Confartigianato all’incontro del Tavolo Automotive promosso dal Ministero delle imprese e del made in Italy
Il 30 gennaio una delegazione di Confartigianato Autoriparazione ha partecipato presso il MIMIT all’incontro del Tavolo Automotive presieduto dal Ministro Adolfo Urso e dal Sottosegretario con delega alle crisi di impresa, Fausta Bergamotto.
Con l’occasione è stata presentata la nuova programmazione del fondo automotive, illustrando Il ruolo dell’Italia nel processo di revisione del regolamento europeo sulle emissioni di CO2 e rispetto al rinvio delle supermulte che avrebbero portato al collasso del sistema industriale dell’automotive europeo. Inoltre, sono state illustrate le misure di politica industriale per i prossimi anni.
Nel corso dell’incontro, è stato altresì presentato dai tecnici del MIMIT il nuovo DPCM che programma le risorse del Fondo Automotive fino al 2030, per un totale di circa 1,6 miliardi di euro, offrendo alle imprese una prospettiva pluriennale destinando il 75% delle risorse all’offerta.
Nel dettaglio, la quota principale è riservata agli Accordi per l’innovazione, con 750 milioni di euro per ricerca e sviluppo, seguiti dai Contratti di sviluppo per gli investimenti produttivi, con particolare attenzione ai mini-contratti.
A queste misure del Fondo Automotive si affiancano gli interventi previsti dalla legge di bilancio, che mettono a disposizione risorse significative per gli investimenti delle imprese, a partire dal Nuovo Piano Transizione 5.0 e dal rifinanziamento della Nuova Sabatini, determinando un’immissione complessiva di risorse molto rilevante a sostegno del settore e dell’intero sistema produttivo. L’obiettivo è rafforzare la competitività della filiera automotive italiana, accompagnandola nella transizione tecnologica.
Il restante 25% del Fondo, pari a circa 400 milioni di euro, è invece destinato alla domanda. In questa quota rientrano diverse misure: l’ecobonus per i veicoli commerciali leggeri, il sostegno ai veicoli della categoria L, il bonus per le colonnine di ricarica, il noleggio sociale a lungo termine e, appunto, gli incentivi per il retrofit delle auto.
È in questo perimetro che si colloca lo stanziamento da 21 milioni di euro dedicato alla trasformazione a gas dei veicoli già circolanti, considerata una soluzione concreta per ridurre le emissioni senza obbligare all’acquisto di un’auto nuova.
GPL e GNL rappresentano una soluzione di transizione accessibile. Il retrofit consente di convertire un’auto a benzina all’alimentazione GPL (gas di petrolio liquefatto) o GNL (gas naturale liquefatto), riducendo sia le emissioni di anidride carbonica sia quelle degli inquinanti locali. Inoltre, la possibilità di trasformare un’auto circolante rappresenta una risposta concreta per famiglie e automobilisti che non possono permettersi l’acquisto di un veicolo nuovo.
Da qui la richiesta di rendere operativa la misura il prima possibile e di valutarne l’estensione anche a veicoli più datati e a quelli intestati a persone giuridiche.
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