E’ stato un coro unanime di ‘no’ quello che si è levato dai parlamentari intervenuti agli Stati generali dei carrozzieri di Confartigianato e delle altre Organizzazioni artigiane organizzati l’8 febbraio a Roma. Un ‘no’ deciso alla nuova norma contenuta nel decreto liberalizzazioni che riduce del 30% il risarcimento per i cittadini che, a seguito di un incidente, decidono di far riparare il veicolo dal proprio carrozziere di fiducia anziché dalle officine convenzionate con le assicurazioni. Durante l’iniziativa, svoltasi a pochi passi dal Parlamento e affollata di imprenditori giunti da tutta Italia, numerosi esponenti delle diverse forze politiche hanno raccolto l’appello dei carrozzieri e hanno bocciato la disposizione del decreto liberalizzazioni perchè limita la libertà di scelta dei consumatori e mette in ginocchio 14.000 carrozzerie indipendenti. Ne è convinto l’Onorevole Raffaello Vignali, deputato Pdl, il quale ha sottolineato: ‘Io voglio portare la macchina dal carrozziere di cui mi fido, perché ne va della sicurezza mia e della mia famiglia. E questo deve essere assolutamente garantito’. Sulla stessa lunghezza d’onda Bartolomeo Giachino, già Sottosegretario ai Trasporti e ora Presidente Consulta permanente Trasporti e Logistica, e gli esponenti del Partito democratico, il Senatore Gian Carlo Sangalli, l’Onorevole Alberto Fluvi e la Senatrice Anna Rita Fioroni la quale ha fatto rilevare: ‘Si tratterebbe di una norma che favorisce le compagnie assicurative e soltanto i carrozzieri che sono convenzionati con esse’ . La norma sull’Rc auto ora deve passare all’esame del Senato dove i parlamentari dei diversi schieramenti politici hanno già presentato modifiche. Tra questi l’onorevole Marco Reguzzoni, deputato della Lega Nord. ‘Questa norma – ha detto l’On. Reguzzoni – è particolarmente odiosa perché inserita all’interno di un decreto che parla di liberalizzazioni e invece tende ad accentrare in capo a poche compagnie assicurative le decisioni circa la spesa di milioni di utenti e di migliaia di carrozzieri. Questo è inaccettabile. La Lega presenterà un emendamento per correggere questa norma’. In attesa che l’impegno delle forze politiche faccia giustizia di una norma tanto dannosa, i carrozzieri di Confartigianato non abbassano la guardia. Lo dice a chiare lettere il Presidente dei Carrozzieri di Confartigianato Silvano Fogarollo: ‘La categoria rimane in stato di mobilitazione. Chiediamo il salvataggio di queste carrozzerie che finirebbero per dover chiudere. Bisogna scongiurare questo rischio che metterebbe sulla strada anche i nostri dipendenti’.

Siamo alle solite, sul mercato dell’autoriparazione torna lo spettro delle assicurazioni. In caso di sinistro, infatti, gli automobilisti possono scegliere tra un risarcimento in forma specifica, la riparazione gratuita del mezzo in una delle officine scelte dall’assicurazione, o il risarcimento per equivalente, con cui l’assicurazione rimborsa al cittadino la riparazione effettuata in una qualsiasi officina. La novità, prevista dall’articolo 29 del decreto legge “Crescitalia”, quello che contiene tutte le norme sulle liberalizzazioni, è che chi sceglierà di muoversi autonomamente, scegliendo i tempi e l’officina a cui rivolgersi, dovrà rinunciare al 30% del rimborso. Una norma che non trova alcuna giustificazione in termini di liberalizzazione del mercato, della libertà di scelta del consumatore. “Il consumatore diventa un numero di polizza, che quando ha un sinistro diventa un numero di sinistro e che quando va a farsi liquidare diventerà un numero di sinistro da liquidare – ha detto senza mezzi termini Silvano Fogarollo, presidente di Confartigianato Carrozzieri – Per noi carrozzieri indipendenti, invece, il cliente che si affida alle nostre capacità di artigiani riparatori è una persona, ha un nome e un cognome, sa che può chiamarci il sabato, la domenica in caso di bisogno. Il nostro valore sono i nostri clienti. Senza di loro, le nostre carrozzerie senza di loro non hanno valore”. Una norma che mostra un’ulteriore contraddizione. Fu proprio l’allora commissario europeo alla concorrenza, Mario Monti, a firmare una direttiva che scardinava i monopoli dell’autoriparazione. E oggi che Monti è il presidente del consiglio dei ministri italiano, sembra fare un passo indietro, strizzando l’occhio alle compagnie assicurative e mettendo in pericolo l’esistenza stessa di un settore che può vantare più di 17mila imprese di carrozzeria, di cui la maggior parte, più di due terzi, sono indipendenti e senza alcun vincolo con le assicurazioni. Per la cronaca, oltre a questa norma sui risarcimenti, il decreto liberalizzazioni prevede anche l’obbligo per gli agenti di proporre almeno tre preventivi di polizza, la nascita del certificato assicurativo elettronico e non falsificabile e sconti sulle polizze per chi installa sulla propria automobile una scatole nera. Forti della sentenza 180/2009 della corte costituzionale, che metteva al bando il risarcimento in forma specifica, le sigle di rappresentanza di categoria promettono battaglia. “Per carattere, siamo piccoli imprenditori e cerchiamo sempre di ragionare e di trovare sempre una soluzione senza violenza, senza cattiveria – ha concluso Fogarollo – Abbiamo 60 giorni davanti per fare le nostre proposte e le nostre proteste. Cercheremo di sensibilizzare l’opinione pubblica, i deputati e i senatori ed i presidenti di Regione delle zone dove abitiamo”.

“Artigianare” un verbo che ancora mancava nel vocabolario. L’ha coniato Confartigianato come slogan della Convention delle Categorie, l’appuntamento confederale con i rappresentanti delle decine di mestieri e attività che rendono l’artigianato italiano un caso unico nel panorama mondiale. Un verbo che l’edizione 2011 della convention, a Roma dal 10 all’11 novembre, ha declinato rigorosamente al futuro. Nonostante il terremoto politico, economico e finanziario che scuote il Paese dalle fondamenta, gli imprenditori, infatti, non si piangono addosso e guardano avanti convinti che mai come in questo momento il futuro del paese coincide con quello delle loro imprese. “Noi – sottolinea Fabio Banti, Delegato nazionale alle Categorie di Confartigianato – affrontiamo questo momento, nonostante tutto, con ottimismo. Siamo convinti che ce la possiamo fare. Ce la possiamo fare se il mondo politico, economico, le istituzioni tutte, le associazioni, riescono a misurarsi sulla realtà vera di questa miriade di imprese che ci piaccia o non sono di gran lunga le più importanti di questo Paese”. I temi legati all’attualità hanno segnato l’apertura dei lavori, sul palco il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini. “Siamo a una curva della storia – ha detto Guerrini – davanti si può dischiudere un nuovo futuro o l’esatto contrario. Un momento carico di responsabilità che può provocare smarrimento, e che ognuno, imprese e organizzazioni di rappresentanza, deve contrastare facendo il proprio dovere, mettendo più impegno diventando sempre più bravi”. La tavola rotonda “Categorie a confronto tra crisi e mercato” moderata dal vice direttore del Giornale Nicola Porro, e i gruppi di lavoro tematici della seconda giornata, hanno messo sotto la lente la capacità del sistema Confartigianato di proporre nuove soluzioni alle quotidiane difficoltà di chi fa impresa in materia di lavoro, fisco, burocrazia, mercato. Punto di partenza, le video testimonianze che hanno portato in sala le storie e le voci di imprenditori che affrontano con coraggio lo slalom quotidiano tra i paletti sempre più stretti di un Paese non a misura di chi vuole fare impresa. Commenta Porro: “Esce l’idea di un artigianato che ha voglia di fare e che pensa che lo Stato, come burocrazia, fisco, leggi e come attenzione nei confronti degli artigiani, li considera solo quando gli serve, cioè in campagna elettorale e non riesce a capire che questa è una risorsa del Paese”. Ospite della Convention, Stefano Micelli, economista dell’Università Cà Foscari di Venezia, con il suo ultimo libro: “Futuro Artigiano”, un titolo incredibilmente in linea con quello dell’iniziativa di Confartigianato. Abbiamo chiesto al professore quale futuro vede per le imprese artigiane: “Esiste la necessità fortissima di un ritorno al lavoro – spiega Micelli -, ai valori del lavoro e anche a un’idea di conoscenza radicata nel saper fare. Ecco, la sfida di una declinazione al futuro di questa impresa artigiana è di portare questa conoscenza, questo saper fare, sui mercati, anche sui mercati internazionali, rinnovando un’idea di conoscenza che sta dentro i gesti, dentro la cultura, dentro il fare del nostro artigianato”. <Br> </Br> <b>Appunti per didascalie: Nelle foto, il Delegato alle Categorie di Confartigianato Fabio Banti</b>

Confartigianato Autoriparazione ha firmato un accordo con Ecopneus per il ritiro e lo smaltimento degli pneumatici fuori uso. Una collaborazione strategica che recepisce le indicazioni del testo unico ambientale e la normativa in materia di smaltimento dei pfu, entrata in vigore il 7 settembre scorso con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale 82/2011. “Con Ecopneus abbiamo sottoscritto un accordo che va nella direzione giusta per lo smaltimento degli pneumatici fuori uso, un’operazione a costo zero e a favore dell’ambiente – ha dichiarato il Presidente di Confartigianato Autoriparazione, Antonio Miele – I costi del ritiro di questi rifiuti non devono incidere sull’azienda, Ecopneus garantisce questo agli autoriparatori che aderiranno al progetto”. Grazie all’accordo, infatti, i gommisti associati potranno contare su un servizio di ritiro e smaltimento a costo zero, grazie ad un sistema facile ed intuitivo attivabile attraverso una semplice registrazione al sito di ecopneus, la società nata dalla collaborazione tra le più importanti industrie mondiali di pneumatici. “I gommisti, quelli che in termine tecnico si chiamano centri di generazione dei pfu, sono invitati a registrarsi nell’area iscrizioni del nostro sito web, www.ecopneus.it – ha spiegato Daniele Fornai, responsabile sviluppo impieghi e normative di Ecopneus – A distanza di pochi giorni dal momento dell’iscrizione, riceveranno welcome-pack in cui saranno definite le modalità di stoccaggio e di gestione, oltre alle modalità per la richiesta della raccolta degli pneumatici”. Una modalità semplice e diretta, che non graverà sull’imprenditore, né tantomeno sull’ambiente. L’obiettivo del nuovo impianto normativo, infatti, è quello di ridurre l’impatto ambientale degli pneumatici, un rifiuto estremamente inquinante e difficile da gestire. “A livello italiano vengono generate ogni anno circa 400mila tonnellate pneumatici. Di queste, circa 100mila sono perse in canali che vanno dall’illegale al lecito ma non tracciabile”, ha aggiunto Fornai. Un problema la cui soluzione passa per l’impegno di tutti, dalle case produttrici ai cittadini, passando per gli imprenditori del settore, pronti a fare la propria parte. “L’accordo Confartigianato Autoriparazione – Ecopneus soddisfa anche il nostro impegno nella salvaguardia dell’ambiente. Vedere lungo le strade cataste di pneumatici fuori uso è veramente uno spettacolo indegno. Facciamo un appello anche alla cittadinanza, che si può rivolgere alle nostre officine per lo smaltimeno, d’intesa con Ecopneus, di questi rifiuti”, ha poi concluso il Presidente Miele.

La 29° edizione del Premio Confartigianato Motori è andata a Lewis Hamilton, pilota inglese della McLaren Mercedes, capace di ripetersi dopo il riconoscimento vinto nel 2007. Al messicano Sergio Perez della Sauber è andato invece il titolo di pilota emergente, ai meccanici della Ferrari, quello di miglior team di tutto il circus. Un appuntamento ormai storico quello con il premio assegnato da Confartigianato Imprese Monza, andato a campioni indimenticabili della storia delle quattro ruote, ma che mai come quest’anno aveva riunito tante stelle in una sola edizione. Nella serata di gala organizzata nei giardini dell’Associazione di Monza, infatti, Confartigianato ha premiato Michael Schumacher con il “Volante d’oro” alla carriera, l’opera realizzata da Laura Ferrario, artigiana monzese che ha realizzato il volante usando simboli e tecniche di lavorazione tipiche del territorio. E proprio nell’incontro tra l’artigianato brianzolo e lo sfavillante mondo della Formula Uno, sta il messaggio che Confartigianato Monza vuole diffondere grazie al Premio Confartigianato Motori. “Il Gran premio di Monza è l’occasione per essere presenti nel teatro più importante della Formula uno – ha detto Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese – ma anche per sottolineare quegli aspetti importantissimi legati alla sicurezza stradale, al mantenimento in efficienza degli autoveicoli, che vedono Confartigianato impegnata da sempre con una categoria molto presente e attiva com’è quella degli autoriparatori”. Se l’artigianato è la base dell’economia italiana, la micro e piccola impresa è la colonna dell’economia lombarda. “Ho scoperto che dietro ad un lavoro di carattere ipertecnologico, come è la costruzione e la messa a punto di un bolide di Formula uno, in realtà c’è un lavoro estremamente articolato che riguarda la ricerca e lo sviluppo delle piccole imprese – ha sottolineato Andrea Gibelli, vicepresidente della Regione Lombardia e assessore regionale all’industria, all’artigianato e all’edilizia – Un impegno che non è soltanto dedicato alla capacità innovativa della casa madre, ma che si avvale di una serie di partner sul territorio, artigiani e micro e piccole imprese, che rappresentano esempi di vera eccellenza imprenditoriale. A volte – ha aggiunto – si può immaginare un’auto di Formula Uno come un insieme di micro e piccole che lavorano insieme per un grande progetto”. Un passaggio fondamentale per sottolineare l’impegno che gli artigiani dell’autoriparazione mettono in campo ogni giorno per garantire sicurezza, innovazione e sviluppo a tutto il settore, dall’officina sotto casa all’ipertecnologico mondo della Formula Uno. La conferma arriva direttamente da Antonio Miele, presidente di Confartigianato Autoriparazione, che ha ricordato come “nelle autofficine, l’autoriparatore si impegna al massimo per garantire la tranquillità e la sicurezza all’utente, alle automobili e alle strade italiane”. La sicurezza stradale è stata il filo conduttore delle numerose iniziative collaterali che Confartigianato Monza ha costruito intorno al Premio Confartigianato motori. Oltre all’happening serale, l’Associazione ha tenuto a battesimo il nuovo progetto cinematografico della Bayer, “L’asfalto rosso”, e la prima scuola di formazione per meccanici sportivi, ha portato nelle piazze di Monza l’iniziativa “FuturiartigianiShow”, stimolando la creatività dei giovani studenti delle scuole brianzole, e ha promosso l’iniziativa “Monza città della sicurezza stradale”. Un bouquet di eventi per sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema quanto mai attuale. “Quest’anno abbiamo scelto la sicurezza stradale come tema centrale di tutta la manifestazione – ha detto Giovanni Barzaghi, presidente di Confartigianato Imprese Monza e Brianza – Nelle piazze di Monza e di tutta la provincia, abbiamo presentato una serie di manifestazioni per alzare l’attenzione su questo tema. Per farlo, abbiamo sostenuto il progetto per la sicurezza stradale della Bayer, il lungometraggio “L’asfalto rosso”, e, in collaborazione con le scuole brianzole, abbiamo avviato un percorso di avvicinamento alla manualità artigiana”.

In francese si chiama eurovignette, in italiano diventa eurobollo, ma per tutti gli autotrasportatori europei altro non è che una nuova tassa da pagare. In nome della riduzione dell’inquinamento ambientale e della congestione autostradale. Ma quando il parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza la direttiva eurovignette III, che apre all’aumento dei pedaggi autostradali per il trasporto merci, in pochi hanno creduto alle buone intenzioni che starebbero alla base della norma approvata lo scorso 7 giugno a Strasburgo. Una vera e propria tassa riservata esclusivamente al trasporto merci, che dovrebbe portare fondi alle casse comunitarie da destinare alle infrastrutture e alla riduzione dell’inquinamento ambientale. Se è vero che il Ministro Matteoli ha annunciato che l’Italia non accoglierà la direttiva, è altrettanto vero che sopra al settore grava lo spettro di una nuova tassa. Di dubbi sulla bontà dell’iniziativa, in ogni caso, ne restano molti. A cominciare dalla decisione di tassare esclusivamente il trasporto merci, come se le autovetture o i bus per il trasporto persone non inquinino l’ambiente. Oppure, l’idea che aumentando il pedaggio autostradale in determinate ore della giornata si possano evitare gli ingorghi. L’ultima delle criticità della direttiva europea, ma non per questo la meno importante, riguarda il mancato reinvestimento nel settore dei proventi degli aumenti. La direttiva, infatti, non obbliga gli stati membri a reinvestire i proventi della tassa nel settore. “Non è stato messo nero su bianco l’utilizzo che si farà di questi soldi. Ad oggi, non sappiamo se questi fondi saranno spesi a favore delle infrastrutture, dell’ambiente, del mondo del trasporto – ha detto Francesco Del Boca, presidente di Confartigianato Trasporti e di UETR – Noi continueremo a vigilare affinchè queste parole trovino un riscontro nella realtà”. Confartigianato e Uetr, la sigla dell’autotrasporto europeo di cui è presidente lo stesso Del Boca, hanno già portato a casa un risultato importante durante la stesura dell’eurovignette. Gli aumenti, infatti, non riguarderanno i mezzi con peso inferiore alle 12 tonnellate. Una flotta di veicoli che comprende la maggioranza delle imprese artigiane.

Il banco di prova del Sistri è durato 24 ore. Ma ne sono occorse molte meno per confermare tutte le criticità segnalate in questi mesi da imprese e associazioni, che portano a una sola conclusione: il sistema è un flop. La cronistoria è presto fatta. Mercoledì 11 maggio, intorno alle 9, il portale internet del Sistri, chiave dell’intera macchina, risultava praticamente inaccessibile. E tra alti e bassi tutto il resto della giornata è filata via così, con il cervellone del Ministero dell’Ambiente che ha funzionato male e a singhiozzo. La difficoltà di connessione e la lentezza esasperante del sistema, sono tra le principali criticità emerse nel ‘Click day’ promosso da Rete imprese Italia e dalle altre maggiori organizzazioni imprenditoriali e cooperative per verificare la reale funzionalità del sistema di tracciatura digitale dei rifiuti in vista della sua piena operatività prevista per il primo giugno. Ma il campionario di problemi riscontrati è decisamente più ampio: dalla diffusa mancanza delle chiavette usb alle credenziali risultate illeggibili. Per tutto il giorno la casella postale di Confartigianato, e quelle attivate per l’occasione dalle altre organizzazioni, è stata tempestata da centinaia di segnalazioni di procedure fallite e dalle comunicazioni di imprenditori che annunciavano di aver gettato la spugna dopo ripetuti tentativi di registrazione andati a vuoto. C’è comunque chi non si è scoraggiato. Un autotrasportatore di Verbania, ad esempio, dopo tre ore ha portato a casa il risultato: il semaforo verde al trasporto di un litro di olio esausto. Al termine della giornata, Confartigianato ha tirato le somme: negative oltre l’80% delle segnalazioni degli associati e il 77% di quelle delle associazioni territoriali che hanno realizzato il test su delega delle imprese. In poche parole, otto mesi di ritardo e due proroghe non sono stati sufficienti ad evitare il disastro. In un coro generalizzato di proteste, solo una voce di segno contrario, quella del Ministero dell’Ambiente che ha definito la prova generale ‘un pieno successo’, nonostante l’ammissione che solo un utente su tre è riuscito a registrarsi. <i>”La giornata nella quale abbiamo chiesto alle aziende di collegarsi simultaneamente </i>-spiega il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli – <i>ha dato un esito assolutamente negativo. Sono meravigliato dai contro dati forniti dal Ministero dell’Ambiente. Noi abbiamo testato il sistema direttamente attraverso le nostre sedi territoriali presenti in tutta Italia e con alcune aziende che avevamo invitato a collegarsi. Lo abbiamo fatto noi, lo hanno fatto le altre confederazioni di Rete Imprese Italia, lo ha fatto il mondo della cooperazione, lo ha fatto Confindustria, tutti con risultati assolutamente analoghi, che dicono purtroppo di una ridottissima percentuale di successo, e anche quando sono riusciti a collegarsi, i tempi sono risultati assolutamente improponibili per un sistema che dovrebbe riguardare a regime centinaia di migliaia di imprese”.</i> In una nota congiunta, Rete Imprese Italia, Confindustria e l’Alleanza delle Cooperative Italiane nell’esprimere forte preoccupazione per l’esito totalmente negativo del Click Day hanno chiesto al Ministro dell’Ambiente la sospensione urgente dell’entrata in vigore del Sistri e un ripensamento dell’intero sistema. <i>”Dovesse partire il primo giugno come è ora previsto </i>- rimarca Fumagalli -<i> il risultato non potrà che essere assolutamente identico a quello registrato, cioè l’impossibilità per i tenuti a quest’obbligo di adempiervi. Non credo sia nei risultati attesi dal Ministero dell’Ambiente quello della impossibilità per le aziende di far fronte ad un obbligo e sottolineo questo aspetto: Confartigianato, Rete Imprese Italia e tutto il mondo dell’impresa sono per conciliare un controllo rigoroso del ciclo dei rifiuti ma assolutamente da realizzare con una modalità che non complichi la vita alle imprese”.</i>

Rientra l’emergenza ecobonus. L’Agenzia delle Entrate, che a fine ottobre aveva disposto la sospensione dei crediti di imposta collegati all’installazione sui veicoli circolanti di impianti di alimentazione a metano e gpl, ha ripristinato i codici tributo che permetteranno agli autoriparatori di recuperare il bonus fiscale già dalla liquidazione di gennaio. Si chiude così una vicenda che ha tenuto con il fiato sospeso le piccole imprese installatrici che hanno rischiato seriamente di dover pagare di tasca propria le misure del Governo per rendere eco-compatibili le autovetture più inquinanti. Il meccanismo di erogazione degli incentivi, infatti, consiste in uno sconto applicato direttamente dalle officine in fattura, importi che le imprese poi recuperano detraendoli dalle imposte. Un meccanismo che si è inceppato improvvisamente in autunno, quando dai moduli F24 on-line sono scomparsi i codici tributo che consento alle imprese di recuperare l’incentivo concesso ai clienti. Nei giorni successivi il blocco, le Entrate hanno spiegato le ragioni del disco rosso: “anomalie riscontrate nell’erogazione del bonus”. Una spiegazione che ha lasciato a bocca aperta il settore. ‘Controlli tardivi – rimarca Claudio Piazza di Confartigianato Autoriparazione – Tutte le imprese – sottolinea – si sono trovate da un giorno all’altro a registrare una perdita netta e a non poter recuperare quanto anticipato ai clienti”. Una situazione insostenibile per un comparto marchiato a fuoco dalla crisi, che si è sbloccata solo a seguito della forte azione di Confartigianato Autoriparazione che sul problema ha sensibilizzato le forze politiche, ottenendo l’attenzione, tra gli altri del Senatore del Pdl Zanoletti che sull’argomento ha rivolto un interrogazione al Ministro dello Sviluppo Economico Romani.

A pochi giorni dal fatidico primo gennaio 2011, data di entrata in vigore, il Sistri ancora non funziona. Soprattutto non funzionano i dispositivi elettronici come le chiavette Usb e le black box che sono alla base della rivoluzione telematica voluta dal Ministero dell’Ambiente per tracciare il percorso dei rifiuti prodotti dalle aziende. Rivoluzione condivisibile nel principio di combattere il traffico illegale di rifiuti ma, almeno per ora, troppo complessa e costosa nell’attuazione, al punto da far rimpiangere agli imprenditori i vecchi moduli cartacei. Per le 500.000 imprese che da gennaio dovranno adeguarsi al Sistri è una via crucis di problemi: molte non hanno ancora ricevuto le apparecchiature indispensabili per tracciare i rifiuti. Ma chi già dispone di chiavi Usb e black box deve fare i conti con difetti del software e dell’hardware che li rendono inutilizzabili. Se ne sono accorti anche i tecnici del Ministero dell’Ambiente che hanno ritirato molti dei dispositivi distribuiti. Insomma, una corsa con troppi ostacoli verso quel primo gennaio 2011 che dovrebbe segnare l’inizio dell’era Sistri. In queste condizioni, Confartigianato ritiene che l’unica soluzione per evitare agli imprenditori le salatissime sanzioni che da gennaio scatteranno per chi non si adegua al Sistri consiste nel rinviare l’applicazione del sistema. Il Presidente Guerrini ha sollecitato il differimento in una lettera al Ministro dell’Ambiente Prestigiacomo ma anche ai suoi colleghi Brunetta e Calderoli e al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. Perché il Sistri, se non verrà modificato, aumenta i costi e complica di molto gli adempimenti che i Ministri Brunetta e Calderoli hanno promesso di alleggerire per semplificare la vita ai piccoli imprenditori. “La buona volontà delle imprese e delle Associazioni che le assistono – scrive il Presidente Guerrini ai rappresentanti del Governo – nulla può contro i ritardi e i malfunzionamenti di un sistema che, peraltro, impone gli stessi obblighi e gli stessi costi a un parrucchiere che smaltisce pochi grammi di lamette e ad una multinazionale chimica”. Ora non resta che confidare in una rapida risposta di buon senso da parte del Governo.

Inquinamento è lento, ecologia è rock. E’ ormai sfida lungo tutta la filiera automobilistica per togliere dagli autoveicoli l’imbarazzante etichetta di grandi inquinatori, cercando nuove soluzioni a un vecchio problema: come percorrere lo stesso numero di chilometri spendendo e inquinando di meno. Una quadra difficile da trovare tra propulsori spinti ad idrogeno, che non decollano, e autovetture ad alimentazione ibrida con prezzi ancora troppo alti per imporsi come standard. E così l’attenzione è ancora una volta tutta per GPL e metano, due vecchie conoscenze finora poco valorizzate dal settore dell’<i>automotive.</i> Un accordo firmato nei giorni scorsi presso il Ministero dello Sviluppo Economico promette grandi novità. Attorno al tavolo, Confartigianato Autoriparazione e le 11 associazioni più rappresentative della filiera automobilistica e del settore petrolifero che si sono impegnate a promuovere la progressiva diffusione dei veicoli alimentati a Gpl e metano, offrendo al cliente massime garanzie da parte di tutti i soggetti coinvolti nella filiera, sul piano della corretta informazione, della qualità del servizio e della sicurezza degli interventi di manutenzione dei veicoli. In questa direzione le officine specializzate associate a Confartigianato potranno svolgere un ruolo chiave, garantendo – grazie a specifici corsi formazione – interventi di installazione e di manutenzione in linea con gli standard più elevati di sicurezza. Un nuovo impegno bilanciato da nuove opportunità di mercato, fondamentali nell’attuale contesto di crisi. <i>“L’accordo </i>- ha sottolineato Claudio Piazza che ha sottoscritto il documento in qualità di Delegato di Confartigianato Autoriparazione –<i> mira al miglioramento continuo della preparazione professionale degli operatori del settore, per fornire un servizio sempre più qualificato e per accrescere i livelli di scurezza stradale, mettendo la professionalità degli autoriparatori al servizio della clientela, con particolare attenzione alla difesa dell’ambiente”.</i>

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