Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi”
Oltre cento giorni di crisi in Medio Oriente con la chiusura dello Stretto di Hormuz hanno lasciato un segno profondo sul sistema delle piccole imprese italiane. È quanto ha evidenziato il Presidente di Confartigianato, Marco Granelli, intervenuto il 23 giugno ai microfoni dell’emittente radiofonica InBlu2000 nel corso del programma ‘Buongiorno InBlu2000’ condotto da Chiara Placenti.
Commentando gli sviluppi delle trattative Usa-Iran per la riapertura dello strategico passaggio marittimo, Granelli ha sottolineato come, al di là delle prospettive di normalizzazione, il bilancio per le imprese italiane sia già oggi “molto pesante”, soprattutto sul fronte energetico, dell’export e della programmazione degli investimenti.
Secondo il presidente di Confartigianato, dall’inizio della crisi nel Golfo si sono registrati aumenti significativi dei costi energetici, con il prezzo del gas cresciuto del 38% e quello dell’energia elettrica dell’11%. Un impatto che colpisce in particolare le attività ad alta intensità energetica, già alle prese con costi strutturalmente superiori rispetto a quelli sostenuti da molte imprese europee.
“Il tema dell’energia è quello che cambia maggiormente i bilanci delle aziende”, ha spiegato Granelli, evidenziando come ogni crisi geopolitica finisca per tradursi in nuovi shock energetici per un Paese che continua a dipendere in larga misura dalle importazioni.
Tra gli effetti più rilevanti della crisi figura anche la contrazione delle esportazioni verso i Paesi del Golfo. Granelli ha parlato di una riduzione di circa 1,6 miliardi di euro verso mercati come Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Kuwait, pari a un calo del 33% rispetto allo stesso periodo del 2025.
A questo si aggiunge il rallentamento delle vendite verso gli Stati Uniti, dove l’aumento dei dazi ha comportato una diminuzione dell’export dei settori a prevalenza di Pmi pari a circa 1,3 miliardi di euro.
A soffrire maggiormente sono comparti simbolo del Made in Italy, tra cui moda, arredamento, occhialeria, oreficeria, valigeria e meccanica, settori nei quali le piccole imprese rappresentano una componente essenziale della competitività nazionale.
Per Granelli, il problema più grave resta l’incertezza. Anche in presenza di un accordo sulla riapertura di Hormuz, restano infatti da definire aspetti cruciali come le operazioni di sminamento, il futuro del programma nucleare iraniano, il regime delle sanzioni e le garanzie sulla libertà di navigazione.
“Non c’è peggior nemico per le nostre imprese dell’incertezza”, ha affermato il Presidente di Confartigianato.
Una situazione che si inserisce in una fase già complessa per il sistema produttivo, chiamato ad affrontare contemporaneamente le sfide della digitalizzazione, dell’intelligenza artificiale e della transizione energetica, con la necessità di sostenere investimenti significativi per modernizzare processi e servizi.
Guardando al futuro, Granelli ha indicato come prioritaria la costruzione di una politica energetica europea capace di ridurre la vulnerabilità delle imprese agli shock internazionali.
Tra le possibili direttrici, il presidente ha richiamato la necessità di diversificare le fonti di approvvigionamento, valutare il contributo del nucleare di nuova generazione, sviluppare l’idrogeno e adottare un mix energetico più equilibrato.
“Occorre una strategia comune europea che protegga imprese e cittadini dalle conseguenze delle crisi geopolitiche”, ha osservato.
Particolarmente colpito anche il settore dell’autotrasporto, dove il costo dei carburanti rappresenta una voce che può incidere tra il 25% e il 35% dei costi aziendali. Un elemento che, secondo Granelli, può determinare la sostenibilità economica stessa delle imprese del comparto.
“Le piccole imprese italiane hanno dimostrato una grande capacità di resilienza, dal Covid in avanti”, ha concluso il presidente di Confartigianato. “Ma oggi serve un sostegno concreto per continuare a competere e investire in un contesto internazionale sempre più complesso e instabile”.
Riascolta l’intervista del Presidente Granelli e InBlu2000
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