità, sicurezza e sviluppo economico possano procedere insieme.
La visione di lungo periodo è stata al centro dell’intervento di Diana Bianchedi, Chief Strategy, Planning & Legacy Officer Milano Cortina 2026, che ha ricordato come questi Giochi siano stati pensati “partendo dai territori”, adattando l’evento alle esigenze locali e investendo sul capitale umano. Dalla formazione dei giovani all’innovazione nei servizi sanitari e logistici, Bianchedi ha descritto una legacy fatta di competenze che resteranno ben oltre il 2026.
Per il Comune di Milano, l’Assessora allo Sviluppo Economico e Lavoro Alessia Cappello ha sottolineato come le Olimpiadi rafforzino l’attrattività internazionale della città senza perdere il legame con il tessuto produttivo locale. Infrastrutture, competenze, lavoro e valori dello sport rappresentano, secondo Cappello, un’eredità destinata a generare occupazione stabile e coesione sociale, soprattutto per le nuove generazioni.
Il ruolo dello sport come leva di politica economica e diplomazia è stato approfondito da Silvia Marrara, Capo Ufficio Diplomazia Sportiva del MAECI, che ha definito Milano-Cortina una piattaforma strategica per raccontare l’Italia come sistema integrato di imprese, filiere e territori. I Giochi, ha spiegato, sono un moltiplicatore di investimenti e innovazione, con un impatto stimato di oltre 5 miliardi di euro, e rafforzano il posizionamento internazionale del Made in Italy, in particolare dell’artigianato e della manifattura sportiva.
A chiudere il quadro istituzionale è stato Attilio Fontana, Presidente della Regione Lombardia, che ha ribadito come le Olimpiadi siano state utilizzate come acceleratore per realizzare opere attese da anni dai territori. Un modello di sviluppo che punta su infrastrutture utili e durature, nuova occupazione qualificata e visibilità internazionale, con ricadute positive su turismo ed economia locale.
Lo sguardo sui numeri e sulle prospettive della sport economy è arrivato con Mirko Depinto, Project Coordinator dell’Osservatorio Valore Sport TEHA, che ha ricordato come il settore sportivo in Italia valga circa 27 miliardi di euro e rappresenti una filiera d’eccellenza, trainata in larga parte da micro e piccole imprese, protagoniste anche dell’export.
Infine, Eugenio Massetti, Presidente di Confartigianato Imprese Lombardia, ha rivendicato con orgoglio il ruolo degli artigiani lombardi nei lavori olimpici, sottolineando come Confartigianato abbia lavorato fin dall’inizio per garantire un reale coinvolgimento delle imprese del territorio. “Accanto all’intelligenza artificiale – ha detto – resta centrale l’intelligenza artigiana: quella del fare, della passione e della capacità di trasformare le sfide in opportunità”.
Un filo rosso ha attraversato tutti gli interventi: Confartigianato come ponte tra istituzioni, imprese e territori e gli artigiani come protagonisti silenziosi ma decisivi di Milano-Cortina 2026. Un grande evento sportivo che, oltre allo spettacolo, lascia in eredità sviluppo economico, legalità, competenze e un modello di crescita fondato sul valore delle piccole imprese.
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