Comunicati stampa
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Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle famiglie italiane

La crisi nel Golfo scarica i suoi effetti sui bilanci delle famiglie italiane. Nell’arco di sei mesi di conflitto, tra febbraio e agosto 2026, l’indice dei prezzi al consumo di elettricità, gas e altri combustibili domestici ha registrato un’impennata dell’11,4%. Questo incremento si traduce in un maggiore esborso stimato in 1,8 miliardi di euro che grava sulla spesa dei quasi ventisette milioni di nuclei familiari residenti nel Paese.

Lo rileva Confartigianato in un’analisi presentata durante la 22° edizione dell’annuale convention “Energies and Sustainability Confartigianato High School”, organizzata dalla Confederazione in collaborazione con i Consorzi energia Caem, CEnPI, Multienergia. L’evento si svolge dal 21 al 23 settembre a Domus de Maria (Cagliari).

La crescita cumulata dei prezzi retail dell’energia vede in particolare il gas a +13,5% e l’elettricità a +10,1% e supera nettamente l’inflazione del 2,8% rilevata nello stesso periodo

Nella classifica regionale dei rincari dell’energia tra febbraio e agosto sono le famiglie della Lombardia quelle maggiormente colpite con un aggravio complessivo di 329 milioni di euro, corrispondente a una crescita cumulata del 12,3% in sei mesi dei prezzi di questi beni energetici riferita al territorio.

Seconda posizione per il Veneto, che registra una spesa aggiuntiva di 216 milioni di euro a causa di un forte aumento dei prezzi pari al 14,8%, il più intenso tra le regioni.

Il terzo gradino del podio spetta al Lazio, dove le famiglie hanno dovuto sborsare 166 milioni di euro in più, seguito a breve distanza dall’Emilia-Romagna con 155 milioni e dal Piemonte con 144 milioni.  E ancora, la Campania mostra un incremento di spesa pari a 123 milioni di euro, seguita dalla Toscana con 106 milioni e dalla Puglia con 95 milioni. In Sicilia, l’impatto dei rincari in si attesta a 91 milioni di euro e in Friuli-Venezia Giulia a 58 milioni. Seguono i 51 milioni in Liguria, i 47 milioni nel Trentino-Alto Adige, i 43 milioni nelle Marche ed i 41 milioni in Calabria. La spesa scende poi a 35 milioni in Sardegna, a 32 milioni in Abruzzo ed a 25 milioni in Umbria, per poi chiudersi con gli aggravi minori registrati in Basilicata con 12 milioni, in Molise con 7 milioni e nella Valle d’Aosta con 4 milioni di euro.

A livello provinciale, la classifica dell’extracosto stilata in base ai dati sui prezzi dell’energia rilevati e disponibili per 78 capoluoghi di provincia, vede in testa Roma con un esborso aggiuntivo a carico delle famiglie pari a 123 milioni di euro e un aumento dei prezzi dell’energia riferito al territorio del 9,5%. Milano segue in seconda posizione con 116 milioni di euro di rincaro e una crescita dei prezzi del 12,6%, precedendo Torino con 75 milioni di euro, Napoli con 63 milioni e Verona con 42 milioni, ammontare causato da un aumento di prezzi dell’energia riferito al territorio pari al 15,5% che è il secondo più intenso dopo il + 15,6% registrato per Gorizia.

 

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